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Promozioni Ford di aprile 2022

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Ad aprile 2022 vedremo tantissime promozioni Ford interessanti: la Casa statunitense sta reggendo abbastanza bene alla crisi delle immatricolazioni grazie anche a una valida campagna di sconti.

Le offerte più vantaggiose del mese riguardano soprattutto SUV piccole, anche se non mancano proposte di altri segmenti. Scopriamole insieme.

Promozioni Ford di aprile 2022

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Ford Fiesta ST-Line Hybrid

Grazie alle promozioni Ford di aprile 2022 bastano 19.600 euro (invece di 23.350) per portarsi a casa la Fiesta Hybrid ST-Line. Il prezzo può scendere a quota 18.850 euro se si aderisce al finanziamento Ford Credit (TAN 4,45%, TAEG 5,8%, km totali 30.000, costo esubero 0,20 euro/km): anticipo zero, 36 rate da 268,09 euro e una maxirata da 11.675 euro.

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Ford Fiesta Active Hybrid

Ad aprile 2022 la Ford Fiesta Active Hybrid costa 19.600 euro anziché 23.350: merito delle promozioni della Casa statunitense. L’offerta può diventare ancora più vantaggiosa (18.850 euro) se si aderisce al finanziamento Ford Credit (TAN 4,45%, TAEG 5,8%, km totali 30.000, costo esubero 0,20 euro/km): anticipo zero, 36 rate da 268,09 euro e una maxirata finale da 11.675 euro.

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Ford Focus Hybrid

Le promozioni Ford di aprile 2022 consentono di acquistare la Focus Hybrid 125CV ST Line con 25.100 euro anziché 29.050. Un’offerta che può diventare ancora più interessante – 24.350 euro – in caso di adesione al finanziamento Ford Credit (TAN 4,45%, TAEG 5,53%, km totali 30.000, costo esubero 0,20 euro/km): anticipo zero, 36 rate da 335,12 euro e una maxirata finale da 15.396,50 euro.

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Ford Focus diesel

3.950 euro (da 32.300 a 28.350 euro): è questo lo sconto previsto dalle promozioni Ford di aprile 2022 sulla Focus EcoBlue ST Line. L’offerta può diventare ancora più interessante – 27.600 euro – se si aderisce al finanziamento Ford Credit (TAN 4,45%, TAEG 5,45%, km totali 45.000, costo esubero 0,20 euro/km): anticipo zero, 36 rate da 412,19 euro e una maxirata finale da 16.150 euro.

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Ford EcoSport

Grazie alle promozioni Ford – valide per tutto il mese di aprile 2022 – bastano 19.750 euro (anziché 23.500) per portarsi a casa la EcoSport “base” (la Titanium). L’offerta può diventare ancora più vantaggiosa – 19.000 euro – se si aderisce al finanziamento Ford Credit (TAN 4,45%, TAEG 5,81%, km totali 30.000, costo esubero 0,20 euro/km): anticipo zero, 36 rate da 282,84 euro e una maxirata finale da 11.278,19 euro.

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Ford Puma ST

La Ford Puma ST costa ufficialmente 34.250 euro ma grazie alle promozioni di aprile 2022 della Casa statunitense sono sufficienti 31.350 euro per acquistarla. L’offerta – che include un corso di guida sportiva con Ford Driving University in omaggio – può diventare ancora più vantaggiosa (30.600 euro) in caso di adesione al finanziamento Ford Credit (TAN 4,45%, TAEG 5,4%, km totali 30.000, costo esubero 0,20 euro/km): anticipo zero, 36 rate da 493,85 euro e una maxirata finale da 16.440 euro.

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Ford Puma Hybrid

Per tutto il mese di aprile 2022 la Ford Puma Hybrid 125 CV Titanium costa 22.850 euro invece di 25.750. L’offerta può diventare ancora più vantaggiosa (22.100 euro) se si aderisce al finanziamento Ford Credit (TAN 4,45%, TAEG 5,64%, km totali 30.000, costo esubero 0,20 euro/km): anticipo zero, 36 rate da 320,25 euro e una maxirata finale da 13.390 euro.

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Ford Kuga Full Hybrid

Grazie allo sconto offerto dalle promozioni Ford di aprile 2022 bastano 32.350 euro (anziché 37.350) per entrare in possesso della Kuga Full Hybrid ST-Line. Una promozione che può diventare ancora più interessante (31.100 euro) se si aderisce al finanziamento Ford Credit (TAN 4,45%, TAEG 5,35%, km totali 30.000, costo esubero 0,20 euro/km): anticipo zero, 36 rate da 431,39 euro e una maxirata finale da 19.422,86 euro.

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Ford Kuga diesel

Grazie allo sconto offerto dalle promozioni Ford di aprile 2022 bastano 29.850 euro (anziché 34.350) per acquistare la Kuga EcoBlue ST-Line. La cifra può scendere ulteriormente – 29.100 euro – se si aderisce al finanziamento Ford Credit (TAN 4,45%, TAEG 5,4%, km totali 45.000, costo esubero 0,20 euro/km): anticipo zero, 36 rate da 412,38 euro e una maxirata finale da 17.862,85 euro.

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Ford Explorer

Ad aprile 2022 la Ford Explorer ST Line costa 69.650 euro anziché 82.900. Il finanziamento IdeaFord abbinato (TAN 4,45%, TAEG 5,01%, km totali 30.000, costo esubero 0,20 euro/km) comprende un anticipo di 7.950 euro, 36 rate da 896,97 euro e una maxirata finale da 36.552,38 euro.

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Dieci auto a trazione integrale che consumano poco

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Le auto a trazione integrale, generalmente, non sono famose per consumare poco: la presenza delle quattro ruote motrici favorisce la mobilità sulle superfici a scarsa aderenza ma penalizza l’efficienza.

Esistono però automobilisti che percorrono molti chilometri e che hanno bisogno di una 4×4: per questo motivo abbiamo realizzato una guida all’acquisto con dieci modelli “integrali” che bevono poco. Abbiamo preso in considerazione solo veicoli che non devono essere ricaricati a una presa di corrente: quindi largo alle diesel, alle mild hybrid benzina e diesel e alle ibride full a benzina.

L’elenco delle dieci auto a trazione integrale che consumano poco è composto soprattutto da vetture tedesche appartenenti ai segmenti delle piccole SUV e delle berline medie, anche se non mancano mezzi di altre categorie e di altre nazioni. Di seguito troverete una breve descrizione e i prezzi di queste AWD “risparmiose”.

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Audi A5 40 TDI quattro – 55.600 euro

L’Audi A5 40 TDI quattro monta un motore 2.0 turbodiesel mild hybrid TDI potente (204 CV), scattante (“0-100” in 6,9 secondi) e ricco di coppia.

La seconda generazione della coupé tedesca a trazione integrale – la proposta più costosa tra quelle analizzate in questa guida all’acquisto – è una sportiva che offre poco spazio alla testa dei passeggeri posteriori più alti. Qualche leggerissima imprecisione (niente di preoccupante, comunque, sia chiaro) negli assemblaggi dei pannelli della carrozzeria.

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BMW 420d 48V Coupé xDrive Sport – 55.450 euro

La BMW 420d 48V Coupé xDrive Sport ospita sotto il cofano un motore 2.0 turbodiesel mild hybrid da 190 CV.

La seconda generazione della sportiva tedesca a trazione integrale condivide il pianale con la serie 3.

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Hyundai Kona 1.6 CRDI 4WD Hybrid 48V XLine – 30.650 euro

La Hyundai Kona 1.6 CRDI 4WD Hybrid 48V XLine è una piccola SUV coreana ibrida “leggera” a trazione integrale.

Il motore 1.6 turbodiesel mild hybrid CRDI da 136 CV offre una spinta corposa ai bassi regimi.

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Mercedes C 220 d Mild hybrid 4Matic Business – 53.430 euro

La Mercedes C 220 d Mild hybrid 4Matic Business è perfetta per chi vuole consumare il meno possibile e non può rinunciare alla trazione integrale: il motore 2.0 turbodiesel ibrido “light” da 200 CV – ricco di coppia e abbinato a un eccellente cambio automatico (convertitore di coppia) a nove rapporti – garantisce percorrenze da record (21,3 km/l dichiarati).

La quinta generazione della berlina media tedesca non è molto divertente nelle curve per via del peso elevato e delle dimensioni esterne ingombranti ma si riscatta con un abitacolo che offre tanto spazio alle gambe e alle spalle dei passeggeri posteriori.

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Mini Countryman Cooper D ALL4 Essential – 38.100 euro

La Mini Countryman Cooper D ALL4 Essential è una piccola SUV britannica a trazione integrale sviluppata sullo stesso pianale della Clubman.

Il motore è un 2.0 turbodiesel da 150 CV.

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Seat Leon Sportstourer 2.0 TDI 4Drive Business – 33.950 euro

La Seat Leon Sportstourer – variante station wagon della quarta generazione della compatta spagnola – è una familiare a trazione integrale contraddistinta da una ricca dotazione di serie.

Il motore 2.0 turbodiesel TDI da 150 CV è lo stesso montato dalla Skoda Octavia Wagon e dalla Volkswagen Golf presenti in questa guida all’acquisto.

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Skoda Octavia Wagon 2.0 TDI 150 CV 4×4 Executive – 36.800 euro

La Skoda Octavia Wagon 2.0 TDI 150 CV 4×4 Executive è, secondo noi, l’auto a trazione integrale più interessante tra quelle che consumano poco.

La variante station della quarta generazione della berlina ceca ha un bagagliaio immenso e ospita sotto il cofano lo stesso motore 2.0 turbodiesel TDI da 150 CV presente anche sulla Seat Leon Sportstourer e sulla Volkswagen Golf analizzate in questa guida all’acquisto.

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Suzuki Ignis 4WD Easy Top – 19.300 euro

La Suzuki Ignis 4WD Easy Top presenta diversi punti di forza da non sottovalutare: dimensioni esterne “mignon” (3,70 metri di lunghezza), un prezzo interessante e un comportamento stradale agile nelle curve. Il motore 1.2 mild hybrid benzina ha una cilindrata contenuta che consente di risparmiare sull’assicurazione RC Auto ma è carente di cavalli (83) e di coppia, poco vivace e non molto pronto ai bassi regimi. Senza dimenticare la presenza di un cambio manuale con sole cinque marce e consumi non eccelsi se paragonati alle altre proposte analizzate in questa guida all’acquisto (18,5 km/l dichiarati).

La terza generazione della piccola SUV ibrida “leggera” giapponese a trazione integrale ha una dotazione di serie povera e presenta alti e bassi alla voce “praticità”: se è vero che lo spazio nella zona della testa dei passeggeri posteriori non manca è altrettanto vero che il bagagliaio è piccino e che i centimetri a disposizione delle spalle e delle gambe non sono molti.

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Toyota Prius AWD – 35.600 euro

La Toyota Prius AWD monta un motore 1.8 ibrido benzina (full hybrid) da 122 CV poco reattivo ai bassi regimi e un po’ rumorosetto quando viene sollecitato.

La quarta generazione della berlina ibrida giapponese a trazione integrale è costruita con cura e condivide il pianale con la Corolla Touring Sports.

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Volkswagen Golf 2.0 TDI 150 CV 4Motion Life – 36.850 euro

La Volkswagen Golf 2.0 TDI 150 CV 4Motion Life monta un motore 2.0 turbodiesel TDI da 150 CV, lo stesso che spinge la Seat Leon Sportstourer e la Skoda Octavia Wagon presenti in questa guida all’acquisto.

L’ottava generazione della compatta tedesca a trazione integrale è sviluppata sullo stesso pianale dell’Audi A3 e della Seat Leon.

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Come si calcolano i consumi di metano e GPL

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Credits: iStock

Una delle domande che ci si pone più spesso è quella sui consumi di una vettura a metano o GPL dopo la trasformazione. Si considera il vantaggio del prezzo alla pompa di questa tipologia di carburante, ma non sempre si riesce a convertire e calcolare il consumo da benzina a gas. Vediamo quindi tutto quello che dobbiamo sapere a riguardo.

Le prestazioni dell’auto

La trasformazione di una vettura da benzina a gas oppure l’acquisto di una macchina bifuel già con doppia alimentazione creata dalla Casa madre dovrebbe far ragionare, oltre che sul risparmio nei consumi, anche su quanto possano cambiare le prestazioni del veicolo. È chiaro che, dopo l’aggiornamento del mezzo, non saranno più le stesse.

In realtà, nella guida di tutti i giorni, non dovrebbe sentirsi molto la differenza. Usare l’auto nel quotidiano in città dopo la modifica da benzina a GPL infatti non fa registrare un gran cambiamento nelle prestazioni. Un motore alimentato a GPL generalmente perde circa il 3% al massimo di potenza. L’auto risente maggiormente dell’eventuale trasformazione da benzina a metano, dove la perdita è di circa il 10%.

Auto a GPL vs auto a metano: come cambia il rendimento

Sia il metano che il GPL hanno un prezzo più basso al distributore rispetto alla benzina. Entrambi i gas costano meno e quindi fanno risparmiare nelle spese per il pieno. Non è però esatto affermare che le vetture alimentate a GPL consumino meno di quelle che funzionano a benzina, e questo è chiaro e comprensibile anche dalla minore autonomia, che non dipende solo dalla quantità più bassa di combustibile contenuta nel serbatoio.

Una vettura a GPL, secondo gli esperti di trasformazioni e impianti bifuel, mantiene l’85% delle performance di una macchina alimentata a benzina. Se quindi lo stesso veicolo percorre 10 chilometri con un litro di benzina, ne percorre 8,5 con la stessa quantità di GPL. Il metano invece ha un rapporto stimato di 1,7 litri di benzina equivalenti alla distanza percorsa con 1 kg di metano.

Auto a GPL: l’autonomia

La prima cosa da considerare è che il serbatoio delle auto a GPL non viene riempito oltre l’80% della sua capienza, per motivi di sicurezza. Per calcolare quindi l’autonomia di una vettura alimentata con questa tipologia di gas è necessario considerare la capacità nominale x 0,8 – ottenendo quindi i litri effettivi di GPL.

Considerando il rendimento di circa il 15% e il decadimento delle performance, ipotizzando che l’auto a benzina percorra mediamente 10 chilometri con un litro, è possibile calcolare il consumo con un litro di GPL moltiplicando il consumo con un litro di benzina x 0,85. E quindi l’autonomia effettiva a GPL è uguale al numero dei litri effettivi nel serbatoio moltiplicato per il consumo con un litro di GPL.

Autonomia auto a metano: come si calcola

Per sapere invece quanti chilometri si possono percorrere con una vettura alimentata a metano è importante considerare che ci sono molte più variabili in gioco. Bisogna quindi tenere presente il peso delle bombole in acciaio, anche se in parte viene compensato dal rendimento del metano, migliore rispetto a quello del GPL. Secondo gli esperti, una vettura che monta una bombola da 100 litri, riempita con Gas Naturale a 220 bar, ha un’autonomia in chilometri uguale alla percorrenza di 30 litri di benzina circa.

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Promozioni auto aprile 2022: le occasioni del mese

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Le promozioni auto di aprile 2022 sono particolarmente ricche: il mercato è in crisi e le Case, in attesa degli incentivi, cercano di conquistare clienti con sconti più o meno sostanziosi.

Le offerte più vantaggiose del mese riguardano soprattutto vetture giapponesi e modelli appartenenti al segmento delle piccole, anche se non mancano proposte di altre categorie e di altre nazioni. Scopriamole insieme.

Promozioni auto aprile 2022: le occasioni del mese

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Citroën C3

Da 17.150 a 14.600 euro: è questo lo sconto previsto dalle promozioni Citroën – valide fino al 4 aprile 2022 – sul modello più economico della Casa francese (la C3 PureTech 83 You!).

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Honda HR-V

La Honda HR-V più economica del listino – la Elegance – costa ufficialmente 31.800 euro ma grazie alle promozioni di aprile 2022 della Casa giapponese sono sufficienti 28.800 euro per acquistarla. L’offerta – valida in caso di permuta – include fino a 8 anni di garanzia estesa in omaggio.

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Lexus NX

Grazie alle promozioni Lexus – valide per tutto il mese di aprile 2022 – la NX “entry level” (la Hybrid Premium) costa 53.500 euro anziché 60.000.

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Mazda Mazda3

Per tutto il mese di aprile 2022 la Mazda Mazda3 2.0L 122 CV Executive costa 24.100 euro invece di 26.100.

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Nissan Qashqai

Le promozioni Nissan di aprile 2022 consentono di acquistare la Qashqai MHEV 140 CV Acenta con uno sconto di 3.200 euro: da 29.990 a 26.790 euro. L’offerta è valida in caso di permutarottamazione di un’autovettura usata con anzianità superiore a 10 anni di proprietà del cliente da almeno sei mesi alla data del contratto del veicolo nuovo.

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Opel Corsa

La Opel Corsa 1.2 Edition costa ufficialmente 18.100 euro ma grazie alle promozioni della Casa tedesca – valide fino al 6 aprile 2022 solo con l’applicazione “Speciale Voucher” online con permuta/rottamazione – sono sufficienti 15.100 euro per acquistarla.

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Peugeot e-208

Fino al 6 aprile 2022 sono sufficienti 31.550 euro (invece di 35.650) per acquistare la Peugeot e-208 Active Pack.

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Skoda Fabia

Lo sconto di 1.800 euro previsto dalle promozioni Skoda – valide ad aprile 2022 in caso di permutarottamazione – permette di acquistare la Fabia “base” (la 1.0 65 CV) con 15.100 euro invece di 16.900.

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Smart EQ fortwo

Le promozioni Smart permettono di acquistare ad aprile 2022 la EQ fortwo passion con meno di 20.000 euro (da 27.134 a 19.298 euro). L’offerta va abbinata al finanziamento myDrivePass (TAN fisso 2,90%, TAEG 4,05%): anticipo di 1.200 euro, 35 rate da 250 euro e una maxirata finale da 10.600 euro.

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Suzuki Ignis

Per tutto il mese di aprile 2022 la Suzuki Ignis più cara del listino (la 4WD Top) costa 18.500 euro invece di 19.800.

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Nuova Kia Niro: tutti i dettagli della seconda generazione

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La nuova Kia Niro punta a ripetere i successi dell’antenata: la seconda generazione dell’ecologica SUV compatta coreana – disponibile, come sempre, con tre alimentazioni (ibrida benzina, ibrida plug-in benzina ed elettrica) – è stata completamente riprogettata.

Di seguito troverete i dettagli della seconda serie della Kia Niro: tutto quello che c’è da sapere su dimensioni, motori, design, sistemi di sicurezza, tecnologia e chi più ne ha più ne metta.

Nuova Kia Niro: le dimensioni

La seconda generazione della Kia Niro è lunga 4,42 metri, larga 1,83 metri (come una DR 4.0) e alta 1,57 metri (come una DR 3). Il passo è di 2,72 metri.

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Nuova Kia Niro: i motori

La gamma motori della nuova Kia Niro è composta da tre unità:

  • un 1.6 ibrido benzina da 141 CV (HEV)
  • un 1.6 ibrido plug-in benzina da 183 CV (PHEV)
  • un motore elettrico da 204 CV (EV)

I due propulsori ibridi possono vantare l’unità termica a benzina riprogettata con l’introduzione di nuovi cuscinetti a basso attrito e prevedono il sistema di guida intelligente Green Zone che passa automaticamente all’alimentazione a batterie quando il navigatore rileva percorsi urbani o strade vicine a scuole o ospedali.

Il cambio automatico a doppia frizione a sei rapporti, ottimizzato per una maggiore efficienza, ha beneficiato della rimozione dell’ingranaggio della retromarcia (soluzione che ha permesso di risparmiare 2,3 kg di peso), che ora avviene solo in modalità elettrica.

Kia Niro HEV

La Kia Niro HEV è la versione ibrida benzina (full hybrid) della seconda serie della SUV compatta coreana e ospita sotto il cofano un motore 1.6 ibrido benzina da 141 CV.

Kia Niro PHEV

La Kia Niro PHEV è la variante ibrida plug-in benzina della seconda generazione della Sport Utility compatta asiatica e monta un motore 1.6 ibrido plug-in benzina da 183 CV. La presenza del primo radiatore a coefficiente di temperatura positivo ad alto voltaggio da 5,5 kW incrementa l’autonomia in elettrico (fino a 59 km per la versione meno efficiente con ruote da 18”) alle basse temperature.

Kia Niro EV

La Kia Niro EV è la variante elettrica della seconda serie della crossover coreana. L’erede della e-Niro monta un motore elettrico da 204 CV e una batteria agli ioni di litio (ricaricabile in soli 43 minuti dal 10 all’80% con un caricabatterie rapido CC) che garantisce un’autonomia di 463 km.

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Nuova Kia Niro: il piacere di guida

La nuova Kia Niro ha beneficiato di miglioramenti alle sospensioni (MacPherson all’anteriore, quattro bracci al posteriore) e di un nuovo cuscinetto del puntone inclinato che riduce l’attrito consentendo un movimento più fluido dell’ammortizzatore.

Segnaliamo inoltre un lieve aumento della rigidità torsionale e uno sterzo appositamente ricalibrato che fornisce una sensazione di sterzata più naturale: merito della riduzione degli attriti e della messa a punto del software di guida individuale.

Nuova Kia Niro: il design esterno

La Tiger Face frontale di Kia (chiusa sulla Niro EV elettrica) si sviluppa ora dal cofano al parafango anteriore. Lateralmente spiccano l’originale montante posteriore e i cerchi in lega (da 16” o da 18” per le ibride, da 17” per la EV) mentre nella coda troviamo i gruppi ottici a forma di boomerang.

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Nuova Kia Niro: interni e bagagliaio

Nell’abitacolo della nuova Kia Niro troviamo nuovi materiali 100% ecologici e dall’effetto premium. Qualche esempio? Il rivestimento del padiglione realizzato con carta da parati riciclata, i pannelli delle portiere rifiniti con una vernice priva di composti organici volatili e rivestimenti dei sedili in pelle vegana che contengono Tencel, un tessuto bio ottenuto dalle fibre di eucalipto. La base del parabrezza è fatta con un materiale composto per il 75% da fibre riciclate.

Gli occupanti hanno a disposizione più spazio e più tecnologia rispetto a prima: sulla plancia spiccano due schermi da 10,25” e un head-up display da 10” e ogni sedile è dotato di prese USB-C.

Capitolo bagagliaio (ora accessibile anche attraverso il portellone ad apertura elettrica): 451/1.445 litri per la HEV, 348/1.342 litri per la PHEV e 495/1.392 litri per la EV.

Nuova Kia Niro: ADAS e tecnologia

La seconda serie della Kia Niro può vantare una ricchissima dotazione di assistenti alla guida: segnaliamo il sistema FCA (Forward Collision-Avoidance Assist) che avverte e ferma il veicolo in caso di pericolo di collisioni con altri utenti della strada o pedoni e la funzione di svolta e attraversamento svincoli che durante la svolta a sinistra riconosce l’arrivo di un altro veicolo nella direzione opposta.

Passiamo alla tecnologia: tra le “chicche” segnaliamo l’RSPA (Remote Smart Parking Assist) – che consente al conducente di completare un parcheggio dopo essere usciti dal veicolo semplicemente premendo un pulsante – e il V2L. Questa funzionalità permette di alimentare apparecchi elettrici esterni sfruttando la capacità bidirezionale del powerpack elettrico.

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Mazda CX-60: le versioni, i prezzi e le rivali

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La Mazda CX-60SUV media a trazione integrale – è la prima ibrida plug-in della storia della Casa giapponese.

L’ecologica crossover di Hiroshima – rivolta a chi cerca un veicolo “premium” spazioso e raffinato – è offerta in quattro allestimenti (Prime Line, Exclusive Line, Homura e Takumi) e monta un motore 2.5 ibrido plug-in benzina in grado di generare una potenza totale di 327 CV abbinato a una batteria da 17,8 kWh che garantisce un’autonomia di 63 km in modalità elettrica (fino a una velocità massima di 100 km/h). Più avanti vedremo due unità mild hybrid 48V a sei cilindri in linea (un 3.0 a benzina e un 3.3 turbodiesel) disponibili anche a trazione posteriore.

Di seguito troverete tutti i dettagli della nuova Mazda CX-60: versioni, prezzi, rivali e chi più ne ha più ne metta.

Mazda CX-60: le versioni

Le versioni della Mazda CX-60 sono quattro: Prime LineExclusive LineHomuraTakumi.

Mazda CX-60 Prime Line

La dotazione di serie della Mazda CX-60 Prime Line comprende:

Esterni

  • Cerchi in lega da 18″
  • Fari anteriori e posteriori a LED
  • Griglia anteriore a nido d’ape con cornice cromata
  • Paraurti inferiore, cornici passaruota e listelli sottoporta con finiture nere
  • Retrovisori esterni colore carrozzeria regolabili, riscald. e ripieg. elettr. e automaticamente

Interni

  • Rivestimenti interni in tessuto nero
  • Sedili anteriori con regolazioni manuali a 6 vie
  • Volante multifunzione rivestito in pelle
  • Sedile posteriore divisibile 40/20/40
  • Illuminazione interna a LED

Comfort

  • Strumentazione digitale con display 12,3″
  • Climatizzatore automatico bi-zona con sensore umidità
  • Cruise Control
  • Sensori luce/pioggia
  • Sensori di parcheggio posteriori
  • Antifurto con sensore anti-intrusione

Infotainment

  • Display centrale da 12,3″, Bluetooth, Android Auto wireless, Apple Carplay wireless, navigatore satellitare
  • Servizi connessi con smartphone mediante MyMazda App
  • Impianto audio Mazda Harmonics Acoustics con radio digitale DAB e 8 altoparlanti
  • 2xUSB-C anteriori

Tecnologia & sicurezza

  • Kinematic Posture Control (KPC)
  • Airbag frontali e laterali (guidatore e passeggero) e a tendina
  • Airbag anteriori ginocchia lato guidatore
  • Sistema di assistenza alla partenza in salita (HHL) e controllo veicolo in discesa (HDC)
  • Sensori pressione pneumatici (TPMS)
  • Sistema di chiamata di emergenza e-Call
  • Selettore di guida Mi-Mode
  • Sistema intelligente frenata in città (SCBS) con rilevamento pedoni anche notturno
  • Sistema di monitoraggio angoli ciechi (BSM) con rilevazione pericolo uscita parcheggio posteriore (RCTA) e funzione rilevazione pericolo apertura portiere
  • Sistema rilevazione stanchezza guidatore (DAA)
  • Sistema riconoscimento segnali stradali (TSR)
  • Sistema di mantenimento della carreggiata (Lane-keep Assist System)
  • Sistema di frenata di emergenza in prossimità di incroci (TAP)
  • Sistema intelligente di frenata automatica in autostrada (SBS)
  • Towing Mode per gancio traino
  • Cavi di ricarica Tipo 2 e Tipo 3

Mazda CX-60 Exclusive Line

La Mazda CX-60 Exclusive Line costa 2.000 euro più della Prime Line e aggiunge:

Esterni

  • Cerchi in lega da 20″
  • Fari anteriori e posteriori con LED signature
  • Griglia anteriore Nero Lucido con cornice cromata
  • Montanti portiere Nero Lucido

Interni

  • Interni con elementi cromati e finiture in materiale “Soft Touch” e similpelle
  • Sedile guidatore con regolazione manuale a 8 vie
  • Winter Pack (sedili anteriori, volante e parabrezza riscaldabili elettricamente)
  • Illuminazione interna tunnel centrale e zona piedi anteriore

Comfort

  • Head Up Display – proiezione informazioni sul parabrezza
  • Bocchette aerazione posteriori
  • Smart Key
  • Sensori di parcheggio anteriori e posteriori
  • Videocamera posteriore

Infotainment

  • 2xUSB-C posteriori

Tecnologia & Sicurezza

  • Sistema di controllo automatico fari abbaglianti (HBC)

Mazda CX-60 Homura

La Mazda CX-60 Homura costa 2.400 euro più della Exclusive Line e aggiunge:

Esterni

  • Cerchi in lega da 20″ Nero Lucido
  • Griglia anteriore a nido d’ape Nero Lucido con cornice scura
  • Paraurti inferiore, cornici passaruota e listelli sottoporta colore carrozzeria e finiture Nero Lucido
  • Retrovisori esterni Nero Lucido regolabili, riscald. e ripieg. elettr. e automaticamente

Interni

  • Rivestimenti interni in pelle Black
  • Ambient Light (illuminazione pannelli portiere e zona piedi posteriore)

Mazda CX-60 Takumi

La Mazda CX-60 Takumi costa 1.500 euro più della Homura e aggiunge:

Esterni

  • Cerchi in lega da 20″ Nero Lucido e finiture Machining
  • Griglia anteriore Nero Lucido con cornice cromata
  • Paraurti inferiore, cornici passaruota e listelli sottoporta colore carrozzeria e finiture cromate
  • Retrovisori esterni colore carrozzeria regolabili, riscald. e ripieg. elettr. e automaticamente

Interni

  • Rivestimenti interni in pelle Nappa White con elementi Chromo e Legno
  • Volante in pelle con cuciture White

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Mazda CX-60: i prezzi e le rivali

Mazda CX-60 Prime Line 49.950 euro

Mazda CX-60 Exclusive Line 51.950 euro
DS 7 Crossback E-Tense Business 54.100 euro
Suzuki Across Top 56.900 euro
Toyota RAV4 PHEV Dynamic+ 55.500 euro

Mazda CX-60 Homura 54.350 euro
DS 7 Crossback E-Tense Business 54.100 euro
Suzuki Across Top 56.900 euro
Toyota RAV4 PHEV Dynamic+ 55.500 euro

Mazda CX-60 Takumi 55.850 euro
Audi Q5 50 TFSI e 59.750 euro
DS 7 Crossback E-Tense Performance Line 55.100 euro
Toyota RAV4 PHEV Dynamic+ 55.500 euro
Volvo XC60 T6 Recharge Essential 60.650 euro

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Come funzionano le minicar elettriche?

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Le minicar, ovvero le piccole vetture che si possono guidare “senza patente” (in realtà non è così) oggi si stanno diffondendo sempre più e, in particolare, ci sono anche sempre più modelli elettrici. Vediamo quindi insieme quali modelli ci sono sul mercato, quale patente serve per guidare le microcar elettriche, i vantaggi che possono offrire e tutto quello che c’è da sapere a riguardo.

Che cosa sono le microcar

Si tratta di auto che, indipendentemente dalla tipologia di motorizzazione, sono caratterizzate per le piccole dimensioni. Per legge sono considerate quadricicli a motore e possono rientrare in due differenti categorie: quadricicli leggeri o quadricicli pesanti. I primi sono considerati dal Codice della Strada come dei ciclomotori e possono essere guidati solo ed esclusivamente da soggetti che hanno almeno il patentino (patente AM), che si può conseguire a partire dai 14 anni. Per essere considerati tali, devono presentare le seguenti specifiche tecniche:

  • massa in ordine di marcia non superiore a 350 kg;
  • velocità massima di 45 km/h;
  • motore termico non superiore a 50 cm3;
  • potenza non superiore a 4 kW (5,4 CV).

I quadricicli pesanti invece possono essere guidati da chi ha conseguito almeno la patente B1, che può essere conseguita a partire dai 16 anni d’età. Le specifiche tecniche per questi veicoli, secondo la legge, sono le seguenti:

  • massa in ordine di marcia inferiore o uguale a 400 kg;
  • velocità massima di 80 km/h;
  • potenza non superiore a 15 kW (20 CV).

Microcar elettriche: serve la patente?

Per potersi mettere alla guida di una microcar, a motore o elettrica, è necessario avere la patente, al contrario di quello che molti credono. Il Codice della Strada prevede che, per le microcar più piccole (quadricicli leggeri) serva, come abbiamo detto sopra, la patente AM, ovvero il cosiddetto motorino che si prende dai 14 anni in su. Le microcar più grandi (quadricicli pesanti) possono essere guidate dai 16 anni in su, solo da coloro che hanno già la patente B1.

Come sono fatte le microcar elettriche

Come è successo con le automobili normali, anche per le microcar si stanno sempre più diffondendo i modelli con motorizzazione 100% elettrica, era inevitabile. Per queste vetture così piccole, tra l’altro, la motorizzazione elettrica è perfetta e si addice alla vocazione prettamente urbana, al comodo utilizzo in città, senza emissioni. L’autonomia limitata non rappresenta un gran problema.

Oltretutto, la motorizzazione elettrica è perfetta per questo tipo di vetture che, visti il peso, l’economia e lo spazio, non hanno una perfetta insonorizzazione nell’abitacolo – e nemmeno all’esterno – anzi. Chi guida una microcar elettrica quindi si trova ad avere a che fare con meno vibrazioni e rumori vari. La potenza del motore è limitata, ma la coppia disponibile immediatamente assicura la spinta perfetta per muoversi nel traffico. Il peso delle batterie riesce a garantire anche una maggior stabilità alla vettura e, di conseguenze, più sicurezza a bordo.

I prezzi

Vista la dimensione delle minicar, sono i molti a pensare che si possano comprare a prezzi accessibili a tutti. In realtà non è proprio così, in alcuni casi infatti il listino si avvicina molto a quello delle auto standard. Ci sono microcar che partono da circa 7.000 euro, ma anche modelli più recenti che arrivano a superare i 13.000 euro di listino.

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Si possono portare passeggeri durante le esercitazioni con foglio rosa?

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La legge e, nel caso specifico, il Codice della Strada, descrive quelle che sono le condizioni per poter fare le esercitazioni alla guida del veicolo con foglio rosa, senza però specificare in modo chiaro e comprensibile quanti passeggeri possono salire in auto. Cosa dobbiamo sapere a riguardo.

Passeggeri in auto con foglio rosa

Chi ottiene il suo foglio rosa ha il diritto di trasportare persone in auto, ma è assolutamente necessario il rispetto di alcune condizioni:

  • innanzitutto le altre persone possono salire in auto solo durante la circolazione diurna su strade urbane, è vietato invece su strade extraurbane principali, in autostrada e nelle ore serali e notturne (da mezz’ora dopo il tramonto fino a mezz’ora prima dell’alba),
  • i passeggeri devono essere seduti sul sedile posteriore, con le cinture di sicurezza obbligatoriamente allacciate. Sul sedile anteriore infatti deve sedersi il soggetto designato come istruttore.

Limiti di velocità durante le esercitazioni

L’aspirante patentato è obbligato a rispettare i limiti di velocità seguenti:

  • 90 km/h su strade extraurbane principali;
  • 100 km/h in autostrada.

I contrassegni obbligatori

Le vetture usate per le esercitazioni di guida devono essere munite di contrassegni con la lettera “P” (che sta ad indicare la parola principiante) sul parabrezza e sul lunotto posteriore. In questo modo anche gli altri utenti della strada conoscono la sua inesperienza. Il contrassegno deve essere posizionato in modo da non ostruire la visibilità.

La P deve essere nera e retroriflettente su fondo bianco. I cartelli devono rispettare, oltretutto, delle dimensioni specifiche:

  • larghezza 12 cm, altezza 15 cm, lettera larga 9 cm e alta 12 cm per il contrassegno anteriore;
  • 30 cm di larghezza x 30 cm di altezza, con la lettera larga 18 cm e alta 20 cm al posteriore.

Esercitazioni di guida obbligatorie: di cosa si tratta

Chi mira al conseguimento della patente di guida, secondo quanto prescritto dall’articolo 122 del Codice della Strada, deve fare delle esercitazioni anche sulle strade extraurbane e sulle autostrade, e pure in condizioni di visione notturna presso un’autoscuola e con un istruttore abilitato e autorizzato. Sono le ore obbligatorie per legge e si dividono come segue:

  • 2 ore di guida durante le ore notturne su strade urbane strette e larghe, con veicoli parcheggiati ai lati e non, su incroci regolati da segnaletica verticale e semafori;
  • 2 ore su strade urbane di scorrimento o su strade extraurbane secondarie;
  • 2 ore su autostrade o strade extraurbane principali o strade extraurbane secondarie, viaggiando anche oltre la velocità di 50 km/h e usando la quinta marcia, adeguando chiaramente le marce alla velocità.

Le multe

Se un soggetto guida senza essere autorizzato all’esercitazione, con al suo fianco una persona con patente di guida valida per la stessa categoria o per la categoria superiore (in qualità di istruttore), rischia comunque il pagamento di una multa che va da un minimo di 431 a un massimo di 1.734 euro. Stessa sanzione che paga anche la persona che fa da istruttore, e pure i soggetti che, anche se autorizzati per l’esercitazione, guidano senza avere a fianco un guidatore esperto, con patente di guida valida. Si rischia anche la sanzione accessoria del fermo amministrativo del veicolo per 3 mesi.

Chi non rispetta le norme sulle esercitazioni di guida obbligatorie rischia il pagamento di una multa da 87 euro a 345 euro, come anche chi viola le disposizioni sui contrassegni con la lettera “P”.

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Bonus pneumatici 2022: tutti i dettagli

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Il bonus pneumatici – un incentivo di 200 euro per l’acquisto di gomme con etichettatura di classe A o B per quanto riguarda la minore resistenza al rotolamento o il minore spazio di frenata – è stato chiesto attraverso un emendamento nel DL Energia a firma di Lega, Forza Italia e Movimento 5 Stelle.

Di seguito troverete tutti i dettagli del bonus pneumatici: a quanto ammonterebbe il fondo, i rimborsi, etc…

Cosa dice il testo dell’emendamento?

L’emendamento punta a inserire dopo l’art. 22 del DL Energia un art. 22-bis relativo alle “Misure a favore degli automobilisti in materia di sicurezza e riduzione delle emissioni nocive dei veicoli, nonché contenimento dell’aumento del costo dei carburanti”.

A quanto ammonterebbe il fondo?

Nell’emendamento i firmatari istituiscono nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico un fondo con una dotazione di 20 milioni di euro per il 2022 destinato alla concessione, fino ad esaurimento delle risorse, di buoni di 200 euro per l’acquisto e il montaggio di quattro pneumatici di classe C1, così come definiti dal Regolamento (CE) 661/2009.

Quali pneumatici potrebbero essere acquistati con il bonus?

Tutti quelli aventi un’etichettatura di classi “A” o “B” sia in relazione alla resistenza al rotolamento (con effetti diretti sul consumo di carburante) sia in relazione all’aderenza su bagnato.

Come funzionerebbero i buoni per il bonus pneumatici?

I buoni – non cedibili, non costituenti reddito imponibile del beneficiario e non rilevanti ai fini del computo del valore dell’indicatore della situazione economica equivalente – andrebbero spesi entro il 31 dicembre 2022.

Il gommista – previa emissione della relativa fattura o scontrino fiscale – avrebbe la possibilità di richiedere il rimborso del valore del buono fruito dall’utente non oltre 120 giorni dalla data di emissione del documento fiscale di riferimento.

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Mondiale F1 2022 – GP Arabia Saudita a Gedda: gli orari TV su Sky e TV8

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Credits: Ayman Yaqoob/Anadolu Agency via Getty Images

Il GP dell’Arabia SauditaGedda – seconda tappa del Mondiale F1 2022 – sarà trasmesso in diretta su Sky e in differita su TV8 (di seguito troverete gli orari TV).

La FerrariCharles Leclerc sono i favoriti della corsa (con Max Verstappen e la Red Bull subito dietro) ma non vanno sottovalutati a nostro avviso Carlos Sainz Jr. e Lewis Hamilton, quest’ultimo capace di salire sul podio domenica scorsa nonostante una Mercedes poco performante.

F1 2022 – GP Arabia Saudita: cosa aspettarsi

Il circuito di Gedda – sede del GP dell’Arabia Saudita, secondo appuntamento del Mondiale F1 2022 – è un tracciato cittadino velocissimo e molto usurante per gli pneumatici. Prepariamoci a vedere tanta confusione, diversi pit-stop e – soprattutto – molte safety-car che potrebbero incidere notevolmente sul risultato finale della gara.

Di seguito troverete il calendario del Gran Premio dell’Arabia Saudita, gli orari TV su SkyTV8 e il nostro pronostico.

AUTO-PRIX-F1-BAHRAIN

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Formula One Grand Prix of Bahrain

Credits: Ayman Yaqoob/Anadolu Agency via Getty Images

F1 Grand Prix of Bahrain

Credits: Mark Thompson/Getty Images

Ahead of the Bahrain Grand Prix 2022

Credits: Ayman Yaqoob/Anadolu Agency via Getty Images

F1 Grand Prix of Bahrain

Credits: Dan Istitene – Formula 1/Formula 1 via Getty Images

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F1 2022 – Gedda, il calendario e gli orari TV su Sky e TV8
Venerdì 25 marzo 2022
15:00-16:00 Prove libere 1 (diretta su Sky Sport F1)
18:00-19:00 Prove libere 2 (diretta su Sky Sport F1)
Sabato 26 marzo 2022
15:00-16:00 Prove libere 3 (diretta su Sky Sport F1)
18:00-19:00 Qualifiche (diretta su Sky Sport F1, differita alle 21:30 su TV8)
Domenica 27 marzo 2022
19:00 Gara (diretta su Sky Sport F1, differita alle 21:30 su TV8)

F1 – I numeri del GP dell’Arabia Saudita
LUNGHEZZA CIRCUITO 6.174 m
GIRI 50
RECORD IN PROVA Lewis Hamilton (Mercedes F1 W12) – 1’27”511 – 2021
RECORD IN GARA Lewis Hamilton (Mercedes F1 W12) – 1’30”734 – 2021
RECORD DISTANZA Lewis Hamilton (Mercedes F1 W12) – 2h06’15”118 – 2021

F1 – Il pronostico del GP dell’Arabia Saudita 2022

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1° Lewis Hamilton (Mercedes)

Lewis Hamilton c’è. Nonostante una Mercedes più lenta di Ferrari e Red Bull il pilota britannico (aiutato anche da molta fortuna) è riuscito a salire sul podio anche domenica scorsa allungando a quota sette la striscia di piazzamenti consecutivi in “top 3” nel Mondiale F1.

Lo scorso anno il sette volte campione iridato ha trionfato in una delle gare più pazze della storia e sappiamo tutti quanto è bravo a gestire le safety-car.

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2° Max Verstappen (Red Bull)

Solo un problema tecnico alla sua monoposto ha impedito a Max Verstappen di salire sul podio domenica scorsa in Bahrein.

Il campione del mondo in carica – secondo lo scorso anno nel GP dell’Arabia Saudita – è stato l’unico in grado di contrastare le Ferrari e ha buone possibilità di fare bene anche a Gedda.

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3° Valtteri Bottas (Alfa Romeo)

A Sakhir abbiamo visto un Valtteri Bottas in formissima: nonostante un problema al via ha portato a casa il terzo piazzamento consecutivo in “top 6”.

L’Alfa Romeo quest’anno va molto forte – merito del motore Ferrari – e il pilota finlandese ama parecchio questo circuito (terzo nel 2021).

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Da tenere d’occhio: Carlos Sainz Jr. (Ferrari)

E se Carlos Sainz Jr. tagliasse il traguardo del GP dell’Arabia Saudita davanti a Leclerc? Un’ipotesi del tutto plausibile a nostro avviso.

Il driver spagnolo – ottavo lo scorso anno a Gedda – è in un eccellente stato di forma (secondo podio consecutivo e sedici gare di seguito a punti) e guida una Ferrari che in Bahrein è stata velocissima.

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La squadra da seguire: Mercedes

Gedda – pista che lo scorso anno ha esaltato le caratteristiche della Mercedes – scopriremo se le frecce d’argento hanno perso davvero lo smalto di un tempo o se il Gran Premio del Bahrein è stato solo un passo falso.

Le monoposto tedesche salgono sul podio da 17 corse consecutive e non hanno alcuna intenzione di interrompere questa striscia.

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