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MotoGP 2021 – GP San Marino a Misano: gli orari TV su Sky, DAZN e TV8

Il GP di San Marino a Misano – quattordicesima tappa della MotoGP 2021 – sarà trasmesso in diretta in chiaro anche su TV8 (oltre che su Sky e DAZN). Di seguito troverete gli orari TV.
In una delle corse più attese dagli appassionati italiani delle due ruote vedremo il gradito ritorno di due protagonisti del nostro Paese: Franco Morbidelli al debutto con la Yamaha ufficiale e Andrea Dovizioso in sella alla Yamaha del team Petronas.
MotoGP 2021 – GP San Marino: cosa aspettarsi
Il circuito di Misano – sede del GP di San Marino, quattordicesima tappa della MotoGP 2021 – è un tracciato tortuoso molto amato dai centauri italiani e spagnoli: l’ultimo a rompere questo dominio è stato Casey Stoner nel lontano 2007. La pioggia prevista per sabato potrebbe scombussolare l’esito delle qualifiche.
Di seguito troverete il calendario del Gran Premio di San Marino, gli orari TV su Sky, DAZN e TV8 e il nostro pronostico.
MotoGP 2021 – Misano, il calendario e gli orari TV su Sky, DAZN e TV8
Venerdì 17 settembre 2021
| 09:00-09:40 | Moto3 – Prove libere 1 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN) |
| 09:55-10:40 | MotoGP – Prove libere 1 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN) |
| 10:55-11:35 | Moto2 – Prove libere 1 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN) |
| 13:15-13:55 | Moto3 – Prove libere 2 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN) |
| 14:10-14:55 | MotoGP – Prove libere 2 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN) |
| 15:10-15:50 | Moto2 – Prove libere 2 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN) |
Sabato 18 settembre 2021
| 09:00-09:40 | Moto3 – Prove libere 3 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN) |
| 09:55-10:40 | MotoGP – Prove libere 3 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN) |
| 10:55-11:35 | Moto2 – Prove libere 3 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN) |
| 12:35-13:15 | Moto3 – Qualifiche (diretta su Sky Sport MotoGP, DAZN e TV8) |
| 13:30-14:00 | MotoGP – Prove libere 4 (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN) |
| 14:10-14:50 | MotoGP – Qualifiche (diretta su Sky Sport MotoGP, DAZN e TV8) |
| 15:10-15:50 | Moto2 – Qualifiche (diretta su Sky Sport MotoGP, DAZN e TV8) |
Domenica 19 settembre 2021
| 08:20-08:40 | Moto3 – Warm-up (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN) |
| 08:50-09:10 | Moto2 – Warm-up (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN) |
| 09:40-10:00 | MotoGP – Warm-up (diretta su Sky Sport MotoGP e DAZN) |
| 11:00 | Moto3 – Gara (diretta su Sky Sport MotoGP, DAZN e TV8) |
| 12:20 | Moto2 – Gara (diretta su Sky Sport MotoGP, DAZN e TV8) |
| 14:00 | MotoGP – Gara (diretta su Sky Sport MotoGP, DAZN e TV8) |
MotoGP – I numeri del GP di San Marino
| LUNGHEZZA CIRCUITO | 4,2 km |
| GIRI | 27 |
| RECORD IN PROVA | Maverick Viñales (Yamaha) – 1’31”411 – 2020 |
| RECORD IN GARA | Andrea Dovizioso (Ducati) – 1’32”678 – 2018 |
MotoGP – Il pronostico del GP di San Marino 2021

1° Marc Márquez (Honda)
Il secondo posto in Aragona ha ridato morale a Marc Márquez.
Il sei volte campione del mondo MotoGP può vantare nel GP di San Marino tre successi e cinque podi totali. Può bastare per considerarlo uno dei favoriti?

2° Fabio Quartararo (Yamaha)
Fabio Quartararo – reduce da quattro piazzamenti in “top 3” negli ultimi sei appuntamenti della MotoGP 2021 – punterà a consolidare il primato iridato e secondo noi ci riuscirà.
I suoi precedenti nel Gran Premio di San Marino a Misano? Un secondo posto nel 2019.

3° Joan Mir (Suzuki)
Joan Mir si sta riprendendo dopo un inizio di stagione poco scoppiettante: tre podi negli ultimi cinque GP del Motomondiale.
Il campione del mondo in carica lo scorso anno arrivò terzo in questa corsa.

Da tenere d’occhio: Maverick Viñales (Aprilia)
Aspettarsi un podio – che manca da quasi tre mesi) – da Maverick Viñales è un po’ prematuro ma il centauro spagnolo può già regalarci una buona gara a Misano.
Tutto dipenderà da quanto sarà in grado di adattarsi all’Aprilia.

La moto da seguire: Honda
La Honda è alla ricerca del secondo successo in MotoGP 2021 dopo il primo posto in Germania.
La Casa giapponese ama molto Misano: quattro vittorie nelle ultime sei edizioni del GP di San Marino.
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Consigli utili per evitare il furto dell’auto

Purtroppo i furti d’auto sono sempre troppo alti in Italia. In alcuni periodi il numero di vetture rubate sembra scendere, ma poi è sempre pronto a risalire, a causa dei malviventi che vivono proprio di questo. Rubano macchine, le rivendono all’estero oppure le smontano e creano un ‘mercato nero’ dei pezzi di ricambio. Lo scorso anno, a causa del lockdown che ci ha lasciati tutti bloccati in casa senza poter uscire per mesi (marzo, aprile, maggio 2020) per contenere i contagi da Covid-19, anche i malviventi hanno dovuto fermarsi, per poi riprendere coi furti subito dopo.
È una piaga che a anni interessa l’Italia (e non solo) e anche la percentuale di ritrovamenti è ancora bassa, nonostante le nuove tecniche e tecnologie anche nelle mani delle Forze dell’Ordine. Vediamo quali sono alcuni dei migliori consigli pratici e utili da parte degli esperti, che danno indicazioni per limitare i rischi di furto.
Evitare i furti d’auto: consigli utili per limitare i rischi
Vediamo un elenco di accorgimenti utili per diminuire il rischio di furto:
- parcheggiare sempre l’auto in luoghi non isolati e incustoditi, non lasciare mai le chiavi inserite con il motore acceso, nemmeno se devi allontanarti improvvisamente e solo per alcuni secondi;
- chiudere sempre finestrini e tettuccio, non lasciare il minimo spiraglio, i ladri potrebbero infatti approfittarne per introdursi;
- se lasci l’auto parcheggiata per diversi giorni senza utilizzarla, soprattutto d’estate quando non vai al lavoro oppure se ti allontani da casa con altri mezzi, controlla o fai controllare quotidianamente a qualcuno che la tua vettura sia sempre nel luogo in cui l’hai parcheggiata. Infatti la denuncia di un eventuale furto d’auto fatta nell’immediato, soprattutto se il veicolo ha un dispositivo di rilevamento hi-tech, potrebbe rivelarsi decisiva per il ritrovamento del mezzo rubato (dopo le 48 ore dal furto, secondo gli esperti, le possibilità di ritrovamento diminuiscono drasticamente);
- fai attenzione al luogo in cui parcheggi, cambia di frequente quello quotidiano (i ladri infatti osservano le abitudini prima di colpire) e verifica che non ci siano vetri o altri segnali che possono indicare atti di vandalismo o furto;
- quando chiudi l’auto a distanza con la smart key, per esempio se vai al centro commerciale o in qualsiasi altro luogo, controlla però che la chiusura delle portiere sia avvenuta con successo. Potrebbero esserci dei ladri appostati nelle vicinanze in grado di disturbare il segnale con dei potenti dispositivi, l’auto potrebbe quindi essere rimasta aperta, dando la possibilità ai malviventi di salire e rubarla;
- altro consiglio molto utile è quello di usare un antifurto meccanico per proteggere la macchina, oppure uno hi-tech. Il primo scoraggia i ladri ‘vecchio stampo’, il secondo invece è molto prezioso e allontana i ladri più tecnologici, oppure consente di ritrovare poi il mezzo una volta rubato;
- attenzione a dove lasci le chiavi dell’auto, è possibile custodirla in un ‘card protector’ che evita il rischio di blocchi o clonazione (questi sono i più moderni e diffusi furti di oggi);
- infine, non dimenticare le truffe messe a segno dai furfanti che vogliono rubare una macchina. Ci sono infatti ladri che usano il trucchetto del finto incidente, rompendo appositamente lo specchietto della loro auto, o rovinandola con dei sassi o ancora simulando un lieve tamponamento, per far scendere dalla macchina il proprietario e rubargli il veicolo da sotto il naso. Sembra impossibile, eppure accade davvero!
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100 anni Moto Guzzi. Raduno rinviato, ripartenza confermata. E una nuova moto molto tecnologica

Doveva essere festeggiato con una GMG memorabile, un’edizione delle Giornate Mondiali Guzzi in quel di Mandello, dove la Casa motociclistica è nata il 15 marzo del 1921, lo scorso weekend. E invece, causa precauzioni Covid, essendo attesi 50 mila guzzisti da tutto il mondo, tutto è stato rinviato al secondo weekend di settembre dell’anno prossimo. Insomma, i festeggiamenti per il centenario Guzzi, come le Olimpiadi di Tokio, spostati pari pari di 12 mesi. Anche se a Mandello la città ha voluto comunque rendere omaggio alla sua Guzzi: un grande murales è stato inaugurato a fianco dell’officina dove Carlo Guzzi aveva imparato il mestiere di meccanico; una sua statua (mentre si affaccia da un muretto durante una corsa) campeggia nella piazza del Cinema Teatro De André (dove sono stati proiettati film e documentari sulla Guzzi, tra i quali il meritevole “Il coraggio di andare oltre”); tutte le vetrine dei negozi sono state addobbate con cimeli e moto Guzzi d’epoca. Tanto che, nonostante la cancellazione, di guzzisti da Francia, Germania, Austria e Olanda ne sono arrivati e ne arriveranno tanti, per un selfie davanti al cancello della Guzzi, una vista allo store e al museo, un giro lungo il Lario e qualche libagione nelle trattorie.
Tanto che la Guzzi, per accoglierli, ha aperto comunque il Museo (rivisitato). E, poi, ha annunciato (mostrando i rendering) la ristrutturazione e l’ampliamento dello storico stabilimento, affidato alle cure dell’architetto americano Greg Lynn. Che prevede, oltre a una nuova catena di montaggio, che porterà al raddoppio della produzione, oltre le 40 mila moto, anche zone dedicate agli appassionati: un’officina per il restauro delle Guzzi d’epoca, un passaggio sopraelelvato – un Motoplex – in cristallo per ammirare dall’alto le fasi della produzione, uno store, un ristorante, un’agorà per incontri e addirittura un albergo di fianco alla storica galleria del vento.
E poi la tanto attesa moto del centenario, la V100 Mandello presentata sotto un gioco di luci, da Michele Colaninno, figlio del presidente della Piaggio Roberto, a capo di Piaggio Fast Forward, laboratorio di robotica a Boston ma coinvolto sempre più nella ripartenza di Guzzi.
La nuova motocicletta conserva il classico motore bicilindrico a V della Guzzi, ma raffreddato a liquido, con un innovativo sistema di aspirazione e scarico, coi tubi che escono lateralmente dai cilindri. Della V100 Mandello non sono state comunicate le specifiche, perché il vero debutto sarà alla Fiera delle due ruote di Milano, l’Eicma, a metà novembre. Così i festeggiamenti vanno avanti.
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Audi Q4 50 e-tron quattro: il suv compatto a zero emissioni della Casa di Ingolstadt

IconWheels per AUDI
Audi Q4 50 e-tron quattro: la prova su strada del suv compatto
Nasce elettrico, il nuovo Audi Q4 e-tron, sulla piattaforma dedicata MEB del Gruppo Volkswagen e si contraddistingue per un look piuttosto sportivo e muscolare: sbalzo anteriore ridotto e calandra single frame ottagonale sono il biglietto da visita della parte frontale, sulla quale spiccano i proiettori Audi Matrix LED che consentono di scegliere fra quattro diversi disegni luminosi.
Dimensioni simili a quelle di una Q3 (è lungo 4 metri e 59 cm) e spazio a bordo da suv di categoria superiore: nuovo Audi Q4 e-tron si contraddistingue anche per il baricentro basso e l’equilibrata distribuzione dei pesi, anche grazie alla collocazione della batteria nella zona centrale, tra i due assali.
La versione in prova per Icon Wheels è la versione S line, con una vocazione decisamente sportiva, visibile sia all’esterno con una riduzione dell’altezza dell’assetto da terra di 15 millimetri sia da alcuni particolari “sportiveggianti”, presenti nell’abitacolo, dove non mancano elementi hi-tech, con tanto di volante futuristico con corona appiattita. Per supportare il guidatore, sono presenti – di serie – l’head up display con realtà aumentata, il monitor da 11,6 pollici MMI touch, con piattaforma d’infotainment MIB 3 e i comandi a “sfioramento” del volante, simili a quelli disponibili sugli smartphone.
Oltre alla nostra versione da 299 CV – la più potente di tutta la gamma – ce ne sono altre declinate in differenti livelli di potenza: da 170 e 204 CV, oltre alla versione da 265 dotata, invece, di trazione integrale. Il nostro esemplare in prova è in grado di raggiungere la velocità massima di 180 Km/h e brucia lo 0/100 in poco più di sei secondi. Audi Q4 50 e-tron quattro ha un’autonomia dichiarata di quasi 500 km, secondo il ciclo di omologazione WLTP e si ricarica, con una colonnina fast charge, per l’80% in poco meno di 40 minuti.
Già disponibile nelle concessionarie, la nostra versione in prova parte da 62.100 Euro; il prezzo d’attacco della gamma, invece, è fissato a 45.700 Euro.
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Il Porsche Experience Centre d’Italia, in Franciacorta

In Italia non c’era. O meglio c’erano tanti circuiti dove far lievitare l’adrenalina e consumare gomme e freni di Carrera e Turbo. Ma non un luogo dedicato, non un piccolo tempio della velocità in cui adorare i sei cilindri boxer (o i quattro cattivelli delle Boxter e Cayman). Parliamo ovviamente del mondo Porsche che vuol dire gratificazione estetica, piacere del possesso, gioia meccanica, turismo veloce. Ma anche voglia di sfogare i cavalli in pista, senza necessariamente fare le gare, ma anche soltanto sentirsi piloti per un giorno e in tutta sicurezza. Ora tutto questo, il sogno, è diventato realtà. L’11 settembre, con fuochi d’artificio veri, ha aperto il cancello il Porsche Experience Centre d’Italia, sorto sulle impronte e gli edifici preesistenti del circuito di Franciacorta, luogo che richiama anche il piacere del vino e del cibo, a poco più di un’ora da Milano e dal di lei aeroporto i Linate, 15 minuti da Brescia, insomma facilmente raggiungibile da ogni dove sia terra di appassionati porschisti.
“L’abbiamo annunciato a gennaio 2020 e con uno sforzo immenso, anche finanziario, 28 milioni di euro, siamo riusciti a portarlo a termine in tempi davvero ristretti. Siamo molto orgogliosi, è l’ottavo Centro Porsche nel mondo ed è anche il più grande, sviluppandosi per ben 62 ettari”, ha detto Pietro Innocenti, ad di Porsche Italia.
Il Centro Porsche è un piccolo mondo che si articola intorno alla pista, molto tecnica, lunga 2,5 chilometri, omologata 2Fia, così che ci si possono disputare pure le gare della Carrera Cup. Si entra in una grande struttura luminosa ad archi, progettata dallo studio di Antonio Gioli (dove prima c’era un capannone) e lì abbiamo Ristorante, Business Centre, Shop, una piccola arena attrezzabile per esporre le auto od organizzare conferenze. Perché l’idea non è soltanto di attirare i clienti Porsche o gli appassionati del marchio, ma anche di offrire un luogo per convention o meeting aziendali, in una cornice del tutto particolare.
All’esterno, oltre il parcheggio, troviamo una pista per kart elettrici, un edificio che servirà come Porsche training centre, una pista a bassa aderenza per divertirsi col drifting (e vai di sbandata controllata) e un percorso in fuoristrada per chi all’asfalto preferisce la terra, in modo da sbizzarrirsi con i SUV muscolosi di Stoccarda, Macan e Cayenne.
I colori sono rigorosamente quelli amati da Porsche, il bianco e il nero soprattutto. Molta attenzione alla sostenibilità, con il 30% dell’energia prodotta dal fotovoltaico e il resto da fonti rinnovabili.
Domanda finale: come si chiama il ristorante? 911! Sbagliato, Speedster!
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Catena moto: come pulirla, regolarla e lubrificarla

Una parte fondamentale di tutte le moto è costituita dal famoso trittico composto da catena, corona e pignone, che lavorano insieme e, molto spesso, si sostituiscono anche contemporaneamente. Si tratta di elementi molto importanti, perché sono loro che trasferiscono la potenza del motore alla ruota posteriore e quindi chiedono una manutenzione adeguata, per poter funzionare sempre al meglio. Vediamo tutto quello che bisogna sapere, soprattutto per quanto riguarda pulizia, regolazione e lubrificazione della catena.
Manutenzione moto: catena, corona e pignone
Le tre componenti fondamentali di cui abbiamo appena parlato, hanno bisogno di manutenzione costante, a intervalli temporali che possono variare a seconda del tipo di utilizzo della moto. Chiaramente, se il pilota pratica fuoristrada, allora è fondamentale pulire e ingrassare catena, corona e pignone dopo ogni uscita. Se invece si fa un utilizzo turistico o brevi viaggi per lavoro o svago, allora è possibile aumentare gli intervalli di manutenzione. Attenzione al sale depositato sulle strade, se usate la moto d’inverno: può rovinare la carrozzeria e le parti meccaniche della due ruote. In ogni caso, sarebbe meglio ingrassare il trittico dopo ogni uscita.
Come ingrassare la catena della moto
Vediamo il procedimento di pulizia e ingrassaggio del trittico:
- proteggere il pavimento con scatole di cartone appiattite da mettere sotto la moto;
- è utile procurarsi un pennello, uno spazzolino e degli stracci, oltre a una bacinella in cui raccogliere il petrolio bianco;
- fare il lavoro usando dei quanti in lattice;
- mettere la moto sul cavalletto centrale e togliere la marcia;
- lavare catena, corona e pignone. Come? Il modo più efficace è utilizzando petrolio bianco, per sgrassare la catena e eliminare ogni impurità. Il petrolio può essere anche sostituito dal gasolio, non usate mai la benzina verde. È necessario applicare il petrolio bianco con pennello o spazzolino, lavando prima la moto con un getto d’acqua ad alta pressione;
- terminata la pulizia, si può applicare il prodotto con lo spazzolino, pulendo le maglie della catena;
- una volta che avete sgrassato e spazzolato la catena, potete farla scorrere su un panno pulito, eliminando tutti i residui di sporco;
- ora è il momento di applicare nuovamente il grasso sulla catena, senza schizzare il disco posteriore dei freni, fate attenzione.
Il lubrificante deve penetrare bene all’interno delle maglie della catena, quindi una volta finito il lavoro aspettate e non rimettetevi in sella immediatamente, in modo da non schizzare olio ovunque.
Come abbiamo detto in precedenza, questo non è l’unico metodo utile per pulire la catena della moto. Ci sono anche dei lavori un po’ meno ‘fai da te’, che anche un pilota meno esperto può eseguire. In commercio esistono degli sgrassatori specifici che permettono di ottenere ottimi risultati con un minimo sforzo. L’unico aspetto svantaggioso è il prezzo, che sicuramente è più alto rispetto a quello del gasolio o del petrolio bianco.
Ci sono anche prodotti che dispongono di una gamma completa e che offrono lo sgrassatore per la catena, il lubrificante e l’ingrassatore per la catena; per chi ne avesse bisogno (se accidentalmente, durante il lavoro fai da te, si sporca il disco posteriore) ci sono anche i pulitori per i freni della moto. Chiaramente si tratta di prodotti appositi che hanno un prezzo più alto rispetto al semplice petrolio bianco ma sono più veloci e facili da usare.
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Come si utilizza il cavo AUX in auto?

Il cavo AUX si può usare in auto per aumentare quelle che sono le prestazioni dell’impianto audio collegando dei lettori esterni, degli amplificatori o le cuffie. Le vetture moderne in genere presentano sistemi di infotainment con accessori e dispositivi multimediali già incorporati, tra cui l’impianto audio con radio, lettore CD e MP3, e porte AUX e USB, in cui inserire appunto i cavi specifici.
Cavo AUX, come funziona?
Si tratta del cavo che deve essere inserito nell’ingresso apposito, che si presenta come un foro circolare, attraverso un jack di 3.5 mm di diametro. I cavi AUX più diffusi sono quelli degli auricolari e delle cuffie e permettono a conducente o passeggeri di ascoltare stereo o radio senza altoparlanti.
È possibile anche migliorare le prestazioni dell’autoradio usando l’AUX. Se le frequenze radio non vengono recepite in maniera chiara e pulita, e le cause possono essere differenti (anche l’antenna datata) oppure se l’impianto non regge musica ad alto volume, allora grazie all’AUX si può collegare un lettore esterno all’impianto, tra cui per esempio l’iPod o lo smartphone e altri dispositivi.
È possibile usare lo stesso insert anche per attaccare casse ed amplificatori, aumentando le prestazioni dell’autoradio. Il nostro consiglio, per i migliori risultati, è usare un cavo AUX stereo.
Cavo AUX per auto: i costi
A seconda delle esigenze dell’utente, esistono differenti tipologie di cavi AUX per autoradio:
- con mini jack a entrambe le estremità (il doppio ‘maschio’);
- con doppia presa, AUX da una parte e USB femmina da 2.0 dall’altra;
- con spinotto specifico per autoradio o per un particolare modello di auto.
Può cambiare anche la lunghezza, in genere i più usati e diffusi sono quelli da 1 metro, il jack ha sempre diametro 3.5 mm. Il prezzo è modesto, in genere parte da 5 euro e non supera mai i 20 euro, accessibile a tutti.
Come si installa il cavo AUX in auto?
Un’autoradio di serie potrebbe non essere dotata di ingresso AUX, soprattutto se molto datata. All’impianto stereo della macchina è possibile aggiungere, se compatibile ovviamente, il cavo AUX con il jack maschio. Attenzione: fate eseguire questi lavori sempre e solo al vostro elettrauto di fiducia, a meno che non siate esperti o non sappiate già dove mettere le mani, e quindi vogliate affidarvi al fai da te.
Quali sono i pregi e difetti del cavo AUX in auto? Vediamoli insieme
Decidere di equipaggiare la propria autoradio un po’ datata con un cavo AUX, come abbiamo visto sinora, ha il grande pregio di essere fattibile in maniera semplice e molto economica. Infatti non è necessario un grande esborso di denaro e nemmeno un procedimento molto laborioso e complesso. Questi quindi sono gli aspetti positivi legati all’aggiunta del cavo AUX in auto, ma bisogna dire che ci sono anche degli aspetti negativi, per cui bisogna sapere che è necessario scendere a compromessi.
Innanzitutto la qualità audio migliora, ma sicuramente non si può paragonare a quella offerta dai sistemi audio tecnologicamente avanzati, come gli impianti Hi-Fi. Il motivo è semplice, in questo casi infatti (col cavo AUX) il segnale audio viene amplificato. Altra difficoltà riguarda invece il punto di vista pratico, infatti la gestione del lettore esterno che riproduce musica (es. smartphone) potrebbe non essere sempre semplice e essere anzi d’impaccio (senza dimenticare che il telefono o altri dispositivi collegati per la musica tendono chiaramente a scaricarsi molto più rapidamente).
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F1 2021: doppietta McLaren a Monza, vince Ricciardo

Grande festa McLaren a Monza: la scuderia britannica ha portato a casa una sorprendente doppietta nel GP d’Italia, quattordicesima tappa del Mondiale F1 2021, grazie alla vittoria di Daniel Ricciardo e al secondo posto di Lando Norris davanti a Valtteri Bottas (Mercedes). Una tripletta di monoposto dotate di motori della Stella: un evento che non si verificava dal Gran Premio del Messico 2015 (doppietta delle frecce d’argento con Nico Rosberg e Hamilton e terza piazza di Bottas con la Williams)
I due protagonisti del campionato – Max Verstappen e Lewis Hamilton – sono finiti entrambi fuori alla Curva 1 al 25° giro e il sette volte campione del mondo è stato salvato dall’halo: per l’olandese tre posizioni di penalità in griglia nel prossimo Gran Premio di Russia.
La Ferrari può ritenersi abbastanza soddisfatta della gara di casa: Charles Leclerc ha tagliato il traguardo in quarta posizione mentre Carlos Sainz Jr. è arrivato sesto.
Mondiale F1 2021 – GP Italia: le pagelle

Valtteri Bottas (Mercedes)
Valtteri Bottas è il vincitore morale del GP d’Italia a Monza: dopo il miglior tempo nelle qualifiche del venerdì e la vittoria (corredata da tre punti bonus) nella sprint race è stato costretto a scattare dall’ultima fila a causa della sostituzione della power unit.
Nonostante questo ha dato vita a una gara pazzesca portando a casa il terzo posto finale grazie alla penalizzazione di Pérez. Un risultato importante (il quinto podio negli ultimi sette Gran Premi del Mondiale F1 2021) che ha permesso alla Mercedes di consolidare il primato iridato tra i Costruttori.

Daniel Ricciardo (McLaren)
Daniel Ricciardo è tornato sul gradino più alto del podio dopo oltre tre anni (l’ultimo successo a Monte Carlo nel 2018) e, non contento, si è preso anche due punti bonus (uno ieri con la terza piazza nella sprint race e uno oggi con il giro più veloce).
Balzato subito in testa al via, è rimasto al comando fino al 22° giro quando è andato a effettuare il pit-stop e ha ripreso il primo posto tre tornate dopo con l’arrivo della safety-car e la sosta ai box di Leclerc.

Lando Norris (McLaren)
Lando Norris a Monza ha tenuto dietro Hamilton per una ventina di giri ed è rientrato in zona podio con la safety-car. Poco dopo ha superato Leclerc e ha mantenuto la seconda posizione dietro al compagno Ricciardo.
Per il pilota britannico si tratta del ritorno in “top 3” dopo oltre due mesi di digiuno.

Max Verstappen (Red Bull)
L’unica notizia positiva del GP d’Italia di Max Verstappen è il secondo posto nella sprint race che ha consentito al pilota olandese di incrementare il vantaggio nel Mondiale F1 2021 su Hamilton.
Dopo essersi fatto beffare al via da Ricciardo ha ripreso la testa della corsa dopo il pit-stop dell’australiano ma si è ritrovato a rientrare decimo dopo il cambio gomme a causa di un problema al pneumatico anteriore destro. La sua corsa è terminata alla 25° tornata quando è finito fuori pista in curva 1 insieme al rivale Lewis: in Russia sarà penalizzato di tre posizioni in griglia.

McLaren
Era da nove anni (Brasile 2012, Jenson Button) che la McLaren non vinceva un Gran Premio ed era addirittura dal GP del Canada 2010 (primo Hamilton, secondo Button) che il team inglese non otteneva una doppietta.
Merito dei piloti ma anche di un motore Mercedes adatto alle caratteristiche del circuito di Monza.
Mondiale F1 2021 – I risultati del GP d’Italia
Prove libere 1
1 Lewis Hamilton (Mercedes) 1:20.926
2 Max Verstappen (Red Bull) 1:21.378
3 Valtteri Bottas (Mercedes) 1:21.451
4 Lance Stroll (Aston Martin) 1:21.676
5 Pierre Gasly (AlphaTauri) 1:21.719
Qualifiche
1 Valtteri Bottas (Mercedes) 1:19.555
2 Lewis Hamilton (Mercedes) 1:19.651
3 Max Verstappen (Red Bull) 1:19.966
4 Lando Norris (McLaren) 1:19.989
5 Daniel Ricciardo (McLaren) 1:19.995
Prove libere 2
1 Lewis Hamilton (Mercedes) 1:23.246
2 Valtteri Bottas (Mercedes) 1:23.468
3 Max Verstappen (Red Bull) 1:23.662
4 Sergio Pérez (Red Bull) 1:23.917
5 Esteban Ocon (Alpine) 1:24.263
Qualifiche sprint
1 Valtteri Bottas (Mercedes) 27:54.078
2 Max Verstappen (Red Bull) + 2,3 s
3 Daniel Ricciardo (McLaren) + 14,5 s
4 Lando Norris (McLaren) + 18,9 s
5 Lewis Hamilton (Mercedes) + 20,0 s
Le classifiche
La classifica del GP d’Italia 2021
| Daniel Ricciardo (McLaren) | 1h21:54.365 |
| Lando Norris (McLaren) | + 1,7 s |
| Valtteri Bottas (Mercedes) | + 4,9 s |
| Charles Leclerc (Ferrari) | + 7,3 s |
| Sergio Pérez (Red Bull) | + 8,7 s |
Classifica Mondiale Piloti
| Max Verstappen (Red Bull) | 226,5 punti |
| Lewis Hamilton (Mercedes) | 221,5 punti |
| Valtteri Bottas (Mercedes) | 141 punti |
| Lando Norris (McLaren) | 132 punti |
| Sergio Pérez (Red Bull) | 118 punti |
Classifica Mondiale Costruttori
| Mercedes | 362,5 punti |
| Red Bull-Honda | 344,5 punti |
| McLaren-Mercedes | 215 punti |
| Ferrari | 201,5 punti |
| Alpine-Renault | 95 punti |
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MotoGP 2021: Bagnaia re d’Aragona, prima vittoria nella classe regina

Francesco Bagnaia ha ottenuto la prima vittoria in carriera in MotoGP conquistando con la Ducati il GP d’Aragona ad Alcañiz, tredicesima tappa del Motomondiale 2021.
Il centauro torinese ha sconfitto Marc Márquez (Honda) dopo un intenso duello mentre al terzo posto si è piazzato Joan Mir in sella alla Suzuki.
MotoGP 2021 – GP Aragona: le pagelle

Francesco Bagnaia (Ducati)
Francesco Bagnaia ha dovuto aspettare parecchio prima di vincere la sua prima corsa nella classe regina ma è stato ricompensato con un trionfo pazzesco, ottenuto tenendosi dietro Marc Márquez su una delle piste preferite dal sei volte campione del mondo.
Un successo (impreziosito dalla pole position di ieri) che coincide con il secondo podio negli ultimi tre appuntamenti iridati e, soprattutto, con la conquista della seconda piazza nella MotoGP 2021.

Marc Márquez (Honda)
Quasi tutti si aspettavano entro la fine del GP d’Aragona il sorpasso definitivo di Marc Márquez su Bagnaia. Il centauro spagnolo non è invece riuscito a tagliare per primo il traguardo nonostante diversi attacchi.
Il pilota Honda è tornato sul podio dopo quasi tre mesi di digiuno: dopo la vittoria nella sua pista preferita (Germania) una seconda piazza nel suo secondo tracciato preferito (Alcañiz).

Jack Miller (Ducati)
Jack Miller non sale sul podio da sei gare e anche nel GP d’Aragona ha perso una grande occasione.
Partito secondo, si è fatto beffare al via da Marc Márquez e ha perso il piazzamento in “top 3” a metà gara per un errore in staccata.

Joan Mir (Suzuki)
Un GP d’Aragona all’insegna dell’inseguimento per Joan Mir, capace di conquistare la terza posizione a metà gara approfittando dell’errore di Miller e passando prima l’australiano e poco dopo Aleix Espargaró.
Per il pilota iberico si tratta del terzo podio negli ultimi cinque Gran Premi.

Ducati
Dire che la Ducati (alla quarta vittoria stagionale) è stata velocissima nel GP d’Aragona non toglie nulla ai meriti di Bagnaia.
Altri piloti non sarebbero stati capaci di difendersi così bene dagli attacchi di Márquez.
MotoGP 2021 – I risultati del GP d’Aragona
Prove libere 1
1 Marc Márquez (Honda) 1:48.048
2 Joan Mir (Suzuki) 1:49.019
3 Francesco Bagnaia (Ducati) 1:49.193
4 Álex Márquez (Honda) 1:49.206
5 Jack Miller (Ducati) 1:49.262
Prove libere 2
1 Jack Miller (Ducati) 1:47.613
2 Aleix Espargaró (Aprilia) 1:47.886
3 Cal Crutchlow (Yamaha) 1:47.897
4 Johann Zarco (Ducati) 1:47.988
5 Jorge Martín (Ducati) 1:48.023
Prove libere 3
1 Fabio Quartararo (Yamaha) 1:46.926
2 Aleix Espargaró (Aprilia) 1:46.949
3 Joan Mir (Suzuki) 1:46.982
4 Francesco Bagnaia (Ducati) 1:46.984
5 Jack Miller (Ducati) 1:47.059
Prove libere 4
1 Marc Márquez (Honda) 1:48.116
2 Enea Bastianini (Ducati) 1:48.264
3 Francesco Bagnaia (Ducati) 1:48.299
4 Fabio Quartararo (Yamaha) 1:48.413
5 Jack Miller (Ducati) 1:48.446
Qualifiche
1 Francesco Bagnaia (Ducati) 1:46.322
2 Jack Miller (Ducati) 1:46.688
3 Fabio Quartararo (Yamaha) 1:46.719
4 Marc Márquez (Honda) 1:46.736
5 Jorge Martín (Ducati) 1:46.878
Warm up
1 Francesco Bagnaia (Ducati) 1:48.054
2 Takaaki Nakagami (Honda) 1:48.084
3 Joan Mir (Suzuki) 1:48.332
4 Jack Miller (Ducati) 1:48.454
5 Aleix Espargaró (Aprilia) 1:48.537
Le classifiche
La classifica del GP d’Aragona 2021
| Francesco Bagnaia (Ducati) | 41:44.422 |
| Marc Márquez (Honda) | + 0,7 s |
| Joan Mir (Suzuki) | + 3,9 s |
| Aleix Espargaró (Aprilia) | + 9,3 s |
| Jack Miller (Ducati) | + 11,9 s |
Classifica Mondiale Piloti
| Fabio Quartararo (Yamaha) | 214 punti |
| Francesco Bagnaia (Ducati) | 161 punti |
| Joan Mir (Suzuki) | 157 punti |
| Johann Zarco (Ducati) | 137 punti |
| Jack Miller (Ducati) | 129 punti |
Passione MotoGP
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Quando si può fare ricorso per una multa presa sulle strisce blu?

Come ben sappiamo, sui parcheggi con le strisce blu c’è l’obbligo di pagare il ticket per tutti, tranne alcune particolari categorie di utenti e veicoli che sono esentate. È necessario versare la somma richiesta dal Comune, a parte appunto permesse particolari concessi.
Chi trasgredisce a questa regola e quindi non paga, non emettendo alcun ticket sul cruscotto dell’auto, è punibile ovviamente con una sanzione amministrativa. Ma ci sono dei casi in cui l’automobilista può presentare ricorso, anche se non è sempre facile. Vediamo quello che bisogna sapere a riguardo, è bene infatti essere informati.
Mancata esposizione del ticket nei parcheggi a strisce blu: la multa
La sanzione amministrativa in questo caso consiste nel versamento di una somma pari a 41 euro, importo ridotto del 30% nel caso in cui il pagamento venga effettuato entro 5 giorni dalla notifica (se si paga in questo breve termine chiaramente non è più possibile poi presentare eventuale ricorso).
Fate bene quindi le vostre valutazioni, perché in alcuni casi il Giudice di Pace o il Prefetto possono dare ragione all’automobilista che presenta il ricorso. Un esempio? Chi paga il ticket per il parcheggio ma non lo espone, in questo la Cassazione parla chiaro, perché il mancato acquisto del biglietto è diverso infatti dalla mancata esposizione. In questo caso la multa può essere annullata, se ovviamente l’automobilista ha conservato il ticket. C’è da dire però che l’annullamento della multa ha un costo, perché il tribunale riconosce il comportamento corretto del verbalizzante, e quindi le spese processuali devono essere divise in parti uguali.
Ricorso per assenza di parcheggi: cosa significa
Questa è una motivazione che può dare ragione al conducente che ha preso la multa e che presenta ricorso, ma che spesso non è per niente facile da dimostrare. Infatti si può vincere se la motivazione del mancato pagamento del ticket è l’assenza o la carenza di parcheggi gratuiti. Infatti per legge bisognerebbe mantenere un certo equilibrio tra il numero di posti bianchi e quello di posti blu.
Se la superficie occupata dai parcheggi con strisce blu è eccessiva rispetto a quella occupata dai parcheggi gratis, con conseguente difficoltà a trovare un parcheggio libero, allora è possibile richiedere, e anche ottenere, l’annullamento della multa. L’unica ‘pecca’ è che per fare ricorso è necessario ottenere la mappa ufficiale da parte del Comune, in cui è possibile vedere la distribuzione dei parcheggi.
Strisce blu poco visibili o imprecise: come chiedere ricorso
Ci sono dei casi in cui la progettazione delle stesse strisce blu purtroppo ha subito dei problemi e quindi sono presenti degli errori. Un esempio? Le zone di sosta a pagamento non dovrebbero, per legge, mai impedire o rendere difficile la circolazione delle auto. Le multe comminate in queste circostanze potrebbe essere annullate.
All’articolo 7 del Codice della Strada comma 6 si legge: “Le aree destinate al parcheggio devono essere ubicate fuori della carreggiata e comunque in modo che i veicoli parcheggiati non ostacolino lo scorrimento del traffico”.
Attenzione anche alla visibilità delle strisce blu, che deve sempre essere ben chiara, argomentazione che purtroppo non viene sempre considerata valida, a meno che le righe di colore blu non siano per niente visibili.
Ultimo punto da considerare, sia i vigili urbani che gli ausiliari del traffico possono fare questa tipologia di multe, ma non i dipendenti delle società che gestiscono le aree di parcheggio; quindi eventuali multe di questi soggetti sono da annullare.
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