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I migliori consigli per guidare con il caldo senza correre alcun pericolo

L’estate è iniziata e con essa si sono alzate parecchio anche le temperature. Anche le partenze per le vacanze estive sono già cominciate e, come ogni anno, oltre al traffico sulle autostrade, quello che più preoccupa è come affrontare il forte caldo durante queste giornate, soprattutto se si viaggia in macchina per raggiungere le mete dove trascorrere il proprio tanto atteso periodo di ferie.
Guidare l’auto con il caldo: la ricerca
Secondo una ricerca condotta da alcune Case auto, guidare in auto con temperature molto elevate equivale a guidare dopo aver bevuto sostanze alcoliche (vietata dalla legge la guida in stato di ebbrezza). Secondo i dati raccolti infatti, mettersi al volante nelle più calde giornate estive può provocare alcuni effetti e pericoli simili a chi guida sotto l’effetto dell’alcol.
È giusto porre la nostra attenzione su questa condizione, soprattutto in questi giorni di gran caldo, oggi che inizia ‘ufficialmente’ l’estate e le temperature continuano a salire. Quando fa molto caldo infatti tutti tendono ad ascoltare i classici consigli che si è abituati a sentire ogni anno per evitare malessere o altri problemi. Un esempio è quello di non uscire nelle ore di punta, non mettersi al volante chiaramente in quei momenti, bere molta acqua per idratarsi, non ghiacciata se fa molto caldo, per evitare una congestione. Ma in realtà ci sono anche delle particolari cautele da tenere alla guida.
Come combattere i problemi del caldo alla guida
Guidare quando la temperatura esterna supera i 30 gradi equivale a mettersi al volante con un tasso alcolemico di 0.5 grammi per litro di sangue. Come abbiamo detto però questa condizione viene spesso sottovalutata, la gente quando fa caldo pensa solo ai consigli che dicono di non uscire e camminare per strada quando il sole è più diretto e cocente, ma troppe poche persone sono consapevoli che è fondamentale seguire delle regole importanti durante la guida, quando il caldo è molto intenso.
Purtroppo in questa condizione possono seriamente peggiorare anche i riflessi al volante, e questo è molto pericoloso, visto che in alcuni casi le conseguenze possono essere anche gravi e provocare incidenti stradali.
Come fronteggiare il gran caldo e non farsi trovare in auto impreparati
Il primo consiglio che ci sentiamo di dare è quello di non pensare solo ed esclusivamente all’aria condizionata. Quando riprendiamo la macchina dopo averla lasciata per ore al sole, non sempre è funzionale accendere immediatamente il climatizzatore, anche perché non raffredda l’abitacolo nell’immediato. Sarebbe bene prima aprire tutti i finestrini per una trentina di secondi e poi accendere l’aria condizionata, in modo che il picco di calore iniziale si possa dissipare autonomamente.
Altro consiglio importante è impostare la modalità automatica, se possibile e prevista, per rendere la temperatura all’interno dell’abitacolo dell’auto piè uniforme e distribuita meglio. Se fuori fa molto caldo e si sfiorano i 30 gradi, allora dentro è meglio non scendere sotto i 21 gradi, per evitare sia di consumare eccessivamente il carburante, sia di provocare uno sbalzo di temperatura pericoloso.
Per quanto riguarda la manutenzione dell’auto, questa è sempre importante, ma con il caldo lo è ancora di più. La prima cosa da fare è controllare spesso la pressione delle gomme, stare attenti poi ai livelli di olio e di liquido nell’impianto di raffreddamento.
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F1 2021: Verstappen re di Francia con la Red Bull

Max Verstappen ha vinto il GP di Francia a Le Castellet con la Red Bull davanti a Lewis Hamilton (Mercedes) e Sergio Pérez (Red Bull): un successo che ha permesso al pilota olandese di consolidare il primato nel Mondiale F1 2021.
Una gara da dimenticare – quella del Paul Ricard – per la Ferrari: per la prima volta nella stagione la Scuderia di Maranello non è riuscita a conquistare neanche un punto (Carlos Sainz Jr. undicesimo e Charles Leclerc addirittura sedicesimo).
Mondiale F1 2021 – GP Francia: le pagelle

Max Verstappen (Red Bull)
Max Verstappen ha dominato a sorpresa il GP di Francia a Le Castellet: pole position, vittoria, un punto bonus per il giro veloce e il miglior tempo fatto registrare in due prove libere su tre. In una gara in cui tutti si aspettavano la vittoria di Hamilton il pilota olandese ha rafforzato il primato nel Mondiale F1 2021 portando a casa il sesto podio nei primi sette appuntamenti stagionali.
La prima guida Red Bull ha commesso un solo errore al via quando è andato lungo alla prima curva e si è fatto passare da Lewis: da quel momento in poi ha brillato riprendendosi la vetta della corsa al 19° giro grazie a un’eccellente strategia. Alla 32° tornata ha effettuato una seconda sosta ritrovandosi in quarta posizione ma è stato protagonista di una fantastica rimonta supportato da una monoposto velocissima: dopo quattro giri è tornato in “top 3” grazie al posto “ceduto” dal compagno Pérez, dopo altre quattro tornate ha superato Bottas e a pochi chilometri dalla bandiera a scacchi ha passato agevolmente Hamilton.

Valtteri Bottas (Mercedes)
Per Valtteri Bottas si tratta del terzo Gran Premio consecutivo fuori dal podio, perso al 49° giro contro Pérez.
Il driver finlandese – penalizzato dalla scelta Mercedes di effettuare una sola sosta – ha mostrato un briciolo di grinta quando ha tentato di difendersi (senza successo) dall’attacco di Verstappen.

Lewis Hamilton (Mercedes)
Era dal 2019 che Lewis Hamilton non vinceva per tre gare consecutive.
A Le Castellet ha faticato parecchio contro una Red Bull più veloce: è scattato bene ma si è ritrovato nuovamente dietro Verstappen al 19° giro a causa di un errore di strategia del suo team. Tornato al comando alla 32° tornata dopo la seconda sosta di Max, ha dovuto cedere il primo posto al rivale olandese a un giro dalla fine.

Sergio Pérez (Red Bull)
Per la prima volta in carriera Sergio Pérez è salito sul podio per due gare consecutive ma a nostro avviso senza il pit-stop anticipato degli uomini Mercedes difficilmente sarebbe riuscito a tagliare il traguardo in “top 3”.
Il driver messicano ha gestito alla grande le gomme, riuscendo a conservarle per poi sfruttarle nel finale nella rimonta (e nel sorpasso) ai danni di Bottas.

Red Bull
Quella di Le Castellet è stata la gara della maturità per la Red Bull.
La scuderia austriaca – per l’ottava volta consecutiva con almeno una vettura in “top 3” – è stata capace di conquistare la pole position, di vincere e di portare due monoposto sul podio su un circuito apparentemente favorevole alla Mercedes. Merito della velocità in rettilineo e di una strategia fenomenale.
Mondiale F1 2021 – I risultati del GP di Francia
Prove libere 1
1 Valtteri Bottas (Mercedes) 1:33.448
2 Lewis Hamilton (Mercedes) 1:33.783
3 Max Verstappen (Red Bull) 1:33.880
4 Sergio Pérez (Red Bull) 1:34.193
5 Esteban Ocon (Alpine) 1:34.329
Prove libere 2
1 Max Verstappen (Red Bull) 1:32.872
2 Valtteri Bottas (Mercedes) 1:32.880
3 Lewis Hamilton (Mercedes) 1:33.125
4 Fernando Alonso (Alpine) 1:33.340
5 Charles Leclerc (Ferrari) 1:33.550
Prove libere 3
1 Max Verstappen (Red Bull) 1:31.300
2 Valtteri Bottas (Mercedes) 1:32.047
3 Carlos Sainz Jr. (Ferrari) 1:32.195
4 Sergio Pérez (Red Bull) 1:32.238
5 Lewis Hamilton (Mercedes) 1:32.266
Qualifiche
1 Max Verstappen (Red Bull) 1:29.990
2 Lewis Hamilton (Mercedes) 1:30.248
3 Valtteri Bottas (Mercedes) 1:30.376
4 Sergio Pérez (Red Bull) 1:30.445
5 Carlos Sainz Jr. (Ferrari) 1:30.840
Le classifiche
La classifica del GP di Francia 2021
| Max Verstappen (Red Bull) | 1h27:25.770 |
| Lewis Hamilton (Mercedes) | + 2,9 s |
| Sergio Pérez (Red Bull) | + 8,8 s |
| Valtteri Bottas (Mercedes) | + 14,6 s |
| Lando Norris (McLaren) | + 1:04,0 s |
Classifica Mondiale Piloti
| Max Verstappen (Red Bull) | 131 punti |
| Lewis Hamilton (Mercedes) | 119 punti |
| Sergio Pérez (Red Bull) | 84 punti |
| Lando Norris (McLaren) | 76 punti |
| Valtteri Bottas (Mercedes) | 59 punti |
Classifica Mondiale Costruttori
| Red Bull-Honda | 215 punti |
| Mercedes | 178 punti |
| McLaren-Mercedes | 110 punti |
| Ferrari | 94 punti |
| AlphaTauri-Honda | 45 punti |
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MotoGP 2021: Marc Márquez da leggenda in Germania

Marc Márquez ha vinto con la Honda – come da noi previsto – il GP di Germania 2021 al Sachsenring: il pilota spagnolo – sei volte campione del mondo MotoGP – e la Casa giapponese sono tornati sul gradino più alto del podio dopo oltre un anno e mezzo di assenza.
La gara teutonica ha visto il secondo posto di Miguel Oliveira (KTM) e la terza piazza di Fabio Quartararo, sempre più leader iridato con la Yamaha.
MotoGP 2021 – GP Germania: le pagelle

Fabio Quartararo (Yamaha)
Un terzo posto positivo, quello ottenuto da Fabio Quartararo al Sachsenring: un podio – il terzo negli ultimi quattro Gran Premi – che ha permesso al centauro transalpino di consolidare il primato nella MotoGP 2021 allungando il vantaggio su Zarco.
Partito (male) dalla seconda posizione, è riuscito a rientrare in “top 3” solo al 19° giro dopo un sorpasso ai danni di Miller.

Marc Márquez (Honda)
Dopo oltre un anno e mezzo di digiuno Marc Márquez è tornato sul podio e sul gradino più alto.
Dopo un sabato sotto le aspettative (5° in griglia), è partito alla grande e si è ritrovato in prima posizione già al primo giro dopo aver passato Aleix Espargaró. Le goccioline di pioggia cadute sulla pista tra la quarta e la quinta tornata gli hanno permesso di allungare sui rivali e per tutta la gara è stato bravo a difendersi inanellando giri veloci nonostante condizioni fisiche non eccelse.

Miguel Oliveira (KTM)
Miguel Oliveira, partito sesto, è entrato in zona podio al 10° giro approfittando del calo di Aleix Espargaró, si è preso la seconda posizione su Miller nella tornata successiva ed è stato l’unico in grado di tenere il ritmo di Márquez.
Il pilota portoghese – al terzo podio negli ultimi tre appuntamenti della MotoGP 2021 – è in un eccellente stato di forma.

Johann Zarco (Ducati)
Ieri una pole position a sorpresa, oggi un ottavo posto altrettanto sorprendente ma in senso negativo: è stato questo, in sintesi, il GP di Germania di Johann Zarco.
Nei primi giri è riuscito a stare dietro a Márquez e Espargaró ma ha perso rapidamente terreno dopo il sorpasso subito da Miller.

Honda
Il trionfo al Sachsenring è stato più di Márquez che della Honda ma si tratta comunque di un giorno da ricordare per la Casa nipponica.
La HRC non vinceva nella classe regina del Motomondiale da novembre 2019: sembra una vita fa, era una vita fa…
MotoGP 2021 – I risultati del GP di Germania
Prove libere 1
1 Marc Márquez (Honda) 1:21.660
2 Fabio Quartararo (Yamaha) 1:21.828
3 Takaaki Nakagami (Honda) 1:21.936
4 Pol Espargaró (Honda) 1:22.010
5 Aleix Espargaró (Aprilia) 1:22.040
Prove libere 2
1 Miguel Oliveira (KTM) 1:20.690
2 Fabio Quartararo (Yamaha) 1:20.910
3 Maverick Viñales (Yamaha) 1:21.023
4 Álex Rins (Suzuki) 1:21.077
5 Pol Espargaró (Honda) 1:21.108
Prove libere 3
1 Fabio Quartararo (Yamaha) 1:20.348
2 Jack Miller (Ducati) 1:20.404
3 Johann Zarco (Ducati) 1:20.433
4 Miguel Oliveira (KTM) 1:20.451
5 Aleix Espargaró (Aprilia) 1:20.451
Prove libere 4
1 Johann Zarco (Ducati) 1:21.397
2 Fabio Quartararo (Yamaha) 1:21.480
3 Miguel Oliveira (KTM) 1:21.554
4 Jack Miller (Ducati) 1:21.558
5 Marc Márquez (Honda) 1:21.661
Qualifiche
1 Johann Zarco (Ducati) 1:20.236
2 Fabio Quartararo (Yamaha) 1:20.247
3 Aleix Espargaró (Aprilia) 1:20.447
4 Jack Miller (Ducati) 1:20.508
5 Marc Márquez (Honda) 1:20.567
Warm up
1 Fabio Quartararo (Yamaha) 1:21.341
2 Pol Espargaró (Honda) 1:21.404
3 Takaaki Nakagami (Honda) 1:21.420
4 Joan Mir (Suzuki) 1:21.522
5 Franco Morbidelli (Yamaha) 1:21.648
Le classifiche
La classifica del GP di Germania 2021
| Marc Márquez (Honda) | 41:07.243 |
| Miguel Oliveira (KTM) | + 1,6 s |
| Fabio Quartararo (Yamaha) | + 6,8 s |
| Brad Binder (KTM) | + 7,9 s |
| Francesco Bagnaia (Ducati) | + 8,6 s |
Classifica Mondiale Piloti
| Fabio Quartararo (Yamaha) | 131 punti |
| Johann Zarco (Ducati) | 109 punti |
| Jack Miller (Ducati) | 100 punti |
| Francesco Bagnaia (Ducati) | 99 punti |
| Joan Mir (Suzuki) | 85 punti |
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Viaggi all’estero, come guidare con il volante a destra in sicurezza?

Partire per un viaggio all’estero a bordo della propria auto significa avere la consapevolezza di dover rispettare le regole della Nazione che si intende visitare. Questo principio vale anche e soprattutto per il Codice della Strada che può variare di Nazione in Nazione.
Una delle differenze più evidenti che si possono affrontare nel corso di un viaggio all’estero riguarda il senso di marcia. Nei Paesi anglofoni ma anche in tante altre Nazioni in giro per il mondo, la guida è al contrario rispetto a quello che succede in Italia: significa che la carreggiata utilizzata è quella di sinistra e nelle automobili il volante è posizionato sulla parte destra, con il cambio (manuale o automatico) che si usa con la mano sinistra. Vediamo come comportarsi quando si viaggia all’estero in una Nazione con la guida al “contrario“.
Viaggi all’estero: come abituarsi alla guida con il volante a destra
Chiunque debba raggiungere uno dei Paesi in cui la guida è al “contrario”, sia per vacanza che per lavoro, ci sono dei consigli utili da seguire per non avere problemi, specialmente di fronte a una rotonda, il pericolo numero quando si deve guidare nel verso opposto.
Come prima cosa, il consiglio principale è quello di iniziare l’esperienza alla guida di auto con il volante a destra in strade poco trafficate: è importante prendere dimestichezza con il mezzo e il senso di marcia diverso a poco a poco. Si consiglia, dunque, di evitare gli ingorghi cittadini, preferendo una zona residenziale oppure delle strade di campagna meno trafficate.
Diventa essenziale non farsi prendere la mano: la situazione è nuova, quindi è meglio evitare sorpassi e manovre spericolate e ogni mossa che potrebbe costituire un pericolo già guidando nel senso di marcia più congeniale, figurarsi quando si è chiamati a farlo al contrario.
Guidare con il volante a destra: attenzione agli incroci e alle rotonde
Guidare nel senso opposto all’estero può rappresentare un pericolo se non si affronta la situazione con il giusto atteggiamento. Una delle cose più importanti da tenere a mente è quella di prestare particolare attenzione in prossimità degli incroci e delle rotonde.
Su strade extraurbane a più corsie, onde evitare alcun tipo di problemi, è sempre meglio prediligere la corsia di sinistra che pur essendo più lenta, sarà sicuramente più sicura. Da tenere sempre a mente, inoltre, che nel caso si debba dare la precedenza, bisognerà guardare prima a destra e poi a sinistra: la stessa cosa vale anche per i pedoni.
Le Nazioni dove si guida con il volante a destra
Sono diverse le Nazioni in tutto il mondo dove si guida sulla parte sinistra della carreggiata e con auto che hanno il volante a destra. Le più conosciute sono il Regno Unito, l’Australia e il Sudafrica, ma in tanti altri Paesi sparsi per tutti i continenti la guida è “al contrario”: di seguito l’elenco.
- Antigua e Barbuda
- Australia
- Bahamas
- Bangladesh
- Barbados
- Bhutan
- Botswana
- Brunei
- Cipro
- Dominica
- eSwatini
- Figi
- Giamaica
- Giappone
- Grenada
- Guyana
- Hong Kong
- India
- Indonesia
- Irlanda
- Isole Salomone
- Isole Vergini Americane
- Kenya
- Kiribati
- Lesotho
- Macao
- Malawi
- Malaysia
- Maldive
- Malta
- Mauritius
- Mozambico
- Namibia
- Nauru
- Nepal
- Nuova Zelanda
- Pakistan
- Papua Nuova Guinea
- Regno Unito (eccezion fatta per Gibilterra e per il Territorio Britannico dell’Oceano Indiano)
- Saint Kitts e Nevis
- Saint Lucia
- Saint Vincent e Grenadine
- Samoa
- Seychelles
- Singapore
- Sri Lanka
- Sudafrica
- Suriname
- Tanzania
- Thailandia
- Timor Est
- Tonga
- Trinidad e Tobago
- Tuvalu
- Uganda
- Zambia
- Zimbabwe
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5 cose da fare se fare un viaggio con un’auto elettrica

Le auto elettriche fanno sempre più parte della nostra vita: sono tanti gli automobilisti che hanno scelto di sposare la mobilità elettrica e che ogni giorno vanno a lavoro, a fare la spesa oppure accompagnano i bambini a scuola con questo tipo di vetture.
Nonostante ciò, ancora in molti manifestano diverse perplessità quando c’è bisogno di fare un lungo viaggio a bordo di un’auto elettrica. Anche chi è appassionato di mobilità a zero emissioni, spesso è riluttante all’idea di andare in vacanza con la propria vettura e valuta la possibilità di partire con un’auto dotata di motori termici a diesel e benzina.
I dubbi si fondano sul timore di non trovare, lungo il viaggio oppure una volta arrivati a destinazione, i punti di ricarica per le vetture elettriche: la paura di restare con la batteria scarica provoca diverse perplessità. Le preoccupazioni, però, sono in gran parte infondate: ecco le 5 cose da fare prima di intraprendere un viaggio in auto elettrica.
Fare un viaggio con un’auto elettrica: pianificare prima di partire
Il primo dei cinque consigli su cosa fare per intraprendere un viaggio lungo con un’auto elettrica è quello di pianificare. Una vacanza a bordo della propria vettura a zero emissioni richiede una maggiore pianificazione rispetto a una vacanza con un’auto dotata di motore tradizionale.
Prima di partire, bisogna considerare due aspetti molto importanti: l’autonomia del proprio veicolo e le stazioni di ricarica presenti lungo il tragitto e nei pressi della località dove si intende andare a trascorrere le vacanze. A tal fine diventa essenziale avere una panoramica dei punti con le colonnine di ricarica per le auto elettriche. Si consiglia, dunque, di effettuare una ricerca prima di mettersi in viaggio: esistono tanti siti e diverse app per smartphone che consentono di consultare le mappe con le stazioni di ricarica elettrica.
Vacanze con un’auto elettrica: scegliere la destinazione
Partendo dal presupposto che per fare una vacanza a bordo di un’auto elettrica bisogna avere la sicurezza di poter ricaricare la propria vettura in modo tale da non restare mai a “secco” di energia, una delle cose da fare prima di mettersi in viaggio è scegliere bene la destinazione. L’ideale, ovviamente, è optare per una località in cui è presenta una rete di stazioni di ricarica.
In Italia si stanno moltiplicando i punti dotati di colonnine per la ricarica delle auto elettriche. All’estero, diversi Paesi si sono posti l’obiettivo di garantire che le stazioni di ricarica non si trovino mai a più di 120 chilometri di distanza l’una dall’altra. In Svizzera, per esempio, hanno realizzato la strada panoramica “Grand Tour of Switzerland” della lunghezza di 1.600 chilometri e percorribile completamente con veicoli elettrici, grazie all’installazione di 200 nuove stazioni di ricarica.
Fare un viaggio con l’auto elettrica: l’eco-consapevolezza
L’eco-consapevolezza è un fattore importante quando si parte per un viaggio a bordo di un’auto elettrica: bisogna essere consapevoli di cosa comporta mettersi alla guida di una vettura a zero emissioni, così da pianificare ogni spostamento. Si consiglia di informarsi prima di partire su quali stazioni di ricarica siano più comode da raggiungere una volta arrivati a destinazione: per farlo è possibile rivolgersi all’ufficio di informazioni turistiche.
Durante la notte è possibile ricaricare l’auto in albergo o presso le grandi catene di distribuzione energetica. Prima di partire è bene portare tre diversi connettori di ricarica: questo consente di poter ricaricare il veicolo praticamente ovunque.
Pianificare le stazioni di ricarica prima di viaggiare in auto elettrica
Il quarto consiglio sulle cose da fare prima di intraprendere un viaggio a bordo di un’auto elettrica è quello di pianificare le stazioni di ricarica che rappresentano il posto più comodo per ricaricare la batteria della propria vettura a zero emissioni.
Durante la sosta per la ricarica si può fare una pausa e mangiare qualcosa prima di riprendere il viaggio. Bisogna tenere bene a mente che il tempo medio di ricarica presso una stazione A/C pubblica è abbastanza lungo: per questo conviene pianificare alcune soste destinate alla ricarica e magari sfruttare il tempo per godersi il panorama.
Viaggiare in auto elettrica: scegliere bene le stazioni di ricarica
L’ultimo consiglio prima di mettersi al volante della propria auto elettrica e partire per le vacanze è quello di scegliere bene le stazioni di ricarica da utilizzare, sia per il tipo di connettore che si ha a disposizione, sia per la possibilità di visitare interessanti luoghi circostanti.
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Mille Miglia 2021: risultati e classifica

La Mille Miglia 2021 è stata vinta da Andrea Vesco e Fabio Salvinelli: l’equipaggio lombardo si è aggiudicato la 39° edizione della rievocazione storica della leggendaria corsa Brescia-Roma-Brescia al volante di un’Alfa Romeo 6C 1750 Super Sport del 1929.
Di seguito troverete i risultati e la classifica della Mille Miglia 2021.
La classifica della Mille Miglia 2021
| Andrea Vesco/Fabio Salvinelli – Alfa Romeo 6C 1750 Super Sport (1929) | 72.492 punti |
| Andrea Luigi Belometti/Gianluca Bergomi – Lancia Lambda Spider Casaro (1929) | 72.436 punti |
| Gianmario Fontanella/Anna Maria Covelli – Lancia Lambda Spider Casaro (1929) | 70.571 punti |
| Lorenzo Turelli/Mario Turelli – OM 665 SMM Superba 2000 (1929) | 70.157 punti |
| Giuseppe Nobis-Fabio Loperfido – OM 665 SMM Superba 2200 (1930) | 69.845 punti |
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Jeep Wrangler 4xe: fuoristrada alla spina

Le fuoristrada elettriche non esistono (ancora) ma la Jeep Wrangler 4xe è il mezzo che si avvicina di più al concetto di off-road ecologico: la variante ibrida plug-in benzina della quarta generazione della 4×4 statunitense – non chiamatela SUV, potrebbe offendersi parecchio – può infatti affrontare tratti impegnativi lontani dall’asfalto in modalità EV e può percorrere 45 km con il solo ausilio della batteria. In poche parole il mezzo ideale per chi frequenta spesso i luoghi più impervi e vuole inquinare il meno possibile.
Nel nostro primo contatto abbiamo avuto modo di guidare la Jeep Wrangler 4xe (disponibile solo Unlimited, cioè a passo lungo e con le porte posteriori) nella versione Rubicon dedicata a un uso più “estremo”: scopriamo insieme i suoi pregi e difetti.
Jeep Wrangler 4xe: come funziona il sistema ibrido plug-in
Il sistema ibrido plug-in della Jeep Wrangler 4xe è composto dal già noto motore 2.0 turbo benzina da 272 CV (un propulsore a quattro cilindri dalla cilindrata contenuta che consente di risparmiare sull’assicurazione RC Auto) affiancato da due motogeneratori elettrici (da 63 e 145 CV) e da un pacco batteria ad alta tensione da 17 kWh montato sotto i sedili posteriori. Il tutto abbinato a un eccellente cambio automatico TorqueFlite (convertitore di coppia) a 8 rapporti.
Il primo motore elettrico è collegato all’unità a benzina in sostituzione dell’alternatore tradizionale e, oltre a funzionare in sinergia con esso, può all’occorrenza agire da generatore ad alta tensione. Collegato attraverso una cinghia alla puleggia dell’albero motore, oltre a erogare coppia aggiuntiva per alimentare il motore a benzina gestisce il funzionamento del sistema start-stop generando al contempo l’elettricità da convogliare nel pacco batteria.
Il secondo motore elettrico è invece montato sulla trasmissione (più precisamente sulla parte anteriore della scatola) ed è integrato nel cambio automatico: i suoi compiti sono quelli di generare la forza di trazione e di recuperare l’energia in frenata.
La potenza (380 CV) e la coppia (637 Nm) del sistema ibrido sono gestite da due frizioni: quando la prima – situata tra le due unità – è aperta è possibile viaggiare a emissioni zero poiché manca il collegamento meccanico tra motore termico ed elettrico, quando è chiusa le due unità si combinano.
Il sistema ibrido plug-in della Jeep Wrangler 4xe comprende inoltre un modulo IDCM (Integrated Dual Charging Module) che combina un sistema di ricarica della batteria e un convertitore DC/DC. Ultimo, ma non meno importante, l’inverter di potenza alloggiato all’interno del pacco batteria.

Come funziona il sistema ibrido in poche parole
In parole povere la Jeep Wrangler 4xe monta un motore a benzina abbinato a due unità elettriche in grado di generare una potenza complessiva di 380 CV e una coppia totale di 637 Nm. La batteria da 17 kWh garantisce un’autonomia in modalità elettrica di 45 km e può essere ricaricata completamente in meno di tre ore (a 7,4 kWh).
Le modalità di guida sono tre (selezionabili attraverso appositi pulsanti sulla plancia alla sinistra del volante): in Hybrid la 4×4 “yankee” privilegia inizialmente l’energia prodotta dalla batteria e quando gli accumulatori raggiungono il livello di carica minimo o quando il guidatore richiede più potenza il sistema sfrutta il motore a benzina, in Electric l’auto viaggia in elettrico e torna automaticamente in Hybrid quando la batteria raggiunge il livello di carica minimo o quando il pilota preme a fondo il pedale dell’acceleratore e in E-Save viene data la priorità al propulsore termico risparmiando gli accumulatori per utilizzi successivi. Attraverso il sistema Uconnect è inoltre possibile attivare due modalità secondarie di E-Save: Battery Save (consente di mantenere lo stato di carica della batteria per utilizzarla in un secondo momento) e Battery Charge (consente di ricaricare la batteria sino all’80% tramite l’unità a benzina su cui interviene il generatore elettrico abbinato).

Jeep Wrangler 4xe: prezzo buono, dotazione nella media
La Jeep Wrangler 4xe Rubicon protagonista del nostro primo contatto ha un prezzo interessante in rapporto ai contenuti offerti (71.050 euro) e una dotazione di serie nella media della categoria:
Esterni
- Specchietti elettrici e riscaldati
- Cerchi in lega 17×7.5
- Pneumatici 32″ Mud-Terrain
- Paraurti anteriore specifico Rubicon
- Vetri oscurati
- Parafanghi neri
- Finiture Neutral Grey su mascherina
- Pedane Rock rails
- Soft Top Sunrider premium nero
- Fari LED
- Sticker centrale sul cofano con logo 4xe
- Sticker Rubicon ai lati del cofano con tracer blu
Interni
- Clima automatico bizona
- Specchietto elettrocromatico
- Sedili in tessuto premium con cuciture blu
- Sistema Audio 9-speaker Alpine Premium con subwoofer da 552W
- Quadro strumenti 7″ TFT configurabile
- Schermo 8,4″ Uconnect con Android Auto/Apple CarPlay
- Navigatore
- Radio DAB
Funzionalità
- Barra stabilizzatrice anteriore disinseribile
- Assali Dana 44/44
- Bloccaggio dei differenziali ant./post.
- Rock-Trac 4,0:1 4×4 system
- Sospensioni specifiche
- Sensori di parcheggio anteriori
- Telecamera anteriore
- Hill Start Assist
- Selec Speed
- Sensori posteriori con retrocamera
- Active Speed limiter e cruise control
- Technology Group
- Cavo di ricarica domestica mode 2

Jeep Wrangler 4xe: le novità in 5 punti
- Tecnologia ibrida plug-in
- Motore 2.0 turbo benzina da 272 CV
- Due motori elettrici da 63 e 145 CV
- Autonomia in elettrico di 45 km
- Batteria da 17 kWh ricaricabile in meno di 3 ore a 7,4 kWh
Scheda tecnica
| Lunghezza | 4,88 metri |
| Larghezza | 1,89 metri |
| Altezza | 1,90 metri |
| Velocità max | 156 km/h |
| Bagagliaio | 533/1.910 litri |
| Caratteristiche motore | turbo ibrido plug-in benzina, 4 cilindri, 1.995 cc, 380 CV e 637 Nm di coppia |
| Prezzo | 71.050 euro |
Come va in fuoristrada
In fuoristrada la Rubicon ibrida plug-in si comporta esattamente come la variante termica: cioè alla grande. Rispetto alla Sahara (già molto valida in off-road) offre chicche come un rapporto di riduzione di 77,2:1, la barra stabilizzatrice anteriore disinseribile, gli assali Dana 44/44, il bloccaggio dei differenziali anteriori e posteriori, il sistema di trazione integrale Rock-Trac (che comprende una scatola di rinvio a due velocità con rapporto delle marce ridotte pari a 4:1) e le sospensioni specifiche. Da non sottovalutare, inoltre, gli pneumatici Mud-Terrain, il paraurti anteriore specifico e le pedane Rock Rails.
Nonostante la batteria montata sotto i sedili posteriori (soluzione che ha portato al loro redesign per consentire di ribaltare in avanti la copertura e facilitare l’accesso agli accumulatori) la leggendaria fuoristrada statunitense offre la stessa capacità di guado – fino a 76 cm a una velocità di 8 km/h – della Unlimited “standard”. Tutti i componenti e i sistemi elettronici ad alta tensione, compresi i cablaggi tra pacco batterie e motori elettrici, sono sigillati e impermeabili.
Per quanto riguarda gli altri numeri troviamo un angolo di attacco di 36,6° (36 per la Unlimited Rubicon 2.0), un angolo di dosso di 21,4° (20,8°), un angolo di uscita di 31,8° (31,4°) e un’altezza da terra di 25,3 cm (25,2).
Come va su asfalto
La Jeep Wrangler 4xe Rubicon protagonista del nostro primo contatto è una fuoristrada dura e pura rivolta agli amanti dell’off-road. Se amate il look della 4×4 “yankee” ma affrontate spesso strade asfaltate il nostro consiglio è quello di puntare sulla Sahara: meno specialistica, più economica, più veloce (177 km/h contro 159) e con pneumatici All-Season più adatti all’uso “normale”.
Su strada emergono tutti i limiti della Wrangler, a cominciare da uno sterzo che si comporta quasi meglio a 130 km/h che a 50: nel primo caso bisogna farsi i muscoli per mantenere la traiettoria (una valida alternativa alla palestra) ma almeno non bisogna correggere spesso come quando si sta ad esempio in città sul pavé.
La Jeep Wrangler 4xe Rubicon predilige le andature rilassate (l’abitacolo poco insonorizzato. le gomme Mud-Terrain e i fruscii marcati dovuti a forme tutt’altro che aerodinamiche non aiutano quando si va forte) ed è poco agile nelle curve: non tanto per il peso – quasi due tonnellate e mezza di orgoglio americano non sono neanche molte considerando i valori raggiunti da alcune grandi SUV ibride plug-in – quanto per tutto il resto (baricentro molto alto, impianto frenante poco potente).
Dove l’abbiamo guidata
Nel nostro primo contatto abbiamo avuto modo di guidare la Jeep Wrangler 4xe tra Torino e Sauze d’Oulx su un percorso molto vario composto da tratti urbani, extraurbani e autostradali. Il tutto condito da un tratto off-road di livello medio affrontato quasi totalmente in elettrico (l’unità a benzina è intervenuta sporadicamente quando abbiamo affondato il piede sul pedale dell’acceleratore), selezionando la modalità 4L (quattro ruote motrici con marce ridotte) con una leva molto dura, bloccando il differenziale posteriore e sbloccando la barra antirollio anteriore.
NON TUTTI SANNO CHE – L’uomo più famoso di Sauze d’Oulx è Piero Gros: ex sciatore (ha vinto, tra le altre cose, la Coppa del Mondo 1974 e la medaglia d’oro in slalom speciale alle Olimpiadi di Innsbruck 1976, gara che assegnava anche il titolo Mondiale) nonché sindaco del comune piemontese dal 1985 al 1990.

Dove vorremmo guidarla
Avremmo voluto analizzare i consumi della Jeep Wrangler 4xe in modalità ibrida a batteria scarica ma all’andata (da Torino a Sauze d’Oulx) ci è stato suggerito di utilizzare la modalità meno efficiente di tutte: la E-Save, quella che privilegia il motore 2.0 a benzina risparmiando gli accumulatori per utilizzi successivi. Il risultato? 8,1 km/l.
Nel viaggio di ritorno abbiamo sì sfruttato la modalità Hybrid ma con la batteria completamente carica: su 90 km di percorso la 4×4 “yankee” è riuscita ad andare completamente in EV per quasi 50 chilometri consentendo una media di consumo all’arrivo pari a 17,5 km/l.
La Jeep Wrangler 4xe può essere un’alternativa a una SUV? Dipende dalla versione scelta (quindi la Sahara e non la Rubicon) e da cosa siete disposti a rinunciare in nome del look: la fuoristrada americana è un mezzo robusto, ruvido e ricco di sostanza che lascia poco spazio al lusso. Un’iconica compagna di viaggio da comprare e tenere a lungo che presenta alcuni alti e bassi alla voce “praticità”: l’abitacolo offre tanto spazio alla testa e alle gambe di chi si accomoda dietro (ma il divano è un po’ stretto per accogliere tre passeggeri) e al capitolo “bagagliaio” – 548 litri che diventano 1.059 quando si abbattono i sedili posteriori – c’è chi se la cava meglio, anche per quanto riguarda l’accessibilità.
Le concorrenti
| Audi Q7 55 TFSI e | La Jeep Wrangler 4xe non ha rivali dirette e per questo motivo abbiamo scelto quattro grandi SUV ibride plug-in non specialiste dell’off-road. Come ad esempio la crossover di Ingolstadt: ingombrante e poco agile nel misto ma spaziosa, costosa ma scattante ed efficiente. |
| BMW X5 xDrive45e Business | Una grande crossover ibrida plug-in elegante e raffinata da usare solo su asfalto. |
| Land Rover Range Rover Sport PHEV SE | Buona in fuoristrada (ma non ottima come la Wrangler) |
| Volkswagen Touareg eHybrid Elegance | La variante ibrida plug-in della grande Sport Utility di Wolfsburg – una delle migliori proposte del segmento – è comoda e costruita con cura. Il bagagliaio è grande mentre l’abitacolo presenta alti e bassi (divano largo ma con pochi centimetri per la testa e le gambe). |
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Specchietti retrovisori, come si orientano nella maniera più corretta?

Gli specchietti retrovisori sono strumenti che giocano un ruolo molto importante nella sicurezza alla guida: consentono di poter guardare indietro e di lato senza il bisogno di voltare la testa.
La loro funzione risulta fondamentale in ogni condizione di guida: sulle strade ad alta intensità di traffico come quelle dei grandi centri urbani, ma anche su percorsi dove si tiene una velocità sostenuta quali le autostrade e le superstrade.
Attraverso gli specchietti, il guidatore ha la possibilità di guardare la strada di lato o dietro senza distogliere a lungo lo sguardo dalla direzione in cui sta andando, cosa che costituirebbe un pericolo in termini di sicurezza. Per questo motivo, è bene posizionare in maniera adeguata gli specchietti retrovisori della propria vettura prima di mettersi alla guida, sia nel caso di tratti brevi che di viaggi più lunghi.
L’importanza di regolare gli specchietti retrovisori
L’importanza degli specchietti retrovisori viene insegnata a partire dalla Scuola Guida: basti pensare che secondo le indicazioni fornite dal Ministero dei Trasporti, chi non dovesse sistemare gli specchietti retrovisori prima di immettersi su strada, potrebbe non proseguire con l’esame finalizzato all’ottenimento della patente di guida.
Regolare gli specchietti laterali
Gli specchietti retrovisori delle automobili sono principalmente tre: i due specchietti laterali e quello centrale posto in alto. Sulla maggior parte dei modelli degli ultimi anni, gli specchietti laterali sono regolabili elettronicamente tramite una pulsantiera apposita posizionata quasi sempre alla sinistra del conducente, in prossimità dei comandi dei finestrini oppure sulla parte inferiore della plancia.
Su altri modelli di auto, soprattutto in quelli meno recenti, la regolazione avviene in maniera manuale: in alcuni è presente una levetta all’interno della vettura, mentre in altri bisogna prima abbassare i finestrini.
A prescindere dal tipo di modello, in ogni caso le regole da seguire su come orientare gli specchietti retrovisori laterali sono le stesse: entrambi devono poter offrire la maggio visibilità possibile, lasciando meno di un terzo alla fiancata dell’automobile.
Lo specchietto di sinistra deve essere regolato cercando di inserire nella visuale il parafango sinistro oppure la coda della vettura. Stessa cosa succede per lo specchietto di destra che si può puntare leggermente verso il basso in modo tale da agevolare i parcheggi su quel lato.
Come regolare correttamente lo specchietto retrovisore centrale
A differenza di quelli laterali, lo specchietto retrovisore centrale è sempre dotato di una regolazione manuale. Questo specchietto deve essere orientato in modo tale da consentire di vedere integralmente il lunotto posteriore: solo così si avrà una visione completa della strada dietro la propria vettura e di tutti i mezzi che seguono.
Cosa si vede attraverso gli specchietti retrovisori correttamente orientati
Gli specchietti retrovisori laterali e quello centrale vanno correttamente orientati allo scopo di eliminare il più possibile gli angoli ciechi o i punti morti della visuale: in pratica tutte quelle zone della strada che non sono visibili nemmeno con l’utilizzo congiunto dei tre specchietti e quindi possono rappresentare insidie sia in marcia che durante la fase di parcheggio.
Come capire se gli specchietti retrovisori sono orientati correttamente
In che modo si può capire se gli specchietti retrovisori della propria auto sono orientati in maniera corretta? Un metodo consiste nel farsi superare in auto: se l’auto che effettua il sorpasso non scompare mai completamente dalla vista e passa dallo specchietto retrovisore centrale a quello di sinistra in maniera graduale, allora significa che la regolazione è corretta. In caso contrario bisognerà correggere la posizione dei dispositivi visivi.
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Cosa fare se la chiave si rompe nel blocchetto d’accensione?

Gli inconvenienti in auto sono all’ordine del giorno: alcuni di loro possono riguardare le chiavi. Le automobili più moderne sono dotate della digital key che è più efficace ed efficiente ed evita problemi legati alle serrature. Per chi si trova in possesso di una vettura che presenta il vecchio sistema di apertura delle portiere e accensione, è possibile incappare nella spiacevole situazione della chiave spezzata all’interno della serratura.
Questo tipo di incidente può risultare più problematico di altri, in quanto rischia di impedire l’accensione della propria automobile e, nel caso delle portiere, impedisce di entrare all’interno dell’abitacolo. Ecco come risolvere il problema della chiave spezzata in maniera autonoma.
Chiave auto spezzata nella serratura: come estrarla
Il problema della chiave spezzata nella serratura della propria auto può essere risolto ricorrendo a diversi metodi, tutti accomunati dallo stesso principio: utilizzare un terzo strumento per far aderire la superficie sulla chiave. In questo modo si va ad estrarre con delicatezza la parte della chiave rimasta incastrata, così da poter tornare a utilizzare la serratura della portiera o quella dell’accensione con la chiave di riserva.
C’è un’operazione preliminare da compiere per rimuovere una chiave rotta nel blocchetto di accensione della propria auto: quella di andare lubrificare il blocchetto con un prodotto specifico che non sia a base di grafite. Tale fase risulta estremamente importante per poter sfilare la chiave all’interno della serratura i vari oggetti. A questo punto si utilizza la porzione di chiave rotta, riposizionandola all’interno del blocchetto per usarla come guida.
Accensione auto, estrarre la chiave rotta con un filo
Un altro metodo per estrarre la chiave dell’auto rotta nel blocchetto dell’accensione prevede l’utilizzo di un filo metallico: questo filo deve essere sottile per poter passare all’interno della serratura, ma allo stesso tempo deve essere abbastanza rigido per poter adempiere al suo dovere. Attraverso il filo, muniti di tanta pazienza e di una buona manualità, è possibile estrarre la chiave rimasta incastrata.
Chiave auto incastrata: come estrarla con una graffetta
Anche la graffetta è un ottimo strumento che può aiutare a risolvere il problema. In questo caso si va a riposizionare la parte di chiave rimasta nella serratura al fine di fungere da guida per la graffetta che lentamente viene inserita nella serratura. Una volta che la graffetta è aderente alla chiave, si procede a estrarre lentamente il moncone rimasto nel blocco.
In alternativa è possibile provare a fare la stessa operazione utilizzando la lama di un seghetto. In questo caso la lama serve per fare da leva, andando poi a cercare di afferrare i denti della chiave con una piccola rotazione della lama stessa.
I rimedi alternativi per estrarre la chiave rotta nel blocchetto d’accensione
Per provare a estrarre la chiave rotta nel blocchetto d’accensione della propria auto e tornare così ad accendere il motore e utilizzare la vettura senza problemi, si può utilizzare anche una pinza: l’importante è che questa abbia le punte sottili e sufficientemente lunghe.
Il metodo con la pinza prevede di cercare di allargare il blocchetto andando a posizionare le punte tra la chiave e le pareti della serratura. Bisogna tenere bene a mente che questo tipo di operazione comporterà una sorta di dilatazione del buco della serratura: si consiglia, dunque, di non utilizzarlo come primo metodo per estrarre la chiave rotta, ma di ricorrere alle pinze solo come rimedio d’emergenza.
Chiave auto incastrata: l’importanza della prevenzione
Come per tanti altri piccoli o grandi inconvenienti che possono succedere in auto, anche per le chiavi vale la stessa parola d’ordine: la prevenzione. Il principio del “prevenire è meglio che curare” ha sempre una grande valenza: nel caso delle chiavi è opportuno provvedere a una preventiva lubrificazione del cilindro della serratura, così da favorire l’uscita dell’oggetto ed eliminare ogni tipo di ostruzione che possa causare problemi.
Per quanto i metodi precedentemente indicati possano risultare efficaci nella maggior parte dei casi, è sempre consigliabile rivolgersi a un professionista nel caso in cui non si è sicuri di poter risolvere il problema in maniera autonoma, oppure qualora si sia sprovvisti dei giusti strumenti. Il rischio di sbagliare e magari andare a complicare ulteriormente il problema, infatti, è sempre dietro l’angolo.
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Tutti i consigli per creare una playlist perfetta per un viaggio in auto

Musica e automobili formano un connubio perfetto: che sia per un viaggio lungo oppure per uno spostamento più breve, ascoltare le proprie canzoni preferite in auto rappresenta uno dei grandi piaceri della guida.
La musica ha il grande potere di aiutare a rilassarsi durante la guida, ma allo stesso tempo può dare la giusta carica per affrontare una giornata faticosa. Durante i viaggi notturni è una fedele compagna che aiuta a mantenere la concentrazione.
Ognuno ha i suoi gusti e le sue preferenze in fatto di generi musicali. Creare una playlist da ascoltare in macchina offre la possibilità di dare sfogo alle proprie passioni ma anche di scoprire nuovi artisti e nuove canzoni. Ecco alcuni consigli sulle playlist da creare per la propria vettura, sia in vista di una lunga vacanza che per una breve fuga dalla routine quotidiana.
Creare una playlist per un viaggio in auto: la musica migliore
La prima cosa da fare quando si prepara una playlist da portare con sé in auto è decidere il mood che si intende dare al proprio viaggio e di conseguenza il genere da ascoltare.
Se si parte per un’avventura all’insegna della scoperta e dell’energia, il genere musicale più adatto sarà sicuramente il rock. Chi parte per una vacanza immerso nella natura e vuole trascorrere giornate in piena atmosfera Zen, troverà più congeniale un sottofondo di musica lounge.
Per un lungo viaggio in famiglia, invece, l’ideale sono le canzoni da poter cantare a squarciagola, come i grandi classici della musica leggera italiana o gli intramontabili tormentoni dell’estate.
Playlist per un viaggio in auto: canzoni rock che danno la carica
Il rock è il genere perfetto per una playlist in grado di dare la carica giusta: non c’è niente di meglio di un lungo assolo di chitarra per iniziare il viaggio verso la meta scelta per la vacanza.
Alcuni classici senza tempo non possono non far parte della propria playlist: Highway to Hell degli Ac/Dc, Eye of the Tiger dalla colonna sonor di Rocky III e My Sharona dei The Knack sono tra le canzoni rock più adrenaliniche da ascoltare in macchina.
Per assaporare il gusto del viaggio, inoltre, non possono mancare le intramontabili Sweet Home Alabama dei Lynyrd Skynyrd e The Passenger di Iggy Pop. Se poi la destinazione delle vacanze è il mare, appena arrivati non c’è nulla di meglio di Surfin’ USA dei Beach Boys per entrare in clima spiaggia.
Le canzoni da relax per la propria playlist in auto
Si cambia marcia, invece, se il mood del viaggio è all’insegna del relax. In questo caso, i Dire Straits sono perfetti per la propria playlist, su tutti Down to the Waterline. Tra le canzoni soft consigliate ci sono anche Hotel California degli Eagles, Everybody’s Talkin’ di Harry Nillson e Losing My Religion dei REM.
Se si vuole puntare su artisti più recenti, sono consigliate anche Summer Paradise dei Simple Plan, Budapest di George Ezra e Photograph di Ed Sheeran.
Come creare una playlist per cantare in auto
I grandi classici della canzone italiana e i tormentoni dell’estate, infine, assicurano un viaggio all’insegno del divertimento. Inserirli nella playlist significa passare ore in auto a cantare in squarciagola insieme a tutta la famiglia. Su tutti Lucio Battisti con Sì, viaggiare, ma anche Alta Marea di Antonello Venditti o Rotolando Verso Sud dei Negrita, perfetta per una destinazione balneare.
Sono canzoni ideali da ascoltare in auto anche Ma il cielo è sempre più blu di Rino Gaetano e Buon Viaggio di Cesare Cremonini. Una volta creata la playlist non resta che controllare le gomme, caricare i bagagli in auto e partire per le vacanze.
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