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Quali sono i vantaggi e gli svantaggi delle pellicole oscuranti per i vetri?

Le pellicole oscuranti per i vetri oggi sono sempre più diffuse, per molti è una passione, quella legata all’abbellimento dell’estetica della propria auto, per altri invece una vera e propria moda, un trend degli ultimi anni, assolutamente da seguire, per non rimanere ‘indietro’. Tanti automobilisti hanno questa esigenza estetica legata all’aspetto della propria vettura, ma vediamo cosa dice la legge in Italia, e quali sono soprattutto i vantaggi e gli svantaggi legati all’applicazione delle pellicole oscuranti per i vetri della macchina.
Pellicole oscuranti sui finestrini: che cosa dice la legge
Le normative in vigore oggi vietano agli automobilisti l’applicazione delle pellicole oscuranti sui finestrini davanti. È possibile quindi, per legge, ricoprire solo ed esclusivamente il lunotto e i vetri posteriori dell’auto, nulla da fare per i vetri davanti e soprattutto per il parabrezza, per questioni di visibilità e sicurezza durante la guida del veicolo su strada.
Altra cosa molto importante, da non sottovalutare: è fondamentale, per legge, che le pellicole scelte siano omologate. Devono inoltre essere applicate da un professionista, in maniera perfetta, senza bolle, pieghe e difetti vari.
Quali sono i vantaggi legati all’uso di pellicole oscuranti per i vetri?
I punti di forza di questa pratica sono:
- l’auto acquisisce un nuovo aspetto estetico, più curato ed elegante (o sportivo, a seconda del modello);
- l’effetto visivo snellisce inoltre l’aspetto e il profilo laterale di auto di grandi dimensioni, come i diffusissimi SUV di oggi, e esalta invece la sportività di quelle più piccole;
- la pellicola rende i finestrini più resistenti ai tentativi di sfondamento e aumenta anche la privacy all’interno del mezzo, nascondendo l’abitacolo da sguardi indiscreti (e con esso, anche eventuali oggetti contenuti). Le pellicole sono realizzate però di un materiale particolare e appositamente creato per consentire invece ai passeggeri di vedere l’esterno in maniera nitida, almeno durante il giorno;
- i vetri oscurati filtrano al meglio i raggi UV riducendo il calore percepito dai passeggeri.
Quali sono gli svantaggi dell’uso di pellicole oscuranti per l’auto?
Oscurare i vetri della macchina con delle pellicole apposite, nonostante sia consentito dalla legge e si debba trattare di sistemi omologati (come abbiamo visto), presenta anche degli svantaggi, oltre ai vantaggi descritti:
- è vero che le pellicole garantiscono un migliore isolamento degli interni del veicolo, filtrando l’azione dei raggi solari e diminuendo il calore interno, ma purtroppo filtrano ovviamente anche la poca luce tipica delle ore serali, sia naturale che artificiale, e rendono così la marcia notturna più difficoltosa. Per questo infatti, come sappiamo, per legge è vietato applicare le pellicole oscuranti sui vetri davanti e sul cristallo anteriore;
- bastano anche solo alcune piccole bolle e grinze dovute ad un’applicazione non professionale o a materiali di pessima qualità, per peggiorare (invece che migliorare) l’aspetto estetico dell’auto; il rischio oltretutto è che le pieghe e gli altri difetti, inizialmente quasi impercettibili, nel giro di pochissimo tempo possano diventare più estesi e rendere anche la visuale un problema.
Attenzione: non fatevi attirare dal fai da te per la realizzazione di questa tipologia di interventi sull’auto, il lavoro ottenuto sarebbe al 99% da buttare (insieme ai soldi spesi per l’acquisto della pellicola). Non affidatevi mai oltretutto a materiali non omologati, per lo stesso motivo (oltre al rischio di sanzioni da parte delle Forze dell’Ordine).
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Toyota Yaris Cross: la piccola SUV ibrida regina dei consumi

Dopo sette anni di assenza dal segmento delle piccole SUV Toyota è tornata con la Yaris Cross: l’erede della sfortunata Urban Cruiser è una Sport Utility ibrida benzina giapponese disponibile a trazione anteriore o integrale sviluppata sullo stesso pianale della Yaris.
La “baby” crossover asiatica è l’unica proposta full hybrid in questa categoria offerta anche 4×4: altre Case come Suzuki (con Ignis e Vitara) e Hyundai (con la Kona) hanno infatti abbinato le quattro ruote motrici alla meno evoluta tecnologia mild hybrid (rispettivamente benzina e diesel) mentre Jeep e Mini (con Renegade e Countryman) hanno scommesso sull’ibrido plug-in, decisamente più costoso e più efficiente solo per chi ha tempo e voglia di ricaricare spesso la batteria.
Nel nostro primo contatto abbiamo avuto modo di guidare la Toyota Yaris Cross Adventure nella variante AWD-i a trazione integrale (optional a 2.500 euro): scopriamo insieme i suoi pregi e difetti.
Toyota Yaris Cross: in cosa è diversa dalla Yaris
La Toyota Yaris Cross condivide il pianale e il passo (la distanza tra le ruote anteriori e quelle posteriori) con la Yaris ma rispetto all’Auto dell’Anno 2021 è più lunga di 24 cm, più larga di 2 cm e più alta di 9,5 cm. Senza dimenticare l’altezza da terra aumentata di 2,5 cm e la posizione di seduta rialzata.
La piccola SUV giapponese soddisfa senza particolari problemi le esigenze di una coppia con un figlio ma non di più: il divano posteriore è un po’ troppo stretto e il bagagliaio (397 litri, 320 per la AWD-i a trazione integrale priva del doppio fondo a causa della presenza di un secondo motore elettrico posteriore) è nella media della categoria, anche se presenta una “chicca” di tutto rispetto (lo schienale posteriore abbattibile 40/20/40).
Toyota Yaris Cross: come funzionano il sistema ibrido e la trazione integrale
Il powertrain ibrido (full hybrid) della Toyota Yaris Cross è composto da un motore 1.5 tre cilindri a benzina da 92 CV abbinato a un’unità elettrica anteriore da 80 CV e – nel caso della versione a trazione integrale AWD-i protagonista del nostro primo contatto – a un piccolo propulsore posteriore a emissioni zero da 5,3 CV che muove le ruote dietro in caso di necessità.
Il bilanciamento della coppia motrice anteriore e posteriore viene regolato tra 100:0 e 40:60 in base alle condizioni di guida e agli input del guidatore: durante le accelerazioni, ed esempio, la forza motrice è ripartita tra “fronte” e “retro” a seconda della distribuzione dei pesi con un’aggiunta sul posteriore in caso di superfici a bassa aderenza per evitare slittamenti anche in pendenza. Nella guida a velocità costante e in frenata, invece, la vettura si comporta esattamente come una trazione anteriore per risparmiare carburante.
La Toyota Yaris Cross AWD-i può vantare rispetto alla variante a due ruote motrici sospensioni posteriori multilink, più raffinate e più efficaci del tradizionale ponte torcente. La variante 4×4 della più piccola crossover del brand asiatico prevede inoltre le modalità di guida Trail e Snow: nella prima (utile per affrontare situazioni in cui una o più ruote non sono in presa, ad esempio su terreni irregolari) il sistema frena automaticamente tutte le ruote che slittano indirizzando la forza motrice a quella che ha più grip mentre nella seconda viene gestita la risposta dell’acceleratore per aiutare a partire in sicurezza da fermo, ad accelerare o a mantenere la controllabilità durante la guida su neve o ghiaccio.

Toyota Yaris Cross: come va
La Toyota Yaris Cross presenta due punti di forza da non sottovalutare: un comportamento stradale sorprendentemente agile nelle curve (supportato da uno sterzo abbastanza sensibile, da freni potenti e da una dotazione di sicurezza da dieci e lode) e – soprattutto – consumi bassissimi. Basta uno stile di guida accorto per raggiungere, se non addirittura superare, i valori dichiarati dalla Casa giapponese (20,0 km/l per la variante a trazione anteriore, 19,6 per quella integrale) ed è praticamente impossibile – anche quando si esagera – stare sotto quota 15 chilometri con un litro.
Il motore 1.5 tre cilindri ibrido benzina da 116 CV punta però più sull’efficienza che sul brio e invoglia a uno stile di guida rilassato e morigerato: le prestazioni, d’altronde, non sono il massimo (11,2 secondi sullo “0-100”, 11,8 per la AWD-i protagonista della nostra prova) e quando si cerca la vivacità emerge il famigerato “effetto scooter” tipico del cambio automatico e-CVT a variazione continua. Per quanto riguarda il comfort delle sospensioni segnaliamo infine una risposta un po’ troppo secca degli ammortizzatori posteriori (più sulla versione a due ruote motrici con il ponte torcente) sulle sconnessioni più pronunciate.

Toyota Yaris Cross: il prezzo (alto) e la dotazione di serie
La Toyota Yaris Cross Adventure protagonista del nostro primo contatto costa parecchio (30.300 euro): la trazione integrale AWD-i presente sulla vettura del nostro test è optional (2.500 euro) e include un secondo motore elettrico sull’asse posteriore, sospensioni posteriori a doppio braccio oscillante, il selettore Terrain Management e l’assistenza alle discese DAC (Downhill Assist Control). La dotazione di serie della piccola SUV giapponese comprende:
Motorizzazioni disponibili
- 1.5 VVT-i Full Hybrid
Sicurezza
- 4 freni a disco
- 7 airbag SRS (frontali, laterali, tendina anteriore e posteriore, centrale)
- ABS + Ripartitore elettronico della frenata (EBD) + Assistenza alla frenata (BA)
- Assistenza alla partenza in salita (HAC)
- Avvisatore acustico cinture di sicurezza anteriori e posteriori
- Cinture di sicurezza ant. con pretensionatore e limitatore di forza
- Controllo elettronico della stabilità (VSC) e della trazione (TRC)
- Disattivatore airbag frontale lato passeggero
- Freno di stazionamento elettrico (EPB)
- Kit riparazione pneumatici
- Luci d’emergenza attive
- Piantone dello sterzo collassabile
- Sistema di monitoraggio pressione pneumatici (TPWS)
- Sistema di ritenuta Isofix
- Toyota Safety Sense 2.5 (Pre-Collision System PCS – Sistema pre-Collisione con riconoscimento pedoni diurno/notturno e ciclisti, Road Sign Assist RSA – Riconoscimento segnaletica stradale, Intelligent Adaptive Cruise Control i-ACC – Cruise control adattivo full range con Stop&Go, Lane Trace Assist LTA – Sistema di mantenimento attivo della corsia, Lane Departure Alert LDA – Avviso superamento involontario della corsia, Auto High Beam AHB – Abbaglianti automatici, Intersection Support IS – Assistenza alle intersezioni stradali e Emergency Steering Assist ESA – Assistenza alla sterzata d’emergenza)
Esterni
- Barre longitudinali
- Cerchi in lega da 18″ con pneumatici 215/59 R18
- Chiusura centralizzata con radiocomando
- Fari anteriori a LED
- Fari fendinebbia a LED
- Fari posteriori High LED con indicatori di direzione sequenziali
- Maniglie in tinta con la carrozzeria
- Paraurti anteriore e posteriore specifici “Outdoor”
- Retrovisori esterni regolabili elettricamente, riscaldabili e ripiegabili automaticamente
- Sensore pioggia e crepuscolare
- Sensori di parcheggio intelligenti anteriori e posteriori con funzione anticollisione (ICS)
- Spoiler posteriore
- Telecamera posteriore di assistenza al parchegguo
- Vernice Bitone
- Vetri posteriori oscurati
Interni
- Alzacristalli elettrici anteriori e posteriori
- Battitacco specifico con logo Yaris Cross
- Bracciolo anteriore
- Cassetto portaoggetti
- Climatizzatore automatico bi-zona
- Comandi multifunzione al volante
- Display multi-informazioni con schermo a colori da 7″
- Finiture cruscotto in materiale “Soft Touch”
- Freno di stazionamento elettronico con funzione Hold
- Illuminazione interna Ambient
- Interni in pelle e tessuto Dark Grey
- Schienale posteriore abbattibile 40/20/40
- Sedili anteriori riscalsabili
- Sistema audio a 6 altoparlanti
- Sistema multimediale Toyota Smart Connect (display touchscreen da 9″ con risoluzione 1280×720, antenna DAB/AM/FM, connettività Bluetooth e USB, Smartphone Integration Apple CarPlay, Android Auto wireless – senza fili e Cloud Navi System integrato con 4 anni di utilizzo/aggiornamento Live gratuito)
- Smart Entry & Push Start System
- Specchietto retrovisore interno elettrocromatico
- Supporto lombare lato guida
- Volante in pelle
- Volante regolabile in altezza e profondità
- Wireless Charger – Caricabatterie a induzione per smartphone
Optional e pacchetti
- Comfort Pack (sensori di parcheggio intelligenti anteriori e posteriori con funzione anticollisione ICS, sedili anteriori riscaldabili, schienale posteriore abbattibile 40/20/40 e sedile posteriore centrale con portabicchieri sul retro)
Garanzia
- Garanzia 3 anni o 100.000 km
- Garanzia 5 anni o 100.000 km sulle componenti ibride
Colori disponibili
- Silver Met/Black
- Oxyde Bronze/Black
- Dark Blue/Black

Toyota Yaris Cross: le novità in 5 punti
- Il ritorno di Toyota nel segmento delle B-SUV
- L’unica piccola crossover full hybrid disponibile anche a trazione integrale
- Sospensioni posteriori multilink per la AWD-i
- Pianale e motore 1.5 condivisi con la Yaris
- Prodotta in Europa
Scheda tecnica
| Lunghezza | 4,18 metri |
| Larghezza | 1,77 metri |
| Altezza | 1,60 metri |
| Acc. 0-100 km/h | 11,2 s (11,8 s per la AWD-i) |
| Bagagliaio | 397/1.097 litri (320/n.d. litri per la AWD-i) |
| Caratteristiche motore | ibrido benzina, 3 cilindri, 1.490 cc, 116 CV |
| Prezzo | 30.300 euro (32.800 euro per la AWD-i) |
Dove l’abbiamo guidata
Nel nostro primo contatto abbiamo guidato la Toyota Yaris Cross in Belgio e più precisamente a sud di Bruxelles alternando tratti urbani, extraurbani e autostrade che hanno esaltato la qualità principale della baby crossover nipponica: i bassi consumi. La SUV più compatta della Casa giapponese si è rivelata una gradevole compagna di viaggio: avremmo solo gradito un abitacolo più spazioso e più curato (i materiali utilizzati per la parte inferiore della plancia e dei pannelli porta non ci hanno convinto del tutto) e un po’ più di grinta da parte del propulsore.
NON TUTTI SANNO CHE – Fino a qualche anno fa tutte le autostrade del Belgio erano illuminate. Oggi per motivi di inquinamento e risparmio di energia le luci si trovano solo su alcune tratte e in alcuni orari.

Dove vorremmo guidarla
Avremmo voluto guidare per più tempo la nuova Yaris Cross in città: il traffico è l’habitat naturale della piccola SUV giapponese, capace in queste condizioni di sfruttare il più possibile la modalità elettrica. Ci sarebbe poi anche piaciuto poter mettere alla prova l’ottimo pianale su una strada di montagna ma in Belgio i tornanti latitano…
Le concorrenti
| Ford Puma EcoBoost Hybrid aut. ST-Line X | La piccola SUV statunitense turbo mild hybrid benzina è spaziosa e monta un valido cambio automatico a doppia frizione ma non è molto efficiente. |
| Hyundai Kona HEV XLine | Full hybrid come la Yaris Cross ma più potente e con un cambio automatico a doppia frizione. Bagagliaio migliorabile. |
| Renault Captur Hybrid Initiale Paris | La variante più esclusiva della piccola SUV full hybrid francese è più potente della Yaris Cross. Come sulla rivale giapponese il cambio non convince nella guida sportiva. |
| Suzuki Vitara A/T | La rivale più agguerrita, a nostro avviso, della Yaris Cross è anche l’unica dell’elenco disponibile a trazione integrale (2.500 euro in più, come sulla Toyota). Una crossover turbo mild hybrid comoda, potente (129 CV) e con un prezzo interessante. |
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Mondiale F1 2021 – GP Belgio a Spa-Francorchamps: gli orari TV su Sky e TV8

Il GP del Belgio a Spa-Francorchamps – dodicesima tappa del Mondiale F1 2021 – sarà trasmesso in diretta su Sky e in differita su TV8 (di seguito troverete gli orari TV).
Su una pista favorevole alla Mercedes la scuderia tedesca cercherà di allungare il vantaggio nella classifica iridata sulla Red Bull ma dovrà fare i conti con un Max Verstappen desideroso di riscatto.
F1 2021 – GP Belgio: cosa aspettarsi
Il circuito di Spa-Francorchamps – sede del GP del Belgio, dodicesima prova del Mondiale F1 2021 – è molto amato dai piloti: un tracciato lungo e vario che sarà molto probabilmente bagnato dalla pioggia. Partire bene qui è molto importante: dal 2010 a oggi solo Daniel Ricciardo nel 2014 è stato capace di trionfare qui senza scattare dalla prima fila.
Di seguito troverete il calendario del Gran Premio del Belgio, gli orari TV su Sky e TV8 e il nostro pronostico.
F1 2021 – Spa-Francorchamps, il calendario e gli orari TV su Sky e TV8
Venerdì 27 agosto 2021
| 11:30-12:30 | Prove libere 1 (diretta su Sky Sport F1) |
| 15:00-16:00 | Prove libere 2 (diretta su Sky Sport F1) |
Sabato 28 agosto 2021
| 12:00-13:00 | Prove libere 3 (diretta su Sky Sport F1) |
| 15:00-16:00 | Qualifiche (diretta su Sky Sport F1, differita alle 18:00 su TV8) |
Domenica 29 agosto 2021
| 15:00 | Gara (diretta su Sky Sport F1, differita alle 18:00 su TV8) |
F1 – I numeri del GP del Belgio
| LUNGHEZZA CIRCUITO | 7.004 m |
| GIRI | 44 |
| RECORD IN PROVA | Lewis Hamilton (Mercedes F1 W11) – 1’41”252 – 2020 |
| RECORD IN GARA | Valtteri Bottas (Mercedes F1 W09) – 1’46”286 – 2018 |
| RECORD DISTANZA | Kimi Räikkönen (Ferrari F2007) – 1h20’39”066 – 2007 |
F1 – Il pronostico del GP del Belgio 2021

1° Lewis Hamilton (Mercedes)
Lewis Hamilton è in uno stato di forma impressionante: una vittoria e quattro podi totali negli ultimi cinque Gran Premi del Mondiale F1 2021.
I precedenti nel GP del Belgio del sette volte campione del mondo? Molto interessanti: quattro vittorie, nove podi totali (sempre in “top 3” nelle ultime sei edizioni) e sei pole position.

2° Valtteri Bottas (Mercedes)
Valtteri Bottas non ha mai vinto il GP del Belgio e non ha mai conquistato la pole position a Spa-Francorchamps ma può vantare tre podi su questo tracciato.
Il pilota finlandese ha messo fine alla striscia positiva di quattro piazzamenti in “top 5” con uno strike al via del Gran Premio d’Ungheria e per questo motivo domenica prossima partirà cinque posizioni indietro rispetto a quanto otterrà nelle qualifiche.

3° Max Verstappen (Red Bull)
Dopo due GP rovinati da altri Max Verstappen cerca il riscatto.
Il driver olandese, però, non è un grande fan della pista di Spa-Francorchamps: due terzi posti come migliori risultati.

Da tenere d’occhio: Daniel Ricciardo (McLaren)
Daniel Ricciardo si trova a proprio agio in Belgio: a Spa-Francorchamps può vantare una vittoria e tre podi totali (ma non è mai entrato nelle prime tre posizioni in qualifica).
Dal pilota australiano ci aspettiamo una buona gara, magari un piazzamento in “top 5”.

La squadra da seguire: Mercedes
La Mercedes è reduce da un solo successo negli ultimi sette GP ma va detto che porta almeno una monoposto sul podio da cinque gare iridate consecutive.
La Stella ha ottenuto in Belgio cinque vittorie totali e sette pole position nelle ultime otto edizioni.
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MotoGP 2021 – GP Gran Bretagna a Silverstone: gli orari TV su Sky, DAZN e TV8

Il GP di Gran Bretagna a Silverstone – dodicesima tappa della MotoGP 2021 – sarà trasmesso in diretta su Sky e DAZN e in differita su TV8 (di seguito troverete gli orari TV).
La gara di domenica vedrà al via Cal Crutchlow in sella alla Yamaha ufficiale al posto di Maverick Viñales (appiedato definitivamente dalla Casa giapponese) e il debuttante britannico Jake Dixon, chiamato dal team Petronas Yamaha per sostituire l’infortunato Franco Morbidelli.
MotoGP 2021 – GP Gran Bretagna: cosa aspettarsi
Il circuito di Silverstone – sede del GP di Gran Bretagna – è un tracciato lungo e veloce. L’ultimo pilota non italiano e non spagnolo capace di vincere qui nella classe regina è stato Casey Stoner nel lontano 2011.
Di seguito troverete il calendario del GP di Gran Bretagna, gli orari TV su Sky, DAZN e TV8 e il nostro pronostico.
MotoGP 2021 – Silverstone, il calendario e gli orari TV su Sky, DAZN e TV8
Venerdì 27 agosto 2021
| 10:00-10:40 | Moto3 – Prove libere 1 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN) |
| 10:55-11:40 | MotoGP – Prove libere 1 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN) |
| 11:55-12:35 | Moto2 – Prove libere 1 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN) |
| 14:15-14:55 | Moto3 – Prove libere 2 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN) |
| 15:10-15:55 | MotoGP – Prove libere 2 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN) |
| 16:10-16:50 | Moto2 – Prove libere 2 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN) |
Sabato 28 agosto 2021
| 10:00-10:40 | Moto3 – Prove libere 3 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN) |
| 10:55-11:40 | MotoGP – Prove libere 3 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN) |
| 11:55-12:35 | Moto2 – Prove libere 3 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN) |
| 13:35-14:15 | Moto3 – Qualifiche (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN) |
| 14:30-15:00 | MotoGP – Prove libere 4 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN) |
| 15:10-15:50 | MotoGP – Qualifiche (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN) |
| 16:10-16:50 | Moto2 – Qualifiche (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN) |
Domenica 29 agosto 2021
| 10:00-10:20 | Moto3 – Warm-up (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN) |
| 10:30-10:50 | MotoGP – Warm-up (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN) |
| 11:00-11:20 | Moto2 – Warm-up (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN) |
| 12:20 | Moto3 – Gara (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN, differita alle 14:35 su TV8) |
| 14:00 | MotoGP – Gara (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN, differita alle 15:45 su TV8) |
| 15:30 | Moto2 – Gara (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN, differita alle 18:00 su TV8) |
MotoGP – I numeri del GP di Gran Bretagna
| LUNGHEZZA CIRCUITO | 5,9 km |
| GIRI | 20 |
| RECORD IN PROVA | Marc Márquez (Honda) – 1’58”168 – 2019 |
| RECORD IN GARA | Marc Márquez (Honda) – 1’59”936 – 2019 |
MotoGP – Il pronostico del GP di Gran Bretagna 2021

1° Valentino Rossi (Yamaha)
Più una speranza che un pronostico quella di vedere Valentino Rossi tornare a vincere in MotoGP (o salire sul podio) prima del ritiro.
In Austria il Dottore ha disputato la sua migliore gara stagionale e a nostro avviso in Gran Bretagna – nazione molto amata: sei vittorie e dodici piazzamenti totali in “top 3” – potrà sorprenderci ancora.

2° Marc Márquez (Honda)
La vittoria di Marc Márquez in Germania di oltre due mesi fa aveva illuso un po’ tutti: da quel momento, invece, il centauro spagnolo è tornato a mancare di brillantezza.
I precedenti nel GP di Gran Bretagna del sei volte campione del mondo MotoGP? Una vittoria nel 2014 e due secondi posti.

3° Fabio Quartararo (Yamaha)
Fabio Quartararo non ama molto Silverstone: un ritiro nella sua unica apparizione in MotoGP su questa pista.
Difficilmente salirà sul gradino più alto del podio, facilmente aumenterà il vantaggio sui rivali diretti nella classifica del Motomondiale. Il centauro francese è in un ottimo stato di forma: un successo e tre podi totali negli ultimi quattro appuntamenti iridati.

Da tenere d’occhio: Joan Mir (Suzuki)
Dopo un inizio stagionale tutt’altro che memorabile Joan Mir si è ripreso portando a casa tre podi e cinque piazzamenti in “top 5” nelle ultime sei gare iridate.
Per il campione del mondo in carica si tratta del debutto assoluto nel GP di Gran Bretagna nella classe regina.

La moto da seguire: Yamaha
La Yamaha non vince a Silverstone da sei anni ma secondo noi ha buone possibilità di riuscirci.
Un successo permetterebbe alla Casa giapponese di superare la Ducati nel Mondiale Costruttori.
Passione MotoGP
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Come si accende una moto a spinta? I consigli utili

Non solo auto, purtroppo infatti può succedere di rimanere a piedi anche con la moto. Questa potrebbe non partire per problemi al sistema di alimentazione/benzina oppure, grande classico, perché la batteria è scarica. Vediamo come bisogna comportarsi e soprattutto se e come è possibile avviare la moto a spinta.
Accendere la moto a spinta: cosa succede
Ogni motociclista dovrebbe essere a conoscenza della procedura che consente di accendere la moto a spinta. Una tecnica che infatti può salvarci e rendersi molto utile in casi, seppure rari (se la moto viene mantenuta in buona condizioni) in cui la due ruote abbia dei problemi in fase di avviamento. Se la moto è in panne, l’accensione a spinta è una soluzione, anche se potrebbe non rivelarsi utile in ogni situazione.
Se il sistema legato alla benzina inizia ad avvertire dei problemi oppure se la batteria del veicolo è scarica, allora sarà praticamente impossibile avviare la moto come di consueto. Chiaramente i problemi alla due ruote sono risolvibili solo ed esclusivamente recandosi presso un meccanico esperto, in un’officina specializzata. Ma intanto, saper accendere la moto a spinta, consente di far partire almeno il mezzo, provando a caricare un po’ la batteria, per raggiungere un centro professionale dove sottoporre la moto a dei controlli specifici.
Prima di provare a partire a spinta, bisogna però cercare di capire quali sono i problemi che impediscono l’accensione tradizionale della moto. Degli esempi? Sembra banale, ma prima di allarmarvi:
- controllate che ci sia benzina nel serbatoio;
- assicuratevi che il cavalletto non sia abbassato;
- non dimenticate di togliere la folle e mettere la moto in marcia;
- togliete il blocco motore.
Se anche con questi piccoli accorgimenti la moto non parte ugualmente, allora vediamo come farla partire con la tecnica ‘a spinta’, in pochi semplici passi.
Come far partire la moto a spinta
La prima cosa da fare per utilizzare questa tecnica è inserire una marcia bassa, in genere si consiglia la seconda, la più adatta per questo intervento. Ci sono però dei modelli di moto che possono partire a spinta anche con la prima inserita.
Una volta entrata la marcia, è necessario tirare la frizione spingere il mezzo davanti a voi, meglio se c’è molto spazio, perché per partire bisogna raggiungere almeno gli 8 km/h di velocità. La moto a questo punto dovrebbe accendersi, attenzione perché potrebbe sbandare, per questo assicuratevi che la strada sia abbastanza libera. Attenzione: se possibile, facilitate l’operazione eseguendola su una strada in discesa; invece di spingerla e correre, montate in sella in modo da controllarla anche meglio.
Una volta raggiunta la velocità di cui avete bisogna, mollate la leva della frizione e premete lo starter per accendere la moto. Accelerate e tirate ancora la frizione, in modo da riuscire a tenere la moto, senza perderne il controllo. Alzate i giri del moto, sempre con la frizione tirata, per evitare che si spenga. Fate un giro cercando di tenere la vostra due ruote sempre su di giri, per poter così ricaricare la batteria. Se il problema era quindi la batteria scarica, in questo modo lo avete temporaneamente risolto.
Il passaggio successivo da fare altrimenti è capire qual è il vero problema che non consente alla moto di partire in maniera tradizionale. Quindi potete risolverlo definitivamente solo recandovi dal meccanico.
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Toyota al Meeting di Rimini 2021: idrogeno e transizione energetica

Toyota – Mobility Partner nel Meeting di Rimini 2021 – ha approfittato della 42° edizione della manifestazione romagnola per raccontare il suo impegno nello sviluppo di soluzioni di mobilità sostenibile. La Casa giapponese ha messo inoltre a disposizione una flotta di 20 auto per accompagnare gli spostamenti degli ospiti nel corso delle giornate dell’evento.
Entrando più nel dettaglio nella giornata di domenica 22 agosto – nel corso dell’appuntamento dedicato alla transizione ecologica – Luigi Lucà (amministratore delegato di Toyota Motor Italia) ha portato la testimonianza del marchio nipponico attraverso le quattro soluzioni elettrificate presenti nella gamma: Full Hybrid, ibrido plug-in, elettrico e idrogeno. Una strategia racchiusa nella visione “Beyond Zero“, dove le zero emissioni non sono altro che una tappa intermedia di un percorso più ampio e articolato.
Nello stand Toyota al Meeting di Rimini 2021 – ideato secondo i concetti di inclusività e apertura – è possibile ammirare (oltre a quattro pannelli che raccontano la visione del futuro dell’azienda asiatica) quattro modelli elettrificati del Gruppo: la Mirai a idrogeno, la Yaris Cross ibrida, la RAV4 PHEV ibrida plug-in e la Lexus UX 300e elettrica.
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EICMA 2021: un nuovo logo e un nuovo nome per il Salone delle due ruote di Milano

Cambio di logo e di nome per EICMA: dall’edizione 2021 (la 78°, in programma a Rho Fiera Miano dal 23 al 28 novembre) il Salone della moto del capoluogo lombardo beneficerà di un’importante operazione di rebranding. Scopriamo insieme tutti i dettagli.
EICMA 2021: il nuovo logo
Il nuovo logo EICMA riafferma in modo deciso l’identità e la missione dell’esposizione. Il rosso – che rappresenta la centralità della passione per il settore – rimane per colorare il cerchio (immagine della ruota) e la forcella che diventa un’ala (tributo alla filiera e all’intera industria delle due ruote) ma il logotipo EICMA esce dall’interno del simbolo diventando protagonista assoluto al suo esterno.
EICMA 2021: il nuovo nome
A partire dall’edizione 2021 EICMA abbandonerà la datata dicitura “ciclo e motociclo” per una più universale e contemporanea formulazione “due ruote“. Il nome completo “Esposizione internazionale delle due ruote” mantiene il forte riferimento al valore globale e alla narrazione centenaria della rassegna ma con un tocco più moderno e incisivo.
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È possibile guidare con il parabrezza scheggiato?

Può capitare purtroppo di ritrovarsi con il parabrezza dell’auto scheggiato, e questo potrebbe essere un pericolo potenziale per il guidatore. Non è tutto, viaggiare con il vetro scheggiato è un comportamento sanzionabile da parte delle Forze dell’Ordine, perché potrebbe provocare dei danni anche molto consistenti e dei problemi alla sicurezza nella circolazione del veicolo. Vediamo quindi tutto quello che bisogna sapere se ci si trova in questa situazione.
Parabrezza scheggiato: i pericoli
Purtroppo anche solo una piccola crepa nel vetro potrebbe allargarsi fino a provocare dei danni all’intero cristallo anteriore. Il pericolo è quello di mettere a rischio la visibilità del conducente, la rottura del vetro potrebbe obbligare alla completa sostituzione del parabrezza, oltre a provocare pericoli a chi guida, e non solo.
Il Codice della Strada sanziona chi viaggia con una crepa nel vetro, perché riduce la visuale al conducente del veicolo. Durante la guida in autostrada la sanzione viene maggiorata. Se è possibile riparare il danno al vetro, allora è bene farlo tempestivamente, per evitare pericoli e multe. Se invece la scheggiatura è estesa, allora bisogna sostituire interamente il vetro (si può usufruire della polizza cristalli).
Quali sono le cause di un parabrezza scheggiato?
I fattori che possono provocare scheggiature nel vetro dell’auto sono:
- l’urto contro oggetti che vengono sollevati dagli altri mezzi su strada, durante la marcia (possono essere sassolini, pezzi di asfalto, parti metalliche di piccole dimensioni);
- la variazione di temperatura repentina, attenzione quindi a non togliere mai il ghiaccio dal parabrezza (durante l’inverno) usando acqua calda;
- un’intensa grandinata.
A volte, invece di una piccola scheggiatura, si forma proprio una crepa, anche lunga più centimetri. Il parabrezza in genere, in questi casi, non va in mille pezzi (a meno che non venga colpito da un oggetto molto pesante e/o di grandi dimensioni). È realizzato infatti a strati: due lastre di vetro sono tenute insieme da un foglio di plastica in mezzo. Questo, al contrario di quanto accade per il lunotto posteriore e i finestrini, riduce il rischio di frammentazione e lesioni a conducente e passeggeri.
Come riparare il parabrezza scheggiato
Ci sono delle officine convenzionate e specializzate nella riparazione dei parabrezza scheggiati. La riparazione deve avvenire in tempi rapidi, in modo che un danno di piccola entità non diventi tropo grosso e pericoloso, a causa delle continue sollecitazioni dovute alla marcia del veicolo.
Per riparare la scheggiatura, viene utilizzata una resina apposita, inserita all’interno della fessura; questa viene poi rifinita e fatta essiccare. La resina si indurisce e diventa parte del parabrezza, il danno in questo modo non si estende. Chiaramente la scheggiatura non deve ostacolare la visibilità del conducente, altrimenti il vetro deve essere sostituito completamente.
Sostituzione parabrezza: i costi
Il prezzo della sostituzione dipende sia dall’auto che dal tipo di vetro, ma anche dalla difficoltà dell’operazione, che varia in base allo specifico design della macchina. In media si possono spendere tra i 270 e i 700 euro.
Viaggiare con il parabrezza scheggiato: cosa dice il Codice della Strada
La legge italiana sanziona coloro che viaggiano con il parabrezza dell’auto scheggiato; come abbiamo visto, infatti, può essere molto pericoloso. L’art. 79 comma 1 del Codice della Strada prevede una multa di 71 euro per chi circola con il parabrezza danneggiato, che diventano 106 euro con decurtazione di 2 punti dalla patente per chi viaggia in autostrada.
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Rifornimento al self service: come effettuarlo senza rischi?

Ci sono automobilisti abituati ad affidare sempre il compito del rifornimento di carburante al benzinaio, senza mai occuparsi autonomamente di questa operazione. Può capitare però di rimanere a secco negli orari di chiusura della pompa, di notte o di giorno, e quindi di dover far benzina da soli. Può sembrare un’operazione difficile, soprattutto per chi non è abituato al self service, ma in realtà si tratta di una procedura semplice e comoda, basta solo seguire alcuni consigli pratici per non sbagliare.
Rifornimento self service con contanti
Per prima cosa avvicinate bene l’auto al distributore corretto, stando alla giusta distanza, per non avere problemi nell’erogazione del carburante. Fate bene attenzione quindi al lato della macchina in cui si trova il bocchettone del serbatoio, per evitare di dover spostare l’auto e di perdere tempo inutile.
Seguire poi questi passaggi:
- prima di tutto spegnere la macchina;
- aprire lo sportellino del serbatoio;
- svitare il tappo (in alcuni casi serve la chiave, in altri no);
- inserire le banconote nella colonnina per il pagamento, che si trova nei pressi della pompa;
- pigiare sul numero del distributore scelto per fare benzina;
- tornare al distributore e prendere la pistola del carburante;
- infilare bene la pistola nel serbatoio e tenere premuto fino al momento in cui termina l’erogazione;
- rimettere la pistola nel suo alloggio;
- chiudere il tappo e lo sportellino e ripartire.
Attenzione: le banconote non devono essere troppo vecchie o sgualcite, altrimenti il sistema di pagamento potrebbe rigettarle indietro, senza accettarle. Inoltre, non dimenticate di assicurarvi della tipologia di alimentazione dell’auto, se benzina o diesel, per evitare problemi. In genere al distributore potete riconoscerli facilmente, si usa di solito il verde per la benzina e il nero o altri colori per il gasolio.
Rifornimento self service con bancomat
È possibile fare benzina o gasolio autonomamente anche pagando con il bancomat o la carta di credito. La procedura è simile, cambia solo appunto la modalità di pagamento. Basta seguire alcuni accorgimenti per non sbagliare e evitare rischi inutili.
Seguite questi passaggi:
- dopo aver posizionato e spento l’auto, aperto lo sportellino e svitato il tappo, andare alla colonnina per il pagamento;
- inserire il bancomat o la carta nella fessura;
- inserire il codice pin;
- ritirare il bancomat una volta che il pagamento è stato accettato;
- selezionare la pompa;
- tornare al distributore e inserire la pistola nel serbatoio;
- in questo caso non bisogna aspettare che l’erogazione termini, siete voi a decidere quando avrete raggiunto la quota di carburante desiderata e quindi quando stoppare l’erogazione;
- rimettere la pistola al suo posto, chiudere tappo e sportellino;
- ritirare la ricevuta nella colonnina dei pagamenti e ripartire.
Il sistema scala la somma corrispondente alla quantità di carburante erogata direttamente dal conto collegato alla carta.
I vantaggi del rifornimento di carburante self service
Essere in grado di fare rifornimento da soli è molto importante, prima di tutto perché è possibile avere bisogno di benzina o gasolio quando le stazioni sono chiuse. Un vantaggio è inoltre rappresentato dai costi, con il self service si può risparmiare tra il 5% e il 10% sulla spesa. Ci sono dei distributori che, ad orari stabiliti, danno solo questa opzione; quindi, soprattutto in caso di lunghi viaggi su strade che non si conoscono, è fondamentale saper fare rifornimento da soli.
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Che cos’è il car wrapping: tutto quello che bisogna sapere

Il car wrapping è una tecnica molto particolare, che presenta molti vantaggi (ma anche alcuni svantaggi), da tutti coloro che hanno intenzione di cambiare il colore della propria vettura senza riverniciarla o semplicemente di applicare la pellicola per rivestire e proteggere la carrozzeria. Vediamo come funziona, quali sono i costi e tutto quello che c’è da sapere su questa pratica molto diffusa.
Car wrapping: in che cosa consiste
Si tratta di un’alternativa molto valida alla verniciatura dell’auto, per tutti coloro che hanno intenzione di cambiare colore alla propria vettura, senza spendere una cifra esagerata dal carrozziere. Il rivestimento della carrozzeria con questa particolare pellicola adesiva viene effettuato per differenti motivazioni:
- prima di tutto per cambiare il colore della macchina;
- per proteggere l’auto con la pellicola, ma senza variarne il colore;
- applicare delle decalcomanie.
Vi sono pellicole differenti in base al colore e all’effetto che si vogliono realizzare. Per quanto riguarda colori e fantasie che si possono scegliere, bisogna solo sottostare ai limiti imposti dal Codice della Strada per garantire la sicurezza durante la circolazione.
Che cosa stabilisce il CdS: limiti e multe per car wrapping
Attenzione alle regole per quanto riguarda colori e tipologie di applicazioni e pellicole. Un esempio è quello della Germania, che non consente l’applicazione della parola ‘Polizia’ sull’auto, e nemmeno l’utilizzo di pellicole luminescenti e cromate su ampie zone, come è severamente vietata anche la scelta di simboli o parole incostituzionali.
In Italia non è assolutamente possibile applicare le pellicole colorate sui dispositivi luminosi, per non alterarne le caratteristiche originali, e nemmeno sulle targhe e sui finestrini anteriori o il parabrezza. Sono concesse delle eccezioni solo ed esclusivamente in fase di omologazione dell’auto da parte del Costruttore. Nel caso in cui un automobilista decida di utilizzare comunque delle pellicole non omologate o che alterano le caratteristiche dell’auto e quindi severamente vietate dalla legge, oppure le applichi in modo inappropriato, allora l’articolo 78 del Codice della Strada prevede multe a partire da 431 euro.
Car wrapping: quali sono i costi?
Non c’è un costo fisso in questo caso, ovviamente. Tutto dipende dalla tipologia di pellicola che si intende utilizzare, quindi se trasparente, colorata, lucida o opaca, con grafiche personalizzate, ma anche dalla manodopera necessaria e ovviamente dalle dimensioni dell’auto.
Attenzione: gli esperti sconsigliano in assoluto la pratica del car wrapping fai da te, si tratta di un intervento delicato e complesso, che richiede estrema manualità, necessaria per maneggiare pellicole molto grandi e per usare le attrezzature necessarie.
Il costo medio del car wrapping oscilla tra 1.000 e 5.000 euro.
Pulizia dell’auto con pellicola car wrapping
Anche la durata del risultato ottenuto con le pellicole varia molto, come il prezzo. Tutto dipende dalla qualità della pellicola stessa, ma anche dalla professionalità di chi si è occupato del car wrapping e dall’utilizzo che si fa dell’auto, oltre che dalla cura e manutenzione del mezzo. Ci sono aziende che offrono garanzia per 3 anni o 30 mila km per il car wrapping; in generale il consiglio degli esperti è quello di rimuovere la pellicola dopo 10 anni al massimo, senza far passare più tempo. Anzi, anche meno, a seconda della qualità del rivestimento.
Per quanto riguarda la pulizia e il lavaggio, si può procedere tranquillamente, solo facendo attenzione ai prodotti utilizzati e a non:
- usare acqua troppo calda;
- usare i rulli per il lavaggio;
- applicare cere;
- usare getti d’acqua ad alta pressione.
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