Volkswagen: novità per tutta la gamma

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Volkswagen Passat AlltrackVolkswagen Passat Alltrack

Der neue Volkswagen GolfDer neue Volkswagen Golf

 

Per il 2018 Volkswagen introduce novità per la gamma. Gli aggiornamenti riguardano la Up!, la Polo, la Golf, la Tiguan e la Passat.

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Volkswagen Up!

Il listino della piccola city car di Wolfsburg mantiene il prezzo di attacco di 9.000 euro (con anticipo 0 e tasso 0%, TAEG 2,65%). Volendo per i clienti potranno sfruttare la formula Progetto Valore Volkswagen, che permette di avere la Nuova up! con rate che partono da 99 Euro/mese (TAN 3,99%; TAEG 6,62%).

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Der neue Volkswagen Polo GTIDer neue Volkswagen Polo GTI

Volkswagen Polo

La piccola della famiglia, la cui nuova generazione basata sulla piattaforma MQB A0 è arrivata nel 2017, amplia la gamma motori con l’arrivo del cambio automatico a doppia frizione DSG a 7 rapporti in abbinamento alla motorizzazione 1.6 TDI da 95 CV dotata di catalizzatore SCR. Questa combinazione sarà disponibile con gli allestimenti Comfortline o Highline.

Un’altra novità è l’arrivo della versione più sportiva della gamma Polo. Con 200 CV di potenza, cambio DSG a 6 rapporti di serie, velocità massima di 237 km/h e accelerazione da 0 a 100 km/h in 6,7 secondi, la Nuova Polo GTI ha un prezzo di partenza di 25.650 Euro.

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Der neue Volkswagen GolfDer neue Volkswagen Golf

Volkswagen Golf

Aggiornata nello stile e nelle tecnologie l’anno scorso, nel 2018 la Nuova Golf si arricchisce con due novità: il Tech&Sound Pack che diventa di serie sull’allestimento Trendline e il nuovo Tech Pack per la versione Sport, disponibile a 900 Euro.

Il Tech&Sound Pack arricchisce la dotazione standard dell’allestimento d’ingresso della gamma Golf con radio Composition Media da 8”, cruise control, volante multifunzione rivestito in pelle, App-Connect e bracciolo centrale anteriore.

Il nuovo Tech Pack, invece, completa l’equipaggiamento della Nuova Golf Sport con: App-Connect, Mirror Pack, sensori di parcheggio Park Pilot e climatizzatore automatico bizona Climatronic.

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Volkswagen Tiguan

La gamma della SUV di segmento D di Wolfsburg si amplia con due nuove versioni. Si tratta delle nuove Tiguan Urban e Tiguan Sport, che vanno ad aggiungersi alle già esistenti versioni Style, Business e Advanced.

La Urban rappresenta il nuovo ingresso alla gamma e offre una dotazione completa con il sistema di controllo perimetrale Front Assist, l’assistenza attiva per il mantenimento della corsia Lane Assist e la radio Composition Media da 8” con App-Connect.

La Nuova Tiguan Sport, invece, è pensata per i Clienti che amano la sportività e il design: alla già completa dotazione della Style, questa versione aggiunge esterni R-Line, cerchi in lega da 19”, fari anteriori Full LED, mancorrenti e listello calandra cromati, sterzo progressivo e Driving Profile Selection.

Volkswagen Tiguan Allspace

L’offerta della Nuova Tiguan Allspace si arricchisce del 2.0 BiTDI da 240 CV, associato alla trazione integrale 4MOTION e al cambio doppia frizione DSG a 7 rapporti. Il motore più potente della gamma è abbinato alla variante di vertice R-Line e ha un prezzo di listino di 51.150 Euro.

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Volkswagen Passat AlltrackVolkswagen Passat Alltrack

Volkswagen Passat

Infine l’offerta della Passat si semplifica e si focalizza sul cambio automatico a doppia frizione DSG, cui si aggiunge un arricchimento delle dotazioni per tutta la gamma. Nel 2018, escono dal listino le versioni Trendline e Highline, mentre il cambio manuale resta disponibile solo per l’allestimento Business. La versione Executive è ora offerta al prezzo della precedente Highline ma con contenuti in più, tra cui spiccano il navigatore Discover Pro da 8”, App-Connect, Active Info Display e fari Full LED.

Inoltre, per la Passat Alltrack ci sono due importanti novità: Executive Pack e cambio doppia frizione DSG entrambi offerti di serie e senza sovrapprezzo, per un vantaggio Cliente complessivo di circa 4.000 Euro.

Volkswagen Passat AlltrackVolkswagen Passat Alltrack

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Fantic Caballero

Fantic Caballero è il nuovo scrambler tutto pepe e divertimento presentato prima a Eicma 2017 e in queste ore al Motor Bike Expo 2018. È spinto da un monocilindrico a 4 tempi raffreddato a liquido da 125cc di soli 130 kg a secco e dotato di una ciclistica capace di regalare buone performance sia su strada che su sterrato. L’aspetto è da classico scrambler, con le ruote tassellate, i cerchi a raggi la sella piatta e lunga e il serbatoio allungato. In questo video ufficiale rilasciato da Fantic potete vederlo all’opera…

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Kawasaki al Motor Bike Expo 2018

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Kawasaki porta al Motor Bike Expo 2018 la nuova gamma moto 2018. Protagoniste della pedana centrale saranno: la Z900RS erede della leggendaria Z1, la Z900RS CAFE unico esemplare presente in italia, la nuova incredibile sport tourer supercharged Ninja H2 SX e la moto più potente al mondo prodotta in serie, la Ninja H2R.

Spazio anche per la nuova Ninja 400, per la gamma Z tra cui la Z900 per patenti A2 e per la famiglia Versys al completo. Nella hometown di Mr. Martini non poteva mancare la sua splendida Kawasaki Vulcan “70” una special prodotta in serie limitata su base Vulcan S. Ed infine dal mondo del freestyle motocross arriva la Kawasaki KX450F MAGNET by Alvaro Dal Farra, una special unica nel suo genere, completamente in carbonio, frutto di uno studio accurato nei minimi particolare.

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Che auto comprare a 40 anni per non sembrare un vecchio patetico

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Il giorno in cui festeggi il tuo 40imo compleanno tutto cambia. Può sembrare assurdo. In fin dei conti sei sempre tu, sei la stessa persona che fino a ieri si definiva ancora un trentenne. Ma i 40 anni sono diversi. Sanciscono definitivamente il tuo l’ingresso nell’età adulta. E, soprattutto, sono il giro di boa della vita umana.

Quel giorno ti svegli, scendi dal letto, ti guardi allo specchio e ti rendi conto che gli anni che hai vissuto – se sei fortunato – sono gli stessi che ti restano da vivere. Ed è a quel punto che impazzisci. Perché sai anche che ti rimane poco tempo per fare quello che avresti sempre sognato e che, di sicuro, non farai a 60 anni. E quindi ti rimangono solo 20 anni da sfruttare.

Dopo esserti iscritto a un corso di paracadutismo, uno di sopravvivenza e uno di tassidermia (a quanto pare hai sempre sognato una casa piena di animali impagliati) decidi che vuoi cambiare macchina. Vuoi qualcosa che ti ridia le emozioni della giovinezza. Vuoi un’auto sportiva. Un’auto veloce e dal rombo devastante. Ma non è la scelta giusta. A meno che tu non voglia sembrare un patetico 40enne in crisi di mezza età.

Quindi, che auto puoi acquistare?

 

Hot hatch

Hai sempre sognato di guidare una Golf GTI e ora, a 40 anni, guadagni finalmente abbastanza da potertela permettere. In fin dei conti è la classica berlina a due volumi. Ha cinque posti, un bel bagagliaio e un assetto duro come il top di quarzo che tua moglie ha voluto per la nuova cucina.

Vero, ma l’assetto ribassato e i due enormi scarichi cromati fanno subito auto da ventenne. Se qualcuno ti vede scendere da quell’auto penserà che hai preso in prestito l’auto di tuo figlio o, peggio, che sei un 40enne in crisi di mezza età che vuole fare il giovane.

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Decappottabile sportiva

Peggio della hot hatch in quanto a 40enne patetico c’è solo la decappottabile sportiva. La Mazda MX-5 è un’auto divertentissima, lo sappiamo tutti. Una trazione posteriore da intraversare in accelerazione o da mandare in drift in rotatoria. Ma dovevi pensarci quando ancora avevi solo 39 anni, ora sei troppo vecchio. Non c’è niente di più triste di una testa dai capelli radi sbattuta dal vento.

So a cosa stai pensado. Perché non prendere allora una Toyota GT86? Saresti al chiuso e nessuno vedrebbe il tuo crescente problema tricologico. Giusto, e come spiegherai a tua moglie che non potete più andare all’Ikea perché nel bagagliaio non ci sta nemmeno un comodino Malm da montare? figuriamoci quella nuova libreria Lack che voleva comprare!

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Crossover

Negli ultimi due anni tutti vogliono un crossover. Ma se sono perfetti per le donne (soprattutto 40enni) che amano le auto dalla guida alta e con un sacco di spazio per shopping e bambini, quando li guida un uomo di 40 anni si ha subito la sensazione di uno che ha rinunciato a ogni piacere della vita.

Prima ha buttato la Play, poi ha detto addio agli amici del calcetto del giovedì e infine ha scelto un’auto spaziosa, comoda, terribilmente lenta e per nulla divertente. Insomma, sei passato dai 40 ai 60 anni in un solo acquisto. Tanto vale risparmiare i soldi e prendere subito una stanza alla Residenza Anni Azzurri.

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Berlina o station wagon sportiva

Sono veloci, divertenti, spaziose e comode. Viste da fuori sono understatement puro: eleganti, sobrie, silenziose. Sono auto da adulti. Ma quando sei solo selezioni la modalità sport e puoi divertirti come un pazzo su qualche strada di campagna o montagna, il tutto accompagnato da un magnifico timbro del motore.

Inoltre alcune di loro sono anche a trazione posteriore e un traverso lo si fa sempre volentieri, anche a 40 anni. L’importante è indossare una camicia. Ma di questo, forse, parleremo un’altra volta.

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Lamborghini Urus

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La Lamborghini Urus è la SUV dei tempi moderni della Casa di Sant’Agata Bolognese. 31 anni fa, infatti, il marchio del Toro commercializzò (dal 1986 al 19893) la LM 002, prima vera fuoristrada del marchio.

Dimensioni

La Lamborghini Urus è lunga 5,11 metri, larga 2,01 e alta 1,63, con un passo che arriva a 3 metri. L’abitacolo offre spazio a 5 passeggeri non sacrificati, con un portabagagli dalla capacità di carico di 616 litri, estendibili fino a 1.596 litri. Il peso complessivo della Urus è di circa 2.200 kg.

Meccanica

Sotto il cofano della Lamborghini Urus cc’è il V8 da 4.0 litri, 650 CV e 850 Nm di coppia disponibile tra i 2.250 giri e 4.500 giri. La trasmissione è affidata al cambio automatico con convertitore di coppia e otto marce. Questo powertrain le garantisce euro sprint da 0 a 100 km/h in 3,6 secondi e una velocità massima di 305 km/h.

Trazione integrale e sei modalità di guida

Grazie al selettore della modalità di guida il guidatore può impostare diversi settings: Neve, Terra, Sabbia, Sport, Corsa e Strada. La trazione integrale della Lamborghini Urus – con una ripartizione del 60% della coppia al posteriore che si può traslare fino al 70% all’anteriore in particolari condizioni – dispone di un differenziale centrale Torsen e del sistema Toque Vectoring al posteriore.

Telaio

Il telaio della Lamborghini Urus conta su sospensioni multi-link sia all’asse anteriore che al posteriore (sterzante) e barre antirollio attive. L’altezza da terra è variabile, tra i 158 e i 248 mm. I cerchi proposti sono da 21 o 23 pollici e l’impianto frenante vanta i dischi anteriori più grandi sul mercato da 440 mm (370 mm al posteriore).

Prezzo

La Lamborghini Urus ha un prezzo di attacco di 207.999 euro

Foto

Lambo Rambo: l’antenata della futura Urus

La gallery fotografica della vecchia LM002, la super SUV del Toro uscita di scena 25 anni fa…

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Lamborghini Urus by Top Car Design

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Se la nuova Lamborghini URUS – la SUV di Sant’Agata Bolognese da 650 CV di potenza – non fosse abbastanza esclusiva, Top Car Design offre già la possibilità di personalizzarla con un tuning non certo discreto.

Il tuner russo aggiunge tocchi estetici ancora più aggressivi e sportivi, come il frontale più spigoloso, un cofano più audace e due enormi prese d’aria. Nuovi inserti modificano anche le prese d’aria laterali dietro ai passaruota anteriori e vengono introdotti nuovi cerchi in lega, un alettone posteriore, un nuovo diffusore e terminali di scarico personalizzati.

Per il momento Top Car Design non ha svelato dettagli tecnici su eventuali modifiche meccaniche. La Lamborghini Urus originale monta  il V8 da 4.0 litri, 650 CV e 850 Nm di coppia disponibile tra i 2.250 giri e 4.500 giri. La trasmissione è affidata al cambio automatico con convertitore di coppia e otto marce. Questo powertrain le garantisce euro sprint da 0 a 100 km/h in 3,6 secondi e una velocità massima di 305 km/h.

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Dainese Settantadue, il nuovo marchio Heritage al Motor Bike Expo 2018

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Il marchio Dainese è presente al Motor Bike Expo 2018 con il brand Dainese Settantadue, il nuovo marchio del Gruppo che riporta alla luce la storia dell’abbigliamento motociclistico degli anni eroici, nella chiave di lettura del Contemporary Heritage, proponendo capi che uniscono eleganza e soluzioni tecniche in grado di soddisfare le moderne esigenze di sicurezza.

L’Art Director Renato Montagner spiega così la linea guida che ha portato alla nascita del nuovo brand: “Il filo conduttore di Settantadue sta nel modo di interpretare le origini e i 45 anni di esperienza Dainese, sempre in sella all’innovazione. La lavorazione artigianale della pelle, l’attenzione ai dettagli ricreati su misura per ogni capo, l’integrazione di protezioni Pro-Armor senza snaturare forme ed equilibri: più che una rivisitazione dei capi del passato, una contaminazione. Allo stesso modo, la Storia non è fatta solo di eroi, lo stile non appartiene solo ai campioni. Per questo ci siamo ispirati anche al motociclista di ogni giorno, che trova nella moto la propria forma di espressione e tiene vivo lo spirito di questa passione. Ad esempio, modelli come Toga e Chiodo in passato non erano associati a personaggi di spicco ma hanno sempre rappresentato un immaginario fortemente riconoscibile”.

La giacca in pelle è protagonista della prima collezione di Dainese Settantadue, un capo senza tempo che unisce tutte le generazioni di amanti della motocicletta. Tre le linee proposte: Archetypes, Speed Leather e Demon Flower. Tutte realizzate con grande attenzione al dettaglio, traggono ispirazione dai grandi stilemi del passato. Archetypes attualizza prodotti cult come il chiodo, il classico giubbino in cuoio tanto amato da biker, rocker e viaggiatori negli anni ‘60 e ‘70. Speed Leather porta all’attenzione del grande pubblico giacche come Toga72e Rapida72, che si rifanno apertamente alle tute da corsa che Dainese produceva agli esordi del suo viaggio. La linea Demon Flower presenta Patina72, resa unica dalla fodera creata per Dainese Settantadue dall’artista newyorkese Othelo Gervacio e impreziosita con un trattamento manuale della pelle tinta in botte.

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Audi A4 Avant g-tron: metano premium

Audi A4 Avant g-tronAudi A4 Avant g-tron

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Comfort
Silenziosa e comoda, difficile chiedere di più.
Costi
La qualità si paga (48.150 euro per la S tronic S line edition da noi guidata) ma con meno di 5 euro di metano si possono percorrere 100 km.
Piacere di guida
Rassicurante nelle curve (come le A4 non “gassate”). Il motore 2.0 turbo da 170 CV spinge bene.
Ambiente
L’Audi A4 Avant g-tron con il cambio automatico S tronic a doppia frizione emette solo 102 g/km di CO2.

L’Audi A4 Avant g-tron – variante a metano della station wagon media più amata dagli italiani – è l’auto ideale per chi cerca un mezzo in grado di offrire costi di gestione uguali a quelli di un diesel (anzi, persino più bassi) ma non vuole rischiare di essere colpito in futuro dai blocchi del traffico (sempre più severi nei confronti delle vetture a gasolio).

In questo primo contatto abbiamo avuto modo di guidare la variante più costosa dell’Audi A4 Avant g-tron a metano: quella dotata del cambio automatico S tronic a doppia frizione nel raffinato allestimento S line edition. Scopriamo insieme i (tanti) pregi e i (pochi) difetti della versione “gassata” della station wagon media di Ingolstadt.

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Quattro serbatoi e tanta autonomia

L’Audi A4 Avant g-tron monta quattro serbatoi in CFRP (polimeri rinforzati con fibra di carbonio) e fibra di vetro che possono contenere 19 kg di metano. Rubano un po’ di spazio al bagagliaio (415 litri che diventano 1.415 quando si abbattono i sedili posteriori, le varianti “sgasate” rispondono con 505/1.510 litri) ma garantiscono un’autonomia di 500 km (dichiarata) con un pieno di gas naturale.

Non si può scegliere se viaggiare a metano o a benzina: finché c’è gas si va avanti con quello, altrimenti (quando restano meno di 0,6 kg e la pressione di funzionamento scende sotto i 10 bar) interviene il serbatoio di benzina di 25 litri che consente di percorrere altri 450 km (dichiarati).

Poca spesa, tanta resa

I consumi dichiarati dell’Audi A4 Avant g-tron S tronic protagonista del nostro primo contatto? 3,8 kg di metano ogni 100 km. Nella realtà adottando uno stile di guida tranquillo è possibile percorrere 100 km spendendo meno di 5 euro.

Un risultato niente male per la station wagon teutonica, dotata di un motore 2.0 turbo TFSI da 170 CV e 270 Nm di coppia in grado di offrire una spinta corposa già sotto i 2.000 giri e prestazioni quasi da sportiva (8,4 secondi per accelerare da 0 a 100 km/h).

Più comoda che sportiva

Per quanto riguarda il resto l’Audi A4 Avant g-tron a metano è identica alle versioni a benzina e diesel già in listino: una station wagon comoda e costruita con cura caratterizzata da un assetto non troppo rigido e da un abitacolo ottimamente insonorizzato.

Più adatta alla guida rilassata che a quella aggressiva (merito di un comportamento stradale rassicurante nelle curve e di un cambio automatico S tronic a doppia frizione a sette rapporti molto fluido nei passaggi marcia), rappresenta un’ottima alternativa alle classiche familiari a gasolio, sempre più bersagliate dai blocchi del traffico.

La qualità si paga

L’Audi A4 Avant g-tron S tronic S line edition oggetto del nostro primo contatto ha un prezzo molto alto – 48.150 euro – unito ad una dotazione di serie buona ma non ricca: cerchi in lega da 18”, climatizzatore automatico trizona, cruise control, pacchetto S line exterior, sedili sportivi e sensori pioggia/luci.

Scheda tecnica

Motore turbo benzina/metano
N. cilindri/cilindrata 4/1.984 cc
Potenza 125 kW (170 CV) a 4.450 giri
Coppia 270 Nm a 1.650 giri
Trazione anteriore
Velocità max 221 km/h
Acc. 0-100 km/h 8,4 s
Consumo urb./extra/medio 19,6/32,3/26,3 km/kg metano (14,1/21,7/18,2 km/l benzina)
Dimensioni 4,73/1,84/1,43 metri
Passo 2,82 metri
48.150 euro

Il mondo Audi

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Radical RXC, killer di supercar

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L’idea di auto sportiva “sfruttabile” del costruttore inglese Radical si chiama RXC. Più che sfruttabile, la RXC direi che è appena utilizzabile. Di fatto, è un prototipo di Le Mans omologato per l’uso stradale: telaio tubolare, carrozzeria in vetroresina, aerodinamica estrema, appendici in fibra di carbonio, cambio sequenziale e (quasi) zero elettronica. Ci sono anche dei “comfort”, se il clima, i tergicristalli e lo sbrinatore possono essere considerati tali, ma sarebbe come mettere uno schermo a LED in una tenda e dire che si tratta di un loft. Anche il cruscotto non è propriamente lussuoso: volante racing, sedili da corsa con cinture a quattro punti e cruscotto digitale sono tutto ciò che troverete, insieme a qualche levetta e qualche pulsante per le funzioni primarie. Gli unici dati che dovrebbero interessarvi sono il peso e la potenza: l’ago della bilancia si ferma a 900 kg e dietro il sedile del guidatore “vive” un 3,7 V6 Ford da 425 CV, capace di lanciare l’auto da 0 a 100 km/h in 2,8 secondi fino a 280 km/h di velocità massima. Insomma la Radical RXC fa sembrare una Porsche GT3 una comoda auto da viaggio e una Lotus un giocattolino, ma come andrà su strada?

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PER LA STRADA, O QUASI

Un prototipo vive tra i cordoli, ma la Radical RXC è davvero utilizzabile per strada, se siete pronti a scendere a qualche (forse più di qualche) compromesso. Partiamo dal presupposto che calarsi nell’abitacolo, passando attraverso le portiere ad ali di gabbiano, non è impresa facile, e che l’auto è così bassa da decapitare ogni insetto sfortunato che si trova sulla sua strada. Ma, detto questo, il V6 è pastoso e civile e l’auto è estremamente docile e intuitiva. Non è certo a suo agio in città, ma sui passi di montagna (magari scegliete un periodo caldo) risulta semplicemente fantastica. È velocissima ma mai spaventosa o intimidatoria: è un’auto che si sente con i fianchi, e spesso vi racconta che vi trovate molto sotto il limite e che potrebbe sopportare molta più potenza. Le Dunlop semi-racing quando entrano in temperatura diventano come unghie di un gatto conficcate nel divano. Sul misto veloce, dove l’aerodinamica comincia fare la sua magia, è semplicemente micidiale.
Lo sterzo è così collegato e preciso che vi sembra di avere le mani sulle ruote; vi incoraggia ad una guida ferma, pulita.

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KILLER TRA I CORDOLI

In pista è difficile che qualcuno riesca a starvi dietro. Frena così tardi, accelera così velocemente e rimane così incollata e stabile nei curvoni veloci da farvi sembrare che il mondo vada al rallentatore. E che la Radical RXC con motore V6 3,7 è la versione più tranquilla, volendo c’è anche la versione turbo da 530 CV, ancora meno gentile con i vostri organi.
Il prezzo? Circa 130.000 euro.

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Monster Energy Supercross, il videogame

Milestone, uno dei principali sviluppatori di videogiochi al mondo, annuncia l’arrivo del nuovo Monster Energy Supercross – The Official Videogame: il Track Editor. La nuova edizione propone delle nuove funzionalità inedite che renderanno il videogioco ancora più avvincente ed entusiasmante. Si potrà ad esempio creare una pista personalizzata così come si potrà scegliere lo stadio: insomma sarà dato grande spazio alla personalizzazione. Arriverà su PS4, xBox One e pc il 13 febbraio 2018.

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