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Opel Corsa, rivoluzione tedesca

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La nuova Opel Corsa punta a diventare il punto di riferimento tra le piccole. La sesta generazione dell’icona di Rüsselsheim si presenta sul mercato in una veste completamente rinnovata: nello stile (quasi sportivo) e nei contenuti, con il pianale e i motori condivisi con la Peugeot 208.

Nel nostro primo contatto abbiamo avuto modo di guidare quella che per ora è la variante termica più grintosa della “segmento B” tedesca: la 1.2 130 CV, disponibile esclusivamente nell’allestimento GS Line e solo in abbinamento al cambio automatico (un validissimo convertitore di coppia a 8 rapporti). Scopriamo insieme i suoi pregi e difetti.

Opel Corsa: la gamma motori della sesta generazione

La gamma motori al lancio della nuova Opel Corsa è composta da cinque unità: tre 1.2 benzina a tre cilindri (aspirato da 75 CV e turbo da 101 e 131 CV), un 1.5 turbodiesel da 102 CV e un’unità elettrica – quella adottata dalla Corsa-e (la “cugina” della Peugeot e-208) – da 136 CV.

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Abitacolo e bagagliaio

La Opel Corsa costa molto meno della Peugeot 208 ma non offre le finiture della “cugina” transalpina. A bordo c’è qualche plastica rigida di troppo: nella parte bassa della plancia, sui pannelli porta e persino ai lati del cruscotto digitale da 7” (chiamato Info Display).

L’abitabilità è nella media del segmento mentre il bagagliaio da 309 litri potrebbe essere più capiente.

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Opel Corsa 1.2 130 CV: prezzo buono, dotazione da integrare

La Opel Corsa 1.2 130 CV protagonista del nostro primo contatto ha un prezzo interessante (20.750 euro) abbinato a una dotazione di serie da integrare: alzacristalli elettrici posteriori, cerchi in lega da 16”, cielo scuro, climatizzatore manuale, cruise control, Dynamic Appearance Pack (fasce sportive e scarico cromato), fari a LED, fendinebbia a LED, Info Display 7” digitale multicolor, modalità di guida Sport selezionabile, montante B nero lucido, Multimedia touch 7” a colori con radio DAB, 6 altoparlanti, Apple CarPlay, Android Auto, Bluetooth e USB anteriore, pedaliera sportiva, retrovisori regolabili elettricamente e riscaldabili, sedile guida regolabile a 6 vie e passeggero a 4 vie, sedile posteriore ripiegabile asimmetricamente 60/40, sedili sportivi in tessuto “Banda-Marvel Black” e volante in pelle.

Sorprende un po’ dover pagare a parte accessori come il climatizzatore elettronico monozona (250 euro), i sensori di parcheggio posteriori (300 euro) e il Sight Light Pack (250 euro: sensore pioggia, sensore luci e specchietto retrovisore elettrocromatico) mentre gli ottimi fari Matrix LED sono un vero affare a 600 euro.

Per quanto riguarda la sicurezza la Opel Corsa ha conquistato quattro stelle nei crash test Euro NCAP e può vantare una buona dotazione: airbag frontali, laterali e a tendina (con possibilità di disattivare il cuscino del passeggero), assistente alle partenze in salita, Lane Keep Assist, limitatore di velocità, monitoraggio pressione pneumatici (con kit di riparazione), predisposizione Isofix per i sedili posteriori, riconoscimento segnali stradali, rilevatore di stanchezza, sensore anticollisione e riconoscimento pedoni.

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Nuova Opel Corsa: il design

La nuova Opel Corsa non è solo ricca di sostanza ma è anche una delle piccole più sexy in circolazione nonché una delle “segmento B” più aerodinamiche (Cx 0.29). I designer di Rüsselsheim sono riusciti a realizzare sulla stessa piattaforma della Peugeot 208 una vettura più filante con un profilo del tetto ispirato al mondo delle coupé: rispetto alla vecchia Corsa abbiamo un’altezza diminuita di 4,8 cm e una posizione di seduta più bassa di 2,8 cm.

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Opel Corsa: le novità in 5 punti

  • il pianale CMP
  • il design completamente rivisto dentro e fuori
  • i nuovi motori (benzina, diesel + uno elettrico)
  • solo a cinque porte
  • i fari Matrix LED (optional)

Scheda tecnica
Lunghezza 4,06 metri
Larghezza 1,77 metri
Altezza 1,43 metri
Acc. 0-100 km/h 8,7 s
Bagagliaio 309/n.d. litri
Caratteristiche motore turbo benzina 3 cilindri, 1.199 cc, 131 CV e 230 Nm di coppia
Prezzo 20.750 euro

Dove l’abbiamo guidata

Abbiamo guidato la sesta generazione della Opel Corsa in Croazia e più precisamente nella regione della Dalmazia tra Spalato e Sebenico. Un percorso ricco di curve tortuose che ci ha permesso di apprezzare il motore 1.2 turbo tre cilindri a benzina da 131 CV (silenzioso e pimpante: “0-100” in 8,7 secondi) e l’eccellente cambio automatico (un convertitore di coppia in grado di offrire passaggi marcia fluidi) a 8 rapporti, uno dei migliori della categoria.

Un abbinamento propulsore/trasmissione decisamente riuscito anche sotto il profilo dei consumi: impossibile, ovviamente, raggiungere i valori dichiarati nel poco realistico ciclo NEDC dalla Casa tedesca (da 21,7 a 22,2 km/l) ma si oscilla tranquillamente tra i 15 e i 20 km/l a seconda dello stile di guida.

Nonostante l’aspetto sportivo la Opel Corsa punta a offrire il massimo comfort: nelle curve è incollata all’asfalto ma sa anche essere comoda. Merito della taratura equilibrata degli ammortizzatori (non troppo rigidi, non esageratamente morbidi).

NON TUTTI SANNO CHE – Sebenico ha dato i natali a Dražen Petrović, uno dei più forti giocatori europei di basket di tutti i tempi.

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Dove vorremmo guidarla

La Opel Corsa 1.2 130 CV protagonista del nostro primo contatto è una “Gran Turismo” in miniatura più sportiva nelle prestazioni che nel comportamento stradale: l’agilità in curva è in linea con quanto offerto dalla concorrenza e l’impianto frenante è potente ma ci saremmo aspettati uno sterzo più sensibile.

La piccola teutonica è rivolta a chi cerca una “segmento B” vivace con bassi costi di gestione (prezzo e consumi) e può essere tranquillamente essere usata come unica auto da una giovane coppia.

Le concorrenti

Honda Jazz 1.5 Dynamic Connect CVT Una piccola monovolume giapponese versatile, agile e costruita con cura. Il cambio automatico a variazione continua penalizza però le prestazioni e i consumi.
Renault Clio TCe 130 CV Intens Più spaziosa della Corsa e con un motore più elastico (ma anche più assetato di benzina)
Seat Ibiza 1.0 EcoTSI 115 CV DSG XCELLENCE La cugina spagnola della Polo punta sul prezzo contenuto.
Volkswagen Polo 1.0 TSI 115 CV DSG Prezzi alti e un bagagliaio poco sfruttabile quando si abbattono i sedili posteriori.

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Aston Martin DBX: la prima SUV di lusso del marchio inglese

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Da oggi la sigla DBX passerà alla storia, in Casa Aston Martin, per aver dato il nome al primo SUV di lusso del brand inglese. Una vera rivoluzione dopo 106 anni di storia. Presentata in anteprima mondiale in queste ore, la nuova Aston Martin DBX rappresenta l’ingresso, piuttosto in ritardo, del marchio d’Oltremanica nel segmento delle sport utility di lusso, iniziato già da molti anni con la Range Rover e ora più che mai prolifico con praticamente tutti i marchi di lusso e sportivi a presidiarlo con le loro proposte, da Porsche a Rolls Royce.

Dimensioni extra large, performance sportive e doti da fuoristrada (leggero)

Nonostante sia una SUV dalle dimensioni considerevoli (5.039 mm X 2.220 mm X 1.680 mm e un passo di 3.060 mm)  l’Aston Martin DBX dichiara prestazioni da sportiva di razza: da 0 a 100 km/h in 4,5 secondi e 291 km/h di velocità massima. Sotto il cofano monta il V8 biturbo da quattro litri, di origine Mercedes-AMG, già adottato dalla DB11 e dalla Vantage, con 550 CV di potenza e una coppia di 700 Nm.  Ma questa proposta a ruote alte di Aston Martin, oltre alle performance su asfalto, deve saper garantire comfort di marcia anche fuoristrada. Per questo monta sospensioni pneumatiche adattive e un sistema elettrico a 48 volt, con cui è in grado di elevare l’altezza da terra di 45 mm, o ribassarla di 50 mm.

La trasmissione è affidata a un cambio con convertire di coppia a nove rapporti, abbinato a un sistema di trazione integrale con differenziale centrale attivo e differenziale posteriore che include il sistema antislittamento eDiff. Insieme allo sterzo specifico, tarato per offrire una risposta veloce e un handling sportivo, queste caratteristiche fanno della Aston Martin DBX, almeno sulla carta, un’auto sportiva e polivalente. E per mantenere contenuti i livelli di consumi ed emissioni, la DBX conta su un sistema di disconnesssione dei cilindri che, insieme a una struttura in alluminio che mantiene il peso sui 2.245 kg (con distribuzione 54%-46%), garantisce una relativa buona efficienza e una buona rigidità.

Abitacolo raffinato e spazioso

L’abitacolo, da buona Aston Martin che si rispetti, è elegante e raffinato prima di tutto. Dispone di un tetto panoramico che copre praticamente tutta la superficie, finestrini privi di cornice, poggiabbraccia individuali anteriori, una console organizzata su due livelli, un design ergonomico e tanto spazio per le due file di sedili. Degni di nota anche i materiali pregiati come tessuti in lana all’80% o il materiale derivato dal lino che sostituisce la fibra di carbonio. Al centro della console domina lo schermo da 10,25 pollici che fa da interfaccia al sistema di infotainment, mentre il quadro strumenti adotta un display digitale da 12,3 pollici.

L’Aston Martin DBX sarà fabbricata presso gli stabilimenti inglesi di St. Ahan (in Galles) e i primi 500 clienti avranno a un il pacchetto  1913 Package con loghi personalizzati e placche commemorative, oltre ad essere ispezionate e consegnate personalmente dal direttore generale di Aston Martin, Andy Palmer.

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EICMA 2019 – Ducati Streetfighter V4 eletta moto più bella del Salone

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La Ducati Streetfighter V4 è stata eletta a EICMA 2019Moto più bella del Salone”: la nuova super-naked di Borgo Panigale ha regalato alla Casa emiliana il decimo riconoscimento in quindici edizioni del premio.

Oltre 14.500 appassionati hanno espresso la propria preferenza e premiato l’ultima nata del brand bolognese, che ha conquistato il 36,7% dei voti. Dietro di lei altre due moto italiane: la Aprilia RS 660 e la MV Agusta Superveloce 800.

La conquista del premio “Moto più bella del Salone” da parte della Streetfighter V4 ha chiuso in bellezza l’EICMA 2019 di Ducati, un’edizione che ha visto il marchio di Borgo Panigale presentare tre novità assolute: la Streetfighter V4 (manubrio alto e largo, 178 kg di peso, motore Desmosedici stradale 1.103 cc con 208 CV, ali biplano e un pacchetto elettronico di ultima generazione), la Panigale V2 completamente rinnovata e la versione 2020 della Panigale V4, la sportiva più venduta al mondo negli ultimi due anni.

Senza dimenticare le cinque versioni 2020 introdotte nella rassegna di Rho (la Multistrada 1260 S Grand Tour, la Diavel 1260 nella nuova colorazione “Dark Stealth”, la Diavel 1260 S in “Ducati Red”, la Monster 1200 “Black on Black” e la Scrambler Icon Dark), le due concept Scrambler DesertX e Motard e le tre nuove Ebike realizzate in collaborazione con Thok (MIG-RR Limited Edition, MIG-S e E-Scrambler).

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BMW M340i xDrive First Edition

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BMW Amplia, verso l’alto, la gamma della nuova Serie 3. La berlina media bavarese viene proposta anche nella versione sportiva top di gamma M340i xDrive. Per l’occasione del lancio commerciale, previsto a novembre, verrà offerta in un’esclusiva serie speciale limitata a 340 esemplari, denominata First Edition.

Sotto il cofano monta il potente benzina 3.0i M TwinPower Turbo a sei cilindri in linea da 374 CV di potenza e 500 Nm di coppia massima, abbinato al cambio automatico Steptronic Sport ad otto rapporti e alla trazione integrale xDrive.

La nuova BMW M340i Special Edition – proposta anche nella versione Touting (altri 340 esemplari) – sarà commercializzata solo in mercati chiave per la Casa bavarese, tra cui anche l’Italia.

 

Dal punto di vista estetico la nuova BMW M340i First Edition si distingue dal resto della gamma per la tinta della carrozzeria in Frozen Dark Grey Metallic, la Shadowline lucida estesa, i cerchi in lega M da 19 pollici di diametro, gli interni in pelle Merino bicolore Fjord Blue e Silverstone, il cruscotto in pelle, le cinture di sicurezza sportive griffate M, gli elementi dell’abitacolo in alluminio lucido e il badge numerato “M340i First Edition #/340”.

In dotazione la BMW M340i First Edition avrà anche il climatizzatore automatico trizona, l’illuminazione ambientale, i sensori di parcheggio anteriori e posteriori, il sistema multimediale BMW Live Cockpit Plus con il navigatore satellitare integrato, il Control Display da 8,8 pollici e il pacchetto di servizi online Connected Package Plus. Di serie ci sarà anche il pacchetto sportivo MSport completo di differenziale, assetto ribassato, sterzo variabile, impianto frenante potenziato, pacchetto aerodinamico specifico e impianto di scarico.

In quanto a prestazioni la BMW M340i xDrive dichiara uno sprint 0-100 in 4,4 secondi per la variante berlina e 4,5 secondi per la Touring.

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Volkswagen Golf 8: le foto e i dati della nuova compatta di Wolfsburg

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La Volkswagen Golf 8 è stata svelata oggi a Wolfsburg: l’ottava generazione della compatta tedesca – disponibile a trazione anteriore o integrale – arriverà sul mercato a dicembre 2019.

Volkswagen Golf 8: le dimensioni

La Volkswagen Golf 8 presenta dimensioni simili a quelle dell’antenata: 4,28 metri di lunghezza, 1,79 metri di larghezza e 1,46 metri di altezza. Il passo (2,64 metri) è più lungo di 2 cm rispetto a prima.

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Volkswagen Golf 8: il design

Il design esterno della Volkswagen Golf 8 ricorda quello della 7: tra le novità più rilevanti segnaliamo il coefficiente aerodinamico Cw ridotto (0,275) e i fari a LED di serie su tutta la gamma.

Gli interni, invece, sono stati stravolti: cruscotto interamente digitale da 10,25” di serie su tutte, leva del cambio DSG shift by wire minuscola, comandi touch per gestire il tettuccio panoramico e una tastiera digitale a sinistra del volante per azionare le luci e il riscaldamento del parabrezza e del lunotto.

Tra gli optional troviamo il climatizzatore automatico trizona, l’impianto audio Harman Kardon da 400 Watt e il Windshield Head Up Display (che proietta le informazioni direttamente sul parabrezza).

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Volkswagen Golf 8: i motori

La gamma motori (tutti sovralimentati) al lancio della nuova Volkswagen Golf comprende undici unità: quattro TSI a benzina (1.0 tre cilindri da 90 e 110 CV e 1.5 da 130 e 150 CV), tre mild hybrid 48V benzina eTSI (1.0 tre cilindri da 110 CV e 1.5 da 130 e 150 CV), due 1.4 ibridi plug-in (ossia ricaricabili attraverso una presa di corrente) benzina eHybrid da 204 e 245 CV e due 2.0 diesel TDI da 115 e 150 CV.

Più avanti vedremo tre propulsori 2.0 TSI a benzina con potenze fino a 300 CV per le versioni GTI, GTI TCR e R, un 2.0 a gasolio più potente per la GTD e un 1.5 TGI a metano.

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Volkswagen Golf 8: la sicurezza

La nuova Volkswagen Golf offre la comunicazione Car2X di serie su tutta la gamma (sistema che utilizza le informazioni degli altri veicoli nelle vicinanze fino a 800 metri e i segnali dell’infrastruttura del traffico stradale per avvertire il guidatore e trasmettere questi dati anche ad altri veicoli Car2X).

Non mancano inoltre – standard o a pagamento – il cruise control adattivo con riconoscimento predittivo della velocità, i fari LED Matrix IQ. Light, il Front Assist con nuove funzioni (riconoscimento ciclisti con supporto antisbandata e assistente alla svolta) e il Travel Assist (guida assistita in autostrada fino a 210 km/h senza che il conducente debba sterzare, accelerare o frenare attivamente).

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Volkswagen Golf 8: l’infotainment

La Volkswagen Golf 8 punta molto sulla connettività e offre, tra le altre cose, Alexa integrata.

Il sistema We Connect comprende: Digital Key (sbloccaggio/bloccaggio e avvio tramite smartphone compatibile), chiamata al soccorso stradale, stato del veicolo, porte e luci, segnalazione automatica di incidente, report sullo stato del veicolo, dati di marcia, posizione di parcheggio e pianificazione scadenze Service.

Con il We Connect Plus si aggiunge: notifica relativa all’area, notifica sulla velocità, avvisatore acustico e lampeggio, antifurto online, riscaldamento ausiliario online, ventilazione autonoma online, bloccaggio e sbloccaggio, ore di partenza e ricarica (per le eHybrid), climatizzazione (per le ibride), informazioni sul traffico online più notifiche sui pericoli, calcolo dell’itinerario online, distributori di carburante e stazioni di ricarica, aggiornamento mappe online, parcheggi, ricerca online dei punti di interesse, comando vocale online, We Deliver (trasforma la Golf in un punto di consegna per spedizioni e servizi), Webradio, Media Streaming e hotspot WLAN.

We Connect Fleet (rivolto alle aziende) offre: diario di bordo digitale, diario digitale dei rifornimenti, efficienza di guida, localizzazione GPS e andamento del percorso, analisi dei consumi e gestione della manutenzione.

Con We Upgrade è invece possibile integrare alcune tecnologie anche dopo l’acquisto della vettura. Qualche esempio? Cruise control adattivo, comando automatico degli abbaglianti Light Assist, navigatore, collegamento alle app dello smartphone, collegamento wireless alle app dell’iPhone, hotspot WLAN e comando vocale.

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Skoda: 85 anni di storia per l’ammiraglia ceca

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Esattamente 85 anni fa, il 22 ottobre 1934, Skoda utilizzò per la prima volta il nome Superb. La Casa ceca scelse questo nome per sottolineare la qualità e il comfort della berlina di lusso, che fino ad allora era stata conosciuta con la sigla Š 640. La prima generazione di SUPERB rimase in produzione fino al 1949. Nel 2001 Skoda ha introdotto la prima generazione moderna della Skoda Superb. Oggi il marchio di Mladá Boleslav ha appena rinnovato la terza generazione della su ammiraglia, disponibile nelle varianti berlina e Wagon e con la novità delle versioni Scout 4×4 e iV con trazione plug-in hybrid.

La storia delle berline di lusso Skoda ha più di 110 anni. Nel 1907, la FF vantava il primo motore otto cilindri in linea costruito in Europa centrale. Fu seguita da altri modelli con motori a 6 cilindri e dalla prestigiosa Skoda 860, dotata di un motore a otto cilindri che fu prodotta dal 1929 al 1933. Fu seguita dalla Skoda 640 che vantava un telaio particolarmente innovativo e sospensioni indipendenti. Fu questo il primo modello a fregiarsi del nome Superb, che ancora oggi caratterizza l’ammiraglia Skoda.

Skoda ha introdotto la prima Superb il 22 ottobre 1934 per enfatizzare il carattere eccezionale del modello Š 640.Il primo modello di questa berlina era lungo 5,5 m, largo 1,70 m e alto 1,66 m. La produzione in serie di Skoda Superb iniziò a marzo 1935. Il modello era dotato di un motore a sei cilindri da 2,5 litri e 40,5 kW (55 CV). L’elevata richiesta allargò velocemente i tempi di consegna: i clienti aspettavano quattro settimane per la berlina e il doppio per Superb convertibile. Tra le dotazioni a richiesta erano disponibili anche una radio a sei transistor e ripiani in palissandro posti dietro i sedili anteriori.

Poco prima che la produzione fosse sospesa nel 1940 a causa della guerra, fu prodotta una serie limitata di Superb 4000 con motori V8. Nel 1946, Skoda riprese la produzione della versione con motori a sei cilindri, prima di terminarla nuovamente nel 1949 per ragioni politiche, dopo che erano state costruite oltre 1.000 unità per uso civile. Furono inoltre prodotti 160.000 veicoli militari con il nome Š 952 e Š 956.

Nel 2001, Skoda Superb tornò sul mercato, ampliando così la gamma della Casa boema. Da sempre, Superb è il punto di riferimento nel suo segmento in fatto di spazio per le gambe dei passeggeri posteriori e con un ottimo rapporto qualità-prezzo. Dopo averne costruite 136.068 unità, nel 2008 cominciò la produzione della seconda generazione. La carrozzeria combinava le forme di una classica berlina a tre volumi con la praticità di una due volumi con un ampio bagagliaio che aumentava ancora la fruibilità di Superb. Un anno più tardi,  Skoda presentò Superb WAGON, con un impressionante volume del baule: da 633 litri fino a 1.865 litri. La seconda generazione di SUPERB portava su strada, tra le altre innovazioni, il sistema KESSY di accesso e avvio dell’auto senza chiave. Tra il 2008 e il 2015 sono state prodotte nello stabilimento di Kvasiny, 404.756 unità della berlina e 217.734 WAGON.

L’attuale Superb è sul mercato dal 2015. La terza generazione è stata sviluppata con un’inedita ricercatezza nel design e con l’impiego di importanti innovazioni tecniche nello sviluppo. Il modello ora svetta anche per la quantità di soluzioni ‘Simply Clever’ e per l’abitabilità interna. Grande attenzione è stata riservata anche ai sistemi di assistenza attiva alla guida e al comfort di marcia.

Nella prima metà di quest’anno, l’ammiraglia Skoda ha ricevuto un importante aggiornamento che ha portato nelle dotazioni i fari full LED Matrix e una gamma ampliata di sistemi di assistenza attiva alla guida, solo per citare gli elementi più importanti che rendono Superb uno dei veicoli più sicuri e confortevoli della sua classe. Inedite sono anche la versione SCOUT con assetto rialzato e trazione integrale permanente e la mototizzazione 2.0 TDI EVO da 110 kW (150 CV), particolarmente dinamica e con basse emissioni. La nuova variante Superb iV con trazione plug-in hybrid è già disponibile in prevendita e sarà su strada all’inizio del 2020. Il primo modello elettrificato della gamma ŠKODA si distingue per le performance del powertrain, capace di percorrere fino a 56 km in modalità elettrica e con prestazioni sportive grazie alla potenza di sistema di 218 CV quando i due motori lavorano in sinergia. Con una dotazione completa di tutti i sistemi ADAS, navigatore connesso, fari full LED e doppio cavo di ricarica, Skoda Superb iV è proposta sul mercato italiano a 39.400 euro per la berlina e 40.500 euro per la Wagon.

Circa il 54% di tutte le Superb viene consegnato ai Clienti in Europa. L’ammiraglia della Casa automobilistica boema, è richiesta anche in Cina: con 43.700 unità consegnate nel 2018 su un totale di 137.500, quasi una SUPERB su tre viene venduta nel più grande mercato unico di Skoda. La Germania è stata il secondo mercato più grande per Superb, con 19.200 veicoli. Tra il 2001 e la fine del primo trimestre di quest’anno, sono state prodotte in totale ben 1.280.600 Superb.

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Mondiale F1 2019 – GP Messico: gli orari TV su Sky e TV8

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Credits: Charles Coates/Getty Images

Il GP del Messico a Città del Messico – diciottesima tappa del Mondiale F1 2019 – sarà trasmesso in diretta su Sky e in differita su TV8 (di seguito troverete gli orari TV).

Lewis Hamilton domenica può aggiudicarsi il sesto titolo iridato con tre gare di anticipo ma dovrà fare 14 punti più del compagno Valtteri Bottas, un’impresa non semplice. Il pilota britannico dovrà innanzitutto vincere, sperare in un piazzamento fuori dal podio da parte del finlandese e ottenere il punto bonus del giro veloce in caso di quarta piazza del coéquipier scandinavo.

F1 Grand Prix of Japan – Qualifying

Credits: Mark Thompson/Getty Images

F1 Grand Prix of Japan

Credits: Charles Coates/Getty Images

F1 Grand Prix of Japan

Credits: Dan Istitene/Getty Images

F1 Grand Prix of Japan

Credits: Charles Coates/Getty Images

F1 Grand Prix of Japan – Practice

Credits: Dan Istitene/Getty Images

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F1 2019 – GP Messico: cosa aspettarsi

Il circuito di Città del Messico non sembra molto adatto alle Mercedes a causa dei due lunghi rettilinei favorevoli alle Ferrari e dell’altitudine (oltre 2.000 metri) che potrebbe premiare le Red Bull. Va detto, però, che la pioggia prevista per domenica potrebbe scombussolare la corsa.

Dal 2015 (anno in cui il GP del Messico è tornato nel calendario del Mondiale F1) chi vince qui non conquista il titolo a fine stagione e negli ultimi trent’anni – per un totale di otto edizioni – solo Alain Prost nel 1990 (ultimo trionfo Ferrari) è stato capace di trionfare da queste parti senza scattare dalla prima fila. Di seguito troverete il calendario del Gran Premio del Messico, gli orari TV su Sky e TV8 e il nostro pronostico.

F1 2019 – Città del Messico, il calendario e gli orari TV su Sky e TV8
Venerdì 25 ottobre 2019
Prove libere 1 17:00-18:30 (diretta su Sky Sport F1)
Prove libere 2 21:00-22:30 (diretta su Sky Sport F1)
Sabato 26 ottobre 2019
Prove libere 3 17:00-18:00 (diretta su Sky Sport F1)
Qualifiche 20:00-21:00 (diretta su Sky Sport F1, differita alle 21:15 su TV8)
Domenica 27 ottobre 2019
Gara 20:10 (diretta su Sky Sport F1, differita alle 21:30 su TV8)

F1 – I numeri del GP del Messico
LUNGHEZZA CIRCUITO 4.304 m
GIRI 71
RECORD IN PROVA Daniel Ricciardo (Red Bull RB14) – 1’14”759 – 2018
RECORD IN GARA Valtteri Bottas (Mercedes F1 W09 EQ Power +) – 1’18”741 – 2018
RECORD DISTANZA Max Verstappen (Red Bull RB13) – 1h36’26”552 – 2017

F1 – Il pronostico del GP del Messico 2019

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1° Lewis Hamilton (Mercedes)

Lewis Hamilton ha vinto solo una volta il GP del Messico (nel 2016, anno dell’ultimo podio e dell’ultima pole) e secondo noi non festeggerà qui il sesto Mondiale F1.

Reduce da cinque piazzamenti in “top 3” nelle ultime sei corse, guida una Mercedes che non ama particolarmente questo tracciato. In condizioni normali non lo considereremmo favorito ma con la pioggia sì.

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2° Valtteri Bottas (Mercedes)

A Valtteri Bottas basta un podio per continuare a “sperare” nel Mondiale F1 2019 (saldamente nelle mani del compagno di scuderia) e a nostro avviso riuscirà a ottenere un posto in “top 3” in Messico. Qui non ha mai trionfato e non ha mai conquistato la prima fila in griglia ma può vantare un secondo e un terzo posto.

Dopo aver vinto in Giappone e dopo aver portato a casa quattro podi negli ultimi cinque GP vuole (e può) proseguire questa striscia di risultati importanti. A patto che piova: in caso contrario prepariamoci a vedere una Mercedes inferiore alla Ferrari.

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3° Max Verstappen (Red Bull)

Max Verstappen è temuto da tutti: nelle ultime due edizioni del GP del Messico il pilota olandese ha infatti portato a casa due vittorie e due prime file in griglia.

Il giovane talento della Red Bull vuole riconquistare un podio che manca da un mese e ha tutte le carte in regola per riuscirci.

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Da tenere d’occhio: Sebastian Vettel (Ferrari)

Secondo i bookmaker Leclerc è il favorito del GP del Messico ma secondo noi Sebastian Vettel farà meglio: il driver tedesco ha molta più esperienza (fondamentale su questo tracciato) e sulla pioggia è più veloce.

Il quattro volte campione del mondo è in un ottimo stato di forma – due podi nelle ultime tre gare – mentre per quanto riguarda i precedenti a Città del Messico segnaliamo un secondo posto lo scorso anno e una pole position due anni fa.

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La squadra da seguire: Mercedes

Dopo due vittorie e il sesto Mondiale F1 Costruttori in tasca la Mercedes ha già la certezza di aver conquistato anche il titolo iridato Piloti, resta solo da capire con chi (vi diamo un suggerimento: Hamilton).

Le frecce d’argento non vincono in Messico e non ottengono la prima fila in griglia da due anni ma potrebbero sfruttare la pioggia per dominare anche su un circuito poco “amico”.

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Chevrolet El Camino, la storia

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Auto o pick-up? La Chevrolet El Camino è stata un’unione tra queste due tipologie di vetture, degna rappresentante del segmento degli ute molto amato fino a qualche tempo fa soprattutto dagli australiani.

Di seguito troverete la storia della Chevrolet El Camino, l’auto protagonista del film di Breaking Bad.

Le evoluzioni del modello
Prima generazione 1959
Seconda generazione 1964
Terza generazione 1968
Quarta generazione 1973
Quinta generazione 1978

Chevrolet El Camino prima generazione (1959)

In breve
Anno di debutto 1959
Durata generazione 1 anno

La prima generazione della Chevrolet El Camino nasce nel 1959 come risposta della General Motors alla Ford Ranchero svelata due anni prima.

Un’automobile caratterizzata da un ampio cassone posteriore dotata di motori a sei cilindri in linea e V8 con cilindrate comprese tra 3,9 e 5,7 litri. La produzione termina già nel 1960 a causa dei deludenti risultati di vendita.

Chevrolet El Camino seconda generazione (1964)

In breve
Anno di debutto 1964
Durata generazione 3 anni

Chevrolet ci riprova nel 1964 con la seconda generazione della El Camino: un modello più compatto con una gamma motori al lancio composta da unità da 3,2 a 4,6 litri.

I propulsori più grossi arrivano dopo: nel 1965 debutta il 5.4 V8 mentre l’anno seguente è la volta di un 6.5, sempre a otto cilindri.

Chevrolet El Camino terza generazione (1968)

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In breve
Anno di debutto 1968
Durata generazione 4 anni

La terza generazione della Chevrolet El Camino vede la luce nel 1968, è sviluppata sulla stessa piattaforma dell’antenata ma presenta dimensioni esterne più ingombranti.

I motori? Da 3,8 a 7,4 litri di cilindrata.

Chevrolet El Camino quarta generazione (1973)

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In breve
Anno di debutto 1973
Durata generazione 4 anni

La quarta generazione è la Chevrolet El Camino più grande di sempre.

Nata nel 1973, ospita sotto il cofano motori da 4,1 a 7,4 litri.

Chevrolet El Camino quinta generazione (1978)

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In breve
Anno di debutto 1978
Durata generazione 9 anni

La quinta generazione della Chevrolet El Camino – svelata nel 1978 – è la protagonista del film di Breaking Bad.

La gamma motori – composta da unità da 3,3 a 5,7 litri – presenta due novità interessanti: la sparizione dei sei cilindri in linea (rimpiazzati da V6) e il debutto di un propulsore diesel (un 5.7 V8).

L’articolo Chevrolet El Camino, la storia proviene da Icon Wheels.

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F1 2019 – Bottas vince il GP del Giappone, sesto Mondiale consecutivo per la Mercedes

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Credits: Photo by Dan Istitene/Getty Images

Valtteri Bottas ha vinto il GP del Giappone a Suzuka: un successo che – unito al terzo posto di Lewis Hamilton – ha permesso alla Mercedes di conquistare il Mondiale F1 2019 Costruttori (il sesto consecutivo) con quattro gare di anticipo.

F1 Grand Prix of Japan

Credits: Photo by Mark Thompson/Getty Images

F1 Grand Prix of Japan

Credits: Photo by Dan Istitene/Getty Images

F1 Grand Prix of Japan

Credits: Photo by Mark Thompson/Getty Images

F1 Grand Prix of Japan

Credits: Photo by Dan Istitene/Getty Images

F1 Grand Prix of Japan

Credits: Photo by Mark Thompson/Getty Images

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La Ferrari? Alti e bassi. Sebastian Vettel ha tagliato il traguardo in seconda posizione dopo aver ottenuto la pole poche ore prima – le qualifiche sono state spostate dal sabato alla domenica mattina a causa del tifone Hagibis – mentre Charles Leclerc ha chiuso in settima piazza e ha ricevuto una penalità di 15 secondi (5 per aver rovinato la gara di Max Verstappen e 10 per aver continuato a girare in pista con la monoposto danneggiata).

Mondiale F1 2019 – GP Giappone: le pagelle

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Valtteri Bottas (Mercedes)

Valtteri Bottas – tornato al successo dopo quasi sei mesi e reduce dal quarto podio negli ultimi cinque GP – è rimasto l’unico pilota che teoricamente può soffiare a Hamilton il Mondiale F1 2019.

Un evento che ovviamente non si verificherà…

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Lewis Hamilton (Mercedes)

Specchietto retrovisore rotto da un pezzo perso dalla monoposto di Leclerc e una gestione non ottimale delle gomme e dei pit-stop (la seconda sosta non era necessaria): Lewis Hamilton ha fatto il possibile nel GP del Giappone ma si è dovuto accontentare del terzo posto per motivi indipendenti dalla sua volontà.

Il cinque volte campione del mondo (in attesa del sesto titolo iridato e con cinque podi conquistati negli ultimi sei Gran Premi) ha sbagliato solo in due occasioni: nella partenza non perfetta e nel finale, quando non è riuscito a superare Vettel.

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Sebastian Vettel (Ferrari)

Sebastian Vettel aveva bisogno di un risultato importante e lo ha ottenuto a Suzuka, portando a casa il secondo podio negli ultimi tre Gran Premi e raggiungendo Verstappen in quarta posizione nella classifica del Mondiale F1 2019.

Dopo aver conquistato la pole position a sorpresa ha rovinato tutto al via sbagliando i tempi e rischiando addirittura la penalizzazione per falsa partenza. Il pilota tedesco si è riscattato nel finale con un’ottima difesa dagli attacchi di Hamilton.

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Charles Leclerc (Ferrari)

Un GP del Giappone da dimenticare per Charles Leclerc: a Suzuka il pilota monegasco ha interrotto la striscia che lo vedeva sul podio da quattro Gran Premi consecutivi.

Al via ha mandato in testacoda Verstappen ed è rimasto in pista più del necessario con la monoposto danneggiata perdendo pezzi che hanno colpito in due occasioni la vettura di Hamilton.

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Mercedes

Sesto Mondiale Costruttori consecutivo per la Mercedes: eguagliato il record della Ferrari tra il 1999 e il 2004.

Anche nel 2019 le frecce d’argento hanno dominato a Suzuka: sesta vittoria e cinque gare con entrambe le monoposto in “top 3” negli ultimi sei anni.

Mondiale F1 2019 – I risultati del GP del Giappone

Prove libere 1

1 Valtteri Bottas (Mercedes) 1:28.731
2 Lewis Hamilton (Mercedes) 1:28.807
3 Sebastian Vettel (Ferrari) 1:29.720
4 Charles Leclerc (Ferrari) 1:29.912
5 Max Verstappen (Red Bull) 1:30.046

Prove libere 2

1 Valtteri Bottas (Mercedes) 1:27.785
2 Lewis Hamilton (Mercedes) 1:27.885
3 Max Verstappen (Red Bull) 1:28.066
4 Charles Leclerc (Ferrari) 1:28.141
5 Sebastian Vettel (Ferrari) 1:28.376

Qualifiche

1 Sebastian Vettel (Ferrari) 1:27.064
2 Charles Leclerc (Ferrari) 1:27.253
3 Valtteri Bottas (Mercedes) 1:27.293
4 Lewis Hamilton (Mercedes) 1:27.302
5 Max Verstappen (Red Bull) 1:27.851

Le classifiche
La classifica del GP del Giappone 2019
Valtteri Bottas (Mercedes) 1h21:46.755
Sebastian Vettel (Ferrari) + 13,3 s
Lewis Hamilton (Mercedes) + 13,9 s
Alexander Albon (Red Bull) + 59,5 s
Carlos Sainz Jr. (McLaren) + 1:09,1 s
Classifica Mondiale Piloti
Lewis Hamilton (Mercedes) 338 punti
Valtteri Bottas (Mercedes) 274 punti
Charles Leclerc (Ferrari) 221 punti
Sebastian Vettel (Ferrari) 212 punti
Max Verstappen (Red Bull) 212 punti
Classifica Mondiale Costruttori
Mercedes 612 punti
Ferrari 433 punti
Red Bull-Honda 323 punti
McLaren-Renault 111 punti
Renault 77 punti

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Tra un mese debutta la prima elettrica di Volvo

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Il prossimo mese segnerà per Volvo il primo vero passo verso l’elettrificazione totale. La Casa svedese presenterà in anteprima mondiale l’inedita versione EV, 100% elettrica, della SUV compatta XC40. E visto che ormai l’auto elettrica non è più una novità, Volvo punterà come da tradizione, a differenziarsi dalla concorrenza per uno dei suoi pilastri portanti di tutta la gamma: la sicurezza.

Malin Ekholm, responsabile della sicurezza di Volvo Cars, ha dichiarato a tal proposito:

“Indipendentemente dall’unità che consente a un’auto di muoversi, che si tratti di un motore elettrico o a combustione interna, una Volvo deve comunque garantire la massima sicurezza. La XC40 a trazione esclusivamente elettrica sarà una delle vetture più sicure mai costruite dalla Casa. I principi fondamentali in fatto di sicurezza su cui si basa questo modello sono gli stessi che caratterizzano qualsiasi altra Volvo. Un’automobile deve essere progettata per garantire la sicurezza delle persone che sono a bordo,”

 

Nonostante la nuova Volvo XC40 elettrica condivida gli eccellenti standard di sicurezza delle versioni con motori termici, gli ingegneri di Volvo Cars hanno dovuto riprogettare completamente e rinforzare la struttura anteriore per ovviare all’assenza di un blocco motore, così da soddisfare i rigorosi requisiti di Volvo Cars e garantire ai passeggeri un livello di sicurezza pari a quello offerto da qualsiasi altra Volvo.

Per proteggere i passeggeri e mantenere intatta la batteria in caso incidente, Volvo Cars ha inoltre messo a punto una nuova ed esclusiva ‘gabbia’ di sicurezza sia per i passeggeri sia per la batteria sulla. Questa è infatti da una scocca di sicurezza costituita da un telaio di alluminio estruso e inserita al centro della struttura della carrozzeria della vettura, così da creare una zona deformabile incorporata intorno alla batteria.

La scocca della vettura non è stata rinforzata soltanto anteriormente, ma anche nella sezione posteriore. Qui il propulsore elettrico è stato integrato nella struttura della carrozzeria per assicurare una migliore ripartizione delle forze d’impatto verso l’esterno dell’abitacolo e ridurre quindi gli effetti di un eventuale impatto sulle persone a bordo dell’auto.

La nuova Volvo XC40 con alimentazione a batteria introduce nuove soluzioni tecnologiche anche per quanto riguarda i sistemi di sicurezza attiva. È il primo modello Volvo equipaggiato con la nuova piattaforma di sistemi di assistenza alla guida ADAS (Advanced Driver Assistance System) con software sviluppato da Zenuity, la joint-venture creata da Volvo Cars e Veoneer. La nuova piattaforma ADAS è un sistema di sicurezza attiva moderno, costituito da una serie di radar, videocamere e sensori a ultrasuoni. La sua natura scalabile consente ulteriori sviluppi e ottimizzazioni del sistema e il suo impiego come base per la futura introduzione della tecnologia di guida autonoma.


Foto

Volvo XC40

La Volvo XC40 è una SUV compatta svedese disponibile a trazione anteriore o integrale vincitrice del premio Auto dell’Anno 2018

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