Mazda CX-5: spazio al piacere di guida
























Comfort
| Tanto spazio per la testa e le gambe dei passeggeri posteriori e un bagagliaio immenso in configurazione a due posti. |
Costi
| Prezzi e consumi in linea con le rivali: la cilindrata elevata del motore non aiuta a risparmiare sull’RC Auto. |
Piacere di guida
| Agile e divertente nel misto stretto e con un motore che ama salire di giri. |
Ambiente
| Emissioni di CO2 pari a 152 g/km per la 2.2L Skyactiv-D 175 CV automatica. |
Molte Case hanno provato a trasferire il concetto di piacere di guida nel segmento delle SUV compatte ma solo poche possono dire di esserci davvero riuscite: una di queste è la Mazda. La seconda generazione della CX-5 – disponibile a trazione anteriore o integrale – offre tanta versatilità e un pianale ben progettato (che meriterebbe motori ancora più vivaci).
In questo primo contatto abbiamo avuto modo di guidare la versione diesel più potente (e più costosa) della Sport Utility giapponese: la 2.2L Skyactiv-D 175 CV nell’allestimento Exclusive. Il prezzo è di 39.850 euro, 41.850 con l’aggiunta del cambio automatico (presente sulla vettura da noi testata). Scopriamo insieme i suoi pregi e difetti.


Versatilità da dieci e lode
La nuova Mazda CX-5 è una SUV compatta “oversize” visto che supera abbondantemente i quattro metri e mezzo di lunghezza (4,56, per l’esattezza). Questo ha permesso ai tecnici giapponesi di ricavare un abitacolo molto spazioso per la testa e le gambe dei passeggeri posteriori e un bagagliaio adatto alle famiglie (506 litri) che diventa immenso (1.620 litri) nonché molto sfruttabile in configurazione a due posti.


Più telaio che motore
Il pianale della seconda generazione della Mazda CX-5 garantisce un comportamento stradale agile nelle curve e offre un piacere di guida difficile da trovare nel segmento delle SUV compatte a trazione integrale.
Solo lo sterzo potrebbe essere più reattivo mentre il cambio automatico a sei rapporti a convertitore di coppia snocciola le marce senza incertezze. Le prestazioni? In linea con la concorrenza: 206 km/h di velocità massima e 9,5 secondi per accelerare da 0 a 100 chilometri orari.
Il motore della Mazda CX-5 protagonista del nostro primo contatto è un 2.2 turbodiesel Skyactiv-D da 175 CV e 420 Nm di coppia. Un’unità penalizzata dalla cilindrata elevata (che non aiuta a risparmiare sull’assicurazione RC Auto) che meriterebbe più cavalli per esaltare ancora di più le doti del telaio. Eccellente l’erogazione ai regimi medio-alti.


Comoda nei lunghi viaggi
Nonostante l’assetto tendente al rigido la Mazda CX-5 sa essere comoda nei lunghi viaggi: le sospensioni reagiscono in maniera non troppo brusca sulle sconnessioni pronunciate e l’abitacolo è ben insonorizzato.
La posizione di seduta alta consente inoltre di dominare la strada ed è impreziosita dal grande Head Up Display che consente di visualizzare sul parabrezza una grande quantità di informazioni. Potente ed efficace il climatizzatore automatico bizona corredato da pratiche bocchette posteriori: peccato solo per i pulsanti posizionati troppo in basso.


Costa il giusto, offre molto
La Mazda CX-5 2.2L Skyactiv-D 175 CV Exclusive guidata nel nostro primo contatto ha un prezzo onesto in rapporto ai contenuti offerti: 39.850 euro, 41.850 con il cambio automatico.
La dotazione di serie è abbastanza completa: autoradio Bose Aux-in Bluetooth CD DAB MP3 USB, cerchi in lega da 19”, climatizzatore automatico bizona con bocchette posteriori, cruise control adattivo, fari anteriori a LED, Head Up Display, interni in pelle, navigatore satellitare, portellone posteriore apribile elettricamente con altezza programmabile, retrovisori ripiegabili elettricamente, sedili anteriori regolabili elettricamente (guidatore con memorie), sensori luce/pioggia, sensori di parcheggio anteriori e posteriori con retrocamera, tetto apribile e vetri posteriori scuri.
Buona la garanzia di tre anni o 100.000 km e discreti i consumi (17,2 km/l dichiarati, tra 10 e 15 ottenibili senza problemi nell’uso reale a seconda dello stile di guida). Per quanto riguarda la tenuta del valore sul mercato dell’usato bisogna invece tenere conto del fatto che le vetture Mazda, seppur valide, restano prodotti di nicchia apprezzati da una fascia ristretta di persone.


Una SUV sicura
La Mazda CX-5 è una SUV sicura come dimostra la ricca dotazione: airbag frontali, laterali e a tendina, assistente alle partenze in salita, attacchi Isofix, controlli di stabilità e trazione, frenata automatica, G-Vectoring Control (varia la coppia del motore per ottimizzare il carico su ciascuna ruota), monitoraggio angoli ciechi con sistema di rilevazione pericolo uscita parcheggio, riconoscimento segnali stradali, rilevazione stanchezza guidatore, sensori pressione pneumatici e sistema di controllo del mantenimento della carreggiata.
La tenuta di strada è impeccabile e i freni rispondono in maniera adeguata. La visibilità, invece, non è eccezionale per via delle ridotte superfici vetrate: per fortuna che i sensori di parcheggio anteriori e posteriori con retrocamera sono di serie.
Scheda tecnica |
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|---|---|
| Motore | turbodiesel |
| N. cilindri/cilindrata | 4/2.191 cc |
| Potenza | 129 kW (175 CV) a 4.500 giri |
| Coppia | 420 Nm a 2.000 giri |
| Trazione | integrale permanente |
| Velocità max | 206 km/h |
| Acc. 0-100 km/h | 9,5 s |
| Consumo urb./extra/medio | 14,9/18,9/17,2 km/l |
| Dimensioni | 4,56/1,84/1,68 m |
| Passo | 2,70 metri |
| 41.850 euro |
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Ducati Multistrada 1200 Enduro Pro
















La Ducati Multistrada 1200 Enduro, inarrestabile viaggiatrice che non disdegna il fuoristrada leggero, compie un ulteriore step evolutivo arrivando sul mercato nella versione Pro. Si distingue per l’inedito colore Sand ruvido al tatto che caratterizza il frontale e la cover serbatoio, rifinita con due sticker con logo “Enduro” posizionato su entrambi i lati. Anche la nuova sella, bicolore, è un elemento dedicato alla Multistrada 1200 Enduro Pro, così come lo sono il telaietto posteriore e le cover dei coperchi frizione e alternatore di colore nero. L’anima offroad è accentuata dai pneumatici Pirelli SCORPION™ Rally, con cui la moto è equipaggiata di serie, nelle misure 120/70 R19 anteriore e 170/60 R17 posteriore. Troviamo poi i bull bar Ducati Performance by Touratech con luci a LED, il plexiglass basso e lo scarico omologato Ducati Performance by Termignoni (rispetta i requisiti omologativi dei paesi UE).
Testata e sviluppata nelle condizioni più estreme, la Multistrada 1200 Enduro Pro sfrutta il telaio della Multistrada 1200 Enduro. Il motore è il già conosciuto e apprezzato Ducati Testastretta DVT (Desmodromic Variable Timing) da 152 cavalli omologato EURO 4, con quattro Riding Mode (Enduro, Touring, Sport e Urban). La Multistrada 1200 Enduro Pro è dotata di ABS Cornering, Cornering Lights (DCL), Ducati Traction Control (DTC), Ducati Wheelie Control (DWC) e le sospensioni semi-attive Ducati Skyhook Suspension (DSS) Evolution con escursioni delle ruote di 200 mm, oltre ad essere dotata del sistema di assistenza alla partenza in salita Vehicle Hold Control (VHC).
La Multistrada 1200 Enduro Pro viene proposta di serie con il controllo elettronico della velocità e il modulo Bluetooth che tramite il Ducati Multimedia System (DMS) consente di connettere la moto con lo smartphone e di gestirne le funzionalità multimediali più importanti (ricezione telefonate, notifica sms, ascolto musica) attraverso i pulsanti al manubrio e visualizzandone le informazioni sul dashboard TFT. La Multistrada 1200 Enduro Pro arriverà nei concessionari italiani i primi di luglio 2017 al prezzo di 22.990 euro.
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Kia Picanto 1.2, la prova della citycar coreana












































pagella |
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|---|---|
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Città
7
/10
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Fuori città
6
/10
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Autostrada
7
/10
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Vita a bordo
7
/10
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Prezzo e costi
7
/10
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Sicurezza
7
/10
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La Kia Picanto 1.2 è sportiva nel look, pratica (bagagliaio ampio per la categoria) e ricca di accessori ma anche molto cara. Meglio puntare sulle versioni 1.0 da 67 CV, più adatte all’utente medio.
La Kia Picanto è sempre stata una citycar “matura”, una cittadina adatta anche ai percorsi extraurbani (e proprio per questo spesso usata come unica auto di famiglia) molto diversa dalle “segmento A” più “giocattolose”.
La terza generazione della baby coreana non fa eccezione e si presenta sul mercato con un design che ricorda quello dell’antenata ma con contenuti che la rendono ancora più simile ad una “segmento B” in miniatura. Nella nostra prova su strada abbiamo avuto modo di testare la variante più potente (e più costosa): la 1.2 nell’allestimento GT Line (l’unico disponibile con questo motore). Scopriamo insieme i suoi pregi e difetti.

Città
La Kia Picanto è facile da manovrare in città: 3,60 metri di lunghezza, lunotto ampio e – a completare il tutto – sensori di parcheggio posteriori con telecamera di serie. Peccato per l’assenza di protezioni per la carrozzeria, utili in caso di “toccatine”.
Un po’ duretta sulle buche, monta un motore 1.2 aspirato da 84 CV e 122 Nm di coppia che mostra le cose migliori quando viene “tirato”.


Fuori città
La Kia Picanto 1.2 è più sportiva nel look (merito della versione GT Line che strizza l’occhio al mondo “racing”) che nel piacere di guida. Il propulsore – penalizzato da una ripresa non eccezionale e da una verve che inizia a manifestarsi solo intorno ai 3.500 giri – offre prestazioni in linea con le rivali (173 km/h di velocità massima e 12 secondi netti sullo “0-100”) e nel misto stretto bisogna fare i conti con un comportamento stradale non molto agile, con una certa dose di rollio e con una leggera tendenza al sottosterzo (ad allargare cioè la traiettoria in curva), prontamente corretta dai controlli elettronici.
Tra le note positive segnaliamo il cambio manuale a cinque marce (leva molto maneggevole e frizione leggera) e lo sterzo, uno dei più sensibili nel segmento delle citycar.


Autostrada
La Kia Picanto protagonista della nostra prova su strada se la cava discretamente in autostrada: merito di sospensioni che assorbono bene gli avvallamenti leggeri, di freni potenti quanto basta e di un abitacolo ben insonorizzato (che però genera una curiosa eco “metallica” quando si parla al suo interno).
Per quanto riguarda l’autonomia il brand asiatico dichiara una percorrenza di 761 km, in realtà per stare sopra quota 600 bisogna davvero impegnarsi.


Vita a bordo
La Kia Picanto è un’auto versatile: più nel bagagliaio (immenso per la categoria) che nell’abitabilità (buona ma c’è chi fa meglio). Il vano ha una capienza di 255 litri che diventano 1.010 quando si abbattono i sedili posteriori e la possibilità di alzare il piano consente di avere una superficie completamente piatta in configurazione a due posti.
Le finiture sono curate (la plancia è in plastica rigida ma nel “segmento A” è normale) così come l’ergonomia. Solo il volante presenta un po’ troppi pulsanti.


Prezzo e costi
La Kia Picanto 1.2 oggetto della nostra prova su strada è un’auto oggettivamente cara (15.000 euro). Va detto, però, che l’allestimento GT Line – l’unico disponibile in abbinamento al motore più potente – è completissimo.
Qualche esempio? Quattro alzacristalli elettrici, autoradio Android Auto Apple CarPlay Bluetooth DAB, cerchi in lega da 16”, climatizzatore manuale, cruise control, doppio scarico cromato, fendinebbia, quattro freni a disco, minigonne laterali, navigatore con display da 7” e aggiornamento mappe gratuito per 7 anni, pedaliera in alluminio, retrovisori riscaldabili e ripiegabili elettricamente, sedili in pelle, sensori di parcheggio posteriori con retrocamera e vetri posteriori oscurati.
A tutto questo va aggiunta la garanzia da record (sette anni o 150.000 km) e la tenuta del valore che si preannuncia interessante (la Kia Picanto è molto richiesta sul mercato dell’usato, anche se la stragrande maggioranza dei clienti punterà sulle più equilibrate 1.0). I consumi? Buoni ma non da primato: la Casa coreana dichiara 21,7 km/l, sempre sopra i 15 ottenibili guidando anche in modo allegro.


Sicurezza
La dotazione di sicurezza della Kia Picanto 1.2 protagonista della nostra prova su strada comprende airbag frontali, laterali e a tendina, attacchi Isofix, controlli di stabilità e trazione, frenata automatica e monitoraggio pressione pneumatici.
La citycar coreana monta inoltre un impianto frenante abbastanza potente e può vantare una buona visibilità ma il rollio unito alla tendenza al sottosterzo nelle curve prese in modo “allegro” non regala una grande sensazione di sicurezza percepita.

Tecnica |
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|---|---|
| Motore | benzina, 4 cilindri |
| Cilindrata | 1.248 cc |
| Potenza max/giri | 62 kW (84 CV) a 6.000 giri |
| Coppia max/giri | 122 Nm a 4.000 giri |
| Omologazione | Euro 6 |
| Cambio | manuale a 5 marce |
Capacità |
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|---|---|
| Bagagliaio | 255/1.010 litri |
| Serbatoio | 35 litri |
Prestazioni e consumi |
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|---|---|
| Velocità max | 173 km/h |
| Acc. 0-100 km/h | 12,0 s |
| Consumo urb./extra/medio | 16,9/26,3/21,7 km/l |
| Autonomia | 761 km |
| Emissioni CO2 | 106 g/km |
Costi d’utilizzo |
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|---|---|
| Prezzo | 15.000 euro |
| Bollo | 159,96 euro |
| Airbag front., lat. e a tendina | di serie |
| Avviso cambio corsia | non disp. |
| Cambio automatico | non disp. |
| Frenata automatica | di serie |
| Navigatore satellitare | di serie |
| Retrovisori reg. e rip. elettr. | di serie |
| Sensori di parch. post. | di serie |
| Telecamera posteriore | di serie |
| Tetto apribile | non disp. |
| Vernice metallizzata | 500 euro |
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Kia Stonic: una crossover per sfidare le B-SUV




















Partiamo con lo sfatare un mito che si sta diffondendo: nonostante dimensioni simili e corrispondenza di tempi di lancio, la Kia Stonic e la Hyundai Kona non sono la stessa auto. Per nulla.
Innanzitutto per questioni tecniche: la Kona è costruita su una piattaforma tutta nuova, mentre la Kia Stonic è basata sulla collaudatissima piattaforma della Kia Rio.
Ma anche per spirito e target di riferimento: dove la Kona è una piccola SUV a tutti gli effetti (con la possibilità della trazione integrale), la Kia Stonic risponde con una configurazione a trazione anteriore pensata più per le città che non per gli sterrati. È questione di gusti e di necessità: non a tutti serve la trazione integrale (la pensa così anche Citroën con la sua C3 Aircross), ma a sempre più persone piace un’auto sollevata da terra, dinamica, compatta ma spaziosa. La formula delle B-SUV, insomma.
La nuova Kia Stonic risponde esattamente a queste necessità.


Kia Stonic, il design: un po’ SUV, un po’ sportiva
Venendo invece al target di riferimento, via il dente e via il dolore: la nuova Kia Stonic è un’auto pensata per un pubblico giovane (una affermazione che comincia a sembrare tautologica per questo segmento).
Basta dare un’occhiata al video ufficiale (lo trovate in fondo a questo articolo) per capirlo. Basta dare un’occhiata alle linee della Stonic per averne conferma.
La nuova Kia Stonic è un crossover (e non a caso in Kia lo ripetono di continuo) nel senso letterale del termine: travalica i segmenti, o meglio ancora prende ispirazione da più di un segmento per creare una formula nuova. Nel caso della Stonic, i segmenti sono 3:
- quello delle piccole, viste le dimensioni contenute (la Stonic è lunga 4,15 metri, 1 centimetro in meno della Kona)
- quello delle SUV, viste le proporzioni (sollevata da terra, muso imponente) e le protezioni della carrozzeria
- quello delle sportive, e qui so che per alcuni potrà sembrare una blasfemia, per alcune scelte stilistiche come il frontale reso visivamente basso e la linea laterale rastremata (tetto spiovente al posteriore, linea di cintura che si solleva), ma anche per le proporzioni dei finestrini rispetto alle portiere, senza dimenticare il montante posteriore che taglia il tetto bicolore con un effetto visivo ispirato alle targa
In realtà potremmo anche inserire un quarto segmento, quello delle monovolume compatte, ma diciamoci la verità: le B-SUV – in tutte le infinite varianti del segmento – stanno andando proprio a sostituire quest’ultimo, che fino a qualche anno fa avremmo potuto definire inscalfibile. E invece sta morendo.
A ogni modo, il risultato è quello di una vettura che riesce a essere filante e dinamica nonostante le caratteristiche del segmento, mantenendo inalterate le caratteristiche del design KIA. Ben integrato anche il tiger nose che accompagna ormai tutti i modelli, e che in questo caso viene realizzato con un particolare effetto 3D molto piacevole da guardare.
Le linee sono pulite e quasi minimaliste, ma senza scadere nell’eccessiva semplicità: il gusto, dopotutto, è tutto europeo, con il design del modello realizzato dal Centro Stile KIA di Francoforte (in collaborazione, ovviamente, con quello di Namyang).
Come d’obbligo per il segmento delle B-SUV, anche nel caso della Stonic la parola d’ordine è “personalizzazione”: in KIA promettono 20 differenti combinazioni di colore per gli esterni, grazie ai 5 diversi colore tetto disponibili.


Kia Stonic, sotto al cofano: anche per neopatentati
Come già detto, la KIA Stonic non è pensata per il fuoristrada vero, per via dell’assenza di trazione integrale. Non rinuncia però ad altri pregi amati da chi preferisce i SUV, come ad esempio la posizione di guida alta rispetto alla strada, la facilità di accesso legata alla maggiore altezza da terra e la spaziosità degli interni.
Ad aiutare la guida in senso stretto, invece, ci penseranno soluzioni tecnologiche come l’ESC (Electronic Stability Control) e il VSM (Vehicle Stability Management), che lavoreranno sui freni per migliorare la trazione, l’aderenza e la stabilità del veicolo.
Da segnalare anche l’introduzione della frenata autonoma d’emergenza in grado di riconoscere i pedoni, il Forward Collision Alert e il Rear Cross Traffic Alert, oltre ai già indispensabili sensori di superamento della carreggiata e quelli che avvisano in caso di stanchezza del guidatore.
Fra i motori – che trovate nella tabella qui sotto – è da sottolineare anche la presenza di una opzione a benzina pensata per i neopatentati: il 1.2 benzina MPi da 84 CV. Una conferma dell’attitudine “giovane” della Stonic, che si conferma anche una scelta più che valida come modello d’accesso alla gamma da parte dei nuovi clienti. Per il resto, la casa in Italia punterà (scelta giusta e ovvia) soprattutto sul 1.0 turbo benzina da 120CV e sul 1.6 turbodiesel da 110 CV.
1.0 T-GDI |
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|---|---|
| Alimentazione | Benzina |
| Cilindrata | 998 cc |
| Potenza | 120 CV |
1.6 CRDi |
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|---|---|
| Alimentazione | Diesel |
| Cilindrata | 1582 cc |
| Potenza | 110 CV |
1.4 MPi |
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|---|---|
| Alimentazione | Benzina |
| Cilindrata | 1368 cc |
| Potenza | 100 CV |
1.2 MPi |
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|---|---|
| Alimentazione | Benzina |
| Cilindrata | 1248 cc |
| Potenza | 84CV |
Kia Stonic: in arrivo dopo Francoforte
Dei prezzi definitivi della KIA Stonic in Italia è ancora presto parlare, ovviamente.
Anche perché la macchina dovrebbe entrare in commercializzazione nel nostro paese nel terzo quadrimestre del 2017, poco dopo l’esordio pubblico al Salone di Francoforte.
In Kia però ci anticipano che il range dei prezzi dovrebbe ruotare attorno alla fascia che va dai 16.000 ai 22.000 euro. Con la consueta garanzia estesa che copre l’auto per 7 anni o 150.000 Km: per quelli che, nonostante ciò che ci ha insegnato sul marchio la storia recente, ancora non si fidano del tutto.
Forse è ora di cambiare, come sta cambiando – ormai velocissimamente – il panorama automotive.
Kia Stonic: il video ufficiale
L’articolo Kia Stonic: una crossover per sfidare le B-SUV proviene da Panoramauto.
Mondiale F1 2017 – GP Azerbaigian a Baku: gli orari TV su Sky e Rai


Credits: epa06021584 German Formula One driver Sebastian Vettel of Scuderia Ferrari greets his fans after he took third position in the qualifying session of Canada Formula One Grand Prix at the Gilles Villeneuve circuit in Montreal, Canada, 10 June 2017. The 2017 Canada Formula One Grand Prix will take place on 11 June. EPA/VALDRIN XHEMAJ


Credits: epa06021646 British Formula One driver Lewis Hamilton of Mercedes AMG GP win the pole position for the the 2017 Canada Formula One Grand Prix at the Gilles Villeneuve circuit in Montreal, Canada, 10 June 2017. The 2017 Canada Formula One Grand Prix will take place on 11 June. EPA/Andre Pichette


Credits: epa06023002 Finnish Formula One driver Valtteri Bottas of Mercedes AMG GP during the drivers parade ahead of Canada Formula One Grand Prix at the Gilles Villeneuve circuit in Montreal, Canada, 11 June 2017. EPA/VALDRIN XHEMAJ


Credits: epa06023352 Australian Formula One driver Daniel Ricciardo of Red Bull Racing, third placed, rests on the grid ahead of the Canada Formula One Grand Prix at the Gilles Villeneuve circuit in Montreal, Canada, 11 June 2017. EPA/VALDRIN XHEMAJ


Credits: epa06023502 British Formula One driver Lewis Hamilton of Mercedes AMG GP in action during the Canada Formula One Grand Prix at the Gilles Villeneuve circuit in Montreal, Canada, 11 June 2017. EPA/VALDRIN XHEMAJ
Il GP d’Azerbaigian a Baku – ottava tappa del Mondiale F1 2017 – sarà trasmesso in diretta su Sky e in differita sulla Rai (di seguito troverete gli orari TV).
Sul Mar Caspio Sebastian Vettel e la Ferrari cercheranno di tornare al successo dopo la delusione di Montréal ma dovranno fare i conti con due Mercedes molto in forma.
F1 2017 – GP Azerbaigian a Baku: cosa aspettarsi
Il primo GP dell’Azerbaigian della storia si svolge sul circuito di Baku (già usato lo scorso anno per il Gran Premio d’Europa). Un tracciato cittadino molto particolare che presenta il punto più stretto del Mondiale F1 2017 (con le monoposto che sono oltretutto più larghe di 20 cm rispetto al 2016) ma anche il più lungo rettilineo del Circus.
Di seguito troverete il calendario del Gran Premio di Formula 1, gli orari TV su Sky e Rai e il nostro pronostico.
F1 2017 – Baku, il calendario e gli orari TV su Sky e Rai
Venerdì 23 giugno 2017
11:00-12:30 Prove libere 1 (diretta su Sky Sport F1, differita alle 15:30 su Rai Sport)
15:00-16:30 Prove libere 2 (diretta su Sky Sport F1, differita alle 00:35 di sabato 24 giugno su Rai Sport)
Sabato 24 giugno 2017
12:00-13:00 Prove libere 3 (diretta su Sky Sport F1, differita alle 18:00 su Rai Sport)
15:00-16:00 Qualifiche (diretta su Sky Sport F1, differita alle 19:50 su Rai 2)
Domenica 25 giugno 2017
15:00 Gara (diretta su Sky Sport, differita alle 21:10 su Rai 2)
F1 – I numeri del GP d’Azerbaigian 2017
LUNGHEZZA CIRCUITO: 6.003 m
GIRI: 51
RECORD IN PROVA: Nico Rosberg (Mercedes F1 W07 Hybrid) – 1’42”520 – 2016
RECORD IN GARA: Nico Rosberg (Mercedes F1 W07 Hybrid) – 1’46”485 – 2016
RECORD DISTANZA: Nico Rosberg (Mercedes F1 W07 Hybrid) – 1h32’52”366 – 2016
F1 – Il pronostico del GP d’Azerbaigian 2017

1° Sebastian Vettel (Ferrari)
Sebastian Vettel deve riscattare il brutto quarto posto di Montréal e secondo noi ci riuscirà.
L’attuale leader del Mondiale F1 2017 lo scorso anno ha terminato la corsa di Baku in seconda posizione e ha tutte le carte in regola per allungare il vantaggio in classifica sui rivali.


2° Lewis Hamilton (Mercedes)
Lewis Hamilton è in un eccellente stato di forma (due vittorie negli ultimi tre GP) ma la scarsa continuità gli ha impedito di essere più vicino a Vettel nella classifica del Mondiale F1 2017.
In Azerbaigian lo scorso anno il pilota britannico conquistò il quinto posto, domenica dovrebbe salire senza problemi sul podio (anche se il successo sembra difficile).


3° Valtteri Bottas (Mercedes)
Nel duello tra Vettel e Hamilton Valtteri Bottas deve accontentarsi di essere il migliore tra gli “umani”.
Prevediamo per lui nel GP d’Azerbaigian un podio in un circuito che lo scorso anno lo ha visto arrivare sesto.


Da tenere d’occhio: Daniel Ricciardo (Red Bull)
Dopo un inizio di stagione deludente Daniel Ricciardo ha portato a casa tre terzi posti consecutivi.
Lo vedremo in “top 3” anche a Baku? Difficile. Il pilota australiano lo scorso anno arrivò settimo in Azerbaigian e il circuito è poco adatto alle caratteristiche della sua Red Bull.


La squadra da seguire: Mercedes
Lo scorso anno la Mercedes trionfò a Baku ma quest’anno la Ferrari sembra essere più adatta a trionfare sul Mar Caspio.
La Stella, però, ha tutto quello che serve per piazzare due monoposto sul podio. Senza contare che negli ultimi quattro Gran Premi sono arrivate tre vittorie…

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Aprilia Shiver 900, il test






























Insieme alla Dorsoduro – qui la nostra prova su strada –, Aprilia lancia sul mercato anche la nuova Shiver 900, che per il 2017 si aggiorna più dentro che fuori: con il motore che cresce di cilindrata e guadagna omologazione Euro 4 e maggiore potenza, con un’estetica che riceve dei piccoli ritocchi finalizzati ad accentuare il suo carattere sportivo e con un pacchetto elettronico che si evolve con l’arrivo del controllo della trazione e di un Ride by wire più leggero. Costa 8.590 euro e condivide quasi tutta la base tecnica con la sorella “Supermotard”. L’ho provata tra le strade di Madonna di Campiglio alla ricerca di pregi e difetti.
Aprilia Shiver 900, com’è fatta
Tra le due 900, la Shiver è quella con più novità estetiche da mostrare. Ha nuove prese d’aria laterali, nuovi scarichi e sovrastrutture (fianchetti, coda e parafango posteriore) riviste. A seconda della colorazione scelta, cambiano anche le finiture di telaio, molla ammortizzatore e cerchi. Il telaio è quello di sempre, a traliccio stretto in tubi di acciaio, abbinato a piastre in alluminio laterali. Il mono posteriore (regolabile in estensione e precarico, con escursione da 130 mm) si fa notare nella sua posizione laterale e dialoga con il forcellone in alluminio.
Davanti debutta la nuova forcella Kayaba upside-down con steli da 41 mm (escursione di 120 mm) più leggera di 450 grammi, regolabile nell’idraulica e nel precarico; prima c’era una forcella Showa da 43mm. Il motore è un’evoluzione del bicilindrico a V di 90° da 750 cc, è cresciuto fino a 900 cc ed è omologato ora Euro 4. Disponibile anche nella versione depotenziata a 35 kW per neopatentati, è capace di assicurare una potenza di 95,2 CV a 8.750 giri/min e una coppia di 90 Nm a 6.500 giri/min (contro i 92 CV e 82 Nm del vecchio 750 cc); tale risultato è frutto non solo della crescita della corsa di 11 mm, ma anche di un lavoro di fino effettuato per migliorare tutte le componenti interne al propulsore.
L’elettronica guadagna una nuova centralina Marelli 7SM che gestisce il nuovo acceleratore Ride by wire più leggero di 550 gr (con tre modalità di guida: Touring, Sport e Rain), il nuovo controllo di trazione regolabile ed escludibile e l’ABS. All’avantreno conta su pinze ad attacco radiale a 4 pistoncini e su una coppia di dischi flottanti in acciaio da 320 mm, leggeri e in grado di garantire spazi di arresto contenuti e grande modulabilità. Il disco posteriore da 240 mm è azionato da una pinza a singolo pistoncino. Completano il quadro la nuova strumentazione TFT a colori e i nuovi cerchi ruota a tre razze sdoppiate, oltre 2 kg più leggeri.
Aprilia Shiver 900, come va
È una naked pura, di quelle con cui puoi divertirti percorrendo strade ricche di curve o viaggiare macinando km con due borse e passeggero, o ancora andare semplicemente al lavoro ogni giorno. La Shiver non ha cambiato la sua anima, ha solo fatto piccoli ma significativi passi verso il futuro. Non è mutata la posizione di guida, che resta comoda: d’attacco, come su una moto dal carattere sportivo, ma non stancante. Il busto è solo leggermente caricato in avanti, il manubrio è largo il giusto e la distanza delle pedane non costringe a stare con le gambe molto piegate.
La sella è morbida, mentre il raggio di sterzata è piuttosto ridotto. In movimento si percepisce una buona dose di agilità e alle basse andature si apprezza la nuova frizione più leggera. Morbido e preciso il cambio. Il motore è ora leggermente più potente rispetto a prima, ma ha un’erogazione più fluida, più dolce. Ha una spinta estremamente piacevole sin dai bassi regimi e si esaurisce poco prima del limitatore fissato intorno ai 9.000 giri/min. Rispetto al passato è anche più elastico: è più facile riprendere in sesta anche a velocità poco sostenute.
Rispetto alla Dorsoduro i rapporti sono più lunghi ed è più elevata anche la velocità massima raggiungibile. L’assetto è abbastanza confortevole e “digerisce” perfettamente anche la guida sportiva. Tra le curve la Shiver 900 è stabile e precisa, anche se meno reattiva della sorella Supermotard, soprattutto nei cambi di direzione. Dà una elevata sensazione di sicurezza. Eccellente è la frenata, aggressiva al punto giusto. Insomma, è una moto che riesce a divertire, e tanto, un motociclista esperto capace di tirare fuori il massimo dalla moto, ma allo stesso tempo può soddisfare le esigenze di un neofita (anche neopatentato) grazie alla ridotta altezza della sella da terra e alla facilità con cui si lascia guidare.
Abbigliamento
Scorpion ADX-1 Anima
Alpinestars T-Jaws WP jacket
Alpinestars Cooper Out denim pants
Alpinestars GP Plus R Gloves
Alpinestars SMX-6 boots
Pregi |
|
|---|---|
| Motore | Vigoroso ed elastico |
| Ciclistica | Eccellente |
| Freni | Ottimi |
Difetti |
|
|---|---|
| Raggio di sterzata | Ridotto |
| Calore motore | Un po’ fastidioso |
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Opel Grandland X: in Germania da 23.700 euro








La nuova Opel Grandland X, terza componente della famiglia SUV di Rüsselsheim dopo la Mokka X e la Crossland X, debutterà in anteprima mondiale a settembre al Salone di Francoforte.
Dopo aver svelato le prime informazioni e fotografie ufficiali della Sport Utility più grande della sua famiglia, Opel annuncia i prezzi per la Germania dove il listino della nuova Grandland X partirà da 23.700 euro.
Due motorizzazioni al lancio
Al lancio sarà proposta con due motorizzazioni, un benzina e un diesel. Il primo è il 1.2 turbo da 130 CV e 230 Nm di coppia che dichiara consumi medi di 5,5l/100 km e 124-127 g/km di CO2. Sul fronte diesel ci sarà invece il 1.6 da 120 CV e 300 Nm di coppia (da 26.500 euro) che vanta consumi compresi tra i 4,3 e i 4,6l/100 km con emissioni medie tra i 111 e i 118 g/km.
Equipaggiamento
La nuova Opel Grandland X potrà essere equipaggiata con tutti i sistemi tecnologici di ultima generazione tra cui il Cruise Control adattivo con riconoscimento dei pedoni, il sistema di allerta per la stanchezza del guidatore, l’assistente avanzato per il parcheggio, il volante riscaldabile, il portellone posteriore ad apertura automatica, il sistema di infotainment Intellilink, il servizio Opel OnStar, i fari AFL con tecnologia LED e la telecamera per la visione a 360°.
Opel Grandland X: prime fotografie e informazioni
La terza SUV della generazione X di Rüsselsheim
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Opel Grandland X: in Germania da 23.700 euro








La nuova Opel Grandland X, terza componente della famiglia SUV di Rüsselsheim dopo la Mokka X e la Crossland X, debutterà in anteprima mondiale a settembre al Salone di Francoforte.
Dopo aver svelato le prime informazioni e fotografie ufficiali della Sport Utility più grande della sua famiglia, Opel annuncia i prezzi per la Germania dove il listino della nuova Grandland X partirà da 23.700 euro.
Due motorizzazioni al lancio
Al lancio sarà proposta con due motorizzazioni, un benzina e un diesel. Il primo è il 1.2 turbo da 130 CV e 230 Nm di coppia che dichiara consumi medi di 5,5l/100 km e 124-127 g/km di CO2. Sul fronte diesel ci sarà invece il 1.6 da 120 CV e 300 Nm di coppia (da 26.500 euro) che vanta consumi compresi tra i 4,3 e i 4,6l/100 km con emissioni medie tra i 111 e i 118 g/km.
Equipaggiamento
La nuova Opel Grandland X potrà essere equipaggiata con tutti i sistemi tecnologici di ultima generazione tra cui il Cruise Control adattivo con riconoscimento dei pedoni, il sistema di allerta per la stanchezza del guidatore, l’assistente avanzato per il parcheggio, il volante riscaldabile, il portellone posteriore ad apertura automatica, il sistema di infotainment Intellilink, il servizio Opel OnStar, i fari AFL con tecnologia LED e la telecamera per la visione a 360°.
Opel Grandland X: prime fotografie e informazioni
La terza SUV della generazione X di Rüsselsheim
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Jaguar E-Pace: la sorella minore della F-Pace debutta il 13 luglio


La firma inglese svela la sua prossima mossa commerciale. E naturalmente non poteva non trattarsi di una nuova pedina nel segmento delle SUV. In questo caso la nuova Jaguar E-Pace andrà a posizionarsi tra le compatte, come sorella minore della F-Pace.
Dalla prima immagine rilasciata da Jaguar sembra che questa E-Pace sfoggerà un aspetto piuttosto dinamico e, stando a quanto si legge nel comunicato, sarà caratterizzata dalla “sportività, agilità e praticità tipiche di un’auto adatta all’uso quotidiano”.
Per ora possiamo vedere i gruppi ottici posteriori a LED dalle linee orizzontali e un paraurti piuttosto muscoloso in perfetta sintonia con l’attuale linguaggio stilistico adottato dagli ultimi modelli Jaguar.
L’unveiling il 13 luglio
Ian Callum, direttore del design di Jaguar ha detto che “Ogni Jaguar è disegnata per eccitare i sensi e crediamo che la E-Pace farà esattamente questo anche se con il suo carattere personale”.
Per ora non ci sono altre informazioni sulla new entry di Coventry che sarà svelata in anteprima mondiale il 13 Luglio, per poi apparire ufficialmente al Salone di Francoforte a settembre.
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Volvo: Polestar diventa indipendente e produrrà elettriche ad alte prestazioni


Sotto la proprietà cinese di Geely il marchio scandinavo Volvo sta cambiando profondamente. Il prossimo grande passo riguarderà il marchio Polestar, acquistato da Volvo nel 2015 e che attualmente si dedica all’elaborazione dei modelli ad alte prestazioni della firma svedese.
Da ora in avanti questa divisione diventerà infatti un brand indipendente all’interno del Gruppo e si occuperà dello sviluppo e della produzione di auto elettriche sportive che andranno a rivaleggiare direttamente con il colosso Tesla (che proprio nei mercati Nordeuropei ha una delle sue più grandi roccaforti commerciali).
Thomas Ingfenlath, che fino ad ora era Vicepresidente del Design Volvo, sarà il CEO della nuova Polestar e Hakan Samuelsson, presidente di Volvo Cars, ha specificato che questa nuova Polestar sarà un marchio ben differenziato all’interno di Volvo.
Ovviamente Polestar continuerà a sfruttare la tecnologia e l’ingegneria di Volvo Cars e Volvo continuerà a ricevere il know-how di Polestar, oltre ai suoi pacchetti performanti che arriveranno dalla sottomarca Polestar Engineered. Per ora non sono state rilasciate altre informazioni su questa operazione ma Volvo invita ad attendere il prossimo autunno per saperne di più.
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