Jeep Renegade e Compass 4xe: le prime ibride plug-in a trazione integrale

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Anche il marchio nordamericano del Gruppo FCA fa il suo passo importante verso l’elettrificazione. In Italia arrivano le prime due Jeep ibride, la Renegade e la Compass denominate ‘4xe’.

PHEV a trazione integrale

Tanto la fuoristrada compatta come la sua sorella maggiore montano lo stesso powertrain ibrido plug-in composto dal quattro cilindri 1.3 turbo a benzina abbinato a un motore elettrico. In totale la potenza complessiva è di 240 CV e il motore termico da impulso alle ruote anteriori, mentre quello elettrico spinge l’asse posteriore, dando vita a un sistema di trazione integrale sulle 4 ruote e un’autonomia in modalità elettrica di 50 km (con una velocità massima limitata a 130 km/h). 

Ricarica

In quanto a tempi di ricarica utilizzando la Wallbox Hybrid da 3 kW offerta da Jeep le batterie si ricaricano in tre 3,5 ore, mentre sfruttando i più potenti sistemi da 7,4 kW i tempi si riducono a 100 minuti. Per i consumi Jeep dichiara 2,01 l/100 km e 1,97 l/100 km rispettivamente per la Jeep Renegade 4xe e la Jeep Compass 4xe.

Jeep Renegade e Compass 4xe First Edition

Per il lancio commerciale in Italia Jeep proporrà le First Edition, pre-ordinabili online, solo fino al 9 marzo, con un acconto di 500 euro. Sia per la Jeep Renegade 4xe che per la Jeep Comppass 4xe, le versioni First Edition potranno essere ordinate con l’allestimento Urban o Off-Road, il primo più elegante e sportivo, con cerchi da 19 pollici, il secondo più rivolto all’uso in fuoristrada e con cerchi da 17 pollici. 5 sono invece le colorazioni disponibili per la carrozzeria: Carbon Black, Alpine White, Granite Crystal, Blue Shade e Sting Grey. Per entrambe, infine, la dotazione di serie per tutte le First Edition comprende la retrocamera, i sensori di parcheggio, il sistema Park Assist, sistema Keyless e l’infotainment Uconnect Nav con schermo da 8,4 pollici.

I Prezzi

Le prime due versioni ibride plug-in Jeep Renehgade 4xe e Jeep Compass 4xe sono vendute con prezzi a partire, rispettivamente, da 40.900 euro e 45.900 euro.

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Jorge Lorenzo e Max Biaggi diventano nel 2020 MotoGP Legend

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Nel 2020 Jorge Lorenzo e Max Biaggi entreranno a far parte del MotoGP Legend. I due piloti, tra l’altro anche grandi amici, riceveranno dunque questo importante riconoscimento, insieme ad un altro pilota, Hugh Anderson, neozelandese con quattro titoli mondiali in bacheca. Il maiorchino entrerà a far parte della Hall of Fame a Jerez, il Corsaro al Mugello e il neozelandese a Phillip Island.

Jorge Lorenzo

Lorenzo è uno dei piloti più vincenti di tutti i tempi, vinse la sua prima gara nel 2003 per arrivare a quota 68 nel 2018. Diventato campione in 250cc per due anni consecutivi (2006 e 2007) ottenendo la prima pole in occasione del suo Gran Premio d’esordio in MotoGP™ si è laureato campione del mondo nella massima categoria in tre occasioni in sella alla Yamaha (2010, 2012 e 2015). Con la casa di Iwata, il maiorchino ha ottenuto 44 vittorie prima di passare al box Ducati nel 2017, moto con cui firmò tre vittorie. Dopo due anni col costruttore di Borgo Panigale, Lorenzo ha cambiato di nuovo scuderia diventando pilota Honda, squadra con la quale ha affrontato una sola stagione, al termine della quale annunciò il suo addio alle competizioni col concludersi del campionato 2019. “Essere nominato MotoGP™ Legend mi rende estremamente felice. Devo dire che quando ho iniziato a frequentare questo mondo il massimo a cui aspiravo era partecipare al Campionato del mondo. Poi sono riuscito a vincere delle gare e poi cinque titoli, ed è stato qualcosa al di sopra delle mie aspettative. Ora, diventare leggenda del MotoGP™ è un traguardo ancora più difficile da raggiungere. Ricevere questo riconoscimento significa che, a parte i titoli, hai lasciato qualcosa alla gente e alla storia di questo sport. Ringrazio Dorna e la FIM per tutto il loro sostegno nel corso di questi anni e per avermi scelto per entrare a far parte di questo gruppo così selettivo di piloti”, ha dichiarato Jorge.

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Max Biaggi

Max Biaggi esordì nel mondiale 250cc nel 1991, il pilota romano firmò la sua prima vittoria una stagione più tardi. Due anni dopo diventò campione del mondo per la prima volta e un anno dopo si confermò campione nella categoria intermedia per quattro anni consecutivi (1994, 1995, 1996 e 1997). Dopo di ché fece il salto in classe regina dove vinse la sua prima gara durante la stagione d’esordio, concludendo il campionato col secondo posto della classifica generale. Dal suo debutto nel 1998 in 500cc fino al 2005, Biaggi vinse 13 gare e divenne vice campione del mondo in tre occasioni. Dopo aver lasciato il MotoGP™, il Corsaro approdò al WorldSBK dove vinse il campionato nel 2010 e nel 2012. Dopo il suo ritiro dal mondo delle competizioni, ha avviato il Sterilgarda Max Racing. “Mi onora diventare una leggenda del MotoGP™ e sapere che il mio nome sarà lì per sempre insieme a quello di altri piloti importanti come Agostini, Aspar, Nieto, Sheene… Sono molto felice di sapere che il mio nome sarà sempre ricordato ed è un onore ricevere questo riconoscimento dopo tanti anni di duro lavoro. Mi piacerebbe ringraziare tutti coloro che hanno deciso di onorami con questo riconoscimento”, ha detto il corsaro.

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Ducati Panigale V4 MY 2020: inizia la commercializzazione

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Inizia la commercializzazione della nuova Ducati Panigale V4 MY 2020. Sono già circa 450 le moto consegnate ai concessionari europei e statunitensi, e nelle prossime settimane la nuova supersportiva raggiungerà anche gli altri mercati del mondo nei quali Ducati è presente. La nuova supersportiva di Borgo Panigale viene proposta con prezzi a partire da 23.490 euro.
La Panigale V4 è spinta dal Desmosedici Stradale di 1.103 cm³: un V4 di 90° a distribuzione Desmodromica di derivazione MotoGP, unico nel suo genere per l’albero motore controrotante e l’ordine degli scoppi “Twin Pulse”. Il motore è capace di erogare una potenza di 214 CV a 13.000 giri/minuto, ed una coppia di 12,6 Kgm a 10.000 giri/minuto, che lo rende assolutamente godibile anche nell’impiego stradale. È inoltre ora equipaggiata con contenuti ereditati dalla V4 R, a partire dal pacchetto aerodinamico (profili alari, plexiglas, cupolino e carenature laterali di maggiori dimensioni, più efficienti estrattori laterali per l’aria in uscita dai radiatori) che migliora la protezione all’aria del pilota in carena e la stabilità globale del veicolo infondendo sicurezza.
Completa l’aggiornamento il telaio “Front Frame” con rigidezze modificate, per offrire un maggiore feeling dell’anteriore ai massimi angoli di piega. Il Ducati Traction Control (DTC) EVO 2, grazie alla nuova strategia di controllo “predittiva”, migliora sensibilmente la gestione della potenza in uscita di curva, mentre il Ducati Quick Shift up/down (DQS) EVO 2 riduce i tempi di taglio in “up shift”, consentendo cambiate più sportive oltre i 10.000 giri/minuto, aumentandone la stabilità in forte accelerazione a moto piegata. È stata anche sviluppata una nuova mappatura del sistema Ride by Wire che prevede diverse logiche di gestione della coppia erogata.
Per confermare il successo già ottenuto da questo gioiello di stile e tecnologia, a Borgo Panigale sono stati raccolti e analizzati i feedback e i dati provenienti dai clienti e dalla stampa specializzata. Questo ha permesso a Ducati di realizzare una Panigale V4 più facile, meno affaticante e più intuitiva, ottenendo una moto ancora più veloce al cronometro, con un miglioramento tanto più evidente quanto minore è l’esperienza del pilota. In poche parole una moto ancora più performante e godibile per un amatore che, in pista, può avvicinare la sua prestazione a quella di un rider professionista.

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MV Agusta: 75 anni di storia e di successi

MV Agusta festeggia nel 2020 75 anni di storia e di successi. Tutto infatti cominciò il 19 gennaio del 1945, con la nascita della Meccanica Verghera Srl a Cascina Costa, a pochi passi dall’attuale aeroporto internazionale di Malpensa. La famiglia Agusta, protagonista dell’industria aeronautica, non potendo più fabbricare aeroplani nell’immediato dopoguerra, decise di esprimere la propria passione per la velocità e per la tecnologia costruendo motociclette. Pensate che il primo modello, una 98 cc di cilindrata, pare dovesse chiamarsi “Vespa”, ma il nome era già stato preso, così passò alla storia semplicemente come MV98.

I migliori piloti per MV

Gli Agusta sapevano come convertire con successo i loro modelli da corsa in moto stradali per il crescente pubblico di appassionati, cominciando proprio da una versione di lusso della 98 che fece furore alla fiera di Milano del 1947. Il Conte Domenico Agusta aveva grande fiuto nello scegliere sempre i migliori piloti, molti dei quali sono diventati leggende del motociclismo: Franco Bertoni, il primo pilota MV, seguito da Arcisio Artesiani, Carlo Ubbiali “il cinese volante”, Leslie Graham, Cecil Sandford, Fortunato Libanori, John Surtees, Mike Hailwood, Gianfranco Bonera, Giacomo Agostini e Phil Read. Nei trent’anni dell’era Agusta, la storia delle loro vittorie si intreccia con quella di altrettanto leggendari modelli MV Agusta di serie. Quello tra MV Agusta e Giacomo Agostini fu il binomio più celebre della storia del motociclismo: nella sua carriera, “Ago” vinse 13 titoli mondiali, 18 campionati italiani e 10 Tourist Trophy.

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Castiglioni acquistò MV nel 1992

Venuto a mancare il conte Domenico nel 1971, e dopo l’ultima vittoria di Agostini al Nürburgring nel 1976, il destino dell’azienda sembrava segnato, quando la famiglia Castiglioni decise di cambiarne le sorti. Nel 1992 la Cagiva di Claudio Castiglioni acquisì il marchio MV Agusta e ne trasferì la produzione nei propri stabilimenti della Schiranna, sul lago di Varese, dove si trova tuttora. Sotto la guida visionaria di Claudio Castiglioni il marchio non ha mai smesso di rappresentare la migliore tradizione motociclistica italiana, acquisendo ulteriore fama e prestigio. Castiglioni rivoluzionò l’intero comparto industriale, investendo pesantemente in ricerca e sviluppo e rinforzando la produzione. La F4, una quattro cilindri da 750 cc, fu la prima moto della nuova era, e anche la prima superbike. A tutt’oggi è considerata “la moto più bella di sempre”. Claudio inventò anche il concetto di “naked”, una novità assoluta nel mondo delle moto.

Nel 2011 toccò a Giovanni Castiglioni

Scomparso prematuramente nel 2011, fu suo figlio Giovanni a succedergli alla guida dell’azienda e a raccogliere la sfida della continua innovazione. Giovanni sviluppò attivamente e con successo legami con eccellenze mondiali come Pirelli ed il campione di Formula1 Lewis Hamilton, creando sinergie che allargassero gli orizzonti dell’azienda. Fu sempre Giovanni ad ispirare la creazione della “Brutale” e della F3, dotata del mitico 3 cilindri in linea. La F3 fu la prima a montare un albero contro-rotante, oltre a presentare molte altre innovazioni tecniche. Sotto la guida di Giovanni Castiglioni furono sviluppati altri modelli di notevole rilievo, come la Dragster e la Turismo Veloce, che segnò l’ingresso del marchio in un segmento fino ad allora inesplorato, oltre alle successive evoluzioni della F4 e della F3, sempre accolte molto favorevolmente da critica ed appassionati.

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Superveloce 800 Serie Oro Eccellenza del Design Lombardo

Nel 2017 l’azienda era pronta a compiere il passo successivo e crescere ulteriormente, con l’ingresso di nuovi capitali apportati dalla lussemburghese ComSar Invest, di proprietà di una famiglia di imprenditori animati da un forte spirito pionieristico e dalla passione per i motori, alla stregua degli Agusta e dei Castiglioni. Dopo un iniziale periodo di prova, nel 2019 la famiglia Sardarov acquisiva il 100% del pacchetto azionario di MV Agusta e Timur Sardarov, attuale CEO dell’azienda, ne prendeva le redini. Nuovi modelli, come le produzioni limitate delle serie “Oro” della Brutale 1000 RR e della Superveloce 800, un omaggio alla tradizione di velocità, design e alta ingegneria del marchio, sono stati accolti con grande entusiasmo e riconosciuti come degni rappresentanti dello spirito MV Agusta. Nel 2019 la Superveloce 800 Serie Oro è valsa all’azienda il riconoscimento di “Eccellenza del Design Lombardo”, a testimonianza del suo DNA inconfondibilmente MV Agusta.

20 nuovi modelli nei prossimi 5 anni

Il piano quinquennale recentemente presentato punta ad una crescita sia organica sia strutturale, con l’obiettivo di portare i volumi annuali di vendita a 25,000 unità nei prossimi cinque anni con oltre 20 nuovi modelli. L’apertura a nuovi segmenti, in particolare quello di un pubblico più giovane, è previsto anche attraverso il lancio di una nuova gamma entry-level, così come il ritorno a cilindrate più piccole, come la 350 cc, per la conquista di nuovi mercati, come quello asiatico. A tale scopo è stato recentemente siglato un importante accordo col colosso cinese Loncin per la produzione e la distribuzione di questi nuovi modelli di gamma media. Ricerca e sviluppo si confermano pilastri fondamentali della strategia del marchio.

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Katana 7584, una special che richiama il passato

In occasione del Motor Bike Expo 2020 di Verona Suzuki ha svelato una nuova edizione speciale della Katana. Si tratta, per il momento, di una versione one-off, un esemplare unico, ma nulla nega che non possa diventare, in futuro, una serie limitata. Il nome scelto per la moto è Katana 7584, si legge “settecinqueottoquattro”, e rappresenta un chiaro riferimento al concept che ha dato origine a questa special. Lo spunto stilistico infatti risiede in una delle moto più innovative e stravolgenti mai lanciate sul mercato: la Katana 750 m.y. 1984.

Per rendere omaggio alla “Katana Shark” del 1984, Suzuki ha lavorato in particolar modo sulla livrea. Il Grigio lucido del modello standard lascia il posto ad un peculiare grigio mat a cui è stata accostata una veste grafica che segue le forme uniche della Katana, tingendole di Cosmic Blue, Lipstick Red e Metal Gold. Il logo Suzuki tradizionale lascia il posto ad una moderna “Big label” che riprende lo stile tipico delle moderne Suzuki GSX-RR del Team Ecstar MotoGP. I più attenti potranno notare come anche le forme siano state modificate, I fianchetti perdono le prese d’aria presenti subito sopra il logo Katana, risultando così più puliti. Il logo stesso vede il Kanji Katana in Metallic Gold. Parlando di equipaggiamento, invece, ritroviamo: il cupolino maggiorato, la sella bicolore rosso/nero ed il parafango anteriore realizzato interamente in carbonio. Tutti questi accessori fanno parte del catalogo Genuine Parts che Suzuki dedica al suo iconico modello. Per finire, si è lavorato sulle prestazioni e sul sound di scarico con l’adozione di uno scarico completo Yoshimura, dotato di collettori in acciaio e terminale R-11, sempre in acciaio satin finished, con fondello in carbonio.

Non cambia nulla invece dal punto di vista tecnico. Confermato il quattro cilindri da 150 CV, così come la ciclistica non subisce variazioni. Il telaio è in alluminio rigido e davanti c’è una forcella upside-down KYB da 43 mm. L’impianto frenante sfrutta pinze freno anteriori ad attacco radiale Brembo e un sistema antibloccaggio ABS Bosch, mentre il pacchetto elettronico prevede il controllo elettronico della trazione, e facilita l’avviamento e le partenze con i sistemi Suzuki Easy Start System e Low RPM Assist.

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Volkswagen Golf 8 2020: i numeri delle GTI, R, GTE e GTD

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La Volkswagen Golf 8 non ha più segreti, o quasi. La compatta più famosa in Europa si è già svelata nelle sue versioni ‘convenzionali’. Ma ha ancora degli assi nascosti nella manica: le versioni più ‘hot’, sportive. Di queste, in anticipo sugli unveiling, già conosciamo le prime informazioni.

Volkswagen Golf GTI 2020

La prima versione pepata della segmento C di Wolfsburg ad arrivare sul mercato sarà la Volkswagen Golf GTI 2020. L’iconica versione sportiva della Casa tedesca debutterà in anteprima mondiale, a marzo, al Salone di Ginevra, per poi arrivare nelle concessionarie nella seconda metà del 2020. Al look più sportivo e all’assetto più dinamico gli ingegneri Volkswagen abbineranno un motore da 4 cilindri, 2.0 litri turbo, da 245 CV di potenza. Sarebbe a dire, la stessa potenza dell’attuale Golf GTI Performance. Ma la nuova Volkswagen Golf 8 GTI non arriverà da sola…

Volkswagen Golf GTI TCR 2020

Nella seconda metà del 2020 vedremo infatti anche un’ulteriore declinazione denominata GTI TCR che monterà lo stesso duemila turbo spremuto però fino alla soglia dei 300 CV. In questo caso 10 CV in più rispetto all’omonima versione della generazione precedente. Il tutto condito da una carrozzeria ancora più radicale.

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Volkswagen Golf R 2020

Proseguendo con la saga delle Volkswagen Golf sportive, il capitolo più eccitante, come sempre, sarà interpretato dalla mitica Golf R, che tornerà ad avere spazio anche nell’ottava gamma della compatta tedesca. Tutto però sembra indicare che non raggiungerà la potenza che in molti ci aspettavamo. La stampa tedesca aveva insinuato infatti un tetto di 400 CV per la più radicale delle Golf, ma sembrerebbe, in ultima istanza, che dovrà ‘accontentarsi’ di 333 CV. Niente male, comunque, rispetto ai 300 CV dell’attuale ‘R’.  Manterrà la trazione integrale e potrà godere di un assetto ancora più radicale. Probabilmente verrà svelata nella seconda parte del 2020.

Volkswagen Golf GTE e GTD 2020

Oltre alle Golf sportive a benzina, Wolfsburg proporrà anche le versioni dinamiche diesel e ibride. La prima sarà la Volkswagen Golf GTD 2020, con 200 CV sotto al cofano. La GTE sarà invece la versione elettrificata, ibrida plug-in che monterà il 1.4 TSI affiancato da un motore elettrico alimentato da una batteria da 13 kWh, per una potenza complessiva di 245 CV (+41 CV rispetto all’attuale Golf GTE).


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Volkswagen Golf: versioni, prezzi e rivali

Le versioni, i prezzi e le rivali della nuova Volkswagen Golf, l’ottava generazione della compatta più amata dagli italiani

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TVR Tuscan (1999): l’indomabile

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La seconda generazione della TVR Tuscan – nata nel 1999 e importata ufficialmente in Italia dal 2004 al 2006 – è una supercar britannica scorbutica e inaffidabile adatta solo a piloti molto esperti. Un mezzo ricco di fascino e privo di elettronica destinato a chi cerca il massimo piacere di guida. Le versioni con guida a sinistra oggi sono introvabili mentre ci vogliono più di 40.000 euro per portarsi a casa una S con guida a destra.

TVR Tuscan (1999): le caratteristiche principali

La TVR Tuscan sbarca in Italia nel 2004 in due versioni: Speed Six e S. Caratterizzata da un design sexy e da un comportamento stradale tanto coinvolgente quanto arduo da gestire, sa essere una sportiva raffinata e pura al tempo stesso. Decisamente migliorabili, infine, il comfort e l’affidabilità.

La coupé inglese (anche se sarebbe meglio considerarla una “targa” visto che ha il tetto e il lunotto removibili) viene aggiornata nel 2005: la MK2 si distingue esteticamente per uno stile più “normale” (due gruppi ottici anteriori carenati anziché tre scoperti, mascherina priva di buchi, coda con fari più alti e impreziosita da uno spoiler e interni più curati con una plancia ridisegnata) e per un comportamento stradale – lievemente – più intuitivo. Senza dimenticare l’esordio della variante scoperta Roadster.

TVR Tuscan (1999): la tecnica

La TVR Tuscan viene lanciata nel nostro Paese con due motori a sei cilindri in linea: un 3.6 da 355 CV montato dalla Speed Six e un 4.0 da 365 CV adottato dalla S. Entrambi i propulsori sono abbinati a un cambio manuale a cinque marce.

TVR Tuscan (1999): le quotazioni

Non fatevi ingannare dalle quotazioni che parlano di cifre leggermente superiori ai 30.000 euro: le TVR Tuscan con guida a sinistra sono introvabili mentre le S con guida a destra si trovano abbastanza facilmente (anche se bisogna mettere in conto una spesa di oltre 40.000 euro).

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Ferrari F1 2020: presentazione l’11 febbraio a Reggio Emilia

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La presentazione ufficiale della nuova monoposto Ferrari che correrà nel Mondiale F1 2020 si terrà martedì 11 febbraio alle 18:30 al Teatro Valli di Reggio Emilia. Il capoluogo emiliano è stato scelto in quanto proprio a Reggio – nel 1797 – è nato il tricolore, poi adottato come bandiera dall’Italia nel 1861. I tifosi della Rossa potranno seguire l’evento in streaming sulla pagina Facebook della Scuderia di Maranello.

La nuova Ferrari F1 per il 2020 non porterà grosse rivoluzioni rispetto alla vettura dello scorso anno (i veri cambiamenti arriveranno – grazie ai nuovi regolamenti – nel 2021) e sarà guidata, come nel 2019, dal tedesco Sebastian Vettel (quattro Mondiali Formula 1 consecutivi conquistati tra il 2010 e il 2013) e dal monegasco Charles Leclerc (4° nel Mondiale 2019).

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Audi Q5: le novità della gamma 2020

An Audi success story –  8 million cars with quattro drive

Credits: Audi Q5 quattro
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Audi Q5

Credits: Static photo, Colour: Mythos black, metallic

Audi Q5

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Audi rinnova la motorizzazione best seller della gamma Q5 all’insegna dell’elettrificazione, introducendo l’unità 2.0L da 204 CV, forte del sistema mild-hybrid a 12 Volt. Si tratta della tecnologia MHEV, fino ad ora esclusiva per la sola versione 2.0 (45) TFSI quattro S tronic 245 CV, declinata anche negli step di potenza da 136 e 163 CV.

Tre step di potenza

Declinato in tre livelli di potenza – 136 CV e 320 Nm di coppia, 163 CV e 380 Nm oppure 204 CV e 400 Nm – il 4 cilindri in linea da1.968 cc si distingue per il peso contenuto, grazie soprattutto al basamento in alluminio, e gli attriti ridotti, grazie allo specifico trattamento dedicato alle fasce dei pistoni, all’albero motore e alla testata. I nuovi motori 2.0 TDI condividono il sistema mild-hybrid (MHEV) che consente un ulteriore incremento del comfort e dell’efficienza. Tale tecnologia si avvale di una rete di bordo a 12 Volt. L’alternatore-starter azionato a cinghia consente l’ottimizzazione della funzione start&stop, attiva sin da 15 km/h, e permette lo spegnimento e la riaccensione del motore in fase di veleggio a qualsiasi velocità. Il sistema, che omologa la vettura come ibrida, permette di utilizzare l’energia cinetica in fase di recupero e impiegarla per ricaricare la batteria dello starter, immagazzinandola in un accumulatore agli ioni di litio dedicato.

Prestazioni e consumi

La trasmissione è affidata al cambio a doppia frizione S tronic e la trazione è integrale grazie al sistema quattro con tecnologia ultra che attua una ripartizione della coppia al retrotreno solo quando necessario. La soluzione quattro ultra è di serie per le versioni 2.0 (45) TFSI quattro S tronic 245 CV e 2.0 (40) TDI quattro S tronic 204 CV, entrambe MHEV 12V, oltre che per le varianti 2.0 (35) TDI S tronic 163 CV e 2.0 (40) TDI 190 CV. In quanto a prestazioni l’ Audi Q5 2.0 (40) TDI quattro S tronic 204 CV MHEV 12 dichiara uno scatto da 0 a 100 km/h in 7,6 secondi a fronte di una velocità massima di 222 km/h e di consumi ed emissioni nell’ordine, rispettivamente, dei 6,4 – 7,2 litri ogni cento chilometri e dei 168 – 189 grammi/km di CO2 nel ciclo WLTP.

Equipaggiamento arricchito

L’Audi Q5 2020 beneficia di ulteriori novità, dato che alle motorizzazioni mild-hybrid si affianca un arricchimento – a fronte di un prezzo invariato – degli allestimenti d’ingresso, Sport e Design. Le dotazioni di serie includono ora il climatizzatore automatico a tre zone, il sistema di ausilio al parcheggio plus, il supporto lombare a quattro vie a regolazione elettrica per le sedute anteriori e il cruise control. Contestualmente, le versioni Business, Business Sport, Business Design ed S line plus beneficiano di una riduzione del listino di 1.000 euro per le motorizzazioni TFSI, TDI e plug-in hybrid con un conseguente vantaggio Cliente che supera il 70%. Tale riduzione ha ulteriori ricadute positive per l’Audi Q5 2.0 (50) TFSI e quattro S tronic 299 CV che rientra nella soglia di prezzo per accedere all’ecobonus (sino a 2.500 euro) non solo nelle varianti d’accesso, Business e Business Design, ma anche nella versione top di gamma S line plus.

I prezzi della nuova Audi Q5 2020

La nuova gamma Audi Q5 2020 parte da 45.200 euro (30 TDI S tronic 136 CV). Il listino della versione plug-in parte invece da 57.500 euro (50 TFSI e quattro S tronic 299 CV).

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Ferrari F12berlinetta (2015): pregi e difetti della supercar del Cavallino

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La Ferrari F12berlinetta appartiene a una razza in via d’estinzione: quella delle supercar V12 aspirate. Oggi ci vogliono circa 180.000 euro per entrare in possesso di un esemplare del 2015 della cattivissima ed elegante coupé di Maranello: scopriamo insieme i suoi pregi e difetti.

I pregi della Ferrari F12berlinetta del 2015

Abitabilità

La Ferrari F12berlinetta può accogliere solo due passeggeri ma offre un abitacolo molto spazioso.

Finitura

Una delle auto del Cavallino più curate di sempre (anche se nelle zone più nascoste si nota ancora qualche imprecisione di troppo).

Dotazione di serie

Ricca: autoradio Bluetooth, cambio automatico, cerchi in lega, climatizzatore, fari bixeno, freni carboceramici, interni in pelle, navigatore satellitare, sensore luci, sensore pioggia, sensori di parcheggio, sospensioni attive e vernice metallizzata.

Capacità bagagliaio

Il vano soddisfa senza problemi le esigenze di una coppia: 320 litri.

Posto guida

Molto ribassato ma tutt’altro che scomodo: sedile avvolgente e comandi ergonomici.

Climatizzazione

Buona, peccato solo per le bocchette d’aerazione piccole.

Sospensioni

Mai troppo dure: garantiscono un buon comfort anche nei lunghi viaggi.

Rumorosità

Non esiste rumore: i 12 cilindri regalano una sinfonia celestiale.

Motore

Il 6.3 V12 Euro 5 a benzina della Ferrari F12berlinetta è uno dei migliori propulsori mai costruiti: 740 CV di potenza, 690 Nm di coppia e una spinta impressionante a qualsiasi regime.

Cambio

La trasmissione automatica (doppia frizione) a 7 rapporti convince per rapidità e precisione degli innesti.

Sterzo

Discreto: potrebbe essere più pronto nella guida sportiva.

Prestazioni

Fantastiche: 340 km/h di velocità massima e 3,1 secondi per accelerare da 0 a 100 chilometri orari.

Dotazione di sicurezza

In linea con quanto offerto dalla concorrenza: airbag frontali, laterali e a tendina e controlli di stabilità e trazione.

Freni

Semplicemente perfetti: l’impianto carboceramico offre spazi di arresto ridottissimi.

Tenuta di strada

Incollata all’asfalto.

Tenuta del valore

Le Ferrari V12 a motore anteriore sono sempre richiestissime.

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I difetti della Ferrari F12berlinetta del 2015

Visibilità

Limitata nelle manovre di parcheggio.

Prezzo

Da nuova nel 2015 la Ferrari F12berlinetta costava molto (276.668 euro). Oggi si trova abbastanza facilmente a 178.000 euro: poco meno di una Porsche Panamera 4.0 Turbo Executive appena uscita dal concessionario.

Consumo

I 12 cilindri della sportiva del Cavallino sono molto assetati di benzina: 6,7 km/l dichiarati.

Garanzie

La copertura globale e quella sulla verniciatura sono scadute nel 2018.

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