Derriereitalia, il nuovo zaino per la moto e il tempo libero

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La nuova collezione di accessori firmata Derriereitalia prevede un nuovo zaino porta laptop, porta iPad e pochette, pensato per le due ruote ma anche per il tempo libero. Si tratta di prodotti realizzati in neoprene, un tessuto tecnico morbido al tatto e con caratteristiche di elasticità, capacità isolante, grande resistenza all’acqua, al calore e agli agenti reattivi, abbinato alla simil-pelle in cui sono stampate le sedici esclusive grafiche della linea DL (Derriere Luxury).

Lo zaino è corredato da una tasca in grado di accogliere e proteggere un notebook di 15,6”. All’interno dello zaino sono presenti inoltre, due pratiche cinghiette in pelle con un anello metallico utile per inserire la pochette o il porta iPad. La chiusura è invece affidata a due magneti. In particolare il porta iPad è disponibile in due misure per i modelli 9.7” e 7.9” e ha un costo che va dai 37 ai 46 euro, mentre la pochette viene proposta a 32 euro. Lo zaino invece costa 150 euro.

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SURUS: la piattaforma a idrogeno e autonoma di GM

A rendering of the Silent Utility Rover Universal SuperstructureA rendering of the Silent Utility Rover Universal Superstructure

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Credits: panels and power generators to show the potential of flexible fuel cell solutions. SURUS was designed to form a foundation for a family of commercial vehicle solutions that leverages a single propulsion system integrated into a common chassis.

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Credits: The Silent Utility Rover Universal Superstructure (SURUS) platform is a flexible fuel cell electric platform with autonomous capabilities. SURUS was designed to form a foundation for a family of commercial vehicle solutions that leverages a single propulsion system integrated into a common chassis.

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Credits: The Silent Utility Rover Universal Superstructure (SURUS) platform is a flexible fuel cell electric platform with autonomous capabilities. SURUS was designed to form a foundation for a family of commercial vehicle solutions that leverages a single propulsion system integrated into a common chassis.

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Credits: platform with autonomous capabilities. The water hose and bottle demonstrate potential water creation capability from water vapor exhaust.

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Credits: Silent Utility Rover Universal Superstructure (SURUS) platform is a flexible fuel cell electric platform with autonomous capabilities. The Exportable Power Takeoff (EPTO) feature demonstrates how high-voltage DC from the fuel cell stack could be converted to both high- and low-voltage AC to power tools or equipment.

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Credits: Silent Utility Rover Universal Superstructure (SURUS) platform is a flexible fuel cell electric platform with autonomous capabilities. The hydrogen refueling port demonstrates the potential for rapid refueling with long-range capability.

 

In occasione della riunione autunnale dell’Association of the United States Army, General Motors ha presentato un’inedita piattaforma elettrica flessibile a celle di combustibile e a guida autonoma, denominata SURUS (Silent Utility Rover Universal Superstructure).

L’idea è quella di utilizzare questa piattaforma a scopi militari, soprattutto per affrontare le sfide di trasporto in caso di disastri naturali. SURUS sfrutta il nuovo sistema di celle a combustibile Hydrotec di GM, possiede capacità di guida autonoma e componenti del telaio in grado di garantire alte prestazioni e zero emissioni.

Tra i vantaggi di questa piattaforma GM elenca la silenziosità, l’assenza di odori, le alte doti in off-road, la disponibilità di una coppia elevata in qualsiasi circostanza, la capacità di produrre acqua e tempi di rifornimento rapidi.

Inoltre questa architettura è completamente configurabile e può essere usata per il trasporto di container o strutture mediche, come anche di passeggeri.

Per quanto riguarda il powertrain, che è un’evoluzione del Fuel Cell 2.0 di GM, conta su serbatoi di idrogeno posizionati al centro del pianale e che alimentano i due motori elettrici – uno per asse – che a loro volta danno impulso alle 4 ruote sterzanti. Il tutto per un’autonomia di 640 km.

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Citroen C3 è Auto Europa 2018

Copyright William Crozes @ Continental ProdutionsCopyright William Crozes @ Continental Produtions

Credits: Copyright William Crozes @ Continental Produtions

L’associazione dei giornalisti italiani dell’automotive ha decretato la nuova Citroen C3 Auto Europa 2018. La compatta del marchio francese ha avuto la meglio sulle 20 rivali selezionate per la fase finale del prestigioso riconoscimento: ha infatti raccolto 293 preferenze, 92 più della seconda classificata Alfa Romeo Stelvio, terza con 81 voti Peugeot 5008. Il premio assegnato alla nuova C3 è stato consegnato dal presidente della U.I.G.A., Marina Terpolilli, a Carlo Leoni, Direttore Comunicazione e Relazioni Esterne di Groupe PSA Italia e ad Elena Fumagalli, Responsabile Comunicazione di Citroen Italia.

Una C3 vinse anche nel 2003

Non è mica la prima volta che una vettura del marchio Citroen si aggiudica questo prestigioso premio. Si contano infatti ben 8 “incoronazioni”: la vittoria era andata a C4 nel 2005, a C3 nel 2003, a C5 nel 2002, a Xsara Picasso nel 2001, a Xantia nel 1994, a ZX nel 1992 e ad XM nel 1990. Oggi la C3 si distingue soprattutto nel segmento B per la sua capacità di interpretare forse come nessun altro competitor il design moderno. È una vettura apprezzata per il suo essere fuori dai canoni tradizionali, e combina innovazione, comfort e praticità. È riuscita in pochi mesi a conquistare 30.000 clienti sul mercato italiano e punta a conquistare un ruolo importante nella sua categoria. Noi l’abbiamo provata nell’allestimento Shine con il motore 1.6 diesel da 100 CV: qui il nostro test.

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Lambo Rambo: l’antenata della futura Urus

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Mancano meno di due mesi al 4 dicembre, data in cui Lamborghini lancerà a Sant’Agata Bolognese la nuova Urus. Questa new entry di fatto non sarà la prima SUV del marchio del Toro. Chi ricorda la LM002 di ormai ben 25 anni fa? Sotto il cofano montava lo stesso V12 della mitica Countach Quattrovalvole da 5.167 cc e 450 CV erogati a 6.800 giri. A dirla tutta la LM002 ebbe un0’antecedente, la LM001 che per rimase ferma alla fase di prototipo per problemi causati dalla posizione posteriore del motore . La LM002, denominata più colloquialmente Lambo Rambo, era pensata per il deserto e infatti montava un radiatore sovradimensionato, un potente sistema di aria condizionata e pneumatici specifici, firmati Pirelli, per sopportare le alte temperature. La Lambo LM002 era un fuoristrada a vecchia maniera, fabbricata in alluminio e fibra di carbonio, con trazione alle quattro ruote e tre blocchi dei differenziali. Spartana e rude fuori e lussuosa dentro, con interni classici in pelle e legno. Sarà la nuova Urus all’altezza?

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MV Agusta F4 RC 2018

MV Agusta F4 RC 2018MV Agusta F4 RC 2018

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Credits: MV Agusta

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Credits: MV Agusta

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Credits: MV Agusta

 

MV Agusta presenta per il 2018 una nuova edizione limitata della supersportiva F4 RC derivata strettamente dalla superbike utilizzata da Leon Camier nel mondiale delle derivate di serie. Ha infatti le stesse colorazioni della moto del team ufficiale, con il numero 37 che campeggia sulla tabella per celebrare i titoli mondiali costruttori conquistati nella storia dal marchio varesino. Sarà esposta presso lo stand MV Agusta a Eicma 2017.

Motore ed elettronica

La nuova MV Agusta F4 RC 2018 è dotata del motore quattro cilindri in linea Corsa Corta (alesaggio 79 mm – corsa 50,9 mm) con catena di distribuzione centrale e valvole radiali. In questa versione raggiunge la potenza massima di 205 cv (151 kW), che crescono ancora grazie al kit dedicato, che permette di ottenere ulteriori 7 cv, fino a 212 cv (158 kW). Prevede una piattaforma elettronica che consente di personalizzare i parametri di intervento relativi a sensibilità del comando gas, coppia massima, freno motore, risposta del motore e limitatore di giri permette di ottenere il massimo dalla moto, in tutte le condizioni d’uso. La piattaforma inerziale della F4 RC dispone di un sensore d’assetto e di tre giroscopi, oltre ad altrettanti accelerometri: un pacchetto ideato per garantire l’assoluta efficacia dinamica, grazie anche al cambio elettronico EAS 2.0 (Electronically Assisted Shift) di serie.

Ciclistica

La ciclistica prevede telaio a traliccio in tubi di acciaio CrMo con saldature TIG, chiuso nella parte centrale da leggere piastre in lega di alluminio, che fanno da punto di ancoraggio del monobraccio, offrendo anche la possibilità di variare l’altezza del pivot del forcellone posteriore. Davanti c’è la forcella Ohlins USD tipo NIX 30 con trattamento superficiale TiN che permette di regolare la risposta idraulica separatamente in compressione (stelo sinistro) e in estensione (stelo destro), oltre naturalmente a variare il pre- carico della molla.

Dietro troviamo invece l’ammortizzatore Ohlins TTX 36 con serbatoio piggyback è anch’esso completamente regolabile tramite registri meccanici. Regolabile l’ammortizzatore di sterzo. L’impianto franante Brembo si avvale di due dischi da 320 mm di diametro con pinze monoblocco GP a 4 pistoncini da 30 mm di diametro e di un disco in acciaio da 210 mm al posteriore con pinza a 4 pistoncini. L’ABS Bosch 9 Plus Race Mode nella sua più recente evoluzione offre il sistema RLM (Rear Wheel Lift-Up Mitigation), che scongiura il sollevamento della ruota posteriore in staccata.

Kit esclusivo

In abbinamento alle 250 F4 RC, MV Agusta ha preparato un prezioso kit, racchiuso in una elegante scatola in legno che comprende decine di componenti, come il terminale di scarico in titanio con terminale singolo SC-Project, il tappo del serbatoio a sgancio rapido, le paratie paracalore in fibra di carbonio, il copri codino monoposto F4 RC e il telo coprimoto personalizzato.

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Skoda Karoq, la SUV erede della Yeti

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COMFORT
Comoda e ben insonorizzata. La seduta alta aiuta a vedere bene la strada e l’assetto è morbido ma non rende l’auto imprecisa.
PIACERE DI GUIDA
La Karoq è agile e maschera bene la sua massa. Gli ammortizzatori adattivi lavorano bene su ogni fondo mantenendo l’auto sicura ma allo stesso tempo precisa nella guida.
PREZZO
Molto competitivo. Si parte da 23.850 euro per la versione 1.0 TSI da 115 CV Ambition.

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Alla domanda SUV medio, Skoda risponde Karoq. Dopo la più grande Skoda Kodiaq (scusate la quantità di “K” e di “Q”), è tempo per la Casa ceca di attaccare la fetta di mercato più importante e più affollata. Prima questo compito spettava alla Yeti, ma qui si tratta di un’auto concettualmente diversa, più SUV e più disposta ad incontrare i gusti di tutti. Basata sullo stesso pianale della Seat Ateca e della Volkswagen Tiguan, la Skoda Karoq si posiziona tra le due cugine in quanto a dimensioni. È lunga 4,38 metri, contro i 4,49 della tedesca e i 4,36 della spagnola; ma è quella con il bagagliaio più grande: 521 litri, 1 in più della Tiguan e 11 in più della Ateca.

Dentro troviamo la nuova strumentazione digitale con schermo TFT completamente configurabile da 10,25 pollici (novità assoluta per Skoda), e tante soluzioni pratiche “Simply Clever” (come i mini cestini della pattumiera, la torcia o gli appendini nel bagagliaio, oppure gli ombrelli sotto il sedile). La Skoda Karoq è disponibile sia a trazione anteriore che a trazione integrale (con differenziale posteriore bloccabile) e modalità off-road. Cambio manuale a sei rapporti oppure DSG a 7. Ci sono poi tutti i migliori sistemi di sicurezza disponibili in Casa Volkswagen, come il cruise control adattivo (ACC) con tecnologia radar, il Front Assist con frenata di emergenza (in grado di rilevare anche i pedoni), il Blind Spot Detect e il Rear Traffic Alert, e ancora il Lane Assist che mantiene la vettura in corsia e il Traffic Jam Assist che vi assiste quando siete in coda.

La Skoda Karoq è disponibile negli allestimenti Ambition, Executive e Style. La versione Ambition ha una dotazione già abbastanza completae che include la frenata automatica d’emergenza, i sensori di parcheggio, i cerchi da 17″, la radio con display touch da 8 pollici (con i sistemi di connettività quali Apple CarPlay e Android Auto) e il climatizzatore automatico bizona.

Ma com’è dal vivo la nuova Skoda Karoq? Noi abbiamo provato la versione 2.0 TDI da 150 CV con trazione integrale e cambio DSG.

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DENTRO E FUORI

Le linee della Skoda Karoq sono circa le stesse della Kodiaq: dure, dritte, che le conferiscono un’aria robusta. Sono i volumi e le proporzioni a renderla diversa; a dire il vero sembra più compatta di quello che è. Il design degli interni invece è più semplice ma la qualità percepita (altissima) è la stessa. È davvero impossibile non notare lo zampino di Volkswagen: lo schermo ricorda quello della nuova Polo e i comandi del clima sono gli stessi che troviamo sulla maggior parte delle auto del Gruppo, ma non è una critica, anzi, è una buona notizia.
Ha una seduta molto alta, la Karoq, e anche regolando bene la seduta il volante rimante molto orizzontale, come sui furgoncini. Non è una posizione scomoda, è solo inusuale. Comodi invece i sedili e ottima la visibilità. Mettendo mano al portafogli gli interni si posso arricchire di sedili riscaldabili, clima automatico, strumentazione digitale (prima volta su Skoda), impianto stereo Canton, tetto panoramico (immenso) e molto altro. Dietro stanno comodi due adulti (alti), ma c’è posto anche per tre adulti “medi”.
Il bagagliaio invece “batte” di un litro quello della Tiguan, risultando uno dei più capienti della sua categoria (da 521 a 1.630 litri).

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PRIME IMPRESSIONI SU STRADA

La Skoda Karoq 2.0 TDI da 150 CV 4X4 ci sembra la versione più interessante, anche se la maggior parte delle vendite verterà sulla 1.6 TDI 115 CV con trazione anteriore. Le versioni a due ruote motrici montano un ponte rigido all’asse posteriore, mentre quelle a trazione integrale montano un asse posteriore multilink a quattro bracci.
Su strada la Karoq è molto agile e gli ammortizzatori adattivi mantengono alto il livello di comfort anche sulle strade dissestate della Sicilia. In modalità Sport, la più dura disponibile, la Skoda Karoq dà sempre la piacevole sensazione di viaggiare sul soffice, nonostante sospensioni e cambio siano più tesi e rapidi nella risposta. Lo sterzo poi è davvero piacevole: lineare, leggero, perfettamente adatto al carattere dell’auto. Il DSG a 7 rapporti invece è sempre fulmineo e dolcissimo, insomma è sempre l’automatico di riferimento.
Abbiamo portato la Karoq anche su una strada sterrata abbastanza impegnativa, piena di buche e con salite non proprio adatte a tutte le auto. In modalità off-road la trazione lavora molto bene (blocca il differenziale posteriore) e mantiene frenata l’auto nelle discese impegnative. Insomma, è una trazione integrale che lavora “davvero”.

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MOTORI

I motori disponibili per la Skoda Karoq sono cinque: due benzina e tre Diesel; con una potenza compresa tra 115 e 190 CV. Si parte dal 1.0 TSI tre cilindri 115 CV e dal 1.5 TSI con sistema di gestione attiva dei cilindri 150 CV, entrambi benzina. Poi ci sono i diesel TDI 1.6 da 115 CV (anche con DSG) e 2.0 da 150 CV. Infine c’è il top di gamma, il 2.0 TDI da 190 CV, disponibile solo con la trazione integrale 4×4 e il cambio automatico DSG.

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PREZZO E VERSIONI

La Skoda Karoq sarà già disponibile in prevendita da settimana da settimana prossima con un prezzo di partenza di 23.850 euro per la versione 1.0 TSI da 115 CV Ambition. La top di gamma 2.0 TDI 4X4 DSG Style invece costa 34.350 euro. La versione più appetibile per il mercato italiano, la 1.6 TDI 115 CV a trazione anteriore, ha un prezzo di partenza di 26.100 euro.
Nei concessionari arriverà nel 2018.

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Lamborghini: torna in ballo il progetto Estoque?

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Dopo aver rilasciato gli ultimi dettagli sulla nuova Urus (che debutterà il prossimo 4 dicembre), Lamborghini starebbe iniziando a lavorare ad un altro modello completamente nuovo, il quarto della gamma, che dovrebbe arrivare sul mercato entro 4 anni.

Questa new entry farebbe parte del piano di Sant’Agata Bolognese rivolto ad assicurare la sostenibilità della sua crescita e occupare un segmento di mercato praticamente senza concorrenza: quello delle berline esotiche di super lusso e ad alte prestazioni di marche prevalente sportive. Solo Aston Martin e Porsche hanno osato proporsi pionieristicamente in questo segmento con la Rapid e la Panamera (anche se il prezzo della prima è quasi il doppio rispetto alla seconda).

Secondo gli ultimi rumors Lamborghini vorrebbe sfruttare le piattaforme condivise con il Gruppo Volkswagen con l’obiettivo di produrre una berlina di lusso super sportiva. E la piattaforma prescelta potrebbe essere la MSB, utilizzata attualmente dalla Porsche Panamera, dalla Audi A8 e dalla Bentley Continental GT.

Del resto Federico Foschini, direttore commerciale Lamborghini aveva detto all riguardo: “Dobbiamo essere umili. L’Urus si trova ancora in fase di pre produzione e, anche se abbiamo l’obiettivo di duplicare i volumi di vendite durante i prossimi 5 anni. Se la Urus dovesse raggiungere questi obiettivi si aprirebbero delle possibilità”.

È evidente che con l’arrivo della nuova SUV ad alte prestazioni Lamborghini raggiungerà grandi volumi di una nuova clientela e questo potrebbe aprire il marchio alla possibilità della super berlina. Per il momento Lamborghini ha raddoppiato il suo organico e gli impianti industriali.

Nulla si sa, invece, sulla possible meccanica che potrebbe adottare questa sorta di erede della Estoque vista nel 2008 (nella gallery in apertura). Magari lo stesso V12 da 650 CV della Urus….

Francoforte 2017: le foto

Lamborghini: sotto i riflettori di Francoforte la Aventador S Roadster

La Casa di Sant’Agata Bolognese presenta la variante open air della super car al top della gamma

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Kawasaki, a Eicma 2017 una Sport-Tourer sovralimentata

Sarà uno stand ricco di novità quello che Kawasaki porta a Eicma 2017. Infatti, dopo aver annunciato l’arrivo della Z900RS e della nuova Kawasaki Ninja ZX-10RR 2018, il marchio di Akashi diffonde un video-teaser per comunicare al mondo il debutto di un nuovo modello sovralimentato (come l’H2).

Sovralimentata sì, ma per essere più pronta ai bassi

Non sarà però una nuova supersportiva. Tutt’altro. Si tratta infatti del segmento delle Sport-Tourer, come specifica il comunicato ufficiale diffuso da Kawasaki. Il quale recita “Fino ad oggi la storia delle Kawasaki sovralimentate era incentrata principalmente sulle performance pure e sulle elevate prestazioni”, lasciando intendere che tale tecnologia sarà applicata su una moto che non farà delle prestazioni il suo principale punto di forza. La tecnologia Balanced Supercharger sarà infatti sfruttata per offrire un’erogazione ancora più poderosa ai bassi e medi regimi, senza intaccare i consumi.

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Alvis TD 21 Drop Head (1958): cabriolet all’inglese

Alvis TD 21 Drop HeadAlvis TD 21 Drop Head

La Alvis TD 21 Drop Head – prodotta dal 1958 al 1963 – è una cabriolet britannica tanto elegante quanto assetata di carburante. Si trova abbastanza facilmente nel Regno Unito a meno di 90.000 euro.

Alvis TD 21 Drop Head (1958): le caratteristiche principali

La Alvis TD 21 Drop Head del 1958 non è altro che un’evoluzione della TC 108G con più spazio per i passeggeri posteriori e i bagagli e una carrozzeria firmata Park Ward.

Alvis TD 21 Drop Head (1958): la tecnica

Il motore della Alvis TD 21 Drop Head è il già noto (specialmente per i consumi elevati) 3.0 sei cilindri a benzina adottato dalla TC con più cavalli (117).

Due le trasmissioni disponibili: un nuovo cambio manuale a quattro marce di origine Austin-Healey e – per la prima volta – un automatico Borg Warner a tre rapporti.

Nel 1959 arrivano i freni a disco anteriori mentre la Series II lanciata nel 1962 porta i freni a disco posteriori e una nuova trasmissione manuale ZF a cinque marce.

Alvis TD 21 Drop Head (1958): le quotazioni

Non fatevi ingannare dalle quotazioni che recitano 40.000 euro: la cifra necessaria per entrare in possesso di una Alvis TD 21 Drop Head del 1958 (facile da trovare solo nel Regno Unito) sfiora i 90.000 euro. La Series II è la versione che ci sentiamo di consigliare: per la rarità e per i contenuti tecnici.

Auto d’epoca britanniche

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Bosch, la nuova batteria a 48 Volt per le soluzioni ibride

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Bosch ha realizzato una nuova batteria a 48 Volt per soluzioni ibride richiesta dalle case automobilistiche di tutto il mondo. Analogamente all’e-axle, questa batteria innovativa a 48 Volt è standardizzata per essere adattabile facilmente ai nuovi modelli di automobili. Sia i costruttori affermati sia le start-up possono, pertanto, eliminare lunghi e dispendiosi processi di sviluppo.

Il segreto del successo della batteria è la sua progettazione sofisticata che offre un modo conveniente, in confronto ad altri, di contribuire a ridurre le emissioni di CO2. Questo è dovuto anche alle caratteristiche del prodotto in quanto la batteria non richiede raffreddamento attivo e il suo involucro è in plastica, invece che in metallo. Entrambi i fattori riducono ulteriormente i costi. L’involucro in plastica rappresenta una vera e propria sfida, in quanto le celle agli ioni di litio si espandono quando la batteria è in carica e durante l’attività dell’unità. Ne consegue che l’involucro deve sopportare una certa quantità di stress. Gli ingegneri di Bosch hanno risistemato le celle nella batteria a 48 Volt affinché anche l’involucro in plastica possa sostenere la pressione.

“Bosch è un incubatore di elettromobilità. Aiutiamo i costruttori a ridurre i tempi di sviluppo dei prodotti e a lanciarli più rapidamente,” ha affermato Rolf Bulander, presidente del settore di business Bosch Mobility Solutions e membro del Board of Management di Bosch. Non solo le utilitarie ma anche le mini e le microcar potranno beneficiare della batteria agli ioni. L’inizio della produzione della batteria è previsto a fine 2018 e, con la previsione di un vasto mercato per gli ibridi entry-level, Bosch offre altri componenti per i sistemi di propulsione e trasmissione in aggiunta alla batteria a 48 Volt. L’azienda stima che entro il 2025 circa 15 milioni di veicoli ibridi a 48 Volt saranno sulle strade.

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