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Quanti tipi di colonnine di ricarica per auto elettriche esistono?

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Nel mondo delle auto elettriche, dei connettori e delle colonnine per la ricarica, ci sono infiniti termini e sigle da dover ricordare, e a volte è possibile fare confusione. Cerchiamo quindi di riassumere, in questo articolo, tutte le principali nozioni da sapere.

La prima distinzione: colonnine pubbliche o private

Il primo argomento pare scontato ma in realtà non lo è per niente. Parliamo della distinzione tra i punti di ricarica pubblica e quelli privati, i primi sono, ad esempio, quelli che si installano nel garage di casa o nel parcheggio di un’azienda. Gli altri sono quelli che troviamo in genere nei parcheggi, in città, o sulle strade, a volte nei pressi di distributori di benzina.

Potenza e velocità

In questo caso dobbiamo fare un’altra distinzione comunque fondamentale: quella tra velocità e potenza del rifornimento di energia all’auto elettrica. Ci sono infatti colonnine di ricarica alternata (AC) e colonnine in corrente continua (DC, ultrarapide). I punti collegati alla rete domestica in genere sono in corrente alternata, le colonnine pubbliche invece possono essere DC o AC. Vediamone le caratteristiche principali.

Colonnine di ricarica AC

Iniziamo a parlare, prima ancora delle colonnine, delle normali prese domestiche (Modo 1) che installiamo in garage, che lavorano in corrente alternata a 230 Volt fino ad una tensione massima di 7,4 kW, che permette di connettere qualsiasi dispositivo senza alcun rischio per la propria sicurezza. Chiaramente in questo caso la ricarica dell’auto richiede parecchie ore. Altrimenti è possibile installare il control box (Modo 2) alla corrente domestica, quello che conosciamo come wall-box, che arriva fino a 22 kW di potenza massima e garantisce tempi di ricarica dell’auto elettrica più brevi.

A seconda di queste tipologie di colonnine, si utilizzano appunto i connettori differenti e quindi:

  • Modo 1, costituito da spina tipo 1 o Shuko;
  • Modo 2, spina tipo 2;
  • Modo 3, spina tipo 3.

La Shuko è la più comune, però arriva fino a 2,3 kW di potenza massima, con la monofase, tipo 1, si arriva invece a 7,4 kW, con la tipo 2 (Mennekes), la più diffusa, è possibile caricare l’auto in corrente alternata monofase o trifase. E poi ci sono le spine di tipo 3, che si dividono in 3A (monofase per veicoli leggeri, con potenza massima di 3,7 kW) e 3C, che arrivano a 22 kW.

Colonnine di ricarica DC

Modo 4: è la ricarica in corrente continua, che permette di rifornire l’auto elettrica di energia a 400 V, con tempi super rapidi. Possiamo riconoscere immediatamente queste colonnine, che si distinguono dalle altre dal caricabatteria, che in questo caso si trova infatti all’interno della struttura; oltretutto i due standard di connettori sono il CHAdeMO e il CCS COMBO 1 e 2. Le caratteristiche:

  • CHAdeMO: standard per la ricarica veloce in corrente continua più diffuso, arriva fino a 50 kW di potenza massima (attualmente);
  • CCS COMBO 1 e CCS COMBO 2, il primo è usato soprattutto dalle Case automobilistiche giapponesi e statunitensi, il secondo da BMW e Volkswagen e simili. Permette la ricarica rapida in corrente continua, ma anche la ricarica lenta in corrente alternata.

L’adattatore modulare

Si chiama Juice Booster 2 ed è un cavo di ricarica a struttura modulare che può caricare le auto elettriche usando qualsiasi tipologia di collegamento (dalle AC pubbliche a quelle domestiche). È una sorta di colonnina portatile: da un lato c’è la presa Type-2 da collegare alla vettura e dall’altro invece è possibile decidere quale tipologia di presa (e quindi di colonnina) scegliere.

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Che cos’è la guida preventiva? Definizione e usi

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Abbiamo parlato di guida difensiva, quindi è giusto che approfondiamo anche il discorso che riguarda la guida preventiva.

Innanzitutto, sappiamo benissimo quanto sia importante guidare in modo consapevole, fondamentale per riuscire a circolare su strada in maniera più sicura e serena per sé stessi e per gli altri, riducendo il rischio di sinistri, più o meno pericolosi. È possibile però anche prevenire i rischi alla guida: ogni conducente, per farlo, dovrebbe rispettare costantemente e perennemente le basi della guida sicura, senza comportamenti disattenti e avventati, che sono tra le principali cause degli incidenti.

Guida sicura e guida difensiva: cosa dobbiamo sapere

Stare al volante della propria auto tenendo un comportamento che possiamo definire di “guida sicura” significa essere in grado di identificare i pericoli su strada e tenere sempre un’andatura e una velocità di percorrenza ottimali per evitare di essere a rischio incidente. Oltre a conoscere i cartelli stradali, i limiti di velocità e tutti i comportamenti che, per legge, bisogna tenere quando si conduce un mezzo, la guida sicura e difensiva consente anche di saper anticipare situazioni pericolose e prendere decisioni che variano a seconda delle condizioni stradali, al fine di evitare ogni possibile pericolo e rischio.

La guida sicura quindi aiuta ogni automobilista a mantenere il focus sulla sicurezza e guidare in modo consapevole, la guida difensiva invece ha un obiettivo simile, ma attenzione: non deve distorcere la percezione dell’ambiente che circonda il conducente. Approfondiamo il discorso.

Cosa vuol dire guida sicura

Cosa significa guidare in maniera sicura e quali sono i nostri consigli:

  • la distanza di sicurezza: fondamentale per evitare incidenti. Con una guida attenta basta anche un solo secondo per accorgersi del pericolo e frenare, senza causare danni. Ma visto che nessuno si trova mai in condizioni perfette alla guida, è meglio affidarsi alla regola dei 3 secondi, e mantenere una distanza dal veicolo che ci precede tale da evitare qualsiasi pericolo (o quasi): dal momento in cui il mezzo davanti a noi supera l’ostacolo a quando lo facciamo noi devono passare almeno 3 secondi;
  • osservare attentamente l’ambiente che ci circonda: bisogna essere consapevoli delle proprie azioni al volante, sempre e costantemente, ma anche di quello che succede attorno a noi. Bisogna essere sempre attenti al comportamento degli altri utenti della strada, per poter individuare potenziali pericoli e agire in tempo, per evitare incidenti;
  • attenzione ai limiti di velocità: non superare mai quelli imposti dalla legge, ma adattali anche in base alle condizioni di visibilità della strada e al meteo;
  • usare le frecce per segnalare una svolta o l’intenzione di cambiare corsia: è fondamentale che gli altri utenti della strada conoscano le tue intenzioni.

Guida preventiva: cosa significa

E quindi, con queste premesse: difendersi o prevenire? In italiano la guida difensiva dovrebbe indicare ogni atteggiamento tenuto al volante e volto a proteggersi “da possibili attacchi” (in questo caso pericoli su strada, incidenti). È difficile però usare questo termine per riferirsi al traffico, perché a volte si tende, in questo modo, a ritenere il guidatore sempre perfetto, privo di errori, ma costretto a difendersi da tutti gli altri utenti che circolano sulla stessa strada, certamente meno bravi e attenti.

Non è certo così, o meglio: è vero che dobbiamo essere sempre prudenti quando siamo alla guida, perché siamo costantemente a contatto con altri soggetti che, potenzialmente, potrebbero rappresentare un pericolo. È fondamentale però tenere sempre a mente che noi possiamo essere ritenuti quindi una eventuale fonte di pericolo/sinistro per gli altri utenti.

È per queste ragioni, non condivise da tutti, che forse è meglio parlare di guida preventiva e non difensiva (come invece avevamo già fatto): prevenire significa anticipare quello che succede, e non solo riferito alle azioni degli altri, ma anche a quelle che commettiamo noi al volante, distrazioni comprese (che possono essere molto pericolose).

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Che cosa sono le auto semestrali e quando convengono

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Parliamo oggi di una tipologia di vetture che forse non tutti conoscono, ma che possono essere un’alternativa molto utile in differenti casistiche particolari. Si tratta delle auto semestrali, che portano con sé alcuni benefici e vantaggi. Vediamo insieme di che cosa si tratta.

Auto semestrali: la definizione

Sono auto che hanno tra i 6 e i 12 mesi di “età” a partire dalla data di immatricolazione, possono aver percorso già alcune migliaia di chilometri, arrivano in genere ad un massimo di 10.000 km circa, o poco più. Sono modelli che spesso vengono usati dai dipendenti delle concessionarie, che le comprano per beneficiare di sconti o promozioni speciali, le usano per poco tempo e decidono di rivenderle prima che perdano il loro valore sul mercato.

Ci sono anche vetture semestrali che hanno percorso molti meno chilometri, perché magari sono state usate solo per determinati eventi della concessionaria, per pubblicizzare appunto il modello. Per contro, quelle che invece vengono usate dal dipendente di una concessionaria per lavoro, spesso arrivano anche a 15.000 chilometri percorsi o poco più. Insomma, la cifra sul contachilometri quindi più variare, si tratta comunque di macchine semi-nuove e usate relativamente poco.

Attenzione però: l’unico parametro che non può variare oltre un certo limite è però l’età. L’auto semestrale infatti non può avere più di un anno dalla data di produzione e minimo sei mesi dall’immatricolazione. Le condizioni invece possono cambiare, la macchina può essere tenuta benissimo e pari al nuovo, oppure presentare segni d’usura (mai comunque eccessivi, vista “l’età” del veicolo). La legge non si esprime a riguardo e il prezzo varia in funzione appunto delle condizioni del mezzo.

Auto semestrali: sono diverse dalle vetture a km 0?

Delle auto a km 0 abbiamo parlato già in differenti occasioni, sappiamo quindi che cosa sono. Anche se apparentemente simili alle auto semestrali, non devono essere confuse tra loro:

  • auto a km 0: hanno meno di un anno di vita dalla data di immatricolazione, hanno percorso generalmente pochissimi chilometri, anche meno di 100. Vengono usate solitamente per esposizioni e eventi promozionali dal venditore. Sono praticamente nuove e in pronta consegna, particolarmente convenienti in alcuni periodi dell’anno (esempio: quando viene lanciato un nuovo modello e il vecchio deve essere venduto rapidamente);
  • auto semestrale: la più grande differenza è il chilometraggio, perché queste possono aver percorso anche migliaia di chilometri (come abbiamo visto), al contrario delle auto a km 0 (chiamate così proprio perché la percorrenza si avvicina di molto allo zero). Per quanto riguarda l’età, invece, potrebbe anche non esserci alcuna differenza.

La differenza con le auto aziendali

Le macchine aziendali sono quelle usate per lavoro da un’impresa, che le sostituisce spesso, visto che percorrono molti chilometri l’anno. Per le aziende infatti è sempre meglio avere una vettura sempre nuova o seminuova, in modo da risparmiare sui costi di manutenzione e sui consumi.

Quado si compra una macchina aziendale quindi, generalmente, si ha a che fare con una vettura che ha dai 6 ai 24 mesi, ma un chilometraggio non indifferente (spesso chi le usa per lavoro percorre anche più di 20.000 chilometri l’anno).

Il vantaggio dell’auto semestrale quindi, in questo caso, è che quasi sicuramente si tratta di un veicolo più nuovo e con meno chilometri percorsi. L’acquirente si sente più sicuro a comprare un veicolo semestrale rispetto ad uno aziendale, perché ritiene che possa essere meno stressato e sfruttato.

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Militem Ferox-T: le foto, i dati e il prezzo

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Militem ha svelato le foto, i dati e il prezzo del Ferox-T: il pick-up “premium” lombardo basato sul Jeep Gladiator – già ordinabile – costa 97.490 euro IVA esclusa118.938 euro IVA compresa.

Le foto del Militem Ferox-T

Militem Ferox-T: dimensioni e caratteristiche off-road

Il Militem Ferox-T – lungo 5,52 metri, largo 2,03 metri e alto 1,95 metri – è rivolto a chi vuole un pick-up esclusivo e lussuoso ma se la cava egregiamente in fuoristrada (la base, d’altronde, è la stessa del Jeep Gladiator Rubicon). Un mezzo pronto a tutto: capacità di traino di 3.500 kg e gancio montato di serie.

Trazione integrale Rock-Tracsospensioni regolabili a doppio serbatoio in alluminio rivestite in carbonio, altezza da terra maggiorata grazie al lift kit di 2″, track bar (barre di torsione) regolabili e ammortizzatore di sterzo: queste sono le principali caratteristiche del raffinato truck lombardo. Senza dimenticare l’assale Dana 44 rinforzato, il rapporto al ponte 4,10, il bloccaggio elettronico dei differenziali anteriori e posteriori Tru-Lok e la barra stabilizzatrice anteriore a disconnessione elettronica.

 

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Militem Ferox-T: il motore

Il Militem Ferox-T è spinto da un motore 3.6 V6 benzina da 285 CV e 353 Nm di coppia abbinato a un cambio automatico (convertitore di coppia) a 8 rapporti impreziosito dalle palette sul volante. Tra gli optional segnaliamo l’impianto a GPL.

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Militem Ferox-T: il design

Facile distinguere esteticamente un Militem Ferox-T da un Jeep Gladiator: davanti spicca la mascherina anteriore in tinta (disponibile anche con carbonio a vista) con griglia nera a nido d’ape ed emblema del brand, il profilo è impreziosito dagli ampi passaruota ad effetto “wide body” verniciati (o in carbonio), dalle pedane elettriche e dai cerchi da 20″ (montati su pneumatici Cooper All-Terrain da 35×12,50) mentre nella coda troviamo il doppio scarico Black Performance e il roll-bar Ferox Bar. Ultimi, ma non meno importanti, i grandi paraurti avvolgenti in tinta.

Per quanto riguarda gli optional è possibile personalizzare ulteriormente il mezzo attingendo a un ricca lista di accessori. Qualche esempio? Il rivestimento del cassone in materiale nautico hi-tech customizzabile nelle colorazioni, i faretti LED a scomparsa, la barra a LED integrata nel paraurti anteriore e le pinze freno colorate.

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Militem Ferox-T: gli interni

Se fuori il Militem Ferox-T punta su un look duro e puro dentro domina il lusso: pelle fiore usata per volante, inserti porta e cruscotto, battitacco personalizzato, finitura cassone antigraffio e inserti nero assoluto.

Per avere il massimo bisogna però sfogliare il listino degli optionalsedili in pelle fiore e Alcantara e una vasta scelta di tipologie di pelli, tessuti (compresa la novità Denim) e fibre tecniche.

Militem Ferox-T Adventure

La versione con pack Adventure enfatizza ulteriormente le doti off-road del Militem Ferox-T: tra le “chicche” più interessanti troviamo la vernice protettiva antigraffio per parafanghi, paraurti e portapacchi (completo di faretti LED per la guida notturna in fuoristrada), lo snorkel sul cofano anteriore lato passeggero per far “respirare” meglio il motore in caso di guado e gli pneumatici Cooper Mud Terrain tassellati.

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In quali casi si può contestare una multa per eccesso di velocità?

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Prendere una multa per eccesso di velocità significa che l’automobilista è stato sorpreso nel momento in cui stava viaggiando superando i limiti consentiti dalla legge. Il soggetto multato può:

  • contestare la multa al giudice di pace del luogo dove è stata commessa l’infrazione, entro 30 giorni dalla notifica della multa;
  • contestare la multa al prefetto, entro 60 giorni dalla notifica.

La scelta è di chi ha commesso l’infrazione e ha preso la multa, non è possibile fare ricorso a entrambi.

Multa per eccesso di velocità: che cosa succede

È chiaro che i limiti di velocità imposti sulle nostre strade vadano assolutamente rispettati, per la propria sicurezza e quella degli altri utenti. Può succedere però di sforare anche di poco senza rendersene conto, basta un attimo di distrazione per essere beccati dall’autovelox, che sbuca all’improvviso. Visto che i sistemi di rilevamento della velocità devono essere obbligatoriamente segnalati, la mancanza di cartelli (con giusto anticipo) può essere motivo di annullamento della multa.

Attenzione: ricordate sempre che i segnali stradali di limite indicano la velocità massima raggiungibile, non da raggiungere a tutti i costi. Anzi, il consiglio è di procedere sempre ad andatura tranquilla, senza ‘correre’, può essere molto pericoloso. In prossimità dei centri abitati, rallentate sempre.

Come si contesta la multa

Per fare ricorso a una multa per eccesso di velocità, è possibile fare riferimento a:

  • errori di carattere sostanziale, rilevazione di una velocità sbagliata (abbastanza difficile da dimostrare);
  • errori di carattere formale, quindi commessi dagli strumenti di rilevazione.

Un promemoria sui limiti di velocità sulle strade italiane:

  • velocità massima 130 km/h sulle autostrade, che può essere elevato a 150 km/h in caso di tre corsie di percorrenza più quella di emergenza. Sono gli enti proprietari o concessionari a decidere di elevare eventualmente il limite massimo di velocità in base alle caratteristiche progettuali ed effettive del tracciato, e alle condizioni del traffico, atmosferiche e relative agli incidenti;
  • 110 km/h è il limite massimo consentito per le strade extraurbane principali;
  • si passa a 90 km/h sulle strade extraurbane secondarie e locali;
  • e infine 50 km/h nei centri abitati (70 km/h sulle strade urbane libere).

Come abbiamo detto, il ricorso comunque può essere fatto al giudice di pace (entro 30 giorni) o al prefetto (entro 60 giorni).

Quando è possibile impugnare una multa per eccesso di velocità

Contestare la multa per eccesso di velocità non è mai semplice, si tratta di un’infrazione comunque grave. Ma si può fare ricorso se:

  • la presenza dell’autovelox non viene segnalata prima, alla giusta distanza, con l’apposito cartello che, oltretutto, deve essere ben visibile e non nascosto. Vale la stessa regola anche per le postazioni mobili di controllo della velocità. Gli automobilisti devono sapere dell’installazione degli strumenti di rilevazione della velocità, l’obiettivo infatti non deve essere quello di fare multe, ma di spingere i guidatori a rispettare i limiti e non andare troppo veloci, mettendo a rischio la sicurezza su strada;
  • gli apparecchi non sono omologati e tarati una volta all’anno: deve essere possibile fornirne prova su richiesta del conducente multato, altrimenti il verbale è impugnabile;
  • le notifiche delle multe vengono inviate da società private a cui viene affidato il servizio di consegna di atti giudiziari da parte del Comune: la Corte di Cassazione ha stabilito che questi verbali sono da considerare inesistenti.

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Alfa Romeo Stelvio, la tecnologia sigla per sigla

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L’Alfa Romeo Stelvio è una delle SUV medie più amate dagli italiani: la Sport Utility del Biscione è rivolta a chi cerca il piacere di guida ma è anche ricca di tecnologia.

Di seguito troverete un glossario per capire meglio cosa significano le sigle che identificano tutti gli accessori dell’Alfa Romeo Stelvio.

Alfa Romeo Stelvio: la tecnologia sigla per sigla

Active Blind Spot

L’Active Blind Spot monitora gli angoli ciechi posteriori segnalando eventuali veicoli in avvicinamento e applicando una correzione sullo sterzo per evitare la collisione.

AEB

La sigla AEB (acronimo di Autonomous Emergency Brake) identifica la frenata automatica dell’Alfa Romeo Stelvio.

AFS

La sigla AFS (acronimo di Adaptive Frontlight System) identifica il sistema che orienta automaticamente i fari anabbaglianti.

Alfa Connect

Con Alfa Connect si ha a disposizione un servizio di assistenza dedicato che fornisce supporto in caso di furto, incidente o guasto. Con le nuove funzionalità remote è inoltre possibile sapere dov’è la vettura e controllare il livello carburante o la pressione degli pneumatici.

AT8

La sigla AT8 identifica il cambio automatico dell’Alfa Romeo Stelvio.

CDC

Il CDC (Alfa Chassis Domain Control) gestisce tutti i sistemi di controllo attivi.

DNA

Il sistema DNA (acronimo di Dynamic, NormalAll Weather) Alfa Romeo è un selettore che permette di scegliere tra diverse modalità di guida.

Driver Attention Assist

Il Driver Attention Assist monitora la sonnolenza del conducente e lo avvisa in caso di necessità.

FCW

Il Forward Collision Warning (FCW) dell’Alfa Romeo Stelvio tramite un sensore radar e una telecamera integrata nel parabrezza anteriore rallenta o arresta automaticamente la vettura in caso di collisione imminente.

Highway Assist System

L’Highway Assist System dell’Alfa Romeo Stelvio mantiene la vettura al centro della corsia in autostrada regolando la velocità in base ai limiti.

Hill Descent Control

L’Hill Descent Control è il controllo della velocità in discesa.

IBS

L’Integrated Brake System (IBS) dell’Alfa Romeo Stelvio combina il controllo di stabilità con il servofreno per ridurre gli spazi d’arresto.

Intelligent Speed Control

Il sistema Intelligent Speed Control dell’Alfa Romeo Stelvio propone al conducente l’adeguamento della velocità a quella rilevata dal Traffic Sign Recognition: se il conducente accetta il cruise control verrà automaticamente impostato in base ai nuovi limiti.

Lane Keep Assist

Il Lane Keep Assist dell’Alfa Romeo Stelvio rileva se il veicolo si sta allontanando dalla corsia senza che l’indicatore di direzione sia stato attivato e avvisa il conducente attraverso avvisi visivi e tattili. Interviene inoltre attivamente riportando il mezzo in corsia.

LDW

Il Lane Departure Warning (LDW) dell’Alfa Romeo Stelvio utilizza una videocamera per rilevare le linee di demarcazione della corsia e avvisa il guidatore se il veicolo esce dalla corsia o dalla carreggiata quando non viene attivato l’indicatore di direzione.

Q4

La sigla Q4 è usata dall’Alfa Romeo per identificare le Stelviotrazione integrale.

RWD

La sigla RWD identifica le Alfa Romeo Stelviotrazione posteriore.

TFT

TFT (acronimo di Thin Film Transistor) è una tecnologia applicata ai display LCD: i cristalli liquidi non vengono polarizzati tramite scariche dall’esterno del pannello ma attraverso transistor che operano direttamente sul punto necessario.

Traffic Jam Assist

Il Traffic Jam Assist dell’Alfa Romeo Stelvio mantiene la vettura al centro della corsia in condizioni di traffico intenso regolando la velocità in base ai limiti.

TSR

Il Traffic Sign Recognition (TSR) dell’Alfa Romeo Stelvio utilizza la telecamera di bordo, riconosce i segnali stradali riportandoli sul display e avvisa il conducente del limite di velocità corrente.

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Renault Captur RS Line, la nostra prova su strada

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IconWheels per Renault

La nostra prova su strada della nuova Renault Captur RSLine


La versione che mancava: full hybrid. Ora la gamma di Renault Captur è davvero completa. Non serve la spina per ricaricare il motore elettrico: e soprattutto si tratta di una tecnologia esclusiva del marchio francese, che deriva addirittura dalla Formula1.

Sotto il cofano c’è il motore 4 cilindri 1.600 coadiuvato da due motori elettrici (un e-motor e uno starter ad alta tensione) per un totale di 145 CV. Essendo una full hybrid, in decelerazione e frenata l’energia cinetica viene recuperata e trasformata in energia per ricaricare la batteria. In città è possibile guidare fino all’80% in modalità elettrica e, secondo la casa francese, si riesce a risparmiare fino al 40% di consumi, nel ciclo urbano, rispetto ai motori termici equivalenti.

E per noi di IconWheels, Renault Captur è nell’allestimento top di gamma, ovvero R.S. Line, disponibile su Captur, per la prima volta. Naturalmente si ispira al mondo del motorsport e va a enfatizzare anche un po’ le velleità sportive di questa vettura. Le caratteristiche tipiche dell’allestimento RS Line balzano subito all’occhio: a cominciare dal paraurti anteriore con lama F1 e una griglia a nido d’ape, un diffusore posteriore grigio, cristalli e lunotto posteriore scuri, doppio scarico cromato e cerchi in lega da 18” Le Castellet. E poi c’è il badge dedicato sul portellone del bagagliaio. Dettagli ad hoc che si ritrovano anche nell’abitacolo con sellerie specifiche con bordino rosso e volante in pelle traforata con cuciture rosse e grigie. I battitacchi in alluminio rivelano il legame di parentela con Renault Sport. L’abitacolo si arricchisce di una riga rossa sulle bocchette dell’aria e sulla plancia che adotta una finitura in stile carbonio.

Renault Captur è un suv compatto con tutte le caratteristiche ad hoc per una vettura di questo segmento: posto di guida rialzato, grande modularità e pure ampia possibilità di personalizzazione. Tutto questo si traduce in un unico concetto chiave: tanta versatilità.

Guidare Renault Captur è molto semplice e intuitivo. È una vettura certamente ideale per muoversi nel traffico cittadino con la spinta del motore elettrico che aiuta sia nelle partenze sia nelle accelerazioni. Molto apprezzata la silenziosità di marcia. E poi, sappiate che attraverso questo tasto potete addirittura scegliere fra tre diverse modalità di guida: My Sense, Eco e Sport.

Su questa vettura sono disponibili, naturalmente, tutti i più avanzati di assistenza alla guida di ultima generazione. Prezzi a partire da 25.750 Euro.

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Che cos’è il Vehicle to Grid e a che cosa serve?

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Nell’ambito della mobilità del futuro e delle auto elettriche, sentiamo parlare sempre più spesso anche di Vehicle to Grid, ma sono pochissime le persone che hanno chiaro il significato di questo termine, che si riferisce soprattutto alle reti di nuova generazione, ai veicoli senza emissioni, a strategie e progetti di elettrificazione a lungo termine. Vediamo tutto quello che bisogna sapere.

Che cosa significa Vehicle to Grid?

La nuova tecnologia V2G apre nuove opportunità per quanto riguarda la vendita e la gestione intelligente dell’energia. Come funziona? Si tratta nello specifico di sistemi innovativi che consentono alle auto elettriche di scambiare l’energia immagazzinata nelle proprie batteria con e attraverso la rete. Il nuovo sistema funziona in maniera opposta rispetto a quanto siamo abituati, infatti i veicoli elettrici in genere ricevono esclusivamente energia elettrica, proveniente dalla rete, solo in entrata.

Le auto elettriche e ibride, con il sistema Vehicle to Grid, possono comunicare con la rete elettrica per vendere servizi (energia) a chi ne ha necessità. Grazie al V2G aumentano le capacità di stoccaggio dell’energia, che permettono alle auto elettriche di immagazzinare elettricità generata da fonti di energia rinnovabile e scaricarla.

Vehicle to Grid: come funziona?

Grazie al V2G il flusso di energia diventa bidirezionale: oltre alla ricezione dell’elettricità che serve ai veicoli per la mobilità, è possibile anche sbloccare l’energia raccolta nelle batterie dei mezzi a zero emissioni. Quando aumenta la domanda della rete, allora le auto cariche possono cedere energia nuovamente alla rete.

I vantaggi del Vehicle to Grid

Quali sono i punti di forza di questa innovativa tecnologia? Innanzitutto offre la possibilità ai gestori della rete (Terna in Italia) di poter contare su una capacità di riserva di energia molto alta, da poter distribuire sul territorio. Fondamentale, soprattutto in ottica di espansione del settore elettrico e diffusione di veicoli a zero emissioni nei prossimi anni.

Tra il 2030 e il 2050 è prevista una grande crescita delle energie rinnovabili intermittenti, quali il fotovoltaico e l’eolico; il Vehicle to Grid consentirà a imprese e privati di ottimizzare i costi di esercizio delle macchine elettriche, in modo che questa tipologia di alimentazione diventi sempre più conveniente per gli utenti, e pian piano i motori a combustione ‘spariscano’ dal mercato e dalle flotte auto. Il Vehicle to Grid inoltre viene considerato come una tecnologia che può dare il suo supporto nella creazione di un sistema elettrico più sostenibile e efficiente, oltre che affidabile.

In Italia il 14 febbraio 2020 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Vehicle to Grid (V2G), in cui sono indicati modalità e criteri per la diffusione di questa innovativa tecnologia a livello nazionale. Lo sviluppo del V2G è legato chiaramente alla mobilità elettrica. Nel 2030 in Italia potrebbero esserci tra 3,5 e 7 milioni macchine a zero emissioni e questa nuova tecnologia potrebbe spingere il settore ulteriormente.

La caratteristica principale dei sistemi Vehicle to Grid è la bidirezionalità e infatti alla base del V2G c’è l’inverter di potenza bidirezionale, in grado di collegarsi alla batteria ad alta tensione dell’auto e a quella della rete, in bassa tensione. In seguito un’unità di controllo gestisce i flussi di elettricità, tenendo conto delle esigenze di fabbisogno del gestore di rete e dell’utente.

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F1 2021: Hamilton torna alla vittoria in Russia e si riprende la vetta del Mondiale

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Lewis Hamilton ha vinto con la Mercedes un pazzo GP di Russia a Soči davanti a Max Verstappen (Red Bull) e ha riconquistato la vetta del Mondiale F1 2021. Un successo arrivato nel finale: la pioggia, arrivata a sette giri dal termine della corsa, ha premiato i piloti e le scuderie che hanno optato per la sosta ai box mentre Lando Norris, leader della corsa fino alla terzultima tornata, ha tagliato il traguardo in ottava posizione con la McLaren dopo essere andato lungo a causa della pista scivolosa.

F1 Grand Prix of Russia

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F1 Grand Prix of Russia

Credits: Peter Fox/Getty Images

F1 Grand Prix of Russia

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Sochi prepares for 2021 Formula One Russian Grand Prix

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F1 Grand Prix of Russia

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Un Gran Premio a due facce anche per la FerrariCarlos Sainz Jr., scattato dalla prima fila, è arrivato terzo dopo una gara quasi perfetta (nelle prestazioni e nel tempismo della sosta ai box) mentre Charles Leclerc è finito quindicesimo e fuori dai punti dopo una corsa ottima per 50 giri su 53.

Mondiale F1 2021 – GP Russia: le pagelle

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Lewis Hamilton (Mercedes)

Centesima vittoria in carriera e ritorno al successo dopo oltre due mesi di digiuno: grazie al trionfo di Soči Lewis Hamilton ha riconquistato il primo posto nel Mondiale F1 2021.

Il sette volte campione del mondo – partito male, entrato in zona podio al 15° giro in occasione del pit-stop di Sainz Jr. e secondo al 23° giro dopo la sosta di Ricciardo più lunga del previsto – è diventato imbattibile con le gomme dure. Al 49° giro ha cambiato le gomme con la pista bagnata e si è preso il primo posto due tornate dopo in seguito al lungo di Norris.

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Lando Norris (McLaren)

Scelta sbagliata? Scelta sfortunata? Difficile giudicare la decisione – in seguito rivelatasi errata – di Lando Norris di rimanere in pista nel GP di Russia nonostante il circuito bagnato.

Il driver britannico non ha sbagliato un colpo fino all’errore a due giri dalla fine: ieri ha conquistato la pole position, al via si è fatto passare da Sainz Jr. ma ha riconquistato il primo posto alla 13° tornata andando fortissimo. Con l’arrivo della pioggia ha preferito rimanere in pista ed è andato lungo buttando all’aria una vittoria sicura: ha tagliato il traguardo in ottava posizione portando a casa un punto bonus grazie al giro veloce.

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Valtteri Bottas (Mercedes)

Valtteri Bottas – settimo in qualifica – è stato costretto dalla strategia Mercedes a partire 17° (penalizzazione in griglia rimediata per aver sostituito alcune componenti della power unit) per marcare Verstappen. Un lavoro da scudiero svolto non benissimo visto che dopo soli sei giri si è fatto superare da Max.

Grazie alla pioggia e al pit-stop effettuato al momento giusto è riuscito però ad arrivare quinto a sorpresa a Soči: terzo piazzamento consecutivo in “top 5” e tanti punti utili alla Mercedes per il campionato Costruttori.

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Max Verstappen (Red Bull)

Max Verstappen è stato protagonista di un GP di Russia pazzesco: partito ultimo per aver montato una nuova power unit, è arrivato secondo sfruttando ogni opportunità e riuscendo a limitare i danni.

Il pilota olandese ha perso il primo posto nel Mondiale F1 2021 (cosa ampiamente prevedibile su un circuito come quello di Soči favorevole alle Mercedes) ma sono solo due i punti di distacco da Hamilton.

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Mercedes

Era da Silverstone che la Mercedes non saliva sul gradino più alto del podio.

La Stella ha ottenuto il massimo in Russia con la vittoria di Hamilton e il quinto posto di Bottas: due piazzamenti che hanno permesso alla scuderia tedesca di consolidare il primato nel Mondiale F1 2021 Costruttori.

Mondiale F1 2021 – I risultati del GP di Russia

Prove libere 1

1 Valtteri Bottas (Mercedes) 1:34.427
2 Lewis Hamilton (Mercedes) 1:34.638
3 Max Verstappen (Red Bull) 1:34.654
4 Charles Leclerc (Ferrari) 1:35.117
5 Sebastian Vettel (Aston Martin) 1:35.781

Prove libere 2

1 Valtteri Bottas (Mercedes) 1:33.593
2 Lewis Hamilton (Mercedes) 1:33.637
3 Pierre Gasly (AlphaTauri) 1:33.845
4 Lando Norris (McLaren) 1:34.154
5 Esteban Ocon (Alpine) 1:34.402

Qualifiche

1 Lando Norris (McLaren) 1:41.993
2 Carlos Sainz Jr. (Ferrari) 1:42.510
3 George Russell (Williams) 1:42.983
4 Lewis Hamilton (Mercedes) 1:44.050
5 Daniel Ricciardo (McLaren) 1:44.156

Le classifiche
La classifica del GP di Russia 2021
Lewis Hamilton (Mercedes) 1h30:41.001
Max Verstappen (Red Bull) + 53,3 s
Carlos Sainz Jr. (Ferrari) + 1:02,5 s
Daniel Ricciardo (McLaren) + 1:05,6 s
Valtteri Bottas (Mercedes) + 1:07,5 s
Classifica Mondiale Piloti
Lewis Hamilton (Mercedes) 246,5 punti
Max Verstappen (Red Bull) 244,5 punti
Valtteri Bottas (Mercedes) 151 punti
Lando Norris (McLaren) 139 punti
Sergio Pérez (Red Bull) 120 punti
Classifica Mondiale Costruttori
Mercedes 397,5 punti
Red Bull-Honda 364,5 punti
McLaren-Mercedes 234 punti
Ferrari 216,5 punti
Alpine-Renault 103 punti

L’articolo F1 2021: Hamilton torna alla vittoria in Russia e si riprende la vetta del Mondiale proviene da Icon Wheels.

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Volvo C40: modello, prezzo, dotazione e foto

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La Volvo C40 – nata nel 2021 – è una SUV compatta elettrica svedese a trazione integrale sviluppata sullo stesso pianale della XC40. Una specie di variante “filante” della crossover a emissioni zero nordica.

In questa guida all’acquisto vi mostreremo nel dettaglio il listino dell’ecologica Sport Utility scandinava: prezzomotori, accessori, pregidifetti e chi più ne ha più ne metta.

Le foto della Volvo C40

Volvo C40: le caratteristiche principali

La Volvo C40 – come la cugina XC40 Recharge – è una SUV compatta elettrica costosa, piacevole da guidare e costruita con grande cura con un divano un po’ stretto per accogliere comodamente tre persone. Il bagagliaio posteriore, però, è leggermente più piccolo di quello della XC40 e c’è meno spazio per la testa di chi si accomoda dietro: colpa della linea più bassa del tetto.

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Volvo C40: modello e prezzo di listino

Di seguito troverete tutte le caratteristiche della Volvo C40. La SUV compatta elettrica svedese monta due motori elettrici, uno sull’asse anteriore e l’altro su quello posteriore.

  • due motori elettrici da 408 CV

Volvo C40 (57.500 euro)

La Volvo C40 è spinta da due motori elettrici in grado di generare una potenza complessiva di 408 CV e una coppia totale di 660 Nm. Eccellente l’autonomia420 km.

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Volvo C40: la dotazione di serie

La dotazione di serie della Volvo C40 – poco personalizzabile – comprende:

Audio e comunicazione

  • Digital Services (include Google Services integrati Android OS, Google Maps, Google Assistant e Google Play Store, include SIM card integrata che garantisce il pacchetto dati per i servizi Google per 4 anni, ricarica a induzione per smartphone con wireless charging, Volvo On Call servizio telematico satellitare di emergenza, prevede anche l’applicazione Volvo Cars compatibile con smartwatch per consentire il collegamento con la vettura da remoto e le funzioni localizzazione dell’automobile, attivazione luci e clacson, avvio climatizzazione da remoto, impostazione timer pre-climatizzazione, stato di carica della batteria)
  • Impianto Harman Kardon Premium Sound – Comprende amplificatore digitale di classe D con 13 altoparlanti di cui: 1 full-range da 100 mm e 1 air woofer da 200 mm sotto il parabrezza, 1 tweeter da 19 mm in ciascun montante anteriore, 1 mid-range da 100 mm in ciascuna portiera anteriore, 1 mid-range da 80 mm e 1 woofer da 140 mm in ciascuna portiera posteriore, 2 full-range surround da 100 mm nell’ultimo montante del tetto C/D, 1 air subwoofer ventilato da 200 mm posizionato nell’alloggiamento della ruota posteriore sinistra. Output complessivo 600 watt
  • Radio digitale (DAB/DAB+)
  • Sistema di infotainment con comandi audio al volante, schermo a colori touch-screen da 9″ formato ritratto, funzione vivavoce Bluetooth con audio streaming, connessione USB-C (2 per i sedili anteriori e 2 per quelli posteriori) e aggiornamento software OTA (Over The Air) che include pacchetto dati necessario agli aggiornamenti dell’auto per tutto il ciclo di vita della vettura

Climatizzazione

  • Afterrun Parking Climate (sistema che permette di attivare la ventilazione e riscaldare l’abitacolo a motore spento per i successivi 40 minuti)
  • Climatizzatore automatico a controllo elettronico bi-zona con “Clean Zone” – Include bocchette dell’aria regolabili per i sedili posteriori nella zona posteriore del tunnel centrale, sensore umidità, funzione di ricircolo automatico e preventilazione abitacolo allo sblocco delle portiere con telecomando
  • Pompa di calore

Sicurezza

  • Airbag full size lato guida/passeggero e airbag ginocchia lato guida
  • AVAS (Audible Vehicle Alert System) – segnalatore acustico esterno a bassa velocità (attivo fino ai 30 km/h)
  • Care Key – Funzione che permette di impostare un inferiore limite di velocità alla vettura e include una chiave telecomando color arancione (in aggiunta a quella in dotazione color antracite) che consente di guidare entro i suddetti parametri
  • Chiave attivazione/disattivazione airbag lato passeggero
  • Comando elettrico di apertura/chiusura portiere (include diodo luminoso che segnala la chiusura delle portiere anteriori)
  • Comando elettrico sicurezza bambini per le porte posteriori
  • Cinture di sicurezza anteriori regolabili in altezza
  • EBL – Emergency Brake Lights (in caso di frenata di emergenza, vengono attivate le luci di frenata in modalità lampeggiante, poi sotto i 10 km/h sono sostituite dall’accensione degli indicatori di direzione)
  • Keyless Entry (apertura veicolo con sensore di prossimità del telecomando. Include illuminazione del suolo dalle maniglie. Comprende anche funzione di sblocco “handsfree opening” senza mani del portellone posteriore
  • Home Safe Lighting – Accensione fari anteriori a tempo
  • IC – Inflatable Curtain (airbag ai finestrini laterali per la protezione del capo e del collo dei passeggeri)
  • ISO-fix – Punti di ancoraggio nel sedile passeggero anteriore e nei due posti laterali del divano posteriore
  • Kit compressore mobilità Volvo
  • Kit di pronto soccorso
  • Immobilizzatore elettronico
  • Piantone dello sterzo collassabile
  • Safety Assistance, basato sulla nuova piattaforma di sensori avanzata, include: Collision Avoidance & Mitigation by braking (sistema diurno e notturno di rilevazione di veicoli, ciclisti e pedoni con avviso anticollisione e frenata automatica a tutte le velocità. Include funzione di rilevamento e frenata automatica in caso di veicoli provenienti frontalmente negli incroci), Connected Safety (include Hazard Light Alert – in caso di attivazione delle quattro frecce, segnala la situazione di pericolo alle altre Volvo vicine e connesse tramite “cloud”, viceversa si è avvisati in caso altri conducenti nelle vicinanze attivino le quattro frecce – e Slippery Road Alert, nel caso il conducente riceva sul proprio display l’avviso di strada con scarsa aderenza, la stessa informazione viene fornita tramite “cloud” agli altri veicoli Volvo connessi nelle vicinanze), Driver Alert Control (sistema di allerta in grado di rilevare la stanchezza del conducente e segnalare la necessità di fare una pausa tramite un avviso acustico e un messaggio nel quadro strumenti), Lane Keeping Aid (avverte il conducente che sta uscendo involontariamente dalla propria corsia e, se necessario, interviene con leggere correzioni dello sterzo per farlo rientrare), limitatore di velocità, Oncoming Lane Mitigation (aiuta il conducente ad evitare collisioni quando si effettua un sorpasso, in presenza di veicoli provenienti dalla direzione opposta, attivo fra i 65 e i 140 km/h), Post Impact Braking (frenata automatica) e sblocco portiere in caso di collisione, Ready to drive notification (informa il conducente fermo in una coda che il veicolo che precede è ripartito e quindi è il momento di riprendere la guida), Road Sign Information (sistema che permette di visualizzare i cartelli stradali nel proprio quadro strumenti), Roll Stability Control (sistema elettronico antiribaltamento) e Run-Off Road Mitigation & Protection (il sistema interviene sullo sterzo e su freni per evitare l’uscita di strada. Se ciò fosse inevitabile, gli occupanti dei sedili anteriori possono beneficiare della protezione dei sedili dalla speciale struttura ad assorbimento dei carichi verticali e dai pretensionatori a riavvolgimento elettrico che mantengono i passeggeri al centro della seduta)
  • SIPS – Side Impact Protection System con airbag laterali nei sedili anteriori
  • TPMS  – Tyre Pressure Monitoring System (sistema di monitoraggio della pressione degli pneumatici)
  • Volvo Guard Alarm – Antifurto con allarme e telecomando (comprende sirena, sensore di movimento interno ed inclinazione e Private Locking, ovvero la funzione di chiusura a comando elettrico del bagagliaio tramite lo schermo a colori touch screen e un codice personale)
  • WHIPS – Whiplash Protection System (dispositivo integrato nei sedili anteriori per la protezione contro il colpo di frusta)

Charging

  • Cavo di ricarica delle batterie Tipo 2, Mode 2, 7 mt, 2.3 kW, 10A, monofase con presa di tipo Schuko
  • Cavo di ricarica delle batterie Tipo 2, Mode 3, 4,5 mt, max. 16 A, trifase con presa Mennekes
  • Tessera per l’accesso alla rete europea di colonnine di ricarica pubblica Plugsurfing e convenzionate

Telaio e motore

  • Trasmissione EDT (Electric Drive Train) a marcia singola
  • Servosterzo progressivo in funzione della velocità
  • Telaio con assetto “Touring”
  • Trazione integrale permanente

Garanzia

  • 3 anni/100.000 km

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Volvo C40: gli optional

La dotazione di serie della Volvo C40 andrebbe a nostro avviso arricchita con la vernice metallizzata (880 euro).

Volvo C40 usata

Le Volvo C40 di seconda mano non sono disponibili, anche perché devono ancora iniziare le consegne dei primi esemplari nuovi…

Volvo C40 dimensioni

La Volvo C40 è lunga 4,43 metri, larga 1,85 metri e alta 1,58 metri.

L’articolo Volvo C40: modello, prezzo, dotazione e foto proviene da Icon Wheels.

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