Monthly Archives: Novembre 2017
Formula E: il team Audi


Credits: Audi e-tron FE04 #1 (Audi Sport ABT Schaeffler), Lucas di Grassi






Credits: Audi e-tron FE04 #1 (Audi Sport ABT Schaeffler), Lucas di Grassi




Credits: Audi e-tron FE04


Credits: Audi e-tron FE04


Credits: Audi e-tron FE04


Credits: Audi e-tron FE04


Credits: Audi e-tron FE04


Credits: Audi e-tron FE04 #66 (Audi Sport ABT Schaeffler), Daniel Abt


Credits: Audi e-tron FE04 #1 (Audi Sport ABT Schaeffler), Lucas di Grassi, Audi e-tron FE04 #66 (Audi Sport Team ABT Schaeffler), Daniel Abt
La prima stagione ufficiale di Audi in Formula E arriva dopo tre anni di gestione ABT culminati con la conquista del campionato Piloti 2016/2017 da parte del brasiliano Lucas di Grassi.
Audi in Formula E: la storia
Audi è presente in Formula E fin dalla prima stagione (2014/2015): la monoposto del team Audi Sport ABT vince la prima gara di sempre riservata alle monoposto elettriche (a Pechino con di Grassi) e grazie al contributo di Abt termina la stagione al terzo posto nel campionato Costruttori.
Nel 2015/2016 la squadra cambia nome in ABT Schaeffler Audi Sport, porta a casa tre successi con di Grassi (Putrajaya, Long Beach e Parigi) e arriva seconda nel titolo Costruttori.
La migliore stagione Audi in Formula E – la 2016/2017 – coincide con il titolo Piloti ottenuto da di Grassi grazie a due successi (Città del Messico e Montréal).
Audi in Formula E: la monoposto e il motore
Audi affronterà il campionato Formula E 2017/2018 con la monoposto Audi e-tron FE04, una vettura creata – come tutte quelle in gara nella serie dedicata alle vetture elettriche – da Spark e dotata di un motore Audi.
Audi in Formula E: i piloti
1 Lucas di Grassi (Brasile)
Nato l’11 agosto 1984 a San Paolo (Brasile)
3 stagioni (2015-)
33 GP disputati
1 costruttore (Audi)
PALMARÈS: 1 campionato Formula E (2017), 6 vittorie, 20 podi, 3 pole position, 1 giro veloce
PALMARÈS EXTRA-FORMULA E: GP Macao F3 (2005), 24° nel Mondiale F1 (2010)
66 Daniel Abt (Germania)
Nato il 3 dicembre 1992 a Kempten (Germania)
3 stagioni (2015-)
33 GP disputati
1 costruttore (Audi)
PALMARÈS: 7° nel campionato Formula E (2016), 4 podi, 1 pole position, 2 giri veloci
PALMARÈS EXTRA-FORMULA E: campionato Formula Masters (2009)
L’articolo Formula E: il team Audi proviene da Panoramauto.
Ferrari F2001: la F1 più costosa di sempre




Credits: IND68 – 20010929 – INDIANAPOLIS, IN, UNITED STATES : World Champion Michael Schumacher of Germany takes a turn in his Ferrari as he qualified first with a time of 1:11.708 at the US Grand Prix 29 September, 2001 at the Indianapolis Motor Speedway in Indianapolis, IN. The race will be held on 30 September. EPA PHOTO AFPI/JOHN RUTHROFF/jh/HM


Credits: IND52 – 20010929 – INDIANAPOLIS, IN, UNITED STATES : World Champion Michael Schumacher of Germany takes his Ferrari through a turn during the practice session 29 September, 2001 at the US Grand Prix at the Indianapolis Motor Speedway in Indianapolis, IN. The race will be held on 30 September. EPA PHOTO AFPI/JEFF HAYNES/jh/hm-ms


Credits: IND50 – 20010928 – INDIANAPOLIS, IN, UNITED STATES : World Champion Michael Schumacher of Germany drives his Ferrari through a turn during the first practice 28 September, 2001 at the US Grand Prix at the Indianapolis Motor Speedway in Indianapolis, Indiana. The race will be held on 30 September. EPA PHOTO AFPI/JEFF HAYNES/jh/rlb


Credits: MONZA 15/9/2001 GRAN PREMIO FORMULA UNO RUBENS BARRICHELLO DURANTE LE PROVE DI OGGI ANSA CARLO FERRARO


Credits: MONZA 15/9/2001 GRAN PREMIO FORMULA UNO MICHAEL SCHUMACHERDURANTE LE PROVE DI OGGI ANSA CARLO FERRARO


Credits: MONZA-14/09/2001
GRAN PREMIO D’ITALIA FORMULA 1
NELLA FOTO:RUBENS BARRICHELLO-FERRARO/RADAELLI


Credits: SPA15 – 20010831 – FRANCORCHAMPS, BELGIUM : German Formula one driver Michael Schumacher limbs back to the pits on his crashed Ferrari at Francorchamps race track after he collided with Spanish De La Rosa of Jaguar during the 2nd free practice session, Friday, 31 August 2001, two days before the Belgian Formula one Grand Prix in Spa/Francorchamps. EPA PHOTO DPA/FRANK MAY/fm/mda


Credits: BUD12 – 20010815 – HUNGARORING, HUNGARY : German Formula One Ferrari driver Michael Schumacher celebrates with a raised fist driving past his mechanics hanging over the walls of the box Sunday 19 August 2001 after winning the Hungarian Grand Prix to clinch his fourth Formula One world championship. The German star secured his second consecutive world title after taking the chequered flag ahead of team-mate Rubens Barrichello in second and McLaren’s David Coulthard in third at the Hungaroring. EPA PHOTO EPA/ATTILA KISBENEDEK/gb gr-BW


Credits: HGR02 – 20010813 – HUNGARORING, HUNGARY : German F-1 driver Michael Schumacher steers his Ferrari car through a bend during qualification training on Saturday, 18 August 2001. Schumacher clocked the best time in the qualification and snatched the pole position for tomorrow”s race. McLaren-Mercedes Scottish driver David Coulthard was second and Ferrari”s Brazilian Rubens Barrichello third. EPA PHOTO EPA/ATTILA KISBENEDEK/ak/mda




Credits: THROUGH EUROPEAN EYES
FFM54 – 20010821 – HUNGARORING, HUNGARY : German F-1 Ferrari driver Michael Schumacher raises his arm in victory as he crosses the finish line to win the 16th Hungarian Grand Prix and his 4th world champion title on 19 August 2001 at the Hungaroring. EPA PHOTO EPA/ATTILA KISBENEDEK/AK-tu
La Ferrari F2001, monoposto schierata dal Cavallino nel Mondiale F1 2001, è diventata la monoposto più costosa di sempre.
L’esemplare che ha conquistato il GP di Monte Carlo con Michael Schumacher (numero di telaio 211) è stato venduto all’asta per 7.504.000 dollari (oltre 6,3 milioni di euro). Scopriamo insieme la storia della Ferrari F2001, una delle vetture da corsa più significative di Maranello.
Ferrari F2001: la storia
La Ferrari F2001, progettata dal britannico Ross Brawn e dal sudafricano Rory Byrne per correre nel Mondiale F1 2001, arriva dopo la strepitosa annata 2000 che ha visto il Cavallino conquistare il titolo Piloti con Michael Schumacher dopo un digiuno di ben 21 anni.
La vettura non è altro che un’evoluzione della F1-2000 schierata l’anno prima: alettoni anteriori e posteriori modificati per rispettare i nuovi regolamenti e motore – 3.0 V10 abbinato ad un cambio a sette rapporti – identico. Anche i piloti vengono confermati: il tedesco Michael Schumacher e il brasiliano Rubens Barrichello.
2001
La Ferrari F2001 debutta il 4 marzo 2001 nel GP d’Australia e dimostra immediatamente di essere la monoposto da battere. Nella corsa che vede l’esordio nel Circus di due campioni del mondo – Fernando Alonso e Kimi Räikkönen – e di Juan Pablo Montoya Schumy conquista la vittoria e Barrichello arriva terzo.
In Malesia arriva la doppietta “made in Maranello” (1° Schumacher, 2° Barrichello) e il Kaiser trionfa anche in Spagna, a Monte Carlo (gara impreziosita dalla seconda piazza di Rubens), al Nürburgring e in Francia (corsa che vede Barrichello terzo).
Basta un dato per spiegare il dominio della Ferrari F2001 nel Mondiale F1 2001: già il 19 agosto – grazie alla doppietta in Ungheria – Schumy (1° al traguardo) diventa campione del mondo Piloti e il Cavallino si aggiudica il titolo Costruttori.
Schumacher in Belgio porta a casa la 52° vittoria in carriera e diventa il pilota con più GP conquistati nella storia della Formula 1. La Ferrari F2001 chiude la stagione scendendo in pista nel GP degli USA senza sponsor e con il musetto nero in segno di lutto per le vittime dell’11 settembre e regala l’ultimo successo stagionale a Schumy in Giappone.
2002
La Ferrari F2001 viene schierata anche nelle prime gare del Mondiale F1 2002: vince il GP d’Australia con Schumacher e disputa l’ultima corsa della propria carriera in Brasile con Barrichello (ritirato).
È anche grazie ai risultati ottenuti dalla Ferrari F2001 che il Kaiser e il Cavallino possono festeggiare il trionfo nel campionato Piloti e in quello Costruttori del 2002.
L’articolo Ferrari F2001: la F1 più costosa di sempre proviene da Panoramauto.
Formula E 2017/2018 – Le squadre


















Saranno dieci le squadre che prenderanno parte al campionato Formula E 2017/2018.
Poche le novità rispetto alla passata stagione: l’ingresso di Audi come team ufficiale (prima la scuderia si chiamava ABT Schaeffler Audi Sport, ora Audi Sport ABT Schaeffler), il ritorno della scuderia Dragon dopo un’annata passata con il nome Faraday Future, il cambio di nome e di nazionalità (da cinese a britannica) della NIO (prima NextEV NIO) e il renaming della Andretti (da MS Amlin a MS&AD).
In questo elenco vi mostreremo tutti i dettagli delle dieci squadre del campionato di Formula E 2017/2018: piloti, motori e palmarès. Scopriamoli insieme.
Le squadre del campionato Formula E 2017/2018

Andretti (USA)
NOME COMPLETO: MS&AD Andretti Formula E
MOTORE: Andretti
PILOTI: 27 Kamui Kobayashi (Giappone), 28 António Félix da Costa (Portogallo)
PALMARÈS: 7° nel Mondiale Formula E Piloti (2015), 6° nel campionato Formula E Costruttori (2015), 3 pole position, 1 giro veloce, 5 podi


Audi (Germania)
NOME COMPLETO: Audi Sport ABT Schaeffler
MOTORE: Audi
PILOTI: 1 Lucas di Grassi (Brasile), 66 Daniel Abt (Germania)
PALMARÈS: Campionato Formula E Piloti (2017), 2° Formula E Costruttori (2016, 2017), 6 vittorie, 4 pole position, 3 giri veloci, 24 podi


Dragon (USA)
NOME COMPLETO: Dragon Racing
MOTORE: Penske
PILOTI: 6 Neel Jani (Svizzera), 7 Jérôme d’Ambrosio (Belgio)
PALMARÈS: 4° nel Campionato Formula E Piloti (2015), 2° nel campionato Formula E Costruttori (2015), 2 vittorie, 2 pole position, 3 giri veloci, 8 podi


DS (Francia)
NOME COMPLETO: DS Virgin Racing
MOTORE: Citroën
PILOTI: 2 Sam Bird (Regno Unito), 36 Alex Lynn (Regno Unito)
PALMARÈS: 4° nel campionato Formula E Piloti (2016, 2017), 3° nel campionato Formula E Costruttori (2016), 5 vittorie, 6 pole position, 5 giri veloci, 13 podi


Jaguar (Regno Unito)
NOME COMPLETO: Panasonic Jaguar Racing
MOTORE: Jaguar
PILOTI: 3 Nelson Piquet Jr. (Brasile), 20 Mitch Evans (Nuova Zelanda)
PALMARÈS: 14° nel campionato Formula E Piloti (2017), 10° nel campionato Formula E Costruttori (2017), 1 giro veloce


Mahindra (India)
NOME COMPLETO: Mahindra Racing
MOTORE: Mahindra
PILOTI: 19 Felix Rosenqvist (Svezia), 23 Nick Heidfeld (Germania)
PALMARÈS: 3° nel campionato Formula E Piloti (2017), 3° nel campionato Formula E Costruttori (2017), 1 vittoria, 3 pole position, 4 giri veloci, 12 podi


NIO (Regno Unito)
NOME COMPLETO: NIO Formula E Team
MOTORE: NIO
PILOTI: 16 Oliver Turvey (Regno Unito), 68 Luca Filippi (Italia)
PALMARÈS: Campionato Formula E Piloti (2015), 4° nel campionato Formula E Costruttori (2015), 2 vittorie, 2 pole position, 3 giri veloci, 5 podi


Renault (Francia)
NOME COMPLETO: Renault e.dams
MOTORE: Renault
PILOTI: 8 Nico Prost (Francia), 9 Sébastien Buemi (Svizzera)
PALMARÈS: Campionato Formula E Piloti (2016), 3 campionati Formula E Costruttori (2015-2017), 15 vittorie, 11 pole position, 10 giri veloci, 22 podi

Techeetah (Cina)
NOME COMPLETO: Techeetah
MOTORE: Renault
PILOTI: 18 André Lotterer (Germania), 25 Jean-Éric Vergne (Francia)
PALMARÈS: 5° nel campionato Formula E Piloti (2017), 5° nel campionato Formula E Costruttori (2017), 1 vittoria, 7 podi

Venturi (Principato di Monaco)
NOME COMPLETO: Venturi Formula E Team
MOTORE: Venturi
PILOTI: 4 Edoardo Mortara (Svizzera), 5 Maro Engel (Germania)
PALMARÈS: 7° nel campionato Formula E Piloti (2016), 6° nel campionato Formula E Costruttori (2016), 1 pole position, 2 giri veloci, 2 podi

L’articolo Formula E 2017/2018 – Le squadre proviene da Panoramauto.
Ferrari 333 SP: il ritorno del Cavallino nel mondo endurance


Con la 333 SP la Ferrari – alla fine del XX secolo – tornò nel mondo endurance dopo una lunga assenza. Scopriamo insieme la storia del prototipo del Cavallino capace di conquistare una 24 Ore di Daytona e tre 12 Ore di Sebring.
Ferrari 333 SP: la storia
La Ferrari 333 SP – presentata alla fine del 1993 ed entrata in produzione nel 1994 – viene realizzata in 40 esemplari destinati a team privati impegnati nelle gare endurance (principalmente quelle disputate in America).
Progettata da Dallara e con una carrozzeria costruita da Michelotto (che dal 1997 si occuperà anche della produzione), monta un motore 4.0 V12 – derivato dal 3.5 adottato dalle monoposto di F1 di Maranello all’inizio degli anni ’90 – in grado di generare una potenza di oltre 600 CV.
1994
La Ferrari 333 SP debutta ufficialmente in gara il 17 aprile ad Atlanta in una corsa valida per il campionato IMSA. Il risultato? Una doppietta: primo lo statunitense Jay Cochran e secondo l’equipaggio composto dal nostro Giampiero Moretti (fondatore della Momo) e dal cileno Eliseo Salazar.
La coppia Moretti/Salazar trionfa anche a Lime Rock, Watkins Glen e Indianapolis mentre a salire sul gradino più alto del podio di Laguna Seca sono lo statunitense Andy Evans e lo spagnolo Fermín Vélez.
1995
Nel 1995 la Ferrari 333 SP conquista il campionato WSC IMSA e si aggiudica la prestigiosa 12 Ore di Sebring con Evans, Vélez e il belga Eric van de Poele.
Vélez (primo a Phoenix) e il nostro Mauro Baldi trionfano a Halifax mentre il sudafricano Wayne Taylor si aggiudica le tappe di Lime Rock e del Texas.
1996
Le uniche soddisfazioni per la Ferrari 333 SP nel 1996 arrivano grazie a Moretti e al connazionale Max Papis, primi a Road Atlanta, a Lime Rock e a Watkins Glen.
1997
Nel 1997 arriva il secondo successo alla 12 Ore di Sebring per la Ferrari 333 SP (guidata da Evans, Vélez, dal francese Yannick Dalmas e dallo svedese Stefan Johansson).
Il brasiliano Antônio Hermann e il nostro Andrea Montermini trionfano a Lime Rock, sul circuito Pikes Peak e alla 2 Ore di Sebring mentre a Mosport il successo arriva grazie al canadese Ron Fellows e allo “yankee” Rob Morgan.
La Ferrari 333 SP inizia a farsi conoscere anche in Europa quando un esemplare guidato dallo svizzero Fredy Lienhard e dal belga Didier Theys vince una corsa in Belgio (Zolder) valida per la serie International Sports Racing Series.
1998
Il 1998 regala parecchie soddisfazioni alla Ferrari 333 SP: prima (e unica) vittoria alla 24 Ore di Daytona (con Moretti, Theys e l’olandese Arie Luyendyk) e terzo (e ultimo) trionfo alla 12 Ore di Sebring con Baldi/Moretti/Theys (che si aggiudicano anche la 6 Ore di Watkins Glen).
Ma non è tutto: il francese Emmanuel Collard, Taylor e van de Poele salgono sul gradino più alto del podio a Road Atlanta e il team francese JB Giesse conquista il campionato International Sports Racing Series grazie ai sei successi in otto gare (Brno, Misano, Tourist Trophy, Anderstorp, Nürburgring e Le Mans) della coppia composta da Collard e dal nostro Vincenzo Sospiri. Senza dimenticare il duo Lienhard/Theys trionfatore al Paul Ricard.
1999
Nel 1999 la Ferrari 333 SP continua a portare a casa risultati importanti in Europa: campionato Sports Racing World Cup conquistato dal team JB Giesse, successi a Barcellona e a Monza per Collard e Sospiri, trionfo a Spa per Baldi e il francese Laurent Redon, primo posto a Pergusa per l’equipaggio tutto italiano composto da Emanuele Moncini e Christian Pescatori e gradino più alto del podio a Magny-Cours per il nostro Giovanni Lavaggi e per l’argentino Gastón Mazzacane.
L’unica vittoria in America arriva invece a Lime Rock con Lienhard e Theys.
2000
Il team JMB Giesse conquista con la Ferrari 333 SP nel 2000 la Sports Racing World Cup: la coppia formata da Pescatori e dal francese David Terrien ottiene cinque successi (Barcellona, Brno, Donington, Nürburgring e Magny-Cours).
Due i trionfi dall’altra parte dell’Oceano: Homestead (con Baldi e Theys) e Road America (con Baldi, Lienhard e Theys).
2001
Il 2001 è l’ultimo anno nel quale la Ferrari 333 SP riesce a portare a casa risultati interessanti: la sportiva di Maranello regala alla Scuderia Italia il FIA Sportscar Championship e consente a Pescatori e al nostro Marco Zadra (che con il francese Jean-Marc Gounon trionfa a Spa) di vincere a Barcellona e a Lavaggi e al britannico Christian Vann di prevalere a Monza.
In America Baldi, Lienhard e Theys vincono la 6 Ore di Watkins Glen e l’8 luglio a Road America ottengono l’ultimo successo del prototipo del Cavallino.
L’articolo Ferrari 333 SP: il ritorno del Cavallino nel mondo endurance proviene da Panoramauto.
Formula E: come funziona? Regolamento e caratteristiche del Campionato elettrico


La Formula E è la serie automobilistica della Federazione Internazionale dell’automobile (FIA) dedicata a vetture monoposto di tipo Formula, alimentate esclusivamente da motori elettrici.
Quest’anno la quarta stagione del Mondiale di Formula E inizierà il 2 dicembre con l’e-Prix di Hong Kong e si chiuderà il 29 luglio a Montreal. Come tutti i campionati della FIA anche la Formula E è strutturata su un regolamento deciso dalla federazione e che si basa sui seguenti punti chiave:
Il punteggio nel Campionato Formula E
Alla fine del Campionato di Formula E viene assegnato un titolo piloti e un titolo costruttori. Ogni Gran Premio assegna 25 punti al 1° classificato fino a 1 punto al 10° classificato.
Le Auto
Secondo il regolamento le auto che prendono parte alla Formula E possono aver una potenza massima di 180 kW, circa 245 CV, e ogni pilota ha a disposizione due vetture.
Le Prove libere
Ogni Gran Premio inizia con le prove libere. In totale vengono effettuate due sessioni di prove, la prima da 45 minuti e la seconda da 30 minuti. Solamente in queste due sessioni è consentita la ricarica delle batterie dell’auto.
Le Qualifiche
Per stabilire la griglia di partenza della Gara, viene effettuata una sessione di qualifiche della durata complessiva di 60 minuti. I piloti vengono suddivisi in gruppi e scendono in pista in batterie, ciascuna delle quali mette a disposizione 6 minuti per effettuare il giro veloce e marcare il tempo di qualifica. Alla fase finale, denominata Super Pole, partecipano i 5 piloti più veloci. Il primo si aggiudica la pole position e 3 punti in classifica generale. Durante le qualifiche non è consentito ricaricare le batterie dell’auto.
La Gara
La gara inizia con partenza da fermi e i piloti si schierano direttamente in griglia (secondo l’ordine delle qualifiche), senza effettuare il giro di ricognizione. La ricarica delle batterie non è consentita durante la gara ma i piloti possono cambiare la vettura durante l’unico pit-stop obbligatorio. Il cambio gomme (il fornitore ufficiale è Michelin) non è previsto, eccetto in caso di foratura o danneggiamento Durante la gara, uno solo dei piloti avrà a disposizione un surplus di potenza di 100 KJ, questo bonus – denominato Fan Boost – è ottenuto tramite una votazione via web, Twitter o Instagram in cui i fan possono votare il loro pilota preferito durante i 12 giorni precedenti alla gara.
L’articolo Formula E: come funziona? Regolamento e caratteristiche del Campionato elettrico proviene da Panoramauto.
Mourinho visita lo stabilimento Jaguar
José Mourinho ha visitato a sorpresa lo stabilimento Jaguar Land Rover di Solihull, per osservare da vicino la costruzione della sua nuova auto, la 100.000ma Jaguar F-PACE.
Mourinho ha indossato l’apposita tuta da lavoro e si è recato direttamente nell’area di produzione per supervisionare la costruzione della sua vettura, aiutando gli operai lungo tutta la linea di produzione.
Mourinho ha dichiarato: “Visitare lo stabilimento Jaguar e vedere tutte le vetture, la tecnologia e il duro lavoro necessario per costruire una vettura così bella è stata una straordinaria esperienza. Faccio parte del mondo Jaguar da diversi anni. Nel 2014 sono stato il primo cliente britannico a ricevere la F-Type Coupé ed ora diventare il 100.000mo proprietario della Jaguar F-PACE è qualcosa di davvero unico.”
L’articolo Mourinho visita lo stabilimento Jaguar proviene da Panoramauto.
Dunlop TrailSmart Max, il nuovo pneumatico “adventure”


TrailSmart Max è il nuovo pneumatico che Dunlop lancia sul mercato come successore del famoso TrailSmart, capace di garantire le stesse performance sull’asciutto e sul bagnato che hanno permesso al suo apprezzato predecessore di vincere i test delle riviste specializzate, aggiungendo nuove tecnologie per migliorare il comportamento e la durata, rendendolo un prodotto perfetto per i motociclisti che amano le lunghe avventure.
Com’è fatto
Il TrailSmart Max utilizza il rayon nella struttura delle tele, che offre una sterzata precisa e, abbinato alla tecnologia Dunlop JLB (Jointless Belt), assicura un riscaldamento rapido e un comportamento molto più progressivo in un’ampia gamma di temperature e condizioni. Questa nuova struttura, insieme al nuovo profilo anteriore, garantisce una maggior durata. Nei test interni, il nuovo pneumatico anteriore 120/70R19 ha dimostrato un aumento della durata del 64% rispetto al predecessore, confermando la grande reputazione dei pneumatici Dunlop in termini di durata ed endurance, già riscontrata in altri segmenti con il RoadSmart III e lo SportSmart2 Max. Anche il pneumatico posteriore ora beneficia della tecnologia Dunlop Multitread (multimescola). Il mix di mescole è stato ottimizzato per garantire un elevato chilometraggio (superiore del 15% rispetto al predecessore2) e offrire prestazioni migliorate in curva.
L’articolo Dunlop TrailSmart Max, il nuovo pneumatico “adventure” proviene da Panoramauto.
Tesla Semi, le foto e i dati del camion elettrico americano






Tesla ha presentato oggi Semi: il primo camion elettrico della Casa californiana – come si può vedere dalle foto – ha un design particolarmente originale e presenta contenuti innovativi.
Tesla Semi: le prestazioni
Il Tesla Semi impiega 20 secondi per accelerare da 0 a 60 miglia orarie (quasi 100 km/h) con un carico di 80.000 libbre (quasi 36.000 kg) e può raggiungere una velocità massima di 105 km/h su strade con pendenza del 5%.
Il camion elettrico statunitense è spinto da quattro motori elettrici che hanno il compito di muovere le quattro ruote posteriori.
Tesla Semi: i consumi e l’autonomia
Grazie all’aerodinamica curata il Tesla Semi garantisce consumi inferiori a 2 kWh per miglio (1,61 km) e ha un’autonomia dichiarata variabile tra 300 e 500 miglia (tra 483 e 805 km).
Tesla Semi: tecnologia e innovazione
L’autista del Tesla Semi ha a disposizione un posto guida in posizione centrale (come sulla McLaren F1) e una serie di dispositivi di assistenza alla guida come il cruise control adattivo e il mantenimento della corsia. Senza dimenticare il sistema antiribaltamento.
L’articolo Tesla Semi, le foto e i dati del camion elettrico americano proviene da Panoramauto.
Toyota FT-AC: il prototipo per Los Angeles


Toyota ha svelato un teaser di una nuova concept car che presenterà al Salone di Los Angeles 2017 (1-10 Dicembre). Si chiama Toyota FT-AC (Future Toyota Adventure Concept) e anticipa il prossimo modello off-road le cui informazioni al riguardo, però, sono ancora scarse.
Dal primo teaser rilasciato (in apertura) si vedono i gruppi ottici e si intravede una silhouette frontale muscolosa e robusta, passaruota con protezioni in plastica ben visibili, un’altezza da terra notevole e fari aggiuntivi montati sopra al tetto.
Secondo alcuni rumors la versione di serie derivata da questo prototipo dovrebbe andare a sostituire la FJ-Cruiser, la storica fuoristrada nipponica sul mercato da ormai 12 anni.
Lexus RX L: la versione a sette posti
La variante allungata della SUV giapponese debutterà al Salone di Los Angeles 2017
L’articolo Toyota FT-AC: il prototipo per Los Angeles proviene da Panoramauto.
Tesla Roadster: pronta per il 2020






















Approfittando della presentazione del nuovo camion Tesla Semi, la marca californiana specializzata in auto elettriche ha svelato per la prima volta le fotografie della nuova Tesla Roadster. Si tratta della seconda generazione della piccola sportiva che fu la prima Tesla a sbarcare sul mercato nell’ormai lontano 2008. La sua erede arriverà nel 2020 con prestazioni e autonomia sorprendenti.
10.000 Nm di coppia e quasi 1.000 km di autonomia
Elon Musk l’aveva promessa e ora la nuova Tesla Roadster – un’auto completamente nuova, progettata da zero – inizia a prendere forma. Sotto la carrozzeria a due porte con tetto rigido smontabile, si nasconde un powertrain elettrico eccezionale. Per questa piccola sportiva Tesla promette infatti 10.000 Nm di coppia e una batteria da 200 kWh, sufficiente a garantirle 997 km di autonomia in autostrada.
Elettrica da oltre 400 all’ora
Ma non finisce qui. Le prestazioni della nuova Tesla Roadster sono ancora più sbalorditive: sulla carta promette infatti uno sprint da 0 a 60 miglia (96 km/h), in 1,9 secondi e una velocità massima di 402 km/h. Il prezzo dovrebbe aggirasi attorno ai 200.000 dollari e chi volesse acquistarla dovrebbe anticipare 50.000 dollari già da ora. Volendo, per chi non si accontenta, c’è anche la possibilità di prenotare la versione limitata a 1.000 unità Dounder Series, il cui prezzo ascenderebbe a 250.000 dollari.
Tesla, la storia della Casa statunitense
Roadster, Model S, Model X e Model 3: i modelli che hanno cambiato per sempre la nostra percezione dell’auto elettrica
L’articolo Tesla Roadster: pronta per il 2020 proviene da Panoramauto.






