Immatricolazioni auto febbraio 2021: tutti i dati e le classifiche

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Le immatricolazioni auto in Italia continuano a calare: a febbraio 2021 le vendite sono scese (- 12,34%: da 163.124 a 142.998 vetture nuove targate) rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Tra le “big” gli unici risultati positivi sono arrivati da Toyota (+ 5,63%) e Citroën (+ 2,61%).

Di seguito troverete tutti i dati sulle immatricolazioni auto in Italia a febbraio 2021: le classifiche dei 10 modelli più venduti, delle Case più amate e dei 10 veicoli più acquistati in base al segmento, all’alimentazione e alla carrozzeria.

Immatricolazioni auto febbraio 2021: i 10 modelli più venduti in Italia

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La Fiat Panda mantiene lo scettro di auto più venduta in Italia anche a febbraio 2021, seguita dalla Lancia Ypsilon e dalla Ford Puma (che ha soffiato il podio alla Toyota Yaris).

Per quanto riguarda la “top ten” segnaliamo l’ingresso della Renault Clio e della Fiat 500X al posto della Volkswagen T-Roc e della Dacia Duster.

Le 10 auto più vendute in Italia a febbraio 2021
Fiat Panda 13.492
Lancia Ypsilon 3.866
Ford Puma 3.855
Toyota Yaris 3.741
Citroën C3 3.735
Opel Corsa 3.550
Renault Clio 3.458
Jeep Renegade 3.406
Fiat 500X 3.345
Fiat 500 3.218

Immatricolazioni auto febbraio 2021: la classifica delle Case più amate in Italia

febbraio 2021 non si sono registrati grossi cambiamenti relativi alle immatricolazioni auto relative alle Case: il podio è sempre occupato da FiatVolkswagenPeugeot e l’unica novità riguardante le prime dieci posizioni è arrivata dall’Audi che ha tolto il posto in “top ten” alla BMW.

Le Case più vendute in Italia a febbraio 2021
Fiat 22.769 (- 18,16%)
Volkswagen 10.969 (- 32,35%)
Peugeot 10.671 (- 1,40%)
Ford 9.623 (- 10,84%)
Citroën 8.243 (+ 2,61%)
Toyota 7.969 (+ 5,63%)
Opel 6.671 (- 4,44%)
Renault 6.577 (- 33,46%)
Jeep 5.601 (- 0,90%)
Audi 5.554 (- 5,04%)
Suzuki 4.955 (+ 54,36%)
BMW 4.922 (- 4,28%)
Dacia 4.508 (+ 5,33%)
Mercedes 3.875 (- 19,22%)
Lancia 3.866 (- 35,00%)
Kia 3.723 (- 18,28%)
Hyundai 3.611 (+ 1,38%)
Skoda 2.823 (+ 0,36%)
Nissan 2.764 (- 25,58%)
Seat 1.972 (- 31,67%)
Volvo 1.742 (+ 23,37%)
Mini 1.428 (- 20,53%)
Mazda 1.195 (+ 14,79%)
Land Rover 932 (- 19,72%)
Alfa Romeo 865 (- 54,57%)
Honda 652 (- 14,44%)
DR 620 (+ 188,37%)
Smart 601 (+ 81,02%)
Porsche 545 (- 14,31%)
Lexus 492 (- 11,67%)
Altre 382 (+ 809,50%)
Mitsubishi 361 (- 35,77%)
DS 361 (- 47,76%)
Jaguar 303 (- 30,66%)
Tesla 281 (+ 8,91%)
Subaru 187 (- 31,75%)
Maserati 106 (- 30,72%)
Ssangyong 71 (- 48,18%)
Great Wall 64 (+ 481,82%)
Mahindra 59 (- 62,18%)
Ferrari 54 (+ 14,89%)
Lamborghini 30 (0,00%)
Aston Martin 1 (- 75,00%)

Immatricolazioni auto febbraio 2021: top 10 per segmento

La Lancia Ypsilon nuova regina tra le “B” al posto della Toyota Yaris e l’Audi A6 che ha tolto il primato tra le “E” alla Mercedes GLE: sono queste le uniche due novità che hanno riguardato a febbraio 2021 la classifica delle immatricolazioni auto relativa ai segmenti.

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Le 10 auto più vendute in Italia a febbraio 2021 per segmento
Immatricolazioni auto febbraio 2021: le 10 “segmento A” più vendute in Italia
Fiat Panda 13.492
Fiat 500 3.218
Suzuki Ignis 1.806
Toyota Aygo 1.335
Kia Picanto 1.246
Hyundai i10 1.084
Citroën C1 1.074
Peugeot 108 711
Volkswagen up! 636
Renault Twingo 618
Immatricolazioni auto febbraio 2021: le 10 “segmento B” più vendute in Italia
Lancia Ypsilon 3.866
Ford Puma 3.855
Toyota Yaris 3.741
Citroën C3 3.735
Opel Corsa 3.550
Renault Clio 3.458
Peugeot 208 3.207
Peugeot 2008 2.954
Dacia Sandero 2.267
Volkswagen T-Cross 2.189
Immatricolazioni auto febbraio 2021: le 10 “segmento C” più vendute in Italia
Jeep Renegade 3.406
Fiat 500X 3.345
Volkswagen T-Roc 2.467
Peugeot 3008 2.348
Dacia Duster 2.259
Jeep Compass 2.179
Fiat Tipo 1.948
Hyundai Tucson 1.393
Volkswagen Golf 1.290
Nissan Qashqai 1.254
Immatricolazioni auto febbraio 2021: le 10 “segmento D” più vendute in Italia
Volkswagen Tiguan 1.881
Ford Kuga 1.551
BMW X1 1.506
Audi Q3 1.444
Skoda Octavia 852
Toyota RAV4 698
Mercedes GLA 560
Audi A4 514
Alfa Romeo Stelvio 490
Land Rover Range Rover Evoque 483
Immatricolazioni auto febbraio 2021: le 10 “segmento E” più vendute in Italia
Audi A6 418
Mercedes GLE 293
Audi Q8 187
Mercedes GLE Coupé 178
BMW X5 172
BMW serie 5 170
Mercedes classe E 148
Porsche Cayenne 141
Land Rover Range Rover Sport 128
BMW X6 114
Immatricolazioni auto febbraio 2021: le 10 “segmento F” più vendute in Italia
Porsche 911 120
Mercedes classe S 38
Porsche Panamera 38
Maserati Ghibli 29
Porsche Taycan 19
Ferrari F8 19
BMW serie 8 17
Ferrari Roma 15
Lamborghini Huracán 14
Lamborghini Urus 14

Immatricolazioni auto febbraio 2021: top 10 per alimentazione

Il mese di febbraio 2021 ha portato tante modifiche alla classifica delle immatricolazioni auto per alimentazione: la Peugeot 3008 ha superato la Jeep Renegade ed è diventata l’auto diesel più amata dagli italiani mentre la Jeep Compass è la nuova regina delle ibride plug-in al posto della Volvo XC40.

Passando al gas troviamo la Dacia Sandero che ha tolto alla Duster lo scettro tra le vetture a GPL e la Volkswagen Polo leader tra i mezzi a metano (categoria che il mese scorso vedeva in prima posizione la Seat Arona).

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Le 10 auto più vendute in Italia a febbraio 2021 per alimentazione
Immatricolazioni auto febbraio 2021: i 10 modelli a benzina più venduti in Italia
Fiat Panda 3.602
Citroën C3 3.185
Opel Corsa 2.867
Peugeot 208 2.490
Volkswagen T-Cross 2.127
Volkswagen T-Roc 1.944
Fiat 500X 1.722
Peugeot 2008 1.671
Toyota Aygo 1.335
Jeep Renegade 1.274
Immatricolazioni auto febbraio 2021: i 10 modelli diesel più venduti in Italia
Peugeot 3008 1.943
Jeep Renegade 1.642
Fiat 500X 1.622
Fiat Tipo 1.394
Volkswagen Tiguan 1.274
Jeep Compass 1.205
Audi Q3 1.179
Peugeot 2008 1.120
BMW X1 1.082
Ford Kuga 1.039
Immatricolazioni auto febbraio 2021: le 10 ibride più vendute in Italia
Fiat Panda 9.155
Lancia Ypsilon 3.456
Toyota Yaris 3.393
Ford Puma 2.848
Fiat 500 2.392
Suzuki Swift 2.107
Suzuki Ignis 1.805
Renault Clio 1.239
Toyota C-HR 1.234
Hyundai Tucson 1.131
Immatricolazioni auto febbraio 2021: le 10 ibride plug-in più vendute in Italia
Jeep Compass 648
Renault Captur 589
Volvo XC40 533
Jeep Renegade 490
BMW X1 299
Peugeot 3008 257
Mercedes GLE 174
Mini Countryman 162
Volkswagen Golf 144
Volvo XC60 125
Immatricolazioni auto febbraio 2021: i 10 modelli a GPL più venduti in Italia
Dacia Sandero 1.511
Dacia Duster 1.431
Renault Clio 1.270
Fiat Panda 382
Ford Fiesta 351
Kia Picanto 306
Kia Stonic 289
Kia Sportage 259
Lancia Ypsilon 254
Hyundai i10 192
Immatricolazioni auto febbraio 2021: i 10 modelli a metano più venduti in Italia
Volkswagen Polo 698
Seat Arona 685
Skoda Kamiq 507
Fiat Panda 352
Seat Ibiza 274
Volkswagen Golf 235
Skoda Octavia 222
Volkswagen up! 184
Audi A3 97
Skoda Scala 55
Immatricolazioni auto febbraio 2021: le 10 elettriche più vendute in Italia
Fiat Nuova 500 583
Smart EQ fortwo 545
Renault Twingo Electric 386
Renault Zoe 296
Tesla Model 3 278
Peugeot e-208 184
Peugeot e-2008 163
Opel Corsa-e 157
Nissan Leaf 142
Hyundai Kona Electric 134

Immatricolazioni auto febbraio 2021: top 10 per carrozzeria

I cambiamenti riguardanti la classifica delle immatricolazioni auto di febbraio 2021 per carrozzeria hanno coinvolto le vetture rivolte alle famiglie: la Ford Puma è diventata la nuova leader tra le crossover al posto della Volkswagen T-Roc mentre tra le fuoristrada la Jeep Compass ha tolto lo scettro alla Renegade.

La Fiat Tipo SW ha superato la Skoda Octavia Wagon e si è issata in testa alla graduatoria delle station wagon più vendute in Italia mentre passando alle monovolume troviamo la Citroën C4 SpaceTourer prima tra le MPV compatte al posto della Renault Scénic e la Opel Zafira Life che ha superato la Peugeot Traveller tra le “grandi”.

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Le 10 auto più vendute in Italia a febbraio 2021 per carrozzeria
Immatricolazioni auto febbraio 2021: le 10 berline più vendute in Italia
Fiat Panda 13.492
Lancia Ypsilon 3.866
Toyota Yaris 3.741
Citroën C3 3.735
Opel Corsa 3.550
Renault Clio 3.458
Peugeot 208 3.207
Fiat 500 3.022
Dacia Sandero 2.267
Ford Fiesta 2.162
Immatricolazioni auto febbraio 2021: le 10 crossover più vendute in Italia
Ford Puma 3.855
Fiat 500X 3.344
Peugeot 2008 2.954
Jeep Renegade 2.875
Peugeot 3008 2.265
Volkswagen T-Roc 2.230
Volkswagen T-Cross 2.189
Citroën C3 Aircross 2.160
Dacia Duster 1.923
Opel Crossland 1.783
Immatricolazioni auto febbraio 2021: le 10 fuoristrada più vendute in Italia
Jeep Compass 863
Hyundai Tucson 649
BMW X1 574
Jeep Renegade 531
Land Rover Range Rover Evoque 482
Suzuki Vitara 462
Audi Q5 452
Audi Q3 446
BMW X3 435
Mercedes GLC 383
Immatricolazioni auto febbraio 2021: le 10 station wagon più vendute in Italia
Fiat Tipo SW 972
Skoda Octavia Wagon 791
Peugeot 308 SW 535
Audi A4 Avant 501
Toyota Corolla Touring Sports 483
Audi A6 Avant 352
BMW serie 3 Touring 347
Ford Focus SW 285
Renault Mégane Sporter 236
Volkswagen Passat Variant 220
Immatricolazioni auto febbraio 2021: la piccola monovolume più venduta in Italia
Fiat 500L 761
Immatricolazioni auto febbraio 2021: le 10 multispazio più vendute in Italia
Peugeot Rifter 175
Citroën Berlingo 147
Toyota Proace City 117
Volkswagen Caddy 108
Fiat Qubo 106
Ford Tourneo Courier 79
Opel Combo 50
Dacia Dokker 35
Ford Tourneo Connect 30
Renault Kangoo 28
Immatricolazioni auto febbraio 2021: le 9 monovolume compatte più vendute in Italia
Citroën C4 SpaceTourer 171
Mercedes classe B 145
BMW serie 2 106
Dacia Lodgy 49
Renault Scénic 40
Volkswagen Touran 30
Peugeot 5008 3
Nissan Evalia 1
Opel Zafira 1
Immatricolazioni auto febbraio 2021: le 10 cabrio e spider più vendute in Italia
Fiat 500 196
Volkswagen T-Roc Cabriolet 121
Mini Cabrio 63
Porsche 911 Cabriolet 61
BMW Z4 60
Mazda MX-5 59
Smart EQ fortwo cabrio 22
Mercedes classe E Cabrio 16
Porsche 718 Boxster 11
Audi A5 Cabrio 11
Immatricolazioni auto febbraio 2021: le 10 coupé più vendute in Italia
BMW serie 4 84
Porsche 911 59
Porsche Panamera 38
Mercedes classe C Coupé 34
Porsche Taycan 19
Mercedes classe E Coupé 19
Porsche 718 Cayman 15
Ferrari Roma 15
Audi A7 13
Jaguar F-Type 12
Immatricolazioni auto febbraio 2021: le 10 monovolume grandi più vendute in Italia
Opel Zafira Life 91
Peugeot Traveller 71
Citroën SpaceTourer 64
Toyota Proace Verso 58
Mercedes classe V 26
Ford S-Max 20
Renault Espace 19
Volkswagen Multivan 13
Opel Vivaro Life 12
Toyota Prius+ 9

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Chi sono gli utenti vulnerabili della strada e cosa sapere

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Guidare un’auto o qualsiasi altro veicolo comporta chiaramente il rispetto delle regole che, in Italia, ritroviamo nel Codice della Strada, utili per guidare in sicurezza, sia per se stessi che per gli altri utenti della strada. Già nel 2020 erano state introdotte alcune novità per quanto riguarda, ad esempio, l’utilizzo del cellulare alla guida. Con il 2021 sono entrate in vigore altre regole, tra cui anche quelle sulla categoria degli utenti vulnerabili. Vediamo di che cosa si tratta e cosa bisogna sapere.

Le novità del Codice della Strada 2021

Dal 1° gennaio 2021 è entrato in vigore il nuovo Codice della Strada, introducendo una categoria definita degli “utenti vulnerabili”. Chi sono? Tutti i soggetti più a rischio come i pedoni, i ciclisti, i conducenti di ciclomotori e motocicli e i soggetti disabili. Nei loro confronti, sono state previste differenti nuove misure che mirano ad agevolare loro gli spostamenti e ridurre i disagi.

Non è tutto: per il 2021 diminuiscono gli importi delle sanzioni più alte, quelle che prevedono il versamento di una somma che supera i 250 euro. Per queste multe infatti è prevista una diminuzione dello 0,2% grazie all’adeguamento dell’inflazione.

Gli utenti vulnerabili nel Codice della Strada

Questi utenti sono i soggetti più esposti a rischi su strada e quindi, come abbiamo già anticipato, si tratta di:

  • persone con disabilità;
  • pedoni;
  • ciclisti;
  • conducenti di ciclomotori e motocicli.

Pedoni e disabili sono quelli maggiormente in difficoltà in queste determinate situazioni:

  • marciapiedi troppo alti;
  • difficoltà con passeggini e carrozzine;
  • difficoltà con auto parcheggiate sui marciapiedi o con veicoli che ostruiscono ogni altro passaggio.

È questo il motivo per cui il Codice della Strada prevede che gli attraversamenti pedonali potranno essere rialzati a filo del marciapiede. Le strisce devono essere anche ritinteggiate per aumentarne la visibilità. Attenzione: da quest’anno sulle strisce i pedoni avranno sempre la precedenza rispetto ai veicoli, mentre fino all’anno scorso avevano il diritto alla precedenza solo dopo aver iniziato a impegnare le strisce.

Dopo l’omologazione del contrassegno auto per i disabili, che permette l’accesso ai parcheggi riservati e, in alcuni casi, a strade pedonali, sarà consentito alle motocarrozzette di circolare anche sulle piste ciclabili. Sono anche previste delle sanzioni più dure a tutti coloro che si permettono di posteggiare sulle aree riservate senza averne diritto.

Si è parlato molto anche della possibilità di introdurre dei parcheggi riservati alle donne in gravidanza o neo mamme con bambini fino a due anni; chiaramente anche in questo caso servirebbe un apposito contrassegno (rosa) da esporre sul parabrezza.

Attenzione a non sostare abusivamente negli spazi che servono per la ricarica dei veicoli elettrici senza usufruire del servizio. Forse non tutti ancora lo sanno, ma l’azione è grave, perché toglie la possibilità di fare rifornimento di energia a chi ne ha realmente bisogno. Per questo è un comportamento punito con una multa e la decurtazione di 2 punti della patente.

Oltra ad alzare gli attraversamenti pedonali (strisce) a livello del marciapiede, si prevede addirittura la scelta di vernici colorate o dispositivi di segnalazione luminosa o anche sensori di pericolo in grado di attivarsi al passaggio dei pedoni, per aumentare la sicurezza di questi utenti vulnerabili. Le strisce pedonali insomma devono essere più facilmente individuabili da chiunque viaggi in auto o su un altro veicolo.

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La Toyota Yaris è l’Auto dell’Anno 2021

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La Toyota Yaris ha vinto il premio Auto dell’Anno 2021: la quarta generazione della piccola giapponese – disponibile a trazione anterioreintegrale – si è aggiudicata il riconoscimento più prestigioso in campo europeo davanti alla Fiat Nuova 500 e alla Cupra Formentor.

Si tratta del secondo successo per la “segmento B” nipponica (già vincitrice nel 2000 con la prima serie e capace di arrivare in finale quattro volte su quattro) e del ritorno sul gradino più alto del podio di una vettura asiatica dieci anni dopo la Nissan Leaf.

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La Toyota Yaris – offerta a tre o a cinque porte e con la trazione anterioreintegrale – ha conquistato la giuria dell’Auto dell’Anno 2021 (composta da 59 giornalisti in rappresentanza di 22 Paesi europei) grazie a una gamma composta da tre versioni adatte a qualsiasi esigenza: la 1.0 per chi cerca una piccola di sostanza, la Hybrid per chi vuole consumare poco e la sportivissima GR a quattro ruote motrici per gli amanti delle prestazioni.

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Auto dell’Anno 2021: la classifica completa
Toyota Yaris 266 punti
Fiat Nuova 500 240 punti
Cupra Formentor 239 punti
Volkswagen ID.3 224 punti
Skoda Octavia 199 punti
Land Rover Defender 164 punti
Citroën C4 143 punti

Toyota Yaris: i prezzi e i motori

La quarta serie della Toyota Yaris – la piccola più amata dagli italiani – è già in vendita a prezzi compresi tra 17.700 e 39.900 euro. La gamma motori è composta da tre unità a tre cilindri: due benzina (1.0 da 72 CV e 1.6 Turbo da 261 CV) e un 1.5 ibrido benzina Hybrid da 116 CV.

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Certificato di conformità auto: che cos’è e a che cosa serve?

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Tra i documenti obbligatori per la Legge italiana c’è anche il certificato di conformità dell’auto, cerchiamo di capire di che cosa si tratta e quando è assolutamente indispensabile. Innanzitutto serve a tutti coloro che decidono di comprare un’auto all’estero e devono quindi provvedere all’immatricolazione in Italia.

Il Certificato di conformità europeo è quindi il documento ufficiale che serve per l’immatricolazione all’interno dei confini nazionali. Non è quindi una carta accessoria ma assolutamente indispensabile, un vero obbligo di Legge.

Che cos’è il certificato di conformità?

Come dice il nome stesso, è il documento che serve per attestare la conformità di un veicolo comprato nell’Unione Europea rispetto alle disposizioni dettate dalla Legge in vigore in Italia. A causa delle differenti legislazioni nei vari Paesi europei in materia di mobilità, non è un passaggio così semplice e scontato; per questo l’UE ha creato una piattaforma comune con l’obiettivo di armonizzare le varie normative nazionali. Stiamo parlando in particolare della direttiva 2007/46/CE che indica le regole in materia di omologazione dei veicoli. Il certificato di conformità dell’auto è valido e può essere rilasciato solo se contiene alcune informazioni essenziali sulle caratteristiche del mezzo. Si basa sul numero di omologazione europea composto da 4 gruppi di caratteri alfanumerici:

  • il primo indica lo Stato membro concedente;
  • il secondo richiama la direttiva di riferimento dell’Unione Europea;
  • il terzo fa riferimento al numero di base dell’omologazione e gli eventuali aggiornamenti;
  • il quarto rinvia al codice nazionale di immatricolazione.

A che cosa serve questo documento?

Si tratta di un certificato volto ad attestare la proprietà del veicolo da parte della concessionaria prima dell’immatricolazione. Il proprietario dell’auto ne ha bisogno per poter in seguito:

  • importare un veicolo in Italia e immatricolato all’estero;
  • esportare un mezzo dall’Italia e immatricolato in Italia;
  • esportare un veicolo da un Paese europeo in un altro Paese europeo.

Se il veicolo è stato immatricolato per la prima volta in un Paese diverso da quelli che fanno parte dell’UE, allora il produttore non può rilasciare il certificato di conformità auto, perché purtroppo potrebbe anche non essere conforme alle norme comunitarie e quindi non avere il numero di omologazione europea obbligatorio per Legge. Succede ad esempio per le macchine che sono state costruite negli Stati Uniti o in Canada, in Giappone, in Cina, in Russia o in un altro Paese asiatico. Il certificato di conformità di un’auto può essere rilasciato dal concessionario, dalla Motorizzazione Civile oppure ci sono diversi siti internet che offrono questo servizio. Quanto costa questo documento? Può avere un prezzo di poche di decine di euro ma anche superare 200 euro per chi fa tutto online.

Come chiedere il duplicato del certificato di conformità dell’auto

È il costruttore dell’auto ad avere l’autorizzazione per rilasciare il duplicato del certificato di conformità auto. Cosa serve per farne la richiesta:

  • la carta di circolazione;
  • il modulo di domanda al costruttore compilato;
  • il pagamento eseguito online.

Le Case auto consentono di concludere l’operazione in pochi click, con il pagamento online tramite carta di credito. Il prezzo del certificato cambia a seconda del modello, della marca e dell’anno di prima immatricolazione. Anche i tempi per ottenere il certificato di conformità variano, e lo fanno in base al Paese europeo di costruzione. In genere comunque servono dai 3 ai 5 giorni lavorativi.

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Riduzione delle sanzioni: cos’è cambiato nel Codice della Strada 2021

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A partire dal 1° gennaio 2021 è entrato in vigore il nuovo Codice della Strada, la novità più importante che è stata introdotta quest’anno è relativa alla creazione della categoria che è stata definita quella degli utenti vulnerabili. Chi sono? Si tratta dei soggetti che vengono ritenuti maggiormente a rischio nella circolazione stradale, e quindi parliamo dei pedoni, dei ciclisti, dei conducenti di motocicli e ciclomotori e dei disabili.

È in effetti una categoria di utenti molto ampia, che senza alcun dubbio coinvolge moltissimi soggetti e per i quali quindi, a partire da quest’anno, è prevista una serie di nuove misure a tutela, che agevolino gli spostamenti e riducano i disagi legati alla circolazione.

Non è tutto, un altro aspetto molto importante di cui si è tanto parlato e che gli automobilisti stanno cercando di comprendere alla perfezione è quello degli importi delle sanzioni. Infatti alcune multe dal 2021 vengono ridotte; in particolare, quelle che richiedono il pagamento di una somma dai 250 euro, prevedono una diminuzione dello 0,2% grazie all’adeguamento dell’inflazione.

Sanzioni amministrative: gli aggiornamenti

In generale funziona in questo modo: le sanzioni amministrative vengono aggiornate ogni due anni. Il loro importo quindi varia e si adegua in base a quello che è il costo della vita. Chiaramente tutto viene studiato grazie ai dati rilevati dell’ISTAT, tradotti in quello che viene definito indice FOI, ovvero relativo a Famiglie, Operai e Imprese.

Vediamo quanto è emerso secondo il calcolo relativo al biennio compreso tra il mese di dicembre 2018 e il mese di novembre 2020. Chiaramente un periodo in cui la situazione è variata molto rispetto agli anni precedenti, a seguito della pandemia di Coronavirus, che ancora colpisce il globo, e che ha portato una crisi economica profonda. Per questo motivo, possiamo vedere che il nuovo tariffario, che è stato pubblicato, come di consueto, sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e che è in vigore dallo scorso 1° gennaio 2021, prevede una diminuzione di quelle che sono le pene pecuniarie, in via del tutto eccezionale.

Se vogliamo fare una sintesi della situazione delle multe, possiamo dire che gli importi diminuiscono come segue:

  • l’automobilista che prende la multa perché non ha la copertura assicurativa obbligatoria per Legge paga 866 euro invece che 868 euro;
  • per il superamento dei limiti di velocità di oltre 40 km/h si passa invece da 544 euro a 543 euro se l’eccesso rimane entro un margine di 60 km/h e da 847 a 845 euro per violazioni più gravi;
  • nessun cambiamento invece per le multe relative ai divieti di sosta, all’uso del cellulare alla guida e al mancato uso della cintura di sicurezza;
  • nulla varia anche negli importi relativi a violazioni alle misure introdotte nell’ultimo biennio, ci riferiamo soprattutto ai monopattini e alla micromobilità elettrica.

Il presidente dell’ASAPS, l’Associazione Sostenitori e Amici della Polizia Stradale, Giordano Biserni, all’inizio dell’anno aveva fatto sapere che, nonostante la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, non tutti i Comandi delle Forze dell’Ordine erano stati tempestivamente in grado di modificare i propri sistemi informatici e quindi, il mese scorso, c’era il rischio di vedersi comminare sanzioni errate. Controllando comunque il tariffario ufficiale che è visibile a tutti sulla Gazzetta Ufficiale è possibile verificare che non sia stata addebitata una somma troppo alta.

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Patente di guida e Brexit, che cosa è realmente cambiato?

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Il Regno Unito, a seguito del referendum del 23 giugno 2016, ha notificato l’intenzione di recedere dall’Unione Europea. Dopo quasi tre anni di lavoro (dal 2017) e l’approvazione del Parlamento europeo, il 30 gennaio 2020 il Consiglio europeo ha deciso di accordare il recesso a nome dell’UE, con anche una dichiarazione politica sul quadro delle future relazioni.

Il Regno Unito quindi non è più uno Stato membro dell’UE, ma è considerato un Paese terzo. Per seguire e coordinare le attività inerenti la Brexit, il negoziato e le misure di preparazione e di emergenza, il Governo italiano ha istituito una Task Force per la Brexit e ha ribadito l’impegno italiano a sostegno del Capo negoziatore dell’UE, Michel Barnier, nei negoziati con il Regno Unito.

Diritti dei cittadini dopo il 31 gennaio 2020

Le norme dell’UE sulla libera circolazione e il coordinamento della sicurezza sociale continueranno ad essere applicate ai cittadini italiani nel Regno Unito e ai britannici in Italia. I cittadini britannici in Italia non sono più cittadini UE e a quelli italiani nel Regno Unito non si applicano più in quel Paese le regole della libera circolazione UE. I diritti dei cittadini britannici e delle loro famiglie vengono disciplinati dalla parte II dell’accordo di recesso, per tutti tranne i cittadini italiani/britannici che non hanno mai esercitato i loro diritti di libera circolazione.

Per i cittadini britannici iscritti all’anagrafe italiana l’Italia deve garantire la tutela dei diritti acquisiti sulla base di una procedura dichiarativa. L’iscrizione all’anagrafe italiana entro il 31 dicembre 2020 e le disposizioni dell’accordo di recesso consentono quindi di godere dei diritti previsti da tale accordo. Per i cittadini italiani residenti nel Regno Unito è prevista una misura amministrativa introdotta dal governo britannico per consentire ai cittadini europei di continuare a risiedere legalmente nel Regno Unito dopo la sua uscita dall’Ue.

Brexit e patente di guida: quello che bisogna sapere

Facciamo un approfondimento specifico riguardo al settore dei conducenti e soprattutto per quanto concerne la tematica delle patenti di guida, che interessa chiaramente moltissimo. Possiamo iniziare a dire che l’argomento può essere divisi in due parti:

  • il riconoscimento della patente di guida estera per poter circolare sul territorio italiano;
  • la conversione dell’equivalente documento italiano, senza alcun esame da sostenere.

Ai sensi dell’art. 135 del Codice della Strada, per quanto riguarda la circolazione, chi è in possesso di una patente di guida extracomunitaria, e in questo caso quindi anche quella britannica, visto che il Regno Unito non fa più parte dell’UE, può condurre veicoli sul territorio italiano se non ha la residenza anagrafica in Italia ovvero solo per un anno dalla data in cui è stata acquisita detta residenza in Italia.

Oltre alla patente di guida, il conducente dovrà sempre guidare portando con sé anche il “permesso internazionale di guida”, rilasciato dallo Stato che ha emesso la patente (quindi il Regno Unito), oppure da traduzione ufficiale in lingua italiana. Tutte le informazioni utili su questa tematica comunque si possono trovare in maniera approfondita e ufficiale sul sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nella sezione “permesso internazionale di guida” e sul portale della Direzione Generale Territoriale del Centro.

Cosa dire invece sulla conversione delle patenti di guida rilasciate nel Regno Unito? Non è più possibile effettuarla dal momento in cui il Regno Unito non fa più parte dell’UE. È possibile convertire le patenti rilasciate dalle autorità britanniche solo previo Accordo bilaterale che disciplini la materia, tra l’Italia e Regno Unito.

L’articolo Patente di guida e Brexit, che cosa è realmente cambiato? proviene da Icon Wheels.

Fonte:

Auto diesel: l’elenco completo (con i prezzi)

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Le auto diesel sono destinate all’estinzione a causa dei blocchi del traffico sempre più severi ma ancora oggi rappresentano oltre un quarto delle immatricolazioni in Italia.

Di seguito troverete una guida completa a tutte le auto diesel in commercio: tante proposte per tutti i gusti e tutte le tasche rivolte ai macinatori di chilometri che hanno bisogno di un veicolo parco nei consumi.

Auto diesel: l’elenco completo (con i prezzi)

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Alfa Romeo

  • Giulietta 1.6 JTDm da 23.600 euro
  • Giulietta 2.0 JTDm 30.950 euro
  • Giulia 2.2 Turbodiesel 160 CV da 45.000 euro
  • Giulia 2.2 Turbodiesel 190 CV da 48.500 euro
  • Giulia 2.2 Turbodiesel 210 CV da 58.700 euro
  • Stelvio 2.2 Turbodiesel 160 CV da 51.500 euro
  • Stelvio 2.2 Turbodiesel 190 CV da 55.000 euro
  • Stelvio 2.2 Turbodiesel 210 CV da 66.200 euro

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Audi

  • A3 Sedan 30 TDI da 30.450 euro
  • A3 Sedan 35 TDI da 36.500 euro
  • A3 SPB 30 TDI da 29.150 euro
  • A3 SPB 35 TDI da 35.200 euro
  • Q2 TDI da 36.900 euro
  • Q3 35 TDI da 38.300 euro
  • Q3 40 TDI da 44.900 euro
  • Q3 SPB 35 TDI da 41.950 euro
  • Q3 SPB 40 TDI da 48.850 euro
  • SQ7 TDI da 103.200 euro

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BMW

  • 116d da 28.800 euro
  • 118d da 32.100 euro
  • 120d da 39.700 euro
  • 216d Active Tourer da 31.550 euro
  • 218d Active Tourer da 34.500 euro
  • 220d Active Tourer da 38.900 euro
  • 216d Gran Tourer da 33.750 euro
  • 218d Gran Tourer da 36.200 euro
  • 220d Gran Tourer da 41.400 euro
  • 216d Gran Coupé da 34.000 euro
  • 218d Gran Coupé da 34.600 euro
  • 220d Gran Coupé da 42.350 euro
  • X1 sDrive16d da 33.150 euro
  • X1 18d da 35.050 euro
  • X1 20d da 41.200 euro
  • X2 sDrive16d da 34.400 euro
  • X2 18d da 36.300 euro
  • X2 20d da 42.450 euro
  • X5 xDrive25d da 68.850 euro

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Cadillac

  • XT4 2.0 TD da 37.710 euro

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Citroën

  • C3 BlueHDi da 18.100 euro
  • C4 BlueHDi da 26.400 euro
  • C4 Cactus BlueHDi 24.200 euro
  • C4 SpaceTourer BlueHDi da 27.850 euro
  • Grand C4 SpaceTourer BlueHDi 130 da 29.100 euro
  • Grand C4 SpaceTourer BlueHDi 160 da 37.600 euro
  • C3 Aircross BlueHDi 110 da 20.400 euro
  • C3 Aircross BlueHDi 120 da 23.650 euro
  • C5 Aircross BlueHDi da 28.400 euro
  • Berlingo 1.5 BlueHDi 102 CV da 24.000 euro
  • Berlingo 1.5 BlueHDi 131 CV da 24.750 euro

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Dacia

  • Duster 1.5 Blue dCi 15.750 euro
  • Duster 1.5 Blue dCi 115 CV da 16.250 euro

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DS

  • DS 3 Crossback BlueHDi 110 da 27.850 euro
  • DS 3 Crossback BlueHDi 130 da 31.350 euro
  • DS 7 Crossback BlueHDi 130 da 38.200 euro
  • DS 7 Crossback BlueHDi 180 da 42.000 euro

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Fiat

  • Tipo 1.3 Mjt da 20.600 euro
  • Tipo 1.6 Mjt da 23.500 euro
  • Tipo SW 1.3 Mjt da 22.100 euro
  • Tipo SW 1.6 Mjt da 25.000 euro
  • 500L 1.3 MJT da 22.650 euro
  • 500L Wagon 1.3 MJT da 22.050 euro
  • 500L Wagon 1.6 MJT da 23.550 euro
  • 500X 1.3 MultiJet da 22.900 euro
  • 500X 1.6 MultiJet da 26.100 euro

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Ford

  • Focus 1.5 EcoBlue 95 CV 25.150 euro
  • Focus 1.5 EcoBlue 120 CV da 26.150 euro
  • Focus 2.0 EcoBlue 150 CV da 33.400 euro
  • Focus 2.0 EcoBlue ST 39.650 euro
  • Focus SW 1.5 EcoBlue 95 CV 26.150 euro
  • Focus SW 1.5 EcoBlue 120 CV da 27.150 euro
  • Focus SW 2.0 EcoBlue da 34.400 euro
  • Mondeo 2.0 EcoBlue 150 CV 5p. da 35.300 euro
  • Mondeo 2.0 EcoBlue 190 CV 39.550 euro
  • Mondeo SW 2.0 EcoBlue 150 CV da 36.550 euro
  • Mondeo SW 2.0 EcoBlue 190 CV da 43.100 euro
  • Puma EcoBlue da 22.750 euro
  • Kuga 1.5 EcoBlue da 28.550 euro
  • Kuga 2.0 EcoBlue da 39.000 euro
  • Edge 2.0 EcoBlue 150 CV 49.400 euro
  • Edge 2.0 EcoBlue 238 CV da 58.650 euro
  • Tourneo Connect da 29.500 euro
  • S-Max 2.0 EcoBlue 150 CV da 39.850 euro
  • S-Max 2.0 EcoBlue 190 CV da 46.850 euro
  • Galaxy 2.0 EcoBlue 150 CV da 44.150 euro
  • Galaxy 2.0 EcoBlue 190 CV da 48.650 euro

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Honda

  • HR-V 1.6 i-DTEC da 28.300 euro

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Hyundai

  • Kona 1.6 CRDI 115 CV da 21.650 euro
  • Kona 1.6 CRDI 136 CV da 26.700 euro
  • Tucson 1.6 CRDI da 30.750 euro
  • Santa Fe da 52.200 euro

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Jaguar

  • E-Pace 2.0D da 39.950 euro

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Jeep

  • Renegade 1.6 Mjt da 27.400 euro
  • Compass 1.6 Multijet II da 30.050 euro
  • Wrangler 2.2 Mjt II da 50.000 euro
  • Wrangler Unlimited 2.2 Mjt II da 53.500 euro

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Kia

  • Ceed 1.6 CRDi 115 CV da 23.500 euro
  • Ceed 1.6 CRDi 136 CV 28.700 euro
  • Ceed SW 1.6 CRDi da 24.500 euro
  • ProCeed 1.6 CRDI da 29.200 euro
  • XCeed 1.6 CRDi 115 CV da 25.750 euro
  • XCeed 1.6 CRDi 136 CV da 31.000 euro
  • Sportage 1.6 CRDI da 27.000 euro

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Land Rover

  • Range Rover Evoque 2.0D da 40.500 euro

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Mahindra

  • XUV500 da 21.240 euro

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Maserati

  • Ghibli V6 Diesel da 74.145 euro
  • Ghibli V6 Diesel 275 CV da 74.145 euro
  • Levante V6 Diesel da 78.967 euro
  • Levante V6 Diesel 275 CV da 78.967 euro

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Mazda

  • Mazda3 1.8L Skyactiv-D da 25.900 euro
  • Mazda6 2.2L Skyactiv-D 150 CV 36.850 euro
  • Mazda6 2.2L Skyactiv-D 184 CV da 43.450 euro
  • Mazda6 Wagon 2.2L Skyactiv-D 150 CV 36.850 euro
  • Mazda6 Wagon 2.2L Skyactiv-D 184 CV da 43.450 euro
  • CX-5 2.2L Skyactiv-D 150 CV da 34.850 euro
  • CX-5 2.2L Skyactiv-D 184 CV da 41.300 euro

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Mercedes

  • A 180 d 4p. da 29.250 euro
  • A 200 d 4p. da 32.280 euro
  • A 220 d 4p. da 40.266 euro
  • A 180 d da 28.540 euro
  • A 200 d da 31.810 euro
  • A 220 d da 39.660 euro
  • B 180 d da 28.800 euro
  • B 200 d da 31.618 euro
  • B 220 d da 41.073 euro
  • C 180 d da 38.453 euro
  • C 200 d da 40.516 euro
  • C 220 d da 44.635 euro
  • C 300 d da 50.510 euro
  • C 180 d S.W. da 39.833 euro
  • C 200 d S.W. da 41.896 euro
  • C 220 d S.W. da 46.015 euro
  • C 300 d S.W. da 52.025 euro
  • C 220 d Coupé da 49.662 euro
  • C 300 d Coupé da 53.274 euro
  • C 220 d Cabrio da 58.904 euro
  • C 300 d Cabrio da 62.516 euro
  • E 200 d da 54.989 euro
  • E 220 d da 58.125 euro
  • E 400 d da 74.595 euro
  • E 200 d S.W. da 57.234 euro
  • E 220 d S.W. da 60.370 euro
  • E 400 d S.W. da 76.840 euro
  • E 220 d Coupé da 60.379 euro
  • E 400 d Coupé da 73.987 euro
  • E 220 d Cabrio da 67.207 euro
  • E 400 d Cabrio da 80.815 euro
  • S 350 d da 107.644 euro
  • S 400 d da 117.160 euro
  • CLA 180 d da 33.670 euro
  • CLA 200 d da 36.210 euro
  • CLA 220 d da 43.981 euro
  • CLA 180 d Shooting Brake da 34.430 euro
  • CLA 200 d Shooting Brake da 36.990 euro
  • CLA 220 d Shooting Brake da 44.871 euro
  • CLS 400 d da 94.347 euro
  • GLA 180 d da 36.007 euro
  • GLA 200 d da 38.697 euro
  • GLA 220 d da 45.347 euro
  • GLB 180 d da 37.770 euro
  • GLB 200 d da 40.460 euro
  • GLB 220 d da 47.550 euro
  • GLC 200 d da 50.768 euro
  • GLC 220 d da 53.983 euro
  • GLC 300 d da 56.842 euro
  • GLC 400 d da 61.728 euro
  • GLC Coupé 200 d da 55.372 euro
  • GLC Coupé 220 d da 58.587 euro
  • GLC Coupé 300 d da 61.446 euro
  • GLC Coupé 400 d da 67.869 euro
  • GLE 300 d da 71.410 euro
  • GLE 350 d da 77.827 euro
  • GLE 400 d da 84.598 euro
  • GLE Coupé 350 d da 82.329 euro
  • GLE Coupé 400 d da 94.398 euro
  • GLS 350 d da 96.730 euro
  • GLS 400 d da 101.200 euro
  • G 350 d da 110.970 euro
  • G 400 d da 114.390 euro
  • Citan 108 CDI da 23.205 euro
  • Citan 109 CDI da 23.621 euro
  • Citan 111 CDI da 24.752 euro

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Mini

  • Clubman One D da 27.600 euro
  • Clubman Cooper D da 30.100 euro
  • Clubman Cooper SD da 36.100 euro
  • Countryman One D da 29.600 euro
  • Countryman Cooper D da 32.150 euro
  • Countryman Cooper SD da 38.100 euro

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Mitsubishi

  • Eclipse Cross 2.2 diesel da 32.050 euro

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Opel

  • Corsa D da 17.600 euro
  • Astra 1.5 CDTI 105 CV da 26.100 euro
  • Astra 1.5 CDTI 122 CV da 26.800 euro
  • Astra ST 1.5 CDTI 105 CV da 27.100 euro
  • Astra ST 1.5 CDTI 122 CV da 27.800 euro
  • Insignia Grand Sport 1.5 CDTI da 34.500 euro
  • Insignia Grand Sport 2.0 CDTI da 36.500 euro
  • Insignia ST 1.5 CDTI da 35.500 euro
  • Insignia ST 2.0 CDTI da 37.500 euro
  • Mokka diesel da 23.700 euro
  • Crossland 1.5 Ecotec D 110 CV da 23.350 euro
  • Crossland 1.5 Ecotec D 120 CV da 25.350 euro
  • Grandland X diesel da 31.100 euro
  • Combo 1.5 Diesel 102 CV da 24.155 euro
  • Combo 1.5 Diesel 131 CV da 24.905 euro

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Peugeot

  • 208 BlueHDi da 18.600 euro
  • 308 BlueHDi da 25.350 euro
  • 308 SW BlueHDi da 26.350 euro
  • 508 BlueHDi da 34.500 euro
  • 508 SW BlueHDi da 35.500 euro
  • 2008 BlueHDi 110 da 23.850 euro
  • 2008 BlueHDi 130 da 28.350 euro
  • 3008 BlueHDi da 31.600 euro
  • 5008 BlueHDi 130 da 33.750 euro
  • 5008 BlueHDi 180 da 40.650 euro
  • Rifter 1.5 BlueHDi 102 CV da 23.100 euro
  • Rifter 1.5 BlueHDi 131 CV da 24.300 euro

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Renault

  • Clio Blue dCi 85 CV da 19.200 euro
  • Clio Blue dCi 115 CV da 20.000 euro
  • Mégane Blue dCi da 26.650 euro
  • Mégane Sporter Blue dCi da 27.650 euro
  • Talisman Sporter Blue dCi 160 CV da 40.700 euro
  • Talisman Sporter Blue dCi 190 CV da 45.800 euro
  • Scénic Blue dCi 120 CV da 26.550 euro
  • Scénic Blue dCi 150 CV da 30.050 euro
  • Grand Scénic Blue dCi 120 CV da 27.800 euro
  • Grand Scénic Blue dCi 150 CV da 31.300 euro
  • Espace Blue dCi 160 CV da 45.300 euro
  • Espace Blue dCi 190 CV da 47.300 euro
  • Captur Blue dCi 95 CV da 20.900 euro
  • Captur Blue dCi 115 CV da 23.300 euro
  • Koleos Blue dCi 150 CV da 35.850 euro
  • Koleos Blue dCi 190 CV da 40.050 euro
  • Kangoo 1.5 Blue dCi 95 CV da 22.510 euro
  • Kangoo 1.5 Blue dCi 116 CV da 23.110 euro

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Seat

  • Leon 2.0 TDI 115 CV da 25.800 euro
  • Leon 2.0 TDI 150 CV da 28.450 euro
  • Leon Sportstourer 2.0 TDI 150 CV da 29.200 euro
  • Ateca 2.0 TDI 115 CV da 27.200 euro
  • Ateca 2.0 TDI 150 CV da 31.650 euro
  • Tarraco 2.0 TDI 150 CV da 34.900 euro
  • Tarraco 2.0 TDI 200 CV da 45.850 euro

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Skoda

  • Octavia 2.0 TDI da 27.550 euro
  • Octavia 2.0 TDI 150 CV da 30.150 euro
  • Octavia 2.0 TDI 200 CV 37.900 euro
  • Octavia Wagon 2.0 TDI da 28.600 euro
  • Octavia Wagon 2.0 TDI 150 CV da 31.200 euro
  • Octavia Wagon 2.0 TDI 200 CV da 38.950 euro
  • Superb 2.0 TDI 122 CV da 37.450 euro
  • Superb 2.0 TDI 150 CV da 37.200 euro
  • Superb 2.0 TDI 200 CV da 40.750 euro
  • Superb Wagon 2.0 TDI 122 CV da 38.550 euro
  • Superb Wagon 2.0 TDI 150 CV da 38.300 euro
  • Superb Wagon 2.0 TDI 200 CV da 41.850 euro
  • Karoq 2.0 TDI 115 CV da 28.600 euro
  • Karoq 2.0 TDI 150 CV da 30.300 euro
  • Kodiaq 2.0 TDI da 35.150 euro
  • Kodiaq 2.0 TDI 200 CV da 43.670 euro

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Ssangyong

  • Tivoli diesel da 24.300 euro
  • Korando Diesel da 28.050 euro
  • Rexton da 37.400 euro
  • XLV 1.6 e-XDi da 23.850 euro

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Toyota

  • Land Cruiser 3 porte da 48.150 euro
  • Land Cruiser 5 porte 72.150 euro
  • Proace City Verso 1.5D 102 CV da 23.950 euro
  • Proace City Verso 1.5D 131 CV da 24.950 euro

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Volkswagen

  • Golf 2.0 TDI da 29.950 euro
  • Golf 2.0 TDI 150 CV da 34.250 euro
  • Golf GTD 41.450 euro
  • Golf Variant 2.0 TDI da 30.900 euro
  • Golf Variant 2.0 TDI 150 CV da 35.200 euro
  • Passat Variant 2.0 TDI 122 39.000 euro
  • Passat Variant 2.0 TDI 150 CV da 39.650 euro
  • Passat Variant 2.0 TDI 200 CV da 46.600 euro
  • Arteon 2.0 TDI da 50.900 euro
  • Arteon 2.0 BiTDI 57.450 euro
  • Touran 2.0 TDI 122 CV da 35.650 euro
  • Touran 2.0 TDI 150 CV da 38.900 euro
  • T-Cross TDI da 23.650 euro
  • T-Roc 2.0 TDI da 28.650 euro
  • T-Roc 2.0 TDI 150 CV da 30.650 euro
  • Tiguan 2.0 TDI 33.150 euro
  • Tiguan 2.0 TDI 150 CV da 36.900 euro
  • Tiguan 2.0 TDI 200 CV da 45.900 euro
  • Tiguan Allspace 2.0 TDI da 42.850 euro
  • Tiguan Allspace 2.0 TDI 200 CV 53.000 euro
  • Touareg 3.0 TDI da 62.700 euro
  • Touareg 3.0 TDI 286 CV da 67.200 euro
  • Caddy 2.0 TDI 102 CV da 27.280 euro
  • Caddy 2.0 TDI 122 CV da 28.560 euro

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Fonte:

Auto diesel economiche: 10 proposte nuove sotto i 24.000 euro

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Le auto diesel non sono ancora morte (nonostante i blocchi del traffico sempre più severi adottati in numerose città) e restano la soluzione migliore per chi percorre tanti chilometri.

In questa guida all’acquisto troverete dieci valide proposte a gasolio che costano meno di 24.000 euro.

L’elenco delle dieci auto diesel economiche più interessanti che costano meno di 21.000 euro comprende soprattutto vetture francesi e modelli appartenenti al segmento delle piccole, anche se non mancano mezzi di altre categorie provenienti da altre nazioni.

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Alfa Romeo Giulietta 1.6 JTDm – 23.600 euro

L’Alfa Romeo Giulietta 1.6 JTDm – versione diesel “base” della terza generazione della compatta del Biscione – ospita sotto il cofano un motore 1.6 turbodiesel JTDm da 120 CV ricco di coppia (320 Nm).

La proposta più costosa tra quelle analizzate in questa guida all’acquisto è anche l’unica che non può essere acquistata beneficiando dell’Ecobonus: colpa delle emissioni di CO2 elevate e dei consumi alti.

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Citroën C3 BlueHDi Feel – 18.100 euro

La Citroën C3 BlueHDi Feel  – variante a gasolio “entry level” della terza generazione della piccola francese – è una “segmento B” compatta (solo 4 metri di lunghezza) facile da parcheggiare.

Il motore – un 1.5 turbodiesel BlueHDi da 102 CV – è montato anche dalla Opel Corsa e dalla Peugeot 208 presenti in questa guida all’acquisto.

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Dacia Duster 1.5 Blue dCi Essential – 15.750 euro

La Dacia Duster 1.5 Blue dCi Essential – variante diesel più accessibile della seconda generazione della SUV compatta “low-cost” rumena – monta un motore 1.5 turbodiesel Blue dCi da 95 CV un po’ rumorosetto.

L’auto a gasolio più economica in commercio in Italia può vantare un abitacolo spaziosissimo (ma con qualche imprecisione di troppo alla voce “finiture“) e una dotazione di serie buona – il sensore luci è compreso nel prezzo – con qualche pecca: il climatizzatore, infatti, è optional e costa 510 euro.

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Fiat Tipo 1.3 Mjt – 20.600 euro

La Fiat Tipo 1.3 Mjt – versione diesel “base” della seconda generazione della compatta torinese – è una “segmento C” piuttosto ingombrante: 4,37 metri di lunghezza non sono pochi…

Il motore 1.3 turbodiesel Mjt da 95 CV ha una cilindrata contenuta che consente di risparmiare sull’assicurazione RC Auto ma il cambio ha sole cinque marce.

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Ford Puma 1.5 EcoBlue – 22.750 euro

La seconda generazione della Ford Puma è una piccola SUV statunitense caratterizzata da un bagagliaio immenso.

La versione a gasolio “entry level” 1.5 EcoBlue – a nostro avviso l’auto diesel economica più interessante attualmente in commercio – ospita sotto il cofano un motore 1.5 turbodiesel EcoBlue da 120 CV.

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Hyundai Kona 1.6 CRDI 115 CV XAdvanced – 21.650 euro

La Hyundai Kona 1.6 CRDI 115 CV XAdvanced – versione a gasolio più accessibile della piccola SUV coreana – è una crossover non molto agile nelle curve.

Il motore 1.6 turbodiesel CRDI da 115 CV potrebbe essere più pronto ai bassi regimi.

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Kia Ceed 1.6 CRDi 115 CV Urban – 23.500 euro

La Kia Ceed 1.6 CRDi 115 CV – versione diesel d’accesso della compatta coreana sviluppata sullo stesso pianale di ProCeedXCeed – è una “segmento C” costruita con cura.

Il motore è un 1.6 turbodiesel CRDi da 115 CV.

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Opel Corsa 1.5 D – 17.600 euro

La Opel Corsa 1.5 D – variante più accessibile a gasolio della sesta generazione della piccola tedesca – condivide il pianale con la Peugeot 208. Il climatizzatore è optional e costa 700 euro.

La “segmento B” teutonica ospita sotto il cofano lo stesso motore 1.5 turbodiesel da 102 CV presente anche sulla Citroën C3 e sulla Peugeot 208 analizzate in questa guida all’acquisto.

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Peugeot 208 BlueHDi Like – 18.600 euro

La Peugeot 208 BlueHDi Like – versione diesel “base” della seconda generazione della piccola francese – condivide il pianale con la Opel Corsa e non brilla alla voce “versatilità”: i passeggeri posteriori hanno pochi centimetri a disposizione della testa e il bagagliaio è piccino.

Il motore 1.5 turbodiesel BlueHDi da 102 CV – lo stesso montato dalla Citroën C3 e dalla Opel Corsa analizzate in questa guida all’acquisto – regala consumi bassissimi: 26,3 km/l dichiarati.

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Renault Clio Blue dCi 85 CV Zen – 19.200 euro

La Renault Clio Blue dCi 85 CV Zen – variante diesel più economica della quinta generazione della piccola francese – è spinta da un motore 1.5 turbodiesel Blue dCi poco potente.

Le prestazioni non sono il punto di forza della “segmento B” transalpina: ci vogliono infatti 14,7 secondi per accelerare da 0 a 100 km/h.

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Ford Explorer: modello, prezzo, dotazione e foto

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La Ford Explorer – nata nel 2020 – è una grande SUV ibrida plug-in benzina statunitense a trazione integrale con 7 posti.

In questa guida all’acquisto vi mostreremo nel dettaglio il listino dell’ingombrante ed ecologica Sport Utility “yankee”: prezzomotoreaccessoripregidifetti e chi più ne ha più ne metta.

Ford Explorer: le caratteristiche principali

Negli USA la Ford Explorer è commercializzata dal 1991 ed è arrivata alla sesta generazione ma è la prima volta che questa spaziosissima crossover dell’Ovale Blu è acquistabile attraverso i canali ufficiali dagli automobilisti italiani. I clienti non hanno molta possibilità di scelta: un solo motore (un ibrido plug-in benzina che garantisce prestazioni pazzesche – “0-100” in 6 secondi netti – e un’autonomia di 48 km in modalità elettrica) e un unico allestimento (ST-Line).

Ford Explorer: la dotazione di serie

La dotazione di serie della Ford Explorer comprende:

  • Cerchi in lega “Machined Aluminium” da 20″
  • Battitacco ST-Line
  • Luci Ambient interne
  • Climatizzatore automatico tri-zona
  • Volante in pelle con cuciture rosse e leve cambio al volante
  • Sedili sportivi in pelle con impunture rosse
  • Regolazione elettrica a 10 vie sedili anteriori
  • Sedili anteriori climatizzati
  • Sedili posteriori (seconda fila) riscaldati
  • Sedili seconda fila Power Assist
  • Sedili terza fila Power Fold
  • Consolle centrale
  • Hands Free liftgate (apertura automatica portellone)
  • Easy fuel
  • Luci LED anteriori e posteriori
  • Privacy glasses
  • Barre longitudinali al tetto
  • Specchietti retrovisori esterni elettrici, ripiegabili elettricamente con indicatore di direzione integrato e con memoria
  • Active Park Assist 2.0
  • Sospensioni sportive
  • Cambio automatico a 10 marce con e-shifter
  • Wireless charger
  • Keyfree System
  • Telecamera 360 gradi con split view e pulitura automatica
  • Sistema monitoraggio pressione pneumatici
  • My Key
  • Allarme perimetrale
  • Ford Co-Pilot Assist 2
  • BLIS con Cross Traffic Alert
  • Cruise control adattivo con Stop&Go e Traffic Jam
  • Riconoscimento segnali stradali
  • Lane Keeping System
  • Pre-collision Assist con frenata automatica d’emergenza e riconoscimento ciclisti e pedoni
  • Accensione automatica dei fari
  • Sensore pioggia
  • Cancellazione rumori esterni
  • Cruscotto digitale 12,3″
  • B&O Sound System con 14 altoparlanti e 1.000 watt e DAB, SYNC 3
  • Schermo touch centrale da 10,1″
  • Touch Navigation System
  • FordPass Connect
  • Keyfree System
  • Sbrinatore rapido parabrezza
  • Terrain Management System
  • Advance Trac con RSC Roll Stability Control
  • Ruotino di scorta
  • Tetto panoramico apribile

Ford Explorer: modello e prezzo di listino

Di seguito troverete tutte le caratteristiche della Ford Explorer. La grande SUV americana è disponibile con un solo motore:

  • un 3.0 V6 biturbo ibrido plug-in benzina da 457 CV

Ford Explorer (81.000 euro)

La Ford Explorer ospita sotto il cofano un motore 3.0 V6 biturbo benzina da 350 CV abbinato a un’unità elettrica da 100 CV. La voluminosa – oltre cinque metri di lunghezza, impegnativi da gestire in città – Sport Utility dell’Ovale Blu va forte come una sportiva ma il comportamento stradale è maggiormente orientato verso il comfort.

Ford Explorer: gli optional

La dotazione di serie della Ford Explorer andrebbe a nostro avviso arricchita con la vernice metallizzata (950 euro), unico optional disponibile insieme alla vernice fashion e a quella premium.

Ford Explorer usato

Se siete interessati all’acquisto di una Ford Explorer al momento non conviene puntare sull’usato: i pochissimi esemplari di seconda mano costano infatti poco meno del prezzo previsto dalle promozioni sul nuovo della Casa dell’Ovale Blu (67.250 euro).

Ford Explorer interni

La Ford Explorer è una SUV perfetta per chi cerca la massima versatilità: sette posti veri con i sedili della seconda fila reclinabili, regolabili in avanti/indietro e scorrevoli in avanti per un facile accesso alla terza fila. Senza dimenticare il bagagliaio immenso impreziosito dal portellone posteriore ad apertura elettrica e dal sistema Easy Fold Seats con funzione Power Raise che consente di abbattere i sedili della seconda e della terza fila semplicemente premendo un pulsante.

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Moto, come ricaricare la batteria senza commettere errori

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Credits: iStock

Se durante la stagione invernale decidi di non usare la tua moto e di lasciarla ferma in garage può darsi che, complici anche le temperature molto basse, la batteria si scarichi. Vediamo come bisogna provvedere, come si può ricaricare in pochi passaggi e senza rivolgersi al meccanico. Quando tornano le belle giornate e si ha voglia di salire in sella, se la batteria è a terra, vi serviranno i nostri consigli utili.

Che cosa serve per ricaricare la batteria della moto

Vediamo l’occorrente:

  • dei guanti;
  • una pinza;
  • un cacciavite a croce e a taglio;
  • una chiave inglese della misura del bullone della batteria;
  • dell’acqua distillata;
  • un imbuto con estremità fina;
  • un caricabatteria 12/6V.

Come procedere in assoluta sicurezza: la batteria di una moto è un oggetto ripieno di acido e per questo motivo è importante e, anzi, assolutamente indispensabile mettere i guanti per proteggere le mani da sostanze che possono essere pericolose, così da poter operare sulla propria due ruote in sicurezza.

Come ricaricare la batteria della moto

La prima cosa da fare è chiaramente individuarla, solitamente si trova sotto la sella o sotto al manubrio, poi è necessario:

  • estrarla dalla sua sede;
  • scollegare il cavo nero del polo negativo (svitando il bullone) e poi anche il secondo cavo, quello rosso, positivo. Tieni i cavi lontani dai poli, è importante, in caso di contatto infatti il rischio è quello di provocare un cortocircuito o una scossa;
  • rimuovere con attenzione e delicatezza il tubo trasparente di sfiato dei vapori dell’acido, che solitamente di trova su uno dei lati della batteria;
  • sfilare la batteria e mantenerla in piano, per evitare riversamenti di acido;
  • poggiarla su un piano, proteggendolo con della carta o del cartone;
  • rimuovere i tappi di plastica sulla parte superiore;
  • collegare la batteria alla presa di corrente, collegando i cavi in questo preciso ordine, prima il polo positivo, poi quello negativo e infine la presa di corrente. In genere la carica termina in circa sei ore;
  • scollegare nell’ordine inverso, prima la presa di corrente, poi il polo negativo e infine quello positivo.

Cosa fare a ricarica ultimata

Una volta che la batteria della tua moto è carica, in genere i dispositivi moderni ‘avvisano’. Pulisci i morsetti con un panno e rimuovi in questo modo le tracce di acido eventualmente presenti. La batteria deve avere il ‘giusto’ livello di acido al suo interno, che in genere sta tra il minimo e il massimo indicati dalle tacche presenti sulla batteria stessa. Se il livello è troppo basso, è indispensabile rabboccare aiutandosi con l’imbuto; basta inserirlo in uno dei fori dove erano presenti i tappi rimossi e riempire fino al punto giusto, solo con acqua distillata.

Infine è possibile finalmente riavvitare per bene i tappi e inserire nuovamente la batteria nella sua sede. Come eseguire i collegamenti:

  • prima di tutto collegare il tubo trasparente;
  • poi il polo rosso;
  • in seguito quello nero (negativo);
  • riavvitare il coperchio di protezione, se presente.

Tutti i passaggi ‘rubano’ al massimo mezz’ora del tuo tempo, a cui sommare ovviamente quello necessario per la ricarica della batteria.

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