Promozioni Fiat di febbraio 2021

Le promozioni Fiat di febbraio 2021 sono ricche di offerte interessanti. Il merito va anche – ma non solo – agli incentivi statali.
Le proposte più succose del mese riguardano soprattutto citycar, anche se non mancano modelli di altri segmenti. Scopriamoli insieme.
Promozioni Fiat di febbraio 2021

Fiat 500 Cult
La Fiat 500 più economica in commercio – la Cult – costa ufficialmente 15.500 euro ma grazie alle promozioni di febbraio 2021 della Casa torinese (valide in caso di rottamazione di un veicolo omologato in una classe inferiore a Euro 6 immatricolato prima dell’1 gennaio 2011) bastano 12.900 euro per acquistarla. Una cifra che può scendere a 11.400 euro in caso di incentivo statale e a 9.900 euro se si aderisce al finanziamento Contributo Prezzo Be-Hybrid di FCA Bank (TAN fisso 6,85% salvo arrotondamento rata, TAEG 9,53%): anticipo di 500 euro, prima rata a 330 giorni e 74 rate mensili da 179,50 euro.

Fiat 500 Sport
Le promozioni Fiat di febbraio 2021 consentono di acquistare la 500 Sport – in caso di rottamazione di un veicolo omologato in una classe inferiore a Euro 6 immatricolato prima dell’1 gennaio 2011 – con 15.900 euro anziché 18.500. L’offerta può diventare ancora più conveniente (14.400 euro) con gli incentivi statali e (12.900 euro) se si aderisce al finanziamento Contributo Prezzo Be-Hybrid di FCA Bank (TAN fisso 6,85% salvo arrotondamento rata, TAEG 8,98%): anticipo di 500 euro, prima rata a 330 giorni e 74 rate mensili da 232,50 euro.

Fiat Panda
Bastano 11.400 euro (anziché 13.900) in caso di rottamazione di un veicolo omologato in una classe inferiore ad Euro 6 immatricolato prima dell’1 gennaio 2011 per acquistare a febbraio 2021 la Fiat Panda Hybrid “base”. La promozione può diventare ancora più interessante (9.900 euro) con gli incentivi statali e aderendo (8.400 euro) al finanziamento Contributo Prezzo Be-Hybrid di FCA Bank (TAN fisso 6,85% salvo arrotondamento rasta, TAEG 9,96%): anticipo di 500 euro, prima rata a 330 giorni e 74 rate mensili da 153 euro.

Fiat Panda Sport
12.700 euro: basta questa cifra a febbraio 2021 per portarsi a casa la Fiat Panda Sport Hybrid (normalmente in vendita a 15.500 euro) in caso di rottamazione di un veicolo omologato in una classe inferiore ad Euro 6 immatricolato prima dell’1 gennaio 2011. La promozione della Casa torinese può diventare ancora più “succosa” (11.200 euro) se abbinata agli incentivi statali e (9.700 euro) al finanziamento Contributo Prezzo Be-Hybrid di FCA Bank (TAN fisso 6,85% salvo arrotondamento rata, TAEG 9,59%): anticipo di 500 euro, prima rata a 330 giorni e 74 rate mensili da 176 euro.

Fiat Tipo
2.700 euro: è questo lo sconto – da 18.500 a 15.800 euro – previsto dalle promozioni Fiat di febbraio 2021 (in caso di rottamazione di un veicolo omologato in una classe inferiore ad Euro 6 immatricolato prima dell’1 gennaio 2011) sulla Tipo 1.0. L’offerta può diventare ancora più interessante – 14.300 euro – in caso di incentivi e – 12.300 euro – se si aderisce al finanziamento Contributo Prezzo di FCA Bank (TAN fisso 6,85% salvo arrotondamento rata, TAEG 9,02%): anticipo di 500 euro, prima rata a 330 giorni e 74 rate mensili da 221,50 euro.

Fiat Tipo SW
La Fiat Tipo SW 1.0 costa ufficialmente 20.000 euro ma grazie alle promozioni di febbraio 2021 della Casa piemontese – valide in caso di rottamazione di un veicolo omologato in una classe inferiore ad Euro 6 immatricolato prima dell’1 gennaio 2011 – sono sufficienti 17.300 euro per acquistarla. L’offerta può diventare ancora più conveniente – 15.800 euro – con gli incentivi statali e – 13.800 euro – se si aderisce al finanziamento Contributo Prezzo di FCA Bank (TAN fisso 6,85% salvo arrotondamento rata, TAEG 8,82%): anticipo di 500 euro, prima rata a 330 giorni e 74 rate mensili da 248 euro.

Fiat 500L
Grazie alle promozioni Fiat di febbraio 2021 – valide in caso di rottamazione – è possibile acquistare la 500L più economica in commercio (la 1.4 Connect) con 15.000 euro invece di 19.950. L’offerta può diventare ancora più conveniente – 13.000 euro – se si aderisce al finanziamento Contributo Prezzo di FCA Bank (TAN fisso 6,85% salvo arrotondamento rata, TAEG 8,93%): anticipo di 500 euro, prima rata a 330 giorni e 74 rate mensili da 234 euro.

Fiat 500X
Sono sufficienti 16.900 euro (anziché 21.000) per acquistare a febbraio 2021 – in caso di rottamazione – una Fiat 500X 1.0 T3 Cult. L’offerta può diventare ancora più vantaggiosa se si aderisce al finanziamento Contributo Prezzo di FCA Bank (TAN fisso 6,85% salvo arrotondamento rata, TAEG 8,70%): anticipo di 500 euro, prima rata a 330 giorni e 74 rate mensili da 267,50 euro.

Fiat 500X Sport
Lo sconto di 5.000 euro previsto dalle promozioni Fiat di febbraio 2021 in caso di rottamazione permette di acquistare la 500X 1.0 T3 Sport con 19.500 euro anziché 24.500. Una cifra che può scendere ulteriormente – 17.500 euro – se si aderisce al finanziamento Contributo Prezzo di FCA Bank (TAN fisso 6,85%, TAEG 8,44%): anticipo di 500 euro, prima rata a 330 giorni e 74 rate mensili da 313 euro.

Fiat Nuova 500
L’unione tra promozioni Fiat e incentivi statali consente di acquistare la Nuova 500 più economica in commercio – la Action – con 19.930 euro anziché 26.150. Il finanziamento abbinabile (TAN fisso 5,95% salvo arrotondamento, TAEG 8,19%, km totali 45.000, costo supero 0,05 euro/km) comprende un anticipo di 6.850 euro, 36 rate mensili da 99 euro e una maxirata finale di 12.624,56 euro.
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Kia Picanto 1.0 TGDi: allegra con brio

| Appeal | Il marchio Kia ha fatto passi da gigante negli ultimi anni. |
| Contenuti tecnologici | Di serie c’è tanta roba e per chi vuole il massimo (navigatore e ADAS in abbinamento al ruotino di scorta) basta aggiungere 1.150 euro. |
| Piacere di guida | La Picanto 1.0 TGDi è una citycar vivace e agile nelle curve: non è sportiva ma diverte. |
| Stile | Look molto grintoso (anche se a nostro avviso il restyling ha appesantito il frontale). |
Le citycar stanno lentamente sparendo dai nostri listini: molte Case – alla ricerca di modelli più profittevoli – hanno già deciso di abbandonare il “segmento A” o di produrre cittadine esclusivamente elettriche per aumentare i margini di guadagno. Per fortuna esistono Case come la Kia che non solo continuano a produrre vetture come la Picanto – arrivata alla terza generazione – ma offrono anche varianti “pepate” destinate a chi ha un budget inferiore a 20.000 euro ma che al tempo stesso non si accontenta di un semplice mezzo per andare dal punto A al punto B.
Nella nostra prova su strada abbiamo testato la versione più grintosa della Kia Picanto: la 1.0 TGDi nell’allestimento sportivo GT Line. Scopriamo insieme i pregi e difetti dell’interessante “baby” coreana.
Kia Picanto 1.0 TGDi GT Line: costosa ma ricca
La Kia Picanto 1.0 TGDi GT Line protagonista della nostra prova su strada ha un prezzo un po’ alto – 17.650 euro sono tanti per una citycar – abbinato però a una dotazione di serie ricchissima:
Comfort
- Climatizzatore automatico
- Sensori di parcheggio posteriori
- Bracciolo anteriore scorrevole con vano portaoggetti
- Sedile guida regolabile in altezza
- Sensore crepuscolare
- Servosterzo elettrico + volante regolabile in altezza
- Poggiatesta anteriori e posteriori regolabili in altezza
- Chiusura centralizzata con chiave ripiegabile + immobilizer
- Stop & Go
Esterni
- Cerchi in lega da 16″ con design “Blade”
- Fari anteriori bifunction
- Indicatori di direzione a LED
- Luci di posizione a LED
- Luci diurne anteriori a LED
- Fari fendinebbia a LED Sporty Style
- Fari posteriori a LED
- Vetri posteriori oscurati
- Griglia Tiger Nose bicolor dedicata
- Paraurti anteriore e posteriore GT Line con accenti cromati
- Profilo laterale vetri cromato
- Doppio scarico cromato
- Maniglie esterne cromate
- Retrovisori esterni con indicatori di direzione integrati a LED
- Retrovisori esterni riscaldabili, regolabili e ripiegabili elettricamente
Interni
- Pedaliera in alluminio
- Volante sportivo rivestito in pelle
- Alzacristalli elettrici anteriori e posteriori – funzione auto up/down & safety lato guida
- Finiture interne cromate
- Maniglie interne cromate
- Pomello del cambio rivestito in pelle
- Pianale di carico regolabile su due livelli
- Omologazione 5 posti
- Tasca portaoggetti posteriore lato passeggero
- Sedili posteriori abbattibili e frazionabili con modulo 60:40
- Alette parasole con specchietti di cortesia
- Tendalino rigido copribagagliaio
- Luce vano bagagli
Multimedia
- Cruise Control con Speed Limiter
- Smart Key + Start Button
- Radio DAB con schermo touchscreen da 8″ con Apple CarPlay/Android Auto
- Bluetooth con riconoscimento vocale
- Retrocamera con guide dinamiche
- Tweeters
- Supervision Cluster da 4,2″
- Comandi audio al volante
- Bluetooth con vivavoce
- Presa USB anteriore
Sicurezza
- Freni a disco anteriori e posteriori
- Sistema di assistenza alla frenata d’emergenza (FCA) con riconoscimento vetture
- 7 anni di garanzia/150.000 km (secondo disposizioni della Casa)
- ABS/ESC/HAC
- Airbag lato guida e passeggero, laterali anteriori e a tendina anteriori e posteriori
- Attacchi Isofix
- Freni a disco anteriori
- Kit di riparazione pneumatici
- Sistema di monitoraggio pressione pneumatici (TPMS)
Consigliamo di aggiungere a tutto questo ben di Dio il Techno & Safety Pack (1.150 euro in abbinamento obbligatorio con il ruotino di scorta). Un pacchetto che comprende l’eccellente sistema multimediale UVO Connect con navigatore, 7 anni di traffico dati e aggiornamento mappe, il caricatore wireless per smartphone e alcuni ADAS che si trovano solitamente su vetture più grandi e costose. Qualche esempio? Il sistema di assistenza alla frenata di emergenza FCA con riconoscimento vetture, pedoni e ciclisti, il sistema di avviso e correzione superamento della carreggiata LKA, il sistema di guida autonoma di II livello LFA, il sistema di rilevamento stanchezza conducente DAW e il sistema di regolazione fari abbaglianti HBA.

A chi si rivolge
A chi cerca la sostanza Kia (affidabilità e una garanzia di 7 anni o 150.000 km) ma vuole anche un po’ di divertimento.

Alla guida: primo impatto
Quando ci si accomoda a bordo della Kia Picanto si rimane sempre piacevolmente sorpresi dalla qualità percepita (plastiche rigide come su tutte le citycar ma ben assemblate): l’abitacolo sembra quello di una “segmento B” e per trovare imprecisioni nelle finiture (che non mancano, sia chiaro) bisogna addentarsi nelle zone più nascoste.
Nonostante le forme sportive la baby coreana offre tanto spazio alla testa dei passeggeri posteriori: migliorabili, invece, i centimetri a disposizione delle spalle e delle gambe (difficile pretendere però di più da un’auto lunga solo 3,60 metri). Il bagagliaio è molto ampio ed è impreziosito da un utile doppio fondo ma quando si abbattono i sedili posteriori va detto che esistono concorrenti più versatili.
Il motore 1.0 turbo tre cilindri benzina TGDi da 100 CV è un po’ rumorosetto (soprattutto a freddo) ma regala una buona spinta ai bassi regimi e prestazioni vivaci (“0-100” in 10,3 secondi), il tutto abbinato a un comportamento nelle curve agile e rassicurante.

Alla guida: valutazione finale
Bastano pochi minuti per prendere confidenza con la Kia Picanto: merito dei comandi ergonomici e delle dimensioni esterne compatte che – unite ai sensori di parcheggio posteriori e alla retrocamera di serie – rendono uno scherzo qualsiasi manovra negli spazi stretti. Peccato solo per l’assenza di protezioni per la carrozzeria: se volete mettervi al riparo da eventuali toccatine meglio puntare sulla variante X Line – in vendita allo stesso prezzo della GT Line protagonista della nostra prova su strada – che strizza l’occhio nel look al mondo delle SUV.
Il motore regala consumi contenuti (anche guidando in modo allegro è impossibile percorrere meno di 15 km/l) grazie all’apertura delle valvole a variazione continua che consente di massimizzare l’efficienza in tutte le situazioni di guida mentre il divertimento è garantito da uno sterzo diretto, da un cambio manuale a cinque marce caratterizzato da una leva molto maneggevole e da un impianto frenante valido. Con una ventina di cavalli in più – e con sospensioni posteriori leggermente meno rigide – sarebbe una sportiva mignon perfetta.

Cosa dice di te
Sei un nostalgico delle baby grintose ma ritieni troppo esagerate (nelle dimensioni, nel prezzo, nella potenza e nei costi di gestione) le piccole sportive moderne. Per divertirti ti bastano un centinaio di cavalli e una vettura leggera.
Scheda tecnica
| Motore | turbo benzina, 3 cilindri in linea |
| Cilindrata | 998 cc |
| Potenza | 100 CV |
| Emissioni CO2 | 114 g/km |
| Consumi | 20,0 km/l |
| Velocità max | 180 km/h |
| Acc. 0-100 | 10,3 s |
| Lunghezza/larghezza/altezza | 3,60/1,60/1,49 metri |
| Capacità bagagliaio | 255/1.010 litri |
| Prezzo | 17.650 euro |
Le concorrenti
| Fiat Panda 4×4 Wild | Per chi vuole divertirsi fuori dall’asfalto: trazione integrale e un motore bicilindrico turbo da 85 CV sotto il cofano. |
| Hyundai i10 N Line | L’unica vera rivale della Picanto: motore identico, prezzi leggermente più bassi (però la dotazione è meno completa), più versatilità ma anche meno divertimento nelle curve. |
| Toyota Aygo red | Grintosa ma solo nell’estetica: il motore infatti ha 72 cavalli… |
| Volkswagen up! GTI 5p. | La citycar a cinque porte più sportiva in circolazione: 116 CV e 8,8 secondi sullo “0-100”. I prezzi, però, sono molto più alti di quelli della Picanto. |
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Malik Ghulam Muhammad, il governatore pakistano che cofondò Mahindra

Non tutti sanno che la Mahindra – una delle più grandi aziende indiane – è stata cofondata da uno degli uomini più potenti della storia del Pakistan.
Scopriamo insieme la biografia di Malik Ghulam Muhammad, primo ministro delle finanze pakistano nonché governatore dello Stato asiatico nei primi anni ‘50 del XX secolo.
Malik Ghulam Muhammad: la biografia
Malik Ghulam Muhammad nasce il 20 aprile 1895 a Lahore (all’epoca in India). Dopo aver ottenuto un diploma in contabilità presso l’Università islamica di Aligarh trova il primo lavoro a 25 anni presso l’Indian Audit and Accounts Service, l’ufficio di audit dell’Impero anglo-indiano, e inizia ad occuparsi delle compagnie ferroviarie locali.
Sempre più in alto
Muhammad fa rapidamente carriera: alla fine degli anni ‘20 del Novecento diventa responsabile degli acquisti delle ferrovie nazionali e nel 1932 è uno dei funzionari più importanti dello stato di Bhopal. Due anni più tardi entra nel dipartimento nazionale poste e telegrafi.
La Seconda Guerra Mondiale
Durante la Seconda Guerra Mondiale Malik Ghulam Muhammad ricopre ruoli sempre più rilevanti all’interno dell’amministrazione indiana fino a diventare nel 1941 – anno in cui riceve il prestigioso riconoscimento di compagno dell’Ordine dell’Impero indiano – segretario del dipartimento delle forniture militari. L’anno seguente è consulente principale del governo statale di Hyderabad.
Nasce la Mahindra
Nel 1945 Muhammad fonda insieme ai fratelli Mahindra (Jagdish Chandra e Kailash Chandra) la Mahindra & Mohammad, una società – inizialmente specializzata nel commercio dell’acciaio – che si trasformerà nel dopoguerra in una Casa automobilistica.
Malik Ghulam Muhammad lascia la Mahindra già nel 1946, entra nel ministero delle finanze indiano e riceve il Knight Bachelor (altra onorificenza britannica).
Nasce il Pakistan
Nel 1947 il Pakistan diventa indipendente, Muhammad prende la cittadinanza del neonato stato e diventa il primo ministro delle finanze del Paese asiatico.
La malattia
Alla fine del decennio Malik Ghulam Muhammad comincia a manifestare dei problemi di salute che lo portano alla paralisi.
Nel 1951 il primo ministro del Pakistan Liaquat Ali Khan vorrebbe rimuovere Muhammad dal ruolo di ministro delle finanze ma viene assassinato poco prima. Malik Ghulam viene nominato governatore generale (cioè il rappresentante ufficiale della monarchia britannica nel Paese) dal nuovo primo ministro Khawaja Nazimuddin.
Il colpo di stato costituzionale
Malik Ghulam Muhammad nel 1953 attraverso una specie di colpo di stato riesce a mandare via Nazimuddin accusandolo di non saper gestire i problemi economici e al suo posto viene chiamato Mohammad Ali Bogra.
Muhammad dà vita a una politica sempre più orientata verso la supremazia dell’esercito e della burocrazia e nel 1954 scioglie l’assemblea costituente.
Malik Ghulam Muhammad – sempre più consumato dalla malattia – muore il 29 agosto 1956.
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Promozioni auto febbraio 2021: le occasioni del mese

Le promozioni auto di febbraio 2021 sono particolarmente interessanti. I motivi sono due: un mercato in crisi e incentivi corposi.
Le offerte più ricche del mese riguardano soprattutto modelli giapponesi e vetture appartenenti al segmento delle SUV compatte, anche se non mancano proposte di altre nazioni e di altre categorie. Scopriamole insieme.
Promozioni auto febbraio 2021: le occasioni del mese

Audi A6 Avant
L’Audi A6 Avant 40 2.0 TDI quattro Business Sport costa ufficialmente 66.995 euro ma grazie alle promozioni di febbraio 2021 della Casa tedesca bastano 59.403,51 euro per acquistarla. L’offerta – che comprende l’estensione di garanzia Audi Extended Warranty di 1 anno/60.000 km – va abbinata obbligatoriamente al finanziamento Audi Financial Services (TAN fisso 3,49%, TAEG 4,06%): anticipo di 20.667,43 euro, 35 rate da 379 euro e una maxirata finale di 29.355,32 euro.

Cupra Formentor
Grazie alle promozioni Cupra di febbraio 2021 sono sufficienti 28.503,78 euro (anziché 31.250) per portarsi a casa la Formentor “base” (la 1.5 TSI). Il finanziamento abbinato (TAN fisso 3,99%, TAEG 4,88%) comprende un anticipo di 5.300 euro, 35 rate da 265 euro e una maxirata finale da 16.635,62 euro.

Dacia Duster
A febbraio 2021 la Dacia Duster a GPL più economica in commercio – la 1.0 TCe ECO-G Essential – costa 13.750 euro invece di 15.000. Il finanziamento Simply Dacia abbinato (TAN fisso 5,25%, TAEG 7,23%) comprende: anticipo di 3.400 euro, 36 rate da 150,07 euro e una maxirata finale di 7.500 euro.

DR dr 5.0
1.500 euro: è questo lo sconto previsto dalle promozioni DR di febbraio 2021 sulla dr 5.0 “entry level” – la 1.5 (da 18.900 a 17.400 euro) – in caso di rottamazione di qualsiasi usato, indipendentemente da chi ne sia il proprietario e a prescindere dall’anzianità e dalla classe omologativa. L’offerta è valida esclusivamente per modelli in stock disponibili in rete.

DS 7 Crossback
Grazie alle promozioni DS di febbraio 2021 e agli incentivi è possibile beneficiare di 8.000 euro di vantaggi sulla DS 7 Crossback E-Tense Grand Chic (da 55.200 a 47.200 euro). L’0fferta è valida in caso di rottamazione di un veicolo con più di 10 anni.

Honda Jazz
Lo sconto di 4.600 euro previsto dalle promozioni Honda di febbraio 2021 sulla Jazz consente di acquistare la versione più economica – la Comfort – con 17.900 euro anziché 22.500. Il finanziamento abbinato (TAN fisso 4,96%, TAEG 6,31%) comprende: anticipo di 3.050 euro, prima rata a 30 giorni, 47 rate da 179 euro e una maxirata finale da 9.225 euro ulteriormente rifinanziabile entro 45 giorni dalla scadenza (TAEG massimo 6,60%).

Kia Picanto
La Kia più economica del listino – la Picanto 1.0 City – costa ufficialmente 12.350 euro ma grazie alle promozioni di febbraio 2021 della Casa coreana bastano 8.400 euro per acquistarla in caso di permuta o rottamazione di un veicolo di proprietà del Cliente da almeno tre mesi. L’offerta può diventare ancora più vantaggiosa (7.400 euro) se si aderisce al finanziamento Scelta Kia Special (TAN fisso 6,01%, TAEG fisso 9,56%): anticipo di 400 euro, 35 rate mensili da 129 euro e una maxirata finale di 4.446 euro.

Lexus NX
8.000 euro (da 53.000 a 45.000 euro): è questo lo sconto previsto dalle promozioni Lexus di febbraio 2021 sulla NX “entry level” (la Premium) in stock in caso di rottamazione o permuta.

Mahindra KUV100
Le promozioni Mahindra di febbraio 2021 consentono di acquistare la KUV100 “base” – la K6+ – con 2.000 euro di sconto (da 11.990 a 9.990 euro). L’0fferta è valida solo per veicoli in stock Euro 6d-temp ed esclusivamente se si aderisce al finanziamento Formula Vantaggi Mahindra (TAN fisso 6,45%, TAEG 8,94%): anticipo zero, prima rata a 30 giorni e 84 rate mensili da 167 euro.

Nissan Juke
A febbraio 2021 la Nissan Juke N-Connecta costa 19.100 euro invece di 24.000 euro in caso di rottamazione di un veicolo di classe inferiore a Euro 6 immatricolato prima dell’1 gennaio 2011: merito delle promozioni della Casa giapponese e degli incentivi statali. L’offerta può diventare ancora più vantaggiosa – 17.900 euro – se si aderisce al finanziamento Intelligent Buy (TAN fisso 5,49%, TAEG 6,81%): anticipo di 1.988 euro, 36 rate da 199 euro e una maxirata finale di 12.960 euro.
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Come pulire il tettuccio di un’auto in maniera accurata e precisa

I tessuti del cielo dell’auto col tempo si possono ingiallire e ingrigire, ma basta sapere utilizzare i detergenti giusti per fare una pulizia accurata senza rovinare il materiale. Anche il rivestimento del tetto della macchina risente della presenza della polvere che si appoggia su ogni superficie, ma a volte non ci si pensa.
Eppure si possono formare dei fastidiosi aloni sia sul tettuccio in tessuto che sul tetto panoramico in vetro. Quello che per molti è noto anche come cielo e che si trova sopra le teste dei passeggeri, deve ricevere le stesse attenzioni di ogni altra componente interna dell’auto. Come abbiamo già visto infatti, oltre alla carrozzeria e agli esterni di ogni veicolo, meritano la dovuta pulizia anche i sedili, il volante, il cruscotto e molto altro, come vetri e cristalli
Le cause del tettuccio rovinato e macchiato
Il vizio del fumo in macchina è una delle principali cause della formazione di macchie sul tettuccio e non solo; un’abitudine malsana sia per la propria salute che per quella degli interni dell’auto. Il fumo della sigaretta può ingiallire e ingrigire ogni componente interna, oltre a impregnare la tappezzeria di un cattivissimo odore e a riempire l’abitacolo di cenere. Sarebbe meglio quindi evitare di fumare in auto, già lo smog e l’inquinamento atmosferico in generale sono cause di deterioramento, cattivi odori e ingiallimento dei tessuti.
Come eliminare aloni e polvere dal tettuccio dell’auto
Le macchie dovute alla polvere e al fumo in auto possono essere eliminate facilmente, basta utilizzare i detergenti appositi che si trovano in commercio e seguire le indicazioni che vengono riportate sulle confezioni.
Questi prodotti in genere devono essere spruzzati sulle superfici da trattare, lasciando poi loro il tempo di agire (qualche secondo), poi è necessario strofinare in maniera energica, evitando di provocare dei danni. Sarebbe preferibile utilizzare un panno in microfibra pulito (asciutto oppure leggermente umido). È importante procedere trattando una piccola zona per volta.
Anche le macchie causate dall’umidità possono essere eliminate dal tettuccio dell’auto o dal tessuto dei sedili. Bisogna avere molta pazienza e, anche in questo caso, comprare i detergenti giusti. I tessuti trattati e curati a dovere, senza prodotti aggressivi, possono davvero riacquisire una nuova luce.
Attenzione: c’è una cosa molto importante da sapere, un’operazione assolutamente necessaria da fare prima di procedere con la pulizia. Bisogna conoscere lo stato di salute del padiglione, picchiettando delicatamente il tetto con le dita per essere sicuri che il telaio dell’auto sia ancora ben solido e che la spugna eventualmente secca non cada come “pioggia di polvere” in microscopiche particelle nell’auto. Per la pulizia del tetto, se non vi fidate a eseguirla autonomamente, fate fare il lavoro ad un esperto.
Pulizia del tettuccio dell’auto: il vapore
Spesso si vuole utilizzare il getto del vapore, come quando si fanno le pulizie di fino in casa, per igienizzare e pulire al meglio anche la macchina. Attenzione però, perché un getto di vapore potrebbe anche intaccare la compattezza del rivestimento in tessuto-spugna-cartone del tettuccio dell’auto, che richiede molta attenzione e delicatezza. Il distaccamento o deterioramento del padiglione del tetto infatti spesso è causato proprio (oltre che dall’esposizione prolungata dell’auto al sole) da pulizie incaute, con prodotti e tecniche aggressivi, che portano allo sgretolamento della spugna, andando a formare delle bolle e dei rigonfiamenti antiestetici.
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Mazda MX, la storia

MX è una sigla importante per Mazda. Queste due lettere vengono assegnate dalla Casa giapponese solo a modelli innovativi e originali, vetture che rappresentano una sfida a creare e fornire nuovi valori senza essere limitate dalle convenzioni.
Di seguito troverete la storia completa di tutte le Mazda MX: auto di serie, da corsa e concept car che hanno saputo distinguersi in un panorama automotive spesso troppo omologato.
Mazda MX: l’evoluzione
| Le prime concept | dal 1981 |
| Mazda MX-6 prima generazione | 1987 |
| Mazda MX-5 NA | 1989 |
| Mazda MX-3 | 1991 |
| Mazda MX-6 seconda generazione | 1991 |
| La MX da corsa | 1992 |
| Mazda MX-5 NB | 1998 |
| Le concept del Terzo Millennio | dal 2001 |
| Mazda MX-5 NC | 2005 |
| Mazda MX-5 ND | 2015 |
| Mazda MX-30 | 2020 |
Mazda MX: le prime concept (1981)
Negli anni ’80 del XX secolo Mazda usa la sigla MX per battezzare diverse concept dotate di contenuti tecnologici innovativi.
La prima Mazda MX di sempre è il prototipo MX-81 Aria del 1981: una berlina progettata da Bertone sulla base della 323 con un design esterno caratterizzato da gruppi ottici anteriori a scomparsa e da fanali posteriori montati in alto. Nell’abitacolo spiccano invece il volante rettangolare incassato, il cockpit a schermo TV e i sedili anteriori oscillanti.
La concept Mazda MX-02 del 1983 presenta fiancate pulite, grandi finestrini, specchietti retrovisori esterni svasati e copriruota posteriori aerodinamici. Per quanto riguarda le innovazioni sotto la pelle troviamo invece le ruote posteriori sterzanti e l’head-up display sul parabrezza.
Nel 1985 è la volta del terzo prototipo MX di Mazda, la MX-03: una sportiva Wankel a trazione integrale con tre rotori (potenza di 315 CV), quattro ruote sterzanti, un’aerodinamica curatissima (Cx di 0,25) e un’originale cloche da aereo al posto del volante.
Due anni più tardi tocca alla concept Mazda MX-04: motore Wankel anteriore, trazione posteriore e due set di pannelli di fibra di vetro rimovibili che permettono di trasformare la vettura (coupé con parte superiore interamente vetrata o roadster con fiancate aperte in stile buggy).
Mazda MX-6 prima generazione (1987)

In breve
| Anno di debutto | 1987 |
| Durata generazione | 5 anni |
| Numero restyling | 0 |
La prima Mazda MX di serie – la prima generazione della MX-6 – vede la luce nel 1987 ma non viene commercializzata in Italia: una coupé a trazione anteriore con una gamma motori composta da unità da 1,8 a 2,2 litri.
Mazda MX-5 NA (1989)

In breve
| Anno di debutto | 1989 |
| Durata generazione | 8 anni |
| Numero restyling | 0 |
Mentre l’industria automobilistica sta abbandonando le auto sportive economiche Mazda sfida le convenzioni e lancia nel 1989 una classica spider a trazione posteriore: un modello che diventerà la sportiva a due posti più venduta di sempre. La prima generazione della Mazda MX-5 (nota anche con la sigla NA) debutta con un motore 1.6 da 116 CV, affiancato nel 1994 da un 1.8 da 131 CV. L’anno seguente la potenza del 1.6 scende a 90 cavalli.
Mazda MX-3 (1991)

In breve
| Anno di debutto | 1991 |
| Durata | 7 anni |
| Numero restyling | 0 |
La Mazda MX-3 – nata nel 1991 – è una coupé hatchback a trazione anteriore a quattro posti spinta da un piccolissimo motore V6 (1.8 da 133 CV). La potenza scende a quota 129 nel 1994, anno in cui questo propulsore viene affiancato da un più tradizionale 1.6 da 107 CV.
Mazda MX-6 seconda generazione (1991)

In breve
| Anno di debutto | 1991 |
| Durata generazione | 6 anni |
| Numero restyling | 0 |
La seconda (nonché ultima) generazione della Mazda MX-6 si distingue dall’antenata per un design più sinuoso. I motori? Quattro cilindri e V6 da 2 a 2,5 litri.
La MX da corsa

Nel 1992 Mazda, dopo aver vinto la 24 Ore di Le Mans l’anno prima, si ritrova senza la possibilità di schierare una vettura dotata di motore rotativo (messo al bando dalla FIA). La Casa di Hiroshima per rimediare acquista una Jaguar XJR-14 (campionessa del mondo sportprototipi in carica) e un motore Judd 3.5 V10, li unisce e ribattezza la vettura Mazda MXR-01. Il mix non si rivela vincente: zero vittorie e un secondo posto alla 500 km di Silverstone ottenuto dal brasiliano Maurizio Sandro Sala e dal britannico Johnny Herbert come miglior risultato.
Mazda MX-5 NB (1998)
In breve
| Anno di debutto | 1998 |
| Durata generazione | 7 anni |
| Numero restyling | 1 |
La seconda generazione della Mazda MX-5 (nota anche come NB) vede la luce nel 1998: leggermente più grande dell’antenata e con fari anteriori tradizionali al posto di quelli a scomparsa, ha una gamma motori composta da un 1.6 da 110 CV e da un 1.8 da 140 CV. In occasione del restyling del 2001 (nuovi gruppi ottici, paraurti ridisegnato con fendinebbia inediti, sedili modificati, consolle centrale rivista e interventi al tunnel, al volante e alla strumentazione) la potenza dell’unità più grintosa sale fino a 146 CV.
Le concept del Terzo Millennio
Agli inizi del Terzo Millennio Mazda torna a usare la sigla MX per battezzare alcune concept che anticipano le forme di diversi modelli di serie. Nel 2001 nasce la MX-Sport Tourer (monovolume con porte freestyle e linee sinuose) mentre l’anno seguente è la volta della MX-Sport Runabout (“mamma” della Mazda2).
Il prototipo MX-Sportif del 2003 è un’anticipazione della Mazda3 e l’anno successivo debuttano la MX-Flexa con porte posteriori scorrevoli (da cui vedrà la luce la Mazda5) e la MX-Microsport (una concept di hatchback destinata agli USA). La svolta arriva però con la MX-Crossport del 2005: una SUV ispirata alla RX-8 con passaruota scolpiti, fari sottili e linee di cintura audaci. Un design che verrà usato come base da tutte le crossover del marchio nipponico della seconda metà degli anni ’00 del XXI secolo.
Mazda MX-5 NC (2005)
In breve
| Anno di debutto | 2005 |
| Durata generazione | 10 anni |
| Numero restyling | 2 |
La terza generazione della Mazda MX-5 (chiamata anche NC) viene svelata nel 2005 e rappresenta una rivoluzione stilistica rispetto al passato. Più grande fuori e dentro (e anche più pesante), può vantare una gamma motori composta da un 1.8 da 126 CV e da un 2.0 da 160 CV. Nel 2006 esordisce l’inedita variante Roadster Coupé con tetto apribile rigido in metallo mentre due anni più tardi è la volta di un restyling che porta interni più curati e un frontale più incisivo. Risale al 2013 il secondo lifting, più leggero del primo.
Mazda MX-5 ND (2015)

In breve
| Anno di debutto | 2015 |
| Durata | in corso |
| Numero restyling | 1 |
La quarta generazione della Mazda MX-5 (sigla ND) – quella attualmente in commercio – nasce nel 2015 e può essere considerata un “ritorno al passato”: dimensioni compatte e peso ridotto. Il tutto vestito con linee spigolose che nascondono una gamma motori composta da un 1.5 da 131 CV e un 2.0 da 160 CV. Nel 2017 arriva la variante RF con tetto apribile rigido in metallo mentre l’anno successivo è la volta di un Model Year che porta propulsori più potenti – 1.5 da 132 CV e 2.0 da 184 CV – e lievi cambiamenti estetici.
Mazda MX-30 (2020)

In breve
| Anno di debutto | 2020 |
| Durata | in corso |
| Numero restyling | 0 |
La MX-30 del 2020 – la prima Mazda elettrica della storia – è una SUV compatta a emissioni zero spinta da un motore da 145 CV e dotata di una piccola batteria da 35,5 kWh che permette di percorrere solo 200 km con un “pieno” di energia. La crossover giapponese si riscatta con un design originale (niente montante centrale e piccole portiere posteriori con apertura controvento) e con un abitacolo curatissimo realizzato con materiali ecocompatibili: fibre ottenute con bottiglie di plastica riciclata utilizzate per i rivestimenti delle porte, tessuti per i sedili con fino al 20% di filo riciclato, similpelle prodotta con acqua anziché con solventi organici e sughero proveniente dalla produzione di tappi per bottiglie impiegato nella consolle centrale e sulle impugnature delle porte.
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Husqvarna Svartpilen 125: le foto, i dati e il prezzo

Husqvarna ha svelato le foto e i dati della Svartpilen 125: la variante della “freccia nera” rivolta ai giovani è già in vendita al prezzo di 5.510 euro.
Di seguito troverete tutto quello che c’è da sapere sulla Husqvarna Svartpilen 125, spinta da un motore Euro 5 da 15 CV e guidabile con la patente A1.
Husqvarna Svartpilen 125: la tecnica
La dotazione tecnica della Husqvarna Svartpilen 125 – caratterizzata da un peso di 146 kg senza benzina – comprende freni ByBre (pinza anteriore radiale a quattro pistoncini ad azionamento idraulico, pinza posteriore flottante a pistoncino singolo, dischi forati da 320 mm anteriore e 230 mm posteriore), ABS Bosch disattivabile al posteriore, forcella WP Apex a cartuccia aperta da 43 mm e mono WP Apex.
Senza dimenticare le ruote a raggi anteriore e posteriore da 17” con pneumatici Pirelli Scorpion Rally STR e le pedane lavorate CNC.

Husqvarna Svartpilen 125: il design
Lo stile originale e sexy della Husqvarna Svartpilen 125 è impreziosito dal telaio a traliccio verniciato in nero, dal carter motore color bronzo e dalla componentistica anodizzata.

Husqvarna Svartpilen 125: il prezzo
Husqvarna Svartpilen 125 5.510 euro
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Nuova DS 4: le foto e i dati

DS ha svelato le foto e i dati della nuova DS 4: la seconda generazione della compatta premium francese arriverà in Italia nel quarto trimestre del 2021.
Nuova DS 4: i motori
La gamma motori della seconda generazione della DS 4 sarà composta da cinque unità sovralimentate, tutte abbinate a un cambio automatico (convertitore di coppia) a otto rapporti:
- un 1.2 turbo tre cilindri PureTech a benzina da 130 CV
- un 1.6 turbo benzina PureTech da 180 CV
- un 1.6 turbo benzina PureTech da 225 CV
- un 1.6 turbo ibrido plug-in benzina E-Tense da 225 CV
- un 1.5 turbodiesel BlueHDi da 130 CV

DS 4: le dimensioni
La DS 4 è lunga e larga come una Ford Focus – rispettivamente 4,40 e 1,83 metri – ed è alta come un’Alfa Romeo Giulietta: 1,47 metri.
Il bagagliaio ha una capienza di 430 litri ed è impreziosito da un portellone ad apertura motorizzata.

DS 4: il design
Nel frontale della nuova DS 4 spiccano i fari DS Matrix LED Vision che combinano luci a matrice di LED e direzionali accompagnati da nuove luci diurne estese composte da un totale di 98 LED mentre nel profilo della compatta premium transalpina troviamo le maniglie a scomparsa – soluzione già vista su DS 9 e DS 3 Crossback – e le ruote di grande diametro (cerchi in lega da 19” o 20”).
La coda abbassata si protende su un lunotto molto inclinato arricchito da una serigrafia smaltata.

DS 4: gli interni
L’abitacolo della nuova DS 4 presenta tante soluzioni eleganti e originali. Un esempio? Le bocchette d’aerazione: quelle al centro sono celate tra i comandi del climatizzatore mentre quelle laterali sono integrate nelle portiere.
Vicino al cambio svetta invece il DS Smart Touch, un piccolo touchscreen da 5 pollici che consente di gestire le funzioni dell’auto senza passare dall’ampio display a centro plancia.

Nuova DS 4: le versioni
La seconda serie della DS 4 sarà disponibile in tre versioni: “normale”, Cross e Performance Line.
La DS 4 Cross, ispirata al mondo delle SUV, si distingue esteticamente per la parte inferiore del paraurti avvolta da una protezione e da una vernice nera opaca, per il contorno superiore dei finestrini nero lucido, per la griglia della calandra nera brillante, per le barre sul tetto e per i cerchi specifici. Per quanto riguarda la tecnica segnaliamo il sistema Advanced Traction Control per una motricità rinforzata (con modalità di guida sabbia, neve e fango) e il controllo della velocità in discesa Hill Assist Descent Control.
La DS 4 Performance Line, rivolta a chi cerca la sportività, risponde invece con numerosi dettagli esterni neri (DS Wings, barra tra i fanali posteriori, griglia anteriore, cornici dei finestrini laterali e cerchi in lega) e interni esclusivi. Dentro troviamo il cruscotto, le portiere e l’intera consolle centrale in Alcantara, sedili adornati con tessuto in Basalto con Alcantara rifiniti con ricami e speciali cuciture oro e carbonio e inserti in carbonio sul volante.

Assistenza alla guida
Il DS Extended Head Up Display proietta le informazioni essenziali per la guida quattro metri davanti al parabrezza per accompagnare lo sguardo del guidatore su una diagonale di 21” mentre la sospensione controllata DS Active Scan Suspension si adatta in base alle condizioni della strada (visualizzate in anticipo da una telecamera posta nella parte superiore del parabrezza).
Per quanto riguarda gli altri sistemi di assistenza alla guida segnaliamo il DS Drive Assist 2.0 con nuove funzionalità come il sorpasso semiautomatico, la regolazione della velocità in curva e la raccomandazione anticipata della velocità presente nei segnali stradali.
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Che cos’è l’ESP e come può essere decisivo in caso di incidente

Le auto di nuova generazione sono certamente molto più sicure rispetto a quelle che utilizzavamo anni fa. Sono complete infatti di ogni tipologia di dispositivo di sicurezza, sia passivo, come gli airbag, i seggiolini per i bambini, le cinture di sicurezza e i poggia testa, sia attivo, come il TCS, l’ABS e l’ESP.
Ma che cos’è in particolare l’ESP? È un sistema in grado di intervenire in caso di sbandata. Vediamo come funziona quello che si chiama “controllo elettronico della stabilità”, dispositivo che aiuta a mantenere una guida più sicura.
Che cos’è l’ESP in auto?
È il dispositivo di controllo elettronico della stabilità, indicato appunto con la sigla ESP (Electronic Stability Program). In realtà comunque, è giusto saperlo, esistono anche altre sigle con le quali viene indicato questo sistema di sicurezza. A volte viene chiamato VDC (Vehicle Dynamic Control), altre VSC (Vehicle Stability Control) e ancora DSC (Dynamic Stability Control) e ESC (Electronic Stability Control). Il concetto è comunque sempre lo stesso, si tratta di un insieme di componenti che vengono messi a punto per migliorare la stabilità dell’auto. L’obiettivo è correggere la traiettoria del mezzo, mantenendolo su strada, cercando di evitare il più alto numero di sbandate e eventuali incidenti. Quando si attiva l’ESP? Ogni volta che le ruote sembrano non reagire più prontamente alle impostazioni del volante.
Come funziona l’ESP?
Le situazioni che si possono creare generalmente sono due:
- sottosterzo, accade quando l’auto, solitamente in curva, tende a portarsi all’esterno della traiettoria comandata dal conducente. Un esempio? Affrontando una curva verso destra, il veicolo si allarga verso sinistra. Per recuperarlo bisogna assolutamente decelerare per tornare a far aderire perfettamente le ruote anteriori, e quindi girare lo sterzo nella direzione della sbandata. Non è sicuramente una manovra semplice, e potrebbe anche portare a una situazione di sovrasterzo;
- sovrasterzo è invece il contrario di quanto appena descritto: il mezzo tende a chiudere eccessivamente una curva. Un esempio? Un sovrasterzo con perdita totale dell’aderenza del posteriore degenera in un testacoda. Per correggere il sovrasterzo si deve indurre il controsterzo, girando lo sterzo in direzione opposta e accelerando. Anche in questo caso non è facile controllare l’auto.
Quando il mezzo quindi perde aderenza, come in queste situazioni, entra in gioco l’ESP.
Da cosa è composto l’ESP?
L’ESP quindi interviene nel momento in cui l’auto perde stabilità uscendo dalla traiettoria comandata; agisce sulla singola ruota o sulle ruote che hanno perso aderenza. Funziona grazie alle componenti che formano il sistema. Possiamo semplificare il discorso dicendo che ci sono tre classi di sensori e una centralina di controllo. I primi sensori si trovano sulle ruote, e monitorano i giri che danno. L’altro sensore invece considera la rotazione dell’auto rispetto al proprio asse, e così trasmette alla centralina la direzione in cui si sposta l’auto. Il terzo e ultimo è il sensore di sterzata, che indica in che direzione sta girando il volante il guidatore. Chi raccoglie tutti questi dati? La centralina, che così riesce a captare se delle ruote stanno girando più o meno velocemente delle altre e se l’auto risponde ai comandi che il conducente dà tramite il volante.
Come funziona?
Dopo aver spiegato quindi di cosa si tratta, è più facile capire come funziona l’ESP: è in grado di percepire autonomamente quando è il caso di intervenire, riconoscendo una sbandata. Quando individua la ruota che perde aderenza, agisce sulla potenza del motore e eventualmente sui freni, diminuisce quindi i giri delle ruote coinvolte, ristabilisce l’aderenza, e riporta l’auto in asse, correggendo la sbandata (se possibile).
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Cortina 2021: Audi protagonista dei Mondiali di sci

Audi sarà protagonista dei Mondiali di sci Cortina 2021 con una flotta di 20 auto elettrificate a disposizione della municipalità per garantirne gli spostamenti: oltre alle varianti ibride plug-in di A6, A7 e Q5 saranno presenti nella località di montagna veneta le grandi SUV elettriche e-tron e e-tron Sportback.
Non è la prima volta che le strade della Casa tedesca e quelle di Cortina d’Ampezzo si incontrano: Audi ha anche riqualificato la superficie di Fiames (a 4 km dal centro di Cortina) trasformando l’area in una pista prova dedicata alle attività di driving experience per i modelli dei quattro anelli ad alta elettrificazione.
L’unica area experience permanente in Italia sull’arco alpino comprende una pista su neve/ghiaccio con uno sviluppo che varia da 1 a 1,7 km a seconda delle condizioni di neve e delle temperature esterne e due parkour, uno naturale e l’altro artificiale.
Durante i Mondiali di sci Cortina 2021 l’area di Fiames ospiterà l’Audi e-tron charging station: un hub di ricarica per vetture a zero emissioni che consente l’alimentazione simultanea di otto auto elettriche.
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