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Auto in panne: è possibile fare da traino in tutti i casi o ci sono eccezioni?

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A chi non è capitato di trovarsi purtroppo con l’auto in panne, magari in un luogo lontano da casa, e di trovarsi nel panico, senza sapere cosa fare, se non chiamare il soccorso stradale. Oppure sarà successo a molti di trovare altre persone in difficoltà con il proprio veicolo in panne sullo stesso percorso, di fermarsi per offrire il proprio aiuto, senza sapere fino a che punto è possibile essere di supporto. In questo caso c’è una cosa molto importante da sapere, e riguarda ciò che dice la normativa in Italia sul traino dei veicoli in avaria. Tutto è specifico in un articolo dedicato, il numero 165 del Codice della Strada; approfondiamo la questione.

Traino di veicoli in avaria: che cosa dice il Codice della Strada?

Prima di parlare di mezzi in avaria, conviene specificare che cosa dice la Legge in materia di traino di veicoli, all’articolo 63 del CdS.

Innanzitutto specifica che in realtà nessun mezzo può trainare o essere trainato da più di un veicolo, a meno che non sia strettamente necessario per effettuare dei trasporti eccezionali di cui all’art. 10 e salvo quanto disposto dall’articolo 105.

Altra regola importante è che un autoveicolo può trainare un mezzo che non è un rimorchio solo se questo non è più atto a circolare per due motivi: avaria o mancanza di organi essenziali. Chiaramente è fondamentale che le modalità di traino, la solidità dell’attacco, le cautele di guida e la condotta rispettino le esigenze di sicurezza della circolazione.

Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti può autorizzare il traino con autoveicoli di veicoli non considerati rimorchi, solo per speciali esigenze. Il regolamento stabilisce inoltre quelli che sono i criteri per determinare la massa limite rimorchiabile, e quindi anche le modalità e le procedure per l’agganciamento.

Quali sono le sanzioni per chi non rispetta queste regole? Il Codice della Strada dice che chiunque violi le disposizioni contenute nell’art. 63 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma che va da un minimo di 87 euro a un massimo di 345 euro.

Una volta chiarite le disposizioni dell’articolo 63 del CdS, possiamo finalmente dire cosa dice la Legge al di fuori dei casi suddetti.

Innanzitutto, il traino di un veicolo da parte di un altro per situazione di emergenza deve avvenire con un solido collegamento tra i mezzi, quindi agganciando una fune, una catena, un cavo, una barra rigida o un altro attrezzo analogo, purché idoneamente segnalati. In questo modo i veicoli possono essere avvistati e risultare percepibili in maniera molto chiara da parte degli altri utenti che circolano sulla strada.

Come devono avvenire le operazioni di traino e cosa si rischia altrimenti?

Sempre secondo quanto prescritto dal Codice della Strada, durante le operazioni di traino, il mezzo che viene appunto trainato deve mantenere attivato il dispositivo luminoso a luce intermittente. Se però manca tale segnalazione, è indispensabile esporre sul lato rivolto alla circolazione il pannello descritto all’art. 164, comma 6, oppure il segnale mobile che si raccomanda invece all’art. 162. Per quanto riguarda invece il mezzo che traina, deve mantenere attivato il dispositivo a luce gialla (se ne è provvisto) prescritto dal regolamento per i veicoli di soccorso stradale.

Cosa rischia chi viola le disposizioni del presente articolo? La sanzione amministrativa del pagamento di una somma che va da un minimo di 85 euro a un massimo di 338 euro.

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Serie TV e film sulle auto da vedere su Netflix, Amazon Prime Video e Disney+

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In questi giorni di zona rossa nei quali si deve rimanere in casa forzatamente a causa del coronavirus (Covid-19) c’è molto più tempo a disposizione per guardare un film o una serie TV.

Gli appassionati di auto – impossibilitati a guidare se non per esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di salute e rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza – possono coltivare i loro interessi grazie al catalogo di servizi di streaming come NetflixAmazon Prime VideoDisney+, ricco di proposte realizzate per il cinema o per la televisione incentrate sul mondo delle macchine.

Di seguito troverete tutte le serie e i film sulle auto da vedere su Netflix, Amazon Prime Video e Disney+: un elenco completo impreziosito dai voti di siti specializzati di cinema come Rotten Tomatoes e IMDB.

Film sulle auto su Netflix

2 Fast 2 Furious

Secondo capitolo della saga cinematografica dedicata al tuning. (audio in italiano)

VOTO ROTTEN TOMATOES: 36%
VOTO IMDB: 5,9

6 Underground

Una missione, sei persone e inseguimenti mozzafiato. (audio in italiano)

VOTO ROTTEN TOMATOES: 37%
VOTO IMDB: 6,1

Baby Driver

Un autista di rapine ha quasi ripagato il suo debito. Ma non basta per uscire dal giro… (audio in italiano)

VOTO ROTTEN TOMATOES: 92%
VOTO IMDB: 7,6

Circuito rovente

Una specie di Fast and Furious in salsa norvegese. Terzo capitolo di una trilogia. (audio in italiano)

VOTO IMDB: 5,1

Death Race 2

Dopo il fallimento di una rapina in banca un uomo viene trasferito in una prigione speciale, dove dovrà partecipare a una pericolosa gara di auto per ottenere la libertà. (audio in italiano)

VOTO ROTTEN TOMATOES: 17%
VOTO IMDB: 5,6

Dirt

Un diciassettenne arrestato per il furto di una macchina cambia vita grazie al manager di una scuderia. (audio in italiano)

VOTO IMDB: 6,2

Drive

Un ladro e una pilota uniscono le forze per una rapina (non è il film con Ryan Gosling ma su Netflix c’è anche quello).

VOTO IMDB: 2,4

Fangio – L’uomo che domava le macchine

Documentario sulla storia di Juan Manuel Fangio, pilota argentino cinque volte campione del mondo F1.

VOTO IMDB: 6,8

Fast & Furious 6

Sesto capitolo della fortunata saga cinematografica. (audio in italiano)

VOTO ROTTEN TOMATOES: 70%
VOTO IMDB: 7,0

Fast & Furious 7

Settimo capitolo della fortunata saga cinematografica, probabilmente il più riuscito. (audio in italiano)

VOTO ROTTEN TOMATOES: 82%
VOTO IMDB: 7,1

Fast & Furious – Solo parti originali

Quarto capitolo della saga cinematografica dedicata al tuning, probabilmente il meno riuscito (audio in italiano)

VOTO ROTTEN TOMATOES: 28%
VOTO IMDB: 6,6

Go-kart

Un adolescente trova la propria strada nelle corse di go-kart (audio in italiano).

VOTO ROTTEN TOMATOES: 80%
VOTO IMDB: 5,9

Hajwala: The Missing Engine

Un pilota di gare clandestine progetta un veicolo che sfrutta un motore innovativo mai sperimentato prima.

VOTO IMDB: 2,2

Hajwala 2: Mysterious Mission

Sequel di Hajwala: un gruppo di piloti esperti di drifting viene reclutato per svolgere compiti oscuri.

VOTO IMDB: 3,8

Hazzard

Il Generale Lee, i cugini Duke e lo sceriffo Rosco sono i protagonisti di questo film del 2005 ispirato all’omonima serie TV trasmessa in Italia negli anni ’80.

VOTO ROTTEN TOMATOES: 14%
VOTO IMDB: 5,1

Il primo: la storia di Willy T. Ribbs

Un documentario sulla vita di Willy T. Ribbs, il primo pilota afroamericano al via della 500 Miglia di Indianapolis.

VOTO IMDB: 8,0

Proiettile vagante

Un meccanico dal passato criminale deve rintracciare l’auto scomparsa in cui è nascosta la prova della sua innocenza (audio in italiano)

VOTO ROTTEN TOMATOES: 75%
VOTO IMDB: 6,0

The Fast and the Furious: Tokyo Drift

Terzo capitolo della fortunata saga cinematografica dedicata al tuning. (audio in italiano)

VOTO ROTTEN TOMATOES: 37%
VOTO IMDB: 6,0

The Italian Job

Remake del 2003 del celebre film del 1969 girato a Venezia anziché a Torino. (audio in italiano)

VOTO ROTTEN TOMATOES: 73%
VOTO IMDB: 7,0

Turbo

Film d’animazione: una lumaca appassionata di corse sogna di correre la 500 Miglia di Indianapolis. (audio in italiano)

VOTO ROTTEN TOMATOES: 67%
VOTO IMDB: 6,4

Veloce come il vento

Una giovane pilota di talento e il fratello, dotato ma inaffidabile, uniscono le forze per scendere in pista e vincere. (film italiano)

VOTO IMDB: 7,3

Serie TV sulle auto su Netflix

Car Masters: dalla ruggine alla gloria

Restauratori di auto e furgoni (audio in italiano)

VOTO IMDB: 8,8

Extra Gear

Il dietro le quinte di “Top Gear”. (audio in italiano)

VOTO IMDB: 5,9

Fast & Furious: Piloti sotto copertura

Serie animata che vede come protagonisti Tony Toretto e i suoi amici, infiltrati in un circuito di corse clandestine. (audio in italiano)

VOTO IMDB: 5,4

Fastest Car

Sfida tra supercar e auto elaborate (audio in italiano)

VOTO IMDB: 7,1

Formula 1 – Drive to Survive

Le stagioni 2018, 2019 e 2020 del Mondiale F1 raccontate in un documentario. (audio in italiano)

VOTO IMDB: 8,6

Hyperdrive

I migliori piloti del mondo si sfidano in un percorso automobilistico a ostacoli. (audio in italiano)

VOTO IMDB: 8,1

Paul Hollywood’s Big Continental Road Trip

Un viaggio attraverso la cultura automobilistica di Francia, Germania e Italia.

VOTO IMDB: 7,5

Rust Bros

Restauratori canadesi di auto d’epoca (audio in italiano)

VOTO IMDB: 7,8

The Crew

Serie ambientata in un team Nascar.

VOTO IMDB: 6,6

Top Gear

Su Netflix si trova la stagione 25 del mitico programma TV britannico, condotta da Chris Evans e Matt LeBlanc. (audio in italiano)

VOTO IMDB: 8,7

West Coast Customs

La mecca degli appassionati di tuning esclusivo.

VOTO IMDB: 6,0

Film sulle auto su Amazon Prime Video

1

Documentario sulla storia della F1 dagli inizi alla morte di Senna.

A qualsiasi prezzo

Il sogno di diventare un pilota professionista contrasta con gli obblighi nei confronti dell’azienda agricola di famiglia.

VOTO ROTTEN TOMATOES: 51%
VOTO IMDB: 5,6

Ayrton Senna

Documentario sulla storia del pilota brasiliano.

Drive Hard

Un ladro di banche costringe un ex pilota di F1 a diventare il suo autista per la fuga.

VOTO ROTTEN TOMATOES: 8%
VOTO IMDB: 4,4

Ferrari 312B

Un documentario sulla “mamma” di tutte le F1 del Cavallino degli anni ’70.

VOTO ROTTEN TOMATOES: 90%
VOTO IMDB: 6,5

Lauda

Documentario su Niki Lauda e sul prima e il dopo della tragedia del Nürburgring del 1976.

VOTO IMDB: 6,4

Le fidèle

Storia d’amore tra una pilota di auto da corsa e un gangster.

VOTO ROTTEN TOMATOES: 36%
VOTO IMDB: 6,3

Le Mans: correre è tutto

Documentario sulla 24 Ore di Le Mans.

VOTO IMDB: 7,4

Michael Schumacher – Il barone rosso

Un documentario che racconta la storia di Michael Schumacher, il più grande pilota di F1 di tutti i tempi. (audio in italiano)

VOTO IMDB: 7,6

Overdrive

Due fratelli ladri di auto d’epoca rimangono coinvolti nelle ostilità tra due rivali della mafia francese. (audio in italiano)

VOTO ROTTEN TOMATOES: 29%
VOTO IMDB: 5,4

Rosso Mille Miglia

Commedia italiana legata alla Mille Miglia.

VOTO IMDB: 4,7

Rush

Il racconto del Mondiale F1 1976 e del duello tra James Hunt e Niki Lauda. (audio in italiano)

VOTO ROTTEN TOMATOES: 89%
VOTO IMDB: 8,1

Tucker – Un uomo e il suo sogno

La storia di Preston Tucker – imprenditore statunitense che nel secondo dopoguerra cercò di contrastare (senza successo) Chrysler, Ford e GM – raccontata da Francis Ford Coppola. (audio in italiano)

VOTO ROTTEN TOMATOES: 83%
VOTO IMDB: 6,9

Serie TV sulle auto su Amazon Prime Video

Fernando

Documentario su Fernando Alonso.

VOTO IMDB: 7,6

Grand Prix Driver

Documentario sulla F1.

VOTO IMDB: 7,6

Supercar

Il mitico telefilm con David Hasselhoff e KITT.

VOTO IMDB: 6,9

The Grand Tour

Jeremy Clarkson, James May e Richard Hammond di nuovo insieme dopo l’esperienza di Top Gear. (audio in italiano)

VOTO ROTTEN TOMATOES: 69%
VOTO IMDB: 8,7

The Gymkhana Files

Il dietro le quinte delle evoluzioni di Ken Block.

VOTO IMDB: 8,0

Top Gear

Le ultime stagioni di Top Gear (dalla 15° alla 22°) con il trio Clarkson/May/Hammond.

VOTO IMDB: 8,7

Film sulle auto su Disney+

Cars

L’auto da corsa Saetta McQueen resta bloccata in una cittadina sulla Route 66.

VOTO ROTTEN TOMATOES: 74%
VOTO IMDB: 7,1

Cars 2

Sequel di Cars. Saetta McQueen e Carl vanno oltreoceano per gareggiare nel World Grand Prix.

VOTO ROTTEN TOMATOES: 40%
VOTO IMDB: 6,1

Cars 3

Sequel di Cars e Cars 2. Saetta McQueen ha a che fare con una nuova generazione di macchine da corsa.

VOTO ROTTEN TOMATOES: 69%
VOTO IMDB: 6,7

Cars Toon – Cricchetto astronauta provetto

Cortometraggio con Cricchetto sulla Luna.

Cars Toon – Cricchetto audace d’impatto

Cortometraggio con Cricchetto stuntman.

Cars Toon – Cricchetto e la macchina del tempo

Cortometraggio. Cricchetto viaggia indietro nel tempo fino al 1909.

Cars Toon – Cricchetto heavy metal

Cortometraggio. Cricchetto è la rockstar di una band heavy-metal.

Cars Toon – Cricchetto ninja-Carro nervosetto

Cortometraggio. Cricchetto è a Tokyo, dove viene sfidato per partecipare a una gara.

Cars Toon – Cricchetto pilota con brevetto

Cortometraggio con Cricchetto volante.

Cars Toon – Cricchetto pompiere provetto

Cortometraggio con Cricchetto camion dei pompieri.

Cars Toon – Cricchetto torero perfetto

Cortometraggio con Cricchetto in Spagna.

Cars Toon – Cricchetto UFO

Cortometraggio. Cricchetto e Saetta McQueen salvano un UFO di nome Freakketto.

Cars Toon – Un giocoliere da strapazzo

Cortometraggio con protagonista Guido.

Herbie – Il super Maggiolino

Ultima apparizione sul grande schermo del Maggiolino tutto matto.

VOTO ROTTEN TOMATOES: 40%
VOTO IMDB: 4,8

Herbie al rally di Montecarlo

Terzo film della saga del Maggiolino tutto matto. Durante una corsa tra Parigi e Montecarlo, Herbie cerca di sfuggire a dei ladri e trova l’amore.

VOTO ROTTEN TOMATOES: 60%
VOTO IMDB: 5,7

Herbie il Maggiolino sempre più matto

Sequel di “Un maggiolino tutto matto”: Herbie interviene per salvare la casa di un’anziana vedova dalle ruspe di un avido magnate.

VOTO ROTTEN TOMATOES: 80%
VOTO IMDB: 5,7

Herbie sbarca in Messico

Quarto film della saga del Maggiolino tutto matto.

VOTO ROTTEN TOMATOES: 40%
VOTO IMDB: 5,0

La nuova auto di Mike

Cortometraggio Pixar spin-off del film Monsters & Co.

VOTO IMDB: 7,1

Un maggiolino tutto matto

Uno sfortunato pilota automobilistico inizia a guidare un Maggiolino dotato di volontà propria.

VOTO ROTTEN TOMATOES: 76%
VOTO IMDB: 6,5

Serie TV sulle auto su Disney+

Supercar – Macchine da sogno

Un team di esperti, con l’aiuto dell’imprenditore Azfal Khan, crea delle impressionanti supercar.

VOTO IMDB: 4,0

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Tesla Model 3: il piacere di viaggiare nel futuro

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Non sarà la navicella che ci porterà intorno alla Terra, secondo i piani del suo fondatore Elon Musk, ma rispetto alle altre vetture è una cosa diversa. Detto con altre parole: non sappiamo se il futuro sarà esattamente questo, ma certamente la nuova Tesla Model 3, il modello di accesso alla gamma (48.970 euro prima degli incentivi) appare un mondo a sé. Basta aprire la portiera, sbloccando la chiusura dalla app Tesla appena scaricata sul cellulare, per rendersi conto che qui il costruttore ha fatto scelte più radicali: sulla plancia spariscono leve, bottoni, strumenti circolari, rimane soltanto al centro uno schermo touch, sviluppato con Google, assolutamente analogo a quello del computer di casa. Da questo schermo si comanda tutto: impostazioni della vettura, climatizzazione, autopilota, musica, internet, spotify, games, luci, navigazione, videocamere di sorveglianza, riscaldamento dei sedili…

Insomma si entra, si tocca il pedale dell’acceleratore e si va. Il cambio? Una levetta a destra del volante, con le classiche posizioni Drive, Retro, N (folle), P, parking. Prima si può stabilire con quanta energia si vuole schizzar via e con quanta decisione recuperarla mollando il gas e frenando. In pratica, se si va piano, si fa tutto col pedale del gas (one pedal drive), schiacciando si va, alzando il piede si frena. Il pedale del freno si schiaccia solo se si va forte. Le telecamere vi mostrano tutto quello che avviene intorno all’auto, pedoni, motorini, camion macchine che si muovono bruscamente, in modo da aver sempre tutto sotto controllo con un’occhiata al monitor. Un sistema che può essere attivato con la funzione Sentinel dal cellulare anche con la Tesla parcheggiata, così lei registra tutto quello che accade su una chiavetta e voi potete rivederlo dopo. Non male per beccare i babbioni del parcheggio selvaggio e insolente.

Se si vuole fare un viaggio un po’ lungo l’autonomia teorica è di 540 chilometri, ma molto dipende dalle condizioni di utilizzo. Comunque la Tesla è in grado di programmare il viaggio e calcolare con quanta energia rimanente arriverà a destinazione, cercando di non far rifornimento lungo la via. Per esempio, con 340 km di autonomia abbiamo programmato un viaggio da Milano a Courmayeur in ora pomeridiana e il computer ha calcolato che saremmo arrivato con il solo 10 per cento di carica residua. Se uno ha il wall box nella seconda casa, problema risolto. In alternativa sosta di una ventina di minuti alla stazione Fast Charge di Aosta oppure colonnina a bassa intensità in valle. Insomma per quanto la Tesla faccia passi continui nello sviluppo e nella gestione della motricità elettrica, al pari delle concorrenti, ha un’autonomia che richiede pazienza e programmazione, tutto il contrario di quello a cui l’automobilista medio italiano è abituato, nervosismo e fretta.

In cambio di un modo diverso di gestire la mobilità, di sentirsi un passo avanti a chi brucia idrocarburi e riempie l’aria di Co2, non si inquina viaggiando – e scusate se è poco – non si fa rumore, si discorre piacevolmente, la macchina scivola via silenziosa ma potente. Caratteristiche tecniche? Sulle elettriche, in effetti, una volta che si sa l’autonomia e il tempo di ricarica il resto interessa meno. In ogni caso la Tesla Model 3 è lunga 4 metri e 69 cm, ha cinque comodi posti, due bauli, uno davanti e uno dietro da 542 litri (enorme), due motori elettrici per un totale di 306 CV. La linea, grazie alla mancanza del radiatore frontale, è filante come un coupé, ha perso le cromature un po’ barocche guadagnando in qualità di materiali e finiture – belli i sedili in pelle – ormai quasi al passo col premium europeo più sofisticato. La strada illuminata da potenti fari potenti full led.

Infine una considerazione sul prezzo: equo rispetto alla concorrenza e con il pieno degli incentivi statali si abbatte di quasi 10 mila euro.

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Come si usano i bulloni antifurto per le ruote?

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I bulloni antifurto sono degli ottimi strumenti per offrire protezione alle ruote dell’auto. Come dice il nome stesso infatti sono stati ideati per scoraggiare i ladri dai tentativi di furto. I malviventi infatti spesso puntano a rubare cerchi e pneumatici delle vetture. I bulloni antifurto richiedono delle chiavi apposite e specifiche per essere svitati, rendendo così più difficile l’intervento di qualsiasi eventuale malintenzionato. Oggi i bulloni antifurto sono adottati di serie da diverse Case auto, per proteggere le ruote delle vetture, ma si possono anche comprare aftermarket. Vediamo come funzionano e come sono fatti nello specifico.

Bulloni antifurto: come funzionano

Sono strumenti che funzionano in maniera molto semplice, sono dotati di una forma apposita che può essere svitata da una sola e unica chiave, che viene chiaramente fornita al cliente nel momento in cui acquista i bulloni antifurto. È facile comprendere quindi la massima protezione che garantiscono per le ruote, visto che qualsiasi altra chiave generica risulta inefficace per smontare cerchi e ruote. Attenzione: conservare con cura la chiave fornita dal venditore.

Ogni set di bulloni quindi ha una chiave specifica e unica, il principio è lo stesso delle serrature delle porte. Ogni bullone deve quindi essere serrato nella sua posizione e solo grazie all’uso della chiave apposita si può smontare e rimuovere; per questo ogni tentativo di furto diventa praticamente impossibile, a meno che il ladro sia in possesso della chiave specifica. Come si distinguono i bulloni antifurto? Dalla testa fuori misura, che non è compatibile con le chiavi tradizionali che troviamo in commercio.

Dove possiamo trovare i bulloni antifurto?

Delle Case auto, come abbiamo detto, dotano già le loro nuove vetture in uscita di bulloni antifurto, per renderle più sicure e ‘meno appetibili’ per i ladri. Altrimenti è possibile comprare questi elementi anche aftermarket, cioè in un secondo momento. Quanto costano? In genere tra i 20 e i 60 euro. Ci sono altrimenti dei rivenditori di gomme o di cerchi che danno la possibilità ai clienti di comprare i bulloni antifurto a prezzi vantaggiosi, con maggiori sconti per chi acquista le ruote complete, quindi le gomme già installate sui cerchi. Un’opzione che consente di avere una protezione maggiore per i cerchi e gli pneumatici nuovi, appena comprati.

Bulloni antifurto: sono facili da montare?

Chiaramente una delle prime domande che ci si pone, se si decide di comprare i bulloni antifurto aftermarket, è come si montano e se l’operazione è difficoltosa. E invece no, si montano come qualsiasi altra tipologia di bullone. Basta rimuovere dalle ruote dell’auto quelli tradizionali, inserire questi ‘speciali’ e poi stringerli con la loro chiave specifica. È semplice anche rimuoverli, come abbiamo già detto, sia per metterli che per toglierli serve la loro chiave specifica, che viene fornita in dotazione al momento dell’acquisto, e che deve essere conservata con cura.

Si tratta di strumenti molto facilmente riconoscibili e che quindi scoraggiano i malintenzionati e i ladri già solo al primo sguardo. I bulloni antifurto sono un ottimo elemento in grado di proteggere ruote, gomme, cerchi dell’auto; si può stare tranquilli anche quando è necessario lasciare l’auto in posti poco raccomandabili, in zone scarsamente illuminate e non del tutto sicure. Le ruote vengono protette in maniera perfetta da questi dispositivi. Attenzione: quando lasciate l’auto in officina per il cambio gomme, ricordate di dare al gommista la chiave specifica per svitare i bulloni antifurto e quindi smontare le ruote senza danneggiarle.

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Cosa si intende per guida pericolosa? Cosa dice la legge

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Ci sono diversi comportamenti vietati alla guida, che possono essere pericolosi sia per il conducente del veicolo e i passeggeri che occupano l’auto insieme a lui, sia per gli altri utenti della strada, che siano pedoni, altri automobilisti, motociclisti, ciclisti, tutti coloro che circolano. Tra questi possiamo ad esempio citare la guida in stato di ebbrezza, oppure ancora l’utilizzo del cellulare mentre si è al volante o procedere a velocità sostenute, superando i limiti concessi dalla legge.

Ma cosa intendiamo invece per guida pericolosa? Cosa dice il Codice della Strada a riguardo? La multa per guida pericolosa punisce ad esempio chi partecipa a gare di velocità senza alcuna autorizzazione, ma non solo. Ci sono anche tantissime altre infrazioni molto gravi che rientrano nei comportamenti catalogati come ‘guida pericolosa’, e li troviamo all’articolo 9-ter del Codice della Strada. Entriamo nel dettaglio e vediamo quali sono e come vengono puniti.

Quali sono le regole che disciplinano le multe per guida pericolosa?

Una delle infrazioni più gravi del Codice della Strada è senza alcun dubbio la multa per guida pericolosa. Ci sono diversi errori che si possono commettere e che sono ritenuti tanto gravi da rientrare appunto nei comportamenti di guida pericolosa puniti dalla legge italiana con severe sanzioni e pene. Vediamo quali sono purtroppo i più comuni, che causano la maggior parte degli incidenti:

  • il primo esempio, che abbiamo già citato prima, tra i più pericolosi, è senza dubbio la classica gara di velocità non autorizzata;
  • anche mettersi al volante in modo avventato, senza prestare attenzione;
  • guidare continuando a guardare lo smartphone o qualsiasi altro dispositivo simile tipo tablet.

L’accertamento di guida pericolosa può avvenire anche dopo che il guidatore commette materialmente l’illecito. Cosa significa? Ci sono casi di sinistro stradale in cui le Forze dell’Ordine riescono a rilevare solo in un secondo momento il possibile eccesso di velocità che ha causato appunto l’incidente.

Le sanzioni per guida pericolosa

Prima cosa da sapere assolutamente è che il conducente, per legge, è obbligato ovviamente a regolare la velocità in base ai limiti che sono imposti dal Codice della Strada per ogni tratta che percorre. È importante adeguare la velocità anche in base allo stato del mezzo, al suo carico, alle caratteristiche e alle condizioni del traffico e a molti altri aspetti. Questo significa che praticamente ogni elemento che potrebbe essere considerato come un concreto pericolo per sé e per gli altri viene definito di ‘guida pericolosa’ dal CdS.

La sanzione amministrativa in cui può incorrere qualunque trasgressore che commette uno dei comportamenti di guida pericolosa è di tipo pecuniario e può essere:

  • da 173 a 695 euro per gare di velocità;
  • da 87 a 345 euro per mancata regolazione della velocità quando vi siano ragionevoli motivi per farlo;
  • da 42 a 173 euro per qualsiasi altra ipotesi.

Contro una multa per guida pericolosa il ricorso può essere valido solo se:

  • la contestazione si basa esclusivamente sulla percezione soggettiva dell’agente:
  • non sono presenti altri elementi di riscontro.

Una domanda che spesso ci si pone poi è questa: si può denunciare per guida pericolosa un automobilista che ci sembra particolarmente aggressivo? La risposta è no, perché questo tipo di infrazioni possono essere accertate solo dalle autorità preposte oppure con strumenti appositi quali autovelox e tutor.

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MotoGP 2021: gli orari TV su DAZN

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La MotoGP 2021 sarà trasmessa in diretta anche su DAZN (di seguito troverete tutti gli orari TV): sulla piattaforma di streaming sarà possibile seguire live la classe regina del Motomondiale con il commento di Niccolò Pavesi e Marco Melandri mentre Matteo Pittaccio e Roberto Rolfo racconteranno la Moto2 e la Moto3.

Gli appassionati delle due ruote troveranno inoltre contenuti originali “on demand” tra cui “Officina Melandri” (tre episodi per raccontare dall’interno i reparti corse di Ducati, Yamaha e Aprilia), “S-Piega Melandri” (l’analisi degli stili di guida dei piloti protagonisti del campionato del mondo) e “Rewind”, per rivivere i momenti della scorsa stagione.

Di seguito troverete tutti gli orari TV su DAZN della MotoGP 2021: tutto quello che c’è da sapere per seguire in streaming live tutti i 19 (per ora) Gran Premi del Motomondiale.

MotoGP 2021: gli orari della programmazione DAZN

1 – GP Qatar (Losail) – 28 marzo 2021 – 19:00

2 – GP Doha (Losail) – 4 aprile 2021 – 19:00

3 – GP Portogallo (Portimão) – 18 aprile 2021 – 14:00

4 – GP Spagna (Jerez de la Frontera) – 2 maggio 2021 – 14:00

5 – GP Francia (Le Mans) – 16 maggio 2021 – 14:00

6 – GP Italia (Mugello) – 30 maggio 2021 – 14:00

7 – GP Catalogna (Barcellona) – 6 giugno 2021 – 15:00

8 – GP Germania (Sachsenring) – 20 giugno 2021 – 14:00

9 – GP Assen (Assen) – 27 giugno 2021 – 14:00

10 – GP Finlandia (Kymi Ring) – 11 luglio 2021 – 14:00

11 – GP Austria (Red Bull Ring) – 15 agosto 2021 – 14:00

12 – GP Gran Bretagna (Silverstone) – 29 agosto 2021 – 14:00

13 – GP Aragona (Alcañiz) – 12 settembre 2021 – 14:00

14 – GP San Marino (Misano) – 19 settembre 2021 – 14:00

15 – GP Giappone (Motegi) – 3 ottobre 2021 – 08:00

16 – GP Thailandia (Buriram) – 10 ottobre 2021 – 10:00

17 – GP Australia (Phillip Island) – 24 ottobre 2021 – 06:00

18 – GP Malaysia (Sepang) – 31 ottobre 2021 – 08:00

19 – GP Comunità Valenciana (Valencia) – 14 novembre 2021 – 14:00

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La moto non parte o fatica a accendersi: le possibili cause

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Purtroppo può capitare, per sfortuna del motociclista che arriva ‘carico’ in garage per partire per una gita in sella alla sua due ruote, che quest’ultima non parta. Vediamo quali possono essere le cause di questo problema e le possibili soluzioni.

Attenzione al cavalletto della moto

Forse non tutti lo sanno, eppure ci sono moltissimi motociclisti che hanno rischiato di farsi davvero male cadendo in moto, ‘semplicemente’ perché sono partiti con il cavalletto abbassato. Basta arrivare alla prima curva a sinistra per cadere, è logico. Ci sono molte moto che si spengono in automatico quando si abbassa il cavalletto e che non si accendono più sino al momento in cui non si alza. Altrimenti raccomandiamo di fare attenzione a questo elemento. Se luci e tutto il resto funzionano ma la moto non parte, riflettete.

La moto non parte: l’aria aperta

È possibile, sulle moto che possiedono la leva dell’aria, che questa rimanga aperta e che quindi il motore si ingolfi, senza riuscire a ‘prendere’ benzina come dovrebbe. Per questo può risultare difficile far partire la moto, ma basta chiudere la leva dell’aria e aspettare qualche minuto per poter accendere la due ruote.

Attenzione: può succedere anche il contrario e quindi che l’airbox sia intasato e la moto abbia invece bisogno dell’aria per poter partire. Non dimenticate però una cosa importante, la vostra amata motocicletta potrebbe essere ‘soffocata’ anche a causa della marmitta intasata.

Marce e frizione: la moto non vuole partire

Altra problematica: per partire dovete tirare la frizione e premere nello stesso istante sullo starter. Se non lo fate, allora la moto non parte. Altra causa per cui potrebbe non partire è che non siete in folle oppure che non avete tirato il freno anteriore (questo avviene principalmente sugli scooter).

La batteria della moto è scarica

Niente da fare, come succede per l’auto, anche per la moto se la batteria è scarica non si parte. Questo può succedere se lasciate la moto tutto inverno ‘in letargo’ nel garage, senza staccare la batteria. Ma può avvenire anche semplicemente perché la batteria è troppo vecchia, finisce il suo ciclo di vita e non è più possibile nemmeno ricaricarla. L’unica cosa da fare per capire se si riprende e attaccarla ad un altro mezzo e vedere se parte.

Il problema della candela

Si tratta di un elemento fondamentale per la vostra moto, che per svariati motivi si può bruciare. La causa può essere una carburazione troppo magra o troppo grassa, oppure la candela è troppo distanziata e non riesce a provocare la scintilla responsabile dell’accensione. O ancora, può essere arrivata alla fine del suo ciclo vitale e deve essere sostituita. Fortunatamente non si tratta di una spesa elevata.

Grippare la moto

Questa è una delle peggior cose che può succedere a un motociclista: grippare. Purtroppo accade se il motore non è ben lubrificato, anche se solitamente ci si accorge di questa condizione. Nel caso in cui invece sfugga, allora bisogna portare la moto dal meccanico e far fare i lavori necessari al motore.

Il problema della benzina

Questa è la causa più banale, ma a volte, per distrazione, si è convinti di aver lasciato la moto col pieno in garage o comunque non a secco. Eppure la prendiamo per partire e non si accende. Siete sicuri di aver fatto benzina?

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Auto ibride, quali sono i vantaggi per chi le sceglie?

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Le auto ibride si diffondono sempre più anche nel nostro Paese, famose per i vantaggi che portano agli automobilisti che le scelgono, sia dal punto di vista fiscale, che dei consumi e delle emissioni inquinanti. Le vetture dotate di questa tecnologia hanno un motore a combustione abbinato a un motore elettrico. È bene sapere quali sono i loro vantaggi e i loro difetti, prima di scegliere una macchina ibrida. Per molti sono infatti un’ottima scelta prima di arrivare all’elettrico, ma ci sono diversi fattori da considerare per capire se si tratta del tipo di auto ideale per le proprie esigenze.

Quanto consuma una vettura ibrida?

Le auto ibride, come grande vantaggio, hanno anche la possibilità di utilizzare un motore elettrico (oltre al classico a combustione), per alleggerire il carico di quello termico. Questo comporta una diminuzione dei consumi di carburante, soprattutto se si riesce a adeguare la guida a uno stile tranquillo e delicato sui comandi, sull’accelerazione e sulle frenate.

Le auto ibride sono la soluzione ottimale e danno il meglio di sé soprattutto nei tragitti caratterizzati da lunghe decelerazioni, situazioni in cui le batterie elettriche hanno la possibilità di ricaricarsi grazie al sistema di frenata rigenerativa. In questo modo le batterie possono poi essere sfruttate in accelerazione, una volta cariche, e i consumi ne beneficiano.

Altri vantaggi delle auto ibride: il comfort e le emissioni

Ottima soluzione per la guida in città, l’auto ibrida è apprezzata senza alcun dubbio per l’assenza di vibrazioni e per la silenziosità, oltre a essere molto comoda da guidare, grazie al cambio automatico. Le vetture ibride sono apprezzate inoltre, come abbiamo detto, per i bassi consumi, a cui sono legate anche le emissioni allo scarico contenute che, in città, permettono di accedere nelle zone a traffico limitato e di guidare anche nelle giornate dedicate ai ‘blocchi del traffico’.

Auto ibrida e bollo auto

Il bollo auto, come già sappiamo, è una tassa regionale. Per questo il pagamento del tributo a carico delle vetture ibride chiaramente dipende dalla regione di residenza. In alcune regioni c’è l’esenzione totale per alcune annualità dalla prima immatricolazione, in altre la limitazione del pagamento alla potenza del motore termico o altre riduzioni. È necessario informarsi presso l’ACI o direttamente sul sito.

Auto ibrida e manutenzione

La manutenzione può essere più conveniente e meno dispendiosa, ad esempio per la presenza delle batterie e della frenata rigenerativa, che consentono di diminuire il consumo dei freni. Il motore lavora meno su questa tipologia di vetture, per ciò la vita meccanica dell’auto dovrebbe essere più lunga. Chiaramente non è una certezza, dipende da caso a caso.

Attenzione: una vettura ibrida senza dubbio pesa di più rispetto a una variante classica della stessa auto, alimentata a benzina. Si tratta inoltre di una tecnologia aggiuntiva per il costruttore, chiaramente costosa, e che porta quindi a un aumento del prezzo di listino. Quindi ad oggi le auto ibride costano di più delle vetture a benzina e diesel.

Un’ultima considerazione: guidare una vettura ibrida può essere molto comodo anche grazie al cambio automatico. La presenza delle batterie è inoltre molto vantaggiosa, soprattutto nella modalità di vivere gli spostamenti nel quotidiano. L’auto ibrida è la soluzione perfetta per chi vive in zone che garantiscono elevati vantaggi fiscali per questa tipologia di motorizzazione e per chi guida in situazione in cui i consumi si abbasserebbero davvero molto (insieme alle emissioni inquinanti).

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Il peso dell’auto influisce sui consumi? Cosa dobbiamo sapere

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Il tema dei consumi dell’auto è molto sentito, ogni automobilista infatti è alla ricerca dei giusti “trucchi” per risparmiare sulla spesa del carburante. A questo proposito, si è anche spesso alla ricerca dei parametri che influenzano appunto i consumi, tra questi ad esempio c’è anche il peso del veicolo. Per un principio fisico molto semplice infatti più l’auto è pesante, più consuma carburante.

Peso dell’auto, dimensioni e consumi

Chiaramente il peso di un veicolo è collegato alle sue dimensioni ed è uno degli elementi che più influenza i consumi di carburante del veicolo stesso. Questo è il motivo per cui, prima di comprare una nuova macchina, è fondamentale considerarne appunto il peso e il volume. Per esempio, una normale utilitaria consente di abbattere di molto i costi determinati dal consumo di benzina o diesel rispetto a un SUV o comunque una vettura più grande e pesante. Vediamo quindi tutto quello che c’è da sapere.

Peso dell’auto e come risparmiare

La maggior parte dei clienti presenti oggi sul mercato automobilistico nazionale e internazionale è alla ricerca prevalentemente di auto accessoriate, tecnologiche e sicure, ma anche leggere e economiche quindi nei consumi. Questo emerge dalle statistiche effettuate dagli esperti, e la Case auto lo sanno bene. Anche le nuove norme che riguardano la riduzione delle emissioni di inquinanti dei veicoli hanno determinato la prevalenza delle utilitarie nella scelta dell’automobilista medio. Il 75% circa del consumo di carburante è legato al peso dell’auto, questo significa che anche solo una riduzione di 100 kg di un mezzo consente di diminuire di molto il consumo di CO2 per ogni chilometro percorso. Se pensiamo a un’utilitaria, il suo peso medio in genere varia tra i 1.000 e i 2.000 kg, è molto contenuto, e permette infatti di spendere molto meno sia per il carburante, che per l’assicurazione e il bollo auto.

Meno consumi, più risparmi: viaggiare con un’auto leggera

Siamo quindi arrivati a questo punto dell’articolo con una certezza: il peso dell’auto determina i suoi consumi e quindi la spesa per il carburante. Ecco perché ci sono anche delle piccole strategie da seguire per risparmiare:

  • innanzitutto, soprattutto dopo un lungo viaggio (e comunque è bene farlo periodicamente) è bene controllare, pulire e sistemare il bagagliaio dell’auto. Può capitare infatti che vi rimangano accumulati alcuni oggetti non essenziali da tenere a bordo, che aumentano il carico e quindi il peso della vettura, rimanendo tra l’altro inutilizzati del baule. Non è più un segreto quindi, e sicuramente non lo era nemmeno prima di leggere questo articolo (ma ora ne abbiamo spiegato i motivi) che il peso dell’auto influisce di molto sul consumo di carburante. Un dato? Anche ‘solo’ 20 kg determinano un consumo di carburante aggiuntivo dello 0,5%. Non dimenticate quindi mai di eliminare o almeno ridurre i pesi superflui a bordo della macchina;
  • altra abitudine che potrebbe essere davvero molto vantaggiosa per risparmiare, oltre che per la salvaguardia dell’ambiente e dell’aria che respiriamo, è non spostare l’auto per fare brevi tragitti, che possono essere effettuati in maniera molto facile e veloce anche a piedi o con i mezzi pubblici, soprattutto in città.

Le auto di piccole dimensioni sono di sicuro la scelta migliore per consumare una minore quantità di carburante. Non solo, come abbiamo già detto, inquinano meno, sono più facili da spostare anche nelle più complesse manovre di parcheggio e consentono di pagare meno sia di bollo che di assicurazione.

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Patente dimenticata, quali sono le sanzioni in questo caso?

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La patente, lo sappiamo bene, è uno dei documenti più importanti da portare sempre con sé, indispensabile quando si guida l’auto e qualsiasi altro veicolo. Dimenticare la licenza di guida a casa oppure in ufficio o sul posto di lavoro comporta quindi una multa. Vediamo il valore della sanzione e come sono puniti gli automobilisti che guidano senza portare con sé la patente.

Cosa dice il Codice della Strada in merito?

Il nostro Codice ci obbliga ad avere sempre con noi la nostra patente di guida quando conduciamo qualsiasi tipo di veicolo, che sia per andare al lavoro, per tornare a casa, per fare pochi o tanti chilometri, per andare a fare la spesa o in vacanza. È obbligatorio avere sempre con sé il proprio documento, la regolare licenza di guida. Se un automobilista, nel momento in cui viene fermato dalla Polizia per un controllo, si accorge di non avere con sé la patente, allora è possibile che incorra in una multa del valore di 41 euro (articolo 180 comma 1 e comma 6 del Codice della Strada in vigore in Italia).

Guidare senza portare con sé la propria patente, per negligenza oppure per una dimenticanza, significa rischiare quindi la sanzione, ma non solo. Questo infatti è quello che succede se l’Agente delle Forze dell’Ordine che ferma la vettura al posto di blocco verifica la reale esistenza del documento dimenticato a casa (o in qualsiasi altro luogo) nel database della Motorizzazione (è possibile farlo digitalmente). Una volta eseguito il controllo da parte della Polizia, allora l’automobilista ha l’obbligo di presentarsi in caserma per esibire il suo documento di guida entro 30 giorni dal momento in cui è stato fermato per il controllo.

Cosa succede se la patente è scaduta

Se un automobilista guida senza portare con sé la sua patente, come abbiamo visto, viene punito con la multa di 41 euro. Se, al momento del controllo da parte degli Agenti di Polizia, risulta che la licenza di guida è scaduta, allora la sanzione di 41 euro diventa una multa del valore di 155 euro. E non è tutto, il reato è ancora più grave se la patente è scaduta da più di 3 anni. In questo caso quindi la Motorizzazione Civile chiede al titolare del documento di rifare l’esame che serve per conseguire la patente di guida.

Altre sanzioni relative alla guida senza patente

Ci sono anche dei casi, fortunatamente più rari, in cui un automobilista viene ‘scoperto’ alla guida di una vettura da parte degli Agenti di Polizia, senza mai aver realmente conseguito la patente. Fatto gravissimo, violazione del Codice della Strada che comporta una multa di 2.257 euro.

Altro caso: come abbiamo visto, è fondamentale che l’automobilista ‘beccato’ senza la patente (per dimenticanza) si presenti in caserma per esibire il suo documento (non scaduto e regolare) entro 30 giorni dal momento in cui viene fermato al posto di blocco. Nel caso in cui questo non avvenga, allora entra in vigore una sanzione accessoria del valore di 419 euro (è quanto prevede il Codice della Strada all’articolo 180 commi 1 e 7).

Infine dobbiamo dire anche che un automobilista che subisce un incidente mentre si trova alla guida di una vettura regolarmente assicurata con contratto RCA, anche nel caso in cui non abbia con sé la patente di guida, ha diritto a ricevere il risarcimento dei danni da parte della compagnia assicurativa (tenuta adempiere agli obblighi previsti dal contratto). Basta recarsi in caserma con la patente il giorno dopo l’incidente.

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