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McLaren, la storia

Per raccontare la storia della McLaren bisogna necessariamente partire dalla scuderia di F1, fondata all’inizio degli anni ’60 da un giovane pilota 26enne e diventata la seconda più vincente (per numero di GP) del Circus dietro solo alla Ferrari.
La McLaren, però, è molto di più della Formula 1: la Casa britannica ha infatti vinto in quasi tutte le categorie del motorsport e negli ultimi 25 anni ha realizzato capolavori di serie. Scopriamo insieme la storia di questo marchio.
McLaren: la storia
La McLaren nasce ufficialmente nel 1963 come scuderia grazie al giovane pilota (26 anni) neozelandese Bruce McLaren. Il team debutta in F1 nel 1966 – con una monoposto guidata da Bruce – con un ritiro a Monte Carlo e conquista i primi punti grazie a un sesto posto in Gran Bretagna.
Le prime vittorie: F1 e Can-Am
La McLaren inizia a farsi notare nelle corse grazie ai cinque successi consecutivi nel campionato Can-Am tra il 1967 e il 1971 (due con Bruce, due con il neozelandese Denny Hulme e uno con lo statunitense Peter Revson) mentre le prime soddisfazioni in F1 arrivano nel 1968: primo podio (Bruce secondo in Spagna), prima vittoria (sempre con Bruce in Belgio) e altri due successi con Hulme in Italia e in Canada.
I successi e la tragedia
Nel 1969 Hulme conquista il GP del Messico e la McLaren realizza la sua prima auto stradale: la M6GT, derivata dalla M6A dominatrice due anni prima del campionato Can-Am e dotata di un motore 5.7 V8 Chevrolet.
La vettura viene realizzata in un solo esemplare e il progetto di costruirne 250 si interrompe in seguito alla morte di Bruce McLaren, scomparso il 2 giugno 1970 sul circuito di Goodwood (Regno Unito) durante un test.
La risalita
La McLaren torna a vincere in F1 nel 1972 grazie a Hulme (primo in Sudafrica) e nello stesso anno lo statunitense Mark Donohue si aggiudica la 500 Miglia di Indianapolis. Altre tre vittorie nel Circus arrivano nel 1973 grazie a Revson (Gran Bretagna e Canada) e a Hulme (Svezia).
I primi Mondiali
Il 1974 è l’anno in cui la McLaren si aggiudica per la prima volta il Mondiale F1: il brasiliano Emerson Fittipaldi si laurea campione del mondo tra i piloti con tre successi (Brasile, Belgio e Canada) e Hulme contribuisce al primo titolo Costruttori vincendo in Argentina. Nello stesso anno arriva anche il secondo trionfo a Indianapolis grazie allo statunitense Johnny Rutherford (che bissa il successo nel 1976).
Il britannico James Hunt conquista il Mondiale F1 1976 (una stagione raccontata nel film “Rush”) grazie a sei vittorie: Spagna, Francia, Germania, Olanda, Canada e USA Est.
Arriva Ron Dennis
La svolta per la McLaren arriva nel 1981 con l’ingresso di Ron Dennis come team principal: nasce la MP4/1 – la prima monoposto di F1 di sempre con telaio in fibra di carbonio – e la scuderia torna a vincere dopo quattro anni di digiuno grazie al britannico John Watson primo in Gran Bretagna.
Lauda e Prost
Nel 1982 viene ingaggiato l’austriaco Niki Lauda (due GP vinti – USA Ovest e Gran Bretagna – che si aggiungono ai due conquistati da Watson: Belgio e USA Est). Watson sale sul gradino più alto del podio anche nel GP degli USA Est nel 1983.
Lauda diventa campione del mondo F1 nel 1984 con cinque vittorie (Sudafrica, Francia, Gran Bretagna, Austria e Italia) con mezzo punto di vantaggio sul compagno francese Alain Prost (sette volte primo: Brasile, San Marino, Monte Carlo, Germania, Olanda, Europa e Portogallo). I due regalano alla McLaren, dopo dieci anni, il titolo Costruttori.
Nel 1985 arriva un’altra doppietta iridata, questa volta con Prost che si laurea campione del mondo con cinque successi (Brasile, Monte Carlo, Gran Bretagna, Austria e Italia) e con Lauda vincitore in Olanda mentre l’anno seguente Prost è ancora una volta campione iridato con quattro trionfi (San Marino, Monte Carlo, Austria e Australia).
Gli anni d’oro
Tra il 1988 e il 1991 la McLaren domina il Mondiale F1 con otto Mondiali (quattro Piloti e quattro Costruttori). Nel 1988 la scuderia inglese ottiene 15 successi in 16 gare – otto con il campione del mondo, il brasiliano Ayrton Senna (San Marino, Canada, USA, Gran Bretagna, Germania, Ungheria, Belgio e Giappone) e sette con Prost (Brasile, Monte Carlo, Messico, Francia, Portogallo, Spagna e Australia) – mentre l’anno successivo si deve “accontentare” di dieci vittorie: quattro con l’iridato Prost (USA, Francia, Gran Bretagna e Italia) e sei con Senna (San Marino, Monte Carlo, Messico, Germania, Belgio e Spagna).
Nel 1990 Senna bissa il titolo iridato (vincitore di sei Gran Premi: USA, Monte Carlo, Canada, Germania, Belgio e Italia) e si ripete nel 1991 con sette successi (USA, Brasile, San Marino, Monte Carlo, Ungheria, Belgio e Australia, più il trionfo dell’austriaco Gerhard Berger in Giappone).
La McLaren F1
Nel 1992 nasce la McLaren F1, la vettura stradale più famosa di sempre della Casa britannica ma soprattutto una delle auto più evolute del XX secolo. Sviluppata da Gordon Murray (13 Mondiali Formula 1 come progettista per Brabham e Williams) e prodotta in 106 esemplari (di cui 72 destinati a uso stradale), è la prima automobile di sempre con scocca in fibra di carbonio.
Motore 6.1 V12 aspirato di origine BMW da 627 CV (680 per le versioni LM), abitacolo con tre sedili (e quello centrale destinato al guidatore) e tre bagagliai (uno anteriore e due laterali ricavati nella zona davanti alle ruote posteriori): queste le caratteristiche principali della supercar inglese, capace di aggiudicarsi nel 1995 (con la variante GTR guidata dal francese Yannick Dalmas, dal finlandese JJ Lehto e dal giapponese Masanori Sekiya) nientepopodimeno che la 24 Ore di Le Mans.
L’era Häkkinen
La McLaren torna a vincere dei GP nel 1997 dopo quattro anni di digiuno grazie al britannico David Coulthard (primo in Australia e in Italia) e al finlandese Mika Häkkinen (Europa). Il driver scandinavo si laurea campione del mondo l’anno seguente con otto successi (Australia, Brasile, Spagna, Monte Carlo, Austria, Germania, Lussemburgo e Giappone) e regala alla scuderia britannica l’ultimo titolo Costruttori della sua storia grazie anche alla prima piazza rimediata da Coulthard a San Marino.
Häkkinen porta a casa anche il Mondiale 1999 salendo sul gradino più alto del podio in cinque occasioni: Brasile, Spagna, Canada, Ungheria e Giappone.
L’ultimo Mondiale
Il terzo millennio della McLaren si apre con lo sviluppo della supercar Mercedes SLR, lanciata nel 2003. Risale invece al 2008 l’ultimo Mondiale F1 conquistato dal team britannico: merito dell’inglese Lewis Hamilton, campione del mondo Piloti con cinque vittorie (Australia, Monte Carlo, Gran Bretagna, Germania e Cina). L’anno seguente Ron Dennis lascia il Circus per concentrarsi sulle auto di serie.
Le auto di serie
Gli anni ’10 del XX secolo vedono la McLaren impegnata più nella produzione di serie che in F1 (l’ultimo GP vinto risale al 2012 con il britannico Jenson Button in Brasile).
Nel 2011 vede la luce la MP4-12C (la prima McLaren stradale di sempre progettata, disegnata e costruita in casa) dotata di un motore 3.8 V8 biturbo da 600 CV mentre risale al 2013 il lancio della P1, una supercar ibrida con tecnologia derivata dalla Formula 1 prodotta in 375 esemplari e in grado di generare una potenza totale di 916 CV.
L’ultima sportiva di rilievo realizzata dal brand inglese è la Senna del 2018: destinata agli amanti del piacere di guida e prodotta in 500 esemplari, monta un motore 4.0 V8 biturbo da 800 CV.
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Venturi 300 Atlantique: la sportiva francese anni ’90

Venturi oggi è un brand impegnato nella salvaguardia dell’ambiente: auto elettriche, Formula E, veicoli innovativi; ma negli anni ’90 produceva sportive che bruciavano benzina verde senza piombo.
La più famosa tra le Venturi è la 300 Atlantique, una coupé a due posti compatta lunga 4,2 metri e larga 1,84. Presentata al Salone di Parigi nel 1995, l’auto montava un motore V6 3,0 litri 24 valvole da 210 CV di potenza, ma nella versione turbo raggiungeva i 281 CV.

Una potenza sufficiente a toccare i 280 km/h di velocità massima, un risultato abbastanza impressionante. Ma non era la velocità il problema, bensì la ripresa. La turbina singola impiegava parecchio tempo a “gonfiarsi”, così il turbo-lag assumeva dimensioni esasperate.
La macchina però era (ed è ancora) bellissima: un po’ Ferrari 456 e un po’ Lotus Esprit; elegante, sportiva, con interni curati e una buona agilità in curva.
Vennero prodotte solo 57 vetture, tra le versioni aspirate e quelle turbo, anche perché il proprietario della Casa automobilistica Hubert O’Neill era più concentrato sulle versioni da competizione che su quelle stradali.

L’azienda poi venne acquistata nel 1996 da una società tailandese, che decise di migliorare l’Atlantique per renderla più competitiva nei confronti delle rivali Porsche e Ferrari.
Il motore venne dotato di due turbine, così la potenza aumentò a 310 CV e il turbo lag diminuì notevolmente. La crisi economica però finì con intralciare i piani di produzione, così vennero prodotti solo 13 esemplari della Venturi Atlantique biturbo.
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Nuova Audi A6 allroad: le foto e i dati

Audi ha svelato le foto e i dati della nuova A6 allroad: la quarta generazione dell’elegante station wagon tedesca che strizza l’occhio al mondo delle SUV arriverà nelle concessionarie italiane nel terzo trimestre 2019. I prezzi? Non ancora comunicati.
Audi A6 allroad: cosa cambia nel look rispetto alla A6 Avant
Facile distinguere esteticamente un’Audi A6 allroad da una “semplice” Avant: single frame con lamelle verticali in alluminio, mancorrenti al tetto specifici, modanature alle cornici dei finestrini, protezioni sottoscocca, inserti in corrispondenza dell’estrattore, fascia nera o in look alluminio che collega visivamente i gruppi ottici posteriori e modanature ai passaruota grigie (optional in tinta carrozzeria o nere lucide). I cerchi in lega standard sono da 18” ma le dimensioni possono salire fino a 21”.

Audi A6 allroad: i motori
La gamma motori della nuova Audi A6 allroad è composta da tre unità 3.0 mild hybrid 48V turbodiesel V6 TDI da 231, 286 e 349 CV. Tutte abbinate a un cambio automatico tiptronic a 8 rapporti.

Audi A6 allroad: i contenuti off-road
La quarta serie dell’Audi A6 allroad può vantare una capacità di traino di 2,5 tonnellate, la possibilità di tenere sotto controllo mediante il monitor MMI l’inclinazione longitudinale e trasversale della vettura e l’assistente alla discesa che limita automaticamente la velocità in un range compreso tra 2 e 30 km/h.
La dotazione di serie comprende anche, tra le altre cose, le sospensioni pneumatiche adattive (altezza da terra variabile in funzione della velocità e del programma di marcia: in “auto” e “comfort” l’assetto è a 13,9 cm dal suolo, oltre i 120 km/h viene ribassato di 1,5 cm, con il programma “allroad” la luce da terra aumenta di 3 cm fino a 80 km/h e di 4,5 cm fino a 35 km/h con la modalità “offroad/lift”).
Per quanto riguarda gli optional segnaliamo invece il differenziale posteriore sportivo e lo sterzo integrale dinamico. Quest’ultimo consiste in uno sterzo dinamico con rapporto di trasmissione variabile tra 9,5:1 e 16,5:1 sull’assale anteriore abbinato a un sistema di sterzatura posteriore (fino a 60 km/h le ruote posteriori sterzano in controfase rispetto alle anteriori fino a un massimo di cinque gradi, oltre i 60 km/h sterzano nella stessa direzione delle anteriori fino a un massimo di due gradi).
Il mondo Audi
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Mercedes-Benz CLA35 AMG 4Matic Shooting Brake

La nuova generazione della Mercedes-Benz CLA Shooting Brake, la variante familiare della gamma, era stata presentata lo scorso mese di marzo al Salone di Ginevra 2019. Oggi la Casa della Stella ha svelato la sua declinazione sportiva che prende il nome di 35 4Matic Shooting Brake.
Segni di riconoscimento
La nuova Mercedes-Benz CLA 35 4Matic Shooting Brake si distingue esteticamente per la griglia specifica, lo splitter anteriore, le appendici aerodinamiche, i cerchi in lega con design specifico da 18 pollici (in optional da 19 pollici), l’imponente diffusore posteriore e diversi pacchetti opzionali per darle un carattere ancora più sportivo.
Gli interni sono caratterizzati per i sedili sportivi in pelle sintetica e microfilma Dinamica, cuciture a contrasto in rosso, pedaliera in acciaio inossidabile, tappetini AMG neri, battitacco in acciaio, quadro strumenti digitale e sistema multimediale MBUX con due schermi uniti da un’unica cornice.
Strumentazione da vera sportiva
Il quadro della strumentazione offre inoltre tre diversi stili: Classic, Sport e Supersport. Oltre ad aggiungere nuovi menu specifici come quello della posizione del cambio, la temperatura dell’olio del motore e della trasmissione, il cronometro, la Forza G e altri dati del motore (potenza, coppia, etc.). Anche il volante è di nuova generazione , con rivestimenti in pelle e con la parte inferiore schiacciata.
0-100 In meno di 5 secondi
Per quanto riguarda la meccanica, la nuova Mercedes-AMG CLA 35 4Matic Shooting Brake si affida al quattro cilindri 2.0 turbo (M260), con 306 CV di potenza a 5.800 giri e una coppia massima di 400 Nm disponibile tra i 3.000 e i 4.000 giri. A questa unità è abbinata la trasmissione automatica a doppia frizione e sette rapporti DCT-7 con funzione Race Start e il sistema di trazione integrale AMG Performance 4 Matic con la distribuzione della coppia tra i due assi variabile e in grado di arrivare a scaricare il 50% della potenza all’asse posteriore. Con questo powertrain la familiare compatta della Stella promette uno sprint da 0 a 100 km/h in 4,9 secondi e una velocità di punta di 250 km/h.
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FACE-OFF: BMW Z4 M40i VS Toyota Supra GR

Il fatto che la BMW Z4 M40i e la nuova Toyota Supra condividano così tanto ha suscitato parecchio di scalpore. In realtà le auto sono diverse, sia nello stile che nel temperamento, e se la BMW è un’ottima coupé-cabriolet, la Supra è più una sportiva da spremere.
Tuttavia sulla carta sono davvero simili, nel peso, nelle dimensioni e nelle prestazioni.
Vediamo insieme le piccole differenze tra la BMW Z4 M40i e la Toyota Supra.
In breve
Toyota Supra
| Dimensioni | 438 – 185 -129 |
| Potenza | 340 CV |
| Coppia | 500 Nm |
| Peso | 1570 kg |
| Prezzo | 67.900 euro |
BMW Z4 M40i
| Dimensioni | 432 – 186 -130 |
| Potenza | 340 CV |
| Coppia | 500 Nm |
| Peso | 1610 kg |
| Prezzo | 66.800 euro |

Dimensioni
Vista la base in comune, le dimensioni della Toyota Supra e della BMW Z4 M40i son quasi identiche. La Toyota tuttavia è più lunga di 6 cm rispetto alla BMW (438 contro 432) ed è più bassa e stretta di 1 cm (per un totale di 129 e 185 cm).
Il passo di 247 cm è uguale per entrambe, mentre il bagagliaio è leggermente più capiente sulla Supra (290 litri contro i 281 litri della Z4).
Il peso, per via del meccanismo della capote, è maggiore sulla tedesca. La BMW Z4 M40i pesa 1610 kg, mentre la Toyota ferma l’ago della bilancia a 1570 kg.

Motore
Il motore della Toyota Supra e della BMW Z4 M40i è identico, così come il cambio automatico a 8 rapporti ZF. L’unità è un 6 cilindri in linea turbo da 2998 cc capace di 340 Cv a 6.000 giri e 500 Nm di coppia a 1.600 giri. Tuttavia la Supra utilizza un differenziale autobloccante meccanico a 2 vie controllato elettricamente, mentre la BMW utilizza un differenziale – sempre a controllo elettronico – ma con un pacco frizioni.

Prestazioni
Entrambe le auto si “piantano” a 250 km/h per via del limitatore elettronico, ma la Toyota Supra, per via del peso inferiore, la spunta nello scatto da 0 a 100 km/h, fermando il cronometro dopo 4,3 secondi, mentre la BMW impiega 4,6 secondi.
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TVR Speed 12: un mostro troppo estremo per la strada

La Casa automobilistica inglese TVR è famosa per le sue auto estreme e difficili da guidare, ma qualsiasi modello TVR diventa una Fiat Panda se paragonato alla Cerbera Speed 12.
La TVR Cerbera “Speed Twelve” è la versione stradale (unico esemplare costruito) della vettura da corsa proveniente dalla classe GT1 endurance della fine degli anni ’90.

Il mostro stradale
C’è una ragione specifica per cui esiste una sola TVR Cerbera Speed 12 in tutto il mondo: dopo aver venduto il primo esemplare, si accorsero (e si accorse pure il proprietario) che la vettura era “too extreme” per l’utilizzo stradale.
Non perché i rollbar della gabbia di sicurezza rendessero scomodo l’accesso, o perché bisognava accendere prima le pompe dell’olio e lasciarle lavorare alcuni minuti prima di poter accende il motore, no: la TVR Speed 12 era semplicemente pericolosa e veloce oltre ogni immaginazione.

Follia su strada
Spinta da un motore V12 7,8 litri da 800 CV e quasi 900 Nm di coppia costruito dall’unione di due motori 6 cilindri (quello della Cerbera), e con un peso di appena 975 CV, potete immaginare che razza di mostro fosse la Speed Twelve. Trazione posteriore, nessun tipo di aiuto elettronico (nemmeno l’ABS) e una velocità massima di 386 km/h. Lo 0-100 km/h veniva bruciato in 3,0 secondi.
Vennero costruite 5 auto in totale, 4 sportive e solo una stradale, che venne venduta, all’epoca, a 245.000 sterline.
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Renault Mégane R.S. Trophy-R, la migliore auto a trazione anteriore di sempre?

La Renault Mégane R.S. Trophy-R vuole diventare la migliore auto a trazione anteriore di sempre. La variante più cattiva della quarta generazione della compatta francese ha stabilito il miglior tempo sul circuito del Nürburgring tra le vetture FWD di serie: 07’40”100 sul percorso di 20,600 km, 07’45”389 sul giro completo di 20,832 km.
La sportivissima “segmento C” della Régie monta lo stesso motore 1.8 turbo TCe da 300 CV della Trophy “normale” ma si distingue per il peso ridotto (fino a 130 kg in meno), per l’aerodinamica rivista e per lo sviluppo più radicale degli assali. Senza dimenticare le collaborazioni con Akrapovič (per l’impianto di scarico), Brembo (per i freni), Bridgestone (per gli pneumatici), Öhlins (per gli ammortizzatori) e Sabelt (per i sedili).

La Renault Mégane R.S. Trophy-R debutterà ufficialmente oggi a Monte Carlo in occasione del GP di Monaco 2019 di F1 con i due piloti del team Renault (l’australiano Daniel Ricciardo e il tedesco Nico Hülkenberg) mentre bisognerà aspettare la fine dell’anno per vederla commercializzata (in poche centinaia di esemplari).
Il mondo Renault
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Skoda Superb: le foto e i dati del restyling

La Skoda Superb si rinnova. A quattro anni dal lancio la terza generazione della grande berlina ceca, disponibile a trazione anteriore o integrale e in due varianti di carrozzeria (cinque porte e station wagon), ha beneficiato di un restyling che ha portato poche novità estetiche e tanti cambiamenti tecnici. Scopriamoli insieme.
Skoda Superb restyling: cosa cambia nel design
Nuova calandra, paraurti ridisegnato e un listello cromato tra i gruppi ottici posteriori: sono queste le modifiche di design principali apportate dagli stilisti Skoda alla Superb in occasione del restyling.
Dentro troviamo invece inserti cromati, nuovi rivestimenti dei sedili, cuciture in colori a contrasto e – sulla variante Wagon – una vasca bassa e a più scomparti posizionata al di sotto del doppio vano di carico.

Skoda Superb restyling: tecnologia e ADAS
La Superb restyling è la prima Skoda di sempre dotata di fari full LED Matrix: una soluzione che permette di viaggiare sempre con gli abbaglianti accesi grazie a una tecnologia che disattiva i singoli segmenti del gruppi ottici in modo da non abbagliare gli altri utenti della strada. A bordo della berlina ceca troviamo anche il cruise control adattivo con funzione predittiva (che utilizza le immagini di una telecamera sul parabrezza e i dati del navigatore per riconoscere i limiti di velocità e le curve adeguando automaticamente l’andatura) e il Side Assist che opera fino a una distanza di 70 metri.

Skoda Superb restyling: i motori
La gamma motori della Skoda Superb è composta da sette unità sovralimentate: tre TSI a benzina (1.5 da 150 CV e 2.0 da 190 e 272 CV), un 1.4 turbo ibrido plug-in benzina (ossia ricaricabile attraverso una presa di corrente) e tre diesel TDI (1.6 da 120 CV e 2.0 da 150 e 190 CV).
Skoda Superb iV
La Superb iV è la prima Skoda ibrida plug-in di sempre e arriverà sul mercato all’inizio del 2020.
Dotata di un motore 1.4 turbo benzina TSI da 156 CV abbinato a un’unità elettrica da 116 CV, genera una potenza totale di 218 CV e può percorrere fino a 55 km a emissioni zero. I tempi di ricarica? Tre ore e mezza con una wallbox.
Skoda Superb Scout
La versione Scout arriva anche sulla Skoda Superb. Derivata dalla Wagon 4×4 a trazione integrale, si distingue per il look che strizza l’occhio al mondo delle SUV, per l’assetto rialzato di 1,5 cm, per la modalità di guida off-road supplementare e per la possibilità di ordinare l’esclusiva vernice metallizzata Tangerine Orange.
La Skoda Superb Scout è disponibile con due motori 2.0 sovralimentati: benzina TSI da 272 CV e diesel TDI da 190 CV.
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Ford Fiesta

La settima generazione della Ford Fiesta – nata nel 2017 – è una piccola a trazione anteriore realizzata sullo stesso pianale della Ka+ disponibile a tre o a cinque porte.
Ford Fiesta: gli esterni
Il design esterno della Ford Fiesta è un’evoluzione di quello dell’antenata. La “segmento B” statunitense offre look diversi a seconda della versione.

Ford Fiesta: gli interni
L’abitacolo della Ford Fiesta è più moderno e curato rispetto al passato.

Ford Fiesta: i motori
La gamma motori della Ford Fiesta è composta da cinque unità:
- un 1.1 tre cilindri a benzina da 85 CV
- un 1.0 turbo tre cilindri a benzina Ecoboost da 100 CV
- un 1.5 turbo tre cilindri a benzina Ecoboost da 200 CV
- un 1.1 tre cilindri benzina/GPL da 75 CV
- un 1.5 turbodiesel EcoBlue da 86 CV

Ford Fiesta: gli allestimenti
Gli allestimenti della Ford Fiesta sono sette: Plus, Business, Titanium, ST-Line, Active, Vignale e ST.
Ford Fiesta Plus
La Ford Fiesta Plus offre: accensione automatica dei fari con sensore crepuscolare, cerchi in acciaio 15” con copriruota, climatizzatore a controllo manuale, maniglie portiere, maniglia portellone e paraurti in tinta carrozzeria, poggiatesta anteriori e posteriori regolabili in altezza, regolazione lombare sedile conducente, retrovisori elettrici/riscaldabili in tinta carrozzeria e con indicatori di direzione integrati, sedili posteriori abbattibili 60/40, tappetini anteriori, vano di sicurezza porta occhiali, spoiler posteriore, Electric Power-Assisted Steering (EPAS), Start & Stop (standard solo su motori 1.0 Ecoboost), 6 airbag (frontale/laterale guidatore e passeggero – a tendina anteriori e posteriori), ABS + EBD (distribuzione automatica della frenata), attacchi di sicurezza Isofix integrati nei sedili posteriori esterni, chiusura centralizzata con 2 telecomandi e chiave a scomparsa, EBA (assisternza alla frenata d’emergenza), ESC (controllo elettronico della stabilità) + TCS (controllo della trazione), Hill Start Assist (assistenza alla partenza in salita), interruttore PADI (disattivazione airbag passeggero anteriore), Lane Departure Warning e Lane Keeping Aid, limitatore di velocità regolabile, poggiatesta posteriore centrale, segnalatore cinture di sicurezza posteriori, Tyre pressure monitoring system (sistema monitoraggio pressione pneumatici), alzacristalli anteriori elettrici – “one touch” salita e discesa, computer di bordo con schermo da 4,2”, cruise control, fari “Follow Me Home” (a spegnimento ritardato), MyKey (chiave personalizzabile), opzione fumatori e radio MP3 con schermo touchscreen da 8” a colori, comandi al volante, 2 USB, 6 altoparlanti e SYNC 2.5 DAB.
Ford Fiesta Business
La Ford Fiesta Business costa 1.100 euro più della Plus a parità di motore e offre: accensione automatica dei fari con sensore crepuscolare, cerchi in acciaio 15” con copriruota con pneumatici all-season, climatizzatore a controllo manuale, maniglie portiere, maniglia portellone e paraurti in tinta carrozzeria, poggiatesta anteriori e posteriori regolabili in altezza, retrovisori elettrici/riscaldabili/ripiegabili in tinta carrozzeria e con indicatori di direzione integrati, regolazione lombare sedile conducente, ruota di scorta, sedili posteriori abbattibili 60/40, tappetini anteriori, vano di sicurezza porta occhiali, vernice solida (frozen white, blu blazer), Electric Power-Assisted Steering (EPAS), 6 airbag (frontale/laterale guidatore e passeggero, a tendina anteriori e posteriori), ABS + EBD, attacchi di sicurezza Isofix integrati nei sedili posteriori esterni, chiusura centralizzata con 2 telecomandi e chiave a scomparsa, EBA, ESC + TCS, Hill Start Assist, interruttore PADI, Lane Departure Warning, Lane Keeping Aid, limitatore di velocità regolabile, poggiatesta posteriore centrale, segnalatore cinture di sicurezza posteriori, monitoraggio pressione pneumatici, supporto lombare sedile guida, pneumatici “all season”, fari fendinebbia anteriori con funzione cornering, alzacristalli anteriori elettrici “one touch” salita e discesa, computer di bordo con schermo da 4,2”, cruise control, fari “Follow Me Home”, MyKey, opzione fumatori, radio MP3 con schermo touchscreen da 8” a colori, comandi al volante, 2 USB, 6 altoparlanti, SYNC 2.5 e sensori di parcheggio posteriori.
Ford Fiesta Titanium
La Ford Fiesta Titanium costa 1.950 euro più della Plus a parità di motore e aggiunge: cerchi in lega da 16”, climatizzatore a controllo automatico, console centrale con bracciolo, griglia anteriore-superiore e linea di cintura cromate, illuminazione interna a LED blu, leva del freno a mano rivestita in pelle, luci diurne LED anteriori e posteriori, pomello del cambio rivestito in pelle, Privacy glass, retrovisori elettrici/riscaldabili e ripiegabili elettonicamente in tinta carrozzeria e con indicatori di direzione integrati, tappetini anteriori e posteriori esclusivi Titanium, volante ergonomico rivestito in pelle regolabile in altezza e profondità, clacson bi-tonale, fari fendinebbia anteriori con funzione cornering, alzacristalli anteriori e posteriori elettrici “one touch” salita e discesa (solo su 5 porte), Keyless Entry, Keyless Start, sensori di parcheggio posteriori, specchietto interno fotocromatico e Visibility Pack (sensore pioggia, specchietto fotocromatico, clacson bi-tonale) ST.
Ford Fiesta ST-Line
La Ford Fiesta ST-Line costa 750 euro più della Titanium a parità di motore e aggiunge: cerchi in lega 17” bruniti ST-Line, griglia anteriore ST-Line, pedaliera sportiva in acciaio, paraurti anteriore e posteriore ST-Line, pomello del cambio con design unico ST-Line, sedili anteriori con design sportivo, soglia battitacco ST-Line, sospensioni sportive, tappetini anteriori e posteriori esclusivi ST-Line, terminale di scarico cromato, volante sportivo rivestito in pelle appiattito nella parte inferiore e freni a disco posteriori.
Ford Fiesta Active
La Ford Fiesta Active costa 1.000 euro più della Titanium a parità di motore e aggiunge: regolazione sedile 4 vie guidatore e passeggero, cerchi in lega da 17” Active Design, tappetini anteriori e posteriori Active Design, body kit esterno Active Design, assetto rialzato, badge Active posteriore e laterale, soglia battitacco e griglia frontale Active Design, paraurti anteriore e posteriore Active Design, sedile sportivo in tessuto, tetto nero, barre al tetto nere e modalità di guida selezionabile (Normale/Eco/Anti slittamento).
Ford Fiesta Vignale
La Ford Fiesta Vignale costa 3.200 euro più della Titanium a parità di motore e aggiunge: cerchi in lega da 17” in nickel lucido, griglia anteriore Vignale Design, paraurti anteriore Vignale Design, paraurti posteriore con diffusore Vignale Design, piano di carico modulabile, plancia rivestita Vignale Design, pomello del cambio rivestito in pelle Vignale Design, regolazione lombare sedile passeggero, regolazione sedile 4 vie guidatore e passeggero, sedili riscaldabili, sedili rivestiti in pelle parziale Vignale , soglie battitacco Vignale Design, tappetini anteriori e posteriori Vignale Design, fari fendinebbia anteriori con cornice cromata e funzione cornering, BLIS (sistema di rilevamento angolo cieco), controllo di velocità adattivo, frenata automatica d’emergenza, Active Park Assist (sistema di parcheggio automatico), telecamera posteriore, Door Edge Protector, abbaglianti automatici, Driver Alert (controllo del livello di attenzione del conducente), parabrezza termico, radio MP3 con schermo Touch Nav da 8” a colori, comandi al volante, 2 USB, 6 altoparlanti, SYNC 3, FordPass Connect (Modem 4G), DAB, sedili anteriori riscaldabili, volante in pelle riscaldabile e Traffic Sign Recognition (riconoscimento segnaletica stradale).
Ford Fiesta ST
La Ford Fiesta ST offre: accensione automatica dei fari con sensore crepuscolare, badge ST posteriore e laterale, cerchi in lega da 18” 205/40 R 18 ST Design con pinze freno Rosso Performance, clacson bi-tonale, climatizzatore a controllo automatico, console centrale con bracciolo, doppio terminale di scarico cromato, griglia anteriore ST, illuminazione interna a LED blu, inserti in alluminio satinato, leva del freno a mano rivestita in pelle, luci diurne LED anteriori e posteriori, maniglie portiere, maniglia portellone, paraurti in tinta carrozzeria, pedaliera sportiva in acciaio, paraurti posteriore con diffusore ST Design, poggiatesta anteriori e posteriori regolabili in altezza, pomello del cambio rivestito in pelle, privacy glass, regolazione lombare sedile conducente, regolazione lombare sedile passeggero, regolazione sedile 4 vie guidatore e passeggero, retrovisori elettrici/riscaldabili elettricamente in tinta carrozzeria e con indicatori di direzione integrati, retrovisori/elettrici/riscaldabili in tinta carrozzeria e con indicatori di direzione integrati, sedili posteriori abbattibili 60/40, sedili riscaldabili, sedili sportivi Recaro con impunture, soglie battitacco e griglia frontale ST Design, sospensioni sportive ST, spoiler posteriore ST, spoiler posteriore ST, tappetini anteriori e posteriori ST Design impunture blu, vano di sicurezza porta occhiali, volante ergonomico rivestito in pelle regolabile in altezza e profondità, volante sportivo ST rivestito in pelle, Electric Power-Assisted Steering, Start & Stop, 6 airbag (frontale/laterale guidatore e passeggero – a tendina anteriori e posteriori), ABS, EBD, attacchi di sicurezza Isofix integrati nei sedili posteriori esterni, chiusura centralizzata con 2 telecomandi e chiave a scomparsa, EBA, ESC + TCS, fari fendinebbia anteriori con funzione cornering, freni a disco posteriori, Hill Start Assist, interruttore PADI, Lane Departure Warning, Lane Keeping Aid, limitatore di velocità regolabile, poggiatesta posteriore centrale, segnalatore cinture di sicurezza posteriori, monitoraggio pressione pneumatici, alzacristalli anteriori e posteriori elettrici “one touch” salita e discesa (solo su 5 porte), computer di bordo con schermo da 4,2”, cruise control, Driver Alert, Driver Assistance Pack (Driver Alert, riconoscimento segnaletica stradale, fari automatici) ST, fari “Follow Me Home”, keyless entry, keyless start, modalità di guida selezionabile (normale/sport/track), MyKey, opzione fumatori, radio MP3 con schermo Touch Nav da 8” a colori, comandi al volante, 2 USB, 10 altoparlanti con subwoofer, SYNC 3, B&O, Modem 4G, DAB, specchietto interno fotocromatico e Visibility Pack (sensore pioggia, specchietto fotocromatico e clacson bi-tonale) ST.

Ford Fiesta: gli optional
La dotazione di serie della Ford Fiesta andrebbe a nostro avviso arricchita con la vernice metallizzata (700 euro, 250 euro per la Vignale). Sulla Plus aggiungeremmo il Driver Assistance Pack Plus (400 euro: specchietti esterni riscaldabili e ripiegabili, sensori di parcheggio posteriori e fari fendinebbia con funzione cornering).
Sulle versioni Titanium, ST-Line e Active ci vorrebbe il Driver Assistance Pack High (750 euro, 1.000 per la Titanium: BLIS, frenata automatica, Active Park Assist solo per Titanium, telecamera posteriore e Door Edge Protector) mentre sulla Vignale bisognerebbe comprare l’X-Pack (450 euro: B&O Premium Sound System SYNC 3 schermo touch 8” Navigation System con DAB, 10 altoparlanti e 2 porte USB). La dotazione della ST andrebbe invece integrata con i fari full LED ST 200 (750 euro) e il Comfort Pack ST (250 euro: specchietti esterni riscaldabili e ripiegabili e sensori di parcheggio posteriori).

Ford Fiesta: i prezzi
Motori a benzina
- Ford Fiesta 1.1 Plus 16.450 euro
- Ford Fiesta 1.1 Business 17.750 euro
- Ford Fiesta 1.1 Titanium 18.400 euro
- Ford Fiesta 1.1 ST-Line 19.150 euro
- Ford Fiesta 1.0 Ecoboost Active 19.900 euro
- Ford Fiesta 1.0 Ecoboost ST-Line 20.150 euro
- Ford Fiesta 1.0 Ecoboost aut. Titanium 21.400 euro
- Ford Fiesta 1.0 Ecoboost aut. Active 22.400 euro
- Ford Fiesta 1.0 Ecoboost Vignale 22.600 euro
- Ford Fiesta ST 3p. 26.300 euro
- Ford Fiesta ST 5p. 27.050 euro
Motore a GPL
- Ford Fiesta GPL Plus 18.200 euro
- Ford Fiesta GPL Business 19.300 euro
- Ford Fiesta GPL Titanium 20.150 euro
Motore diesel
- Ford Fiesta 1.5 Ecoblue Plus 18.200 euro
- Ford Fiesta 1.5 Ecoblue Business 19.300 euro
- Ford Fiesta 1.5 Ecoblue Titanium 20.150 euro
- Ford Fiesta 1.5 Ecoblue ST-Line 20.900 euro
- Ford Fiesta 1.5 Ecoblue Active 21.150 euro
- Ford Fiesta 1.5 Ecoblue Vignale 23.350 euro
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Renault partner del Festival di Cannes 2019

Renault sarà partner del Festival di Cannes 2019 (in programma da oggi al 25 maggio): un legame – quello tra la Casa francese e il prestigioso evento cinematografico giunto alla 72° edizione – nato nel 1983.
“Un grande vantaggio per la Marca Renault e i nostri veicoli, che permette di valorizzare la nostra tecnologia e il nostro design raffinato presso i mass media di tutto il mondo”, ha dichiarato Claude Hugot, Direttore Relazioni Pubbliche del Gruppo Renault.
La Régie fornirà al festival una flotta di circa 300 veicoli, di cui 200 Espace Initiale Paris e 60 Talisman berlina: vetture che avranno il compito di accompagnare per i quindici giorni della manifestazione invitati, membri della giuria (quest’anno presieduta dal regista messicano Alejandro González Iñárritu, noto per Birdman e Revenant – Redivivo) e partner. Non mancheranno i modelli elettrici della Casa transalpina: la Twizy e la Zoe.
Renault e il cinema: un legame forte iniziato nel lontano 1898 quando i fratelli Lumière aprirono i primi studi non lontano dallo stabilimento della Régie di Boulogne-Billancourt. Oggi la Casa transalpina non è solo partner del Festival di Cannes ma anche di Unifrance, degli atelier di Beaune e dei César, nonché dei festival di Deauville, Lyon Lumière, Alpe d’Huez, Cabourg e Angoulême.
Il Festival di Cannes 2019 vedrà in concorso molti film attesissimi: tra i più importanti segnaliamo “C’era una volta a… Hollywood” di Quentin Tarantino e “Dolor y gloria” di Pedro Almodóvar.
Il mondo Renault
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