Volvo lancia ‘M’, fornitore globale di servizi di mobilità Premium

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The new Volvo XC60 T6The new Volvo XC60 T6

 

Elettrificazione e guida autonoma sono, ormai si è capito, le parole d’ordine per entrare nel futuro dell’automotive. Ma per le Case automobilistiche che guardano avanti, tra gli obiettivi prioritari c’è anche l’espansione nel settore dei servizi legati alla mobilità.

Per Volvo questo si traduce in un target chiaro: diventare un provider di mobilità on demand, attraverso un servizio di car sharing online. A questo proposito la Casa svedese ha fondato ‘M’, una marca dedicata a questo tipo di servizi. Inizialmente il progetto sarà lanciato negli Stati Uniti e in Svezia, a partire dalla primavera del 2019.

Lo sviluppo della piattaforma sarà affidato alla Sunfleet, società di car sharing di proprietà Volvo, attiva in Svezia con una flotta di 1.700 vetture e mezzo milione di noleggi all’anno.

Bodil Eriksson, CEO di Volvo Car Mobility, ha spiegato che, con il progetto M, la Casa svedese vuole andare oltre i soliti servizi, proponendo un’offerta Premium come alternativa si servizi di car sharing a basso costo.

Stoccolma sarà la città in cui partirà il progetto pilota il prossimo autunno. Va ricordato, infine, che proprio il marchio Volvo è stato uno dei pionieri nel campo della mobilità alternativa con la app Care by Volvo e programmi di abbonamenti mensili “all inclusive” per auto come la XC40 e la futura Polestar 1.

Anteprime

Polestar 1: il debutto con una coupé da 600 CV

Il nuovo marchio indipendente di Volvo svela la 2+2 ibrida sportiva che arriverà nel 2019

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Renault Clio, la storia del design

Renault Clio prima generazioneRenault Clio prima generazione

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Credits: EXTERIORS ON LOCATION

Renault Clio prima generazione restylingRenault Clio prima generazione restyling

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Renault Clio seconda generazioneRenault Clio seconda generazione

Renault Clio RS prima generazioneRenault Clio RS prima generazione

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Renault Clio seconda generazione restylingRenault Clio seconda generazione restyling

Renault Clio seconda generazione secondo restylingRenault Clio seconda generazione secondo restyling

Renault Clio StoriaRenault Clio Storia

Renault Clio terza generazioneRenault Clio terza generazione

Renault Clio RS seconda generazioneRenault Clio RS seconda generazione

Renault Clio SporTourRenault Clio SporTour

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Renault Clio RS terza generazioneRenault Clio RS terza generazione

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La Renault Clio non è solo la piccola più amata dagli italiani ma è anche la prima vettura della storia ad aver conquistato per due volte il prestigioso premio di Auto dell’Anno.

Scopriamo insieme la storia del design della “segmento B” francese, l’evoluzione stilistica delle quattro generazioni di un modello dalla carriera quasi trentennale.

Renault Clio prima generazioneRenault Clio prima generazione

Renault Clio prima generazione secondo restylingRenault Clio prima generazione secondo restyling

Renault Clio prima generazione restylingRenault Clio prima generazione restyling

 

Renault Clio prima generazione (1990)

La prima generazione della Renault Clio – nata nel 1990 con il compito di rimpiazzare la 5 – si presenta sul mercato con un design decisamente più moderno rispetto a quello dell’antenata.

Conquista il pubblico e la critica (nel 1991 viene nominata Auto dell’Anno) e il suo stile piace soprattutto se abbinato alle varianti sportive (come la Williams). La piccola transalpina beneficia di un leggero restyling nel 1994 e di un lifting un po’ più pesante due anni più tardi.

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Renault Clio RS prima generazioneRenault Clio RS prima generazione

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Credits: EXTERIORS ON LOCATION

Renault Clio seconda generazione restylingRenault Clio seconda generazione restyling

Renault Clio seconda generazione secondo restylingRenault Clio seconda generazione secondo restyling

Renault Clio seconda generazioneRenault Clio seconda generazione

Renault Clio StoriaRenault Clio Storia

 

Renault Clio seconda generazione (1998)

La seconda generazione della Renault Clio – disegnata da Patrick Le Quement – vede la luce nel 1998. Le forme estremamente tondeggianti sembrano un po’ antiquate in un periodo – quello a cavallo tra gli anni ’90 e l’inizio del Terzo Millennio – che vede il ritorno degli spigoli.

I designer del marchio transalpino intervengono nel 2001 con un frontale più aggressivo e squadrato e con altri ritocchi meno incisivi nel 2004 e nel 2006 (quest’ultimo, con la terza serie già in commercio, presenta la targa posteriore spostata dal portellone al paraurti).

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Renault Clio terza generazione (2005)

La terza generazione della Renault Clio – più grande e più matura dell’antenata, segue la tendenza stilistica dello scorso decennio che vede le piccole crescere di dimensioni arrivando a sfiorare (spesso anche a superare) i quattro metri di lunghezza.

Piace molto alla critica (che nel 2006 la fa diventare la prima vettura di sempre a conquistare il premio di Auto dell’Anno per due volte) ma non seduce il pubblico: colpa delle forme troppo tradizionali ben lontane dall’originalità mostrata solo qualche anno prima dalla Régie. Per la prima volta debutta la variante station wagon SporTour, caratterizzata da una coda non particolarmente riuscita, mentre nel 2009 tocca ad un restyling che porta numerose modifiche al frontale (senza tuttavia renderlo più sexy).

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Renault Clio quarta generazioneRenault Clio quarta generazione

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Renault Clio quarta generazione (2012)

La quarta generazione della Renault Clio del 2012 non è solo la serie più bella della piccola transalpina ma anche una delle “segmento B” più sexy mai disegnate. Merito del frontale aggressivo (con la Losanga orgogliosamente grande), dei fianchi muscolosi e della coda piantata.

Nonostante le forme aggressive sa anche essere pratica: il bagagliaio è ampio e ben sfruttabile e la versione a tre porte viene tolta dal listino (quella a cinque presenta maniglie posteriori nascoste che incrementano la sensazione di sportività). Molto bella anche la station wagon Sporter. Il restyling del 2016 porta solo qualche lieve modifica al paraurti e poco altro, a dimostrazione dell’ottimo lavoro svolto dai designer quattro anni prima.

Il mondo Renault

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Benelli TKR 502 X, il video della nuova enduro stradale

Arriva sul mercato italiano con un prezzo di 5.990 euro, la nuova Benelli TRK 502 X. Si tratta di una enduro stradale facile, versatile e affascinante, pensata per tutti coloro che vogliono affrontare ogni terreno – monta cerchi a raggi da 19” davanti e da 17” dietro – macinando chilometri senza dover necessariamente spendere un capitale.

È spinta da un bicilindrico con raffreddamento a liquido e distribuzione doppio asse camme in testa capace di erogare una potenza di 47,6 CV (35 kw) a 8500 giri/min e un picco di coppia pari a 46 Nm a 6000 giri. La lubrificazione è a carter umido, la frizione multidisco in bagno d’olio, il cambio a 6 velocità con trasmissione finale a catena

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Auto Sportive usate – Ford Mustang EcoBoost

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Puntuale come l’estate, il restyling è toccato anche alla Ford Mustang, e, lasciatemelo dire: è una fortuna. Prima di tutto perché il restyling della MY 2018 è leggero, quindi non è invecchiata per niente, anzi, ci vuole un occhio davvero attento per notare la differenza; secondo perché i prezzi delle versioni usate “pre-restyling” sono calati ulteriormente. Ed è così che la versione 2.3 EcoBoost, quella con il quattro cilindri turbo, oggi si trova anche a 25.000 euro.

È un’auto esotica, ribelle, sexy come poche. Trazione posteriore, potenza giusta (la EcoBoost ha 320 CV), tanto spazio (non per chi siede dietro) e un buon livello di comfort. Un’ottima seconda auto da usare il weekend, magari cabrio, una buona compagna di vita di tutti i giorni se fate pochi km (o se non vi fanno paura gli alti consumi). Consumi tuttavia umani, vista la stazza e la potenza in questione. La media dichiarata è di 12,5 km/l, 10,2 km/l nella versione con il cambio automatico a 6 rapporti.

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AMERICANA CON CUORE EUROPEO

Lo so, molti di voi rabbrividiscono all’idea di una Ford Mustang 4 cilindri turbo, ma se avete mantenuto di tasca vostra la versione 5.0 V8, sono sicuro che il 2.3 EcoBoost lo vedreste sotto un’altra luce. Anche perché, con 4 cilindri in meno, l’auto è più agile e rapida nell’inserimento di curva. I 320 Cv e i 430 Nm di coppia del 2.3 litri spingono bene: non incolleranno al sedile ma è comunque un motore che ha carattere (è quello della Ford Focus RS) e ha un timbro rauco e cupo.

Il telaio, invece, nonostante abbia abbandonato il ponte rigido al posteriore (ora ha uno schema multilink), rimane sempre quello di un’auto americana. È morbida anche nel set-up più rigido, ma comunque infonde fiducia e si comporta come un grosso giocattolone benevolo. Lo sterzo non è un mostro di velocità e di feeling, ma è comunque degno di una sportiva e ha un peso che si sposa bene con l’agilità dell’auto. Lanciarla in curva con violenza e disegnare strisce nere con le ruote posteriore risulta molto facile, e forse è questo l’aspetto che più è piace della Mustang.
Non è focalizzata sulle sulle prestazioni e non ha pretese di staccare tempi sul giro: è divertente, punto.

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Mustang Cabrio EcoboostMustang Cabrio Ecoboost

PREZZI

Veniamo ai prezzi. La Ford Mustang EcoBoost (versione pre-restyling) nuova costava 38.000 euro, oggi si trovano ottimi esemplari con pochissimi km a prezzi che vanno dai 25.000 ai 29.000 euro.
Le versioni con cambio manuale non solo sono più divertenti, ma consumano anche un qualcosa in meno rispetto a quelle con l’automatico e sono più affidabili; le versioni Cabrio, invece, si trovano più o meno allo stesso prezzo di quelle coupé.

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Audi e-tron: svelati gli interni

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Vista all’ultimo Salone di Ginevra con la carrozzeria camuffata e a pochi mesi dall’unveiling della versione definitiva, Audi svela le prime immagini ufficiali degli interni della e-tron, la prima elettrica della famiglia di Ingolstadt.

Specchietti retrovisori virtuali e insonorizzazione unica

Tra le caratteristiche più innovative dell’abitacolo della nuova Audi e-tron spiccano i due display laterali che simulano gli specchietti retrovisori virtuali, grazie alle telecamere ad alta risoluzione. L’abitacolo spazioso, con un passo di 2.928 mm, è rifinito con materiali pregiati come la pelle Volcona e i dettagli in alluminio spazzolato.

L’illuminazione ambientale e il disegno delle tappezzerie che imita i circuiti elettrici, le danno un’aria accogliente e futuristica. Il sedile posteriore può ospitare fino a tre passeggeri e Audi promette un’insonorizzazione unica dell’abitacolo, grazie alla quale si potrà godere a pieno dell’impianto stereo di alta gamma Sound System 3D Premium di Bang & Olufsen con 16 altoparlanti e 705 Watt di potenza.

Prime consegne entro il 2019

L’Audi e-tron sarà esteticamente simile all altre SUV della gamma, con dimensioni che la posizioneranno tra la Q5 e la Q7. Sarà infatti lunga 4.880 mm, larga 1.930 mm e alta 1.540 mm e potrà ospitare 5 passeggeri.

Dal punto di vista meccanico, il prototipo svelato alla kermesse elvetica monta un sistema elettrico da 435 CV (che arrivano fino a 503 CV con la modalità Boost) che le permette di scattare da 0 a 100 km/h in 4,6 secondi e di raggiungere i 210 km/h di velocità massima. La batteria da 95 kW le garantirebbe un’autonomia di 500 km (Ciclo NDEC) con una capacità di ricarica all’80% in 20 minuti attraverso una presa CCS ad alto voltaggio.

Audi conta di consegnare i primi esemplari della nuova e-tron entro il 2019. Per ora la si può pre-ordinare, con un anticipo di 2.000 euro.

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Audi e-tron: i segreti dell’aerodinamica

La SUV elettrica dei Quattro Anelli promette un Cx di 0,28

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Lexus NX Hybrid, arriva la Special Edition Sport

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Lexus impreziosisce la gamma NX Hybrid lanciando la nuova Special Edition Sport, una versione ancor più accattivante dotata di elementi estetici finalizzati a migliorare il design e la dotazione. Ci sono innanzitutto dei nuovi elementi Black tra cui la calandra anteriore, i montanti centrali e le calotte degli specchietti retrovisori. Spiccano i nuovi cerchi in lega da 18 pollici con finiture in nero e bronzo, mentre all’interno con la versione Sport verrà introdotta la possibilità di scegliere una nuova combinazione bicolore della pelle Tahara bianco e nero. La nuova versione Special Edition Sport si basa sull’allestimento Executive, il cuore di gamma, dotato del sistema Multimedia con Dab e Lexus Premium Navigation con display da 10,3” e del Lexus Safety System+ di serie, a cui si aggiungono elementi distintivi come il tetto panoramico, e di comfort, come il power back door.

NX, modello di successo

Lanciato sul mercato nel 2014, NX Hybrid ha da subito rivestito un ruolo di fondamentale importanza per il brand, diventando il modello più venduto della gamma Lexus in Europa. Un grandissimo successo che ha permesso a molti clienti di avvicinarsi al mondo Lexus, grazie alla sua combinazione tra lusso, eleganza, design esclusivo e dinamica di guida. La popolarità in termini di vendite è stata consolidata soprattutto grazie alla disponibilità della motorizzazione Self Charging Hybrid e alla possibilità di scelta tra trazione integrale e anteriore. Le vendite hanno così superato ogni aspettativa, permettendo a NX Hybrid di imporsi sui mercati di tutto il mondo e di assicurare un aumento di notorietà del marchio in Italia. L’introduzione della Sport conferma l’impegno di Lexus nel voler continuamente rinnovare e mantenere alta l’attenzione sul modello.

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Hyundai Santa Fe: due ibride per la nuova generazione

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La nuova Hyundai Santa Fe ricoprirà un ruolo protagonista nei piani di elettrificazione di Hyundai a corto termine. La quarta generazione del SUV coreano sarà infatti elettrificata. In occasione della presentazione internazionale della rinnovata sport utility a sette posti, il marchio asiatico ha confermato che la sua gamma disporrà, tra le varie opzioni, di due versioni ibride.

Semi-ibrida e ibrida plug-in

L’elettrificazione della nuova Hyundai Santa Fe sarà di due livelli. Da un lato, ci sarà una versione semi-ibrida (Mild Hybrid), mentre più in alto nella gamma ci sarà la versione ibrida plug-in (PHEV). Il lancio di entrambe le varianti a doppia alimentazione avverrà nei prossimi 18 mesi, con lo sbarco sul mercato che dovrebbe avvenire nella seconda metà del 2019.

Per il momento i dettagli sulle due versioni ibride della Hyundai Santa Fe sono scarsi, anche se, molto probabilmente, la plug-in prenderà in prestito la configurazione meccanica della Kia Optima PHEV. In questo caso monterebbe il 2.0 a benzina, affiancato da un motore elettrico in grado di garantirle fino a 50 km di autonomia in modalità elettrica al 100%.

Nel caso della Santa Fe semi-ibrida, invece, Hyundai ha lasciato la porta aperta all’adozione della meccanica già annunciata per la Tucson: il diesel 2.0 CRDi da 186 CV, accompagnato da un sistema a 48 volt con batterie agli ioni di litio da 0,44 kWh, un convertitore LDC e un generatore per le partenze. Il sistema sarà inoltre in grado di fornire un extra di potenza al motore a gasolio.

Salone di Ginevra 2018

Hyundai Santa Fe 2018, le nuove immagini ufficiali

Il SUV del marchio coreano sarà svelato tra poche settimane al Salone di Ginevra 2018

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Mercato moto e scooter giugno 2018: -5,8%

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Le moto sono stabili a giugno 2018 ma gli scooter fanno registrare un calo, così il totale del mercato delle due ruote è negativo (-5,8%), proprio come accaduto per le auto. Tra l’altro siamo anche al cospetto di un mese, quello di giugno, che per le due ruote rappresenta il il picco di massima stagionalità e vale poco più del 13% del totale venduto dell’anno. Bene le immatricolazioni si sono attestate sui 27.496 pezzi, mentre se guardiamo il primo semestre il parziale è sempre positivo (+4,3%), con le moto che segnano un +9.8% e gli scooter stabili a +0,3%.

La BMW resta la regina, ma Benelli cresce

A giugno è sempre la R 1200 GS la regina tra le moto, con 501 unità immatricolate, seguita dalla Tracer 900 (472 pezzi), dall’Africa Twin (323 unità), dalla Yamaha MT-07 (308 pezzi) e dalla Benelli TRK 502/x (276 unità).

L’analisi di Andrea Dell’Orto

“Gli analisti di Confindustria stanno modificando gli indicatori macroeconomici perché la ripresa sta rallentando. Le preoccupazioni legate alle politiche protezionistiche mettono in evidenza il rischio di una guerra commerciale che non conviene a nessuno e tanto meno all’Italia che ha una vocazione all’export. L’occupazione appare ancora in crescita, ma solo per quanto riguarda contratti a tempo determinato e part- time.

A tutto questo si aggiunge l’incertezza delle iniziative di governo ancora poco chiare in termini di coperture. Nonostante tutto ciò la voglia di moto non arretra e il nostro mercato fornisce un contributo positivo, mantenendo una domanda relativamente sostenuta – dichiara Andrea Dell’orto, Presidente di Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori).

In occasione della nostra recente assemblea abbiamo presentato una serie di proposte che vanno dalla riforma del Codice della Strada, al miglioramento della sicurezza stradale anche attraverso infrastrutture dedicate, fino all’attenzione in merito alla nuova mobilità elettrica che necessita di colonnine di ricarica e incentivi mirati. Abbiamo la necessita di confrontarci con gli organi di governo al fine di supportare le decisioni che vanno nella direzione di una mobilità sostenibile, dove le due ruote devono giocare un ruolo insostituibile.”

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Benelli TRK 502 X, la crossover per viaggiare su ogni terreno

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Arriva sul mercato italiano con un prezzo di 5.990 euro, la nuova Benelli TRK 502 X. Si tratta di una enduro stradale facile, versatile e affascinante, pensata per tutti coloro che vogliono affrontare ogni terreno – monta cerchi a raggi da 19” davanti e da 17” dietro – macinando chilometri senza dover necessariamente spendere un capitale.

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Benelli TRK 502 X, motore da 47,6 CV

La nuova Benelli TRK 502 X è spinta da un bicilindrico con raffreddamento a liquido e distribuzione doppio asse camme in testa capace di erogare una potenza di 47,6 CV (35 kw) a 8500 giri/min e un picco di coppia pari a 46 Nm a 6000 giri. La lubrificazione è a carter umido, la frizione multidisco in bagno d’olio, il cambio a 6 velocità con trasmissione finale a catena.

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Telaio a traliccio e scarico rialzato per l’off-road

Il telaio è un traliccio in tubi con piastre in acciaio, mentre le sospensioni derivano dalla versione stradale: davanti c’è una forcella upside-down con steli da 50 millimetri e al posteriore un forcellone oscillante con mono ammortizzatore centrale regolabile nell’idraulica in estensione e compressione e precarico molla. TRK 502 X presenta inoltre un terminale di scarico dallo stile ricercato e posizionato in posizione rialzata rispetto alla TRK 502 versione stradale, per affrontare senza problemi i fuori strada.

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Cerchi da 19” e 17”

L’impianto frenante dotato di ABS vanta all’anteriore un doppio disco da 320 millimetri di diametro, con pinza flottante due pistoncini mentre al posteriore un disco di 260 millimetri di diametro. I cerchi a raggi da 19” all’anteriore e da 17” al posteriore, in lega di alluminio, montano rispettivamente pneumatici 110/80 e 150/70 garantendo così maggiore sicurezza anche nelle situazioni più difficili. Il serbatoio ha una capacità di ben 20 litri, mentre di serie troviamo paramani, cupolino ampio e cavalletto centrale.

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MotoGP, le novità del regolamento per il 2019: piattaforma inerziale unica e novità sulle carene alate

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Dal 2019 la MotoGP non sarà rivoluzionata ma dovrà sottostare ad alcune nuove regole. Le più importanti, quelle che in qualche modo potrebbero influenzare il rendimento dei piloti in pista, sono due. La prima riguarda l’introduzione di una piattaforma inerziale unica, che ha lo scopo di ridurre ulteriormente i costi complessivi che i vari team sono “costretti” a sostenere pur di trovare soluzioni che possano migliorare le performance delle proprie moto. Per chi non sapesse di cosa parliamo la piattaforma inerziale, per farla facile, è un piccolo cervello che attraverso i suoi sensori monitora i movimenti della moto sotto tutti i punti di vista, la gestione del motore, la velocità delle singole ruote, le sospensioni, i freni e il cambio. Ingloba tutte le informazioni e le invia alla centralina.

Centralina unica Magneti Marelli, ecco perché la Yamaha si trova in difficoltà

Apriamo una piccola parentesi. Quest’ultima è già uguale per tutti ma permette ai singoli team di settare i vari parametri a piacimento; è questo, per intenderci, l’aspetto su cui Yamaha sembra essere rimasta un po ‘indietro rispetto agli avversari. Valentino Rossi in un’intervista one to one con Guido Meda a Sky lo ha spiegato benissimo: “Quando hanno introdotto la centralina unica noi abbiamo pensato che il pacchetto fosse quello e ce lo siamo tenuti. Gli altri invece lo hanno studiato, ci sono entrati dentro e hanno cercato di tirare fuori il massimo. È questa la differenza tra Yamaha e gli altri in questo momento. Ora aspettiamo novità dai nostri ingegneri”.

Si alle carene alate, ma senza “modifiche”

L’altra novità attesa per il 2019 riguarda invece le carenature. “Le linee guida sulla progettazione aerodinamica sono state rilasciate dal Direttore Tecnico e sono stati introdotti nuovi limiti di dimensione delle appendici e nella combinazione delle varie parti. I progetti attuali saranno ancora consentiti ma non sarà possibile rimuovere o cambiare parti aerodinamiche significative. Inoltre, l’omologazione del 2019 si baserà sullo storico della stagione precedente”. Che tradotto vuol dire che si potranno omologare le carene con le ali ma non potranno cambiare configurazione di gara in gara.

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