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Promozioni auto maggio 2021: le occasioni del mese

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Le promozioni auto di maggio 2021 – complice un mercato in ripresa – sono meno “succose” del solito.

Le offerte più interessanti del mese riguardano soprattutto SUV piccole e modelli provenienti da Spagna, Italia e Francia, anche se non mancano proposte di altre nazioni e di altri segmenti. Scopriamole insieme.

Promozioni auto maggio 2021: le occasioni del mese

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Audi A6 Avant

L’Audi A6 Avant 40 TDI quattro Business Sport costa ufficialmente 67.245 euro ma grazie alle promozioni di maggio 2021 della Casa tedesca sono sufficienti 59.524,02 euro per acquistarla. L’offerta comprende l’estensione di garanzia “Audi Extended Warranty” 1 anno/60.000 km e va abbinata obbligatoriamente al finanziamento Audi Financial Services (TAN fisso 3,49%, TAEG 4,07%): anticipo di 21.083,79 euro, 35 rate da 409 euro e una maxirata finale da 27.920,04 euro.

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Cupra Formentor

Grazie alle promozioni Cupra di maggio 2021 bastano meno di 30.000 euro (29.989,48 anziché 32.850) per portarsi a casa la Formentor 1.5 TSI DSG. Il finanziamento abbinato (TAN fisso 3,99%, TAEG 4,84%) comprende un anticipo di 5.700 euro, 35 rate da 275 euro e una maxirata finale da 17.487,36 euro.

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Dacia Duster

Da 16.800 a 15.610 euro: è questo lo sconto previsto dalle promozioni Dacia di maggio 2021 per chi intende acquistare una Duster ECO-G Comfort. L’offerta – valida su un numero limitato di vetture in stock e fino a esaurimento scorte – va abbinata obbligatoriamente al finanziamento Simply Dacia (TAN fisso 5,25%, TAEG 7,08%): anticipo di 4.550 euro, 36 rate da 149,31 euro e una maxirata finale da 8.400 euro.

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DR 3

Gli Eco-Incentivi DRmaggio 2021 offrono uno sconto di 1.500 euro (da 15.400 a 13.900 euro) sulla DR 3. L’offerta è valida per le vetture in stock disponibili in rete in caso di rottamazione di veicoli che siano intestati da almeno 12 mesi all’acquirente (o a suo familiare convivente), di classe inferiore a Euro 6 e con anzianità di almeno 10 anni dalla data di prima immatricolazione.

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DS 7 Crossback

Grazie all’unione tra gli incentivi statali e le promozioni DS di maggio 2021 bastano 47.200 euro – anziché 55.200 – per acquistare la DS 7 Crossback E-Tense Grand Chic. Per aderire all’offerta bisogna rottamare un veicolo omologato in una classe inferiore a Euro 6 immatricolato in data anteriore all’1 gennaio 2011 e intestato da almeno 12 mesi.

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Evo 3 Electric

La Evo 3 Electric costa ufficialmente 36.600 euro ma grazie al rimborso del 40% sul prezzo di listino previsto dalla Legge di Bilancio 2021 per le persone fisiche con reddito ISEE inferiore a 30.000 euro è possibile acquistarla con 21.960 euro. L’offerta non è cumulabile con gli incentivi statali.

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Renault Captur

Lo sconto di 3.400 euro previsto dalle promozioni Renault di maggio 2021 sulla Captur consente di comprare la versione GPL Zen con 18.350 euro invece di 21.750. L’offerta – valida in caso di ritiro o rottamazione di un veicolo usato di proprietà del cliente da almeno sei mesi – va abbinata al finanziamento Renault Easy (TAN fisso 5,25%, TAEG 6.74%): anticipo di 5.150 euro, 36 rate da 148,98 euro e una maxirata finale da 11.527,50 euro.

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Seat Leon

Fino al 31 maggio 2021 bastano 17.650 euro – anziché 22.700 – per acquistare la Seat Leon più accessibile in listino: la 1.0 TSI Style. L’offerta comprende 2 anni di garanzia aggiuntiva (o fino a un massimo di 40.000 km totali) e va abbinata al finanziamento (TAN fisso 3,99%, TAEG 5,30%): anticipo di 3.521,71 euro, 35 rate da 149 euro e una maxirata finale da 10.720,52 euro.

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Ssangyong Tivoli

Grazie alle promozioni Ssangyong di maggio 2021 sono sufficienti 16.500 euro – invece di 21.100 – per comprare il modello più accessibile della Casa coreana: la Tivoli 1.2 GDI. Il finanziamento abbinato (TAN fisso 4,02%, TAEG fisso 5,53%) comprende: anticipo zero, 35 rate da 306,38 euro e una maxirata finale di 8.651 euro.

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Suzuki Ignis

A maggio 2021 è possibile acquistare la Suzuki Ignis “base” – la Cool – con 2.000 euro di sconto: da 17.200 a 15.200 euro. Il finanziamento abbinato (TAN fisso 6,00%, TAEG 8,12%) comprende un anticipo di 5.950 euro, 36 rate da 99 euro e una maxirata finale di 7.571,44 euro.

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Perché tenere il piede sul freno è un’abitudine da evitare

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Molte tra le abitudini consolidate durante la guida possono essere definite come degli errori, che non riusciamo a risolvere ma che sono dei veri e propri difetti che possono innanzitutto compromettere alcune componenti auto, ma anche alzare l’asticella dei consumi e far spendere di più in benzina o gasolio. Vediamo i più comuni.

Usare i freni e tenere premuta la frizione in maniera eccessiva

Una delle prime abitudini errata è quella di usare i freni in modo prolungato anche quando non ce n’è motivo. A volte è necessario per evitare il contatto con altri veicoli e un pericoloso tamponamento, ma in altri casi non serve. Se ci fate caso, però, spesso capita di sostare interi minuti col pedale del freno premuto. Non serve e oltretutto può fare danni alle pastiglie e ai dischi dei freni, indebolendo così la qualità della frenata e la resistenza.

Anche la frizione non deve essere premuta in maniera eccessiva; ad esempio, quando si è fermi, sarebbe bene lasciare il pedale. Eppure è un errore che per pigrizia o impazienza fanno in molti; anche in questo caso però si tratta di un comportamento che porta a un’eccessiva e/o rapida usura della frizione, con conseguenti costi elevati per sistemarla.

Altro comportamento errato: tenere la mano sul cambio quando non serve

Un vizio che si prende spesso, ovviamente dopo aver conseguito la patente, perché a scuola guida lo vietano severamente. È importante non tenere la mano sul cambio quando non serve; ne risente la sicurezza, visto che tenere due mani sul volante è sicuramente la scelta migliore, e anche la leva stessa del cambio. Perché? Una pressione continua porta a una maggiore usura del meccanismo.

Accelerare quando l’auto ha il motore freddo e guida aggressiva

Il motore non è pronto a grandi accelerate finché non raggiunge la temperatura ideale. Pretendere dall’auto grandi scatti in partenza è un comportamento molto dannoso, perché l’olio motore non ha ancora lubrificato il circuito e si possono verificare dei profondi danni da usura.

Frenate e accelerazioni troppo brusche danneggiano l’auto, oltre a provocare un forte spreco di carburante e potenza, soprattutto nella guida in città. Anche andare troppo piano può essere dannoso per la macchina e provocare dei malfunzionamenti al catalizzatore.

Errore da evitare: tenere l’auto spesso in riserva

Continuare a guidare con la macchina a secco per tanti chilometri può danneggiare profondamente il serbatoio del veicolo che, con una superficie ampia sempre esposta all’aria e senza il refrigerante presente nel carburante, subisce temperature troppo alte e quindi rischia di rovinarsi in maniera profonda.

Non rallentare sui dossi e parcheggiare con una ruota sul marciapiede

I dossi sono inseriti proprio per imporre alle auto di rallentare. Passarci sopra ad alta velocità potrebbe voler dire provocare dei danni alle sospensioni. Altro comportamento da evitare è parcheggiare con una ruota sul marciapiede o simili: anche in questo caso si possono danneggiare le sospensioni, oltre agli pneumatici, che rischiano di deformarsi e peggiorare le loro performance su strada.

A proposito di pneumatici: non dimenticate mai il controllo della pressione, che spesso è gratuito alle stazioni di servizio. È una verifica fondamentale da fare per ogni vettura; dalla pressione delle gomme dipende la superficie di aderenza sulla strada. Se gli pneumatici sono sgonfi (ma anche troppo gonfi) la sicurezza in auto diminuisce, cambiano la tenuta e i tempi di frenata.

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Le differenze tra le categorie di segnali stradali nel Codice della Strada

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Ogni segnale stradale è fondamentale per poter guidare in maniera sicura, conoscerne il significato (che si impara a scuola guida, prima di conseguire la patente) è assolutamente necessario per sapersi muovere a bordo di un veicolo su strada. I segnali infatti servono per viaggiare in sicurezza nella guida di tutti i giorni e non solo.

Il significato dei segnali stradali

L’articolo 39 del Codice della Strada disciplina i segnali stradali e il loro significato. Ne stabilisce la forma, le dimensioni, i colori e le caratteristiche conformi alle norme del CdS stesso. Ogni forma ha un significato differente:

  • il triangolo indica pericolo (o dare precedenza);
  • il cerchio un divieto o un obbligo (a seconda del colore).

Poi ci sono delle eccezioni, come rombi e l’emblematico caso del segnale di stop, probabilmente il più conosciuto, che ha forma ottagonale. Vediamo le differenti categorie di segnali stradali presenti nel nostro Codice.

Quali sono i segnali stradali di segnalazione?

Forniscono agli utenti le informazioni per una circolazione sicura e corretta e per l’individuazione di itinerari, località, servizi e impianti stradali. Devono sempre essere collocati in modo da essere facilmente visibili e riconoscibili. Vengono sottoposti a verifiche periodiche per controllare che rispondano alle esigenze del traffico e alle necessità degli utenti.

Segnali di pericolo: quali sono?

In genere sono di forma triangolare e vengono installati quando c’è una reale situazione di pericolo su strada. Si trovano sul lato destro della carreggiata e possono essere integrati con un pannello che indica la distanza dal pericolo stesso, nel caso in cui non è possibile posizionarli rispettando la distanza imposta dal CdS. Questi segnali si utilizzano per indicare un pericolo nei casi in cui non sia percepibile con tempestività da un guidatore che procede osservando le normali regole di prudenza.

Segnali stradali di obbligo: scopriamoli

Impongono a chi viaggia su strada dei comportamenti da rispettare (pena sanzioni). Si riconoscono facilmente perché sono di forma circolare. Possiamo dividerli in segnali stradali di obbligo:

  • generici, hanno fondo blu e simbolo bianco;
  • specifici, hanno fondo bianco, bordo rosso e simbolo nero.

I segnali stradali di divieto: come riconoscerli

Anche loro hanno una forma circolare e vengono posizionati nel punto in cui inizia l’obbligo o il divieto. In genere si indica anche il punto in cui termina la prescrizione, posizionando lo stesso segnale con pannello integrativo “fine”.

I segnali di divieto, obbligo e precedenza, secondo il Codice della Strada, devono essere ripetuti dopo ogni intersezione.

Segnaletica verticale e orizzontale: qual è la differenza?

La segnaletica prevista dal Codice della Strada per le nostre strade è divisa tra orizzontale e verticale; la prima è quella disegnata sull’asfalto, a volte può essere discordante rispetto al cartello stradale a bordo strada, che fa parte invece della segnaletica verticale. In questi casi, l’art. 38 comma 2 del Codice della Strada indica con chiarezza la gerarchia tra la segnaletica orizzontale e quella verticale; precisa quanto segue: “Le prescrizioni dei segnali verticali prevalgono su quelle dei segnali orizzontali”. Quindi non ci sono dubbi. Attenzione: il semaforo prevale sulla segnaletica verticale e orizzontale che regolano la precedenza; la segnaletica fornita dagli agenti di polizia stradale prevale su tutto.

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Chi è Jean-Philippe Kempf, il nuovo direttore della comunicazione Peugeot

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Jean-Philippe Kempf è il nuovo direttore della comunicazione Peugeot global: l’ex capo della comunicazione di Opel/Vauxhall succede al nostro Eugenio Franzetti, il quale molto probabilmente ricoprirà il ruolo di Managing Director DS Italia al posto di Francesco Calcara, nuovo responsabile di Alfa Romeo Marketing and Communication Global.

Kempf risponderà a Thierry Lonziano, Direttore Marketing e Comunicazione del marchio Peugeot, e gestirà tutta la comunicazione del brand del Leone: i prodotti, le relazioni con la stampa, lo sport, gli eventi e le attività di influenza, compresi i social media, la comunicazione interna e le partnership.

Chi è Jean-Philippe Kempf

Jean-Philippe Kempf, 57 anni, ha conseguito una laurea in filosofia all’università di Strasburgo e ha iniziato la carriera come giornalista dell’automobile ad AUTOhebdo nel 1987 per poi passare alla redazione di AutoPlus.

Entrato in GM Francia nel 1991 con la funzione di addetto stampa prodotto per i marchi Opel e Lotus, si è unito due anni più tardi all’equipe europea delle relazioni stampa di Opel/Vauxhall.

Jean-Philippe Kempf ha fatto parte dal 2000 al 2005 dell’equipe Motor Shows di GM Europa ricoprendo la funzione di responsabile del trademark licensing per i marchi del gruppo General Motors in Europa e successivamente è tornato presso Opel/Vauxhall per occuparsi della comunicazione dei prodotti del brand.

Nel 2017 è diventato direttore internazionale Brand & Product Communications, Events & Motorshows per Opel/Vauxhall.

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Immatricolazioni auto aprile 2021: tutti i dati e le classifiche

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Anche ad aprile 2021 c’è stato (giustamente) un boom delle immatricolazioni auto in Italia rispetto ad aprile 2020, mese di lockdown totale dovuto al coronavirus+ 3.276,8%, 145.033 vetture targate contro le 4.295 dello stesso periodo dello scorso anno. Tra le “big” segnaliamo le ottime prestazioni di Toyota (+ 14.859,26%) e Volkswagen (+ 9.828,99%).

Di seguito troverete tutti i dati sulle immatricolazioni auto in Italia ad aprile 2021: le classifiche dei 10 modelli più venduti, delle Case più amate e dei 10 veicoli più acquistati in base al segmento, all’alimentazione e alla carrozzeria.

Immatricolazioni auto aprile 2021: i 10 modelli più venduti in Italia

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Le Fiat Panda500 occupano anche ad aprile 2021 i primi due posti nella classifica delle auto più vendute in Italia. Dietro di loro la Lancia Ypsilon, che ha soffiato la terza piazza alla Jeep Renegade.

Per quanto riguarda la “top ten” segnaliamo l’ingresso della Volkswagen T-Roc al posto della Renault Captur.

Le 10 auto più vendute in Italia ad aprile 2021
Fiat Panda 10.253
Fiat 500 5.750
Lancia Ypsilon 5.156
Jeep Renegade 4.111
Fiat 500X 4.106
Toyota Yaris 3.856
Ford Puma 3.294
Citroën C3 3.271
Volkswagen T-Roc 3.035
Opel Corsa 2.996

Immatricolazioni auto aprile 2021: la classifica delle Case più amate in Italia

La classifica delle immatricolazioni auto di aprile 2021 in Italia relativa alle Case non ha visto grossi cambiamenti rispetto al mese scorso. La novità più importante è arrivata da Toyota che ha soffiato il quinto posto alla Citroën.

Le Case più vendute in Italia ad aprile 2021
Fiat 23.237 (+ 2.293,10%)
Volkswagen 13.702 (+ 9,828,99%)
Peugeot 9.022 (+ 1.787,45%)
Ford 8.986 (+ 3.929,60%)
Toyota 8.078 (+ 14.859,26%)
Citroën 7.061 (+ 2.495,96%)
Jeep 6.383 (+ 1.515,95%)
Opel 6.168 (+ 2.281,47%)
Audi 6.020 (+ 8.146,58%)
Renault 5.444 (+ 1.101,77%)
Lancia 5.152 (+ 4.626,61%)
BMW 4.973 (+ 5.247,31%)
Mercedes 4.886 (+ 9.296,15%)
Dacia 4.581 (+ 6.352,11%)
Suzuki 4.253 (+ 18.391,30%)
Kia 3.754 (+ 16.221,74%)
Hyundai 3.325 (+ 8.886,49%)
Skoda 2.634 (+ 5.753,33%)
Seat 2.349 (+ 6.425,00%)
Nissan 2.156 (+ 11.877,78%)
Volvo 2.007 (+ 15.338,46%)
Mini 1.868 (+ 23.250,00%)
Land Rover 1.683 (+ 3.334,69%)
Mazda 1.157 (+ 16.428,57%)
Alfa Romeo 970 (+ 559,86%)
Smart 650 (+ 64.900,00%)
Honda 620 (+ 3.344,44%)
DR 611 (+ 3.973,33%)
Jaguar 569 (+ 5.072,73%)
Porsche 457 (+ 4.470,00%)
Mitsubishi 412 (+ 6.766,67%)
DS 411 (+ 705,88%)
Lexus 374 (+ 18.600,00%)
Cupra 367
Subaru 203 (+ 2.155,56%)
Mahindra 105 (+ 2.525,00%)
Maserati 100
Great Wall 76 (+ 2.433,33%)
Ferrari 70
Ssangyong 53 (+ 5.200,00%)
Lamborghini 41 (+ 583,33%)
Altre 39 (+ 680,0%)
Tesla 22 (- 79,25%)
Aston Martin 4

Immatricolazioni auto aprile 2021: top 10 per segmento

Le graduatorie delle immatricolazioni auto di aprile 2021 riguardanti i segmenti sono rimaste praticamente invariate rispetto al mese scorso. Il cambiamento più importante lo ha portato la Ford Puma, terza tra le “B” al posto della Citroën C3.

 

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Le 10 auto più vendute in Italia ad aprile 2021 per segmento
Immatricolazioni auto aprile 2021: le 10 “segmento A” più vendute in Italia
Fiat Panda 10.253
Fiat 500 5.750
Suzuki Ignis 1.608
Toyota Aygo 1.327
Volkswagen up! 1.149
Hyundai i10 1.107
Kia Picanto 1.084
Citroën C1 620
Smart EQ fortwo 601
Peugeot 108 569
Immatricolazioni auto aprile 2021: le 10 “segmento B” più vendute in Italia
Lancia Ypsilon 5.156
Toyota Yaris 3.856
Ford Puma 3.294
Citroën C3 3.271
Opel Corsa 2.996
Peugeot 208 2.679
Peugeot 2008 2.600
Dacia Sandero 2.580
Volkswagen T-Cross 2.501
Renault Captur 2.350
Immatricolazioni auto aprile 2021: le 10 “segmento C” più vendute in Italia
Jeep Renegade 4.111
Fiat 500X 4.106
Volkswagen T-Roc 3.035
Jeep Compass 2.220
Peugeot 3008 2.082
Dacia Duster 2.001
Fiat Tipo 1.840
Volkswagen Golf 1.794
Audi A3 1.377
Hyundai Tucson 1.307
Immatricolazioni auto aprile 2021: le 10 “segmento D” più vendute in Italia
Volkswagen Tiguan 2.073
Ford Kuga 1.644
Audi Q3 1.479
BMW X1 1.406
Mercedes GLA 1.061
Toyota RAV4 1.014
Land Rover Range Rover Evoque 760
Alfa Romeo Stelvio 653
Skoda Octavia 603
Audi A4 515
Immatricolazioni auto aprile 2021: le 10 “segmento E” più vendute in Italia
Mercedes GLE 296
Audi A6 291
BMW serie 5 210
Jaguar F-Pace 186
Land Rover Range Rover Sport 185
BMW X5 178
Mercedes classe E 178
Mercedes GLE Coupé 148
BMW X6 142
Audi Q8 131
Immatricolazioni auto aprile 2021: le 10 “segmento F” più vendute in Italia
Porsche 911 87
Maserati Ghibli 53
Mercedes classe S 43
Porsche Panamera 31
Porsche Taycan 26
Ferrari F8 26
Ferrari Roma 23
BMW serie 8 Gran Coupé 22
Jaguar F-Type 19
Lamborghini Urus 19

Immatricolazioni auto aprile 2021: top 10 per alimentazione

La Volkswagen T-Cross è l’auto a benzina più amata dagli italiani ad aprile 2021 al posto della Citroën C3 mentre tra i modelli a gas troviamo la Dacia Sandero nuova regina tra le vetture a GPL al posto della Dacia Duster e la Seat Arona che ha superato la Volkswagen Polo tra le auto a metano.

Grandi novità anche sulle elettriche con la Fiat Nuova 500 che ha levato lo scettro alla Tesla Model 3.

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Le 10 auto più vendute in Italia ad aprile 2021 per alimentazione
Immatricolazioni auto aprile 2021: i 10 modelli a benzina più venduti in Italia
Volkswagen T-Cross 2.496
Fiat 500X 2.475
Opel Corsa 2.421
Citroën C3 2.414
Volkswagen T-Roc 1.941
Peugeot 208 1.844
Jeep Renegade 1.719
Toyota Aygo 1.327
Volkswagen Polo 1.314
Fiat Panda 1.282
Immatricolazioni auto aprile 2021: i 10 modelli diesel più venduti in Italia
Jeep Renegade 1.816
Fiat 500X 1.631
Peugeot 3008 1.429
Volkswagen Tiguan 1.414
Peugeot 2008 1.254
Fiat Tipo 1.234
Volkswagen T-Roc 1.094
Audi Q3 1.045
Jeep Compass 948
Ford Kuga 927
Immatricolazioni auto aprile 2021: le 10 ibride più vendute in Italia
Fiat Panda 7.629
Lancia Ypsilon 4.564
Fiat 500 4.489
Toyota Yaris 3.061
Ford Puma 2.569
Suzuki Ignis 1.608
Suzuki Swift 1.219
Suzuki Vitara 1.038
Toyota C-HR 1.000
Hyundai Tucson 976
Immatricolazioni auto aprile 2021: le 10 ibride plug-in più vendute in Italia
Jeep Compass 817
Jeep Renegade 576
Volvo XC40 532
BMW X1 516
Ford Kuga 430
Peugeot 3008 427
Renault Captur 419
Toyota RAV4 218
Mercedes classe A 206
Mercedes GLA 197
Immatricolazioni auto aprile 2021: i 10 modelli a GPL più venduti in Italia
Dacia Sandero 1.822
Renault Captur 1.407
Dacia Duster 1.376
Fiat Panda 881
Renault Clio 604
Lancia Ypsilon 535
Kia Picanto 384
Ford Fiesta 347
Kia Stonic 314
Kia Sportage 294
Immatricolazioni auto aprile 2021: i 10 modelli a metano più venduti in Italia
Seat Arona 639
Volkswagen Polo 573
Fiat Panda 461
Skoda Kamiq 378
Audi A3 254
Volkswagen up! 238
Seat Ibiza 216
Volkswagen Golf 164
Skoda Octavia 137
Seat Leon 65
Immatricolazioni auto aprile 2021: le 10 elettriche più vendute in Italia
Fiat Nuova 500 1.062
Smart EQ fortwo 601
Renault Twingo electric 528
Renault Zoe 421
Volkswagen ID.4 330
Peugeot e-208 308
Volkswagen ID.3 296
Opel Corsa-e 149
Peugeot e-2008 147
Nissan Leaf 139

Immatricolazioni auto aprile 2021: top 10 per carrozzeria

L’unico cambiamento nella classifica delle immatricolazioni auto di aprile 2021 in Italia ha coinvolto le fuoristrada con il sorpasso della BMW X1 ai danni della Land Rover Range Rover Evoque.

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Le 10 auto più vendute in Italia ad aprile 2021 per carrozzeria
Immatricolazioni auto aprile 2021: le 10 berline più vendute in Italia
Fiat Panda 10.253
Fiat 500 5.412
Lancia Ypsilon 5.156
Toyota Yaris 3.856
Citroën C3 3.271
Opel Corsa 2.996
Peugeot 208 2.679
Dacia Sandero 2.580
Volkswagen Polo 1.892
Ford Fiesta 1.842
Immatricolazioni auto aprile 2021: le 10 crossover più vendute in Italia
Fiat 500X 4.106
Jeep Renegade 3.508
Ford Puma 3.294
Volkswagen T-Roc 2.743
Peugeot 2008 2.600
Volkswagen T-Cross 2.501
Renault Captur 2.350
Peugeot 3008 1.961
Citroën C3 Aircross 1.766
Dacia Duster 1.741
Immatricolazioni auto aprile 2021: le 10 fuoristrada più vendute in Italia
BMW X1 789
Land Rover Range Rover Evoque 759
Jeep Compass 744
Suzuki Vitara 624
Jeep Renegade 603
Toyota RAV4 590
Alfa Romeo Stelvio 504
Audi Q3 486
Hyundai Tucson 425
Mercedes GLC 422
Immatricolazioni auto aprile 2021: le 10 station wagon più vendute in Italia
Fiat Tipo SW 1.003
Skoda Octavia Wagon 566
Audi A4 Avant 480
Toyota Corolla Touring Sports 474
Ford Focus SW 389
Volkswagen Passat Variant 377
BMW serie 3 Touring 310
Seat Leon Sportstourer 281
Audi A6 Avant 276
Volvo V60 221
Immatricolazioni auto aprile 2021: le 2 piccole monovolume più vendute in Italia
Fiat 500L 1.297
Fiat Idea 1
Immatricolazioni auto aprile 2021: le 10 multispazio più vendute in Italia
Peugeot Rifter 294
Citroën Berlingo 238
Volkswagen Caddy 116
Toyota Proace City 112
Opel Combo 79
Fiat Qubo 65
Ford Tourneo Connect 46
Renault Kangoo 21
Ford Tourneo Courier 9
Dacia Dokker 6
Immatricolazioni auto aprile 2021: le 10 cabrio e spider più vendute in Italia
Fiat 500 338
Volkswagen T-Roc Cabriolet 153
Mini Cabrio 133
Mazda MX-5 55
Smart EQ fortwo cabrio 53
BMW Z4 46
BMW serie 2 Cabrio 42
BMW serie 4 Cabrio 39
Porsche 911 Cabriolet 38
Mercedes classe C Cabrio 38
Immatricolazioni auto aprile 2021: le 8 monovolume compatte più vendute in Italia
Mercedes classe B 312
BMW serie 2 141
Citroën Grand C4 SpaceTourer 82
Dacia Lodgy 51
Renault Scénic 21
Volkswagen Touran 15
Nissan Evalia 4
Peugeot 5008 3
Immatricolazioni auto aprile 2021: le 10 coupé più vendute in Italia
BMW serie 4 142
BMW serie 2 55
Porsche 911 49
Porsche Panamera 31
Mercedes classe E Coupé 31
Porsche Taycan 26
Ferrari Roma 23
Jaguar F-Type 16
Porsche Cayman 13
Audi A7 13
Immatricolazioni auto aprile 2021: le 10 monovolume grandi più vendute in Italia
Opel Zafira Life 167
Mercedes classe V 77
Peugeot Traveller 71
Citroën SpaceTourer 67
Ford S-Max 47
Renault Espace 35
Toyota Proace Verso 34
Toyota Proace 34
Opel Vivaro Life 21
Volkswagen Multivan 18

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Abarth 695 (2019): pregi e difetti della citycar sportiva dello Scorpione

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La Abarth 695 del 2019 – nota anche come 70° Anniversario – era (ed è ancora oggi) il modello più esclusivo e costoso della Casa dello Scorpione.

Oggi analizzeremo le prime vetture prodotte e vendute due anni fa della cattivissima citycar torinese, costruita in 1.949 esemplari e facile da trovare usata a poco più di 25.000 euro. Scopriamo insieme i pregi e i difetti di uno dei “cinquini” più cattivi di sempre: una mini belva impreziosita dallo Spoiler ad Assetto Variabile adattabile (è possibile scegliere la posizione tra 0 e 60° a seconda che si voglia aumentare il grip o l’aerodinamicità), dai cerchi in lega da 17” Supersport neri opachi, dalla vernice Verde Monza 1958 e dalla palpebra strumenti rivestita in Alcantara.

I pregi della Abarth 695 del 2019

Abitabilità

Davanti si sta bene, dietro meno. Difficile pretendere di più da una citycar a tre porte.

Finitura

Buona: meglio i materiali degli assemblaggi.

Capacità bagagliaio

I 185 litri offerti dal vano della Abarth 695 non sono molti ma si tratta comunque di un valore in linea con quanto offerto dalla concorrenza.

Posto guida

Il sedile avvolgente offre una grande sensazione di sportività. Peccato solo per la posizione di seduta rialzata e per il volante troppo inclinato.

Climatizzazione

L’impianto manuale di serie (l’automatico era – ed è ancora oggi – optional) è potente ed efficace.

Sospensioni

La Abarth 695 monta ammortizzatori granitici. Giusto così…

Rumorosità

Il propulsore regala un sound coinvolgente e invadente ed è proprio questo il suo bello.

Motore

Il 1.4 turbo benzina Euro 6d-Temp della Abarth 695 del 2019 genera una potenza di 180 CV e una coppia di 250 Nm. Un propulsore vivace che nonostante la sovralimentazione ama molto frequentare la zona rossa del contagiri.

Cambio

La trasmissione manuale a cinque marce – caratterizzata da una rapportatura molto corta – si difende bene.

Sterzo

Difficile trovare comandi così reattivi in questo segmento.

Prestazioni

Notevoli: 225 km/h di velocità massima e 6,7 secondi per accelerare da 0 a 100 chilometri orari.

Dotazione di sicurezza

Completa: airbag frontali, a tendina e per le ginocchia del guidatore, controlli di stabilità e trazione e hill holder.

Visibilità

La Abarth 695 è un’auto facile da parcheggiare grazie alle dimensioni esterne contenute. Questo nonostante le forme particolari della zona posteriore e i finestrini piccoli.

Freni

L’impianto potentissimo si comporta egregiamente anche in pista.

Tenuta di strada

L’Abarth 695 è una citycar tanto divertente quanto rassicurante.

Consumo

14,7 km/l dichiarati: un valore adeguato alla tipologia di vettura.

Garanzie

La copertura scadrà quest’anno: dipende dal mese di immatricolazione.

I difetti della Abarth 695 del 2019

Dotazione di serie

Da integrare: autoradio Aux USB, cerchi in lega da 17”, climatizzatore manuale, fendinebbia e sedili Sabelt in pelle nera con guscio in carbonio.

Prezzo

Da nuova nel 2019 la Abarth 695 costava parecchio (34.600 euro). Oggi si trova facilmente di seconda mano a 26.800 euro: poco più di una Mini Cooper Camden Edition appena uscita dal concessionario.

Tenuta del valore

Elevata: le auto dello Scorpione sono sempre molto richieste e molte di queste hanno un futuro assicurato come auto d’epoca.

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Rc Auto, si può ritirare la denuncia di un sinistro?

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Partiamo con il definire che cos’è la denuncia di un sinistro, ovvero la comunicazione che viene inoltrata alla compagnia assicurativa e che contiene tutte le informazioni inerenti l’incidente avvenuto tra veicoli. L’obiettivo è informare appunto l’assicurazione dell’avvenuto sinistro, in modo che possa essere attivata la procedura per il risarcimento dei danni.

Come si fa la denuncia di sinistro?

Può essere fatta anche in carta semplice, senza formalità. Basta indicare le proprie generalità, il numero di polizza, la targa del veicolo e descrivere la dinamica dell’incidente. Chiaramente, se si è a conoscenza delle generalità della controparte che ha provocato l’incidente, è bene indicarle nella denuncia, con anche il numero di targa del suo mezzo.

L’invio della denuncia all’assicurazione può avvenire tramite pec oppure con raccomandata con ricevuta di ritorno direttamente alla sede legale della compagnia assicurativa. Altrimenti è possibile andare di persona presso l’agenzia dell’assicurazione più vicina, che si occuperà di compilare il modulo di denuncia.

A che cosa serve la denuncia di sinistro?

Si tratta di un documento che, come abbiamo detto, è assolutamente necessario per informare l’assicurazione dell’avvenuto sinistro, per poter dare il via alla procedura di risarcimento dei danni. Ricordiamo anche che il conducente danneggiato può ottenere il risarcimento direttamente dalla propria assicurazione, che si rivarrà su quella del soggetto che ha provocato i danni (secondo la procedura di risarcimento diretto di cui abbiamo parlato).

La denuncia di sinistro si può ritirare?

Teoricamente il ritiro di una denuncia di sinistro non è vietato dalla legge, non si tratta infatti di un documento che può essere paragonato alla denuncia penale che, una volta sporta, non può assolutamente essere ritirata. È vero anche però che il ritiro della denuncia di sinistro è possibile solo finché la stessa è ancora presso l’ufficio dell’agenzia alla quale è stata consegnata, prima che venga spedita alla sede legale della società.

Se il documento è già stato spedito, è impossibile ritirarlo, si può inviare eventualmente una controdenuncia. Nel caso in cui la situazione, dopo un sinistro, venga risolta diversamente, con accordo tra le parti, bisogna comunicarlo tempestivamente all’agenzia di assicurazione. Servirebbe quindi una comunicazione per spiegare che la procedura di risarcimento non occorre più. Operazione che in genere fa insospettire l’assicurazione, che potrebbe pensare che i conducenti stavano architettando una truffa. Ma spieghiamolo meglio.

Che cos’è la truffa assicurativa?

Il ritiro della denuncia di sinistro potrebbe far pensare alla truffa assicurativa. Secondo il codice penale “chiunque, al fine di conseguire per sé o per altri l’indennizzo di una assicurazione o comunque un vantaggio derivante da un contratto di assicurazione, distrugge, disperde, deteriora od occulta cose di sua proprietà, falsifica o altera una polizza o la documentazione richiesta per la stipulazione di un contratto di assicurazione, è punito con la reclusione da uno a cinque anni”.

Alla stessa pena “soggiace chi, per arricchirsi ai danni dell’assicurazione, cagiona a se stesso una lesione personale o aggrava le conseguenze della lesione personale prodotta da un infortunio o denuncia un sinistro non accaduto ovvero distrugge, falsifica, altera o precostituisce elementi di prova o documentazione relativi al sinistro”.

Per questo chi ritira una denuncia di sinistro fa sorgere sospetti all’assicurazione, che potrebbe pensare al ripensamento come al pentimento di chi ha tentato di truffare l’assicurazione e si è poi pentito. Per evitare quindi di incorrere in un reato di truffa assicurativa, il ritiro della denuncia di sinistro deve essere giustificato e sorretto da valide ragioni.

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Volkswagen Way To Zero: il futuro sostenibile della Casa di Wolfsburg

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Si chiama Way To Zero il piano Volkswagen per la decarbonizzazione dell’azienda di Wolfsburg e dei suoi prodotti. Una strategia che porterà la Casa tedesca, tra le altre cose, a ridurre le emissioni medie di CO2 per auto di 17 tonnellate entro il 2030.

Di seguito troverete tutti i dettagli del progetto Volkswagen Way To Zero.

Decarbonizzazione

Volkswagen sta adottando un approccio complessivo alla decarbonizzazione – dalla produzione fino alla fase di riciclo – con un investimento pari a 14 miliardi di euro entro il 2025.

Elettrico in primo piano

I piani di Volkswagen sull’elettrico sono molto ambiziosi: entro il 2030 la Casa di Wolfsburg intende raggiungere il 70% delle vendite in Europa esclusivamente con modelli 100% EV (almeno il 50% in America Settentrionale e Cina). Ogni anno il marchio tedesco lancerà una nuova auto elettrica.

Impianti eolici e solari

La Casa teutonica sarà il primo costruttore automobilistico a supportare in modo diretto l’espansione delle energie rinnovabili su larga scala e realizzerà entro il 2025 nuovi impianti eolici e solari in varie aree d’Europa.

Entrando più nel dettaglio Volkswagen ha già sottoscritto contratti con l’azienda energetica RWE e sta supportando la costruzione del più grande progetto solare indipendente della Germania: un impianto – prodotto senza sovvenzioni statali entro la fine del 2021 – composto da 420.000 moduli con una capacità totale di 170 milioni di kWh l’anno.

Tutti i progetti supportati da Vw genereranno insieme circa sette terawattora di nuova energia rinnovabile entro il 2025. La quantità che alimenterà la rete crescerà in parallelo con la diffusione dei modelli elettrici ID.

Già oggi Volkswagen offre ai propri clienti energia rinnovabile per ricaricare a casa (in Italia attraverso la partnership con PLT puregreen) e in strada (tramite le stazioni di ricarica Ionity): una soluzione che permette di ridurre le emissioni di andride carbonica di circa la metà rispetto al mix energetico dell’Unione Europea nonché un elemento fondamentale per arrivare alla neutralità climatica della mobilità elettrica (ottenibile solo con la possibilità di ricaricare i veicoli EV con energia generata integralmente da fonti rinnovabili).

Produzione green

Volkswagen sta anche operando per decarbonizzare la sua produzione e la catena di fornitura. Oggi l’elettricità utilizzata in tutte le fabbriche europee del colosso di Wolfsburg proviene da fonti rinnovabili e dal 2030 tutti i siti a livello mondiale (esclusi quelli cinesi) saranno alimentati solo con energia green.

Ma non è tutto: già nel 2021 Volkswagen utilizzerà ulteriori componenti sostenibili delle sue ID., tra cui involucri della batteria e cerchi in lega prodotti da alluminio verde e pneumatici realizzati tramite produzione a basse emissioni. Inoltre il brand teutonico renderà le emissioni di CO2 un criterio chiave nell’assegnazione dei contratti di fornitura (migliorando in questo modo l’impronta di carbonio dei fornitori e assicurando la sostenibilità della sua catena di approvvigionamento) e creerà un circuito chiuso di riciclo per le batterie e le sue materie prime sotto l’intero controllo del gruppo.

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Quando e come si deve aggiornare la carta di circolazione?

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La carta di circolazione è un documento molto importante per ogni veicolo, è quello che noi comunemente chiamiamo libretto di circolazione, ed è necessario appunto per la circolazione del mezzo stesso. È bene infatti che il conducente lo porti sempre con sé per poter viaggiare senza pensieri, e non avere problemi durante qualsiasi tipologia di controllo su strada da parte delle Forze dell’Ordine.

Chi rilascia la carta di circolazione di un veicolo?

Si tratta di un documento che viene rilasciato dall’ufficio provinciale della Motorizzazione Civile (UMC) e che riporta tutti i dati relativi alle caratteristiche tecniche del mezzo. La carta di circolazione, in conseguenza dell’entrata in vigore del D. Lgs. n. 98/2017 sarà progressivamente sostituita dal Documento Unico di Circolazione e di proprietà (DU).

Che cos’è il Documento Unico di Circolazione e di Proprietà del veicolo?

Il D. lgs. n. 98/2017 è entrato in vigore dal 1° gennaio 2020; nello specifico prevede la progressiva introduzione del Documento Unico di Circolazione e di Proprietà (DU) del veicolo, che man mano va a sostituire i due documenti che abbiamo sempre avuto, ovvero la Carta di Circolazione e il Certificato di Proprietà del veicolo (cartaceo o digitale), unendoli in un unico documento.

Il DU oggi quindi è costituito dall’attuale modello di Carta di Circolazione dove sono segnalati anche tutti i dati relativi alla situazione giuridico-patrimoniale del veicolo, presenti nel Pubblico Registro Automobilistico. L’emissione del DU avviene progressivamente per tipologia di operazioni e, per i veicoli che sono già immatricolati e iscritti al PRA, in occasione della prima operazione effettuata, potranno coesistere dei veicoli dotati di Carta di Circolazione e CdP e altri invece che avranno già il DU.

A partire dal mese di marzo scorso, nel caso in cui venga smarrito o rubato il Certificato di Proprietà dell’auto, o venga distrutto o sia estremamente deteriorato, non viene più rilasciato il duplicato del CdP ma automaticamente viene sostituito con il nuovo DU. Lo stesso avviene anche per furto/smarrimento o deterioramento/distruzione della carta di circolazione.

Quali dati contiene la carta di circolazione dell’auto?

La carta di circolazione contiene dati e informazioni che non solo riguardano il proprietario del mezzo, anche informazioni sul veicolo come, per esempio, il tipo di pneumatici omologati. A volte può succede che sia necessario aggiornare o modificare questi dati, facendoli trascrivere sul libretto di circolazione dell’auto stessa.

Come si aggiornano i dati della carta di circolazione?

Le modifiche delle caratteristiche tecniche del veicolo, secondo quanto prescritto agli articoli 75 e 78 del Codice della Strada, devono essere sottoposte a “visita e prova” presso la Motorizzazione competente in base alla sede dell’officina che ha effettuato i lavori.

È necessario seguire una procedura specifica per farlo, non basta solo presentarsi presso gli Uffici:

  • prima dei lavori serve avere il nullaosta da parte del costruttore; nei casi in cui questo non è più necessario (quindi per gomme, ruote e freni), è comunque importante che ogni tipo di modifica venga accompagnata da una relazione tecnica scritta da una persona ovviamente abilitata a farlo (quindi un tecnico o ingegnere con determinati requisiti professionali). La relazione deve attestare la possibilità di esecuzione della modifica;
  • solo una volta ottenuto questo particolare documento, allora è possibile presentarsi alla Motorizzazione per la visita e prova;
  • nel caso in cui l’esito è favorevole, allora viene emessa una nuova carta di circolazione con i dati cambiati o integrati. La domanda deve essere accompagnata da tre versamenti: uno di 25 euro sul conto corrente postale 9001, un altro da 32 euro sul c/c 4028 e infine 12,50 euro sul c/c 551002.

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Cosa si rischia quando si parcheggia in un posto per disabili?

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Il rischio per chi parcheggia in un’area di sosta dedicata a persone disabili senza il permesso è quello di venire punito con multa, decurtazione dei punti dalla patente e nei casi più gravi anche accusa di violenza privata; attenzione a non commettere mai questa scorrettezza, soprattutto nei confronti di chi ha realmente bisogno di quel parcheggio.

Chi può parcheggiare nelle aree di sosta per disabili deve essere munito di un contrassegno, che deve essere esposto sul parabrezza dell’auto. Questo permette di beneficiare di alcune agevolazioni per la circolazione e la sosta. Purtroppo alcuni utenti lo usano in maniera impropria o altri lo richiedono anche se non hanno il diritto. Oppure ci sono automobilisti che occupano i posti per disabili senza nemmeno avere il tagliando, in maniera completamente illegale. Vediamo le conseguenze.

Quando viene rilasciato il contrassegno per disabili

Il contrassegno disabili è indispensabile per permettere la sosta in aree di parcheggio dedicate alle persone con disabilità. Serve chiaramente per facilitare la ricerca dei parcheggi, soprattutto nelle grandi città. Non tutte le disabilità danno diritto al permesso (art. 381 del DPR 16 dicembre 1992 n. 495 – modificato successivamente dal Decreto del Presidente delle Repubblica 30 luglio 2012, n. 151). Il tagliando viene dato agli invalidi con capacità di deambulazione impedita o ridotta e oggi anche ai non vedenti.

Possono essere richiesti anche degli speciali permessi temporanei a chi ha gravi problemi di deambulazione a seguito di un infortunio, e a persone con totale assenza di autonomia funzionale e con necessità di assistenza continua. È il Comune di residenza della persona con disabilità a rilasciare il contrassegno, previo accertamento sanitario, non ha alcun costo e dura 5 anni.

Divieto di sosta in parcheggio per invalidi: cosa dice la legge

L’articolo 188 del Codice della Strada disciplina la sosta nelle aree riservate ai disabili:

  • per la circolazione e la sosta dei veicoli delle persone invalide gli enti proprietari della strada devono allestire e mantenere apposite strutture e la segnaletica necessaria;
  • i soggetti legittimati ad usufruire delle strutture sono autorizzati dal sindaco del Comune di residenza nei casi e con limiti determinati dal regolamento;
  • i veicoli di soggetti invalidi autorizzati non sono tenuti all’obbligo del rispetto dei limiti di tempo nelle aree di sosta temporanea;
  • chiunque usa le strutture per disabili senza averne diritto o ne fa uso improprio, è soggetto al pagamento di una multa che va da 84 a 335 euro;
  • chi usa le strutture per disabili, pur avendone diritto, ma non osserva limiti e condizioni indicati nell’autorizzazione rischi una multa da 41 a 168 euro;
  • il recente Ddl per il diritto alla mobilità prevede che i disabili possano parcheggiare nei posti con strisce blu senza pagare.

I parcheggi per disabili sono indicati anche da cartelli stradali. All’inizio di ogni posteggio è posta la segnaletica verticale a tale proposito. Attenzione: se sul cartello stradale è indicato un numero di targa, lo spazio è riservato a quel veicolo. La segnaletica orizzontale di queste aree di parcheggio è rappresentata dalle strisce di colore giallo.

Le sanzioni previste per sosta non autorizzata nell’area per disabili

La polizia può applicare sanzioni a chi ignora la segnaletica, occupando un posto riservato ai disabili senza averne diritto. Come abbiamo anticipato, l’art. 188 del Codice della Strada prevede multe da 84 euro a 335 euro per chi non possiede o non espone correttamente il contrassegno. È prevista anche la decurtazione di 2 punti dalla patente.

Si possono verificare situazioni ancora più gravi, condannate come reato di violenza privata, quando un automobilista parcheggia abusivamente in un posto riservato a disabili che vivono o lavorano nei pressi di quella zona. In questa circostanza, chi parcheggia senza autorizzazione può essere condannato anche a risarcire i danni al soggetto disabile a cui è stato ‘sottratto’ il parcheggio.

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