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Toyota RAV4: la quinta generazione

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Al Salone di New York 2018 debutta la quinta generazione della Toyota RAV4. La SUV media giapponese è uno dei modelli chiave di Toyota e si rinnova completamente per rafforzare la sua posizione nella categoria.

Look più robusto

Dal punto di vista estetico la nuova RAV4 sfoggia un’immagine più robusta e si ispira alla concept car FT-AC vista allo scorso Salone di Los Angeles.

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Come se fosse stata scolpita con martello e scalpello, la sport utility compatta si lascia alle spalle le linee fluide della generazione uscente e esprime un novo carattere con un frontale contraddistinto dai nuovi gruppi ottici, dalla nuova griglia frontale e dal paraurti completamente ridisegnato.

Il laterale è più slanciato, con la linea di cintura più alta e i cerchi si rinnovano con nuovi design. Anche il posteriore cambia con nuovi gruppi ottici, un nuovo paraurti, nuovi terminali di scarico e un inedito spoiler sul tetto. Inoltre al nuova Toyota RAV4 2018 avrà una carrozzeria bitono con il tetto e il montante in nero a contrasto con il resto della livrea.

Interni più spaziosi

Questa quinta generazione della Toyota RAV4 nasce sulla base della nuova piattaforma TNGA di Toyota e rispetto al modello uscente vanta una carreggiata più ampia, mentre la lunghezza e l’altezza rimangono uguali.

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Gli interni sono più spaziosi e cresce la qualità percepita grazie ad una riorganizzazione dell’abitacolo, all’uso di materiali migliori e al nuovo schermo touch da 8 pollici posizionato sulla plancia centrale e che farà da interfaccia al nuovo sistema di infotainment Entune 3.0. Tra le novità tecnologiche, il sistema multimediale sarà compatibile con Apple CarPlay, disporrà di connessione WiFi e avrà la possibilità di accedere ad Amazon Alexa. Ridisegnato anche il quadro strumenti.

Più sicura con il Toyota Safety Sense

Dal punto di vista della sicurezza la nuova Toyota RAV4 cresce grazie al pacchetto Toyota Safety Sense, che comprenderà un completo catalogo di sistemi di assistenza alla guida tra cui il cruise control adattivo, l’avviso di abbandono involontario della corsia e il mantenimento automatico della corsia, il riconoscimento della segnaletica stradale e il sistema di pre-collisione con rilevamento dei pedoni.

Motorizzazioni

Oltreoceano la nuova RAV4 2018 sarà commercializzata con due opzioni meccaniche: il 2.5 VVT-iE da quattro cilindri abbinato alla trasmissione automatica ad otto rapporti e con la variante ibrida (con lo stesso quattro cilindri) con cambio e-CVT. La trazione integrale sarà presente nella gamma, mentre l’ibrida sarà equipaggiata con il sistema AWD-i che sfrutta il motore elettrico per fornire coppia alle ruote posteriori.

La nuova Toyota RAV4 dovrebbe arrivare in Europa all’inizio del prossimo anno.

Saloni

Toyota FT-AC Concept

Un’inedita fuoristrada giapponese svelata al Salone di Los Angeles 2017

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Toyota Rav4 2019: finalmente un SUV da maschi e che non costa una follia

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Un SUV molto maschile

Ieri, durante l’Auto Show di New York, Toyota ha presentato il nuovo Rav4 2019 ed è davvero muscoloso. Un anno fa il capo di Toyota aveva affermato che era stanco di sentir dire che le Toyota e le Lexus erano auto noiose e aveva dato un input preciso ai suoi designer: “Voglio auto emozionanti”.

E indubbiamente il nuovo Toyota Rav4 risponde alla nuova direzione del brand. Tutto si può dire tranne che sia noioso. Anzi, finalmente un SUV di fascia media che può piacere anche agli uomini.

Finora, se volevamo qualcosa di maschile, muscoloso e avventuroso dovevamo spostarci su brand premium e il risultato era inevitabilmente gravoso per il nostro portafoglio.

Toyota sembra aver capito che c’è un mercato maschile insoddisfatto e si è mossa di conseguenza.

Quando arriverà in Italia

Non ci sono ancora date per il mercato italiano, ma si può fare un ragionamento che può portarci vicino.

Dal gennaio 2018 Toyota ha deciso che per il mercato italiano Toyota importerà solo auto ibride. Ieri, durante la conferenza stampa, è stato detto che la versione ibrida sarà disponibile per il mercato americano a inizio 2019.

Considerando che quello per loro è il mercato di punta, e dunque faranno del loro meglio per soddisfarlo, è plausibile affermare che da noi vedremo il nuovo modello a partire dal settembre 2019. Ma ripeto, non sono dati ufficiali. Si tratta di una mia ipotesi.

 

Nuovo motore Hybrid

Il nuovo Toyota Rav4 avrà un nuovo motore Hybrid ancora più potente ed efficiente. Ma, cosa più importante, avrà il nuovo cambio CVT Direct Shift che dovrebbe aver annullato il classico e fastidioso “effetto scooter”.

Qui sotto trovate un video che vi farà capire meglio il mio attuale entusiasmo.

 

 


Saloni

Toyota RAV4: la quinta generazione

Svelate le fotografie e le informazioni ufficiali della rinnovata sport utility compatta giapponese. Debutta al Salone di New York 2018

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Borgward Isabella TS (1954): spazio, eleganza e brio

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La Borgward Isabella TS del 1954 – variante più grintosa della berlina a due porte tedesca – è un’auto d’epoca ricca di qualità: spaziosa, elegante e briosa, si trova facilmente (in Germania) a meno di 20.000 euro.

Borgward Isabella TS (1954): le caratteristiche principali

La Borgward Isabella TSberlina a due porte teutonica nata nel 1954 – conquista parecchi clienti in Germania grazie all’ottimo rapporto qualità/prezzo: costa poco di più di rivali “popolari” ma offre contenuti “premium”.

Quali? Un abitacolo spazioso e ben rifinito, un bagagliaio ampio e una dotazione di serie ricca. Non altrettanto convincenti, invece, lo sterzo (poco sensibile) e i freni (deboli).

Borgward Isabella TS (1954): la tecnica

La Borgward Isabella TS del 1954 è un’auto tecnicamente evoluta per l’epoca: telaio monoscocca e, soprattutto, sospensioni a quattro ruote indipendenti (una soluzione che garantisce un comfort eccezionale nei lunghi viaggi). Il motore è un 1.5 a benzina da 75 CV abbinato ad un cambio manuale a 4 marce (tutte sincronizzate).

Borgward Isabella TS (1954): le quotazioni

La Borgward Isabella TS del 1954 è introvabile in Italia: più facile rintracciarla in Germania a meno di 20.000 euro.

Auto d’epoca tedesche

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Mercedes-AMG A45 by Posaidon

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Se il preparatore tedesco Posaidon è famoso nel mondo del tuning non è per le sue proposte estetiche, ma per i suoi estremi, quasi assurdi, upgrade meccanici. Ultimamente aveva presentato una Mercedes Classe E con oltre 1.000 CV di potenza e ora svela una Mercedes-AMG A 45 da 550 CV, più veloce di una Audi R8 RWS…

Il 4 cilindri profondamente modificato

Il propulsore M133 riceve un nuovo turbocompressore, monta un intercooler di dimensioni maggiorate e un sistema di scarico completamente nuovo, con valvole elettriche che permettono al motore di respirare a “pieni polmoni”.

Modificata, naturalmente, anche la centralina elettronica. Rispetto alla precedente proposta di Posaidon che aveva innalzato la potenza della A 45 a 485 CV, quest’ultimo upgrade la incrementa di altri 65 CV arrivando a 550 CV totali, come una Porsche 911 Turbo.

Anche la coppia aumenta a 660 Nm, cifra modificata elettronicamente per non danneggiare il sistema di trazione integrale 4Matic.

Dopo questo upgrade brutale la Mercedes-AMG A 45 è in grado di scattare da 0 a 100 km/h in 3,5 secondi e raggiunge i 315 km/h di velocità massima.

Tuning

Mercedes AMG GT: uno dei primi tuning by Posaidon

Il preparatore tedesco potenzia il V8 biturbo da 4.0L della “regina” della Stella

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Nuova Toyota Auris 2018: tutto nuovo anche l’abitacolo

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La Toyota Auris 2018 è stata presentata al Salone di Ginevra 2018, all’inizio di questo mese di marzo. Dopo 12 anni sul mercato, la terza generazione della compatta giapponese, che mantiene il nome di Corolla su molti mercati (sui quali è arrivata alla sua dodicesima generazione), si rinnova con un DNA più europeo e un cambio estetico radicale rispetto alla generazione uscente.

Fino ad ora, però, la Casa giapponese non ci aveva concesso l’onore di vedere gli interni della nuova generazione della Toyota Auris ma ora, con l’unveiling della versione extraeuropea Corolla, sappiamo come sarà il suo abitacolo.

Rivoluzione anche dentro

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La nuova Toyota Auris 2018 sfoggia un aspetto rivoluzionato anche dentro, con linee semplificate e un touch screen flottante da 8 pollici che domina la plancia centrale. In questo modo spariscono la maggior parte dei comandi fisici guadagnando così, nel complesso, un’immagine più pulita e minimalista. Digitale, come optional, sarà anche il quadro strumenti con schermo TFT a 7 pollici e non mancherà la dock station per la ricarica wireless dello smartphone.

La nuova compatta giapponese – realizzata sullo stesso pianale TNGA già visto sullaC-HR – offre 4 cm di lunghezza e di passo in più rispetto alla serie precedente e un piacere di guida migliorato grazie all’abbassamento di 2 cm del baricentro.

Motori

La gamma motori della Toyota Auris vista a Ginevra 2018 è composta da tre unità: un 1.2 turbo benzina da 116 CV e due propulsori ibridi benzina (1.8 da 122 CV e 2.0 da 180 CV per chi non può rinunciare alle prestazioni).

Ginevra 2018: le foto dagli stand

Toyota Auris al Salone di Ginevra 2018

La principale novità Toyota al Salone di Ginevra 2018 è la Auris: la terza generazione della compatta giapponese avrà due versioni ibride (1.8 da 122 CV e 2.0 da 180 CV)

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F1 – Le foto più belle del GP d’Australia 2018

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Credits: epa06628643 German driver Sebastian Vettel of Ferrari leads British driver Lewis Hamilton of Mercedes during the 2018 Formula One Grand Prix of Australia at the Albert Park circuit in Melbourne, Australia, 25 March 2018. EPA/DAVE ACREE ONLY AUSTRALIA AND NEW ZEALAND OUT

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Credits: epa06628595 Track marshals remove the car of Monaco’s driver Charles Leclerc of the Sauber team during the 2018 Formula One Grand Prix of Australia at the Albert Park circuit in Melbourne, Australia, 25 March 2018. EPA/JOE CASTRO ONLY AUSTRALIA AND NEW ZEALAND OUT

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Credits: epa06628594 Track marshals remove the car of Monaco’s driver Charles Leclerc of the Sauber team during the 2018 Formula One Grand Prix of Australia at the Albert Park circuit in Melbourne, Australia, 25 March 2018. EPA/JOE CASTRO ONLY AUSTRALIA AND NEW ZEALAND OUT

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Credits: epa06628572 Drivers pose for the official 2018 drivers portrait ahead of the 2018 Formula One Grand Prix of Australia at the Albert Park circuit in Melbourne, Australia, 25 March 2018. EPA/DAVE ACREE ONLY AUSTRALIA AND NEW ZEALAND OUT

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Credits: epa06628571 German Sebastian Vettel of the Ferrari team celebrates after winning the 2018 Formula One Grand Prix of Australia at the Albert Park circuit in Melbourne, Australia, 25 March 2018. EPA/JOE CASTRO ONLY AUSTRALIA AND NEW ZEALAND OUT

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Credits: epa06628567 German driver Sebastian Vettel of the Ferrari team in action during the 2018 Formula One Grand Prix of Australia at the Albert Park circuit in Melbourne, Australia, 25 March 2018. EPA/JOE CASTRO ONLY AUSTRALIA AND NEW ZEALAND OUT

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Credits: epa06628562 German driver Sebastian Vettel of the Ferrari team leads the pack during the 2018 Formula One Grand Prix of Australia at the Albert Park circuit in Melbourne, Australia, 25 March 2018. EPA/JOE CASTRO ONLY AUSTRALIA AND NEW ZEALAND OUT

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Credits: epa06628536 Children stand on the grid in front of small signs with the names and car numbers of the F1 drivers before the start of the 2018 Formula One Grand Prix of Australia at the Albert Park circuit in Melbourne, Australia, 25 March 2018. EPA/DIEGO AZUBEL

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Credits: epa06628532 Chase Carey, chief executive officer (CEO) of the Formula One Group at the starting grid before the start of the 2018 Formula One Grand Prix of Australia at the Albert Park circuit in Melbourne, Australia, 25 March 2018. EPA/DIEGO AZUBEL

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Credits: epa06628529 Children stand on the grid holding country flags of F1 drivers before the start of the 2018 Formula One Grand Prix of Australia at the Albert Park circuit in Melbourne, Australia, 25 March 2018. EPA/DIEGO AZUBEL

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Credits: epa06628530 Russian Formula One driver Sergey Sirotkin of Williams in action during the 2018 Formula One Grand Prix of Australia at the Albert Park circuit in Melbourne, Australia, 25 March 2018. EPA/DIEGO AZUBEL

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Credits: epa06628527 Finnish driver Kimi Raikkonen of Ferrari leads Australian driver Daniel Ricciardo of Red Bull Racing during the 2018 Formula One Grand Prix of Australia at the Albert Park circuit in Melbourne, Australia, 25 March 2018. EPA/DAVE ACREE ONLY AUSTRALIA AND NEW ZEALAND OUT

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Credits: epa06628526 Australian driver Daniel Ricciardo of Red Bull Racing in action during the 2018 Formula One Grand Prix of Australia at the Albert Park circuit in Melbourne, Australia, 25 March 2018. EPA/DAVE ACREE ONLY AUSTRALIA AND NEW ZEALAND OUT

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Credits: epa06628525 French driver Esteban Ocon of Force India in action during the 2018 Formula One Grand Prix of Australia at the Albert Park circuit in Melbourne, Australia, 25 March 2018. EPA/DAVE ACREE ONLY AUSTRALIA AND NEW ZEALAND OUT

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Credits: epa06628523 Monaco driver Charles Leclerc of Sauber reacts after his car brakes down during the 2018 Formula One Grand Prix of Australia at the Albert Park circuit in Melbourne, Australia, 25 March 2018. EPA/DAVE ACREE ONLY AUSTRALIA AND NEW ZEALAND OUT

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Credits: epa06628518 Ferrari team members wait for German driver Sebastian Vettel of the Ferrari team to return to the pits after winning the 2018 Formula One Grand Prix of Australia at the Albert Park circuit in Melbourne, Australia, 25 March 2018. EPA/JOE CASTRO ONLY AUSTRALIA AND NEW ZEALAND OUT

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Credits: epa06628511 German Formula One driver Sebastian Vettel of Scuderia Ferrari drives to the parc ferme after winning the 2018 Formula One Grand Prix of Australia at the Albert Park circuit in Melbourne, Australia, 25 March 2018. EPA/DIEGO AZUBEL

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Credits: epa06628516 Australian driver Daniel Ricciardo of the Red Bull Racing team in action during the 2018 Formula One Grand Prix of Australia at the Albert Park circuit in Melbourne, Australia, 25 March 2018. EPA/JOE CASTRO ONLY AUSTRALIA AND NEW ZEALAND OUT

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Credits: epa06628512 Danish driver Kevin Magnussen of the Haas team climbs out of his car after a break down during the 2018 Formula One Grand Prix of Australia at the Albert Park circuit in Melbourne, Australia, 25 March 2018. EPA/JOE CASTRO ONLY AUSTRALIA AND NEW ZEALAND OUT

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Credits: epaselect epa06625857 Finnish Formula One driver Kimi Raikkonen of Scuderia Ferrari stands in the parc ferme after finishing secondi n the qualifying session for the 2018 Formula One Grand Prix of Australia at Albert Park circuit in Melbourne, Australia, 24 March 2018. EPA/DIEGO AZUBEL

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Credits: epa06626129 German Formula One driver Sebastian Vettel of Scuderia Ferrari in action during a qualifying session for the 2018 Formula 1 Australian Grand Prix at Albert Park Circuit in Melbourne, Australia, 24 March 2018. EPA/DAVE ACREE AUSTRALIA AND NEW ZEALAND OUT

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Credits: epa06626130 German Formula One driver Nico Hulkenberg of Renault in action during a qualifying session for the 2018 Formula 1 Australian Grand Prix at Albert Park Circuit in Melbourne, Australia, 24 March 2018. EPA/DAVE ACREE AUSTRALIA AND NEW ZEALAND OUT

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Credits: epa06626128 Spanish Formula One driver Fernando Alonso of McLaren in action during a qualifying session for the 2018 Formula 1 Australian Grand Prix at Albert Park Circuit in Melbourne, Australia, 24 March 2018. EPA/DAVE ACREE AUSTRALIA AND NEW ZEALAND OUT

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Credits: epa06626047 German Formula One driver Nico Hulkenberg of Renault in action during a practice session for the 2018 Formula 1 Australian Grand Prix at Albert Park Circuit in Melbourne, Australia, 24 March 2018. EPA/DAVE ACREE AUSTRALIA AND NEW ZEALAND OUT

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Credits: epa06626046 Spanish Formula One driver Carlos Sainz of Renault in action during a practice session for the 2018 Formula 1 Australian Grand Prix at Albert Park Circuit in Melbourne, Australia, 24 March 2018. EPA/DAVE ACREE AUSTRALIA AND NEW ZEALAND OUT

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Credits: epa06625957 Danish Formula One driver Kevin Magnussen of Haas F1 Team in action during the qualifying session for the 2018 Formula One Grand Prix of Australia at Albert Park circuit in Melbourne, Australia, 24 March 2018. EPA/DIEGO AZUBEL

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Credits: epa06625953 Swedish Formula One driver Marcus Ericsson of Sauber F1 Team in action during the qualifying session for the 2018 Formula One Grand Prix of Australia at Albert Park circuit in Melbourne, Australia, 24 March 2018. EPA/DIEGO AZUBEL

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Credits: epa06625946 Spanish Formula One driver Carlos Sainz of Renault in action during the qualifying session for the 2018 Formula One Grand Prix of Australia at Albert Park circuit in Melbourne, Australia, 24 March 2018. EPA/DIEGO AZUBEL

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Credits: epa06625937 British Formula One driver Lewis Hamilton (R) of Mercedes AMG GP celebrates after taking pole position in the qualifying session for the 2018 Formula One Grand Prix of Australia at Albert Park circuit in Melbourne, Australia, 24 March 2018. EPA/DIEGO AZUBEL

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Credits: epaselect epa06622732 Belgian Formula One driver Stoffel Vandoorne of McLaren in action during the second practice session for the 2018 Formula One Grand Prix of Australia at the Albert Park circuit in Melbourne, Australia, 23 March 2018. EPA/DIEGO AZUBEL

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Credits: epa06623235 Finnish driver Kimi Raikkonen of Ferrari in action during a practice session for the 2018 Formula One Grand Prix of Australia at the Albert Park circuit in Melbourne, Australia, 23 March 2018. EPA/DAVE ACREE AUSTRALIA AND NEW ZEALAND OUT

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Credits: epa06623232 New Zealand driver Brendon Hartley of Toro Rosso in action during a practice session for the 2018 Formula One Grand Prix of Australia at the Albert Park circuit in Melbourne, Australia, 23 March 2018. EPA/DAVE ACREE AUSTRALIA AND NEW ZEALAND OUT

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Credits: epa06623226 German driver Sebastian Vettel of Ferrari in action during a practice session for the 2018 Formula One Grand Prix of Australia at the Albert Park circuit in Melbourne, Australia, 23 March 2018. EPA/DAVE ACREE AUSTRALIA AND NEW ZEALAND OUT

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Credits: epaselect epa06622384 An F1 fan is seen with a Red Bull hat during the first practice session for the 2018 Formula One Grand Prix of Australia at the Albert Park circuit in Melbourne, Australia, 23 March 2018. EPA/JOE CASTRO AUSTRALIA AND NEW ZEALAND OUT

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Credits: epaselect epa06622303 German Formula One driver Sebastian Vettel of Scuderia Ferrari sits inside the team garage during the first practice session for the 2018 Formula One Grand Prix of Australia at the Albert Park circuit in Melbourne, Australia, 23 March 2018. EPA/DIEGO AZUBEL

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Credits: epaselect epa06622665 British Formula One driver Lewis Hamilton of Mercedes AMG GP climbs over the halo and out of his car at the end of the first practice session for the 2018 Formula One Grand Prix of Australia at the Albert Park circuit in Melbourne, Australia, 23 March 2018. EPA/DIEGO AZUBEL

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Credits: epa06623106 The car of Australian driver Daniel Ricciardo during a practice session for the 2018 Formula One Grand Prix of Australia at the Albert Park circuit in Melbourne, Australia, 23 March 2018. EPA/DAVE ACREE AUSTRALIA AND NEW ZEALAND OUT

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Credits: epa06623105 French driver Esteban Ocon of Force India sits in his car during a practice session for the 2018 Formula One Grand Prix of Australia at the Albert Park circuit in Melbourne, Australia, 23 March 2018. EPA/DAVE ACREE AUSTRALIA AND NEW ZEALAND OUT

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Credits: epa06623102 Danish driver Kevin Magnussen of HAAS sits in his car during a practice session for the 2018 Formula One Grand Prix of Australia at the Albert Park circuit in Melbourne, Australia, 23 March 2018. EPA/DAVE ACREE AUSTRALIA AND NEW ZEALAND OUT

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Credits: epa06628670 Canadian driver Lance Stroll of the Williams team in action during the 2018 Formula One Grand Prix of Australia at the Albert Park circuit in Melbourne, Australia, 25 March 2018. EPA/JOE CASTRO ONLY AUSTRALIA AND NEW ZEALAND OUT

 

Nel GP d’Australia a Melbourne – prima tappa del Mondiale F1 2018 – Sebastian Vettel è salito sul gradino più alto del podio grazie all’eccellente strategia della Ferrari.

Qui troverete una gallery con le foto più belle della corsa oceanica, una gara che ha visto sul podio Lewis Hamilton (secondo con la Mercedes) e Kimi Räikkönen (terzo al volante della Ferrari).

Passione Ferrari

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F1 – I più grandi piloti australiani

Australian Formula One legend Jack Brabham dies 88Australian Formula One legend Jack Brabham dies 88

Credits: epa04213442 (FILE) Australian Formula One legend Jack Brabham attends a statue unveiling before the Australian Formula One Grand Prix at the Albert Park circuit in Melbourne, Victoria, Australia, 17 March 2013. Brabham died 88 on 19 May 2014 at his home in Gold Coast, Queensland, Australia. EPA/JOE CASTRO AUSTRALIA AND NEW ZEALAND OUT

17/07/80- Alan Jones a Imola. ANSA ARCHIVIO / 9736817/07/80- Alan Jones a Imola. ANSA ARCHIVIO / 97368

Credits: 17/07/80- Alan Jones a Imola. ANSA ARCHIVIO / 97368

Tennis Australian Open 2016Tennis Australian Open 2016

Credits: epa05110914 Former Australian Formula One driver Mark Webber (C) watches the first round match between Lleyton Hewitt and James Duckworth, both of Australia, at the Australian Open Grand Slam tennis tournament in Melbourne, Australia, 19 January 2016. EPA/DAVID CROSLING AUSTRALIA AND NEW ZEALAND OUT

Formula One Grand Prix of Abu DhabiFormula One Grand Prix of Abu Dhabi

Credits: epa06345593 Australian Formula One driver Daniel Ricciardo of Red Bull Racing reacts during a press conference at Yas Marina Circuit in Abu Dhabi, United Arab Emirates, 23 November 2017. The Formula One Grand Prix of Abu Dhabi will take place on 26 November 2017. EPA/VALDRIN XHEMAJ

Tim SchenkenTim Schenken

 

Pochi ma buoni: i piloti australiani in F1 sono stati solo 13 ma quattro di questi hanno vinto un GP e due sono stati addirittura capaci di conquistare il Mondiale.

Di seguito troverete la classifica completa – corredata da brevi biografie e palmarès – dei piloti di F1 più vincenti provenienti dall’Australia.

F1 – I più grandi piloti australiani

Australian Formula One legend Jack Brabham dies 88Australian Formula One legend Jack Brabham dies 88

1° Jack Brabham

Nato il 2 aprile 1926 a Hurstville (Australia) e morto il 19 maggio 2014 a Gold Coast (Australia)

16 stagioni (1955-1970)
123 GP disputati
4 costruttori (Cooper, Maserati, Lotus, Brabham)

PALMARÈS: 3 Mondiali F1 (1959, 1960, 1966), 14 vittorie, 13 pole position, 12 giri veloci, 31 podi

Australian Formula One legend Jack Brabham dies 88Australian Formula One legend Jack Brabham dies 88

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2° Alan Jones

Nato il 2 novembre 1946 a Melbourne (Australia)

10 stagioni (1975-1981, 1983, 1985, 1986)
116 GP disputati
7 costruttori (Hesketh, Hill, Surtees, Shadow, Williams, Arrows, Lola)

PALMARÈS: Mondiale F1 (1980), 12 vittorie, 6 pole position, 13 giri veloci, 24 podi
PALMARÈS EXTRA-F1: campione Can-Am (1978), campione australiano GT (1982), 12 Ore di Bathurst (1993)

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Tennis Australian Open 2016Tennis Australian Open 2016

3° Mark Webber

Nato il 27 agosto 1976 a Queanbeyan (Australia)

12 stagioni (2002-2013)
215 GP disputati
4 costruttori (Minardi, Jaguar, Williams, Red Bull)

PALMARÈS: 3° nel Mondiale F1 (2010, 2011, 2013), 9 vittorie, 13 pole position, 19 giri veloci, 42 podi
PALMARÈS EXTRA-F1: Formula Ford Festival (1996), campione del mondo endurance WEC (2015)

Tennis Australian Open 2016Tennis Australian Open 2016

Formula One Grand Prix of Abu DhabiFormula One Grand Prix of Abu Dhabi

4° Daniel Ricciardo

Nato l’1 luglio 1989 a Perth (Australia)

7 stagioni (2011-)
129 GP disputati
3 costruttori (HRT, Toro Rosso, Red Bull)

PALMARÈS: 3° nel Mondiale F1 (2014, 2016), 5 vittorie, 1 pole position, 9 giri veloci, 27 podi
PALMARÈS EXTRA-F1: campione WEC Formula Renault 2.0 (2008), campione britannico F3 (2009)

Formula One Grand Prix of Abu DhabiFormula One Grand Prix of Abu Dhabi

Tim SchenkenTim Schenken

5° Tim Schenken

Nato il 26 settembre 1943 a Sydney (Australia)

5 stagioni (1970-1974)
34 GP disputati
6 costruttori (De Tomaso, Brabham, Surtees, Iso-Marlboro, Trojan, Lotus)

PALMARÈS: 14° nel Mondiale F1 (1971), 1 podio
PALMARÈS EXTRA-F1: campione britannico F3 (1968)

Tim SchenkenTim Schenken

F1 d’epoca

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Volkswagen Touareg 2018: svelata la terza generazione

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Punterà soprattutto alla Cina, perché il mercato asiatico delle SUV raddoppierà nei prossimi 5 anni, almeno secondo quanto dicono gli analisti. Parliamo della nuova generazione, la terza, della Volkswagen Touareg, che si prepara a debuttare proprio in Cina, al Salone di Pechino, e della quale, intanto, sono state svelate le prime fotografie ufficiali e le prime informazioni.

Più robusta ma più leggera

Partiamo dalle dimensioni. La nuova Touareg è più robusta rispetto alla versione attuale, è lunga 488 cm e misura quasi due metri in larghezza. Però, grazie alla nuova architettura Mlb del Gruppo VAG (che condivide, tra le altre, con la Bentley Bentayga, l’Audi Q7 e la Lamborghini Urus), dimagrisce di 106 kg, non poco.

Rivoluzione interna con l’Innovision Cockpit

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Esteticamente la nuova Touareg appare più solida, matura ed elegante che mai. Ma la vera rivoluzione del design, e della tecnologia, riguarda soprattutto gli interni. Il protagonista dell’abitacolo della Volkswagen Touareg 2018 è l’inedito Innovision Cockpit.

Il quadro strumenti e lo schermo sulla plancia centrale sono un tutt’uno collegato da un’ampia superficie vetrata che ricopre tutto il cruscotto senza soluzione di continuità. Il primo è formato da uno schermo digitale da 12 pollici, il secondo da un touchscreen da 15 pollici che integra tutti i comandi di bordo e del sistema di infotainment, eccetto i tasti – che rimangono fisici – per la regolazione dell’assetto e del volume della radio. Non mancano l’head-up display e il sistema Night Vision.

Anima high-tech

Ma la tecnologia si estende anche a soluzioni tecniche come l’impianto a 48V, i nuovi gruppi ottici, l’asse posteriore sterzante, le sospensioni pneumatiche e un sofisticato pacchetto off-road al quale sono dedicate ben 5 configurazioni di guida per il fuoristrada e alle quali si aggiungono altrettante modalità per la strada.

Motorizzazioni

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In Italia la nuova Volkswagen Touareg verrà proposta negli allestimenti Atmosphere, Elegante, R-Line ed Executive.

Le motorizzazioni a disposizione saranno i due turbodiesel V6 da 3.0 litri declinati negli step di potenza da 231 o 286 CV e, più avanti dopo il debutto, arriverà anche il benzina 3.0 TSI da 340 CV. Spazio anche per una variante ibrida plug-in da 367 CV di potenza.

Anteprime

Volkswagen Touareg: i teaser della terza generazione

Il debutto ufficiale il 23 marzo in Cina

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Fonte:

Porsche 911 GT3 – Auto Sportive

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L’unica Carrera con il motore aspirato rimasta. Banalmente si potrebbe definire così la nuova Porsche 911 GT3, ma sarebbe riduttivo. Anche descriverla come la più sportiva e pura delle 911 non sarebbe del tutto esatto, visto che lo scettro spetta alla GT3 RS. La GT3 rimane comunque la versione più corsaiola, affilata e concentrata della gamma, senza gli eccessi della RS e con un pizzico di sfruttabilità quotidiana in più.

In foto sembra solo una 911 con un alettone e una bocca più grandi, ma dal vivo i suoi muscoli e il suo assetto ribassato la rendono molto più schiacciata ed esotica. Non ha la presenza scenica di una Ferrari, ma ci va molto vicina. L’ala posteriore con le bandelle in carbonio ora è più grande e arretrata, e fornisce ancora più downforce alle alte velocità.

I tecnici Porsche affermano che la nuova GT3 raggiunge lo stesso carico aerodinamico della GT3 RS di precedente generazione: un risultato impressionante, soprattutto se vi ricordate le dimensioni di quell’alettone. L’asse posteriore sterzante è rimasto, così come i supporti del motore attivi; ma quel che più fa festeggiare i porschisti è la possibilità di ordinarla con il cambio manuale a sei rapporti (senza sovrapprezzo). Se non fa per voi, c’è sempre l’immenso PDK a sette rapporti della nostra vettura in prova.
Ma la novità più grande riguarda il motore: al posto del 3,8 litri da 475 CV, troviamo un 4,0 litri da 500 CV che gira fino al regime stratosferico di 9.000 giri. Un motore che vanta 500 giri extra rispetto a quello della precedente GT3 RS, sebbene cubatura e potenza siano le stesse.

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“l’auto è tesa, coesa, come se fosse stata avvitata con forza da una chiave inglese gigante”

NO FILTER

Non lo nego: la Porsche 911 GT3 è una di quelle auto su cui desideravo mettere le mani da una vita. Ho provato tutte le 911 moderne, in tutte le salse e versioni, ma la GT3 è una di quelle auto che devono essere guidate per avere un punto di riferimento, un po’ come la Mégane RS o la Mazda Mx-5. La visuale offerta dal sedile profilato con il guscio in carbonio (un goloso optional da quasi 4.000 euro) permette di ammirare un quantità di fibra di carbonio e Alcantara decisamente superiore a quelle delle altre 911. Ci sono anche il volante con l’anello rosso che funge da mirino e un tachimetro con così tante cifre da farmi pensare che si tratti di uno scherzo. Ma il vero istante in cui realizzi di essere su una 911 speciale è quando butti l’occhio sullo specchietto retrovisore e intravedi il rollbar nero dove dovrebbero esserci i sedili posteriori. Magnifico.

Quando percorri i primi metri ti accorgi che i pannelli assorbenti sono stati sacrificati sull’altare della leggerezza, e ogni granello di sabbia, sasso o mozzicone finisce per picchiettare sonoro sotto la scocca e rimbombare dentro l’abitacolo. Non c’è bisogno di andare forte per capire che l’auto è tesa, coesa, come se fosse stata avvitata con forza da una chiave inglese gigante. I primi km in autostrada sono piuttosto snervanti, ma mi servono per raccogliere le prime sensazioni. Il rumore del motore ai bassi regimi è molto civile e quasi banale, anche con lo scarico aperto (che si attiva con il pulsante). Non borbotta, non scoppietta, ringhia giusto un po’, ma in misura minore rispetto a quello della GTS. A dir la verità la GT3 è un’auto piuttosto educata e civile ad andature tranquille, davvero utilizzabile ogni giorno, ancor di più senza i sedili a guscio – che alla lunga potrebbero dare noie. Ma contengono molto bene, e per me questo vale di più.

Noto anche la mancanza dell’”anello” sul volante che permette di selezionare le diverse modalità di guida. Controlli elettronici, rigidità delle sospensioni e velocità del cambio si possono modificare premendo dei pulsanti sul tunnel centrale, la opzioni che avete sono: ESP OFF (che però mantiene il controllo della trazione), tutto disattivato (richiede molta consapevolezza), cambio PDK in Sport e sospensioni – ancora – più dure. Il fatto che non ci sia una modalità “comfort” mi piace, la GT3 – a parer mio – dev’essere sempre tesa e reattiva (sennò perché l’avreste comprata?). Ciò non toglie che avrei preferito più libertà nel settare i controlli elettronici, e poi vi spiegherò il perché.

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“l’auto è tesa, coesa, come se fosse stata avvitata con forza da una chiave inglese gigante”

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“dai fianchi e dallo sterzo arrivano una marea di informazioni e lo sferraglio del differenziale e i “clonk” sonori della trasmissione quando ingranate la prima (anche col PDK) hanno un gusto molto racing”

SU STRADA

Esco dall’autostrada e mi dirigo verso il Lago d’Orta, in Piemonte, dove ci sono strade magnifiche, libere dal traffico e abbastanza lunghe e varie da mettere in difficoltà qualsiasi telaio.
Le Michelin Pilot Sport Cup 2 quando entrano in temperatura sono come colla, ma da fredde sono poco rassicuranti e, per usare un termine poco tecnico, “saponeggiano”; anche perché con la spalla da 35” (30” al posteriore) e il cerchio da 20” non sono proprio progressive quando perdono grip.
Ad andature tranquille la GT3 ha già un sapore speciale: dai fianchi e dallo sterzo arrivano una marea di informazioni e lo sferraglio del differenziale e i “clonk” sonori della trasmissione quando ingranate la prima (anche col PDK) hanno un gusto molto racing.

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“dai fianchi e dallo sterzo arrivano una marea di informazioni e lo sferraglio del differenziale e i “clonk” sonori della trasmissione quando ingranate la prima (anche col PDK) hanno un gusto molto racing”

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“Ci sono così tanti giri a disposizione che bisogna ricalibrarsi mentalmente, ed è necessario restare sopra i 6.000 per galoppare come si deve”

Non esito molto a esplorare le doti del motore.
Il sei cilindri flat six da 4,0 litri fino a 4.000 giri è piuttosto vuoto ed emette un suono pieno ma poco personale, ma se avete la pazienza di tenere giù il piede vi si apre un mondo. Dopo i 6.000 giri si ha la sensazione che qualcuno abbia acceso una miccia, e tra gli 8.000 e i 9.000 giri il suono diventa così acuto che nemmeno un violino collegato dentro il vostro orecchio potrebbe fare di meglio. Questo motore è old school: grida, sbraita. Questo motore è infinito. Non ha quella spinta violenta in grado di causarvi il mal di collo (la 911 Turbo è decisamente più scioccante in linea retta), ma è impossibile non scoppiare in una risata isterica dopo aver sbattuto contro il limitatore. Ci sono così tanti giri a disposizione che bisogna ricalibrarsi mentalmente, ed è necessario restare sopra i 6.000 per galoppare come si deve. Con questo presupposto, si entra nel vivo.
L’andatura di cui è capace la GT3 su queste strade è quasi comica, e la facilità con cui si raggiunge il limite lo è altrettanto. C’è una successione di curve medie, da percorrere in terza, con asfalto brutto e qualche dosso: la GT3 le affronta in pieno, imperturbabile, come un MIG-31 che taglia una densa nuvola grigia. È pazzesco. Il motore sale di giri dopo pochi minuti sarete assolutamente assuefatti da quel ululato acuto che abita vicino al limitatore. Ma il motore è solo uno degli elementi che rende la GT3 una…GT3.

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“Ci sono così tanti giri a disposizione che bisogna ricalibrarsi mentalmente, ed è necessario restare sopra i 6.000 per galoppare come si deve”

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“mentre esco da una curva “chiusa” con un po’ di esuberanza, tutte le qualità e le carenze della Carrera mi cadono in testa come un gavettone d’acqua fredda”

Arrivati in curva, la grossa differenza rispetto ad una Carrera S risiede nell’anteriore. La sensazione di muso leggero che “galleggia” c’è sempre, anche se è attenuata e si manifesta ad andature molto più elevate, ma la velocità con cui l’anteriore entra in curva, con buona probabilità, è doppia. È vero che l’asse posteriore sterzante vi infila in curva quasi con prepotenza, ma è anche vero che sulla Carrera S non lo fa con così tanta rapidità. È assolutamente impressionante. In percorrenza di curva il rollio semplicemente non esiste, ma gli ammortizzatori lavorano in modo così raffinato da non far saltare l’auto come un grillo in presenza di buche, anzi: si può percorrere una strada dissestata a tavoletta con la certezza che le maxi Michelin non molleranno la presa. Questo infonde una grande sicurezza e invoglia ad osare, cosa non scontata per un’auto da 500 CV con trazione posteriore e gomme semi-racing.

Vorrei quasi dire che i tecnici Porsche abbiano cercato di rendere una 911 una “non 911”, ma mentre esco da una curva “chiusa” con un po’ di esuberanza, tutte le qualità e le carenze della Carrera mi cadono in testa come un gavettone d’acqua fredda. Pochi gradi di piede destro e il muso della 911 s’impenna e tenta di allargare, mentre il posteriore si schiaccia e trova trazione anche dove non ce n’è.
Con questo non sto dicendo che le ruote anteriori vanno per la tangente, ma, quando state spingendo davvero, la 911 vi lancia un segnale e vi ricorda esattamente dove sono posizionate le sue masse. È come se cominciasse a lottare ad ogni curva contro le leggi della fisica, uscendone vincitrice, ma non senza avere incassato un po’ di colpi. Non è un’auto intuitiva come una Ferrari 488 o una Lamborghini Huracan, va capita e dev’essere comunque guidata come vuole lei (anche se ormai digerisce molti più stili di guida), ma proprio per questo è appagante, e ogni volta che la chiuderete a chiave dopo una corsa, saprete che ci avrete messo davvero del vostro.

Un appunto sull’elettronica: avrei preferito una modalità che mi permettesse di giocare di più con il posteriore mantenendo un “paracadute elettronico”. Con l’ESP disattivato – e con il controllo di trazione su impostato su ON – l’auto è libera di muoversi e di scuotersi, ma non di disegnare virgole nere sull’asfalto, che è una delle gioie più grandi della trazione posteriore. Con “tutto staccato”, però, la GT3 vi farà sudare: non perché sia un’auto poco sincera, ma perché il posteriore ha così tanta trazione e il motore è così tagliente e reattivo nelle reazioni che il sovrasterzo potrebbe avvenire in maniera molto, ma molto rapida, e a velocità piuttosto elevate. Però c’è sempre la pista…

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“mentre esco da una curva “chiusa” con un po’ di esuberanza, tutte le qualità e le carenze della Carrera mi cadono in testa come un gavettone d’acqua fredda”

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“La Porsche GT3 in pista ha sempre dato del filo da torcere ad auto molto più potenti, e ora capisco il perché. Non ha una potenza mostruosa, ma ti permette di frenare così tardi e di accelerare così presto che il tempo sul giro si fa quasi da solo”

IN PISTA

Cervesina, chiazze di umido e 6 gradi centigradi: mi trovo al Circuito Tazio Nuvolari, e non è proprio la giornata perfetta per spremere la Porsche 911 GT3 in pista. Le gomme semi-slick non sono l’ideale con queste temperature e, sebbene l’asfalto sia drenante, di pioggia ne è venuta giù tanta, così mi ritrovo ad affrontare aree scure con poco grip in punti poco simpatici del tracciato.
Il circuito è ampio quanto serve, dispone di un rettilineo abbastanza lungo per appoggiare la quinta, di due esse per mettere alla prova il bilanciamento dell’auto e di diverse curve strette da affrontare in seconda, ideali per testare la trazione.

Viste le condizioni altalenanti dell’asfalto, decido di staccare tutti i controlli per capire quanto la GT3 sia disposta a giocare. È sorprendente quanto grip riesca a generare la GT3 con queste temperature ostili, ma è altrettanto preoccupante quando lo perde. Per fare un lungo sovrasterzo di potenza bisogna essere veloci di mano e pesanti col piede, ma soprattutto bisogna prestare attenzione quando ci si rimette dritti, perché il modo in cui le Michelin da 305/30 riacquistano grip è così brusco che rischierete di ritrovarvi nell’erba.

Quando la pista finalmente si asciuga (quasi) del tutto, provo a fare un paio di giri secchi e puliti per capire quanto la GT3 sia all’altezza della sua fama. Ne basta uno per capire che lo è.
Ha una precisione di guida assoluta, soprattutto in fase di frenata, e pretende da voi una guida altrettanto precisa. Lo sterzo vi racconta tutto e ha un peso fantastico, e soprattutto è diretto senza essere nervoso.
I dischi in acciaio – volendo ci sono i carboceramici optional – offrono un feeling e una modulabilità straordinari e il modo in cui la GT3 elimina grosse fette di velocità in così poco spazio è stupefacente. Anche quando state cercando di spaccare il pedale, l’intervento dell’ABS è discreto ed efficace e non c’è un solo istante in cui si innesca una perdita del posteriore o senti gli pneumatici anteriori da 245/35 che ti vogliono spingere fuori traiettoria.

Se su strada appare bilanciata quasi quanto un’auto con motore centrale, tra i cordoli la GT3 cala la maschera. Quando si forza il ritmo il muso comincia ad allargare, non molto, ma abbastanza per farvi capire cosa sta succedendo. Il dramma è nei cambi di direzione, come nella “esse” veloce, quando i pesi si fanno sentire e l’equilibrio diventa una questione delicata. Il motore risponde tagliente come un lama e bisogna tenere il gas puntato e costante per bilanciare l’auto. Quando lo sterzo si raddrizza, però, potete stampare l’acceleratore sul pavimento e fare affidamento sulla trazione infinita che solo un’auto con motore posteriore è in grado di offrire.

La Porsche GT3 in pista ha sempre dato del filo da torcere ad auto molto più potenti, e ora capisco il perché. Non ha una potenza mostruosa, ma ti permette di frenare così tardi e di accelerare così presto che il tempo sul giro si fa quasi da solo.

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“La Porsche GT3 in pista ha sempre dato del filo da torcere ad auto molto più potenti, e ora capisco il perché. Non ha una potenza mostruosa, ma ti permette di frenare così tardi e di accelerare così presto che il tempo sul giro si fa quasi da solo”

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CONCLUSIONI

La nuova Porsche 911 GT3 è veloce quanto la precedente GT3 RS, ma indossa un abito più discreto e terrestre. È anche compatta e comoda a sufficienza da essere utilizzata ogni giorno senza troppi sacrifici: i dossi non la spaventano, le buche le digerisce bene e la visibilità è ottima. È quasi inutile parlare di consumi, ma andando piano si possono fare anche più di 10 km/l.

Guidarla al limite è un’esperienza intensa e estremamente appagante. Bisogna adattare il proprio stile di guida a lei: frenare tanto e forte fin dentro la curva, per tenere giù il muso, finché la strada non si apre e vi da l’opportunità di sparare le marce una dietro l’altra. E il motore sembra non finire mai. Urla così tanto che distinto verrebbe da cambiare 2.000 giri prima, ma sono proprio quegli ultimi gradi del contagiri a rendere questo motore così speciale.

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SCHEDA TECNICA

DIMENSIONI

Peso 1505 kg
Lunghezza 456 cm
Larghezza 185 cm
Altezza 127 cm
Bagagliaio 125 litri

TECNICA

Motore sei cilindri conrapposti, aspirato
Cilindrata 3996 cc
Potenza 500 CV a 8250 giri/min
Coppia 460 Nm a 6.000 giti/min
Trasmissione PDK 7 marce doppia frizione (manuale a 6 rapporti opzionale)

PRESTAZIONI

0-100 km/h 3,4 secondi
Velocità massima 318 km/h
Consumi 12,7 l/100 km
PREZZO 160.100 euro

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Quando l’Aston Martin corse in F1

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Aston Martin DBR4Aston Martin DBR4

 

Oggi Aston Martin è presente in F1 solo come title sponsor della Red Bull (un po’ come fa Alfa Romeo con la Sauber) ma a cavallo tra gli anni ’50 e ’60 tento l’avventura nel Circus come costruttore.

Scopriamo insieme la (breve e poco fortunata) storia dell’Aston Martin in F1: cinque GP e tante delusioni.

La storia dell’Aston Martin in F1

L’Aston Martin decide di entrare in F1 nella seconda metà degli anni ’50: un periodo d’oro per la Casa britannica, reduce da numerosi successi nell’endurance culminati nel 1959 con la conquista della 24 Ore di Le Mans e del Mondiale Sportprototipi.

Per l’esordio nel Circus il brand “british” realizza una monoposto interamente fatta in casa (telaio e motore Aston Martin): la DBR4. Tecnicamente superata rispetto alle rivali (colpa dei ritardi in fase di progettazione), monta un motore anteriore (anzichè posteriore/centrale) 2.5 a sei cilindri da 250 CV, è più pesante della concorrenza, meno curata aerodinamicamente (per via della presa d’aria anteriore e del parabrezza quasi verticale) e adotta il ponte posteriore de Dion quando la concorrenza può già vantare le sospensioni a quattro ruote indipendenti.

1959

L’Aston Martin debutta ufficialmente in F1 nel Mondiale 1959 in occasione del GP d’Olanda del 31 maggio: le due DBR4 affidate al britannico Roy Salvadori e allo statunitense Carroll Shelby (che il mese successivo regaleranno alla Casa inglese la prima e unica vittoria alla 24 Ore di Le Mans) sono costrette al ritiro per problemi meccanici.

La situazione migliora (ma non di molto) in Gran Bretagna e in Portogallo grazie ai due sesti posti di Salvadori (in quella stagione solo i primi cinque piloti vanno a punti).

1960

Nel Mondiale F1 1960 l’Aston Martin schiera la DBR5, nient’altro che una DBR4 profondamente rivista: più piccola, più leggera, più potente (280 CV) e con sospensioni a quattro ruote indipendenti.

La vettura viene usata per un solo GP – quello di Gran Bretagna del 16 luglio – e conquista un 11° posto con il francese Maurice Trintignant, chiamato al posto di Shelby.

Il mondo Aston Martin

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