Auto aziendali, cosa succede in caso di multe: a chi spetta il pagamento

Quando si prende una multa non c’è molto da fare, se non la si contesta, è obbligatorio pagarla. Quando si guida un’auto aziendale, anche se non è di proprietà del lavoratore, se è lui stesso a prendere la multa mentre si trova al volante, allora deve pagare il conto, non è il datore di lavoro a saldare l’importo dovuto per la contravvenzione. Il verbale viene inviato all’azienda e poi girato al dipendente che si trovava alla guida dell’auto in quel momento, ad esso viene detratto l’importo della multa dallo stipendio.
Auto aziendali, a chi viene inviata la multa
Quando uno dei dipendenti della ditta prende una multa e si trova al volante dell’auto aziendale, è il datore di lavoro a ricevere il verbale direttamente in sede. Deve essere lui a comunicare i dati del conducente che guidava in quel momento, ne deve ovviamente essere a conoscenza, sia che il dipendente abbia guidato il veicolo in via eccezionale per motivi di lavoro, sia che la vettura sia uno dei benefit permanenti e continuativi del lavoratore. In ogni caso in azienda deve essere presente un registro in cui è segnata la persona alla guida del mezzo aziendale.
Il datore di lavoro è il proprietario dell’auto e deve rispondere altrimenti di una mancata comunicazione, che potrebbe portare a sanzioni molto elevate. Quindi, deve sempre essere possibile risalire alla persona che guidava l’auto aziendale nel momento in cui è stata rilevata la multa. Ogni eventuale verbale arriva all’azienda, che lo gira al dipendente che ha commesso l’infrazione, che si vedrà decurtare dal suo stipendio, come abbiamo detto, l’importo della sanzione.
L’azienda è responsabile in solido, questo ha un significato preciso. Prima che la Cassazione decidesse di pronunciarsi sulla notifica del verbale di un’infrazione commessa con l’auto aziendale, succedeva spesso che venisse applicato il principio di “responsabilità personale” di chi in realtà aveva preso la multa. Nel 2009 però le regole sono cambiate per volontà della Suprema Corte, che bocciò una decisione presa da un giudice siciliano, in provincia di Palermo. Egli aveva reso nullo un verbale notificato all’azienda titolare dell’auto e non al conducente che si trovava al volante e che aveva effettivamente presto la multa.
Secondo la Corte non si può far leva sulla responsabilità personale ma sulla responsabilità solidale della persona giuridica stabilita dalla Legge, che in questo caso è da identificare nell’azienda. La responsabilità in solido viene presa in considerazione quando una persona agisce nell’esercizio delle sue funzioni o incombenze per conto della società, a prescindere da chi ha commesso l’illecito. L’azienda quindi è tenuta al pagamento, in solido, con la persona che ha commesso l’infrazione, perché si tratta di una persona giuridica.
Che cosa può fare il dipendente quando prende una multa con l’auto aziendale?
Quando un dipendente riceve la comunicazione da parte della ditta di aver preso una multa mentre si trovava alla guida dell’auto aziendale, può decidere di accettare e pagare oppure presentare ricorso. La prima cosa da fare però è autodenunciarsi, e quindi dichiarare di essere stato lui il responsabile dell’infrazione che è stata contestata. In mancanza dell’autodenuncia, il verbale non è ammissibile. Il ricorso può essere presentato anche solo per la pena pecuniaria. In questo caso l’azienda paga la multa e il dipendente può impugnare il verbale per evitare la decurtazione dei punti dalla patente.
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Assicurazione auto a chilometri: come funziona

Non sempre è necessario sottoscrivere una RC Auto che offra la coperta 24 ore su 24, 365 giorni l’anno. Chi è abituato a recarsi a lavoro con i mezzi pubblici e utilizza l’auto solo nel fine settimana, può prendere in considerazione anche l’assicurazione auto a chilometri. Come lascia intuire anche il nome, si tratta di una copertura assicurativa “a consumo”, pensata per l’appunto per chi non copre grandi distanze.
Insomma, a una prima occhiata potrebbe sembrare una soluzione economica ed efficace, una validissima alternativa alla “solita” RC Auto cui siamo abituati. Ma è davvero così? Scopriamolo insieme.
Come funziona l’assicurazione auto a chilometri
Prima di tutto va chiarito che l’assicurazione chilometrica, a dispetto di quanto si potrebbe pensare, non è legata al numero di chilometri esatti che si percorrono durante un anno. O meglio, non strettamente. Le compagnie assicurative stabiliscono delle fasce chilometriche di percorrenza e a ogni fascia corrisponde un diverso premio da pagare.
Solitamente, la “fascia base” è stabilita attorno ai 5 mila chilometri. Rispettando questa soglia, si riesce anche a risparmiare il 40-50% rispetto al premio di una RC Auto “normale”. Se, però, si prevede che nel corso dei 12 mesi si percorrano più di 5.000 chilometri è possibile scegliere anche fasce chilometriche più “capienti”.
Per calcolare i chilometri percorsi, le compagnie assicuratrici installano a bordo del veicolo una scatola nera. Questo dispositivo, dotato di GPS, è deputato alla registrazione di diversi dati e parametri dell’automobile. Alla fine del periodo assicurativo, la scatola nera invierà i dati al “cervellone elettronico” della compagnia assicurativa, che potrà così calcolare i chilometri percorsi e verificare che l’assicurato sia rimasto nei limiti della fascia di percorrenza scelta.
Assicurazione auto chilometrica: conviene?
La convenienza delle assicurazioni auto a consumo è legata ovviamente al numero di chilometri che si percorrono in un anno. Quindi, prima di pensare di attivare una RC Auto chilometrica si dovrà fare una stima dei chilometri che si percorreranno nel corso dei 12 mesi successivi. Se si è abbastanza abitudinari, sarà sufficiente leggere sul tachimetro dell’automobile i chilometri percorsi, dividere la cifra per gli anni di vita del veicolo e tirare le somme. Una valutazione alternativa può essere invece fatta grazie a Google Maps, sfruttando lo strumento di calcolo delle distanze tra due località.
Con questi dati alla mano sarà possibile calcolare se l’assicurazione auto chilometrica conviene o meno. Secondo diverse stime, se si supera la fascia di percorrenza dei 10 mila chilometri l’assicurazione a consumo non è più conveniente ed è consigliabile valutare una RC Auto “normale”.
L’assicurazione a consumo, dunque, conviene realmente solo a chi percorre pochissimi chilometri ogni anno. Se si resta al di sotto dei 5.000 chilometri, come detto, si può risparmiare anche la metà di un normale premio assicurativo. Se si sconfina nelle fasce di percorrenza superiori, gli sconti saranno di gran lunga inferiori.
Superamento dei chilometri previsti dall’assicurazione
La più grande preoccupazione quando si sottoscrive una polizza assicurativa di questo genere è ovviamente legata ai chilometri percorsi e cosa succede nel caso in cui si sfori la soglia prescelta e si finisca nella fascia di percorrenza superiore. Come è semplice immaginare, in casi come questi ci sarà una penale da pagare e sarà legata ai chilometri extra percorsi. Il costo supplementare chilometrico è indicato nel contratto: controllate tra le note e fate sempre molta attenzione a non esagerare.
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Seat Leon: anima latina

Il panorama automobilistico europeo ricorda molto lo scenario economico del Vecchio Continente: ci sono le nazioni nordiche che propongono modelli concreti, affidabili ma un po’ “freddi” e dall’altra parte gli Stati mediterranei che preferiscono giocare carte meno razionali come quelle dell’emozione e del divertimento.
Da tempo la Seat rifugge questo cliché grazie a una serie di modelli latini nell’anima e ricchi di contenuti ma con la nuova Leon, giunta alla quarta generazione, la Casa spagnola si è spinta oltre. Quella che una volta era considerata “una Golf meno cara” è ora diventata una delle compatte migliori in commercio: una vettura in grado non solo di giocarsela ad armi pari con Volkswagen e Audi ma anche di vincere le sfide dello spazio e del design e non più solo quella del prezzo.
Nel nostro primo contatto abbiamo avuto modo di guidare la variante mild hybrid benzina della “segmento C” spagnola: la eTSI nell’allestimento sportivo FR. Scopriamo insieme i suoi pregi e difetti.
Seat Leon: la gamma motori
La gamma motori della Seat Leon – per il momento – è composta da sette unità sovralimentate:
- un 1.0 tre cilindri turbo benzina TSI da 90 CV
- un 1.0 tre cilindri turbo benzina TSI da 110 CV
- un 1.5 turbo benzina TSI da 130 CV
- un 1.5 turbo benzina TSI da 150 CV
- un 1.5 mild hybrid turbo benzina eTSI da 150 CV
- un 2.0 turbodiesel TDI da 115 CV
- un 2.0 turbodiesel TDI da 150 CV
Più avanti arriveranno un 1.5 TGI turbo a metano da 130 CV, un 1.0 tre cilindri mild hybrid turbo benzina eTSI da 110 CV e un 1.4 ibrido plug-in turbo benzina e-hybrid da 204 CV.

Come funziona e come va il mild hybrid
Il motore della Seat Leon eTSI guidata nel nostro primo contatto è un 1.5 turbo mild hybrid benzina in grado di generare 150 CV e una coppia di 250 Nm.
Un propulsore tanto brioso (221 km/h di velocità massima, 8,4 secondi sullo “0-100” e una spinta corposa ai bassi regimi) quanto parco: durante il test adottando uno stile di guida normale senza preoccuparci del risparmio di carburante siamo riusciti a stare abbondantemente sopra quota 15 km/l.
Risultati notevoli ottenuti grazie a un sistema mild hybrid – composto da un alternatore che funge da starter da 48V e a una batteria agli ioni di litio a 48V – che consente alla compatta iberica di procedere a motore spento in alcune situazioni di guida, di recuperare energia in frenata e di fornire al propulsore a benzina una leggera assistenza elettrica. Senza dimenticare la disattivazione automatica di due cilindri su quattro quando non c’è bisogno di molta potenza.

Spazio da record
Difficile trovare in commercio una compatta con un abitacolo più spazioso di quello della nuova Seat Leon: la quarta evoluzione della “segmento C” di Martorell è sviluppata sullo stesso pianale della Skoda Octavia e grazie al passo lunghissimo (2,69 metri) offre un mare di centimetri alle gambe dei passeggeri posteriori. Il bagagliaio di 380 litri ha invece una capienza in linea con quanto offerto dalla concorrenza.

Nuova Seat Leon: il design
Lo stile è uno dei punti di forza della nuova Seat Leon: nella zona anteriore spiccano il cofano lungo e i fari arretrati mentre la coda è impreziosita da gruppi ottici “coast-to-coast” collegati tra loro.
Forme slanciate che non penalizzano in alcun modo – come abbiamo visto in precedenza – la praticità. Migliorabile, invece, la visibilità in manovra: 4,37 metri di lunghezza non sono pochi da gestire e i montanti posteriori voluminosi non aiutano. Per fortuna i sensori di parcheggio sono di serie.

Seat Leon eTSI: prezzo basso, dotazione ricca
La Seat Leon 1.5 eTSI FR protagonista del nostro primo contatto ha un prezzo molto interessante – 29.300 euro – abbinato a una dotazione di serie ricca:
Audio-Navigazione
- Sistema di navigazione Plus da 10″ (Display touch 10″ a colori/6 altoparlanti/MP3-WMA/connettività 2 USB tipo c/Bluetooth con funzione streaming audio e telefono/controllo vocale/navigatore/cartografia europea su SD card)
- Seat Full Link wireless (con Apple CarPlay)
- 2 USB tipo C aggiuntive nella fila posteriore
- Seat Virtual Cockpit
- DAB Digital Audio Broadcasting
Cerchi-Pneumatici-Assetti
- Cerchi in lega “Performance Machined” da 18″
- Tyre fit
Carrozzeria-Esterni
- Logo FR sul portellone posteriore
- Specchietti esterni con calotte Grigio Cosmo
- Paraurti sportivi
- Fari posteriori Full LED con illuminazione Coast-to-Coast
- Vetri posteriori oscurati
- Specchietti retrovisori riscaldati e richiudibili elettricamente in posizione di parcheggio
- Doppio terminale di scarico
- Battitacco illuminati design FR (portiere anteriori)
- Fari anteriori EcoLED (100% LED)
- Fari fendinebbia anteriori a LED con funzione cornering
- Maniglie in colore carrozzeria
Comfort-Interni
- Seat Drive Profile
- Bracciolo anteriore con portaoggetti integrato
- Bracciolo posteriore
- Cielo abitacolo nero
- Doppio terminale di scarico visibile
- Climatronic tri-zona con sistema Air-care
- Sedili anteriori sportivi in tessuto e similpelle design FR
- Sospensioni sportive FR
- Illuminazione ambientale a LED Smart Wraparound (cruscotto e portiere anteriori)
- Regolazione lombare sedili anteriori
- Illuminazione interna a LED (luci di lettura anteriori e posteriori, luci ambiente, illuminazione vano piedi/portabagagli/cassetto porta oggetti/volante multifunzione in pelle con design FR)
- Sensori di parcheggio posteriori
- Alzacristalli elettrici anteriori e posteriori
- Kessy Go (sistema avviamento senza chiave)
- Cruise control
- Limitatore di velocità
- Freno di stazionamento elettrico
- Portabicchiere anteriore e presa da 12V (anteriore)
- Sedili anteriori regolabili manualmente in altezza
- Sedili posteriori abbattibili e ripiegabili 1/3 e 2/3
Connettività
- Seat Connect (Safety & Service, accesso remoto, Online infotainment, Infotainment Apps)
Sicurezza-Tecnologia
- Convenience Pack (funzione automatica coming & leaving home, specchietto interno antiabbagliamento, sensore luci e pioggia)
- 6 airbag (2 frontali, 2 laterali, 2 tendina)
- Front Assist con sistema di frenata di emergenza e rilevamento pedoni e ciclisti
- Lane Assist
- Sistema di rilevamento stanchezza
- Sistema E-Call (chiamata di emergenza)
- Avvisatore acustico mancato allacciamento cintura di sicurezza
- ABS (sistema di frenata antibloccaggio)
- ESP (controllo elettronico della stabilità)
- XDS (sistema differenziale elettronico)
- Sistema di controllo della pressione pneumatici
- Sistema ancoraggio Isofix x2 (i-Size) + Top Tether x2 nei sedili posteriori

Seat Leon: le novità in cinque punti
- La prima Seat ibrida
- Abitacolo più spazioso
- Design completamente rivisto
- Cambio DSG con tecnologia shift-by-wire
- Prese USB-C
Scheda tecnica
| Lunghezza | 4,37 metri |
| Larghezza | 1,80 metri |
| Altezza | 1,46 metri |
| Acc. 0-100 km/h | 8,4 secondi |
| Bagagliaio | 380/n.d. litri |
| Caratteristiche motore | turbo mild hybrid benzina, 1.498 cc, 150 CV e 250 Nm di coppia |
| Prezzo | 29.300 euro |
Dove l’abbiamo guidata
Nel nostro primo contatto abbiamo avuto modo di guidare la Seat Leon eTSI tra Verona e Garda: un percorso completissimo – un mix equilibrato di autostrada, misto veloce e misto stretto – che ci ha permesso di valutare il comportamento della compatta iberica in tutte le situazioni.
La “segmento C” spagnola punta più sul piacere di guida che sul comfort: incollata all’asfalto, può vantare – oltre a un motore brioso – uno sterzo sensibile e preciso e una trasmissione automatica DSG a doppia frizione a sette rapporti in grado di offrire passaggi marcia rapidi e fluidi.
La tradizionale leva del cambio è sparita: al suo posto una levetta minuscola. Merito della tecnologia shift-by-wire che prevede il selettore delle marce non più collegato direttamente alla scatola del cambio (che utilizza segnali elettronici per indicare il passaggio da un rapporto all’altro).
NON TUTTI SANNO CHE – Nel territorio del comune di Malcesine – in provincia di Verona – si trova l’Aril, il fiume più corto d’Italia (solo 175 metri).

Dove vorremmo guidarla
Grazie a un percorso studiato alla perfezione abbiamo potuto testare tutte le situazioni di guida possibili: nonostante l’assenza di città siamo persino riusciti – complice il grande traffico nella zona di Bardolino dovuto ai turisti – a ricreare le fermate e le ripartenze tipiche del ciclo urbano. Avremmo voluto guidarla solo per più tempo: per godercela ancora di più e per prendere maggiore confidenza con due elementi validi ma dal funzionamento poco intuitivo (il sistema di infotainment e l’impianto di climatizzazione).
Le concorrenti
| Audi A3 Sportback 35 TFSI S tronic | Meno spaziosa, meno dotata e più costosa. Finiture più curate e un marchio più blasonato sul cofano. Il motore e il cambio sono gli stessi della Leon. |
| Mazda Mazda3 2.0L 150 CV M-Hybrid Exclusive | Mild hybrid come la Leon però con il cambio manuale: bassi consumi ma prestazioni poco vivaci a causa dell’assenza del turbo. |
| Subaru Impreza 2.0 MHEV Style Navi | Mild hybrid e automatica come la Leon con il plus della trazione integrale. Peccato per il motore aspirato e per il cambio CVT… |
| Volkswagen Golf 1.5 eTSI Life | La principale rivale della Leon eTSI monta lo stesso motore e lo stesso cambio ma ha un abitacolo meno ampio e una dotazione di serie più povera. Senza contare i prezzi più alti. |
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Volkswagen, la tecnologia sigla per sigla

La Volkswagen è la Casa automobilistica straniera più amata dagli italiani: merito di una ricca gamma di auto per tutti i gusti e tutte le tasche piene di qualità e tecnologia.
Spesso non è semplice orientarsi nei listini del marchio di Wolfsburg per via della grande quantità di sigle sconosciute al grande pubblico che identificano tutti gli accessori tecnologici presenti a bordo: per questo motivo abbiamo creato un glossario con il significato di ognuna.
4MOTION
La sigla 4MOTION indica le Volkswagen a trazione integrale.
ACC
La sigla ACC (acronimo di Adaptive Cruise Control) è usata per identificare il cruise control adattivo.
ACT
Il sistema ACT (acronimo di Active Cylinder Technology) disattiva due cilindri su quattro quando la potenza richiesta non è elevata.
Active Info Display
L’Active Info Display è il cruscotto digitale Volkswagen.
App-Connect
App-Connect è il sistema di connettività Volkswagen che permette di collegare il proprio smartphone alla vettura attraverso Android Auto o Apple CarPlay.
ASR
L’ASR è il sistema di controllo della trazione e regola automaticamente lo slittamento di una o più ruote motrici.
Auto Hold
La funzione Auto Hold impedisce – a vettura ferma o in fase di partenza – che il veicolo si sposti accidentalmente senza che il conducente sia costretto a tenere premuto il freno.
BiTDI
La sigla BiTDI viene usata per indicare i motori biturbodiesel Volkswagen.
Blind Spot Detection
Il Blind Spot Detection è il sistema di monitoraggio dell’angolo cieco.
Car2X
La tecnologia Car2X aiuta a prevenire gli incidenti connettendo i veicoli fra loro e con le infrastrutture stradali.
Car-Net
Car-Net è un pacchetto di servizi online Volkswagen.
City Emergency Brake
Il City Emergency Brake Volkswagen è la frenata automatica.
Coming Home e Leaving Home
La funzione Coming Home si attiva quando si scende dalla vettura e dopo un certo periodo spegne gli anabbaglianti, le luci integrate nei gusci degli specchietti retrovisori, le luci posteriori e l’illuminazione della targa.
La funzione Leaving Home accende tutte le luci precedentemente citate quando il conducente apre il bloccaggio delle porte con il radiocomando.
DAB
La sigla DAB (Digital Audio Broadcasting System) indica la radio digitale.
DCC
La sigla DCC (acronimo di Dynamic Chassis Control) indica la regolazione adattiva dell’assetto.
Digital Cockpit
Il Volkswagen Digital Cockpit è un cruscotto digitale: un’evoluzione dell’Active Info Display.
DSG
Il DSG (acronimo di Direct-Shift Gearbox) è il cambio automatico a doppia frizione Volkswagen.
DSR
Il DSR (acronimo di Driver Steering Recommendation) è l’assistente di controsterzata.
E-sound
L’E-sound è un avvisatore acustico per pedoni montato dalle Volkswagen elettriche.
Easy Entry
I sedili anteriori Easy Entry facilitano l’accesso ai sedili dietro delle Volkswagen prive di porte posteriori: merito della possibilità di spostare molto in avanti il sedile, dello schienale che può essere piegato in avanti e della funzione Memory che fa tornare i sedili davanti in posizione iniziale.
Emergency Assist
L’Emergency Assist si attiva in caso di inattività del conducente: prima esorta il guidatore a riprendere la guida mediante segnali acustici, ottici e tattili (colpo di freni) e se continuano a non esserci reazioni mantiene il veicolo nella corsia di marcia, attiva i lampeggiatori di emergenza e il cruise control adattivo per ridurre costantemente la velocità fino all’arresto.
Emergency Call
Emergency Call è il sistema di chiamata d’emergenza.
ErgoActive
I sedili ergonomici Volkswagen ergoActive prevedono 14 diverse modalità di regolazione e la funzione massaggio.
eTSI
La sigla eTSI indica i modelli mild hybrid benzina Volkswagen.
Fatigue Detection
Il Fatigue Detection è il sistema di riconoscimento della stanchezza del guidatore.
Front Assist
Il Front Assist è un sistema di controllo perimetrale.
GTE
La sigla GTE indica le Volkswagen ibride plug-in.
Hill holder
L’hill holder è il controllo elettronico delle partenze in salita.
Lane Assist
Il Lane Assist avvisa il guidatore in caso di un’uscita o cambio di carreggiata involontario (senza l’utilizzo degli indicatori di direzione).
Mobile key
Il sistema Mobile key Volkswagen permette di utilizzare lo smartphone come chiave.
MSR
Il sistema MSR limita lo sbandamento delle ruote di un veicolo su una strada con bassa aderenza grazie alla forte azione frenante del motore.
Multi Collision Brake
Il sistema di frenata anti collisione multipla Multi Collision Brake ferma completamente il veicolo dopo un incidente per evitare danni ulteriori.
Natural Voice Control
Il termine Natural Voice Control viene usato per indicare i comandi vocali Volkswagen.
Park Assist
Il Park Assist è il sistema di parcheggio automatico Volkswagen.
Rear Traffic Alert
Il Rear Traffic Alert – grazie a sensori installati nel paraurti posteriore – supporta il conducente nell’esecuzione di manovre di uscita dai parcheggi in retromarcia.
Rear View
Rear View è la telecamera per la retromarcia.
SCR
La tecnologia SCR (acronimo di Selective Catalytic Reduction) abbatte le emissioni di ossido di azoto sui motori turbodiesel mediante additivo AdBlue.
Side Assist Plus
Il Side Assist Plus è un assistente al cambio di corsia che monitora anche la presenza di eventuali ostacoli quando si esce da un parcheggio.
TDI
La sigla TDI viene usata su tutti i motori turbodiesel Volkswagen.
Tire Mobility Set
Il Tire Mobility Set è un kit di riparazione pneumatici.
TPMS
Il TPMS è il sistema di monitoraggio pressione pneumatici.
Traffic Jam Assist
Il Traffic Jam Assist è un sistema di assistenza alla guida che sterza, accelera e frena autonomamente quando il traffico si muove lentamente (fino a 60 km/h di velocità).
Travel Assist
Il Travel Assist è un sistema di assistenza alla guida in grado di accelerare autonomamente, di mantenere la vettura all’interno della corsia e la distanza dai veicoli che precedono e di cambiare corsia (se la strada è libera) quando si inserisce l’indicatore di direzione.
TSI
La sigla TSI (acronimo di Turbocharger Stratified Injection) viene usata su tutti i motori turbo benzina Volkswagen.
We Connect
We Connect è il pacchetto di servizi online Volkswagen.
XDS
Il differenziale elettronico a bloccaggio trasversale XDS impedisce il pattinamento della ruota interna alla curva migliorando la trazione e riducendo la tendenza al sottosterzo.
Il mondo Volkswagen
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Auto a trazione posteriore economiche: 10 proposte nuove sotto i 40.000 euro

Le auto a trazione posteriore economiche non sono molte: la soluzione tecnica delle due ruote motrici dietro è usata da sempre meno Case.
In questa guida all’acquisto troverete dieci proposte a trazione posteriore che costano meno di 40.000 euro: mezzi divertenti (ma non solo) molto diversi tra loro accomunati esclusivamente dalla filosofia RWD.
L’elenco delle dieci auto a trazione posteriore più economiche in commercio comprende soprattutto sportive e modelli provenienti da Germania e Giappone, anche se non mancano veicoli di altre categorie e di altre nazioni.

BMW 218i Coupé Advantage – 31.450 euro
La BMW 218i Coupé Advantage è una sportiva tedesca a trazione posteriore rivolta a chi non può rinunciare al piacere di guida.
La coupé bavarese ha una dotazione di serie completa e personalizzabile.

Honda e – 35.500 euro
La Honda e è una piccola elettrica giapponese a trazione posteriore.
Una segmento B ecologica “tutta dietro” spinta da un motore da 136 CV.

Mazda MX-5 1.5 – 33.500 euro
La Mazda MX-5 1.5 è la versione “base” della spider giapponese a trazione posteriore.
La sportiva nipponica – costruita con cura – non brilla alla voce “praticità”: gli occupanti più alti hanno pochi centimetri a disposizione della testa e il bagagliaio è minuscolo.

Nissan 370Z Lev 1 – 34.550 euro
La Nissan 370Z Lev 1 è la vettura più cattiva tra quelle analizzate nella nostra guida all’acquisto.
La supercar “low-cost” giapponese ospita sotto il cofano un motore potentissimo (328 CV) e scattante che sa anche essere garbato nei modi quando non si esagera con l’acceleratore.

Renault Twingo SCe Duel – 11.500 euro
La Renault Twingo SCe Duel è l’auto a trazione posteriore più economica in commercio in Italia. Una segmento A “tutto dietro” dotata di un motore povero di cavalli (65) e di coppia (95 Nm) tutt’altro che brioso: 15,1 secondi per accelerare da 0 a 100 chilometri orari.
La citycar francese – agile nelle curve grazie al peso contenuto – ha un abitacolo poco spazioso nella zona delle spalle di chi si accomoda dietro che presenta qualche imprecisione di troppo alla voce “finiture”.

Smart EQ fortwo Pure – 25.027 euro
La Smart EQ fortwo Pure è la versione “base” della citycar elettrica tedesca.
Una “segmento A” ecologica a trazione posteriore spinta da un motore in grado di generare una potenza di 82 CV.

Smart EQ fortwo cabrio Pure – 28.394 euro
La Smart EQ fortwo cabrio Pure è la variante “open air” della citycar teutonica.
La scoperta elettrica tedesca a trazione posteriore – come la sorella chiusa – monta un motore da 82 CV.

Smart EQ forfour Pure – 25.649 euro
La Smart EQ forfour Pure – versione “entry level” della citycar elettrica tedesca – è, secondo noi, una delle auto economiche a trazione posteriore più equilibrate in commercio.
L’ecologica “segmento A” germanica a emissioni zero è dotata dello stesso motore da 82 CV della fortwo.

Ssangyong Rexton 2WD Road – 37.400 euro
La Ssangyong Rexton 2WD Road è l’auto più costosa tra quelle analizzate in questa guida all’acquisto: l’ingombrante (4,85 metri di lunghezza) grande SUV coreana a trazione posteriore – non molto agile nelle curve – è rivolta a chi cerca il massimo della praticità.
L’unica proposta di questo elenco in grado di accogliere cinque passeggeri può vantare un abitacolo spaziosissimo e un bagagliaio immenso (820 litri). Senza dimenticare il motore ricco di coppia: 400 Nm.

Toyota GT86 Rock&Road – 32.000 euro
La Toyota GT86 Rock&Road – gemella della Subaru BRZ – è una coupé giapponese a trazione posteriore perfetta per chi cerca il divertimento.
Il motore aspirato ama molto frequentare la zona rossa del contagiri ma non è altrettanto virtuoso ai bassi regimi.
Auto a trazione posteriore
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Candele auto, cosa sono e quando bisogna sostituirle

Le candele in un’auto sono fondamentali, una parte integrante e molto importante del motore. Nel momento in cui iniziano a dare segnali di malfunzionamento, è necessario far subito controllare la vettura, perché la loro usura potrebbe portare problemi e danni al veicolo. Fondamentali infatti sono sia la loro pulizia che la manutenzione.
Come funzionano le candele dell’auto?
Le candele che si trovano all’interno del motore dell’auto, funzionano grazie a degli elettrodi, sono posizionati nella parte inferiore del motore stesso e servono a fornire la scintilla necessaria per far accendere la miscela di benzina e aria che si trova all’interno della camera di combustione. Questo processo serve per provocare l’accensione della vettura, durante il quale vengono prodotti dei giri del motore. Il proseguimento di questa continua procedura all’interno del motore, permette il vero e proprio funzionamento della macchina.
Quando devono essere cambiate le candele dell’auto?
Ecco perché è fondamentale che le candele siano sempre ben pulite e funzionanti, la manutenzione di questi elementi è necessaria per il funzionamento dell’auto. Un controllo periodico delle loro condizioni da parte di un meccanico specializzato è necessario per non rischiare che non svolgano più il loro compito, di vitale importanza. Un ottimo consiglio è quello di tenerle sempre pulite, anche se effettivamente andrebbero cambiate dopo circa 60.000 km. Se avete un modello d’auto meno recente, si raccomanda la sostituzione delle candele anche ogni 20.000 km percorsi.
Purtroppo le candele, elementi molto piccoli, sono sottovalutate, nonostante il loro ruolo sia davvero fondamentale per l’accensione e un corretto funzionamento della macchina. Alcuni automobilisti ne ignorano il compito e dimenticano quindi la loro manutenzione, trovandosi poi con dei problemi all’auto non indifferenti, come ad esempio elevati consumi, funzionamento irregolare e eccessive emissioni dallo scarico.
Come si riconoscono i sintomi di malfunzionamento delle candele dell’auto?
Ci sono dei segnali che dovremmo imparare a riconoscere e che ci comunicano che le candele iniziano a dare qualche problema. In questi casi quindi è importante verificare se sono consumate o troppo sporche e rimediare. Vediamo quali sono i sintomi:
- problemi di avviamento dell’auto, le candele sporche o i contatti usurati infatti possono impedire la produzione della scintilla fondamentale in modo corretto. La batteria così si affatica e il motore dà problemi;
- il motore perde colpi o è molto lento in fase di accelerazione;
- la presenza di troppa aria nel motore, si comprende perché l’auto procede con sobbalzi e strattoni evidenti.
Segnali di malfunzionamento delle candele auto: come rimediare
Procediamo per ordine:
- se il problema è all’avviamento dell’auto, allora bisogna pulire le candele, è possibile farlo anche da soli. È importante che il motore sia freddo, basta usare una spazzola, uno straccio e dell’alcol etilico o una pasta specifica per rimuovere il grasso in eccesso. Alla fine è necessario asciugare bene tutto con attenzione, usando un panno morbido oppure aiutandosi con dell’aria compressa;
- nel secondo caso, quindi se l’auto sale di giri molto lentamente e non risponde bene quando spingete il piede sul pedale dell’acceleratore, allora significa che è arrivato il momento di cambiare le candele;
- nell’ultimo caso l’auto sta aspirando sicuramente più aria di quella necessaria per il funzionamento, questo significa che le candele non funzionano più in maniera corretta e quindi è assolutamente necessario procedere alla sostituzione per non avere ulteriori problemi con la macchina.
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Cambio manuale che si inceppa, come farlo tornare funzionante

Il primo organo di trasmissione dell’auto è la frizione e subito dopo ovviamente viene il cambio, che solitamente si trova nella zona posteriore del motore e il conducente può comandarlo attraverso la leva con cui infatti si vanno ad inserire le varie marce. Oggi la maggior parte dei cambi è ad anelli sincronizzati, questo sistema rende l’inserimento delle marce più morbido e silenzioso. Nel caso in cui sentiamo dei rumori strani oppure dei cigolii, allora vuol dire che qualcosa non va ed è necessario preoccuparsi.
Come usare il cambio manuale
Il cambio manuale dell’auto, oggi sostituito in molti casi da quello manuale, è uno strumento indispensabile per la vettura e anche molto delicato. Per questo motivo è fondamentale saperlo usare nel miglior modo possibile, questo porta a consumi minori del carburante e consente anche ad un automobilista di mantenere i suoi componenti in buono stato, senza usurarli precocemente.
Ma vediamo quali sono i consigli e le regole fondamentali per preservare al meglio il cambio e farlo durare più a lungo nel tempo:
- partire sempre in prima, mai con una marcia più alta;
- rilasciare la frizione in maniera delicata e gentile, senza strattoni;
- scalare le marce al momento giusto;
- sfruttare le marce in sequenza, senza saltarle.
Non seguire queste indicazioni, che stanno alla base di una buona manutenzione del cambio, potrebbe essere rischioso e anche rivelarsi poi oneroso.
Quali sono i problemi principali che possono colpire il cambio dell’auto?
Nel caso in cui, durante le operazioni di guida, si blocca il cambio, allora dovete assolutamente recarvi presso un meccanico in un’officina vicina, per un controllo imprevisto. Nel caso in cui in zona non ci siano centri specializzati, allora conviene fermarsi e chiamare il carro attrezzi, visto che il rischio è di rimanere bloccati ed essere quindi di intralcio, creando pericoli sulla strada.
Chiaramente la cosa peggiore che possa capitare è rimanere addirittura bloccati, spesso però il cambio dà segnali di malfunzionamento prima, inceppandosi e quindi dando la possibilità di affrontare la situazione in maniera più semplice, senza ovviamente sottovalutarla. Con il cambio danneggiato non si possono effettuare tutte le manovre necessarie alla circolazione in modo veloce e agile, quindi è comunque importante far controllare il meccanismo.
Cosa bisogna fare quindi nel momento in cui il cambio manuale si inceppa?
Innanzitutto, qual è il motivo per cui si blocca il cambio manuale dell’auto? La causa potrebbero anche solo essere le temperature rigide, soprattutto se la macchina è rimasta ferma per molto tempo. La soluzione sarebbe portare il cambio in folle, tirare il freno a mano e accelerare in modo da aumentare i giri motore e da esercitare quindi al tempo stesso anche una pressione sul pedale della frizione per un paio di volte. Una volta fatta questa operazione, è necessario spegnere l’auto, attendere qualche istante e riaccenderla, per controllare se il cambio si è sbloccato.
Un’altra causa del cambio bloccato potrebbe essere da ricercare nei livelli di olio bassi. Qui però la situazione è ancora più semplice, si deve fare ovviamente un controllo approfondito e rabboccare eventualmente l’olio mancante, in modo che il cambio si ripristini e che si sblocchi la leva. Se l’auto di cui siete in possesso è recente e il cambio vi si è bloccato, allora la prima cosa da fare è controllare i fusibili che ne regolano l’utilizzo. In effetti, se anche solo un fusibile non funziona, si viene a creare un blocco.
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Renault e Google insieme per l’industria 4.0

Il Gruppo Renault e Google Cloud hanno siglato un accordo per accelerare la digitalizzazione del sistema industriale del colosso francese.
Una partnership che permetterà – tra le altre cose – di ottimizzare la piattaforma digitale di gestione della Régie (nata nel 2016, connette e aggrega i dati industriali di 22 siti del Gruppo nel mondo e di oltre 2.500 macchinari), di migliorare l’efficacia della supply chain e del processo produttivo, la qualità della produzione e la riduzione dell’impatto ambientale tramite il risparmio energetico e di favorire la progettazione e lo sviluppo di nuove soluzioni in campo automotive.
Ma non è tutto: Renault e Google Cloud realizzeranno anche un programma unico di formazione del collaboratori inteso a rafforzare le competenze del team di ingegneria dei processi, produzione e informatica del Gruppo grazie a sessioni di coworking con il team dell’azienda statunitense.
Il mondo Renault
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FCA contro il coronavirus: oltre 3.000 ventilatori polmonari prodotti in Italia

In soli tre mesi sono stati prodotti in Italia oltre 3.000 ventilatori polmonari: un grande risultato nella lotta al coronavirus ottenuto grazie alla collaborazione tra FCA, Siare Engineering – azienda di Valsamoggia (BO) produttrice di apparecchiature elettromedicali – e Protezione Civile.
Prima del propagarsi della pandemia la produzione mensile di Siare Engineering si aggirava intorno a 125 macchine al mese: un numero che è aumentato da 8 a 80 unità al giorno grazie soprattutto alla possibilità di poter costruire nello stabilimento FCA di Cento (FE) il gruppo di elettrovalvole – il cuore pulsante dei ventilatori – e, in parallelo, di trovare la soluzione tecnologica ottimale per inserire questi componenti nella linea produttiva dei laboratori bolognesi.
Le conoscenze in ambito produttivo e gestionale del Manufacturing Engineering della regione EMEA di FCA – fondate sul metodo del WCM (World Class Manufacturing) – hanno inoltre permesso una riduzione dei tempi di produzione delle apparecchiature complete all’interno della fabbrica di Valsamoggia di almeno il 30-50%.
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Mondiale F1 2020 – GP Stiria a Spielberg: gli orari TV su Sky e TV8

Il GP di Stiria – seconda tappa del Mondiale F1 2020 – si terrà (come il GP d’Austria della scorsa settimana) sul circuito di Spielberg e sarà trasmesso in diretta su Sky e in differita su TV8 (di seguito troverete gli orari TV).
Il secondo appuntamento iridato sul tracciato del Red Bull Ring sarà un’occasione di riscatto per tre piloti usciti con le ossa rotte dall’ultima corsa: Lewis Hamilton, Max Verstappen e Sebastian Vettel.
F1 2020 – GP Stiria: cosa aspettarsi
Il Red Bull Ring – sede del GP di Stiria a Spielberg – è lo stesso tracciato che ha ospitato il Gran Premio d’Austria una settimana fa: una pista più adatta alle vetture curate aerodinamicamente che a quelle veloci che premia chi parte bene (dal 2002 a oggi chi ha trionfato qui è sempre scattato dalle prime due file) e penalizza i campioni (Michael Schumacher nel 2003 è stato l’ultimo capace di tagliare il traguardo davanti a tutti su questo circuito e di diventare campione del mondo F1 nello stesso anno).
Difficilmente assisteremo a una corsa identica a quella di domenica scorsa: la pioggia prevista per sabato potrebbe infatti regalare molte sorprese durante le qualifiche. Di seguito troverete il calendario del Gran Premio di Stiria, gli orari TV su Sky e TV8 e il nostro pronostico.
F1 2020 – Spielberg, il calendario e gli orari TV su Sky e TV8
Venerdì 10 luglio 2020
| 11:00-12:30 | Prove libere 1 (diretta su Sky Sport F1) |
| 15:00-16:30 | Prove libere 2 (diretta su Sky Sport F1) |
Sabato 11 luglio 2020
| 12:00-13:00 | Prove libere 3 (diretta su Sky Sport F1) |
| 15:00-16:00 | Qualifiche (diretta su Sky Sport F1, differita alle 18:00 su TV8) |
Domenica 12 luglio 2020
| 15:10 | Gara (diretta su Sky Sport F1, differita alle 18:00 su TV8) |
F1 – I numeri del GP di Stiria
| LUNGHEZZA CIRCUITO | 4.318 m |
| GIRI | 71 |
F1 – Il pronostico del GP di Stiria 2020

1° Lewis Hamilton (Mercedes)
Anche nel GP di Stiria Lewis Hamilton è il favorito secondo i bookmaker (e anche secondo noi).
Il sei volte campione del mondo ha bisogno di riscattare il podio mancato in Austria ma sarà più complicato del previsto riuscirci su un tracciato poco amato (l’ultimo piazzamento in “top 3” al Red Bull Ring risale al 2016).

2° Valtteri Bottas (Mercedes)
Valtteri Bottas ha l’occasione di bissare il trionfo su una pista che ama particolarmente: due vittorie e tre pole nelle ultime quattro presenze.
Ce la farà? Difficilmente il compagno Lewis sbaglia due gare di seguito…

3° Max Verstappen (Red Bull)
Il ritiro di Max Verstappen domenica scorsa in Austria ha interrotto una striscia di podi consecutivi lunga tre Gran Premi.
Il pilota olandese – mai in pole position al Red Bull Ring ma capace di ottenere due successi a Spielberg nelle ultime tre partecipazioni – ha a nostro avviso tutte le carte in regola per fare molto bene nel GP di Stiria.

Da tenere d’occhio: Charles Leclerc (Ferrari)
I precedenti di Charles Leclerc al Red Bull Ring? Tre partecipazioni, due secondi posti e una pole position.
Difficilmente il pilota monegasco – a secco di vittorie dopo l’exploit di Monza dello scorso anno – ripeterà il sorprendente podio di domenica scorsa ma farà di tutto per conquistare punti importanti in ottica iridata.

La squadra da seguire: Mercedes
Nel GP d’Austria la Mercedes ha dimostrato di poter dominare il Mondiale F1 2020 e solo la penalizzazione inflitta a Hamilton ha impedito una doppietta alla scuderia tedesca.
In Stiria assisteremo quindi a un dominio della Stella? Molto probabile…
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