MotoGP 2021 – GP Spagna a Jerez: gli orari TV su Sky, DAZN e TV8

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Credits: Mirco Lazzari gp/Getty Images

Il GP di SpagnaJerez – quarta tappa della MotoGP 2021 – sarà il secondo appuntamento stagionale del Motomondiale trasmesso in diretta anche in chiaro su TV8 (oltre che su SkyDAZN). Di seguito troverete gli orari TV.

La prima delle quattro corse spagnole di quest’anno vedrà il ritorno di Tito Rabat in Ducati (chiamato per sostituire l’infortunato Jorge Martín, reduce da una brutta caduta a Portimão nella quale ha riportato fratture al metacarpo del pollice destro, al malleolo destro e al piatto tibiale sinistro) e di Stefan Bradl in Honda che correrà come wild card.

MotoGP 2021 – GP Spagna: cosa aspettarsi

Il circuito di Jerez – sede del GP di Spagna – è un tracciato molto amato dai piloti che presenta molti punti in cui sorpassare. Il Gran Premio iberico è da sempre terreno di caccia delle moto giapponesi: dal 1978 a oggi solo una volta (nel 2006 Loris Capirossi con la Ducati) è riuscita a salire sul gradino più alto del podio una due ruote non nipponica.

Di seguito troverete il calendario del Gran Premio di Spagna, gli orari TV su SkyDAZNTV8 e il nostro pronostico.

MotoGP of Portugal – Race

Credits: Mirco Lazzari gp/Getty Images

MotoGP of Portugal – Race

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MotoGP of Portugal – Race

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MotoGP of Portugal – Race

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MotoGP of Portugal – Race

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MotoGP 2021 – Jerez, il calendario e gli orari TV su Sky, DAZN e TV8
Venerdì 30 aprile 2021
09:00-09:40 Moto3 – Prove libere 1 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
09:55-10:40 MotoGP – Prove libere 1 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
10:55-11:35 Moto2 – Prove libere 1 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
13:15-13:55 Moto3 – Prove libere 2 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
14:10-14:55 MotoGP – Prove libere 2 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
15:10-15:50 Moto2 – Prove libere 2 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
Sabato 1 maggio 2021
09:00-09:40 Moto3 – Prove libere 3 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
09:55-10:40 MotoGP – Prove libere 3 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
10:55-11:35 Moto2 – Prove libere 3 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
12:35-13:15 Moto3 – Qualifiche (diretta su Sky Sport MotoGP, DAZN e TV8)
13:30-14:00 MotoGP – Prove libere 4 (diretta su Sky Sport MotoGP, DAZN e TV8)
14:10-14:50 MotoGP – Qualifiche (diretta su Sky Sport MotoGP, DAZN e TV8)
15:10-15:50 Moto2 – Qualifiche (diretta su Sky Sport MotoGP, DAZN e TV8)
Domenica 2 maggio 2021
08:20-08:40 Moto3 – Warm-up (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
08:50-09:10 Moto2 – Warm-up (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
09:20-09:40 MotoGP – Warm-up (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN)
11:00 Moto3 – Gara (diretta su Sky Sport MotoGP, DAZN e TV8)
12:20 Moto2 – Gara (diretta su Sky Sport MotoGP, DAZN e TV8)
14:00 MotoGP – Gara (diretta su Sky Sport MotoGP, DAZN e TV8)

MotoGP – I numeri del GP di Spagna
LUNGHEZZA CIRCUITO 4,4 km
GIRI 25
RECORD IN PROVA Fabio Quartararo (Yamaha) – 1’36″705– 2020
RECORD GARA Marc Márquez (Honda) – 1’38”051 – 2019

MotoGP – Il pronostico del GP di Spagna 2021

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1° Maverick Viñales (Yamaha)

Maverick Viñales non si è mai aggiudicato il GP di Spagna in MotoGP ma ha portato a casa due podi nelle ultime due edizioni.

Il centauro spagnolo dopo il trionfo nel primo appuntamento stagionale in Qatar non ha più brillato ma secondo noi approfitterà di un circuito amato per tornare in alto.

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2° Marc Márquez (Honda)

La vita di Marc Márquez è cambiata oltre nove mesi fa nel GP di Spagna dello scorso anno proprio sul circuito di Jerez.

Il sei volte campione del mondo MotoGP ha sempre amato la gara di casa (otto partecipazioni: tre successi e sette podi totali) e a nostro avviso può tornare sul podio – l’ultimo risale a novembre 2019 – dopo l’eccellente settimo posto di due settimane fa in Portogallo.

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3° Johann Zarco (Ducati)

Johann Zarco ha iniziato alla grande la MotoGP 2021 con due secondi posti e una caduta.

Il miglior piazzamento del pilota francese nel GP di Spagna? Secondo nel 2018.

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Da tenere d’occhio: Franco Morbidelli (Yamaha)

Franco Morbidelli è ancora alla ricerca del primo podio stagionale dopo aver ottenuto meno di quanto desiderato nei primi tre appuntamenti della MotoGP 2021.

Il centauro romano – quinto lo scorso anno nel GP di SpagnaJerez – punterà alla “top 5” e a nostro avviso ha tutte le carte in regola per riuscirci.

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La moto da seguire: Yamaha

La Yamaha sta dominando la MotoGP 2021 con tre successi nelle prime tre corse stagionali.

L’obiettivo della Casa dei tre diapason a Jerez è uno solo: bissare il trionfo dello scorso anno.

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Che cos’è un immobilizzatore elettronico e a che cosa serve?

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L’immobilizer è un sistema di antifurto elettronico per auto, oggi spieghiamo nel dettaglio di che cosa si tratta, come funziona, come deve essere installato nel caso non sia presente di serie ma si scelga un dispositivo after market e tutti i dettagli utili per i consumatori.

Immobilizzatore elettronico per auto: di cosa si tratta

Lo chiamiamo anche immobilizer e si tratta di uno speciale antifurto elettronico per auto, in grado di collegarsi con la centralina del veicolo stesso e con il motorino di avviamento. Cosa fa l’immobilizzatore? Nega l’accensione dell’auto nel caso in cui non riconosce il codice elettronico che è presente nella chiave del mezzo stesso. Questo il motivo per cui non è così semplice oggi fare il duplicato di una chiave.

Come funziona l’immobilizer?

Il suo funzionamento è possibile grazie all’accoppiamento induttivo con antenna, che viene posta proprio sul blocchetto di accensione. Nel momento in cui si avvia l’auto, è proprio questa antenna a captare e leggere il codice della chiave; per questo, se non è valido, non viene riconosciuto e quindi l’auto non parte.

La chiave, per fare in modo che l’auto parta, deve essere dotata di un trasponder, ovvero chip elettronico con una memoria che contiene un codice elettronico. Il trasponder della chiave e il blocchetto di accensione dispongono entrambi un’antenna, quella della chiave permette di trasmettere il codice del trasponder all’antenna del blocchetto di accensione. Attenzione a come trattate le vostre chiavi dell’auto, anche una semplice caduta infatti può provocare un danno al chip del trasponder o all’antenna, rendendo impossibile la comunicazione con la centralina e l’invio del codice al mezzo.

Ricarica del trasponder e batterie

Non servono batterie e sistemi di ricarica per il trasponder della chiave, infatti per inviare il codice utilizza un sistema passivo, ricavando l’energia dal suo stesso funzionamento, sfruttando il segnale che viene inviato dalla centralina. Nel caso in cui la batteria della chiave è scarica, allora il meccanismo non funziona perché l’antenna dell’auto non riconosce la chiave.

Immobilizzatore elettronico per auto: quali tipologie di tecnologia può sfruttare?

Le più diffuse tecnologie di funzionamento di un immobilizer per auto sono le seguenti:

  • immobilizer auto a codice elettronico fisso, ogni chiave del veicolo ha un determinato codice elettronico, che non cambia ad ogni accensione;
  • immobilizer a codice elettronico variabile o immobilizer rolling code, la faccenda qui invece cambia, perché il codice è riscritto dal motore ogni volta che si procede all’avvio della vettura. Si tratta di una procedura specifica, un algoritmo, che permette la variazione del codice di accensione dell’auto nota solo al costruttore; questo il motivo per cui, se si ha bisogno di richiedere il duplicato della chiave, è necessario rivolgersi solo ed esclusivamente al concessionario o a un buon intermediario;
  • immobilizer con codice elettronico criptato o immobilizer crypto, in questo caso viene sfruttato un trasponder di ultima generazione che può comunicare con la centralina del veicolo con una radiofrequenza protetta. Vi è una codifica bidirezionale dei dati.

A causa di alcune esperienze negative con gli immobilizer che vengono montati di serie sull’auto, ci sono alcuni meccanici in grado di disabilitare l’intero sistema antifurto sostituendolo con uno after market.

Dove comprare un immobilizer per auto

Se avete una vettura che non ha nella dotazione di serie un immobilizzatore elettronico o volete cambiarlo, allora dovete sapere che il mercato è ricco di dispositivi immobilizer after market, di differenti tipologie e prezzi.

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Distrazioni alla guida, tutti i consigli per evitarle

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Mentre si viaggia a bordo della propria vettura e si è alla guida, che sia da poco tempo o più ore, possiamo essere tutti vittime delle distrazioni, che purtroppo possono avere delle conseguenze molto pericolose e spesso anche fatali.

Una delle maggiori distrazioni di oggi, che purtroppo causa troppi incidenti anche gravi, è l’utilizzo dello smartphone o di qualsiasi altro dispositivo mentre si è alla guida: c’è chi parla al telefono, chi risponde a un messaggino, chi sfoglia le pagine social. Tutti comportamenti estremamente pericolosi, perché si perde il grado di attenzione al volante.

Altra causa di distrazione è la stanchezza, il sonno. Prima di viaggiare, soprattutto per diverse ore, sarebbe meglio riposare, per evitare che la concentrazione venga a mancare. Vediamo quali sono le principali disattenzioni alla guida e come evitarle.

Distrazioni in auto: quali sono le principali

Anche i cartelloni pubblicitari possono causare distrazioni alla guida. Capita infatti di rimanere ‘incantati’ su una pubblicità mentre si è in coda, a causa di immagini, colori e slogan molto forti, e di bloccarsi causando rallentamenti o incidenti.

Anche un compagno di viaggio che parla molto o bimbi particolarmente vivaci in macchina potrebbero distrarre il conducente dell’auto, diminuendo il grado di concentrazione. Sono pericolosi inoltre gli stimoli improvvisi come la luce forte dei fari di un’altra macchina nelle ore notturne. Altra fonte di pericolo può essere il comportamento degli altri utenti della strada, è bene quindi mantenere sempre la distanza di sicurezza dai veicoli che ci precedono e fare particolare attenzione a pedoni, ciclisti e motociclisti.

Come evitare distrazioni in auto: alcuni consigli utili

Quali sono le migliori precauzioni per evitare di perdere attenzione e concentrazione mentre si guida la macchina:

  • non usare il telefono, causa primaria di incidenti su strada. L’utilizzo dello smartphone è severamente vietato dal Codice della Strada durante la guida, si rischiano infatti gravi sanzioni. Non è obbligatorio spegnerlo, ma bisogna usare il sistema Bluetooth della macchina o gli auricolari, per parlare senza avere in mano lo smartphone;
  • masticare una gomma può aiutare a evitare distrazioni e disattenzioni proveniente da stimoli esterni. Spezza infatti la monotonia di un viaggio lungo, la noia nel traffico;
  • ascoltare la musica può aiutare a non distrarsi, se si vuole evitare un colpo di sonno, tenerla ad alto volume può essere la soluzione (raccomandiamo di fermarsi sempre e riposare quando ci si sente stanchi mentre si è al volante, continuare a guidare potrebbe essere estremamente pericoloso);
  • chiacchierare con altri passeggeri in auto può aiutare a evitare di distrarsi o addormentarsi mentre si è alla guida della macchina. Evitate però discussioni o toni particolarmente accesi, perché chiaramente distolgono l’attenzione da quello che state facendo; eventualmente fermatevi e chiarite la situazione prima di ripartire, fate lo stesso se i bimbi in auto fanno troppa confusione;
  • controllate che i bambini siano ben agganciati ai loro seggiolini, in modo che non possano intralciarvi durante la guida e nemmeno rischiare la loro salute in caso di brusche frenate;
  • infine può essere molto utile anche prendere aria, soprattutto quando fa caldo, abbassare il finestrino per far entrare un po’ di fresco può aiutare a non distrarsi e anzi a dare una scossa piacevole al viaggio.

Non dimenticate che una piccolissima distrazione alla guida potrebbe causare incidenti anche molto gravi, quindi fate sempre attenzione e fermatevi, se necessario.

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Gomme: che cos’è il Tire Pressure Monitoring System?

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Tire Pressure Monitoring System, o TPMS, è il sistema di monitoraggio della pressione degli pneumatici. Si tratta di un sistema elettronico integrato che viene usato appunto per monitorare la pressione delle gomme di una vettura.

È in grado di dare al conducente informazioni in tempo reale per quanto riguarda la pressione di gonfiaggio, avvisando tempestivamente nel momento in cui uno o più pneumatici hanno bisogno di essere gonfiati. Tali informazioni vengono visualizzate sul quadro strumenti come un indicatore, dei pittogrammi o una spia.

L’obiettivo del sistema di monitoraggio della pressione delle gomme

L’installazione di un TPMS garantisce una maggior sicurezza alla guida e riduce il rischio di incidenti e problemi al volante. Non dimentichiamo infatti che una pressione non corretta delle gomme della macchina può incidere in maniera drastica sia sul comportamento del mezzo, soprattutto in curva, che sullo spazio di frenata, che può aumentare notevolmente.

Il Tire Pressure Monitoring System diminuisce anche l’usura del battistrada, evitando così che le gomme perdano aderenza e migliorando la manovrabilità del mezzo. Se l’efficienza dell’auto aumenta, diminuisce il consumo di carburante, che invece può aumentare se la pressione delle gomme non è quella corretta. Una migliore efficienza si traduce anche in una diminuzione delle emissioni di CO2 inquinanti.

Quali sono i vantaggi del Tire Pressure Monitoring System?

Al conducente del veicolo, con questo sistema di monitoraggio elettronico, vengono comunicate in tempo reale tutte le eventuali anomalie inerenti la pressione di gonfiaggio delle gomme. Questo significa che è possibile anticipare ogni problema prima che si presenti realmente.

Con il TPMS i controlli manuali della pressione degli pneumatici diventano superflui, visto che appunto è possibile contare sui segnali elettronici che comunicano un livello di pressione dell’aria non corretto.

Quali tipologie di sensori vengono usate nei sistemi TPMS?

In base al fissaggio ci sono principalmente tre tipi di sensori TPMS:

  • Valvola TPMS clamp-in, lo stelo valvola è parte integrante del sensore e deve essere montato infilandolo nell’apertura per la valvola sullo pneumatico. È fissata alla ruota con una rondella di tenuta o un collare separati. Le rondelle di tenuta sono in un metallo più morbido di quello degli steli valvola, che generalmente sono in alluminio. Quando vengono installate, si adattano alla forma delle superfici su cui vengono fissate. Per questo motivo non devono mai essere riutilizzate dopo la sostituzione o la manutenzione dei sensori. Non devono nemmeno mai essere serrate troppo o con una coppia di serraggio troppo elevata, il rischio altrimenti è quello che si creino delle fessure proprio sulle rondelle di tenuta, o che si danneggino addirittura lo stelo valvola e il sensore;
  • Valvola TPMS snap-in, sensori simili nell’aspetto agli steli valvola tradizionali, ma più lunghi. Quando si toglie il cappuccio di gomma, il sensore presenta una superficie di ottone smussata alla base. Una vite autofilettante trattiene il sensore allo stelo valvola. Non bisogna applicare troppa forza quando si serra il sensore allo stelo ed è necessario controllare che lo stelo valvola e il sensore siano allineati correttamente. Il rischio è altrimenti che lo stelo si spezzi quando viene a contatto con la testa di montaggio;
  • TPMS a fascia, il sensore è fissato a una striscia di metallo nel bordo della gomma dell’auto ed è attaccato dalla parte opposta rispetto allo stelo valvola.

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Auto sovraccarica: tutti i rischi

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I viaggi in auto per molti versi sono senza dubbio i più comodi e confortevoli, in epoca di Covid-19 poi sono anche i più sicuri, perché consentono di non avere contatti ravvicinati con altre persone. Una cosa importante da sapere però (o meglio, da ricordare) è che bisogna rispettare il peso di omologazione, in presenza di bagagli a bordo.

Nessuna macchina può essere sovraccaricata, il limite di peso cambia a seconda dell’auto specifica, delle sue caratteristiche di fabbricazione. Se si supera il limite indicato come peso di omologazione sul libretto, allora si perdono le garanzie di aderenza e bilanciamento del veicolo stesso. Può essere molto pericoloso e quindi si rischia una multa. Vediamo allora tutto quello che bisogna sapere, quanti chilogrammi e bagagli può sopportare la nostra auto e quali sono altrimenti i rischi e le sanzioni per chi non rispetta la legge.

Norme di comportamento per i bagagli in auto

Quando si caricano i bagagli in macchina, secondo il CdS, è opportuno fare in modo che non si muovano e non cadano, devono restare fermi e ben saldi. Attenzione: le valigie non devono assolutamente mai ostruire la visuale del conducente e nemmeno compromettere la stabilità dell’abitacolo o coprire luci e dispositivi di segnalazione visiva.

Come sistemare il carico e limiti di sagoma

I limiti di sagoma del carico auto prescritti dalla legge italiana sono i seguenti:

  • altezza 4 metri;
  • lunghezza 12 metri (compreso traino);
  • larghezza 2,55 metri.

Qualsiasi carico inserito nell’abitacolo non deve sporgere oltre i limiti concessi e nemmeno strisciare sul terreno. Si possono trasportare oggetti che sporgono lateralmente di non più di 30 cm di distanza dalle luci di posizione anteriori e posteriori. Sbarre, pali, lastre o simili possono essere caricati orizzontalmente e sporgere lateralmente, oltre la sagoma, nei limiti previsti.

Qualsiasi sporgenza deve comunque essere segnalata, per evitare situazioni di pericolo, ad esempio usando i pannelli quadrangolari retroriflettenti.

Le sanzioni per sistemazione impropria del carico in auto

Se il carico non viene sistemato in maniera conforme a quanto previsto dal Codice della Strada, allora il conducente è soggetto a una sanzione amministrativa che varia da 84 335 euro. Si rischia anche il ritiro della patente e della carta di circolazione.

Peso di omologazione

Ogni auto ha un limite di portata massima che viene indicata nel libretto di circolazione, al punto F2: il peso massimo che l’auto può trasportare. Dato importantissimo perché, come abbiamo detto in apertura, determina la stabilità e il corretto funzionamento del veicolo.

Attenzione quindi a:

  • non eccedere con il carico rispetto a quanto indicato nel libretto di circolazione;
  • distribuire bene il carico nell’automobile, per evitare lo sbilanciamento;
  • posizionare bene i bagagli sul tetto, il peso deve rientrare nel carico massimo previsto e il box porta tutto non deve eccedere i limiti di sagoma.

Sanzioni in caso di troppi bagagli in auto

Non è possibile per legge superare la massa complessiva indicata sulla carta di circolazione; guidare con un mezzo la cui massa a pieno carico supera di oltre il 5% quella indicata nel libretto significa rischiare:

  • da 41 a 168 euro se l’eccedenza non supera 1 t;
  • da 84 a 335 se non supera 2 t;
  • da 168 a 674 euro se non supera le 3 t;
  • da 419 a 1.682 euro se l’eccedenza supera le 3 t.

Si rischia anche la decurtazione dei punti della patente da un minimo di 1 a un massimo di 4.

Come caricare i bagagli in auto

Per evitare multe e sbilanciamenti segui questi consigli:

  • metti le valigie più pesanti a ridosso dello schienale posteriore;
  • ferma i bagagli con delle cinghie.

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Auto DS: l’elenco completo (con i prezzi)

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DS – giovane brand del gruppo Stellantis – è un marchio “premium” francese creato nel 2014 (e introdotto in Europa l’anno seguente) per contrastare le Case tedesche. Le raffinate auto transalpine hanno già conquistato nel Vecchio Continente più clienti di concorrenti più blasonate come Jaguar e Lexus (con una gamma di modelli più accessibile, però, va detto).

Di seguito troverete l’elenco completo di tutte le auto DS in commercio (con i prezzi): tanti modelli benzina, diesel, ibridi plug-in ed elettrici per tutti i gusti e (quasi) tutte le tasche.

Auto DS: l’elenco completo per marca (con i prezzi)

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DS 9

La DS 9 – nata nel 2020 – è un’ammiraglia ibrida plug-in benzina a trazione anteriore.

Il motore è un 1.6 turbo ibrido plug-in benzina in grado di generare una potenza totale di 225 CV.

DS 9: i prezzi

  • DS 9 Performance Line+ 56.200 euro
  • DS 9 Rivoli+ 59.200 euro

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DS 3 Crossback

La DS 3 Crossback – nata nel 2019 – è una piccola SUVtrazione anteriore sviluppata sullo stesso pianale della Opel Mokka.

La gamma motori è composta da cinque unità sovralimentate: tre 1.2 PureTech tre cilindri a benzina da 101, 131 e 156 CV e due 1.5 diesel BlueHDi da 110 e 131 CV.

DS 3 Crossback: i prezzi

  • DS 3 Crossback PureTech 100 So Chic 26.000 euro
  • DS 3 Crossback PureTech 100 Performance Line 26.500 euro
  • DS 3 Crossback PureTech 130 So Chic 29.500 euro
  • DS 3 Crossback PureTech 130 Performance Line 30.000 euro
  • DS 3 Crossback PureTech 130 Grand Chic 33.000 euro
  • DS 3 Crossback PureTech 130 Performance Line+ 33.500 euro
  • DS 3 Crossback PureTech 155 Grand Chic 35.000 euro
  • DS 3 Crossback PureTech 155 Performance Line + 35.500 euro
  • DS 3 Crossback BlueHDi 110 So Chic 27.850 euro
  • DS 3 Crossback BlueHDi 110 Performance Line 28.350 euro
  • DS 3 Crossback BlueHDi 130 So Chic 31.350 euro
  • DS 3 Crossback BlueHDi 130 Performance Line 31.850 euro
  • DS 3 Crossback BlueHDi 130 Grand Chic 34.850 euro
  • DS 3 Crossback BlueHDi 130 Performance Line+ 35.350 euro

 

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DS 7 Crossback

La DS 7 Crossback – nata nel 2017 – è una SUV media disponibile a trazione anterioreintegrale.

La gamma motori è composta da sette unità sovralimentate: tre PureTech a benzina (1.2 tre cilindri da 131 CV e 1.6 da 181 e 224 CV), due 1.6 ibridi plug-in benzina E-Tense da 225 e 300 CV e due diesel BlueHDi (1.5 da 131 CV e 2.0 da 177 CV).

DS 7 Crossback: i prezzi

  • DS 7 Crossback PureTech 130 Business 37.200 euro
  • DS 7 Crossback PureTech 130 Performance Line 38.200 euro
  • DS 7 Crossback PureTech 180 Business 40.200 euro
  • DS 7 Crossback PureTech 180 Performance Line 41.200 euro
  • DS 7 Crossback PureTech 180 Performance Line+ 45.700 euro
  • DS 7 Crossback PureTech 180 Grand Chic 47.800 euro
  • DS 7 Crossback PureTech 225 Performance Line+ 48.200 euro
  • DS 7 Crossback PureTech 225 Grand Chic 50.300 euro
  • DS 7 Crossback E-Tense Business 48.700 euro
  • DS 7 Crossback E-Tense Performance Line 49.700 euro
  • DS 7 Crossback E-Tense Performance Line+ 54.200 euro
  • DS 7 Crossback E-Tense Grand Chic 55.200 euro
  • DS 7 Crossback E-Tense Louvre 60.700 euro
  • DS 7 Crossback E-Tense 4×4 Business 52.700 euro
  • DS 7 Crossback E-Tense 4×4 Performance Line 53.700 euro
  • DS 7 Crossback E-Tense 4×4 Performance Line+ 58.200 euro
  • DS 7 Crossback E-Tense 4×4 Grand Chic 59.200 euro
  • DS 7 Crossback E-Tense 4×4 Louvre 64.700 euro
  • DS 7 Crossback BlueHDi 130 Business 38.200 euro
  • DS 7 Crossback BlueHDi 130 Performance Line 39.200 euro
  • DS 7 Crossback BlueHDi 130 Performance Line+ 43.700 euro
  • DS 7 Crossback BlueHDi 130 Grand Chic 44.700 euro
  • DS 7 Crossback BlueHDi 180 Business 42.000 euro
  • DS 7 Crossback BlueHDi 180 Performance Line 43.000 euro
  • DS 7 Crossback BlueHDi 180 Performance Line+ 47.500 euro
  • DS 7 Crossback BlueHDi 180 Grand Chic 48.500 euro

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DS 3 Crossback E-Tense

La DS 3 Crossback E-Tense – variante a emissioni zero della “baby” crossover francese – è una piccola SUV elettricatrazione anteriore.

Il motore elettrico genera una potenza di 136 CV.

DS 3 Crossback E-Tense: i prezzi

  • DS 3 Crossback E-Tense So Chic 40.200 euro
  • DS 3 Crossback E-Tense Performance Line 40.700 euro
  • DS 3 Crossback E-Tense Grand Chic 43.700 euro
  • DS 3 Crossback E-Tense Performance Line+ 44.200 euro

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Land Rover, la tecnologia sigla per sigla

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Land Rover è uno dei marchi più amati dagli appassionati di fuoristrada: merito di una gamma completa di SUV ricche di tecnologia perfette nella guida in 4×4.

Di seguito troverete un glossario per capire meglio cosa significano le sigle che identificano tutti gli accessori presenti sulle Sport Utility Land Rover.

A

Active Driveline

La tecnologia Active Driveline attiva il 4×4 per fornire più grip mentre la frizione si disconnette completamente dalla trazione integrale quando non è richiesta.

Adaptive Dynamics

Il sistema Adaptive Dynamics Land Rover controlla i movimenti della vettura fino a 500 volte al secondo e reagisce in modo pressoché istantaneo riducendo al minimo il rollio e garantendo una guida composta e uniforme. Il sistema include una combinazione di sensori intelligenti e sospensioni variabili.

ATPC

L’ATPC (acronimo di All Terrain Progress Control) funziona a velocità comprese tra 1,8 km/h e 30 km/h e aiuta il conducente a mantenere una velocità costante in condizioni di guida difficili in modo che possa concentrarsi sullo sterzo e destreggiarsi tra gli ostacoli.

B

Blind Spot Assist

Il Blind Spot Assist, in combinazione con il Blind Spot Monitor, aiuta a prevenire collisioni: se il veicolo rileva un’altra vettura nel punto cieco quando si inizia a cambiare corsia il sistema compie una sterzata calcolata in modo preciso che consente di evitare il mezzo in avvicinamento.

Blind Spot Monitor

Il Blind Spot Monitor avvisa il conducente quando sono presenti veicoli vicini o in rapido avvicinamento. Se un veicolo entra in un punto cieco si accende una spia sul retrovisore sul lato corrispondente e se si procede in direzione dell’ostacolo la spia si accende per evidenziare il possibile pericolo.

D

DEF

Il DEF (noto anche come AdBlue) è una soluzione atossica, incolore, inodore e non infiammabile. Conservata in un serbatoio dedicato dell’auto, viene iniettata nel sistema di scarico per pulire i gas.

DSC

Il DSC non è altro che il controllo dinamico della stabilità.

Dynamic Response

La funzione Dynamic Response monitora il rollio della vettura durante la guida su strade irregolari e consente inoltre di ridurre significativamente il rollio in percorrenza di curva. Se il sistema rileva condizioni di guida fuoristrada il modulo di controllo adatta l’effetto della barra antirollio aumentando l’articolazione delle ruote e il contratto con il terreno.

E

EAS

Le sospensioni pneumatiche EAS a vettura ferma ottimizzano la versatilità dell’auto aumentandone o diminuendone l’altezza per agevolare l’ingresso e l’uscita del conducente.

EBA

Il sistema EBA (acronimo di Emergency Brake Assist) ottimizza la forza frenante in caso di frenata improvvisa.

Eco

La funzione Eco assegna la priorità all’efficienza del veicolo variando le impostazioni del cambio automatico, dell’Active Driveline, del riscaldamento e dell’aria condizionata per ridurre al minimo i consumi e le emissioni di CO2.

EDC

Il sistema EDC (acronimo di Engine Drag Torque Control) limita la possibilità di bloccaggio delle ruote quando si frena su terreni scivolosi incrementando brevemente la coppia alle ruote che lo richiedono.

Efficient Driveline

Il sistema Efficient Driveline a controllo elettronico consente di reagire allo slittamento delle ruote e alle esigenze del conducente in modo più rapido rispetto alla gestione meccanica della coppia.

EPAS

Il servosterzo elettronico EPAS è attivo su richiesta in modo da risparmiare elettricità per i momenti in cui occorre realmente ridurre i consumi.

G

GAC

Il GAC (acronimo di Gradient Acceleration Control) riduce la sensazione di accelerazione improvvisa quando si attraversa un pendio scosceso agendo sui freni e portando il veicolo a una velocità controllata.

GRC

Il GRC (acronimo di Gradient Release Control) rilascia progressivamente i freni durante le partenze in salita e funziona sia nella marcia avanti che in retromarcia.

H

Hands free

La funzione di apertura portellone bagagliaio elettrica “hands free” consente al conducente di azionare il portellone dal bordo stradale senza bisogno di toccare il veicolo o il telecomando. Una volta che la presenza della smart key viene rilevata, la funzione può essere attivata semplicemente tramite un movimento del piede sotto i sensori posti su entrambi i lati del portellone.

HDC

L’HDC (acronimo di Hill Descent Control) è di serie su tutte le Land Rover a trazione integrale e mantiene costante la velocità in discesa applicando l’azione frenante singolarmente su ogni ruota.

Head-up Display

L’Head-up Display proietta i dati chiave del veicolo come la velocità, la marcia e le indicazioni di navigazione sul parabrezza senza distogliere il conducente.

I

InControl

InControl è una suite di servizi di connettività Land Rover.

InControl Apps

La tecnologia InControl Apps consente di controllare dal touchscreen dell’auto alcune app dello smartphone ottimizzate per la vettura.

InControl Protect

InControl Protect consente di utilizzare lo smartphone come portale per connettersi con la propria Land Rover.

InControl Secure

InControl Secure sfrutta una tecnologia che permette di tracciare qualsiasi movimento non autorizzato della vettura e – in caso di tentato furto – avvisa e segnala la posizione della vettura alle autorità locali per consentirne il recupero nel modo più rapido possibile.

InControl Touch

InControl Touch è un sistema di infotainment Land Rover.

InControl Touch Pro

InControl Touch Pro è un sistema di infotainment Land Rover.

L

Lane Departure Warning

Il sistema Lane Departure Warning rileva quando l’auto si allontana involontariamente dalla corsia di percorrenza e avverte il conducente con un segnale visivo e una leggera vibrazione del volante.

Lane Keep Assist

La funzione Lane Keep Assist rileva quando la vettura sta uscendo involontariamente dalla corsia di percorrenza e la riporta gradualmente nella corsia giusta.

Low Traction Launch

La funzione Low Traction Launch consente all’auto di partire senza difficoltà su superfici a bassa aderenza come erba bagnata, ghiaccio o neve. Il sistema – attivabile tramite il touchscreen della vettura – modifica la mappatura dell’accelerazione favorendo una risposta progressiva da parte del motore e consentendo al conducente di sfruttare al meglio la trazione disponibile.

M

MagneRide

Il sistema MagneRide è simile all’Adaptive Dynamics ma con l’aggiunta di sospensioni variabili dotate di particelle magnetiche.

P

Park Assist

Il sistema Park Assist aiuta a parcheggiare in parallelo e in perpendicolare in spazi ristretti.

T

Terrain Response 2

Il sistema Terrain Response 2 ottimizza le impostazioni relative a sospensioni, potenza e controllo dello slittamento dell’auto in base alle condizioni prevalenti.

Torque Vectoring (con differenziale)

Il sistema Torque Vectoring combinato con il differenziale posteriore con controllo elettronico attivo offre maggiore reattività e controllo in fase di sterzata.

Torque Vectoring by braking

Il sistema Torque Vectoring by braking ottimizza l’agilità e la stabilità dell’auto in curva, monitorandola per bilanciare costantemente la distribuzione della coppia fra tutte le ruote al fine di migliorare tenuta di strada e controllo dello sterzo sia su strada che fuori strada. Il sistema è anche in grado di migliorare la sterzata e di ridurre il sottosterzo applicando la forza frenante alla ruota posteriore interna e trasferendo la coppia alla ruota esterna.

TSA

Il TSA è il controllo della stabilità del rimorchio: monitora i sensori di stabilità della vettura per rilevare anomalie dovute a un rimorchio non bilanciato e fornisce singoli input di frenata per correggere una potenziale situazione di pericolo.

W

Wide Sensing

Il sistema Wide Sensing di rilevamento dei guadi, sulla base delle informazioni ricevute dai sensori negli specchietti retrovisori esterni, offre al conducente dati sulla profondità dell’acqua con visualizzazione sul touch screen della vettura e un segnale acustico che incrementa di intensità all’aumentare della profondità.

L’articolo Land Rover, la tecnologia sigla per sigla proviene da Icon Wheels.

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Grandi SUV diesel: 10 proposte

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Le grandi SUV diesel stanno sparendo dalla circolazione a causa dei sempre più severi blocchi del traffico ma restano la soluzione ideale per gli automobilisti facoltosi alla ricerca di praticità che percorrono molti chilometri.

In questa guida all’acquisto troverete dieci Sport Utility molto diverse tra loro (anche nel prezzo) accomunate dalle dimensioni esterne ingombranti, dalla trazione integrale e dalla presenza di un propulsore a gasolio.

L’elenco delle dieci grandi SUV diesel più interessanti in commercio comprende soprattutto vetture tedesche, anche se non mancano proposte provenienti da altre nazioni.

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Audi SQ7 TDI sport attitude – 113.250 euro

L’Audi SQ7 TDI sport attitude è la variante diesel più esclusiva della seconda generazione della Q7: la grande SUV tedesca – la proposta più costosa tra quelle presenti in questa guida all’acquisto – condivide il pianale con la A8 e la Q8 e offre un mix perfetto tra comfort e sportività.

Il raffinato motore 4.0 V8 biturbodiesel (una cilindrata poco amica di chi vuole risparmiare sull’assicurazione RC Auto) è silenzioso e ricco di cavalli (435) e di coppia.

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BMW X5 xDrive25d Msport – 77.500 euro

La BMW X5 xDrive25d Msport – variante più costosa della quarta generazione della grande SUV bavarese – è sviluppata sullo stesso pianale della serie 5 e della X6.

Il motore 2.0 turbodiesel da 231 CV regala consumi bassissimi per la categoria: 14,3 km/l dichiarati.

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Ford Edge 2.0 EcoBlue 238 CV Vignale – 63.650 euro

La Ford Edge 2.0 EcoBlue 238 CV Vignale – variante più esclusiva della grande SUV statunitense – è una crossover non troppo ingombrante che condivide il pianale con altri modelli della Casa dell’Ovale Blu (MondeoS-MaxGalaxy).

Il motore? Un 2.0 turbodiesel EcoBlue da 238 CV.

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Maserati Levante V6 Diesel 275 CV Granlusso – 93.119 euro

La Maserati Levante V6 Diesel 275 CV Granlusso è la versione più potente della grande SUV del Tridente e monta un motore 3.0 V6 turbodiesel da 275 CV.

La crossover tricolore presenta qualche imprecisione di troppo nelle finiture e non offre molto spazio alla testa dei passeggeri posteriori più alti.

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Mercedes GLE 400 d Premium Plus – 96.609 euro

La Mercedes GLE 400 d Premium Plus – variante a gasolio più esclusiva della seconda generazione della grande SUV tedesca – è, secondo noi, una delle crossover “premium” a gasolio più interessanti in commercio.

Il motore? Un 2.9 turbodiesel a sei cilindri in linea da 330 CV, lo stesso montato dalla GLE Coupé e dalla GLS analizzate in questa guida all’acquisto.

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Mercedes GLE Coupé 400 d Ultimate – 110.352 euro

La Mercedes GLE Coupé 400 d Ultimate  – versione più costosa della seconda generazione della grande SUV sportiva della Stella – può vantare, come la GLE “standard”, un divano largo a sufficienza per accogliere comodamente tre passeggeri.

Il motore 2.9 turbodiesel a sei cilindri in linea da 330 CV è lo stesso propulsore montato dalla GLE e dalla GLS presenti in questa guida all’acquisto.

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Mercedes GLS 400 d Premium Plus – 105.169 euro

La Mercedes GLS 400 d Premium Plus – variante diesel più raffinata della grande SUV della Stella – è un’elegante crossover caratterizzata da finiture curatissime spinta dallo stesso motore 2.9 turbodiesel a sei cilindri in linea da 330 CV già visto sotto il cofano della GLE e della GLE Coupé presenti in questa guida all’acquisto.

Poco agile nelle curve a causa del peso elevato e delle dimensioni esterne ingombranti (5,21 metri di lunghezza), offre un mare di spazio alle gambe dei passeggeri posteriori mentre il bagagliaio non è molto ampio con i sedili della terza fila occupati.

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Ssangyong Rexton Icon – 48.900 euro

La Ssangyong Rexton Icon – versione più costosa della seconda generazione della grande SUV coreana – è una fuoristrada rude con trazione integrale inseribile che può vantare due punti di forza da non sottovalutare: il prezzo (il più basso tra le vetture presenti in questa guida all’acquisto) e il bagagliaio (gigantesco).

Il motore 2.2 turbodiesel – carente di cavalli (181) e di coppia – non è molto vivace (“0-100” in 12 secondi) ed è abbinato a un cambio automatico (convertitore di coppia) a sette rapporti poco reattivo quando si guida in modo allegro.

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Toyota Land Cruiser 5p. – 72.150 euro

La Toyota Land Cruiser 5p. è una fuoristrada giapponese “dura e pura” (ha le marce ridotte come la Ssangyong Rexton) spinta da un motore 2.8 turbodiesel D4-D da 204 CV. La dotazione di serie molto ricca comprende, tra le altre cose, il cruise control adattivo, i fari full LED e il tetto apribile panoramico.

La posizione di seduta alta consente di dominare il traffico ma lo spazio a disposizione delle gambe e delle spalle dei passeggeri posteriori non è tra i migliori del segmento.

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Volkswagen Touareg 3.0 TDI 286 CV Elegance – 79.300 euro

La Volkswagen Touareg 3.0 TDI 286 CV Elegance – variante diesel più potente della terza generazione della grande SUV di Wolfsburg – è una Sport Utility piacevole da guidare nelle curve.

Il motore 3.0 V6 turbodiesel da 286 CV ha un’erogazione poco convincente: debole ai bassi regimi e non molto grintosa in allungo.

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Segnaletica orizzontale o verticale: quale prevale?

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Sulle nostre strade la segnaletica prevista dal Codice della Strada è divisa tra verticale e orizzontale. Vediamo quale prevale tra le due, in varie situazioni che si possono verificare.

La segnaletica orizzontale è quella disegnata sull’asfalto, a volte può essere discordante rispetto al cartello stradale a bordo strada, che fa parte invece della segnaletica verticale. Un esempio? Capita in situazioni di divieto di sosta, ma non solo. Come bisogna comportarsi? Vediamo cosa dice la legge in Italia.

Segnaletica verticale: di che cosa si tratta?

L’art. 39 del Codice della Strada indica come segnaletica verticale quella composta dai cartelli che vediamo sugli appositi supporti a lato strada, che si dividono in:

  • segnali di prescrizione, che abbimo visto, rendono noti obblighi, divieti e limitazioni;
  • segnali di pericolo, che avvisano della presenza di una condizione o situazione appunto pericolosa, imponendo a chi circola su strada di essere prudente;
  • segnali di indicazione, danno informazioni utili o necessarie per la guida o per itinerari e località turistiche e altro.

All’art. 77 e seguenti sono indicati forme, dimensioni, colori e simboli dei segnali stradali verticali.

Segnaletica orizzontale: di che cosa si tratta

La segnaletica orizzontale (art. 40 del CdS) è quella che vediamo invece tracciata sul manto stradale, non sui cartelli. Il suo compito è quello di regolare la circolazione dei veicoli, fornire indicazioni utili o prescrizioni particolari per determinati comportamenti da seguire o ancora guidare gli utenti in situazioni specifiche.

Come è suddivisa la segnaletica orizzontale:

  • strisce trasversali continue o discontinue;
  • strisce longitudinali continue o discontinue;
  • frecce direzionali;
  • attraversamenti pedonali o ciclabili;
  • strisce di delimitazione per sosta riservata o stalli di sosta;
  • simboli e iscrizioni;
  • strisce di delimitazione della fermata di bus o altri veicoli del trasporto pubblico di linea;
  • isole di traffico o di presegnalamento di ostacoli entro la carreggiata;
  • altri segnali stabiliti dal regolamento d’attuazione del Codice della Strada.

Lo stesso regolamento, all’art. 137 e successivi, stabilisce forme, dimensioni, colori simboli, caratteristiche e modalità di applicazione dei segnali stradali orizzontali.

Prevale la segnaletica orizzontale o la segnaletica verticale?

L’art. 38 comma 2 del Codice della Strada indica con chiarezza la gerarchia tra la segnaletica orizzontale e quella verticale; precisa quanto segue: “Le prescrizioni dei segnali verticali prevalgono su quelle dei segnali orizzontali”. Quindi non c’è alcun dubbio. Possiamo fare degli esempi semplici per semplificare la comprensione del concetto:

  • se c’è solo segnaletica orizzontale e manca completamente quella verticale, allora la prima è ovviamente valida a tutti gli effetti. Capita infatti che la segnaletica orizzontale venga utilizzata esclusivamente per integrare quella verticale, ma per l’accertamento di una violazione basta che sia visibile un solo tipo di segnaletica, quindi verticale o orizzontale. Nel caso in cui manca la segnaletica verticale ma c’è quella orizzontale quindi comunque la prescrizione è operativa. È chiaro che vale anche il contrario, se c’è solo la segnaletica verticale prevale quella;
  • se ci sono le strisce bianche a bordo strada per indicare una zona di parcheggio gratuita, ma all’inizio del marciapiede è stato posizionato il cartello con il parcometro che indica l’obbligo di pagamento, allora per evitare la multa bisogna rispettare la segnaletica verticale e pagare il parcheggio.

Le prescrizioni dei semafori prevalgono su quelle della segnaletica verticale e orizzontale che regolano la precedenza; la segnaletica che prevale su ogni tipologia è quella fornita dagli agenti di polizia stradale.

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Auto Suzuki: l’elenco completo (con i prezzi)

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Suzuki non è solo la seconda Casa automobilistica giapponese più amata dagli italiani ma anche uno dei marchi più acquistati dai clienti privati. Le auto del brand nipponico hanno conquistato gli automobilisti del nostro Paese grazie a una gamma completamente ibrida per tutti i gusti e tutte le tasche.

Di seguito troverete l’elenco completo di tutte le auto Suzuki in commercio (con i prezzi): tanti modelli mild hybridfull hybrid e ibridi plug-in adatti a qualsiasi esigenza.

Auto Suzuki: l’elenco completo per marca (con i prezzi)

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Suzuki Swift

La sesta generazione della Suzuki Swift – nata nel 2017 – è una piccola mild hybrid benzina disponibile a trazione anteriore o integrale.

La gamma motori è composta da due unità mild hybrid benzina: un 1.2 da 90 CV e un 1.4 turbo da 129 CV (lo stesso montato da VitaraS-Cross).

Suzuki Swift: i prezzi

  • Suzuki Swift 1.2 Cool 17.490 euro
  • Suzuki Swift 1.2 Top 18.790 euro
  • Suzuki Swift 1.2 AT 20.590 euro
  • Suzuki Swift 4WD 20.590 euro
  • Suzuki Swift Sport 24.050 euro

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Suzuki Swace

La Suzuki Swace – nata nel 2021 – è una station wagon compatta ibrida benzina a trazione anteriore gemella della Toyota Corolla Touring Sports.

Il motore è un 1.8 ibrido benzina da 122 CV.

Suzuki Swace: i prezzi

  • Suzuki Swace Cool 29.500 euro
  • Suzuki Swace Top 32.000 euro

 

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Suzuki Ignis

La terza generazione della Suzuki Ignis – nata nel 2016 e sottoposta a un restyling nel 2020 – è una piccola SUV mild hybrid benzina disponibile a trazione anterioreintegrale.

La “baby” crossover giapponese monta un motore 1.2 mild hybrid benzina da 83 CV.

Suzuki Ignis: i prezzi

  • Suzuki Ignis Cool 17.200 euro
  • Suzuki Ignis Top 17.850 euro
  • Suzuki Ignis Top AT 19.350 euro
  • Suzuki Ignis 4WD 19.650 euro

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Suzuki Vitara

La seconda generazione della Suzuki Vitara – nata nel 2015 e sottoposta a un restyling nel 2018 – è una piccola SUV mild hybrid benzina disponibile a trazione anterioreintegrale.

Il motore è lo stesso 1.4 turbo mild hybrid benzina da 129 CV montato dalla Swift Sport e dalla S-Cross.

Suzuki Vitara: i prezzi

  • Suzuki Vitara Cool 24.400 euro
  • Suzuki Vitara Top 26.600 euro
  • Suzuki Vitara Starview 27.400 euro
  • Suzuki Vitara AT 28.900 euro
  • Suzuki Vitara 4WD Cool 26.900 euro
  • Suzuki Vitara 4WD Top 29.100 euro
  • Suzuki Vitara 4WD Starview 29.900 euro
  • Suzuki Vitara 4WD AT 31.400 euro

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Suzuki S-Cross

La Suzuki S-Cross – nata nel 2013 e sottoposta a un restyling nel 2016 – è una SUV compatta mild hybrid benzina disponibile a trazione anterioreintegrale.

Il motore 1.4 turbo mild hybrid benzina da 129 CV è lo stesso montato dalla Swift Sport e dalla Vitara.

Suzuki S-Cross: i prezzi

  • Suzuki S-Cross Easy 23.600 euro
  • Suzuki S-Cross Cool 24.690 euro
  • Suzuki S-Cross Starview 28.090 euro
  • Suzuki S-Cross AT 29.590 euro
  • Suzuki S-Cross 4WD Cool 27.190 euro
  • Suzuki S-Cross 4WD Starview 30.590 euro
  • Suzuki S-Cross 4WD AT 32.090 euro

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Suzuki Across

La Suzuki Across – nata nel 2020 – è una SUV media ibrida plug-in benzina a trazione integrale.

La gemella della Toyota RAV4 PHEV ospita sotto il cofano un motore 2.5 ibrido plug-in benzina in grado di generare una potenza totale di 306 CV.

Suzuki Across: i prezzi

  • Suzuki Across Top 56.900 euro
  • Suzuki Across Yoru 58.900 euro

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