Monthly Archives: Marzo 2018
Mercedes X 350 d: il pick-up classe X diventa V6


Credits: Beim Genfer Auto-Salon Anfang März feiert die Mercedes-Benz X-Klasse mit kraftvollem Sechszylindermotor und permanentem Allradantrieb 4MATIC ihre Weltpremiere. Mercedes-Benz X 350 d 4MATIC, Exterieur, diamantsilber metallic, Ausstattungslinie POWER, Rollcover schwarz, Sports Bar;Vorläufige Werte: Kraftstoffverbrauch kombiniert: 9,0 l/100 km, CO2-Emissionen kombiniert: 237 g/km*
At the Geneva Motor Show in early March, the Mercedes-Benz X-Class with powerful six-cylinder engine and 4MATIC permanent all-wheel drive will celebrate its world premiere. Mercedes-Benz X 350 d 4MATIC, Exterior, diamond silver metallic, equipment line POWER, Rollcover black, Sports Bar;Provisional figures: fuel consumption combined: 9.0 l/100 km, combined CO2 emissions: 237 g/km*


Credits: Beim Genfer Auto-Salon Anfang März feiert die Mercedes-Benz X-Klasse mit kraftvollem Sechszylindermotor und permanentem Allradantrieb 4MATIC ihre Weltpremiere. Mercedes-Benz X 350 d 4MATIC, Exterieur, diamantsilber metallic, Ausstattungslinie POWER, Rollcover schwarz, Sports Bar;Vorläufige Werte: Kraftstoffverbrauch kombiniert: 9,0 l/100 km, CO2-Emissionen kombiniert: 237 g/km*
At the Geneva Motor Show in early March, the Mercedes-Benz X-Class with powerful six-cylinder engine and 4MATIC permanent all-wheel drive will celebrate its world premiere. Mercedes-Benz X 350 d 4MATIC, Exterior, diamond silver metallic, equipment line POWER, Rollcover black, Sports Bar;Provisional figures: fuel consumption combined: 9.0 l/100 km, combined CO2 emissions: 237 g/km*


Credits: Beim Genfer Auto-Salon Anfang März feiert die Mercedes-Benz X-Klasse mit kraftvollem Sechszylindermotor und permanentem Allradantrieb 4MATIC ihre Weltpremiere. Mercedes-Benz X 350 d 4MATIC, Exterieur, diamantsilber metallic, Ausstattungslinie POWER, Rollcover schwarz, Sports Bar;Vorläufige Werte: Kraftstoffverbrauch kombiniert: 9,0 l/100 km, CO2-Emissionen kombiniert: 237 g/km*
At the Geneva Motor Show in early March, the Mercedes-Benz X-Class with powerful six-cylinder engine and 4MATIC permanent all-wheel drive will celebrate its world premiere. Mercedes-Benz X 350 d 4MATIC, Exterior, diamond silver metallic, equipment line POWER, Rollcover black, Sports Bar;Provisional figures: fuel consumption combined: 9.0 l/100 km, combined CO2 emissions: 237 g/km*


Credits: Beim Genfer Auto-Salon Anfang März feiert die Mercedes-Benz X-Klasse mit kraftvollem Sechszylindermotor und permanentem Allradantrieb 4MATIC ihre Weltpremiere. Mercedes-Benz X 350 d 4MATIC, Exterieur, diamantsilber metallic, Ausstattungslinie POWER, Rollcover schwarz, Sports Bar;Vorläufige Werte: Kraftstoffverbrauch kombiniert: 9,0 l/100 km, CO2-Emissionen kombiniert: 237 g/km*
At the Geneva Motor Show in early March, the Mercedes-Benz X-Class with powerful six-cylinder engine and 4MATIC permanent all-wheel drive will celebrate its world premiere. Mercedes-Benz X 350 d 4MATIC, Exterior, diamond silver metallic, equipment line POWER, Rollcover black, Sports Bar;Provisional figures: fuel consumption combined: 9.0 l/100 km, combined CO2 emissions: 237 g/km*


Credits: Beim Genfer Auto-Salon Anfang März feiert die Mercedes-Benz X-Klasse mit kraftvollem Sechszylindermotor und permanentem Allradantrieb 4MATIC ihre Weltpremiere. Mercedes-Benz X 350 d 4MATIC, Exterieur, diamantsilber metallic, Ausstattungslinie POWER, Rollcover schwarz, Sports Bar;Vorläufige Werte: Kraftstoffverbrauch kombiniert: 9,0 l/100 km, CO2-Emissionen kombiniert: 237 g/km*
At the Geneva Motor Show in early March, the Mercedes-Benz X-Class with powerful six-cylinder engine and 4MATIC permanent all-wheel drive will celebrate its world premiere. Mercedes-Benz X 350 d 4MATIC, Exterior, diamond silver metallic, equipment line POWER, Rollcover black, Sports Bar;Provisional figures: fuel consumption combined: 9.0 l/100 km, combined CO2 emissions: 237 g/km*
Si chiama X 350 d il Mercedes classe X più evoluto della gamma: la variante tecnicamente più raffinata del pick-up della Stella (“cugino” del Nissan Navara e del Renault Alaskan) ospita sotto il cofano un motore V6 e il sistema di trazione integrale è permanente.
Disponibile esclusivamente negli allestimenti Progressive e Power e presentato al Salone di Ginevra 2018, monta un propulsore 3.0 turbodiesel V6 da 258 CV e 550 Nm di coppia abbinato ad un cambio automatico 7G-TRONIC PLUS a 7 rapporti. Un’unità che permette al veicolo commerciale tedesco di accelerare da 0 a 100 km/h in soli 7,9 secondi.
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F1 2018 – Il punto dopo i primi test di Barcellona


Credits: epa06570711 Spanish driver Fernando Alonso of McLaren in action during the Formula One pre-season test sessions at Circuit de Barcelona-Catalunya race track in Montmelo, Spain, 28 February 2018. The testings take place from 26 February to 01 March 2018. EPA/ALEJANDRO GARCIA


Credits: epa06568605 Finnish Formula One driver Valtteri Bottas of Mercedes AMG Petronas in action during the Formula One pre-season test sessions at Circuit de Barcelona-Catalunya race track in Montmelo, Spain, 27 February 2018. The testings take place from 26 February to 01 March 2018. EPA/ALBERTO EXTEVEZ


Credits: epaselect epa06568760 German driver Sebastian Vettel of Scuderia Ferrari in action during the Formula One pre-season test sessions at Circuit de Barcelona-Catalunya race track in Montmelo, Spain, 27 February 2018. The testings take place from 26 February to 01 March 2018. EPA/ALBERTO ESTEVEZ


Credits: epa06569931 McLaren’s Spanish Formula One pilot Fernando Alonso is seen at the paddock at Barcelona-Catalunya circuit in Montmelo, Barcelona, Spain, 28 February 2018. The third F1 Test Day has been suspended due to the weather conditions. F1 Test Days are held from 26 February to 01 March and from 06 to 09 March 2018. Media reports state that extreme cold weather is forecast to hit many parts of Europe with temperatures plummeting to a possible ten year low. EPA/ALEJANDRO GARCIA


Credits: epa06376741 F1 pilot and vice world champion Sebastian Vettel attends the press conference of the 2017 FIA Champions in Paris, France, 08 December 2017. EPA/ETIENNE LAURENT
Il Mondiale F1 2018 si è ufficialmente aperto questa settimana con i primi test sul circuito di Barcellona.
In una sessione di quattro giorni caratterizzata da basse temperature, dalla pioggia e persino dalla neve – e di conseguenza da motori poco sollecitati e in grado di percorrere molti chilometri senza manifestare problemi di surriscaldamento – è stato difficile valutare lo stato di forma delle scuderie anche se è già possibile intuire che anche quest’anno vedremo un duello Mercedes/Ferrari e una McLaren che potrebbe regalare qualche sorpresa. Le monoposto meno convincenti scese in pista questa settimana sembrano invece la Force India e la Sauber.
F1 2018 – I primi test di Barcellona in cinque punti

McLaren
I tempi nei test non contano ma il fatto che la McLaren sia stata l’unica – insieme a Mercedes e Ferrari – a scendere sotto il minuto e 20 fa riflettere. Oltretutto le monoposto britanniche – da quest’anno dotate di motori Renault – sono quelle che hanno percorso il maggior numero di chilometri in questi quattro giorni. Sorpresa in arrivo?


Mercedes
La Mercedes sarà la scuderia da battere anche nel Mondiale F1 2018? Molto probabile. Oggi Lewis Hamilton ha realizzato un tempo pazzesco con gli pneumatici Medium e le frecce d’argento sono state anche piuttosto affidabili.


Ferrari
La Ferrari che è scesa in pista nei primi test di Barcellona ha realizzato buoni tempi e ha percorso parecchi chilometri ma non sembra veloce quanto la Mercedes. Va detto, però, che la scuderia di Maranello non ha puntato molto sulle prestazioni pure in questi giorni.


Fernando Alonso
Dopo anni di lamentele (spesso giustificate) nei confronti del motore Honda Fernando Alonso sembra piuttosto soddisfatto del nuovo binomio McLaren–Renault. Staremo a vedere.


Sebastian Vettel
Sebastian Vettel è stato veloce e continuo a Barcellona ma non è sembrato particolarmente entusiasta della sua Ferrari. Un’altra stagione passata ad inseguire la Mercedes?

F1 2018 – Test Barcellona 1 – I tempi
Giorno 1
1 Daniel Ricciardo (Red Bull) 1:20.179
2 Valtteri Bottas (Mercedes) 1:20.349
3 Kimi Räikkönen (Ferrari) 1:20.506
4 Nico Hülkenberg (Renault) 1:20.547
5 Fernando Alonso (McLaren) 1:21.339
Giorno 2
1 Sebastian Vettel (Ferrari) 1:19.673
2 Valtteri Bottas (Mercedes) 1:19.976
3 Stoffel Vandoorne (McLaren) 1:20.325
4 Max Verstappen (Red Bull) 1:20.326
5 Carlos Sainz Jr. (Renault) 1:21.212
Giorno 3
1 Fernando Alonso (McLaren) 2:18.545
Giorno 4
1 Lewis Hamilton (Mercedes) 1:19.333
2 Stoffel Vandoorne (McLaren) 1:19.854
3 Sebastian Vettel (Ferrari) 1:20.241
4 Kevin Magnussen (Haas) 1:20.317
5 Fernando Alonso (McLaren) 1:20.929
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Immatricolazioni auto febbraio 2018: tutti i dati e le classifiche


















































Brutte notizie per le immatricolazioni auto in Italia: a febbraio 2018 c’è stato un calo (– 1,42%) rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Tra le “big” molto bene Jeep (+ 79,85%) e Dacia (+ 48,37%).
Di seguito troverete tutti i dati sulle immatricolazioni auto di febbraio 2018 in Italia: le classifiche dei 10 modelli più venduti, delle Case più amate e delle 5 vetture più acquistate in base all’alimentazione, al segmento e alla carrozzeria.


Immatricolazioni auto febbraio 2018: i 10 modelli più venduti in Italia
Fiat ha monopolizzato la classifica delle auto più vendute a febbraio 2018 con quattro modelli nelle prime quattro posizioni: sempre prima la Panda mentre la 500X saluta il podio. Segnaliamo il ritorno in “top ten” delle Volkswagen Golf (che diventa la straniera più amata dagli italiani questo mese) e Polo al posto della Renault Clio e della Toyota Yaris.


Immatricolazioni auto febbraio 2018: la classifica delle Case più amate in Italia
La classifica delle Case più amate dagli italiani a febbraio 2018 non vede grossi cambiamenti rispetto al mese scorso: il podio è sempre occupato da Fiat, Volkswagen e Ford mentre Dacia ha soffiato il posto in “top ten” a Audi.
- Fiat 32.409 (- 16,87%)
- Volkswagen 16.178 (+ 19,94%)
- Ford 12.841 (- 0,86%)
- Peugeot 11.444 (+ 12,65%)
- Renault 9.884 (- 4,65%)
- Citroën 9.088 (+ 23,88%)
- Opel 8.364 (- 15,99%)
- Toyota 8.049 (- 4,30%)
- Dacia 6.874 (+ 48,37%)
- Jeep/Dodge 6.854 (+ 79,85%)
- Nissan 6.397 (+ 5,77%)
- Audi 5.681 (- 7,17%)
- Mercedes 5.550 (- 0,23%)
- BMW 5.518 (- 6,47%)
- Hyundai 4.530 (- 12,60%)
- Alfa Romeo 4.509 (+ 18,60%)
- Kia 4.413 (- 0,02%)
- Lancia/Chrysler 4.185 (- 41,86%)
- Suzuki 2.970 (- 2,21%)
- Skoda 2.335 (+ 14,97%)
- Seat 2.158 (+ 33,29%)
- Mini 2.015 (- 5,00%)
- Smart 1.821 (- 32,15%)
- Land Rover 1.703 (- 9,66%)
- Volvo 1.141 (- 29,65%)
- Mazda 991 (+ 8,07%)
- Honda 871 (- 24,39%)
- Jaguar 723 (+ 36,93%)
- Porsche 442 (- 4,95%)
- Mitsubishi 355 (+ 6,93%)
- Lexus 278 (+ 9,88%)
- Maserati 267 (+ 13,14%)
- Subaru 251 (- 12,24%)
- Ssangyong 217 (- 1,81%)
- DS 204 (- 26,62%)
- DR 61 (+ 90,63%)
- Infiniti 45 (- 74,72%)
- Ferrari 30 (- 11,76%)
- Altre 26 (+ 18,18%)
- Mahindra 19 (- 29,63%)
- Lamborghini 16 (+ 77,78%)
- Tesla 15 (- 63,41%)
- Lada 6 (+ 50,00%)
- Chevrolet 4 (0,00%)
- Aston Martin 1 (0,00%)
- Great Wall 1
Immatricolazioni auto febbraio 2018: top 5 per alimentazione

Immatricolazioni auto febbraio 2018: i 5 modelli diesel più venduti in Italia
- Fiat 500X 3.666
- Dacia Duster 3.373
- Jeep Compass 3.224
- Fiat Tipo 3.176
- Nissan Qashqai 3.095


Immatricolazioni auto febbraio 2018: i 5 modelli a benzina più venduti in Italia
- Fiat Panda 7.155
- Fiat 500 3.881
- Lancia Ypsilon 3.207
- Volkswagen Polo 2.654
- Citroën C3 1.904


Immatricolazioni auto febbraio 2018: i 5 modelli a GPL più venduti in Italia
- Fiat Panda 820
- Dacia Sandero 790
- Opel Corsa 788
- Renault Clio 679
- Citroën C3 649


Immatricolazioni auto febbraio 2018: le 5 ibride più vendute in Italia
- Toyota Yaris 2.118
- Toyota C-HR 1.230
- Toyota RAV4 884
- Toyota Auris 708
- Kia Niro 295


Immatricolazioni auto febbraio 2018: i 5 modelli a metano più venduti in Italia
- Volkswagen Golf 1.387
- Fiat Panda 582
- Volkswagen Polo 483
- Volkswagen up! 378
- Skoda Octavia 287


Immatricolazioni auto febbraio 2018: le 5 elettriche più vendute in Italia
- Smart fortwo 125
- Citroën C-Zero 26
- Nissan Leaf 22
- Renault Zoe 21
- BMW i3 15

Immatricolazioni auto febbraio 2018: top 5 per segmento

Immatricolazioni auto febbraio 2018: le 5 “segmento A” più vendute in Italia
- Fiat Panda 10.331
- Fiat 500 4.854
- Toyota Aygo 1.497
- Smart fortwo 1.277
- Volkswagen up! 1.268


Immatricolazioni auto febbraio 2018: le 5 “segmento B” più vendute in Italia
- Citroën c3 4.582
- Volkswagen Polo 4.415
- Fiat 500L 4.406
- Lancia Ypsilon 4.185
- Ford Fiesta 4.117


Immatricolazioni auto febbraio 2018: le 5 “segmento C” più vendute in Italia
- Fiat Tipo 5.011
- Fiat 500X 4.839
- Volkswagen Golf 4.800
- Dacia Duster 3.996
- Nissan Qashqai 3.430


Immatricolazioni auto febbraio 2018: le 5 “segmento D” più vendute in Italia
- Volkswagen Tiguan 2.893
- Ford Kuga 1.976
- Alfa Romeo Stelvio 1.194
- BMW X1 1.180
- Mercedes GLA 988


Immatricolazioni auto febbraio 2018: le 5 “segmento E” più vendute in Italia
- Audi A6 398
- BMW serie 5 389
- Mercedes classe E 327
- Jaguar F-Pace 314
- Land Rover Range Rover Sport 312


Immatricolazioni auto febbraio 2018: le 5 “segmento F” più vendute in Italia
- Porsche 911 73
- Maserati Ghibli 73
- Porsche Panamera 46
- Mercedes classe S 36
- BMW serie 7 34

Immatricolazioni auto febbraio 2018: top 5 per carrozzeria

Immatricolazioni auto febbraio 2018: le 5 berline più vendute in Italia
- Fiat Panda 10.331
- Fiat 500 4.854
- Citroën C3 4.576
- Volkswagen Polo 4.415
- Volkswagen Golf 4.341


Immatricolazioni auto febbraio 2018: le 5 crossover più vendute in Italia
- Fiat 500X 4.723
- Dacia Duster 3.678
- Nissan Qashqai 3.299
- Ford EcoSport 2.579
- Peugeot 3008 2.444


Immatricolazioni auto febbraio 2018: le 5 fuoristrada più vendute in Italia
- Jeep Compass 1.926
- Alfa Romeo Stelvio 956
- Jeep Renegade 869
- Volkswagen Tiguan 862
- Suzuki Vitara 566


Immatricolazioni auto febbraio 2018: le 5 station wagon più vendute in Italia
- Fiat Tipo SW 1.758
- Peugeot 308 SW 1.128
- Skoda Octavia Wagon 773
- Audi A4 Avant 747
- Volkswagen Passat Variant 597


Immatricolazioni auto febbraio 2018: le 5 monovolume piccole più vendute in Italia
- Fiat 500L 4.406
- Hyundai ix20 607
- Kia Venga 240
- Ford B-Max 108
- Opel Meriva 8


Immatricolazioni auto febbraio 2018: le 5 monovolume compatte più vendute in Italia
- Ford C-Max 1.302
- BMW serie 2 951
- Renault Scénic 939
- Citroën C4 Picasso 781
- Mercedes classe B 725


Immatricolazioni auto febbraio 2018: le 5 multispazio più vendute in Italia
- Fiat Qubo 872
- Volkswagen Caddy 333
- Fiat Doblò 290
- Dacia Dokker 216
- Ford Tourneo Courier 178


Immatricolazioni auto febbraio 2018: le 5 coupé più vendute in Italia
- Mercedes classe E Coupé 118
- Mercedes classe C Coupé 70
- Porsche 911 59
- Porsche Panamera 46
- BMW serie 4 42


Immatricolazioni auto febbraio 2018: le 5 monovolume grandi più vendute in Italia
- Mercedes classe V 134
- Renault Espace 95
- Seat Alhambra 89
- Ford S-Max 81
- Ford Galaxy 80


Immatricolazioni auto febbraio 2018: le 5 cabrio e spider più vendute in Italia
- Smart fortwo cabrio 73
- Mini Cabrio 60
- Mazda MX-5 48
- BMW serie 2 Cabrio 45
- Audi A5 Cabrio 37

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William Morris, imprenditore e filantropo


William Morris è noto per essere stato il fondatore della Morris (la Casa che ha ideato la mitica Mini) ma non solo. Scopriamo insieme la storia di questo imprenditore e filantropo (ha creato anche la Nuffield Foundation, il Nuffield Trust e il Nuffield College di Oxford) britannico, capace di costruire un impero partendo da un’officina di riparazione delle bici.
William Morris: la biografia
William Morris nasce a Worcester (Regno Unito) il 10 ottobre 1877. A soli 15 anni lascia la scuola per lavorare come apprendista presso un negozio di biciclette e già l’anno seguente decide di mettersi in proprio dopo che il suo datore di lavoro gli rifiuta un aumento di stipendio.
Nel 1901 Morris espande la propria attività con le moto e l’anno successivo comincia a riparare auto diventando un’istituzione a Oxford.
La prima Morris e la guerra
La prima automobile realizzata da William Morris – la Oxford – vede la luce nel 1913: si tratta di una piccola vettura (lunga meno di tre metri e mezzo) dotata di un motore 1.0 quattro cilindri White and Poppe.
Lo scoppio della Prima Guerra Mondiale interrompe però l’attività di Morris, costretto a produrre munizioni per l’esercito britannico e per questa ragione nominato baronetto alla fine del conflitto nel 1918.
Espansione
Nel 1919 William Morris riprende la propria attività di costruttore di automobili e nel decennio successivo si espande adottando i metodi di produzione di massa di Henry Ford e acquisendo i propri fornitori in difficoltà finanziarie.
Il 1923 è l’anno in cui acquista, ad esempio, la fabbrica di Coventry dei motori Hotchkiss e la chiama Morris Engines Limited mentre risale all’anno successivo l’acquisizione della E.G. Wrigley and Company (specializzata nella produzione di assali), trasformata nella Morris Commercial Cars, branca della Morris attiva nella produzione di veicoli commerciali.
Risale sempre al 1924 la nascita del mitico marchio MG: merito di Cecil Kimber, direttore vendite della concessionaria Morris Garages di Oxford, che inizia a costruire e a vendere spider realizzate su pianali Morris modificati.
William Morris è sempre più ricco: nel 1926 compra la prestigiosa azienda di carburatori SU e l’anno seguente si porta a casa il brand Wolseley. Acquisizione che gli permette di lanciare nel 1928 la Morris Minor: creata per contrastare la Austin 7 e derivata da un progetto Wolseley, ospita sotto il cofano un motore 850 ed è lunga solo tre metri.
La beneficenza
Morris non è solo un imprenditore ma un filantropo: nel 1937 finanzia la costruzione del Nuffield College di Oxford e due anni dopo crea l’ente benefico Nuffield Trust, ancora oggi attivo in campo sanitario. Nel mezzo – nel 1938 – aggiunge la Riley all’elenco del marchi in suo possesso.
La Seconda Guerra Mondiale
L’unico passo falso nell’attività imprenditoriale di William Morris avviene durante la Seconda Guerra Mondiale quando si offre di produrre gli aerei Spitfire ma non riesce a soddisfare le richieste del governo britannico.
Nel 1943 Morris fonda la Nuffield Foundation per racchiudere tutte le aziende in suo possesso (tra cui i brand Morris, Wolseley, Riley e MG).
Nasce la BMC
Nel 1952 nasce il colosso automobilistico britannico BMC, frutto della fusione tra Austin e Morris Motors. Williams Morris è il primo amministratore delegato di questa nuova società ma lascia pochi mesi dopo rimanendo presidente onorario.
William Morris scompare il 22 agosto 1963 a Nuffield (Regno Unito).
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Porsche Ice Experience Artic: le 911 GTS sul ghiaccio della Norvegia



























In questi giorni la gente a Milano si lamenta perché la temperatura è scesa a -2 gradi centigradi, ma qui a Skelleftea, alla sera, ce ne sono -25. Non ho viaggiato fino a quest’angolo sperduto della Norvegia per morire assiderato o per accarezzare le renne, nemmeno per ammirare l’aurora boreale (anche se mi sarebbe davvero piaciuto); mi torvo qui per qualcosa di infinitamente più divertente. Porsche festeggia 30 anni di trazione integrale, e la festa di compleanno pare ben apparecchiata: 8 Porsche 911 GTS, un circuito di 3 km “scolpito” sulla superficie di un lago ghiacciato e una giornata di traversi non stop. Il tutto con gli istruttori della Porsche Driving School a spiegarci come tirare fuori il meglio dalle 911 su questo strato di ghiaccio spesso 70 cm. Istruttori che, devo dire, più che castrarci e calmarci ci incentivavano a spingere e a cercare il limite, infatti qualche 911 il limite l’ha superato “inabissandosi” nella polverosa neve lappone.


LA FESTEGGIATA
Porsche ha una lunga tradizione di vetture a trazione integrale, già a partire dalla Carrera 911 964. Ora quasi tutti i modelli della gamma Porsche sono disponibili anche con le quattro ruote motrici, ma, per festeggiare sul ghiaccio, nessuna è più adatta della Porsche 911 GTS.
La 911 siglata GTS è una Carrera con un plus di tutto: potenza, agilità, performance ed esclusività. La carrozzeria è la stessa della Carrera 4, con l’aggiunta di qualche dettaglio più sportivo e con qualche muscolo più tonico; di serie monta i cerchi da 20” della sorella Turbo, con tanto di mono dado. Ha anche un assetto più basso di 20 mm rispetto alla S, mentre il cambio PDK a 7 rapporti e lo scarico sportivo sono di serie. Ma non è finita: il 3.0 litri boxer biturbo guadagna 30 CV e sale a quota 450 CV (e 550 Nm di coppia), sufficienti a lanciare la Porsche 911 GTS da 0 -100 km/h in 4,1 secondi (3,7 con il PDK) fino ad una velocità massima di 312 km/h.
Ma quello che più ci interessa oggi è che la versione “4” monta il Porsche Traction Management (PTM): il sistema più avanzato di trazione integrale Porsche. Grazie ai mille sensori e ai calcoli veloci che il cervellone elettronico è in grado di compiere, il PTM garantisce il massimo della trazione in ogni condizione, ripartendo la coppia tra gli assi nel modo più rapido e preciso possibile.
La Porsche 911 GTS Coupé, con un prezzo di 131.431 euro, si posiziona a metà tra la Carrera S e la 991 GT3, ed è disponibile anche nelle versioni Cabrio e Targa, sia a due che a quattro ruote motrici.


DRITTA NEMMENO PER SCHERZO
Non lo nego: guidare sulla neve è una delle cose che più adoro, soprattutto se l’oggetto a quattro ruote in questione ha la trazione integrale, le gomme chiodate e una predilezione per il sovrasterzo. Il circuito è lungo, tecnico e pensato per andare storti il più possibile; ci sono anche un paio di punti dove si toccano velocità interessanti, due chicane ostiche e due tornantini stretti dove – con un po’ di mestiere – si può arrivare di pendolo con la machina quasi in retromarcia e con le quattro che spalano neve come forsennate. Ho mentito: a disposizione ci sono anche delle Porsche 911 GTS a due ruote motrici, sia per scopo didattico, sia per farci notare la differenza dell’efficacia della trazione integrale. Io, però, comincio con la “4”. Le gomme chiodate grippano bene, ma non quanto mi aspettassi, quindi accade tutto piuttosto al rallentatore. La trazione tuttavia è parecchia e bisogna andarci tutt’altro che delicati con il piede destro per fare dei bei traversi. In ingresso di curva la 911 GTS 4 si comporta come una trazione posteriore: un colpetto di gas e la coda scivola dolcemente; a quel punto però, se si vuole prolungare il traverso, bisogna tenere lo sterzo chiuso e insistere col gas, finché l’auto non raggiunge l’angolo che desiderate. Raddrizzate sterzo, spalancate il gas, e verrete proiettati fuori dalla curva come i missili balistici, ma soprattutto con un sorriso che vi squarcia la faccia. Con quel sedere largo e pesante, la 911 “spendola” che è un piacere, soprattutto se la aiutate con un colpetto di freno nel cambio di direzione. Non riesco a immaginare un modo più divertente per spendere la giornata.


GIOCO A DUE
La Carrera GTS a due ruote motrici richiede un altro tipo di guida. Bisogna essere più delicati e puliti per prolungare il traverso, e se con la 4 è davvero difficile finire in testa coda, con la 2 si sta sempre appesi ad un filo sottile. Il motore posteriore della 911 ad ogni modo schiaccia bene le ruote a terra e la trazione in uscita di curva è buona: bisogna solo far pattinare le ruote quanto basta e infilare dentro una marcia più alta appena si ha la possibilità. Anche l’angolo del traverso è decisamente minore rispetto a quello della GTS 4, mentre lo sterzo vi farà sbracciare decisamente di più. È un’auto più difficile, ma proprio per questo anche più appagante.
La domanda che tutti ci stiamo facendo è: qual’è la migliore tra le due? Probabilmente è solo questione di gusti. Una cosa è certa, la GTS 4 è più facile e veloce in quasi tutte le situazioni, e sulla neve è semplicemente libidinosa. La GTS “2” è più precisa in pista, più pura e leggera, ma richiede anche mani più esperte. Io, che amo tenere giù il gas e fare traversi con angoli improbabili (almeno sulla neve), non ho dubbi: preferisco la versione a trazione integrale.


I CORSI DELLA PORSCHE DRIVING SCHOOL
La nostra esperienza sulla neve può ripeterla chiunque lo desideri tramite i corsi della Porsche Driving School. Questa in particolare si chiama Ice Experience Artic, si svolge su tre giorni e non è richiesto nessun particolare livello di abilità. Costa 3.900,00 euro + iva, e, a parte il volo escluso, include vitto alloggio e ogni minima spesa. Volendo restare sulla neve, c’è anche il corso Ice Experience Italia che ha luogo a Livigno ed ha la durata di un giorno. Il prezzo è di 1.200,00 euro + iva. Porsche Italia, ad ogni modo, organizza numerosissimi corsi di guida su pista che vanno dai “basilari” Warm Up, Precision e Power, passando per i più specializzati Performance e High Performance, fino a Race, un corso che prevede l’utilizzo di una Cayman GT4 da corsa con telemetria e tutti i dati del caso. Non mancano nemmeno i corsi off-road con le vetture Porsche Macan e Cayenne e quelli Classic con le vetture storiche.

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McLaren Senna Carbon Theme






















Al Salone di Ginevra McLaren farà debuttare la nuova Senna, e insieme a questa new entry approfitterà anche per svelare il programma di personalizzazione del dipartimento MSO. La divisione dedicata alle serie speciali starebbe infatti lavorando a 5 personalizzazioni della nuova supercar di Woking. Una, la Carbon Theme, la vedremo già alla kermesse svizzera.
A caratterizzarla è soprattutto la speciale carrozzeria in fibra di carbonio a vista con dettagli in giallo a contrasto. Verdi sono invece le pinze dei freni che completano l’abbinamento cromatico che richiama la bandiera del Brasile, in onore ad Ayrton Senna.


Altro dettaglio specifico di questa versione sono i cerchi a sette razze, più leggeri del 10% rispetto al modello di serie. Il pacchetto Carbon Theme conta su un totale di 67 elementi inediti, per i quali sono necessarie 1.000 ore di lavoro più 300 ore per l’installazione.
L’abitacolo della McLaren Senna Carbon Theme è rivestito in gran parte in Alcantara con cuciture a contrasto verdi e guarnizioni in nero. Il volante sfoggia l’indicatore superiore in giallo e i poggiatesta dei sedili hanno impressa la S di Senna in grigio opaco.


Sotto pelle non ci sono novità. La McLaren Senna Carbon Theme è spinta dal V8 Twin Turbo da 4.0 litri con 800 CV e 800 Nm di coppia massima che le permette di scattare da 0 a 100 km/h in meno di 3 secondi e di raggiungere la velocità massima di 340 km/h.
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Mitsubishi Eclipse Cross 1.5 turbo 4WD, la prova della SUV giapponese




































pagella |
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Città
6
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Fuori città
6
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Autostrada
7
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Vita a bordo
6
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Prezzo e costi
7
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Sicurezza
7
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La Mitsubishi Eclipse Cross è una SUV più sportiva nel design che nelle prestazioni. Una crossover spaziosa per i passeggeri (meno per i bagagli) disponibile per il momento solo a benzina.
La Mitsubishi Eclipse Cross è una SUV compatta realizzata sullo stesso pianale della ASX e della Outlander.
Nella nostra prova su strada abbiamo avuto modo di guidare la versione 4WD a trazione integrale dotata del motore 1.5 turbo benzina da 163 CV (l’unico disponibile, per il momento: il diesel arriverà a fine anno) nell’allestimento Instyle. Scopriamo insieme i pregi e i difetti della Sport Utility giapponese.

Città
In città al volante della Mitsubishi Eclipse Cross bisogna fare i conti con un lunotto posteriore (diviso in due parti) che non offre una grande visibilità in manovra: per fortuna la dotazione di serie comprende i sensori di parcheggio anteriori e posteriori e la telecamera e in più la parte bassa della carrozzeria è protetta da numerosi elementi in plastica grezza.
Il motore è più elastico (la spinta è generosa già sotto i 2.000 giri) che grintoso (9,8 secondi per accelerare da 0 a 100 km/h) e le sospensioni morbide assorbono senza problemi anche le buche più dure.


Fuori città
La Mitsubishi Eclipse Cross 1.5 turbo 4WD protagonista della nostra prova su strada predilige le andature rilassate alla guida aggressiva: caratterizzata da uno sterzo dall’impostazione turistica e da un comportamento rassicurante nelle curve, punta sull’erogazione lineare e su un buon cambio automatico CVT.
La trasmissione a variazione continua (con 8 rapporti simulati) della SUV nipponica reagisce in maniera fluida: sembra quasi di guidare una vettura con convertitore di coppia.


Autostrada
In autostrada la Mitsubishi Eclipse Cross si esalta: merito di ammortizzatori soffici sugli avvallamenti, di un motore silenzioso e di un abitacolo ben insonorizzato.
Stabile alle alte velocità e con freni solo discreti, può percorrere (secondo la Casa del Sol Levante) 857 km con un pieno di benzina. In realtà si può superare quota 700 solo adottando uno stile di guida morigerato.


Vita a bordo
Non fatevi ingannare dalle forme sportive simili a quelle di una coupé: l’abitacolo della Mitsubishi Eclipse Cross – caratterizzato da finiture ottime – offre tanto spazio alla testa di chi si accomoda dietro. Senza dimenticare gli utilissimi sedili posteriori scorrevoli (comodi solo per due, però, va detto).
Meno convincenti il bagagliaio (355 litri che diventano 1.112 quando si abbattono i sedili posteriori), che diventa capiente solo sacrificando il comfort dei passeggeri posteriori, e l’assenza del navigatore: per trovare la strada bisogna necessariamente collegare il proprio smartphone e utilizzare Android Auto o Apple CarPlay.


Prezzo e costi
La Mitsubishi Eclipse Cross 1.5 turbo 4WD Instyle oggetto della nostra prova su strada ha un prezzo in linea con quello delle rivali (35.250 euro) unito ad una dotazione di serie che comprende, tra le altre cose: accesso e avviamento motore senza chiave, cerchi in lega da 18”, climatizzatore automatico bizona, cruise control adattivo, fari a LED, fendinebbia, head-up display, premium sound system Rockford con 9 altoparlanti, radio Android Auto Apple CarPlay Bluetooth DAB, retrovisori ripiegabili elettricamente, sensore luci, sensore pioggia, sensori di parcheggio anteriori e posteriori con telecamera posteriore, tetto panoramico apribile e vetri posteriori oscurati.
La tenuta del valore non si preannuncia buona (stiamo pur sempre parlando di una SUV 4×4 a benzina con cambio CVT, poco appetibile dalle nostre parti) mentre la garanzia è eccellente: cinque anni o 100.000 km. Nella media del segmento i consumi: la Casa giapponese dichiara 14,3 km/l e con uno stile di guida tranquillo si riesce a stare sopra quota 10.


Sicurezza
La dotazione di sicurezza della Mitsubishi Eclipse Cross protagonista della nostra prova su strada è ricca: airbag frontali, laterali, a tendina e per le ginocchia del guidatore, assistente per le partenze in salita, attacchi Isofix, avviso abbandono corsia, controlli di stabilità e trazione, frenata automatica con rilevamento pedone, monitoraggio angolo cieco, monitoraggio pressione pneumatici e Rear Cross Traffic Alert (che segnala al conducente la presenza di veicoli in arrivo durante le manovre in retromarcia).
Sempre rassicurante nelle curve, non brilla alle voci “visibilità” (specialmente quella posteriore) e “freni” (l’impianto potrebbe essere più potente).

Tecnica |
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|---|---|
| Motore | turbo benzina |
| Cilindrata | 1.499 cc |
| Potenza max/giri | 120 kW (163 CV) a 5.500 giri |
| Coppia max/giri | 250 Nm a 1.800 giri |
| Omologazione | Euro 6 |
| Cambio | automatico CVT a variazione continua |
Capacità |
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|---|---|
| Bagagliaio | 355/1.112 litri |
| Serbatoio | 60 litri |
Prestazioni e consumi |
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|---|---|
| Velocità max | 200 km/h |
| Acc. 0-100 km/h | 9,8 s |
| Consumo urb./extra/medio | 12,2/16,1/14,3 km/l |
| Autonomia | 857 km |
| Emissioni CO2 | 159 g/km |
Costi d’utilizzo |
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|---|---|
| Prezzo | 35.250 euro |
| Bollo | 335,40 euro |
| 35.250 euro |
| Avviso cambio corsia | di serie |
| Cruise control adattivo | di serie |
| Fari a LED | di serie |
| Frenata automatica | di serie |
| Interni in pelle | non disp. |
| Navigatore satellitare | non disp. |
| Parcheggio automatico | non disp. |
| Riconoscimento segnali stradali | non disp. |
| Tetto panoramico apribile | di serie |
| Vernice metallizzata | 750 euro |
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