Multe auto, come e quanto possono aumentare se non pagate in tempo

Prendere una multa è già spiacevole, se poi non si paga entro la scadenza, la questione diventa ancora più antipatica. In questo caso infatti arriva la cartella esattoriale direttamente a casa, con il costo della multa lievitato di parecchio. A volte può anche raddoppiare, si punisce infatti chi non rispetta la data stabilita, oltre al fatto che ha violato le disposizioni di Legge. È possibile però verificare che il calcolo delle sanzioni e degli interessi sia corretto.
Multa non pagata: cosa succede?
Chiaramente ogni multa deve essere pagata, il suo importo cresce in base al tempo che passa dal giorno della notifica:
- nei primi 5 giorni si può pagare l’importo totale, “scontato” del 30% (il bollettino stesso indica la cifra da pagare);
- dal 6° giorno successivo alla notifica fino al 60° invece si paga la multa in misura ridotta, ma senza sconto, un secondo bollettino allegato al verbale indica la cifra;
- dal 61° giorno in poi, bisogna pagare la multa in misura piena. L’importo da versare è pari alla metà del massimo edittale (il massimo è il quadruplo del minimo edittale). Non sempre si è in grado di fare questo calcolo, per questo è meglio chiedere direttamente al Comando di Polizia che ha elevato il verbale qual è la cifra esatta da versare.
Attenzione: se si paga un importo inferiore, il rischio è quello di ricevere una cartella esattoriale per il residuo.
Facciamo un esempio pratico per capire: se l’utente prende una multa che, secondo quanto prescritto dal Codice della Strada, va da un minimo di 40 a un massimo di 150 euro, allora nei primi 60 giorni dovrà pagare 40 euro (eventualmente con sconto del 30% se paga nei primi 5), dopo 60 giorni invece dovrà pagare la metà di 150 euro, ovvero 75 euro (quindi quasi il doppio rispetto ai 40 euro iniziali).
Multa non pagata: interessi e sanzioni
Oltre alla variazione del prezzo della multa in base ai giorni di “ritardo” nel pagamento, ci sono anche gli interessi da calcolare. Non è prevista invece alcuna sanzione. Iniziamo col dire che il tasso di interesse è alto, del 10%, e oltretutto scatta ogni 6 mesi e non una volta all’anno, come di consueto. Due volte all’anno quindi il prezzo della multa viene maggiorato del 10%.
Questo significa solo una cosa: se non si paga in tempo, la multa diventa abbastanza costosa, ed è facile comprenderne il motivo. Se un automobilista non versa l’importo previsto dalla sanzione, allora l’ente titolare del credito, che generalmente è il Comune, forma il ruolo e lo invia all’Agente per la riscossione esattoriale entro due anni. L’Esattore poi manda la cartella esattoriale, che deve essere notificata al contribuente non oltre cinque anni, ovvero entro quello che definiamo come il termine di prescrizione.
Le pubbliche amministrazioni però non svolgono questo iter in maniera così rapida e diligente, quindi l’automobilista vedrà la notifica della cartella solo in prossimità della scadenza della prescrizione (quasi al compimento dei cinque anni dal ricevimento del verbale). E così il tasso di interesse del 10%, in quel momento, è già scattato per ben dieci volte, facendo lievitare l’importo della multa in maniera eccezionale.
Attenzione: dopo 60 giorni dalla notifica della cartella esattoriale, il debitore che non paga può subire il pignoramento e il fermo amministrativo del veicolo. Si può tornare alla guida solo con una richiesta di rateazione della cartella.
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Ford e Google insieme per l’auto connessa

Ford e Google hanno siglato un accordo per reinventare l’auto connessa: una partnership della durata di sei anni – a partire dal 2023 – che porterà tutte le auto del colosso statunitense (comprese le Lincoln) a utilizzare il sistema Android con app e servizi integrati dell’azienda di Mountain View.
Ma non è tutto: Ford ha indicato Google Cloud come fornitore preferito di servizi cloud per la gestione di dati, intelligenza artificiale e machine learning e le due società stanno creando un nuovo gruppo di lavoro dedicato – chiamato Team Upshift – che creerà esperienze personalizzate per i consumatori promuovendo nuove opportunità basate sull’analisi dei dati.
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Immatricolazioni auto gennaio 2021: tutti i dati e le classifiche

Ancora un calo importante per le immatricolazioni auto in Italia a gennaio 2021: – 14,03% (da 155.867 a 134.001 vetture nuove targate) rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Tra le “big” gli unici risultati positivi sono arrivati da Toyota (+ 18,09%) e BMW (+ 1,85%).
Di seguito troverete tutti i dati sulle immatricolazioni auto in Italia a gennaio 2021: le classifiche dei 10 modelli più venduti, delle Case più amate e dei 10 veicoli più acquistati in base al segmento, all’alimentazione e alla carrozzeria.
Immatricolazioni auto gennaio 2021: i 10 modelli più venduti in Italia

Anche a gennaio 2021 la Fiat Panda è stata l’auto più venduta in Italia: dietro di lei la Toyota Yaris, che ha soffiato la seconda posizione alla Lancia Ypsilon e ha tolto dal podio la Fiat 500X (sparita addirittura dalla “top ten”).
Per quanto riguarda le prime dieci posizioni segnaliamo gli addii (oltre che della 500X) delle Renault Clio e Captur e della Dacia Sandero. Al loro posto la Opel Corsa, la Peugeot 208, la Volkswagen T-Roc e la Dacia Duster.
Le 10 auto più vendute in Italia a gennaio 2021
| Fiat Panda | 12.162 |
| Toyota Yaris | 4.337 |
| Lancia Ypsilon | 4.048 |
| Citroën C3 | 3.542 |
| Jeep Renegade | 3.467 |
| Opel Corsa | 3.229 |
| Peugeot 208 | 3.190 |
| Volkswagen T-Roc | 2.992 |
| Dacia Duster | 2.749 |
| Fiat 500 | 2.728 |
Immatricolazioni auto gennaio 2021: la classifica delle Case più amate in Italia
Fiat e Volkswagen sono a gennaio 2021 – come nel 2020 – le due Case leader in Italia nelle immatricolazioni auto. Dietro di loro sul gradino più basso del podio troviamo Peugeot e non più Ford.
L’unica modifica nella “top ten” rispetto allo scorso anno è arrivata da BMW, capace di scalzare Dacia dalle prime dieci posizioni della graduatoria.
Le Case più vendute in Italia a gennaio 2021
| Fiat | 20.191 (- 21,92%) |
| Volkswagen | 11.157 (- 25,78%) |
| Peugeot | 9.184 (- 6,94%) |
| Ford | 8.933 (- 2,04%) |
| Toyota | 8.547 (+ 18,09%) |
| Citroën | 7.121 (- 19,57%) |
| Renault | 6.895 (- 7,24%) |
| Jeep | 5.487 (- 8,53%) |
| BMW | 5.457 (+ 1,85%) |
| Opel | 5.296 (- 32,74%) |
| Audi | 5.184 (+ 3,39%) |
| Dacia | 4.962 (- 12,22%) |
| Mercedes | 4.675 (+ 12,06%) |
| Lancia/Chrysler | 4.047 (- 35,28%) |
| Hyundai | 3.472 (- 5,88%) |
| Suzuki | 3.459 (+ 21,24%) |
| Kia | 3.179 (- 28,72%) |
| Skoda | 2.762 (+ 4,98%) |
| Nissan | 2.442 (- 26,71%) |
| Seat | 1.617 (- 23,55%) |
| Mini | 1.605 (+ 0,38%) |
| Volvo | 1.558 (+ 5,84%) |
| Mazda | 947 (- 22,88%) |
| Alfa Romeo | 935 (- 48,06%) |
| Land Rover | 759 (- 58,37%) |
| Porsche | 615 (- 1,76%) |
| Lexus | 459 (+ 23,72%) |
| Honda | 457 (- 38,24%) |
| Smart | 449 (+ 48,68%) |
| Altre | 411 (+ 981,60%) |
| DR | 367 (+ 18,77%) |
| Mitsubishi | 327 (- 52,33%) |
| DS | 281 (- 54,31%) |
| Jaguar | 173 (- 70,78%) |
| Subaru | 148 (+ 0,68%) |
| Maserati | 141 (+ 2,17%) |
| Ssangyong | 72 (- 60,44%) |
| Tesla | 56 (- 42,86%) |
| Mahindra | 51 (- 67,31%) |
| Great Wall | 50 (+ 150,00%) |
| Ferrari | 46 (- 38,67%) |
| Lamborghini | 20 (- 37,50%) |
| Aston Martin | 7 (+ 16,67%) |
Immatricolazioni auto gennaio 2021: top 10 per segmento
La classifica delle immatricolazioni auto in Italia a gennaio 2021 relativa ai segmenti vede tre importanti novità rispetto allo scorso anno: il sorpasso della Toyota Yaris sulla Lancia Ypsilon nel segmento B, la Jeep Renegade nuova leader del “C” al posto della Fiat 500X e la Mercedes GLE prima tra le “E” dopo aver superato l’Audi A6.

Le 10 auto più vendute in Italia a gennaio 2021 per segmento
Immatricolazioni auto gennaio 2021: le 10 “segmento A” più vendute in Italia
| Fiat Panda | 12.162 |
| Fiat 500 | 2.728 |
| Toyota Aygo | 1.674 |
| Hyundai i10 | 1.164 |
| Suzuki Ignis | 1.160 |
| Citroën C1 | 1.115 |
| Kia Picanto | 992 |
| Peugeot 108 | 680 |
| Volkswagen up! | 658 |
| Smart EQ fortwo | 419 |
Immatricolazioni auto gennaio 2021: le 10 “segmento B” più vendute in Italia
| Toyota Yaris | 4.337 |
| Lancia Ypsilon | 4.048 |
| Citroën C3 | 3.542 |
| Opel Corsa | 3.229 |
| Peugeot 208 | 3.190 |
| Ford Puma | 2.568 |
| Renault Clio | 2.447 |
| Peugeot 2008 | 2.424 |
| Renault Captur | 2.379 |
| Volkswagen Polo | 2.238 |
Immatricolazioni auto gennaio 2021: le 10 “segmento C” più vendute in Italia
| Jeep Renegade | 3.467 |
| Volkswagen T-Roc | 2.992 |
| Dacia Duster | 2.749 |
| Fiat 500X | 2.645 |
| Jeep Compass | 2.014 |
| Peugeot 3008 | 1.910 |
| BMW serie 1 | 1.699 |
| Ford EcoSport | 1.613 |
| Nissan Qashqai | 1.274 |
| Hyundai Tucson | 1.196 |
Immatricolazioni auto gennaio 2021: le 10 “segmento D” più vendute in Italia
| Volkswagen Tiguan | 1.524 |
| Audi Q3 | 1.392 |
| BMW X1 | 1.307 |
| Ford Kuga | 1.292 |
| Mercedes GLA | 919 |
| Skoda Octavia | 684 |
| Mercedes GLB | 660 |
| Toyota RAV4 | 613 |
| BMW X3 | 587 |
| Audi A4 | 547 |
Immatricolazioni auto gennaio 2021: le 10 “segmento E” più vendute in Italia
| Mercedes GLE | 342 |
| Audi A6 | 322 |
| Mercedes GLE Coupé | 256 |
| BMW serie 5 | 185 |
| BMW X5 | 162 |
| Porsche Cayenne | 149 |
| Mercedes classe E | 141 |
| Land Rover Range Rover Sport | 126 |
| Audi Q8 | 121 |
| Maserati Levante | 102 |
Immatricolazioni autogennaio 2021: le 10 “segmento F” più vendute in Italia
| Porsche 911 | 113 |
| Maserati Ghibli | 38 |
| Porsche Taycan | 29 |
| Mercedes classe S | 28 |
| Ferrari F8 | 26 |
| Jaguar F-Type | 24 |
| Porsche Panamera | 18 |
| Mercedes GT Coupé 4 | 15 |
| BMW serie 8 | 11 |
| Lamborghini Huracán | 10 |
Immatricolazioni auto gennaio 2021: top 10 per alimentazione
A gennaio 2021 la Jeep Renegade ha tolto alla Jeep Compass lo scettro di diesel più venduta in Italia. Lo stesso ha fatto la Volvo XC40 alla Renault Captur tra le ibride plug-in e la Seat Arona alla Volkswagen Golf tra le auto a metano.
Un trono per due, invece, nella categoria delle elettriche: la Renault Zoe ha dovuto cedere il primo posto alla Fiat Nuova 500 e alla Smart EQ fortwo.

Le 10 auto più vendute in Italia a gennaio 2021 per alimentazione
Immatricolazioni auto gennaio 2021: i 10 modelli a benzina più venduti in Italia
| Fiat Panda | 5.530 |
| Citroën C3 | 2.932 |
| Opel Corsa | 2.395 |
| Peugeot 208 | 2.383 |
| Volkswagen T-Roc | 2.357 |
| Volkswagen T-Cross | 1.921 |
| Volkswagen Polo | 1.723 |
| Toyota Aygo | 1.674 |
| Peugeot 2008 | 1.393 |
| Fiat 500X | 1.319 |
Immatricolazioni auto gennaio 2021: i 10 modelli diesel più venduti in Italia
| Jeep Renegade | 1.924 |
| Peugeot 3008 | 1.521 |
| BMW serie 1 | 1.392 |
| Fiat 500X | 1.326 |
| Jeep Compass | 1.234 |
| Audi Q3 | 1.206 |
| Nissan Qashqai | 1.159 |
| Volkswagen Tiguan | 1.129 |
| Renault Captur | 1.032 |
| Fiat 500L | 1.001 |
Immatricolazioni auto gennaio 2021: le 10 ibride più vendute in Italia
| Fiat Panda | 5.952 |
| Toyota Yaris | 3.447 |
| Lancia Ypsilon | 3.257 |
| Fiat 500 | 1.977 |
| Ford Puma | 1.955 |
| Suzuki Swift | 1.521 |
| Suzuki Ignis | 1.160 |
| Toyota C-HR | 1.106 |
| Hyundai Tucson | 850 |
| Ford Fiesta | 712 |
Immatricolazioni auto gennaio 2021: i 10 modelli a GPL più venduti in Italia
| Dacia Duster | 1.929 |
| Dacia Sandero | 1.424 |
| Renault Clio | 985 |
| Renault Captur | 740 |
| Fiat Panda | 527 |
| Lancia Ypsilon | 461 |
| Kia Sportage | 325 |
| Ford Fiesta | 303 |
| Kia Stonic | 225 |
| Kia Picanto | 189 |
Immatricolazioni auto gennaio 2021: le 10 ibride plug-in più vendute in Italia
| Volvo XC40 | 399 |
| Jeep Compass | 356 |
| Jeep Renegade | 353 |
| Renault Captur | 283 |
| Peugeot 3008 | 218 |
| Mini Countryman | 205 |
| BMW X1 | 197 |
| Mercedes GLE | 193 |
| Ford Kuga | 149 |
| Mercedes GLE Coupé | 141 |
Immatricolazioni auto gennaio 2021: i 10 modelli a metano più venduti in Italia
| Seat Arona | 518 |
| Volkswagen Polo | 448 |
| Skoda Kamiq | 414 |
| Seat Ibiza | 286 |
| Skoda Octavia | 255 |
| Volkswagen up! | 214 |
| Volkswagen Golf | 159 |
| Fiat Panda | 153 |
| Audi A3 | 147 |
| Skoda Scala | 54 |
Immatricolazioni auto gennaio 2021: le 10 elettriche più vendute in Italia
| Smart EQ fortwo | 419 |
| Fiat Nuova 500 | 419 |
| Renault Zoe | 255 |
| Opel Corsa-e | 216 |
| Peugeot e-208 | 193 |
| Renault Twingo Electric | 129 |
| Peugeot e-2008 | 128 |
| Volkswagen up! | 111 |
| Hyundai Kona Electric | 91 |
| Citroën ë-C4 | 75 |
Immatricolazioni auto gennaio 2021: top 10 per carrozzeria
Un mare di novità nella classifica delle immatricolazioni auto in Italia a gennaio 2021 per carrozzeria: per quanto riguarda le vetture rivolte alle famiglie troviamo la Volkswagen T-Roc nuova regina tra le crossover al posto della Fiat 500X e il sorpasso della Jeep Renegade ai danni della Jeep Compass tra le fuoristrada. La Mercedes si è invece fatta soffiare due primati da modelli francesi tra le monovolume con la classe B superata dalla Renault Scénic tra le MPV compatte e la classe V rimpiazzata in vetta dalla Peugeot Traveller tra le MPV grandi.
Grandi cambiamenti anche tra le sportive, con la Porsche 911 sorpassata tra le coupé dalla BMW serie 4 e con la variante Cabriolet non più leader tra le scoperte (al suo posto la Fiat 500).

Le 10 auto più vendute in Italia a gennaio 2021 per carrozzeria
Immatricolazioni auto gennaio 2021: le 10 berline più vendute in Italia
| Fiat Panda | 12.162 |
| Toyota Yaris | 4.337 |
| Lancia Ypsilon | 4.048 |
| Citroën C3 | 3.542 |
| Opel Corsa | 3.229 |
| Peugeot 208 | 3.190 |
| Fiat 500 | 2.630 |
| Renault Clio | 2.447 |
| Volkswagen Polo | 2.238 |
| Dacia Sandero | 2.031 |
Immatricolazioni auto gennaio 2021: le 10 crossover più vendute in Italia
| Volkswagen T-Roc | 2.828 |
| Jeep Renegade | 2.797 |
| Fiat 500X | 2.645 |
| Ford Puma | 2.568 |
| Dacia Duster | 2.449 |
| Peugeot 2008 | 2.424 |
| Renault Captur | 2.379 |
| Volkswagen T-Cross | 2.062 |
| Peugeot 3008 | 1.823 |
| Ford EcoSport | 1.613 |
Immatricolazioni auto gennaio 2021: le 10 fuoristrada più vendute in Italia
| Jeep Renegade | 670 |
| Jeep Compass | 590 |
| BMW X1 | 576 |
| BMW X3 | 550 |
| Audi Q3 | 527 |
| Audi Q5 | 454 |
| Alfa Romeo Stelvio | 421 |
| Mini Countryman | 390 |
| Hyundai Tucson | 370 |
| Suzuki Vitara | 361 |
Immatricolazioni auto gennaio 2021: le 10 station wagon più vendute in Italia
| Skoda Octavia Wagon | 619 |
| Ford Focus SW | 610 |
| Audi A4 Avant | 528 |
| Toyota Corolla Touring Sports | 409 |
| BMW serie 3 Touring | 349 |
| Volkswagen Passat Variant | 343 |
| Audi A6 Avant | 302 |
| Fiat Tipo SW | 225 |
| Peugeot 308 SW | 192 |
| Mercedes CLA Shooting Brake | 184 |
Immatricolazioni auto gennaio 2021: la piccola monovolume più venduta in Italia
| Fiat 500L | 1.923 |
Immatricolazioni auto gennaio 2021: le 8 monovolume compatte più vendute in Italia
| Renault Scénic | 254 |
| Mercedes classe B | 198 |
| BMW serie 2 | 114 |
| Dacia Lodgy | 111 |
| Citroën C4 SpaceTourer | 99 |
| Volkswagen Touran | 44 |
| Peugeot 5008 | 2 |
| Nissan Evalia | 1 |
Immatricolazioni auto gennaio 2021: le 10 multispazio più vendute in Italia
| Peugeot Rifter | 152 |
| Dacia Dokker | 109 |
| Ford Tourneo Courier | 84 |
| Citroën Berlingo | 80 |
| Renault Kangoo | 76 |
| Toyota Proace City | 75 |
| Fiat Qubo | 70 |
| Volkswagen Caddy | 60 |
| Opel Combo | 26 |
| Ford Tourneo Connect | 25 |
Immatricolazioni auto gennaio 2021: le 10 monovolume grandi più vendute in Italia
| Peugeot Traveller | 68 |
| Renault Espace | 51 |
| Citroën SpaceTourer | 43 |
| Toyota Proace Verso | 40 |
| Opel Zafira Life | 37 |
| Ford S-Max | 31 |
| Mercedes classe V | 23 |
| Toyota Prius+ | 9 |
| Ford Galaxy | 7 |
| Volkswagen Multivan | 6 |
Immatricolazioni auto gennaio 2021: le 10 coupé più vendute in Italia
| BMW serie 4 | 114 |
| Porsche 911 | 45 |
| Mercedes classe C Coupé | 31 |
| Porsche Taycan | 29 |
| Mercedes classe E Coupé | 28 |
| Jaguar F-Type | 20 |
| Ferrari F8 | 19 |
| Porsche Panamera | 18 |
| Porsche 718 Cayman | 16 |
| Mercedes GT Coupé 4 | 15 |
Immatricolazioni auto gennaio 2021: le 10 cabrio e spider più vendute in Italia
| Fiat 500 | 98 |
| Porsche 911 Cabriolet | 68 |
| BMW Z4 | 48 |
| Mazda MX-5 | 44 |
| Mini Cabrio | 34 |
| Volkswagen T-Roc Cabriolet | 22 |
| Smart EQ fortwo cabrio | 15 |
| Porsche 718 Boxster | 13 |
| Mercedes classe E Cabrio | 13 |
| Lotus Elise | 12 |
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Nissan 370Z Roadster (2011): pregi e difetti della supercar giapponese

La Nissan 370Z Roadster è una supercar scoperta giapponese rivolta a chi cerca il massimo delle prestazioni e non vuole spendere cifre esagerate.
Oggi analizzeremo un esemplare del 2011 della spider nipponica a trazione posteriore nel più ricco allestimento Lev 2, introvabile e con quotazioni (riferite a modelli tenuti in modo maniacale e con pochi chilometri) che si aggirano intorno ai 25.000 euro. Scopriamo insieme i pregi e i difetti della sportiva del Sol Levante.
I pregi della Nissan 370Z Roadster del 2011
Abitabilità
Due posti secchi (ma comodi).
Finitura
Curatissima: assemblaggi precisi e materiali di buona qualità.
Dotazione di serie
L’allestimento Lev 2 della Nissan 370Z Roadster è completo: autoradio Aux Bluetooth, capote in tela apribile elettricamente, cerchi in lega, climatizzatore, cruise control, differenziale autobloccante, fari bixeno, fendinebbia, interni in pelle e sedili regolabili elettricamente e climatizzati.
Posto guida
Perfetto per chi cerca la sportività: posizione di seduta bassissima e sedile avvolgente.
Climatizzazione
Impianto potente impreziosito da originali bocchette esterne integrate nei pannelli porta.
Motore
Il 3.7 V6 Euro 5 a benzina della Nissan 370Z Roadster genera una potenza di 328 CV, una coppia di 363 Nm e ama molto – essendo aspirato – frequentare la zona rossa del contagiri.
Cambio
La trasmissione manuale a sei marce ha una piacevole leva corta ma tende ad impuntarsi quando si guida in modo aggressivo.
Sterzo
Direttissimo e preciso.
Prestazioni
Notevoli: 250 km/h di velocità massima e 5,5 secondi per accelerare da 0 a 100 chilometri orari.
Dotazione di sicurezza
Buona: airbag frontali, laterali e a tendina, controlli di stabilità e trazione e poggiatesta attivi.
Visibilità
La posizione di seduta rasoterra e il cofano chilometrico non aiutano in manovra ma va detto che stiamo parlando di difetti comuni a tutte le sportive di questa categoria.
Freni
Impressionanti: potenti e mai in affanno.
Tenuta di strada
Agile e coinvolgente: attenti a non esagerare, però…
Prezzo
Da nuova nel 2011 la Nissan 370Z Roadster Lev 2 costava 47.500 euro. Oggi è introvabile (più semplice rintracciare esemplari più recenti) e le sue quotazioni – relative a modelli con pochi chilometri – superano di poco quota 25.000 euro. Poco più di una Renault Captur Blue dCi 115 CV Intens appena uscita dal concessionario.
Consumo
8,9 km/l dichiarati: non male per un V6 così potente.

I difetti della Nissan 370Z Roadster del 2011
Capacità bagagliaio
Piccolo anche per una coppia: 140 litri.
Sospensioni
Molto rigide: più da sportiva dura e pura che da Gran Turismo.
Rumorosità
Il motore si fa sentire (e questo è un bene) ma avremmo gradito un abitacolo più insonorizzato per avere un briciolo di comfort acustico nell’uso normale.
Tenuta del valore
Penalizzata dall’assenza di un marchio blasonato sul cofano.
Garanzie
La copertura globale e quella sulla verniciatura sono scadute nel 2014. Ancora valida, fino al 2023, la protezione sulla corrosione.
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Peugeot 208: pneumatici All Season optional sulla Active Pack

La Peugeot 208 Active Pack – la versione più venduta della seconda generazione della piccola francese – è ora ordinabile anche con pneumatici All Season.
Le coperture Goodyear Vector 4 Season Gen-3 – optional a 200 euro – sono acquistabili direttamente dal concessionario sulle quattro motorizzazioni abbinabili all’allestimento Active Pack: due 1.2 tre cilindri a benzina (aspirato da 75 CV e PureTech turbo da 100 CV), un 1.5 turbodiesel BlueHDi da 102 CV e un’unità elettrica da 136 CV.
Peugeot 208 Active Pack: i prezzi
Motori a benzina
- Peugeot 208 PureTech 75 Active Pack 17.800 euro
- Peugeot 208 PureTech 100 Active Pack 19.000 euro
- Peugeot 208 PureTech 100 EAT8 Active Pack 20.800 euro
Motore diesel
- Peugeot 208 BlueHDi Active Pack 20.700 euro
Motore elettrico
- Peugeot e-208 Active Pack 34.650 euro
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Blocco camion 2021: il calendario e le date

L’elenco dei giorni del 2021 nei quali i camion e i mezzi pesanti oltre le 7,5 tonnellate non potranno circolare (salvo deroghe) fuori dai centri abitati è stato stabilito da un decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Di seguito troverete il calendario completo del divieto di circolazione per i mezzi pesanti disposto dal Ministero e relativo al 2021.
2021: i giorni di divieto per i TIR
Gennaio 2021
Venerdì 1 gennaio 2021 dalle 09:00 alle 22:00
Domenica 3 gennaio 2021 dalle 09:00 alle 22:00
Mercoledì 6 gennaio 2021 dalle 09:00 alle 22:00
Domenica 10 gennaio 2021 dalle 09:00 alle 22:00
Domenica 17 gennaio 2021 dalle 09:00 alle 22:00
Domenica 24 gennaio 2021 dalle 09:00 alle 22:00
Domenica 31 gennaio 2021 dalle 09:00 alle 22:00
Febbraio 2021
Domenica 7 febbraio 2021 dalle 09:00 alle 22:00
Domenica 14 febbraio 2021 dalle 09:00 alle 22:00
Domenica 21 febbraio 2021 dalle 09:00 alle 22:00
Domenica 28 febbraio 2021 dalle 09:00 alle 22:00
Marzo 2021
Domenica 7 marzo 2021 dalle 09:00 alle 22:00
Domenica 14 marzo 2021 dalle 09:00 alle 22:00
Domenica 21 marzo 2021 dalle 09:00 alle 22:00
Domenica 28 marzo 2021 dalle 09:00 alle 22:00
Aprile 2021
Venerdì 2 aprile 2021 dalle 14:00 alle 22:00
Sabato 3 aprile 2021 dalle 09:00 alle 16:00
Domenica 4 aprile 2021 dalle 09:00 alle 22:00
Lunedì 5 aprile 2021 dalle 09:00 alle 22:00
Martedì 6 aprile 2021 dalle 09:00 alle 14:00
Domenica 11 aprile 2021 dalle 09:00 alle 22:00
Domenica 18 aprile 2021 dalle 09:00 alle 22:00
Domenica 25 aprile 2021 dalle 09:00 alle 22:00
Maggio 2021
Sabato 1 maggio 2021 dalle 09:00 alle 22:00
Domenica 2 maggio 2021 dalle 09:00 alle 22:00
Domenica 9 maggio 2021 dalle 09:00 alle 22:00
Domenica 16 maggio 2021 dalle 09:00 alle 22:00
Domenica 23 maggio 2021 dalle 09:00 alle 22:00
Domenica 30 maggio 2021 dalle 09:00 alle 22:00
Giugno 2021
Mercoledì 2 giugno 2021 dalle 07:00 alle 22:00
Domenica 6 giugno 2021 dalle 07:00 alle 22:00
Domenica 13 giugno 2021 dalle 07:00 alle 22:00
Domenica 20 giugno 2021 dalle 07:00 alle 22:00
Domenica 27 giugno 2021 dalle 07:00 alle 22:00
Luglio 2021
Sabato 3 luglio 2021 dalle 08:00 alle 16:00
Domenica 4 luglio 2021 dalle 07:00 alle 22:00
Sabato 10 luglio 2021 dalle 08:00 alle 16:00
Domenica 11 luglio 2021 dalle 07:00 alle 22:00
Sabato 17 luglio 2021 dalle 08:00 alle 16:00
Domenica 18 luglio 2021 dalle 07:00 alle 22:00
Venerdì 23 luglio 2021 dalle 16:00 alle 22:00
Sabato 24 luglio 2021 dalle 08:00 alle 16:00
Domenica 25 luglio 2021 dalle 07:00 alle 22:00
Venerdì 30 luglio 2021 dalle 16:00 alle 22:00
Sabato 31 luglio 2021 dalle 08:00 alle 16:00
Agosto 2021
Domenica 1 agosto 2021 dalle 07:00 alle 22:00
Venerdì 6 agosto 2021 dalle 16:00 alle 22:00
Sabato 7 agosto 2021 dalle 08:00 alle 22:00
Domenica 8 agosto 2021 dalle 07:00 alle 22:00
Venerdì 13 agosto 2021 dalle 16:00 alle 22:00
Sabato 14 agosto 2021 dalle 08:00 alle 22:00
Domenica 15 agosto 2021 dalle 07:00 alle 22:00
Sabato 21 agosto 2021 dalle 08:00 alle 16:00
Domenica 22 agosto 2021 dalle 07:00 alle 22:00
Sabato 28 agosto 2021 dalle 08:00 alle 16:00
Domenica 29 agosto 2021 dalle 07:00 alle 22:00
Settembre 2021
Domenica 5 settembre 2021 dalle 07:00 alle 22:00
Domenica 12 settembre 2021 dalle 07:00 alle 22:00
Domenica 19 settembre 2021 dalle 07:00 alle 22:00
Domenica 26 settembre 2021 dalle 07:00 alle 22:00
Ottobre 2021
Domenica 3 ottobre 2021 dalle 09:00 alle 22:00
Domenica 10 ottobre 2021 dalle 09:00 alle 22:00
Domenica 17 ottobre 2021 dalle 09:00 alle 22:00
Domenica 24 ottobre 2021 dalle 09:00 alle 22:00
Domenica 31 ottobre 2021 dalle 09:00 alle 22:00
Novembre 2021
Lunedì 1 novembre 2021 dalle 09:00 alle 22:00
Domenica 7 novembre 2021 dalle 09:00 alle 22:00
Domenica 14 novembre 2021 dalle 09:00 alle 22:00
Domenica 21 novembre 2021 dalle 09:00 alle 22:00
Domenica 28 novembre 2021 dalle 09:00 alle 22:00
Dicembre 2021
Domenica 5 dicembre 2021 dalle 09:00 alle 22:00
Mercoledì 8 dicembre 2021 dalle 09:00 alle 22:00
Domenica 12 dicembre 2021 dalle 09:00 alle 22:00
Domenica 19 dicembre 2021 dalle 09:00 alle 22:00
Sabato 25 dicembre 2021 dalle 09:00 alle 22:00
Domenica 26 dicembre 2021 dalle 09:00 alle 22:00
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Auto elettriche, quali fattori ne influenzano efficienza e consumi?

A quanti è capitato di spulciare le caratteristiche tecniche di un’automobile, di studiare a fondo e confrontare consumi e autonomia, per poi scoprire che raramente corrispondono ai valori indicati dalla casa automobilistica su sito web e opuscoli vari. Certo, grazie ai nuovi test WLTP la situazione è migliorata e i valori di consumo e autonomia dei vari veicoli sono sempre più vicini a quelli reali, ma un minimo di discrepanza. Infatti, per quanto possano essere veritieri, i test non potranno mai tenere in considerazione tutti i fattori che incidono su efficienza e consumi.
Un discorso valido tanto per le auto con motore termico, quando per le auto con motore elettrico. In quest’ultimo caso, se possibile, i fattori che influenzano efficienza e consumi sono ancora maggiori. Ad esempio, l’autonomia di un’auto elettrica è influenzata dalla temperatura esterna molto più di quanto accada con le auto a benzina o diesel. Ma questo è solo uno dei tanti elementi che devono essere tenuti in considerazione quando si vogliono calcolare i consumi di un’auto elettrica. I principali sono quattro: scopriamoli insieme.
Il tragitto
Sembrerà banale dirlo, ma il principale fattore che incide sull’efficienza e i consumi di un’auto elettrica (ma il discorso è valido anche per quelle con motore termico) è la strada che si sceglie di seguire. Maggiore il dislivello che si percorrerà, maggiore il consumo di energia elettrica per mantenere l’auto in movimento. Anche se i sistemi di recupero sono in grado di convertire l’energia dissipata in frenata (in discesa) in carica per le batterie, l’energia impiegata dal motore per scollinare sarà di gran lunga maggiore rispetto a quella necessaria per percorrere un tratto di strada analogo, ma in pianura. Per questo, se programmate una gita fuori porta in montagna, fate bene attenzione a dove potrete fare “il pieno” di elettricità: eviterete così di ritrovarvi con le batterie completamente scariche a metà strada.
Lo stile di guida
Lo stile di guida è un altro fattore da tenere in grande considerazione quando si parla di efficienza e consumi di un’auto elettrica. Se, ad esempio, si ha un piede piuttosto “pesante” e si viaggia sempre a tavoletta, la carica della batteria è destinata a durare molto meno di quanto previsto dai test condotti dal produttore del veicolo. Discorso simile nel caso in cui si ha una guida molto sportiva, caratterizzata da improvvise accelerazioni e decelerazioni drastiche.
Temperatura e meteo
Anche se non tutti ne sono a conoscenza, le batterie agli ioni di litio (come quelle dello smartphone o della fotocamera digitale) funzionano regolarmente in un range di temperatura ben preciso. Se la colonnina di mercurio sale troppo in alto o troppo in basso, la carica scenderà molto rapidamente. In alcuni casi, addirittura, l’autonomia del veicolo potrebbe ridursi drasticamente e potremmo essere costretti a collegare l’auto alla colonnina molto più spesso di quanto preventivato.
Il carico del veicolo
Il quarto e ultimo fatto è il peso. I test delle case automobilistiche vengono effettuate con un carico “standard”, ma se si viaggia con il bagagliaio pieno di oggetti particolarmente pesanti, il powertrain sarà costretto a erogare molta più potenza per mantenere velocità elevate (o anche per ripartire da fermo). Per questo, è sempre consigliabile non esagerare con il carico del veicolo, altrimenti si sarà costretti a programmare qualche sosta in più del solito.
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Gomme, perché è utile misurare lo spessore del battistrada

Gli pneumatici sono fondamentali perché sono l’unico punto di contatto tra il veicolo e il manto stradale. La parte della gomma che aderisce al terreno è quella che chiamiamo battistrada. Quest’ultimo deve essere abbastanza profondo, per evitare che l’auto perda trazione e che i tempi di frenata del veicolo si allunghino troppo.
È difficile controllare l’auto in caso di pioggia; se le scanalature del battistrada sono basse, è più frequente anche il fenomeno dell’aquaplaning. Attenzione quindi alla misurazione dello spessore del battistrada, per viaggiare sempre in sicurezza.
Spessore del battistrada
Una gomma nuova ha circa 8/9 millimetri di battistrada, che col tempo e l’utilizzo, chiaramente si usura e consuma. Lo pneumatico perde aderenza con una profondità del battistrada inferiore a 1.6 millimetri, in questo caso infatti il controllo del mezzo diminuisce e aumenta invece lo spazio di frenata, la guida può diventare molto pericolosa e oltretutto si rischia anche una multa salata.
Raccomandiamo quindi di controllare regolarmente le gomme dell’auto, oltre a ridurre la velocità quando si percorrono strade bagnate o innevate, in cui le prestazioni di frenata diminuiscono progressivamente e il rischio di aquaplaning aumenta.
Cosa sono gli indicatori di usura del battistrada
Le gomme dell’auto presentano degli indicatori di usura del battistrada, i tasselli, che sono distanziati uniformemente lungo le scanalature principali. Lo pneumatico deve essere sostituito se i tasselli sono a filo con il battistrada, perché non è più idoneo alla guida.
Come misurare lo spessore del battistrada con un calibro
Per misurare lo spessore del battistrada delle gomme, è possibile usare un calibro. Basta inserire la barra della sonda nella scanalatura e portare le due spalle a filo con il battistrada. Per vedere il valore (la misura), controlla ovviamente la parte superiore del tuo strumento, altrimenti puoi anche usare un righellino.
Un’alternativa al calibro? Le monete da un euro. Puoi inserirne una nella scanalatura della gomma; la corona dorata non deve assolutamente sporgere oltre il battistrada, altrimenti significa che bisogna considerare la sostituzione dello pneumatico.
Attenzione: ricorda che il battistrada potrebbe anche consumarsi in maniera non uniforme, soprattutto se la ruota è fuori assetto. Per questo è necessario misurarlo in più punti, concentrandosi ad esempio sulle parti più consumate. Bisogna sempre considerare lo spessore più basso rilevato. Se non hai strumenti idonei alla misurazione oppure non sei sicuro di fare un buon lavoro da solo, allora porta l’auto in un centro di assistenza specializzato.
I danni alle gomme auto
Nel momento in cui misuri lo spessore del battistrada delle gomme, ricordati di controllare che non siano presenti fenomeni di coppettazione o scalloping (frange), dei difetti che provocano la formazione di bordi rialzati o di usura diversa tra la spalla e il centro degli pneumatici. Questi danneggiamenti possono indicare la perdita di assetto o altri problemi all’auto, che deve quindi essere controllata da un professionista.
Attenzione: le gomme non devono presentare dei rigonfiamenti nel battistrada o sul fianco.
Riassumendo:
- gli indicatori di usura del battistrada sono a distanza uniforme nelle scanalature principali del battistrada. Lo pneumatico deve essere sostituito se questi elementi sono in linea con il livello del battistrada;
- si può usare anche un profondimetro per misurare il battistrada, inserendo la barra nella scanalatura e premendo le spalle in linea con il battistrada, per poter vedere la misurazione;
- un altro metodo molto semplice è il controllo della profondità con una moneta da un euro; il bordo dorato non deve uscire dal battistrada, altrimenti significa che è meglio sostituire la gomma, perché la profondità è arrivata sotto i 3 mm.
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Autovelox del rumore, che cosa sono? Esistono in Italia?

Da molti mesi, anche in Italia, si sente parlare di autovelox del rumore, una dispositivo in grado di misurare i decibel emessi da un veicolo. In qualche nazione europea questo strumento è in fase di sperimentazione da diverso tempo, mentre nel nostro Paese ancora non ce n’è traccia, nonostante sia in ballo una riforma del Codice della strada. Andiamo a scoprire cos’è un autovelox del rumore e cosa si rischia quando si viene rilevati da questo dispositivo.
Cos’è l’autovelox del rumore
L’autovelox del rumore, chiamato anche radar, è un dispositivo che misura i decibel sprigionati da un veicolo: si tratta di un sistema del tutto simile a quello degli autovelox che rilevano la velocità di auto e moto solo che questo è stato concepito e progettato appositamente per il rumore.
L’apparecchio è costituito da quattro microfoni che misurano i decibel dei veicoli ogni decimo di secondo: così facendo riescono a individuare il punto da cui proviene il suono e capire se eccede o no i livelli di rumore consentiti dal Codice della strada.
Come funziona l’autovelox del rumore
Il funzionamento dell’autovelox del rumore è simile a quello degli autovelox tradizionali. Quando passa un veicolo, il dispositivo registra in un computer una scia acustica formata da puntini dietro la sorgente del rumore. Una volta individuata l’auto o la moto che emette un rumore superiore al consentito, la multa scatta in automatico.
L’autovelox del rumore e l’Italia
Nonostante sia stato già testato in alcuni Paesi europei, in Italia ancora non esiste alcun autovelox del rumore. La mancanza di questo dispositivo, comunque, non permette agli utenti della strada di poter emettere rumori senza alcuna conseguenza, sia viaggiando a bordo di un’automobile che di una moto.
Secondo il Codice della strada, infatti, non è consentito né guidare in modo troppo rumoroso, né truccare il sistema silenziatore del motore o della marmitta. Le multe per i trasgressori vanno da un minimo di 42 euro fino a un massimo di 173 euro. Vanno incontro alle stesse sanzioni anche tutti quegli automobilisti che viaggiano con la musica o la radio a un volume troppo alto.
Dove sono stati testati gli autovelox del rumore
Gli autovelox del rumore sono stati testati in via sperimentale in alcuni Paesi europei. In Francia il dispositivo è chiamato Méduse e la sperimentazione è avvenuta sia in città di provincia che nel centro di Parigi. Sul suolo transalpino, l’autovelox del rumore è stato collegato alle telecamere a circuito chiuso delle centrali di polizia, così da inviare automaticamente le multe ai trasgressori. L’obiettivo dei test è quello di eliminare o mitigare l’inquinamento acustico, un elemento ritenuto dannoso per la salute dei cittadini. Alcuni test sono stati effettuati anche in Gran Bretagna, da parte della Segreteria ai Trasporti della città di Londra per aiutare la Polizia sovraccarica di compiti.
Cosa cambia con l’autovelox del rumore
L’introduzione in Italia degli autovelox del rumore aiuterebbe a combattere l’inquinamento acustico, fattore di stress tanto nelle grandi città quanto nei piccoli centri abitati. Il Codice della strada parla chiaro e punisce chi fa troppo rumore a bordo della propria automobile oppure in sella ad una moto o ad uno scooter, a patto che venga individuato e fermato.
Con l’autovelox del rumore, invece, le multe arriverebbero in automatico. Nessun utente della strada potrebbe pensare di passarla liscia, perché il radar acustico è in grado di rilevare in maniera autonoma il rumore in accesso, procedendo a multare i trasgressori. Questo strumento rappresenterebbe un grande aiuto per gli agenti di polizia e per le orecchie dei cittadini che vogliono solo passeggiare, leggere o guardare un film senza essere disturbati da rumori molesti.
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Auto ferma in autostrada: cosa bisogna fare e chi bisogna chiamare

Ogni automobilista vorrebbe evitare la pessima esperienza di trovarsi con l’auto ferma in autostrada, anche se purtroppo può capitare. In questi casi bisogna sapere cosa fare, senza andare nel panico. Oltre ad avere il problema meccanico infatti è necessario gestire l’emergenza e evitare situazioni di pericolo, quindi bisogna chiedere soccorso immediatamente a chi di dovere.
Chiaramente rimanere fermi in autostrada è più pericoloso per via dell’alta velocità a cui viaggiano tutti i veicoli e per il traffico, condizioni differenti rispetto alla viabilità sulle strade normali. La prima cosa da fare in caso di guasto all’auto in autostrada è senza dubbio accostare e segnalare la presenza della vettura ferma su strada, mettendo il triangolo e indossando il giubbetto. Contattate immediatamente i soccorsi stradali.
Se l’auto è ferma, non tentate di riparazioni improvvisate, potrebbe essere davvero pericoloso, a causa dell’esposizione al traffico autostradale. Sarebbe importante riuscire a raggiungere una piazzola di sosta, che rimane sicuramente più protetta e che offre più spazio per le manovre al soccorritore.
Cosa fare se l’auto si ferma in autostrada
Come abbiamo detto, se l’auto lo consente ed è possibile guidare lentamente, senza creare pericoli per la circolazione, sarebbe bene raggiungere una piazzola di sosta. Altrimenti bisogna fermarsi sulla corsia d’emergenza, accostando il più possibile a destra. Cercate sempre di evitare pericolose posizioni in curva e segnalate la vostra presenza accendendo le quattro frecce. Indossate immediatamente il gilet catarifrangente prima di scendere dal mezzo.
Una volta scesi dall’auto, correte sul lato del guardrail, posizionate il triangolo che, secondo il Codice delle Strada, deve essere collocato ad almeno 100 m dal veicolo. Ricordate che la sosta sulle corsie dell’autostrada è chiaramente vietata (oltre che molto pericolosa) e che l’auto deve quindi essere rimossa quanto prima.
Chiamate il soccorso stradale autorizzato, che ha tutto ciò che serve per gli interventi in autostrada. Se il mezzo ingombra la carreggiata o si possono verificare sinistri o situazioni di pericolo, per esempio per la perdita di pezzi o di olio e simili, allora bisogna avvisare anche la Polizia Stradale, chiamando il 112 o usando le colonnine SOS.
Auto ferma in autostrada per un guasto: cosa fare
Ecco riassunti tutti i passaggi da seguire:
- accendere le lucidi emergenza (le quattro frecce);
- spostare l’auto nella corsia d’emergenza o nelle piazzole;
- indossare il giubbotto catarifrangente;
- posizionare il triangolo a 100 m dall’auto;
- se non si può spostare l’auto, allora scendere e spostarsi in un luogo sicuro, facendo attenzione alle altre auto;
- chiamare il soccorso stradale comunicando la posizione e attendere il suo arrivo.
Chi chiamare in caso di auto in panne in autostrada
Se la vostra auto si ferma in autostrada, è necessario chiamare il pronto intervento meccanico, che manda il carro attrezzi. Attenzione: verificate subito se l’assicurazione comprende anche il servizio di traino, in questo caso il contratto assicurativo indica le istruzioni per ottenere soccorso e i numeri telefonici da chiamare.
Altrimenti si può contattare il soccorso stradale ACI all’803 116. Non fate errori e non fatevi prendere dall’ansia, comunicate la posizione esatta in cui vi trovate fermi in autostrada con un guasto alla macchina. Fate affidamento sui segnali di progressiva ettometrica che potete trovare sul lato sinistro della carreggiata oppure usate il vostro smartphone, inviando le coordinate con il GPS.
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