Honda Civic Tourer 1.6 i-DTEC: la prova della station wagon compatta giapponese

La Honda Civic Tourer è una delle station wagon compatte più versatili in circolazione: ha un bagagliaio immenso molto sfruttabile e regala prestazioni particolarmente vivaci.Nella nostra prova su strada abbiamo avuto modo di analizzare i pregi e i difetti della versione più costosa: la 1.6 i-DTEC Lifestyle Navi ADAS. La vettura del nostro test è ancora Euro 5 ma da qualche giorno sono già disponibili in concessionaria – allo stesso prezzo – le varianti che rispettano la normativa antiinquinamento Euro 6. Scopriamo insieme come va la familiare giapponese.

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Standard Ten (1954): l’utilitaria di sua maestà

La Standard Ten del 1954 è una piccola britannica interessante dal punto di vista storico solo in quanto vincitrice del RAC Rally del 1955. Facile da trovare nel Regno Unito, ha quotazioni che si aggirano intorno ai 4.000 euro (quasi il doppio per gli esemplari restaurati).Standard Ten (1954): le caratteristiche principaliLa Standard Ten, svelata nel 1954, non è altro che una Eight (mostrata l’anno prima) con un motore più grosso e potente e con finiture più curate. Lunga solo 3,66 metri, è disponibile al lancio in tre varianti di carrozzeria: due porte (berlina e veicolo commerciale) e berlina quattro porte. Nel 1955 arriva la versatile station wagon Companion, che conquista parecchi clienti nel Regno Unito grazie alle pratiche porte posteriori e nello stesso anno un esemplare guidato dal pilota britannico Jimmy Ray si aggiudica a sorpresa il prestigioso RAC Rally grazie ad un regolamento che favorisce le vetture di piccola cilindrata.Affidabile e adatta alle superfici sconnesse grazie all’assetto rialzato, è piacevole da guidare e ha una buona tenuta di strada: migliorabili, invece, i freni (poco potenti) e le finiture (essenziali). Alcuni esemplari dotati di guida a sinistra vengono commercializzati (senza grande successo) negli USA come Triumph TR-10.Standard Ten (1954): la tecnicaLa Standard Ten del 1954 monta un motore a quattro cilindri da 950 cc e 34 CV abbinato ad un cambio manuale a quattro marce: un propulsore elastico (anche se un po’ rumoroso) contraddistinto da una buona ripresa. Nel 1957 entra nel listino degli optional l’overdrive.Standard Ten (1954): le quotazioniLa Standard Ten è introvabile in Italia, molto più semplice rintracciarla nel suo Paese natale: il Regno Unito. Le quotazioni ufficiali recitano 4.000 euro ma per entrare in possesso di esemplari ben tenuti bisogna sborsarne almeno 7.000.

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Peugeot 308 GT 1.6 THP 205 GT, la prova della gran turismo francese

Chi si aspetta dalla Peugeot 308 GT un comportamento affilato e senza compromessi resterà deluso. O meglio, dovrà aspettare la 308 GTi, la versione più estrema (con differenziale autobloccante, assetto sportivo e potenza fino a 270 CV, la stessa della RCZ R) che sarà presentata al prossimo Salone di Ginevra.La GT, al momento, rappresenta la versione più sportiva della gamma, e le prestazioni offerte dall’1.6 THP abbinate all’eccezionale handling della 308 sono un’accoppiata vincente. Alto anche il livello di comfort di marcia, per nulla compromesso dall’allestimento sportivo, tanto che, costi di percorrenza permettendo, la 308 GT potrebbe tranquillamente svolgere il ruolo di prima auto di famiglia. 

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Audi experience in Costa Smeralda

(Informazione pubblicitaria)Con la stagione estiva la Costa Smeralda prende di nuovo vita e si conferma Home of quattro, rinnovando una vicinanza col territorio all’insegna dell’eccellenza.Indirizzi ricercati accolgono e coccolano i più esigenti, esperienze gastronomiche all’avanguardia e la cucina tradizionale riempiono gli occhi e soddisfano i palati più raffinati per una reale "delight experience".Dall’entroterra al mare in pochi chilometri lo scenario cambia in maniera radicale. Grazie alla nuova Q7 si ha la possibilità di raggiungere ogni tipo di destinazione – anche quella meno battuta – regalando un’esperienza di guida unica.È proprio passando da strade asfaltate e l’off road puro che la nuova Q7 esprime tutto il suo potenziale.La nuova Q7 va oltre al dinamismo, oltre alla trazione quattro, oltre alle comodità per dimostrare le doti da elegante fuoristradista che con precisione e agilità affronta anche il terreno più insidioso."Guidare una trazione quattro non vuol dire vivere condizione sempre estreme, la trazione quattro è sinonimo di controllo delle performance e di sicurezza", racconta Fabrizio Longo, direttore Audi Italia.Ma la presenza Audi sul territorio della Sardegna passa anche dalla marina di Porto Cervo, dove per la prima volta si sono svolte le regate veliche di risonanza internazionale e di elevata professionalità.Attraverso la loro continua attività di ricerca, di performance ed efficienza, e gli ambienti raffinati dello Yacht Club Costa Smeralda dove la cura del dettaglio e la ricercatezza sono di casa, hanno saputo veicolare nel migliore dei modi i valori che sono propri del marchio Audi.La vicinanza al territorio sardo si è concretizzata anche in una serie di partnership di elevato valore che, nel corso degli anni, hanno dato vita a iniziative di grande esclusività e ottima visibilità.Ne sono esempio incisivi la presenza fissa del Marchio Audi negli hotel Starwood e durante gli eventi sociali del prestigioso Yacht Club Costa Smeralda o ancora, il torneo di golf Audi quattro Cup che esalta la comune passione per tecnica ed eleganza, precisione ed esperienza, potenza e controllo.Infine, Audi mantiene inalterato il solido rapporto che la lega al Phi Beach di Baia Sardinia, per mostrare le sue novità con tutto il carico emozionale possibile attraverso scenografie all’avanguardia e la suggestiva cornice.Scopri Audi experience Costa Smeralda, clicca qui!


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Peugeot 2008 1.2 PureTech Turbo: la prova della piccola SUV francese

La Peugeot 2008 è una delle poche SUV in commercio che a nostro avviso possono conquistare anche gli automobilisti che non amano le crossover. La piccola Sport Utility transalpina, infatti, pur non essendo “massiccia” come le rivali se la cava altrettanto bene sull’asfalto e sulle superfici sconnesse. Se non meglio.Nella nostra prova su strada abbiamo avuto modo di analizzare la versione 1.2 PureTech Turbo a benzina: un propulsore da non sottovalutare visto che in base al punto di pareggio l’unità turbodiesel equivalente (il 1.6 BlueHDi 120 CV, 1.900 euro in più a parità di allestimento) inizia a diventare conveniente solo oltre quota 80.000 km. Scopriamo insieme come va.

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Virgil Exner: il design che guarda avanti

Virgil Exner è uno dei car designer più famosi di sempre e ha rivoluzionato lo stile delle auto Chrysler negli anni ’50 e ’60 puntando sull’originalità ma anche sulla razionalità. Scopriamo insieme la sua storia, ricca di gioie e di sofferenze.Virgil Exner, la biografiaVirgil Exner vede la luce il 24 settembre 1909 a Ann Arbor (USA): adottato poco dopo la nascita, si appassiona da giovane al disegno e alle automobili. Nel 1926 studia arte all’Università di Notre Dame dell’Indiana ma è costretto ad abbandonare gli studi due anni più tardi per carenza di soldi.All’inizio degli anni Trenta trova lavoro in un’agenzia pubblicitaria: si occupa delle pubblicità dei pick-up Studebaker e conosce Mildred (che diventerà sua moglie e gli darà due figli: Virgil Jr. nel 1933 e Brian nel 1940, scomparso nel 1941 in seguito ad un incidente domestico).L’assunzione in General MotorsLe grandi doti artistiche di Virgil Exner vengono notate dall’allora responsabile dello stile GM Harley Earl: viene assunto nel colosso di Detroit e dopo soli due anni gli viene affidato il compito di supervisionare il design del marchio Pontiac.Il conflitto con Raymond LoewyNel 1938 Exner si trasferisce a New York per lavorare nel prestigioso studio di design di Raymond Loewy: inizialmente si occupa di mezzi militari ma poco dopo viene spedito nell’Indiana per disegnare le Studebaker.Sei anni più tardi, su consiglio dell’allora ingegnere capo della Casa “yankee” Roy Cole, Virgil Exner invia alcuni suoi disegni alla dirigenza del marchio di South Bend senza comunicarlo a Loewy. Per questa ragione viene licenziato ma poco dopo trova un posto proprio alla Studebaker.Il secondo dopoguerraL’esperienza di Exner alla Studebaker è breve e si interrompe già nel 1947 dopo che per ragioni pubblicitarie la Starlight (disegnata da Virgil) viene attribuita al più blasonato Loewy. Oltretutto Cole, l’unica persona legata a Exner all’interno dell’azienda, è in procinto di andare in pensione ma prima di farlo segnala il suo nome alla Chrysler, azienda in crisi che ha bisogno di uno stilista in grado di ringiovanire il marchio.L’era ChryslerNel 1949 Virgil Exner inizia a lavorare in Chrysler e si occupa soprattutto di realizzare concept car in collaborazione con il carrozziere piemontese Ghia. Nel 1953 viene promosso responsabile dello stile del brand e due anni più tardi la sua filosofia di design prende forma in occasione del lancio dell’ammiraglia 300.Su questa vettura (e sulle altre che seguiranno) Exner non si limita a copiare le onnipresenti pinne introdotte dalla Cadillac nel 1948 ma le sfrutta in maniera razionale puntando su forme aerodinamiche e – grazie all’abbassamento del baricentro – sull’aggressività. Nel 1956 ha un attacco di cuore e l’anno seguente – in concomitanza con il debutto assoluto su un’auto statunitense dei finestrini laterali curvi (sulle versioni hard-top) – viene nominato vicepresidente dello stile.In quell’anno, però, iniziano i primi scontri con Lester Colbert. L’allora capo della Chrysler chiede per le vetture del 1962 uno stile più tradizionale, Virgil Exner accetta ma senza essere convinto di questa decisione e quando questi modelli si rivelano un flop viene licenziato (gli viene però concesso di restare come consulente fino al 1964, anno della pensione).Gli ultimi anniExner continua a lavorare come consulente negli anni ’60: tenta di far risorgere senza successo il marchio Duesenberg ma le forme del prototipo disegnato per quel tentativo vengono usate per far rinascere temporaneamente il brand Stutz.Virgil Exner scompare il 22 dicembre 1973 a Royal Oak (USA).

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Volkswagen Golf: una versione da pista per il TCR

Volkswagen Motorsport sta sviluppando la sua prima auto da corsa basata sulla settima generazione della Golf. Per ora si tratta di una concept car da 330 CV, realizzata seguendo le norme del regolamento TCR e che servirà come base alla Casa di Wolfsburg per realizzare un programma corse per i clienti nel 2016.Per accelerare lo sviluppo di questo prototipo, il team tedesco Engstler lo porterà in pista già questo fine settimana all’appuntamento che il TCR International Series disputerà nel Red Bull Ring.La squadra tedesca avrebbe deciso di sviluppare la Golf in fretta e furia dopo che il TCR ha deciso di abrogare la licenza grazie alla quale, ad inizio stagione, aveva partecipato al campionato l’Audi TT.Sicuramente le differenze non saranno molte: sia la Volkswagen Golf che l’Audi TT sono figlie della Seat Leon Cup Racer che praticamente monopolizza la griglia di questo campionato che ha portato ad un esito senza precedenti Seat Sport (non ha caso Martorell ne ha prodotte circa cento unità nel giro di un anno e mezzo). 


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Jeep Wrangler Black Edition, nelle concessionarie da 47.900 euro

Jeep Wrangler arriva nelle concessionarie italiane nella nuova versione Black Edition, con prezzi a partire da 47.900 euro.Sarà proposta esclusivamente nella variante a quattro porte, abbinata al motore turbodiesel da 2.8 litri, 200 CV e 460 Nm, con cambio automatico a cinque rapporti. Stilosa e aggressivaRealizzata sulla base della versione Sahara di Jeep Wrangler, la nuova serie speciale Black Edition presenta elementi distintivi di colore nero quali la griglia a sette feritoie, i cerchi in lega da 18", il logo Jeep sul frontale, le cornici dei proiettori e le calotte degli specchi retrovisori.Inoltre, il cofano rialzato conferisce alla vettura un aspetto più aggressivo, mentre le pedane paracolpi laterali assicurano ulteriore protezione su percorsi estremi.Completano l’allestimento della nuova serie speciale il tappo del serbatoio Mopar e la copertura sempre di colore nero per la ruota di scorta.Inoltre, è offerto di serie l’esclusivo Dual Top® che comprende l’hard top rimovibile a tre pannelli in tinta con la carrozzeria e il soft top per un’unica esperienza di guida open-air.  Sedili in pelle e infotainmentSedili in pelle di colore nero, inserti lucidi neri per modanature, cornici delle bocchette di ventilazione e sedili anteriori riscaldabili, impreziosiscono l’abitacolo.Inoltre, sono di serie gli airbag laterali anteriori e il sistema multimediale di intrattenimento e navigazione satellitare UconnectTM GPS con schermo touchscreen da 6,5", hard disk da 40 gigabyte, porta USB, ingresso AUX e lettore DVD video. Trazione integrale part-time Command-Trac NV241Le leggendarie capacità fuoristradistiche della gamma Wrangler sono garantite in questo caso dal sistema di trazione integrale part-time Command-Trac NV241 inseribile "shift-on-the fly"  a due velocità. Il sistema permette in ogni momento di scegliere il tipo di trazione desiderata, a seconda del percorso e a tutto vantaggio dei consumi. 


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Red Bull e Aston Martin: matrimonio in F1?

Red Bull e Aston Martin insieme in F1? Possibile. Secondo il periodico britannico Autosport la Casa di Gaydon sarebbe intenzionata a diventare sponsor principale della scuderia austriaca al posto di Infiniti sfruttando l’imminente passaggio (si parla già del 2016) del team di Dietrich Mateschitz dai motori Renault a quelli Mercedes (brand che possiede il 5% dello storico marchio inglese).La Red Bull è attiva in F1 dal 2005 e può vantare nel proprio palmarès otto Mondiali (quattro Piloti con Sebastian Vettel e quattro Costruttori dal 2010 al 2013), 50 vittorie, 57 pole position, 45 giri veloci, 116 podi e 16 doppiette.L’Aston Martin ha invece disputato come costruttore e motorista allo stesso tempo cinque GP di F1 tra il 1959 e il 1960 ottenendo come migliori piazzamenti due sesti posti con il britannico Roy Salvadori in Gran Bretagna e in Portogallo nella stagione d’esordio nel Circus.

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Mondiale F1 2015 – GP Gran Bretagna: Hamilton mago della pioggia (e della strategia)

Lewis Hamilton, vincendo il GP di Gran Bretagna (nona prova del Mondiale F1 2015), ha dimostrato di essere il mago della pioggia e della strategia. Il pilota britannico della Mercedes ha scelto il momento perfetto per montare gli pneumatici più adatti al bagnato ed è bastato questo per soffiare il successo al compagno Nico Rosberg, secondo al traguardo.La decisione di Kimi Räikkönen di cambiare le gomme troppo in anticipo ha invece rovinato la gara del driver finlandese (solo 8° al traguardo) mentre tra le note positive della corsa di Silverstone segnaliamo il primo punto stagionale di Fernando Alonso (10° con la McLaren) e le due Marussia (12° Roberto Merhi e 13° Will Stevens) che hanno terminato un Gran Premio contraddistinto da sette ritiri.Mondiale F1 2015 – GP Gran Bretagna – La gara in cinque punti1) Non fatevi ingannare dall’hat-trick – pole, vittoria e giro veloce (il terzo stagionale) – di Lewis Hamilton: non è stata una gara facile per il campione del mondo in carica. Dopo una partenza pessima è riuscito a risollevarsi grazie ad una strategia perfetta cambiando le gomme al 43° giro e costringendo Rosberg a percorrere un’intera tornata bagnata con pneumatici da asciutto (nove secondi persi). Quinto successo in nove GP e sedicesimo podio consecutivo: impressionante.2) Nico Rosberg ha trascorso buona parte del GP di Gran Bretagna dietro Bottas senza mai dare l’impressione di poterlo superare. Si è risvegliato nel finale ma non abbastanza per salire sul gradino più alto del podio: nel 2015 ha sempre chiuso in “top 3” ma sono ben 17 i punti in meno rispetto a Hamilton nel Mondiale F1.3) Sebastian Vettel è tornato sul podio dopo un digiuno di due gare e ci è riuscito grazie alla scelta degli pneumatici giusti al momento giusto ma anche grazie agli ottimi tempi fatti registrare sull’asfalto bagnato.4) Felipe Massa è stato autore di una partenza eccezionale – terzo in griglia, ha superato entrambe le Mercedes con uno scatto felino – ed è rimasto in testa per una ventina di giri risultando però più lento del compagno Bottas. Male ha fatto il muretto Williams ad impedire al finlandese di superare il brasiliano.5) Come da noi previsto la Mercedes ha portato a casa un’altra doppietta (la sesta in nove gare del Mondiale F1 2015) ma la Stella è riuscita a dominare il GP di Gran Bretagna solo grazie alle condizioni climatiche avverse. Con il bel tempo la scuderia tedesca ha sofferto contro una Williams in forma strepitosa.Mondiale F1 2015 – I risultati del GP di Gran BretagnaProve libere 1
1 Nico Rosberg (Mercedes)  1:34.274
2 Lewis Hamilton (Mercedes) 1:34.344
3 Max Verstappen (Toro Rosso) 1:35.530
4 Kimi Räikkönen (Ferrari)  1:35.5885 Carlos Sainz Jr. (Toro Rosso) 1:35.669Prove libere 2
1 Nico Rosberg (Mercedes)  1:34.155
2 Kimi Räikkönen (Ferrari)  1:34.502
3 Sebastian Vettel (Ferrari)  1:34.522
4 Lewis Hamilton (Mercedes) 1:34.6215 Daniil Kvyat (Red Bull)  1:35.009Prove libere 3
1 Lewis Hamilton (Mercedes) 1:32.917
2 Nico Rosberg (Mercedes)  1:33.469
3 Kimi Räikkönen (Ferrari)  1:33.692
4 Sebastian Vettel (Ferrari)  1:33.9185 Max Verstappen (Toro Rosso) 1:34.147Qualifiche
1 Lewis Hamilton (Mercedes) 1:32.248
2 Nico Rosberg (Mercedes)  1:32.361
3 Felipe Massa (Williams)  1:33.085
4 Valtteri Bottas (Williams)  1:33.1495 Kimi Räikkönen (Ferrari)  1:33.379Gara
1 Lewis Hamilton (Mercedes) 1h31:27.729
2 Nico Rosberg (Mercedes) + 11,0 sec
3 Sebastian Vettel (Ferrari)  + 25,4 sec
4 Felipe Massa (Williams)  + 36,8 sec5 Valtteri Bottas (Williams)  + 63,2 secLe classifiche del Mondiale F1 2015 dopo il GP di Gran BretagnaClassifica Mondiale Piloti
1 Lewis Hamilton (Mercedes) 194 punti
2 Nico Rosberg (Mercedes)  177 punti
3 Sebastian Vettel (Ferrari)  135 punti
4 Valtteri Bottas (Williams)  77 punti5 Kimi Räikkönen (Ferrari)  76 puntiClassifica Mondiale Costruttori
1 Mercedes     371 punti
2 Ferrari     211 punti
3 Williams-Mercedes   151 punti
4 Red Bull-Renault   63 punti5 Force India-Mercedes  39 punti

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