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Opel Vivaro Life a Francoforte 2017, le foto


Credits: Perfect for camping trip or weekend escape: The new Opel Vivaro Life comes with onboard overnight option thanks to the third row of seats which can be easily transformed into a bed.


Credits: Stylish, comfortable, flexible: The new Opel Vivaro Life is the ideal leisure vehicle with overnight possibility. It will celebate its world premiere at the Frankfurt Motor Show in a few days.


Credits: Comfortable and spacious: The third row of seats which can be converted into a bed turns the new Opel Vivaro Life into a cozy place for the night.


Credits: For leisure time and work: Standard swiveling seats in the second row enable a face-to-face environment for passengers in the new Opel Vivaro Life.


Credits: Flexible leisure van with style on onboard overnight option: The new Opel Vivaro Life.
Il Vivaro Life – variante camper del furgone Opel gemello del Fiat Talento, del Nissan NV300 e del Renault Trafic – sarà presentato ufficialmente al Salone di Francoforte 2017.
Opel Vivaro Life: un vero camper
L’Opel Vivaro Life è un camper compatto: simile nell’estetica al Vivaro Tourer (destinato al trasporto passeggeri e anch’esso protagonista dello stand della Casa teutonica al Salone di Francoforte 2017), si distingue per la possibilità di trasformare l’abitacolo in un letto.
La dotazione di serie comprende – tra le altre cose – due porte USB e una presa 220V mentre tra gli optional troviamo un tavolino pieghevole posizionato tra i sedili della seconda e della terza fila, un impianto di riscaldamento supplementare per dormire in auto durante i mesi freddi e i finestrini posteriori oscurati.
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Marc Birkigt, il fondatore della Hispano-Suiza


Marc Birkigt non ha fondato solo la Hispano-Suiza (una Casa che prima della Seconda Guerra Mondiale rivaleggiava nientepopodimeno che con la Rolls-Royce): questo ingegnere svizzero è stato uno dei più grandi progettisti di sempre ed è stato capace di realizzare automobili, aerei e persino… armi. Scopriamo insieme la sua storia.
Marc Birkigt: la biografia
Marc Birkigt nasce a Ginevra (Svizzera) l’8 marzo 1878: a 12 anni si ritrova orfano di entrambi i genitori e nel 1889 si diploma in ingegneria ed inizia a lavorare in una fabbrica di orologi.
Il trasferimento in Spagna
Nel 1899 Birkigt si trasferisce a Barcellona per cercare lavoro e viene chiamato dalla Cuadra, una delle prime Case automobilistiche iberiche. L’anno seguente diventa responsabile tecnico ma nel 1901 il brand – in crisi finanziaria – viene rilevato da José María Castro Fernández, il principale creditore.
Nasce la Hispano-Suiza
Marc Birkigt entra nella nuova società J. Castro nel 1902 con il ruolo di socio e progettista. Nel 1904 sulle ceneri di questa azienda nasce la Hispano-Suiza (che significa in spagnolo “spagnola-svizzera”) fondata da Birkigt e dallo spagnolo Damià Mateu.
I primi modelli
La prima Hispano-Suiza – la 20HP (dotata di un motore 3.8 a quattro cilindri da 30 CV) – vede la luce nel 1904 ma il marchio inizia a farsi conoscere nel 1911 con la Alfonso XIII, versione stradale di un’auto destinata alle corse chiamata con il nome del re di Spagna e dotata di un propulsore 3.6 a quattro cilindri da 60 CV con distribuzione a valvole in testa.
Il trasferimento in Francia
Sempre nel 1911 Marc Birkigt si trasferisce a Parigi con la famiglia per gestire il nuovo stabilimento francese della Hispano-Suiza ma in seguito allo scoppio della Prima Guerra Mondiale torna a Barcellona e si occupa di progettare motori aeronautici (famosissimo l’otto cilindri 8).
Dopo la Prima Guerra Mondiale
Terminato il conflitto Birkigt torna a Parigi, diventa vicepresidente della filiale francese della Hispano-Suiza e progetta nel 1919 il suo capolavoro: la H6, un’ammiraglia lussuosa dotata di un motore 6.6 a sei cilindri da 135 CV in grado di competere ad armi pari con le Rolls-Royce.
Gli anni ’30
Nel 1932 Marc Birkigt progetta un nuovo motore aeronautico (questa volta V12) e l’anno seguente realizza la K6, l’ultima Hispano-Suiza di sempre.
Il geniale inventore svizzero collabora nella prima metà degli anni ’30 anche con la Michelin ideando dei treni (chiamati “Micheline”) dotati di pneumatici.
Tempo di guerra
Nel 1936 scoppia la Guerra Civile Spagnola e la filiale francese della Hispano-Suiza viene nazionalizzata dal governo transalpino. In questi anni Marc Birkigt realizza motori aeronautici destinati all’aviazione francese.
Nel 1938 Birkigt torna in Spagna e progetta l’Hispano-Suiza HS.404, uno dei cannoni automatici più usati nella Seconda Guerra Mondiale.
Gli ultimi anni
Alla fine della guerra Marc Birkigt si trasferisce in Svizzera per seguire la filiale elvetica della Hispano-Suiza (non più attiva nel settore auto) e muore il 15 marzo 1953 a Versoix (Svizzera) a causa di un tumore ai polmoni.
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Mini John Cooper Works GP Concept, il video
Il Gruppo BMW ha scelto il Salone di Francoforte 2017 per presentare la moderna essenza racing di una Mini: la Mini John Cooper Works GP Concept. Ispirata ai trionfi leggendari del costruttore automobilistico nel Rally di Montecarlo di esattamente 50 anni fa, questo studio di design rappresenta un concentrato di stile dinamico e la massima espressione di divertimento di guida, sia in pista sia su strada.
La concept car riprende il testimone dalla Mini John Cooper Works GP del 2012 e dalla Mini Cooper S con il Kit John Cooper Works GP del 2006. Prodotti in un numero limitato (2.000 esemplari ciascuno), questi due modelli hanno esplorato i limiti estremi delle loro capacità prestazionali dell’epoca.
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Moto Guzzi Open House 2017: dall’8 al 10 settembre






Questo fine settimana a Mandello del Lario c’è in programma un evento che gli appassionati del marchio Moto Guzzi non possono assolutamente perdere. Si tratta dell’edizione 2017 dell’Open House, che permetterà al brand di presentare al grande pubblico la V9 Bobber Open House, una versione speciale caratterizzata da una livrea total black e da numerosi accessori ufficiali Moto Guzzi tra i quali il cupolino copri strumentazione nero, le protezioni coperchio teste in alluminio ricavate dal pieno e gli eleganti specchietti Bar End. E ci saranno ben 30 esemplari a disposizione del pubblico per test ride da effettuare in compagnia di uno straordinario ospite: Gianfranco Guareschi, il pilota che nel 2006 e nel 2007 ha portato la Moto Guzzi MGS-01 alla vittoria nella prestigiosa Battle of the Twins sul circuito di Daytona. Le iscrizioni si raccoglieranno in loco ma sono già aperte, fino a esaurimento posti, sulla piattaforma www.testride.it.
Open House 2017 celebra inoltre i cinquant’anni del mito V7, una delle motociclette più iconiche nella storia di Moto Guzzi con una iniziativa speciale: tutti i possessori di un modello V7 (dal 1967 ad oggi) che partecipano all’evento, presentando il loro libretto di circolazione, riceveranno un certificato celebrativo personalizzato, oltre alla imperdibile foto ricordo assieme alla prima V7 700 del 1967 e all’attuale ultima versione V7 III Anniversario. Inoltre, grazie alla collaborazione con Poste Italiane, tutti i partecipanti all’Open House possono ritirare le due cartoline celebrative di V7 con l’annullo filatelico dedicato ai cinquant’anni di un modello mitico. Sarà inoltre possibile acquistare i tanti capi tecnici o accessori presso lo Shop Moto Guzzi.
Si parte Venerdì 8 settembre alle 15:00, con l’apertura del Museo Moto Guzzi e dello Shop. Sabato 9, a partire dalle 09:30, sarà possibile visitare anche le linee di produzione, l’assemblaggio motori dove nascono i mitici bicilindrici, e la storica Galleria del Vento. Il Moto Guzzi Village, al centro dello storico stabilimento di Mandello, sarà nei tre giorni il cuore pulsante della festa grazie alla colonna sonora di Virgin Radio con dirette live il Sabato e la Domenica e i momenti di intrattenimento condotti da Ringo. Saranno protagonisti i migliori preparatori italiani con le loro creazioni, tra le quali anche le moto protagoniste del talent TV Lord of The Bikes, che tanto successo ha raccolto, anche in questa seconda stagione, su Sky Uno HD. Il ristoro sarà assicurato dal truck Foodit’s: piatti di qualità gourmet saranno realizzati sul posto grazie a un esclusivo format con ampia scelta sempre legata alla migliore tradizione italiana. Grazie alla collaborazione con Proraso sarà allestito un autentico “Barber Shop” che offrirà gratuitamente ai biker, previa prenotazione, un servizio di rasatura tradizionale o regolazione di barba e baffi.
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Nuova Nissan Leaf 2017: le prime fotografie e informazioni ufficiali










La seconda generazione della Nissan Leaf è stata presentata ufficialmente a Tokyo e debutterà in Europa la prossima settimana in occasione del Salone di Francoforte 2017 (14-24 settembre). La pioniera delle auto elettriche si rinnova fuori e dentro per assomigliare agli ultimi prodotti della famiglia. E grazie alla nuova batteria da 40 kWh saprà garantire un’autonomia di 378 km con una sola ricarica. Arriverà nelle concessionarie durante la primavera del prossimo anno.
Nuovo Look, strizza l’occhio alla Micra
Esteticamente la nuova Nissan Leaf 2018 rinnova il suo look ispirandosi dichiaratamente alle new entry di casa Nissan, in particolare la nuova Micra, con dettagli che richiamano anche la Nissan IDS Concept vista nel 2015. Dettagli come la griglia V-motion, la firma luminosa a forma di boomerang o il tetto flottante fanno della Nissan Leaf 2018 un’auto più moderna e attuale. Al posteriore troviamo gruppi ottici ridisegnati e uno spoiler perfettamente integrato mentre il diffusore posteriore e le linee elaborate dei paraurti contribuiscono al coefficiente aerodinamico raggiunto di 0,28. Anche a livello di personalizzazioni ci sono interessanti novità per la nuova Nissan Leaf. Prima fra tutte il tetto a contrasto con il esto della carrozzeria bi-tonon e la gamma colori a disposizione per la livrea sarà molto ampia.
Dimensioni
In quanto a misure la Nissan Leaf 2018 rimane quasi identica alla generazione uscente con il passo identico a prima (2.700 mm) e le altre proporzioni leggermente variate, come la lunghezza (4.480 mm) e la larghezza (1.790 mm). Diminuisce invece l’altezza (1.545 mm).
Abitacolo rinnovato, più qualità e tecnologia
Passando agli interni, l’abitacolo della nuova Nissan Leaf 2017 offre una maggiore qualità rispetto al passato, con un ambiente più accogliente ed elegante. Tecnologicamente spiccano il quadro strumenti digitale e il nuovo schermo touch da 7 pollici che fa da interfaccia al sistema di infotainment compatibile con Apple CarPlay e Android Auto.
Arrivano il ProPilot e l’e-Pedal
E inoltre a bordo dell’elettrica di Yokohama arrivano anche i sistemi di assistenza alla guida di ultima generazione come la tecnologia ProPilot e l’e-Pedal che permette di accelerare, frenare o decelerare utilizzando esclusivamente il pedale dell’acceleratore. Presenti anche altre tecnologie più convenzionali come l’avviso di uscita involontaria dalla corsia, il sistema di monitoraggio dell’angolo morto e il riconoscimento della segnaletica stradale.
Più potenza e autonomia
Sotto il cofano questa seconda generazione della Nissan Leaf monta un motore elettrico da 150 CV di potenza (110 kW) e 320 Nm di coppia. Questa unità è alimentata da un pacchetto di batterie agli ioni di litio da 40 kWh che, come anticipato, dichiara un’autonomia di 378 km (ciclo NEDC) che dovrebbe tradursi in circa 300 km in condizioni di guida reali.
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Crash test Euro NCAP settembre 2017: sette auto a 5 stelle




























Nella sessione di settembre 2017 dei crash test Euro NCAP sette auto hanno conquistato le ambite cinque stelle: Mazda CX-5, Kia Rio (ma solo la versione dotata del Safety Pack), Renault Koleos, Jeep Compass, Ford Fiesta, Opel Grandland X e Mercedes classe C Cabrio.
La Kia Picanto con Safety Pack si è dovuta accontentare delle quattro stelle (così come la Opel Ampera-e) mentre le Kia Picanto e Rio prive di Safety Pack hanno preso solo tre stelle.
L’auto che ha mostrato le cose migliori nella sessione di settembre 2017 dei crash test Euro NCAP è stata indubbiamente la Mazda CX-5: la SUV giapponese ha ottenuto punteggi altissimi nella protezione degli adulti e dei pedoni. La Renault Koleos è stata invece eccezionale nella dotazione di sicurezza e nelle prove di urto laterale e urto contro il palo.
Promosse anche Jeep Compass e Ford Fiesta (nonostante quest’ultima fosse priva della frenata automatica, solo optional), così come la Opel Grandland X – la migliore nella protezione dei bambini – e la Mercedes classe C Cabrio (che ha mostrato qualche defaillance solo nell’urto laterale).
Alti e bassi per la Kia Rio nei crash test Euro NCAP di settembre 2017: se è vero, infatti, che la piccola coreana ha ottenuto cinque stelle con il Safety Pack (grazie soprattutto all’ottimo comportamento del dispositivo di frenata automatica) è altrettanto vero che le versioni prive del pacchetto sicurezza hanno portato a casa solo tre stelle.
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F|ord EcoSport 2018: il restyling


















Una delle novità che la Casa dell’Ovale Blu porterà quest’anno al Salone di Francoforte 2017 (14-24 settembre) sarà la Ford EcoSport 2018. Il restyling della piccola SUV d’Oltreoceano arriva con una serie di novità a livello estetico sia fuori che dentro, con un nuovo allestimento sportivo ST-Line, un nuovo motore diesel e la trazione integrale.


Il restyling estetico
Il frontale della nuova Ford EcoSport si rinnova con gruppi ottici più grandi, una griglia più pronunciata e un paraurti più robusto. La carrozzeria potrà contare su una gamma di 12 colorazioni differenti tra cui i nuovi Lightning Blue, Ruby Red e Tiger Eye Orange. Ford offrirà anche numerose opzioni di personalizzazione come il tetto a contrasto, i cerchi con differenti design e dimensioni da 17 o 18 pollici e l’opzione di montare la ruota di scorta sul portellone posteriore, in puro stile 4×4.


Interni tutti nuovi, ispirati alla nuova Fiesta
L’abitacolo della Ford EcoSport 2018 si rinnova completamente seguendo le orme della nuova Ford Fiesta 2017 con lo schermo flottante, una nuova plancia e un quadro strumenti ridisegnato. L’ultima generazione del sistema di infotainment SYNC3 offrirà schermi da 4,2, 6,5 o 8 pollici, così come anche uno schermo a colori da 4,2 pollici per il quadro strumenti, il sistema cruise control, la telecamera posteriore e il sistema di rilevamento degli angoli morti.
Nuovo 1.5 diesel e arriva anche la trazione integrale
La nuova Ford EcoSport 2018, che arriverà sul mercato a fine anno, inaugura anche il nuovo allestimento sportivo denominato ST-Line e la motorizzazione 1.5 EcoBlue da 125 CV e 300 Nm abbinato al cambio manuale a sei marce e con consumi dichiarati di 4,5l/100 km (119g/km di CO2). Questa motorizzazione sarà abbinata alla trazione integrale o anteriore.
Il resto della gamma motori comprenderà anche il 1.5 TDCi da 100 CV (con trazione anteriore e cambio manuale a sei marce). Sul fronte benzina ci saranno invece le tre declinazioni del noto tricilipndrico 1.0 EcoBoost da 100, 125 e 140 CV. La variante intermedia sarà abbinabili anche alla trasmissione automatica a sei rapporti
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Honda CR-V Hybrid Concept








Al Salone di Francoforte 2017 Honda porterà la nuova CR-V Hybrid Prototipe, versione ibrida della CR-V di quinta generazione, basata sul pianale allungato della nuova Civic e che arriverà in commercio la prossima primavera.
Powertrain intelligente
Il sistema meccanico che spinge la concept car che vedremo alla kermesse tedesca combina un motore elettrico con il quattro cilindri 2.0 a benzina i-VTEC, oltre ad un generatore elettrico indipendente e una trasmissione a un solo rapporto.
Il sistema i-MMD si incarica di gestire l’efficienza del powertrain selezionando automaticamente le diverse modalità di guida a seconda delle condizioni. In EV Drive la spinta è data unicamente dal motore elettrico alimentato dalla batteria, in Hybrid Drive il motore a benzina attiva il generatore che a sua volta trasferisce l’energia al motore elettrico e ricarica la batteria, mentre in Engine Drive le ruote sono spinte dal motore a benzina e, solo in caso di necessità, interviene l’elettrico per fornire più spinta.
La nuova Honda CR-V sarà disponibile con il motore turbo 1.5 VTEC a iniezione diretta da 185 CV abbinato al cambio manuale a sei marce o all’automatico a variazione continua (CVT).
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Griffith 200 e 400 (1964): vere TVR?


La Griffith 200 del 1964 e la Griffith 400 del 1965 sono state delle vere TVR? Se pensate che le Cobra realizzate da Carroll Shelby – vetture simili nell’impostazione – siano delle AC sì, se ritenete invece che il montare un motore statunitense – un 4.7 V8 Ford, per la precisione – su una vettura britannica (la TVR Grantura Series III) sia sufficiente a snaturare il mezzo no.
Oggi queste due sportive anglo/americane – tanto affascinanti quanto difficili da trovare – hanno raggiunto quotazioni molto elevate (oltre 80.000 euro per la 200, oltre 150.000 per la 400).
TVR Griffith 200 e 400 (1964): le caratteristiche principali
La Griffith 200 nasce nel 1964 quando lo statunitense Jack Griffith (un concessionario Ford di Long Island) decide di realizzare un mezzo in grado di competere con le Shelby Cobra nate due anni prima.
Il principio di base è lo stesso – installare su una sportiva britannica un motore V8 americano – ma il risultato finale non è altrettanto convincente. La vettura – una TVR Grantura Series III leggermente modificata nella carrozzeria dalla Casa inglese per accogliere il possente otto cilindri dell’Ovale Blu – è cattivissima ma troppo fragile.
Il motivo? L’assenza di interventi sui freni, sulle sospensioni e sul telaio, progettati per gestire un mezzo meno potente e per questo inadeguati ad una coupé da oltre 250 CV. Più leggera di una Cobra ma anche meno gestibile nella guida al limite, è penalizzata da un abitacolo minuscolo: poco meno di 200 gli esemplari prodotti.
Decisamente più convincente l’erede Griffith 400 del 1965: sospensioni posteriori riviste e impianto di raffreddamento più curato. Derivata esteticamente dalla TVR Grantura MkIV, offre un lunotto posteriore più ampio e i fari posteriori presi in prestito dalla Ford Cortina.
Dopo soli 59 esemplari prodotti (a causa dei ritardi nella consegna delle carrozzerie dovuti ai numerosi scioperi dei lavoratori portuali) Jack Griffith chiude la partnership con la TVR (in profonda crisi finanziaria) e si rivolge alla Intermeccanica di Torino – per le scocche – e alla Chrysler (per i motori) per realizzare la Griffith 600. Ma questa è un’altra storia.
TVR Griffith 200 e 400 (1964): la tecnica
Carrozzeria in vetroresina e motore 4.7 V8 Ford (lo stesso “289” della Cobra) da 275 CV: sono queste le caratteristiche tecniche principali delle Griffith 200 e 400.
La 200 del 1964 può raggiungere una velocità massima di 240 km/h mentre la 400 del 1965 può arrivare a quota 249: merito dei rapporti più lunghi del cambio manuale a quattro marce.
TVR Griffith 200 e 400 (1964): le quotazioni
Non fatevi ingannare dalle quotazioni relative alle Griffith 200 e 400 che recitano 25.000 euro. Stiamo parlando di sportive molto rare (più facile rintracciarle nei mercati anglofoni) e per entrare in possesso di esemplari tenuti maniacalmente bisogna sborsare almeno 80.000 euro (per la 200) o 150.000 euro (per la più riuscita 400).
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Andreas Mikkelsen – il bello del rally – passa dalla Citroën alla Hyundai


Credits: epa05639311 Winner Norway’s Mikkelsen Andreas of Volkswagen Polo R Wrc, sprays sparkling wine after the Kennards Hire Rally Australia 2016, Coffs Harbour, Australia, 20 November 2016. EPA/STRINGER


Credits: epa05639304 Winner Andreas Mikkelsen (L) of Norway celebrates with colleagues after the podium of the Kennards Hire Rally Australia 2016, Coffs Harbour, Australia, 20 November 2016. EPA/STRINGER


Credits: epa05639301 Winner Andreas Mikkelsen of Norway during the podium of the Kennards Hire Rally Australia 2016, Coffs Harbour, Australia, 20 November 2016. EPA/STRINGER


Credits: epa05638391 Andreas Mikkelsen of Norway fixing the tyre of his Volkswagen Polo R WRC during day2 of the Kennards Hire Rally Australia 2016, Coffs Harbour, Australia, 19 November 2016. EPA/NIKOS MITSOURAS


Credits: epa05399405 Andreas Mikkelsen of Norway during the ceremonial start of Rally Poland, Mikolajki, Poland, 30 June 2016. EPA/NIKOS MITSOURAS


Credits: epa05023683 Andreas Mikkelsen of Norway during Day 1 of the WRC Wales Rally GB 2015 in Deeside, Wales, Britain, 13 November 2015. EPA/-


Credits: epa04993153 Norwegian pilot Andreas Mikkelsen, of Volkswagen, during the third stage of Rally RACC Catalunya-Costa Daurada at La Figuera in Catalonia, Spain, on 24 October 2015. EPA/JAUME SELLART


Credits: epa04958730 Andreas Mikkelsen of Norway of team Volkswagen Motorsport II at the start on the first day of the Rally of France as part of the World Rally Championship (WRC), Ajaccio, Corsica, France, 01 October 2015. EPA/REPORTER IMAGES


Credits: epa04828629 Norway’s Andreas Mikkelsen during the Rally of Poland 2015 as part of the World Rally Championship (WRC) in Mikolajki, Poland, 02 July 2015. EPA/NIKOS MITSOURAS


Credits: epa04619733 Andreas Mikkelsen of Norway during the Sweden Rally as part of the FIA World Rally Championship (WRC) in Hagfors, Sweden, 14 February 2015. EPA/MICKE FRANSSON SWEDEN OUT


Credits: epa04459281 Andreas Mikkelsen of Norway during shakedown of the Rallye de Espana 2014, in Costa Daurada, Salou, Barcelona, Spain, 23 October 2014. The rally will take place from 23 to 26 October. EPA/NIKOS MITSOURAS


Credits: epa06112708 Andreas Mikkelsen of Norway during the shakedown of Rally Finland 2017, as part of the World Rally Championship (WRC), in Jyvaskyla, Finland, 27 July 2017. EPA/REPORTER IMAGES
Grandi novità nel WRC 2017: Andreas Mikkelsen – pilota norvegese reduce da tre terzi posti nelle ultime tre edizioni del Mondiale rally – ha lasciato la Citroën e affronterà le ultime tre gare del campionato del mondo al volante della Hyundai i20 Coupé.
Il driver scandinavo avrà il duro compito di aiutare la Hyundai a soffiare al team M-Sport il Mondiale WRC 2017. Non sarà un’impresa semplice visto che la scuderia che gestisce le Ford Fiesta si trova in testa al campionato – con soli tre rally ancora da disputare – con ben 64 punti di vantaggio sulla Casa coreana.
Andreas Mikkelsen – nato a Oslo (Norvegia) il 22 giugno 1989 – debutta nel WRC nel 2006 al volante di una Ford Focus ma è nella serie minore IRC che inizia a farsi notare quando conquista con la Skoda Fabia due titoli consecutivi nel 2011 e nel 2012.
Chiamato dalla Volkswagen nel 2013 per disputare il Mondiale da terzo pilota con la Polo, conquista tre terzi posti iridati consecutivi (corredati da tre vittorie) ma si ritrova a piedi alla fine della stagione 2016 dopo la decisione del marchio di Wolfsburg di abbandonare i rally.
Nel 2017 disputa tre rally iridati con la Skoda Fabia R5 e successivamente trova un sedile alla Citroën conquistando un secondo posto in Germania con la C3. Da oggi il driver norvegese è ufficialmente un pilota Hyundai.
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