Dieselgate: Martin Winterkorn si dimette

Dieselgate, è il caso che sta facendo tremare il mercato auto mondiale.Il primo a farne le spese è uno dei volti più influenti del panorama automobilistico europeo e mondiale, Martin Winterkorn, il CEO del Gruppo Volkswagen che ieri pomeriggio, dopo il mea culpa di questi giorni, ha ufficializzato le sue dimissioni.La Casa di Wolfsburg, accusata dagli americani di falsare le emissioni dei motori diesel esportati negli States (quello di Wolfsburg è il marchio che, più di tanti altri, ha puntato sul diesel negli USA), si trova ora nel bel mezzo della bufera forse più grande della storia dell’automobile.11 milioni sarebbero le vetture con il software incriminato installato nella centralina dei motori 2.0 TDI. Lo scandalo, dunque, si starebbe espandendo a macchia d’olio anche nel resto d’Europa dove i governi del vecchio continente pretendono delle spiegazioni.Martin Winterkorn, 68 anni, da quasi dieci anni possedeva la più alta carica del Gruppo Volkswagen. Iniziò lavorando nelle linee di produzione di Audi nel 1977 ma dimostrò abbastanza valore per arrivare ad occupare la poltrona di CEO del consorzio di Wolfsburg. Dal suo arrivo al comando, nel 2007, Wolkswagen è cresciuta fino ad arrivare a vendere 12 mln di auto all’anno. Gli affari si sono poi espansi con l’acquisto di Scania e Ducati.La decisione presa dal CEO della prima Casa automobilistica europea è dura ma, a questo punto, non c’era altra scelta.Foto: Ansa


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Dall’1 Ottobre ok al Tuning, ma con la condizionale

A partire dal prossimo mese, con data di partenza il 1 ottobre 2015, anche in Italia sarà consentito tuneare l’auto montando cerchi e pneumatici più grandi rispetto alle misure previste nel libretto. Il via libera concesso agli smanettoni dell’auto viene dato con l’entrata in vigore del Decreto Ministeriale n. 20 del gennaio 2013 (con proroga fino al 30 settembre 2015) che consente la modifica aftermarket senza dover richiedere il nullaosta della Casa costruttrice ma con una condizionale: le misure dei cerchi e delle gomme devono comunque essere previste per un differente modello della stessa gamma (da prendere come riferimento).Senza esagerare…Questo vuol dire che non si potrà esagerare come fanno negli USA o in Germania… ma, al massimo, facendo un esempio, si potranno montare sulla Golf 1.2 TSI 85 CV, la entry level, cerchi delle dimensioni della Golf R, la top di gamma. Il Decreto Ruote prevede che dal 1 ottobre 2015 possono essere venduti in Italia solo cerchi omologati secondo il DM 20 (omologazione NAD) o secondo il Regolamento europeo UN/ECE 124.Per completare il quadro della normativa va tenuto in considerazione che si applica alle ruote destinate alle auto (veicoli M1) e ai fuoristrada (M1G) destinati al trasporto persone, che abbiano almeno almeno 4 ruote e che possono ospitare un massimo di 8 posti a sedere, oltre al sedile del conducente.

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Mercedes AMG GT by Brabus

Per un comune mortale i 510 CV che eroga di serie il V8 biturbo della Mercedes AMG GT S sarebbero più che sufficienti…C’è sempre, perà, chi non si accontenta e per soddisfare i pruriti di qualche appassionato instancabile Brabus ha presentato al Salone di Francoforte 2015 la sua elaborazione dell’ultima supercar della Stella.90 CV di potenza extraIl modulo meccanico installato da Brabus si chiama PowerXtra B40 e consente al V8 da 4,0 litri di raggiungere ben 600 CV di potenza grazie a una rimappatura della centralina e ad un aumento della pressione nel turbo compressore.In totale sono 90 i CV extra e 100 Nm che si aggiungo alla coppia motrice. La potenza massima si raggiunge ai 6.400 giri mentre la coppia massima di 750 Nm si tocca a 4.800 giri.Con questo tuning meccanico la Mercedes AMG GT di Brabus scatta da 0 a 100 km/h in 3,6 secondi (due decimi più veloce) e raggiunge la velocità massima di 325 km/h (+15 km/h).Scarico in titanio e sospensioni regolabiliCome da abitudine Brabus ha inoltre installato un sistema di scarico in titanio più leggero del 40% rispetto all’originale e sospensioni sportive regolabili, le cui molle riducono l’altezza da terra di 15 mm.La proposta a livello estetico comprende un kit aerodinamico in fibra di carbonio con paraurti più aggressivi, nuovi spoiler, un nuovo disegno per le prese d’aria frontali e un diffusore con terminali di scarico integrati al posteriore. I cerchi, infine, sono da 20 pollici all’anteriore e da 21 pollici al posteriore.

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Audi TT RS by HPerformance

Mentre tutti aspettano la versione RS della nuova Audi TT, il preparatore HPerformance si porta avanti presentando un upgrade meccanico da ben 150 CV per la coupé sportiva dei Quattro Anelli.Upgrade da 150 CVL’Audi TT RS Plus di vecchia generazione (la più radicale della famiglia) si ritrova così con ben 510 CV sotto il cofano (360 CV originali).Il che la rende un fulmine nello scatto 0-100, coperto dopo il trattamento in appena 4,1 secondi. La velocità massima passa invece a 280 km/h.Questa potenza extra estrapolata dal 5 cilindri da 2,5 litri è stata ottenuta con l’impiego di un nuovo turbo compressore, una nuova mappatura della centralina e un nuovo sistema di scarico.Dal punto di vista tecnico la Audi TT by HPerformance monta una sospensione KW, un nuovo impianto di scarico e una rollbar all’interno dell’abitacolo.Body kit in carbonioFuori, il body kit in fibra di carbonio è dominato dal grosso alettone posteriore.HPerformance ha annunciato anche il prezzo di questa preparazione che ammonta a 50.000 euro.

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BMW M4 by VOS

La nuova BMW M4 è decisamente una delle sportive più nel mirino dei preparatori europei.L’ultimo a mettere le mani sulla coupé arrabbiata bavarese è il tedesco VOS Cars che ha deciso di lasciare praticamente invariata l’estetica della super-coupé concentrandosi soprattutto sul nuovo sei cilindri in linea da 3,0 litri che di serie è in grado di erogare 431 CV e 550 Nm di coppia massima.Grazie alla riprogrammazione della centralina VOS ha elevato la potenza di questo propulsore turbo fino a ben 550 CV, aumentando anche la coppia motrice a 710 Nm. Questa BMW M4 tuneata, inoltre, è stata privata del limitatore di velocità; ora raggiunge i 310 km/h senza nessun tipo di restrizione…Il kit meccanico di VOS per la BMW M4 costa 2.490 euro e può essere accompagnato anche da un pacchetto di modifiche al telaio denominato Clubsport KW 3 dal costo di ulteriori 4.199 euro.Il sistema di scarico in acciaio inossidabile con controllo della valvola per la regolazione del sound costa invece altri 4.890 euro. E per finire VOS propone anche un kit per i freni della M4 composto da un’impianto Brembo con dischi da 380 mm e pinze a sei pistoncini all’anteriore (5.425 euro) e da 380 mm con pince a 4 pistoncini dietro (4.4325 euro).

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Ferrari, F1 e Schumacher: le foto più belle del periodo 1996-2006

Michael Schumacher e la Ferrari: un legame in F1 durato undici stagioni – dal 1996 al 2006 – che ha portato undici Mondiali. Per l’esattezza cinque titoli Piloti (2000-2005) e sei Costruttori (1999-2005).In questa gallery abbiamo voluto ricordare con alcune foto gli anni d’oro del Cavallino: un periodo caratterizzato da GP spesso noiosi ma ricco di soddisfazioni per i tifosi della Rossa.

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Peugeot 205 GTi, la storia della piccola sportiva francese

Non esageriamo quando diciamo che la Peugeot 205 GTi ha rivoluzionato il mondo delle piccole sportive: la pepata “segmento B” francese è stata infatti una delle auto più desiderate dai giovani degli anni ’80 e ancora oggi è impossibile non emozionarsi di fronte alle sue linee, tra le più riuscite di quel decennio. Scopriamo insieme la storia di questo mito d’Oltralpe.Peugeot 205 GTi, la storiaLa sigla GTI – acronimo di Grand Tourisme Injection – viene introdotta per la prima volta dalla Peugeot nel 1983 sull’ammiraglia 604 ma entra ufficialmente nella leggenda l’1 marzo 1984, in occasione della presentazione – al Salone di Ginevra – della variante sportiva della 205 mostrata l’anno prima.La prima versione a tre porte della piccola transalpina monta un motore 1.6 a benzina da 105 CV ed è ricca di pregi che le consentono di fare breccia nel cuore degli appassionati: prestazioni vivaci, grande agilità nelle curve, freni potentissimi e un design seducente.La Peugeot 205 GTi conquista tantissimi clienti anche grazie alle vittorie sportive: nel 1985 la 205 Turbo 16 (un mostro a motore centrale e trazione integrale che ricorda la “segmento B” del Leone solo nelle forme) si aggiudica il Mondiale rally Piloti (con il finlandese Timo Salonen) e Costruttori e si ripete l’anno successivo con un altro finnico (Juha Kankkunen).Arriva la 1.9Il 1986 è un anno di cambiamenti: la potenza del 1.6 sale a quota 113 CV e sbarca nelle concessionarie la 1.9 da 127 CV, caratterizzata dalla carreggiata più larga (per accogliere i cerchi in lega da 15”), dai freni a disco posteriori e da alcune modifiche ai rapporti del cambio e alla trasmissione.La Peugeot 205 GTi beneficia di un redesign del cruscotto nel 1987 e di un volante a tre razze nel 1988: in quel biennio la “cugina” Grand Raid progettata per le corse (nient’altro che un’evoluzione della Turbo 16) conquista due Parigi-Dakar sempre con due driver finlandesi (Ari Vatanen e Kankkunen) contribuendo a mantenere vivo l’interesse nei confronti del modello di serie.Gli anni ’90La versione Plus del 1990 – contraddistinta dalla presenza dei sedili in cuoio e del condizionatore e disponibile solo in abbinamento al motore 1.9 – si rivolge agli automobilisti sportivi che non possono rinunciare all’eleganza. L’anno seguente è invece la volta della variante Action (acquistabile con entrambi i propulsori presenti in gamma), con una dotazione di serie ancora più ricca: alzacristalli elettrici, vetri posteriori con apertura a compasso, sedili in pelle e condizionatore.Nel 1992 – ultimo anno di carriera della Peugeot 205 GTi nel nostro Paese – il motore 1.6 abbandona le scene e la potenza del 1.9 scende a 120 CV per via della presenza del catalizzatore.

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Rolls Royce Wraith “History of Rugby”

Giusto in tempo per la Coppa del Mondo di Rugby 2015, Rolls Royce lancia un’edizione speciale “History of Rugby” della sua Wraith, in collaborazione con Bespoke Design Studio che commemora l’illustre storia di questo sport così inglese.Secondo la marca, molti dettagli di questa edizione speciale risulteranno familiari ai fan della selezione inglese di rugby, come ad esempio la rosa del logo.Il colore bianco della carrozzeria “English White”, che coincide con quello della maglietta della squadra inglese, si abbina alla linea di cintura verniciata in verde scuro con la rosa decorativa in rosso e i cerchi a 5 raggi da 21 pollici.Ma il vero tocco speciale è dentro l’abitacolo della Rolls Royce Wraith “History of Rugby” dove il bianco è protagonista di nuovo, decorato con le immancabili rose incise su ognuno dei poggiatesta e sui pannelli delle portiere.La plancia, inoltre, riceve delle rifiniture decorative in legno con inserti in nero lucido. Per l’occasione il costruttore di palloni da rugby Gilbert ha realizzato una serie speciale di palloni in tinta con questa Wraith speciale e con cuciture realizzate dagli stessi artigiani di Rolls Royce.


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Apple Car: nel 2019 la svolta?

Secondo il Wall Street Journal l’auto di Apple sarebbe più vicina che mai. Dagli USA, dunque, non arrivano solo notizie di scandali legate all’automotive (vedi la vicenda Volkswagen sulle emissioni truccate) ma all’orizzonte si intravede quella che potrebbe essere una rivoluzione dell’auto in arrivo da Oltreoceano: la Apple Car.Le indiscrezioni della stampa statunitense sul Project Titan (questo è il nome del progetto dell’auto della Mela) indicano perfino una data limite per il processo di sviluppo, il 2019. Questo significherebbe che per questa data il progetto della Apple Car (già approvato a Cupertino) sarebbe maturo per annunciare il suo lancio, magari con la presentazione di qualche prototipo funzionale.Negli ultimi mesi il WSJ aveva anche informato su alcuni movimenti molto interessanti di Cupertino, come ad esempio l’assunzione di lavoratori dell’industria automobilistica oltre a scambi approfonditi con il dipartimento dei trasporti della California. Tutti questi rumors, ad ogni modo, non sarebbero necessariamente legati all’arrivo di un’auto firmata Apple, visto che il brand statunitense ha anche ben altri interessi che girano attorno all’industria automobilistica, come sappiamo, legati alla connettività e ai sistemi multimediali.


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Volkswagen Golf Sportsvan 1.6 TDI 110 CV DSG: la prova della monovolume compatta tedesca

La Volkswagen Golf Sportsvan è una monovolume compatta molto sottovalutata: pur avendo moltissimi elementi in comune (motore, cambio e pianale opportunamente allungato) con l’amatissima Golf non ha riscosso lo stesso successo della “cugina”.Nella nostra prova su strada abbiamo avuto modo di analizzare la versione 1.6 TDI 110 CV Highline dotata del cambio automatico a doppia frizione DSG: scopriamo insieme come va.

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