Category Archives: Formula 1

Nuova Audi A8 2017: le fotografie e le informazioni ufficiali

Audi A8 2017Audi A8 2017

Audi A8 2017Audi A8 2017

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Audi A8 2017Audi A8 2017

Audi A8 2017Audi A8 2017

 

Audi ha impiegato molto tempo allo sviluppo della quarta generazione della sua ammiraglia  A8 che arriva con una grossa responsabilità sulle spalle: fare la concorrenza alle nuove Mercedes Classe S e BMW Serie 7.

La nuova Audi A8 2017 va un passo oltre e introduce un sistema di guida altamente autonoma (livello 3) diventando così la prima auto di produzione al mondo ad essere stata sviluppata principalmente con questo obiettivo.

Ad Ingolstadt hanno lavorato anche ad una nuova immagine esterna e interna, allo sviluppo di una tecnologia all’avanguardia e a una nuova gamma di propulsori. La nuova Audi A8 arriverà sul mercato in autunno con un prezzo di attacco di 90.600 euro.

Cresce in dimensioni

La nuova Audi A8 2017 verrà proposta con due carrozzerie, a passo corto o a passo lungo (A8 L). Cresce rispetto alla generazione attuale con 5.172 mm in lunghezza (5.302 mm la A8 L), 1.945 mm in larghezza, 1.463 mm in altezza (1.488 mm la A8 L) e una distanza tra gli assi di 2.998 mm per la versione corta e 3.128 mm per la lunga. Il che vuol dire che la nuova Audi A8 è 37 mm più lunga, 4 mm più stretta, 13-17 mm più alta e 6 mm più abitabile all’interno.

Costruzione intelligente multi-materiale

Vale la pena poi di citare il sistema Audi Space Frame che adotta un nuovo principio di costruzione intelligente multi materiale. Nella costruzione dell’Audi A8 2017 sono stati utilizzati materiai come l’alluminio, l’acciaio, il magnesio e il carbonio (CFRP), il che ha permesso di aumentare la rigidità strutturale della berlina e anche la silenziosità dell’abitacolo (24% meno rumorosa di prima).

PanoramautoTV / News

Audi A8 Space Frame 2018

La nuova scocca della quarta generazione dell’ammiraglia di Ingolstadt

Look scultoreo e conservatore

Anche esteticamente la nuova Audi A8 2017 inaugura una nuova immagine con il frontale dominato da un’enorme griglia e i fari con tecnologia HD Matrix LED con illuminazione laser. Il laterale sfoggia una silhouette scultorea con passaruota che ospitano cerchi di dimensioni comprese tra i 17 e i 21 pollici e una linea di cintura elevata. Il posteriore è dominato da gruppi ottici con tecnologia OLED e dal paraurti robusto con terminali di scarico integrati. La carrozzeria della nuova Audi A8 2017 sarà disponibile con ben 12 tonalità differenti, senza contare il vasto programma di personalizzazione previsto con il dipartimento Audi Exclusive per i clienti più sofisticati.

Interni Audi style: razionali, puliti e iper-tecnologici

Gli interni si rinnovano in perfetta linea con il design attuale dell’Audi A8, con superfici piatte, l’Audi Virtual Cockpit di ultima generazione, un volante a quattro razze e il minor numero possibile di pulsanti sulla plancia e sul tunnel centrale. Tutti sono stati infatti rimpiazzati da due schermi touch. Il primo è quello del sistema multimediale Audi MMI da 10,1 pollici e il secondo, da 8,6 pollici, gestisce il climatizzatore e i sedili. Neanche a dirlo, i sedili posteriori offrono qualsiasi tipo di comodità, sono regolabili in diverse posizioni, climatizzati e includono, naturalmente, la funzione di massaggio.

Audi A8 2017Audi A8 2017

Novità meccaniche

La famiglia di motori della quarta generazione dell’Audi A8 è composta da due unità V6 turbo completamente ridisegnate, un 3.0 TDI da 286 CV e un benzina 3.0 TFSI da 340 CV. Salendo in alto nella gamma troviamo poi un V8 4.0 TDI da 435 CV e un 4.0 TFSI da 460 CV. Il top di gamma è invece rappresentato dal mastodontico W12 a benzina da 6.0 litri, 585 CV e 800 Nm di coppia massima. La novità poi è che tutte le motorizzazioni lavorano all’unisono con un alternatore-motre di avviamento alimentato dal sistema elettrico da 48 V. Questa tecnologia denominata MHEV (mid hybrid electric vehicle) permette all’auto di avanzare con il motore spento e di riavviarlo dolcemente facendo uso di una sorta di funzione estesa del sistema Start/Stop che genera fino a 12 kW di potenza nel recupero dell’energia. Questo sistema permette alla nuova A8 2017 di risparmiare fino a 0,7l di carburante ogni 100 km.
E poi ci sarà anche la versione ibrida plug-in che arriverà sul mercato in un secondo momento e che sarà equipaggiata con il V6 3.0 TFSI affiancato da un motore elettrico per un totale di 449 CV e 700 Nm di coppia. Le batterie agli ioni di litio le permetteranno anche un’autonomia in modalità elettrica di 50 km. Come optional Audi offre anche l’Audi Wireless Charging, una piattaforma da 3,6 kW che si monta sul pavimento del garage e che ricarica la batteria senza bisogno di collegare nessun cavo all’auto.

Guida autonoma di livello 3

Ma, come anticipato, una delle grandi novità della nuova Audi A8 2017 è il sistema di guida autonoma Audi Al Traffic Jam Pilot in grado di prendere il controllo dell’auto a basse velocità, fino a 60 km/h e su strade con spartitraffico fisso tra i due sensi di marcia. Questo sistema è in grado di gestire autonomamente la partenza, l’accelerazione, lo sterzo e la frenata, il tutto grazie alle informazioni raccolte da 12 sensori ad ultrasuoni, quattro telecamere con vista a 360°, una telecamera sul parabrezza, quattro radar, un radar a lungo raggio, uno scanner laser e una telecamera a infrarossi per la visione notturna. A questo sistema, poi, vanno aggiunti sistema parking pilot e il remote garage pilot per far entrare ed uscire l’auto dal parcheggio senza salire a bordo.

Chassis intelligente

Quello delle sospensioni è un altro reparto che è stato completamente rinnovato sulla nuova Audi A8. Oltre al sistema di sterzata dinamica delle quattro ruote e il nuovo differenziale posteriore che distribuisce attivamente la coppia alle ruote, ed è di serie sul sistema di trazione integrale quattro, ci sarà anche l’Audi Al Active Sospension. Questo è capace di rialzare o abbassare indipendentemente ogni ruota attraverso un sistema elettrico che anticipa le irregolarità dell’asfalto.

E per finire, in materia di sicurezza, la nuova generazione dell’Audi A8 potrà contare su ben 41 sistemi di assistenza alla guida raggruppati in tre pacchetti: Park, City e Tour.

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Yamaha X-MAX 300 2017, il video ufficiale

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Salone di Francoforte 2017: info utili

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Il 67° Salone Internazionale dell’Auto di Francoforte, uno degli appuntamenti più importanti del panorama automotive mondiale, aprirà le porte dal 14 al 24 settembre 2017.

Orari

L’orario di apertura del Salone di Francoforte 2017 durante le giornate dedicate al pubblico sarà dalle 9:00 di mattina fino alle 19:00 del pomeriggio.

Indirizzo

La zona di accesso al Salone di Francoforte si trova al seguente indirizzo: Ludwig-Erhard-Anlage 1, D- 60327 Frankfurt/Main

Prezzi biglietti

Biglietto valido per due giornate consecutive: 18,00 euro
Biglietto giornaliero durante i due week end: 14,00 euro (web) 16 euro (sul posto)
Biglietto giornaliero durante le giornate lavorative: 12,00 euro (web) 14 euro (sul posto)
Biglietto pomeridiano (dal 21 al 25 settembre e a partire dalle 15.00): 8,00 euro (web) 10 euro (sul posto)
Persone disabili e Bambini sotto i sette anni GRATIS.
Per acquistare i biglietti online clicca qui

Come arrivare in auto

Dall’autostrada prendere l’uscita Frankfurt West/Messe (Fiera).

Come arrivare dalla stazione centrale (Hauptbanhof)

Dalla stazione centrale la fiera del Salone di Francoforte 2017 è collegata con i tram 16 o 17 o la S-Bahn (la linea ferroviaria suburbana) S3, S4, S5 o S6 fino alla fermata “Messe” (Fiera). In alternativa con la metropolitana U4 fino alla fermata Festhalle/Messe.

Come arrivare in aereo

Dall’aeroporto di Francoforte (FRA) si arriva in fiera con il taxi o con i trasporti pubblici, in particolare la S-Bahn fino alla fermata “Hauptbanhof” (Stazione Centrale). Da qui è sufficiente camminare per 10 minuti o seguire le indicazioni del capitolo “come arrivare dalla stazione centrale”.

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Legendary Cars – Lamborghini Miura

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“Sarà una buona pubblicità, ma non ne venderemo più di 50”. Bertone fortunatamente si sbagliava, e Ferruccio Lamborghini ci ha visto bene. La Lamborghini Miura ha cambiato il mondo delle supercar, ha infastidito Ferrari e ha gettato le fondamenta di un’azienda di successo mondiale.
Lo scalpore che generò al Salone di Ginevra del 1966 fu senza precedenti: la Lamborghini Miura fece invecchiare di colpo tutte le supercar. Così bassa, sinuosa, slanciata; con quei fari tondi “sollevabili” e quella coda corta, è ancora oggi una delle linee più armoniose del mondo dell’auto.
D’altronde, la matita era quella di un giovane Marcello Gandini, arruolato da Bertone dopo il buco lasciato da Giugiaro. Ci mise solo quattro mesi a disegnare la Miura. Il nome, invece, deriva da Don Eduardo Miura Fernandez, famoso allevatore di tori da combattimento. Perché i tori? Perché Ferruccio Lamborghini era del segno del Toro.
Il successo di quest’auto fu tale che nel giro di pochi mesi la piccola Casa di Sant’Agata Bolognese  venne identificata come rivale diretta della già mastodontica Ferrari. Non solo: al Gran Premio di Monaco del 1966, a pochi mesi dalla sua presentazione, la Miura fu scelta come Pace Car.

NEL BENE E NEL MALE

Ferruccio Lamborghini, diversamente da Ferrari, non era interessato alle corse: a lui interessava solo costruire sportive belle, appariscenti, ma per la guida di tutti i giorni. Questo però non fermò Gian Paolo Dallara e Paolo Stanzani, tecnici del progetto Miura, che decisero di adottare una schema tipico delle vetture da corsa: motore centrale e trazione posteriore.
Il motore era una V12 3,9 litri montato trasversalmente (in pratica “storto”, rispetto allo schema classico longitudinale). Questo la rendeva sì più compatta, ma anche molto meno guidabile.

La prima versione, la Miura P400, vantava 360 CV (la Ferrari 365 GTB4 Daytona ne aveva 340). Era un’auto veloce ma complicata da guidare, principalmente perchè fu commercializzata in in fretta e furia, portandosi con sé molti difetti.
In velocità il muso si alleggeriva parecchio a causa della portanza generata dal suo design, problema risolto (in parte) con i modelli successivi. Il telaio, sottile e scarso di rigidità torsionale, faceva torcere l’auto in curva e in accelerazione, altro elemento che rendeva difficoltosa da guidare. Le gomme poi erano sotto-dimensionate e la frenata era poco potente.
A questo si aggiungevano anche difetti di lubrificazione (causati dallo spostamento dell’olio nel carter in curva).

Insomma la Lamborghini Miura era – ed è tutt’ora – un’auto magnifica, ma come tutte le supercar di tutte le epoche: piena di difetti.
Negli anni successivi vennero introdotte sul mercato le versioni P400S (con potenza cresciuta a 370 CV e alcuni miglioramenti estetici) e P400SV, con 380 CV e modifiche alla carrozzeria (oltre alle gomme posteriori più grandi).

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PEZZO DA COLLEZIONE

La Lamborghini Miura rimase sul mercato dal 1966 al 1973 ed è tutt’ora una vettura ambitissima da appassionati e collezionisti. Nell’anno del suo lancio costava 7,7 milioni di lire (circa 80.000 euro odierni), ma gli esemplari usati hanno quotazioni che vanno dai 300.000 ai 500.000, fino a toccare le quotazioni stellari delle SV che raggiungono anche 1.300.000 euro.

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Michelin e Porsche, una lunga partnership

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Quello tra Michelin e Porsche è un sodalizio che dura da più di 50 anni. La partnership instaurata tra i due marchi nel 1961 si intensifica a partire dal 2003, quando inizia la collaborazione per lo sviluppo di pneumatici specifici per le supercar, con la Carrera GT. Michelin è partner tecnico di Porsche nel mondiale Endurance, dove ha partecipato allo sviluppo della Porsche 919 Hybrid, sviluppando pneumatici specifici per questo prototipo che dal 2014 prende parte al World Endurance Championship nella classe LMP1. Nel 2017 la 919 Hybrid ha colto la 3^ vittoria consecutiva nella gara simbolo del mondiale: la 24 Ore di Le Mans.

“La relazione tra Michelin e Porsche è molto stretta. Va ben al di là della fornitura di pneumatici e di servizi nella competizione automobilistica. I due Gruppi lavorano in simbiosi da diversi anni per quanto riguarda la concezione di veicoli sempre più sicuri, performanti e rispettosi dell’ambiente. Questa cooperazione si estende al marketing e ai servizi post-vendita, attraverso i concessionari Porsche in tutto il mondo” – Peter ZABLER, Responsabile Michelin della relazione con Porsche.

I programmi sportivi dei due Gruppi sono al servizio della concezione di veicoli di alta gamma, caratterizzati dalla tecnologia più moderna, equipaggiati con pneumatici Michelin dedicati. Oggi Michelin conta 81 modelli che possono vantare questa approvazione da parte della casa di Stoccarda. È il caso dei pneumatici per la super sportiva ibrida Porsche 918 Spyder e per la Porsche 911 GT3 Type 991, per cui Michelin ha concepito dei pneumatici MICHELIN Pilot Sport Cup 2 specifici. Ma all’appello non mancano nemmeno le nuove Porsche 718 Boxter/Cayman, la Porsche Panamera e la Porsche 911 GTS, tutte equipaggiate con il nuovo MICHELIN Pilot Sport 4 S specifico per la casa di Stoccarda.

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Dacia: 1 milione di veicoli prodotti a Tangeri

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Renault festeggia la produzione del milionesimo veicolo presso lo stabilimento di Tangeri, il più grande sito produttivo automobilistico a Sud del Mediterraneo: ad uscire dalla linea di produzione come milionesima auto è la Dacia Lodgy 5 posti. Dall’apertura dell’impianto industriale di Tangeri (da dove vengono esportate auto in 73 paesi in tutto il mondo), nel 2012, sono già state prodotte 474.840 Sandero, 320.078 Dokker e 193.181 Lodgy.

Oggi, lo stabilimento funziona con 3 turni di 8 ore, 6 giorni su 7, con una capacità di produzione di 340.000 veicoli. Il sito Renault-Nissan di Tangeri contribuisce allo sviluppo della Marca Dacia esportando la maggior parte della sua produzione: 1 Dacia su 2 è prodotta in Marocco, negli stabilimenti di Tangeri e della Somaca a Casablanca da dove si producono Renault dal 1966 e Dacia dal 2005.

Attualmente il Gruppo Renault, in Marocco dal 1928, è leader del mercato nazionale con le due Marche Dacia e Renault. 4 veicoli su 10 venduti in Marocco sono commercializzati dal Gruppo Renault.

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Volkswagen Golf VIII: come cambierà?

Volkswagen Sport Coup Concept GTEVolkswagen Sport Coup Concept GTE

L’iconica compatta di Casa Volkswagen, la Golf, ha compiuto quest’anno 41 anni. Poche altre auto sul mercato vantano una storia così lunga e la hatchback di Wolfsburg ora si avvia verso l’ottava generazione. La nuova Volkswagen Golf 2019 arriverà con importanti novità di sviluppo, sorprese per quanto riguarda l’equipaggiamento e un design rinnovato. Per scoprirla dovremo aspettare un paio d’anni e il suo debutto mondiale potrebbe avvenire al Salone di Francoforte 2019 (leggermente in ritardo rispetto al previsto).

Più leggera

Dalla nuova Golf 2019 ci si aspetta una massa ridotta. Secondo le prime indiscrezioni potrebbe pesare tra i 35 e i 70 kg in meno rispetto alla generazione attuale, la settima. Ma questa dieta dimagrante non sarà dovuta ad una nuova piattaforma, visto che Volkswagen continuerà ancora per un bel po’ a sfruttare a fondo l’architettura modulare MQB.

Design ispirato alla Arteon

Da Volkswagen hanno già avvisato: la nuova Arteon ha anticipato molte delle chiavi estetiche delle volkswagen del futuro. I gruppi ottici, la griglia e le nervature ben marcate e tese sono probabilmente alcuni dei tratti stilistici che ritroveremo sulla Golf VIII. Come ormai ci ha abituato la Golf, non ci sarà una vera rivoluzione estetica, questo ormai è chiaro, ma la nuova generazione porterà senz’altro novità estetiche importanti.

Primo contatto

Volkswagen Arteon: coupé spaziosa

Abbiamo guidato la coupé a cinque porte Volkswagen Arteon, la risposta di Wolfsburg alla BMW serie 4 Gran Coupé.

Addio analogico

Già l’attuale generazione della Volkswagen Golf ha la possibilità di montare, come optional, la strumentazione digitale. Ma la Golf 2019 evolverà ancora sotto questo aspetto mandando in pensione la strumentazione analogica e lasciando spazio a tutte le versioni, di serie, al digitale. Gli interni della nuova Golf subiranno molto probabilmente un restyling più profondo rispetto agli esterni.

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Micro-ibrida?

Ancora è presto per parlare di motori. Tuttavia ci sono alcuni indizi che possono farci immaginare come evolverà il powertrain della Volkswagen Golf. Ad esempio la ormai quasi standardizzata installazione di sistemi a 48 volt ci suggerisce che la prossima Golf potrebbe trasformarsi in una microibrida. Molto probabilmente la motorizzazione 1.5 TSI avrà il ruolo di protagonista e si parla già di una potenza di 250 CV per la versione GTI e 350 CV per la Golf R. Non mancherà neanche una nuova generazione della Golf GTE, quella ibrida, con 220 CV e 50 km di autonomia elettrica.

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Suzuki: il sesto raduno 4×4

La sesta edizione del Raduno Suzuki 4×4, che si è svolta sabato 1 luglio in Umbria, nelle campagne e sui monti attorno a Spoleto si è conclusa con un bilancio estremamente positivo. Il successo di pubblico è stato ottimo: i posti disponibili sono andati presto esauriti e i partecipanti hanno espresso grande soddisfazione per l’evento. La giornata ha saputo regalare momenti memorabili non solo agli amanti della guida offroad, ma anche a chi semplicemente ha scelto di passare una giornata diversa dal solito, a stretto contatto con la natura e all’insegna della passione per i motori.

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Alfa Romeo Stelvio: a noleggio da Hertz

Alfa Romeo Stelvio bagagliaio sedili posteriori abbattutiAlfa Romeo Stelvio bagagliaio sedili posteriori abbattuti

Alfa Romeo Stelvio bagagliaioAlfa Romeo Stelvio bagagliaio

Alfa Romeo Stelvio cambio automaticoAlfa Romeo Stelvio cambio automatico

Alfa Romeo Stelvio codaAlfa Romeo Stelvio coda

Alfa Romeo Stelvio frontaleAlfa Romeo Stelvio frontale

Alfa Romeo Stelvio interniAlfa Romeo Stelvio interni

Alfa Romeo Stelvio profiloAlfa Romeo Stelvio profilo

Alfa Romeo Stelvio sedili anterioriAlfa Romeo Stelvio sedili anteriori

Alfa Romeo Stelvio sedili posterioriAlfa Romeo Stelvio sedili posteriori

Alfa Romeo Stelvio tre quarti posterioreAlfa Romeo Stelvio tre quarti posteriore

Alfa Romeo Stelvio vista dall'altoAlfa Romeo Stelvio vista dall'alto

Alfa Romeo StelvioAlfa Romeo Stelvio

 

L’Alfa Romeo Stelvio a noleggio? Possibile, grazie a Hertz. La SUV del Biscione è entrata a far parte della Selezione Italia by Fun Collection della società di noleggio statunitense e nei mesi di luglio e agosto tutti potranno guidarla.

Come tutte le Collection Hertz anche le vetture presenti della Selezione Italia – come le Alfa Romeo Stelvio – potranno essere prenotate con la garanzia di avere la marca e il modello desiderato.

Passione Alfa Romeo

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Lancia Voyager (2014): pregi e difetti della monovolume torinese

2013 Chrysler Town & Country S2013 Chrysler Town & Country S

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La Lancia Voyagerrestyling dell’ultima Chrysler Grand Voyager venduta in Europa (Irlanda, Regno Unito e Russia, escluse) all’inizio di questo decennio con lo stemma della Casa torinese sul cofano – è una grande (anzi, immensa) monovolume ricca di spazio e di eleganza.

Gli esemplari del 2014 della MPV torinese nell’allestimento S (caratterizzato da numerosi dettagli neri) si trovano facilmente a meno di 20.000 euro. Scopriamo insieme i pregi e i difetti dell’auto italiana più versatile di sempre.

2013 Chrysler Town & Country S2013 Chrysler Town & Country S

I pregi della Lancia Voyager del 2014

Abitabilità

Sette posti comodissimi (facile in 5,22 metri di lunghezza): un salotto.

Finitura

Qualche plastica rigida di troppo nella parte inferiore della plancia ma nel complesso promossa.

Dotazione di serie

La Lancia Voyager è un’auto ricca di accessori: autoradio Bluetooth CD MP3, cambio automatico, cerchi in lega, climatizzatore automatico trizona, cruise control, fendinebbia, interni in pelle, porte posteriori e portellone ad apertura elettrica, retrovisori ripiegabili elettricamente, sedili anteriori regolabili elettricamente, sedili della prima e della seconda fila riscaldabili, sensori di parcheggio e sospensioni posteriori autolivellanti.

Capacità bagagliaio

Il vano è grande quasi quanto quello di un veicolo commerciale compatto: 934 litri in configurazione a cinque posti che diventano 4.100 quando si viaggia in due.

Posto guida

La posizione di seduta rialzata consente di dominare il traffico meglio di una SUV e grazie alle numerose regolazioni basta pochissimo tempo per sentirsi a proprio agio.

Climatizzazione

La Lancia Voyager monta un impianto trizona molto potente (come tutte le auto statunitensi). Comandi un po’ piccoli.

Sospensioni

Si viaggia come su dei cuscini: merito della taratura soffice degli ammortizzatori.

Rumorosità

Evidente solo in fase di accelerazione.

Motore

Il propulsore 2.8 turbodiesel Euro 5 da 177 CV e 360 Nm di coppia della Lancia Voyager è un’unità italiana (realizzata dalla VM) che offre una buona spinta ai bassi regimi. Qualche rumorino di troppo quando si cerca la sportività.

Cambio

La trasmissione automatica a sei rapporti (convertitore di coppia) di origine Chrysler regala passaggi marcia fluidi quando si guida in modo tranquillo.

Sterzo

Vale lo stesso discorso del cambio: adatto ad una guida turistica. Non c’è bisogno di comandi reattivi e sensibili su una grande monovolume lunga oltre 5,20 metri.

Prestazioni

Senza infamia e senza lode: 193 km/h di velocità massima e 11,5 secondi per accelerare da 0 a 100 chilometri orari.

Dotazione di sicurezza

A bordo della Lancia Voyager c’è tutto quello che serve: airbag frontali, laterali e a tendina, controlli di stabilità e trazione e sensori pressione pneumatici.

Visibilità

Nonostante le dimensioni esterne ingombranti si parcheggia (abbastanza) facilmente: merito delle ampie superfici vetrate e dei sensori.

Tenuta di strada

Rassicurante nella guida normale. Meglio non forzarla troppo nel misto stretto…

Prezzo

Da nuova nel 2014 la Lancia Voyager S costava 41.800 euro. Oggi si trova facilmente a 18.900 euro: poco più di una Ford B-Max 1.5 TDCi “base” appena uscita dal concessionario.

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I difetti della Lancia Voyager del 2014

Freni

L’impianto non è potente a sufficienza per gestire la mole della Lancia Voyager.

Tenuta del valore

Le grandi monovolume non piacciono più come un tempo e per questo motivo le quotazioni della Lancia Voyager sono destinate a calare rapidamente nei prossimi anni. Va detto, però, che la MPV torinese non ha rivali: è l’unica scelta per chi vuole un mezzo iperspazioso e non ha problemi di parcheggio.

Consumo

La Lancia Voyager beve tanto: la Casa torinese dichiara percorrenze di 12,7 km/l ma in realtà bisogna davvero impegnarsi per riuscire a stare sopra quota 10.

Garanzie

La copertura globale è scaduta nel 2016 e quella sulla verniciatura nel 2017. Ancora valida, fino al 2022, la protezione sulla corrosione.

Scopri tutto il listino Lancia.

Il mondo Lancia

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