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Che cos’è la responsabilità solidale? Lo spieghiamo

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Parliamo di assicurazione auto e in questo caso specifico affrontiamo un argomento che spesso non è chiaro alla maggior parte dei soggetti assicurati. Che cosa intendiamo per responsabilità solidale? Si tratta della solidarietà passiva che si verifica quando due o più individui sono obbligati in solido al risarcimento economico verso un soggetto terzo oppure ad adempiere a un’obbligazione di tipo contrattuale. Vediamo in particolare che cosa bisogna sapere.

Che cosa dice la disciplina codicistica

È l’articolo 1294 del Codice Civile (Solidarietà tra Condebitori) a disciplinare in particolare la responsabilità in solido, e stabilisce che salvo che la legge o il titolo (un esempio può essere un contratto) non dispongano in maniera differente, quando per una causa ci sono più debitori, sono tutti obbligati rispondere in solido al creditore. Che cosa significa questo in termini pratici? Il creditore può richiedere l’adempimento dell’obbligazione o il risarcimento a ciascuno dei condebitori, indistintamente.

Nella realtà poi succede che, almeno nella maggior parte dei casi, sia uno dei debitori ad essere individuato come soggetto che si fa farà carico dell’esborso della somma totale, dopo di che potrà richiedere ad ogni altro debitore la sua quota.

Responsabilità in solido: rapporti interni e assicurazioni

Che cosa prevede in concreto la responsabilità solidale? I debitori ripartiscono le quote tra loro, e in questo caso è possibile parlare in particolare di rapporti interni tra debitori, appunto. La persona che ha versato l’intero importo dovuto al creditore ha chiaramente il diritto di rivalersi, anche intraprendendo un’azione giudiziale, nei confronti degli altri condebitori per ottenere da ognuno di loro la restituzione delle varie somme di denaro che avrebbero dovuto pagare loro. In questo caso si parla anche di azione di regresso.

La responsabilità solidale negli sinistri stradali

Arriviamo al punto che interessa a noi, quindi quello che succede in caso di incidente. Se il sinistro stradale coinvolge più mezzi, non è possibile applicare la procedura di indennizzo diretto. Questo significa che la richiesta di risarcimento dei danni non può essere presentata alla propria compagnia assicurativa, ma deve essere mandata direttamente all’assicuratore del veicolo che è responsabile del sinistro.

E cosa succede quando i responsabili sono più di uno? Se un sinistro è imputabile a più persone, sono tutte obbligate in solido al pagamento del risarcimento danni. Se non ci sono delle prove valide che dimostrino diversamente, le singole colpe si presumono uguali per tutti coloro che hanno causato l’incidente e il soggetto che ha risarcito il danno ha diritto di regresso nei confronti di ogni altro responsabile in solido, nella misura che viene calcolata a seconda della percentuale di colpa e dell’entità delle conseguenze dannose provocate.

Il soggetto che ha subito il danno quindi può pretendere il totale importo del risarcimento nei confronti di ciascun assicuratore dei veicoli responsabili del sinistro. Una volta che il risarcimento viene pagato, allora l’obbligazione dei debitori è estinta nei confronti del solo creditore, mentre dal lato interno – e quindi tra i responsabili – questa deve essere ripartita a seconda alla colpa di ognuno.

Si tratta di un obbligo che, tra i condebitori, può essere definito parziario e non solidale. Questo significa che la persona che ha pagato il risarcimento può fare azione di regresso nei confronti di ogni altro debitore solo ed esclusivamente per una somma pari alla loro quota.

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Come si recuperano i punti persi della patente

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Come ben sappiamo purtroppo ci sono molti casi in cui il comportamento errato alla guida comporta, oltre alla multa per infrazioni al Codice della Strada, anche la perdita dei punti dalla patente. È possibile però anche recuperarli, ci sono differenti modi per farlo. In questo articolo vediamo com’è possibile e cosa fare.

Decurtazione punti patente: che cosa succede

La patente a punti è entrata in vigore a partire dal primo luglio del 2003, quasi 20 anni fa. Da quel momento gli automobilisti che compiono alcune infrazioni al Codice della Strada rischiano la decurtazione (sono 20 in tutto, più eventuali bonus per “buona condotta”).

È vero però che, anche se persi, c’è la possibilità di recuperare i punti della patente. Le modalità previste dalla legge sono differenti. Prima di tutto vengono organizzati dei corsi presso la scuola guida, che hanno costi che vanno dai 200 ai 400 euro. Si tratta di 12 ore di lezione (minimo), con un esame teorico e pratico da sostenere alla fine, per poter ottenere fino a 6 punti sulla patente (arrivano a 20 al massimo).

Posso controllare il mio saldo punti sulla patente?

Questa è una domanda frequente, che tutti gli automobilisti a cui vengono decurtati i punti si fanno. Il numero dei punti persi dipende dalla tipologia e dalla gravità dell’infrazione alla legge commessa dalla persona alla guida. Se il conducente poi compie più infrazioni nello stesso istante, allora si sommano i punti, fino ad arrivare ad un massimo di 15. Non si va mai sotto lo zero, non ci sono quote negative, nemmeno nei casi più gravi (come l’omicidio stradale). Per sapere il saldo punti della patente è possibile procedere:

  • telefonando al numero della Motorizzazione Civile;
  • consultando il Portale dell’Automobilista online;
  • scaricando l’app iPatente.

Recupero automatico dei punti

Non è sempre necessario seguire il corso per recuperare i punti decurtati dalla patente. A volte basta la buona condotta del conducente del veicolo, che non deve quindi commettere alcuna infrazione per un certo periodo di tempo. Per legge infatti coloro che non violano il Codice della Strada recuperano 2 punti ogni due anni. È possibile arrivare ad un massimo di 30 punti totali.

Attenzione ai neopatentati: per ogni infrazione che prevede la decurtazione dei punti, i guidatori che hanno la patente da meno di 3 anni subiscono il taglio del doppio dei punti previsti (se un’infrazione comporta la decurtazione di 3 punti, il neopatentato ne perde 6). E anche per il recupero la regola è differente: chi ha la patente da meno di 3 anni infatti acquisisce un solo punto bonus per ogni anno trascorso senza infrazioni.

Perdita totale dei punti della patente

Nel caso in cui il saldo punti arrivi a zero, la patente viene posta in revisione. Il conducente quindi può guidare, fino a 30 giorni al massimo dalla notifica del provvedimento, e poi è necessario per legge rivedere l’idoneità alla guida, quindi è obbligatorio sostenere l’esame secondo le modalità previste dalla legge.

Chi non ha più punti deve tornare a scuola guida e fare l’esame teorico e pratico, altrimenti la patente rimasta in stand by – in revisione – viene ritirata dalle Forze dell’Ordine, e riconsegnata solo ed esclusivamente al superamento dell’esame.

Parlando di recupero punti, se il saldo è arrivato a zero, si tratta di una procedura troppo costosa e comunque complessa. Questo è il motivo per cui bisogna sempre tenere sotto controllo il saldo dei punti sulla patente, per poterli recuperare prima di perderli tutti.

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Pulizia auto in primavera: tutte le cose a cui fare attenzione

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La primavera è ormai iniziata da più di un mese anche se, in buona parte dell’Italia settentrionale, ancora le temperature non sono all’altezza della stagione, ma presto si scalderanno. A proposito di primavera, in genere è il momento prediletto per le pulizie di casa, il cambio stagione degli armadi e, perché no, anche del controllo e della pulizia dell’auto.

Se la vettura poi è stata ferma alcune settimane o, peggio ancora, dei mesi, allora la manutenzione è ancora più necessaria, per evitare problemi e guasti futuri. Vediamo alcuni dei più importanti accorgimenti da seguire per far ripartire l’auto in sicurezza dopo l’inverno.

Controlli e pulizie di primavera per l’auto

Una delle cose fondamentali da controllare è la batteria, se avete tenuto l’auto ferma a lungo. È fondamentale verificare che sia carica e pronta a partire.

Se invece la vostra auto passa la stagione invernale su strada, allora ci sono tanti piccoli accorgimenti da tenere presente. Innanzitutto è fondamentale prendersi cura della pulizia esterna dell’auto, la vernice deve essere pulita dalla polvere e dal particolato metallico che si accumula sulla strada.

Cosa tenere presente per quanto riguarda la pulizia:

  • innanzitutto prendiamo in considerazione il lavaggio del sottoscocca, se l’auto è datata purtroppo si possono verificare fenomeni di ruggine e corrosione, visto che l’umidità può penetrate all’interno del pavimento del veicolo, nel caso in cui la vernice sia già danneggiata. Dopo il lavaggio quindi sarebbe bene sempre andare a riverniciare o ritoccare le parti della carrozzeria che risultano ossidate o graffiate;
  • nelle macchine moderne il lavaggio del sottoscocca invece non è estremamente necessario, se la vettura è dotata di una protezione in plastica.

Pulizia interna

Quando inizia la stagione estiva, non è sufficiente sbattere i tappetini: gli stessi andrebbero lavati e asciugati per bene, prima di rimetterli. Oppure è necessario sostituirli con i tappetini estivi, una volta terminato l’inverno. È proprio così: gli esperti consigliano infatti di avere dei tappetini in gomma per la stagione fredda, che non si inzuppino, e dei tappetini più “leggeri” per la bella stagione, con la moquette.

È fondamentale poi pulire per bene tutti gli interni, soprattutto la parte bassa, passando con l’aspirapolvere in ogni angolo. L‘ideale sarebbe anche fare un bel lavaggio a secco della moquette. Attenzione: fate cambiare il filtro antipolline al meccanico.

I controlli auto fondamentali per la primavera

Durante l’inverno ci sono degli elementi che si utilizzano maggiormente e si usurano quindi rapidamente, come i tergicristalli, le luci che stanno in funzione per più ore e altro. Quali controlli fare alla fine della stagione più fredda:

  • attenzione alle luci, devono funzionare alla perfezione. Si rischia altrimenti di non passare la revisione auto o di prendere una multa. Verifica quindi che l’intero impianto di illuminazione funzioni, controlla con l’auto ferma e il motore spento, chiedendo magari aiuto ad un’altra persona;
  • anche i tergicristalli devono essere controllati, perché le spazzole consumate fanno un rumore molto fastidioso e possono anche andare a creare delle striature sui vetri, non pulendo a dovere. Se sono usurati, sostituiscili: ne va della tua sicurezza in macchina;
  • controllare il livello del liquido lavavetri, questo è fondamentale in ogni stagione, perché infatti serve tutto l’anno. Verifica comunque che gli ugelli non siano otturati e – nel caso – sturali;
  • fai attenzione infine alla pressione delle gomme: è di fondamentale importanza sia per i consumi del veicolo che – e soprattutto – per la sicurezza.

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Peugeot 208, la tecnologia sigla per sigla

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La Peugeot 208 – arrivata alla seconda generazione – è una piccola francese a trazione anteriore offerta anche nella variante elettrica e-208. Una “segmento B” moderna ricca di tecnologia e di contenuti all’avanguardia.

Di seguito troverete un glossario per capire meglio cosa significano le sigle che identificano tutti gli accessori tecnologici dell’utilitaria transalpina.

Peugeot 208: la tecnologia sigla per sigla

Active Safety Brake

La frenata automatica Active Safety Brake serve a evitare una collisione o a limitarne la gravità riducendo la velocità del veicolo. Il sistema interviene se il conducente non aziona il freno della vettura.

AFU

Il sistema AFU è l’assistente alla frenata d’emergenza: un dispositivo che in caso di pericolo applica la massima potenza frenante anche se il pedale non è stato premuto a fondo.

Android Auto

Il sistema Android Auto consente a tutti i possessori di smartphone Android (da 5.0 Lollipop in su) di utilizzare a bordo della vettura numerose funzioni del telefono.

Apple CarPlay

Apple CarPlay porta sul display dell’auto le funzioni più utili dell’iPhone (dal 5 in su).

Autonomous Emergency Braking System 3

L’Autonomous Emergency Braking System 3 è un sistema di frenata anticollisione attivo giorno e notte tra 5 e 140 km/h.

Blind Corner Assist

Il Blind Corner Assist avvisa il conducente della presenza di un altro veicolo negli angoli ciechi.

BlueHDi

La sigla BlueHDi identifica i motori turbodiesel della Peugeot 208.

DAB

La sigla DAB (Digital Audio Broadcasting) indica la radio digitale.

Distance Alert

Il Distance Alert è un allarme di possibile rischio di collisione. Quando viene rilevato un veicolo si accende una spia luminosa mentre in caso di collisione imminente è prevista anche un’allerta sonora.

Drive Assist

Il pacchetto Drive Assist comprende l’Adaptive Cruise Control 30 e l’Autonomous Emergency Braking System 3.

Drive Assist Plus

Il pacchetto Drive Assist Plus comprende l’Adaptive Cruise Control “Stop & Go”, il Lane Positioning Assist e l’Autonomous Emergency Braking System 3.

Driver Attention Alert

Il Driver Attention Alert valuta lo stato di vigilanza del conducente identificando le deviazioni di traiettoria rispetto alle strisce a terra. Una volta che il sistema determina che l’andamento del veicolo suggerisce un certo livello di stanchezza o disattenzione da parte del conducente si attivano gli allarmi.

EAT8

La sigla EAT8 identifica il cambio automatico (convertitore di coppia) a 8 rapporti della Peugeot 208.

Extended Traffic Sign Recognition

Il sistema Extended Traffic Sign Recognition Peugeot rileva i cartelli stradali di Stop e senso vietato.

GSI

La sigla GSI (acronimo di Gear Shift Indicator) identifica l’indicatore di cambio rapporto.

Head-up Digital Display

L’Head-up Digital Display è un nuovo quadro strumenti inserito in una posizione rialzata (che offre una maggiore sicurezza perché non si distoglie lo sguardo dalla strada) completamente digitale.

High Beam Assist

L’High Beam Assist è un sistema che effettua una commutazione automatica da abbaglianti ad anabbaglianti se si incontra un veicolo.

Hill Assist

La tecnologia Hill Assist aiuta il conducente a rimettersi in moto in salita. Immobilizza il veicolo per circa 2 secondi, lasciando il tempo di passare dal pedale del freno a quello dell’acceleratore.

i-Cockpit

i-Cockpit è un innovativo layout degli interni realizzato da Peugeot che comprende un volante compatto, un quadro strumentazione davanti agli occhi del conducente e un ampio touchscreen.

Keyless

Il sistema keyless consente di chiudere/aprire e mette in moto l’automobile senza dover estrarre la chiave dalla tasca.

Lane Keeping Assist

Il Lane Keeping Assist è il sistema attivo di superamento della linea di carreggiata.

Lane Positioning Assist

Il Lane Positioning Assist funziona con l’aiuto di una telecamera che identifica le linee di delimitazione sulla strada. Il sistema posiziona il veicolo all’interno della carreggiata nel punto desiderato dal conducente.

Park Assist

Il sistema Park Assist aiuta a trovare un parcheggio adatto alle dimensioni del veicolo e, dopo che il posto è stato individuato, effettua una manovra automatica (sia negli spazi ristretti che nei parcheggi a pettine).

Peugeot Connect SOS & Assistance

I servizi Peugeot Connect SOSPeugeot Connect Assistance offrono la chiamata d’emergenza in caso di incidente e la possibilità di essere messi in contatto diretto con la piattaforma d’assistenza della Casa del Leone.

PureTech

La sigla PureTech identifica i motori benzina della Peugeot 208.

REF

La sigla REF identifica la ripartizione elettronica della frenata.

Speedcam

La funzione Speedcam permette di ricevere avvisi in tempo reale riguardo agli autovelox, ai tratti pericolosi della strada e alle zone a rischio.

Speed Limit Detection

Lo Speed Limit Detection è un dispositivo di lettura dei cartelli stradali con raccomandazione del limite di velocità.

Visiopark 180°

Il sistema Visiopark 180° della Peugeot 208 offre una visione 180° grazie a una telecamera posteriore.

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Come si rigenera la batteria di un’auto? Il procedimento

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La batteria dell’auto ha un ciclo di vita; generalmente, quando mostra di aver esaurito la propria carica, si pensa sia quindi arrivata proprio alla fine del suo ciclo e che sia quindi da buttare e sostituire per poter far partire l’auto. Eppure non è sempre così, perché ci sono dei casi in cui è possibile rigenerare la batteria dell’auto, quindi vale la pena provare a farlo, in modo da darle ancora del tempo e risparmiare il denaro che serve per comprarne una nuova.

Ci sono diversi modi in cui è possibile rigenerare la batteria dell’auto, vediamo quindi i passaggi da compiere per ottenere un buon risultato, senza rischi inutili.

Rigenerare la batteria danneggiata

Può capitare di lasciare una batteria dell’auto scarica per molto tempo, in questo caso – come anche nel caso di una manutenzione scorretta – si possono verificare fenomeni quali cortocircuiti e solfatazione. Se si attivano questi processi, allora la batteria può essere davvero definitivamente inutilizzabile e danneggiata in modo permanente, è possibile però che si possa recuperare grazie alla rigenerazione, ovvero un’operazione di pulizia profonda che interessa appunto la batteria e che serve per ripristinare lo stato chimico-elettrico del pezzo.

In questo modo la batteria può tornare ad accumulare energia. Con la rigenerazione si procede con la pulizia delle piastre con acqua distillata e acido solforico, che però non è detto sia utile a qualsiasi tipo di batteria. Ci sono accumulatori che presentano danni irreversibili e altri che non possono essere in alcun modo salvati.

Le fasi della rigenerazione

È importante sapere che le batterie auto più recenti molto spesso non possono beneficiare dei processi di rigenerazione: hanno una scocca sigillata e impenetrabile, su cui quindi non è possibile provvedere con il processo di “rettifica”. Se parliamo invece di batterie a piombo acido, allora la rigenerazione ha una probabilità più elevata: ci sono dei tappi dai quali è possibile accedere all’interno.

Vediamo insieme le fasi da seguire:

  • smontare la batteria dal vano motore, per poter lavorare più serenamente;
  • bisogna sapere che le batterie a piombo acido hanno sei celle in tutto, ognuna irrorata da un liquido (l’elettrolita) composto da acqua distillata e acido solforico, che serve per aiutare il passaggio della corrente dalla batteria ai dispositivi collegati. Che fare? Togliere i tappi della batteria e ristabilire i livelli dell’elettrolita, versando prima acqua distillata e poi acido solforico: in questo modo ripristini la componente fondamentale per la conduzione della corrente elettrica;
  • puoi riavvitare i tappi e rimontare la batteria nel vano motore.

Cosa fare dopo aver rimontato la batteria:

  • ricaricare: basta usare i cavi appositi;
  • attenzione: non dimenticare il corretto accoppiamento con i poli della batteria, il cavo rosso ha una carica positiva e deve essere collegato al rispettivo polo positivo della batteria dell’auto. Il cavo nero (che può essere anche blu o verde) ha invece una carica negativa e va connesso al polo negativo della batteria.

Riassumendo: aggiungendo acido solforico e acqua distillata alla batteria della tua auto, è possibile procedere con la sua rigenerazione, in modo da ripristinare l’elettrolita che si trova al suo interno.

Non è tutto qui: c’è un’altra operazione da compiere per concludere la rigenerazione del pezzo. Bisogna pulire per bene le piastre, che potrebbero essere coperte da una patina di metallo ossidato:

  • rimuovile;
  • puliscile con una spazzola con setole in ottone;
  • nella pulizia fai attenzione a non rovinare la superficie delle piastre stesse.

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App parcheggio: come funzionano e quando servono

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Quando ci si reca in una località di vacanza oppure si viaggia fuori città (anche per lavoro) con la propria auto, per evitare soprese sgradite per quanto riguarda il parcheggio, un consiglio utile è cercare di “giocare d’anticipo”, scaricando sul proprio smartphone le app giuste per trovare i luoghi in cui posteggiare la vettura e anche la possibilità di effettuare i pagamenti online, in eventuale assenza di parchimetro o se non si ha a disposizione la moneta.

A tale proposito, in questo articolo vediamo quali sono alcune delle migliori applicazioni per il telefono, utili per trovare parcheggio ovunque e, nella maggior parte dei casi, che possono essere usate e scaricate gratuitamente. Dopo aver letto quanto segue, sarai perfettamente in grado di decidere qual è l’app che fa al caso tuo, la soluzione più adatta ai tuoi viaggi e alle tue esigenze.

Le migliori app per parcheggi a pagamento

Ci sono applicazioni molto utili da scaricare sul proprio smartphone, che consentono di pagare la sosta nelle strisce blu anche quando non su ha a disposizione moneta nel proprio portafoglio. È possibile infatti collegarle al proprio conto PayPal oppure alla propria carta di credito e/o prepagata, senza dover pagare al parchimetro (a volte, nelle grandi città, addirittura introvabile). Vediamone alcune tra le più utilizzate:

  • EasyPark, il servizio offerto da questa app è attivo in moltissime città italiane (sul web è possibile trovare la mappa completa delle località), e anche in altri 10 altri Paesi europei. L’applicazione per smartphone consente di pagare il parcheggio senza dover usare il parchimetro, e nemmeno nessun altro scomodo sistema quale il tagliando “gratta e sosta” o simili, che prevedono comunque il pagamento in contanti. Non è tutto: in questo modo si ha anche la possibilità di prolungare la sosta, nel caso in cui il tempo a disposizione fosse in esaurimento. EasyPark è un’app gratuita ed è disponibile per Android e iOS/iPadOS;
  • myCicero, un’altra ottima soluzione che permette sempre di pagare la sosta negli stalli con le strisce blu. Oltre a consentire all’utente il pagamento del parcheggio senza usare denaro contante, dà anche la possibilità di programmare ogni spostamento pianificando i con i mezzi pubblici, quali bus, metro e altro. Anche in questo caso è un’app disponibile per Android e iOS/iPadOS e il servizio è attivo in più di 100 città italiane (anche in questo caso la lista dei luoghi abilitati al pagamento si può trovare online).

Altre applicazioni simili per la sosta nei parcheggi con strisce blu

Se le app di cui abbiamo parlato finora non ti soddisfano oppure non trovi che siano funzionali per le tue esigenze, allora possiamo vederne altre simili, che offrono numerosi altri servizi di questo tipo, e che sono comunque accessibili comodamente dal proprio smartphone o tablet. Vediamo alcune tra le più note e utilizzate:

  • prima di tutto c’è Telepass Pay (compatibile sia con Android che con iOS/iPadOS): si tratta nello specifico dell’app ufficiale di Telepass, che permette appunto di versare il corrispettivo della sosta nei parcheggi a pagamento – e anche altri servizi, tra cui il carburante – dal proprio smartphone, addebitando la cifra sul conto Telepass Pay. L’app si scarica gratuitamente;
  • altra app gratuita è Phonzie (Android – iOS/iPadOS). Si tratta in realtà di un’applicazione nata come guida a negozi e sconti promozionali, ma permette anche di pagare il parcheggio su strisce blu e di comprare i biglietti per i mezzi pubblici. Anche in questo caso è un’app gratuita;
  • e infine c’è ParkAppy, sempre gratuita e compatibile con Android, iOS e iPadOS, permette il pagamento della sosta a Bologna, Roma, e Torino.

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Si può ereditare la classe di merito? Cosa sapere a riguardo

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La classe di merito universale assicurativa, anche chiamata CU, è un valore numerico che viene calcolato a seconda del livello di sinistrosità del soggetto assicurato. Serve infatti per individuare qual è il reale rischio inerente la garanzia Rc Auto che la compagnia assicurativa presta al suo cliente.

All’aumentare della sinistrosità corrisponde una più alta classe di merito e, di conseguenza, anche un premio più elevato per l’assicurazione, da pagare alla compagnia scelta per il contratto. Se non si fanno incidenti e il comportamento alla guida è virtuoso, allora col passare degli anni si può raggiungere la prima classe di merito, la migliore della scala.

Come si passa da una classe di merito all’altra

Per diminuire di un’unità la propria classe di merito è necessario non procurare incidenti durante l’anno assicurativo oppure è fondamentale che la percentuale dei sinistri con concorso di colpa sia inferiore al 50%. Passare a una migliore classe di merito consente anche di risparmiare sul prezzo della polizza al momento del rinnovo. La classe di merito è collegata alla targa dell’auto (o altro mezzo) assicurata, ma ci sono anche dei casi in cui è possibile ereditarla o trasferirla. Vediamo alcuni esempi.

 Rc Auto: classe di merito familiare

Di che cosa si tratta? Al posto della legge Bersani, che permetteva di ottenere la stessa classe di merito di un famigliare convivente (solo su veicoli della stessa categoria), nel 2020 è stata introdotta la nuova classe di merito familiare, con il Decreto Fiscale 2020 e in vigore dal 16 febbraio dello stesso anno. Viene chiamata anche Bonus-Malus familiare, e ha permesso un ampliamento dei casi previsti dal precedente Decreto Bersani per ereditare una classe di merito.

È stato quindi modificato l’articolo 134 del Codice delle Assicurazioni Private, per cui oggi i membri che fanno parte dello stesso nucleo familiare (deve essere certificato dallo stato di famiglia) possono avere tutti la stessa classe di merito, e quindi usufruire di quella migliore di un altro veicolo, ovviamente di proprietà di un componente della famiglia stessa.

Come abbiamo già detto, la grande differenza con il precedente Decreto Bersani è che in questo caso la classe di merito può essere ereditata anche da un veicolo che appartiene a una categoria diversa. Quindi il passaggio si può fare anche tra una macchina e una moto, un furgone e un’auto e così via. Non è tutto: altra grande novità è che, se prima si poteva ereditare la classe di merito solo durante l’attivazione di nuove assicurazioni, con la nuova formula – dal 2020 – si può fare la stessa cosa anche in caso di rinnovo di polizza.

Attenzione: l’assicurazione familiare non può essere richiesta se ci sono stati incidenti stradali negli ultimi 5 anni.

Che cosa succede invece per auto usata o ereditata

Se si vende una vettura usata, allora si può cedere anche il contratto di assicurazione stipulato sullo stesso mezzo, e quindi con la stessa classe di merito che risulta dall’attestato di rischio (questo però vale solo fino alla scadenza della polizza). Una volta arrivati infatti al termine dell’annualità, nel momento del rinnovo del contratto, viene assegnata la classe di merito 14 (la più alta e meno conveniente a livello economico). Se il proprietario di un veicolo muore, la classe di merito di questo soggetto può essere ereditata da coloro che convivevano con il de cuius e che sono diventati proprietari del veicolo a titolo ereditario.

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Kia XCeed, la tecnologia sigla per sigla

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La Kia XCeed è una SUV compatta diversa dalle altre: la crossover coreana presenta un design filante lontano anni luce dalle forme da fuoristrada delle rivali e come tutti i modelli del brand asiatico è ricca di tecnologia “amica”.

Di seguito troverete un glossario per capire meglio cosa significano le sigle che identificano tutti gli accessori tecnologici della Sport Utility derivata dalla Ceed.

Kia XCeed: la tecnologia sigla per sigla

ABS

L’ABS (Anti-lock Braking System) evita il bloccaggio delle ruote durante la frenata.

BCW

IL BCW (acronimo di Blind-Spot Collision Warning) è il sistema di monitoraggio dell’angolo cieco.

CRDi

La sigla CRDi identifica i motori turbodiesel (anche mild hybrid) della Kia XCeed.

DAW

Il sistema DAW (acronimo di Driver Attention Warning) rileva la stanchezza del conducente.

DCT

Il DCT (acronimo di Dual Clutch Transmission) è il cambio automaticodoppia frizione.

Drive mode select

Il Drive mode select è un sistema che permette di scegliere tra diverse modalità di guida.

EPB

L’EPB (acronimo di Electric Parking Brake) non è altro che il freno di stazionamento elettronico.

ESC

L’ESC (acronimo di Electronic Stability Control) non è altro che il controllo di stabilità.

FCA

Il sistema FCA (acronimo di Forward Collision-Avoidance Assist) è un assistente alla frenata di emergenza.

GDi

La sigla GDi identifica il motore 1.6 aspirato a benzina usato come unità termica della Kia XCeed ibrida plug-in benzina.

HAC

Il sistema HAC (acronimo di Hill-start Assist Control) non è altro che l’assistente per le partenze in salita.

HBA

L’HBA (acronimo di High Beam Assist) è il sistema di regolazione automatica dei fari abbaglianti.

ICCB

L’ICCB (acronimo di In Cable Control Box) è un sistema di protezione per i cavi di ricarica d’emergenza per la Kia XCeed PHEV.

iMT

iMT è un cambio Kia che grazie alla tecnologia clutch by wire (una frizione che funziona attraverso un impulso elettronico) permette di ridurre i consumi e le emissioni in condizioni di guida reali.

ISLW

Il sistema ISLW (Information Speed Limit Warning) riconosce i limiti di velocità.

LFA

Il sistema LFA (Lane Following Assist) è un sistema di guida autonoma di livello 2.

LKA

L’LKA (acronimo di Lane Keeping Assist) è un sistema di avviso e correzione superamento della carreggiata.

MHEV

La sigla MHEV identifica le Kia XCeed mild hybrid.

OTA

Sfruttando una connessione dati integrata all’interno dell’auto è possibile scaricare gli aggiornamenti OTA (acronimo di Over the Air) del sistema operativo senza la necessità di recarsi presso l’officina autorizzata Kia.

PHEV

La sigla PHEV identifica la Kia XCeed ibrida plug-in benzina.

RCCW

L’RCCW (acronimo di Rear Cross-Traffic Collision Warning) è il sistema di monitoraggio veicoli in avvicinamento in retromarcia.

SCC

Lo Smart Cruise Control (SCC) è un cruise control adattivo.

Smart key

La smart key consente di aprire la portiera e avviare l’auto con la semplice pressione di un pulsante.

Start button

Lo start button è il pulsante di accensione.

Supervision cluster

Il Supervision cluster è il cruscotto interamente digitale.

T-GDi

La sigla T-GDi identifica i motori turbo benzina/GPL/mild hybrid benzina della Kia XCeed.

TPMS

Il TPMS (acronimo di Tyre Pressure Monitoring System) è un sistema di monitoraggio della pressione degli pneumatici.

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Come funzionano i sensori di pressione delle gomme

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TPMS, Tire Pressure Monitoring System: è il sistema di monitoraggio della pressione degli pneumatici dell’auto. Un dispositivo che funziona in maniera costante e continua e rileva appunto il livello di gonfiaggio delle gomme. Non è tutto: è in grado di avvisare il conducente nel caso in cui uno (o più) pneumatico è sgonfio. Si tratta di un sistema molto utile per garantire la sicurezza dei viaggi in auto, che può essere eccellente anche per risparmiare carburante (viaggiare con le gomme sottopressione infatti aumenta i consumi). Vediamo tutto quello che bisogna sapere a riguardo.

Sensori di pressione: come funzionano

Innanzitutto si tratta di un dispositivo che è obbligatorio su tutte le auto di nuova generazione, a partire dal mese di novembre del 2014. Si tratta nello specifico di particolari sensori capaci di captare la pressione di ogni pneumatico singolarmente, in maniera del tutto indipendente. Non dimentichiamo che la pressione di gonfiaggio delle gomme dell’auto è di fondamentale importanza, e deve sempre essere al livello corretto: da questa infatti dipendono l’attrito e l’aderenza delle gomme stesse al manto stradale (e quindi la sicurezza a bordo).

Le tipologie di sensori

Ci sono due tipi differenti di TPMS:

  • il primo si basa sull’hardware dell’Abs/Esp e utilizza i dati forniti dai sensori di rotazione delle ruote: possiamo definire questo sistema indiretto. Rileva la rotazione di ogni ruota e determina quindi indirettamente la pressione delle gomme, grazie al software di gestione apposito. Il suo funzionamento è molto semplice, nel momento in cui cambia la pressione di gonfiaggio della gomma, varia leggermente anche il suo diametro, la circonferenza di rotolamento e quindi sono differenti i giri che fa la ruota per percorrere la stessa distanza. Il sistema confronta i dati che provengono da tutte le ruote, e quindi è in grado di capire se una delle stesse è sgonfia. Il sensore cosa fa in questo caso? Manda semplicemente un avviso al conducente, non indica il valore effettivo di pressione degli pneumatici. Una volta sostituita o gonfiata la gomma, poi, è necessaria la ricalibrazione;
  • l’altro prevede un sensore nello stesso pneumatico, integrato nella valvola di ogni ruota. I dati alla strumentazione attraverso un sistema a radiofrequenza. In questo modo, il guidatore può conoscere il valore esatto della pressione delle quattro gomme, direttamente sul display del quadro strumenti o del sistema multimediale, con benefici in termini di precisione e prontezza di segnalazione di eventuali perdite di pressione. Il sistema di rilevamento in questo caso è diretto e garantisce un valore più preciso.

I dispositivi funzionano a batteria di piccole dimensioni, che in genere dura circa 10 anni e che non può essere ricaricata: alla fine della sua “vita” deve essere eventualmente sostituita.

Sensori di pressione degli pneumatici: quali sono i vantaggi del sistema

Come abbiamo detto in apertura, è molto importante avere sempre sotto controllo il livello di pressione delle gomme dell’auto: ne va della sicurezza in viaggio, ma anche del risparmio di carburante (da non sottovalutare, visti i costi della benzina di questi tempi). Il sistema di monitoraggio avvisa il conducente dell’auto quando una ruota è sgonfia, ed è molto comodo perché, soprattutto nelle prime fasi, non è facile notare il problema per l’automobilista.

E infine, l’altro grande vantaggio è appunto legato ai consumi, come appena sottolineato. Un veicolo che viaggia con la pressione delle gomme errata può consumare anche tra il 5% e il 15% in più di carburante, oltre a provocare un’usura irregolare del battistrada, che quindi porta a dover sostituire le gomme prima (e spendere di più).

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Audi urbansphere concept: foto e dati

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Audi ha svelato le foto e i dati della urbansphere concept: l’ultimo prototipo della Casa di Ingolstadt è un salotto elettrico su quattro ruote a guida autonoma livello 4 ispirato alle esigenze delle città cinesi. Un’anticipazione concreta del futuro della mobilità “premium”.

Audi urbansphere concept: le dimensioni

L’Audi urbansphere concept è lunga 5,51 metri, larga 2,01 metri e alta 1,78 metri. Il passo di 3,40 metri ha permesso ai tecnici del brand dei quattro anelli di ricavare un abitacolo immenso e accogliente ricco di soluzioni che migliorano la vita degli occupanti.

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Audi urbansphere concept: il design

Lo stile dell’Audi urbansphere concept riprende elementi tipici della Casa di Ingolstadt rivisti in chiave moderna: la calandra singleframe, ad esempio, può essere usata per comunicare agli altri automobilisti informazioni relative alla sicurezza mentre i cerchi da 24″ a sei doppie razze omaggiano il prototipo Avus del 1991.

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Audi urbansphere concept: la regina del comfort

L’Audi urbansphere concept punta tutto sul comfort ed è stata progettata (dagli studi di design di Pechino della Casa teutonica) partendo dall’abitacolo: interni hi-tech spaziosi illuminati da ampie superfici vetrate e ricchi di materiali pregiati.

Gli occupanti sono coccolati dalle sospensioni pneumatiche e da un sistema di guida autonoma livello 4 che ha consentito agli ingegneri dei quattro anelli di rimuovere il volante, il pedale e gli schermi e di trasformare gli interni in uno spazio interattivo mobile. Una lounge su quattro ruote che può diventare un centro benessere (c’è pure un rilevatore di stress) o un ufficio mobile a seconda delle esigenze: il modo più comodo per trascorrere le ore nel traffico urbano.

 

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Audi urbansphere concept: la tecnica

L’Audi urbansphere concept è un prototipo elettricotrazione integrale sviluppato sullo stesso pianale PPE già visto sulla A6 e-tron concept spinto da due motori elettrici (quello anteriore disattivabile per migliorare l’efficienza) in grado di generare una potenza totale di 401 CV e una coppia di 690 Nm.

La batteria da oltre 120 kW garantisce un’autonomia superiore a 750 km e può essere ricaricata a 270 kW: in parole povere ci vogliono 10 minuti per guadagnare oltre 300 km e meno di 25 minuti per passare dal 5 all’80%.

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