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Renault Clio Cup: prezzi e costi per correre

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Che il motorsport sia uno sport costoso, non è una novità. Ma per chi sogna la pista e la competizione da sempre, partecipare ad una gara è una cosa realizzabile. Un’intera stagione, invece, a meno che non siate molto facoltosi, comporta qualche sforzo in più. Il campionato Renault Clio Cup è uno dei più divertenti, battagliati ed economici del panorama motoristico italiano.
La Renault Clio Cup è una vera vettura da corsa a tutti gli effetti: roll bar, cambio SADEV sequenziale, impianto frenante da corsa (senza servofreno e ABS) e gomme slick. La base di partenza poi è giù l’ottima Clio RS 1.6 turbo, ma qui il motore è stato portato a 220 CV, messi a terra da un differenziale autobloccante da corsa.

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COSTI

L’auto fatta e finita costa 44.000 euro Iva esclusa, ma volendo la si può anche noleggiare per una,  più gare o per l’intero campionato. Il costo di un singolo weekend di gara è di circa 10.000 euro ed è comprensivo di iscrizione, prove libere, qualifiche e due gare, oltre all’assistenza e ad un treno di gomme Michelin. Le gomme extra si pagano a parte, così come i danni alla vettura.
Il prezzo dell’intero campionato quindi varia dai 60.000 ai 70.000 euro (sono sei i weekend di gara), con la possibilità di dividere la somma (e l’abitacolo) con un altro pilota.

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CLIO CUP PRESS LEAGUE

Un campionato nel campionato: quest’anno – dopo il successo del 2016 – 12 giornalisti si alterneranno sulla Renault Clio Cup gestita dal Team Oregon per la Renault Clio Cup Press League. Si tratta di un trofeo dedicato ai giornalisti che, per l’occasione, scenderanno in pista come veri piloti, contro i fortissimi avversari del Campionato Nazionale Clio Cup.
Dopo le qualifiche sul circuito di Modena con la vettura da corsa – dove ci siamo divertiti parecchio – ci prepariamo per il nostro turno: la sesta ed ultima tappa, sul circuito di Imola, dove non vediamo l’ora di scendere in pista a divertirci.
Fin’ora sono state disputate quattro delle sei tappe del Campionato Renault Clio Cup 2017. Dopo la pausa estiva preparatevi per il gran finale.

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CALENDARIO GARE CLIO CUP PRESS LEAGUE

9 aprile – circuito del Mugello
–     Alberto Bergamaschi (Autotecnica) – Michele Faccin (Infomotori.it)
• 11 giugno – circuito di Brno (Repubblica Ceca)
–     Andrea Stassano (Quattroruote) – Giovanni Mancini (Elaborare)
• 25 giugno – circuito di Monza
–     Mirco Magni (Autoblog.it) – Andrea Pellizzari (Automobilismo)
• 16 luglio – circuito di Misano
–     Alessandro Vai (Corriere dello Sport) – Marco Della Monica (MotorsportRepublic)
• 10 settembre – circuito di Vallelunga
–     Sergio Remondino (Autosprint) – Sergio Pastore (Megamodo)
• 1 ottobre – circuito di Imola
–     Francesco Neri (Panoramauto.it) – Emiliano Perucca Orfei (Automoto.it)

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Top Five Usato: piccole cinque porte a benzina, quale scegliere

Citroën C3 PureTech 82 Shine (83 punti)Citroën C3 PureTech 82 Shine (83 punti)

Seat Ibiza 1.0 75 CV XCELLENCE (67 punti)Seat Ibiza 1.0 75 CV XCELLENCE (67 punti)

Volkswagen Polo 1.0 75 CV (64 punti)Volkswagen Polo 1.0 75 CV (64 punti)

Renault Clio 1.2 75 CV Zen (63 punti)Renault Clio 1.2 75 CV Zen (63 punti)

Lancia Ypsilon 1.2 Mya (54 punti)Lancia Ypsilon 1.2 Mya (54 punti)

 

Le piccole cinque porte a benzina sono le auto ideali per chi cerca un mezzo completo e non ha un grosso budget a disposizione. Nella “top five” di questo mese – vinta dalla Citroën C3 – abbiamo analizzato cinque proposte del 2017 che grazie a sconti sul nuovo e a versioni a km zero o usate consentono di risparmiare rispetto al prezzo di listino.

La “segmento B” francese ha superato facilmente la nostra Lancia Ypsilon, la transalpina Renault Clio, la spagnola Seat Ibiza e la tedesca Volkswagen Polo. Scopriamo insieme la classifica, che prende in considerazione modelli con potenze comprese tra 65 e 85 CV.

Citroën C3 PureTech 82 Shine (83 punti)Citroën C3 PureTech 82 Shine (83 punti)

8.3
/10

1° Citroën C3 PureTech 82 Shine

La Citroën C3 PureTech 82 Shine è una delle piccole migliori in commercio e si trova facilmente a km zero a poco più di 12.000 euro. Caratterizzata da un bagagliaio molto sfruttabile quando si abbattono i sedili posteriori e da finiture molto curate alla voce “assemblaggi” (i materiali, invece, potrebbero essere migliori), può vantare una dotazione di serie molto ricca che comprende – tra le altre cose – il Bluetooth, i fendinebbia, i sensori luci e pioggia e i sensori di parcheggio posteriori.

Poco divertente nelle curve (colpa di un assetto che punta più sul comfort che sul piacere di guida), ospita però sotto il cofano un ottimo motore ricco di cavalli e di coppia (118 Nm), scattante (13 secondi sullo “0-100”) e pronto ai bassi regimi. Senza dimenticare i consumi contenuti…

Citroën C3 PureTech 82 Shine (83 punti)Citroën C3 PureTech 82 Shine (83 punti)

Seat Ibiza 1.0 75 CV XCELLENCE (67 punti)Seat Ibiza 1.0 75 CV XCELLENCE (67 punti)

6.7
/10

2° Seat Ibiza 1.0 75 CV XCELLENCE

La Seat Ibiza 1.0 75 CV XCELLENCE è arrivata da pochissimo tempo in listino ma è già possibile trovare le versioni (meno lussuose) Style a km zero a 13.000 euro.

Tra i punti di forza della piccola spagnola segnaliamo il bagagliaio ampio e il divano in grado di accogliere abbastanza comodamente tre passeggeri (anche se lo spazio per la testa non è molto). Il propulsore potrebbe però essere più vivace: 14,7 secondi per accelerare da 0 a 100 chilometri orari.

Seat Ibiza 1.0 75 CV XCELLENCE (67 punti)Seat Ibiza 1.0 75 CV XCELLENCE (67 punti)

Volkswagen Polo 1.0 75 CV (64 punti)Volkswagen Polo 1.0 75 CV (64 punti)

6.4
/10

3° Volkswagen Polo 1.0 75 CV

Difficile trovare una piccola più comoda della Volkswagen Polo 1.0 75 CV.

In attesa della nuova generazione – che adotterà il pianale più evoluto della Ibiza – è possibile trovare esemplari della “segmento B” tedesca con pochissimi chilometri sul groppone a poco meno di 11.000 euro.

Volkswagen Polo 1.0 75 CV (64 punti)Volkswagen Polo 1.0 75 CV (64 punti)

Renault Clio 1.2 75 CV Zen (63 punti)Renault Clio 1.2 75 CV Zen (63 punti)

6.3
/10

4° Renault Clio 1.2 75 CV Zen

La Renault Clio 1.2 75 CV Zen è la proposta più economica del listino (14.950 euro) ed è possibile scendere sotto i 12.000 euro per una km zero. La maggioranza delle versioni “già targate”, però, sono le più lussuose Intens.

La “segmento B” più amata dagli italiani ha un design sexy e offre tanto spazio alle gambe di chi si accomoda dietro ma il propulsore “base” consuma parecchio (17,9 km/l dichiarati) anche a causa dello scarsa verve ai bassi regimi che porta a “tirare” le marce più del necessario.

Renault Clio 1.2 75 CV Zen (63 punti)Renault Clio 1.2 75 CV Zen (63 punti)

Lancia Ypsilon 1.2 Mya (54 punti)Lancia Ypsilon 1.2 Mya (54 punti)

5.4
/10

5° Lancia Ypsilon 1.2 Mya

La Lancia Ypsilon 1.2 Mya si trova senza problemi a km zero a meno di 9.000 euro. Facile da parcheggiare (merito dei soli 3,84 metri di lunghezza) e gradevole nel misto stretto grazie al peso contenuto, presenta finiture poco curate (nonostante il suo aspetto chic) e un motore poco potente (69 CV), rumorosetto e con una cilindrata elevata (se paragonata ai propulsori della concorrenza) che non aiuta quando bisogna stipulare una polizza RC Auto.

La versatilità, poi, non è il massimo: quattro posti (il quinto si paga a parte), pochi centimetri per le gambe dei passeggeri posteriori e bagagliaio minuscolo.

Lancia Ypsilon 1.2 Mya (54 punti)Lancia Ypsilon 1.2 Mya (54 punti)

Piccole

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Land Rover Range Rover Velar: SUV con stile

Land Rover Range Rover Velar 2Land Rover Range Rover Velar 2

Land Rover Range Rover Velar 3Land Rover Range Rover Velar 3

Land Rover Range Rover Velar 4Land Rover Range Rover Velar 4

Land Rover Range Rover Velar bagagliaio sedili posteriori abbattutiLand Rover Range Rover Velar bagagliaio sedili posteriori abbattuti

Land Rover Range Rover Velar dettaglio anterioreLand Rover Range Rover Velar dettaglio anteriore

Land Rover Range Rover Velar faro anterioreLand Rover Range Rover Velar faro anteriore

Land Rover Range Rover Velar frontale 2Land Rover Range Rover Velar frontale 2

Land Rover Range Rover Velar frontaleLand Rover Range Rover Velar frontale

Land Rover Range Rover Velar interniLand Rover Range Rover Velar interni

Land Rover Range Rover Velar manigliaLand Rover Range Rover Velar maniglia

Land Rover Range Rover Velar profilo 2Land Rover Range Rover Velar profilo 2

Land Rover Range Rover Velar profiloLand Rover Range Rover Velar profilo

Land Rover Range Rover Velar tre quarti posteriore 2Land Rover Range Rover Velar tre quarti posteriore 2

Land Rover Range Rover Velar tre quarti posteriore 3Land Rover Range Rover Velar tre quarti posteriore 3

Land Rover Range Rover Velar tre quarti posterioreLand Rover Range Rover Velar tre quarti posteriore

Land Rover Range Rover Velar tunnel centraleLand Rover Range Rover Velar tunnel centrale

Land Rover Range Rover Velar vista dall'alto 2Land Rover Range Rover Velar vista dall'alto 2

Land Rover Range Rover Velar vista dall'alto 3Land Rover Range Rover Velar vista dall'alto 3

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Land Rover Range Rover Velar vista dall'alto 5Land Rover Range Rover Velar vista dall'alto 5

Land Rover Range Rover Velar vista dall'altoLand Rover Range Rover Velar vista dall'alto

Land Rover Range Rover Velar vista dall'auto 6Land Rover Range Rover Velar vista dall'auto 6

Land Rover Range Rover VelarLand Rover Range Rover Velar

 

Comfort
Perfettamente inserita nella tradizione Range Rover, si viaggia in first class.
Costi
La Velar appartiene all’Olimpo dei Suv. Il listino è adeguato: c’è chi riesce a farsi pagare di più.
Piacere di guida
Ricordatevi che siete al volante di un Suv lungo e largo. Però accelera forte.
Ambiente
Non si possono pretendere numeri da capogiro, però il turbodiesel da 240 CV emette 154 g/km di CO2.

Non sono poi così tanti i marchi automobilistici ad avere una connotazione così decisa come Land Rover (e Range). Nato come produttore di fuoristrada per le forze armate inglesi, nel secondo dopoguerra ha rappresentato la vera alternativa a Jeep, con il Defender, ma con il vantaggio di offrire un veicolo (dalla Groenlandia al Sudafrica) decisamente più versatile: passo corto, passo lungo, per qualsiasi uso, civile o militare che fosse, dall’ambulanza all’esercito. Una macchina pressoché indistruttibile e capace di cavarsela nel deserto come tra i ghiacci.

Poi negli anni Settanta il salto evolutivo: l’invenzione con la Range Rover del Suv, fuoristrada che – quanto a comfort – non faceva rimpiangere una vettura di lusso. Agli inglesi si aprì un nuovo mercato, nel quale poi si buttarono in tanti con molti prodotti, ma senza mai riuscire a eguagliare i britannici nella fusione di gusto, lusso, sobrietà e forza tecnica. Il prototipo della Range, allora, era soprannominato Velar, dal latino velare, nascondere, perché l’oggetto andava celato al mondo il più possibile. Ma anche, tra i tecnici, Velar significava V Eight Land Rover, perché avrebbe dovuto montare un poderoso motore otto cilindri a V.

Ora Velar ritorna, denominando un nuovo Suv nella gamma Range, quasi a metà strada tra Evoque e Range Sport. Quasi perché in realtà la Velar, per prezzo e dimensioni e più vicina alla Range Sport che non all’Evoque. Diciamo che dell’Evoque ha la maggior maneggevolezza e il minor rollio, della Sport il maggior lusso, capacità di carico e potenza dei motori.

Land Rover Range Rover Velar tre quarti posteriore 3Land Rover Range Rover Velar tre quarti posteriore 3

Stile e interni

Gerry McGovern, responsabile dello stile Land Rover ha raccontato che c’è sempre competizione tra la squadra che disegna gli interni e quella che disegna gli esterni. Chi è responsabile della linea vorrebbe che, quando si arriva a destinazione, chi scende dall’auto si fermi un minuto in più ad ammirare gli esterni della Velar con piacere e soddisfazione. Viceversa, chi disegna l’abitacolo vorrebbe che, spento il motore, chi è a bordo si trovasse talmente bene da ritardare di uscire dall’auto. E McGovern ha poi aggiunto: “Questa volta entrambe le squadre hanno vinto: seduti nella Velar si indugia a bordo, quando si è arrivati; e una volta scesi viene voglia di ammirarla compiaciuti dalla bellezza dell’oggetto”.

Difficile dargli torto: l’ambiente della Range Rover Velar è uno dei migliori luoghi automobilistici mai realizzati, un ottimo posto dove stare. I sedili sono poltrone che non sfigurerebbero davanti al camino di una casa patrizia; la plancia, dal design orizzontale, ricoperta di bella pelle chiara, con i due schermi a scomparsa, offre una nuova e più semplice disposizione dei comandi, decretando la quasi totale scomparsa di tasti e bottoni e la prevalenza di comandi a sfioramento e touch.

Tutto semplice, quasi tutto intuitivo, compresa la sofisticata gestione della trazione integrale: la precedente manopola del Terrain Response è stata sostituita da una serie di icone nella parte inferiore del monitor più in basso, selezionabili con la leggera pressione di un dito. Il volante, con comandi multifunzione sulle razze, è piccolo e pregevole, la regolazione elettrica dei sedili precisa e memorizzabile, lo spazio davanti e dietro più che abbondante. In più la Land Rover Range Rover Velar ha un impianto di ascolto della musica magistrale, realizzato dalla blasonata Meridian, con 23 altoparlanti correttamente posizionati per un ascolto diffuso e gradevole, anche senza alzare troppo il volume, nemmeno in movimento, stante la efficace insonorizzazione dell’abitacolo. Allo stile, ma anche alla sicurezza, contribuiscono i nuovi fari Matrix LED, sottili, di forma allungata, e che riescono a illuminare la strada fino a 500 metri davanti, nonché le particolari maniglie che spariscono nel corpo vettura, a filo con la carrozzeria.

Land Rover Range Rover Velar interniLand Rover Range Rover Velar interni

Impressioni di guida

Chi acquista una Range, Velar compresa, sceglie innanzitutto lo stile British, la pelle Connolly, il mix tra ricercatezza e gusto. E per avere una vettura importante ma non eccessiva o aggressiva col quale affrontare viaggi o weekend sugli sci con tutta la famiglia. Sapendo di avere, però, anche il massimo della capacità in fuoristrada o su fondi scivolosi.

Logico quindi, come avviene sempre nelle presentazioni alla stampa di un nuovo modello Range, che i britannici scelgano percorsi che uniscano tanta guida su asfalto ad altrettante ore in fuoristrada, strade bianche, mulattiere, fango, pietraie belle ripide, ostacoli, ponti di legno scivolosi, guadi in torrenti da farsi il segno della croce. E così è stato per questo primo assaggio delle qualità dinamiche della Velar, più di 400 km in Norvegia, tra Molden e Alesund, costeggiando fiordi che sembrano infiniti e arrampicandoci per strade sempre più strette su passi di montagna inattesi, arrivando in cima a vette raggiungibili abitualmente soltanto con teleferiche o gatti della neve.

Ebbene, la Land Rover Range Rover Velar ci ha condotto in grande comfort sulle provinciali norvegesi, senza fatica, senza stress, ammirando il paesaggio che più verde non si può. E poi, quando le è stato chiesto di impegnarsi su fango, rocce, ghiaia, acqua, non ha fatto uno scricchiolio – scocca in alluminio che non fa un plissè – su e giù senza tentennamenti, basta scegliere come sempre il programma di trazione giusto, all’interno dell’Intelligent Driveline Dynamics, sfiorando il tasto corrispondente. Un comportamento ben supportato dal reparto sospensioni, di serie quelle adattive, a richiesta anche pneumatiche.

Abbiamo provato la Velar sia col motore Ingenium turbodiesel da 240 CV (ma arriverà anche un V6 td da 300 CV) sia col nuovo turbo benzina quattro cilindri da 300 CV, entrambi abbinati a un cambio automatico ZF a otto rapporti, comandabile anche manualmente con paddle al volante. Due propulsori con una spinta e una coppia progressive e corpose: in qualunque situazione basta toccare il gas e uscite da qualsiasi situazione rognosa, sapendo, lo ricordiamo, che comunque il turbodiesel consumerà meno carburante del fratello a benzina.

Abbiamo anche fatto un test cattivo, fermandoci con le quattro ruote affondate per metà nel fango e la Land Rover Range Rover Velar ne è uscita con una semplicità sorprendente, dimostrando di possedere uno dei sistemi di trazione con blocco dei differenziali tra i più efficaci sul mercato. Se poi al ritorno dalla salita in vetta, la discesa vi mette ansia, basta inserire il Descent control che gestisce l’auto fino a 20 km/h in totale autonomia. A voi basta tenere lo sterzo nella direzione giusta. Aiutati, se volete, dalla videocamera che vi mostra la strada di fronte a voi con una risoluzione degna di un HD e in più lo spazio intorno alle ruote, in modo da vedere perfettamente e col dovuto anticipo eventuali ostacoli, pietre o fossi che siano.

Land Rover Range Rover Velar profilo 2Land Rover Range Rover Velar profilo 2

Conclusioni e prezzi

Inutile stare a ragionarci troppo. La Velar è automobile premium, quindi come conviene, si fa pagare. Ma, per quello che è e offre, senza essere esosa. Il listino parte da 58.800 euro per la versione standard con motore turbodiesel da 180 CV oppure benzina da 250 CV e trazione integrale (di serie su tutta la gamma). Poi si sale, di allestimento in allestimento, fino alla bella cifra di 111.700 euro per la versione First Edition, super raffinata, supertecnologica, disponibile soltanto ora, al lancio, e commercializzata per soli 12 mesi.

Tra i due estremi c’è la possibilità di abbinare motori con potenze e livelli di dotazioni di comfort e sicurezza crescenti, a vostro piacere. A nostro parere, se a qualcosa bisogna rinunciare, meglio avere meno cavalli (che comunque bastano già in partenza) e non micragnare sulla sicurezza. Scegliendo per esempio di avere l’Autonomous Emergency Braking che frena in automatico la macchina se un pedone o un ciclista vi attraversa la strada e non ve ne siete accorti.

Scheda tecnica

Motore turbodiesel
N. cilindri/cilindrata 4/1.999 cc
Potenza 177 kW (241 CV) a 4.000 giri
Coppia 500 Nm a 1.500 giri
Trazione integrale permanente
Velocità max 217 km/h
Acc. 0-100 km/h 7,3 s
Consumo urb./extra/medio 13,9/19,6/17,2 km/l
Dimensioni 4,80/2,03/1,67 m
Passo 2,87 m

Il mondo Land Rover

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ANCMA: 2017 positivo per moto e scooter

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È un mercato in crescita per il secondo anno consecutivo quello delle moto e degli scooter. È quanto emerso dalla assemblea annuale di ANCMA, che ha analizzato l’andamento del primo semestre del 2017. “Dopo aver chiuso il 2016 con una crescita del settore a due cifre – dichiara Corrado Capelli, Presidente di Confindustria ANCMA – anche il 2017, che nel primo semestre registra un incremento delle vendite pari al 7%, si conferma positivo e stimiamo di chiudere l’anno con un mercato ancora in ripresa. Tutti gli indicatori ci segnalano che finalmente gli sforzi fin qui fatti, in primis dai costruttori e dall’associazione, iniziano a essere ripagati. Ci siamo seduti ai tavoli istituzionali, italiani ed europei, per far sentire la voce di tutte le aziende del settore due ruote e tutelare gli interessi dell’eccellenza Made in Italy. Le numerose iniziative, proposte, progetti, hanno riscosso interesse a tutti i livelli e, se ascoltati, possono rappresentare le leve sulle quali rilanciare ancor di più il mercato”.

Gli italiani amano le naked

Nel 2016 le immatricolazioni sono aumentate a due cifre pari al +13,3% accelerando la ripresa già in atto nel 2015. Eclatante l’incremento delle moto pari al +21,6%; mentre gli scooter, con volumi maggiori, hanno realizzato un +8,6%. Le registrazioni dei “cinquantini” sono rimaste sostanzialmente stabili (-0,6%). Nel primo semestre del 2017 prosegue il recupero delle vendite che, per i veicoli >50cc, si traduce in un +7,1%, in maniera analoga sia per le moto che per gli scooter. I 50cc sono fermi -0,7%. Le naked sono al primo posto fra le moto, seguite da vicino dalle enduro stradali e rappresentano i due segmenti principali più dinamici. Più contenuti gli incrementi per gli altri segmenti. Il mercato dell’usato nel 2016 registra un leggero aumento pari al +1,1%, ma dobbiamo tener conto che vale 557.404 unità, con un rapporto pari a 2,9 volte il mercato del nuovo. Vale a dire che ogni 100 veicoli nuovi immatricolati si effettuano 290 passaggi di proprietà.

Quadricicli e caschi

Molto positivo l’andamento dei quadricicli nel 2016 con 6.063 vendite pari al +23,8%. I quadricicli persone leggeri non elettrici totalizzano 3.715 veicoli pari al +23,3. Crescita che si conferma anche nel primo semestre 2017 con 2.147 quadricicli leggeri pari al +14,6%. Mentre gli elettrici sono aumentati nel 2016 con 1.449 pezzi grazie ai veicoli utilizzati per il car sharing, ma perdono oltre il 60% dei volumi nel primo semestre 2017. Resta in territorio positivo il saldo tra import ed export del settore 2 ruote a favore della produzione italiana, con un surplus di 866 milioni di euro nel 2016, ma che nell’ultimo decennio ha rappresentato un valore cumulato di oltre 9 miliardi di euro. In ripresa, infine, la vendita dei caschi italiani con una crescita nel 2016 pari al +5,4%, in particolare grazie all’incremento dei caschi da cross +37,1%. Bene gli integrali +11,7%, in leggera flessione i jet -2,5% e i modulari -5,1%. Primo semestre 2017 fa registrare un +19% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Bene anche le E-Bike

I dati del mercato Bici del 2016 sia tradizionali che a pedalata assistita, in Italia, mostrano una tendenza analoga a quanto sta accadendo nel resto d’Europa. Si contraggono i dati della bicicletta tradizionale ma risultano in forte crescita quelli della E-Bike. Da quest’anno, anche in Italia, il dato di mercato che riguarda le e-bike mostra un trend decisamente “europeo”, 124.400 e-bike pari ad +120% rispetto al 2015. Sulle biciclette tradizionali registriamo una flessione di circa il 2,6% che è un dato migliore della generale flessione dell’’8/9% del resto d’Europa. Il mercato delle bici tradizionali si assesta a 1.555.000 biciclette.

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Lotus Evora GT430

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Lotus Evora GT430Lotus Evora GT430

 

La Evora GT430 è l’ultima novità di Casa Lotus. È ancora più leggera e performante rispetto al passato: dopo la Evora 400 e la Sport 410, ora l’asticella si alza ulteriormente e la potenza erogata dal V6 da 3.5 litri passa a ben 436 CV a 7.000 giri/min e 440 Nm a 4.500 giri/min.

Lotus Evora GT430Lotus Evora GT430

Grandi performance

La nuova Lotus Evora GT430 è in grado di accelerare da 0 a 100 km/h in appena 3,8’’, toccando una velocità massima di 305 km/h: prestazioni da sportiva vera, per intenderci. Come anticipato, ora è anche più leggera: l’ago sulla bilancia è sceso infatti a 1.258 kg(-26 kg), a tutto vantaggio delle performance. È datata di un cambio manuale e prevede un differenziale a slittamento limitato di tipo Torsen.

Tecnica al top

Un gran lavoro è stato effettuato anche dal punto di vista aerodinamico: è stata migliorata la deportanza intervenendo sui profili alari. Le sospensioni sono invece rigorosamente Ohlins (TTX regolabili più leggeri), c’è un nuovo scarico in titanio e ci sono nuove barre antirollio. Il pacchetto elettronico consente di gestire l’intervento del controllo della stabilità e del controllo della trazione, mentre l’impianto frenante è ad alte prestazioni AP Racing con pinze a quattro pistoncini.

Lotus Evora GT430Lotus Evora GT430

Lotus Evora GT430Lotus Evora GT430

Prezzo

La nuova Lotus Evora GT430 prevede infine cerchi da 19’’ davanti e da 20’’ dietro con pneumatici Michelin Pilot Sport Cup2, diversi elementi in fibra di carbonio e interni caratterizzati da sedili in pelle e Alcantara. È già ordinabile in Italia al prezzo di 154.900 euro.

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MxTrainer, la nuova app per gli appassionati di Off-Road

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MxTrainer è la nuova app ideata da tre ragazzi lombardi pensata per tutti gli appassionati di Off-Road su due ruote. Come già da tempo accade nella maggior parte delle attività sportive, in cui il monitoraggio e l’analisi dell’attività fisica anche per l’amatore sono diventati di fondamentale importanza, da oggi sarà possibile farlo anche in attività come il Motocross, l’Enduro o il Motorally, avendo la possibilità di analizzare una vasta serie di dati come la velocità massima e media, il dislivello percorso, le k/cal bruciate, osservando la traccia percorsa direttamente su di una mappa.

Il focus dell’applicazione, tuttavia, è rivolto ai più corsaioli, con la funzione di rilevazione tempi: recandosi in qualsiasi pista di Motocross (o di Enduro) in tutta Europa, infatti, il pilota potrà cronometrare automaticamente e in modo molto semplice i propri tempi sul giro, analizzando i settori intermedi e, se lo vorrà, potrà essere inserito in una classifica virtuale con la possibilità di condividere i propri risultati sui Social Networks, proprio come in un videogame.

Tutto ciò è possibile grazie all’utilizzo di un piccolo dispositivo GPS chiamato BRAIN dose, prodotto dall’omonima azienda: un gioiello di ingegneria pensato per gli Action Sports, prodotto dopo anni di sviluppo e test sul campo in collaborazione con una delle più grandi realtà in campo elettronico, ovvero Intel.

“L’utilizzo del BRAIN dose è fondamentale – spiegano i ragazzi – in quanto al contrario di ciò che accade in altri sport in cui viene utilizzato esclusivamente il telefono come dispositivo di rilevazione, nel motociclismo le velocità raggiunte sono troppo elevate e usare il solo Smartphone porterebbe a dei risultati altamente imprecisi.”

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Lotus: tre dettagli della nuova sportiva

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Con il contagocce. Così Lotus sta svelando poco a poco i dettagli e le immagini del nuovo modello a cui la Casa inglese si è dedicata in questi ultimi mesi. E che sarà svelato questa settimana. Anche se per il momento non si hanno molti dettagli su questa nuova Lotus da Oltremanica arrivano i primi tesser ufficiali in cui vengono svelati alcuni dettagli della sportiva.

In uno appare un dettaglio del potente impianto frenante AP Racing. Un altro particolare rivela invece una sezione del diffusore posteriore in carbonio e una grande presa d’aria posizionata subito dietro le ruote del retrotreno e che lascia allo coperto gran parte del battistrada degli pneumatici, evidentemente stradali. Ultimo dettaglio è un’ulteriore presa d’aria probabilmente sul paraurti anteriore. Il che rivela un attento lavoro di aerodinamica rivolto ad indirizzare nella maniera più efficiente possibile tutti i flussi d’aria.

Stando ai rumors potrebbe trattarsi della tanto attesa Secondo alcune indiscrezioni, il modello in questione potrebbe essere la tanto attesa Evora Roadster.

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Gran Turismo Sport: data d’uscita e danni alle vetture

Gran Turismo Sport 650S GT3Gran Turismo Sport 650S GT3

Gran Turismo Sport Evo sterratoGran Turismo Sport Evo sterrato

Gran Turismo Sport Gt3 RSGran Turismo Sport Gt3 RS

Gran Turismo Sport RS01Gran Turismo Sport RS01

Gran Turismo Sport corsaGran Turismo Sport corsa

Gran Turismo Sport LaFerrariGran Turismo Sport LaFerrari

Gran Turismo Sport SRt ProtoGran Turismo Sport SRt Proto

 

Finalmente Sony ha annunciato la data d’uscita dell’attesissimo Gran Turismo Sport. Il gioco arriverà in esclusiva su Playstation 4 il 18 ottobre 2017. Non solo: Polyphony Digital ha anche pubblicato un video della versione 1.08 (il gioco è ancora sotto forma di Beta) dove vengono finalmente mostrati  i danni alle vetture.


Gran Turismo Sport LaFerrariGran Turismo Sport LaFerrari

Come si vede dal video, i danni sono ancora molto superficiali – almeno graficamente – anche se modificano la guidabilità della vettura. Tuttavia siamo ancora lontani dai sistemi fisici dei danni di Forza Motorsport e Project Cars. Speriamo vivamente che Polyphony Digital continui a lavorarci su, dato che è una mancanza che Gran Turismo si porta dietro da fin troppo tempo.

LE VERSIONI AL LANCIO

Intanto vi diamo una panoramica di quali saranno le versioni del gioco disponibili al lancio:

Si partirà dalla Day 1 Edition, che include degli adesivi livrea, 250.000 Crediti di gioco, 60 avatar PS4 e un casco da gara cromato. Sarà disponibile poi una Steelbook Edition che comprende GT Sport Starter Pack (6 auto), gli adesivi livrea, 1.500.000 Crediti di gioco, 60 avatar PS4, un casco da gara cromato e uno Steel Book dedicato.

Si arriva poi alla Collector’s Edition, che comprende un GT Sport Starter Pack (da ben 18 auto), gli adesivi livrea, 2.500.000 Crediti di gioco, 60 avatar PS4, un casco da gara cromato, un Libretto APEX e un modellino 1/43 della Mercedes-Benz AMG GT.

Infine troviamo la Digital Deluxe Edition, completa di adesivi livrea, 2.000.000 Crediti di gioco, avatar PS4 e un casco da gara cromato.

Gran Turismo Sport LaFerrariGran Turismo Sport LaFerrari

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Pirelli P7 Blue, campione di sostenibilità in tutte le misure

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Pirelli rinnova il Cinturato P7 Blue estendendo la doppia A dell’etichetta europea a tutte le nuove misure. Insomma, arriva oggi il tassello che mancava: nel 2012 il P7 Blue ottenne il massimo dei voti in etichetta per efficienza e sicurezza, ma solo su alcune misure.

Bassissima resistenza al rotolamento

Quest’importante risultato è stato raggiunto grazie all’evoluzione tecnologica che in questi anni lo ha visto protagonista. Il nuovo P7 Blue accoglie, infatti, le caratteristiche di successo del pneumatico precedente e ne perfeziona alcune prestazioni, in linea anche con lo sviluppo del settore auto, sempre più sensibile alle tematiche di sostenibilità. La nuova generazione del Cinturato P7 Blue presenta una bassissima rolling resistance, con conseguente risparmio dei costi di carburante e riduzione delle emissioni di CO2, a tutto vantaggio dell’ambiente.

E maggior chilometraggio

All’origine di questo miglioramento vi è il Low Rolling Technology Package: un pacchetto (sviluppato a Settimo Torinese), appunto, che combina nuovi processi costruttivi nell’area soprattutto della cintura e l’utilizzo dei più recenti materiali interni. Inoltre questa la nuova tecnologia, inoltre, ha comportato un aumento del chilometraggio di circa il 10%. La precedente generazione di P7 Blue si è trasformata in un punto di riferimento per i possessori di sedan, coupè e berline di medio-alta cilindrata,

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Audi RS3 LMS: prodotto il 100esimo esemplare

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Credits: 100th Audi RS 3 LMS

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Credits: Jame Puig (left), Chris Reinke (right), Audi RS 3 LMS

 

LAudi RS3 LMS è la versione sportiva da corsa della compatta dei Quattro Anelli dedicata ai clienti sportivi e lanciata lo scorso anno. A spingerla ci pensa il 2.0 TSI da 330 CV che può essere abbinato al cambio sequenziale da competizione o al DSG a doppia frizione derivato da quello di serie.

Per celebrare il 100esimo esemplare della sedan da competizione la Casa di Ingolstadt ha creato une esemplare speciale con livrea in color oro e rifiniture in rosso a contrasto attorno ai fari e alle prese d’aria frontali.

Si contraddistingue anche per i loghi Audi Sport, mentre al posteriore l’alettone è dominato dal nero che rifinisce le due parti laterali dell’estensione aerodinamica.

Solo nella scorsa stagione Audi ha venduto ben 90 esemplari della RS3 LMS le quali hanno dato battaglia in 125 competizioni in tre continenti e fregiandosi di 24 vittorie e 73 podi.

Salone di Ginevra 2017

Nuova Audi RS3 2017: ora con 400 CV

La versione più sportiva della gamma A3 si rinnova. Il restyling debutterà al Salone di Ginevra 2017

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