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Heikki Kovalainen: dalle stalle alle stelle

Heikki Kovalainen ha la possibilità di dare una svolta alla propria carriera in F1. Il driver finlandese – ex giovane talento diventato in breve tempo una delusione – fino a due settimane fa era terzo pilota  della scuderia peggiore del Mondiale F1 2013 (la Caterham) ma ora, complice l’operazione alla schiena a cui dovrà sottoporsi Kimi Räikkönen, sostituirà il connazionale negli USA e in Brasile alla guida di una delle monoposto più in forma del Circus: la Lotus.Difficilmente le sue prestazioni gli garantiranno un posto da titolare il prossimo anno nella più importante manifestazione sportiva automobilistica, facilmente si impegnerà per riscattare una serie di stagioni sottotono nelle quali ha dato meno di quanto ha ricevuto. Scopriamo insieme la sua storia.Heikki Kovalainen: la biografiaHeikki Kovalainen nasce a Suomussalmi (Finlandia) il 19 ottobre 1981 e inizia a farsi notare con i kart negli anni Novanta.La Formula Renault e la Formula 3Il debutto con le monoposto risale al 2001 nel campionato britannico di Formula Renault 2000 ma le prime grandi soddisfazioni arrivano l’anno seguente in Formula 3: termina al terzo posto il campionato britannico e arriva secondo nel prestigioso GP di Macao. In entrambi i casi, però, i rivali non sono particolarmente forti.Le World Series by Nissan, la Race of Champions e la GP2Heikki Kovalainen si fa notare nel mondo del motorsport quando nel 2003 inizia a cimentarsi nelle World Series by Nissan: diventa vicecampione e l’anno seguente si aggiudica il titolo davanti al portoghese Thiago Monteiro. Nello stesso anno conquista a sorpresa la Race of Champions superando in finale nientepopodimeno che Michael Schumacher.Nel 2005 viene promosso in GP2 e nella stagione d’esordio termina al secondo posto in classifica generale dietro ad un certo Nico Rosberg.La F1Gli ottimi risultati ottenuti nell’ultimo biennio garantiscono ad Heikki Kovalainen un posto in F1. Nel 2006 viene nominato test-driver dalla Renault e l’anno seguente è promosso a pilota titolare al posto di Fernando Alonso, passato alla McLaren.La prima stagione nel Circus, nel 2007, si rivela ricca di soddisfazioni: costantemente più veloce del compagno Giancarlo Fisichella, riesce ad ottenere il primo podio in carriera grazie ad un secondo posto in Giappone e termina 7° in classifica assoluta.La McLarenHeikki Kovalainen si trasferisce in McLaren nel 2008, ancora una volta per prendere il posto di Alonso (tornato nella scuderia francese). Ottiene la prima (e finora unica) vittoria in Ungheria, porta a casa altri due podi e termina nuovamente al 7° posto in classifica generale ma la situazione non è più così rosea come l’anno prima visto che il compagno Lewis Hamilton, con la stessa vettura, si aggiudica il titolo.Dopo la stagione migliore della sua vita nel 2009 inizia il declino: surclassato nuovamente dal coéquipier Hamilton, non sale neanche una volta sul podio e chiude il Mondiale al 12° posto.La LotusHeikki Kovalainen, appiedato dalla McLaren, trova un sedile nel 2010 alla Lotus, scuderia tornata alle corse proprio quell’anno. La monoposto è tutt’altro che competitiva ma i suoi risultati (12° in Giappone) sono migliori di quelli del compagno Jarno Trulli. La situazione si inverte nel 2011, quando il miglior piazzamento in gara è un misero 13° posto in Italia.La CaterhamLa Lotus cambia nome in Caterham e Heikki si ritrova un nuovo compagno di squadra: Vitaly Petrov. Il russo, pur essendo un pilota pagante, si sbarazza senza particolari problemi del driver finnico (due 13° posti a Monte Carlo e Abu Dhabi), che viene retrocesso al ruolo di terza guida per il 2013.Il “ritorno” in LotusLa Lotus che guiderà Heikki Kovalainen negli ultimi due GP del 2013 non ha niente a che vedere con il team per cui il pilota finlandese ha corso nel 2010 e nel 2011. Piuttosto le somiglianze maggiori sono con la squadra che lo ha accolto per prima nel Circus: la Renault. Riuscirà a fare meglio del coéquipier Romain Grosjean?

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Mondiale F1 2013 – Il punto dopo il GP degli USA, Vettel eroico

Ancora un record per Sebastian Vettel: conquistando il GP degli USA il vincitore del Mondiale F1 2013 ha portato a otto il numero di successi consecutivi cancellando il precedente record di sette gradini più alti del podio di seguito ottenuti da Alberto Ascari e Michael Schumacher.In una gara estremamente noiosa dominata dal quattro volte iridato la Ferrari si è dovuta accontentare del quinto posto di Fernando Alonso (un piazzamento miracoloso se si considera lo stato di forma della Rossa) e del tredicesimo di Felipe Massa. Il secondo posto nel Mondiale Costruttori, attualmente nelle mani della Mercedes, è ora lontano 15 punti: un distacco difficile da colmare nell’unico GP che resta, quello del Brasile (in programma domenica prossima).La gara in cinque punti1) Sebastian Vettel ha sempre più fame di record: ha vinto per l’ottava volta di seguito, è salito per la prima volta sul gradino più alto del podio negli USA e in Brasile cercherà di eguagliare un altro primato importante – quello dei successi in un anno (13) – attualmente nelle mani di Schumy.2) Grazie al terzo podio negli ultimi quattro GP Mark Webber sta seriamente pensando di puntare al terzo posto nel Mondiale (traguardo già raggiunto nel 2010 e nel 2011). Sarebbe per lui un modo eccellente di chiudere la propria carriera nel Circus.3) Anche Romain Grosjean – come Webber – sta mostrando in questo periodo una continuità impressionante: per il driver francese si tratta infatti del quarto podio nelle ultime cinque gare. Ha ottenuto un fantastico secondo posto – il secondo in carriera dopo quello di Canada 2012 (a quanto pare si trova particolarmente bene in Nord America) – con una partenza fenomenale, che gli ha permesso di sbarazzarsi rapidamente di Webber.4) Sarà veramente dura per Lewis Hamilton – ieri quarto al traguardo, piazzamento che ha permesso alla sua Mercedes di allungare sulla Ferrari nella classifica Costruttori – difendere il terzo posto nel Mondiale Piloti dagli attacchi di Webber. Ad Austin – come in tutti gli ultimi GP – la Red Bull si è dimostrata nettamente superiore.5) Non troviamo più parole per descrivere la forza della Red Bull: dallo scorso 12 maggio almeno un pilota del team austriaco sale sul podio. Le altre scuderie, coscienti della superiorità della squadra quattro volte iridata, non possono fare altro che accontentarsi di qualche piazzamento importante.I risultati del GP degli USA 2013Prove libere 1
1 Fernando Alonso (Ferrari)  1:38.343
2 Jenson Button (McLaren)  1:38.371
3 Valtteri Bottas (Williams)  1:38.388
4 Esteban Gutierrez (Sauber) 1:38.5325 Nico Rosberg (Mercedes)  1:38.657Prove libere 2
1 Sebastian Vettel (Red Bull) 1:37.305
2 Mark Webber (Red Bull)  1:37.420
3 Nico Rosberg (Mercedes)  1:37.785
4 Lewis Hamilton (Mercedes) 1:37.9585 Heikki Kovalainen (Lotus)  1:38.073Prove libere 3
1 Sebastian Vettel (Red Bull) 1:36.733
2 Mark Webber (Red Bull)  1:36.936
3 Lewis Hamilton (Mercedes) 1:37.064
4 Nico Hulkenberg (Sauber)  1:37.2725 Romain Grosjean (Lotus)  1:37.345Qualifiche
1 Sebastian Vettel (Red Bull) 1:36.338
2 Mark Webber (Red Bull)  1:36.441
3 Romain Grosjean (Lotus)  1:37.155
4 Nico Hulkenberg (Sauber)  1:37.2965 Lewis Hamilton (Mercedes) 1:37.345Gara
1 Sebastian Vettel (Red Bull) 1:39:17.148
2 Romain Grosjean (Lotus)  + 6,2 sec
3 Mark Webber (Red Bull)  + 8,3 sec
4 Lewis Hamilton (Mercedes) + 27,3 sec5 Fernando Alonso (Ferrari)  + 29,5 secLe classifiche dopo il GP degli USA 2013Classifica Mondiale Piloti
1 SEBASTIAN VETTEL (RED BULL) 372 PUNTI (CAMPIONE DEL MONDO)
2 Fernando Alonso (Ferrari)   227 punti
3 Lewis Hamilton (Mercedes)  187 punti
4 Kimi Raikkonen (Lotus)   183 punti5 Mark Webber (Red Bull)   181 puntiClassifica Mondiale Costruttori
1 RED BULL-RENAULT   553 PUNTI (CAMPIONE DEL MONDO)
2 Mercedes      348 punti
3 Ferrari      333 punti
4 Lotus-Renault     315 punti5 McLaren-Mercedes    102 punti

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La storia della Ferrari in F1

La Ferrari non è solo la squadra più blasonata della storia della F1 ma anche la più vincente. La scuderia di Maranello ha infatti conquistato 16 Mondiali Costruttori e non vanno dimenticati gli altri 15 titoli iridati riservati ai piloti. Scopriamo insieme la storia della Rossa nel Circus.Ferrari: la storiaLa Ferrari debutta in F1 nella prima stagione del Circus – disputata nel 1950 – ma entra in scena solo al secondo GP, quello di Monte Carlo, portando a casa un secondo posto con Alberto Ascari. Nello stesso anno, in Italia, arriva un’altra “medaglia d’argento” con Dorino Serafini.Nel 1951 arriva – grazie all’argentino José Froilán González – la prima vittoria di sempre (in Gran Bretagna) ma i migliori risultati arrivano – ancora una volta – da Ascari, che sale per due volte sul gradino più alto del podio in Germania e in Italia.I primi MondialiIl primo Mondiale per la Ferrari arriva grazie alle cinque vittorie consecutive di Ascari (Belgio, Francia, Gran Bretagna, Olanda e Italia). Degno di nota anche il successo di Piero Taruffi nella prima prova stagionale in Svizzera.Ascari si ripete nel 1953 salendo per altre cinque volte sul gradino più alto del podio (Argentina, Olanda, Belgio, Gran Bretagna e Svizzera) mentre i compagni di squadra Mike Hawthorn (primo in Francia) e Giuseppe Farina (davanti a tutti in Germania) si devono accontentare di una vittoria a testa.Nel 1954 e nel 1955 la Ferrari deve fare i conti con le fortissime Mercedes: non porta a casa nessun titolo ma riesce ad ottenere due vittorie il primo anno (González in Gran Bretagna e Hawthorn in Spagna) e un successo a Monte Carlo l’anno successivo con Maurice Trintignant.I titoli di Fangio e HawthornIn seguito alla morte di Ascari nel 1955 la Lancia si ritira dalle corse e cede al Cavallino tutto il materiale, compresa la monoposto D50. Al volante di questa vettura l’argentino Juan Manuel Fangio conquista il Mondiale 1956 grazie a tre successi in Argentina (in coppia con Luigi Musso), in Gran Bretagna e in Germania mentre il britannico Peter Collins ottiene il primo posto in Belgio e in Francia.Il 1957 è un anno senza vittorie per la Ferrari – tre secondi posti (due con Musso in Francia e Gran Bretagna e uno con Hawthorn in Germania) – contraddistinto dalla morte di Eugenio Castellotti a Modena durante un test con la Rossa. Nel 1958 arriva un altro titolo piloti proprio con Hawthorn, a cui basta una sola vittoria (lo stesso numero di successi fatto registrare dal coéquipier Collins, primo in Gran Bretagna e scomparso nella gara seguente sul circuito del Nürburgring) in Francia – in concomitanza con il decesso di un altro ferrarista, Musso, per surclassare i rivali.Nel 1959 la Rossa vince due GP con il britannico Tony Brooks in Francia e in Germania ma si può fare ben poco contro le fortissime Cooper. Idem nel 1960, anno in cui arriva un solo successo – in Italia – grazie allo statunitense Phil Hill.Il primo Mondiale CostruttoriIl primo Mondiale Costruttori (campionato nato nel 1958) per la Ferrari arriva nel 1961: merito di Hill, che diventa anche iridato tra i Piloti con due successi in Belgio e in Italia. In questo GP perde la vita il suo compagno di scuderia, il tedesco Wolfgang von Trips, anche lui salito due volte sul gradino più alto del podio in quella stagione (Olanda e Gran Bretagna).Alla fine della stagione Giotto Bizzarrini, Carlo Chiti e Romolo Tavoni abbandonano la scuderia di Maranello in seguito ad una lite con Enzo Ferrari: il team soffre nel 1962 (nessuna vittoria e secondo posto di Hill a Monte Carlo) ma si riprende già l’anno dopo con il successo del britannico John Surtees in Germania.L’iride di Surtees e il declinoNel 1964 la Ferrari conquista nuovamente il Mondiale Costruttori e quello Piloti con Surtees (vincitore in Germania e in Italia). Da non sottovalutare, inoltre, il successo di Lorenzo Bandini in Austria.Da quell’anno comincia un lungo digiuno per la Rossa: un decennio ricco di vittorie ma purtroppo povero di titoli iridati. Nel 1965 i migliori piazzamenti arrivano dai due secondi posti di Surtees (Sudafrica) e Bandini (Monte Carlo) mentre nel 1966 la scuderia di Maranello torna sul gradino più alto del podio con Surtees (Belgio) e Scarfiotti (Italia).La Ferrari non ottiene vittorie nel 1967 – quattro terzi posti a Monte Carlo (GP in cui perde la vita Bandini), in Belgio, in Gran Bretagna e in Germania con il neozelandese Chris Amon – e nel 1968 arriva un successo con il belga Jacky Ickx in Francia. Il 1969 è un’altra annata deludente, salvata solo in parte dal terzo posto di Amon in Olanda.Gli anni SettantaAll’inizio degli anni Settanta la Rossa torna ad essere competitiva e ottiene tre vittorie nel 1970 con Ickx (Austria, Canada e Messico) e una, in Italia, con lo svizzero Clay Regazzoni. L’anno seguente lo statunitense Mario Andretti (in Sudafrica) e Ickx (In Olanda) portano a casa un successo a testa e il belga si ripete nel 1972 in Germania.Il 1973 è un’annata povera di soddisfazioni per la Ferrari – due quarti posti (Brasile e Sudafrica) con Arturo Merzario e uno, in Argentina, con Ickx – che per la prima volta nella storia non sale sul podio almeno una volta in una stagione ma il riscatto arriva nel 1974 con le due vittorie dell’austriaco Niki Lauda.L’era LaudaNel 1975 – dopo un digiuno di ben undici anni – la Ferrari torna a vincere il Mondiale Costruttori e quello piloti con Lauda. Il driver austriaco con cinque successi (Monte Carlo, Belgio, Svezia, Francia e USA) surclassa il compagno Regazzoni (primo in Italia). L’anno seguente – stagione raccontata nel film Rush e contraddistinta dallo spaventoso incidente di Lauda al Nürburgring – il Cavallino conquista nuovamente il titolo Marche (merito dei cinque successi di Niki in Brasile, Sudafrica, Belgio, Monte Carlo e Gran Bretagna e del gradino più alto del podio ottenuto da Regazzoni nel GP degli USA Ovest).Nel 1977 il Cavallino ottiene la doppietta mondiale: Lauda bissa il titolo con tre vittorie (Sudafrica, Germania, Olanda) e l’argentino Carlos Reutemann prevale in Brasile. L’anno seguente il driver sudamericano ottiene quattro successi (Brasile, USA Ovest, Gran Bretagna, USA) e il coéquipier canadese Gilles Villeneuve sale sul gradino più alto del podio nel GP di casa.Arriva ScheckterIl sudafricano Jody Scheckter debutta alla grande in Ferrari: vince tre corse (Belgio, Monte Carlo e Italia) e il Mondiale Piloti e permette alla scuderia di Maranello di portare a casa il titolo Costruttori grazie anche ai tre successi (Sudafrica, USA Ovest e USA) del collega Villeneuve.Il 1980 è l’anno peggiore nella storia della Rossa: la monoposto basata su quella iridata dell’anno prima non è competitiva e non riesce a fare meglio del quinto posto (ottenuto per due volte con Villeneuve a Monte Carlo e in Canada e una con Scheckter nel GP degli USA Ovest).Le vittorie e i drammiLa Ferrari si riprende nel 1981 con i due successi di Villeneuve a Monte Carlo e in Spagna ma nel 1982 il team è sconvolto dalla morte di Gilles in Belgio. Il compagno di squadra – il francese Didier Pironi – conquista il GP di San Marino e quello d’Olanda ma termina la propria carriera dopo un pauroso incidente in Germania. Il Mondiale Piloti sfugge, quello Costruttori no: merito anche della vittoria – proprio in terra teutonica – del transalpino Patrick Tambay.L’anno seguente arriva ancora il titolo Costruttori con il francese René Arnoux (tre vittorie: Canada, Germania e Olanda) e Tambay (primo a San Marino).Il ritorno di un pilota italianoA undici anni di distanza da Merzario un altro pilota italiano viene chiamato in Ferrari: Michele Alboreto esordisce bene vincendo in Belgio e sfiora il titolo l’anno seguente con altri due successi in Canada e in Germania.Nel 1986 non arrivano vittorie per la Rossa (Alboreto 2° in Austria) mentre nel 1987 e nel 1988 (anno della morte di Enzo Ferrari) gli unici successi arrivano dall’austriaco Gerhard Berger: il primo anno prevale in Giappone e in Australia e nel secondo domina in Italia.L’era della tecnologiaIl 1989 è un anno importante per la Ferrari, che lancia per la prima volta un cambio semiautomatico a sette marce comandato dal pilota attraverso due palette. La monoposto ottiene tre vittorie: due con il britannico Nigel Mansell (Brasile e Ungheria) e una con Berger in Portogallo.L’arrivo di Alain Prost migliora i risultati ma non abbastanza per conquistare il titolo: il driver transalpino sale per cinque volte sul gradino più alto del podio (Brasile, Messico, Francia, Gran Bretagna e Spagna), un solo successo (in Portogallo) per Mansell.Il triennio buio e il ritorno al successoNel 1991 la Ferrari non conquista neanche una vittoria (tre secondi posti per Prost negli USA, in Francia e in Spagna) e non riesce a salire sul gradino più alto del podio nemmeno nel 1992 (due terzi posti del francese Jean Alesi in Spagna e Canada) e nel 1993 (2° posto di Alesi in Italia). La Rossa torna a vincere nel 1994 con Berger in Germania e si ripete l’anno seguente in Canada con Alesi.L’era SchumacherMichael Schumacher sbarca a Maranello nel 1996 e nonostante una vettura poco veloce riesce a conquistare tre vittorie (Spagna, Belgio e Italia). La situazione migliora di anno in anno: nel 1997 arrivano cinque successi (Monte Carlo, Canada, Francia, Belgio e Giappone) e nel 1998 ce ne sono sei (Argentina, Canada, Francia, Gran Bretagna, Ungheria e Italia).La Ferrari torna a vincere il Mondiale Costruttori nel 1999, anno in cui Schumacher – dopo due vittorie a San Marino e a Monte Carlo – si frattura la gamba destra. Il compagno britannico Eddie Irvine rischia addirittura di ottenere il titolo Piloti e si prende numerose soddisfazioni conquistando quattro successi (Australia, Austria, Germania e Malesia).Nel 2000 – dopo ben 21 anni di digiuno – la Rossa torna a vincere anche il Mondiale Piloti con Schumy (9 vittorie: Australia, Brasile, San Marino, Europa, Canada, Italia, USA, Giappone e Malesia) e bissa il campionato Costruttori grazie anche al successo dello scudiero brasiliano Rubens Barrichello in Germania. L’anno seguente il titolo è nuovamente doppio ma stavolta tutto il merito va a Michael e alle sue undici vittorie (Australia, Brasile, San Marino, Spagna, Austria, Canada, Gran Bretagna, Francia, Germania, Belgio, Giappone).La striscia di vittorie iridate della Ferrari continua senza sosta: nel 2003 arrivano sei successi di Schumacher (San Marino, Spagna, Austria, Canada, Italia e USA) e due di Barrichello (Gran Bretagna e Giappone), nel 2004 il driver brasiliano sale nuovamente due volte sul gradino più alto del podio (Italia e Cina) mentre Michael addirittura tredici (Australia, Malesia, Bahrein, San Marino, Spagna, Europa, Canada, USA, Francia, Gran Bretagna, Germania, Ungheria, Giappone).Nel 2005 il dominio Ferrari termina: Schumacher vince solo un GP negli USA (in una gara con sole sei vetture al via). L’anno successivo la situazione migliora: sette vittorie di Michael (San Marino, Europa, USA, Francia, Germania, Italia e Cina) e due del nuovo compagno di squadra brasiliano Felipe Massa (Turchia e Brasile).Gli ultimi MondialiL’ultimo Mondiale Piloti della Ferrari risale al 2007 quando Kimi Räikkönen conquista il titolo al primo colpo con sei successi (Australia, Francia, Gran Bretagna, Belgio, Cina, Brasile). La scuderia di Maranello porta a casa anche il campionato Costruttori: merito delle tre vittorie (Bahrein, Spagna e Turchia) di Massa.Nel 2008 arriva un altro Mondiale Marche (due GP conquistati da Räikkönen) e Massa – sei vittorie (Bahrein, Turchia, Francia, Europa, Belgio e Brasile) – perde per un pelo il titolo.Gli ultimi anniLa stagione 2009 della Ferrari è molto sfortunata: durante le qualifiche del GP d’Ungheria Massa viene colpito alla testa da una molla persa dalla Brawn GP di Barrichello ed è costretto a saltare il resto della stagione, caratterizzata dall’unica vittoria di Räikkönen in Belgio.L’arrivo di Fernando Alonso migliora la situazione ma non porta alcun titolo: il driver spagnolo conquista cinque successi nel 2010 (Bahrein, Germania, Italia, Singapore, Corea del Sud), uno nel 2011 (Gran Bretagna), tre nel 2012 (Malesia, Europa e Germania) e due – per il momento – nel 2013 (Cina e Spagna).

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Mondiale F1 2013 – Il punto dopo il GP del Brasile, Vettel chiude in bellezza

Il Mondiale F1 2013 si chiude con un altro record (questa volta eguagliato) di Sebastian Vettel: il quattro volte iridato, vincendo il GP del Brasile, ha infatti ottenuto – come un certo Michael Schumacher nel 2004 – la bellezza di 13 successi stagionali.La gara – che ha visto l’addio di Mark Webber e dei motori V8 – non ha deluso gli appassionati (merito dei molti sorpassi). La Ferrari non è riuscita a sconfiggere la Mercedes e quindi ha dovuto accontentarsi (per la terza volta in quattro anni) della terza piazza nel Mondiale Costruttori. Sarà per l’anno prossimo.La gara in cinque punti1) Sebastian Vettel riesce a vincere anche quando è “umano”: ha tagliato il traguardo davanti a tutti nonostante una partenza tutt’altro che eccezionale e un errore dei suoi meccanici ai box che gli ha fatto perdere parecchio tempo. Impossibile non considerarlo uno dei migliori di sempre.2) Ci mancherà Mark Webber. Il fido scudiero di Vettel ha chiuso la stagione come terzo miglior pilota dell’anno e ha terminato la propria carriera togliendosi il casco e guidando senza nel giro di rientro subito dopo aver terminato la gara. Un gesto d’altri tempi che non si vedeva da almeno una ventina d’anni.3) Ottimo venerdì e sabato, meno in gara. Nico Rosberg è riuscito a beffare al via Vettel ma poi si è perso e non è riuscito a fare meglio del quinto posto.4) Una prova eccellente per Fernando Alonso: il pilota spagnolo non è solo il migliore (Vettel escluso) ma è stato l’unico quest’anno in grado di terminare il campionato davanti ad un driver della Red Bull.5) La Red Bull ha chiuso il 2013 con un errore ai box che solitamente capita ai team meno blasonati ma nonostante questo ha chiuso nuovamente con una doppietta (la quarta stagionale). Il prossimo anno l’aerodinamica (punto di forza della monoposto austriaca) conterà molto meno: il dominio continuerà?I risultati del GP del Brasile 2013Prove libere 1
1 Nico Rosberg (Mercedes)  1:24.781
2 Lewis Hamilton (Mercedes) 1:25.230
3 Sebastian Vettel (Red Bull) 1:25.387
4 Jenson Button (McLaren)  1:25.3915 Fernando Alonso (Ferrari)  1:25.593Prove libere 2
1 Nico Rosberg (Mercedes)  1:27.306
2 Sebastian Vettel (Red Bull) 1:27.531
3 Mark Webber (Red Bull)  1:27.592
4 Heikki Kovalainen (Lotus)  1:28.1295 Lewis Hamilton (Mercedes) 1:28.147Prove libere 3
1 Mark Webber (Red Bull)  1:27.891
2 Romain Grosjean (Lotus)  1:28.195
3 Heikki Kovalainen (Lotus)  1:28.595
4 Valtteri Bottas (Williams)  1:28.6005 Nico Hulkenberg (Sauber)  1:28.830Qualifiche
1 Sebastian Vettel (Red Bull) 1:26.479
2 Nico Rosberg (Mercedes)  1:27.102
3 Fernando Alonso (Ferrari)  1:27.539
4 Mark Webber (Red Bull)  1:27.5725 Lewis Hamilton (Mercedes) 1:27.677Gara
1 Sebastian Vettel (Red Bull) 1:32:36.300
2 Mark Webber (Red Bull)  + 10,4 sec
3 Fernando Alonso (Ferrari) + 18,9 sec
4 Jenson Button (McLaren) + 37,3 sec5 Nico Rosberg (Mercedes) + 39,0 secLe classifiche del Mondiale F1 2013Classifica Mondiale Piloti
1 SEBASTIAN VETTEL (RED BULL) 397 PUNTI (CAMPIONE DEL MONDO)
2 FERNANDO ALONSO (FERRARI) 242 PUNTI
3 MARK WEBBER (RED BULL)  199 PUNTI
4 LEWIS HAMILTON (MERCEDES) 189 PUNTI5 KIMI RAIKKONEN (LOTUS)  183 PUNTIClassifica Mondiale Costruttori
1 RED BULL-RENAULT   596 PUNTI (CAMPIONE DEL MONDO)
2 MERCEDES     360 PUNTI
3 FERRARI      354 PUNTI
4 LOTUS-RENAULT    315 PUNTI5 MCLAREN-MERCEDES   122 PUNTI

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Mondiale F1 2013 – GP USA: gli orari TV

Nonostante il Mondiale F1 2013 sia già deciso il GP degli USA presenta tanti spunti interessanti. Sebastian Vettel punta all’ottava vittoria consecutiva – sarebbe un record assoluto – in una gara caratterizzata dall’assenza di Kimi Räikkönen: il pilota finlandese salterà infatti le ultime due prove stagionali per operarsi alla schiena e il suo posto verrà preso temporaneamente dal connazionale Heikki Kovalainen.Questa settimana ha visto anche due notizie importanti riguardanti il “mercato” piloti: il prossimo anno, infatti, Felipe Massa correrà con la Williams mentre la McLaren si affiderà ad un giovane talento danese – Kevin Magnussen (classe 1992, vincitore quest’anno della Formula Renault 3.5 e figlio dell’ex driver del Circus Jan) – che prenderà il posto di Sergio Pérez.GP USA: cosa aspettarsiIl GP degli USA – penultima prova del Mondiale – si disputerà per la seconda volta sul circuito di Austin. Il tracciato texano, molto apprezzato dai piloti, è contraddistinto da numerosi tratti veloci (che mettono a dura prova le monoposto) ma la parte più suggestiva è quella iniziale, caratterizzata da un rettilineo in salita.Secondo le previsioni del tempo durante le qualifiche del sabato e la gara di domenica ci saranno nuvole. Di seguito troverete il calendario del Gran Premio con gli orari TV su Sky e sulla Rai mentre più avanti sarà la volta nel nostro pronostico sulla corsa degli USA.F1 2013, Austin, il calendario e gli orari in TVVenerdì 15 novembre 2013
16:00-17:30 Prove libere 1 (diretta su Rai Sport 1 e Sky Sport F1)20:00-21:30 Prove libere 2 (diretta su Rai Sport 1 e Sky Sport F1)Sabato 16 novembre 2013
16:00-17:00 Prove libere 3 (diretta su Rai Sport 1 e Sky Sport F1)19:00-20:00 Qualifiche (diretta su Rai Due e Sky Sport F1)Domenica 17 novembre 201320:00 Gara (diretta su Rai Due e Sky Sport F1)I numeri del GP degli USA
LUNGHEZZA CIRCUITO: 5,500 km
GIRI: 56
RECORD IN PROVA: Sebastian Vettel (Red Bull RB8) – 1’35”657 – 2012
RECORD IN GARA: Sebastian Vettel (Red Bull RB8) – 1’39”347 – 2012RECORD DISTANZA: Lewis Hamilton (McLaren MP4-27) – 1h35’55”269 – 2012GP USA 2013: il nostro pronostico1° Sebastian Vettel (Red Bull)Nessun pilota nella storia della F1 ha mai vinto otto GP di seguito: Sebastian Vettel ha, secondo noi, tutto quello che serve per realizzare questo record importantissimo.Il pilota tedesco della Red Bull è in uno stato di forma impressionante, guida la monoposto più veloce del lotto e lo scorso anno su questo tracciato ha ottenuto la pole position e il secondo posto in gara. Può bastare tutto questo per considerarlo ancora una volta il favorito assoluto?2° Fernando Alonso (Ferrari)Il forfait di Räikkönen ha tolto a Fernando Alonso il rivale più agguerrito nella lotta al “titolo” di vicecampione del mondo: l’unico ancora in corsa per il secondo posto nel Mondiale è Hamilton.A nostro avviso il pilota spagnolo può approfittare della crisi della Lotus e di un tracciato a lui favorevole (terzo lo scorso anno) per disputare una buona gara e per portare alla Ferrari i punti necessari per superare la Mercedes nella classifica Costruttori.3° Felipe Massa (Ferrari)Austin è un circuito adatto alle caratteristiche della Ferrari e Felipe Massa (quarto qui lo scorso anno) può puntare secondo noi ad un podio che manca da quasi un anno.La settimana scorsa al Mugello i tifosi della Rossa gli hanno dimostrato tanto affetto e ha un solo modo per ripagarli chiudendo in bellezza la propria carriera con il Cavallino: terminare in “top 3” e lavorare per portare il proprio team al secondo posto tra i Costruttori.Da tenere d’occhio: Mark Webber (Red Bull)Mark Webber continua ad essere veloce (due secondi posti nelle ultime tre gare) ma ha perso la continuità (tre volte fuori dai punti negli ultimi cinque GP).Il driver australiano ha già la testa altrove (alla Porsche, squadra con cui correrà il prossimo anno la 24 Ore di Le Mans) ma su questo circuito secondo noi può riscattare la delusione del 2012 (terzo in griglia e ritirato in gara per un problema all’alternatore).La squadra da seguire: Red BullUna vittoria di una Red Bull guidata da Vettel negli USA rappresenterebbe uno smacco per la Ferrari visto che verrebbe battuto il record di sette successi consecutivi appartenuto a due campioni della Rossa: Alberto Ascari e Michael Schumacher.Il Gran Premio nordamericano è l’unico – tra quelli in calendario – che manca nel palmarès della scuderia austriaca: salire sul gradino del podio qui è quindi praticamente d’obbligo per un team che ha già cannibalizzato la stagione.

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Red Bull, la scuderia di F1 che ti mette le ali

La Red Bull non ha una lunga esperienza in F1: dieci anni fa il team austriaco non esisteva nemmeno mentre ora ha già conquistato otto Mondiali (quattro Piloti con Sebastian Vettel e quattro Costruttori).La scuderia più forte di questo decennio è riuscita, nonostante la giovane età, a dominare gli ultimi campionati contro squadre più blasonate. Merito di uno dei driver più talentuosi di sempre e di un progettista eccezionale. Scopriamo insieme la sua storia.Red Bull: la storiaLa Red Bull nasce ufficialmente alla fine del 2004 quando l’azienda austriaca specializzata nella produzione di bevande energetiche acquista per un solo dollaro la scuderia Jaguar in crisi finanziaria. In cambio la società si impegna ad investire 400 milioni di dollari in tre stagioni.Vengono mantenuti i motori Cosworth e per il ruolo di team manager viene chiamato il britannico Christian Horner, fondatore del team di Formula 3000 Arden. L’esperto David Coulthard è la prima guida mentre nel ruolo di secondo pilota si alternano l’austriaco Christian Klien e il nostro Vitantonio Liuzzi.Il debutto in F1Il debutto in F1 della Red Bull è eccezionale: in Australia Coulthard (4°) e Klien (7°) vanno entrambi a punti e realizzano il miglior risultato stagionale per il team austriaco, che termina l’annata al 7° posto tra i Costruttori davanti alla Sauber.L’arrivo di Newey e il primo podioIl 2006 è un anno importante per la Red Bull: viene appiedato il deludente Liuzzi e arrivano i motori Ferrari. Ma la novità più importante riguarda l’ingaggio del geniale progettista Adrian Newey: negli anni Novanta le sue Williams e McLaren hanno conquistato sei titoli Mondiali Costruttori.La Red Bull termina nuovamente al 7° posto il campionato ma a Monte Carlo arriva il primo podio con Coulthard, terzo al traguardo.I motori RenaultNel 2007 inizia il lungo rapporto tra il team austriaco e la Renault (fornitrice di motori). Mark Webber prende il posto di Klien (rimpiazzato negli ultimi tre GP del 2006 dall’olandese Robert Doornbos) come seconda guida e ottiene un terzo posto al Nürburgring. Al termine della stagione la Red Bull è quinta nel Mondiale.L’anno seguente la situazione per la Red Bull non è delle migliori: arriva un altro terzo posto – in Canada – con Coulthard ma la stagione termina al 7° posto, addirittura dietro ai “cugini” della Toro Rosso.Arriva VettelCon l’arrivo del giovane talento Sebastian Vettel – capace di portare la Toro Rosso sul gradino più alto del podio a Monza nel 2008 (risultato fino a quel momento mai raggiunto dalla Red Bull) – i “lattinari” iniziano a sorprendere. Il primo successo – in Cina grazie a Vettel – arriva dopo soli tre GP. Ne seguiranno altri cinque (tre di Sebastian in Gran Bretagna, in Giappone e ad Abu Dhabi e due di Webber in Germania e in Brasile) che permetteranno alla squadra mitteleuropea di terminare al secondo posto il Mondiale Costruttori dietro alla Brawn GP.I MondialiI primi due Mondiali per la Red Bull arrivano nel 2010: Vettel conquista il titolo Piloti con cinque successi (Malesia, Europa, Giappone, Brasile e Abu Dhabi) e le quattro vittorie di Webber (Spagna, Monte Carlo, Gran Bretagna e Ungheria) portano anche il titolo tra i Costruttori.Il 2011 è la migliore stagione nella storia della scuderia austriaca: nonostante un deludente Webber (solo un successo nell’ultima gara stagionale in Brasile) il due volte campione del mondo Vettel regala anche il campionato Costruttori grazie a ben undici successi (Australia, Malesia, Turchia, Spagna, Monte Carlo, Europa, Belgio, Italia, Singapore, Corea del Sud e India).La stagione 2012 è più combattuta di quella precedente ma la Red Bull continua a primeggiare tra i Piloti (cinque vittorie di Vettel – Bahrein, Singapore, Giappone, Corea del Sud e India – e due di Webber a Monte Carlo e in Gran Bretagna) e tra i Costruttori.Nel 2013 si assiste ad un vero e proprio dominio del team austriaco: la stagione non è ancora finita ma i due titoli sono già in tasca. Undici vittorie (con ancora due GP da disputare) per Vettel, zero (ma con quattro secondi posti) per Webber.

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Mercedes: pochi anni, ma intensi, in F1

La Mercedes ha una lunga tradizione nel motorsport ma in F1 ha disputato solo sei stagioni. Nonostante questa breve – ma intensa – esperienza nel Circus la scuderia tedesca è l’unica (insieme alla Ferrari) che può vantarsi di aver fatto correre i due piloti più forti di sempre : Michael Schumacher e Juan Manuel Fangio. Scopriamo insieme la breve storia di questo team.Mercedes: la storiaLa Mercedes debutta in F1 nel GP di Francia del 1954, quarta gara della stagione, e ottiene subito una doppietta con il driver argentino Juan Manuel Fangio (Campione del Mondo 1952) e con il tedesco Karl Kling. Il terzo pilota, Hans Herrmann (anch’esso tedesco) è invece costretto al ritiro.La prima stagione della Stella nel Circus è subito vincente: Fangio diventa infatti iridato per la seconda volta grazie ad altri tre successi in Germania (dove viene allestita una quarta vettura per il pilota di casa Hermann Lang), in Svizzera e in Italia.L’addio alle corseNel 1955, prima stagione completa per la Mercedes, il dominio della Casa tedesca è ancora più netto. Fangio conquista quattro successi (Argentina, Belgio, Olanda e Italia) in sette GP e il neoacquisto britannico Stirling Moss porta a casa una vittoria nella gara di casa. Tra gli altri piloti ingaggiati segnaliamo i già noti Kling e Herrmann, il nostro Piero Taruffi e il francese André Simon.Al termine della stagione, però, la Stella decide di ritirarsi dalle corse in seguito all’incidente di Pierre Levegh alla 24 Ore di Le Mans al volante di una Mercedes: 84 morti e 120 feriti.Il ritorno in F1La Mercedes torna in F1 solo nel 2010 quando acquista da Ross Brawn la maggioranza della scuderia Brawn GP, iridata nel 2009, e ribattezza il team con il proprio nome.Vengono ingaggiati due piloti tedeschi: il sette volte Campione del Mondo Michael Schumacher (tornato alle corse dopo un’assenza di quattro anni) e Nico Rosberg (7° nel Mondiale dell’anno prima).Il ritorno della Mercedes nel Circus è buono ma non eccezionale: i migliori risultati arrivano, a sorpresa, da Rosberg (che porta a casa tre terzi posti in Malesia, in Cina e in Gran Bretagna) e la scuderia termina al quarto posto il Mondiale Costruttori.La situazione peggiora nel 2011 quando – nonostante la conferma della quarta piazza tra i team – non arriva nessun podio e il miglior risultato in gara è il quarto posto di Schumy in Canada.Nel 2012 la Mercedes chiude addirittura quinta tra i Costruttori ma arrivano più soddisfazioni: il ritorno al successo del team dopo 57 anni (grazie a Rosberg in Cina) e l’ultimo podio in carriera di Michael (nel GP d’Europa).Il salto di qualità per la Stella arriva nel 2013: viene chiamato Lewis Hamilton (Campione del Mondo 2008) al posto di Schumacher e con due gare ancora da disputare il team tedesco si trova al secondo posto tra i Costruttori. Merito della vittoria dell’inglese in Ungheria e dei due successi di Rosberg a Monte Carlo e in Gran Bretagna.

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