Infiniti, la storia della Casa giapponese
Ci sono Case automobilistiche con un passato importante e altre – come la Infiniti – che pur essendo attive da poco tempo sono riuscite rapidamente a conquistare il pubblico. In meno di trent’anni il marchio di lusso del gruppo Nissan ha saputo imporsi sul mercato come alternativa ai più blasonati brand tedeschi e nel breve periodo è destinato ad incrementare ulteriormente le proprie quote di mercato grazie ad una serie di modelli più accessibili. Scopriamo insieme la sua storia.Infiniti, la storiaLa Infiniti nasce ufficialmente alla fine degli anni ’80 quando la Nissan – in seguito ad operazioni analoghe effettuate dalle rivali Honda (con la Acura) e Toyota (con la Lexus) – decide di creare un marchio “premium” destinato al mercato nordamericano.Il primo modello della gamma – l’ammiraglia Q45 (realizzata sul pianale accorciato della Nissan President) – inizia ad essere commercializzato l’8 novembre 1989. L’anno seguente tocca invece alla sportiva M30 e alla berlina G20, varianti rimarchiate delle Nissan Leopard e Primera.Il debutto nel 1992 della filante “berlinona” a quattro porte J30 (creata per rimpiazzare la M30) non basta a far crescere le (scarse) immatricolazioni della Infiniti: i potenziali clienti amanti dell’understatement preferiscono rivolgersi ai prodotti Acura e Lexus.La seconda metà degli anni ’90La situazione migliora leggermente nella seconda metà degli anni ’90 e più precisamente nel 1997 in concomitanza con il lancio della QX4 (la prima SUV del marchio), costruita sulla stessa piattaforma della Nissan Pathfinder. Gli altri modelli presenti in listino, invece, continuano a faticare.La svoltaLa svolta per la Infiniti arriva nel Terzo Millennio, poco dopo l’inizio dell’alleanza tra Renault e Nissan. Grazie a corposi investimenti il marchio “premium” nipponico rivoluziona completamente la propria immagine attraverso una serie di prodotti eleganti come sempre ma contraddistinti anche da un tocco di sportività nelle linee.Il modello che simboleggia meglio questo “cambio di rotta” è la terza generazione della G del 2002, che abbandona la trazione anteriore (e lo stile) della Nissan Primera) per passare ad un pianale a trazione posteriore condiviso nientepopodimeno che con la Nissan 350Z. Particolarmente riuscita la versione Coupé, prima vettura del brand giapponese a far battere forte il cuore degli appassionati di automobili.Grazie a questo modello la Infiniti inizia ad essere considerata come una BMW in salsa giapponese e l’introduzione delle affascinanti SUV FX (nel 2002), QX (2004) ed EX (2007) contribuisce ad aumentare considerevolmente le vendite.Lo sbarco in Europa e gli anni DieciIl 2008 è l’anno in cui il marchio di lusso del gruppo Nissan sbarca ufficialmente in Europa ma la vera rivoluzione arriva nel 2010 con l’introduzione di un motore V6 turbodiesel di origine Renault perfetto per gli automobilisti del Vecchio Continente.Dalle nostre parti, per il momento, le quote di mercato del marchio Infiniti non sono molto elevate ma alcune mosse di marketing come la sponsorizzazione della scuderia di F1 Red Bull e il rafforzamento della partnership con Mercedes e nuovi prodotti come la berlina Q50 e le future Q30 (compatta) e QX30 (SUV compatta) realizzate sulla stessa piattaforma della classe A stanno portando frutti preziosi.

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Sciopero dei benzinai in autostrada dal 3 al 5 marzo 2015
Tra le 22:00 di martedì 3 marzo 2015 e le 22:00 di giovedì 5 marzo 2015 i benzinai presenti in tutte le autostrade d’Italia faranno sciopero. 48 ore di stop indette dalle associazioni di categoria Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Anisa Confcommercio per protestare contro l’atto di indirizzo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e del Ministero dello Sviluppo Economico emanato lo scorso gennaio relativo all’elaborazione di un piano di ristrutturazione della rete delle aree di servizio.La protesta dei benzinai – che ha portato alla decisione dello sciopero – si concentra sui concessionari delle autostrade e più precisamente sulla loro richiesta di royalties ai gestori (18 centesimi di euro per ogni litro di carburante venduto all’automobilista) e sul rischio di una maggiore automazione dei distributori.
Mercedes E63 AMG by PP-Performance e Fostla.de
PP-Performance in collaborazione con Fostle.de hanno presentato un nuovo prodotto basato sulla Mercedes-Benz E63 AMG ma, attenzione, sul modello anteriore all’attuale restyling.Il già ultra potente V8 da 5,5 litri del 2011 da 527 CV è stato dopato dal preparatore tedesco in una maniera abbastanza brutale…Attraverso una modifica alla centralina ECU, un sistema di scarico da competizione, filtri da gara e l’eliminazione del limitatore di velocità la E63 AMG diventa un vero e proprio bolide da far impallidire: 720 CV e 1.000 Nm di coppia massima sono i numeri scaricati sul bancone di prova dopo l’intervento.Oltre a questo cuore oltremodo sviluppato, la E63 AMG ha ricevuto anche un tocco estetico che ne potenzia l’immagine grazie alle grafiche e alla verniciatura firmate Fostla e a imponenti cerchi da 20 pollici con pneumatici ad alto rendimento.Anche se i preparatori non hanno svelato dati sulle prestazioni di questa Mercedes E63 AMG tuneata, hanno comunque rilasciato un paio di video in cui la si vede “mangiarsi” una Ferrari 458 Italia e una Lamborghini Gallardo…

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BMW M4 Coupé Safety Car Moto Gp 2015
Anche quest’anno la super “berlinona” sportiva bavarese tornerà ad associarsi con il Motomondiale 2015. La nuova BMW M4 Coupé Safety Car Moto Gp 2015 farà da “testa di serie” di un’imponente comitiva di auto di sicurezza, unendosi alle BMW M3 ed M6 Gran Coupé, oltre ad altri modelli della marca bavarese, come la BMW X5 M che debutterà come Medical Car.La prima apparizione “a lavoro” per la nuova BMW M4 Coupé Safety Car Moto Gp 2015 sarà durante la tappa inaugurale del campionato di quest’anno che si terrà in Qatar il prossimo 29 marzo.Più performante grazie al nuovo sistema di iniezione ad acquaCome nelle occasioni passate questa particolare versione della M4 avrà un surplus di potenza. Se per la variante di serie sono 431 i cavalli sprigionati dal poderoso sei cilindri in linea (con 550 Nm di coppia), per la safety car di quest’anno ci aspettiamo prestazioni ancora più elevate.Questo, stando a quanto promette la Casa tedesca, sarà possibile grazie all’introduzione di un sistema di iniezione ad acqua che aumenterà il già eccezionale rendimento del motore.Segni di riconoscimentoPer quanto riguarda i segni di riconoscimento estetici della nuova BMW M4 Coupé Safety Car Moto Gp 2015 risalta la nuova combinazione di colori con la carrozzeria nera che sostituisce la livrea bianca dello scorso anno, anche se mantiene le bande blu e rosse con un nuovo design.L’interno è dominato dall’ambientazione racing con il volante rivestito in pelle, i sedili da competizione firmati Recaro, così come le rifiniture in firme di carbonio sparse per l’abitacolo.TUTTO SULLA NUOVA BMW M4
La BMW M1 ProCar e la F1
A cavallo tra gli anni ’70 e ’80 la BMW M1 ProCar, variante da corsa della supercar bavarese, fu protagonista di un evento che oggi sarebbe impossibile da ripetere: un trofeo monomarca che coinvolgeva i piloti di F1 il giorno prima dei GP. Un po’ come se oggi driver del calibro di Daniel Ricciardo, Valtteri Bottas e Felipe Massa si sfidassero il sabato prima di una gara al volante di vetture diverse dalle loro monoposto. Scopriamo insieme la storia di questo esperimento.BMW M1 ProCar: la storiaLa BMW M1 ProCar non è altro che la versione da gara della M1 del 1978: dotata di un motore 3.5 a sei cilindri in linea da 470 CV (contro i 277 del modello di serie) abbinato ad un cambio manuale a cinque marce, a seconda della rapportatura della trasmissione può raggiungere una velocità massima di 311 km/h e accelerare da 0 a 100 chilometri orari in 4,3 secondi.Jochen Neerpasch, numero 1 della sezione Motorsport del marchio tedesco, decide di schierare queste vetture in un campionato monomarca composto da otto gare disputate tra maggio e settembre in concomitanza con i Gran Premi europei del Mondiale F1 1979. Ricco il montepremi: 5.000 dollari al vincitore di ogni corsa, 3.000 al secondo, 1.000 al terzo e una M1 stradale per il trionfatore della serie.1979Tutti i piloti del Circus prendono parte al campionato BMW M1 ProCar tranne quelli Ferrari (il sudafricano Jody Scheckter e il canadese Gilles Villeneuve) e Renault (i due transalpini Jean-Pierre Jabouille e René Arnoux). Due i motivi: l’impossibilità di far guidare a questi driver vetture di marchi concorrenti e la presenza di pneumatici Goodyear sulle sportive di Monaco, usati da tutti i team tranne quello emiliano e transalpino.Il regolamento della serie è semplice: i primi cinque piloti delle prove libere del venerdì guadagnano automaticamente le prime cinque posizioni della griglia e ottengono la possibilità di correre con vetture ufficiali gestite direttamente dal brand teutonico (e realizzate dall’azienda britannica BS Fabrications) mentre gli altri corrono con modelli costruiti dall’inglese Project Four e dai piemontesi della Osella.Il campionato BMW M1 ProCar debutta ufficialmente il 12 maggio 1979 sul circuito belga di Zolder e a trionfare è il nostro Elio de Angelis. Il titolo va invece all’austriaco Niki Lauda – primo in tre occasioni (Monte Carlo, Silverstone e Hockenheim) sempre con vetture “non ufficiali” – seguito dal tedesco Hans-Joachim Stuck (vincitore delle ultime due gare a Zandvoort e a Monza) e dallo svizzero Clay Regazzoni.1980Nel 1980, anno in cui la M1 conquista un terzo posto alla 1.000 km del Nürburgring con il duo composto da Stuck e dal brasiliano Nelson Piquet, il calendario del monomarca presenta nove gare invece di otto ma solo sei (Monte Carlo, Brands Hatch, Hockenheim, Österreichring, Zandvoort e Imola) coincidono con il Mondiale F1.Per i tre eventi extra-Circus (Donington nel Regno Unito, AVUS e Norisring in Germania Ovest) vengono selezionati cinque piloti per correre con le BMW M1 “ufficiali”: Piquet, l’australiano Alan Jones, i francesi Jacques Laffite e Didier Pironi e l’argentino Carlos Reutemann. Il titolo va al driver brasiliano che conquista le ultime tre gare (Austria, Olanda e Italia): dietro di lui Jones e Stuck, primo a Monte Carlo e a Norisring con una vettura non ufficiale.Alla fine della stagione la BMW sospende l’iniziativa per concentrarsi sulla realizzazione di motori di F1: diventerà fornitore Brabham nel 1982 e l’anno seguente questo binomio conquisterà il Mondiale F1 Piloti con Piquet.

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Lancia Delta: all’asta una Martini 5 praticamente nuova
La Martini 5 è una delle Lancia Delta più desiderate dagli appassionati e nel weekend del 21 e 22 febbraio 2015 verrà messo all’asta – in occasione dell’evento Race Retro in programma a Stoneleigh Park (Regno Unito) – un esemplare del 1992 praticamente nuovo della compatta torinese che ha percorso solo 50 chilometri. Si stima un prezzo compreso tra 120.000 e 150.000 euro.La Lancia Delta Martini 5 nasce nel 1992 per celebrare i cinque Mondiali WRC Costruttori conquistati dalla “segmento C” piemontese nei rally (in quell’anno diventeranno poi sei) e si distingue dalla Evoluzione da cui deriva per i cerchi bianchi da 15”, per la livrea Martini Racing sulle fiancate e per le prese d’aria nere sul cofano. Dentro spiccano invece le cinture di sicurezza rosse, i sedili in Alcantara nera con cuciture rosse e la targhetta identificativa sul tunnel della trasmissione. Invariato il motore: un 2.0 sovralimentato da 210 CV (non catalizzato).

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F1 2015: il punto dopo i test di Jerez
Si sono chiusi oggi i primi quattro giorni di test a Jerez (Spagna) con le monoposto che prenderanno parte al Mondiale F1 2015. La buona notizia è che la Ferrari sembra cresciuta molto rispetto allo scorso anno, quella cattiva è che le tre “big” (Mercedes, Red Bull – che ha corso con una livrea camuffata, attendiamo con ansia quella definitiva – e Williams) si sono “nascoste” e per questa ragione è difficile valutare i tempi fatti registrare da Sebastian Vettel e Kimi Räikkönen.La più grande delusione è arrivata dalla McLaren: le vetture della scuderia britannica hanno percorso pochi giri a causa di alcuni problemi di affidabilità (anche al motore Honda) e i due piloti – Fernando Alonso e Jenson Button – pare che stiano faticando a trovare il giusto feeling con la MP4-30. Scopriamo insieme nel dettaglio come sono andate queste prove.F1 2015 – I test di Jerez in cinque punti1) I tempi dei test non contano, certo, ma è impossibile non essere soddisfatti dopo che la Ferrari ha fatto registrare il miglior crono in tre sessioni su quattro e ha oltretutto convinto anche con le gomme medie. Räikkönen pare molto più a suo agio con la SF15-T e le evoluzioni al motore sembrano aver dato i loro frutti.2) Non fatevi ingannare dai tempi impressionanti ottenuti dalla Sauber: la monoposto svizzera è sicuramente migliorata rispetto allo scorso anno (ci vuole poco) ma le brillanti prestazioni mostrate nei test di Jerez sembrano create ad hoc per attirare nuovi sponsor.3) La Mercedes c’è: i campioni del mondo in carica non hanno (volutamente) cercato la prestazione ma come affidabilità sono stati i più convincenti. Nico Rosberg ha percorso 157 giri il primo giorno e 151 nel terzo mentre Lewis Hamilton si è “accontentato” di effettuarne 116 oggi. Il pilota iridato 2014 è stato però lasciato recentemente dalla fidanzata Nicole Scherzinger e i suoi risultati in gara sono spesso strettamente legati alla sua situazione sentimentale.4) I migliori tempi con la Ferrari sono arrivati da Räikkönen ma il più convincente della scuderia di Maranello, secondo noi, è stato Sebastian Vettel: il pilota tedesco sembra aver trovato il giusto feeling con la monoposto emiliana ed è riuscito a far registrare prestazioni di tutto rispetto anche con pneumatici medi.5) La Sauber ha fatto un ottimo acquisto ingaggiando il debuttante brasiliano Felipe Nasr (vincitore del campionato europeo Formula BMW nel 2009 e campione britannico F3 nel 2011 davanti a Kevin Magnussen): non tanto per il miglior tempo ottenuto nel giorno 3 (con gomme soft), quanto piuttosto per le doti di guida mostrate, superiori a quelle del compagno (lo svedese Marcus Ericsson).F1 2015 – Test Jerez – I tempiGiorno 1
1 Sebastian Vettel (Ferrari) 1:22.620
2 Marcus Ericsson (Sauber) 1:22.777
3 Nico Rosberg (Mercedes) 1:23.106
4 Daniel Ricciardo (Red Bull) 1:23.3385 Valtteri Bottas (Williams) 1:23.906Giorno 2
1 Sebastian Vettel (Ferrari) 1:20.984
2 Felipe Nasr (Sauber) 1:21.867
3 Vallteri Bottas (Williams) 1:22.319
4 Lewis Hamilton (Mercedes) 1:22.4905 Max Verstappen (Toro Rosso) 1:24.167Giorno 3
1 Felipe Nasr (Sauber) 1:21.545
2 Kimi Räikkönen (Ferrari) 1:21.750
3 Nico Rosberg (Mercedes) 1:21.982
4 Felipe Massa (Williams) 1:22.2765 Pastor Maldonado (Lotus) 1:22.713Giorno 4
1 Kimi Räikkönen (Ferrari) 1:20.841
2 Marcus Ericsson (Sauber) 1:22.019
3 Lewis Hamilton (Mercedes) 1:22.172
4 Max Verstappen (Toro Rosso) 1:22.5535 Felipe Massa (Williams) 1:23.116

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Ferrari SF15-T: un tocco di Alfa Romeo in F1
Ancora non sappiamo se la Ferrari SF15-T sarà una protagonista del Mondiale F1 2015: la nuova monoposto del Cavallino – che dovrebbe rappresentare una svolta nel futuro della Rossa dopo un 2014 disastroso – si presenta con un muso basso e particolarmente sporgente, con fiancate più larghe di quelle viste su Mercedes e McLaren e con il logo Alfa Romeo (marchio su cui il Gruppo FCA punterà tantissimo quest’anno) posizionato vicino alle ruote posteriori.L’ultima creazione di Maranello – che sarà guidata dal tedesco Sebastian Vettel e dal finlandese Kimi Räikkönen – è dotata di un motore 1.6 V6 turbo benzina abbinato ad un cambio a otto rapporti e pesa 702 kg. L’obiettivo stagionale della Ferrari SF15-T, dichiarato dal direttore della Gestione Sportiva Maurizio Arrivabene, è di vincere almeno due GP nel corso dell’anno.Il palmarès della Ferrari in F1 comprende 15 Mondiali Piloti (1952 e 1953 con Alberto Ascari, 1956 con Juan Manuel Fangio, 1958 con Mike Hawthorn, 1961 con Phil Hill, 1964 con John Surtees, 1975 e 1977 con Niki Lauda, 1979 con Jody Scheckter, 2000-2004 con Michael Schumacher e 2007 con Kimi Räikkönen) e 16 titoli Costruttori (1961, 1964, 1975-1977, 1979, 1982, 1983, 1999-2004, 2007 e 2008).Sebastian Vettel, nato il 3 luglio 1987 ad Heppenheim (Germania Ovest), ha disputato 139 GP in carriera conquistando quattro Mondiali (2010-2013), 39 vittorie, 45 pole position, 24 giri veloci e 66 podi. Il compagno di scuderia Kimi Räikkönen, nato il 17 ottobre 1979 a Espoo (Finlandia), può invece vantare 212 GP corsi, un Mondiale (2007), 20 vittorie, 16 pole position, 40 giri veloci e 77 podi.

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Mercedes F1 W06 Hybrid: la Stella cerca il bis
La Mercedes F1 W06 Hybrid sarà presentata ufficialmente domenica 1 febbraio 2015 a Jerez ma la Casa tedesca – impaziente di mostrare al mondo l’erede della monoposto trionfatrice nel Mondiale 2014 – ha già svelato la prima immagine della sua vettura, che sarà guidata come lo scorso anno da Lewis Hamilton e da Nico Rosberg.Il palmarès della Mercedes nel Circus comprende tre Mondiali Piloti (1954 e 1955 con Juan Manuel Fangio e 2014 con Lewis Hamilton) e un campionato Costruttori (2014). Hamilton, nato il 7 gennaio 1985 a Stevenage (Regno Unito), ha disputato 148 GP portando a casa due titoli iridati (2008, 2014), 33 vittorie, 38 pole position, 20 giri veloci e 70 podi. Il compagno di scuderia Nico Rosberg – nato il 27 giugno 1985 a Wiesbaden (Germania Ovest) – risponde con 166 GP corsi, un titolo di vicecampione del mondo (2014), 8 vittorie, 15 pole position, 9 giri veloci e 26 podi.

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McLaren MP4-30: perché grigia?
La monoposto McLaren che affronterà il Mondiale F1 2015 – la MP4-30 – ha deluso un po’ tutti gli appassionati: nonostante l’addio ai motori Mercedes, rimpiazzati da propulsori Honda, la livrea grigia (anche se impreziosita da qualche tocco rosso) ricorda ancora troppo quella del vecchio fornitore.La vettura – che sarà guidata da Fernando Alonso e Jenson Button – debutterà in pista domenica 1 febbraio 2015 in occasione dei test di Jerez mentre per l’esordio in gara bisognerà attendere il GP d’Australia in programma il prossimo 15 marzo.La McLaren può vantare nel proprio palmarès 12 Mondiali Piloti (1974 con Emerson Fittipaldi, 1976 con James Hunt, 1984 con Niki Lauda, 1985, 1986 e 1989 con Alain Prost, 1988, 1990 e 1991 con Ayrton Senna, 1998 e 1999 con Mika Häkkinen e 2008 con Lewis Hamilton) e 8 titoli Costruttori (1974, 1984, 1985, 1988-1991, 1998).Fernando Alonso, nato il 29 luglio 1981 a Oviedo (Spagna), ha disputato 235 GP portando a casa due Mondiali (2005, 2006), 32 vittorie, 22 pole position, 21 giri veloci e 97 podi. Jenson Button, nato il 19 gennaio 1980 a Frome (Regno Unito), è stato invece iridato nel 2009 e in 266 GP ha ottenuto 15 vittorie, 8 pole position, 8 giri veloci e 50 podi.

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