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Promozioni Fiat di agosto 2021

Le promozioni Fiat di agosto 2021 sono più convenienti del solito: merito anche del ritorno degli incentivi statali.
Le offerte più ricche del mese riguardano in modo particolare le citycar, anche se non mancano vetture di altri segmenti. Scopriamole insieme.
Promozioni Fiat di agosto 2021

Fiat 500 GPL
La Fiat 500 EasyPower Cult costa ufficialmente 17.350 euro ma grazie alle promozioni della Casa torinese – valide per tutto il mese di agosto 2021 in caso di permuta o rottamazione di un veicolo immatricolato entro il 31/12/2010 e di proprietà dell’intestatario o di un suo familiare convivente da almeno 12 mesi – sono sufficienti 14.800 euro per acquistarla. La cifra può scendere a 13.300 euro con gli incentivi statali e a 11.800 euro in caso di adesione al finanziamento Contributo Prezzo di FCA Bank (TAN fisso 6,85% salvo arrotondamento rata, TAEG 9,26%): anticipo zero, prima rata a 180 giorni e 79 rate mensili da 205,00 euro.

Fiat 500 Hybrid
Grazie alle promozioni Fiat – valide ad agosto 2021 in caso di permuta o rottamazione di un veicolo immatricolato entro il 31/12/2010 di proprietà dell’intestatario o di un suo familiare convivente da almeno 12 mesi – bastano 13.500 euro (anziché 15.950) per portarsi a casa la 500 più economica del listino: la Hybrid Cult. La cifra può scendere a 12.000 euro in caso di incentivi e a 10.500 euro se si aderisce al finanziamento Contributo Prezzo Be-Hybrid di FCA Bank (TAN fisso 6,85% salvo arrotondamento rata, TAEG 9,45%): anticipo zero, prima rata a 180 giorni e 79 rate mensili da 183,50 euro.

Fiat Panda GPL
Da 15.200 a 12.600 euro: è questo lo sconto previsto dalle promozioni Fiat (valide ad agosto 2021 in caso di permuta o rottamazione di un veicolo immatricolato entro il 31/12/2010 e da almeno 12 mesi di proprietà dell’intestatario o di un suo familiare convivente) sulla Panda EasyPower. Il prezzo può scendere a 12.600 euro con gli incentivi statali e a 9.600 euro in caso di adesione al finanziamento Contributo Prezzo di FCA Bank (TAN fisso 6,85% salvo arrotondamento rata, TAEG 9,69%): anticipo zero, prima rata a 180 giorni e 79 rate mensili da 169,00 euro.

Fiat Panda Hybrid
Le promozioni Fiat di agosto 2021 consentono di acquistare la Panda Hybrid “entry level” con 11.500 euro invece di 14.000. La cifra può scendere a 10.000 euro con gli incentivi statali e a 8.500 euro se si aderisce al finanziamento Contributo Prezzo Be-Hybrid di FCA Bank (TAN fisso 6,85% salvo arrotondamento rata, TAEG 10,09%): anticipo zero, prima rata a 180 giorni e 79 rate mensili da 151,50 euro.

Fiat Tipo
La Fiat Tipo “entry level” – la 1.0 – costa ufficialmente 18.750 euro ma grazie alle promozioni della Casa piemontese (valide ad agosto 2021 in caso di permuta o rottamazione di un veicolo immatricolato entro il 31/12/2010 e da almeno 12 mesi di proprietà dell’intestatario o di un suo familiare convivente) sono sufficienti 15.400 euro per acquistarla. La cifra può scendere a 13.900 euro in caso di incentivi statali e a 11.900 euro se si aderisce al finanziamento Contributo Prezzo di FCA Bank (TAN fisso 6,85% salvo arrotondamento rata, TAEG 9,22%): anticipo zero, prima rata a 180 giorni e 79 rate mensili da 206,50 euro.

Fiat Tipo SW
Grazie allo sconto di 3.250 euro offerto dalle promozioni Fiat – valide ad agosto 2021 in caso di permuta o rottamazione di un veicolo immatricolato entro il 31/12/2010 e da almeno 12 mesi di proprietà dell’intestatario o di un suo familiare convivente – bastano 17.000 euro (anziché 20.250) per portarsi a casa la Tipo SW “base” (la 1.0). Un’offerta che può diventare ancora più vantaggiosa – 15.500 euro – con gli incentivi statali e – 13.500 euro – in caso di adesione al finanziamento Contributo Prezzo di FCA Bank (TAN fisso 6,85% salvo arrotondamento rata, TAEG 8,98%): anticipo zero, prima rata a 180 giorni e 79 rate mensili da 232,50 euro.

Fiat 500L
Le promozioni Fiat – valide ad agosto 2021 in caso di permuta o rottamazione di un veicolo immatricolato entro il 31/12/2010 e da almeno 12 mesi di proprietà dell’intestatario o di un suo familiare convivente – permettono di acquistare la 500L 1.4 Connect con 16.500 euro invece di 20.550. Il prezzo può scendere a 14.500 euro in caso di adesione al finanziamento Contributo Prezzo di FCA Bank (TAN fisso 6,85% salvo arrotondamento rata, TAEG 8,82%): anticipo zero, prima rata a 180 giorni e 79 rate mensili da 248,50 euro.

Fiat 500X benzina
Lo sconto di 4.050 euro previsto dalle promozioni Fiat (valide ad agosto 2021) in caso di permuta o rottamazione di un veicolo immatricolato entro il 31/12/2010 e da almeno 12 mesi di proprietà dell’intestatario o di un suo familiare convivente consente di acquistare la 500X più accessibile in commercio – la 1.0 T3 Cult – con 17.700 euro invece di 21.750. Un’offerta che può diventare ancora più conveniente – 15.700 euro – se abbinata al finanziamento Contributo Prezzo di FCA Bank (TAN fisso 6,85% salvo arrotondamento rata, TAEG 8,69%): anticipo zero, prima rata a 180 giorni e 79 rate mensili da 268,00 euro.

Fiat 500X diesel
Lo sconto di 4.250 euro previsto dalle promozioni Fiat di agosto 2021 in caso di permuta o rottamazione di un veicolo immatricolato entro il 31/12/2010 e da almeno 12 mesi di proprietà dell’intestatario o di un suo familiare convivente consente di acquistare la 500X 1.3 MultiJet Cult con meno di 20.000 euro (19.400 anziché 23.650). L’offerta può diventare ancora più vantaggiosa- 17.900 euro – in caso di incentivi statali e – 15.900 euro – se si aderisce al finanziamento Contributo Prezzo di FCA Bank (TAN fisso 6,85% salvo arrotondamento rata, TAEG 8,70%): anticipo zero, prima rata a 180 giorni e 79 rate mensili da 271,50 euro.

Fiat Nuova 500
L’unione tra le promozioni Fiat di agosto 2021 e gli incentivi statali permette di portarsi a casa la Nuova 500 “base” – la Action – con poco più di 15.000 euro (15.050 euro anziché 26.150). L’offerta è valida in caso di rottamazione di un veicolo usato fino a Euro 4 con data di immatricolazione fino al 31/12/2010 e di proprietà del cliente o di uno dei familiari conviventi da almeno dodici mesi. Il finanziamento FCA Bank Go Easy abbinabile (TAN fisso 5,95% salvo arrotondamento, TAEG 8,04%, km totali 45.000, costo supero 0,05 euro/km) comprende anticipo zero, 36 rate di 159 euro e una maxirata finale da 12.624,56 euro.
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Porsche 911 Turbo S: potenza infinita

Lo ammetto subito, il meccanismo psicologico è infantile ai massimi livelli. Avete presente Beep Beep, il road runner, ovvero lo struzzo iperveloce inseguito da Willy il coyote? Ebbene al volante della nuova Porsche 911 Turbo S scatta mentalmente proprio questo, le altre auto appaiono come tanti Willy coyote, che s’ingegnano in tutti i modi di raggiungervi, senza alcun successo.
Così si guida sommessamente fino a quando nello specchietto non compare la AMG wrappata oro del milanese imbruttito che chiede strada lampeggiando e, con un affondo di gas lo vedete sparire negli specchietti, avvolto in quella mezza tonnellata di decibel che il flat six in modalità aggressiva sportiva gli riversa addosso. Va beh, l’abbiamo fatto e un po’ ce ne dispiace… ma insomma andare in giro con la Turbo S è una gioia per quello che si può maneggiare, ma anche un po’ frustrante per la giusta giustissima necessità di rispettare la legge e i suoi limiti di velocità. Servirebbe una pista, un pistino… oppure una bella strada di montagna, dove il limite di novanta all’ora quasi mai si infrange tra un tornante e l’altro, nemmeno uscendo in terza a palla di fucile.
Perché oltre ad avere la trazione integrale, tendenzialmente con la potenza tutta dietro le vostre spalle e che risale sull’asse anteriore se dietro si perde aderenza o se il muso tende ad allargare in curva, questa Porsche di cavalli ne ha un numero che sembra pressoché infinito, 650. D’altra parte la scale del tachimetro arriva a 350 e non è messa lì a caso, perché la porsche (questa di 3.700 cc di cilindrata) non li manca per poco, è data per i 330km/h. Dichiarazione che abbiamo preso per buona, ovviamente, almeno in questo primo assaggio, sempre sperando di trovare un rettilineo abbastanza lungo. Confessione: i 300 km/h li ho presi una volta solo lungo un rettilineo ricavato da una pista di decollo di un aeroporto mezzo in disuso in Germania. E serve un po’ di strada per frenare… Va beh comunque sul cockpit davanti a chi guida potete far scorrere le informazioni che hanno umiliato il wrappato ignorante. Il trasferimento di potenza sugli assi, i cavalli utilizzati in quel momento, l’accelerazione compresi i cosiddetti G di forza (spavento) nonché i consumi.
Che non è proprio un dato di secondaria importanza: a 130 in autostrada, cambio in ottavo rapporto (sic) il motore ruota a 1800 giri, il che equivale se abbiamo ben guardato a tipo 11-12 km con un litro di benza. Pazzesco. Se si schiaccia, le cose cambiano, ma allora è meglio cambiare schermata, abbiamo visto scorrere un 15 litri per 100 chilometri. D’altra parte i 100 km/h si beccano in 2,7 secondi.
Ma tutto questo per dire che pure questa Porsche, nonostante le prestazioni da capogiro, resta una vettura usabile quasi quotidianamente, come è sempre stato dalla 356 in poi. Sportive ma sicure, robuste, affidabili e con un comfort di marcia come quasi nessun altra vettura. Certo si sta belli sdraiati verso il suolo, eppure dopo 250 chilometri di autostrada non abbiamo dovuto chiedere aiuto per uscire dalla macchina.
L’interno è sempre di altissimo livello, finiture e materiali al top, con il vezzo dell’accensione mantenuta a sinistra del volante, per lasciar libera – alla partenza delle competizioni negli Settanta – la mano destra di inforcare la prima. Un vezzo perché la Porsche ha un cambio sequenziale spettacolare che si può usare in manuale, ma con i paddle al volante. Comunque ci sta. Spettacolari i sedili e buona la visibilità. Dietro va un po’ capita, ma non è difficile da gestire grazie anche alla videocamera. Il prezzo? Informazione che non si vorrebbe conoscere, magari qualcuno ce la regalasse. In ogni caso son 220 mila euro.
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Come fare a proteggere l’auto dalla sabbia?

Con la bella stagione arriva anche l’atteso momento di partire per una meritata vacanza dopo tanti mesi di lavoro. Le località di mare restano le più gettonate per trascorrere qualche giorno lontano dallo stress quotidiano e combattere le alte temperature estive. In molti raggiungono la destinazione scelta a bordo della propria auto. La vettura, una volta giunti nella località di mare, verrà esposta a sole, salsedine e sabbia: vediamo i consigli utili per proteggerla e non rovinare la carrozzeria.
Come proteggere l’auto dalla sabbia
La sabbia può danneggiare sia la carrozzeria della propria automobile che gli interni, creando diversi grattacapi ai proprietari. La sabbia, infatti, riesce a penetrare anche all’interno dell’abitacolo, andando a depositarsi negli angoli più nascosti della vettura. Per evitare che possa graffiare gli interni, dopo una giornata trascorsa al mare, è sempre consigliato pulire l’automobile da cima a fondo.
Per prima cosa è bene togliere i tappetini e tutti quegli accessori che potrebbero essere ricoperti di sabbia e al tempo stesso ostacolare il lavoro di pulizia. A questo punto si va ad aspirare bene ogni spazio dell’abitacolo, compresi i sedili, il bagagliaio e ogni fessura all’interno della quale possono depositarsi i fastidiosissimi granelli di sabbia.
Allo stesso modo anche i finestrini richiedono un approfondito lavoro di pulizia per eliminare ogni residuo di sabbia. Per lavare i finestrini è sempre consigliabile utilizzare un detergente apposito per i vetri, ancora meglio se senza ammoniaca, e un panno morbido in microfibra per non lasciare alcun segno.
Sabbia sull’auto: come pulire la carrozzeria
La sabbia tende ad accumularsi sia all’interno dell’abitacolo che sulla carrozzeria, con il rischio di graffiare la parte esterna della vettura. Per questo bisogna prestare sempre la massima attenzione quando si vanno a pulire gli esterni per non danneggiarli. Il consiglio è quello di iniziare dal basso e pulire prima le gomme e i cerchi utilizzando prodotti specifici. Successivamente si passa alla carrozzeria, lavando l’auto con l’acqua saponata e un panno morbido, partendo dall’alto per poi spostarsi verso il basso. In seguito c’è bisogno di risciacquare in maniera molto accurata: questa risulta una fase importante perché serve a eliminare ogni traccia di sapone rimasta.
Dove parcheggiare l’auto per proteggerla dalla sabbia
Prevenire è sempre meglio che curare: l’adagio funziona anche quando si tratta di proteggere la propria vettura dalla sabbia e dalla salsedine. Parcheggiare l’auto nelle vicinanze della spiaggia, oltre a dare un grande senso di libertà, risulta molto comodo perché permette di godersi la giornata al mare senza dover camminare a piedi. Di contro, però, espone la vettura alla sabbia trasportata dal vento e alla salsedine che tende a depositarsi sulla carrozzeria, con il sale che rischia di far arrugginire i lamierati se non rimosso tempestivamente. Al fine di evitare spiacevoli inconvenienti, le soluzioni sono due: coprire l’auto con un telo durante la sosta o parcheggiare lontano dalla spiaggia.
Auto al mare: come evitare la resina
Di base, specialmente in estate, parcheggiare la propria auto all’ombra è la prima regola da seguire per non ritrovarla bollente quando si torna a casa. Se l’ombra è prodotta da superfici alberate, però, c’è il rischio di ritrovare la vettura coperta da una resina, una sostanza appiccicosa che risulta difficile da rimuovere in tempi brevi e rischia di ossidarsi. Per rimuovere la resina che si deposita sulla carrozzeria dell’auto ci sono tre metodi da seguire: utilizzare uno shampoo e un panno apposito per il lavaggio delle auto, usare oli vegetali oppure prodotti specifici per la rimozione della resina.
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Mondiale F1 2021 – GP Ungheria all’Hungaroring: gli orari TV su Sky e TV8

Il GP d’Ungheria all’Hungaroring – undicesima tappa del Mondiale F1 2021 – sarà trasmesso in diretta su Sky e in differita su TV8 (di seguito troverete gli orari TV).
Nella corsa esteuropea – molto amata da Lewis Hamilton e dalla Mercedes – il pilota britannico punterà ad avvicinarsi ancora di più a Max Verstappen nella classifica iridata mentre la Stella proverà a soffiare al team austriaco il primato tra i Costruttori.
F1 2021 – GP Ungheria: cosa aspettarsi
Il circuito dell’Hungaroring – sede del GP d’Ungheria, undicesima prova del Mondiale F1 2021 – è uno dei più noiosi della stagione e non è tra i preferiti della Red Bull, che non trionfa qui dal lontano 2014. La pioggia prevista per domenica potrebbe però regalare qualche sorpresa.
Partire bene qui è fondamentale: solo Nigel Mansell nel 1989 e Jenson Button nel 2006 sono riusciti a salire sul gradino più alto del podio senza scattare dalle prime due file. Di seguito troverete il calendario del Gran Premio d’Ungheria, gli orari TV su Sky e TV8 e il nostro pronostico.
F1 2021 – Hungaroring, il calendario e gli orari TV su Sky e TV8
Venerdì 30 luglio 2021
| 11:30-12:30 | Prove libere 1 (diretta su Sky Sport F1) |
| 15:00-16:00 | Prove libere 2 (diretta su Sky Sport F1) |
Sabato 31 luglio 2021
| 12:00-13:00 | Prove libere 3 (diretta su Sky Sport F1) |
| 15:00-16:00 | Qualifiche (diretta su Sky Sport F1, differita alle 18:30 su TV8) |
Domenica 1 agosto 2021
| 15:00 | Gara (diretta su Sky Sport F1, differita alle 18:00 su TV8) |
F1 – I numeri del GP d’Ungheria
| LUNGHEZZA CIRCUITO | 4.381 m |
| GIRI | 70 |
| RECORD IN PROVA | Lewis Hamilton (Mercedes F1 W11) – 1’13”447 – 2020 |
| RECORD IN GARA | Lewis Hamilton (Mercedes F1 W11) – 1’16”627 – 2020 |
| RECORD DISTANZA | Lewis Hamilton (Mercedes F1 W10) – 1h35’03”796 – 2019 |
F1 – Il pronostico del GP d’Ungheria 2021

1° Lewis Hamilton (Mercedes)
Lewis Hamilton è un grande fan del GP d’Ungheria: otto vittorie (quattro negli ultimi cinque anni), nove podi totali e sette pole position.
Secondo noi il pilota britannico – ringalluzzito dal trionfo di Silverstone e reduce da tre podi negli ultimi quattro Gran Premi – non supererà Verstappen nel Mondiale ma gli rosicchierà altri punti.

2° Max Verstappen (Red Bull)
Max Verstappen non ha mai vinto all’Hungaroring e nelle ultime due edizioni della gara ungherese ha portato a casa due secondi posti e una pole.
Il driver olandese – furioso dopo il bruttissimo incidente in Gran Bretagna – dovrà a nostro avviso giocare in difesa per conservare il primato nel Mondiale F1 2021.

3° Valtteri Bottas (Mercedes)
Anche Valtteri Bottas non ha mai trionfato in Ungheria e oltretutto non ha mai ottenuto la pole position: i suoi migliori piazzamenti sono due terzi posti.
Il pilota finlandese sta portando tanti punti importanti alla Mercedes grazie ai tre podi consecutivi negli ultimi tre appuntamenti iridati.

Da tenere d’occhio: Sebastian Vettel (Aston Martin)
Sebastian Vettel si trova sempre a proprio agio nel Gran Premio d’Ungheria: due vittorie, tre pole position e sette piazzamenti complessivi in “top 3”.
L’Hungaroring è il circuito migliore per riscattare un momento buio (tre GP di seguito fuori dai punti).

La squadra da seguire: Mercedes
La Mercedes ha tutte le carte in regola per riprendersi domenica nel GP d’Ungheria il primo posto nel Mondiale F1 2021 Costruttori.
La pista è adatta alle caratteristiche della Stella: cinque vittorie e sei pole position.
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Patente scaduta e coronavirus: tutto quello che c’è da sapere

L’emergenza cororonavirus ha colpito anche il mondo delle patenti: a causa del Covid-19 moltissimi automobilisti non hanno infatti potuto rinnovare le licenze di guida in scadenza.
Di seguito troverete una guida completa sull’argomento patente scaduta e coronavirus: tutto quello che c’è da sapere sulle norme che regolano la validità delle patenti.
Ho la patente scaduta dal 31 gennaio 2020 al 31 maggio 2021: cosa è cambiato con il coronavirus?
Tutte le patenti scadute dal 31 gennaio 2020 al 31 maggio 2021 hanno la validità prorogata fino al 31 marzo 2022 ma solo in Italia.
Ho la patente scaduta a giugno 2021: cosa è cambiato con il coronavirus?
Tutte le patenti scadute a giugno 2021 hanno validità fino ad aprile 2022 (dipende dal giorno di scadenza) ma solo in Italia.
La data di scadenza della mia patente è compresa tra l’1 luglio 2021 e il 31 dicembre 2021: cosa cambierà con il coronavirus?
Tutte le patenti con data di scadenza compresa tra l’1 luglio e il 31 dicembre 2021 hanno la validità prorogata fino al 31 marzo 2022 ma solo in Italia.
Ho la patente scaduta dall’1 febbraio 2020 al 31 maggio 2020 e devo guidare in altri Paesi dell’Unione Europea. Cosa devo fare?
Le patenti italiane scadute dall’1 febbraio 2020 al 31 maggio 2020 sono valide nell’UE fino a 13 mesi dopo la scadenza normale.
Ho la patente scaduta dall’1 giugno 2020 al 31 agosto 2020 e devo guidare in altri Paesi dell’Unione Europea. Cosa devo fare?
Le patenti italiane scadute dall’1 giugno 2020 al 31 agosto 2020 non sono più valide nell’UE.
Ho la patente scaduta dall’1 settembre 2020 al 30 giugno 2021 e devo guidare in altri Paesi dell’Unione Europea. Cosa devo fare?
Le patenti italiane scadute dall’1 settembre 2020 al 30 giugno 2021 sono valide nell’UE fino a 10 mesi dopo la scadenza normale.
Info utili
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Che cos’è e a che cosa serve la polizza eventi atmosferici?

Sempre più automobilisti assicurano la propria vettura anche contro gli eventi atmosferici: per farlo si sottoscrive una polizza assicurativa in grado di coprire anche i danni causati da calamità naturali come la grandine e la pioggia.
Cos’è l’assicurazione eventi atmosferici
La maggior parte delle compagnie assicurative offre ai propri clienti la polizza contro gli eventi naturali: parliamo di un’assicurazione accessoria che il contraente può personalizzare a seconda delle proprie esigenze e anche in base al territorio in cui vive o lavora. La polizza tutela da grandine, valanghe, frane, alluvioni, inondazioni, trombe d’aria, neve e in generale tutti i fenomeni naturali che in un modo o nell’altro possono danneggiare una vettura, eccezion fatta per l’incendio, una calamità naturale che di solito viene rimborsata attraverso un’apposita garanzia abbinata al furto, la “furto-incendio”.
Cosa copre la polizza contro eventi naturali
La polizza assicurativa contro eventi atmosferici va a tutelare il contraente contro i danni causati da ogni tipo di calamità naturale: le frane, le trombe d’aria, le alluvioni, le inondazioni, gli smottamenti e la grandine. Oltre ai danni provocati dagli eventi naturali, la garanzia va a coprire anche tutti i danni subiti dal veicolo assicurato a causa di oggetti trasportati dal vento.
Sono tanti gli automobilisti italiani che la sottoscrivono, anche perché i dati mostrano che i danni alle vetture provocati da disastri ambientali sono sempre più frequenti. Basti pensare che in Italia il 9% del territorio nazionale è considerato a rischio sismico oppure idrogeologico. La garanzia eventi atmosferici mette al riparo il proprio veicolo dalle calamità di tipo naturale.
Il rimborso dei danni causati da eventi naturali
Proprio come tutte le altre polizze assicurative, anche quella per i danni causati da eventi naturali può risarcire il danno totale oppure parziale. Per il danno totale si deve fare riferimento al valore commerciale del mezzo assicurato al momento del danneggiamento.
Diverse compagnie di assicurazioni, in caso di eventi atmosferici, sono solite richiedere all’assicurato una prova dell’evento, attraverso una foto o tramite la denuncia presentata alla Polizia, ai Vigili del fuoco o alla Protezione Civile. Qualora dovesse mancare tale dichiarazione, si ha comunque il diritto di chiedere conferma all’Osservatorio Meteorologico più vicino.
Prima di sottoscrivere la polizza, bisogna sempre fare attenzione perché in alcuni casi è acquistabile solamente in aggiunta ad altre garanzie accessorie già stipulate, come quelle contro il furto, l’incendio o gli atti vandalici. Alcune compagnie, per esempio, offrono la possibilità di sottoscriverla solo in fase di acquisto iniziale o di rinnovo di polizza. Altre, invece, impediscono di aggiungerla alla copertura di chi rinnova una polizza priva della stessa garanzia e acquistata con un’altra compagnia.
Le limitazioni dell’assicurazione eventi naturali
La stipula di una polizza assicurativa che copre i danni causati da eventi atmosferici alla propria automobile può avere delle limitazioni e dei vincoli in base alle clausole presenti all’interno del contratto. I vincoli possono comprendere un massimale, una franchigia, l’obbligo di far riparare il mezzo in officine convenzionate oppure eventi non coperti dal rimborso e responsabilità dell’assicurato.
Il massimale è la somma limite di danni oltre la quale non è possibile ottenere il rimborso da parte della compagnia assicurativa. In alcune polizze è rappresentato dal valore commerciale del veicolo. La franchigia, invece, è l’importo minimo entro il quale non scatta il rimborso. Sia franchigia che massimale variano in base alla compagnia scelta per stipulare la polizza.
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Auto low cost: dieci proposte nuove

Le auto low cost non sono quelle con il prezzo più basso ma quelle che costano meno delle rivali a parità di contenuti. Vetture essenziali e senza fronzoli adatte a chi cerca la sostanza.
In questa guida all’acquisto troverete dieci valide proposte lowcost (filosofia presente da tempo sui voli) nuove che costano meno di 22.000 euro. Modelli ideali per chi vuole una macchina estremamente razionale.
Se cercate un’auto economica potete ad esempio consultare questo articolo relativo alle auto più economiche, questo riferito ai modelli diesel o quest’altro sulle vetture a gas (GPL e metano).
L’elenco delle dieci macchine low-cost più interessanti del listino comprende soprattutto veicoli italiani (SPOILER: c’è anche un modello del gruppo FCA, una Fiat per l’esattezza) appartenenti al segmento delle piccole e delle SUV piccole, anche se non mancano mezzi di altre nazioni e di altre categorie. Di seguito troverete una breve descrizione e i prezzi di queste vetture.

Dacia Sandero Streetway 1.0 SCe Access – 8.950 euro
La Dacia Sandero 1.0 SCe Access – versione “base” della terza generazione della piccola low-cost rumena – è l’auto più economica in commercio.
Il motore 1.0 tre cilindri a benzina – poco potente (65 CV) e tutt’altro che scattante (16,7 secondi per accelerare da 0 a 100 km/h) – non è molto vigoroso ai bassi regimi e il climatizzatore non si può avere neanche come optional.

Dacia Duster 1.0 TCe Access – 12.600 euro
La Dacia Duster 1.0 TCe Access – versione base della seconda generazione della SUV compatta low cost rumena – è una crossover essenziale: il climatizzatore non è disponibile neanche come optional.
Il motore è un 1.0 turbo tre cilindri TCe benzina da 90 CV.

DR dr 3 – 15.400 euro
La DR dr 3 è una piccola SUV “cino-molisana”: in pratica è una Sport Utility cinese – la Chery Tiggo 3X – riveduta e corretta a Macchia d’Isernia.
Il motore è un 1.5 a benzina da 117 CV.

DR dr 5.0 1.5 – 18.900 euro
La DR dr 5.0 1.5 è la versione più accessibile della SUV compatta “cino-molisana” (in pratica una Chery Tiggo 5X riveduta e corretta a Macchia d’Isernia).
Il motore 1.5 a benzina da 116 CV delude alla voce “consumi“: 12,2 km/l dichiarati.

Fiat Tipo 1.0 4 porte – 17.000 euro
La Fiat Tipo 1.0 4 porte – versione “base” della variante con la coda della seconda generazione della compatta torinese – è l’unica proposta priva di portellone tra quelle analizzate in questa guida all’acquisto.
Il motore è un 1.0 turbo tre cilindri a benzina da 101 CV.

Mahindra KUV100 K6+ – 12.440 euro
La Mahindra KUV100 K6+, versione “base” della piccola SUV low-cost indiana, è “mignon” fuori – solo 3,70 metri di lunghezza – e dentro (i passeggeri posteriori hanno pochi centimetri a disposizione delle gambe).
Il motore 1.2 tre cilindri a benzina da 87 CV è un po’ rumorosetto.

Mahindra XUV500 W6 – 21.240 euro
La Mahindra XUV500 W6 – versione d’accesso della SUV media indiana a 7 posti – è, a nostro avviso, una delle auto low-cost più interessanti in commercio. Una crossover tanto ingombrante (4,59 metri di lunghezza) quanto spaziosa poco adatta a chi vuole risparmiare sui costi di gestione: la cilindrata elevata (2.2) incide negativamente sul prezzo dell’assicurazione RC Auto e in più a causa delle emissioni considerevoli di CO2 bisogna pagare 2.000 euro di ecotassa. Senza contare il prezzo, il più alto tra le vetture analizzate in questo elenco.
Il motore 2.2 turbodiesel – l’unico propulsore a gasolio presente in questa guida all’acquisto – è potente (140 CV), ricco di coppia e pronto ai bassi regimi. Nonostante questo non nasce per divertire: il peso si fa sentire nelle curve.

Mitsubishi Space Star 1.0 Invite – 13.300 euro
La seconda generazione della Mitsubishi Space Star – qui analizzata nella versione “entry level” Invite – è una piccola giapponese non particolarmente dotata alla voce “bagagliaio”.
La “segmento B” nipponica non offre molto spazio alle spalle dei passeggeri posteriori ma si riscatta con un peso contenuto che influisce in modo positivo sull’agilità nelle curve e sui consumi (19,2 km/l dichiarati). Il motore 1.0 tre cilindri a benzina da 71 CV, però, è carente di coppia e di verve ai bassi regimi.

Skoda Fabia Wagon Design Edition – 18.150 euro
La Skoda Fabia Wagon Design Edition – variante familiare della terza generazione della piccola ceca – può vantare tre punti di forza da non sottovalutare: un bagagliaio immenso, un buon comfort nei lunghi viaggi e una dotazione di serie molto ricca (autoradio Android Auto Apple CarPlay Bluetooth DAB MP3 USB, fendinebbia, frenata automatica, protezione pedoni e sedile del guidatore regolabile in altezza, tra le altre cose).
La station esteuropea non offre molto spazio alla testa dei passeggeri posteriori più alti e ospita sotto il cofano un motore 1.0 turbo tre cilindri a benzina TSI da 95 CV.

Ssangyong Tivoli 1.2 GDI – 21.100 euro
La Ssangyong Tivoli 1.2 GDI – variante base della piccola SUV coreana – è una crossover costruita con cura.
Il motore è un 1.2 turbo tre cilindri GDI a benzina da 128 CV.
Il mondo Mahindra
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La prova su strada di Volvo XC 40 Recharge

IconWheels per Volvo
Volvo XC 40 Recharge, la prova su strada di Icon Wheels
Volvo XC40 Recharge è il primo modello full electric della gamma della Casa svedese. Si ispira, naturalmente, alla XC40 “normale”, la Volvo più venduta in Italia – una vettura di grande successo – già disponibile anche nella versione plug-in hybrid. La nuova auto a zero emissioni è fra le protagoniste della rivoluzione green di Volvo che ha come obiettivo ambizioso quello di portare al 50% la quota delle vetture elettriche sul totale globale, entro il 2025, per diventare full electric a partire dal 2030.
Volvo XC40 Recharge porta con sé alcune peculiarità tipiche delle vetture a zero emissioni: basta dare un’occhiata alla parte frontale che è priva della griglia per il raffreddamento del motore. Al suo posto, una mascherina, in tinta con la carrozzeria dal design molto “pulito”, ma al tempo stesso avveniristico, in linea con la filosofia della Casa svedese “less is more”. È un po’ il biglietto da visita delle versione “Recharge”, assieme allo sportellino per la ricarica e al badge con la scritta dedicata.
La nuova suv a zero emissioni è la sintesi di tutto ciò che ci si può aspettare da una vettura a trazione a zero emissioni. Intanto l’autonomia, uno dei dati che maggiormente interessano quando si acquista una vettura elettrica, supera i 400 Km, secondo il ciclo di omologazione WLTP. La batteria può essere ricaricata all’85% della sua capacità, in solo 40 minuti se collegata a un sistema di ricarica veloce.
Una volta saliti a bordo scordatevi il pulsante di accensione. Basta solo premere il freno e mettere la leva del cambio in “drive” e la macchina si muove, in totale silenzio. A differenza di altre vetture elettriche, su Volvo XC40 Recharge non si può scegliere fra differenti modalità di guida. Tutto è nelle mani del guidatore che si trova a vivere un’esperienza davvero emozionante, forte pure degli oltre 400 CV e di un’accelerazione 0-100 raggiunta in 4 secondi e 9, tempi da vettura sportiva. Questa suv elettrica tiene letteralmente incollati al sedile e lo fa pure in modo assolutamente silenzioso, per cui viaggiare a bordo di XC40 è un’esperienza davvero piacevole. Ha tutto ciò che ci si aspetta da un’auto elettrica. Utilissimo, poi, nel traffico urbano, l’utilizzo del “one pedal” che consente, quando si alza il piede dall’acceleratore, di ottenere la massima forza rigenerativa, evitando di premere il pedale del freno.
Volvo XC 40 Recharge è già disponibile nelle concessionarie, in due differenti allestimenti: Plus da 56.300 euro e PRO da 60.400 euro.
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La prova su strada di Volvo XC40 Recharge

IconWheels per Volvo
Volvo XC 40 Recharge, la prova su strada di Icon Wheels
Volvo XC40 Recharge è il primo modello full electric della gamma della Casa svedese. Si ispira, naturalmente, alla XC40 “normale”, la Volvo più venduta in Italia – una vettura di grande successo – già disponibile anche nella versione plug-in hybrid. La nuova auto a zero emissioni è fra le protagoniste della rivoluzione green di Volvo che ha come obiettivo ambizioso quello di portare al 50% la quota delle vetture elettriche sul totale globale, entro il 2025, per diventare full electric a partire dal 2030.
Volvo XC40 Recharge porta con sé alcune peculiarità tipiche delle vetture a zero emissioni: basta dare un’occhiata alla parte frontale che è priva della griglia per il raffreddamento del motore. Al suo posto, una mascherina, in tinta con la carrozzeria dal design molto “pulito”, ma al tempo stesso avveniristico, in linea con la filosofia della Casa svedese “less is more”. È un po’ il biglietto da visita delle versione “Recharge”, assieme allo sportellino per la ricarica e al badge con la scritta dedicata.
La nuova suv a zero emissioni è la sintesi di tutto ciò che ci si può aspettare da una vettura a trazione a zero emissioni. Intanto l’autonomia, uno dei dati che maggiormente interessano quando si acquista una vettura elettrica, supera i 400 Km, secondo il ciclo di omologazione WLTP. La batteria può essere ricaricata all’85% della sua capacità, in solo 40 minuti se collegata a un sistema di ricarica veloce.
Una volta saliti a bordo scordatevi il pulsante di accensione. Basta solo premere il freno e mettere la leva del cambio in “drive” e la macchina si muove, in totale silenzio. A differenza di altre vetture elettriche, su Volvo XC40 Recharge non si può scegliere fra differenti modalità di guida. Tutto è nelle mani del guidatore che si trova a vivere un’esperienza davvero emozionante, forte pure degli oltre 400 CV e di un’accelerazione 0-100 raggiunta in 4 secondi e 9, tempi da vettura sportiva. Questa suv elettrica tiene letteralmente incollati al sedile e lo fa pure in modo assolutamente silenzioso, per cui viaggiare a bordo di XC40 è un’esperienza davvero piacevole. Ha tutto ciò che ci si aspetta da un’auto elettrica. Utilissimo, poi, nel traffico urbano, l’utilizzo del “one pedal” che consente, quando si alza il piede dall’acceleratore, di ottenere la massima forza rigenerativa, evitando di premere il pedale del freno.
Volvo XC 40 Recharge è già disponibile nelle concessionarie, in due differenti allestimenti: Plus da 56.300 euro e PRO da 60.400 euro.
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A cosa servono i bollini colorati sugli pneumatici?

Diversi automobilisti, almeno una volta nella vita, si saranno accorti che sugli pneumatici si possono trovare dei bollini colorati, chiedendosi a cosa servono. Su questo tema esistono anche delle leggende metropolitane che hanno dato vita alle ipotesi più disparate. Una di queste è abbastanza surreale e narra che il bollino serva a indicare la qualità della gomma. Nello specifico, in caso di bollino di colore rosso, lo pneumatico in questione sarebbe di seconda scelta. Nulla di più lontano dalla realtà: scopriamo cosa significano e a cosa servono i bollini colorati applicati sugli pneumatici.
Bollini colorati sugli pneumatici: a cosa servono
In verità i bollini che vengono applicati sugli pneumatici servono come strumento fornito al gommista per effettuare un montaggio a regola d’arte, facilitando il suo lavoro.
Cosa indica il bollino rosso applicato sugli pneumatici
Il bollino rosso serve a permettere al gommista di effettuare l’equilibratura della gomma in maniera perfetta, in quanto indica il punto con la maggiore sporgenza del battistrada. A fine montaggio la parte contrassegnata dal bollino di colore rosso dovrà coincidere il più possibile con il punto più basso del cerchione.
Una volta finito il montaggio della gomma, la parte in cui si trova il bollino deve dunque coincidere o avvicinarsi quanto più possibile, alla zona bassa del cerchio: quest’ultima, non a caso, presenta a sua volta un segno di riconoscimento ben specifico.
Bollino giallo sugli pneumatici: a cosa serve
Anche il bollino giallo applicato sugli pneumatici ha la funzione di facilitare l’operato del gommista. A differenza del rosso, quello giallo solitamente va a indicare il punto più leggero della gomma in cui far combaciare la valvola per il gonfiaggio. Regolandosi in base alla posizione del bollino giallo, il gommista è in grado di orientarsi in modo tale da utilizzare un minor peso per la bilanciatura in fase di equilibratura della gomma sul cerchio.
Bollini gialli e rossi sulla stessa gomma: a quale dare la precedenza
Su alcune gomme può capitare che siano presenti sia il bollino rosso che il bollino giallo. In questo caso, a quale colore il gommista dovrà dare la precedenza? Quello che prevale è il bollino di colore rosso perché la sua presenza è maggiormente rilevanti ai fini di un corretto montaggio.
Altri segni distintivi degli pneumatici
I bollini gialli e rossi non sono gli unici segni distintivi che si trovano sugli pneumatici: le gomme vengono contrassegnate opportunamente da codici alfanumerici e da strisce colorate. Tali segni distintivi, in alcuni casi, assolvono la stessa funzione dei bollini, ovvero quella di fornire un aiuto preziosi ai gommisti per montare gli pneumatici a regola d’arte, facilitandone l’equilibratura.
Le grandi aziende produttrici di pneumatici, quelle che vantano posizioni consolidate sul mercato del settore, al fine di rimanere al passo con i tempi hanno deciso di offrire prodotti sempre più avanzati dal punto di vista tecnologico. Il processo di produzione è stato quindi arricchito con appositi sistemi di marcatura delle gomme che servono anche a ottimizzare la stessa produzione ed evitare errori in fase di distribuzione.
Tutto ciò si traduce in strisce colorate o codici alfanumerici riposti solitamente sulla parte sterna della gomma: queste rappresentazioni grafiche, la maggior parte delle volte non rilevanti per i clienti, servono per segnalare il tipo di prodotto, le misure e altre caratteristiche dei modelli ai venditori. In alcuni casi i segni distintivi identificano anche lo stabilimento di produzione.
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