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BMW M5 “30 Jahre”: serie limitata per i 30 anni della gamma
La nuova BMW M5 “30 Jahre” (30-year anniversary), con il suo propulsore da 600 CV è il modello più potente mai realizzato dalla divisione BMW M GmbH.Come si può facilmente intuire questa edizione limitata, molto speciale, della berlina “arrabbiata” bavarese celebra il 30esimo compleanno della gamma (arrivata alla sua quinta generazione).Sarà prodotta in soltanto 300 unità destinate ai mercati di tutto il mondo. A distinguerla da tutte le altre BMW M5 sarà un estetica esclusiva e una meccanica potenziata oltre ogni limite.Tutte le nuove BMW M5 “30 Jahre” sfoggeranno una carrozzeria nella tinta dedicata ‘Individual Frozen Dark Silver’ con dettagli scuri, al posto delle tradizionali cromature. Le novità estetiche esteriori sono completate da cerchi in lega a 20 pollici avvolti da pneumatici ad alte prestazioni da 265/35 R20 all’anteriore e da 295/30 R20 al posteriore.Diversi elementi tecnici che vengono offerti di serie con questaM5 “30 Jahre” sono gli stessi offerti come optional sulla BMW M5 come, il Competition Package che comprende sospensioni ribassate di 10 mm, barre stabilizzatrici maggiorate e un sistema di controllo della stabilità con una messa a punto specifica.Ma per questa edizione speciale celebrativa BMW ha voluto spingersi oltre esasperando il rendimento del V8 biturbo da 4,4 litri.Grazie ad una riprogrammazione della centralina elettronica e all’aumento della pressione dei turbo, la BMW M5 “30 Jahre” arriva ad erogare 600 CV con una coppia motrice massima di 700 Nm. Questo equivale a 40 CV e 20 Nm in più rispetto al modello di serie (+25 CV rispetto alla versione con Competition Package).Più potente, quindi, delle rivali Audi RS7 Sportback e Mercedes E63 AMG, la BMW M5 “30 Jahre” è in grado di raggiungere i 100 km/h da ferma in appena 3,9 secondi (4,3 per la M5 “normale”) e percorre il chilometro, sempre da ferma, in 21,5 secondi.La velocità massima rimane limitata a 250 km/h, ma per i più insaziabili, con il pack “M Driver” si arriva fino a 305 km/h.
Alfa Romeo, Fiat e Jeep: tutte le novità fino al 2018
Il tanto atteso 6 maggio è arrivato e il primo piano industriale del neonato Gruppo globale Fiat Chrysler Automobiles (settimo gruppo automobilistico al mondo) è stato svelato. L’Amministratore delegato Sergio Marchionne ha aperto i lavori ad Auburn Hills di pirma mattina (12.30 italiane).Per lui, ha detto, si tratta di un momento atteso da tempo, al quale si è arrivati dopo un lungo lavoro di integrazione non solo di due modelli industriali se non di due culture, quella nordamericana e quella italiana. Poi ha lasciato la parola ai responsabili dei singoli brand.Vediamo ciò che vedremo da qui al 2018 per i marchi Alfa Romeo, Fiat e Jeep.Alfa Romeo: si riparte. 5 miliardi di investimenti per il BiscioneIniziamo dal brand sul quale c’erano più attese, e sul quale, di fatto, si punterà di più.Il rilancio della marca è pronto e, come sapevamo, cavalcherà l’onda del successo di mercato delle vetture Premium. Alfa Romeo dovrà diventare uno dei concorrenti principali delle tedesche. Per questo prenderà la strada delo scorporamento, confermata dal "lavoro indipendente" di 200 tecnici, che diventeranno 600 già dal prossimo anno.Tanto per cominciare saranno dedicati alla “rinascita” ben 5 miliardi di investimenti. Entro il 2018 saranno lanciati ben 8 nuovi modelli targati Alfa Romeo, di cui il primo arriverà già il prossimo anno. L’obiettivo ambizioso è raggiungere quota 400.000 auto, da qui a 4 anni.È stato ribadito che le nuove Alfa Romeo saranno dei prodotti integralmente Made in Italy (produzione, quindi, tutta italiana).Sempre entro il 2018 sarà pronta una nuova famiglia di propulsori, benzina e Diesel, con potenze comprese tra i 150 e i 500 CV.In totale Alfa Romeo prevede di ampliare (o meglio rinnovare) la gamma con due nuove compatte, due medie, una “full size” (la possibile erede dell’Alfa 159) e due Utility Vehicle, SUV e crossover.Fiat: obiettivo mantenere le 700.000 unità attualiPer quanto riguarda l’ex lingotto il piano industriale prevede un’aggressione ai mercati emergenti – come il Brasile – sui quali punterà con modelli a basso costo come “Uno, Palio e Siena” e su pick-up.Detto questo si passa all’Europa, dove l’obiettivo è il mantenimento dell’attuale volume di 700.000 unità.Punto primo, confermata la 500X (collocata nel segmento C), che arriverà già a fine anno e che sarà prodotta presso gli stabilimenti di Melfi.Punto secondo, in programma per il 2015, arriverà la top di gamma “speciale”. Accenno che subito fa pensare alla attesissima Fiat Spider (lsviluppata insieme a Mazda).Nel 2016 sul mercato EMEA (Europa compresa) debutteranno una nuova segmento B, una compatta e una station wagon.E, infine, per il 2017 e il 2018 sono in programma rispettivamente, l’arrivo della prima CUV di Casa Fiat e della nuova generazione della Fiat Panda.Jeep: si punta molto su un segmento in crescitaLe novità sostanziali del marchio Jeep riguarderanno l’arrivo di un SUV medio di segmento C (che rimpiazzerà, dal 2016, le Patriot e Compass) ed una grande segmento E che si piazzerà al di sopra della Grand Cherokee, la Jeep Grand Wagoneer (fuoristrada più lussuoso mai prodotto dal brand nordamericano). Oltre, naturalmente, alla nuova piccola Renegade.In generale anche su Jeep il Gruppo FCA punterà molto. La previsione, è stato detto, è che questo segmento crescerà a livello globale di ben 3 milioni di unità nei prossimi cinque anni.Per rispondere a questa vertiginosa crescita della domanda, Jeep prevede di incrementare la produzione europea e sudamericana con 200.000 unità in più, 500.000 in Asia.In USA il target è invece quello di 1 milione di unità. Si passerà così dalle attuali 732.000 unità (a livello globale) a 1,9 milioni nel 2018.
Fiat Chrysler Automobiles: il giorno della verità. Si svela il piano industriale
Per l’industria automobilistica, prima di tutto italiana e poi anche globale, quella di oggi è una data “biblica”. Come fece nel 2009, Sergio Marchionne porrà un’altra pietra miliare (la seconda) sul cammino del Gruppo Fiat Chrysler Automobiles, svelando l’attesissimo piano industriale del rilancio.Cinque anni fa l’Ad del lingotto illustrava la sua visione per il futuro indicando, in lontananza, la fusione con Chrysler, avvenuta per intero quest’anno con l’acquisizione totale, e che allora iniziava la sua concretizzazione con il salvataggio dal fallimento attraverso un primo acquisto del 35% della società nordamericana.Oggi, alle 12.30 ora italiana (8.30 del mattino a Detroit) i riflettori di tutto il mondo saranno di nuovo puntati sul quartier generale di Chrysler, presso Auburn Hills, nel secondo edificio più grande degli Stati Uniti dopo il Pentagono.I lavori inizieranno con la presentazione degli obiettivi industriali quinquennali dei diversi brand del Gruppo e con i risultati del primo trimestre 2014. Poi si passerà ai punti caldi.La scorporazione di Alfa RomeoQuello più “bollente” riguarderà il rilancio del marchio Alfa Romeo per il quale, come anticipato da Automotive News, è stata quasi sicuramente pensata una scorporazione da Fiat per diventare un brand autonomo. Come Ferrari e Maserati per intenderci. L’obiettivo del Biscione è diventare la spina nel fianco delle premium tedesche.Oltre alla nuova Jeep Renegade, già svelata al Salone di Ginevra 2014, allo stabilimento di Melfi sarà destinata la produzione di 5 nuove Alfa Romeo, di cui sicuramente quattro (la Giulia berlina e station wagon, un’ammiraglia e un Suv) saranno basate su una nuova architettura tuttora in fase di studio a Modena. La prima di queste dovrebbe arrivare già nel 2015.Rimane ancora l’interrogativo per gli stabilimenti di Cassino (dove oggi si produce la Giulietta) e Mirafiori. L’obiettivo del Biscione sarà comunque di 500.000 vetture l’anno entro il 2016. In prospettiva questo dovrebbe bastare a risollevare il marchio italiano attualmente in crisi, con le vendite ai minimi storici (74.000 unità nel 2013).Obiettivo 6 milioni di auto l’annoRispetto, più in generale, agli obiettivi del gruppo, Sergio Marchionne aveva già accennato recentemente ad un target, previsto per il 2018, di sei milioni di unità prodotte all’anno. Un passo avanti epocale considerati gli attuali volumi produttivi a 4,2 milioni di auto l’anno.A proposito di Renegade, poi, per Jeep è previsto un ambiziosissimo raddoppio delle vendite globali che rappresenterebbe un’ulteriore accelerata per il brand che già lo scorso anno aveva raggiunto lo storico record di 731.000 unità vendute. L’espansione di Jeep riguarderà soprattutto lo sbarco della produzione in Cina grazie ad un prezioso accordo di collaborazione con Gac (Guangzhou Automobile Company).
Le promozioni auto di maggio 2014
Le promozioni auto di maggio 2014 sono meno numerose di quelle dei mesi passati: “colpa” degli incentivi – in vigore da domani – che hanno portato le Case ad essere più caute nelle offerte.Non mancano tuttavia proposte davvero interessanti: quelle più “succose” riguardano soprattutto modelli statunitensi e giapponesi appartenenti al segmento delle SUV ma ci sono anche altre vetture “scontate” di altre nazioni ed altre categorie. Scopriamo insieme quelle più convenienti.Abarth 500 CGrazie ai 2.000 euro di sconto il “cinquino” pepato in chiave “open air” si porta a casa con 18.100 euro (lo stesso prezzo di quella chiusa) invece di 20.100 euro. Con la formula Abarth 50+GO è possibile scaglionare in due parti la cifra da sborsare: un anticipo di 8.876,35 euro e – dopo due anni – una rata residua di 9.223,65 euro.Chevrolet Spark7.800 euro: è sufficiente questa cifra per acquistare la versione base della citycar “yankee” – la 1.0 LS – che ufficialmente costerebbe 9.952 euro. Ford KaFino a fine mese – solo per vetture in stock e a fronte di immatricolazione o permuta di qualsiasi vettura – la variante “entry-level” (1.2) della citycar statunitense costa 7.950 euro anziché 10.000. L’offerta è abbinabile ad un finanziamento (TAN 2,95%, TAEG 6,17%) che prevede anticipo zero, 24 rate mensili da 190,57 euro e una quota finale pari a 4.387,50 euro (totale da rimborsare: 9.033,18 euro).Jeep CompassBastano 23.900 euro (invece di 30.400) per entrare in possesso della variante d’accesso alla gamma turbodiesel: la 2.2 CRD North 2WD. L’offerta è valida esclusivamente per le vetture disponibili in concessionaria.Mahindra XUV5003.000 euro di incentivi per la W8 AWD (che passa così da 27.392 a 24.392 euro), 2.500 per la W8 FWD (da 24.990 a 22.490 euro), 1.500 euro per la W6 AWD (da 23.270 a 21.770 euro) e 500 euro per la W6 FWD (da 19.976 a 19.476 euro).Nissan JukeIn attesa del lancio sul mercato del restyling è possibile fare grandi affari con la piccola SUV giapponese. Sono infatti sufficienti 15.950 euro, salvo esaurimento dello stock, per acquistare questa vettura. Con che alimentazione? Qualsiasi. Si può scegliere tra la 1.6 Visia (che di listino costerebbe 16.950 euro, la 1.6 GPL Eco Visia (18.650 euro) e la 1.5 dCi Visia (18.050 euro).Opel AstraDifficile trovare, soprattutto in questo periodo di incentivi, sconti così importanti. Il listino della versione d’accesso alla gamma a GPL della compatta tedesca – la 1.4 GPL Tech – recita 22.800 euro ma presso i concessionari aderenti è previsto un prezzo promozionale di soli 15.900 euro.Skoda Octavia WagonGrazie ai 2.350 euro di sconto la versione “entry-level” della familiare ceca – la 1.2 TSI Active – costa 17.500 euro anziché 19.850 euro. Il finanziamento abbinato (TAN 2,99%, TAEG 5,51%) prevede un anticipo di 4.681 euro, e 72 rate da 190 euro.Suzuki S-CrossIn caso di rottamazione la 1.6 Easy – versione meno cara della SUV nipponica – si acquista con 15.900 euro invece di 19.600. Sconti anche per la 1.6 turbodiesel DDiS Easy: 17.400 euro anziché 22.200 euro.Toyota AygoSe volete acquistare gli ultimi esemplari in stock della prima generazione della citycar giapponese prima dell’arrivo di quella nuova dovete fare presto. Fino a fine mese bastano 8.350 euro – invece di 10.350 euro – per portarsi a casa la variante d’accesso 1.0 3p. Edition. Il finanziamento (TAN 0%, TAEG 5,46%) prevede un anticipo di 3.060 euro, 23 rate da 100 euro e una quota finale di 3.340 euro.
Ford: Mark Fields nuovo CEO
Quando un CEO si mette al timone di una grande impresa, uno dei suoi compiti primari è di preparare il suo successore, da subito. Quando Alan Mulally ottenne l’incarico più alto dell’Ovale Blu nordamericano (ormai otto anni fa), Bill Ford gli chiese immediatamente di individuare e formare il suo “erede”. L’”eletto” fu Mark Fields.Quest’ultimo, lavorando nell’ombra durante questi anni è stato, tra le altre cose, uno degli ideatori della strategia One Ford, grazie alla quale la firma statunitense ora produce e vende automobili destinate a tutto il mondo, abbandonando la strada della personalizzazione per ogni mercato. A partire dal 1 luglio sarà lui il nuovo CEO di Ford.In realtà Mulally (68 anni) aveva promesso di rimanere a capo del marchio statunitense per tutto il 2014, ma il fallimento del tentativo di partnership con Microsoft dello scorso anno, ha accelerato le pressioni degli azionisti per anticipare il cambio al vertice.Ad ogni modo, e nonostante la sua età, Alan Mulally non andrà in pensione, rimarrà bensì stoicamente a far parte di qualche consiglio direttivo. E a Mark Fields toccherà una grande responsabilità. One Ford, si, sta funzionando ma bisognerà confermare che la strategia è vincente. Per il momento il nuovo (ancora futuro) CEO ha dichiarato ciò che gli azionisti volevano sentire “Non cambierà nulla, o quasi nulla”. D’altra parte squadra che vince non si cambia.Con il vento in poppa, quindi, il primo traguardo che Fields potrà proporsi è di vedere la divisione europea di Ford tornare ai numeri di una volta – prima della crisi. Sarà, quindi, a medio termine, che vedremo le vere capacità di questo impiegato Ford che da venticinque anni lavora per uno dei più grandi marchi automobilistici al mondo.
Seat Ibiza compie trent’anni
Visto il modo in cui ringiovanisce il suo look di volta in volta, non si direbbe. Ma la Seat Ibiza compie 30 anni.Il modello di maggior successo nella storia del marchio spagnolo, leader del proprio segmento da 15 anni in Spagna, debuttò al Salone di Parigi nel 1984 e da quel momento diede il via alla sua popolarità.Sono quasi cinque milioni le unità vendute fino a oggi e l’andamento delle vendite continua a essere fortemente positivo. Le originiLa prima generazione della Seat Ibiza (1984-1993) nacque dalla collaborazione tra la Casa spagnola e alcune aziende, tra cui l’Italdesign di Giugiaro, Karmann e Porsche.Nel 1986 debuttò la versione a cinque porte, ma la trasformazione estetica arrivò nel 1991, quando Ibiza sfoggiò un nuovo frontale e nuovi interni; non a caso l’anno successivo diventò auto ufficiale dei Giochi Olimpici di Barcellona. La seconda generazione (1993-2002) nacque nello stabilimento di Martorell. Migliorò ulteriormente il design, ma anche gli allestimenti e le motorizzazioni. Fu sviluppata nell’ambito del Gruppo Volkswagen con versioni 3 e 5 porte e una gamma di sei motorizzazioni (benzina, diesel e turbodiesel).Le confermeLa terza generazione (2002-2008) fu impreziosita dall’introduzione del “Telaio Agile” e migliorò ulteriormente nelle performance dei motori diesel. Il restyling del 2006 rese l’Ibiza ancor più moderna e sportiva.Nel 2008 arrivò la quarta generazione, quella attuale per intenderci. il concetto di "design a freccia" conferiva al frontale dell’Ibiza un look più sportivo e unico rispetto alle versioni precedenti, grazie alle linee geometriche più nette, frutto della creatività dell’allora Responsabile Design SEAT Luc Donckerwolke.La piattaforma condivisa con il Gruppo Volkswagen, il nuovo cambio DSG a sette rapporti e le nuove motorizzazioni, sempre più efficienti e potenti, hanno caratterizzato le Ibiza degli ultimi anni.I numeri del successoGuardando i dati relativi alle unità più vendute per generazione, la seconda al momento è quella che ha ottenuto maggiore successo con 1.552.607 vetture commercializzate.Ma va tenuto conto che l’ultima, dal 2008 a oggi, ha ancora tanto tempo a disposizione per poter far lievitare le attuali 924.183 unità vendute.
Mazda3, il design Kodo convince ancora
Quando un design è vincente, oltre che dal mercato, il riconoscimento arriva anche da prestigiose istituzioni del settore. Poi, quando questo riconoscimento si tramanda di gamma in gamma, l’immagine di un prodotto si rinforza ancora di più.Il caso in questione è di Mazda, e a ripetere l’esito dello scorso anno della Mazda6, quest’anno il Red Hot Award (premio di design) è stato ri-assegnato al brand giapponese per la nuova compatta Mazda3 (arrivata in Europa lo scorso autunno).La piccola segue le orme della grande.Il design KODO, diventato family feeling della Casa con la Mazda CX-5 lanciata nel 2012, incarna la vitalità della marca ed è, per tanto, un complemento perfetto alla tecnologia Skyactiv che è alla base di questi veicoli efficienti e dalla guida divertente.In realtà tutti e tre i modelli “KODO” di Mazda – Mazda3, Mazda6 e CX-5 – sono stati premiati per il loro design in diverse occasioni.La spiegazione di questa filosofia stilistica – a questo punto oggettivamente vincente – è meglio lasciarla alle parole del suo ideatore, Ikuo Maeda, Capo Globale del Design Mazda: “Un’automobile non è solo il prodotto di un design industriale, ma un oggetto che merita di essere amato. Ci sono pochi prodotti di design industriale che possono essere paragonati a creature in movimento che esprimono dinamismo ed energia e che allo stesso tempo sono in grado di suscitare passione ed emozione. E’ questo intrinseco fascino emotivo dell’auto che desidero esprimere creando le auto Mazda”.Il Red Dot AwardsIl Red Dot Awards, creato nel 1955 dal Design Zentrum Nordrhein Westfalen di Essen, è suddiviso in tre categorie: design, prodotto, Design Concept e Comunication Design.Per l’edizione 204, la giuria a valutato 4,815 candidature di 1,816 diverse marche, disegnatori e architetti di 53 paesi da tutto il mondo. I prodotti vincitori, che saranno esposti al Museo di Design Red Hot, dal 8 luglio al 3 agosto hanno conquistato il privilegio di fregiarsi del simbolo Red Hot, un sigillo internazionale per l’eccellenza nel design.Dopo essersi fregiata di oltre 150 premi fino ad oggi e dopo aver superato il traguardo di produzione di ben 4 milioni di unità vendute, la Mazda 3 riceve con il Red Hot il traguardo più significativo della sua carriera, iniziata nell’ormai lontano 2003.E la prossima "figlia" della filosofia KODO sarà la nuova Mazda2, anticipata dalla Concept Car Hazumi vista a Ginevra 2013. Chissà se vedremo anche su di lei il tanto ambito marchio Red Hot.
Incentivi 2014, dal 6 maggio fino a 5.000 euro di bonus
Dal 6 maggio scattano gli incentivi 2014: gli automobilisti intenzionati ad acquistare vetture ecologiche nuove (elettriche, ibride, a GPL o a metano) potranno beneficiare di un bonus che può raggiungere i 5.000 euro.Il contributo del Governo – che ha stanziato un totale di 63,4 milioni di euro – è pari al 20% del prezzo del veicolo e prevede tre diversi tetti massimi: il più basso – 2.000 euro – è rivolto esclusivamente alle aziende che (dietro rottamazione obbligatoria di un veicolo di proprietà da almeno un anno immatricolato da almeno dieci anni) acquistano un mezzo destinato ad essere utilizzato esclusivamente come bene strumentale nell’attività propria dell’impresa con emissioni di CO2 non superiori a 120 g/km.Tutte le categorie di acquirenti – quindi anche i privati – possono invece approfittare per il 2014 di incentivi (senza necessità di rottamazione) pari a 4.000 euro per l’acquisto di veicoli con emissioni non superiori a 95 g/km e di 5.000 euro se l’anidride carbonica emessa non supera quota 50 g/km.Di seguito troverete l’elenco completo delle auto ecologiche che potranno essere acquistate con gli incentivi 2014.Incentivi auto 2014: l’elenco dei modelli5.000 euro (fino a 50 g/km)
BMW i3
BMW i8
Chevrolet Volt
Citroën C-Zero
Ford Focus Electric
Mercedes SLS Electric Drive
Mitsubishi i-MiEV
Nissan Leaf
Opel Ampera
Peugeot i0n
Renault ZOE
Renault Fluence
Smart fortwo electric drive
Smart fortwo cabrio electric drive
Tesla Model S
Tesla Roadster
Toyota Prius Plug-InVolvo V60 Plug-In Hybrid4.000 euro (fino a 95 g/km)
Audi A3 Sportback g-tron
Citroën DS5 Hybrid4 Chic e Business
Fiat Panda Natural Power
Ford Fiesta GPL
Lancia Ypsilon metano
Lexus CT
Mitsubishi Space Star GPL
Nissan Micra GPL
Peugeot 3008 HYbrid4 85g
Seat Mii Ecofuel
Seat Leon TGI
Skoda Citigo Metano
Toyota Yaris Hybrid
Toyota Auris Hybrid
Toyota Auris TS Hybrid
Toyota Prius
Toyota Prius+ Active e Lounge
Volkswagen up! ecoVolkswagen Golf TGI2.000 euro (fino a 120 g/km, solo per aziende)
Chevrolet Spark GPL
Chevrolet Aveo GPL
Citroën DS5 Hybrid4 So Chic e Sport Chic
Dacia Sandero GPL
Dacia Logan MCV GPL
Fiat 500 EasyPower
Fiat Panda EasyPower
Fiat Punto Easypower
Fiat Punto Natural Power
Fiat Qubo Natural Power
Fiat 500L Natural Power
Fiat 500L Living Natural Power
Honda Jazz Hybrid
Hyundai i10 LPGI
Hyundai i20 Econext
Kia Picanto EcoGPL
Kia Rio ECO GPL
Lancia Ypsilon GPL
Lexus IS
Lexus GS 223 CV
Mercedes classe B NGD
Mercedes classe E NGD
Mercedes classe E HYBRID
Mercedes classe E S.W. HYBRID
Mercedes S 300 HYBRID
Nissan Note GPL
Nissan Juke GPL
Opel Adam GPL Tech
Opel Corsa GPL-TECH
Peugeot 208 GPL
Peugeot 508 RXH
Peugeot 3008 HYbrid4
Renault Clio GPL
Tata Vista Metano
Toyota Prius+ Style
Volkswagen Passat EcofuelVolkswagen Passat Variant Ecofuel
BMW i8, nuove foto ufficiali dell’ibrida sportiva
È sempre più vicino il lancio della nuova BMW i8, secondo modello del marchio BMWi e prima vettura ibrida plug-in del gruppo tedesco.Parliamo di un’auto sportiva, dotata di contenuti da premium ma che strizza l’occhio all’ecosostenibilità.Sistema ibrido plug-in da 362 CVL’abitacolo è un 2+2, con la consueta architettura LifeDrive condivisa con la sorella più piccola i3, che prevede la “convivenza” tra l’abitacolo in materiale sintetico rinforzato in fibra di carbonio e il modulo in alluminio.Il sistema ibrido di tipo plug-in sviluppato e prodotto dal BMW Group prevede l’abbinamento di un motore a benzina a tre cilindri 1.5 litri da 231 CV e 320 Nm a un’unità elettrica da 131CV e 250 Nm di coppia massima.La trazione è anteriore, il cambio è automatico a due rapporti, e sono presenti ben cinque mappature della centralina. La potenza complessiva dunque è di 362 CV – erogati su una vettura di “soli” 1.485 kg –, valore di che fa della BMW i8 una vera e propria supercar.Non stupiscono a tal proposito i dati relativi all’accelerazione: da 0 a 100 km/h in 4,4 secondi. Mentre provocano una reazione di piacevole sorpresa i numeri riguardanti i consumi, che si attestano sui livelli di quelli di una compatta (2,1 litri/100 km con emissioni di CO2 di soli 49 g/km). Equipaggiamento riccoNell’ampio equipaggiamento di serie troviamo tra le altre cose il sistema di navigazione Professional, climatizzatore automatico a due zone, BMW iDrive con Control Display da 8,8 pollici montato a isola e Touch Controller, volante sportivo in pelle con tasti multifunzione, sedili sportivi in pelle a regolazione elettrica e plancia portastrumenti rivestita in pelle; possibilità di scegliere tra quattro vernici esterne e tre varianti di allestimento interno.Al momento di lancio nel giugno 2014 sarà disponibile l’esclusivo pacchetto Pure Impulse, che prevede, tra le altre cose: cerchi in lega da 20 pollici, proiettori a LED, BMW Head-Up Display, Driving Assistant con Surround View e sistema di altoparlanti HiFi Harman Kardon.
Toyota: colosso da oltre 10 mln di auto l’anno
Il primo costruttore automobilistico al mondo, Toyota, sarà da ora ricordato per un altro traguardo memorabile: è stata la prima Casa costruttrice a superare la soglia dei 10 milioni di auto vendute in un anno.Il traguardo è stato tagliato durante l’anno fiscale 2013/2014 (aprile 2013-marzo 2014), periodo in cui i modelli Toyota acquistati in tutto iulo mondo sono stati esattamente 10, 133 milioni.Grazie soprattutto alla spinta dei mercati nordamericano e cinese, il Gruppo composto anche da Daihatsu e Hino è cresciuto, così, del 4,5%. E per l’anno che viene le stime sono ancora più rosee, si prevede infatti di vendere 10.32 milioni di auto (+4% sul 2013).Già durante l’anno solare 2013 Toyota aveva mostrato di potercela fare, chiudendo a 9,98 milioni con un rialzo annuo del 2%.La classifica mondiale dei costruttoriE, naturalmente, oltre a questi numeri da colosso dell’industria, Toyota mantiene salda la sua posizione di leadership nel settore automotive davanti a Volkswagen (che nel 2013 ha venduto 9,73 mln di unità e che il prossimo anno punta anche lei a valicare la soglia dei 10 mln) e a General Motors (9,71 milioni).A seguire, per completare la classifica mondiale dei costruttori di automobili, troviamo in quarta posizione il gruppo franco-giapponese Nissan-Renault (8,3 milioni) e i coreani di Hyundai-Kia (7,6 milioni).I numeri di ToyotaTanto per rendersi conto cosa c’è dietro ad un grande marchio come quello Toyota basti pensare che la firma giapponese produce in 50 stabilimenti suddivisi in 30 paesi, lavorano per lei oltre 325.000 dipendenti e “sforna” dalle sue fabbriche 28.000 auto al giorno.













