Jaguar, la storia della Casa britannica

Sportività ed eleganza: sono questi – da oltre 90 anni – i punti di forza delle vetture Jaguar. Questo marchio (che può vantare, tra le altre cose, il primato di successi alla 24 Ore di Le Mans tra le Case britanniche) è sopravvissuto a tutte le crisi dell’automobilismo inglese ed è ancora oggi uno dei pochi capaci di contrastare i brand “premium” tedeschi. Scopriamo insieme la sua storia.Jaguar, la storiaLa storia della Jaguar inizia ufficialmente nel settembre 1922 quando William Lyons (appassionato di moto) e William Walmsley (costruttore di sidecar) si mettono in società e fondano la Swallow Sidecar Company. Questa azienda, inizialmente specializzata nella realizzazione di mezzi a due ruote, ottiene un grande successo nella seconda metà degli anni ’20 grazie alla creazione di carrozzerie per la Austin Seven, rivolte a clienti che amano distinguersi ma non vogliono spendere cifre esagerate.Le prime autoLyons, stufo di lavorare su automobili di altre Case, progetta per la prima volta due vetture e le presenta al Salone di Londra del 1931: le scoperte SS 1 e SS 2 hanno un aspetto premium ma un prezzo relativamente abbordabile. Tre anni più tardi Walmsley abbandona la società.Cambio di nomeNel 1935 il nome Jaguar viene usato per la prima volta su una berlina 2.5 chiamata SS Jaguar e due anni dopo arriva il primo successo sportivo per il brand inglese quando il britannico Jack Harrop conquista il RAC Rally (vittoria bissata nel 1938) al volante di una SS100.Durante la Seconda Guerra Mondiale la produzione si concentra sui sidecar per l’esercito di Sua Maestà e al termine del conflitto la dirigenza decide di vendere la divisione motociclistica e, soprattutto, di togliere il nome SS, troppo simile a quello usato dall’unità paramilitare nazista.La XK120La prima auto rivoluzionaria firmata Jaguar è la XK120 del 1948: una scoperta dotata di un motore 3.4 a sei cilindri in linea che consente a questa sportiva di raggiungere le 120 miglia orarie (193 km/h: l’auto di serie più veloce in commercio).Questa vettura conquista numerosi clienti e vince diverse corse in giro per l’Europa: nel 1951 – anno in cui debutta la variante chiusa FHC – Ian Appleyard conquista il RAC Rally e la C-Type (vettura da corsa con telaio tubolare che condivide la meccanica con la XK120) permette al brand di ottenere il primo successo alla 24 Ore di Le Mans con il duo “british” composto da Peter Walker e Peter Whitehead.Questi due successi Jaguar vengono ripetuti nel 1953: la mitica corsa di durata francese viene però vinta da un altro equipaggio sempre britannico (Tony Rolt e Duncan Hamilton) e da una vettura più evoluta dotata degli innovativi freni a disco. Nello stesso anno arriva in listino la terza variante della XK120: la Coupé Drophead.La D-TypeLa D-Type – prima auto da corsa di sempre con struttura monoscocca – è una vettura che ha fatto la storia del motorsport: caratterizzata da una vistosa pinna posteriore, conquista tra il 1955 e il 1957 tre edizioni consecutive della 24 Ore di Le Mans con piloti rigorosamente britannici. La prima con il duo composto da Mike Hawthorn e Ivor Bueb, la seconda con Ron Flockhart e Ninian Sanderson e la terza con Flockhart e Bueb. Quest’ultimo trionfo è oltretutto l’ultimo “all british” (auto e piloti provenienti dal Regno Unito) nella storia di questa importante corsa di durata.Nello stesso periodo segnaliamo la vittoria del Rally di Monte Carlo del 1956 di una Jaguar Mark VII guidata dal britannico Ronnie Adams e – per quanto riguarda la produzione di serie – il lancio della XK150, prima vettura stradale del brand a montare i freni a disco portati al debutto nelle competizioni dalla C-Type.Gli anni ’60 e la E-TypeNel 1960 il brand inglese rileva la Daimler e trasferisce nello stabilimento di Coventry di questa azienda la produzione dei motori. L’anno seguente è la volta del debutto – al Salone di Ginevra – del modello più famoso di questo marchio: la E-Type. Considerata da un certo Enzo Ferrari l’auto più bella mai costruita, tocca le 150 miglia orarie (241 km/h) ed è oltretutto molto evoluta tecnicamente: quattro freni a disco, telaio monoscocca e sospensioni a quattro ruote indipendenti. I suoi punti deboli? Il cambio, gli spazi di frenata lunghi e i sedili poco avvolgenti.Nel 1963 arriva la prima vittoria importante per una Jaguar guidata da un pilota straniero quando il tedesco Peter Nöcker conquista la prima edizione del Campionato Europeo Turismo con una Mark II e tre anni più tardi viene lanciata la versione 2+2 della E-Type con passo allungato per ospitare due passeggeri sui posti posteriori.Il marchio britannico è in buona salute: è uno di quelli più amati nel Regno Unito ed è il brand straniero più amato negli USA. Nel 1966 viene fuso con la BMC per creare la British Motor Holdings e l’anno seguente William Lyons abbandona il ruolo di direttore generale.Il 1968 è l’anno in cui viene presentata un’altra icona del marchio Jaguar – l’ammiraglia XJ (che toglie dal mercato quasi tutte le obsolete berline della Casa britannica) – e nel 1969 lo storico progettista William Heynes (entrato in SS nel 1934) va in pensione.Gli anni ’70Il primo avvenimento importante degli anni ’70 arriva nel 1971 quando il motore 5.3 V12 viene introdotto sulla E-Type. L’anno seguente lo stesso propulsore – montato sulla XJ – permette all’ammiraglia britannica di diventare la quattro posti di serie più veloce in commercio (quasi 220 km/h). Sempre nel 1972 (quando Lyons va ufficialmente in pensione) viene lanciata la variante a passo lungo della berlinona “british” (per rimediare al principale difetto di questa vettura: lo spazio ridotto per i passeggeri posteriori) e tre anni dopo viene presentata la coupé XJ-S, realizzata sulla stessa base della XJ “standard”.Gli anni ’80Il 1984 è un anno importante per la Jaguar. Il marchio inglese viene privatizzato ed entra in Borsa e arrivano due vittorie sportive importanti grazie al britannico Tom Walkinshaw e alla XJS, vincitori del Campionato Europeo Turismo e – con un equipaggio composto anche dal tedesco Hans Heyer e dall’inglese Win Percy – della 24 Ore di Spa. Nel febbraio del 1985 scompare William Lyons.Tra la seconda metà degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 la Casa britannica ottiene numerose soddisfazioni sportive nella categoria endurance: nel 1987 arriva il primo Mondiale Sportprototipi (condito dal trionfo tra i piloti del brasiliano Raul Boesel), successo bissato nel 1988 (con l’inglese Martin Brundle iridato tra i driver) grazie anche alla vittoria della 24 ore di Le Mans portata a casa dall’olandese Jan Lammers e dai britannici Johnny Dumfries e Andy Wallace. Nello stesso anno Boesel, Brundle, Lammers e il danese John Nielsen vincono la 24 Ore di Daytona.Il passaggio a FordNel 1989 la Jaguar viene acquisita dalla Ford ma non cessa l’impegno sportivo: nel 1990 la XJR-12 vince la 24 Ore di Le Mans con Brundle, Nielsen e lo statunitense Price Cobb e la stessa vettura – guidata questa volta da Lammers, Wallace e dallo “yankee” Davy Jones – si aggiudica la 24 Ore di Daytona. L’ultimo successo sportivo rilevante per la Casa britannica risale al 1991: vittoria nel Mondiale Sportprototipi e titolo iridato per il nostro Teo Fabi.La produzione di serie dell’ultimo decennio del XX secolo vede la supercar XJ220 del 1992 (motore 3.5 V6 a doppia sovralimentazione da 542 CV e 335 km/h di velocità massima), la sexy sportiva XK8 e l’ammiraglia S-Type, sorella minore della XJ dallo stile retrò.Il terzo millennioNel 2000 la Jaguar entra in F1: resta nel Circus fino al 2004 ma ottiene solo due podi con il pilota britannico Eddie Irvine. Va meglio con le vetture stradali: la berlina X-Type del 2001 – realizzata sullo stesso pianale della Ford Mondeo – è la prima auto del brand britannico a trazione integrale e due anni più tardi (in occasione del lancio delle varianti station wagon e diesel) diventa anche la prima a trazione anteriore.Questo modello ottiene buoni risultati di vendite ma intacca il blasone del brand: la rinascita arriva nel 2007 con la XF, erede della S-Type contraddistinta da uno stile moderno e rivoluzionario riproposto dalla XJ X351 del 2009. Nel mezzo (nel 2008) l’acquisto del marchio da parte degli indiani della Tata.Per quanto riguarda i modelli più recenti firmati Jaguar è impossibile non citare la sportiva F-Type del 2013 e la berlina XE del 2015, con pianale in alluminio e, a differenza dell’antenata X-Type, a trazione posteriore.

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Opel Eye-tracking: i fari direzionati dallo sguardo…

Sembra trattarsi di una tecnologia quasi fantascientifica ma in realtà l’innovativo sistema Eye-tracking che Opel sta mettendo a punto dovrebbe arrivare sulle vetture di serie del Fulmine già entro i prossimi 18 mesi.Si tratta di un innovativo sistema che renderà possibile controllare la direzionalità e l’intensità dei fari della vettura attraverso lo sguardo.Protagonista di questa tecnologia sarà una telecamera puntata sul viso del guidatore, la quale, dotata di sensori periferici ad infrarossi e fotodiodi centrali che le permettono di scansionare gli occhi di chi guida più di 50 volte al secondo al tramonto e durante la guida notturna, tradurrà le informazioni in comandi per adattare le luci orizzontalmente e verticalmente.Tradotto, questo vuol dire che l’auto illuminerà automaticamente quelle zone della carreggiata a cui il guidatore dedicherà maggiore attenzione con lo sguardo. Ma tutto in totale sicurezza.Infatti, un sofisticato algoritmo di ritardo che assicura un movimento adeguatamente fluido del cono di luce impedirà che il sistema riconosca come validi tutti gli impercettibili movimenti oculari involontari, ma solo quelli realmente significativi.Un altro vantaggio fondamentale – ha dichiarato Ingolf Schneider, Director Lighting Technology di Opel – è che l’eye-tracker non deve essere tarato individualmente per un guidatore specifico. Il sistema funziona perfettamente chiunque sia al volante, indipendentemente dalla corporatura.Il sistema Eye-tracking di Opel andrà ad affiancare altre tecnologie d’illuminazione innovative già presenti nella gamma tedesca, come ilsistema AFL+ con fari bi-xenon e l’Opel Eye con dieci funzioni distinte.


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Kia: nuovo 3 cilndri da 1.0L e trasmissione a doppia frizione

Il nuovo motore Kappa di Kia, da 1,0l T-GDI (turbo a iniezione diretta di benzina) ha fatto il suo debutto mondiale al Salone di Ginevra, e segue la tendenza dell’industria automotive verso motori di minore cilindrata e maggior rendimento, che consumano meno carburante e generano meno emissioni fornendo però, allo stesso tempo, prestazioni migliori.Il primo modello che beneficerà di questo nuovo propulsore sarà la cee’d GT Line. Per la compatta coreana, il motore Kappa renderà 120 CV e 172 Nm di coppia (disponibile nell’intervallo dai 1.500 ai 4.100 giri/min e la potenza massima viene raggiunta a 6.000 giri/min) emettendo meno emissioni di CO2 rispetto al GDI 1.6 che si utilizza su altri modelli.La cee’d GT Lineavrà inoltre a disposizione una nuova trasmissione DCT a sette rapporti e doppia frizione che inizialmente sarà abbinata al motore diesel CRDi da 1,6 litri e 133 CV. La nuova trasmissione è una "première" per Kia che ha sviluppato in proprio la progettazione e la produzione presso il centro Ricerca&Sviluppo di Namyang in Corea.


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Ferrari California T "Convertible of the Year”

La Ferrari California T è stata premiata come “Convertible of the Year” da uno dei magazine automotive più influenti degli Emirati Arabi, Wheels Magazine.Ferrari California TLa Supercar del Cavallino esibisce un design mozzafiato e vanta un fascino a cui è difficile resistere. Come ben sappiamo, a spingere la Ferrari California T c’è un propulsore V8 turbo a iniezione diretta di 3.855 cm3, montato in posizione anteriore-centrale che eroga una potenza massima di 560 CV a 7.500 giri/min.Con una potenza specifica di 145 CV/l e una coppia massima di 755 Nm, la California T copre l’accelerazione da 0 a 100 km/h in 3,6 secondi.


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Volkswagen Passat by ABT

In occasione del Salone di Ginevra 2015, il tuner tedesco ABT ha presentato una proposta per i primi proprietari della nuova Auto dell’Anno 2015, la Volkswagen Passat. L’ammiraglia di Wolfsburg viene rivista con semplici e indiscreti ritocchi estetici, qualche piccola modifica al chassis e un surplus di potenza di 40 CV dedicato alla motorizzazione TDI che rimane abbinato alla trasmissione DSG e al sistema di trazione integrale 4Motion.Fuori la Volkswagen Passat by ABT sfoggia un nuovo splitter frontale, nuove minigonne e una nuova rifinitura per il sistema di scarico, che passa molto meno inosservato rispetto all’originale.Completano il quadro del kit estetico un nuovo, pronunciato, splitter posteriore, nuovi specchietti retrovisori e cerchi in lega ABT disponibili da 20 o 21 pollici.Insieme a queste novità il preparatore teutonico offre anche la possibilità di montare sulla nuova Passat una sospensione più sportiva, mentre il motore diesel da 240 CV, grazie alla riprogrammazione della centralina, si eleva a ben 280 CV.

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Fiat 500 Vintage ’57

Dal 1957 ad oggi. La city car made in Italy del 1957 rivive attraverso una versione rievocativa degli Anni ’60 e ’70, la Vintage ’57 per la quale gli ordini sono già aperti.Segni di riconoscimento vintage…La nuova Fiat 500 Vintage ’57 si distingue prima di tutto per la colorazione della livrea in azzurro pastello in abbinamento al bianco del tetto, dello spoiler, dell’antenna e delle calotte specchietti retrovisori. Anche i cerchi in lega, da 16 pollici, sono in tinta bianca cromati.Così come gli esterni, anche gli interni della Fiat 500 Vintage ’57 sono frutto di una reinterpretazione moderna di alcune peculiarità della 500 storica. Dentro troviamo un’ambientazione bianca e un’elegante selleria in pelle Frau tabacco bitonale, inchiostrata effetto vintage, con inserti ‘a mezzaluna’ in pelle avorio con ricami "500" in tinta tabacco. In alternativa è disponibile l’interno cuoio.Ricco equipaggiamentoL’equipaggiamento della Fiat 500 Vintage ’57 offre: climatizzatore manuale, sistema Blu&Me, autoradio CD+MP3, ABS con EBD, 7 airbag, sistema Start&Stop, ESP completo di ASR/MSR, HBA e Hill Holder.MotorizzazioniLe proposte motoristiche sono rappresentate dalle motorizzazioni benzina 1.2 da 69 CV, 0.9 Twin Air da 85 CV e 0.9 Twin Air 105 CV, oltre al diesel 1.3 Multijet da 95 CV. Il listino prezzi parte da16.500 euro per la versione equipaggiata con il 1.2 da 69 CV e raggiunge i 18.800 euro per la 500 Vintage ’57 1.3 Multijet da 95 CV.


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IP Premia: la raccolta punti anche per il self-service

Il programma fedeltà IP Premia non è come tutti gli altri: questa "raccolta punti" della compagnia petrolifera del Gruppo api è aperta infatti anche a chi, al momento di fare il pieno di benzina, sceglie la modalità self-service.Chi non ama il servito ma vuole comunque beneficiare dei vantaggi offerti da questa iniziativa può inviare tramite un SMS, attraverso la app Stazioni IP o mediante il sito web www.ip.gruppoapi.com il codice promozionale presente sullo scontrino. Solo così sarà possibile vincere ogni ora (fino al 31 maggio 2015) buoni carburante da 20 euro ed ottenere (fino al 29 febbraio 2016) coupon sconto sui partner del programma con almeno 50 euro di rifornimento ogni mese.Chi aderisce al programma fedeltà IP Premia in modalità servito può invece accumulare punti sulla nuova IP Card, ritirabile gratuitamente presso ogni stazione IP, e convertirli in acquisti sul catalogo Amazon.it o in sconti carburante.


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Skoda Superb 2015: i 5 punti forti della berlina ceca

Che la Superb 2015 sia la nuova punta di diamante del brand ceco, Skoda lo aveva detto molto chiaramente durante la sua spettacolare presentazione a Praga. Così come aveva detto Winfried Vahland, presidente del Consiglio Direttivo: “Quest’auto segna l’inizio di una nuova era per Skoda”.La terza generazione della Skoda Superb arriva, infatti, come “la miglior Skoda di sempre”. Sarà disponibile a partire da giugno 2015 con quattro allestimenti (Active, Ambition, Style e Laurin & Klement), cinque motori a benzina TSI (da 125 a 280 CV) e tre Diesel TDI common-rail (da 120 a 190 CV).I suoi segni di riconoscimento più evidenti sono il design rinnovato, nuovi sistemi di sicurezza, motori più efficienti e una maggiore connettività. Esteticamente, la berlina ha adottato le linee del prototipo Skoda VisionC; davanti prendono protagonismo la grande griglia e i gruppi ottici mentre il laterale punta tutto sul dinamismo. La coda è invece caratterizzata dai fari a LED dalla caratteristica forma a C.Abitacolo più spazioso e comodoLa nuova Skoda Superb cresce rispetto alla vecchia generazione; 28 mm più lunga, 47 più larga e 6 più alta. Inoltre dispone di una distanza tra gli assi più generosa (80 mm addizionali) e uno sbalzo anteriore più corto (61 mm in meno). Il risultato, naturalmente, è un abitacolo più spazioso e confortevole. Il guidatore e il passeggero anteriore godono di 39 mm in più di spazio per i gomiti e più spazio anche per la testa. Dietro lo spazio per le ginocchia aumenta di ben 157 mm, 69 mm in più per i gomiti e lo spazio superiore arriva a 980 mm. Infine anche il portabagagli vede aumentata la sua capacità di carico che ora arriva fino a 625 litri – 30 litri in più – e 1.760 litri con i sedili posteriori ribassati.Equipaggiamento e connettivitàLa nuova Superb 2015 diventa il primo modello della marca ad essere equipaggiato con sospensione adattiva DCC, che include diverse modalità di guida (standard, sportiva o comfort). Altre opzioni disponibili sono il climatizzatore trizona, il tetto solare elettrico o il nuovo portellone posteriore elettrico con funzione di apertura automatica. La nuova generazione del sistema di assistenza per il parcheggio Park Assist e una telecamera posteriore sono altre novità della nuova Skoda Superb.Quello della connettività è uno dei fronti su cui punta la Superb 2015 che include quattro nuovi sistemi di infotainment basati sulla tecnologia MIB del Gruppo Volkswagen. Il sistema di alta gamma Columbus ha come opzione l’accesso ad internet ad alta velocità integrato (per la prima volta offerto su un modello del marchio ceco). Altra novità della berlina è che ora può connettersi allo smartphone con la possibilità di gestire alcune applicazioni direttamente dal sistema di infotainment dell’auto. L’interfaccia Smartlink, sviluppato da Skoda, include il MirrorLink, Apple CarPlay e Android Auto.Più Simply Clever che maiFedele alla filosofia Simple Clever della marca, la Superb pretende di essere la “Skoda più intelligente di tutti i tempi”. Conta infatti su 29 soluzioni, quasi tute nuove, che promettono di rendere la vita a bordo per i passeggeri più facile. Tra le più innovative troviamo il dispositivo di rimorchio retrattile manuale, un supporto per il tablet nella parte posteriore, uno scompartimento per il tablet nel Jumbo Box nella parte anteriore, una porta USB e una presa da 230 V nella parte posteriore, un porta bottiglia da 0,5 litri e tasche addizionale collocate in ognuna delle quattro portiere.Motori più efficientiMeccanicamente la berlina ceca promette consumi ed emissioni ridotti fino al 30%. La nuova Skoda Superb 2015 sarà proposta con motori ad iniezione diretta, cinque benzina TSI e tre diesel TDI common rail. Tutti sono Euro 6 e dispongono di tecnologia Start/Stop e del sistema di recupero dell’energia. I motori a benzina hanno potenze comprese tra i 125 e i 280 CV, mentre i diesel vanno dai 120 ai 190 CV. Ad eccezione del motore di accesso alla gamma benzina, tutti gli altri sono disponibili anche con trasmissione automatica a doppia frizione. Quattro di questi (i 1.4 TSI da 150 CV e 280 CV e i TDI 2.0 da 150 e 190 CV) sono disponibili con trazione integrale Haldex 5.Più sicura che maiCon la terza generazione la Skoda Superb punta più che mai sull’aspetto sicurezza. Per nominare qualcuno degli innovativi sistemi di cui dispone citiamo l’ESC con freno multicollision incluso, Front Assist con funzione City Emergency Brake, controllo elettronico della pressione degli pneumatici, sette airbags, airbag laterali posteriori opzionali, XDS+ e una funzione migliorata del bloccaggio elettronico del differenziale.Il limitatore di velocità è disponibile di serie a partire dall’allestimento Ambition. Come optional, poi, sarà possibile aggiungere diversi sitemi di assistenza come il cruise control adattivo, il Crew Protect Assist, Lane Assist, Traffic Jam Assist, Emergency Assist, Blind Spot Detect, Driver Allert e lettore della segnaletica.Per finire anche i sistemi di illuminazione sono stati migliorati per incrementare la sicurezza di notte. In questo modo le luci anteriori contano sulla tecnologia alogena o lampada bi-xeno che include la funzione AFS e luci diurne a LED. Come optional si possono avere anche la funzione Light Assist e Smart Light Assist.


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Tazio Nuvolari, la storia di un mito

Il pilota italiano più forte di tutti i tempi? Probabilmente Tazio Nuvolari. Il driver mantovano ha dominato le corse degli anni ’30: la Seconda Guerra Mondiale gli ha impedito di ottenere altri trionfi e solo l’età avanzata non gli ha permesso di correre in F1. Scopriamo insieme la sua storia ricca di vittorie.Tazio Nuvolari, la storiaTazio Nuvolari nasce il 16 novembre 1892 a Castel d’Ario (Mantova). Appassionato di veicoli a motore fin da bambino, impara a guidare moto e auto molto presto e durante la Prima Guerra Mondiale si occupa di trasportare feriti (con le ambulanze della Croce Rossa), soldati e ufficiali (con i camion) tra le prime linee e le retrovie del fronte orientale. Nel 1917 si sposa civilmente (uno scandalo, all’epoca) con Carolina Perina e nel 1918 vede la luce il suo primo figlio: Giorgio.Gli anni ’20La carriera di pilota di Tazio inizia nel 1920: ottiene la licenza per correre con le moto, disputa la prima gara il 20 giugno a Cremona in sella ad una Della Ferrera e si ritira dopo pochi giri per un guasto meccanico. Il debutto con le auto – il 20 marzo 1921 a Verona in occasione di una prova di regolarità al volante di una Ansaldo Tipo 4 – coincide con una vittoria.Il primo successo sulle due ruote arriva nel 1922 quando si laurea campione mantovano con una Harley-Davidson, l’anno seguente trionfa a Busto Arsizio con una Norton e sale sul gradino più alto del podio del Giro dell’Emilia e del Circuito del Piave con una Indian. La prima vittoria in auto in una gara di velocità risale al 1924 (Circuito del Tigullio con una Bianchi 18): nello stesso anno con una moto Norton ottiene tre successi (Belfiore, Cremona e Tortona).I primi successi importantiNel 1925 Tazio Nuvolari è uno dei piloti più famosi del Nord Italia e per questa ragione l’1 settembre viene invitato dall’Alfa Romeo ad effettuare una serie di test nei quali rimane vittima di un grave incidente. Dodici giorni più tardi, pur essendo pieno di fasciature e bendaggi, sale in sella alla Bianchi e conquista il GP delle Nazioni a Monza valido per il campionato europeo moto nella classe 350. Con lo stesso mezzo conquista il Circuito Ostiense nel 1926.Mettersi in proprioIl 1927 è l’anno in cui Tazio decide di creare una propria scuderia: al volante di una Bugatti da lui acquistata e gestita è primo assoluto al Reale Premio di Roma e sul Circuito del Garda. I successi con le due ruote firmate Bianchi proseguono senza sosta (Lugo, Helvia Recina, Circuito del Pozzo e Circuito Colle dell’Infinito). Nel 1928 arrivano il secondo figlio Alberto (nato l’11 marzo), la prima vittoria all’estero (Tripoli) e altri trionfi con le due (GP delle Nazioni) e quattro ruote (Alessandria e Circuito del Pozzo).Gestire una scuderia richiede parecchi soldi e per arrotondare Tazio Nuvolari si mette a vendere automobili trascurando la carriera di pilota: questo spiega l’unica vittoria conseguita nel 1929 (Circuito del Lario).Con l’Alfa rossa…Nel 1930 – anno in cui arriva l’ultima vittoria rilevante con le moto (Lario) – Nuvolari viene ingaggiato dall’Alfa Romeo e si fa subito notare portando a casa la Mille Miglia (diventando oltretutto il primo driver a terminare la corsa ad oltre 100 km/h di media), la Trieste-Opicina (primo successo conquistato come pilota della Scuderia Ferrari), la Cuneo-Colle della Maddalena, la Vittorio Veneto-Cansiglio e l’Ulster Tourist Trophy. La fame di successi non si arresta: nel 1931 arrivano la prima Targa Florio e il GP d’Italia insieme ad altre vittorie minori (Pontedecimo-Giovi, Coppa Ciano, Circuito delle Tre Province, Coppa della Consuma).Il mitico 1932Il 1932 è senza alcun dubbio l’anno migliore nella carriera di Tazio Nuvolari: il 17 aprile vince il GP di Monte Carlo, poco dopo riceve da Gabriele D’Annunzio una piccola tartaruga d’oro (la dedica recita “all’uomo più veloce, l’animale più lento”), a maggio conquista la seconda e ultima Targa Florio, a giugno sale sul gradino più alto del podio del GP d’Italia, a luglio porta a casa il GP di Francia, il Circuito di Avellino e la Coppa Ciano mentre risale ad agosto il successo nella Coppa Acerbo.Le Mans e la rottura con FerrariIl palmarès di Tazio si arricchisce nel 1933: conquista il GP di Tunisia, la Mille Miglia, il circuito di Alessandria, il Nürburgring e Nimes. La vittoria più importante è però quella riportata alla 24 Ore di Le Mans a giugno insieme al pilota francese Raymond Sommer.In quell’anno, però, il rapporto tra Tazio Nuvolari ed Enzo Ferrari (che si occupa di gestire le Alfa Romeo da corsa con la scuderia che porta il suo nome) si incrina: per non sentirsi vincolato ad un solo marchio (e per guadagnare di più con i successi scegliendo ogni volta la vettura più adatta) abbandona il Biscione, acquista una Maserati e la fa preparare dal suo meccanico personale Decimo Compagnoni. Con questo modello tra luglio e agosto vince in Belgio e a Nizza e porta a casa la Coppa Ciano. A settembre con la MG surclassa invece tutti all’Ulster Tourist Trophy.Il 22 aprile 1934 Tazio è vittima di un pauroso incidente ma dopo poco più di un mese torna in pista: con il Tridente prevale a Modena e nella Coppa Principessa di Piemonte.Ritorno all’Alfa RomeoDopo aver fatto pace con Enzo Ferrari Tazio Nuvolari torna all’Alfa Romeo nel 1935 e trionfa in numerose gare (Pau, Bergamo, Biella e Torino). A luglio ottiene la vittoria più bella della sua carriera nel GP di Germania sconfiggendo – al volante di una vettura dotata di soli 265 CV – le più potenti Mercedes (430 CV) e Auto Union (375 CV) e nel corso dell’anno riesce a trionfare anche a Nizza, a Modena e alla Coppa Ciano.Nel 1936 riporta l’incrinatura di qualche vertebra in un altro brutto incidente a Tripoli ma nonostante questo continua a vincere sui circuiti di tutta Europa (Penya Rhin, Ungheria, Milano, Coppa Ciano e Modena) e ad ottobre si fa conoscere anche negli USA conquistando la prestigiosa Coppa Vanderbilt. L’anno seguente – funestato dalla morte prematura (per malattia) del primogenito Giorgio – l’unico trionfo arriva a Milano.Il periodo Auto UnionTazio Nuvolari viene ingaggiato dall’Auto Union nel 1938 per rimpiazzare Bernd Rosemeyer (scomparso nel gennaio di quell’anno in un incidente) e permette alla Casa tedesca di vincere il GP d’Italia e quello di Donington. L’ultimo successo prima dell’interruzione delle gare dovuta allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale arriva nel 1939 a Belgrado.Dopo la guerraNel 1946 Nuvolari perde anche il secondo figlio Alberto e conquista l’ultimo successo internazionale al volante di una Maserati 4 CL in Francia nel GP di Albi. Il 22 giugno dell’anno seguente rischia di vincere la Mille Miglia con una Cisitalia e il 13 luglio porta a casa l’ultimo successo assoluto (a Parma con una Ferrari 125 SC).L’ultimo exploit dell’allora 56enne Tazio Nuvolari risale alla Mille Miglia del 1948: recatosi a Brescia per salutare i colleghi, ottiene la possibilità di correre con una Ferrari e con la vettura del Cavallino mantiene la testa della corsa fino a Firenze prima di essere costretto al ritiro a causa di numerosi problemi meccanici.Il 10 aprile 1950 Tazio Nuvolari disputa la sua ultima gara (primo nella classe 1100 Sport con una Cisitalia-Abarth 204 sulla Salita al Monte Pellegrino) e l’11 agosto 1953 perde la vita a Mantova.

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BMW serie 3: guida all’acquisto

La BMW serie 3 – giunta alla sesta generazione – è la berlina più acquistata in Italia: la “segmento D” bavarese – disponibile in due varianti di carrozzeria (quattro porte e station wagon Touring) – ha saputo conquistare gli automobilisti del nostro Paese, specialmente quelli che per lavoro sono costretti a percorrere molti chilometri e non vogliono rinunciare al piacere di guidare un’auto “premium”,In questa guida all’acquisto – focalizzata sulla berlina e sulla familiare – analizzeremo nel dettaglio tutte le versioni presenti in listino: prezzi, motori, accessori, prestazioni, pregi, difetti e chi più ne ha più ne metta.BMW serie 3: guida all’acquistoLa BMW serie 3 berlina non è un mezzo adatto a chi cerca la praticità: la presenza della trazione posteriore (o integrale) non agevola la presenza di un terzo passeggero sul divano posteriore e oltretutto non c’è molto spazio longitudinale nella zona delle gambe.In compenso è impossibile non apprezzare le dimensioni esterne relativamente compatte (poco più di 4,60 metri, esistono rivali decisamente più ingombranti) e il bagagliaio abbastanza capiente. Alti e bassi, invece, alla voce finiture: la qualità degli assemblaggi dei pannelli della carrozzeria rasenta la perfezione mentre l’abitacolo può apparire poco curato se paragonato a quello di altre concorrenti teutoniche.Gli allestimenti della BMW serie 3Sono sei gli allestimenti della BMW serie 3 berlina tra cui scegliere e quello “base”, a nostro avviso, è già più che sufficiente. Ha un prezzo accessibile e una dotazione di serie che però potrebbe essere più ricca visto che comprende solo l’accensione senza inserimento chiave con tasto Start&Stop, gli airbag frontali, laterali e a tendina, i cerchi in lega, il climatizzatore automatico, i fendinebbia, il fissaggio Isofix per i sedili posteriori laterali, l’indicatore pressione penumatici, l’ingresso audio aux-in, l’interfaccia Bluetooth per cellulare e USB, la radio BMW Professional con monitor a colori da 6,5” in alta definizione con lettore CD/MP3, 6 altoparlanti e iDrive e il sistema di Start/Stop automatico.La variante Sport (che prevede un sovrapprezzo di 2.170 euro – 2.000 per la Active Hybrid ibrida – a parità di motore) è decisamente più ricca visto che aggiunge i fari allo xeno, il volante sportivo in pelle, i sedili sportivi anteriori e la fintura nera lucida usata per le prese d’aria anteriori, il paraurti posteriore, i listelli verticali della calandra e il montante B. Senza dimenticare il profilo color alluminio per i laterali.La BMW serie 3 berlina Business – disponibile esclusivamente con il cambio automatico e con tutti i motori diesel sotto i 200 CV (esclusa la 318 xDrive) – costa 3.950 euro più della versione “base”, può vantare un buon rapporto ”dotazione/prezzo” e risponde con il pacchetto Business Innovation che include il navigatore, i sensori di parcheggio posteriori, lo specchio retrovisore interno autoanabbagliante, gli specchietti retrovisori esterni autoanabbaglianti e ripiegabili elettricamente e il sensore luci e pioggia.Molto cari (e oltretutto non così ricchi) gli allestimenti Luxury (4.270 euro più della “base”, 2.900 euro nel caso della Active Hybrid ibrida) e Msport (5.270 euro più della “base”, 4.700 per la variante a doppia alimentazione benzina/elettrica). Il primo offre fari allo xeno, climatizzatore automatico bizona, navigatore, volante sportivo in pelle, modanature interne in legno pregiato “Fineline” antracite e finiture cromate per prese d’aria anteriori centrali e laterali, paraurti posteriore, calandra e terminale di scarico. La seconda può vantare invece i fari allo xeno, gli interni in tessuto Hexagon e Alcantara, i cerchi in lega M da 18” con pneumatici misti ant. 225/45 R18 e post. 255/40 R18, i sedili sportivi anteriori, il profilo modanature interne in Estoril Blue opaco, le modanature interne in alluminio Hexagon, l’assetto sportivo M (non per xDrive e Active Hybrid 3), il volante sportivo M, il pacchetto aerodinamico M, la shadow-line lucida BMW Individual, il rivestimento interno del padiglione in colore antracite BMW Individual, il battitacco M e la calandra con listelli verticali neri lucidi.Ultima, ma non meno importante, la sportivissima BMW M3. La sua dotazione di serie comprende l’accensione senza inserimento chiave con tasto Start&Stop, gli airbag frontali, laterali e a tendina, gli Air Breather laterali, l’assetto sportivo con taratura specifica M, i cerchi in lega da 18” con pneumatici misti ant. 255/40 e post. 275/40, il climatizzatore automatico bizona, il cruise control con funzione freno, il differenziale autobloccante attivo a controllo elettronico, i fari anteriori a LED adattativi, il fissaggio Isofix per i sedili posteriori laterali, l’impianto frenante BMW M in Compound con dischi autoventilanti e forati, l’indicatore di foratura pneumatici, l’ingresso audio aux-in nella consolle centrale, l’interfaccia vivavoce Bluetooth e USB, il sistema M Drive con tasti di selezione rapida settaggi impostati, il padiglione vettura in fibra di carbonio CFRP a vista, il profilo modanature interne in nero lucido, il navigatore BMW Connected Pro con monitor da 8,8”, il rivestimento interno del padiglione in colore antracite BMW Individual, i sedili sportivi anteriori BMW M a struttura leggera con poggiatesta integrato e logo M illuminato, i terminali di scarico cromati doppi e il volante sportivo M rivestito in pelle con comandi multifunzione per audio/telefono e cruise control.BMW serie 3: tutti i modelli a listinoDi seguito troverete tutte le caratteristiche delle versioni della BMW serie 3. La gamma motori della berlina tedesca è composta da ben quattordici unità: sei a benzina (1.6 da 136 e 170 CV, 2.0 da 184 e 245 CV e 3.0 da 306 e 431 CV), un 3.0 ibrido/benzina da 340 CV e sette turbodiesel (2.0 da 116, 143, 163, 184 e 218 CV e 3.0 da 258 e 313 CV).BMW 316i (da 31.450 euro)La BMW 316i (prezzi fino a 36.720 euro) è il modello più economico della gamma: monta un 1.6 sovralimentato a benzina da 136 CV in grado di offrire una spinta interessante già sotto i 1.500 giri.BMW 320i Efficient Dynamics (da 35.550 euro)La BMW 320i Efficient Dynamics (prezzi fino a 39.820 euro) è – a nostro avviso – la scelta più adatta per chi cerca una serie 3 a benzina: Il motore 1.6 turbo è silenzioso, molto potente (170 CV) e in grado di offrire prestazioni davvero interessanti (7,6 secondi per accelerare da 0 a 100 km/h). Rivale diretta della Mercedes C 180 Executive, è però più pesante (e quindi più assetata: 18,9 km/l) e leggermente meno pronta ai bassi regimi.BMW 320i (da 36.300 euro)La BMW 320i (prezzi fino a 43.970 euro, disponibile anche con la trazione integrale) è innanzitutto una berlina vivace: grazie al motore 2.0 (cilindrata un po’ elevata) da 184 CV (tanti) e 270 Nm di coppia (un po’ pochini) questa versione della “segmento D” bavarese impiega solo 7,3 secondi per scattare da 0 a 100 chilometri orari. Peccato per i consumi: 14,7 km/l per la xDrive.BMW 328i (da 39.800 euro)La BMW 328i (prezzi fino a 47.470 euro, disponibile anche xDrive) è la serie 3 a quattro cilindri più potente in commercio: 245 CV provenienti da un propulsore 2.0.BMW 335i (da 46.750 euro)La BMW 335i (prezzi fino a 54.220 euro, disponibile anche con la trazione integrale xDrive) è perfetta per chi cerca le prestazioni ma non ama apparire: fuori sembra una berlina bavarese come tante ma sotto il cofano nasconde un 3.0 a sei cilindri in linea da 306 CV.BMW M3 (77.350 euro)Chi non vuole scendere a compromessi non può non prendere in considerazione la mostruosa BMW M3, una supercar travestita da berlina. Motore 3.0 a sei cilindri in linea da 431 CV, 250 km/h di velocità massima e 4,3 secondi per accelerare da 0 a 100 chilometri orari.BMW Active Hybrid 3 (da 56.850 euro)Grazie all’unione tra un motore 3.0 a benzina e un’unità elettrica l’ibrida BMW Active Hybrid 3 (prezzi fino a 61.550 euro) genera una potenza di 340 CV ma dichiara consumi pari a 16,9 km/l. La soluzione ideale per chi cerca un’auto ecologica “premium” e vivace.BMW 316d (da 30.950 euro)La BMW 316d (prezzi fino a 36.220 euro) è la diesel meno potente della gamma. È un po’ pesante in rapporto alla potenza (116 CV) e monta un motore 2.0 dalla cilindrata elevata ancora Euro 5 e povero di coppia che regala però un buono scatto (10,9 secondi sullo “0-100”). Il nostro consiglio è quello di acquistarla con il valido cambio automatico.BMW 318d (da 35.350 euro)La BMW 318d (prezzi fino a 43.220 euro) ospita sotto il cofano un motore 2.0 (ancora Euro 5) brioso (9,0 secondi per accelerare da 0 a 100 km/h) e un po’ rumorosetto a freddo che regala le cose migliori se abbinato al cambio automatico. Non è molto potente (143 CV) e la versione xDrive a trazione integrale dichiara consumi un po’ alti nel ciclo extraurbano (17,5 km/l).BMW 320d Efficient Dynamics (da 37.850 euro)La BMW 320d Efficient Dynamics (prezzi fino a 42.120 euro) dovrebbe essere la variante ecologica della gamma ma in realtà è ancora Euro 5 e diverse rivali più leggere regalano consumi dichiarati più contenuti nel ciclo extraurbano (27,8 km/l per l’automatica). Meglio puntare su altri pregi come la cilindrata bassa (2.0) in rapporto alla potenza (163 CV), il buon comfort nei lunghi viaggi e le prestazioni convincenti (“0-100” in 8 secondi netti per la variante a trazione posteriore).BMW 320d (da 37.850 euro)Potente (184 CV), scattante (7,4 secondi sullo “0-100” per la versione xDrive automatica) e con una cilindrata “umana” (due litri): sono questi i punti di forza della BMW 320d (prezzi fino a 45.520 euro). Il propulsore – ancora Euro 5 – è però un po’ carente di coppia (380 Nm) e in città potrebbe consumare meno: 16,1 km/l dichiarati per l’integrale con cambio manuale.BMW 325d (da 41.100 euro)La BMW 325d (prezzi fino a 46.170 euro) è la serie 3 diesel a quattro cilindri più potente in commercio: monta un motore 2.0 da 218 CV che le permette di raggiungere una velocità massima di 245 km/h e di accelerare da 0 a 100 chilometri orari in 6,8 secondi.BMW 330dA (da 49.150 euro)La migliore BMW serie 3 berlina è a nostro avviso la 330dA (prezzi fino a 54.020 euro), specialmente se dotata della trazione integrale xDrive. Povera di difetti (motore Euro 5 dalla cilindrata elevata – 3.0 – e non molto ricco di coppia: 560 Nm), è ricca di pregi: divertente nelle curve, potente (258 CV), scattante (5,3 secondi sullo “0-100” per l’integrale), pronta ai bassi regimi e oltretutto poco assetata di carburante (20,4 km/l dichiarati per la versione a trazione posteriore). Difficile trovare qualcosa di meglio dell’abbinamento tra un sei cilindri in linea e il cambio automatico.BMW 335dA (da 53.050 euro)La BMW 335dA (prezzi fino a 57.920 euro) – disponibile solo a trazione integrale – è una soluzione a nostro avviso addirittura esagerata per una berlina: il motore 3.0 genera una potenza di 313 CV e consente alla “segmento D” bavarese di raggiungere una velocità massima di 250 km/h e di accelerare da 0 a 100 chilometri orari in 4,8 secondi.BMW serie 3: gli optionalI sensori di parcheggio posteriori (510 euro), il cruise control (490 euro) e la vernice metallizzata (960 euro) sono a nostro avviso i tre accessori fondamentali da aggiungere alla dotazione di serie delle BMW serie 3 berlina “base”, Sport, Luxury e Msport. Gli ultimi due andrebbero anche acquistati sulla Business, che guadagnerebbe molto con l’adozione dei fari allo xeno (1.000 euro).I tre optional fondamentali per completare la dotazione della BMW M3 sono invece secondo noi i sensori di parcheggio, la vernice metallizzata e la regolazione elettrica per i sedili anteriori (1.200 euro). Chi cerca il massimo del piacere di guida può inoltre optare per una serie di “chicche” come l’impianto frenante M Carbon Ceramic (7.500 euro) e l’assetto sportivo adattivo M (1.950 euro).BMW serie 3 Touring: guida all’acquistoLa BMW serie 3 Touring è una station wagon dalle dimensioni non esagerate (4,62 metri di lunghezza): facile trovare parcheggio, più difficile offrire uno spazio adeguato ai passeggeri posteriori (specialmente nella zona delle spalle e della testa). Come la berlina è più curata fuori che dentro e nonostante gli ingombri relativamente contenuti può vantare un bagagliaio abbastanza ampio (495 litri) che soddisfa senza problemi le esigenze di una coppia con un paio di figli.Gli allestimenti della BMW serie 3 TouringLa BMW serie 3 Touring è disponibile con tutti gli allestimenti della sorella berlina (tranne la M3) e presenta una dotazione di serie praticamente identica. Le differenze riguardano la presenza – fin dalla variante “entry-level” dell’apertura/chiusura automatica del bagagliaio, della copertura del vano bagagli avvolgibile e sollevabile manualmente, della rete divisoria abitacolo/vano bagagliaio, del sistema di carico passante con sedili posteriori reclinabili 40:20:40 e del pratico lunotto posteriore apribile indipendentemente dal portellone.BMW serie 3 Touring: tutti i modelli a listinoDi seguito troverete tutte le caratteristiche delle versioni della BMW serie 3 Touring. La gamma motori della station wagon tedesca è composta da undici unità (tutte quelle della berlina tranne la Efficient Dynamics a benzina, la ibrida e la M3, per intenderci): quattro a benzina (1.6 da 136 CV, 2.0 da 184 e 245 CV e 3.0 da 306 CV) e sette turbodiesel (2.0 da 116, 143, 163, 184 e 218 CV e 3.0 da 258 e 313 CV).BMW 316i Touring (da 33.150 euro)Ci sentiamo di consigliare la 316i Touring (prezzi fino a 38.420 euro) solo a chi vuole una station wagon BMW e vuole risparmiare il più possibile. Sotto il cofano ospita un propulsore 1.6 sovralimentato a benzina da 136 CV.BMW 320i Touring (da 38.000 euro)La BMW 320i Touring (prezzi fino a 45.670 euro) è secondo noi la scelta migliore per chi non percorre molti chilometri: dotata di un motore dalla cilindrata elevata (2.0), povero di coppia (270 Nm) e un po’ troppo assetato (14,5 km/l dichiarati per la xDrive a trazione integrale da noi consigliata, più sfruttabile per un uso familiare), è però molto potente (184 CV) e regala prestazioni paragonabili a quelle di una sportiva (7,5 secondi sullo “0-100” per la variante a trazione posteriore).BMW 328i Touring (da 41.500 euro)La BMW 328i Touring (prezzi fino a 46.570 euro) è la serie 3 station wagon benzina a quattro cilindri più potente: monta un motore 2.0 sovralimentato da 245 CV e scatta da 0 a 100 chilometri orari in 6 secondi netti.BMW 335i Touring (da 48.450 euro)In assenza della M3 Touring la BMW 335i Touring (prezzi fino a 58.220 euro) è la variante più sportiva a ciclo Otto della familiare bavarese: motore 3.0 a sei cilindri in linea da 306 CV e uno “0-100” da 5,5 secondi.BMW 316d Touring (da 32.650 euro)La BMW 316d Touring (prezzi fino a 37.920 euro) è la versione d’accesso alla gamma delle familiari turbodiesel di Monaco: abbastanza scattante, specialmente se abbinata al valido cambio automatico (11,1 secondi per accelerare da 0 a 100 km/h), presenta però altre pecche. Qualche esempio? Il peso eccessivo in rapporto alla potenza (116 CV)  e il motore ancora Euro 5 dalla cilindrata elevata (2.0) poco vivace ai bassi regimi, povero di coppia (260 Nm), un po’ rumoroso a freddo e leggermente assetato (21,3 km/l per la manuale).BMW 318d Touring (da 37.060 euro)La BMW 318d Touring (prezzi fino a 44.920 euro) è più divertente da guidare rispetto alla 316d: scattante (9,2 secondi sullo “0-100”) nonostante la potenza non esagerata (143 CV), agile nelle curve e valorizzata dal cambio automatico, è ancora penalizzata – come la cugina meno “cavallata” – dalla cilindrata di due litri del propulsore, oltretutto ancora Euro 5. Esistono concorrenti che offrono potenze simili con cubature più contenute e quindi più adatte a risparmiare sull’assicurazione RC Auto.BMW 320d Efficient Dynamics Touring (da 39.550 euro)La BMW 320d Efficient Dynamics Touring (prezzi fino a 43.820 euro) è perfetta per chi vuole consumare poco (23,3 km/l) ma non è solo la parsimonia il punto di forza di questa variante, che offre le cose migliori con il cambio automatico e regala un buon piacere di guida nelle curve. Il motore ha una cilindrata stavolta adeguata alla potenza (163 CV, non molti in rapporto alle rivali) ma è ancora Euro 5, non è particolarmente brioso (8,2 secondi per l’automatica) a causa della coppia scarsa (380 Nm), è un po’ ruvido nel sound e potrebbe essere più vivace ai bassi regimi.BMW 320d Touring (da 39.550 euro)La BMW serie 3 “perfetta”? Senza dubbio la 320d Touring (prezzi fino a 47.220 euro), in particolar modo se abbinata alla trazione integrale e al cambio automatico, due elementi che rendono la station wagon bavarese un mezzo estremamente versatile per la famiglia. Il motore – ancora Euro 5 – è molto potente (184 CV) ma povero di coppia (380 Nm) e non particolarmente elastico ai bassi regimi.BMW 325d Touring (da 42.800 euro)La BMW 325d Touring (prezzi fino a 47.870 euro) è la versione quattro cilindri diesel più potente in listino: monta un motore 2.0 da 218 CV, raggiunge una velocità massima di 238 km/h e accelera da 0 a 100 chilometri orari in 6,9 secondi.BMW 330dA Touring (da 48.250 euro)La BMW 330dA Touring (prezzi fino a 55.720 euro) è un piccolo gioiello della tecnica: ospita sotto il cofano un propulsore (ancora Euro 5, dalla cubatura elevata – è un 3.0 – e non molto vivace ai bassi regimi) a sei cilindri in linea ricco di cavalli (258 CV) e di coppia (560 Nm) che offre prestazioni da sportiva DOC (5,4 secondi sullo “0-100” per la xDrive a trazione integrale) e consumi da primato (19,6 km/l dichiarati per la variante a trazione posteriore). Nelle curve è agilissima e il cambio automatico è uno dei migliori della categoria.BMW 335dA Touring (da 54.750 euro)La BMW serie 3 Touring più “cattiva” è senza dubbio la 335dA (prezzi fino a 59.620 euro): motore 3.0 sovralimentato a gasolio da 313 CV, 250 km/h di velocità massima e 4,9 secondi per accelerare da 0 a 100 chilometri orari.BMW serie 3 Touring: gli optionalCome per la berlina anche per la BMW serie 3 Touring gli optional consigliati per arricchire le versioni “base”, Sport, Luxury e Msport sono i sensori di parcheggio (510 euro), il cruise control (490 euro) e la vernice metallizzata (960 euro). Sulla Business, oltre al regolatore di velocità e alla vernice metallizzata, inseriremmo i fari allo xeno (1.000 euro).

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