Category Archives: Auto Classiche

Rally Monte Carlo 1997: il miracolo di Liatti

Risale al 22 gennaio 1997 l’ultima vittoria nel WRC di un pilota italiano: a compiere questo miracolo fu Piero Liatti, capace di aggiudicarsi con la Subaru Impreza il Rally di Monte Carlo. Scopriamo insieme la storia di quella magica gara.Rally Monte Carlo 1997: il miracolo di Piero Liatti19 gennaio 1997Nel Rally di Monte Carlo – prima tappa del Mondiale 1997 – debuttano le nuove WRC: auto dotate di un motore sovralimentato con cilindrata massima di due litri e della trazione integrale (elementi che non devono essere necessariamente presenti sui modelli di serie da cui derivano).Tre le Case ufficiali al via, come l’anno precedente: la Subaru con l’Impreza e la Ford con la Escort con 300 CV rispettano già i nuovi regolamenti mentre la Mitsubishi Lancer da 290 CV non è altro che un’evoluzione della vettura del 1996. La Casa delle Pleiadi monta pneumatici Pirelli mentre le due rivali adottano coperture Michelin.Tre sono anche i favoriti del Rally di Monte Carlo 1997: il campione del mondo in carica Tommi Mäkinen (Mitsubishi), il britannico Colin McRae su Subaru e lo spagnolo Carlos Sainz su Ford.Nella prima giornata si disputa una sola prova speciale sul circuito di F1 del Principato: il belga Freddy Loix ottiene a sorpresa il miglior tempo, seguito da Sainz.Classifica dopo la prima giornata
1 Freddy Loix (Toyota Celica)  2:05.0
2 Carlos Sainz (Ford Escort)   + 2.0
3 Colin McRae (Subaru Impreza) + 3.0
3 Piero Liatti (Subaru Impreza)  + 3.03 Dieter Depping (Ford Escort)  + 3.020 gennaio 1997La seconda giornata del Rally di Monte Carlo 1997 è contraddistinta da un meteo pessimo (neve, ghiaccio e pioggia): McRae perde tempo a causa di un problema al differenziale e di un’uscita di strada mentre Piero Liatti – nonostante prediliga superfici asciutte – chiude alla grande la tappa vincendo la PS4 di St. Pierreville e la PS6 di Le Moulinon.Classifica dopo la seconda giornata
1 Carlos Sainz (Ford Escort) 1:37.09.0
2 Tommi Mäkinen (Mitsubishi Lancer)    + 3.0
3 Piero Liatti (Subaru Impreza)   + 24.0
4 Colin McRae (Subaru Impreza)  + 2:12.04 Freddy Loix (Toyota Celica)   + 2:12.021 gennaio 1997Piero Liatti è sempre più la rivelazione del Rally di Monte Carlo 1997: vince la prima prova speciale di giornata (la PS7 di St. Jean en Royan), perde 25 secondi per un’uscita di strada nella PS8 ma si riscatta portando a casa la PS9 di L’Epine e la PS11 di Chabestan. Il compagno di squadra McRae è invece costretto al ritiro a causa di un incidente.Classifica dopo la terza giornata
1 Tommi Mäkinen (Mitsubishi Lancer)  3:09:17.0
2 Piero Liatti (Subaru Impreza)   + 24.0
3 Carlos Sainz (Ford Escort) + 27.0
4 Armin Schwarz (Ford Escort)  + 3:43.05 Uwe Nittel (Mitsubishi Lancer)  + 8:31.022 gennaio 1997Piero Liatti vince a sorpresa il Rally di Monte Carlo 1997 sotto la pioggia e la neve approfittando dei secondi persi da Mäkinen a causa di una scelta errata di pneumatici e di un’uscita di strada.Il trionfo a Monte Carlo sarà il primo e unico successo iridato per il pilota piemontese, il quinto (e ultimo) per la sua navigatrice Fabrizia Pons.Classifica finale Rally Monte Carlo 1997
1 Piero Liatti (Subaru Impreza)   4:26:58.0
2 Carlos Sainz (Ford Escort)    + 55.0
3 Tommi Makinen (Mitsubishi Lancer) + 2:31.0
4 Armin Schwarz (Ford Escort)   + 5:05.05 Uwe Nittel (Mitsubishi Lancer)  + 15:44.0
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Alfa Romeo 33TT12, l’ultimo Mondiale del Biscione

La 33TT12 è l’ultima Alfa Romeo ad aver vinto un Mondiale. Protagonista delle gare endurance intorno alla metà degli anni ’70, si è aggiudicata il titolo iridato sportprototipi nel 1975. Scopriamo insieme la storia dell’ultima campionessa del mondo del Biscione.Alfa Romeo 33TT12: la storiaL’Alfa Romeo 33TT12 nasce nel 1973 per rimpiazzare la 33TT3. Caratterizzata da un telaio tubolare (da qui la sigla TT), monta un motore 3.0 a 12 cilindri piatto (anziché V8) progettato da Carlo Chiti e in grado di generare potenze di oltre 500 CV.1973La vettura compare per la prima volta in pista a maggio alla 1000 km di Spa ma a causa di un incidente nelle prove l’equipaggio composto dal nostro Andrea de Adamich e dal tedesco Rolf Stommelen non riesce a prendere parte alla gara.Per il debutto ufficiale dell’Alfa Romeo 33TT12 bisogna quindi attendere la Targa Florio del 13 maggio (incidente di de Adamich/Stommelen) mentre la prima corsa terminata risale addirittura al 16 settembre: Stommelen 2° alla 500 km di Imola.1974La stagione 1974 inizia alla grande per il Biscione: il 25 aprile arriva una tripletta alla 1000 km di Monza grazie al trionfo dello statunitense Mario Andretti in coppia con il nostro Arturo Merzario, al secondo posto di Stommelen insieme al belga Jacky Ickx e alla terza piazza del binomio tricolore formato da de Adamich e da Carlo Facetti.Alla 1000 km del Nürburgring l’Alfa Romeo 33TT12 ottiene un secondo (con Stommelen e l’argentino Carlos Reutemann) e un terzo posto (de Adamich/Facetti) e conquista gli stessi risultati con gli stessi piloti il 2 giugno alla 500 km di Imola. de Adamich e Facetti, inoltre, tagliano il traguardo in seconda posizione alla 1000 km di Zeltweg.1975Il Mondiale sportprototipi 1975 viene dominato dal Biscione grazie a sette successi su otto gare disputate. Il 23 marzo Ickx e Merzario chiudono in seconda posizione la 1000 km del Mugello ma tra aprile e luglio il Biscione si scatena.Il 6 aprile l’Alfa Romeo 33TT12 vince la 800 km di Digione con Merzario in coppia con il francese Jacques Laffite e i due si ripetono il 20 aprile alla 1000 km di Monza. Il 4 maggio arriva una doppietta alla 1000 km di Spa (1° il britannico Derek Bell e il transalpino Henri Pescarolo e 2° Ickx/Merzario) mentre due settimane più tardi è la volta di un altro bis – questa volta alla Coppa Florio – con Merzario insieme al tedesco Jochen Mass sul gradino più alto del podio seguiti dall’equipaggio Bell/Pescarolo.A giugno arrivano altri due successi: Laffite e Merzario alla 1000 km del Nürburgring e Bell/Pescarolo davanti a tutti alla 1000 km di Zeltweg (in seconda posizione Merzario in coppia con il nostro Vittorio Brambilla). La stagione iridata si chiude il 12 luglio con la doppietta alla 6 Ore di Watkins Glen (primi Bell/Pescarolo, secondi Andretti/Merzario) mentre risale al 20 luglio – Merzario primo alla Targa Florio insieme a Nino Vaccarella – l’ultimo trionfo importante.Nel corso del 1975 l’Alfa Romeo 33TT12 porta a casa altre vittorie minori in Germania: a Hockenheim con Mass e a Kassel con Bell.
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Citroën DS3 WRC e Sébastien Loeb: le foto più belle dei Mondiali Rally 2011 e 2012

In occasione del lancio della DS DS3 restyling abbiamo deciso di ricordare con una ricca gallery di foto la Citroën DS3 WRC e i suoi quattro Mondiali Rally vinti (due Piloti con Sébastien Loeb e due Costruttori) nel biennio 2011-2012.La piccola del Double Chevron – che correrà ancora nel WRC 2016 come privata e verrà rimpiazzata in gara il prossimo anno dalla C3 – rappresenta molto per la Casa francese: è stata l’ultima vettura del marchio transalpino a conquistare il WRC nonché l’ultima auto da rally guidata dal pilota più forte di sempre (Loeb).Ma non è tutto: la Citroën DS3 WRC ha avuto l’onore di essere condotta nel corso della sua carriera da ben quattro campioni del mondo. Ai rallisti Sébastien Loeb, Sébastien Ogier e Petter Solberg si aggiunge anche Kimi Räikkönen (iridato F1).
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Coppa Abarth Storiche: il campionato per le auto d’epoca dello Scorpione

Nel 2016 prenderà il via la prima edizione della Coppa Abarth Storiche, un campionato con montepremi specifico riservato alle auto d’epoca dello Scorpione.La serie, composta da quattro appuntamenti in pista e in salita nell’ambito del calendario Aci Sport, sarà aperta a numerosi modelli Abarth e Fiat Abarth: le bicilindriche Fiat Abarth 595 e 695 nelle varie versioni (Esseesse, Assetto Corsa, ecc…), le sport prototipo con cilindrata massima di 2000 cm3, le monoposto Formula Abarth e Italia, le Fiat Abarth 750, 850, 1000, OT 1300 e le varie versioni berlinetta 1600 e 2000. Senza dimenticare le Fiat Abarth 124 Rally e 131 Rally e le Fiat Ritmo Abarth 105TC e 125 TC.Ai fini della classifica le vetture partecipanti alla Coppa Abarth Classiche saranno suddivise per categorie e dovranno rispondere alle specifiche tecniche previste dai regolamenti FIA. I possessori delle Abarth storiche da competizione potranno inoltre usufruire delle officine Abarth Classiche per tutte le necessità inerenti sia la certificazione sia il restauro e la preparazione per le competizioni storiche. nel rispetto dei regolamenti vigenti e le specifiche dell’epoca, grazie alla vasta documentazione e all’esperienza dei tecnici.
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Winter Marathon 2016: la guida completa

La Winter Marathon 2016 – 28° edizione di una delle gare di regolarità per auto d’epoca più importanti d’Italia – si terrà dal 21 al 24 gennaio a Madonna di Campiglio. Un appuntamento da non perdere per gli appassionati di motori.Un’avventura lunga 410 km attraverso le strade più belle del Trentino-Alto Adige che vedrà 122 equipaggi affrontare 55 prove cronometrate. 20 le Case automobilistiche presenti, 8 le nazioni rappresentate dai conduttori, 15 le vetture anteguerra al via e 8 i vincitori di precedenti edizioni.Di seguito troverete una guida completa della Winter Marathon 2016: percorso, programma, orari e chi più ne ha più ne metta. Per maggiori informazioni: www.wintermarathon.it.Winter Marathon 2016 – La guida completa: programma, percorso e orariGiovedì 21 gennaio 201615:00-19:00 Ritrovo dei concorrenti presso il Savoia Palace Hotel a Madonna di Campiglio. Verifiche sportive, consegna del kit di partecipazione con numeri di gara, road book e omaggi esclusivi. Verifiche tecniche nella adiacente Piazza Brenta Alta.19:15   Ingresso delle vetture autorizzate sul lago ghiacciato di Madonna di Campiglio.19:30   Cena in hotel.20:15   Trofeo APT. Sfida a eliminazione diretta riservata ai primi 32 equipaggi iscritti alla Winter Marathon. Rientro in hotel e pernottamento.Venerdì 22 gennaio 201608:00-12:00 Ritrovo dei concorrenti presso il Savoia Palace Hotel a Madonna di Campiglio. Verifiche sportive, consegna del kit di partecipazione con numeri di gara, road book e omaggi esclusivi. Verifiche tecniche nella adiacente Piazza Brenta Alta.12:30   Pranzo in hotel.14:30   Partenza della prima vettura da Piazzale Brenta a Madonna di Campiglio e presentazione delle vetture partecipanti in Piazza Righi.
14:50   Pinzolo
15:10   Tione di Trento
15:15   Ragoli
15:45   San Lorenzo
16:00   Molveno
16:10   Andalo
16:40   Mezzolombardo
16:45   Mezzocorona
17:15   Termeno
17:25   Lago di Caldaro
17:45   Ora
18:10   Aldino
18:40   Nova Ponente
18:50   Nova Levante
19:00   Passo Costalunga (m. 1752)
19:10   Pozza di Fassa
19:25   Mazzin19:35   Canazei19:40   Cena all’Hotel Lupo Bianco a Canazei.
20:45   Passo Pordoi (m. 2239)
21:00   Arabba
21:10   Passo Campolongo (m. 1875)
21:20   Corvara
21:35   Passo Gardena (m. 2121)
21:45   Selva di Val Gardena
22:10   Ortisei
22:40   Barbiano
23:00   Collalbo
23:25   Bolzano23:45   Safety Park VadenaSabato 23 gennaio 2016
00:00   Appiano
00:10   Passo della Mendola (m. 1363)
00:30   Fondo
01:20   Malè
01:35   Dimaro
01:45   Folgarida (m. 1298)01:55   Passo Campo Carlo Magno (m. 1681)02:00   Arrivo della prima vettura in Piazza Righi a Madonna di Campiglio. Rientro in hotel e pernottamento.12:30   Pranzo in hotel13:00   Ingresso delle vetture autorizzate sul lago ghiacciato di Madonna di Campiglio.13:45   Trofeo MA-FRA. Riservato alle vetture anteguerra scoperte partecipanti alla Winter Marathon.14:00   Trofeo TAG Heuer. Sfida a eliminazione diretta riservata ai primi 32 equipaggi classificati della Winter Marathon.19:30   Cerimonia di premiazione e cena conclusiva al Centro Congressi PalaCampiglio. Rientro in hotel e pernottamento.Domenica 24 gennaio 201609:00  Colazione in hotel con arrivederci all’edizione del 2017.
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Cisitalia 202 SMM (1947): la Spyder di Nuvolari

La 202 SMM è il modello più esclusivo della Cisitalia: la Spyder Nuvolari fu prodotta dal 1947 al 1948 in soli 35 esemplari e per entrare in possesso di uno di questi bisogna sborsare circa mezzo milione di euro.Cisitalia 202 SMM (1947): le caratteristiche principali della Spyder NuvolariLa Cisitalia 202 SMM del 1947 – nota anche come Spyder Nuvolari – è la versione stradale della spider capace di conquistare con Tazio Nuvolari il secondo posto alla Mille Miglia di quell’anno.Una sportiva derivata dal mondo delle corse (come si può notare dall’abitacolo essenziale) disponibile in tre versioni: la Mille Miglia Nuvolari è la più spartana mentre la Sport e la Sport Special possono vantare il parabrezza, i finestrini laterali, gli indicatori di direzione e le maniglie delle portiere.La Cisitalia 202 SMM Spyder Nuvolari, realizzata sulla stessa base della 202 Berlinetta, monta lo stesso telaio tubolare a traliccio che permette di avere meno peso e più rigidezza. Tra i difetti più noti della scoperta torinese segnaliamo lo sterzo durissimo (derivato da quello della Fiat Topolino, così come la sospensione anteriore a balestre trasversali) e i freni (a tamburo) poco potenti.Cisitalia 202 SMM (1947): la tecnica della Spyder NuvolariLa Cisitalia 202 SMM del 1947 monta un motore 1.1 derivato da quello della Fiat 1100 più potente di quello usato dalla spider di Nuvolari durante la Mille Miglia (65 CV contro 60).Cisitalia 202 SMM (1947): le quotazioni della Spyder NuvolariLa Cisitalia 202 SMM Spyder Nuvolari del 1947 è una scoperta rarissima. Non fatevi però ingannare dalle quotazioni che recitano 800.000 euro: due anni fa ad un’asta a Villa d’Este sono “bastati” meno di 500.000 euro per portarsi a casa uno dei 35 esemplari costruiti.
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Ferrari 312 T, il risveglio della Rossa

La Ferrari 312 T è una delle monoposto più importanti del Cavallino: fu grazie a lei, infatti, che la Rossa tornò a vincere il Mondiale F1 (Piloti con Niki Lauda e Costruttori) dopo un digiuno di ben 11 anni. Scopriamo insieme la storia di questa affascinante vettura.Ferrari 312 T: la storiaLa Ferrari 312 T – progettata da Mauro Forghieri per correre nel Mondiale F1 1975 – presenta una grande rivoluzione tecnica: il cambio trasversale (da qui la T nel nome della monoposto del Cavallino). Una soluzione che consente di ripartire meglio i pesi.Il motore è sempre lo stesso 3.0 12 cilindri a V con angolo di 180° (praticamente un boxer) ma più potente mentre si registra un passo indietro per quanto riguarda il telaio: addio al monoscocca, largo ad un più tradizionale tubolare in acciaio ricoperto da pannelli in alluminio.1975La Ferrari 312 T debutta ufficialmente in Sudafrica nella terza tappa del Mondiale F1 1975 con lo svizzero Clay Regazzoni e l’austriaco Niki Lauda. L’inizio non è dei migliori: Lauda taglia il traguardo di Kyalami in quinta posizione mentre in Spagna ottiene la pole ma è costretto al ritiro per un incidente.La svolta arriva a Monte Carlo con la pole e la vittoria di Niki e la stessa impresa viene ripetuta in Belgio quando anche Clay, grazie al quinto posto, riesce ad ottenere i primi punti con la monoposto di Maranello.In Svezia arriva il terzo successo consecutivo per Lauda (e il primo podio di Regazzoni al volante della Ferrari 312 T), in Olanda è la volta di un altro doppio podio (Niki 2°, Clay 3°) mentre in Francia si assiste al dominio del driver austriaco (pole e trionfo).Dopo un GP di Gran Bretagna deludente arriva il riscatto in Germania con Lauda in pole (così come in Austria) e terzo sotto la bandiera a scacchi mentre il titolo iridato Piloti (con Niki) e Costruttori viene conquistato in Italia grazie al successo di Regazzoni e alla terza piazza del compagno di scuderia. La stagione si chiude negli USA con un altro successo per Lauda.1976La Ferrari si presenta al via del Mondiale F1 1976 ancora con la “vecchia” 312 T. La monoposto del Cavallino, sempre affidata a Lauda e Regazzoni, domina le prime tre gare stagionali: due trionfi dell’austriaco in Brasile e in Sudafrica e uno di Regazzoni negli USA Ovest.In seguito alla decisione da parte della Federazione di migliorare la sicurezza delle vetture il Cavallino schiera per il resto dell’anno una nuova auto: la 312 T2.
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Fiat 124 Sport Coupé (1969): GT all’italiana

La seconda generazione della Fiat 124 Sport Coupé (prodotta dal 1969 al 1972 e nota anche con la sigla BC) appartiene ad un segmento che le Case italiane non coprono più: quello delle sportive comode derivate da berline (come la BMW serie 4, per intenderci).Questa GT, ancora oggi considerata tra le auto più riuscite della Casa torinese, si trova senza problemi a 5.000 euro: una valida auto d’epoca che può essere utilizzata (con le opportune accortezze) come mezzo per tutti i giorni.Fiat 124 Sport Coupé (1969): le caratteristiche principaliLa seconda serie della Fiat 124 Sport Coupé viene presentata ufficialmente al Salone di Torino del 1969, due anni dopo il debutto della prima. Tra le modifiche più rilevanti di design segnaliamo il nuovo frontale (ispirato a quello della Dino) e i fari posteriori più grandi mentre dentro spicca la presenza dell’orologio.Tanti i punti di forza della sportiva piemontese: un posto guida contraddistinto da un sedile comodo e da comandi ben posizionati, un cambio eccellente e un impianto frenante impreziosito dalla presenza di quattro dischi. Tra le note negative segnaliamo invece lo sterzo poco sensibile, le finiture non molto curate e i consumi altissimi.Fiat 124 Sport Coupé (1969): la tecnicaLe modifiche tecniche apportate nel 1969 alla seconda generazione della Fiat 124 Sport Coupé riguardano soprattutto il retrotreno (a ponte rigido con puntoni longitudinali, biellette, barra trasversale Panhard e molle elicoidali).Al motore 1.4 da 90 CV della prima serie si affianca inoltre un vivacissimo (ma anche molto assetato di carburante) 1.6 da 110 CV. Un’unità, derivata da quella adottata dalla 125, con due carburatori a doppio corpo.Fiat 124 Sport Coupé (1969): le quotazioniAcquistare oggi una Fiat 124 Sport Coupé del 1969 può essere un affare: si trova facilmente a 5.000 euro, vale meno della prima serie (meno potente e con un design a nostro avviso più datato) ed è più rara (98.000 esemplari prodotti anziché 113.000).
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Lanchester 14 (1937): la cugina della Daimler

La Lanchester 14, presentata ufficialmente nel 1937, ha molti elementi in comune con la Daimler New Fifteen: questa berlinona britannica d’anteguerra – appartenente ad un brand chiuso nel 1955 ma ancora delle mani della Tata, proprietaria di Jaguar – si trova abbastanza facilmente a meno di 10.000 euro e se la cava egregiamente come auto da cerimonia.Lanchester 14 (1937): le caratteristiche principaliLa Lanchester 14 – prodotta dal 1937 al 1939 – è una classica ammiraglia inglese priva di particolari rivoluzioni tecniche. Erede della Roadrider, monta un propulsore più grosso, un telaio modificato (con sospensioni anteriori a ruote indipendenti) e una carrozzeria ridisegnata. In pratica non è altro che una Daimler New Fifteen più economica.Lunga 4,60 metri e disponibile esclusivamente a quattro porte, viene usata spesso nel Regno Unito come auto per i matrimoni.Lanchester 14 (1937): la tecnicaMotore anteriore (un 1.8 a sei cilindri in linea da 53 CV) e trazione posteriore: è questo lo schema tecnico (molto tradizionale) della Lanchester 14 del 1937, una vettura capace di raggiungere una velocità massima di 113 km/h.Lanchester 14 (1937): le quotazioniLe quotazioni della Lanchester 14 del 1937 recitano 11.000 euro: in realtà è facile trovarle a qualche asta in Inghilterra a meno di 10.000 euro.
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Pubblicità auto: 10 spot che hanno fatto la storia degli anni ’80

Negli anni ’80 le pubblicità auto puntavano molto sull’immagine e poco sulla sostanza: i contenuti delle vetture passavano in secondo piano negli spot, che prediligevano location spettacolari.Di seguito troverete 10 pubblicità auto mostrate in TV negli anni ’80, réclame che hanno fatto la storia.Audi 100 CS quattro (1986)Lo spot TV dell’Audi 100 CS quattro è uno dei più belli degli anni ’80: la scena dell’ammiraglia di Ingolstadt che risale il trampolino finlandese di Kaipola (girata senza effetti speciali) è stata rifatta più volte da altre auto dei quattro anelli.BMW serie 3 (1989)La seconda generazione della BMW serie 3 (quella denominata E30) è quasi a fine carriera nel 1989: lo spot TV che la promuove punta sulla raffinatezza e sul piacere di guida.Citroën AX (1987)Quando non c’era la crisi la Citroën poteva permettersi di portare per uno spot TV la piccola AX addirittura sulla Muraglia Cinese. Altri tempi e altri budget…Fiat Uno Turbo (1985)La Fiat Uno Turbo è stata una delle auto più desiderate da chi è stato giovane negli anni ’80 nonché la versione più sportiva della vettura più amata dagli italiani. Lo spot TV della piccola “pepata” torinese punta tutto sulla velocità.Ford Escort (1986)Atmosfera western (un omaggio alle radici statunitensi della Ford) e una voce fuori campo che esalta le prestazioni delle numerose versioni della compatta dell’Ovale Blu. È questo lo spot TV della quarta generazione della Escort.Lancia Delta Integrale (1988)La pubblicità della Lancia Delta Integrale sintetizza perfettamente i punti di forza della compatta torinese: un mezzo elegante che affronta senza problemi superfici innevate. Senza dimenticare i successi nel Mondiale rally WRC.Opel Vectra 4×4 (1989)In un mondo popolato di auto vecchie la Opel Vectra si distingue per il design moderno. In più, grazie alla trazione integrale 4×4, può anche andare… sull’acqua. Uno spot TV tedesco efficace ma non molto credibile.Peugeot 205 (1989)Ho scritto “Ti odio” sulla sabbia: è questa la sintesi della pubblicità della Peugeot 205, una delle più famose degli anni ’80.Renault 19 Chamade (1989)La Renault 19 Chamade non era altro che la versione con la coda della compatta francese ma lo spot contribuì a renderla un mezzo raffinato. Merito della presenza dell’attore transalpino Christopher Lambert, reduce tre anni prima dal successo di “Highlander – L’ultimo immortale”, e della scenografica uscita dall’acqua.Volkswagen Golf (1983)“Abbiamo migliorato il meglio”: così la Volkswagen pubblicizzava il lancio dell’attesissima seconda generazione della Golf.
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