Alfa Romeo 155 V6 TI: il Biscione nel DTM






L’Alfa Romeo 155 V6 TI è una delle auto da corsa più amate dagli italiani: la versione “racing” della berlina del Biscione non è stata solo l’ultima vettura non tedesca a correre nel campionato turismo teutonico DTM ma anche l’ultima a vincerlo. Scopriamo insieme la sua storia.
Alfa Romeo 155 V6 TI: la storia
L’Alfa Romeo 155 V6 TI viene creata per correre nel campionato turismo tedesco DTM 1993, anno in cui vengono ammesse nella serie le vetture Classe 1 (motore derivato dalla serie con non più di 6 cilindri, non più di 4 valvole per cilindro e con una cilindrata massima di 2,5 litri).
Realizzata per dare un’immagine sportiva alla berlina del Biscione (realizzata sullo stesso pianale della Fiat Tempra e della Lancia Dedra e – a differenza dell’antenata 75 – priva della trazione posteriore), adotta la carrozzeria del modello di serie e monta un propulsore 2.5 V6 aspirato a benzina con oltre 400 CV rigorosamente Alfa ma la meccanica a trazione integrale presa in prestito dalla versione Q4 è quella della mitica Lancia Delta.
1993
L’Alfa Romeo si presenta nel DTM 1993 con 4 esemplari di 155 V6 TI: due gestiti da Alfa Corse e affidati ai nostri Nicola Larini e Alessandro Nannini e due dati al team privato Schübel Engineering e guidati dal tedesco Christian Danner e dal nostro Giorgio Francia.
La berlina del Biscione surclassa le Mercedes 190 e si aggiudica il titolo Piloti con Larini (grazie a dieci successi: tre doppiette a Zolder, sul vecchio Nürburgring e a Norimberga più quattro vittorie singole al nuovo Nürburgring, a Wunstorf, a Diepholz e a Singen) e quello Costruttori grazie ai due successi a Hockenheim di Nannini. Nessun’altra Casa non tedesca sarà più in grado di portare a casa un campionato in questa prestigiosa serie.
1994
Nel 1994 l’Alfa Romeo 155 V6 TI beneficia di un aumento di potenza (420-450 CV) ma deve fare i conti con l’arrivo della nuova Mercedes classe C.
Larini si deve accontentare di quattro vittorie (doppietta a Singen e trionfi singoli al Nürburgring e a Norimberga), così come Nannini (doppietta a Zolder e successi a Hockenheim e al Nürburgring). Degno di nota il primo posto in Gara 2 a Norimberga del danese Kris Nissen con una vettura gestita da Schübel.
1995
L’Alfa Romeo non riesce ad adattarsi ai cambi di regolamento introdotti nel DTM 1995 e può fare ben poco contro la Mercedes.
La 155 V6 TI – dotata, a partire da questa stagione, del cambio con leve al volante – ottiene solo cinque vittorie, di cui tre con piloti privati: doppietta a Helsinki con Danner della Schübel e Larini e doppietta del tedesco Michael Bartels a Diepholz con una vettura gestita dalla scuderia Euroteam.
1996
Nel 1996 il DTM cambia nome in ITC e diventa più internazionale con tappe in tre continenti. L’Alfa Romeo 155 V6 TI si presenta con la livrea Martini e – dopo le prime gare povere di soddisfazioni – con un nuovo motore V6 con angolo di 90° anziché di 60° (lubrificazione a carter secco e potenza portata a 490 CV contro i 460 di inizio stagione).
Ufficialmente il nuovo propulsore deriva dal V8 dell’Alfa Romeo Montreal ma in realtà non è altro che un’evoluzione della meno nobile unità PRV (Peugeot/Renault/Volvo) adottata dalla Lancia Thema.
L’Alfa Romeo 155 V6 TI conquista dieci vittorie nell’ITC – sette con Nannini (tre doppiette all’Estoril, al Nürburgring e a Magny-Cours e successo singolo a Interlagos), due con Larini (Mugello e Interlagos) e una con il nostro Gabriele Tarquini a Silverstone con il team privato JAS Motorsport – ma non bastano per aggiudicarsi il campionato (che va alla Opel).
Al termine della stagione il campionato ITC chiude definitivamente i battenti dopo l’addio di Alfa Romeo e Opel dovuto ai costi elevati della serie: finisce così la carriera sportiva della 155 V6 TI.
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SUV, tutti i modelli in listino da comprare nel 2018
































































































































































































































Le SUV hanno conquistato gli automobilisti italiani, europei e mondiali: nel nostro Paese rappresentano ormai oltre un terzo del totale delle immatricolazioni.
Di seguito troverete l’elenco completo di tutte le SUV in commercio: crossover e fuoristrada a trazione anteriore, posteriore o integrale per tutti i gusti e tutte le tasche.
SUV: l’elenco completo

Alfa Romeo
- Stelvio da 46.350 euro


Audi
- Q2 da 25.900 euro
- Q3 da 30.950 euro
- Q5 da 44.400 euro
- Q7 da 64.100 euro
- Q7 e-tron da 87.000 euro


Bentley
- Bentayga da 182.550 euro


BMW
- X1 da 31.950 euro
- X2 da 33.500 euro
- X3 da 44.250 euro
- X4 da 53.850 euro
- X5 da 59.200 euro
- X6 da 74.850 euro


Cadillac
- XT5 da 52.060 euro
- Escalade da 104.000 euro


Citroën
- C3 Aircross da 15.700 euro


Dacia
- Duster da 11.900 euro


DR
- dr3 da 15.000 euro
- dr4 da 17.000 euro
- dr Evo5 da 16.000 euro
- dr6 da 20.000 euro


DS
- DS 7 Crossback da 31.100 euro


Fiat
- 500X da 19.000 euro


Ford
- EcoSport da 18.750 euro
- Kuga da 23.900 euro
- Edge da 46.900 euro


Honda
- HR-V da 21.600 euro
- CR-V da 25.500 euro


Hyundai
- Kona da 18.800 euro
- Tucson da 22.000 euro
- Santa Fe da 37.350 euro


Infiniti
- QX30 da 37.680 euro
- QX70 da 56.350 euro


Jaguar
- E-Pace da 36.800 euro
- F-Pace da 47.300 euro
- I-Pace da 79.790 euro


Jeep
- Renegade da 20.500 euro
- Compass da 25.000 euro
- Cherokee da 40.150 euro
- Wrangler da 40.350 euro
- Wrangler Unlimited da 47.200 euro
- Grand Cherokee da 56.200 euro


Kia
- Stonic da 16.250 euro
- Sportage da 21.000 euro
- Niro da 25.000 euro
- Sorento da 37.000 euro


Lamborghini
- Urus 207.999 euro


Land Rover
- Discovery Sport da 35.600 euro
- Range Rover Evoque da 36.200 euro
- Range Rover Evoque Coupé da 40.100 euro
- Range Rover Evoque Convertibile da 51.300 euro
- Discovery da 54.200 euro
- Range Rover Velar da 58.800 euro
- Range Rover Sport da 68.100 euro
- Range Rover da 102.800 euro


Lexus
- NX da 47.800 euro
- RX da 69.500 euro


Mahindra
- KUV100 da 11.480 euro
- XUV500 da 19.854 euro


Maserati
- Levante da 75.595 euro


Mazda
- CX-3 da 19.570 euro
- CX-5 da 28.150 euro


Mercedes
- GLA da 30.270 euro
- GLC da 49.593 euro
- GLC Coupé da 54.930 euro
- GLE da 60.820 euro
- GLE Coupé da 72.413 euro
- GLS da 83.520 euro
- classe G da 84.310 euro


Mini
- Countryman da 25.600 euro


Mitsubishi
- ASX da 20.450 euro
- Eclipse Cross da 24.950 euro
- Outlander da 29.700 euro
- Pajero 3p. da 38.950 euro
- Pajero 5p. da 47.250 euro


Nissan
- Juke da 17.610 euro
- Qashqai da 21.250 euro
- X-Trail da 25.650 euro


Opel
- Crossland X da 17.050 euro
- Mokka X da 20.050 euro
- Grandland X da 26.000 euro


Peugeot
- 2008 da 17.900 euro
- 3008 da 26.450 euro
- 5008 da 27.950 euro


Porsche
- Macan da 61.798 euro
- Cayenne da 80.551 euro


Renault
- Captur da 16.200 euro
- Kadjar da 22.650 euro
- Koleos da 31.150 euro


Seat
- Arona da 17.100 euro
- Ateca da 23.390 euro


Skoda
- Karoq da 23.850 euro
- Kodiaq da 24.570 euro


Ssangyong
- Tivoli da 15.950 euro
- XLV da 16.850 euro
- Korando da 20.550 euro
- Rexton da 35.400 euro


Subaru
- XV da 22.990 euro
- Forester da 29.990 euro


Suzuki
- Ignis da 14.200 euro
- Jimny da 18.200 euro
- S-Cross da 18.990 euro
- Vitara da 20.200 euro


Toyota
- C-HR da 24.850 euro
- RAV4 da 30.350 euro
- Land Cruiser 3p. da 41.000 euro
- Land Cruiser 5p. da 47.200 euro


Volkswagen
- T-Roc da 22.850 euro
- Tiguan da 26.050 euro
- Tiguan Allspace da 39.500 euro
- Touareg da 65.500 euro


Volvo
- XC40 da 31.200 euro
- XC60 da 46.350 euro
- XC90 da 64.500 euro

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MotoGP 2018, Mugello gli orari diretta TV di Sky e Tv8


Questo weekend al Mugello la MotoGP 2018 affronterà il sesto appuntamento in calendario. Si preannuncia un grande numero di tifosi sugli spalti, pronti a tifare per i loro beniamini. Il venerdì delle prove libere ha visto subito Andrea Iannone andar forte ma sarà domani che potremo capire qualcosa in più sui valori in campo in vista della gara. Per fortuna, invece, Michele Pirro non ha riportato gravi conseguenze da quello spaventoso volo alla fine del rettilineo che ha per alcuni minuti gettato nel panico un po’ tutti. Come di consueto la sesta tappa della MotoGP 2018 sarà trasmessa in diretta tv su Sky Sport MotoGP e su TV8. Di seguito gli orari TV per seguire l’evento.
MotoGP 2018, Jerez: gli orari TV di Sky Sport MotoGP e TV8
Sabato 2 giugno
08:55 FP3 Moto3
09:50 FP3 MotoGP
10:50 FP3 Moto2
12:30 QP Moto3
13:30 FP4 MotoGP
14:05 QP MotoGP
15:00 QP Moto2
Domenica 3 giugno
08:40 WUP Moto3, Moto2 e MotoGP
11:00 Gara Moto3
12:20 Gara Moto2
14:00 Gara MotoGP
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Film Emotions: una mostra sulle Lamborghini del cinema






















Si chiama “Film Emotions – Lamborghini and the World of Cinema” la mostra – in programma al Museo Lamborghini di Sant’Agata Bolognese (Bologna) fino al 31 ottobre 2018 – dedicata alle auto del Toro che hanno lasciato il segno sul grande schermo.
Una rassegna – visitabile tutti i giorni dalle 09:30 alle 19:00 – nella quale sarà possibile ammirare pezzi esclusivi come la Aventador di Batman nel film “Il cavaliere oscuro – Il ritorno” del 2012 o la Huracán protagonista di “Doctor Strange” del 2016.
Tra i pezzi forti della mostra “Film Emotions – Lamborghini and the World of Cinema” al Museo Lamborghini troviamo anche la LM002 presente in “Fast & Furious – Solo parti originali” del 2009 e la Jalpa guidata da Sylvester Stallone in “Rocky IV” (1985). Senza dimenticare la Gallardo Super Trofeo che compare in “Veloce come il vento” del 2016 e la 350 GT della pellicola “Bar Sport” del 2011.
La Miura P400 arancio e la Countach verde solo invece solo degli omaggi alle vetture viste rispettivamente nei film “The Italian Job” del 1969 e “La corsa più pazza d’America” del 1981.
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Bugatti Chiron in scala 1:8 con LEGO






Per LEGO è ormai diventata quasi una tradizione trasformare in modellini in scala i modelli più emblematici del panorama automotive. Quale icona più famosa al mondo della Bugatti? La nuova supercar di Molsheim, la nuovissima Bugatti Chiron, si rimpicciolisce così in scala 1:8, composta dai mitici mattoncini del marchio di giocattoli noto in tutto il mondo. E l’annuncio ha avuto una risonanza quasi pari all’unveiling di una vera e propria supercar.
Niels B. Christiansen, CEO di LEGO Group ha dichiarato:
“Sono entusiasta di questo nuovo modello. I nostri designer LEGO hanno svolto un lavoro incredibile riproducendo i dettagli del design iconico di Bugatti. È veramente una testimonianza che con i mattoncini LEGO puoi costruire qualsiasi cosa tu possa immaginare, e un esempio che con LEGO Technic puoi costruire sul serio. È un modello enorme e non vedo l’ora di iniziare a costruirlo per me stesso. Sono sempre stato appassionato di ingegneria e i dettagli e il design di questo modello sono davvero affascinanti.”
Stephan Winkelmann, President di Bugatti Automobiles S.A.S. ha ribattuto:
“Grazie al loro design collaudato e alla competenza tecnologica, LEGO Group e Bugatti sono i simboli nei loro segmenti di marca. Il modello LEGO Technic della Bugatti Chiron è un’espressione di questa relazione perfetta. Sono impressionato dalla precisione e raffinatezza con cui la nostra supercar sportiva è stata riprodotta nel mondo LEGO e sono sicuro che sia i fan dei mattoncini LEGO sia quelli di Bugatti adoreranno questo prodotto.”
La riproduzione in scala 1:8 della Bugatti Chiron LEGO® Technic – che misura 14 cm di altezza, 56 cm di lunghezza e 25 cm di larghezza e si compone di 3.599 pezzi – è ricca di dettagli complessi e particolari coinvolgenti. Questi includono la carrozzeria aerodinamica con l’ala posteriore attiva, cerchi a razze dotati di logo e pneumatici a basso profilo, abitacolo dettagliato con leva del cambio mobile e motore W16 con pistoni mobili.
Nell’abitacolo c’è molto di più che a prima vista, con un cambio Technic a 8 rapporti e leva del cambio a paletta mobile, più un volante con l’emblema Bugatti. Ciascun set arriva personalizzato con il suo numero di serie unico, nascosto sotto il cofano, utile a sbloccare contenuti speciali su LEGO.com/technic. Il set è inoltre dotato di un tasto di velocità che consente di muovere l’ala posteriore attiva dalla posizione di guida a quello di velocità massima. Sotto il cofano c’è perfino l’elegante borsa da notte Bugatti.
Rimanendo fedele alla tradizione di Bugatti, questo modello è dotato di una classica livrea blu a doppia tonalità Bugatti che riflette il colore distintivo del marchio ed è dotato di una serie di adesivi che conferiscono ulteriori dettagli e autenticità alla costruzione.
Infine un tocco “artistico”: il set è racchiuso in una confezione esclusiva e include un libretto da collezionista a colori con istruzioni per la costruzione complete.I fan potranno anche immergersi nel backstage creativo con una serie di nove podcast esclusivi realizzati da esperti Bugatti e LEGO.
McLaren, la nuova 720S di Lego
Una perfetta rappresentazione in scala della nuova sportiva del marchio
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FCA e Waymo rafforzano la partnership per la guida autonoma






Credits: Autodesk VRED Professional 2017 SP1




Credits: Autodesk VRED Professional 2017 SR1
A partire dalla fine del 2018 fino a 62.000 nuove unità della Chrysler Pacifica Hybrid saranno incorporate nella flotta di veicoli autonomi di Waymo.
FCA e Waymo hanno annunciato che rafforzeranno la loro attuale collaborazione e che le tecnologie di guida autonoma dell’ex progetto Google driverless car, saranno integrate nei modelli prodotti da FCA, includendo un potenziale sistema di licenze per l’uso.
Sergio Marchionne, CEO di Fiat Chrysler Automobiles N.V. ha dichiarato:
“FCA è impegnata ad offrire tecnologie di guida autonoma ai nostri clienti in maniera sicura, efficiente e realista”.
Attualmente Waymo è l’unica compagnia ad aver messo sulle strade pubbliche una flotta di veicoli a guida completamente autonoma (600 Pacifica Hybrid), permettendo al pubblico di utilizzare una app per sollecitare i veicoli.
John Krafcik, CEO di Waymo, ha dichiarato:
“Fin dall’inizio la meta di Waymo è stata creare il guidatore più esperto al mondo e offrire al consumatore l’accesso alle tecnologie di guida autonoma, il che renderà le nostre strade più sicure.”
FCA e Waymo annunciarono la loro partnership nel 2016 e in questi anni gli ingegneri di entrambe le compagnie hanno lavorato all’integrazione del sistema di guida autonoma di Waymo sulla Chrysler Pacifica Hybrid.
Google e FCA presentano la Chrysler Pacifica a guida autonoma
Già in produzione una flotta sperimentale di 100 unità. Da inizio 2017 partiranno i primi test su strade pubbliche
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Il Nissan Pitch-R dipinge i campi da calcio


Un aspetto importante delle nuove tecnologie è la visibilità che queste riescono ad avere per farsi conoscere dal grande pubblico. Nissan, come patrocinatore ufficiale della UEFA Champions League ha approfittato dello scenario perfetto della finale di Kiev, lo scorso fine settimana, per mostrare al mondo la sua tecnologia di guida autonoma con Pitch-R.
Si tratta di un piccolo robot autonomo dotato del sistema di guida autonoma Nissan ProPilot, formato in questo caso da diverse telecamere, un localizzatole GPS e un sistema anticollisione. Questi elementi, che sulle auto di produzione servono a facilitare la guida, su questo piccolo robot sono utilizzati con un unico fine: dipingere i campi da calcio.
Equipaggiato con un deposito di vernice ecologica, riconosce le superfici in cui c’è spazio sufficiente a creare un campo da calcio, a prescindere se il terreno sia d’asfalto, di terra o d’erba. Una volta caricata la batteria elettrica che lo alimenta, Pitch-R inizia ad analizzare l’ambiente circostante e disegna le linee che formano il terreno di gioco. In totale impiega 20 minuti a terminare il lavoro ed è in grado di disegnare campi da calcio a 5, a 7 e a 11.
Guida autonoma, i livelli: da 0 a 5
La classificazione della SAE – Society of Automotive Engineers
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Hyundai Ioniq 2019: novità per la gamma








Hyundai annuncia novità per la gamma 2019 della Ioniq, la berlina coreana dalla triplice identità: ibrida, ibrida plug-in o elettrica. Il pacchetto di novità arriverà prima negli Stati Uniti e più avanti si estenderà anche agli altri mercati. A seconda dei paesi ci saranno diverse novità ma i cambi più rilevanti riguarderanno un arricchimento del reparto tecnologico, sia in materia di connettività che di sicurezza.
Infotainment aggiornato
Il sistema di infotainment della Hyundai Ioniq includerà una nuova tecnologia di controllo vocale migliorata e compatibile con un tipo di linguaggio più naturale. Potrà contare inoltre sull’accesso a una base di dati di ricerca POI messa a disposizione da HERE. Con la gamma 2019, poi, per chi sceglierà il sistema Blue Link, ci sarà la possibilità di accesso gratuito, per tre anni, ai servizi digitali complementari, un servizio di assistenza su strada migliorato, il localizzatole del veicolo, il controllo remoto del clima e l’apertura/chiusura delle porte, sempre da remoto.
Più sicura
Hyundai dota la Ioniq anche di nuovi sistemi di assistenza alla guida come la funzione di allerta stanchezza del guidatore. I modelli con allestimento SEL riceveranno la frenata automatica d’emergenza, l’asisstente per il mantenimento della corsia e il cruise control adattivo. E infine, nel caso della Hyundai Ioniq Plug-in Hybrid e della Ioniq Electric, ci sarà di serie il sistema di gestione remota della ricarica della batteria.
Non ci saranno novità, invece, sotto il profilo meccanico. La versione ibrida della Ioniq è spinta da un sistema che abbina un motore a benzina Kappa 1.6 GDI da 105 CV a un motore elettrico da 32 KW (43,5 CV), abbinato a una batteria da 1,56 kWh. In totale questo powertrain eroga 141 CV di potenza e 265 Nm di coppia. La Hyundai Ioniq Plug-in Hybrid abbina lo stesso motore a benzina con un’unità elettrica da 45 KM (61 CV) alimentato da una batteria da 8,9 kWh per 63 km di autonomia in modalità elettrica. Come ultima proposta c’è la Ioniq elettrica che monta un motore da 88 KW (120 CV) e 295 Nm di coppia e una batteria da 28 kWh che le garantisce un’autonomia di 280 km (Ciclo NEDC).
Hyundai Ioniq
La berlina eco-friendly della Casa coreana. Ibrida. ibrida plug-in o elettrica al 100%
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Dieselgate: i consigli di Skoda per…


Se avete una Skoda dotata di motori diesel EA189 (e quindi coinvolta nel dieselgate) potrà interessarvi sapere che la Casa ceca ha pubblicato sul proprio sito una serie di consigli utili rivolti ai proprietari di vetture dotate di propulsori a gasolio che hanno mostrato discrepanze relative alle emissioni di NOx (ossidi di azoto).
Scopriamo insieme tutto quello che c’è da sapere sulle Skoda coinvolte nel dieselgate.
Come si può sapere se la propria Skoda è coinvolta nel dieselgate?
Tutti i clienti Skoda interessati hanno ricevuto una lettera nell’autunno del 2015 che informava della necessità di sottoporre il proprio veicolo all’aggiornamento tecnico. Per controllare se la propria Skoda è coinvolta nel dieselgate bisogna collegarsi al sito ufficiale della Casa ceca e inserire nel form il codice telaio.
Dove si trova il codice telaio delle auto Skoda?
Il codice telaio delle auto Skoda (codice alfanumerico a 17 caratteri chiamato anche Vehicle Information Number code) si può trovare sul libretto di circolazione, sul certificato di proprietà dell’auto alla voce “telaio” e sul parabrezza.
Si possono continuare a guidare le Skoda coinvolte nel dieselgate non ancora aggiornate?
Certo. L’anomalia relativa alle emissioni di NOx non incide sulla sicurezza e sull’idoneità delle vetture a circolare su strada.
Il costo dell’aggiornamento è a carico del cliente Skoda?
No. L’aggiornamento delle auto Skoda coinvolte nel dieselgate è completamente gratuito.
Quali interventi vengono effettuati per risolvere l’anomalia sulle emissioni di NOx?
Per la maggior parte dei motori diesel interessati la soluzione tecnica consiste in un aggiornamento software (durata dell’intervento: circa mezz’ora) mentre per i propulsori 1.6 va installato anche uno stabilizzatore di flusso (durata dell’intervento: meno di un’ora).
L’aggiornamento può essere eseguito da officine indipendenti?
No. L’intervento deve essere eseguito da un Service Partner della rete Skoda.
Cosa devono fare i clienti che acquistano una Skoda usata coinvolta nel dieselgate e non ancora richiamata?
Rivolgersi al Service Partner Skoda.
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Volvo V60 2018, al volante della nuova familiare raffinata e tecnologica






































Erede della storica V70 dei primi anni duemila, ma anche di tutta la tradizione delle station wagon di casa Volvo, nonché sorella minore della V90 recentemente presentata sul mercato. Parliamo della nuova V60, familiare media costruita sulla nuova piattaforma SPA (Scalable Product Architecture) di XC90 e XC60, che unisce i concetti di sicurezza e spaziosità con l’innovazione e il nuovo linguaggio stilistico degli ultimi modelli del marchio svedese.
Pensata per le flotte, mette d’accordo un po’ tutti
È una “scommessa” che Volvo decide di giocare in un mercato sempre più orientato ai SUV, ma che potrebbe riservare ancora numeri importanti andando a soddisfare la domanda di coloro che desiderano la classica vettura familiare, spaziosa e versatile, che mette un po’ tutti d’accordo: chi guida, innanzitutto, perché dinamicamente è sicuramente più piacevole di un SUV, ma anche moglie e figli perché comfort e spazio sono ai vertici della categoria. Si rivolge moltissimo alle flotte, con il modello entry level chiamato Business (abbinato al diesel D3 da 150 CV) proposto a 38.140 euro. Sarà disponibile sul mercato a settembre e dopo pochi mesi arriverà anche in abbinamento a due motori ibridi plug-in benzina: il T6 da 340 CV (con autonomia da 50 km in sola modalità elettrica) atteso nella primavera 2019 a 56.000 euro e il T8 da 390 CV che invece dovrebbe arrivare in inverno a 59.000 euro.


Grande soprattutto dentro
Compatta fuori (è lunga “solo” 4,76 metri) e grandissima dentro. La nuova V60 offre un abitacolo immenso, capace di garantire una seduta comoda a cinque persone (anche molto alte). L’ambiente è minimalista e lussuoso. Si percepisce eleganza senza sfarzo. Pochi comandi, tutto incentrato sul sistema di infotainment che prevede lo schermo touch da 9” posto nella console centrale. Tanta sostanza e pochi fronzoli, insomma. Il bagagliaio offre uno capienza di 529 litri, che equivale a ben 99 litri in più rispetto alla versione precedente, così come anche a un’offerta migliore rispetto alle dirette concorrenti BMW Serie 3 Touring (495 litri), Audi A4 Avant (505 litri) e Mercedes Classe E Estate (490 litri). E con i sedili posteriori reclinati la capacità cresce fino a 1.364 litri.



Come funziona il Pilot Assist
La nuova Volvo V60 eredita tutta la tecnologia (al servizio si comfort e sicurezza) della V90, racchiusa sotto la voce Intellisafe. Si va dal sistema di rilevazione di pedoni, animali, ciclisti e così via, con frenata automatica, fino al Pilot Assist che corrisponde ad un’evoluzione del cruise control che consente alla vettura di seguire il traffico autostradale autonomamente, anche in curva. Come dice la parola stessa, il Pilot Assist non si sostituisce al pilota, ma lo assiste durante la guida. Lo fa con delicatezza e con estrema efficienza, controllando la vettura anche quando c’è da curvare e consentendo al guidatore di beneficiare di un livello di sicurezza elevatissimo. Per semplificare: il Pilot Assist è un po’ come la mano del papà che “aiuta” il figlio a gestire la prima bici, riesce ad indirizzarlo con perfezione ma senza prendere il suo posto. Insomma, un gran valore aggiunto, anche dal punto di vista del comfort.


Il piacere di guidare comodi e sicuri
Guida semi-autonoma a parte, la V60 al volante sorprende per la sua maneggevolezza. È agile, si muove con disinvoltura in città pur rendendo la marcia estremamente confortevole. È morbida ma non “molliccia” tra le curve garantendo allo stesso tempo sostegno (e divertimento) e comodità. In viaggio è fantastica: silenziosa, aerodinamica, sicura e accogliente. E poi coccola guidatore e passeggeri con materiali di qualità pregiata. Il motore diesel da 190 CV è probabilmente la scelta ideale per chi vuole un po’ di brio nella guida ma vuole consumare (relativamente) poco perché percorre molti km. In alternativa c’è il 150 CV, un po’ meno brillante ma chiaramente più efficiente. Qualità, lusso e tecnologia al servizio della sicurezza però hanno chiaramente un prezzo, con con una forbice tra i 38mila e i quasi 60mila euro. Sarà però disponibile (anche) su questo modello il sistema di “noleggio” Care by Volvo di 24 mesi: la T6 Momentum dovrebbe prevedere un canone di 1.099 euro al mese e di 1.149 euro per la Inscription.

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