Festival di Berlino: sul red carpet con una A8 a guida autonoma
Un’entrata in grande stile. Niente di più adatto per descrivere il primo viaggio ufficiale e in condizioni di traffico cittadino di un’Audi a guida autonoma.La protagonista è la limousine della Casa dei Quattro Anelli, l’Audi A8 L W12 i cui 500 CV erogati dal motore 6.3 W12 sono passati completamente inosservati sulla passerella del red carpet del Berlinale Palast.Tutta l’attenzione dei presenti era infatti catturata da un dettaglio non trascurabile: nessuno era seduto al posto guida. L’attore Daniel Bruehl, insieme alla sua fidanzata Felicitas Rombold sono entrati sorridenti sulla passerella rossa del Festival di Berlino lasciando tutti a bocca aperta con la loro Audi a Guida autonoma.La tecnologia dell’Audi A8 L W12 a guida autonoma si basa sui dati del navigatore ed è in grado di riconoscere elementi architettonici rilevanti che mette a confronto con le informazioni estratte dal database delle mappe stradali. In questo modo, senza alcun intervento umano, è in grado di calcolare i movimenti, sterzare, accelerare e frenare quando necessario.Fino ad ora Audi aveva mostrato dei prototipi di A7 a guida autonoma, una volta al CES di Las Vegas e un’altra volta alle prese con i cordoli di un tracciato; mancava solo il vero e proprio debutto mediatico, in questo caso con tanto di tappeto rosso. La scommessa sulal guida autonoma prosegue e sembrerebbe essere a buon punto.'”Stiamo sviluppando e sperimentando le nostre tecnologie per la guida autonoma in tutte le condizioni – ha commentato Stefan Knirsch, membro del board di Audi con la responsabilità per lo sviluppo tecnico – ed avevamo già mostrato come possa essere sicura un’auto a guida autonoma su circuito o in autostrada.Ora, al Berlinale, abbiamo gestito una situazione complessa di traffico urbano con la massima facilità”.
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Fiat 124 Spider, in vendita da 27.500 euro
La nuova Fiat 124 Spider arriva nelle concessionarie negli allestimenti “124 Spider” e “Lusso” con prezzi a partire da 27.500 euro.Per l’occasione è stata sviluppata anche un’edizione limitata “Anniversary” fatta di 124 esemplari numerati di colore “Rosso Passione” da 33.000 euro. 1.4 turbo da 140 CVLa Fiat 124 Spider nasce sulla piattaforma della Mazda MX-5, rispetto alla quale però lunga e più pesante. Ha un design molto esclusivo con il frontale caratterizzato da una grande griglia con gruppi ottici alti.Il cuore pulsante è il 1.4 Turbo dell’Abarth 595 da 140 CV e 240 Nm di coppia proposto in combinazione con il cambio manuale a sei marce. Le sospensioni utilizzano uno schema a quadrilatero all’anteriore e multilink al posteriore mentre il servosterzo è elettrico.Allestimenti 124 Spider e LussoGli allestimenti previsti sono “124 Spider” e “Lusso”. Sono di serie su “124 Spider” 4 airbag, climatizzatore manuale, radio mp3 con Bluetooth e porta USB e quattro altoparlanti, volante in pelle, cruise control, cerchi in lega da 16”, sistema di accensione con tasto Keyless go.La versione “Lusso” si arricchisce di dettagli raffinati quali i cerchi in lega da 17”, i sedili in pelle, la plancia inferiore e la palpebra del cruscotto con cucitura a vista, il roll bar e il montante anteriore premium silver, il doppio scarico cromato, i fari fendinebbia, i sensori di parcheggio e il climatizzatore automatico. AnniversaryL’esclusiva “Anniversary” è arricchita con il “Pack Visibility”, che prevede, tra l’altro, fari full led adattivi con sensori luce e pioggia; il “Pack Radio” con radio DAB, display touchscreen da 7”, connettività Wi-Fi, bluetooth e multimedia control; il “Pack Bose” con 9 altoparlanti di cui quattro integrati nei poggiatesta; il “Pack Premium” con keyless entry, telecamera posteriore e sistema di navigazione 3D.A completare la dotazione gli specchietti premium silver, i sedili in pelle riscaldabili, la distintiva targhetta numerata che riporta il numero progressivo dell’esemplare acquistato e il logo 124 Spider sulla griglia anteriore.
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Lamborghini Huracan by O.CT Tuning
I 610 CV della Lamborghini Huracan per qualcuno non sono abbastanza. Ci riferiamo, naturalmente, al mondo delle preparazioni aftermarket dove il preparatore O.CT Tuning ha deciso di fare un iniezione di potenza alla “baby” (si fa per dire) supercar del Toro.Upgrade di sostanza per il V10Il V10 da 5,2 litri sovralimentato che spinge la sportiva di Sant’Agata Bolognese, dopo esser passato per le officine del tuner tedesco, passa ad erogare ben 805 CV con una coppia motrice massima di 810 Nm.Un sistema di scarico personalizzato fa risparmiare 20 kg sulla bilancia alla Huracan mentre il pacchetto di modifiche comprende anche un set di ruote con cerchi da 20 pollici all’anteriore e da 21 pollici al posteriore.Prestazioni da rcordLe performance sono da record: 2,5 secondi per raggiungere i 100 km/h da ferma e 325 km/h di velocità massima.O.CT Tuning, infine, fa sapere che lo stesso kit meccanico è disponibile anche per l’Audi R8 Plus che condivide il motore con la Lamborghini Huracan.
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BMW M4R by Carbon Fiber Dynamic
Dopo la versione speciale della M4 presentata lo scorso anno al Salone di Essen, il preparatore Carbonfiber Dynamics presenta una nuova elaborazione della coupé bavarese denominata M4R.Esteticamente la nuova BMW M4R by Carbonfiber Dynamics sfoggia un kit estetico in stile racing con modifiche alla carrozzeria che coinvolgono il frontale, il laterale con minigonne e specchietti retrovisori dedicati e il posteriore, dominato da un grosso alettone e da un diffusore specifico.A livello meccanico il sei cilindri in linea originariamente da 431 CV subisce un upgrade che ne innalza la potenza a 600 o 700 CV (sono due gli step di potenza offerti).Per finire Carbonfiber Dynamics ha dotato la BMW M4 di un impianto frenante potenziato con pinze dei freni a sei pistoncini e sospensioni ottimizzate.
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Jordan, l’Irlanda in F1
La Jordan, unica scuderia irlandese nella storia della F1, è stata una protagonista del Circus negli anni ’90 e Duemila. In 15 stagioni il team fondato da Eddie Jordan – l’uomo che ha fatto debuttare Michael Schumacher nella massima categoria del motorsport – ha ottenuto quattro vittorie, 2 pole position, 2 giri veloci, 19 podi e una doppietta. Scopriamo insieme l’evoluzione di questa squadra.Jordan: la storiaLa Jordan, scuderia irlandese attiva e vincente in F3 e in F3000 negli anni ’80, decide di fare il salto di categoria debuttando in F1 nel 1991. La prima monoposto del team – la 191 (ancora oggi considerata una delle più sexy auto da corsa di sempre) – monta un motore 3.5 V8 Ford Cosworth e viene affidata al nostro Andrea de Cesaris e al belga Bertrand Gachot.Il debutto di SchumacherI primi punti arrivano al quinto GP in Canada (4° de Cesaris, 5° Gachot) ma la situazione si complica in estate quando il driver belga viene arrestato per aver aggredito un tassista londinese. Viene rimpiazzato a Spa da un giovane talento tedesco al debutto assoluto nel Circus (un certo Michael Schumacher) e in Italia e in Portogallo dal brasiliano Roberto Moreno. Nelle ultime tre gare stagionali viene invece schierato un altro debuttante: il nostro Alessandro Zanardi.Il Mondiale F1 1991 vede la Jordan sorprendentemente quinta nel campionato Costruttori grazie soprattutto ai due quarti posti di de Cesaris. Nel 1992 si assiste invece alla peggiore stagione di sempre: il nuovo motore 3.5 V12 Yamaha è poco affidabile e non molto brillante. L’unico punto iridato arriva nel’ultima prova grazie al nostro Stefano Modena, che fa meglio del compagno brasiliano Mauricio Gugelmin.Barrichello e IrvineNel 1993 la scuderia irlandese – con il nuovo motore 3.5 V10 Hart – scommette su un esordiente brasiliano (Rubens Barrichello) capace di terminare in 5° posizione il GP del Giappone. Il driver sudamericano viene affiancato nel corso della stagione da ben cinque compagni: i nostri Ivan Capelli, Marco Apicella ed Emanuele Naspetti, il belga Thierry Boutsen e il britannico Eddie Irvine.Il pilota nordirlandese si fa notare già nel suo primo GP in Giappone: chiude la gara a punti (6°) e al termine della corsa riceve un pugno in faccia dal vincitore Ayrton Senna come “punizione” per essersi sdoppiato. Il duo brasiliano/britannico mostra ottime cose anche nel 1994: Rubens ottiene il primo podio per la Jordan arrivando 3° nel GP del Pacifico mentre Eddie conquista diversi piazzamenti importanti ma viene squalificato per tre corse dopo aver innescato una pericolosa carambola nella prima prova stagionale. Viene sostituito inizialmente dal giapponese Aguri Suzuki e poi da de Cesaris (4° a Monte Carlo).Il motore 3.0 V10 Peugeot introdotto nel Mondiale F1 1995 consente alla monoposto irlandese di brillare in Canada: Barrichello 2°, Irvine 3° al primo piazzamento in “top 3” in carriera.La crescitaNel 1996 la Jordan si presenta nel Circus con un’inedita colorazione gialla (dovuta al nuovo sponsor Benson & Hedges) e con il pilota britannico Martin Brundle al posto di Irvine. Nessun podio ma buone prestazioni.L’anno seguente ci sono due nuovi driver: il nostro Giancarlo Fisichella (terzo in Canada e secondo in Belgio) e l’esordiente tedesco Ralf Schumacher. Il fratello minore di Michael riesce a salire sul podio (3° in Argentina) già alla terza gara in carriera.Gli anni d’oroGli anni d’oro della Jordan in F1 iniziano nel 1998 con l’arrivo dei motori Mugen Honda e del pilota britannico Damon Hill chiamato a sostituire Fisichella: dopo un inizio pessimo (zero punti nei primi otto GP) condito da numerosi problemi di affidabilità arriva una seconda parte di stagione grandiosa. Hill in Belgio regala a Eddie Jordan il primo successo per il team irlandese in una gara impreziosita dal secondo posto di Ralf Schumacher (3° in Italia).Il migliore Mondiale di sempre è però il 1999: 3° posto tra i Costruttori e il tedesco Heinz-Harald Frentzen (chiamato al posto di Ralf Schumacher) terzo tra i Piloti grazie a due trionfi (Francia e Italia) e ad altri quattro podi (secondo in Australia e terzo in Brasile, Germania e Belgio).Gli anni DuemilaNel 2000 inizia la parabola discendente della Jordan in F1: il nostro Jarno Trulli prende il posto di Hill ma l’unico che riesce a combinare qualcosa è Frentzen (terzo in Brasile e negli USA). Il driver tedesco ottiene come miglior risultato nel 2001 – anno in cui arriva il motore Honda – un quarto posto in Malesia (stesso piazzamento ottenuto da Trulli in Spagna) ma in seguito ad un litigio con Eddie Jordan viene rimpiazzato nel corso della stagione prima dal brasiliano Ricardo Zonta e poi dal francese Jean Alesi (6° in Belgio).Il Mondiale F1 2002 vede due nuovi piloti al volante della monoposto irlandese: Fisichella (tre volte quinto: Austria, Monte Carlo e Canada) e il giapponese Takuma Sato, quinto nel GP di casa.L’ultima vittoriaIl 2003 è l’anno in cui la Jordan si presenta con un motore Ford al posto del propulsore Honda: Fisichella conquista la prima vittoria in carriera trionfando a sorpresa in Brasile (ultimo successo per il team irlandese e per il glorioso propulsore dell’Ovale Blu) mentre il compagno di scuderia – l’irlandese Ralph Firman (rimpiazzato per due gare dall’ungherese Zsolt Baumgartner) si deve accontentare di un’ottava piazza in Spagna.Gli ultimi anniNel 2004 la scuderia irlandese – in piena crisi – sceglie come piloti il tedesco Nick Heidfeld (7° a Monte Carlo) e il nostro debuttante Giorgio Pantano, sostituito (a causa dell’assenza di sponsor) in quattro occasioni dal più talentuoso driver teutonico Timo Glock (7° in Canada).Prima dell’inizio del Mondiale F1 2005 Eddie Jordan vende il team da lui fondato all’imprenditore russo-canadese Alex Shnaider. L’ultima stagione nel Circus della squadra irlandese (che nel 2006 verrà ribattezzata Midland) vede una monoposto motorizzata Toyota che approfitta del GP degli USA (solo sei monoposto al via dopo che la Michelin decide – per ragioni di sicurezza – di non far correre le vetture che montano i suoi pneumatici) per far salire sul podio il portoghese Tiago Monteiro (3°) e per portare a punti (4°) l’indiano Narain Karthikeyan.
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Eddie Jordan, chi è il nuovo presentatore di Top Gear
Eddie Jordan sarà uno dei nuovi presentatori TV di Top Gear: l’uomo che ha fatto debuttare in F1 Michael Schumacher è uno dei più grandi conoscitori del Circus e ha fondato una scuderia che è stata protagonista del motorsport negli anni ’90 e ’00. Scopriamo insieme la sua storia.Eddie Jordan: la storiaEddie Jordan nasce il 30 marzo 1948 a Dublino (Irlanda): inizia a lavorare come impiegato nella Bank of Ireland ma a 22 anni scopre il mondo dei kart e se ne innamora.La sua carriera da pilota – povera di soddisfazioni – è caratterizzata da numerose gare sui kart e sulle monoposto (Formula Atlantic, Formula Ford e F3). All’inizio degli anni ’80 tenta anche l’avventura nel Mondiale Sportprototipi ottenendo come miglior piazzamento un 3° posto alla 6 Ore di Silverstone 1981 in coppia con il tedesco Siegfried Brunn al volante di una Porsche 908/3.Nasce il team JordanNel 1979 Eddie Jordan fonda il team Jordan con l’obiettivo di portare a casa il campionato britannico di F3: la scuderia irlandese sfiora l’obiettivo nel 1983 quando il suo pilota – l’inglese Martin Brundle – perde all’ultima gara contro un giovane talento brasiliano (Ayrton Senna) e ci riesce nel 1987 grazie al britannico Johnny Herbert, primo davanti al belga Bertrand Gachot e al nordirlandese Martin Donnelly.Nel 1985 Eddie punta ancora più in alto iscrivendo la sua squadra nel prestigioso campionato International F3000, vinto nel 1989 grazie al pilota francese Jean Alesi.Lo sbarco in F1Nel 1991 Eddie Jordan decide di entrare in F1 con la scuderia che porta il suo nome e sorprende tutti nella stagione d’esordio ottenendo un quinto posto nel Mondiale Costruttori e facendo debuttare un giovane 22enne tedesco: Michael Schumacher.Tre anni più tardi si mette per l’ultima volta alla guida di un’auto da corsa prendendo parte – come VIP – ad una tappa della Porsche Supercup mentre nel 1994 arriva il primo podio della sua scuderia grazie al terzo posto del brasiliano Rubens Barrichello nel GP del Pacifico.Gli anni d’oroNel 1998 la Jordan vince il suo primo Gran Premio (quello del Belgio) con Damon Hill (gara impreziosita dal secondo posto del tedesco Ralf Schumacher) ma risale al 1999 la migliore stagione del team di Eddie. Il driver tedesco Heinz-Harald Frentzen con due vittorie (Francia e Italia) e altri quattro podi termina l’anno in terza posizione e permette alla scuderia irlandese di fare altrettanto tra i Costruttori.Il declinoLa crisi inizia nel 2003 dopo l’addio ai motori Honda e l’abbandono da parte del main sponsor DHL: nonostante questo il nostro Giancarlo Fisichella riesce a portare a casa in Brasile (con una buona dose di fortuna) l’ultima vittoria in F1 per la Jordan e per il glorioso propulsore Ford Cosworth.L’ultimo anno di Eddie in F1 è il 2005: all’inizio della stagione cede il team all’imprenditore russo-canadese Alex Shnaider (che ribattezza la scuderia Midland l’anno successivo) e sarà lui portare a casa l’ultimo podio nel Circus per la Jordan grazie al portoghese Tiago Monteiro, terzo in un GP degli USA molto strano (solo sei auto al via dopo che Michelin sconsiglia alle squadre che montano i suoi pneumatici di scendere in pista per motivi di sicurezza).Gli ultimi anniNel 2009 Eddie viene chiamato dalla TV britannica BBC per commentare il Mondiale F1 e in veste di giornalista porta a casa due scoop importantissimi: il ritorno di Michael Schumacher nel Circus nel 2010 e il passaggio di Lewis Hamilton nel 2013 dalla McLaren alla Mercedes.Nel 2016 Eddie Jordan condurrà Top Gear insieme ai giornalisti automotive inglesi Chris Harris e Rory Reid, all’attore statunitense Matt LeBlanc e alla pilota tedesca Sabine Schmitz.
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Chevrolet Blazer K5 diesel (1982): 4×4 con un tocco di Hummer
La Chevrolet Blazer K5 diesel del 1982 – nota anche come GMC Jimmy K5 – potrebbe sembrare una fuoristrada americana come tante ma questa 4×4 “yankee” è stata la prima ad ospitare sotto il cofano il mitico motore 6.2 V8 a gasolio usato dal mezzo militare Humvee e dall’Hummer H1. Le sue quotazioni recitano 3.000 euro ma in realtà è praticamente impossibile trovare esemplari sani a meno di 7.000 euro.Chevrolet Blazer K5 diesel (1982): le caratteristiche principaliLa Chevrolet Blazer K5 diesel e la GMC Jimmy K5 diesel – varianti a gasolio della seconda generazione dei corrispondenti modelli a benzina svelati nel 1973 – vedono la luce nel 1982. Disponibili esclusivamente a trazione integrale, sono mezzi robusti e affidabili adatti agli impieghi più gravosi. Non chiamateli SUV, potrebbero offendersi…Nei primi anni di vita di questi modelli – non troppo ingombranti (4,69 metri di lunghezza) – si registrano numerose piccole modifiche estetiche nella zona del frontale mentre risale al 1989 il lancio di una mascherina più moderna e squadrata ispirata ai pick-up della serie K.Chevrolet Blazer K5 diesel (1982): la tecnicaIl motore della Chevrolet Blazer K5 diesel e della GMC Jimmy K5 diesel del 1982 è un 6.2 V8 aspirato a gasolio abbinato ad un cambio automatico a quattro rapporti – lo stesso adottato dalle ultime evoluzioni della Corvette C3 – in grado di generare una potenza di 130 CV. Questa unità verrà adottata anche dall’Hummer militare – l’Humvee – e dalla versione civile H1.Nel 1985 debutta una variante più potente da 151 CV (148 dal 1986), che abbandona le scene nel 1991.Chevrolet Blazer K5 diesel (1982): le quotazioniLa Chevrolet Blazer K5 diesel è una fuoristrada molto apprezzata come veicolo storico (meno la “gemella” GMC Jimmy K5 diesel). Si trova facilmente anche in Italia ma nonostante le quotazioni basse (3.000 euro) è impossibile trovare modelli ben tenuti a meno di 7.000 euro.
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Camaro 1LE 2016
Chevrolet introduce un nuovo pacchetto di accessori per la sesta generazione della Chevrolet Camaro, un kit che sarà presentato proprio questa settimana in occasione del Salone di Chicago 2016.La muscle car americana dotata di questo pacchetto extra sarà rinominata Camaro 1LE 2016 ed è pensata per ottimizzare al massimo le prestazioni per l’uso in pista.A differenza della generazione precedente, la Camaro 1LE 2016 potrà essere equipaggiata anche con la motorizzazione V6 oltre che con la top di gamma V8.Camaro 1LE V6La versione 1LE che monta il V6 sarà dotata di sospensioni FE3 con molle, ammoretizzatori e barre stabilizzatrici specifiche, cerchi da 20 pollici, impianto frenante Brembo e un sistema di refrigerazione più efficacie. Non mancano poi il differenziale autobloccante, una pompa della benzina più potente e un sistema di scarico dal sound più aggressivo e regolabile su due diverse tonalità.Camaro 1LE V8La versione V8 della Chevrolet Camaro 1LE 2016 monta invece sospensioni FE4 con ammortizzatori magnetici, differenziale elettronico, freni Brembo più grandi rispetto a quelli della V6, cerchi anche qui da 20 pollici e un diffusore posteriore che aumenta l’appoggio aerodinamico della muscle car.Body-kit aerodinamicoEntrambe le versioni sfoggeranno appendici aerodinamiche come lo splitter anteriore, griglia frontale che facilita l’accesso dell’aria e un alettone posteriore. Il cofano motore è rifinito in nero opaco mentre nell’abitacolo troviamo volante e cambio specifici, sedili Recaro e un sistema telemetrico (optional).
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Nissan Qashqai, crossover dell’anno in UK
Nissan Qashqai è stato nominato crossover dell’anno da una delle riviste più importanti del Regno Unito, rivolta ad automobilisti e operatori del settore vetture aziendali e flotte.Il veicolo, prodotto in UK, è il quinto più venduto nel paese e si è aggiudicato questo prestigioso titolo, nonostante una concorrenza nel segmento Crossover sempre più forte e agguerrita.La giuria ha premiato Nissan Qashqai per il suo eccezionale appeal, ponendo in particolare risalto il valore residuo del modello, i costi di gestione, la praticità, l’efficienza e la qualità. Solo poche settimane fa Qashqai si è aggiudicato, per il terzo anno consecutivo, il prestigioso titolo di “Best Small SUV”, riconosciuto dalla rivista What Car?.La stessa What Car? aveva già nominato Qashqai quale “Best Buy”, grazie ad un prezzo compreso fra le 15.000 e le 25.000 Sterline.
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La nuova Porsche 911 by Top Car
La gran turismo di Zuffenhausen, la Porsche 911 4S, è la base di partenza dell’ultimo tuning del preparatore TopCar.Esteticamente la supercar tedesca è stata modificata con un pacchetto estetico denominato “Stinger” e composto da appendici aerodinamiche in fibra di carbonio come il vistoso splitter anteriore installato nella parte bassa del paraurti ridisegnato, i passaruota allargati e le minigonne ancora più pronunciate.Al posteriore troviamo un diffusore più elaborato e dal look più sportivo, mentre per le ruote di questa Porsche 911 speciale Top Car ha scelto cerchi in lega dorati con pinze dei freni in rosso a contrasto.Oltre al kit estetico (il cui costo è di 11.424 euro), poi, Top Car mette a disposizione dei clienti della nuova Noveunouno un kit meccanico che ne innalza la potenza fino a 500 CV (420 CV per la versione di serie).
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