Perché le Porsche hanno la chiave a sinistra?
Perché le Porsche si avviano inserendo la chiave alla sinistra del volante? Questa è la prima domanda che viene in mente a chi ha la fortuna di accomodarsi a bordo di una vettura della Casa di Zuffenhausen. Quello che oggi è un semplice vezzo nasce in realtà da una necessità riguardante le gare, soprattutto la 24 Ore di Le Mans.Perché le Porsche hanno la chiave a sinistra?Negli anni ’50 e ’60 la Porsche è una protagonista assoluta del motorsport e in quel periodo diverse gare iniziano con la “partenza Le Mans”: vetture schierate a spina di pesce con il motore spento e piloti allineati dall’altro lato del rettilineo di partenza che attraversano il tracciato correndo a piedi prima di salire in macchina.Il posizionamento del blocchetto di accensione a sinistra permette quindi ai piloti – che possono ingranare la marcia con la mano destra e girare la chiave con l’altra – di rispamiare tempo durante la fase di start.L’ultima 24 Ore di Le Mans disputata con questa modalità di partenza risale al 1969, anno in cui il pilota belga Jacky Ickx – per protestare contro una procedura anacronistica e insicura (per risparmiare tempo i driver non indossano la cintura di sicurezza) – cammina lentamente verso la sua Ford GT40 anziché correre, si accomoda a bordo, assicura correttamente il proprio corpo al sedile attraverso il sistema di ritenuta e vince la corsa nonostante il mezzo giro perso per questa operazione.In seguito a questo gesto gli organizzatori della gara endurance francese – a partire dall’edizione del 1970 – optano per uno “start” con tutti i corridori già seduti in auto: a salire sul gradino più alto del podio di questa corsa, per la prima volta nella storia, è (curiosamente) proprio una Porsche.

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Toyota Tacoma, la storia del pick-up giapponese
Il Toyota Tacoma, pick-up “entry-level” della Casa giapponese destinato al mercato nordamericano, compie 20 anni. Per l’occasione al Salone di Detroit 2015 il brand nipponico ha svelato la terza generazione di questo veicolo commerciale adatto ad automobilisti attivi che cercano la massima versatilità.L’ultima evoluzione di questo modello – più leggero rispetto alle antenate grazie anche all’alluminio utilizzato per buona parte del pianale – è disponibile a trazione posteriore o integrale e ha una gamma motori al lancio (potenza non ancora comunicata) composta da due unità a benzina: un 2.7 a quattro cilindri e un 3.5 V6 a ciclo Atkinson. Scopriamo insieme la storia di questa vettura, molto apprezzata negli States.Toyota Tacoma prima generazione (1995)La prima generazione del Toyota Tacoma vede la luce nel 1995: nata per rimpiazzare la Hilux, si distingue per un migliore comportamento su asfalto. Tre i motori al lancio: due a quattro cilindri (2.4 da 144 CV e 2.7 da 152 CV) e un 3.4 V6 da 193 CV.I due restyling – il primo nel 1997, il secondo nel 2000 – portano alcune modifiche estetiche (specialmente nella zona frontale) e pochi cambiamenti tecnici: la novità più rilevante arriva nel terzo millennio con l’introduzione della variante dotata di porte posteriori.Toyota Tacoma seconda generazione (2004)Il Toyota Tacoma seconda generazione viene presentato ufficialmente al Salone di Chicago del 2004: più grande e più brioso di prima, presenta numerose varianti di carrozzeria e motori più potenti.La gamma propulsori al debutto è composta da due unità: un 2.7 a quattro cilindri da 162 CV e un 4.0 V6 da 239 CV. Nel 2009 si assiste ad un leggero restyling che coinvolge soprattutto la mascherina e alcuni dettagli relativi all’impianto audio mentre il secondo lifting del 2012 porta più modifiche estetiche e interni completamente rivisti.

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La breve vita di Lucien Bianchi
Molti appassionati di motorsport conoscono Lucien Bianchi solo perché è prozio di Jules (vittima di un pauroso incidente lo scorso ottobre al GP del Giappone e ancora oggi privo di conoscenza all’ospedale di Nizza). In realtà questo pilota belga di origini italiane può vantare nel proprio palmarès diversi successi importanti: scopriamo insieme la sua storia.Lucien Bianchi, la storiaLucien Bianchi nasce il 10 novembre 1934 a Milano. A 12 anni si trasferisce in Belgio per seguire il padre, ex meccanico della Squadra Corse Alfa Romeo ingaggiato dal gentleman driver locale Johnny Claes.Il debutto nelle corseLucien debutta nelle corse appena ha la possibilità di guidare un’automobile: partecipa al Tour de France del 1952 con una Jaguar XK120 insieme al connazionale Jacques Herzet (38°) e l’anno seguente i due – su una Ferrari 166 MM – portano a casa il 7° posto assoluto. Tra gli altri risultati rilevanti segnaliamo l’11° piazza di classe alla 12 Ore di Reims del 1956 con il francese Christian Poirot.Le prime vittorieLa stagione della svolta per Lucien Bianchi è quella del 1957, anno in cui sale sul gradino più alto del podio del Tour de France insieme al belga Olivier Gendebien con una Ferrari 250 GT. Il duo conquista questa corsa in altre due occasioni.F1 e non soloLucien Bianchi esordisce in F1 in occasione del GP di Monte Carlo del 1959 al volante di una Cooper ma non riesce a qualificarsi. Si riscatta l’anno seguente conquistando un punto grazie ad un 6° posto in Belgio. Sempre nel 1960 trionfa alla 1.000 km di Parigi con una Ferrari 250 GT in coppia con Gendebien.Nel 1961 – anno in cui ottiene il primo risultato di un certo rilievo nei rally (2° al Tour de Corse con una Citroën DS) – corre quattro GP senza mai riuscire a tagliare il traguardo: uno (Monte Carlo) con una Emeryson e tre (Belgio, Francia e Gran Bretagna) con una Lotus. Nelle ultime due corse – disputate con la scuderia UDT Laystall – risulta più lento del compagno, il britannico Henry Taylor.Soddisfazioni e delusioniIl 1962 inizia alla grande per Lucien Bianchi (primo alla 12 Ore di Sebring insieme allo svedese Joakim Bonnier su una Ferrari 250) mentre in F1 le cose non vanno altrettanto bene: due gare con la Lotus (una 9° piazza in casa come miglior risultato). Va ancora peggio nel 1963: un GP con la Lola in Belgio terminato con un ritiro e un 2° posto al Tour de France con la Ferrari 250 GTO in coppia con il nostro Carlo Mario Abate.La ripresaDopo il 21° posto al Rally di Monte Carlo del 1964 Lucien trionfa al Tour de France con il connazionale Georges Berger. Nel 1965 arrivano diversi risultati di rilievo: la vittoria alla 500 km del Nürburgring insieme al fratello Mauro (il nonno di Jules) con una Alpine M65 e due secondi posti (Rally Stoccarda-Lione-Charbonnières con una Alfa Romeo Giulia e a Zolder nel campionato europeo turismo con una Ford Mustang). Nell’unico GP di F1 disputato in quell’anno arriva 12° in Belgio con una BRM (meglio del coéquipier statunitense Masten Gregory).Chiudere in bellezzaNella seconda metà degli anni ’60 Lucien Bianchi ottiene piazzamenti interessanti soprattutto nelle gare endurance: nel 1967 arriva la vittoria alla 6 ore del Nürburgring con il francese Jean Rolland su un’Alfa Romeo Giulia GTA. Con la Casa del Biscione ottiene anche, nel 1968, il secondo posto al Rally di Ginevra e il terzo al Tour de Corse.Il 1968 – anno di altri due trionfi (6 Ore di Watkins Glen con la Ford GT40 insieme al connazionale Jacky Ickx e il Mugello con un’Alfa Romeo T33/2 guidata anche dai nostri Nino Vaccarella e Nanni Galli – è anche la migliore stagione in F1 per il pilota belga che al volante di una Cooper ottiene l’unico podio in carriera nel Circus (3° a Monte Carlo) e un 6° posto in Belgio risultando più rapido del nostro Ludovico Scarfiotti e del britannico Brian Redman. Nella seconda metà della stagione è però meno brillante del compagno inglese Vic Elford.Le Mans, la gloria e la morteLa vittoria più importante di sempre per Lucien Bianchi arriva il 29 settembre 1968 quando il driver belga – al volante di una Ford GT40 in coppia con il messicano Pedro Rodríguez – trionfa alla 24 Ore di Le Mans .Sullo stesso circuito, però, perde la vita il 30 marzo 1969 durante un test quando si schianta contro un palo del telegrafo al volante della sua Alfa Romeo T33.

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Il sognatore Preston Tucker
Preston Tucker è stato soprattutto un sognatore: questo imprenditore statunitense ha cercato, nel secondo dopoguerra, di contrastare (senza successo) le “Big Three” (Chrysler, Ford e GM) e la sua storia, ricca di delusioni, è stata raccontata da Francis Ford Coppola nel film del 1988 “Tucker, un uomo e il suo sogno”. Scopriamola insieme.Preston Tucker: la biografiaPreston Tucker nasce il 21 settembre 1903 a Capac (USA). Orfano di padre dall’età di due anni, inizia a guidare a 11 anni e a 16 si occupa già di acquistare auto vecchie, di restaurarle e di rivenderle. Dopo aver lavorato come fattorino alla Cadillac tenta nel 1922 di arruolarsi in polizia ma è troppo giovane.Si sposa un anno più tardi e per qualche tempo alterna il lavoro in fabbrica alla Ford (successivamente interrotto per entrare in polizia) con la gestione di una stazione di servizio a Lincoln Park che funge anche da rivenditore di Studebaker.La carriera di venditoreGrazie ad ottime doti relazionali Preston Tucker fa rapidamente carriera come venditore di automobili: si sposta a Memphis per diventare responsabile commerciale della locale concessionaria Chrysler, nel 1933 si trasferisce a Buffalo per seguire gli affari della Pierce-Arrow ma dopo pochi mesi torna a Detroit per vendere Dodge.Mettersi in proprioNella prima metà degli anni ’30 Tucker diventa ufficialmente un imprenditore quando crea insieme al progettista Harry Miller una società specializzata nella produzione di auto da corsa. Nella seconda metà del decennio si concentra invece sui mezzi militari e realizza un piccolo autoblindo dotato di un motore V12. Il veicolo – considerato troppo veloce – viene rifiutato dall’esercito statunitense ma riscuote successo la torretta progettata da Preston, che viene utilizzata dalla marina americana.Nel 1940 Preston Tucker tenta, senza troppa fortuna, di conquistare l’aviazione: crea la Tucker Aviation Corporation e costruisce un prototipo che purtroppo non riesce a “sedurre” i vertici militari. Nel 1942 l’azienda da lui fondata viene acquistata dalla Higgins (specializzata in mezzi navali) ma dopo un anno nella nuova sede di New Orleans abbandona il socio Andrew Jackson Higgins, torna a Detroit e si mette in proprio.Nasce la TuckerLa Casa automobilistica Tucker vede la luce alla fine della Seconda Guerra Mondiale quando Preston decide di costruire una vettura più moderna della concorrenza in grado di rubare clienti ai mezzi costruiti dai grandi gruppi Chrysler, Ford e General Motors. Nel 1947 viene presentata la 48, innovativa nel design (aerodinamico e sexy, opera di Alex Tremulis) e nella tecnica.L’ingombrante (lunghezza superiore ai cinque metri e mezzo) ammiraglia ideata da Preston Tucker monta un motore posteriore 5.5 boxer ad iniezione derivato da unità precedentemente adottate da elicotteri e in grado di generare una potenza di 166 CV, quattro sospensioni a ruote indipendenti e freni a disco. La sicurezza è inoltre garantita dalle cinture, dal cruscotto imbottito, dal piantone dello sterzo collassabile e dal faro centrale girevole collegato al volante per migliorare l’illuminazione in curva.La Tucker 48 viene assemblata in soli 51 esemplari: Preston viene accusato di bancarotta fraudolenta nel 1949 ma nonostante l’assoluzione (nel 1950) la sua reputazione (e quella delle vetture da lui prodotte) cala.Gli anni ’50Negli anni Cinquanta Preston Tucker tenta nuovamente di sfondare nel mercato automobilistico – questa volta in Brasile – con una sportiva chiamata Carioca (vettura che non vedrà mai la luce). L’imprenditore statunitense scompare il 26 dicembre 1956 a Ypsilanti (USA) per un tumore ai polmoni.

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Winter Marathon 2015: la guida completa
Mancano pochi giorni al via della Winter Marathon 2015: dal 22 al 25 gennaio Madonna di Campiglio ospiterà la 27° edizione di una delle gare di regolarità dedicate alle auto d’epoca più importanti tra quelle in programma in Italia.120 auto presenti (100 costruite fino al 1968 più altre 20 di particolare interesse storico prodotte fino al 1976), 427 km, 45 prove cronometrate e 12 ore consecutive di guida: sono queste le caratteristiche principali di questo evento che vedrà la partecipazione di 19 Case automobilistiche e di Ivan Capelli (attuale presidente dell’AC Milano e commentatore TV di F1 per la Rai), che sarà al volante di una Volvo PV544 del 1965.Di seguito troverete una guida completa della Winter Marathon 2015: percorso, programma, orari e chi più ne ha più ne metta. Per maggiori informazioni www.wintermarathon.it.Winter Marathon 2015 – La guida completa: programma, percorso e orariGiovedì 22 gennaio 201515:00-19:00 Ritrovo dei concorrenti presso il Savoia Palace Hotel a Madonna di Campiglio. Verifiche sportive, consegna del kit di partecipazione con numeri di gara, road book e omaggi esclusivi. Verifiche tecniche nella adiacente Piazza Brenta Alta.19:15 Ingresso delle vetture autorizzate sul lago ghiacciato di Madonna di Campiglio.19:30 Cena in hotel.20:15 Trofeo APT. Sfida a eliminazione diretta riservata ai primi 32 equipaggi iscritti alla Winter Marathon. Rientro in hotel e pernottamento.Venerdì 23 gennaio 201508:00-12:00 Ritrovo dei concorrenti presso il Savoia Palace Hotel a Madonna di Campiglio. Verifiche sportive, consegna del kit di partecipazione con numeri di gara, road book e omaggi esclusivi. Verifiche tecniche nella adiacente Piazza Brenta Alta.12:30 Pranzo in hotel.14:00 Partenza della prima vettura da Piazzale Brenta a Madonna di Campiglio e presentazione delle vetture partecipanti in Piazza Righi.
14:05 Passo Campo Carlo Magno (m. 1682)
14:15 Folgarida
14:30 Dimaro
14:40 Malé
15:45 Passo della Mendola (m. 1363)
16:20 Lago di Caldaro
16:35 Ora
17:35 Passo Lavazè (m. 1808)
17:45 Passo Pramadiccio (m. 1431)
18:15 Predazzo
18:35 Moena
18:45 Mazzin18:55 Canazei19:00 Cena all’Hotel Lupo Bianco a Canazei.
20:05 Passo Pordoi (m. 2239)
20:40 Livinallongo
20:55 Passo Falzarego (m. 2109)
21:00 Passo Valparola (m. 2192)
21:25 Corvara
21:45 Passo Gardena (m. 2121)
22:05 Selva di Val Gardena
22:20 Ortisei
22:30 Passo Pinei (m. 1437)22:40 SiusiSabato 24 gennaio 2015
00:40 Passo Palade (m. 1518)
01:45 Malè
01:55 Dimaro
02:00 Folgarida (m. 1298)02:10 Passo Campo Carlo Magno (m. 1681)02:15 Arrivo della prima vettura in Piazza Righi a Madonna di Campiglio. Rientro in hotel e pernottamento.12:30 Pranzo in hotel.13:00 Ingresso delle vetture autorizzate sul lago ghiacciato di Madonna di Campiglio.13:45 Trofeo MA-FRA. Riservato alle vetture anteguerra scoperte partecipanti alla Winter Marathon.14:00 Trofeo TAG Heuer Barozzi. Sfida a eliminazione diretta riservata ai primi 32 equipaggi classificati della Winter Marathon.19:30 Cerimonia di premiazione e cena conclusiva a Madonna di Campiglio. Rientro in hotel e pernottamento.Domenica 25 gennaio 201509:00 Colazione in hotel con arrivederci all’edizione del 2016.

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Quando la Acer "fece" motori per la F1
Non tutti sanno che la Acer – oggi una delle più importanti aziende hi-tech mondiali – si occupò per un breve periodo di… motori di F1. Nel Mondiale 2001 la società taiwanese, oggi conosciuta soprattutto per i suoi computer e i suoi tablet, “fornì” propulsori alla scuderia francese Prost. Scopriamo insieme la storia di questa improbabile partnership.Acer e i motori F1: la storiaPer raccontare la storia dei motori Acer in F1 bisogna partire dal 2000, la stagione peggiore del team transalpino Prost (gestito dall’ex-pilota Alain). Al termine del campionato il quattro volte campione del mondo, a causa dei deludenti risultati ottenuti, perde l’appoggio di tutti i suoi sponsor principali (Agfa, Gauloises, PlayStation 2 e Yahoo!) e la fornitura dei propulsori da parte della Peugeot, che in quell’anno decide di abbandonare per sempre il Circus.L’unica Casa disposta a vendere un motore alla Prost per il Mondiale 2001 è la Ferrari ma la cifra richiesta per entrare in possesso dell’unità 049C – un 3.0 V10 da 800 CV – adottata l’anno prima dalla monoposto del Cavallino e capace di conquistare il Mondiale Costruttori e di riportare il titolo Piloti a Maranello (con Michael Schumacher) dopo un digiuno lungo ben 21 anni è troppo elevata.La Acer si offre quindi di pagare l’intera somma necessaria e in cambio chiede (e ottiene) per ragioni di sponsor di poter ribattezzare il motore (ceduto anche alla Sauber, che lo utilizzerà con il marchio Petronas) con il suo brand. Nasce così la Prost-Acer.Acer in F1: il Mondiale 2001Il motore Acer viene montato sulla Prost AP04, l’ultima monoposto di sempre realizzata dal team francese. A fianco del transalpino Jean Alesi (confermato) troviamo il driver argentino (ex-Minardi) Gastón Mazzacane, poco talentuoso ma con uno sponsor importante alle spalle (PSN, canale satellitare statunitense – ora scomparso – specializzato nella trasmissione di eventi sportivi in Sudamerica).La stagione inizia abbastanza bene grazie all’affidabilità dei propulsori “taiwanesi”: nei primi 6 GP Alesi taglia sempre il traguardo in “top 10” mentre il compagno di scuderia viene appiedato dopo sole quattro gare (un 12° posto e tre ritiri) e rimpiazzato dal brasiliano Luciano Burti, a sua volta licenziato dalla Jaguar.La svolta positiva per le Prost motorizzate Acer arriva a cavallo tra maggio e giugno quando Alesi (grazie al 6° posto a Monte Carlo e al 5° in Canada) ottiene i primi punti stagionali per la scuderia transalpina. L’ex-pilota del Cavallino conquista in Germania (grazie ad un sesto posto) gli ultimi punti di sempre per il team gestito da Alain ma una settimana dopo lascia la squadra in seguito al mancato pagamento degli stipendi e passa alla Jordan.Negli ultimi cinque GP Alain chiama Heinz-Harald Frentzen (scaricato a sua volta proprio dalla Jordan) ma il driver teutonico ottiene come miglior piazzamento solo un 9° posto nel GP del Belgio. In quella gara, oltretutto, Burti è protagonista di un pauroso incidente nel quale subisce un trauma facciale che mette fine alla sua carriera nel Circus. Il driver sudamericano viene rimpiazzato nelle ultime tre corse dal meno talentuoso ceco Tomáš Enge.

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Promozioni auto febbraio 2015: le occasioni del mese
Nonostante l’incremento delle immatricolazioni le promozioni auto di febbraio 2015 sono ricche e sostanziose: questo mese è infatti possibile beneficiare di numerosi sconti anche su modelli particolarmente apprezzati dal pubblico.Le proposte più “succose” appartengono al segmento delle SUV e sono soprattutto di nazionalità giapponese anche se non mancano vetture di altri Paesi e di altre categorie. Scopriamole insieme.Citroën Berlingo14.600 euro invece di 18.900: è questa la cifra necessaria per portarsi a casa la Citroën Berlingo meno cara del listino (la 1.6 95 CV). L’offerta – valida su vetture disponibili in rete in pronta consegna fino ad esaurimento scorte – può essere legata ad un finanziamento (TAN fisso 3,99%, TAEG 6,46%): 2.920 euro di anticipo e 48 rate mensili da 301 euro.Hyundai i10Sono sufficienti 8.950 euro (anziché 10.600) per acquistare la Hyundai i10 “entry-level” – la 1.0 Classic – con l’aggiunta del climatizzatore. Il finanziamento abbinato (TAN fisso 4,05%, TAEG fisso 7,01%) prevede un anticipo di 2.280 euro, 35 rate mensili da 95 euro e una maxiquota finale di 4.334 euro.Jeep RenegadeLa Jeep Renegade è la SUV più amata dagli italiani e la versione Sport (dotata di un motore 2.0 turbodiesel MJT da 120 CV e della trazione integrale) costa 23.900 euro invece di 25.500. È inoltre possibile beneficiare di un finanziamento (TAN fisso 2,95%, TAEG 9,86%): 7.530 euro di anticipo e 84 rate mensili da 299 euro.Lexus CTLa Lexus CT “base” costa ufficialmente 27.700 euro ma grazie alle promozioni di febbraio 2015 della Casa nipponica sono sufficienti 23.350 euro per acquistarla. Chi intende aderire al finanziamento (TAN fisso 4,90%, TAEG 6,24%) deve versare un anticipo di 8.500 euro, 47 rate mensili da 200 euro e una maxiquota finale di 10.041 euro.Nissan QashqaiLa Nissan Qashqai meno cara – la 1.2 DIG-T Visia – per tutto il mese si porta a casa con 2.000 euro di sconto (18.500 euro invece di 20.500). L’offerta – valida su vetture in stock a fronte del ritiro, in permuta o rottamazione, di un veicolo di proprietà da almeno sei mesi – può essere abbinata ad un finanziamento (TAN fisso 4,99%, TAEG 6,59%) che prevede un anticipo di 6.630 euro, 36 rate da 179 euro comprensive, in caso di adesione, di finanziamento protetto e pack 2 anni di assicurazione furto e incendio Nissan Insurance a soli 599 euro e una rata finale da 8.200 euro.Opel MokkaGrazie alle promozioni Opel di febbraio 2015 sulla Mokka sono sufficienti 16.900 euro (invece di 21.350) per comprare la versione 1.6 Ego. Il finanziamento più vantaggioso (TAN 0%, TAEG 2,20%) prevede un anticipo di 4.850 euro e 36 rate mensili da 383,33 euro.Peugeot Partner TepeeIn caso di rottamazione di vetture intestate da almeno sei mesi è possibile acquistare la Peugeot Partner Tepee 1.6 HDi 75 CV con 13.850 euro anziché 18.400. Il finanziamento abbinato (TAN fisso 3,99%, TAEG 6,17%) prevede un anticipo di 3.550 euro, 35 rate mensili da 179,03 euro e una rata finale da 7.064,15 euro. Ma non è tutto: ci sono anche dodici mesi di assicurazione RC Auto in omaggio.Skoda Octavia WagonFino a fine mese la Skoda Octavia Wagon G-Tec a metano nell’allestimento Ambition si porta a casa con 19.900 euro (il listino ufficiale recita invece 23.450 euro). L’offerta è valida solo in caso di ritiro dell’usato.Toyota YarisLa Toyota Yaris 1.0 5p. Cool costa ufficialmente 13.800 euro ma con le promozioni di febbraio 2015 del marchio nipponico sono sufficienti 10.950 euro per portarsela a casa. È possibile, inoltre, approfittare di un finanziamento (TAN fisso 4,90%, TAEG 6,99%) che comprende un anticipo di 2.550 euro, 47 rate mensili da 150 euro e una maxiquota finale di 3.833 euro.Volvo V70 PolarProseguono anche a febbraio 2015 le ricchissime promozioni Volvo sulla V70 Polar che consentono di acquistare la versione “entry-level” della grande station wagon scandinava (la D2) con uno sconto di quasi 10.000 euro (da 39.450 a 29.950 euro).
Porsche 911 Turbo by PP-Performance
PP-Perfromance è il preparatore tedesco di Weissbach specializzato in “doping” meccanici di vetture già di per sé fuori dal comune in quanto a potenza… le supercar.In questo caso l’oggetto del desiderio passato per le officine del tuner tedesco è una vera e propria icona delle super sportive, con più di 50 anni di storia alle spalle e considerata come punta di diamante di Zuffenhausen, la Porsche 911 Turbo.Ovviamente, di serie, questo bolide non ha certo bisogno di una “spinta in più”, ma quando la sete di record è insaziabile PP-Performance ci mette del suo.Dopo un intervento chirurgico molto delicato la Porsche 911 Turbo by PP-Performance esce dalla “sala operatoria” più forte che mai e vanta numeri da record, è proprio il caso di dirlo.Tanto per cominciare il sei cilindri da 3,8 litri, che di serie eroga 520 CV (560 CV sulla Turbo “S”) è stato potenziato (con un kit meccanico del valore di 11.999 Euro) fino a 673 CV con una coppia massima di 820 Nm (660 Nm di serie).Il tutto, naturalmente, per rendere la Noveunouno Turbo più veloce che mai: a questo proposito i numeri parlano chiaro. A lavoro fatto la 911 Turbo modificata migliora il tempo sullo scatto da 0 100 di quasi un secondo (un’infinità) fermando il cronometro sui 2,5 secondi, come una Bugatti Veyron, e raggiunge i 200 km/h, da ferma, in 8,2 secondi (11,1 sec. la versione di serie).

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Jeep Renegade Sport
La nuova Jeep Renegade arrive nelle concessionarie nella nuova versione Sport, equipaggiata con l’inedito motore 2.0 Multijet II da 120 CV abbinato al cambio manuale e alla trazione integrale “Jeep Active Drive”.Look sportivoDal punto di vista estetico la nuova Jeep Renegade Sport si distingue per la griglia anteriore nera, i cerchi in acciaio da 16" (a richiesta quelli in lega da 16" a 5 fori) e gli specchietti retrovisori esterni regolabili manualmente.Equipaggiamento di serieCompleto l’equipaggiamento interno che offre di serie: climatizzatore manuale, quadro strumenti con display da 3,5" monocromatico, servosterzo elettrico, alzacristalli elettrici, volante regolabile in altezza e profondità.Particolarmente interessante la dotazione infotainment che prevede sistema audio a quattro altoparlanti e radio Uconnect con schermo touchscreen da 5", presa USB e sistema vivavoce Bluetooth con comandi al volante.Nel campo della sicurezza si segnalano 6 airbag (frontali multistadio, laterali anteriori e laterali a tendina anteriori e posteriori), controllo elettronico di stabilità (ESC) completo di Hill Start Assist (sistema di ausilio alla partenza in salita), sistema per il monitoraggio della pressione degli pneumatici, freno di stazionamento elettronico.Jeep Renegade Sport: i prezziJeep Renegade Sport 2.0 Multijet II 120 CV 4×4 Sport parte da 25.100 euro (23.300 euro se si opta per la trazione anteriore).
Renault Espace: viaggio col nuovo crossover nel futuro del marchio francese
La metafora sottesa alla presentazione del nuovo Renault Espace 2015, nella cornice milanese del Teatro Vetra (che pochi giorni fa ha ospitato anche la sfilata uomo di Dolce & Gabbana), è stata chiara.Spazio, comfort e lunghi viaggi: erano queste le parole d’ordine dello show a tema aeronautico che Renault Italia ha messo in piedi a Milano.L’oggetto dell’incontro avevamo già avuto il modo di vederlo a Parigi 2014, ma rivederlo non ci ha dato nessun fastidio: un crossover spazioso e imponente, ma dinamico. E con una grande attenzione a chi viaggia.Espace: da monovolume a crossoverChe il nuovo Renault Espace abbia cambiato pelle è evidente già a colpo d’occhio: dalle forme spaziose e tozze del monovolume a quelle sempre spaziose ma decisamente più emozionanti del crossover.Dopotutto, come ha sottolineato Francesco Fontana-Giusti di Renault Italia durante la presentazione, il mercato parla chiaro: le monovolume di grandi dimensioni – segmento che la Espace ha contribuito a creare – non hanno più lo stesso appeal di un tempo, e la lotta fra i brand si è spostata in un segmento popolato da modelli che travalicano le vecchie definizioni (e soddisfano bisogni più disparati).Per questo motivo la Renault Espace si trasforma e guadagna un volume anteriore (il muso), ma anche una maggiore altezza da terra e una linea laterale che si abbassa nel posteriore, regalando alla grande crossover francese un certo slancio.Riflettori puntati sul lussoIl risultato è una vettura che punta ad attirare l’attenzione di chi viaggia molto e vuole viaggiare comodamente, ma senza rinunciare a una certa esclusività.Sì: un mercato premium, con concorrenti agguerrite – prime fra tutte le tedesche – a cui però Renault non mostra alcun timore reverenziale.Da questo punto di vista, gli esponenti di Renault Italia sono stati chiari: prepariamoci a vedere questo nuovo family-feeling – caratterizzato dalla losanga imponente in una mascherina trapezoidale di grosse dimensioni – su tutte le vetture del segmento C e D (futura Megane compresa), insieme ai fari a led che formano una C se in funzione.Cromature e dettagli di stile non mancheranno neppure, come possiamo vedere nel nuovo Espace, che regala una impressione di lusso da segmento superiore.Nessuna rinuncia allo spazioNonostante l’abbandono delle linee da monovolume dura e pura, la nuova Renault Espace 2015 non ha però rinunciato allo spazio interno, che resta comunque elevatissimo.Presente nella versione a 5 e 7 posti (2 sedili di dimensioni generose scompaiono nel bagagliaio posteriore, e anche se non di facilissimo accesso promettono viaggi sufficientemente comodi), la Espace offre un bagagliaio di tutto rispetto, che diventa immenso abbattendo i sedili posteriori.L’ispirazione aeronautica è presente anche agli interni, con una console che sembra un vero e proprio cockpit e avvolge il guidatore, e sistemi tecnologicamente avanzati come il cambio elettronico (shift by wire) che ha permesso di ottenere un design leggero e moderno.Luminosissimo, poi, l’abitacolo grazie all’attenzione dedicata agli spazi vetrati.Renault Espace: una SPA a quattro ruote?Ma a caratterizzare questo nuovo Renault Espace è l’attenzione quasi maniacale alla esperienza di viaggio di chi è al suo interno.In Renault lo chiamano "Multi-Sense", ed è un sistema di personalizzazioni che vanno dalla taratura delle sospensioni al rumore del motore per arrivare ai colori di illuminazione dell’abitacolo.L’effetto è quasi quello di una SPA, con i colori dell’abitacolo che variano in base al desiderio dell’utente: energetico, rilassante, "ecologico", etc.Una soluzione intelligente e d’effetto.In Italia da MaggioQuando arriverà il nuovo Espace in Italia?Le prenotazioni dovrebbero partire a brevissimo, già da febbraio. Ma l’Espace dovrebbe essere nelle strade italiane da maggio, con prezzi a partire da 32.900 euro.Tre le motorizzazione, tutte caratterizzate dal down-sizing: 2 diesel 1.6 dCI (da 130CV e 160CV) e 1 benzina 1.6 TCe da 200CV. Quest’ultima offrirà anche un cambio EDC a 7 rapporti a spaziatura corta, che dovrebbero garantire un buon divertimento alla guida.Gli allestimenti iniziali? Tre: Zen, Intense e Initial Paris. Nome, quest’ultimo, che inizieremo a vedere su tutta la gamma, e che promette esclusività al 100%.












