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Kia Stonic: una crossover per sfidare le B-SUV




















Partiamo con lo sfatare un mito che si sta diffondendo: nonostante dimensioni simili e corrispondenza di tempi di lancio, la Kia Stonic e la Hyundai Kona non sono la stessa auto. Per nulla.
Innanzitutto per questioni tecniche: la Kona è costruita su una piattaforma tutta nuova, mentre la Kia Stonic è basata sulla collaudatissima piattaforma della Kia Rio.
Ma anche per spirito e target di riferimento: dove la Kona è una piccola SUV a tutti gli effetti (con la possibilità della trazione integrale), la Kia Stonic risponde con una configurazione a trazione anteriore pensata più per le città che non per gli sterrati. È questione di gusti e di necessità: non a tutti serve la trazione integrale (la pensa così anche Citroën con la sua C3 Aircross), ma a sempre più persone piace un’auto sollevata da terra, dinamica, compatta ma spaziosa. La formula delle B-SUV, insomma.
La nuova Kia Stonic risponde esattamente a queste necessità.


Kia Stonic, il design: un po’ SUV, un po’ sportiva
Venendo invece al target di riferimento, via il dente e via il dolore: la nuova Kia Stonic è un’auto pensata per un pubblico giovane (una affermazione che comincia a sembrare tautologica per questo segmento).
Basta dare un’occhiata al video ufficiale (lo trovate in fondo a questo articolo) per capirlo. Basta dare un’occhiata alle linee della Stonic per averne conferma.
La nuova Kia Stonic è un crossover (e non a caso in Kia lo ripetono di continuo) nel senso letterale del termine: travalica i segmenti, o meglio ancora prende ispirazione da più di un segmento per creare una formula nuova. Nel caso della Stonic, i segmenti sono 3:
- quello delle piccole, viste le dimensioni contenute (la Stonic è lunga 4,15 metri, 1 centimetro in meno della Kona)
- quello delle SUV, viste le proporzioni (sollevata da terra, muso imponente) e le protezioni della carrozzeria
- quello delle sportive, e qui so che per alcuni potrà sembrare una blasfemia, per alcune scelte stilistiche come il frontale reso visivamente basso e la linea laterale rastremata (tetto spiovente al posteriore, linea di cintura che si solleva), ma anche per le proporzioni dei finestrini rispetto alle portiere, senza dimenticare il montante posteriore che taglia il tetto bicolore con un effetto visivo ispirato alle targa
In realtà potremmo anche inserire un quarto segmento, quello delle monovolume compatte, ma diciamoci la verità: le B-SUV – in tutte le infinite varianti del segmento – stanno andando proprio a sostituire quest’ultimo, che fino a qualche anno fa avremmo potuto definire inscalfibile. E invece sta morendo.
A ogni modo, il risultato è quello di una vettura che riesce a essere filante e dinamica nonostante le caratteristiche del segmento, mantenendo inalterate le caratteristiche del design KIA. Ben integrato anche il tiger nose che accompagna ormai tutti i modelli, e che in questo caso viene realizzato con un particolare effetto 3D molto piacevole da guardare.
Le linee sono pulite e quasi minimaliste, ma senza scadere nell’eccessiva semplicità: il gusto, dopotutto, è tutto europeo, con il design del modello realizzato dal Centro Stile KIA di Francoforte (in collaborazione, ovviamente, con quello di Namyang).
Come d’obbligo per il segmento delle B-SUV, anche nel caso della Stonic la parola d’ordine è “personalizzazione”: in KIA promettono 20 differenti combinazioni di colore per gli esterni, grazie ai 5 diversi colore tetto disponibili.


Kia Stonic, sotto al cofano: anche per neopatentati
Come già detto, la KIA Stonic non è pensata per il fuoristrada vero, per via dell’assenza di trazione integrale. Non rinuncia però ad altri pregi amati da chi preferisce i SUV, come ad esempio la posizione di guida alta rispetto alla strada, la facilità di accesso legata alla maggiore altezza da terra e la spaziosità degli interni.
Ad aiutare la guida in senso stretto, invece, ci penseranno soluzioni tecnologiche come l’ESC (Electronic Stability Control) e il VSM (Vehicle Stability Management), che lavoreranno sui freni per migliorare la trazione, l’aderenza e la stabilità del veicolo.
Da segnalare anche l’introduzione della frenata autonoma d’emergenza in grado di riconoscere i pedoni, il Forward Collision Alert e il Rear Cross Traffic Alert, oltre ai già indispensabili sensori di superamento della carreggiata e quelli che avvisano in caso di stanchezza del guidatore.
Fra i motori – che trovate nella tabella qui sotto – è da sottolineare anche la presenza di una opzione a benzina pensata per i neopatentati: il 1.2 benzina MPi da 84 CV. Una conferma dell’attitudine “giovane” della Stonic, che si conferma anche una scelta più che valida come modello d’accesso alla gamma da parte dei nuovi clienti. Per il resto, la casa in Italia punterà (scelta giusta e ovvia) soprattutto sul 1.0 turbo benzina da 120CV e sul 1.6 turbodiesel da 110 CV.
1.0 T-GDI |
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|---|---|
| Alimentazione | Benzina |
| Cilindrata | 998 cc |
| Potenza | 120 CV |
1.6 CRDi |
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|---|---|
| Alimentazione | Diesel |
| Cilindrata | 1582 cc |
| Potenza | 110 CV |
1.4 MPi |
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|---|---|
| Alimentazione | Benzina |
| Cilindrata | 1368 cc |
| Potenza | 100 CV |
1.2 MPi |
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|---|---|
| Alimentazione | Benzina |
| Cilindrata | 1248 cc |
| Potenza | 84CV |
Kia Stonic: in arrivo dopo Francoforte
Dei prezzi definitivi della KIA Stonic in Italia è ancora presto parlare, ovviamente.
Anche perché la macchina dovrebbe entrare in commercializzazione nel nostro paese nel terzo quadrimestre del 2017, poco dopo l’esordio pubblico al Salone di Francoforte.
In Kia però ci anticipano che il range dei prezzi dovrebbe ruotare attorno alla fascia che va dai 16.000 ai 22.000 euro. Con la consueta garanzia estesa che copre l’auto per 7 anni o 150.000 Km: per quelli che, nonostante ciò che ci ha insegnato sul marchio la storia recente, ancora non si fidano del tutto.
Forse è ora di cambiare, come sta cambiando – ormai velocissimamente – il panorama automotive.
Kia Stonic: il video ufficiale
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Mondiale F1 2017 – GP Azerbaigian a Baku: gli orari TV su Sky e Rai


Credits: epa06021584 German Formula One driver Sebastian Vettel of Scuderia Ferrari greets his fans after he took third position in the qualifying session of Canada Formula One Grand Prix at the Gilles Villeneuve circuit in Montreal, Canada, 10 June 2017. The 2017 Canada Formula One Grand Prix will take place on 11 June. EPA/VALDRIN XHEMAJ


Credits: epa06021646 British Formula One driver Lewis Hamilton of Mercedes AMG GP win the pole position for the the 2017 Canada Formula One Grand Prix at the Gilles Villeneuve circuit in Montreal, Canada, 10 June 2017. The 2017 Canada Formula One Grand Prix will take place on 11 June. EPA/Andre Pichette


Credits: epa06023002 Finnish Formula One driver Valtteri Bottas of Mercedes AMG GP during the drivers parade ahead of Canada Formula One Grand Prix at the Gilles Villeneuve circuit in Montreal, Canada, 11 June 2017. EPA/VALDRIN XHEMAJ


Credits: epa06023352 Australian Formula One driver Daniel Ricciardo of Red Bull Racing, third placed, rests on the grid ahead of the Canada Formula One Grand Prix at the Gilles Villeneuve circuit in Montreal, Canada, 11 June 2017. EPA/VALDRIN XHEMAJ


Credits: epa06023502 British Formula One driver Lewis Hamilton of Mercedes AMG GP in action during the Canada Formula One Grand Prix at the Gilles Villeneuve circuit in Montreal, Canada, 11 June 2017. EPA/VALDRIN XHEMAJ
Il GP d’Azerbaigian a Baku – ottava tappa del Mondiale F1 2017 – sarà trasmesso in diretta su Sky e in differita sulla Rai (di seguito troverete gli orari TV).
Sul Mar Caspio Sebastian Vettel e la Ferrari cercheranno di tornare al successo dopo la delusione di Montréal ma dovranno fare i conti con due Mercedes molto in forma.
F1 2017 – GP Azerbaigian a Baku: cosa aspettarsi
Il primo GP dell’Azerbaigian della storia si svolge sul circuito di Baku (già usato lo scorso anno per il Gran Premio d’Europa). Un tracciato cittadino molto particolare che presenta il punto più stretto del Mondiale F1 2017 (con le monoposto che sono oltretutto più larghe di 20 cm rispetto al 2016) ma anche il più lungo rettilineo del Circus.
Di seguito troverete il calendario del Gran Premio di Formula 1, gli orari TV su Sky e Rai e il nostro pronostico.
F1 2017 – Baku, il calendario e gli orari TV su Sky e Rai
Venerdì 23 giugno 2017
11:00-12:30 Prove libere 1 (diretta su Sky Sport F1, differita alle 15:30 su Rai Sport)
15:00-16:30 Prove libere 2 (diretta su Sky Sport F1, differita alle 00:35 di sabato 24 giugno su Rai Sport)
Sabato 24 giugno 2017
12:00-13:00 Prove libere 3 (diretta su Sky Sport F1, differita alle 18:00 su Rai Sport)
15:00-16:00 Qualifiche (diretta su Sky Sport F1, differita alle 19:50 su Rai 2)
Domenica 25 giugno 2017
15:00 Gara (diretta su Sky Sport, differita alle 21:10 su Rai 2)
F1 – I numeri del GP d’Azerbaigian 2017
LUNGHEZZA CIRCUITO: 6.003 m
GIRI: 51
RECORD IN PROVA: Nico Rosberg (Mercedes F1 W07 Hybrid) – 1’42”520 – 2016
RECORD IN GARA: Nico Rosberg (Mercedes F1 W07 Hybrid) – 1’46”485 – 2016
RECORD DISTANZA: Nico Rosberg (Mercedes F1 W07 Hybrid) – 1h32’52”366 – 2016
F1 – Il pronostico del GP d’Azerbaigian 2017

1° Sebastian Vettel (Ferrari)
Sebastian Vettel deve riscattare il brutto quarto posto di Montréal e secondo noi ci riuscirà.
L’attuale leader del Mondiale F1 2017 lo scorso anno ha terminato la corsa di Baku in seconda posizione e ha tutte le carte in regola per allungare il vantaggio in classifica sui rivali.


2° Lewis Hamilton (Mercedes)
Lewis Hamilton è in un eccellente stato di forma (due vittorie negli ultimi tre GP) ma la scarsa continuità gli ha impedito di essere più vicino a Vettel nella classifica del Mondiale F1 2017.
In Azerbaigian lo scorso anno il pilota britannico conquistò il quinto posto, domenica dovrebbe salire senza problemi sul podio (anche se il successo sembra difficile).


3° Valtteri Bottas (Mercedes)
Nel duello tra Vettel e Hamilton Valtteri Bottas deve accontentarsi di essere il migliore tra gli “umani”.
Prevediamo per lui nel GP d’Azerbaigian un podio in un circuito che lo scorso anno lo ha visto arrivare sesto.


Da tenere d’occhio: Daniel Ricciardo (Red Bull)
Dopo un inizio di stagione deludente Daniel Ricciardo ha portato a casa tre terzi posti consecutivi.
Lo vedremo in “top 3” anche a Baku? Difficile. Il pilota australiano lo scorso anno arrivò settimo in Azerbaigian e il circuito è poco adatto alle caratteristiche della sua Red Bull.


La squadra da seguire: Mercedes
Lo scorso anno la Mercedes trionfò a Baku ma quest’anno la Ferrari sembra essere più adatta a trionfare sul Mar Caspio.
La Stella, però, ha tutto quello che serve per piazzare due monoposto sul podio. Senza contare che negli ultimi quattro Gran Premi sono arrivate tre vittorie…

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Opel Grandland X: in Germania da 23.700 euro








La nuova Opel Grandland X, terza componente della famiglia SUV di Rüsselsheim dopo la Mokka X e la Crossland X, debutterà in anteprima mondiale a settembre al Salone di Francoforte.
Dopo aver svelato le prime informazioni e fotografie ufficiali della Sport Utility più grande della sua famiglia, Opel annuncia i prezzi per la Germania dove il listino della nuova Grandland X partirà da 23.700 euro.
Due motorizzazioni al lancio
Al lancio sarà proposta con due motorizzazioni, un benzina e un diesel. Il primo è il 1.2 turbo da 130 CV e 230 Nm di coppia che dichiara consumi medi di 5,5l/100 km e 124-127 g/km di CO2. Sul fronte diesel ci sarà invece il 1.6 da 120 CV e 300 Nm di coppia (da 26.500 euro) che vanta consumi compresi tra i 4,3 e i 4,6l/100 km con emissioni medie tra i 111 e i 118 g/km.
Equipaggiamento
La nuova Opel Grandland X potrà essere equipaggiata con tutti i sistemi tecnologici di ultima generazione tra cui il Cruise Control adattivo con riconoscimento dei pedoni, il sistema di allerta per la stanchezza del guidatore, l’assistente avanzato per il parcheggio, il volante riscaldabile, il portellone posteriore ad apertura automatica, il sistema di infotainment Intellilink, il servizio Opel OnStar, i fari AFL con tecnologia LED e la telecamera per la visione a 360°.
Opel Grandland X: prime fotografie e informazioni
La terza SUV della generazione X di Rüsselsheim
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Volvo: Polestar diventa indipendente e produrrà elettriche ad alte prestazioni


Sotto la proprietà cinese di Geely il marchio scandinavo Volvo sta cambiando profondamente. Il prossimo grande passo riguarderà il marchio Polestar, acquistato da Volvo nel 2015 e che attualmente si dedica all’elaborazione dei modelli ad alte prestazioni della firma svedese.
Da ora in avanti questa divisione diventerà infatti un brand indipendente all’interno del Gruppo e si occuperà dello sviluppo e della produzione di auto elettriche sportive che andranno a rivaleggiare direttamente con il colosso Tesla (che proprio nei mercati Nordeuropei ha una delle sue più grandi roccaforti commerciali).
Thomas Ingfenlath, che fino ad ora era Vicepresidente del Design Volvo, sarà il CEO della nuova Polestar e Hakan Samuelsson, presidente di Volvo Cars, ha specificato che questa nuova Polestar sarà un marchio ben differenziato all’interno di Volvo.
Ovviamente Polestar continuerà a sfruttare la tecnologia e l’ingegneria di Volvo Cars e Volvo continuerà a ricevere il know-how di Polestar, oltre ai suoi pacchetti performanti che arriveranno dalla sottomarca Polestar Engineered. Per ora non sono state rilasciate altre informazioni su questa operazione ma Volvo invita ad attendere il prossimo autunno per saperne di più.
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Hennessey Venom F5: sfiorerà i 480 km/h




Hennessey ha già in cantiere la sua prossima supercar, la Venom F5 che dovrebbe ereditare dall’attuale Venom GT il ruolo di auto di produzione più veloce al mondo. Almeno questo è ciò che spera di ottenere la Casa americana che lancia una sfida diretta alla Bugatti Chiron per il nuovo record di velocità.
“La nuova Venom F5 competerà con la Bugatti Chiron per il titolo di auto più veloce al mondo”, ha assicurato il marchio statunitense in un comunicato che accompagna i primi due tesser della super sportiva (gallery in apertura).
A 300 miglia all’ora…
E tra le anticipazioni c’è anche un dato sulle prestazioni che afferma che la Venom F5 potrà sfiorare le 300 miglia orarie di velocità massima, sarebbe a dire 480 km/h. L’attuale record da Guinness è fissato a 270,3 miglia orarie (435,51 km/h).
La nuova Hennessey Venom F5 arriverà alla fine dell’anno e inaugurerà un nuovo chassis, un nuovo motore e un’aerodinamica tutta rinnovata e il nome F5 deriva dalla massima scala di velocità dei tornado (nel caso degli F5 tra i 420 e i 512 km/h).
In passato Hennessey ha già dimostrato di poter raggiungere il suo obiettivo, visto che proprio la Venom GT detiene l’attuale record di velocità, sia con la versione coupé che con la variante cabrio. Alla fine dell’anno sarà svelata la sua erede e nel 2018 probabilmente si aprirà una nuova sfida Bugatti-Hennessey.
Hennessey Venom GT: la più veloce al mondo
Stabilito il nuovo record di velocità: raggiunti i 427,6 km/h.
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Husqvarna Supermoto FS 450 MY18


Per il 2018 Husqvarna Motorcycles aggiorna la Supermoto FS 450, che cresce nelle performance e conta su nuove grafiche che impreziosiscono il look e un nuovo rivestimento sella con maggior grip. Il cuore pulsante, il monocilindrico monoalbero, riceve una nuova frizione antisaltellamento sviluppata dallo specialista svizzero Suter Industries, che previene l’insorgere di instabilità e saltellamenti nelle staccate più decise in ingresso curva, assicura il massimo controllo per derapare in perfetto stile supermoto.
Mappe e launch control
Per intervenire sulle caratteristiche di erogazione, la FS 450 adotta un selettore mappe al manubrio. Ottimizzato per la massima facilità d’uso, il selettore attiva anche il launch control, che limitando la coppia trasmessa alla ruota posteriore migliora la trazione, ed evita la perdita di controllo alle massime accelerazioni. Per garantire le migliori prestazioni, il motore lavora in armonia con un corpo farfallato da 44 mm Keihin, un impianto di scarico con camera di risonanza integrata e un preciso cambio a 5 rapporti.
Telaio leggero ottimizzato
Il telaio è in tubi di acciaio idroformati, tagliati al laser e saldati da robot, progettato specificamente da WP Performance Systems con precisi valori di rigidezza flessionale e torsionale. Il forcellone è in alluminio fuso, mentre davanti troviamo una forcella WP a cartuccia chiusa e piastre lavorate CNC. Peculiarità dei modelli Husqvarna, il telaietto posteriore in composito è realizzato per il 30% in fibra di carbonio, rendendolo estremamente leggero e particolarmente e robusto.
Impianto frenante Brembo
La FS 450 è equipaggiata con una coppia di ruote a raggi Alpina da 16,5” anteriore e 17” posteriore, coperti da pneumatici slick Bridgestone 125/80 R420 e 165/65 R420, che offrono i massimi grip, trazione e agilità. Il manubrio ProTaper non ha rivali in termini di stile e funzionalità: possiede una resistenza alla fatica ai vertici di categoria, e ha i loghi ProTaper applicati chimicamente, così da essere resistenti ai graffi e all’abrasione. L’impianto frenante è caratterizzato da freni Brembo con disco anteriore da 310 mm con pinza radiale a 4 pistoncini e disco posteriore da 220 mm.








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Bamber, Bernhard e Hartley: chi sono i vincitori della 24 Ore di Le Mans 2017


Credits: Porsche LMP Team: Timo Bernhard, Brendon Hartley, Earl Bamber (l-r)


Credits: Porsche LMP Team: Brendon Hartley


Credits: Porsche LMP Team: Brendon Hartley


Credits: Porsche LMP Team: Brendon Hartley


Credits: Porsche LMP Team: Earl Bamber


Credits: Porsche LMP Team: Earl Bamber


Credits: Porsche LMP Team: Earl Bamber


Credits: Porsche LMP Team: Earl Bamber


Credits: Porsche LMP Team: Timo Bernhard


Credits: Porsche LMP Team: Timo Bernhard


Credits: Porsche LMP Team: Timo Bernhard


Credits: Porsche LMP Team: Timo Bernhard
Earl Bamber, Timo Bernhard e Brendon Hartley: sono questi i tre piloti – due neozelandesi e un tedesco – che al volante della Porsche si sono aggiudicati la 24 Ore di Le Mans 2017.
Bamber e Bernhard hanno conquistato domenica scorsa il secondo successo in carriera nella gara endurance più famosa del mondo mentre per Hartley si tratta della prima vittoria assoluta. Scopriamo insieme la loro storia.


Credits: Porsche LMP Team: Earl Bamber
Earl Bamber, la storia del vincitore della 24 Ore di Le Mans 2017
Earl Bamber – nato il 9 luglio 1990 a Whanganui (Nuova Zelanda) – è il pilota più giovane dell’equipaggio Porsche vincitore della 24 Ore di Le Mans 2017.
Dopo numerosi successi con i kart a livello locale, conquista nel 2006 il campionato asiatico di Formula BMW in un’edizione che vede al terzo posto un certo Daniel Ricciardo e due anni più tardi è vicecampione nelle Toyota Racing Series e nella serie asiatica Formula V6.
Earl Bamber nel 2010 arriva nuovamente secondo nelle Toyota Racing Series ma la svolta nella carriera arriva grazie a Porsche: due Carrera Cup Asia consecutive nel 2013 e nel 2014 e trionfo nella Supercup Porsche 2014. Nel 2015 conquista la prima 24 Ore di Le Mans in carriera con il tedesco Nico Hülkenberg e il britannico Nick Tandy e si ripete nel 2017 con il connazionale Brendon Hartley e con il teutonico Timo Bernhard.


Credits: Porsche LMP Team: Timo Bernhard
Timo Bernhard, la storia del vincitore della 24 Ore di Le Mans 2017
Timo Bernhard – nato il 24 febbraio 1981 a Homburg (Germania) – è il pilota più anziano tra quelli che hanno vinto la 24 Ore di Le Mans 2017 con la Porsche.
Dopo essersi laureato campione tedesco junior con i kart a 14 anni passa alle monoposto di Formula Ford ma ottiene le prime soddisfazioni con le ruote coperte conquistando nel 2001 la Porsche Carrera Cup tedesca.
Timo Bernhard si specializza nelle gare endurance e ottiene i primi successi importanti nel 2004 con la conquista della American Le Mans Series nella classe GT e tre anni più tardi si ripete con le LMP2.
Il primo successo alla 24 Ore di Le Mans arriva nel 2010 con l’Audi in un equipaggio composto dal connazionale Mike Rockenfeller e dal francese Romain Dumas mentre risale al 2015 il Mondiale endurance WEC conquistato al volante della Porsche insieme al neozelandese Brendon Hartley e all’australiano Mark Webber. Nel 2017 il driver teutonico si aggiudica per la seconda volta in carriera la 24 Ore di Le Mans insieme ai neozelandesi Hartley e Earl Bamber.


Credits: Porsche LMP Team: Brendon Hartley
Brendon Hartley, la storia del vincitore della 24 Ore di Le Mans 2017
Brendon Hartley – nato il 10 novembre 1989 a Palmerston North (Nuova Zelanda) – è l’unico pilota dell’equipaggio Porsche vincitore della 24 Ore di Le Mans 2017 a non aver già trionfato in passato nella prestigiosa gara endurance francese.
Il driver oceanico inizia a farsi notare nelle corse locali ma la svolta arriva nel 2007 con la conquista del campionato europeo Formula Renault 2.0 in un’edizione che vede al terzo posto il francese Charles Pic e con la terza piazza nella serie italiana dietro allo spagnolo Jaime Alguersuari.
Brendon Hartley continua a correre con le monoposto portando a casa nel 2008 con le F3 un terzo posto nel campionato britannico (vinto da Alguersuari) e nel GP di Macao ma dopo alcune stagioni deludenti passa alle ruote coperte diventando campione del mondo endurance WEC nel 2015 insieme al tedesco Timo Bernhard e all’australiano Mark Webber. Dopo il secondo posto nel 2015 Brendon conquista la 24 Ore di Le Mans nel 2017 insieme al connazionale Earl Bamber e a Bernhard.
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Nuove Volkswagen Polo e Seat Ibiza: gemelle diverse






















Venerdì scorso Volkswagen ha svelato la nuova Polo. Una gamma che rappresenta uno dei più importanti core business di Wolfsburg e che arriva a pochi mesi dall’unveiling della nuova Seat Ibiza con cui condivide la piattaforma – si tratta del pianale MQB A0, la prima applicazione per il segmento B della piattaforma modulare del Gruppo Volkswagen – così come le motorizzazioni e le tecnologie.
Look simile, dimensioni quasi identiche
La Seat Ibiza e la Volkswagen Polo sono due auto che competono nello stesso segmento e derivano dalla stessa base, seppur con differenze sottili tra una e l’altra. Per il momento facciamo una comparazione estetica tra le due (gallery in apertura).
Entrambe verranno offerte solamente con carrozzeria cinque porte. In quanto a dimensioni la Seat Ibiza misura 4.059 mm in lunghezza a fronte dei 4.053 mm della Volkswagen Polo (solo 6 mm di differenza). Con 1.444 mm di altezza la Seat Ibiza è solo 2mm più bassa che la sorella tedesca, mentre solo in larghezza si nota una sostanziale differenza tra le due: Con 1.780 mm la Ibiza è 29 mm più larga della Polo. In sintesi sono due auto dalle dimensioni pressoché identiche.
Nuova Polo: piccola Golf, grandi ambizioni
Ambiziosa e giovane, senza paura: la piccola tedesca prende il meglio dalla Golf e lo trasformain una segmento B dinamica e super-tech.
Seat Ibiza 2017: le prime fotografie e informazioni ufficiali
Basata sulla nuova piattaforma MQB AO, la quinta generazione della piccola di Martorell somiglia più che mai alla Leon
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Honda Accord: primo teaser della decima generazione


La nuova generazione della Honda Accord è in arrivo. Con un comunicato ufficiale la firma giapponese ha fatto sapere che sarà svelata in anteprima mondiale il 14 luglio a Detroit. Secondo quanto informano dalla Casa nipponica, poi, questa nuova Accord (la decima generazione) sarà la più premium, divertente e stilosa della storia della gamma. Dalla prima immagine rilasciata sembra proprio che la berlina di rappresentanza targata Honda erediterà diversi elementi stilistici dalla nuova Honda Civic, come ad esempio il frontale, con richiami sportivi ripresi dalla supercar NSX.
E poi la nuova Accord sarà un’auto completamente diversa anche se, per ora, sappiamo soltanto che verrà proposta con tre meccaniche delle quali due saranno a iniezioni diretta e turbo. Senza traccia, però dei sei cilindri. Inoltre sappiamo che la trasmissione continuerà ad essere affidata al tradizionale cambio automatico CVT anche se – almeno negli Stati Uniti – questa opzione sarà affiancata anche da un cambio manuale a sei marce e da una nuova trasmissione automatica a 10 rapporti sviluppata da Honda. Dopo l’unveiling di metà luglio la nuova Honda Accord farà la sua prima apparizione ufficiale al Salone di Los Angeles a Novembre per poi sbarcare subito dopo sul mercato d’Oltreoceano.
Honda Civic 2017: più grande e più tecnologica
Nuova piattaforma, nuovi motori e look rivoluzionato per la compatta giapponese
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Peugeot Partner 2018, le foto spia


In Casa Peugeot si lavora sul nuovo van Partner, come testimoniano queste foto spia che ritraggono il veicolo impegnato in alcuni test su strada di collaudo. Il nuovo Peugeot Partner, stando alle ultime indiscrezioni circolate in rete, dovrebbe condividere la piattaforma con Berlingo e Combo. È inoltre destinato a crescere nelle dimensioni e soprattutto nel comfort garantito per i passeggeri e nella tecnologia presente a bordo.
Dell’esemplare fotografato, il cui look è ampiamente camuffato dai consueti pannelli applicati sulla carrozzeria, non si scorgono i particolari estetici. Bisognerà aspettare i prossimi mesi per saperne di più, anche perché il debutto non sembra lontanissimo: dovrebbe avvenire entro il 2017. (Credits carpix for carscoops)








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