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Kawasaki al Motor Bike Expo 2018

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Kawasaki porta al Motor Bike Expo 2018 la nuova gamma moto 2018. Protagoniste della pedana centrale saranno: la Z900RS erede della leggendaria Z1, la Z900RS CAFE unico esemplare presente in italia, la nuova incredibile sport tourer supercharged Ninja H2 SX e la moto più potente al mondo prodotta in serie, la Ninja H2R.

Spazio anche per la nuova Ninja 400, per la gamma Z tra cui la Z900 per patenti A2 e per la famiglia Versys al completo. Nella hometown di Mr. Martini non poteva mancare la sua splendida Kawasaki Vulcan “70” una special prodotta in serie limitata su base Vulcan S. Ed infine dal mondo del freestyle motocross arriva la Kawasaki KX450F MAGNET by Alvaro Dal Farra, una special unica nel suo genere, completamente in carbonio, frutto di uno studio accurato nei minimi particolare.

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Audi A4 Avant g-tron: metano premium

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Comfort
Silenziosa e comoda, difficile chiedere di più.
Costi
La qualità si paga (48.150 euro per la S tronic S line edition da noi guidata) ma con meno di 5 euro di metano si possono percorrere 100 km.
Piacere di guida
Rassicurante nelle curve (come le A4 non “gassate”). Il motore 2.0 turbo da 170 CV spinge bene.
Ambiente
L’Audi A4 Avant g-tron con il cambio automatico S tronic a doppia frizione emette solo 102 g/km di CO2.

L’Audi A4 Avant g-tron – variante a metano della station wagon media più amata dagli italiani – è l’auto ideale per chi cerca un mezzo in grado di offrire costi di gestione uguali a quelli di un diesel (anzi, persino più bassi) ma non vuole rischiare di essere colpito in futuro dai blocchi del traffico (sempre più severi nei confronti delle vetture a gasolio).

In questo primo contatto abbiamo avuto modo di guidare la variante più costosa dell’Audi A4 Avant g-tron a metano: quella dotata del cambio automatico S tronic a doppia frizione nel raffinato allestimento S line edition. Scopriamo insieme i (tanti) pregi e i (pochi) difetti della versione “gassata” della station wagon media di Ingolstadt.

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Quattro serbatoi e tanta autonomia

L’Audi A4 Avant g-tron monta quattro serbatoi in CFRP (polimeri rinforzati con fibra di carbonio) e fibra di vetro che possono contenere 19 kg di metano. Rubano un po’ di spazio al bagagliaio (415 litri che diventano 1.415 quando si abbattono i sedili posteriori, le varianti “sgasate” rispondono con 505/1.510 litri) ma garantiscono un’autonomia di 500 km (dichiarata) con un pieno di gas naturale.

Non si può scegliere se viaggiare a metano o a benzina: finché c’è gas si va avanti con quello, altrimenti (quando restano meno di 0,6 kg e la pressione di funzionamento scende sotto i 10 bar) interviene il serbatoio di benzina di 25 litri che consente di percorrere altri 450 km (dichiarati).

Poca spesa, tanta resa

I consumi dichiarati dell’Audi A4 Avant g-tron S tronic protagonista del nostro primo contatto? 3,8 kg di metano ogni 100 km. Nella realtà adottando uno stile di guida tranquillo è possibile percorrere 100 km spendendo meno di 5 euro.

Un risultato niente male per la station wagon teutonica, dotata di un motore 2.0 turbo TFSI da 170 CV e 270 Nm di coppia in grado di offrire una spinta corposa già sotto i 2.000 giri e prestazioni quasi da sportiva (8,4 secondi per accelerare da 0 a 100 km/h).

Più comoda che sportiva

Per quanto riguarda il resto l’Audi A4 Avant g-tron a metano è identica alle versioni a benzina e diesel già in listino: una station wagon comoda e costruita con cura caratterizzata da un assetto non troppo rigido e da un abitacolo ottimamente insonorizzato.

Più adatta alla guida rilassata che a quella aggressiva (merito di un comportamento stradale rassicurante nelle curve e di un cambio automatico S tronic a doppia frizione a sette rapporti molto fluido nei passaggi marcia), rappresenta un’ottima alternativa alle classiche familiari a gasolio, sempre più bersagliate dai blocchi del traffico.

La qualità si paga

L’Audi A4 Avant g-tron S tronic S line edition oggetto del nostro primo contatto ha un prezzo molto alto – 48.150 euro – unito ad una dotazione di serie buona ma non ricca: cerchi in lega da 18”, climatizzatore automatico trizona, cruise control, pacchetto S line exterior, sedili sportivi e sensori pioggia/luci.

Scheda tecnica

Motore turbo benzina/metano
N. cilindri/cilindrata 4/1.984 cc
Potenza 125 kW (170 CV) a 4.450 giri
Coppia 270 Nm a 1.650 giri
Trazione anteriore
Velocità max 221 km/h
Acc. 0-100 km/h 8,4 s
Consumo urb./extra/medio 19,6/32,3/26,3 km/kg metano (14,1/21,7/18,2 km/l benzina)
Dimensioni 4,73/1,84/1,43 metri
Passo 2,82 metri
48.150 euro

Il mondo Audi

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Radical RXC, killer di supercar

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L’idea di auto sportiva “sfruttabile” del costruttore inglese Radical si chiama RXC. Più che sfruttabile, la RXC direi che è appena utilizzabile. Di fatto, è un prototipo di Le Mans omologato per l’uso stradale: telaio tubolare, carrozzeria in vetroresina, aerodinamica estrema, appendici in fibra di carbonio, cambio sequenziale e (quasi) zero elettronica. Ci sono anche dei “comfort”, se il clima, i tergicristalli e lo sbrinatore possono essere considerati tali, ma sarebbe come mettere uno schermo a LED in una tenda e dire che si tratta di un loft. Anche il cruscotto non è propriamente lussuoso: volante racing, sedili da corsa con cinture a quattro punti e cruscotto digitale sono tutto ciò che troverete, insieme a qualche levetta e qualche pulsante per le funzioni primarie. Gli unici dati che dovrebbero interessarvi sono il peso e la potenza: l’ago della bilancia si ferma a 900 kg e dietro il sedile del guidatore “vive” un 3,7 V6 Ford da 425 CV, capace di lanciare l’auto da 0 a 100 km/h in 2,8 secondi fino a 280 km/h di velocità massima. Insomma la Radical RXC fa sembrare una Porsche GT3 una comoda auto da viaggio e una Lotus un giocattolino, ma come andrà su strada?

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PER LA STRADA, O QUASI

Un prototipo vive tra i cordoli, ma la Radical RXC è davvero utilizzabile per strada, se siete pronti a scendere a qualche (forse più di qualche) compromesso. Partiamo dal presupposto che calarsi nell’abitacolo, passando attraverso le portiere ad ali di gabbiano, non è impresa facile, e che l’auto è così bassa da decapitare ogni insetto sfortunato che si trova sulla sua strada. Ma, detto questo, il V6 è pastoso e civile e l’auto è estremamente docile e intuitiva. Non è certo a suo agio in città, ma sui passi di montagna (magari scegliete un periodo caldo) risulta semplicemente fantastica. È velocissima ma mai spaventosa o intimidatoria: è un’auto che si sente con i fianchi, e spesso vi racconta che vi trovate molto sotto il limite e che potrebbe sopportare molta più potenza. Le Dunlop semi-racing quando entrano in temperatura diventano come unghie di un gatto conficcate nel divano. Sul misto veloce, dove l’aerodinamica comincia fare la sua magia, è semplicemente micidiale.
Lo sterzo è così collegato e preciso che vi sembra di avere le mani sulle ruote; vi incoraggia ad una guida ferma, pulita.

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KILLER TRA I CORDOLI

In pista è difficile che qualcuno riesca a starvi dietro. Frena così tardi, accelera così velocemente e rimane così incollata e stabile nei curvoni veloci da farvi sembrare che il mondo vada al rallentatore. E che la Radical RXC con motore V6 3,7 è la versione più tranquilla, volendo c’è anche la versione turbo da 530 CV, ancora meno gentile con i vostri organi.
Il prezzo? Circa 130.000 euro.

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Monster Energy Supercross, il videogame

Milestone, uno dei principali sviluppatori di videogiochi al mondo, annuncia l’arrivo del nuovo Monster Energy Supercross – The Official Videogame: il Track Editor. La nuova edizione propone delle nuove funzionalità inedite che renderanno il videogioco ancora più avvincente ed entusiasmante. Si potrà ad esempio creare una pista personalizzata così come si potrà scegliere lo stadio: insomma sarà dato grande spazio alla personalizzazione. Arriverà su PS4, xBox One e pc il 13 febbraio 2018.

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Infiniti Q Inspiration Concept

La Infiniti Inspiration Concept è il prototipo della firma premium giapponese che anticipa alcune importanti novità in vista del futuro della gamma. Tra queste vanno nominate soprattutto il nuovo linguaggio stilistico e un motore a compressione variabile VC-Turbo.

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BMW acquista Parkmobile, LLC per diventare il provider leader mondiale di soluzioni digitali per il parcheggio

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Il marchio BMW è fortemente concentrato sulla mobilità del futuro e sta investendo molto nelle tecnologie di domani, compresa l’espansione della sua gamma di servizi per la mobilità. Infatti a gennaio 2018 ha acquistato Parkmobile, LLC, il maggiore provider di servizi mobili di parcheggio in Nord America. Già dal 2014 il BMW Group ha mantenuto una quota di minoranza in Parkmobile, LLC e ha ora acquisito l’intera azienda con i suoi oltre 100 dipendenti, con sede ad Atlanta, Georgia. Parkmobile, LLC offre i suoi servizi in oltre 300 città statunitensi, comprese New York, Philadelphia e Phoenix. Parkmobile Group Europe, i cui marchi comprendono anche ParkNow, è proprietà esclusiva del BMW Group fin dall’aprile 2016.

Nuove soluzioni per il parcheggio

“Fino al 30 percento del traffico urbano è dovuto a coloro che cercano spazi per parcheggiare. L’acquisizione di Parkmobile, LLC ci rende il provider leader internazionale di soluzioni digitali di parcheggio e ciò significa che ora possiamo affrontare meglio il punto dolente del parcheggio dimensionando la nostra offerta per i clienti in tutto il mondo”, ha detto Peter Schwarzenbauer, membro del Consiglio di Amministrazione di BMW AG responsabile per MINI, Rolls-Royce, BMW Motorrad, Customer Engagement e Digital Business Innovation BMW Group. I servizi di Parkmobile possono essere utilizzati da automobilisti di tutti i marchi di veicolo e permettono di parcheggiare in strada senza versare contanti per mezzo di un’app o direttamente dalla vettura. Il servizio aiuta anche gli utenti a trovare, riservare e pagare il parcheggio fuori strada in garage, nonché di usufruire di altri servizi collegati.

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Ducati Panigale V4 pronta al debutto

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È pronta al debutto la nuova supersportiva di Borgo Panigale. La tanto attesa Ducati Panigale V4, la cui produzione è partita lo scorso 15 novembre, è già in dirittura d’arrivo nelle concessionarie. Sono infatti già state consegnate 500 moto ai dealer europei e nelle prossime settimane la V4 sarà disponibile presso tutti i mercati.

Stiamo parlando della prima moto prodotta in serie dalla Casa bolognese ad essere equipaggiata con un motore 4 cilindri strettamente derivato dal Desmosedici della MotoGP. È un concentrato di tecnologia, stile e performance in puro stile Ducati. Una moto che con un rapporto potenza/peso di 1,1 CV/kg diventa il nuovo riferimento nel segmento delle supersportive di produzione.

È stata sviluppata in stretta collaborazione con Ducati Corse ed è la moto stradale più vicina in assoluto ad una MotoGP. Jorge Lorenzo, in occasione della presentazione del Ducati Team 2018, si è mostrato molto interessato alla nuova sportiva di Borgo Panigale e, in attesa di provarla, ha visitato di persona la linea di produzione e approfondito con gli ingegneri di prodotto gli aspetti tecnici di questo gioiello.

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Guida e cultura

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Mi ricordo quando il mio amico austriaco venne a trovarmi in Italia, in macchina. Era alquanto teso mentre guidava in autostrada: “in Italy you drive like crazy”, mi diceva. Come non essere d’accordo. Se per noi è normale sfanalare (io di solito vengo solo sfanalato), passare da una corsia all’altra senza o con poco preavviso (mannaggia alle frecce) o fare segni poco eleganti a chi parte in ritardo al semaforo, può non esserlo per automobilisti di altri paesi. Per fortuna che il mio amico non è mai stato a Palermo. Ma c’è di peggio: in Russia, guidare per strada, è come giocare alla roulette…Russa. Esci per andare a far la spesa e non sai se verrai tamponato, preso a martellate, superato da un carro armato o da un tizio che cavalca uno struzzo. E giuro, che su Youtube, ho visto tutto questo.
La guida fa davvero parte della storia e della cultura di un paese. Basta pensare ai finlandesi, che impiegano anni per prendere la patente di guida, devono imparare a guidare di traverso, veloce, piano, su sterrato, sulla neve. E non per niente la Finlandia sforna più piloti che renne.
E poi ci sono gli indiani: sono talmente tanti e le regole della strada sono talmente ignorate che avventurarsi per strada con mucche, tuc tuc e mezzi improvvisati, sembra far parte di un diabolico piano del controllo demografico.

Ma senza scomodare popoli spericolati, prendiamo per esempio i giapponesi: un popolo che guida macchine cubiche alte e strette, e non solo perché il bollo lo pagano per i cm cubi occupati dal mezzo, ma anche perché abitano in loculi quadrati e stretti. Anche i loro “valori” di qualità di un’auto sono differenti dai nostri. Se per noi la qualità percepita si misura in materiali morbidi e pannelli finti in alluminio molto credibili, loro la misurano in silenziosità e in indicatori con grafica da Playstation. Questo quello che dicono le ricerche di mercato.
E poi ci sono loro, gli americani. Un popolo che ha fatto del braccio teso sul volante, degli ammortizzatori molli e del V8 uno stile di vita. Certo, hanno strade lunghe e dritte, la benzina costa poco e non hanno la minima idea di cosa voglia dire tenere il volante alle “nove e un quarto” per affrontare una tortuosa stradina di montagna.
Come recita l’abusatissimo detto: “il mondo è bello perché è vario”, quello delle auto idem con patate. Ma in tutto ciò, devo ammettere, una domanda mi sorge spontanea. Come diavolo guidano gli austriaci?

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Marchionne: sì al SUV e all’elettrica Ferrari

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In questi giorni al Salone di Detroit c’era anche Sergio Marchionne. E il numero uno del Gruppo FCA ha ufficializzato quello che tutti temevano, ma che in fondo volevano sentirsi dire. Ferrari farà un SUV, e probabilmente anche un’elettrica.

La prima sport utility del Cavallino arriverà nel 2020, è stata fissata anche la data, e stando a quanto detto dal CEO italo canadese non bisogna aspettarsi qualcosa di simile a ciò che già c’è sul mercato, si tratterà, ha detto, di una “Fuv” ossia un “Ferrari Utility Vehicle”.

Mentre sulla super car a zero emissioni Marchionne è stato più che altro possibilista affermando:

Se qualcuno farà una supercar elettrica, la Ferrari sarà la prima: la faremo, è un atto dovuto”.

Egli stesso ha ammesso che, secondo i dati degli analisti, nel 2025 la metà delle auto saranno elettrificate. Se fino a pochi anni fa, quindi, il leader del Gruppo Fiat Chrysler era scettico sulla mobilità “verde”, ora inizia a ripensarci.

La strada verso l’obiettivo Ferrari di 10.000 unità all’anno prosegue a buoni ritmi e l’arrivo del primo SUV tra le ‘rosse’ è atteso già nei prossimi anni, accompagnato da nuove meccaniche ibride che serviranno anche ad abbassare le emissioni globali del marchio.

«Il nuovo piano includerà le auto ibride, quindi partire da lì per arrivare all’elettrico è facile».  

Ha detto il manager italo canadese.

La prima elettrica targata Ferrari deriverà proprio dalle tecnologie e dall’esperienza che il marchio di Modena accumulerà proprio con queste ibride. Ma, nonostante le parole di Sergio Marchionne da Detroit, dovremo aspettare ancora diversi anni per vedere su strada la prima Ferrari elettrica.

Anteprime

Marchionne ammette l’ipotesi di una Ferrari crossover

L’Amministratore Delegato parla di un modello inedito ma differente dalle solite Sport Utility

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Volvo XC60, premiata North American Utility of the Year 2018

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Credits: XC60 T8 Inscription

La Volvo XC60 si è aggiudicata il premio North American Utility of the Year 2018. Il SUV medio del marchio è la seconda vettura Volvo ad aggiudicarsi l’ambìto riconoscimento, dopo la XC90 nel 2016. La conquista del premio NACTOY 2018 (North American Car, Utility & Truck of the Year 2018) è uno dei molti successi conseguiti dalla nuova XC60, che all’inizio del mese è stata selezionata da Euro NCAP quale vettura più sicura del 2017 su un totale di 70 concorrenti che rappresentavano 30 Case automobilistiche in tutti i segmenti di autovetture.

Le ragioni del successo della Volvo XC60

La nuova XC60 riscuote un notevole apprezzamento perché resta fedele alla tradizione di Volvo, vantando una tecnologia che ne fa una delle vetture più sicure oggi disponibili sul mercato. Al rivoluzionario sistema City Safety è stata aggiunta la funzionalità di assistenza alla sterzata Steer Assist. Il nuovo sistema di sicurezza denominato Oncoming Lane Mitigation contribuisce a ridurre gli effetti degli scontri frontali, mentre il dispositivo BLIS (Blind Spot Information System) rileva la presenza di veicoli negli angoli ciechi riducendo così i rischi di collisioni durante i cambi di corsia. Chi acquista una XC60 può anche dotarsi del dispositivo avanzato di assistenza alla guida Pilot Assist, disponibile su richiesta, sviluppato da Volvo Cars per garantire al conducente un ausilio alla sterzata, all’accelerazione e alla frenata sulle strade ben contrassegnate e fino a una velocità di 130km/h. Al top di gamma, la nuova XC60 offre il pluri-premiato propulsore ibrido plug-in benzina T8 Twin Engine di Volvo Cars, con potenza pari a 407 CV e accelerazione da 0 a 100km/h in soli 5,3 secondi. Le altre motorizzazioni disponibili per questo modello includono l’unità diesel D4 da 190 CV e la D5 con tecnologia PowerPulse da 235 CV. Il motore T5 benzina eroga una potenza di 254 CV, mentre il T6 – dotato di turbo e compressori – arriva a 320 CV di potenza erogata e 400 Nm di coppia motrice.

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