Renault e Dacia in Italia contro il coronavirus: le azioni di solidarietà

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Renault e Dacia in Italia hanno attivato diverse azioni di solidarietà per assicurare la mobilità e dare sostegno a tutto il personale medico che si trova in prima linea nell’emergenza coronavirus.

La filiale italiana del colosso francese ha messo ad esempio a disposizione della Croce Rossa alcuni veicoli sia nella città di Roma (Municipio Roma 6), sia a Ciampino, che attraverso il Comitato Tusculum che opera su sei comuni (Monte Porzio Catone, Grottaferrata, Frascati, Rocca Priora, San Cesareo e Monte Compatri).

Ma non è tutto: la rete dei concessionari Renault del nostro Paese (soprattutto nel nord-ovest e nel nord-est) ha affiancato Renault Italia in altre iniziative. Qualche esempio? Il prestito di veicoli al personale degli ospedali della propria Regione o ai Comuni per effettuare le consegne a domicilio ai più bisognosi (Centro Car Cazzaro, Nini Car, Messa T., Oberti, Alpin, Essepiauto) e la donazione di dispositivi di protezione individuale o di teli coprisedile usa e getta (Piemmecar, Autovittani, Manelli, Bendinelli, Gruppo Carmeli, Borrauto, Oriente, Autoequipe, Autocenter).

Senza dimenticare il prestito di veicoli commerciali ai supermercati di zona per implementare il servizio di consegna a domicilio (Superauto), le donazioni in denaro alle autorità locali (Center) o ad enti ospedalieri (Rondina Auto, Autovip), l’organizzazione di raccolte fondi a favore dell’Ospedale San Raffaele (Renord) e l’acquisto e la donazione di dispositivi di ultima generazione per il reparto di rianimazione di Udine (Gruppo Ferri).

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Rc Auto, a chi è possibile intestarla

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Secondo quanto prescrive la Legge italiana nel settore delle assicurazioni, non è obbligatorio che l’intestatario della polizza Rc Auto sia anche il proprietario reale del veicolo assicurato.

Rc Auto intestata a terzi: facciamo chiarezza

Spesso si fa un errore nel valutare di intestare il contratto di Rc Auto ad un soggetto fisico che non è l’assicurato, la convinzione errata, ma molto diffusa, è infatti che in questo modo si paghi meno, usufruendo della miglior classe di merito del contraente. Solitamente questo avviene quando un figlio neopatentato si intesta la sua nuova vettura, ma uno dei genitori sottoscrive la polizza. In questo modo si crede di pagare un premio più basso, ma purtroppo non è così. Si beneficia di una migliore classe di rischio maturata da mamma o da papà negli anni, ma la compagnia ovviamente calcola il premio sulla base dei dati riferiti al soggetto assicurato. Questo significa che prende in considerazione età, residenza, storia assicurativa e classe di merito maturata dal giovane neo patentato a cui appartiene il veicolo.

Rc Auto intestata a terzi: Legge Bersani e Familiare

Nel 2007 è entrato in vigore il Decreto Bersani che ha permesso a tutti i proprietari di un veicolo, nuovo o usato, di beneficiare della stessa classe di merito di un altro mezzo assicurato in suo possesso oppure appartenente ad un altro membro dello stesso nucleo familiare (medesima residenza). In questo modo, tutti i neopatentati che assicuravano per la prima volta il proprio veicolo, invece di partire dalla quattordicesima classe di merito, ovvero la meno conveniente, potevano ereditare quella del genitore.

Da quest’anno c’è un ulteriore cambiamento a questa Legge, è stata introdotta infatti la Rc Auto Familiare, che estende la stessa possibilità a tutte le tipologie di veicoli. Cosa significa? Che prima potevano beneficiare della stessa classe di merito solo due auto, due moto e così via. Ora il figlio che assicura il motorino, può ottenere la stessa classe di merito del contratto assicurativo che copre l’auto del genitore.

Il nuovo contratto Rc Auto comunque può essere concluso anche presso una compagnia assicurativa differente rispetto a quella del veicolo dal quale si ottiene la classe di merito.

Rc Auto familiare, a chi si può applicare

Il 16 febbraio 2020 è entrata in vigore questa nuova tipologia di Rc Auto cosiddetta Familiare, il principio secondo il quale si può applicare è che tutti i membri della stessa famiglia possono utilizzarla. Basta che siano conviventi sotto lo stesso tetto e quindi registrati in quello che devono dichiarare essere lo stesso “stato di famiglia”. Bisogna necessariamente dimostrarlo presentando all’assicurazione un documento che viene rilasciato dal proprio Comune di residenza e che deve essere mostrato al fine di richiedere la possibilità di stipulare un contratto assicurativo nella formula “familiare”.

Questa nuova possibilità, che estende il principio sul quale funzionava prima la Legge Bersani, ha un obiettivo preciso, ovvero ampliare la possibilità a tutti gli utenti italiani di chiedere la classe di merito più conveniente (che corrisponde ad un premio meno costoso) già prevista in passato appunto dalla Legge Bersani del 2007. Le due novità importanti sono che la stessa tariffa può essere richiesta anche per veicoli di tipologia differente rispetto a quello che ha maturato la classe di merito più vantaggiosa e oltretutto si può richiedere anche per un rinnovo dell’assicurazione, e non più solo per un nuovo contratto assicurativo.

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Patente di guida, a cosa serve il certificato anamnestico

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Il certificato anamnestico della patente è necessario per attestare che ogni individuo sia idoneo a conseguire la patente di guida. Il documento è fondamentale anche per il rinnovo della licenza di guida. Si tratta di un certificato obbligatorio dall’entrata in vigore della Legge 29 luglio n. 120 (13 agosto 2010). Vediamo di cosa si tratta, come si ottiene, i costi e ogni informazione.

Che cos’è il certificato anamnestico della patente di guida

Secondo quanto dichiarato alla Legge: “Ai fini dell’accertamento dei requisiti psichici e fisici per il primo rilascio della patente di guida di qualunque categoria, ovvero di certificato di abilitazione professionale di tipo KA o KB, l’interessato deve esibire apposita certificazione da cui risulti il non abuso di sostanze alcoliche e il non uso di sostanze stupefacenti o psicotrope, rilasciata sulla base di accertamenti clinico-tossicologici le cui modalità sono individuate con decreto del Ministero della Salute, di concerto con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, sentito il Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri.”.

Quindi che cos’è il certificato anamnestico? È il documento che accerta e garantisce che il soggetto non faccia uso di droghe, abuso di alcol e non abbia malattie e patologie che possono compromettere la capacità di guida e quindi la sicurezza propria e altrui.

Certificato anamnestico per la patente: quali sono le patologie a rischio

Ci sono delle malattie che ovviamente potrebbero essere rischiose per la guida e che quindi compromettono il rilascio del certificato anamnestico. Tra queste elenchiamo:

  • epilessia;
  • patologie del sangue;
  • patologie neurologiche;
  • diabete mellito;
  • patologie uro-genitali;
  • patologie psichiche;
  • patologie endocrine;
  • dipendenza da alcol e droghe;
  • patologie articolari;
  • problemi alla vista;
  • problemi cardio-circolatori.

Attenzione, non stiamo dicendo che un soggetto affetto da una delle patologie elencate non può conseguire il certificato anamnestico e quindi la patente. Il medico ovviamente valuta ogni caso e stabilisce se la malattia o dipendenza di cui soffre un soggetto può realmente compromette la capacità di guidare e la sicurezza al volante.

Come si ottiene il certificato anamnestico

Ogni volta che si effettua la visita medica per il conseguimento o il rinnovo della patente di guida, alla fine viene rilasciato il certificato anamnestico. Il medico curante, i medici del Ministero della Salute e il medico legale dell’ASL competente, a seconda della residenza del soggetto, sono autorizzati al rilascio di questo documento.

Per ottenere il certificato anamnestico servono i seguenti documenti:

  • dati anagrafici;
  • dati anamnestici;
  • indicazione tipologia di patente che si intende fare o rinnovare;
  • richiesta di visita medica;
  • documento di identità;
  • certificato anamnestico fatto dal medico curante non più di tre mesi prima (solo per primo rilascio o primo rinnovo patente);
  • tre fotografie, in caso di prima richiesta del certificato anamnestico;
  • autorizzazione al trattamento dei dati personali (privacy).

Quali sono i requisiti di validità del certificato anamnestico

Il certificato anamnestico, per essere valido, deve contenere tutte le generalità del soggetto richiedente, l’oggetto del documento, data e luogo di rilascio, struttura sanitaria di appartenenza e firma del medico. Non deve presentare alcuna correzione e abrasione, nulla che ne comprometta la leggibilità o che possa far pensare ad una contraffazione.

Quanto costa il certificato anamnestico e qual è la sua durata

Fare il certificato anamnestico può avere un costo differente, che cambia a seconda del medico: nel caso in cui si proceda con il proprio medico di famiglia, allora la tariffa potrebbe anche arrivare a 100 euro. Per questo motivo è sempre bene richiedere il prezzo al momento della prenotazione della visita. Rivolgendosi ai medici dell’ASL oppure al Ministero della Salute è possibile risparmiare, infatti in questo caso la spesa è di:

  • 30,00 euro da versare sul conto corrente intestato all’USMAF che effettua la prestazione;
  • 10,20 euro da versare sul conto corrente 9001 intestato al Ministero Infrastrutture e Trasporti, solo per rinnovo della patente di guida;
  • 16,00 euro sul conto corrente postale 4028 intestato al “Dipartimento Trasporti Terrestri”, solo per di rinnovo patente di guida.

In caso di conseguimento della patente di guida o conseguimento o rinnovo della patente nautica, serve anche una marca da bollo da 16,00 euro. Il certificato anamnestico ha una durata di 90 giorni dal momento del rilascio.

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Helmut Marko, non solo Red Bull

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Helmut Marko è recentemente balzato agli onori delle cronache per la folle proposta di contagiare con il coronavirus i quattro piloti di F1 della Red Bull (Max Verstappen e Alexander Albon) e della AlphaTauri (Daniil Kvyat e Pierre Gasly) nonché i giovani driver del programma Red Bull Junior Team da lui diretto per renderli immuni al Covid-19.

Una dichiarazione fuori luogo per l’ex-pilota austriaco, costretto ad appendere il casco al chiodo a soli 29 anni e diventato uno dei più grandi talent-scout di sempre del motorsport. Scopriamo insieme la sua storia.

Helmut Marko: la storia

Helmut Marko nasce il 27 aprile 1943 a Graz (oggi in Austria, all’epoca territorio tedesco). Amico d’infanzia di Jochen Rindt, debutta nelle corse in tarda età – a 25 anni – quando corre la 6 Ore del Nürburgring con una BMW 2000 in coppia con il tedesco Werner Christmann.

Le prime soddisfazioni arrivano nello stesso anno al volante della Porsche 906: 7° a Wunstorf, 9° alla 500 km di Zeltweg (esordio in una corsa valida per il Mondiale sportprototipi) insieme al connazionale Gerold Pankl e primo podio in carriera (3° all’Eifelpokal Nürburgring).

I primi successi

Nel 1969 Helmut Marko conquista l’ottava piazza a Zeltweg con una Porsche 910 in coppia con l’austriaco Richard Gerin e l’anno seguente – alla guida di una BMW 1602 – ottiene il primo successo (Salzburgring, corsa valida per il campionato europeo turismo). Senza dimenticare il quinto posto alla 1000 km del Nürburgring con una Porsche 908/02 insieme al francese Gérard Larrousse e il primo podio nel Mondiale endurance (3° alla 24 Ore di Le Mans con il connazionale Rudi Lins).

1971

Il 1971 è l’anno migliore della carriera di Helmut Marko: il pilota austriaco si laurea campione europeo sportprototipi con la Lola davanti al britannico Vic Elford con tre vittorie (Paul Ricard, Hockenheim e Imola) e diventa il secondo driver del suo paese dopo l’amico Rindt – scomparso l’anno prima – a vincere la 24 Ore di Le Mans (con una Porsche 917K in coppia con l’olandese Gijs van Lennep).

Marko viene chiamato dalla BRM per correre in F1 e disputa gli ultimi quattro GP della stagione. I risultati? Poco esaltanti: un 11° posto come miglior piazzamento (all’esordio in Austria) e prestazioni inferiori rispetto a quelle dei compagni di squadra (lo svizzero Jo Siffert, il britannico Peter Gethin e il neozelandese Howden Ganley). Nelle due tappe in America convince invece più dei canadesi George Eaton (in Canada) e John Cannon (negli USA).

Fine della carriera

Helmut Marko corre con la BRM anche nel Mondiale F1 1972, porta a casa un 8° posto a Monte Carlo e si rivela più lento di due compagni di squadra (Ganley e il francese Jean-Pierre Beltoise) e più veloce di altri tre (Gethin, lo svedese Reine Wisell e lo spagnolo Alex Soler-Roig).

Il 25 giugno conquista l’ultimo podio nel Mondiale endurance (3° alla 1000 km di Zeltweg con una Ferrari 312 PB in coppia con il brasiliano Carlos Pace) e il weekend seguente termina la propria carriera da pilota durante il GP di Francia quando viene colpito all’occhio sinistro da un sasso proveniente dalla Lotus di Emerson Fittipaldi.

Seconda vita

Helmut Marko – ritrovatosi cieco da un occhio e con la carriera rovinata a soli 29 anni – continua a lavorare nel mondo del motorsport: diventa manager di piloti austriaci come Gerhard Berger e Karl Wendlinger e nel 1989 fonda una scuderia (la RSM Marko) impegnata in F3 e in F3000. Il momento più alto di questo team risale al 1996 con la conquista del titolo International Formula 3000 da parte del driver tedesco Jörg Müller.

La Red Bull

Alla fine degli anni ‘90 Marko inizia a collaborare con la Red Bull, all’epoca “solo” un’azienda austriaca specializzata nella produzione di bibite energetiche e attiva come sponsor nel motorsport.

La scuderia RSM Marko cambia nome in Red Bull Junior Team nel 1999 e due anni più tardi la struttura si trasforma in un programma di formazione per giovani piloti diretto da Helmut Marko.

Grazie a Marko Dietrich Mateschitz (cofondatore della Red Bull) entra in F1 acquistando il team Jaguar nel 2004 – ribattezzato Red Bull l’anno successivo – e la Minardi nel 2005 (diventata Toro Rosso nel 2006 e AlphaTauri da quest’anno).

Helmut Marko è uno dei personaggi più importanti per il team Red Bull: ha lanciato in F1 talenti come Sebastian Vettel (quattro Mondiali Piloti e quattro titoli Costruttori con il team austriaco tra il 2010 e il 2013), Daniel Ricciardo e Max Verstappen e non ha nessuna intenzione di smettere.

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Inversione gomme auto: quando farla e a cosa serve

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Le gomme auto sono uno elementi fondamentali su ogni veicolo, perché permettono il contatto con la strada, il rotolamento sulla stessa e quindi il movimento dell’auto. È molto importante occuparsi di un’ottima manutenzione degli pneumatici, per viaggiare sempre in sicurezza e senza alcun rischio infatti è fondamentale che le gomme non siano troppo consumate e addirittura lisce (si rischiano anche pesanti sanzioni) e che siano sempre gonfiate alla giusta pressione, per una migliore tenuta su strada. Una pratica molto utile per un consumo omogeneo degli pneumatici è l’inversione, vediamo di cosa si tratta.

Inversione degli pneumatici: di cosa si tratta e ogni quanto deve essere eseguita

Oltre al controllo della pressione delle gomme dell’auto, è molto importante anche occuparsi dell’inversione degli pneumatici. Si tratta di un’operazione fondamentale che deve essere eseguita da un gommista (nel caso in cui non siamo in grado di farlo da soli); ma come si effettua e ogni quanto deve essere fatta?

Purtroppo sono pochi gli automobilisti che si ricordano di quanto sia importante l’inversione per mantenere sempre efficienti le proprie gomme. Il motivo per cui questa pratica è utile sta nel fatto che le gomme posizionate sull’asse anteriore del veicolo si consumano molto più in fretta rispetto a quelle che troviamo nella parte posteriore. Per questo andare a invertire la loro posizione spesso favorisce un consumo molto più uniforme su tutt’e quattro gli pneumatici e quindi la vita del battistrada si prolunga.

L’inversione delle gomme dell’auto è una pratica che viene consigliata da ogni gommista esperto. Solitamente, i professionisti nei centri specializzati, raccomandano di non aspettare mai più di 10.000 km prima di riportare l’auto in officina per l’inversione degli pneumatici. I km di percorrenza comunque variano a seconda di differenti fattori, come ad esempio la velocità a cui viaggiamo o la lunghezza dei tragitti oppure il peso del carico in auto. Più la macchina viene sottoposta a sollecitazioni, elevate velocità e percorsi lunghi, più le inversioni dovrebbero essere eseguite con maggiore frequenza, anche ogni 5.000 km.

Un altro motivo per cui dovremmo effettuare l’inversione più spesso è l’usura irregolare delle gomme, quest’operazione infatti serve proprio a uniformarne il consumo. Se sentiamo una forte rumorosità proveniente dagli pneumatici mentre guidiamo, è un ulteriore segnale che indica la necessità di inversione. Non dimenticate comunque che le gomme devono sempre essere gonfiate alla giusta pressione, l’inversione infatti, pur fatta costantemente, non corregge di sicuro i problemi derivanti da un gonfiaggio inadeguato.

Come viene effettuata l’inversione degli pneumatici dell’auto?

Ora che abbiamo capito di cosa si tratta e ogni quanto dovrebbe essere effettuata, possiamo finalmente spiegare come viene effettuata l’inversione delle gomme auto. La procedura è abbastanza semplice, si potrebbe effettuare anche da soli a casa, non occorrono attrezza particolari ma un po’ di dimestichezza con questa tipologia di lavori. L’auto deve chiaramente essere sollevata, per poter togliere tutti gli pneumatici, quindi devono essere svitati i bulloni e tolte le gomme. Nel caso in cui avete i copriruota, allora rimuoveteli, poi sistemate le gomme che erano davanti sull’asse posteriore e viceversa, abbiate cura di riavvitare per bene il tutto e infine quindi potete riportare la vostra macchina a terra.

Alcuni accorgimenti da tenere presente nel caso in cui decidiate di occuparvi autonomamente dell’inversione degli pneumatici dell’auto: devono avere tutti la stessa dimensione, inoltre se hanno il battistrada con disegno direzionale, allora seguite sempre le frecce impresse sulla parete laterale dello pneumatico. Chiaramente affidatevi alle raccomandazioni che sono contenute nel manuale d’uso del produttore dell’auto. Nel caso in cui non siate in grado di effettuare l’inversione da soli, affidatevi al vostro gommista di fiducia.

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Ford: produzione sospesa in Europa almeno fino al 4 maggio a causa del coronavirus

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La sospensione della produzione di veicoli e motori Ford in Europa dovuta al coronavirus durerà almeno fino al prossimo 4 maggio (almeno fino al 27 aprile a Valencia). Le attività produttive della Casa dell’Ovale Blu in Germania (Colonia e Saarlouis), Romania (Craiova) e Spagna (Valencia) sono sospese dallo scorso 19 marzo mentre gli impianti di sviluppo e produzione dei propulsori nel Regno Unito (Bridgend e Dagenham) non sono attivi dal 23 marzo.

I piani di ripresa della produzione Ford nel Vecchio Continente dipenderanno dalla situazione relativa alla diffusione della pandemia nelle settimane a venire, dalle restrizioni nazionali in vigore al momento e dalle problematiche riguardanti i fornitori e la capacità del brand di operare. Oggi il marchio dell’Ovale Blu è impegnato nella realizzazione di mascherine, respiratori, ventilatori polmonari e altre attrezzature mediche indispensabili, oltre a forniture di veicoli per il trasporto di medicinali, alimenti e beni di prima necessità.

Il piano di ritorno al lavoro comprenderà anche l’introduzione di misure adeguate in materia di distanziamento sociale e altri protocolli di salute e sicurezza: l’operatività dei dipendenti a supporto delle attività di produzione continuerà con le dovute precauzioni mentre quella di coloro che si occupano di attività più complesse procederà da remoto.

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Promozioni auto aprile 2020: le occasioni del mese

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Le promozioni auto continuano a esserci nonostante l’emergenza coronavirus: anche ad aprile 2020, in piena quarantena, è possibile attraverso Internet contattare i concessionari per approfittare di sconti interessanti.

Le offerte più corpose del mese riguardano soprattutto SUV compatte e modelli italiani, tedeschi e giapponesi anche se non mancano proposte di altri segmenti e di altre nazioni. Scopriamole insieme.

Promozioni auto aprile 2020: le occasioni del mese

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Abarth 595

Per tutto il mese di aprile 2020 la Abarth 595 “base” costa 18.000 euro anziché 20.900.

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Citroën C3

Grazie ai 3.700 euro di sconto previsti dalle promozioni Citroën di aprile 2020 bastano 9.950 euro (anziché 13.650) per portarsi a casa la C3 PureTech 83 Live (modello che verrà presto sottoposto a un restyling). L’offerta è valida in caso di permuta o rottamazione.

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Cupra Ateca

Anche ad aprile 2020 la Cupra Ateca è in offerta: 37.900 euro anziché 44.665 sugli esemplari in stock. Una promozione rivolta esclusivamente a chi aderisce al finanziamento (TAN fisso 3,99%, TAEG 4.72%) – anticipo di 8.388 euro, 35 rate da 299 euro e una maxirata finale da 22.142,63 euro – che comprende anche due anni o 40.000 km di garanzia aggiuntiva.

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Dacia Duster

La Dacia Duster più economica in listino – la 1.0 TCe Access – costa ufficialmente 12.400 euro ma grazie alle promozioni di aprile 2020 della Casa rumena sono sufficienti 11.100 euro per acquistarla. Uno sconto valido solo in caso di adesione al finanziamento (TAN fisso 4,99%, TAEG 6,56%): anticipo zero, 60 rate da 150,03 euro e una maxirata finale da 5.084 euro. E non è tutto: con l’offerta #AcasaPerRipartire la manutenzione ordinaria è inclusa.

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Fiat Panda

9.230 euro anziché 11.600: è sufficiente questa somma, ad aprile 2020, per acquistare la Fiat Panda “base” (la 1.2 Pop). Una cifra che può scendere ulteriormente – a 7.730 euro – se si aderisce al finanziamento Contributo Prezzo MiniRata di FCA Bank (TAN fisso 6,45% salvo arrotondamento rata, TAEG 9,24%): anticipo zero, prima rata a 270 giorni, prime 16 rate mensili da 89,95 euro e successive 72 rate mensili da 138,02 euro.

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Lexus UX

L’Hybrid Bonus Lexus consente ad aprile 2020 di acquistare la UX “base” – la Executive a trazione anteriore – con uno sconto di 5.500 euro (da 37.400 a 31.900 euro). Un’offerta valida in caso di permuta o rottamazione.

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Mahindra KUV100

2.000 euro: è questo lo sconto previsto dalle promozioni Mahindra di aprile 2020 sulla KUV100 K6+ (da 11.990 a 9.990 euro). L’offerta è valida solo in caso di adesione al finanziamento Formula Vantaggi Mahindra (TAN fisso 6,45%, TAEG 9,02%): anticipo di 949 euro, prima rata a 30 giorni e 72 rate mensili da 169 euro.

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Opel Astra ST

La Opel Astra ST 1.5 CDTI 122 CV AT9 Business Elegance costa ufficialmente 31.300 euro ma grazie alle ricche promozioni della Casa tedesca dovute all’emergenza coronavirus bastano 20.971 euro per acquistarla. Uno sconto pazzesco di oltre 10.000 euro valido fino al 7 aprile 2020 sui veicoli in stock per un’offerta che comprende anche il Flexcare Base per cinque anni o 50.000 km (estenzione garanzia e assistenza stradale) del valore di 575 euro.

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Toyota RAV4

4.600 euro: è questo lo sconto previsto dalle promozioni Toyota di aprile 2020 sulla RAV4 “entry-level” (la 2WD Active, da 36.400 a 31.800 euro). L’offerta – valida in caso di permuta o rottamazione di un autoveicolo posseduto da almeno 5 mesi – può essere abbinata a un finanziamento (TAN fisso 5,49%, TAEG 6,50%): anticipo di 11.100 euro, 47 rate da 199,78 euro e una maxirata finale da 15.709,20 euro.

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Volkswagen T-Roc

Le promozioni Volkswagen Young Program di aprile 2020 offrono agli under 30 600 euro extra da utilizzare come sconto finale o per gli optional della vettura. Grazie a questi vantaggi i giovani possono acquistare la T-Roc “base” – la 1.0 TSI – con 23.400 euro (invece di 24.000).

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Accessori auto, i più utili per l’inverno

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Durante l’inverno si potrebbero presentare diverse situazioni problematiche in auto, per questo motivo ci sono degli attrezzi che vanno tenuti sempre con sé; vediamo quali sono i più importanti e utili per la stagione invernale. Gli imprevisti che possono capitare in macchina col freddo sono davvero tanti, non è facile prepararsi a tutto. Ci sono però degli oggetti che non possono mancare nel nostro bagagliaio e che sicuramente faranno la differenza nelle situazioni più difficili.

Accessori auto per l’inverno: quali sono i più importanti

Di seguito l’elenco degli attrezzi da tenere sempre a bordo:

  • i cavi per la batteria, da avere assolutamente per guidare in sicurezza, in qualsiasi stagione, non solo in inverno. Non tutti sono uguali, quindi fate attenzione che siano di buona qualità. È importantissimo ovviamente conoscere la procedura per collegarli, altrimenti averli a bordo è inutile, a meno che non sia più esperto di voi il proprietario dell’auto a cui vi “connetterete” per poter fare ripartire la vostra vettura in panne;
  • il kit di riparazione per la foratura delle gomme, se per caso bucate vi servirà per una riparazione d’emergenza. Sarebbe bene avere con sé anche un compressore portatile per gonfiare eventualmente le gomme nel caso perdano pressione;
  • la cinghia di traino, se nessuno può aiutarvi ad avviare l’auto e rimanete bloccati, allora è bene avere questo accessorio a bordo, per tutte le situazioni in cui vi troviate impossibilitati a tornare in strada a causa di neve o fango;
  • la torcia, è importantissimo averne sempre una, soprattutto durante l’inverno, stagione in cui le ore di luce si riducono e quindi è ovviamente più facile trovarsi al buio e aver bisogno di illuminazione per controllare di non aver bucato una gomma, ad esempio, o per qualsiasi altra necessità. Molti smartphone oggi hanno la funzionalità “torcia”, ma meglio preservare la batteria del telefono, soprattutto se ci troviamo in difficoltà;
  • lo spray anti ghiaccio per i vetri, fondamentale perché previene il rischio di scheggiature o rigature nel caso l’auto si ricopra di uno spesso strato di ghiaccio durante la stagione invernale;
  • il kit di pronto soccorso, è un altro strumento molto utile e, come la torcia, dovrebbe sempre essere in auto. Fate un controllo annuale, in modo da verificarne la scadenza. Non è obbligatorio avere questo kit sempre con sé, però è molto comodo, quindi è meglio acquistarlo e assicurarsi anche che contenga le coperte termiche, che servono nel caso in cui si rimanga fermi, con l’auto in panne, e la temperatura sia molto rigida;
  • il telo anti ghiaccio, è uno dei primi elementi fondamentali da avere con sé in auto, serve soprattutto alle persone che non hanno un box e che quindi sono costretti a lasciare la propria macchina parcheggiata all’aperto anche durante i mesi invernali, quando le temperature scendono sotto lo zero. A cosa serve il telo? A non perdere tempo prezioso la mattina a raschiare via il ghiaccio dal parabrezza prima di partire per andare al lavoro, rischiando di arrivare in ritardo o di innervosirsi inutilmente;
  • il raschietto per il ghiaccio, anche questo è uno degli accessori auto per l’inverno tra i più efficaci. È vero infatti che il telo permette di proteggere il parabrezza della macchina dal gelo, ma se non se ne ha uno che copre tutta la vettura, allora il raschietto serve per eliminare il ghiaccio velocemente dal lunotto posteriore e dai finestrini laterali, ovviamente indispensabili per un’ottima visibilità alla guida.

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Marcel Pourtout: forma e sostanza

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Carrozziere esclusivo che ha lanciato la moda delle coupé/cabriolet, sindaco per quasi 30 anni ed eroe di guerra (di due guerre, per la precisione): Marcel Pourtout è stato tutto questo. Scopriamo insieme la sua storia.

Marcel Pourtout: la biografia

Marcel Pourtout nasce il 12 febbraio 1894 a Saint-Agnan (Francia). Appassionato di automobili fin da bambino, inizia a lavorare come apprendista presso numerose aziende del settore.

La Prima Guerra Mondiale

A soli 20 anni Marcel si ritrova nell’esercito francese a combattere nella Prima Guerra Mondiale: in prima linea come telefonista addetto alla riparazione delle linee in zone bombardate per mantenere le comunicazioni, viene decorato al termine del conflitto con la Médaille Militaire.

Mettersi in proprio

All’inizio degli anni ‘20 Marcel Pourtout lavora per qualche tempo per la De Dion e in seguito collabora con diverse carrozzerie transalpine. Nel 1925 si mette in proprio e fonda a Bougival la carrozzeria Pourtout insieme alla moglie Henriette.

Georges Paulin

Le vetture carrozzate da Pourtout conquistano in breve tempo molti clienti ma la vera svolta arriva nel 1933 quando Marcel incontra Georges Paulin, dentista a tempo pieno e disegnatore di auto part-time noto per aver brevettato due anni prima un sistema automatizzato rapido – chiamato Eclipse – per nascondere la capote in lamiera delle vetture all’interno del bagagliaio.

Il dispositivo viene introdotto su numerosi modelli della carrozzeria Pourtout (soprattutto Peugeot ma anche Delage, Lancia e Renault): nascono ufficialmente le coupé/cabriolet, amatissime dai facoltosi automobilisti d’Oltralpe.

Rueil-Malmaison e la guerra

Marcel Pourtout trasferisce l’azienda a Rueil-Malmaison nel 1936 e cinque anni più tardi diventa sindaco della cittadina francese.

Nel momento più buio dell’occupazione nazista della Francia durante la Seconda Guerra Mondiale i tedeschi si presentano sotto casa di Marcel chiedendo una lista di cittadini da fucilare per rappresaglia in seguito a un attentato compiuto dalla Resistenza transalpina. Il sindaco risponde dando il suo nome insieme a quelli dei membri della sua famiglia: tutti fortunatamente riescono a sopravvivere.

Muore invece Paulin (membro della Resistenza francese e spia per i servizi segreti britannici), fucilato nel 1942, e muore lentamente la carrozzeria Pourtout, requisita dai teutonici durante il conflitto e distrutta alla fine della guerra.

Il dopoguerra

Nel 1944 dopo la Liberazione Marcel Pourtout lascia il municipio e viene decorato con la Croix de Guerre. Ricostruisce l’azienda ma sono finiti i tempi delle fuoriserie esclusive: decide quindi di puntare sull’allestimento di veicoli commerciali.

Nel 1947 Marcel torna sindaco di Rueil-Malmaison (carica che ricoprirà fino al 1972) e nel 1951 riceve la Legion d’Onore per meriti militari. Muore il 29 agosto 1979.

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Ford contro il coronavirus: al via il programma Donation Match

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Ford Motor Company Fund – il ramo filantropico della Casa dell’Ovale Blu – ha avviato il programma Donation Match per affrontare l’emergenza coronavirus: un progetto che offre l’opportunità di sostenere – cliccando su www.globalgiving.org/ford-covid-response – organizzazioni e comunità no-profit in più di 20 Paesi.

Un’iniziativa che si aggiunge all’impegno degli ingegneri, dei ricercatori e dei fornitori Ford nella progettazione e nella produzione di mascherine, respiratori, ventilatori polmonari, attrezzature mediche indispensabili e forniture per gli operatori sanitari, i primi soccorritori e i pazienti che combattono contro il Covid-19.

Il risultato dello sforzo congiunto tra Ford Fund e Bill Ford (Executive Chairman di Ford Motor Company) sosterrà diverse associazioni. Tra le più importanti in Europa troviamo:

  • Mission Bambini (Italia): educazione dei bambini in quarantena, distribuzione di attrezzature informatiche come computer portatili, tablet e smartphone alle famiglie con maggiori difficoltà
  • Deutsches Rotes Kreuz (Germania): approvvigionamento di beni di prima necessità come cibo, prodotti per l’igiene personale e medicinali, servizi di acquisto, consegna e consulenza agli anziani e alle persone in quarantena
  • St Mungo’s (Regno Unito): alloggio, cibo e supporto medico per senzatetto
  • Asociatia Club Rotary Craiova Probitas (Romania): attrezzature protettive e kit di tamponi per gli operatori sanitari in prima linea nella regione dell’Oltenia
  • Asociacion Apadrina La Ciencia (Spagna): studio di cure e vaccini per il coronavirus

Ma non è tutto: Ford Fund sta anche lanciando un progetto di volontariato virtualeRead and Record” che coinvolge i dipendenti Ford nella lettura di libri, con l’obiettivo di creare una biblioteca online utilizzabile da 1,3 miliardi di bambini e ragazzi di tutto il mondo costretti a casa a causa del Covid-19.

L’articolo Ford contro il coronavirus: al via il programma Donation Match proviene da Icon Wheels.

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