Range Rover Sport Vesuvio Luxury Edition by Kahn Design

È un lavoro tutto estetico quello che Kahn Design ha dedicato alla versione sportiva della fuoristrada di lusso di Land Rover, la Range Rover Sport SDV6 HSE, la variante diesel spinta dal 3.0 V6 turbodiesel da 306 CV.Il preparatore definisce questo tuning, rinominato 400 LE Vesuvio Luxury Edition, “chic”. Esteriormente spicca la colorazione della livrea con uno fondo Santorini Black contrastato dal Vesuvius orange del tetto e dalla banda sul cofano.Le proporzioni seducenti della Range Rover Sport sono poi esaltate da un inedito body-kit composto dai nuovi paraurti anteriore e posteriore 400 LE in fibra di carbonio con elementi in carbonio a vista, griglia anteriore RS, nuove prese d’aria, diffusore posteriore e terminali di scarico Crosshair in alluminio lucidato.Per quanto riguarda il reparto ruote, la Range Rover Sport SDV6 HSE 400 LE Vesuvio Luxury Edition monta cerchi Kahn RS600 Silver Platinum da 22 pollici attraverso i quali si intravedono pinze rifinite in Valencia Orange.Nell’abitacolo troviamo un mix speciale di lusso e sport che offre una vasta gamma di rifiniture ed optional su misura a richiesta dei clienti.

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Porsche 911 Turbo S by Mcchip-DKR

Se qualcuno pensava che non era possibile migliorare la Porsche 911 a farlo ricredere ci pensa il preparatore Mcchip-dkr che, con il suo ultimo lavoro, aha provato a dare “una marcia in più” alla super sportiva di Stuttgart.Come base è stata presa la versione “Turbo S” della Noveunouno il cui motore da 3,8 litri è stato modificato con tre kit meccanici che offrono tre diversi step di potenza.1 StepNel primo caso la potenza di serie di 560 CV e 700 Nm è stata elevata a 600 CV e 820 Nm di coppia massima; il tutto grazie alle modifiche all’elettronica che gestisce il propulsore. In Europa questo Kit lo si può acquisire ad un prezzo di 3.499 Euro.2 StepLa seconda proposta di Mcchip-dkr eleva invece la potenza della Porsche 911 Turbo S a 620 CV (+60 CV) con la coppia che rimane invariata a 820 Nm. Lievita, naturalmente, anche il prezzo che per questo kit sale a 10.285 euro ma il tuning include anche un nuovo sistema di scarico Capristo.3 StepInfine, la terza e più potente proposta monta un nuovo turbocompressore specifico che innalza ulteriormente la potenza di questa Porsche 911 a 660 CV (+100 CV) e 850 Nm di coppia. Il prezzo a pagare per far “volare” la supercar tedesca a 328 km/h di velocità massima in questo caso è di ben 17.159 euro. 

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Mercedes classe M, la storia della SUV della Stella

Da tredici anni la classe M è la SUV "premium" del marchio Mercedes. L’attuale generazione (la terza), presentata al Salone di Francoforte 2011, ha una gamma motori che comprende un 3.5 V6 a benzina (350) da 306 CV e due turbodiesel BlueTEC: 2.1 (250) da 204 CV e 3.0 (350) da 258 CV. Rispetto al passato è più spaziosa (specialmente per le gambe di chi si accomoda dietro) e più tecnologica (c’è anche il cruise control adattivo).Scopriamo insieme la storia delle tre generazioni della Sport Utility della Stella: un mezzo nato per gli Stati Uniti d’America che ha saputo imporsi anche nel Vecchio Continente.W163Viene lanciata nel 1998, ha una gamma motori da 2,3 a 5,4 litri da 150 a 347 CV e compare immediatamente sul grande schermo nel film "Il mondo perduto – Jurassic Park". Il successo di pubblico (dell’auto) è immediato, meno quello della critica, che riscontra diversi problemi negli assemblaggi: in una puntata della celebre trasmissione inglese "Top Gear" il presentatore Jeremy Clarkson riesce ad infilare un dito nello spazio tra il faro posteriore e il paraurti.Nel 1999 inizia la produzione in Austria (terminerà nel 2002) mentre nel 2000 è la volta della sportiva 55 AMG con un propulsore 5.4 V8 da 347 CV e dell’addio della 230. Il restyling del 2001 – fari e paraurti rinnovati, motore 430 rimpiazzato dal 500 (5.0 V8) e propulsore inedito 400 CDI – migliora la qualità ma non ancora abbastanza.Nel 2002 arriva la 350 con una nuova unità 3.7 e viene creata quella che ancora oggi viene usata come Papamobile, basata sulla 430.W164Più grande di prima, con la scocca portante, con una gamma motori da 3 a 6,2 litri da 190 a 510 CV e con un pianale condiviso con la sorella maggiore GL: queste le caratteristiche principali della seconda generazione della classe M, svelata al Salone di Detroit del 2005. Tra le innovazioni tecniche segnaliamo il cambio automatico a sette rapporti, i fari bixeno che si illuminano in curva e le sospensioni pneumatiche.Nel 2006, sempre a Detroit, debuttano la 420 CDI (4.0 turbodiesel da 306 CV) e la 63 AMG, con un 6.2 V8 da 510 CV mentre nel 2007 tocca alla versione Edition 10 (cerchi in lega da 20", fari allo xeno, vernicie grigio titanio e sedili in pelle bicolore) e alla V-Max, capace di raggiungere i 275 km/h di velocità massima.Il restyling (fari, paraurti, specchietti retrovisori, mascherina, interni) viene presentato al Salone di New York del 2008: il 280 CDI diventa 300, il 300 350 e il 420 450. Ultimo, ma non meno importante, l’esordio dei propulsori BlueTEC a gasolio.Nel 2010 la 300 CDI passa da 190 a 204 CV e la 350 CDI da 224 a 231 CV mentre sparisce la V-Max.IL FUTURONei prossimi mesi vedremo la versione "cattiva" 63 AMG, dotata di un motore 5.5 V8 da 525 CV (557 per la versione Performance). Non mancherà inoltre una versione ibrida.

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L’ascesa e il declino di John Willys

Il nome di John Willys non è molto conosciuto tra gli appassionati di automobilismo: più nota la Casa automobilistica da lui fondata, diventata famosa per aver creato la prima Jeep. Scopriamo insieme l’ascesa e il declino di questo imprenditore, che non ha mai potuto vedere il modello più importante realizzato dal suo brand.John Willys: la biografiaJohn Willys nasce il 25 ottobre 1873 a Canandaigua (USA) e fin da ragazzo mostra spiccate doti imprenditoriali: dopo aver fatto una discreta fortuna come rivenditore di biciclette decide di costruire veicoli a pedali. Nel 1897 si sposa e a cavallo tra il XIX e il XX secolo diventa concessionario Overland.Le prime acquisizioniNel 1907 Willys acquista il marchio Overland e lo risolleva, l’anno seguente fonda la Casa automobilistica che porta il suo nome, nel 1909 rileva la Marion e poco dopo entra in possesso di uno stabilimento a Toledo, nell’Ohio: nella stessa città vedono ancora oggi la luce le Jeep Wrangler e Cherokee.Nasce la Willys-OverlandJohn Willys ribattezza la propria società Willys-Overland nel 1912: nel 1913 acquisisce la Casa automobilistica Edwards (che gli aveva ceduto il brevetto per costruire motori con valvole a fodero) e nel 1914 crea il brand Willys-Knight. È un periodo d’oro per il colosso “yankee”, che diventa il secondo costruttore statunitense e che nel 1915 trasferisce il proprio quartier generale a Toledo.Sempre più in altoIl 1918 è l’anno in cui John entra in possesso della Moline (brand specializzato nella produzione di mezzi agricoli e autovetture) ma è l’anno successivo quello più importante: compra il prestigioso marchio Duesenberg (principalmente per mettere le mani su uno stabilimento nel New Jersey dove stava nascendo un nuovo veicolo a sei cilindri) e assume il vicepresidente della General Motors – un certo Walter Chrysler – per affidargli le redini dell’azienda. Quest’ultimo abbandona però l’impresa di John Willys nel 1921, dopo un tentativo fallito di rilevarla.La prima crisi e la risalitaI numerosi debiti contratti da Willys portano in crisi la sua impresa: per migliorare la situazione nel 1921 vende, tra le altre cose, l’ex stabilimento Duesenberg a William C. Durant. Solo quattro anni più tardi, però, si assiste già ad una rinascita con l’acquisizione – nel 1925 – della Stearns (auto di lusso) e con il lancio – l’anno seguente – della gamma Whippet, contraddistinta da veicoli dal prezzo accessibile e dalle dimensioni esterne non esagerate.Gli ultimi anniGrazie all’appoggio dato al Partito Repubblicano John Willys viene nominato nel 1930 dall’allora presidente degli Stati Uniti Herbert Hoover ambasciatore in Polonia. Smette di ricoprire questo ruolo nel 1932 e l’anno seguente, in seguito alla Grande Depressione, deve fare i conti con la bancarotta. Nel 1934 divorzia dalla moglie e scompare a New York per un attacco cardiaco il 26 agosto 1935.

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Kia Optima, la storia dell’ammiraglia coreana

La Kia Optima è un’ammiraglia che vorremmo tanto vedere sulle strade italiane: la terza generazione di questa “berlinona”, in commercio (non da noi) dal 2011, ha un design seducente e contenuti tecnici di buon livello e rappresenta un’alternativa più economica alle più blasonate tedesche.Realizzata sulla stesso pianale della Hyundai i40 e svelata al Salone di New York del 2010, può vantare una gamma motori completa che comprende (a seconda del Paese) unità a benzina da 2 a 2,4 litri di cilindrata, un 2.4 ibrido a benzina e propulsori a gasolio 1.7 e 2.0. Il leggero restyling mostrato al Salone di New York del 2013 porta un frontale più aggressivo.Scopriamo insieme la storia della Kia Optima: una berlina “oversize” (lunga oltre 4,80 metri) capace di conquistare in poco tempo il mercato nordamericano, da sempre molto attento alla sostanza.Kia Optima prima generazione (2000)La prima generazione della Kia Optima  – presentata nel 2000 – non è altro che una versione rimarchiata della Hyundai Sonata dotata di tre motori a benzina (2.4, 2.5 V6 e 2.7 V6). Nel 2002 la vettura beneficia di un profondo restyling (che coinvolge soprattutto i gruppi ottici e la mascherina) e l’anno seguente sbarca in Italia con il nome Magentis e un motore 2.0 a benzina da 136 CV. Nel 2005 è la volta di un secondo lifting leggero incentrato principalmente sul frontale.Kia Optima seconda generazione (2005)La seconda generazione della Kia Optima arriva in Italia con il nome Magentis nel 2006: la gamma motori nel nostro Paese è composta da due 2.0 (benzina da 145 CV e CRDI turbodiesel da 140 CV).La versione restyling mostrata al Salone di New York del 2008 e caratterizzata da un frontale più seducente non viene commercializzata da noi. Sette i motori disponibili: sei a benzina (2.0 da 143 CV, 2.4 da 138, 162 e 175 CV, 2.7 V6 da 185 e 194 CV) e il noto 2.0 a gasolio da 140 CV.

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Kaiser De Luxe Convertible (1949): la cabriolet versatile

La Kaiser De Luxe Convertible del 1949 non è altro che la versione più lussuosa (nonché più rara) della Frazer Convertible analizzata lo scorso anno. Realizzata in poco più di 50 esemplari, è possibile trovarla nelle aste statunitensi a oltre 60.000 euro, il doppio rispetto alle quotazioni ufficiali.Kaiser De Luxe Convertible (1949): le caratteristiche principaliLa De Luxe Convertible viene realizzata nel 1949 nel tentativo di rivitalizzare le vendite della versione berlina, mostrata al pubblico tre anni prima ma non molto apprezzata per via del design poco seducente.La Kaiser De Luxe Convertible del 1949 è una cabriolet rifinita in maniera eccellente ed è tutto sommato dotata di una certa originalità ma non è il massimo alla voce “piacere di guida” e la presenza della cornice fissa dei finestrini laterali incide negativamente sull’eleganza.La tecnicaIl motore 3.7 a sei cilindri in linea a benzina da 114 CV abbinato ad un cambio manuale a tre marce è tutto fuorchè un propulsore vivace. Oltretutto i freni a tamburo non sono molto potenti.Le quotazioniLe quotazioni della Kaiser De Luxe Convertible recitano 30.000 euro ma in realtà è impossibile pensare di trovarne una negli USA a meno di 60.000 euro. Si tratta di una vettura molto rara che unisce due elementi difficili da rintracciare insieme in un’auto: le porte posteriori e l’assenza del tetto.

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DS 3 EMERAUDE ADDICT

DS 3 EMERAUDE ADDICT è la nuova edizione limitata della DS 3 raffinata e trendy, caratterizzata da una connotazione giovane e grintosa.DS 3 EMERAUDE ADDICT, la compatta fashionCommercializzata in soli 120 esemplari, riprende gli elementi distintivi ed i canoni stilistici di DS 3 e si arricchisce di nuovi dettagli.La carrozzeria è di colore Nero Perla abbinata al tetto Verde Smeraldo, un accostamento di colori a contrasto che sottolinea la linea scolpita, compatta e dinamica della vettura.Per distinguersi e sedurre fin dal primo sguardo. I sedili avvolgenti sono sportivi in tessuto Akinen Mistral/Smeraldo ed i cerchi sono in lega 17’’ diamantati neri Aphrodite: tutte dotazioni che conferiscono alla DS 3 EMERAUDE ADDICT una personalità forte e decisa. Anche gli interni (plancia, bocchette dell’aria e pomello del cambio verde smeraldo) richiamano il nuovo colore del tetto.I gruppi ottici anteriori sono equipaggiati con la tecnologia DS LED Vision, che comprende i fari anteriori Xeno e LED con indicatori di direzione a scorrimento.I fari posteriori sono a LED con effetto 3D, con il logo DS cromato e incastonato in un materiale goffrato nero con motivo DS. La motorizzazione prescelta per questa edizione speciale è BlueHDi 75, conforme alla normativa Euro6, omologata anche per neo-patentati.Equipaggiata con un modulo SCR (Selective Catalytic Reduction), questa versione è in grado di garantire consumi ridotti a 3,5 l/100 km ed emissioni di CO2 limitate a 90 gr/km, per rispettare al massimo l’ambiente che la circonda.A bordo di DS 3 EMERAUDE ADDICT troviamo la presa USB, il nuovo servizio di connettività, DS Connect Box, il sistema telematico integrato di emergenza e d’assistenza. DS 3 EMERAUDE ADDICT è già ordinabile al prezzo di 22.400 euro.


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Benzinai in autostrada: un nuovo sciopero tra il 31 marzo e l’1 aprile 2015

Tra la mezzanotte di martedì 31 marzo 2015 e le 24 di mercoledì 1 aprile 2015 è prevista una seconda tornata di sciopero – dopo quella di inizio marzo – da parte dei benzinai presenti in tutte le autostrade d’Italia. Le due giornate di stop sono state indette dalle associazioni di categoria Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Anisa Confcommercio per protestare nuovamente contro i concessionari autostradali.«Si tratta della fatale conseguenza – si legge in una nota congiunta delle Organizzazioni di categoria Faib Confesercenti, Fegica Cisl ed Anisa Confcommercio – dell’atteggiamento di totale arroccamento delle strutture politico-burocratiche dei Ministeri competenti – Trasporti, Infrastrutture e Sviluppo Economico – a strenua difesa e protezione del “sistema”, tanto opaco quanto monolitico, posto a garanzia degli interessi e delle rendite di posizione di cui godono i concessionari autostradali».


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Abarth 595 “Competizione”, in vendita da 25.350 euro

Abarth ha comunicato che sono ufficialmente aperti gli ordini della nuova 595 “Competizione”, equipaggiata con il nuovo motore 1.4 T-Jet da 180 CV. 180 CV che si traducono in 225 km/h di velocità massimaEd è proprio il propulsore, dotato della nuova turbina Garrett e del nuovo scarico, a caratterizzare la Abarth 595 "Competizione”, che sarà disponibile sia in abbinamento al cambio automatico che al cambio manuale.I 180 CV di potenza consentiranno alla vettura di accelerare da 0 a 100 km/h in 6,7 secondi e di toccare una velocità massima di 225 km/h. Equipaggiamento di serieL’equipaggiamento di serie della nuova Abarth 595 "Competizione” prevede, tra le altre cose, i nuovi cerchi in lega da 17” Formula Titanio e l’impianto frenante maggiorato Brembo che assicura prestazioni straordinarie grazie all’impiego di pinze fisse in alluminio a 4 pistoncini.All’esterno, spiccano le pinze dei freni di colore grigio che, a richiesta, possono essere verniciate in rosso, giallo o nero. Infine, la nuova Abarth 595 "Competizione" 1.4 T-Jet 180 CV offre di serie i sedili anatomici a guscio "Abarth Corsa by Sabelt" che rispecchiano fedelmente l’anima più sportiva e "purista" di questo livello di allestimento. Abarth 595 "Competizione” avrà un prezzo di listino che parte da 25.350 euro per la versione berlina.


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Tutti i pregi della Ford S-Max

La seconda generazione della Ford S-Max è stata presentata ufficialmente al Salone di Parigi 2014: in attesa di vederla nelle concessionarie abbiamo avuto modo – attraverso un webinar – di approfondire meglio i punti di forza della grande monovolume dell’Ovale Blu.Di seguito troverete tutti i pregi della Ford S-Max, gli assi nella manica dell’erede dell’Auto dell’Anno 2007 che cercherà di soffiare clienti a rivali come la Volkswagen Sharan.Tutti i pregi della Ford S-Max1) L’attuale Ford S-Max è già una delle MPV più divertenti da guidare: quella nuova sarà ancora più coinvolgente grazie allo sterzo adattivo che varia dinamicamente il rapporto in base alle condizioni di guida.2) La gamma motori, decisamente completa, comprenderà al lancio cinque unità tutte sovralimentate: due EcoBoost a benzina (1.5 da 160 CV e 2.0 da 240 CV) e un 2.0 diesel TDCI da 120, 150 e 180 CV.3) Per la prima volta la Ford S-Max sarà disponibile con la trazione integrale: una buona notizia per chi si reca spesso in montagna e non sopporta le SUV.4) Sicurezza da dieci e lode: la S-Max sarà la prima Ford ad essere dotata di fari anteriori dinamici a LED con abbaglianti anti-accecamento (che non creano disturbi agli altri guidatori) e del sistema di frenata automatica con assistenza pre-collisione in grado di prevenire gli incidenti alle velocità autostradali o di ridurne l’entità.5) La Ford S-Max punterà ad offrire il massimo comfort: isolamento acustico migliorato grazie ai cristalli laterali più spessi, alle nuove guarnizioni per il portellone posteriore e gli specchietti e agli inediti materiali fonoassorbenti presenti nel vano motore. Da non sottovalutare, inoltre, i sedili anteriori riscaldati e rinfrescati con funzione di massaggio attivo, il portellone ad apertura e chisura automatica e il SYNC 2, versione più evoluta del sistema di infotainment della Casa statunitense.6) Il sistema Easy-Fold consente di ripiegare con facilità i sedili della seconda e della terza fila e di configurare lo spazio interno in 32 diverse combinazioni.7) Presto vedremo una Ford S-Max ECOnetic: versione ecologica e poco assetata in grado di emettere solo 99 g/km di CO2.


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