Promozioni auto giugno 2020: le occasioni del mese

Anche a giugno 2020 troveremo promozioni auto molto interessanti in seguito alla crisi delle immatricolazioni dovuta all’emergenza coronavirus.
Gli sconti più significativi del mese riguardano soprattutto SUV compatte e vetture giapponesi, anche se non mancano proposte di altre nazioni e di altri segmenti. Scopriamole insieme.
Promozioni auto giugno 2020: le occasioni del mese

Audi A6 Avant
L’Audi A6 Avant 40 TDI Business quattro costa ufficialmente 60.150 euro ma grazie alle promozioni di giugno 2020 della Casa tedesca sono sufficienti 52.610,52 euro per acquistarla. L’offerta – che comprende l’estensione di garanzia Audi Extended Warranty 1 anno/60.000 km – è valida solo in caso di adesione al finanziamento Audi Financial Services (TAN fisso 3,19%, TAEG 3,80%): anticipo di 17.439,12 euro, 35 rate da 359 euro e una maxirata finale da 25.844,04 euro. Ma non è tutto: le prime tre rate (a patto che siano state pagate integralmente e con puntualità) vengono rimborsate completamente nell’ambito della promozione Audi Value a rate gratuite.

Cupra Ateca
Grazie alle promozioni Cupra di giugno 2020 la Ateca costa 35.600 euro anziché 44.665 euro. L’offerta comprende una garanzia aggiuntiva di 2 anni o 40.000 km e va abbinata a un finanziamento (TAN fisso 3,99%, TAEG 4,71%): anticipo di 5.892,49 euro, 35 rate da 299 euro e una maxirata finale da 22.362,83 euro.

Kia Picanto
10.850 euro: basta questa cifra, a giugno 2020, per acquistare la Kia Picanto 1.0 Urban con l’aggiunta del ruotino di scorta e della vernice Clear White (vettura che di listino, optional compresi, costa 12.850 euro). L’offerta, valida in caso di permuta o rottamazione di un veicolo di proprietà del cliente da almeno tre mesi, va abbinata obbligatoriamente al finanziamento (TAN fisso 0,00%, TAEG fisso 2,93%): anticipo di 3.320 euro, 35 rate mensili da 129,84 euro e una maxirata finale di 4.075,50 euro. La cifra può scendere ulteriormente a 10.350 euro se si aderisce al finanziamento Scelta Kia “Special Rata posticipata” (TAN fisso 5,99%, TAEG fisso 8,94%): anticipo di 3.300 euro, 36 rate mensili da 160 euro con prima rata a gennaio 2021 e una maxirata finale di 3.334,50 euro.

Mini Countryman
La Mini Countryman pre-restyling è in offerta a giugno 2020: la versione Cooper Baker Street costa 25.500 euro anziché 31.796. Una promozione – valida solo su vetture disponibili a stock – rivolta a chi aderisce al finanziamento Mini Free (TAN fisso 1,99%, TAEG 3,49%): anticipo (o eventuale permuta) di 3.330 euro, 11 rate mensili da 139,78 euro e una maxirata finale di 22.615,84 euro. Senza dimenticare la copertura assicurativa Mini Credit Protection Free (polizza PPI sulla persona a protezione del credito) in omaggio.

Mitsubishi Space Star
Con 8.750 euro (invece di 13.200) si può acquistare, a giugno 2020, la Mitsubishi Space Star “base”: la 1.0 Invite. Il finanziamento abbinato (TAN fisso 3,99%, TAEG fisso 6,08%) comprende un anticipo di 2.080 euro, prima rata a gennaio 2021 e 84 rate mensili da 118,90 euro.

Nissan Qashqai
Lo sconto di 4.250 euro previsto dalle promozioni Nissan di giugno 2020 sulla Qashqai 1.3 DIG-T N-Connecta permette di acquistare – a fronte del ritiro, in permuta o rottamazione, di un’autovettura immatricolata da almeno 6 mesi dalla data del contratto del veicolo nuovo – la SUV compatta giapponese con 24.950 euro invece di 29.200. L’offerta può essere abbinata a un finanziamento (TAN fisso 5,25%, TAEG 6,17%) – anticipo di 4.419 euro, 60 rate da 278,99 euro e una maxirata finale da 10.804 euro – e diventare ancora più vantaggiosa (TAEG al 4,81% e le prime quattro rate a solo 1 euro) se si aderisce alla promozione Nissan 2gether. Quest’ultima offerta non trova applicazione nel caso in cui si verifichi almeno una delle seguenti opzioni: diritto di recesso esercitato nei 14 giorni dall’erogazione del finanziamento, rimborso anticipato durante la vita del contratto o risoluzione contrattuale/decadenza dal beneficio del termine per impedimento.

Seat Leon
Grazie ai 2.700 euro di sconto offerti dalle promozioni Seat di giugno 2020 la Leon “entry level” – la 1.0 TSI Style – si porta a casa con 19.500 euro anziché 22.200 euro. Una promozione che prevede anche due anni di garanzia aggiuntiva oppure fino a un massimo di 40.000 km totali.

Skoda Kamiq
Le promozioni Skoda di giugno 2020 consentono di acquistare la Kamiq G-Tec a metano “base” (la Ambition) con 19.350 euro anziché 22.690 euro. L’offerta è valida solo su vetture in pronta consegna ed esclusivamente in caso di adesione al finanziamento Skoda Clever Value (TAN fisso 3,99%, TAEG 5,14%): anticipo di 4.101 euro, 35 rate da 150 euro e una maxirata finale di 12.218,84 euro.

Subaru XV
A giugno 2020 la Subaru XV “base” (la 1.6 Pure) costa 24.500 euro invece di 24.950. Chi aderisce al finanziamento (TAN fisso 4,95%, TAEG 6,21%) – anticipo di 6.796 euro, prima rata a 180 giorni, 36 rate mensili da 299 euro e una maxirata da 9.800 euro rifinanziabile (TAN fisso 5,25%, TAEG 6,31%) in 42 rate mensili da 254,89 euro – ha inoltre in omaggio l’estensione di garanzia (5 anni) e tre anni (o 75.000 km) di tagliandi.

Volvo XC60
La Volvo XC60 B4 (d) Momentum Pro costa ufficialmente 54.150 euro ma grazie alle promozioni di giugno 2020 della Casa svedese bastano 46.569 euro per acquistarla. L’offerta è abbinata a un finanziamento (TAN fisso 5,95%, TAEG 6,61%) con anticipo di 16.000 euro e due fasi: 20 rate da 308,69 euro con prima rata dopo 120 giorni e 60 rate da 543 euro.
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La storia dei volanti Mercedes

Raccontare la storia dei volanti Mercedes significa narrare l’evoluzione dell’automobilismo: stiamo d’altronde parlando della Casa che ha inventato l’automobile nonché di un brand spesso in anticipo sui tempi, tecnologicamente parlando.
Di seguito troverete la storia completa dei volanti Mercedes: dalla fine del XIX secolo alla classe E restyling.
La storia dei volanti Mercedes
Il volante non nasce insieme all’automobile: i primi modelli costruiti negli anni ‘80 del XIX secolo, ispirati ancora alle carrozze con conducenti abituati a tirare le redini a destra e a sinistra per dirigere i cavalli nella direzione desiderata, presentano una leva o una manovella per curvare.
Il primo volante della storia
Il primo volante della storia ha un legame con la Mercedes: debutta infatti su una Panhard & Levassor motorizzata Daimler guidata dall’ingegnere francese Alfred Vacheron nella prima corsa automobilistica di sempre (la Parigi-Rouen).
Il volante garantisce un migliore controllo (il movimento dello sterzo delle ruote anteriori può essere distribuito su più giri del piantone), una sterzata più precisa e velocità più elevate in curva.

L’inizio del XX secolo
Nel 1900 la Daimler monta un volante sulla sua auto da corsa Phoenix e due anni più tardi introduce sui modelli Mercedes Simplex un comando con leve supplementari per regolare la tempistica di accensione e la miscela aria/carburante.
Questi due elementi spariscono gradualmente dalla circolazione mentre inizia a vedersi il clacson: prima come campanello montato sul bordo del volante, poi come pulsante sul mozzo e dal 1920 sulle razze del volante.
Il secondo dopoguerra
Nel 1949 la leva del clacson inizia ad essere utilizzata anche per azionare i segnali di svolta (leve che si estendevano fuori dalla vettura per indicare la direzione che si stava per prendere, antesignane delle attuali “frecce”).

Gli anni ‘50
Negli anni ‘50 il volante diventa sempre più un’interfaccia tra auto e conducente. Mercedes introduce un cambio sul piantone della 300 “Adenauer” (W186) e della 220 (W187): una soluzione che aumenta lo spazio a disposizione dei passeggeri anteriori in un periodo nel quale i sedili davanti erano generalmente una panca continua.
La leva per il lampeggio dei fari arriva nel 1955 mentre tre anni più tardi è la volta del servosterzo (sulla 300).
Il volante diventa anche un dispositivo di sicurezza nel 1959 con la W111: in caso di collisione la grande zona centrale riduce il rischio di lesioni e il piantone diviso non entra nell’abitacolo. Risale allo stesso anno la leva combinata che include l’indicatore e le funzioni di lampeggio degli abbaglianti.
Gli anni ‘60
La leva combinata diventa sempre più ricca e dal 1963 include anche i tergicristalli e il lavaggio del parabrezza (prima attivabile con un interruttore posto sulla parte superiore del quadro strumenti).
Quattro anni dopo Mercedes introduce sull’intera gamma lo sterzo di sicurezza brevettato con piantone telescopico e assorbitore di impatto.

Gli anni ‘70
Negli anni ‘70 la leva del cambio sparisce dai volanti Mercedes. Nel 1971 viene introdotto sulla 350 SL Roadster il volante di sicurezza a quattro razze con un’ampia zona centrale imbottita con assorbitore d’impatto e razze che fungono da supporti per il cerchio assorbendo l’energia cinetica in caso di collisione e scaricandola in modo tale da non rompere la corona. I pulsanti del clacson, infine, si spostano dalla leva al centro del volante

Gli anni ‘80 e ‘90
Il 1981 è l’anno in cui l’airbag viene introdotto per la prima volta su una Mercedes (la seconda generazione della classe S): una rivoluzione che obbliga i designer a progettare volanti voluminosi per ospitare i cuscini.
L’airbag per il guidatore diventa di serie su tutte le Mercedes nel 1992 mentre sei anni più tardi debutta il volante multifunzione: inizialmente gestisce la radio, il telefono e il display al centro del quadro strumenti con otto menù principali.

Il terzo millennio
La leva del cambio automatico torna sul volante nel 2005 in concomitanza con il lancio della quinta generazione della classe S e della seconda serie della classe M: una scelta – impreziosita dalla presenza di pulsanti per cambiare le marce – che libera spazio sulla consolle centrale e tra guidatore e passeggero.
Tre anni più tardi i pulsanti del cambio vengono rimpiazzati da palette (la prima vettura a montarle è la variante restyling della quinta generazione della Mercedes SL).
I volanti diventano sempre più grandi per ospitare tutte le funzioni ma la situazione inizia a cambiare negli anni Dieci del XXI secolo con forme sempre più raffinate.
Con la quinta serie della Mercedes classe E del 2016 arrivano ad esempio i pulsanti Touch Control che consentono di gestire l’intero sistema di infotainment con tasti sensibili al tocco che reagiscono ai movimenti orizzontali e verticali di scorrimento del polpastrello come su uno smartphone mentre nel 2020, in occasione del restyling dell’ammiraglia tedesca, debutta una nuova generazione di volanti completamente digitalizzati con un bordo che contiene un sensore che rileva se le mani del conducente stanno impugnando la corona. Non è più quindi necessario alcun movimento dello sterzo per segnalare agli ADAS che il veicolo è sotto controllo.
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Filtro antiparticolato auto diesel, quando occorre sostituirlo?

Il filtro antiparticolato è un dispositivo che serve per il post-trattamento dei gas di scarico, presente sulle auto alimentate a gasolio, a partire dalla categoria Euro 4. È importante controllare che sia sempre funzionante e provvedere nel caso ci siano dei problemi. Vediamo quali potrebbero essere i disturbi e le conseguenze.
Come funziona il filtro antiparticolato dell’auto?
Il filtro antiparticolato delle auto diesel viene monitorato costantemente grazie ad un software di diagnosi e di gestione. In questo modo riesce a fare il suo dovere in maniera corretta; è inoltre abbinato ad un precatalizzatore, che filtra le polveri sottili. Il sistema ha il compito di accumulare i gas combustibili nel collettore di scarico e poi convogliarli verso la marmitta, facendoli passare attraverso il filtro e procedendo verso il vaso di espansione, il silenziatore e poi l’uscita. Per evitare problemi e malfunzionamenti, è fondamentale una costante manutenzione.
Quali problemi potrebbe presentare il filtro antiparticolato?
Il principale problema per il filtro antiparticolato è l’intasamento, il guidatore viene avvisato da una spia che si accende nel momento in cui bisogna pulirlo. È necessario guidare la propria auto ad una velocità compresa tra i 60 e i 90 km/h per tutto il tempo dell’operazione, per fare in modo che il filtro si rigeneri. Se la centralina di monitoraggio, durante la diagnosi, rileva un’otturazione, allora avvia la pulizia.
Quando è necessario sostituire il filtro antiparticolato e i prezzi
La rigenerazione del filtro antiparticolato è un processo di combustione delle polveri sottili necessario per la pulizia del filtro stesso, si attiva automaticamente e viene comunicata attraverso una spia al conducente dell’auto diesel. Quando il filtro antiparticolato ha dei problemi, solitamente questi dipendono dall’utilizzo esclusivo in città e rendono necessaria la sostituzione dell’elemento, invece della sola rigenerazione.
I prezzi del filtro antiparticolato possono variare a seconda dell’operazione che si deve effettuare, bastano infatti poche decine di euro per comprare dei prodotti specifici per una pulizia con un kit fai date, per la pulizia professionale fatta da un meccanico specializzato invece si possono pagare fino a 500 euro circa. Nel caso in cui si debba proprio sostituire, il prezzo del filtro antiparticolato varia in base alla vettura e può andare dai 500 ai 5000 euro, anche a seconda del costo della manodopera e del tipo di ricambio.
Rimuovere il filtro antiparticolato, si può fare?
Per evitare di incorrere in problemi ripetitivi negli ultimi anni purtroppo molti automobilisti stanno ricorrendo ad una pratica che ormai è diventata abituale per tanti, ma che non è assolutamente legale, ovvero rimuovere il filtro antiparticolato dalla propria vettura diesel.
Raccomandiamo di non farlo, perché viene violato l’art. 78 del Codice della Strada, chi infatti circola con un’auto alla quale è stato tolto questo elemento o comunque modifica anche altre caratteristiche indicate nel certificato di omologazione o di approvazione e nella carta di circolazione è assolutamente sanzionabile. La multa prevista per chi elimina il filtro antiparticolato dall’auto va da 422 a 1.697 euro, con ritiro della carta di circolazione e obbligo di ripristino del filtro antiparticolato.
E non è tutto, questa pratica illegale potrebbe portare anche dei problemi dal punto di vista penale. Infatti l’art. 452 bis del Codice Penale prescrive la reclusione da 2 a 6 anni e la multa da 10.000 a 100.000 euro per chi provoca un deterioramento o una compromissione dell’aria, delle acque o del suolo e sottosuolo abusivamente.
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Euro NCAP: tutte le novità dei crash test 2020

I prossimi crash test Euro NCAP saranno ancora più precisi rispetto al passato: il consorzio che valuta la sicurezza delle auto nuove ha introdotto numerose novità che debutteranno nella prossima sessione di prove, rimandata a dopo l’estate a causa del coronavirus. Scopriamole insieme.
Euro NCAP 2020: le novità sulla protezione degli occupanti
Una nuova barriera mobile per la prova dello scontro frontale che ricostruisce in modo più veritiero l’urto tra due automobili e l’introduzione della valutazione dell’interazione tra conducente e passeggero in caso di crash laterale. I nuovi protocolli premieranno le auto dotate di airbag in grado di evitare o attenuare le conseguenze dei contatti tra le teste dei due occupanti.
Euro NCAP 2020: le novità sulla frenata automatica
I nuovi crash test Euro NCAP 2020 valuteranno l’investimento del pedone in retromarcia e la svolta in corrispondenza di un incrocio.
Euro NCAP 2020: le novità sullo stato di attenzione del conducente
Verranno valutati i sistemi di monitoraggio dello stato di attenzione del conducente che rilevano e prevengono l’affaticamento e la distrazione.
Euro NCAP 2020: le novità sulla sicurezza post-incidente
Nei nuovi test Euro NCAP 2020 verranno analizzate la funzionalità del sistema eCall e la disponibilità di idonee informazioni e facilitazioni per le squadre di soccorso chiamate a intervenire.
Sarà inoltre disponibile una app, chiamata Euro Rescue e rivolta agli operatori del soccorso, con le schede di soccorso di tutte le auto in commercio nelle quali sono evidenziate tutte le caratteristiche “pericolose” del veicolo (serbatoio, batteria, etc…).
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Ferrari Grand Tour: una mostra al MEF di Modena

Sarà aperta fino a febbraio 2021 la mostra “Ferrari Grand Tour, un viaggio tra passione e bellezza” al MEF (Museo Enzo Ferrari) di Modena. Una celebrazione della storia della Casa emiliana attraverso le sue Gran Turismo più eleganti.
Il percorso espositivo attraversa cinque portali multimediali che rappresentano cinque città – Parigi (con la 166 Inter Touring del 1949 e la 375 MM del 1954 presentate per la prima volta nella Ville Lumière), Londra (con la 330 GT 2+2 del 1964, immortalata all’epoca davanti a Westminster per la presentazione ai clienti della Maranello Concessionarie), New York (con la 250 GT SWB del 1959 che ha sfilato nel 2016 alla 30 Million Cars Rally della Grande Mela), Shanghai (con la 612 Scaglietti che nel 2005 fece un tour di 15.000 miglia attraverso la Cina) e Abu Dhabi – e si conclude idealmente in Italia con l’ultima nata del Cavallino: la Roma.

Mostra Ferrari Grand Tour al MEF di Modena: date e orari di apertura
Il Museo Enzo Ferrari di Modena è aperto tutti i giorni (tranne il 25 dicembre e l’1 gennaio) dalle 09:30 alle 18:00 – dalle 09:30 alle 19:00 fino a ottobre – con orario continuato.
Il biglietto costa 17 euro (15 euro ridotto studenti e Over 65 e 7 euro per i minori di 19 anni accompagnati dai genitori).
Museo Enzo Ferrari Modena: le informazioni relative al coronavirus
Il Museo Enzo Ferrari di Modena è aperto con ingressi contingentati: l’accesso è garantito solo a chi è già in possesso del biglietto. Bisogna rispettare tassativamente l’orario indicato sul ticket e non si può stare più di un’ora e mezza.
Prima dell’ingresso – al fine di garantire la sicurezza e la salute di visitatori e dipendenti – è prevista la rilevazione della temperatura corporea a tutti. Non sarà consentito l’ingresso a coloro ai quali verrà rilevata una temperatura superiore a 37,5° C. In questo caso sarà comunque possibile richiedere il rimborso totale del biglietto oppure chiedere di riprogrammare la visita concordando un’altra data e orario.
All’interno del Museo Enzo Ferrari di Modena è obbligatorio indossare la mascherina chirurgica (tranne che per i bambini fino a 6 anni), fornita dal museo a chi ne è sprovvisto. Sono inoltre presenti segnalazioni di distanza a terra da rispettare rigorosamente.
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Bruce McLaren, una vita breve ma intensa

È stata una vita breve ma intensa quella di Bruce McLaren. Questo mito neozelandese del motorsport è noto ai più per aver fondato la McLaren (la seconda scuderia più vincente del Circus – in termini di GP – dietro alla Ferrari nonché una delle più prestigiose Case automobilistiche britanniche) ma è stato molto altro.
Scopriamo insieme la storia del pilota/progettista/imprenditore oceanico, un uomo capace di diventare vicecampione del mondo F1, di conquistare il GP di Monte Carlo e la 24 Ore di Le Mans (e non un’edizione qualsiasi) e di creare un colosso dell’automobilismo prima di compiere 33 anni.
Bruce McLaren: la storia
Bruce McLaren nasce il 30 agosto 1937 a Auckland (Nuova Zelanda): appassionato di motori fin da bambino (il padre ha un’officina), contrae a nove anni la malattia di Legg-Calvé-Perthes. Guarisce ma dovrà convivere per il resto della vita con la gamba sinistra più corta della destra.
L’esordio nelle corse
Bruce inizia a gareggiare nelle corse locali nel 1952 e affronta il primo impegno importante – il GP di Nuova Zelanda al volante di una Austin-Healey – nel 1956. L’anno seguente arriva quinto a Ardmore e si trasferisce in Europa dopo aver vinto una specie di borsa di studio rivolta ai giovani piloti neozelandesi.
Il debutto in F1
Nel 1958 Bruce McLaren va a vivere nel Regno Unito e corre per la Cooper sotto l’ala protettrice dell’australiano Jack Brabham: debutta in F1 nel GP di Germania e chiude in quinta posizione assoluta con una monoposto di F2 e disputa due Gran Premi nel corso della stagione risultando più veloce del proprio mentore.
I record e la prima vittoria
McLaren viene promosso nella squadra ufficiale Cooper nel 1959: più lento del compagno Brabham (che al volante della stessa monoposto si laurea campione del mondo) ma più rapido dello statunitense Masten Gregory, si ritira a Monza per un problema al motore in una gara nella quale il nostro Giorgio Scarlatti con la stessa vettura taglia il traguardo in dodicesima posizione.
Una stagione ricca di soddisfazioni per Bruce McLaren: con il quinto posto a Monte Carlo diventa il più giovane pilota ad andare a punti in F1, in Gran Bretagna a soli 21 anni, 10 mesi e 18 giorni conquista il giro veloce (record di precocità che verrà battuto solo nel 2003 da Fernando Alonso) e il podio (3°) e ottiene il primo successo in carriera nel Circus negli USA.
Vicecampione del mondo
Il 1960 è il migliore anno di sempre per Bruce: una stagione iniziata con un trionfo in Argentina e chiusa con il titolo di vicecampione del mondo dietro al coéquipier Brabham. Nel mezzo, tra le altre cose, un quarto posto in Gran Bretagna (corsa nella quale il compagno statunitense Chuck Daigh si ritira) e un terzo negli USA (con lo scozzese Ron Flockhart ritirato).
L’anno successivo – al volante di una Cooper meno competitiva – Bruce McLaren ottiene un solo podio (terzo in Italia) ma risulta più rapido di Brabham. Risalgono invece al 1962 – anno in cui il driver neozelandese fa meglio del nuovo coéquipier, il sudafricano Tony Maggs – il trionfo a Monte Carlo e il terzo posto negli USA in una corsa che vede il ritiro del compagno statunitense Timmy Mayer.
Nasce la McLaren
Nel 1963 Bruce fonda la scuderia McLaren e porta a casa con la Cooper tre podi (una seconda piazza in Belgio e due terzi posti a Monte Carlo e in Italia) risultando nuovamente più rapido di Maggs mentre l’anno successivo surclassa il compagno americano Phil Hill, ottiene due secondi posti in Belgio e in Italia e – nelle attività extra-F1 – si aggiudica la prima edizione del campionato oceanico Tasman Series con una Cooper davanti a Brabham e al neozelandese Denny Hulme. Il 1965 è l’ultimo anno di McLaren alla Cooper: più veloce del compagno austriaco Jochen Rindt, termina in terza posizione il GP del Belgio.
F1, Le Mans e Can-Am
La McLaren debutta nel Mondiale F1 1966 con Bruce come unico pilota (miglior piazzamento un quinto posto negli USA). La soddisfazione più grande per il driver neozelandese arriva però con il trionfo alla 24 Ore di Le Mans (gara raccontata nel film Le Mans ’66 – La grande sfida) al volante della Ford GT40 in coppia con il connazionale Chris Amon.
Nel 1967 Bruce corre in F1 con la McLaren (quarto a Monte Carlo come miglior risultato) e con la Eagle (tre ritiri), conquista il campionato Can-Am con una sua vettura davanti a Hulme e al britannico John Surtees grazie a due successi (Laguna Seca e Riverside) e sale sul gradino più alto del podio della 12 Ore di Sebring con una Ford GT40 guidata insieme all’americano Mario Andretti.
Gli ultimi anni
La McLaren disputa per la prima volta tutti i GP del Mondiale F1 nel 1968: Bruce conquista l’ultimo trionfo in carriera nel Circus in Belgio (primo successo di sempre per la scuderia da lui creata) ma il coéquipier Hulme fa meglio con due vittorie in Italia e in Canada. Per quanto riguarda le corse non iridate segnaliamo la conquista della Race of Champions davanti al messicano Pedro Rodríguez e a Hulme.
Nel 1969 Bruce con tre podi (secondo in Spagna e terzo in Gran Bretagna – in una corsa che vede il ritiro del compagno britannico Derek Bell – e Germania) risulta più rapido di Hulme (il quale però trionfa in Messico) e si aggiudica il secondo campionato Can-Am davanti a Hulme grazie a sei vittorie (Mosport, Watkins Glen, Road America, Michigan, Laguna Seca e Texas).
Nello stesso anno vede la luce la prima McLaren stradale di sempre: la M6GT, variante “ammorbidita” della M6A dominatrice della serie Can-Am due anni prima. Prodotta in soli due esemplari (uno di questi utilizzato come auto personale da Bruce McLaren), è spinta da un motore 5.7 V8 Chevrolet.
Fine della corsa
Bruce disputa le prime tre gare del Mondiale F1 1970 e porta a casa una seconda piazza in Spagna ma nel complesso non convince quanto il compagno Hulme.
Bruce McLaren scompare il 2 giugno 1970 sul circuito di Goodwood (Regno Unito) durante un test di una vettura destinata alle corse nella serie Can-Am.
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Immatricolazioni auto maggio 2020: tutti i dati e le classifiche

Il coronavirus continua a farsi sentire anche a maggio 2020 per quanto riguarda le immatricolazioni auto in Italia. Nonostante la fase 2 e la fine del lockdown le vendite di auto nuove hanno fatto registrare un forte calo: – 49,61% (99.711 vetture targate contro 197.881) rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Tra le big i “migliori” risultati sono arrivati da Peugeot (- 39,06%) e Ford (- 42,52%).
Di seguito troverete tutti i dati sulle immatricolazioni auto in Italia a maggio 2020: le classifiche dei 10 modelli più venduti, delle Case più amate e dei 10 veicoli più acquistati in base al segmento, all’alimentazione e alla carrozzeria.
Immatricolazioni auto maggio 2020: i 10 modelli più venduti in Italia

Anche nella fase 2 di maggio 2020 la Fiat Panda è stata l’auto più amata dagli italiani. Dietro di lei troviamo però due “new-entry” – la Volkswagen T-Roc e la Lancia Ypsilon (due modelli che il mese scorso erano addirittura fuori dalle prime dieci posizioni) – che hanno scalzato dal podio la Renault Zoe e la Jeep Compass.
Per quanto riguarda la “top ten” delle immatricolazioni auto – tornata alla normalità – segnaliamo l’addio di ben cinque modelli (Renault Zoe, Opel Corsa, Peugeot 208, Fiat Tipo e Peugeot 3008), rimpiazzati – oltre che dal duo T-Roc/Ypsilon – dalla Dacia Duster e dalle Renault Captur e Clio.
Le 10 auto più vendute in Italia a maggio 2020
| Fiat Panda | 6.477 |
| Volkswagen T-Roc | 2.501 |
| Lancia Ypsilon | 2.437 |
| Jeep Compass | 2.336 |
| Fiat 500X | 2.333 |
| Dacia Duster | 2.271 |
| Citroën C3 | 2.269 |
| Renault Captur | 2.215 |
| Renault Clio | 2.118 |
| Jeep Renegade | 2.112 |
Immatricolazioni auto maggio 2020: la classifica delle Case più amate in Italia
La Casa più amata dagli italiani a maggio 2020? Ovviamente Fiat. La Casa torinese domina anche questo mese la classifica delle immatricolazioni auto seguita da Volkswagen e Ford (sul podio al posto di Peugeot e Renault.
Poche novità per quanto riguarda la “top ten” con Dacia e Toyota che hanno preso il posto di Alfa Romeo e Lancia.
Le Case più vendute in Italia a maggio 2020
| Fiat | 13.975 (- 60,04%) |
| Volkswagen | 8.910 (- 52,94%) |
| Ford | 6.868 (- 42,52%) |
| Peugeot | 6.257 (- 39,06%) |
| Renault | 6.219 (- 52,21%) |
| Citroën | 4.770 (- 44,74%) |
| Jeep/Dodge | 4.608 (- 45,56%) |
| Dacia | 4.532 (- 49,54%) |
| Toyota | 4.309 (- 52,16%) |
| Opel | 3.988 (- 62,75%) |
| Audi | 3.841 (- 43,03%) |
| BMW | 3.810 (- 31,43%) |
| Mercedes | 3.562 (- 41,09%) |
| Suzuki | 2.867 (- 17,87%) |
| Kia | 2.445 (- 39,54%) |
| Lancia/Chrysler | 2.438 (- 59,97%) |
| Hyundai | 2.358 (- 49,70%) |
| Skoda | 1.910 (- 34,30%) |
| Nissan | 1.644 (- 58,83%) |
| Seat | 1.600 (- 44,23%) |
| Volvo | 1.538 (- 12,91%) |
| Alfa Romeo | 1.172 (- 50,15%) |
| Mini | 1.167 (- 44,14%) |
| Land Rover | 985 (- 16,10%) |
| Mazda | 713 (- 28,56%) |
| Porsche | 549 (- 40,71%) |
| Honda | 389 (- 54,34%) |
| Smart | 362 (- 84,99%) |
| Lexus | 337 (- 56,40%) |
| DS | 331 (- 18,87%) |
| Mitsubishi | 237 (- 74,41%) |
| Jaguar | 216 (- 63,64%) |
| DR | 185 (- 15,14%) |
| Subaru | 173 (- 24,12%) |
| Maserati | 88 (- 55,10%) |
| Tesla | 80 (- 50,31%) |
| Mahindra | 62 (- 26,19%) |
| Ferrari | 62 (+ 47,62%) |
| Great Wall | 61 |
| Ssangyong | 45 (- 79,07%) |
| Altre | 29 (- 35,56%) |
| Lamborghini | 16 (- 66,67%) |
| Aston Martin | 3 (- 25,00%) |
Immatricolazioni auto maggio 2020: top 10 per segmento
Le graduatorie relative alle immatricolazioni auto di maggio 2020 per segmento sono state stravolte rispetto al mese scorso: la Lancia Ypsilon ha soffiato alla Renault Zoe il primo posto nel “segmento B”, la Volkswagen T-Roc ha superato la Jeep Compass nel “C” mentre la Volkswagen Tiguan è la nuova leader del “segmento D” al posto della Tesla Model 3.
Grandi cambiamenti anche tra le vetture lussuose con la Mercedes GLE che ha tolto alla Land Rover Range Rover Sport lo scettro del “segmento E” e la Porsche 911 davanti a tutte nel “segmento F” al posto della Tesla Model S.

Le 10 auto più vendute in Italia a maggio 2020 per segmento
Immatricolazioni auto maggio 2020: le 10 “segmento A” più vendute in Italia
| Fiat Panda | 6.477 |
| Fiat 500 | 1.790 |
| Volkswagen up! | 853 |
| Suzuki Ignis | 795 |
| Toyota Aygo | 728 |
| Hyundai i10 | 676 |
| Kia Picanto | 583 |
| Citroën C1 | 462 |
| Suzuki Jimny | 421 |
| Smart EQ fortwo | 317 |
Immatricolazioni auto maggio 2020: le 10 “segmento B” più vendute in Italia
| Lancia Ypsilon | 2.437 |
| Citroën C3 | 2.269 |
| Renault Captur | 2.215 |
| Renault Clio | 2.118 |
| Dacia Sandero | 2.088 |
| Opel Corsa | 1.876 |
| Ford Fiesta | 1.826 |
| Toyota Yaris | 1.798 |
| Peugeot 208 | 1.786 |
| Peugeot 2008 | 1.664 |
Immatricolazioni auto maggio 2020: le 10 “segmento C” più vendute in Italia
| Volkswagen T-Roc | 2.501 |
| Jeep Compass | 2.336 |
| Fiat 500X | 2.333 |
| Dacia Duster | 2.271 |
| Jeep Renegade | 2.112 |
| Fiat Tipo | 1.499 |
| Peugeot 3008 | 1.343 |
| Ford EcoSport | 1.235 |
| Mercedes classe A | 1.010 |
| Ford Focus | 968 |
Immatricolazioni auto maggio 2020: le 10 “segmento D” più vendute in Italia
| Volkswagen Tiguan | 1.449 |
| Audi Q3 | 1.000 |
| Ford Kuga | 767 |
| BMW X1 | 752 |
| BMW X3 | 607 |
| Land Rover Range Rover Evoque | 598 |
| Audi A4 | 566 |
| Mercedes GLC | 518 |
| Toyota RAV4 | 515 |
| BMW serie 3 | 427 |
Immatricolazioni auto maggio 2020: le 10 “segmento E” più vendute in Italia
| Mercedes GLE | 306 |
| Audi A6 | 254 |
| BMW X5 | 220 |
| Land Rover Range Rover Sport | 157 |
| Porsche Cayenne | 150 |
| Audi Q8 | 135 |
| BMW X6 | 115 |
| BMW serie 5 | 95 |
| Mercedes classe E | 79 |
| Volvo XC90 | 70 |
Immatricolazioni auto maggio 2020: le 10 “segmento F” più vendute in Italia
| Porsche 911 | 94 |
| Ferrari 488 | 23 |
| Ferrari Portofino | 23 |
| Maserati Ghibli | 21 |
| Porsche Panamera | 20 |
| Porsche Taycan | 20 |
| Jaguar F-Type | 18 |
| BMW serie 7 | 16 |
| Tesla Model S | 14 |
| Tesla Model X | 13 |
Immatricolazioni auto maggio 2020: top 10 per alimentazione
I cambiamenti nella classifica delle immatricolazioni auto in Italia a maggio 2020 relativa all’alimentazione hanno riguardato solo tre categorie: la Ford Puma prima tra le vetture ibride al posto della Fiat 500, la Dacia Duster che sorpassa la Fiat Panda nella graduatoria delle vetture a GPL e la Seat Arona che toglie sempre alla Panda il primato tra i modelli a metano.

Le 10 auto più vendute in Italia a maggio 2020 per alimentazione
Immatricolazioni auto maggio 2020: i 10 modelli a benzina più venduti in Italia
| Fiat Panda | 4.962 |
| Citroën C3 | 1.799 |
| Lancia Ypsilon | 1.410 |
| Opel Corsa | 1.316 |
| Volkswagen T-Roc | 1.299 |
| Renault Captur | 1.236 |
| Volkswagen T-Cross | 1.235 |
| Peugeot 208 | 1.137 |
| Fiat 500X | 1.063 |
| Volkswagen Polo | 1.054 |
Immatricolazioni auto maggio 2020: i 10 modelli diesel più venduti in Italia
| Jeep Compass | 2.063 |
| Jeep Renegade | 1.348 |
| Fiat 500X | 1.270 |
| Volkswagen T-Roc | 1.202 |
| Peugeot 3008 | 1.123 |
| Volkswagen Tiguan | 997 |
| Fiat Tipo | 935 |
| Dacia Duster | 906 |
| Renault Captur | 868 |
| Audi Q3 | 792 |
Immatricolazioni auto maggio 2020: le 10 ibride più vendute in Italia
| Ford Puma | 1.200 |
| Suzuki Swift | 906 |
| Toyota Yaris | 753 |
| Fiat 500 | 731 |
| Suzuki Ignis | 725 |
| Toyota C-HR | 681 |
| Land Rover Range Rover Evoque | 568 |
| Toyota RAV4 | 515 |
| Toyota Corolla | 487 |
| Suzuki Vitara | 385 |
Immatricolazioni auto maggio 2020: i 10 modelli a GPL più venduti in Italia
| Dacia Duster | 1.199 |
| Fiat Panda | 1.012 |
| Lancia Ypsilon | 726 |
| Renault Clio | 681 |
| Ford Fiesta | 537 |
| Dacia Sandero | 509 |
| Kia Stonic | 254 |
| Kia Sportage | 228 |
| Kia Picanto | 219 |
| Fiat 500 | 209 |
Immatricolazioni auto maggio 2020: i 10 modelli a metano più venduti in Italia
| Seat Arona | 350 |
| Volkswagen up! | 202 |
| Fiat Panda | 197 |
| Skoda Kamiq | 197 |
| Skoda Octavia | 176 |
| Volkswagen Polo | 145 |
| Volkswagen Golf | 144 |
| Seat Ibiza | 127 |
| Seat Leon | 126 |
| Skoda Scala | 78 |
Immatricolazioni auto maggio 2020: le 10 elettriche più vendute in Italia
| Renault Zoe | 529 |
| Smart EQ fortwo | 308 |
| Volkswagen e-up! | 299 |
| Opel Corsa-e | 107 |
| Peugeot e-208 | 102 |
| Nissan Leaf | 68 |
| Tesla Model 3 | 53 |
| Hyundai Kona EV | 51 |
| Mini Cooper SE | 50 |
| Smart EQ forfour | 45 |
Immatricolazioni auto maggio 2020: top 10 per carrozzeria
La fase 2 post-lockdown ha modificato pesantemente le immatricolazioni auto di maggio 2020 relative alla carrozzeria: la Volkswagen T-Roc è diventata la crossover più amata dagli italiani al posto della Jeep Compass (la quale però a sua volta ha sfilato all’Alfa Romeo Stelvio il primo posto tra le fuoristrada).
Per quanto riguarda le monovolume segnaliamo il sorpasso della Mercedes classe B ai danni della Citroën C4 SpaceTourer nella categoria “MPV compatte” e quello della Citroën SpaceTourer sulla “gemella” Opel Zafira Life tra le “grandi”. Ultima, ma non meno importante, la lotta per il primato tra le “scoperte” con la Mini Cabrio che ha superato la Porsche 911 Cabriolet.

Le 10 auto più vendute in Italia a maggio 2020 per carrozzeria
Immatricolazioni auto maggio 2020: le 10 berline più vendute in Italia
| Fiat Panda | 6.477 |
| Lancia Ypsilon | 2.437 |
| Citroën C3 | 2.269 |
| Renault Clio | 2.112 |
| Dacia Sandero | 2.088 |
| Opel Corsa | 1.876 |
| Ford Fiesta | 1.826 |
| Toyota Yaris | 1.798 |
| Fiat 500 | 1.790 |
| Peugeot 208 | 1.786 |
Immatricolazioni auto maggio 2020: le 10 crossover più vendute in Italia
| Volkswagen T-Roc | 2.340 |
| Fiat 500X | 2.330 |
| Renault Captur | 2.215 |
| Dacia Duster | 1.981 |
| Jeep Renegade | 1.728 |
| Peugeot 2008 | 1.664 |
| Ford Puma | 1.600 |
| Volkswagen T-Cross | 1.575 |
| Jeep Compass | 1.454 |
| Peugeot 3008 | 1.304 |
Immatricolazioni auto maggio 2020: le 10 fuoristrada più vendute in Italia
| Jeep Compass | 882 |
| Land Rover Range Rover Evoque | 570 |
| BMW X3 | 559 |
| Mercedes GLC | 518 |
| Suzuki Jimny | 421 |
| Jeep Renegade | 384 |
| Audi Q5 | 378 |
| Audi Q3 | 370 |
| Alfa Romeo Stelvio | 324 |
| Suzuki Vitara | 319 |
Immatricolazioni auto maggio 2020: le 10 station wagon più vendute in Italia
| Fiat Tipo SW | 615 |
| Audi A4 Avant | 532 |
| Skoda Octavia Wagon | 367 |
| Ford Focus SW | 342 |
| Volkswagen Passat Variant | 326 |
| Volvo V60 | 296 |
| Toyota Corolla Touring Sports | 290 |
| BMW serie 3 Touring | 278 |
| Peugeot 308 SW | 267 |
| Audi A6 Avant | 216 |
Immatricolazioni auto maggio 2020: le 2 piccole monovolume più vendute in Italia
| Fiat 500L | 1.574 |
| Hyundai ix20 | 6 |
Immatricolazioni auto maggio 2020: le 8 monovolume compatte più vendute in Italia
| Mercedes classe B | 384 |
| Citroën C4 SpaceTourer | 175 |
| Renault Scénic | 136 |
| BMW serie 2 | 108 |
| Dacia Lodgy | 78 |
| Volkswagen Touran | 35 |
| Nissan Evalia | 4 |
| Peugeot 5008 | 2 |
Immatricolazioni auto maggio 2020: le 10 multispazio più vendute in Italia
| Peugeot Rifter | 239 |
| Citroën Berlingo | 205 |
| Volkswagen Caddy | 190 |
| Dacia Dokker | 116 |
| Renault Kangoo | 85 |
| Opel Combo | 72 |
| Ford Tourneo Courier | 70 |
| Fiat Qubo | 59 |
| Ford Tourneo Connect | 28 |
| Toyota Proace City | 15 |
Immatricolazioni auto maggio 2020: le 10 monovolume grandi più vendute in Italia
| Citroën SpaceTourer | 100 |
| Opel Zafira Life | 78 |
| Mercedes classe V | 47 |
| Peugeot Traveller | 47 |
| Toyota Proace | 37 |
| Ford S-Max | 36 |
| Seat Alhambra | 31 |
| Renault Espace | 22 |
| Toyota Prius+ | 21 |
| Volkswagen Multivan | 16 |
Immatricolazioni auto maggio 2020: le 10 coupé più vendute in Italia
| Porsche 911 | 57 |
| Porsche 718 Cayman | 24 |
| BMW serie 2 | 22 |
| Ford Mustang | 21 |
| Audi A7 | 20 |
| Porsche Panamera | 20 |
| Porsche Taycan | 20 |
| Mercedes classe C Coupé | 19 |
| Mercedes classe E Coupé | 18 |
| Ferrari 488 | 18 |
Immatricolazioni auto maggio 2020: le 10 cabrio e spider più vendute in Italia
| Mini Cabrio | 45 |
| Porsche 911 Cabriolet | 37 |
| Smart EQ fortwo cabrio | 36 |
| Mazda MX-5 | 35 |
| BMW Z4 | 23 |
| Ferrari Portofino | 23 |
| Mercedes classe C Cabrio | 15 |
| Porsche 718 Boxster | 14 |
| Audi A5 Cabrio | 13 |
| BMW serie 4 Cabrio | 10 |
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Honda CR-Z (2012): pregi e difetti della coupé ibrida giapponese

La Honda CR-Z è la prima sportiva ibrida della storia: una coupé giapponese a doppia alimentazione benzina/elettrica impreziosita da un cambio manuale adatta a chi vuole divertirsi rispettando l’ambiente. Oggi analizzeremo i pregi e i difetti di un esemplare del 2012 nell’allestimento Sport, introvabile sul mercato dell’usato e con quotazioni inferiori a 12.000 euro.
I pregi della Honda CR-Z del 2012
Finitura
Materiali di discreta qualità assemblati alla perfezione. Tanta qualità a bordo.
Dotazione di serie
L’allestimento Sport è abbastanza completo: autoradio Aux CD, cerchi in lega da 16”, climatizzatore automatico, fendinebbia e vetri posteriori e lunotto oscurati.
Posto guida
Riuscito: posizione di seduta bassa e tanti comandi a portata di mano.
Climatizzazione
L’impianto è potente e facile da gestire (i pulsanti si trovano a destra del cruscotto).
Motore
Il 1.5 ibrido benzina Euro 5 della Honda CR-Z genera una potenza totale di 124 CV e una coppia di 174 Nm. L’unità elettrica di supporto fornisce una buona risposta ai bassi regimi.
Cambio
La trasmissione manuale a sei marce – una rarità per un modello full hybrid – se la cava molto bene.
Prestazioni
Interessanti: 200 km/h di velocità massima e 9,9 secondi per accelerare da 0 a 100 chilometri orari.
Dotazione di sicurezza
Buona: airbag frontali, laterali e a tendina, assistente per le partenze in salita, attacchi Isofix e controlli di stabilità e trazione. Senza dimenticare le cinque stelle ottenute nei crash test Euro NCAP.
Prezzo
Da nuova nel 2012 la Honda CR-Z Sport costava relativamente poco (23.000 euro). Oggi è introvabile – più semplice rintracciare gli esemplari più anziani – e le quotazioni di un modello ben tenuto recitano 11.900 euro: poco più di una Fiat Panda “base” (1.2 Pop) appena uscita dal concessionario.
Consumo
Da record: 20,0 km/l dichiarati.

I difetti della Honda CR-Z del 2012
Abitabilità
In teoria la Honda CR-Z ha quattro posti, in pratica il divano posteriore va bene solo per due bambini.
Capacità bagagliaio
Il vano ha una capienza di soli 233 litri: le batterie sotto il pianale tolgono spazio.
Sospensioni
Gli ammortizzatori hanno una taratura rigida fastidiosa sulle sconnessioni pronunciate.
Rumorosità
Il motore ha un sound poco sportivo e l’abitacolo potrebbe essere più curato alla voce “insonorizzazione”.
Sterzo
Poco sensibile.
Visibilità
La particolare forma della coda non agevola le manovre. Sulla versione Sport, oltretutto, i sensori di parcheggio erano optional.
Freni
Un impianto da auto normale, non da sportiva.
Tenuta di strada
Aiutata molto (troppo) dal controllo di stabilità.
Tenuta del valore
La Honda CR-Z è un’auto interessante dal punto di vista storico in quanto prima sportiva ibrida di sempre ma non è molto richiesta sul mercato dell’usato.
Garanzie
Tutte scadute: la copertura globale e quella sulla verniciatura nel 2015, la protezione sulla corrosione nel 2018.
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Benzina: guida completa a tutti i marchi

I marchi di benzina presenti in Italia possono essere suddivisi in tre categorie: i “big” (i colossi del settore petrolifero), i brand meno conosciuti e gli “indipendenti” (noti anche come “no-logo” o “pompe bianche”) non affiliati ad alcuna compagnia di distribuzione del carburante.
Di seguito troverete una guida completa a tutti i marchi di benzina in commercio in Italia: un elenco utile per capire meglio da chi stiamo andando a fare il pieno.
A – B – C – D – E – F – G – H– I – J – K – L – M – N – O – P – Q – R – S – T – U – V – W – Y – Z
Al Risparmio (Italia – Veneto)
I distributori di benzina Al Risparmio (marchio creato nel 2012 dall’azienda APSA fondata nel 1934 con sede a Verona) sono attivi in Veneto e offrono prodotti petroliferi provenienti dalle stesse raffinerie di Shell (Porto Marghera) e Eni (Mantova).
Ali Fuel (Italia – Lazio)
Il marchio Ali Fuel – attivo soprattutto nel Centro Sud Italia – appartiene al gruppo Rayburn International Building Tools Trading Establishment con sede a Roma e realizza impianti su tutto il territorio nazionale con formula “chiavi in mano”.
Aquila (Italia – Toscana)
Aquila è un marchio di benzina con sede a Firenze presente con distributori in Toscana e in Umbria.
Benza (Italia – Veneto)
Il marchio Benza è stato creato nel 2009 dall’azienda veneta Bortolamei (fondata nel 2001 con sede a Camisano Vicentino in provincia di Vicenza) ed è presente con distributori in Veneto e in Emilia-Romagna.
B-Petrol (Italia – Veneto)
I distributori di benzina B-Petrol (compagnia veneta attiva dal 1960 con sede a Mozzecane, in provincia di Verona) sono presenti nel Triveneto e in Emilia-Romagna.
Cancellieri (Italia – Lazio)
Cancellieri è una compagnia petrolifera attiva da 60 anni con sede a Cura di Vetralla, in provincia di Viterbo. I suoi distributori sono nel Lazio.
Conad (Italia – Emilia-Romagna)
I distributori a marchio Conad (società cooperativa attiva nella GDO fondata nel 1962 con sede a Bologna) sono presenti in tutta Italia.
CP Oil (Italia – Lazio)
CP Oil è un marchio di C&C Petroli (compagnia petrolifera con sede a Roma). I suoi distributori si trovano nel Centro Italia e in Sardegna.
Dis-Car (Italia – Piemonte)
I distributori di benzina Dis-Car (azienda con sede a Moncalieri, nella città metropolitana di Torino) sono presenti in Piemonte e in Liguria.
Economy (Italia – Piemonte)
Il marchio Economy con sede a Torino è presente con distributori in Piemonte.
Ego (Italia – Emilia-Romagna)
I distributori a marchio Ego (brand nato nel 2008 dall’azienda Scat con sede a Reggio Emilia) sono presenti in Emilia-Romagna.
Enercoop (Italia – Emilia-Romagna)
Enercoop è un marchio creato nel 2010 in seguito all’accordo tra il colosso della grande distribuzione organizzata Coop Italia e la cooperativa reggiana CCPL. Sede a Casalecchio di Reno (città metropolitana di Bologna) e distributori presenti in tutta Italia nelle immediate vicinanze dei punti vendita a marchio Ipercoop.
Eni (Italia – Lazio)
Eni è una delle più grandi compagnie petrolifere mondiali. Fondata nel 1953 e con sede a Roma, si occupa di petrolio, gas naturale, energia elettrica ed energie rinnovabili e ha una ricchissima rete di distributori.
Esso (USA)
Il marchio Esso – nato nel 1912 – è utilizzato in Italia dal colosso statunitense ExxonMobil (nato nel 1999 dalla fusione tra Exxon e Mobil) per commercializzare i suoi prodotti petroliferi. La rete di distributori è una delle più grandi d’Italia.
Europam (Italia – Liguria)
La storia di Europam (compagnia petrolifera con sede a Genova attiva con distributori nel Nord Italia) inizia nel 1971 con la fondazione di Europetrol. L’azienda ligure acquisisce la Black Oils (settore di rete stradale ed extrarete) e viene a sua volta acquisita al 50% dalla Mobil nel 1982. Nel 1999 nasce Opam Oils dalla joint-venture tra Black Oils ed ERG mentre l’anno successivo (in concomitanza con la creazione del brand di logistica e servizi Depositi Genovesi e della Green Oils specializzata in prodotti e servizi ecologici) Q8 Italia acquista Mobil Italia e subentra in società al 50% in Europetrol (quota che viene ceduta nel 2003 a Black Oils). Nel 2006 Black Oils razionalizza il gruppo: Europetrol, Green Oil, Depositi Genovesi e il ramo petrolifero della Black Oils finiscono tutte nella Opam Oils che cambia nome in Europam (fusione dei nomi Europetrol e Opam Oils).
Ewapoint (Italia – Lombardia)
Ewapoint è un marchio della Penta Petroli (compagnia petrolifera con sede a Milano) ed è presente con distributori di benzina in tutta Italia.
Fiamma 2000 (Italia – Lazio)
Fiamma 2000 è un’azienda petrolifera nata nel 1971 con sede ad Ardea (città metropolitana di Roma Capitale) specializzata in GPL e presente con distributori nel Lazio e in Sardegna.
Getoil (Italia – Lombardia)
Getoil è una compagnia petrolifera nata nel 2002 con sede a Milano presente con distributori in Lombardia e in Piemonte.
IP (Italia – Lazio)
IP è un marchio fondato nel 1974 a Genova con sede a Roma. Un colosso presente in tutta Italia con una rete capillare di distributori.
Keropetrol (Italia – Lombardia)
Keropetrol è una compagnia petrolifera nata nel 1961 con sede a Cremona attiva nel Nord Italia, nel Centro Italia e in Sardegna con una rete di distributori di benzina.
Kostner (Italia – Trentino-Alto Adige)
I distributori di benzina Kostner (azienda con sede a Varna, in provincia di Bolzano) sono presenti in Alto Adige.
Noaloil (Italia – Veneto)
Noaloil – azienda nata nel 1971 con sede a Noale (città metropolitana di Venezia) – è presente in Veneto e in Friuli-Venezia Giulia con distributori di benzina.
Q8 (Kuwait)
Q8 è il marchio usato dalla Kuwait Petroleum Corporation (nata nel 1980) per commercializzare in Italia i propri prodotti petroliferi. La rete di distributori di benzina copre tutto il nostro Paese.
Repsol (Spagna)
Repsol è una compagnia petrolifera spagnola fondata nel 1987 e presente in Italia con una rete di distributori di benzina attiva nel Nord Italia, nel Centro Italia e in Campania.
Retitalia (Italia – Lombardia)
Retitalia è una compagnia petrolifera con sede a Milano fondata nel 2005 presente con distributori in tutta Italia.
Tamoil (Paesi Bassi)
Tamoil è una compagnia petrolifera con sede nei Paesi Bassi di proprietà del governo libico. La rete di distributori di benzina copre tutta Italia.
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Auto ferma, è possibile non pagare l’assicurazione?

Hai un’auto ferma e la tieni in cortile, l’hai ereditata oppure ne hai comprata una nuova in attesa di vendere quella più datata. Hai messo l’annuncio in internet, senza darla alla concessionaria e pagare le commissioni. Chiaramente vuoi sapere se devi rinnovare l’assicurazione anche se tieni la vettura ferma e non la usi. Vuoi vederci chiaro perché ovviamente, non circolando, la Polizia non potrà fermarti al posto di blocco a bordo di quell’auto e multarti perché non hai rinnovato il contratto di Rc Auto. Allo stesso tempo però non vuoi che magari i tuoi vicini ti facciano dei problemi o denuncino la cosa o avere qualsiasi altro tipo di problema.
Vediamo cosa prevede la Legge riguardo le automobili non utilizzate e l’assicurazione.
Auto ferma, pagare l’assicurazione rimane un obbligo
Secondo quanto dichiara la Legge italiana, la Rc Auto deve essere pagata anche per le vetture che non circolano e rimangono ferme nel proprio posto auto. Il motivo è che, anche nel caso in cui il proprietario della macchina non abbia intenzione di guidare la propria vettura per un determinato periodo di tempo e per differenti ragioni (ad esempio malattia o un lungo viaggio), rimane comunque obbligato a regolarizzare la polizza assicurativa, che non può essere sospesa.
Questo tutela anche il proprietario stesso dell’auto da soggetti differenti che potrebbero utilizzarla anche contro la sua volontà, con il rischio di provocare incidenti. Detto ciò quindi abbiamo risposto alla domanda: chi lascia l’auto in cortile deve pagare l’assicurazione? Assolutamente sì. L’obbligo infatti non dipende dalla decisione di usare il veicolo, ma dalla sua idoneità a circolare.
Secondo la Corte dell’Unione Europea, l’intenzione soggettiva del proprietario, che non vuole più guidare la macchina in oggetto, non è ritenuta pertinente e quindi non cambia in alcun modo l’obbligo assicurativo e la responsabilità del proprietario per il danno provocato dal veicolo.
Esistono dei casi in cui è possibile non pagare l’assicurazione per un’auto ferma?
In realtà, in qualche modo, è possibile non pagare più la polizza Rc Auto per una vettura non circolante. Ci sono degli obblighi da rispettare per poter godere di questa possibilità:
- richiedere la radiazione dell’auto dal PRA e quindi ritirarla dalla circolazione. In questo caso l’auto non può più sostare su uno spazio pubblico o privato aperto al pubblico;
- lasciare l’auto in un’area aperta privata alla quale non abbia accesso il pubblico o un garage. Il cortile condominiale non può essere usato come deposito per auto a cui viene sospesa l’assicurazione. Lo scopo della Rc Auto per vetture parcheggiate o non circolanti rimane comunque quello di evitare che queste possano costituire un pericolo per soggetti terzi, provocando danni anche gravi, che magari derivano dalla modalità scorretta in cui si è parcheggiata la vettura.
Tra gli spazi privati considerati aperti al pubblico ci sono:
- l’area antistante un rifornimento di benzina;
- il parcheggio di un centro commerciale;
- un’area comunale adibita alla sosta dei mezzi;
- il margine del marciapiede anche se di una strada cieca o chiusa al traffico.
È possibile invece lasciare la macchina (senza pagare l’assicurazione) in un proprio spazio privato, anche se non vi è alcuna staccionata a delimitarne i confini, e nel proprio box auto.
Un’ultima cosa da sapere e chiarita dalla Corte di Giustizia è che se l’auto senza copertura assicurativa viene lasciata in un garage o un cortile privato e un soggetto terzo la prende contro il volere del proprietario, questi ne è comunque responsabile.
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