Category Archives: Formula 1
Stop ai motori termici dal 2035, l’Ue frena: in arrivo deroghe e nuove regole per l’auto
Bruxelles prepara una svolta sulle emissioni: più flessibilità per benzina e diesel, incentivi all’elettrico europeo e sostegno alle batterie
Lo stop totale ai motori termici dal 2035 non è più un tabù intoccabile. L’Unione europea si prepara a rivedere uno dei pilastri più discussi del Green Deal, aprendo a deroghe, flessibilità tecnologica e nuove strategie industriali per il settore automotive. Dopo mesi di pressioni da parte dei costruttori e di diversi governi nazionali, la Commissione guidata da Ursula von der Leyen, come si legge anche su alanews.it, è pronta a correggere la rotta.
La svolta di Bruxelles: addio allo stop totale
Il punto centrale della revisione riguarda l’obiettivo di eliminare completamente la vendita di auto con motori a combustione interna entro il 2035. La nuova proposta, in fase di finalizzazione a Palazzo Berlaymont, prevede che le case automobilistiche possano continuare a vendere una quota limitata di veicoli termici, purché l’impatto complessivo sulle emissioni resti sotto una soglia definita.
In concreto, il target di riduzione delle emissioni di CO₂ passerebbe dal 100% al 90%, lasciando spazio a un 10% di flessibilità. Questo margine consentirebbe la sopravvivenza sul mercato di soluzioni alternative all’elettrico puro, come ibride plug-in, range extender, biocarburanti ed e-fuel, tecnologie sostenute in particolare da Germania e Italia.
Motori termici sì, ma a condizioni più stringenti
La marcia indietro non equivale a un “liberi tutti”. Bruxelles starebbe valutando criteri ambientali più severi anche per i motori a combustione ammessi dopo il 2035. Tra le ipotesi sul tavolo c’è l’obbligo di utilizzare acciaio verde e processi produttivi a basse emissioni, per ridurre l’impatto ambientale lungo l’intero ciclo di vita del veicolo.
L’obiettivo è chiaro: non rinunciare alla decarbonizzazione, ma evitare uno shock industriale che rischierebbe di penalizzare l’industria europea rispetto alla concorrenza asiatica e americana.
Batterie europee e incentivi: il pacchetto di sostegno
La revisione delle regole sulle emissioni sarà accompagnata da un robusto pacchetto industriale. La Commissione europea è pronta a mettere sul piatto 1,8 miliardi di euro per sostenere la filiera delle batterie “made in Europe”, considerata strategica per ridurre la dipendenza dalla Cina.
Accanto ai fondi, sono previste semplificazioni normative per l’intero comparto automotive e nuovi incentivi per accelerare l’elettrificazione delle flotte aziendali, che oggi rappresentano circa il 60% del parco auto europeo. Un segmento cruciale per orientare il mercato e rendere sostenibile la transizione.
Piccole elettriche a basso costo e supercrediti
Uno dei nodi principali resta il prezzo delle auto elettriche. Bruxelles punta a favorire la nascita di una nuova generazione di citycar elettriche europee con prezzi compresi tra i 15 e i 20 mila euro. Questi modelli beneficeranno di regole più flessibili e di incentivi mirati.
Per spingere i costruttori in questa direzione, la Commissione introdurrà un sistema di “supercrediti”, che permetterà di conteggiare queste auto con un peso maggiore nel calcolo delle emissioni medie di flotta. Una leva tecnica pensata per rendere l’elettrico economicamente sostenibile anche nei segmenti più popolari.
Divisioni politiche in Europa
La svolta non mette tutti d’accordo. Germania, Italia e diversi Paesi dell’Est hanno spinto per una revisione degli obiettivi, giudicati irrealistici nei tempi e nei costi. Più rigida la posizione di Spagna e Francia, che continuano a difendere l’impostazione originaria basata sull’elettrico puro.
Secondo Manfred Weber, leader del Partito Popolare Europeo, la nuova linea serve a mantenere “tutte le tecnologie sul tavolo”, evitando di sacrificare competitività e occupazione.
Un compromesso tra clima e industria
Anche l’ACEA, l’associazione europea dei costruttori, ha accolto positivamente la revisione, definendola un primo passo per rendere più realistici gli obiettivi del 2030 e del 2035. Il messaggio che arriva da Bruxelles è chiaro: la transizione ecologica resta una priorità, ma senza ignorare i limiti industriali e sociali.
Il futuro dell’auto europea non sarà fatto di un’unica tecnologia, ma di un equilibrio complesso tra elettrico, innovazione e soluzioni alternative. E il 2035, da scadenza rigida, sembra destinato a diventare una tappa negoziabile, non più un muro invalicabile.
L’articolo Stop ai motori termici dal 2035, l’Ue frena: in arrivo deroghe e nuove regole per l’auto proviene da Panorama-auto.it.
Auto elettriche, superata quota 70mila colonnine: ecco le Regioni e le città più avanti nella ricarica
La rete cresce a ritmo record, ma il settore chiede regole più semplici e una strategia nazionale davvero all’altezza della transizione elettrica
Il nuovo report trimestrale di Motus-E certifica un passaggio chiave per l’e-mobility italiana: al 30 settembre 2025 i punti di ricarica pubblici sono arrivati a 70.272, con 2.711 nuove installazioni solo nell’ultimo trimestre e quasi 10mila in un anno. Numeri importanti, come riferisce anche alanews.it nel suo approfondimento, che raccontano una rete in espansione e un mercato che, nonostante freni strutturali, prova finalmente a correre.
Sull’autostrada la fotografia è ancora più indicativa: 1.274 punti di ricarica complessivi e l’86% in corrente continua. Addirittura il 63% supera i 150 kW, segno di una rete che vuole diventare davvero “fast” e rispondere alle esigenze di chi viaggia in elettrico.
Le Regioni che spingono davvero: Lombardia leader assoluta
La distribuzione dei punti di ricarica evidenzia differenze ancora marcate:
-
Lombardia al primo posto con oltre 14.200 colonnine,
-
seguita da Lazio, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna.
A livello provinciale, la classifica conferma l’asse Nord-Centro:
-
Roma domina con quasi 5.900 punti,
-
poi Milano,
-
e Napoli, in costante crescita.
Il dato urbano è cruciale: nelle grandi città, dove gli spazi privati scarseggiano, la ricarica pubblica è un abilitatore decisivo. La crescita dell’infrastruttura rispecchia infatti l’aumento degli EV circolanti: 339mila full electric al 31 ottobre 2025, +28,7% rispetto all’anno precedente.
Iter complessi e costi energetici: il vero freno alla crescita
La rete cresce, sì, ma non senza difficoltà. Gli operatori del settore lamentano da tempo procedure autorizzative lente e un quadro normativo frammentato.
Il presidente di Motus-E, Fabio Pressi, sottolinea il rischio di rallentamento:
“Sostenere questa crescita sta diventando sempre più complicato per gli operatori, a causa di ritardi normativi e regolatori che rallentano l’attivazione delle infrastrutture”.
Pressi – CEO di A2A E-Mobility e figura di riferimento dell’e-mobility italiana – insiste su un punto: senza un intervento strutturale, l’Italia rischia di perdere il ritmo della transizione elettrica.
Motus-E propone 5 priorità nel manifesto “Ricaricare l’Italia”:
-
ridurre i costi energetici per gli operatori, allineandoli alla media UE;
-
semplificare gli iter autorizzativi per connettere le colonnine alla rete;
-
coprire tutte le autostrade con punti di ricarica rapidi;
-
concessioni ventennali per garantire stabilità agli investimenti;
-
una governance centrale che coordini dati, pianificazione e strategie.
Italia in ritardo sull’Europa: serve una politica industriale vera
Nonostante la crescita, la quota di mercato delle auto elettriche italiane è ancora ferma al 5,2%, lontanissima dal 18,1% europeo e dai target del PNIEC 2030.
Secondo Pressi, lo scontro politico sulle date di stop ai motori termici è fuorviante:
“Non è più tempo di discutere delle date di fine vendita dei veicoli termici, ma di definire una politica industriale europea e nazionale seria”.
L’obiettivo di Motus-E è chiaro: una rete più densa, più accessibile e più economica, capace di ridurre le ansie da ricarica e spingere un mercato che oggi resta frenato soprattutto dall’infrastruttura e dai costi.
Se il Paese saprà cogliere la sfida, l’Italia potrà avvicinarsi al modello dei Paesi più avanzati, trasformando la mobilità elettrica da nicchia a scelta mainstream.
L’articolo Auto elettriche, superata quota 70mila colonnine: ecco le Regioni e le città più avanti nella ricarica proviene da Panorama-auto.it.
BMW, con Sciabile vent’anni di impegno sui campi da sci per i ragazzi disabili

SciAbile compie, orgogliosamente, 20 anni. Il progetto d’inclusione sociale nato dalla collaborazione tra la Scuola di sci Sauze d’Oulx Project e BMW Italia, che ha l’obiettivo di offrire corsi di sci e di discipline alpine a persone con disabilità, ha infatti visto la luce nel 2003 ed è stato da subito inserito nel programma di responsabilità sociale d’impresa di BMW Italia, SpecialMente.
E dalla sua nascita a oggi sono state impartite oltre 15mila ore di lezione di sci, in modo gratuito, a oltre 1500 allievi con disabilità, che in questo modo hanno avuto la possibilità di cimentarsi in una pratica sportiva e di mettersi alla prova, anche andando al di là di quelli che credevano essere dei limiti invalicabili. Per celebrare una partnership così duratura BMW Italia ha fatto realizzare dalla Scuola Holden cortometraggio celebrativo, creato con la partecipazione in voce del giornalista Giorgio Teruzzi. Un video che riassume le tappe fondamentali di un progetto che contava 33 allievi nel suo primo anno, e che nelle ultime stagioni ha visto aderire più di 200 ragazzi a stagione.
“Questi vent’anni sono volati”, ha raccontato Massimiliano Di Silvestre, presidente e amministratore delegato di BMW Italia, ricordando che questo progetto è nato da un incontro. “Quello tra noi e la Scuola di Sauze d’Oulx. È nato dalla voglia di fare qualcosa di nuovo, raggiungendo traguardi all’inizio neppure immaginati”, ha aggiunto. Scoprendo quello che Alex Zanardi chiama il ‘talento residuo’, un concetto che lui ha sempre riassunto così. Quando la vita ti obbliga ad affrontare situazioni complesse coma le disabilità o una menomazione puoi farlo in due modi: rimpiangendo per sempre quello che ha perduto o non ti è stato dato oppure chiedendoti cosa puoi fare con quello che ti è rimasto. Ed ecco che il grande merito di SciAbile è essere riuscito a fare diventare il talento residuo un approccio alla vita per molte persone.
Positivo, costruttivo, con uno sguardo sempre rivolto al futuro, senza mai semttere di lottare e di credere in sé stesso e negli altri.
Ha spiegato Alberto Bergoin, uno dei fondatori del Progetto e direttore della Scuola di Sci di Sauze d’Oulx: “SciAbile ha davvero incrementato il numero di partecipanti, delle attrezzature specifiche, dei maestri e snowboard specializzati, dei trasporti gratuiti e, soprattutto, delle ore di lezione e delle attività alternative gratuite e non, svolte sul campo. Da inizio stagione a oggi siamo già a quasi 600 ore gratuite per un totale di 180 partecipanti. I maestri coinvolti attivamente a Sciabile sono 26, di cui 4 formati negli ultimi due mesi”. Sono arrivati inoltre tre importanti supporti: un tapis roulant di risalita con una larghezza più adeguata, uno chalet per l’accoglienza degli allievi, delle loro famiglie e dei maestri donato da 2gether Onlus coadiuvata dalla Fondazione Time2 della famiglia Lavazza ed è tornato nello staff, dopo otto anni di assenza, Davide Gros che per quattro mandati è stato anche Head Coach della Nazionale Paralimpica Italiana.
Infine, per festeggiare il compleanno e le novità di questa stagione a Sauze d’Oulx sono arrivati anche carismatici amici di BMW SpecialMente, come Carlotta Visconti da sempre presente a SciAbile e atleta della boccia Paralimpica Nazionale, il motociclista Emiliano Malagoli fondatore della Onlus Diversamente Abili e alcuni atleti di Obiettivo 3, società sportiva no profit fondata da Alex Zanardi. Ha concluso Bergoin: “l’auspicio è che possa ancora esserci margine di miglioramento che permetta di non escludere nessuno dal progetto (ogni anno circa 100 ragazzi non possono essere inseriti, ndr) e che la collaborazione, ormai storica, con BMW possa durare altri 20 anni dando testimonianza reale e pratica agli altri partner di come la costanza, la tenacia, la collaborazione e il lavoro di squadra a lungo termine paghino, permettendo di realizzare cose straordinarie”.
L’articolo BMW, con Sciabile vent’anni di impegno sui campi da sci per i ragazzi disabili proviene da Icon Wheels.
GIMS Festival 2023, il Geneva Motor Show sbarca in Qatar

Il Salone dell’auto di Ginevra rappresenta un appuntamento amato, non soltanto dagli addetti ai lavori. La città svizzera è centrale per gli spostamenti dall’Europa, comoda dall’Italia. Essendo poi la terra elvetica totalmente neutrale, senza produttori di automobili, nessuna casa automobilistica si è mai sentita in dovere di mostrare i muscoli con stand faraonici, come capitava per i marchi nazionali ai Saloni di Francoforte, Parigi o Detroit.
Il Covid e il ripensamento della partecipazione agli show da parte dei produttori hanno finito per cancellare le ultime edizioni dell’appuntamento svizzero. Gli organizzatori però non si sono dati per vinti e il brand del Geneva International Motor Show è rimasto vivo e ora si appresta a continuare con un evento in terre più lontane e però più ricettive, nel ricco Qatar.
“Con il GIMS Festival vogliamo re-inventare uno show dedicato alle auto, non realizzare un festival nostalgico, vogliamo tornare a dare emozione a questo settore, l’innovazione avrà un ruolo importante anche per quanto riguarda la tecnologia sviluppata a livello locale, ma il focus sarà sempre l’automobile”, racconta Sandro Mesquita, CEO del Geneva Motor Show e ora anche del GIMS Festival che andrà in scena con la prima edizione a Doha in Qatar a partire dal 5 fino al 14 ottobre 2023 con tanto di parata delle vetture più avvincenti sul lungomare.
L’idea è quella di realizzare un festival dell’eccellenza con un evento in grado di dare risalto alle più straordinarie auto di lusso, ma anche sportive, esotiche e classiche. Non solo esposizione, i visitatori avranno anche un ruolo attivo e potranno approfittare d’esperienze al volante all’interno e nei dintorni della capitale, deserto e circuiti compresi. L’evento infatti è previsto in simultanea con il Grand Prix di Formula 1 del Qatar (6/8 ottobre 2023).
In merito al ruolo sempre più centrale che questa zona del Medio Oriente riveste per le manifestazioni sportive e il turismo in generale, Berthold Trenkel, COO di Qatar Tourism racconta: “il nostro Paese è una porta d’accesso ideale in grado di collegare le persone di tutto il mondo, riunire gli appassionati di auto e mostrare loro le ultime innovazioni dell’industria automobilistica“.
A contribuire alla scelta del Qatar c’è sicuramente il fatto che questo Paese ricopre di anno in anno un ruolo sempre più importante per il mercato del lusso sia in Oriente sia su scala internazionale.
Il mercato automobilistico della regione è quello con la più rapida crescita al mondo grazie anche ai più importanti proprietari a livello mondiale di auto d’epoca che risiedono in questa zona.
La realizzazione del GIMS Qatar coinvolge importanti partner locali a tutti i livelli operativi, oltre Qatar Tourism e Qatar Airways, anche il Qatar Business Events Corporation (QBEC) che gestisce il Doha Exhibition and Convention Centre (DECC), il Qatar Motor and Motorcycle Federation (QMMF) con il relativo circuito di Lusail e il Qatar Auto Museum (QAM).
L’affluenza prevista è di 200.000 visitatori da tutto il mondo mentre l’accordo con il Salone di Ginevra riguarda le prossime cinque edizioni.
Certo il momento non è facile dovuto anche al tasso sempre più alto di tecnologia nelle nuove vetture che spingono i brand a proporre le proprie novità nei gradi eventi tech internazionali e non più nei Motor show.
L’articolo GIMS Festival 2023, il Geneva Motor Show sbarca in Qatar proviene da Icon Wheels.
Ducati MotoGP, gli sponsor

Ducati è la regina della MotoGP: lo scorso anno le rosse di Borgo Panigale hanno portato a casa per la terza volta consecutiva il Motomondiale Costruttori e grazie a Francesco Bagnaia hanno conquistato anche il titolo iridato Piloti.
Di seguito troverete un elenco completo degli sponsor Ducati in MotoGP con una breve spiegazione relativa a cosa producono i marchi che compaiono sulle livree delle moto bolognesi.
MotoGP – Tutti gli sponsor della Ducati
- Akrapovič – Azienda slovena specializzata nella produzione di impianti di scarico
- Amaro Montenegro – Amaro emiliano
- Aruba.it – Azienda informatica toscana specializzata in servizi di data center, web hosting, e-mail e registrazione di nomi di dominio
- Autogrill – Azienda lombarda specializzata in servizi di ristorazione per chi viaggia
- AVL Racetech – Reparto motorsport dell’azienda ingegneristica austriaca
- Beta – Azienda lombarda specializzata nella produzione di utensili professionali
- Bosch – Filiale del colosso tedesco specializzata nella produzione di elettroutensili professionali
- Brembo – Azienda lombarda specializzata nella produzione di impianti frenanti
- Carrera – Marchio austriaco di occhiali di proprietà del colosso veneto Safilo
- Cobo Group – Azienda lombarda specializzata nella produzione di cruscotti
- Contadi Castaldi – Azienda vinicola lombarda
- D.I.D. – Azienda giapponese specializzata in catene di trasmissione
- Daiko – Azienda veneta specializzata nella produzione di leghe speciali per la saldatura
- Diadora – Azienda di articoli sportivi di proprietà del colosso veneto Geox
- Domino Racing – Reparto motorsport dell’azienda lombarda specializzata nella produzione di componenti per moto e ciclomotori
- Esaote – Azienda biomedicale ligure che produce sistemi di imaging diagnostico
- Flex Box – Azienda di logistica cinese
- Frecciarossa – Treno ad alta velocità italiano gestito da Trenitalia
- Givi – Azienda lombarda specializzata nella produzione di accessori per motocicli
- Lenovo – Azienda informatica cinese
- Mahle – Azienda tedesca specializzata in componentistica automotive
- Marelli – Azienda giapponese specializzata nella componentistica per l’industria automotive
- Mission Winnow – Iniziativa della Philip Morris finalizzata a mostrare al mondo gli sviluppi del colosso del tabacco statunitense
- Monster Energy – Energy drink statunitense
- Motorola – Azienda statunitense di proprietà del colosso cinese Lenovo specializzata in telefonia mobile
- NetApp – Azienda informatica statunitense specializzata in servizi di cloud ibrido e gestione dei dati
- NGK – Azienda giapponese specializzata nella produzione di candele per motori a combustione interna
- PagoBancomat – Circuito di pagamento presso i terminali POS abilitati dell’azienda laziale Bancomat
- Parmacotto – Azienda alimentare emiliana specializzata nella produzione di prosciutto cotto e avicoli
- Podium – Azienda ingegneristica valdostana specializzata in sistemi batteria ad alte prestazioni per il motorsport
- Randstad – Agenzia per il lavoro olandese
- Reflexallen – Azienda emiliana specializzata nella produzione di componenti strutturali in carbonio
- Riello Ups – Azienda di proprietà del gruppo veneto Riello Elettronica specializzata nella produzione di gruppi di continuità
- Roboze – Azienda pugliese specializzata nella produzione di stampanti 3D
- SAP – Azienda informatica tedesca specializzata in applicazioni software aziendali
- Shell – Compagnia petrolifera britannica
- Siemens – Azienda tedesca specializzata in tecnologia, mobilità e servizi
- Streparava – Azienda lombarda specializzata nella produzione di componenti motore e telaio
- TecnoElettra Impianti – Azienda emiliana specializzata nello sviluppo di progetti tecnici
- Thermal Technology – Azienda veneta specializzata nella produzione di termocoperte
- UnipolSai – Compagnia assicurativa emiliana
- Var Group – Azienda informatica toscana specializzata
- Vmoto – Casa motociclistica australiana specializzata in veicoli elettrici
L’articolo Ducati MotoGP, gli sponsor proviene da Icon Wheels.
Toyota Yaris, la tecnologia sigla per sigla

La Toyota Yaris – arrivata alla quarta generazione – è l’auto giapponese più amata dagli italiani. La piccola nipponica, disponibile a trazione anteriore o integrale e sviluppata sullo stesso pianale della Yaris Cross – è ricca di sostanza e tecnologia.
Di seguito troverete un glossario per capire meglio cosa significano le sigle che identificano tutti gli accessori tecnologici della “segmento B” asiatica.
Toyota Yaris: la tecnologia sigla per sigla
AHB
La sigla AHB (acronimo di Auto High Beam) identifica gli abbaglianti automatici.
BA
Il BA (acronimo di Brake Assist) è l’assistente alle frenate di emergenza.
BSM
Il sistema BSM (acronimo di Blind Spot Monitor) è il rilevatore dell’angolo cieco.
EBD
L’EBD è il ripartitore elettronico della forza frenante.
EPB
L’EPB è il freno di stazionamento elettrico.
ESA
L’ESA (acronimo di Emergency Steering Assist) è l’assistente alla sterzata d’emergenza.
HAC
L’HAC (acronimo di Hill start Assist Control) è l’assistente alle ripartenze in salita.
i-ACC
L’i-ACC (acronimo di Intelligent Adaptive Cruise Control) è un cruise control adattivo.
ICS
La sigla ICS (acronimo di Intelligent Clearance Sonar) identifica i sensori di parcheggio con frenata automatica anticollisione.
IS
La sigla IS (acronimo di Intersection support) identifica l’assistente alle intersezioni stradali.
LDA
La sigla LDA (acronimo di Lane Departure Alert) identifica l’avviso di superamento involontario della corsia con sterzata attiva.
LTA
L’LTA (acronimo di Lane Trace Assist) è un sistema di mantenimento attivo della corsia.
PCS
Il PCS (acronimo di Pre-Collision System) è un sistema pre-collisione con riconoscimento pedoni (diurno/notturno) e ciclisti.
PLCA
La sigla PLCA (acronimo di Parking and Lane Change Assist) identifica il sistema di assistenza al parcheggio e cambio corsia.
Push Start
Il Push Start è il pulsante di avviamento.
RCTA-B
Il Rear Cross Traffic Alert Brake (RCTA-B) è l’avviso di presenza ostacoli posteriori in uscita da un parcheggio.
RSA
Il sistema RSA (acronimo di Road Sign Assist) riconosce i segnali stradali.
TPWS
Il TPWS (acronimo di Tire Pressure Warning System) è un altro nome per identificare il sistema di monitoraggio della pressione degli pneumatici.
TRC
Il TRC non è altro che il controllo della trazione.
VSC
La sigla VSC identifica il controllo elettronico della stabilità.
L’articolo Toyota Yaris, la tecnologia sigla per sigla proviene da Icon Wheels.
Alfa Romeo Giulia 2023: cambia poco dove serve

La seconda generazione dell’Alfa Romeo Giulia è una delle berline più divertenti in commercio, forse addirittura la più piacevole da guidare in assoluto. Una “segmento D” disponibile a trazione posteriore o integrale sviluppata sullo stesso pianale della Stelvio molto apprezzata dalla critica ma meno dal pubblico: colpa dell’assenza di una variante station wagon e di una dotazione tecnologica non all’altezza delle rivali. Un’auto analogica in un mondo sempre più digitale.
In occasione del secondo restyling del 2023 gli ingegneri del Biscione sono intervenuti su quest’ultimo punto senza però lavorare sui motori, privi di qualsiasi tipo di elettrificazione: sempre e solo benzina o diesel “puri” e nessun mild hybrid.
Nel nostro primo contatto abbiamo guidato l’unica (per ora) Alfa Romeo Giulia a benzina – la 2.0 Turbo – nella versione Veloce: scopriamo insieme i pregi e i difetti della berlina 4×4 con la coda lombarda.
Le foto dell’Alfa Romeo Giulia 2023
Alfa Romeo Giulia: cosa è cambiato con il restyling 2023
I cambiamenti introdotti nel 2023 sull’Alfa Romeo Giulia sono praticamente gli stessi della “cugina” Stelvio (qui il test). La novità più rilevante all’esterno riguarda lo sguardo, con i fari anteriori Full-LED Adaptive Matrix di serie sull’intera gamma impreziositi da due funzioni: l’Adaptive Front Lighting System fornisce una regolazione continua dei fari anabbaglianti in base alla velocità e alle condizioni di guida mentre la Glare-Free High Beam Segmented Technology in scarse condizioni di luminosità rileva automaticamente il traffico frontale e/o nel senso opposto per evitare l’abbagliamento delle altre auto.
Il nuovo allestimento Competizione è leggermente diverso da quello della Stelvio: le sospensioni attive e le pinze freno rosse Brembo sono standard ma i cerchi in lega bruniti di serie sono da 19″ anziché da 21″ e sono gli stessi montati dalla versione Veloce protagonista del nostro primo contatto.
Per quanto riguarda le modifiche sotto la pelle segnaliamo i servizi di bordo Alfa Connect Services aggiornabili “over-the-air” (senza cioè bisogno di passare dal concessionario) e il nuovo quadro strumenti totalmente digitale da 12,3″ racchiuso nel cruscotto a “cannocchiale”.
Il cliente può scegliere tra tre configurazioni per la visualizzazione della strumentazione: Evolved (valorizza l’area centrale dello schermo mantenendo i due quadranti laterali), Relax (si limita a fornire solo le informazioni principali) e Heritage (ispirato alle vetture degli anni ’60 e ’70 e contraddistinto da alcune soluzioni “vintage” come i numeri invertiti sull’estremità finale del tachimetro).

Alfa Romeo Giulia 2023: come va il motore 2.0 Turbo
Il motore 2.0 turbo benzina da 280 CV montato dall’Alfa Romeo Giulia Veloce protagonista del nostro primo contatto – l’unico (per ora) propulsore a ciclo Otto della gamma – offre una buona risposta ma delude in allungo e oltretutto ha un sound poco coinvolgente.
Nell’uso normale è garbato e regala consumi che si aggirano intorno ai 10 chilometri con un litro (il valore dichiarato è di 12,5 km/l) ma quando lo si sollecita cambia anima e offre prestazioni notevoli: solo 5,2 secondi per accelerare da 0 a 100 km/h.

Alfa Romeo Giulia 2023: i motori
La gamma motori dell’Alfa Romeo Giulia 2023 è per il momento composta da tre unità turbo:
- un 2.0 Turbo benzina da 280 CV
- un 2.1 Turbodiesel da 160 CV
- un 2.1 Turbodiesel da 211 CV
A breve arriverà anche la variante Quadrifoglio, spinta da un propulsore 2.9 V6 biturbo benzina da oltre 510 CV.

Alfa Romeo Giulia 2023: prezzo alto, dotazione nella media
L’Alfa Romeo Giulia 2.0 Turbo Veloce protagonista del nostro primo contatto costa molto (62.050 euro) e ha una dotazione di serie in linea con quella delle rivali:
Interni
- Sedili sportivi in pelle
- Bloccaggio differenziale posteriore
- Sedili anteriori con fianchetti regolabili
- Palette cambio al volante in alluminio
- Inserti in alluminio
- Sedili anteriori con regolazione elettrica a 6 vie riscaldati
- Volante sportivo in pelle riscaldato
- Pedaliera sportiva in alluminio
- Cannocchiale Cluster 12,3″ Full TFT
- Specchio retrovisore interno elettrocromico
- Imperiale scura
Esterni
- Cerchi in lega da 19″ bruniti diamantati performance
- Badge Veloce silver
- Cornice cristalli nera lucida
- Finiture esterne Dark miron su calandra, terminali di scarico
- Paraurti posteriore sportivo specifico Veloce
- Fari full LED Matrix adattivi con funzionalità dinamiche
- Doppio terminale di scarico nero
- Fari posteriori Full LED con trattamento lente trasparente
- Nuova griglia frontale con finitura nera lucida e calandra a V Silver
- Coprimozzo Alfa Romeo Bianco e Nero
- Calotte specchio nere
Tecnologia sicurezza comfort
- Alfa Connect Navi 8,8″ Multitouch (Radio, Navigatore, Mp3, Aux-in, Bluetooth)
- Sintonizzatore radio DAB
- Integrazione Apple Car Play – Android Auto
- Alfa Connected Services
- Autonomous Emergency Brake (AEB) con riconoscimento pedoni
- Lane Departure Warning (LDW)
- Forward Collision Warning (FCW)
- Integrated Brake System (IBS)
- Specchietti esterni ripiegabili elettricamente
- Integrazione Apple Car Play – Android Auto
- Adaptive Cruise control
- Keyless entry (porte anteriori)
- Luce di cortesia su maniglie porte
- Accensione automatica degli abbaglianti
- Specchie retrovisori esterni elettrocromici
- Wireless Charger
- Sedile posteriore abbattibile 40/20/40 con poggiabraccio integrato
- Sensori di parcheggio anteriori e posteriori
- Telecamera posteriore con griglie dinamiche
- Parabrezza atermico
- Ingresso USB posteriore
- Certificato NFT

Alfa Romeo Giulia 2023: le novità in 5 punti
- Fari Full-LED Matrix adattivi
- Inedita griglia del “trilobo”
- Quadro strumenti digitale
- Aggiornamenti “Over The Air” per gli Alfa Connect Services
- Tecnologia NFT
Scheda tecnica
| Caratteristiche motore | turbo benzina, 4 cilindri, 1.995 cc, 280 CV e 400 Nm di coppia |
| Cambio | automatico (convertitore di coppia) a 8 rapporti |
| Velocità max | 240 km/h |
| Acc. 0-100 km/h | 5,2 s |
| Consumo | 12,5 km/l |
| Bagagliaio | 380 litri |
| Prezzo | 62.050 euro |
Dove l’abbiamo guidata
Nel nostro primo contatto abbiamo guidato l’Alfa Romeo Giulia 2.0 Turbo Veloce tra Orino (Varese) e Arese passando per autostrade, strade statali ricche di curve e tratti urbani.
La berlina lombarda si è confermata divertentissima da guidare: una vettura leggera e relativamente compatta per la categoria (meno di 4,70 metri di lunghezza) caratterizzata da un’eccellente distribuzione dei pesi, da uno sterzo estremamente preciso e da freni potenti e incisivi. Un bel pacchetto tecnico rafforzato da un cambio automatico (convertitore di coppia) rapido e fluido nei passaggi marcia.
La Giulia non è un’auto per tutti: è rivolta a chi preferisce il piacere di guida al comfort (le sospensioni sono un po’ durette sulle sconnessioni pronunciate).
La praticità, invece, è in linea con le concorrenti dirette: il divano è bello largo – anche se non molto accessibile – e il bagagliaio si difende bene, pur senza avere valori da record.
NON TUTTI SANNO CHE – Varese ospita l’unica scuola europea in Italia.

Dove vorremmo guidarla
Abbiamo guidato praticamente ovunque l’Alfa Romeo Giulia: è diventata più tecnologica e digitale ma è rimasta molto “old style” nella gamma motori. Non sarebbe stata una cattiva idea mettere propulsori mild hybrid benzina, soprattutto considerando che la stessa unità 2.0 della berlina del Biscione è già disponibile (più potente e in una variante ibrida “light”) sulle Maserati Ghibli e Grecale.
Le concorrenti
| Audi A4 45 TFSI S line edition | La variante mild hybrid benzina più potente della berlina tedesca può vantare finiture molto curate. |
| BMW 330i xDrive | La rivale più agguerrita della Giulia monta un motore più corposo ed efficiente ma è meno divertente nelle curve. Dotazione povera. |
| Mercedes CLA 35 AMG | Per chi vuole il massimo delle prestazioni: 306 CV di potenza e meno di 5 secondi per accelerare da 0 a 100 km/h. Prezzo interessante, consumi importanti. |
| Volvo S60 B5 | Design, piacere di guida e sicurezza: sono questi i principali punti di forza della berlina mild hybrid svedese. |
L’articolo Alfa Romeo Giulia 2023: cambia poco dove serve proviene da Icon Wheels.
Kia Energy House Roma: tutti i dettagli del brand store della Casa coreana

Kia ha inaugurato oggi a Roma la sua prima Energy House: il brand store della Casa coreana – ospitato all’interno dell’Enel X Store di Corso di Francia 212 fino alla fine del mese di giugno 2023 – è dedicato al futuro dell’elettrificazione e della mobilità sostenibile.
Una location nella quale è possibile toccare con mano le auto Kia e conoscere da vicino le soluzioni per l’elettrificazione del brand asiatico e di Enel. Per l’occasione gli spazi interni dello store sono stati rimodulati e l’area esterna si è trasformata da un luogo di passaggio a uno di sosta con ampio utilizzo di materiali naturali e aree verdi. Senza dimenticare le postazioni di ricarica Enel X Way: 6 punti HPC (High Power Charging) con una potenza fino a 350 kW, WayPole per il “pieno” in corrente alternata da 22 kW + 22 e un WayMedia, un pannello digitale integrato da due WayBox.
“Lo store non deve essere visto o vissuto come un normale autosalone”, ha dichiarato Giuseppe Bitti, amministratore delegato di Kia Italia. “Entrando nella Energy House di Roma, il potenziale cliente avrà l’opportunità di scoprire a fondo chi è Kia, quali sono le sue ambizioni e scoprire la visione del gruppo all’interno del panorama del futuro della mobilità”.
Per Giuseppe Mazzara (Marketing Communication & CRM Director di Kia Italia) la Kia Emergy House di Roma è un luogo “capace di esprimere i valori del nostro brand ed ispirare i potenziali clienti che lo visiteranno”.
Kia sta puntando molto sulla mobilità a emissioni zero: entro la fine del 2027 la Casa coreana prevede di offrire una gamma di 14 modelli elettrici e punta a raggiungere una quota del 6,6% del mercato globale dell’elettrico (Cina esclusa) e del 25% delle vendite della gamma di modelli eco-friendly. Ma non è tutto: nell’ottica di sviluppo di un nuovo modello di business Kia offrirà servizi di mobilità basati su veicoli EV.
L’articolo Kia Energy House Roma: tutti i dettagli del brand store della Casa coreana proviene da Icon Wheels.
Williams F1, gli sponsor

Non tutti sanno che la Williams è la seconda scuderia più vincente della storia della F1 dopo la Ferrari: il team britannico – ora in declino – ha conquistato ben nove Mondiali Costruttori in soli 17 anni (dal 1980 al 1997).
Di seguito troverete un elenco completo degli sponsor Williams in Formula 1 con una breve spiegazione relativa a cosa producono i marchi che compaiono sulle livree delle monoposto inglesi.
F1 – Tutti gli sponsor della Williams
- Acronis – Azienda informatica svizzera specializzata nello sviluppo di software per backup, disaster recovery e cyber security
- Bang & Olufsen – Azienda danese specializzata nella produzione di apparecchi audio e televisori
- Bremont – Marchio britannico di orologi
- Broadcom Software – Reparto dell’azienda informatica statunitense Broadcom specializzato in applicazioni business critical
- Crew Clothing Company – Azienda britannica di abbigliamento
- Dorilton Ventures – Reparto della società di investimento statunitense Dorilton Capital (proprietaria della Williams) specializzato in aziende tecnologiche ad alto potenziale
- Dtex – Azienda statunitense specializzata in cyber intelligence
- Duracell – Azienda statunitense di proprietà del colosso finanziario Berkshire Hathaway specializzata nella produzione di batterie alcaline e ricaricabili
- Financial Times – Quotidiano economico britannico di proprietà del colosso media giapponese Nikkei
- KX – Azienda informatica statunitense specializzata in software per l’analisi dei dati
- Life Fitness – Azienda statunitense di proprietà della società d’investimento KPS Capital Partners specializzata nella produzione di attrezzature per l’allenamento
- OMP – Azienda ligure specializzata nell’abbigliamento ignifugo e in articoli per il motorsport
- Pirelli – Azienda lombarda di proprietà del colosso chimico cinese ChemChina specializzata nella produzione di pneumatici
- PPG – Azienda chimica statunitense
- SIA – Ente benefico britannico di aiuto a persone che hanno subito traumi alla spina dorsale
- Umbro – Azienda britannica di articoli sportivi di proprietà del colosso statunitense Iconix Brand Group
- Zeiss – Azienda tedesca specializzata nel settore ottico e optoelettronico
L’articolo Williams F1, gli sponsor proviene da Icon Wheels.
Bollo auto: quanto pagano le Nissan

Le Nissan sono auto molto apprezzate da chi cerca tecnologia e sostanza. Le vetture della Casa giapponese offrono soluzioni avanzate di mobilità elettrificata: oltre alle elettriche troviamo proposte ibride full tanto originali quanto efficienti.
Calcolare il bollo dei veicoli Nissan è semplice: sui modelli benzina e GPL “normali” basta moltiplicare 2,58 euro per ogni kW fino a 100 kW (oltre si sale a 3,87) e sulle ibride mild e full bisogna tener conto esclusivamente dei cavalli del motore termico. Per quanto riguarda le elettriche fa invece fede la voce P2 della carta di circolazione, cioè i “puledri” erogabili e mantenibili per almeno 30 minuti e non il valore massimo. Segnaliamo infine che molte regioni prevedono esenzioni dal bollo per i veicoli a emissioni zero (totale in Piemonte e in Lombardia e per i primi cinque anni nelle altre e gli ibridi.
Quanto pagano di bollo le auto Nissan

Nissan Micra
- IG-T 175,44 euro
- IG-T GPL 175,44 euro

Nissan Juke
- DIG-T 216,72 euro
- HEV 178,02 euro

Nissan Qashqai
- MHEV 140 CV 269,61 euro
- MHEV 158 CV 319,92 euro
- e-Power 319,92 euro

Nissan Townstar
- 1.3 DIG-T 247,68 euro

Nissan Leaf
- 40 kWh 232,20 euro
- e+ 232,20 euro

Nissan Ariya
- 63 kWh 116,10 euro
- 87 kWh 116,10 euro
- 87 kWh AWD 116,10 euro
L’articolo Bollo auto: quanto pagano le Nissan proviene da Icon Wheels.































