Monthly Archives: Novembre 2017
Mercato moto e scooter: ottobre è posivito, come tutto il 2017

È un ottobre positivo quello relativo alle immatricolazioni di moto e scooter. L’incremento registrato è pari al 22,6%, con le moto che hanno fatto segnare un importante +33,3% e gli scooter +17%. Il 2017, come preannunciato, si chiuderà dunque in positivo. Da gennaio ad ottobre 2017 l‘immatricolato in Italia raggiunge 191.183 veicoli con cilindrate superiori ai 50cc, con un incremento del +7,9%.
L’analisi per cilindrata nel settore scooter mostra un ottimo consolidamento del segmento principale da 300 a 500cc con 40.090 veicoli pari al +18,8%. Seguono 125cc con 38.610 pezzi in leggero calo -3,2%; calo anche gli scooter da 150 fino ai 250cc con 23.949 pari al -8,4%. Grande successo per i maxi-scooter superiori a 500cc che totalizzano 11.045 immatricolazioni e un significativo +37,6%.
Nel comparto moto continua l’affermazione delle moto tra 800 e 1000cc che con 23.681 unità accelerano di un +14%, seguono da vicino i modelli oltre 1000cc in aumento con 21.007 moto immatricolate e un +7,6%. Le medie cilindrate tra 650 e 750cc sono anch’esse in crescita con 13.840 pezzi e un +15,1%, mentre è più contenuto lo sviluppo delle cilindrate tra 300-600cc con 9.363 moto e un +4%. La crescita più importante spetta alle piccole moto di 125cc con 7.481 unità e un trend pari al +30%. Infine la fascia da 150 fino a 250cc con 2.117 diminuisce di un -6,3%.
Per quanto riguarda i segmenti delle moto, le naked consolidano il primato con 29.334 vendite e una crescita pari al +17,9%; seguono le enduro stradali con 24.632 unità, in aumento del +8,4%. Al terzo posto si classificano le moto da turismo con 10.907 pezzi e un +15,4%; meno dinamiche a seguire le custom con 5.027 unità segnano un +1,7%. In recupero le sportive con 4.003 moto e un +11,5%. In controtendenza solo le supermotard con 2.698 pezzi e un -1,9%.
La moto più venduta ad ottobre è la Honda Africa Twin, ma il parziale del 2017 la vede al secondo posto: dietro alla regina R1200 GS e davanti alla sorella NC750X.
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IONITY: la rete di ricarica veloce paneuropea


Credits:
È nata ufficialmente IONITY la rete di ricarica rapida più performante a livello europeo per auto elettriche. Sarà il frutto di un’inedita joint venture che riunisce i giganti dell’industria automobilistica BMW, Daimler, Ford e Volkswagen con Porsche e Audi. L’obiettivo è l’installazione e la gestione di circa 400 stazioni di ricarica rapida in Europa entro il 2020.
Stando alla nota stampa congiunta dei marchi partecipi, la direzione generale di IONITY è stata affidata a Michael Hajesch e Marcus Groll, nominati rispettivamente CEO e COO della nuova società con sede a Monaco, che all’inizio del 2018 impiegherà circa 50 persone, un numero destinato ad aumentare progressivamente nel tempo.
“La disponibilità di una rete capillare per la ricarica ‘high power’ riveste un ruolo di fondamentale importanza per promuovere ed espandere la mobilità elettrica sul mercato. La creazione della joint venture IONITY rappresenta un’importante pietra miliare, a dimostrazione che le Case automobilistiche sanno unire le loro risorse per raggiungere un determinato obiettivo.Realizzando la prima rete paneuropea HPC, rendiamo la mobilità elettrica praticabile anche sulle lunghe distanze, mettendo sempre in primo piano le esigenze dei Clienti. Il nostro obiettivo è offrire processi di ricarica rapidi, comodi e che possono essere pagati in modalità digitale”, ha dichiarato Michael Hajesch.
La road map: le prime 20 stazioni entro il 2017
La realizzazione delle prime 20 stazioni di ricarica rapida avverrà entro la fine del 2017 e sorgeranno lungo le autostrade e le principali arterie stradali in Germania, Norvegia ed Austria, a circa 120 km di distanza l’una dall’altra. A tal scopo, IONITY punta sulla collaborazione con partner di grosso calibro, come Tank & Rast, Circle K ed OMV, traendo vantaggio soprattutto dalla posizione strategica delle rispettive infrastrutture. Entro il 2018, la rete si espanderà a livello europeo fino a comprendere oltre 100 stazioni di ricarica rapida, ciascuna dotata di numerose colonnine di ricarica. Entro il 2020 i Clienti avranno così accesso a migliaia di punti di ricarica HPC, a prescindere dal marchio e dalla potenza del rispettivo veicolo.
La rete HPC utilizza lo standard di ricarica europeo Combined Charging System (CCS). La potenza di ricarica fino a 350 kW per ciascun punto di ricarica permette ai veicoli opportunamente predisposti di ridurre sensibilmente i tempi di ricarica rispetto alle soluzioni attualmente disponibili.
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Smart Fortwo Limited Sapphire Blue Metallic




















Smart presenta la nuova Fortwo Limited Sapphire Blue Metallic, nuova versione esclusiva della piccola city car tedesca che sarà disponibile con i tre allestimenti Passion, Prime e Brabus Exclusive. A caratterizzarla, come suggerisce il nome, è la tonalità cromatica della livrea in Sapphire Blue Metallic.
Passion
La Fortwo Limited Sapphire Blue Metallic, offre, nella versione passion i pacchetti: Comfort, Sportivo, LED & Sensor, Cool & Media, le luci soffuse “ambient” e il Brake Assist attivo.
Prime
La versione Prime aggiunge all’equipaggiamento le luci soffuse “ambient”, il pacchetto sportivo BRABUS, i cerchi in lega BRABUS da 16 pollici in grey matt, gli interni in pelle e la telecamera posteriore.
Brabus Exclusive
L’allestimento si impreziosisce ulteriormente nella versione BRABUS Exclusive con gli interni sportivi in pelle nera firmati BRABUS, i cerchi in lega BRABUS da 16 pollici grey e il JBL Sound System, per un’esperienza sonora più coinvolgente.
I prezzi
La nuova Smart Fortwo Limited Sapphire Blue Metallic e già disponibile in tutti gli smart center con l’offerta di Mercedes-Benz Financial, che prevede un anticipo di 2.790 euro, e 35 rate da 190 euro per la versione passion, 230 euro per prime e 290 euro BRABUS Exclusive. Rottamando la vecchia auto con motore Diesel da EU1 a EU4 si può anche sfruttare il contributo ECOBONUS di 1.200 euro.
Smart 2017: le novità della gamma
A tre anni dal lancio la nuova generazione della piccola city car si aggiorna con novità per l’equipaggiamento e la sicurezza
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Kia Optima
























La Kia Optima è una berlina coreana arrivata alla quarta generazione ma le serie precedenti non sono mai sbarcate nei nostri listini.


Kia Optima: gli esterni
Le forme slanciate della Kia Optima sono opera di Peter Schreyer, designer tedesco noto per aver realizzato la prima serie dell’Audi TT. Molto aggressivo il frontale.


Kia Optima: gli interni
L’abitacolo della Kia Optima è costruito con cura e presenta uno stile razionale. Un po’ troppi pulsanti sul volante.


Kia Optima: i motori
La gamma motori della Kia Optima comprende due unità:
- un 2.0 ibrido plug-in benzina da 205 CV
- un 1.7 turbodiesel CRDi da 141 CV


Kia Optima: gli allestimenti
Gli allestimenti della Kia Optima sono due: Plug-in Hybrid (per l’ibrida) e Business Class (per la diesel).
Kia Optima Plug-in Hybrid
La dotazione di serie della Kia Optima Plug-in Hybrid comprende: 7 anni di garanzia (o 150.000 km), controlli di stabilità e trazione, airbag frontali, laterali, a tendina e per le ginocchia del guidatore, cruise control, battitacco in alluminio, cerchi in lega da 17”, climatizzatore automatico bizona, Kia Navigation System con touchscreen da 8”, retrocamera, aggiornamento mappe, Kia Connected Services, radio Harman Kardon Apple CarPlay Android Auto AUX Bluetooth DAB USB, fari a LED, retrovisori regolabili, riscaldabili e ripiegabili elettronicamente, sedile lato guida con regolazioni elettriche in 12 direzioni e supporto lombare, riscaldabile e ventilato, sedile passeggero regolabile elettricamente in 8 direzioni, riscaldabile e ventilato, sedili in pelle, sedili posteriori riscaldabili, selettore modalità di guida (Eco-Normal), sensore luci e pioggia, sensori di parcheggio anteriori e posteriori, ricarica wireless per smartphone, Smart Key con Start Button, Supervision Cluster con schermo TFT da 4,3”, tendine parasole posteriori, vernice metallizzata e volante riscaldabile, pomello del cambio e bracciolo centrale rivestiti in pelle.
Kia Optima Business Class
La dotazione di serie della Kia Optima Business Class comprende: 7 anni di garanzia (o 150.000 km), controlli di stabilità e trazione, airbag frontali, laterali, a tendina e per le ginocchia del guidatore, cerchi in lega da 17”, climatizzatore automatico bizona, cruise control, fendinebbia, Kia Connected Services e aggiornamento mappe gratuito per 7 anni, Kia Navigation System con touchscreen da 7”, Lane Keeping Assist System (allarme e correzione automatica guida fuori corsia), Memory System (retrovisori e sedile guidatore), retrovisore interno elettrocromatico, retrovisori esterni riscaldabili, regolabili e ripiegabili elettricamente, sedile lato guida con regolazioni elettriche in 8 direzioni e supporto lombare con regolazioni elettriche in 4 direzioni + sedile passeggero regolabile in altezza, attacchi Isofix, sensore luci e pioggia, sensori di parcheggio anteriori e posteriori con retrocamera, monitoraggio pressione pneumatici, rilevamento automatico limiti di velocità, Supervision Cluster con schermo TFT – LCD da 4,3” e volante, pomello del cambio, inserti portiere e bracciolo anteriore rivestiti in pelle.


Kia Optima: gli optional
La dotazione di serie della Kia Optima Plug-in Hybrid andrebbe a nostro avviso arricchito con il Platinum Pack (3.000 euro: frenata automatica, cruise control adattivo, monitoraggio angolo cieco, Rear Cross Traffic Alert, Smart Parking Assist System, Lane Keeping Assist System, Around View Monitor, tetto panoramico e High Beam Assist).
Sulla Kia Optima diesel ci vorrebbero invece il cambio automatico (2.000 euro), il Techno Pack (2.000 euro, solo con il cambio automatico: frenata automatica, cruise control adattivo, High Beam Assist, fari allo xeno e sedili in misto pelle/tessuto).


Kia Optima: i prezzi
Motore ibrido plug-in
- Kia Optima Plug-in Hybrid 44.000 euro
Motore diesel
- Kia Optima 1.7 CRDi 29.500 euro
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Jaguar XF Sportbrake
























La seconda generazione della Jaguar XF Sportbrake è la variante station wagon dell’ammiraglia britannica, offerta a trazione posteriore o integrale.


Jaguar XF Sportbrake: gli esterni
La Jaguar XF Sportbrake – più lunga di un centimetro rispetto all’ammiraglia da cui deriva – presenta una zona posteriore decisamente riuscita ispirata a quella della SUV F-Pace.


Jaguar XF Sportbrake: gli interni
I passeggeri posteriori della Jaguar XF Sportbrake hanno più spazio a disposizione nella zona della testa rispetto alla versione con la coda. Molto sfruttabile il bagagliaio.


Jaguar XF Sportbrake: i motori
La gamma motori della Jaguar XF Sportbrake è composta da cinque unità:
- un 2.0 turbo benzina da 250 CV
- un 2.0 turbodiesel da 163 CV
- un 2.0 turbodiesel da 179 CV
- un 2.0 biturbodiesel da 240 CV
- un 3.0 V6 biturbodiesel da 300 CV


Jaguar XF Sportbrake: gli allestimenti
Gli allestimenti della Jaguar XF Sportbrake sono sei: Pure, Prestige, R-Sport, Portfolio, S e First Edition.
Jaguar XF Sportbrake Pure
La dotazione di serie della Jaguar XF Sportbrake Pure comprende: Stop/Start, JaguarDrive Control con modalità Eco, Dynamic, Normal e Pioggia Ghiaccio Neve, controlli di stabilità e trazione, sospensioni posteriori pneumatiche autolivellanti, spoiler posteriore, sensore pioggia, sensore luci, monitoraggio pressione pneumatici, sedili anteriori manuali a 8 regolazioni reclinabili elettricamente, climatizzatore bizona, volante in pelle pieno fiore, touch screen da 8”, impianto audio Jaguar 80W Bluetooth iPod USB, attacchi Isofix, freno di emergenza automatico, Lane Departure Warning, cruise control, partenza assistita in salita e Jaguar Smart Key System con pulsante di avvio Start.
Jaguar XF Sportbrake Prestige
La Jaguar XF Sportbrake Prestige costa 3.420 euro più della Pure a parità di motore e aggiunge: fari bifunzione allo Xeno con luci anteriori diurne a LED con design a J con lavafari elettrici, sedili anteriori elettrici a 10 regolazioni con poggiatesta manuale, sedili in pelle pieno fiore, volante Sport in pelle pieno fiore e illuminazione interna soffusa.
Jaguar XF Sportbrake R-Sport
La Jaguar XF Sportbrake R-Sport costa 1.450 euro più della Prestige a parità di motore e aggiunge: sospensioni Sport migliorate, carrozzeria R-Sport, soglia d’ingresso in metallo con scritta R-Sport e volante con logo R-Sport in pelle pieno fiore.
Jaguar XF Sportbrake Portfolio
La Jaguar XF Sportbrake Portfolio costa 1.480 euro più della R-Sport a parità di motore e aggiunge i sedili in pelle Windsor.
Jaguar XF Sportbrake S
La Jaguar XF Sportbrake S costa 1.760 euro più della Portfolio a parità di motore e aggiunge: cambio automatico a 8 velocità con Jaguar Sequential Shift, All Surface Progress Control, Adaptive Dynamics, modalità Configurable Dynamics, freni anteriori da 350 mm, carrozzeria S, sedili Sport in pelle pieno fiore/tessuto scamosciato, soglia d’ingresso in metallo con scritta S, volante con logo S in pelle pieno fiore e specchietto retrovisore interno fotocromatico.


Jaguar XF Sportbrake: gli optional
La dotazione di serie della Jaguar XF Sportbrake andrebbe arricchita con tre optional fondamentali: il cruise control adattivo (1.655 euro), i sensori di parcheggio posteriori (521 euro) e la vernice metallizzata (1.156 euro).


Jaguar XF Sportbrake: i prezzi
Motori benzina
- Jaguar XF Sportbrake 2.0 Pure 54.480 euro
- Jaguar XF Sportbrake 2.0 Prestige 57.510 euro
- Jaguar XF Sportbrake 2.0 R-Sport 59.660 euro
- Jaguar XF Sportbrake 2.0 Portfolio 71.480 euro
- Jaguar XF Sportbrake 2.0 First Edition 80.150 euro
Motori diesel
- Jaguar XF Sportbrake 2.0 D 163 CV Pure 46.780 euro
- Jaguar XF Sportbrake 2.0 D 163 CV aut. Pure 49.340 euro
- Jaguar XF Sportbrake 2.0 D 163 CV Prestige 50.200 euro
- Jaguar XF Sportbrake 2.0 D 163 CV R-Sport 51.650 euro
- Jaguar XF Sportbrake 2.0 D 163 CV aut. Prestige 52.760 euro
- Jaguar XF Sportbrake 2.0 D 163 CV aut. R-Sport 54.210 euro
- Jaguar XF Sportbrake 2.0 D 179 CV Pure 50.990 euro
- Jaguar XF Sportbrake 2.0 D 179 CV AWD Pure 53.660 euro
- Jaguar XF Sportbrake 2.0 D 179 CV Prestige 54.020 euro
- Jaguar XF Sportbrake 2.0 D 179 CV R-Sport 56.170 euro
- Jaguar XF Sportbrake 2.0 D 179 CV AWD Prestige 56.690 euro
- Jaguar XF Sportbrake 2.0 D 179 CV Portfolio 57.650 euro
- Jaguar XF Sportbrake 2.0 D 179 CV AWD R-Sport 58.840 euro
- Jaguar XF Sportbrake 2.0 D 179 CV AWD Portfolio 60.320 euro
- Jaguar XF Sportbrake 2.0 D 240 CV Prestige 60.960 euro
- Jaguar XF Sportbrake 2.0 D 240 CV R-Sport 63.060 euro
- Jaguar XF Sportbrake 2.0 D 240 CV Portfolio 64.560 euro
- Jaguar XF Sportbrake 3.0 TDV6 Portfolio 61.140 euro
- Jaguar XF Sportbrake 3.0 TDV6 S 73.240 euro
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Kia cee’d
























La seconda generazione della Kia cee’d – nata nel 2012 e sottoposta ad un restyling nel 2015 – è una compatta coreana disponibile esclusivamente a cinque porte.


Kia cee’d: gli esterni
Nonostante i cinque anni di età la Kia cee’d ha ancora un design gradevole (specialmente nel frontale): merito del lavoro di Peter Schreyer (autore di modelli come la prima Audi TT).


Kia cee’d: gli interni
Gli interni della Kia cee’d hanno uno stile ricercato: la consolle centrale è focalizzata sul guidatore e i materiali usati per la plancia sono di buona qualità.


Kia cee’d: i motori
La gamma motori della Kia cee’d è composta da cinque unità:
- un 1.0 turbo tre cilindri benzina T-GDI da 100 CV
- un 1.0 turbo tre cilindri benzina T-GDI da 120 CV
- un 1.6 a benzina da 135 CV
- un 1.6 turbodiesel CRDi da 110 CV
- un 1.6 turbodiesel CRDi da 136 CV


Kia cee’d: gli allestimenti
Gli allestimenti della Kia cee’d sono quattro: Active, Cool, Business Class e GT Line.
Kia cee’d Active
La dotazione di serie della Kia cee’d Active comprende: 7 anni di garanzia o 150.000 km, 6 airbag, controlli di stabilità e trazione, autoradio Aux Bluetooth CD iPod MP3 USB con comandi al volante, climatizzatore manuale, fendinebbia, attacchi Isofix, sedile del guidatore regolabile in altezza, monitoraggio pressione pneumatici e vano portaoggetti lato passeggero refrigerato.
Kia cee’d Cool
La Kia cee’d Cool costa 2.000 euro più della Active a parità di motore e aggiunge: alzacristalli elettrici posteriori, cromature esterne e griglia frontale “high glossy black”, cerchi in lega da 16”, climatizzatore automatico bizona, cruise control con Flex Steer (regolatore di risposta al volante) e comandi al volante, cornering lamps, sensore luci, luci diurne a LED, sedili “premium”, finiture Piano Black e pannelli portiera in pelle, sensori di parcheggio posteriori, vetri posteriori oscurati, volante, pomello del cambio e leva del freno a mano in pelle.
Kia cee’d Business Class
La Kia cee’d Business Class costa 1.000 euro più della Cool a parità di motore e aggiunge: clacson bitonale, EcoDynamics Pack, Kia Connected Services e aggiornamento mappe gratuito per 7 anni, Kia Navigation System con touchscreen da 7”, Apple Car Play, Android Auto e retrocamera, retrovisori esterni ripiegabili elettricamente con frecce integrate, sedile passeggero regolabile in altezza, Smart Key con Smart Button e supporto lombare elettrico.
Kia cee’d GT Line
La Kia cee’d GT Line costa 1.000 euro più della Business Class a parità di motore e rispetto alla Cool aggiunge: cerchi in lega da 17”, doppio scarico, fari a LED posteriori, fari DRL con design Ice Cubes e fendinebbia anteriori dedicati, interni specifici dal design sportivo, Kia Connected Services e aggiornamento mappe gratuito per 7 anni, Kia Navigation System con touchscreen da 7”, Apple Car Play, Android Auto e retrocamera, minigonne laterali, paraurti dal design sportivo, pedaliera in alluminio, radio digitale DAB, retrovisori esterni ripiegabili elettricamente con frecce integrate, Smart Key con Smart Button e Supervision Cluster.


Kia cee’d: gli optional
La dotazione di serie della Kia cee’d andrebbe arricchita con la vernice metallizzata (600 euro). Sulla Active aggiungeremmo anche il Drive Pack (500 euro: sensori di parcheggio posteriori, vetri oscurati e cruise control con Flex Steer e comandi al volante).
La versione Cool andrebbe arricchita con il Move & Style pack (1.500 euro: Kia Navigation System, touchscreen da 7”, Kia Connected Services, 7 anni aggiornamento mappe, Apple Car Play, Android Auto, retrocamera e tetto apribile) mentre sulla GT Line non può mancare il Techno Pack (2.500 euro): tetto apribile, fari allo xeno con lavafari, specchietto retrovisore elettrocromatico, sensore pioggia, freno a mano elettrico, sedile lato guida con regolazione elettrica a 10 direzioni e bocchette d’aerazione posteriori.


Kia cee’d: i prezzi
Motori benzina
- Kia cee’d 1.0 T-GDI 100 CV Cool 20.500 euro
- Kia cee’d 1.0 T-GDI 100 CV Business Class 21.500 euro
- Kia cee’d 1.0 T-GDI 120 CV 23.000 euro
- Kia cee’d 1.6 Active 18.000 euro
- Kia cee’d 1.6 Cool 20.000 euro
Motori diesel
- Kia cee’d 1.6 CRDi 110 CV Active 20.500 euro
- Kia cee’d 1.6 CRDi 110 CV Cool 22.500 euro
- Kia cee’d 1.6 CRDi 110 CV Business Class 23.500 euro
- Kia cee’d 1.6 CRDi 110 CV GT Line 24.500 euro
- Kia cee’d 1.6 CRDi 136 CV Cool 24.500 euro
- Kia cee’d 1.6 CRDi 136 CV Business Class 25.500 euro
- Kia cee’d 1.6 CRDi 136 CV GT Line 26.500 euro
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Jaguar E-Pace
























La E-Pace è la Jaguar più economica in listino: una SUV compatta disponibile a trazione anteriore o integrale.


Jaguar E-Pace: gli esterni
La Jaguar E-Pace è una SUV caratterizzata da un design decisamente sportivo: dietro ricorda la sorella maggiore F-Pace mentre il frontale è ispirato nientepopodimeno che alla supercar F-Type.


Jaguar E-Pace: gli interni
L’abitacolo della Jaguar E-Pace mescola alla perfezione sportività (come dimostra la consolle centrale che privilegia il guidatore) ed eleganza (materiali pregiati e assemblaggi impeccabili).


Jaguar E-Pace: i motori
La gamma motori della Jaguar E-Pace è composta da cinque unità:
- un 2.0 turbo benzina da 249 CV
- un 2.0 turbo benzina da 300 CV
- un 2.0 turbodiesel da 150 CV
- un 2.0 turbodiesel da 179 CV
- un 2.0 turbodiesel da 241 CV


Jaguar E-Pace: gli allestimenti
Gli allestimenti della Jaguar E-Pace sono sei: “base”, R-Dynamic, S, SE e HSE e First Edition.
Jaguar E-Pace
La dotazione di serie della Jaguar E-Pace “base” comprende: finestrini riscaldabili, sensori pioggia, fari a LED, cerchi in lega da 17”, monitoraggio pressione pneumatici, climatizzatore bizona, bocchette d’aerazione posteriori, volante in pelle, ASPC (All Surface Progress Control, solo con cambio automatico, aiuta nelle condizioni di scarsa aderenza), partenza assistita in salita, controlli di stabilità e trazione, Stop/Start, autoradio Bluetooth USB 125W, frenata di emergenza, cruise control, monitoraggio dello stato del conducente, assistenza di mantenimento corsia, sensori di parcheggio anteriori e posteriori, telecamera posteriore, airbag frontali, laterali, a tendina e per i pedoni e attacchi Isofix.
Jaguar E-Pace R-Dynamic
La Jaguar E-Pace R-Dynamic costa 3.100 euro più della “base” a parità di motore e aggiunge: carrozzeria R-Dynamic (paraurti anteriore unico e finitura griglia anteriore Gloss Black), volante e levette di selezione marce al volante in pelle pieno fiore R-Dynamic, doppio tubo di scarico con terminali, sedili sport Ebony Sportsmesh con cuciture a contrasto, fendinebbia, pedali in metallo lucido e soglie in metallo con scritta R-Dynamic.
Jaguar E-Pace S
La Jaguar E-Pace S (disponibile in abbinamento alla “base” e alla R-Dynamic) costa 5.450 euro più della “entry-level” e 5.400 euro più della R-Dynamic a parità di motore e aggiunge: cerchi in lega da 18”, specchietto retrovisore interno fotocromatico, specchietti riscaldabili, fotocromatici, richiudibili elettricamente con funzione memoria e luci di avvicinamento, sedili in pelle goffrata, sedili anteriori a 10 regolazioni elettriche (con cuciture a contrasto per R-Dynamic), Navigation Pro, Connect Pro Pack con Pro Services e Hotspot Wi-Fi, Smartphone Pack con InControl Apps, riconoscimento dei segnali stradali e limitatore di velocità adattivo e Pack Park con Park Assist, sensori di parcheggio a 360° e monitoraggio traffico in retromarcia.
Jaguar E-Pace SE
La Jaguar E-Pace SE (disponibile in abbinamento alla “base” e alla R-Dynamic) costa 3.900 euro più della S e della S R-Dynamic a parità di motore e aggiunge: fari automatici con abbaglianti assistiti, portellone ad azionamento elettrico, sedili anteriori a 14 regolazioni elettriche con funzione memory, impianto audio Meridian 380W e Drive Pack con cruise control adattivo, Queue Assist, freno di emergenza ad alta velocità e monitoraggio dei punti ciechi.
Jaguar E-Pace HSE
La Jaguar E-Pace HSE (disponibile in abbinamento alla “base” e alla R-Dynamic) costa 4.000 euro più della SE e della SE R-Dynamic a parità di motore e aggiunge: cerchi in lega da 20”, Keyless Entry, sedili in pelle perforata Windsor (anteriori a 18 regolazioni elettriche con funzione memory) e Driver Display interattivo da 12,3”.
Jaguar E-Pace First Edition
La Jaguar E-Pace First Edition – disponibile esclusivamente in abbinamento a due motori (249 CV a benzina e 179 CV diesel), alla trazione integrale e al cambio automatico – costa 4.850 euro più della HSE R-Dynamic a parità di propulsore e aggiunge: tetto panoramico fisso, Black Pack, tappetini First Edition, soglie di ingresso in metallo con scritta First Edition, sedili First Edition in pelle Windsor nel colore Ebony (con cuciture Flame Red), guide per vano di carico con rete portabagagli, prese elettriche addizionali, Head-up Display, Activity Key e Configurable Dynamics.


Jaguar E-Pace: gli optional
La dotazione di serie della Jaguar E-Pace andrebbe a nostro avviso arricchita con la vernice metallizzata (908 euro). Sulla “base” e sulla R-Dynamic aggiungeremmo il navigatore (785 euro) e gli specchietti fotocromatici ripiegabili elettricamente, riscaldabili, con luci di avvicinamento e funzione memoria (535 euro).
Sulle varianti S, SE e HSE (comprese le R-Dynamic) ci vorrebbe invece il tetto panoramico (1.281 euro).


Jaguar E-Pace: i prezzi
Motori benzina
- Jaguar E-Pace 2.0 249 CV 44.400 euro
- Jaguar E-Pace 2.0 249 CV R-Dynamic 47.450 euro
- Jaguar E-Pace 2.0 249 CV S 49.800 euro
- Jaguar E-Pace 2.0 249 CV R-Dynamic S 52.900 euro
- Jaguar E-Pace 2.0 249 CV SE 53.700 euro
- Jaguar E-Pace 2.0 249 CV R-Dynamic SE 56.800 euro
- Jaguar E-Pace 2.0 249 CV HSE 57.700 euro
- Jaguar E-Pace 2.0 249 CV R-Dynamic HSE 60.800 euro
- Jaguar E-Pace 2.0 249 CV First Edition 65.600 euro
- Jaguar E-Pace 2.0 300 CV S 55.150 euro
- Jaguar E-Pace 2.0 300 CV R-Dynamic S 58.250 euro
- Jaguar E-Pace 2.0 300 CV SE 59.050 euro
- Jaguar E-Pace 2.0 300 CV R-Dynamic SE 62.100 euro
- Jaguar E-Pace 2.0 300 CV HSE 63.050 euro
- Jaguar E-Pace 2.0 300 CV R-Dynamic HSE 66.100 euro
Motori diesel
- Jaguar E-Pace 2.0D 150 CV AWD R-Dynamic HSE 58.250 euro
- Jaguar E-Pace 2.0D 150 CV AWD HSE 55.200 euro
- Jaguar E-Pace 2.0D 150 CV AWD R-Dynamic SE 54.250 euro
- Jaguar E-Pace 2.0D 150 CV AWD SE 51.200 euro
- Jaguar E-Pace 2.0D 150 CV AWD aut. R-Dynamic S 50.350 euro
- Jaguar E-Pace 2.0D 150 CV AWD R-Dynamic S 47.850 euro
- Jaguar E-Pace 2.0D 150 CV AWD aut. S 47.300 euro
- Jaguar E-Pace 2.0D 150 CV R-Dynamic S 45.300 euro
- Jaguar E-Pace 2.0D 150 CV AWD S 44.800 euro
- Jaguar E-Pace 2.0D 150 CV AWD R-Dynamic 42.450 euro
- Jaguar E-Pace 2.0D 150 CV S 42.250 euro
- Jaguar E-Pace 2.0D 150 CV R-Dynamic 39.900 euro
- Jaguar E-Pace 2.0D 150 CV AWD 39.350 euro
- Jaguar E-Pace 2.0D 150 CV 36.800 euro
- Jaguar E-Pace 2.0D 179 CV 41.500 euro
- Jaguar E-Pace 2.0D 179 CV aut. 44.000 euro
- Jaguar E-Pace 2.0D 179 CV R-Dynamic 44.600 euro
- Jaguar E-Pace 2.0D 179 CV S 46.950 euro
- Jaguar E-Pace 2.0D 179 CV aut. R-Dynamic 47.100 euro
- Jaguar E-Pace 2.0D 179 CV aut. S 49.450 euro
- Jaguar E-Pace 2.0D 179 CV R-Dynamic S 50.050 euro
- Jaguar E-Pace 2.0D 179 CV aut. R-Dynamic S 52.500 euro
- Jaguar E-Pace 2.0D 179 CV SE 53.350 euro
- Jaguar E-Pace 2.0D 179 CV R-Dynamic SE 56.400 euro
- Jaguar E-Pace 2.0D 179 CV HSE 57.350 euro
- Jaguar E-Pace 2.0D 179 CV R-Dynamic HSE 60.400 euro
- Jaguar E-Pace 2.0D 179 CV First Edition 65.250 euro
- Jaguar E-Pace 2.0D 241 CV S 54.750 euro
- Jaguar E-Pace 2.0D 241 CV R-Dynamic S 57.850 euro
- Jaguar E-Pace 2.0D 241 CV SE 58.650 euro
- Jaguar E-Pace 2.0D 241 CV R-Dynamic SE 61.750 euro
- Jaguar E-Pace 2.0D 241 CV HSE 62.650 euro
- Jaguar E-Pace 2.0D 241 CV R-Dynamic HSE 65.750 euro
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Immatricolazioni auto ottobre 2017: tutti i dati e le classifiche


















































Continuano a crescere le immatricolazioni auto in Italia: nel mese di ottobre 2017 si è registrato un + 7,10% per quanto riguarda le vetture vendute (da 147.435 a 157.900) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Tra le “big” segnaliamo gli ottimi risultati di Citroën (+ 41,79%) e Renault (+27.48%).
Di seguito troverete tutti i dati sulle immatricolazioni auto di ottobre 2017 in Italia: le classifiche dei 10 modelli più venduti, delle Case più amate e delle 5 vetture più acquistate in base all’alimentazione, al segmento e alla carrozzeria.


Immatricolazioni auto ottobre 2017: i 10 modelli più venduti in Italia
Ottobre 2017 è stato un mese particolare per le immatricolazioni auto in Italia. La classifica delle auto più vendute vede sempre in testa la Fiat Panda ma la graduatoria è molto diversa rispetto a quella del mese scorso: la Citroën C3 è balzata addirittura in terza posizione mentre sono sparite dalla “top ten” due Fiat (la Tipo e la 500L) e la Volkswagen Polo, rimpiazzate dalla Toyota Yaris, dalla Peugeot 208 e dalla Jeep Renegade.
- Fiat Panda 13.285
- Lancia Ypsilon 4.494
- Citroën C3 4.426
- Volkswagen Golf 4.130
- Toyota Yaris 3.626
- Fiat 500X 3.385
- Peugeot 208 3.363
- Renault Clio 3.258
- Fiat 500 3.169
- Jeep Renegade 3.063


Immatricolazioni auto ottobre 2017: la classifica delle Case più amate in Italia
Nessuna particolare novità nella classifica delle Case più amate in Italia a ottobre 2017: il podio – dominato ovviamente da Fiat – è rimasto invariato mentre nella “top ten” l’unico cambiamento riguarda l’ingresso di Hyundai e Mercedes al posto di Nissan e Audi.
- Fiat 28.375 (- 4,39%)
- Volkswagen 11.659 (+ 1,69%)
- Renault 10.420 (+ 27,48%)
- Ford 10.135 (- 0,47%)
- Peugeot 9.148 (+ 17,16%)
- Opel 8.364 (+ 6,56%)
- Toyota 7.513 (+ 22,66%)
- Citroën 6.518 (+ 41,79%)
- Hyundai 5.925 (+ 16,61%)
- Mercedes 5.827 (+ 2,57%)
- Audi 5.564 (+ 3,06%)
- Jeep/Dodge 5.010 (+ 47,22%)
- BMW 4.847 (- 13,34%)
- Lancia/Chrysler 4.494 (- 17,60%)
- Nissan 4.484 (- 4,68%)
- Dacia 4.405 (+ 47,77%)
- Kia 4.218 (+ 11,09%)
- Alfa Romeo 3.297 (+ 10,27%)
- Suzuki 2.632 (+ 39,48%)
- Mini 2.141 (- 4,12%)
- Skoda 2.044 (+ 20,02%)
- Smart 1.891 (- 2,78%)
- Land Rover 1.676 (+ 28,33%)
- Seat 1.545 (+ 19,77%)
- Volvo 1.370 (- 2,07%)
- Mazda 987 (+10,16%)
- Honda 767 (- 5,66%)
- Jaguar 442 (- 14,34%)
- Porsche 425 (- 10,34%)
- Mitsubishi 302 (- 18,82%)
- Subaru 273 (- 19,71%)
- Lexus 260 (- 4,41%)
- Maserati 252 (- 0,40%)
- Ssangyong 222 (- 7,50%)
- DS 154 (- 13,97%)
- Infiniti 119 (- 33,89%)
- Altre 87 (- 14,71%)
- DR 45 (+ 25,00%)
- Mahindra 22
- Ferrari 18 (- 18,18%)
- Lamborghini 7 (+ 250,00%)
- Aston Martin 6 (+ 500,00%)
- Lada 6
- Chevrolet 4
Immatricolazioni auto ottobre 2017: top 5 per alimentazione

Immatricolazioni auto ottobre 2017: i 5 modelli diesel più venduti in Italia
- Fiat Panda 2.870
- Volkswagen Golf 2.632
- Fiat 500X 2.524
- Jeep Renegade 2.394
- Renault Captur 2.255


Immatricolazioni auto ottobre 2017: i 5 modelli a benzina più venduti in Italia
- Fiat Panda 8.877
- Lancia Ypsilon 3.338
- Fiat 500 2.374
- Citroën C3 1.898
- Peugeot 208 1.637


Immatricolazioni auto ottobre 2017: i 5 modelli a GPL più venduti in Italia
- Dacia Duster 1.105
- Fiat Panda 828
- Opel Corsa 779
- Lancia Ypsilon 582
- Citroën C3 536


Immatricolazioni auto ottobre 2017: i 5 modelli a metano più venduti in Italia
- Volkswagen Golf 878
- Fiat Panda 710
- Volkswagen up! 420
- Skoda Octavia 314
- Fiat Punto 299


Immatricolazioni auto ottobre 2017: le 5 ibride più vendute in Italia
- Toyota Yaris 2.588
- Toyota C-HR 1.154
- Toyota Auris 806
- Toyota RAV4 730
- Kia Niro 206


Immatricolazioni auto ottobre 2017: le 5 elettriche più vendute in Italia
- Nissan Leaf 56
- Tesla Model X 33
- Renault Zoe 29
- Tesla Model S 26
- Smart fortwo 24

Immatricolazioni auto ottobre 2017: top 5 per segmento

Immatricolazioni auto ottobre 2017: le 5 “segmento A” più vendute in Italia
- Fiat Panda 13.285
- Fiat 500 3.169
- Volkswagen up! 1.718
- Hyundai i10 1.663
- Smart fortwo 1.449


Immatricolazioni auto ottobre 2017: le 5 “segmento B” più vendute in Italia
- Lancia Ypsilon 4.494
- Citroën C3 4.426
- Toyota Yaris 3.626
- Peugeot 208 3.363
- Renault Clio 3.258


Immatricolazioni auto ottobre 2017: le 5 “segmento C” più vendute in Italia
- Volkswagen Golf 4.130
- Fiat 500X 3.385
- Jeep Renegade 3.063
- Fiat Tipo 2.417
- Dacia Duster 2.233


Immatricolazioni auto ottobre 2017: le 5 “segmento D” più vendute in Italia
- Volkswagen Tiguan 2.381
- Ford Kuga 1.677
- BMW X1 1.136
- Audi A4 1.016
- Mercedes GLA 907


Immatricolazioni auto ottobre 2017: le 5 “segmento E” più vendute in Italia
- Mercedes classe E 662
- Audi A6 428
- BMW serie 5 385
- Jaguar F-Pace 281
- Land Rover Range Rover Sport 182


Immatricolazioni auto ottobre 2017: le 5 “segmento F” più vendute in Italia
- Maserati Ghibli 96
- Porsche 911 84
- Jaguar F-Type 56
- Porsche Panamera 46
- Tesla Model X 33

Immatricolazioni auto ottobre 2017: top 5 per carrozzeria

Immatricolazioni auto ottobre 2017: le 5 berline più vendute in Italia
- Fiat Panda 13.285
- Lancia Ypsilon 4.494
- Citroën C3 4.002
- Toyota Yaris 3.626
- Volkswagen Golf 3.539


Immatricolazioni auto ottobre 2017: le 5 crossover più vendute in Italia
- Fiat 500X 3.230
- Renault Captur 2.958
- Jeep Renegade 2.352
- Dacia Duster 1.934
- Peugeot 2008 1.893


Immatricolazioni auto ottobre 2017: le 5 fuoristrada più vendute in Italia
- Jeep Compass 981
- Audi Q5 768
- Land Rover Range Rover Evoque 751
- Volkswagen Tiguan 743
- Alfa Romeo Stelvio 732


Immatricolazioni auto ottobre 2017: le 5 station wagon più vendute in Italia
- Audi A4 Avant 918
- Fiat Tipo SW 896
- Skoda Octavia Wagon 856
- Volkswagen Passat Variant 647
- BMW serie 3 Touring 607


Immatricolazioni auto ottobre 2017: le 5 piccole monovolume più vendute in Italia
- Fiat 500L 3.023
- Ford B-Max 953
- Hyundai ix20 713
- Citroën C3 Picasso 424
- Kia Venga 410


Immatricolazioni auto ottobre 2017: le 5 monovolume compatte più vendute in Italia
- Ford C-Max 1.019
- Renault Scénic 1.011
- BMW serie 2 794
- Citroën C4 Picasso 627
- Mercedes classe B 621


Immatricolazioni auto ottobre 2017: le 5 multispazio più vendute in Italia
- Fiat Qubo 442
- Dacia Dokker 233
- Citroën Berlingo 223
- Peugeot Partner Tepee 192
- Renault Kangoo 182


Immatricolazioni auto ottobre 2017: le 5 cabrio e spider più vendute in Italia
- Smart fortwo cabrio 120
- Mini Cabrio 79
- Mercedes classe E Cabrio 45
- Mazda MX-5 44
- Mercedes classe C Cabrio 39


Immatricolazioni auto ottobre 2017: le 5 grandi monovolume più vendute in Italia
- Mercedes classe V 144
- Ford S-Max 105
- Citroën SpaceTourer 100
- Toyota Proace Verso 92
- Renault Espace 75


Immatricolazioni auto ottobre 2017: le 5 coupé più vendute in Italia
- Mercedes classe E Coupé 95
- Mercedes classe C Coupé 81
- Porsche 911 60
- Jaguar F-Type 54
- Porsche Panamera 46

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Rudolf Hruska, non solo Alfasud


Rudolf Hruska è noto per aver progettato l’Alfasud e lo stabilimento Alfa Romeo di Pomigliano d’Arco ma l’ingegnere austriaco ha realizzato molte altre cose nel corso della sua carriera. Scopriamo insieme la sua storia.
Rudolf Hruska: la biografia
Rudolf Hruska nasce a Vienna (all’epoca capitale dell’Impero austro-ungarico) il 2 luglio 1915. Dopo aver conseguito la laurea presso l’Università tecnica di Vienna inizia a lavorare nel 1938 alla Porsche dove si occupa dello sviluppo della Kdf-Wagen (la mamma del Maggiolino) e del carro armato Panzer VI Tiger I.
Dopo la guerra
Dopo la Seconda Guerra Mondiale Hruska segue Ferdinand Porsche alla Cisitalia, lavora al progetto della 360 (un’innovativa monoposto da corsa che non scenderà mai in pista) e diventa direttore tecnico della Casa torinese.
La prima volta all’Alfa Romeo
Nel 1951, in seguito alla crisi economica che colpisce la Cisitalia, Rudolf Hruska viene chiamato dalla Finmeccanica per occuparsi dell’Alfa Romeo.
Tre anni più tardi viene promosso a direttore tecnico dei settori di produzione e progettazione ed è in questa veste che si occupa dell’industrializzazione della Giulietta. Nel 1959 Hruska lascia il Biscione dopo alcuni contrasti con l’IRI.
La parentesi Fiat
Il 1960 è l’anno in cui Rudolf Hruska si trasferisce alla Fiat: presso l’azienda torinese si occupa della riorganizzazione della Simca e della progettazione – insieme a Dante Giacosa – di due modelli importanti (la Simca 1000 del 1961 e la Fiat 850 del 1964).
Il ritorno in Alfa Romeo: l’Alfasud
Hruska torna in Alfa Romeo nel 1967 per occuparsi del progetto Alfasud: una compatta costruita da zero da produrre in uno stabilimento situato a Pomigliano d’Arco, in provincia di Napoli.
Rudolf Hruska realizza la vettura – una “segmento C” contraddistinta dalla trazione anteriore e dal motore boxer – e la fabbrica (inaugurata nel 1972, oggi qui vedono la luce le Fiat Panda).
Nel 1974 Rudolf torna ad Arese per occuparsi di ricerca e sviluppo per il Biscione e va in pensione nel 1980.
Gli ultimi anni
Negli anni della pensione Rudolf Hruska continua a collaborare con diversi carrozzieri torinesi. Scompare a Torino il 4 dicembre 1995.
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Non chiamateli giochi


Dico Gran Turismo ed è subito malinconia. Chi non ha sudato sangue per ottenere le patenti oro, chi non si è piegato il pollice a furia di pigiare la “X” (l’acceleratore) per vincere quello stramaledetto trofeo Toyota Altezza. Momento malinconia finito.
Il modello di guida di GT, allora (era il 1997), era davvero realistico: “The Real Driving Simulator”, così c’era scritto sulla copertina. Devo ammettere che un paio di nozioni di guida, almeno per fare le patenti, bisognava averle. Un’idea di traiettoria, magari di frenata. Era tutto molto semplificato, ma la base c’era. Di certo non potevi allenarti sulla Play uno per poi scendere in pista. Cosa che, con i giochi di oggi, invece si può fare.
Già, sono dell’idea che i videogiochi di guida possano davvero insegnare a guidare. Non sto parlando di Mario Kart o Need For Speed, ma di titoli dalla forte impronta simulativa come Assetto Corsa, Project Cars e Forza Motorsport; senza tirare in ballo iRacing e R-Factor, simulatori veri e propri.
Non ho una carriera da pilota da millantare (ho fatto solo qualche gara con vetture turismo), ma posso vantare x-mila ore davanti allo schermo con il mio bel volante e i miei giochi-barra-simulatori di guida. E posso dirvi con certezza che questi “giochi” fanno miracoli.
Certo, guidare un’auto da corsa vera richiede esperienza, pelo sullo stomaco e tanta sensibilità. E tutto questo si acquisisce solo sull’asfalto. Ma le traiettorie, la frenata, il comportamento dell’auto e la costanza, nei videogiochi, sono rese alla perfezione. Non solo le piste sono riprodotte alla perfezione (e con perfezione intendo scandite con il laser e riprodotte al computer), ma anche i comportamenti delle auto (sottosterzo, sovrasterzo, controsterzo) sono spaventosamente vicini alla realtà. Bisogna guidare puliti, aprire lo sterzo presto per far scorrere la macchina, pazientare sul gas. Tutte regole che poi applicano anche con un’auto vera. Non mi stupisco infatti che i ragazzini cresciuti con i simulatori salgono su una macchina da corsa e vanno forte: basta pensare alla Nissan GT Accademy, una “selezione” dei migliori giocatori di Gran Turismo, messi poi su una Nissan GT-R da gara e preparati ad affrontare niente di meno che la 24h di Le Mans. E vanno pure molto forte.
Non per niente tutti i piloti del mondo passano più ore al simulatore che nel loro sedile.
Questo per dire che, se non avete i soldi per correre, potete spendere qualche euro e provare la stessa…no, forse no. Ma ci si può divertire parecchio, e migliorare la propria guida. Se poi anche voi fate qualche garetta sporadica, allora non c’è modo migliore per allenarsi.
DIFFERENZA VIDEOGIOCO – REALTÀ (ASSETTO CORSA)
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