Nissan Qashqai Black Edition scontata per il Black Friday

Nissan partecipa al Black Friday – venerdì successivo al Giorno del Ringraziamento negli Stati Uniti e appuntamento immancabile per fare acquisti ai migliori prezzi di mercato – lanciando un’offerta eccezionale su Qashqai Black Edition: 4.000 euro di sconto (IVA inclusa), per i contratti stipulati il giorno 25 novembre 2016, con immatricolazione entro il 31/12/2016.Nissan Qashqai Black Edition, il top di gammaNissan Qashqai Black Edition è caratterizzata da un design esclusivo e note stilistiche che collocano la vettura nella fascia premium del segmento.Basata sull’allestimento Tekna, la versione Black Edition offre, di serie, elementi di pregio e distintivi quali: eleganti cerchi in lega di colore nero da 19” ‘Ibiscus’, battitacco portiere personalizzato, rifiniture esterne cromate all’anteriore e al posteriore e Tetto Panoramico con sistema oscurante “one touch”. Disponibile nella colorazione esterna Pearlescent Black metallizzato, per un eccezionale aspetto totalmente nero.E’ compreso, di serie, il sistema Nissan Safety Shield per la sicurezza e assistenza alla guida, che prevede: avviso cambio corsia involontario, fari abbaglianti automatici, riconoscimento segnaletica stradale, dispositivo frenata d’emergenza, sistema di copertura angoli ciechi, allerta oggetti in movimento e rilevamento di attenzione del conducente.Ulteriori contenuti di prodotto di assoluto prestigio sono rappresentati dagli interni in pelle nera, dal dispositivo di parcheggio assistito, dai fari bi-LED e dall’avanzato sistema di navigazione e intrattenimento Nissan Connect. Quest’ultimo è basato su un touch-screen integrato ad alta risoluzione da 7” e comprende la radio digitale DAB e il sistema di navigazione satellitare.Nelle dotazioni di serie è presente anche l’Around View Monitor, che facilita le manovre a bassa velocità. Per quanto riguarda motorizzazioni e trasmissioni si potrà scegliere tra motore 1.6 dCi da 130CV, 2WD e cambio X-Tronic (35.450 euro) oppure motore 1.6 dCi da 130CV, 4WD e cambio manuale a 6 marce (35.950 euro).
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Miss Tuning 2017: il calendario

Come ogni anno in questo periodo, vi presentiamo l’ultima edizione del Calendario Miss Tuning 2017. In questa occasione la sessione fotografica è stata messa in scena a Dubai, dove ha posato la giovane modella 23enne Julia Oemler, accompagnata da spettacolari auto sportive come una Lamborghini SuperVeloce, una Mercedes AMG-GT, una Ford Mustang, una BMW M5, una Lotus o la mastodontica G63 AMG 6×6. Nella gallery in apertura potete sfogliare i dodici scatti di Julia Oemler, uno per ogni mese dell’anno.
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Milano AutoClassica novembre 2016: le date, gli orari e i prezzi dei biglietti

Milano AutoClassica raddoppia nel 2016: dopo l’edizione di marzo si terrà a Fiera Milano Rho un altro evento dedicato alle auto d’epoca dal 25 al 27 novembre.Una manifestazione suddivisa in tre macroaree: novità di prodotto (presentate accanto ai modelli iconici delle Case automobilistiche), auto classiche (oltre 1.500 vetture storiche in vendita) e mercato di pezzi di ricambio originali, accessori, automobilia.A fianco dei padiglioni di Milano AutoClassica, nell’area espositiva esterna di Fiera Milano, sarà allestita la Classic Circuit Arena ma la novità più importante dell’edizione di novembre 2016 della manifestazione lombarda riguarda la più grande asta d’auto europea di sempre.Milano AutoClassica novembre 2016: l’asta più grande d’EuropaMilano AutoClassica ospiterà dal 25 al 27 novembre 2016 la più grande asta d’auto europea di sempre: “Duemila ruote”. Organizzata da RM Sotheby’s, comprende più di 430 autovetture, 150 moto e 60 natanti, con l’aggiunta di biciclette ed oggetti di automobilia.Tra i mezzi più pregiati segnaliamo le Ferrari 275GTB/6C Alluminio, 365 GTB/4 Daytona e F40, una delle 50 versioni stradali della Maserati MC12 e una Lancia Delta Integrale Gruppo A ufficiale.Milano AutoClassica novembre 2016: le date e i prezzi dei bigliettiMilano AutoClassica sarà aperta dal 25 al 27 novembre 2016 dalle 09:30 alle 19:00. I biglietti costano 18 euro, 15 euro per i ragazzi da 13 a 17 anni compiuti e sono gratis per i bambini fino a 12 anni compiuti.
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Alfa Romeo 4C: gli accessori by Romeo Ferraris

Questa settimana il preparatore Romeo Ferraris ha presentato la sua nuova linea di accessori – tanto meccanici quanto estetici – tutta dedicata alla piccola supercar del Biscione, l’Alfa Romeo 4C.Diversi upgrade meccaniciTanto per cominciare vengono proposti diversi upgrade per il motore da 1750cc che può guadagnare – a seconda del tipo di intervento – dai 30 ai 77 CV in più. Le modifiche coinvolgono l’elettronica, la sostituzione del filtro dell’aria, l’istallazione di nuovi alberi a camme e una turbina maggiorata. C’è anche la possibilità di montare uno scarico con valvole controllabili. Altre novità sono il differenziale autobloccante meccanico e le sospensioni regolabili.Accessori esteticiL’estetica è rivista con l’adozione di un kit aerodinamico composto da elementi in fibra di carbonio come il coprimotore, le appendici aerodinamiche e numerosi cerchi disponibili in diverse misure e modelli. Ovviamente una vasta scelta di personalizzazioni viene proposta anche per gli interni con rifiniture che vanno dalla pelle pregiata alla firma di carbonio.
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Volkswagen: i 5 pilastri del piano Transform 2025+

Per i ‘petrolhead’ di oggi il nuovo piano Transform 2025+ di Volkswagen appare come un vero incubo. La protagonista della mobilità del futuro (prossimo) di Wolfsburg sarà infatti l’auto elettrica. Ma non solo. Quello dell’auto condivisa è l’altro binario, parallelo, verso cui si sta incamminando il treno, da non perdere, per i protagonisti dell’automotive di domani. Dopo lo scandalo del Dieselgate (forse non tutti i mali vengono per nuocere), poi, Volkswagen non vuole rimanere a piedi e con il piano strategico rivelato oggi dimostra non solo di voler saltare a bordo, ma di voler mettersi direttamente al comando della locomotiva. Per costruire il futuro della mobilità.Un’enorme offensiva di auto elettrichePer diventare il leader del mercato della mobilità entro il 2030 Wolfsburg ha preparato tre fasi. Fino al 2020 vedremo enormi investimenti in Ricerca e Sviluppo e assisteremo a una grande ristrutturazione dei processi interni all’azienda con l’obiettivo di aumentare l’efficienza produttiva e di gestione della marca. La prima fase, quindi, sarà fondamentalmente una preparazione per la grande offensiva di prodotto (rigorosamente elettrico) che partirà nel 2020. Un’offensiva di auto elettriche non orientata a segmenti di nicchia ma rivolta direttamente al cuore del mercato. L’obiettivo, in numeri, è vendere 1 milione di elettriche entro il 2025. Per questo gli ingegneri sono già a lavoro per la creazione della nuova piattaforma MEB (Modular Electric DriveKit). Il prototipo ID Concept visto al Salone di Parigi 2016 anticipa questa nuova famiglia di elettriche con un’autonomia dichiarata di circa 600 km e in grado di funzionare in modalità manuale o autonoma. La sua evoluzione in serie arriverà sul mercato insieme all’ottava generazione della Volkswagen Golf e possibilmente condividerà elementi meccanici con la compatta generalista.Leader in connettività’Connettività’ è la formula magica dell’auto tecnologica di oggi e ‘l’auto come uno smartphone su quattro ruote’ è il mantram che gli addetti ai lavori continuano a ripetere immaginando l’auto del futuro. Apple CarPlay e Android Auto sono solo l’inizio e Volkswagen si contrapporrà alla loro posizione leader sul mercato sviluppando, da zero, una nuova piattaforma digitale per le auto. Il cervello elettronico delle Volkswagen del piano Transform 2025+ offrirà una complessa serie di servizi connessi dai quali Wolfsburg spera di ottenere importanti introiti: 1 mld di euro entro il 2025. Insomma, il digitale diventerà uno dei principali business della Casa tedesca con 80 milioni di utenti connessi in tutto il mondo.La scommessa sui servizi di mobilitàDopo il lancio della sua nuova gamma di elettriche, il Gruppo Volkswagen investirà grandi somme nella creazione di servizi dedicati alla mobilità. L’auto condivisa e l’economia collaborativa sono le due importanti chiavi che aprono la porta del futuro della mobilità. L’esito dei pionieri Car2Go e BlaBlaCar (per citarne alcuni) lo dimostrano chiaramente e indiscutibilmente. In questo panorama Volkswagen intende capitalizzare queste risorse con iniziative proprie, puntando al posto di leader del settore entro il 2030.Nel mirino Stati Uniti e CinaVolkswagen, poi, desidera recuperare la sua posizione nel mercato statunitense dove si è posata l’obiettivo di raggiungere una penetrazione superiore all’attuale. Lo farà con un’offensiva nel segmento dei crossover e dei SUV dove la nuova Volkswagen Atlas ricoprirà un ruolo chiave. Per il 2021, poi, è previsto lo sbarco Oltreoceano delle elettriche Volkswagen, possibilmente prodotte in loco, in Tennessee, o in Messico. Sia negli Stati Uniti che in Cina Volkswagen intende, inoltre, imporsi come leader nel segmento al confine con quello delle premium e al di sopra dei marchi generalisti.Più ingressi, meno costi e investimenti costantiPer realizzare questo gigantesco e ambizioso piano, naturalmente, Volkswagen dovrà rivedere la strategia finanziaria. Innanzitutto l’obiettivo è aumentare il margine operativo fino al 6% (dall’attuale 2%), entro il 2025. Ci sono diversi modi per farlo: vendere a prezzi più elevati, ridurre i costi o ridurre gli investimenti produttivi. Wolfsburg opterà per la riduzione dei costi, mantenendo quindi i prezzi e gli investimenti attuali, limitati a 4,5 miliardi di euro annuali. Attraverso l’ottimizzazione della produzione negli stabilimenti tedeschi, Volkswagen spera di tagliare i costi di 3 mld di euro.
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Tesla completa l’acquisto di Solar City

Il costruttore di auto elettriche californiano, Tesla, ha annunciato ieri la chiusura del processo di acquisto della compagnia Solar City, acquisizione già approvata la scorsa settimana dall’85% degli azionisti (un’affare da 2,6 mld di dollari). Il fondatore del marchio di Palo Alto, Elon Musk, aveva annunciato già lo scorso giugno l’intenzione di acquistare il fornitore di servizi di energia solare SolarCity, del quale possiede il 20% delle azioni ed è presidente. In questo modo, ha detto Musk, “con un’unica compagnia, Tesla e SolarCity potranno creare prodotti residenziali, commerciali e di scala settoriale totalmente integrati e che potranno migliorare il modo in cui si genera energia, la si immagazzina e la si consuma”.I prodotti presentati di recente, e che potrebbero essere i primi ad essere commercializzati dopo questa fusione, sono il SolarRoof, il tetto solare per le abitazioni, e il Powerwall, la batteria domestica che immagazzina l’energia solare. Due soluzioni che rischierebbero di slegare i privati dalla tradizionale rete elettrica e, nel caso dei conduttori di auto elettriche, fornirgli una soluzione reale e alternativa alle infrastrutture, ancora scarse. Secondo la Tesla, infatti, la combinazione della batteria domestica e del tetto solare sarebbe sufficiente ad alimentare un’intera casa con energia rinnovabile al 100%.
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Sognando il ritorno del ‘Gruppo B’

Qualsiasi amante dei rally ha sognato almeno una volta il ritorno dello spettacolare ‘Gruppo B’ (categoria estrema che corse dall’83 all’86). Come sarebbe, oggi, un nuovo Gruppo B basato sulle vetture più spettacolari del momento? Il sito web inglese CarWow ha provato ad immaginare il ritorno di questa categoria regina e ci offre 10 riproduzioni digitali di come potrebbero essere alcune alternative alle attuali auto del WRC e della Dakar. Ecco in ordine nella gallery: Alfa Romeo Giulia Integrale, Audi TT quattro, Fiat 500 Abarth, Ford Mustang RS200, Lancia Delta Integrale, Mercedes-Benz Clase S 6.8 AMG ‘Red Pig’, Porsche 911 Rally, Renault Alpine Grupo 4, Rolls Royce Wraith Dakar, Volkswagen Touran WRC.Fonte: CarWow
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Nissan X-Trail: arriva il diesel 2.0 da 177 CV

Da oggi la gamma motori del SUV di grandi dimensioni di Casa Nissan si allarga. Entra in listino, per la Nissan X-Trail, la nuova motorizzazione a gasolio da 2.0 Litri.Si tratta di un’opzione più potente rispetto all’attuale 1.6 diesel che vanta 177 CV di potenza e 380 Nm di coppia con consumi medi dichiarati compresi tra i 5,6 e i 6 litri/100 km.Tra l’altro il nuovo 2.0 diesel verrà offerto, per la prima volta su X-Trail, in abbinamento al cambio automatico Xtronic CVT e alla trazione integrale 4WD (o in alternativa con cambio manuale e trazione 4WD o con l’automatico Xtronic CVT e la trazione anteriore 2WD).Stando alle stime di Nissan, con questa new entry meccanica la X-Trail potrebbe aumentare la copertura del mercato del 41% rispondendo alla domanda del 46%, nel segmento dei SUV compatti, che richiede motorizzazioni potenti. 
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Citroën DS, la storia della Dea nei rally

La Citroën DS non era un’auto adatta ai rally: troppo pesante, troppo grande, poco affidabile e con prestazioni tutt’altro che vivaci. Nonostante questi difetti l’ammiraglia del Double Chevron si è tolta parecchie soddisfazioni: scopriamo insieme la sua storia sportiva.Citroën DS: la storia nei rallyLa Citroën DS viene presentata ufficialmente nell’ottobre del 1955 ma già pochi mesi più tardi – più precisamente nel gennaio 1956 – fa il suo debutto nel mondo del motorsport grazie al pilota francese Pierre Courtes, 7° con una DS 19 al Rally di Monte Carlo.La prima vittoria a Monte CarloBisogna però aspettare il 1959 per vedere il primo successo importante della “berlinona” del Double Chevron, ottenuto grazie all’imprenditore transalpino Paul Coltelloni: oltre a salire sul gradino più alto del podio nella corsa del Principato conquista anche il Rally Adriatico in Jugoslavia con una ID 19 (variante semplificata della DS) e si laurea campione europeo rally.Impegno ufficialeI trionfi del 1959 convincono la Citroën ad impegnarsi direttamente nel motorsport: i vertici della casa francese affidano quindi l’anno seguente le DS alla scuderia Paris Île-de-France (la stessa di Coltelloni) gestita da René Cotton.Il pilota francese Guy Verrier è primo in Olanda al Tulpenrally e il transalpino René Trautmann al volante della ID porta a casa due secondi posti a Ginevra e in Germania.Nel 1961 la Citroën DS ottiene il primo e il terzo posto alla Liegi-Sofia Liegi con il belga Lucien Bianchi e con il driver transalpino Bob Neyret. Trautmann trionfa al Tour de Corse mentre il finlandese Pauli Toivonen (papà di Henri) chiude in seconda posizione il 1000 Laghi con la ID.L’anno successivo arriva la vittoria di Toivonen al 1000 Laghi, il transalpino Henri Marang termina al secondo posto la Liegi-Sofia-Liegi e Trautmann sale sul gradino più basso del podio al Rally dell’Acropoli e in Germania (con la ID).Il reparto corse CitroënNel 1963 vede ufficialmente la luce il reparto corse Citroën (gestito sempre da Cotton) e il primo successo rilevante arriva grazie a Trautmann al Tour de Corse. Toivonen arriva secondo a Monte Carlo mentre Bianchi è terzo alla Spa-Sofia-Liegi.Il 1964 vede il francese Jean-Claude Ogier secondo all’Acropoli mentre due anni più tardi è la volta dell’ultimo trionfo importante per la DS: il secondo successo a Monte Carlo portato a casa da Toivonen con la DS 21. Da non sottovalutare la terza piazza rimediata in Austria dal pilota locale Richard Bochnicek.Crisi e rinascitaNella seconda metà degli anni ’60 la Citroën DS inizia a sentire il peso degli anni e si limita a vincere qualche rally minore.La svolta arriva nel 1971 (in concomitanza con la scomparsa di Cotton) con il terzo posto del transalpino Bernard Consten in Marocco. Sempre nel Paese africano Neyret arriva secondo nel 1972 con una variante a passo corto dell’ammiraglia del Double Chevron in una gara che vede sul gradino più basso del podio il driver locale Raymond Ponnelle.Il primo Mondiale e la fineNel 1973 – anno del primo Mondiale rally della storia – la Citroën DS riesce a portare a casa tre podi iridati: due in Marocco (Neyret secondo e Bochnicek terzo) e uno in Portogallo, con la terza piazza del pilota locale Francisco Romãozinho.L’anno successivo, a causa di una crisi finanziaria, la Casa transalpina riduce gli investimenti nel motorsport mettendo così fine alla lunga carriera sportiva di una delle auto più geniali di sempre.
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Stelvio? Non è la prima SUV Alfa Romeo

L’Alfa Romeo Stelvio non è la prima SUV del Biscione. All’inizio degli anni ’50, infatti, la Casa lombarda realizzò la Matta (nome ufficiale 1900 M), una fuoristrada dura e pura (ma anche molto raffinata tecnicamente) in grado di andare ovunque. Scopriamo insieme la sua storia.Alfa Romeo Matta (1952): le caratteristiche principaliL’Alfa Romeo Matta nasce a cavallo tra la fine degli anni ’40 e gli anni ’50 per sfidare la Fiat, che stava costruendo per il Ministero della Difesa una fuoristrada militare destinata a sostituire le Jeep statunitensi che sarebbe diventata famosa con il nome di Campagnola.I tecnici del Biscione, privi di esperienza nel settore delle 4×4, prendono spunto da una Land Rover 80 e costruiscono un mezzo da ricognizione scoperto chiudibile con un telo impermeabile capace di accogliere sei persone (due sui sedili anteriori e altre quattro su due panchette longitudinali posteriori) e due ruote di scorta (una dietro ai sedili anteriori e l’altra sul cofano) in poco più di tre metri e mezzo di lunghezza (3,52, per la precisione).La prima versione della 1900 M – la A.R. 51 (che contrariamente a quanto pensano in molti non è l’acronimo di Alfa Romeo ma una sigla che significa Autovettura da Ricognizione) – viene prodotta in 1.921 esemplari: la maggior parte va al Ministero della Difesa mentre solo 116 vanno in mani private. Nel 1954 – ultimo anno di produzione della Matta – è la volta della A.R. 52: 154 esemplari tutti per i privati.Alfa Romeo Matta (1952): la tecnicaL’Alfa Romeo Matta, nata ufficialmente nel 1952 con il nome 1900 M, è tecnicamente più evoluta della rivale Fiat ma proprio per questo era anche più costosa da produrre.Il motore bialbero – un 1.9 quattro cilindri da 65 CV montato in posizione longitudinale e derivato nientepopodimeno che da quello adottato dall’ammiraglia 1900 – si distingue da quello originale per una serie di modifiche apportate per migliorare l’uso in fuoristrada: il carter secco al posto di quello umido per garantire la lubrificazione anche quando il veicolo è inclinato, il rapporto di compressione più basso per usare benzina con basso numero di ottani, i profili delle camme modificati per migliorare la risposta ai bassi regimi e il cambio manuale a quattro marce con rapporti più corti.Dotata di trazione integrale (posteriore + anteriore inseribile), di sospensioni anteriori a ruote indipendenti e posteriori ad assale rigido con balestre longitudinali, l’Alfa Romeo Matta può raggiungere una velocità massima di 105 km/h e superare pendenze fino al 120%. Il tutto con consumi dichiarati pari a 6,7 km/l.La variante A.R. 52 – più adatta all’uso privato – si distingue dalla A.R. 51 realizzata secondo le specifiche del Ministero della Difesa per il motore dalla cilindrata più elevata (2.0 anziché 1.9).Alfa Romeo Matta (1952): le quotazioniL’Alfa Romeo Matta – chiamata ufficialmente 1900 M – si trova abbastanza facilmente a 25.000 euro: un prezzo adeguato per quella che può essere considerata a tutti gli effetti la prima “SUV” della storia del Biscione. La versione più rara è la A.R. 52.
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