Serie TV e film sulle auto da vedere su Netflix, Amazon Prime Video e Disney+

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In questi giorni di zona rossa nei quali si deve rimanere in casa forzatamente a causa del coronavirus (Covid-19) c’è molto più tempo a disposizione per guardare un film o una serie TV.

Gli appassionati di auto – impossibilitati a guidare se non per esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di salute e rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza – possono coltivare i loro interessi grazie al catalogo di servizi di streaming come NetflixAmazon Prime VideoDisney+, ricco di proposte realizzate per il cinema o per la televisione incentrate sul mondo delle macchine.

Di seguito troverete tutte le serie e i film sulle auto da vedere su Netflix, Amazon Prime Video e Disney+: un elenco completo impreziosito dai voti di siti specializzati di cinema come Rotten Tomatoes e IMDB.

Film sulle auto su Netflix

2 Fast 2 Furious

Secondo capitolo della saga cinematografica dedicata al tuning. (audio in italiano)

VOTO ROTTEN TOMATOES: 36%
VOTO IMDB: 5,9

6 Underground

Una missione, sei persone e inseguimenti mozzafiato. (audio in italiano)

VOTO ROTTEN TOMATOES: 37%
VOTO IMDB: 6,1

Baby Driver

Un autista di rapine ha quasi ripagato il suo debito. Ma non basta per uscire dal giro… (audio in italiano)

VOTO ROTTEN TOMATOES: 92%
VOTO IMDB: 7,6

Circuito rovente

Una specie di Fast and Furious in salsa norvegese. Terzo capitolo di una trilogia. (audio in italiano)

VOTO IMDB: 5,1

Death Race 2

Dopo il fallimento di una rapina in banca un uomo viene trasferito in una prigione speciale, dove dovrà partecipare a una pericolosa gara di auto per ottenere la libertà. (audio in italiano)

VOTO ROTTEN TOMATOES: 17%
VOTO IMDB: 5,6

Dirt

Un diciassettenne arrestato per il furto di una macchina cambia vita grazie al manager di una scuderia. (audio in italiano)

VOTO IMDB: 6,2

Drive

Un ladro e una pilota uniscono le forze per una rapina (non è il film con Ryan Gosling ma su Netflix c’è anche quello).

VOTO IMDB: 2,4

Fangio – L’uomo che domava le macchine

Documentario sulla storia di Juan Manuel Fangio, pilota argentino cinque volte campione del mondo F1.

VOTO IMDB: 6,8

Fast & Furious 6

Sesto capitolo della fortunata saga cinematografica. (audio in italiano)

VOTO ROTTEN TOMATOES: 70%
VOTO IMDB: 7,0

Fast & Furious 7

Settimo capitolo della fortunata saga cinematografica, probabilmente il più riuscito. (audio in italiano)

VOTO ROTTEN TOMATOES: 82%
VOTO IMDB: 7,1

Fast & Furious – Solo parti originali

Quarto capitolo della saga cinematografica dedicata al tuning, probabilmente il meno riuscito (audio in italiano)

VOTO ROTTEN TOMATOES: 28%
VOTO IMDB: 6,6

Go-kart

Un adolescente trova la propria strada nelle corse di go-kart (audio in italiano).

VOTO ROTTEN TOMATOES: 80%
VOTO IMDB: 5,9

Hajwala: The Missing Engine

Un pilota di gare clandestine progetta un veicolo che sfrutta un motore innovativo mai sperimentato prima.

VOTO IMDB: 2,2

Hajwala 2: Mysterious Mission

Sequel di Hajwala: un gruppo di piloti esperti di drifting viene reclutato per svolgere compiti oscuri.

VOTO IMDB: 3,8

Hazzard

Il Generale Lee, i cugini Duke e lo sceriffo Rosco sono i protagonisti di questo film del 2005 ispirato all’omonima serie TV trasmessa in Italia negli anni ’80.

VOTO ROTTEN TOMATOES: 14%
VOTO IMDB: 5,1

Il primo: la storia di Willy T. Ribbs

Un documentario sulla vita di Willy T. Ribbs, il primo pilota afroamericano al via della 500 Miglia di Indianapolis.

VOTO IMDB: 8,0

Proiettile vagante

Un meccanico dal passato criminale deve rintracciare l’auto scomparsa in cui è nascosta la prova della sua innocenza (audio in italiano)

VOTO ROTTEN TOMATOES: 75%
VOTO IMDB: 6,0

The Fast and the Furious: Tokyo Drift

Terzo capitolo della fortunata saga cinematografica dedicata al tuning. (audio in italiano)

VOTO ROTTEN TOMATOES: 37%
VOTO IMDB: 6,0

The Italian Job

Remake del 2003 del celebre film del 1969 girato a Venezia anziché a Torino. (audio in italiano)

VOTO ROTTEN TOMATOES: 73%
VOTO IMDB: 7,0

Turbo

Film d’animazione: una lumaca appassionata di corse sogna di correre la 500 Miglia di Indianapolis. (audio in italiano)

VOTO ROTTEN TOMATOES: 67%
VOTO IMDB: 6,4

Veloce come il vento

Una giovane pilota di talento e il fratello, dotato ma inaffidabile, uniscono le forze per scendere in pista e vincere. (film italiano)

VOTO IMDB: 7,3

Serie TV sulle auto su Netflix

Car Masters: dalla ruggine alla gloria

Restauratori di auto e furgoni (audio in italiano)

VOTO IMDB: 8,8

Extra Gear

Il dietro le quinte di “Top Gear”. (audio in italiano)

VOTO IMDB: 5,9

Fast & Furious: Piloti sotto copertura

Serie animata che vede come protagonisti Tony Toretto e i suoi amici, infiltrati in un circuito di corse clandestine. (audio in italiano)

VOTO IMDB: 5,4

Fastest Car

Sfida tra supercar e auto elaborate (audio in italiano)

VOTO IMDB: 7,1

Formula 1 – Drive to Survive

Le stagioni 2018, 2019 e 2020 del Mondiale F1 raccontate in un documentario. (audio in italiano)

VOTO IMDB: 8,6

Hyperdrive

I migliori piloti del mondo si sfidano in un percorso automobilistico a ostacoli. (audio in italiano)

VOTO IMDB: 8,1

Paul Hollywood’s Big Continental Road Trip

Un viaggio attraverso la cultura automobilistica di Francia, Germania e Italia.

VOTO IMDB: 7,5

Rust Bros

Restauratori canadesi di auto d’epoca (audio in italiano)

VOTO IMDB: 7,8

The Crew

Serie ambientata in un team Nascar.

VOTO IMDB: 6,6

Top Gear

Su Netflix si trova la stagione 25 del mitico programma TV britannico, condotta da Chris Evans e Matt LeBlanc. (audio in italiano)

VOTO IMDB: 8,7

West Coast Customs

La mecca degli appassionati di tuning esclusivo.

VOTO IMDB: 6,0

Film sulle auto su Amazon Prime Video

1

Documentario sulla storia della F1 dagli inizi alla morte di Senna.

A qualsiasi prezzo

Il sogno di diventare un pilota professionista contrasta con gli obblighi nei confronti dell’azienda agricola di famiglia.

VOTO ROTTEN TOMATOES: 51%
VOTO IMDB: 5,6

Ayrton Senna

Documentario sulla storia del pilota brasiliano.

Drive Hard

Un ladro di banche costringe un ex pilota di F1 a diventare il suo autista per la fuga.

VOTO ROTTEN TOMATOES: 8%
VOTO IMDB: 4,4

Ferrari 312B

Un documentario sulla “mamma” di tutte le F1 del Cavallino degli anni ’70.

VOTO ROTTEN TOMATOES: 90%
VOTO IMDB: 6,5

Lauda

Documentario su Niki Lauda e sul prima e il dopo della tragedia del Nürburgring del 1976.

VOTO IMDB: 6,4

Le fidèle

Storia d’amore tra una pilota di auto da corsa e un gangster.

VOTO ROTTEN TOMATOES: 36%
VOTO IMDB: 6,3

Le Mans: correre è tutto

Documentario sulla 24 Ore di Le Mans.

VOTO IMDB: 7,4

Michael Schumacher – Il barone rosso

Un documentario che racconta la storia di Michael Schumacher, il più grande pilota di F1 di tutti i tempi. (audio in italiano)

VOTO IMDB: 7,6

Overdrive

Due fratelli ladri di auto d’epoca rimangono coinvolti nelle ostilità tra due rivali della mafia francese. (audio in italiano)

VOTO ROTTEN TOMATOES: 29%
VOTO IMDB: 5,4

Rosso Mille Miglia

Commedia italiana legata alla Mille Miglia.

VOTO IMDB: 4,7

Rush

Il racconto del Mondiale F1 1976 e del duello tra James Hunt e Niki Lauda. (audio in italiano)

VOTO ROTTEN TOMATOES: 89%
VOTO IMDB: 8,1

Tucker – Un uomo e il suo sogno

La storia di Preston Tucker – imprenditore statunitense che nel secondo dopoguerra cercò di contrastare (senza successo) Chrysler, Ford e GM – raccontata da Francis Ford Coppola. (audio in italiano)

VOTO ROTTEN TOMATOES: 83%
VOTO IMDB: 6,9

Serie TV sulle auto su Amazon Prime Video

Fernando

Documentario su Fernando Alonso.

VOTO IMDB: 7,6

Grand Prix Driver

Documentario sulla F1.

VOTO IMDB: 7,6

Supercar

Il mitico telefilm con David Hasselhoff e KITT.

VOTO IMDB: 6,9

The Grand Tour

Jeremy Clarkson, James May e Richard Hammond di nuovo insieme dopo l’esperienza di Top Gear. (audio in italiano)

VOTO ROTTEN TOMATOES: 69%
VOTO IMDB: 8,7

The Gymkhana Files

Il dietro le quinte delle evoluzioni di Ken Block.

VOTO IMDB: 8,0

Top Gear

Le ultime stagioni di Top Gear (dalla 15° alla 22°) con il trio Clarkson/May/Hammond.

VOTO IMDB: 8,7

Film sulle auto su Disney+

Cars

L’auto da corsa Saetta McQueen resta bloccata in una cittadina sulla Route 66.

VOTO ROTTEN TOMATOES: 74%
VOTO IMDB: 7,1

Cars 2

Sequel di Cars. Saetta McQueen e Carl vanno oltreoceano per gareggiare nel World Grand Prix.

VOTO ROTTEN TOMATOES: 40%
VOTO IMDB: 6,1

Cars 3

Sequel di Cars e Cars 2. Saetta McQueen ha a che fare con una nuova generazione di macchine da corsa.

VOTO ROTTEN TOMATOES: 69%
VOTO IMDB: 6,7

Cars Toon – Cricchetto astronauta provetto

Cortometraggio con Cricchetto sulla Luna.

Cars Toon – Cricchetto audace d’impatto

Cortometraggio con Cricchetto stuntman.

Cars Toon – Cricchetto e la macchina del tempo

Cortometraggio. Cricchetto viaggia indietro nel tempo fino al 1909.

Cars Toon – Cricchetto heavy metal

Cortometraggio. Cricchetto è la rockstar di una band heavy-metal.

Cars Toon – Cricchetto ninja-Carro nervosetto

Cortometraggio. Cricchetto è a Tokyo, dove viene sfidato per partecipare a una gara.

Cars Toon – Cricchetto pilota con brevetto

Cortometraggio con Cricchetto volante.

Cars Toon – Cricchetto pompiere provetto

Cortometraggio con Cricchetto camion dei pompieri.

Cars Toon – Cricchetto torero perfetto

Cortometraggio con Cricchetto in Spagna.

Cars Toon – Cricchetto UFO

Cortometraggio. Cricchetto e Saetta McQueen salvano un UFO di nome Freakketto.

Cars Toon – Un giocoliere da strapazzo

Cortometraggio con protagonista Guido.

Herbie – Il super Maggiolino

Ultima apparizione sul grande schermo del Maggiolino tutto matto.

VOTO ROTTEN TOMATOES: 40%
VOTO IMDB: 4,8

Herbie al rally di Montecarlo

Terzo film della saga del Maggiolino tutto matto. Durante una corsa tra Parigi e Montecarlo, Herbie cerca di sfuggire a dei ladri e trova l’amore.

VOTO ROTTEN TOMATOES: 60%
VOTO IMDB: 5,7

Herbie il Maggiolino sempre più matto

Sequel di “Un maggiolino tutto matto”: Herbie interviene per salvare la casa di un’anziana vedova dalle ruspe di un avido magnate.

VOTO ROTTEN TOMATOES: 80%
VOTO IMDB: 5,7

Herbie sbarca in Messico

Quarto film della saga del Maggiolino tutto matto.

VOTO ROTTEN TOMATOES: 40%
VOTO IMDB: 5,0

La nuova auto di Mike

Cortometraggio Pixar spin-off del film Monsters & Co.

VOTO IMDB: 7,1

Un maggiolino tutto matto

Uno sfortunato pilota automobilistico inizia a guidare un Maggiolino dotato di volontà propria.

VOTO ROTTEN TOMATOES: 76%
VOTO IMDB: 6,5

Serie TV sulle auto su Disney+

Supercar – Macchine da sogno

Un team di esperti, con l’aiuto dell’imprenditore Azfal Khan, crea delle impressionanti supercar.

VOTO IMDB: 4,0

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Come si fa a capire se il motore si è fuso?

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Uno dei pericoli principali per un’automobile è fondere il motore. Si tratta del problema numero uno per una vettura: una volta andato il motore, si possono spegnere anche le più residue speranze di salvare la propria auto. Come sempre, prevenire è meglio che curare: per evitarlo basterebbe assicurarsi che i livelli dell’acqua e dell’olio siano ottimali, prestando sempre attenzione alla manutenzione della meccanica. Gli impegni quotidiani, però, fanno trascurare spesso la cura dell’auto, provocando danni a volte irreparabili: ecco cosa bisogna sapere sul motore fuso.

Motore fuso: cosa significa

Cosa significa fondere il motore? Si tratta della condizione che si verifica quando c’è un malfunzionamento all’impianto di raffreddamento, di solito causato da un buco nel radiatore oppure da una crepa nei condotti. Questi due inconvenienti provocano una perdita di liquidi che vanno a surriscaldare le componenti in metallo del motore: queste si deformano e contestualmente, le parti in plastica vengono danneggiate.

Le causa del motore fuso

Con il malfunzionamento dell’impianto di raffreddamento della propria vettura succede che i pistoni assumano una forma ovale e le guarnizioni e i connettori elettrici finiscano per spaccarsi o cuocersi. Altre cause che portano alla fusione del motore sono la rottura della cinghia di distribuzione e la mancanza di olio lubrificante per gli ingranaggi. Questi guasti provocano il progressivo spegnimento della vettura. Qualora l’auto continuasse a camminare anche dopo aver fuso il motore, è bene fermarsi subito per non creare gravi danni al veicolo e ai suoi occupanti.

Motore fuso: i campanelli d’allarme

Esistono diversi sintomi che rappresentano veri e propri campanelli d’allarme del motore fuso, come la temperatura di acqua e olio che sale verso la zona rossa, la perdita di potenza del propulsore e il conseguente rallentamento della vettura oppure il consumo eccessivo di antigelo e olio motore. Bisogna drizzare le orecchie e iniziarsi a preoccupare anche se dallo scarico dell’automobile inizia a uscire fumo azzurro, se dal cofano motore si diffondono dei vapori o se si percepisce un odore di plastica sciolta. Da non sottovalutare anche i fastidiosi rumori che possono provenire dal motore.

Come comportarsi quando si fonde il motore

Quando si fonde il motore bisogna tenere delle regole di comportamento ben precise per evitare danni alla macchina, agli occupanti dell’abitacolo e agli altri automobilisti se succede in strada. Per prima cosa non bisogna farsi prendere dal panico. Fondere il motore mentre si è alla guida non è un’esperienza dura da affrontare, ma è fondamentale non perdere il controllo e individuare subito uno spazio in cui fermarsi senza bloccare il traffico.

Successivamente bisogna indossare il giubbotto catarifrangente così da essere subito riconoscibili, scendere dalla macchina e posizionare il triangolo a debita distanza. Ora non resta altro che chiamare il soccorso stradale: se questo è compreso nel contratto assicurativo, sarà la stessa compagnia di assicurazione a chiamare il carro attrezzi.

Motore fuso: come si ripristina

Quando si fonde il motore bisogna valutare se conviene ripararlo o meno: a volte è possibile recuperarlo, mentre altre volte non si può far altro che cambiarlo da zero oppure provvedere all’acquisto di una nuova automobile. Ripristinare un motore fuso, a seconda delle occasioni, potrebbe costare di più rispetto all’acquisto di un nuovo propulsore.

Nel caso in cui si decidesse di montare un nuovo motore al posto di quello fuso, è bene assicurarsi che abbia almeno un anno di garanzia su eventuali guasti e controllare che le cinghie di distribuzione, la pompa dell’acqua e i cuscinetti siano nuovo. La soluzione migliore è sempre quella di rivolgersi a un meccanico di fiducia che sarà in grado di consigliare quale strada intraprendere.

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Fiat Tipo restyling: come va la Cross

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La Fiat Tipo Cross è senza dubbio la versione più sfiziosa della seconda generazione della compatta torinese, recentemente sottoposta a un restyling. Un allestimento – il più costoso della gamma – che strizza l’occhio al mondo delle SUV rivolto a chi vuole un mezzo versatile e non può rinunciare a un look audace.

Nel nostro primo contatto abbiamo avuto modo di guidare la Fiat Tipo restyling nell’allestimento Cross spinta dall’unico motore a benzina presente in listino: il 1.0 turbo tre cilindri. Scopriamo insieme i pregi e i difetti dell’avventurosa “segmento C” piemontese.

Fiat Tipo: cosa è cambiato con il restyling

Il restyling ha portato numerose modifiche estetiche e tecniche alla seconda serie della Fiat Tipo. Cominciamo dal design: nel frontale troviamo una griglia ridisegnata impreziosita dal nuovo logo della Casa torinese, fari (full LED davanti e dietro sulle versioni più lussuose) completamente rivisti e un inedito bumper nella parte bassa con l’inserimento di elementi in finishing Ice Matte cromo satinato. Nel profilo spiccano i cerchi in lega rinnovati nello stile e con finiture diamantate mentre per quanto riguarda l’abitacolo – che presenta assemblaggi curati ma anche plastiche rigide non eccelse nella parte bassa della plancia e sui pannelli porta – segnaliamo il disegno esclusivo per i tessuti dei sedili, il cluster digitale TFT da 7″ completamente configurabile al posto del tradizionale cruscotto analogico, il nuovo display touchscreen, i comandi del climatizzatore rivisitati, i nuovi inserti cromo e black e il volante più compatto e sagomato.

La dotazione si arricchisce di accessori come i sensori di parcheggio anteriori, il sistema di apertura porte e accensione motore senza chiave e il caricatore wireless per lo smartphone, debuttano due nuove tinte (Oceano Blu e il Paprika Orange presente sulla vettura protagonista del nostro primo contatto) mentre alla voce “infotainment” è impossibile non citare il nuovo sistema Uconnect 5 e la presa USB posteriore.

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Fiat Tipo Cross: cosa cambia rispetto alla normale

La Fiat Tipo Cross si distingue dalle varianti “normali” per l’assetto rialzato di circa 4 cm grazie a una nuova taratura delle sospensioni, per gli pneumatici maggiorati e per dettagli ispirati alle Sport Utility come i codolini su tutta la fiancata e sul frontale, lo skid plate, il paraurti specifico arricchito da una bull bar prominente, le minigonne, l’estrattore posteriore e – soprattutto – le utili barre sul tetto prima disponibili solo sulla station wagon SW.

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Fiat Tipo Cross: come va il motore 1.0

Il motore 1.0 turbo benzina – una delle novità più importanti introdotte sulla Tipo in occasione del restyling – meriterebbe a nostro avviso qualche cavallo in più dei 100 che possiede e un cambio a sei marce anziché cinque. In casa Fiat questa soluzione esiste già, tra l’altro, e si tratta del “mille” 120 CV adottato dalla piccola crossover 500X.

Il nuovo tre cilindri a ciclo Otto della compatta piemontese (già prima del lifting decisamente più riuscita in configurazione diesel) è caratterizzato da una buona erogazione nell’uso normale ma non è molto brioso quando si cerca un po’ di vivacità: “0-100” in 12,2 secondi. Capitolo consumi: i 18,2 km/l dichiarati dalla Casa sono impossibili da raggiungere e nel nostro primo contatto (effettuato mescolando tratti urbani ed extraurbani) adottando uno stile di guida molto tranquillo abbiamo solo sfiorato i 15 chilometri con un litro.

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Fiat Tipo restyling: la gamma motori

La gamma motori della Fiat Tipo restyling è composta da tre unità sovralimentate:

  • un 1.0 tre cilindri turbo benzina da 100 CV
  • un 1.3 turbodiesel Mjt da 95 CV
  • un 1.6 turbodiesel Mjt da 130 CV

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Fiat Tipo Cross: costa il giusto e offre tanto

La Fiat Tipo Cross 1.0 protagonista del nostro primo contatto ha un prezzo in linea con quanto offerto dalle rivali (23.500 euro) e può vantare una ricca dotazione di serie:

  • Cerchi in lega da 17″
  • Full led
  • Autonomous city brake
  • Sensori di parcheggio anteriori
  • 7″ Color Digital Cluster
  • Vetri privacy
  • Adaptive Cruise control
  • Fari fendinebbia
  • Sensore pioggia/sensore crepuscolare
  • A/C Auto
  • Sensori di parcheggio
  • Specchietto elettrocromico
  • Regolazione lombare
  • Retrocamera
  • Uconnect Tablet NAV Radio 7″
  • Luci a Led posteriori
  • Cross-look
  • Roof-rails
  • Appoggiabraccio anteriore
  • Volante e pomello in tecno-pelle
  • Interni specifici
  • Alzacristalli elettrici posteriori
  • 3° poggiatesta
  • Specchietto alette parasole
  • 6 airbag (frontali, laterali, tendina)
  • Intelligent Speed Assist
  • Traffic Sign Recognition
  • Lane Keep Assist
  • Drowsy Driver Detection
  • Calotte specchio nere

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Fiat Tipo restyling: le novità in 5 punti

  • Frontale ridisegnato
  • Versione Cross
  • Motore 1.0 turbo tre cilindri a benzina
  • Motore 1.6 turbodiesel più potente
  • Infotainment e ADAS più moderni

Scheda tecnica
Lunghezza 4,39 metri
Larghezza 1,80 metri
Altezza 1,56 metri
Acc. 0-100 km/h 12,2 s
Bagagliaio 440 litri
Caratteristiche motore turbo benzina 3 cilindri, 999 cc, 100 CV e 190 Nm di coppia
Prezzo 23.500 euro

Dove l’abbiamo guidata

Abbiamo avuto la massima libertà nella scelta del percorso durante il primo contatto della Fiat Tipo Cross ma per rispettare le regole relative alla zona rossa in Lombardia abbiamo preferito effettuare il testMilano e nei dintorni percorrendo un centinaio di chilometri alternando tratti urbani ed extraurbani senza trascurare la tangenziale. La compatta torinese si è rivelata una gradevole compagna di viaggio che preferisce non essere strapazzata: se cercate accelerazioni fulminee non è la vettura che fa per voi e a velocità autostradali si avverte qualche fruscio aerodinamico di troppo.

La posizione di seduta rialzata rispetto alla Tipo “standard” (già caratterizzata da un sedile più alto rispetto alle concorrenti), in compenso, permette di dominare il traffico quasi come su una SUV mentre lo sterzo ha un’impostazione turistica in linea con l’indole poco aggressiva della vettura.

Per quanto riguarda la sicurezza la “segmento C” piemontese può vantare un comportamento stradale sincero e rassicurante in ogni situazione e un impianto frenante molto potente ma va detto che cinque anni fa nei crash test Euro NCAP ha conquistato solo tre stelle (quattro con il pacchetto di ADAS attualmente offerto di serie).

NON TUTTI SANNO CHE – All’inizio degli anni ’30 del XX secolo Milano era la città più popolosa d’Italia.

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Dove vorremmo guidarla

Il principale punto di forza della Fiat Tipo è lo spazio: il bagagliaio è immenso e molto sfruttabile e l’abitacolo offre tantissimi centimetri nella zona della testa. Per questo motivo avremmo voluto caricarla di valigie e fare un lungo viaggio insieme ad amici e famigliari per poter valutare il comportamento a pieno carico del “millino”. Un giorno potremo tornare a farlo senza preoccuparci di distanziamenti e limitazioni.

Le concorrenti

BMW 116i La versione base della compatta bavarese è costosa, poco versatile e non molto agile nelle curve ma può vantare un motore tre cilindri benzina dall’erogazione eccellente.
Ford Focus 1.0 EcoBoost 100 CV La “segmento C” statunitense – più spaziosa per i passeggeri che per i bagagli – monta un propulsore carente di coppia.
Peugeot 308 PureTech Turbo 110 La variante “entry level” della compatta francese sta per uscire di produzione ma resta la rivale più agguerrita della Tipo. Finiture curate, dimensioni esterne non esagerate e un motore vivace e parco nei consumi. Migliorabili la dotazione di serie e l’erogazione ai bassi regimi.
Volkswagen Golf 1.0 TSI La Golf più accessibile in commercio sa essere comoda e divertente da guidare al tempo stesso. Spazio migliorabile (così come l’erogazione ai bassi regimi).

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Tesla Model 3: il piacere di viaggiare nel futuro

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Non sarà la navicella che ci porterà intorno alla Terra, secondo i piani del suo fondatore Elon Musk, ma rispetto alle altre vetture è una cosa diversa. Detto con altre parole: non sappiamo se il futuro sarà esattamente questo, ma certamente la nuova Tesla Model 3, il modello di accesso alla gamma (48.970 euro prima degli incentivi) appare un mondo a sé. Basta aprire la portiera, sbloccando la chiusura dalla app Tesla appena scaricata sul cellulare, per rendersi conto che qui il costruttore ha fatto scelte più radicali: sulla plancia spariscono leve, bottoni, strumenti circolari, rimane soltanto al centro uno schermo touch, sviluppato con Google, assolutamente analogo a quello del computer di casa. Da questo schermo si comanda tutto: impostazioni della vettura, climatizzazione, autopilota, musica, internet, spotify, games, luci, navigazione, videocamere di sorveglianza, riscaldamento dei sedili…

Insomma si entra, si tocca il pedale dell’acceleratore e si va. Il cambio? Una levetta a destra del volante, con le classiche posizioni Drive, Retro, N (folle), P, parking. Prima si può stabilire con quanta energia si vuole schizzar via e con quanta decisione recuperarla mollando il gas e frenando. In pratica, se si va piano, si fa tutto col pedale del gas (one pedal drive), schiacciando si va, alzando il piede si frena. Il pedale del freno si schiaccia solo se si va forte. Le telecamere vi mostrano tutto quello che avviene intorno all’auto, pedoni, motorini, camion macchine che si muovono bruscamente, in modo da aver sempre tutto sotto controllo con un’occhiata al monitor. Un sistema che può essere attivato con la funzione Sentinel dal cellulare anche con la Tesla parcheggiata, così lei registra tutto quello che accade su una chiavetta e voi potete rivederlo dopo. Non male per beccare i babbioni del parcheggio selvaggio e insolente.

Se si vuole fare un viaggio un po’ lungo l’autonomia teorica è di 540 chilometri, ma molto dipende dalle condizioni di utilizzo. Comunque la Tesla è in grado di programmare il viaggio e calcolare con quanta energia rimanente arriverà a destinazione, cercando di non far rifornimento lungo la via. Per esempio, con 340 km di autonomia abbiamo programmato un viaggio da Milano a Courmayeur in ora pomeridiana e il computer ha calcolato che saremmo arrivato con il solo 10 per cento di carica residua. Se uno ha il wall box nella seconda casa, problema risolto. In alternativa sosta di una ventina di minuti alla stazione Fast Charge di Aosta oppure colonnina a bassa intensità in valle. Insomma per quanto la Tesla faccia passi continui nello sviluppo e nella gestione della motricità elettrica, al pari delle concorrenti, ha un’autonomia che richiede pazienza e programmazione, tutto il contrario di quello a cui l’automobilista medio italiano è abituato, nervosismo e fretta.

In cambio di un modo diverso di gestire la mobilità, di sentirsi un passo avanti a chi brucia idrocarburi e riempie l’aria di Co2, non si inquina viaggiando – e scusate se è poco – non si fa rumore, si discorre piacevolmente, la macchina scivola via silenziosa ma potente. Caratteristiche tecniche? Sulle elettriche, in effetti, una volta che si sa l’autonomia e il tempo di ricarica il resto interessa meno. In ogni caso la Tesla Model 3 è lunga 4 metri e 69 cm, ha cinque comodi posti, due bauli, uno davanti e uno dietro da 542 litri (enorme), due motori elettrici per un totale di 306 CV. La linea, grazie alla mancanza del radiatore frontale, è filante come un coupé, ha perso le cromature un po’ barocche guadagnando in qualità di materiali e finiture – belli i sedili in pelle – ormai quasi al passo col premium europeo più sofisticato. La strada illuminata da potenti fari potenti full led.

Infine una considerazione sul prezzo: equo rispetto alla concorrenza e con il pieno degli incentivi statali si abbatte di quasi 10 mila euro.

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Come si usano i bulloni antifurto per le ruote?

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I bulloni antifurto sono degli ottimi strumenti per offrire protezione alle ruote dell’auto. Come dice il nome stesso infatti sono stati ideati per scoraggiare i ladri dai tentativi di furto. I malviventi infatti spesso puntano a rubare cerchi e pneumatici delle vetture. I bulloni antifurto richiedono delle chiavi apposite e specifiche per essere svitati, rendendo così più difficile l’intervento di qualsiasi eventuale malintenzionato. Oggi i bulloni antifurto sono adottati di serie da diverse Case auto, per proteggere le ruote delle vetture, ma si possono anche comprare aftermarket. Vediamo come funzionano e come sono fatti nello specifico.

Bulloni antifurto: come funzionano

Sono strumenti che funzionano in maniera molto semplice, sono dotati di una forma apposita che può essere svitata da una sola e unica chiave, che viene chiaramente fornita al cliente nel momento in cui acquista i bulloni antifurto. È facile comprendere quindi la massima protezione che garantiscono per le ruote, visto che qualsiasi altra chiave generica risulta inefficace per smontare cerchi e ruote. Attenzione: conservare con cura la chiave fornita dal venditore.

Ogni set di bulloni quindi ha una chiave specifica e unica, il principio è lo stesso delle serrature delle porte. Ogni bullone deve quindi essere serrato nella sua posizione e solo grazie all’uso della chiave apposita si può smontare e rimuovere; per questo ogni tentativo di furto diventa praticamente impossibile, a meno che il ladro sia in possesso della chiave specifica. Come si distinguono i bulloni antifurto? Dalla testa fuori misura, che non è compatibile con le chiavi tradizionali che troviamo in commercio.

Dove possiamo trovare i bulloni antifurto?

Delle Case auto, come abbiamo detto, dotano già le loro nuove vetture in uscita di bulloni antifurto, per renderle più sicure e ‘meno appetibili’ per i ladri. Altrimenti è possibile comprare questi elementi anche aftermarket, cioè in un secondo momento. Quanto costano? In genere tra i 20 e i 60 euro. Ci sono altrimenti dei rivenditori di gomme o di cerchi che danno la possibilità ai clienti di comprare i bulloni antifurto a prezzi vantaggiosi, con maggiori sconti per chi acquista le ruote complete, quindi le gomme già installate sui cerchi. Un’opzione che consente di avere una protezione maggiore per i cerchi e gli pneumatici nuovi, appena comprati.

Bulloni antifurto: sono facili da montare?

Chiaramente una delle prime domande che ci si pone, se si decide di comprare i bulloni antifurto aftermarket, è come si montano e se l’operazione è difficoltosa. E invece no, si montano come qualsiasi altra tipologia di bullone. Basta rimuovere dalle ruote dell’auto quelli tradizionali, inserire questi ‘speciali’ e poi stringerli con la loro chiave specifica. È semplice anche rimuoverli, come abbiamo già detto, sia per metterli che per toglierli serve la loro chiave specifica, che viene fornita in dotazione al momento dell’acquisto, e che deve essere conservata con cura.

Si tratta di strumenti molto facilmente riconoscibili e che quindi scoraggiano i malintenzionati e i ladri già solo al primo sguardo. I bulloni antifurto sono un ottimo elemento in grado di proteggere ruote, gomme, cerchi dell’auto; si può stare tranquilli anche quando è necessario lasciare l’auto in posti poco raccomandabili, in zone scarsamente illuminate e non del tutto sicure. Le ruote vengono protette in maniera perfetta da questi dispositivi. Attenzione: quando lasciate l’auto in officina per il cambio gomme, ricordate di dare al gommista la chiave specifica per svitare i bulloni antifurto e quindi smontare le ruote senza danneggiarle.

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Cosa si intende per guida pericolosa? Cosa dice la legge

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Ci sono diversi comportamenti vietati alla guida, che possono essere pericolosi sia per il conducente del veicolo e i passeggeri che occupano l’auto insieme a lui, sia per gli altri utenti della strada, che siano pedoni, altri automobilisti, motociclisti, ciclisti, tutti coloro che circolano. Tra questi possiamo ad esempio citare la guida in stato di ebbrezza, oppure ancora l’utilizzo del cellulare mentre si è al volante o procedere a velocità sostenute, superando i limiti concessi dalla legge.

Ma cosa intendiamo invece per guida pericolosa? Cosa dice il Codice della Strada a riguardo? La multa per guida pericolosa punisce ad esempio chi partecipa a gare di velocità senza alcuna autorizzazione, ma non solo. Ci sono anche tantissime altre infrazioni molto gravi che rientrano nei comportamenti catalogati come ‘guida pericolosa’, e li troviamo all’articolo 9-ter del Codice della Strada. Entriamo nel dettaglio e vediamo quali sono e come vengono puniti.

Quali sono le regole che disciplinano le multe per guida pericolosa?

Una delle infrazioni più gravi del Codice della Strada è senza alcun dubbio la multa per guida pericolosa. Ci sono diversi errori che si possono commettere e che sono ritenuti tanto gravi da rientrare appunto nei comportamenti di guida pericolosa puniti dalla legge italiana con severe sanzioni e pene. Vediamo quali sono purtroppo i più comuni, che causano la maggior parte degli incidenti:

  • il primo esempio, che abbiamo già citato prima, tra i più pericolosi, è senza dubbio la classica gara di velocità non autorizzata;
  • anche mettersi al volante in modo avventato, senza prestare attenzione;
  • guidare continuando a guardare lo smartphone o qualsiasi altro dispositivo simile tipo tablet.

L’accertamento di guida pericolosa può avvenire anche dopo che il guidatore commette materialmente l’illecito. Cosa significa? Ci sono casi di sinistro stradale in cui le Forze dell’Ordine riescono a rilevare solo in un secondo momento il possibile eccesso di velocità che ha causato appunto l’incidente.

Le sanzioni per guida pericolosa

Prima cosa da sapere assolutamente è che il conducente, per legge, è obbligato ovviamente a regolare la velocità in base ai limiti che sono imposti dal Codice della Strada per ogni tratta che percorre. È importante adeguare la velocità anche in base allo stato del mezzo, al suo carico, alle caratteristiche e alle condizioni del traffico e a molti altri aspetti. Questo significa che praticamente ogni elemento che potrebbe essere considerato come un concreto pericolo per sé e per gli altri viene definito di ‘guida pericolosa’ dal CdS.

La sanzione amministrativa in cui può incorrere qualunque trasgressore che commette uno dei comportamenti di guida pericolosa è di tipo pecuniario e può essere:

  • da 173 a 695 euro per gare di velocità;
  • da 87 a 345 euro per mancata regolazione della velocità quando vi siano ragionevoli motivi per farlo;
  • da 42 a 173 euro per qualsiasi altra ipotesi.

Contro una multa per guida pericolosa il ricorso può essere valido solo se:

  • la contestazione si basa esclusivamente sulla percezione soggettiva dell’agente:
  • non sono presenti altri elementi di riscontro.

Una domanda che spesso ci si pone poi è questa: si può denunciare per guida pericolosa un automobilista che ci sembra particolarmente aggressivo? La risposta è no, perché questo tipo di infrazioni possono essere accertate solo dalle autorità preposte oppure con strumenti appositi quali autovelox e tutor.

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MotoGP 2021: gli orari TV su DAZN

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La MotoGP 2021 sarà trasmessa in diretta anche su DAZN (di seguito troverete tutti gli orari TV): sulla piattaforma di streaming sarà possibile seguire live la classe regina del Motomondiale con il commento di Niccolò Pavesi e Marco Melandri mentre Matteo Pittaccio e Roberto Rolfo racconteranno la Moto2 e la Moto3.

Gli appassionati delle due ruote troveranno inoltre contenuti originali “on demand” tra cui “Officina Melandri” (tre episodi per raccontare dall’interno i reparti corse di Ducati, Yamaha e Aprilia), “S-Piega Melandri” (l’analisi degli stili di guida dei piloti protagonisti del campionato del mondo) e “Rewind”, per rivivere i momenti della scorsa stagione.

Di seguito troverete tutti gli orari TV su DAZN della MotoGP 2021: tutto quello che c’è da sapere per seguire in streaming live tutti i 19 (per ora) Gran Premi del Motomondiale.

MotoGP 2021: gli orari della programmazione DAZN

1 – GP Qatar (Losail) – 28 marzo 2021 – 19:00

2 – GP Doha (Losail) – 4 aprile 2021 – 19:00

3 – GP Portogallo (Portimão) – 18 aprile 2021 – 14:00

4 – GP Spagna (Jerez de la Frontera) – 2 maggio 2021 – 14:00

5 – GP Francia (Le Mans) – 16 maggio 2021 – 14:00

6 – GP Italia (Mugello) – 30 maggio 2021 – 14:00

7 – GP Catalogna (Barcellona) – 6 giugno 2021 – 15:00

8 – GP Germania (Sachsenring) – 20 giugno 2021 – 14:00

9 – GP Assen (Assen) – 27 giugno 2021 – 14:00

10 – GP Finlandia (Kymi Ring) – 11 luglio 2021 – 14:00

11 – GP Austria (Red Bull Ring) – 15 agosto 2021 – 14:00

12 – GP Gran Bretagna (Silverstone) – 29 agosto 2021 – 14:00

13 – GP Aragona (Alcañiz) – 12 settembre 2021 – 14:00

14 – GP San Marino (Misano) – 19 settembre 2021 – 14:00

15 – GP Giappone (Motegi) – 3 ottobre 2021 – 08:00

16 – GP Thailandia (Buriram) – 10 ottobre 2021 – 10:00

17 – GP Australia (Phillip Island) – 24 ottobre 2021 – 06:00

18 – GP Malaysia (Sepang) – 31 ottobre 2021 – 08:00

19 – GP Comunità Valenciana (Valencia) – 14 novembre 2021 – 14:00

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La moto non parte o fatica a accendersi: le possibili cause

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Purtroppo può capitare, per sfortuna del motociclista che arriva ‘carico’ in garage per partire per una gita in sella alla sua due ruote, che quest’ultima non parta. Vediamo quali possono essere le cause di questo problema e le possibili soluzioni.

Attenzione al cavalletto della moto

Forse non tutti lo sanno, eppure ci sono moltissimi motociclisti che hanno rischiato di farsi davvero male cadendo in moto, ‘semplicemente’ perché sono partiti con il cavalletto abbassato. Basta arrivare alla prima curva a sinistra per cadere, è logico. Ci sono molte moto che si spengono in automatico quando si abbassa il cavalletto e che non si accendono più sino al momento in cui non si alza. Altrimenti raccomandiamo di fare attenzione a questo elemento. Se luci e tutto il resto funzionano ma la moto non parte, riflettete.

La moto non parte: l’aria aperta

È possibile, sulle moto che possiedono la leva dell’aria, che questa rimanga aperta e che quindi il motore si ingolfi, senza riuscire a ‘prendere’ benzina come dovrebbe. Per questo può risultare difficile far partire la moto, ma basta chiudere la leva dell’aria e aspettare qualche minuto per poter accendere la due ruote.

Attenzione: può succedere anche il contrario e quindi che l’airbox sia intasato e la moto abbia invece bisogno dell’aria per poter partire. Non dimenticate però una cosa importante, la vostra amata motocicletta potrebbe essere ‘soffocata’ anche a causa della marmitta intasata.

Marce e frizione: la moto non vuole partire

Altra problematica: per partire dovete tirare la frizione e premere nello stesso istante sullo starter. Se non lo fate, allora la moto non parte. Altra causa per cui potrebbe non partire è che non siete in folle oppure che non avete tirato il freno anteriore (questo avviene principalmente sugli scooter).

La batteria della moto è scarica

Niente da fare, come succede per l’auto, anche per la moto se la batteria è scarica non si parte. Questo può succedere se lasciate la moto tutto inverno ‘in letargo’ nel garage, senza staccare la batteria. Ma può avvenire anche semplicemente perché la batteria è troppo vecchia, finisce il suo ciclo di vita e non è più possibile nemmeno ricaricarla. L’unica cosa da fare per capire se si riprende e attaccarla ad un altro mezzo e vedere se parte.

Il problema della candela

Si tratta di un elemento fondamentale per la vostra moto, che per svariati motivi si può bruciare. La causa può essere una carburazione troppo magra o troppo grassa, oppure la candela è troppo distanziata e non riesce a provocare la scintilla responsabile dell’accensione. O ancora, può essere arrivata alla fine del suo ciclo vitale e deve essere sostituita. Fortunatamente non si tratta di una spesa elevata.

Grippare la moto

Questa è una delle peggior cose che può succedere a un motociclista: grippare. Purtroppo accade se il motore non è ben lubrificato, anche se solitamente ci si accorge di questa condizione. Nel caso in cui invece sfugga, allora bisogna portare la moto dal meccanico e far fare i lavori necessari al motore.

Il problema della benzina

Questa è la causa più banale, ma a volte, per distrazione, si è convinti di aver lasciato la moto col pieno in garage o comunque non a secco. Eppure la prendiamo per partire e non si accende. Siete sicuri di aver fatto benzina?

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Auto a metano: l’elenco completo

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Le auto a metano sono molto richieste in Italia: merito del basso prezzo alla pompa del gas naturale e dell’ampia disponibilità di distributori (specialmente al Nord e al Centro).

Di seguito troverete l’elenco completo di tutte le auto a metano in commercio. Non abbiamo preso in considerazione i pick-up in quanto veicoli commerciali e quindi immatricolabili esclusivamente come autocarro.

Auto a metano: l’elenco completo

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Audi

  • A3 Sportback 1.5 g-tron 131 CV da 31.900 euro
  • A4 Avant 2.0 g-tron 170 CV da 44.900 euro
  • A5 Sportback 2.0 g-tron 170 CV da 49.700 euro

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Fiat

  • Panda 0.9 TwinAir Turbo Natural Power 80 CV da 17.050 euro
  • Panda Cross 0.9 TwinAir Turbo Natural Power 80 CV 19.450 euro

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Lancia

  • Ypsilon 0.9 TwinAir Metano Ecochic 71 CV da 18.300 euro

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Seat

  • Ibiza 1.0 TGI 90 CV da 18.650 euro
  • Leon 1.5 TGI 130 CV da 27.300 euro
  • Arona 1.0 TGI 90 CV da 19.900 euro

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Skoda

  • Scala 1.0 G-Tec 90 CV da 22.730 euro
  • Octavia 1.5 G-TEC 131 CV da 29.350 euro
  • Octavia Wagon 1.5 G-TEC 131 CV da 30.400 euro
  • Kamiq 1.0 G-Tec 90 CV da 23.240 euro

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Volkswagen

  • up! 1.0 eco 68 CV da 17.000 euro
  • Polo 1.0 TGI 90 CV da 19.200 euro
  • Golf 1.5 TGI 131 CV da 32.500 euro
  • Golf Variant 1.5 TGI 131 CV da 33.450 euro

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Auto ibride, quali sono i vantaggi per chi le sceglie?

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Le auto ibride si diffondono sempre più anche nel nostro Paese, famose per i vantaggi che portano agli automobilisti che le scelgono, sia dal punto di vista fiscale, che dei consumi e delle emissioni inquinanti. Le vetture dotate di questa tecnologia hanno un motore a combustione abbinato a un motore elettrico. È bene sapere quali sono i loro vantaggi e i loro difetti, prima di scegliere una macchina ibrida. Per molti sono infatti un’ottima scelta prima di arrivare all’elettrico, ma ci sono diversi fattori da considerare per capire se si tratta del tipo di auto ideale per le proprie esigenze.

Quanto consuma una vettura ibrida?

Le auto ibride, come grande vantaggio, hanno anche la possibilità di utilizzare un motore elettrico (oltre al classico a combustione), per alleggerire il carico di quello termico. Questo comporta una diminuzione dei consumi di carburante, soprattutto se si riesce a adeguare la guida a uno stile tranquillo e delicato sui comandi, sull’accelerazione e sulle frenate.

Le auto ibride sono la soluzione ottimale e danno il meglio di sé soprattutto nei tragitti caratterizzati da lunghe decelerazioni, situazioni in cui le batterie elettriche hanno la possibilità di ricaricarsi grazie al sistema di frenata rigenerativa. In questo modo le batterie possono poi essere sfruttate in accelerazione, una volta cariche, e i consumi ne beneficiano.

Altri vantaggi delle auto ibride: il comfort e le emissioni

Ottima soluzione per la guida in città, l’auto ibrida è apprezzata senza alcun dubbio per l’assenza di vibrazioni e per la silenziosità, oltre a essere molto comoda da guidare, grazie al cambio automatico. Le vetture ibride sono apprezzate inoltre, come abbiamo detto, per i bassi consumi, a cui sono legate anche le emissioni allo scarico contenute che, in città, permettono di accedere nelle zone a traffico limitato e di guidare anche nelle giornate dedicate ai ‘blocchi del traffico’.

Auto ibrida e bollo auto

Il bollo auto, come già sappiamo, è una tassa regionale. Per questo il pagamento del tributo a carico delle vetture ibride chiaramente dipende dalla regione di residenza. In alcune regioni c’è l’esenzione totale per alcune annualità dalla prima immatricolazione, in altre la limitazione del pagamento alla potenza del motore termico o altre riduzioni. È necessario informarsi presso l’ACI o direttamente sul sito.

Auto ibrida e manutenzione

La manutenzione può essere più conveniente e meno dispendiosa, ad esempio per la presenza delle batterie e della frenata rigenerativa, che consentono di diminuire il consumo dei freni. Il motore lavora meno su questa tipologia di vetture, per ciò la vita meccanica dell’auto dovrebbe essere più lunga. Chiaramente non è una certezza, dipende da caso a caso.

Attenzione: una vettura ibrida senza dubbio pesa di più rispetto a una variante classica della stessa auto, alimentata a benzina. Si tratta inoltre di una tecnologia aggiuntiva per il costruttore, chiaramente costosa, e che porta quindi a un aumento del prezzo di listino. Quindi ad oggi le auto ibride costano di più delle vetture a benzina e diesel.

Un’ultima considerazione: guidare una vettura ibrida può essere molto comodo anche grazie al cambio automatico. La presenza delle batterie è inoltre molto vantaggiosa, soprattutto nella modalità di vivere gli spostamenti nel quotidiano. L’auto ibrida è la soluzione perfetta per chi vive in zone che garantiscono elevati vantaggi fiscali per questa tipologia di motorizzazione e per chi guida in situazione in cui i consumi si abbasserebbero davvero molto (insieme alle emissioni inquinanti).

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