Nissan Leaf Fluo: brilla di notte

A cosa serve un’auto fluorescente? Di fatto non a molto, ma per Nissan la LEAF che brilla di notte è un messaggio per promuovere la sostenibilità derivata dall’energia solare.Pioniera nel settore delle EV, la Casa giapponese è la prima ad aver creato una vettura in grado di illuminarsi al buio sfruttando le radiazioni UV assorbite durante il giorno.“Se l’89% dei possessori della Leaf che la ricaricano di notte”, dice la Casa, “sfruttassero i pannelli solari nell’impianto elettrico della propria abitazione, con i ricavi della vendita dell’energia in eccesso alla rete nazionale si ripagherebbero la ricarica notturna”.Per creare la Leaf Fluo, Nissan ha collaborato con Hamish Scott, inventore e creatore di STARPATH, per la creazione di una vernice spray in grado di assorbire le radiazioni UV solari e riemetterle per 8-10 ore al buio.La garanzia di funzionamento di questa particolare vernice realizzata con composti organici è di 25 anni, praticamente tutto il ciclo di vita del prodotto. 


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John DeLorean, non solo "Ritorno al futuro"

Considerare John DeLorean solo come il fondatore della Casa che ha realizzato la mitica DMC-12 (protagonista della trilogia cinematografica di “Ritorno al futuro”) sarebbe riduttivo: questo ingegnere/imprenditore statunitense è stato infatti uno dei manager più brillanti della storia delle quattro ruote. Scopriamo insieme la sua carriera.John DeLorean: la biografiaJohn DeLorean nasce il 6 gennaio 1925 a Detroit (USA): figlio di immigrati esteuropei (padre romeno, madre austroungarica), studia ingegneria industriale alla Lawrence Technological University della sua città natale ma è costretto ad interrompere gli studi per via dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale.Serve per tre anni nell’esercito statunitense, torna a casa nel 1946, lavora come progettista per poco più di un anno per aiutare economicamente la madre e successivamente torna all’università (conservando un impiego part-time alla Chrysler). John consegue la laurea nel 1948 ma nonostante le conoscenze tecniche acquisite decide di vendere assicurazioni sulla vita per migliorare le sue doti comunicative.Chrysler e PackardNegli anni Cinquanta John DeLorean prosegue gli studi frequentando per breve tempo il Detroit College of Law e un corso post laurea in ingegneria automobilistica alla Chrysler. Ottiene il master, lavora per breve tempo nella Casa “ yankee” e successivamente passa alla Packard.In questa azienda progetta il cambio automatico Twin-Ultramatic (evoluzione dell’Ultramatic contraddistinta da un convertitore di coppia più efficiente) e dopo poco tempo viene nominato responsabile della sezione “ricerca e sviluppo”.La svolta in General MotorsLa svolta nella carriera di John DeLorean arriva nel 1956 quando viene chiamato alla General Motors: il suo primo lavoro è alla Pontiac come assistente del capo ingegnere Pete Estes e del general manager Semon Knudsen.Nella seconda metà del decennio realizza numerosi brevetti per il marchio nordamericano e riesce a conciliare il lavoro con lo studio ottenendo il Master in Business Administration della Ross School of Business dell’Università del Michigan.Gli anni ’60Nel 1961 John DeLorean viene nominato capoingegnere Pontiac e il suo primo progetto – la GTO del 1964 – lancia la moda delle “muscle car” degli anni ’60. In seguito all’enorme successo riscosso dalla vettura viene promosso a responsabile del brand (il più giovane di sempre in General Motors).Nella seconda metà del decennio contribuisce alla realizzazione della Firebird del 1967, una sportiva realizzata sulla stessa base della Chevrolet Camaro che soffia parecchi clienti alla Ford Mustang, e della seconda generazione della lussuosa Grand Prix (1969), meno cara della rivale Ford Thunderbird.Questi modelli consentono alla Pontiac di crescere nelle immatricolazioni in un periodo di crisi per la GM e a John DeLorean di diventare responsabile Chevrolet nel 1969.In ChevroletLe doti manageriali di John emergono anche in Chevrolet: risana i conti riducendo i costi e puntando sul prodotto, gestisce il lancio della Vega nel 1970 focalizzandosi sul miglioramento della qualità e l’anno seguente porta il marchio del Cravattino ad ottenere quasi lo stesso numero di vetture immatricolate di quelle targate negli USA dall’intero gruppo Ford.Nel 1972 John DeLorean diventa vicepresidente della sezione auto e veicoli commerciali della General Motors ma l’anno seguente abbandona l’azienda in seguito a contrasti con i vertici del colosso statunitense (che lo ritengono troppo giovane e troppo frivolo per ricoprire un ruolo così importante).La DeLoreanDopo l’addio a GM DeLorean decide di mettersi in proprio: il 24 ottobre 1973 fonda una Casa automobilistica che porta il suo nome e presenta il prototipo DSV (DeLorean Safety Vehicle) disegnato da Giorgetto Giugiaro. Nel 1978, grazie a fondi del governo britannico, apre uno stabilimento in Irlanda del Nord ma deve aspettare tre anni prima di vedere la sua creatura uscire dalla catena di montaggio.La DeLorean DMC-12 – unica auto realizzata dal brand creato da John DeLorean – viene presentata nel 1981. Porte ad ali di gabbiano, telaio Lotus, carrozzeria in acciaio inossidabile non verniciata e un motore Peugeot Renault Volvo 2.8 V6 da 150 CV (132 per il mercato nordamericano): sono queste le caratteristiche principali di questa coupé. La vettura – prodotta in meno di 10.000 esemplari – non ottiene il successo sperato in quanto meno brillante e più costosa delle rivali.Il declinoIl declino economico di John inizia dopo i deludenti risultati di vendita della DMC-12: per racimolare i soldi necessari per salvare l’azienda nel 1982 accetta di trafficare cocaina, viene arrestato ma due anni più tardi viene assolto in quanto incastrato da un informatore dell’FBI in cambio di uno sconto di pena.La fedina penale pulita non basta a risollevare le sorti finanziarie di John DeLorean e anche il film “Ritorno al futuro” – che vede come protagonista la DMC-12 – contribuisce solo a far entrare nel mito questa sportiva.Negli anni ’90 John tenta di entrare nuovamente nel mondo delle quattro ruote realizzando l’erede della DMC-12 e per trovare i fondi mette in vendita (senza successo) un innovativo orologio al quarzo a carica automatica. DeLorean dichiara bancarotta nel 1999 e scompare il 19 marzo 2005 per via di un ictus a Summit (USA).

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Mini Coupé e Roadster: le biposto escono di produzione

La Mini Coupé ormai si prepara, insieme alla Mini Roadster, a uscire dalla linea di produzione.Questo modello fu presentato per la prima volta alla 24 Ore del Nürburgring, giusto prima di debuttare al Salone di Francoforte del 2011.Dopo un’avventura commerciale fugace, dunque, ma non per questo poco intensa, le due biposto della piccola anglo/tedesca escono di scena, senza però stupirci per questo visto che ormai era da mesi che se ne parlava.Del resto, e l’arrivo della nuova Mini 5 porte ne è una prova “vivente”, il brand ha deciso di puntare tutto sulla praticità della versione a tre porte e della sorella maggiore a cinque porte.La chiusura ad Oxford della produzione delle Mini Coupé e Roadster servirà, dunque, a centrare tutte le forze del marchio sulla nuova generazione Mini.L’ultima ad arrivare della nuova gamma è la Mini John Cooper Works (consumo misto di combustibile: 6,7l/100km, emissioni CO2: 155g/km), il cui motore turbo da quattro cilindri eroga la maggior potenza che si sia mai vista sui modelli di produzione di questa marca: 231 CV.Per chi, però, proprio non volesse rinunciare alle ebrezza della guida a cielo scoperto, rimarranno comunque in produzione la Mini Cabrio, disponibile con tre motorizzazioni benzina e due diesel, e la Mini John Cooper Works Cabrio. 


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ARO M 461 C (1969): la Jeep romena

La ARO M 461 C del 1969 è una fuoristrada (meglio non chiamarla SUV, potrebbe offendersi) da non sottovalutare: questa 4×4 romena – mamma della serie 240 e bisnonna della Dacia Duster – è un mezzo inarrestabile che si trova senza problemi a 2.000 euro.ARO M 461 C (1969): le caratteristiche principaliLa ARO M 461 C, svelata nel 1969, non è altro che un’evoluzione della M 461 presentata cinque anni prima caratterizzata da una plancia più moderna e da una strumentazione più completa. Gli esemplari commercializzati in Italia sono facilmente riconoscibili visto che montano indicatori di direzione di origine Fiat (appartenenti alla 500, alla 850, alla 1100 o alla 1300).Questo mezzo, ispirato nello stile alle fuoristrada sovietiche GAZ e utilizzato anche dall’esercito romeno, è uno dei più robusti e affidabili tra quelli prodotti nell’Europa dell’Est prima del crollo del comunismo ed è molto apprezzato tra gli appassionati di “off-road” d’epoca.La tecnicaIl motore della ARO M 461 C del 1969 è un 2.5 quattro cilindri a benzina da 71 CV e 160 Nm di coppia in grado di offrire una spinta corposa ai bassi regimi e di spingere la 4×4 romena fino ad una velocità massima di 100 km/h. Nel 1973 questo propulsore beneficia di alcune leggere modifiche al sistema di lubrificazione, reso più efficiente.Le quotazioniNegli anni ’70 la M 461 C ha conquistato parecchi clienti in Italia ed è grazie alla sua robustezza se ancora oggi non è difficile trovare nel nostro Paese degli esemplari in buono stato. Le quotazioni di 2.000 euro sono leggermente inferiori alla cifra necessaria per acquistarla.

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Land Rover Defender by Kahn Design

Ultimamente ci siamo abituati a vedere fuoristrada e SUV preparati, sempre di più, per conquistare la jungla urbana…Cerchi enormi dal profilo basso, appendici aerodinamiche, grandi paraurti con spoiler di ogni dimensione e ogni tipo di gadget estetico/aerodinamico che ci fa immaginare quanto difficile sia affrontare un off-road con tuning di questo tipo.Kahn Design, però, ci dimostra che ancora c’è un po’ di razionalità, anche nel mondo del tuning, e ci presenta questo suo ultimo lavoro. La base di partenza è l’iconica 4×4 inglese, la Land Rover Defender alla quale, tanto per cominciare, sono state montate ruote specificatamente dedicate all’uso off-road, le Cooper Discoverer. Cerchi da 16 pollici in acciaio ultraresistente in grado di sopportare i più ardui sentieri di pietre e pneumatici dotati di un grande fianco per assorbire le irregolarità del terreno.TUTTO SULLA LAND ROVER DEFENDERIl body-kit estetico per l’ultima Land Rover Defender di Kahn Design c’è ma, di nuovo, è rivolto ad esaltare le sue doti fuoristradistiche con: luci supplementari anteriori, un paraurti anteriore sottile per migliorare l’angolo di attacco e una lamina protettrice inferiore che protegge il gruppo meccanico da qualsiasi urto con le rocce.Anche le sospensioni della Defender by Kahn Design sono state ridisegnate esclusivamente per l’off-road. Questa soluzione tecnica aumenta l’altezza da terra della 4×4 e per facilitare l’ingresso nell’abitacolo è stato posizionato uno “scalino” laterale più basso.

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Nissan Note N-TEC: edizione limitata

Basata sull’allestimento Acenta, arriva nelle concessionarie europee (ancora non specificato se anche per l’Italia) la nuova Nissan Note N-TEC limited edition, la variante della compatta giapponese caratterizzata da alcuni dettagli inediti tanto per gli esterni quanto per l’abitacolo e l’equipaggiamento.Segni di riconoscimentoPer cominciare dalle novità estetiche, questa edizione speciale della Nissan Note sfoggia specchietti retrovisori e maniglie delle porte satinati, una griglia frontale nera, oltre ai paraurti leggermente più sportivi e vetri posteriori scuri. L’abitacolo della Note N-TEC limited edition si differenzia per il volante rivestito in pelle con cuciture blu e sedili Premium.EquipaggiamentoPer quanto riguarda, invece, l’equipaggiamento, la Nissan Note N-TEC include di serie il pacchetto Safety Shield, fino ad ora riservato solo all’allestimento Tekna, che dispone di sistema di allerta per l’angolo morto, avviso di cambio di corsia involontario e rilevamento di oggetti in movimento.Il sistema di infotainment è il Nissan Connect di ultima generazione con radio DAB e diverse applicazioni a disposizione, dotato anche di telecamera posteriore per facilitare le manovre di parcheggio o retromarcia. Su questa versione anche i tergicristalli, le luci e il climatizzatore sono automatici.La gamma colori sarà la stessa del listino Note anche se su questa edizione limitata Note N-TEC si potrà scegliere anche la colorazione in blu, la stessa della gallery in apertura.


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Jaguar e Land Rover nel prossimo film di James Bond

Quali saranno le prossime auto di James Bond? La risposta arriva direttamente dalle dirette interessate: Jaguar e Land Rover hanno appena annunciato che in occasione del nuovo film Spectre – prodotto da EON Productions, Metro-Godlwyn-Mayer Studios e Sony Pictures Entertainment – saranno protagoniste una Jaguar C-X75, una Range Rover Sport SVR e una Land Rover Defender Big Foot. Jaguar C-X75 in una scena a RomaIn particolare la Jaguar C-X75 sarà utilizzata per uno spettacolare inseguimento che si svolgerà a Roma, dove sarà utilizzata anche una Aston Martin DB10.La Land Rover Defender e la Range Rover Sport SVR, entrambe modificate rispetto alle versioni di serie, saranno invece protagoniste in alcune scene girate in Austria.In particolare il Defender (in versione Big Foot), è stato equipaggiato con pneumatici da 37’’ e sospensioni a corsa lunga. Non è la prima volta che vetture Jaguar e Land Rover prendono parte a film di James Bond; nel 2012, in Skyfall, è stato utilizzato un Defender 110 in versione Pick-up.


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Nissan Juke NISMO RS

Nissan Juke NISMO RS, la variante più estrema del crossover compatto della Casa giapponese, arriva nelle concessionarie italiane il 2 marzo in tre colori – White Pearl, Black Metallic e Silver Grey – con prezzi a partire da 30.000 euro.Juke NISMO RS, sportiva di razzaCome ogni NISMO, anche Juke RS ha linee, aerodinamica e innovazioni ingegneristiche ispirate al mondo delle corse, per racchiudere performance elettrizzanti e maneggevolezza in un’auto stradale.Ha un design accattivante, fatto di spoiler, minigonne e appendici aerodinamiche. Cerchi in lega da 18” e interni sportivi completano il quadro.Motore 1.6 DIG-T da 218 CVLa Nissan Juke NISMO RS monta un evoluto motore DIG-T da 1,6 litri rimesso a punto per innalzare la potenza da 200 CV (147 kW) a 218 CV (160 kW), mentre la coppia nelle versioni a trazione posteriore con cambio manuale passa 250 Nm a ben 280 Nm.I modelli 2WD montano un differenziale meccanico autobloccante (LSD) sull’avantreno. I modelli a trazione integrale presentano l’avanzato sistema Torque Vectoring di serie, oltre che la trasmissione Xtronic di Nissan.I modelli con trasmissione Xtronic montano di serie anche le leve al volante per la gestione della modalità manuale a otto rapporti. Cambia l’impianto di scarico, così come aumenta la rigidità torsionale.L’impianto frenante prevede dischi anteriori da 320 mm e dischi posteriori ventilati. Completano le modifiche al telaio le impostazioni riviste per molle e ammortizzatori. Juke NISMO RS si distingue nettamente grazie alle pinze dei freni rosse e al discreto logo ‘RS’ collocato sul frontale e in coda.Dotazione opzionaleLa dotazione opzionale della versione RS prevede gli speciali sedili sportivi ad alto contenimento Recaro, fari allo xeno, sistema Around View Monitor e pacchetto Safety Shield di Nissan, comprensivo delle funzioni Lane Departure Warning, Blind Spot Warning e Moving Object Detection, che emettono segnalazioni visive e acustiche per scongiurare potenziali collisioni.


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Peugeot 908 HDi, un’intrusa a Le Mans

La Peugeot 908 HDi ha smesso di correre solo quattro anni fa ma è già entrata di diritto nella storia della 24 Ore di Le Mans: nessun’altra auto, infatti, è riuscita dal 2000 ad oggi ad interrompere il monopolio Audi/Bentley nella mitica corsa endurance francese. Scopriamo insieme l’evoluzione di questo mito del motorsport transalpino.Peugeot 908 HDi: la storia sportivaLa Peugeot 908 HDi viene creata nel 2007 per contrastare l’Audi R10, prima vettura diesel della storia a vincere (l’anno prima) la 24 Ore di Le Mans. Dotata di un telaio monoscocca in fibra di carbonio rivestito da una carrozzeria coupé (come l’antenata 905, trionfatrice sul circuito della Sarthe nel 1992 e nel 1993), monta un motore 5.5 biturbodiesel V12 da 700 CV e 1.200 Nm di coppia montato in posizione posteriore longitudinale e abbinato ad un cambio sequenziale a sei rapporti.2007La Peugeot 908 HDi debutta ufficialmente in gara il 15 aprile 2007 alla 1000 km di Monza (valida per la Le Mans Series) con due vetture: quella guidata dal duo composto dallo spagnolo Marc Gené e dal francese Nicolas Minassian sale subito sul gradino più alto del podio mentre l’altra – condotta dal portoghese Pedro Lamy e dal transalpino Stéphane Sarrazin deve “accontentarsi” della terza piazza.I due si riscattano portando a casa il campionato grazie ai successi a Valencia, al Nürburgring e a Spa e al secondo posto a Interlagos e il titolo riservato ai team arriva con i trionfi di Minassian/Gené (secondi in Germania) nelle altre gare rimanenti: Silverstone e Brasile.In occasione della 24 Ore di Le Mans la Peugeot schiera due 908 HDi: a quella di Sarrazin/Lamy viene aggiunto il francese Sébastien Bourdais mentre nell’altra arriva il canadese Jacques Villeneuve. La prima conquista la pole position ma perde immediatamente la posizione in seguito ad un sorpasso da parte di Dindo Capello. Al tramonto (quando cessa la pioggia) le due vetture del Leone (più aerodinamiche ma costrette a fermarsi più spesso ai box per rimuovere i detriti accumulati in pista) sono dietro a due Audi (una dopo l’incidente al 262° giro di Capello dovuto all’errore di un meccanico).A circa un’ora dal termine della gara Gené è costretto a fermarsi per problemi al motore e anche l’altra 908 accusa gli stessi problemi: a dieci minuti dalla fine Bourdais rallenta, accosta, attende il passaggio dell’Audi vincente per evitare di effettuare un altro giro, riparte e taglia il traguardo in seconda posizione.2008Nel 2008 la Peugeot 908 HDi beneficia di alcune modifiche tecniche ed estetiche e prende parte anche ad alcune gare della serie ALMS (American Le Mans Series) ottenendo come miglior risultato un 2° posto a Road Atlanta (Minassian/Sarrazin con l’aggiunta dell’austriaco Christian Klien). La beffa arriva alla Le Mans Series: nonostante quattro vittorie (Minassian/Gené in Catalunya e a Spa con l’aiuto di Villeneuve e Sarrazin/Lamy a Monza e al Nürburgring) non arriva nessun titolo visto che all’ultima gara a Silverstone due incidenti impediscono alle vetture francesi di conquistare punti.Alla 24 Ore di Le Mans viene deciso di schierare tre esemplari: Sarrazin/Lamy e l’austriaco Alexander Wurz ottengono la pole ma terminano al quinto posto in seguito ad una sosta ai box obbligata per riparare i fari mentre Minassian/Gené/Villeneuve e il trio composto dal francese Franck Montagny, dal brasiliano Ricardo Zonta e da Klien si devono accontentare del 2° e del 3° posto dopo aver dominato per buona parte della gara.2009La stagione migliore per la Peugeot 908 HDi coincide con una fantastica doppietta alla 24 Ore di Le Mans: primi Gené e Wurz insieme all’australiano David Brabham e seconda posizione per il trio francese Bourdais/Montagny/Sarrazin. Le altre due vetture schierate – quella di Minassian/Lamy/Klien e quella del team Pescarolo guidata dai francesi Jean-Christophe Bouillion, Simon Pagenaud e Benoît Tréluyer – compromettono la loro corsa a causa di uno scontro ai box.Nello stesso anno segnaliamo il successo a Spa con Klien/Minassian/Pagenaud, la doppietta a Road Atlanta (1° Montagny/Sarrazin, 2° Minassian/Lamy) e il secondo posto di Bourdais/Montagny/Sarrazin alla 12 Ore di Sebring.2010La Peugeot 908 HDi nel 2010 si impegna su più fronti e porta a casa il neonato campionato ILMC vincendo tutte e tre le gare (doppietta a Silverstone con Minassian e il britannico Anthony Davidson e il duo transalpino composto da Sarrazin e Nicolas Lapierre, doppietta a Road Atlanta con Lamy/Montagny/Sarrazin e Davidson/Gené/Wurz e trionfo a Zhuhai con Montagny/Sarrazin).Nello stesso anno la Casa francese conquista tre titoli Le Mans Series su tre: Piloti con Sarrazin, Team con la squadra Oreca e Costruttori. Doppietta a Spa (1° Bourdais/Lamy/Pagenaud, 2° Montagny/Sarrazin) e vittoria in Algarve tutta transalpina con Lapierre, Sarrazin e Olivier Panis. Nella ALMS è impossibile non citare, infine, la doppietta a Sebring: primi Davidson/Gené/Wurz, secondi Bourdais/Minassian/Lamy.Alla 24 Ore di Le Mans la Peugeot 908 HDi domina le qualifiche conquistando i primi quattro posti: la vettura del trio Bourdais/Lamy/Pagenaud ottiene la pole ma si ritira dopo solo due ore per un problema alle sospensioni mentre le altre tre – guidate da Davidson/Gené/Wurz, Minassian/Montagny/Sarrazin e dal trio composto da Lapierre, Panis e dal transalpino Loïc Duval – abbandonano la gara per problemi al motore.2011I nuovi regolamenti per la categoria LMP1 nell’endurance impongono motori più piccoli ma la 908 HDi continua ancora a gareggiare con alcune restrizioni: propulsore depotenziato, pressione di sovralimentazione ridotta e serbatoio meno capiente.La Casa del Leone schiera una 908 tutta nuova dotata di un’unità 3.7 V8 però alcuni esemplari 5.5 continuano a farsi valere negli USA: una vettura del team Oreca trionfa a Sebring con Duval/Lapierre/Panis e arriva seconda a Road Atlanta con Gené/Lapierre/Minassian. L’ultima apparizione della Peugeot 908 HDi alla 24 Ore di Le Mans coincide con un quinto posto ottenuto dal trio Duval/Lapierre/Panis.

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Automotoretrò 2015, Torino capitale delle storiche

Automotoretrò 2015, in programma dal 13 al 15 febbraio presso il Lingotto Fiere di Torino, è un appuntamento imperdibile per gli appassionati di auto d’epoca. Scopriamo insieme tutte le informazioni utili per seguire nel migliore dei modi la 33° edizione di questo evento, che lo scorso anno ha coinvolto oltre 52.000 visitatori e circa 1.000 espositori.Nei tre giorni di manifestazione si festeggeranno parecchi anniversari: i 100 anni del nome Alfa Romeo, i 90 anni della Moretti (piccola Casa automobilistica piemontese), le 60 candeline dell’Alfa Romeo Giulietta, dell’Autobianchi, della Citroën DS e della Fiat 600 e i 30 anni dell’Autobianchi Y10.Ad Automotoretrò 2015 si ricorderà inoltre il centenario della Prima Guerra Mondiale grazie al contributo delle Forze Armate mentre presso l’Oval si svolgerà Automotoracing, evento dedicato al tuning e alle auto da corsa. Per maggiori informazioni cliccate sul sito ufficiale.Automotoretrò 2015: informazioni utiliIndirizzo: Lingotto Fiere – Via Nizza 294 – TorinoDate: da venerdì 13 febbraio a domenica 15 febbraio 2015Orari: venerdì dalle 10 alle 19; sabato e domenica dalle 9 alle 19Biglietti: intero 12 euro, ridotto 8 euro (ragazzi da 10 a 12 anni e invalidi inferiori all’80% senza accompagnatore), gratis per i ragazzi fino a 10 anni e per gli invalidi oltre 80% con accompagnatore. L’abbonamento per due giorni costa 20 euro e quello per tre giorni 30 euro.

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