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Qual è la differenza tra airbag laterali e a tendina

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Negli ultimi anni, nonostante la crisi che ha colpito l’intero settore – prima a causa della pandemia di Coronavirus e ora della guerra – si sta sviluppando sempre più grazie a dispositivi di sicurezza attivi e passivi in auto. Il sistema di sicurezza più utilizzato e famoso oggi nelle Case automobilistiche è l’airbag, che ormai troviamo di serie su tutti i veicoli di nuova produzione. Vediamo tutto quello che bisogna sapere a riguardo.

Come funzionano gli airbag in auto

Si tratta di dispositivi di sicurezza passiva molto utili in caso di incidente, per proteggere guidatore e passeggeri. In genere si trovano nel volante, ma anche installati all’interno della plancia, del padiglione e dei sedili dell’auto. Possono davvero salvare la vita in caso di forti impatti e sinistri stradali.

Che cos’è l’airbag? Si presenta come una sorta di pallone piatto che si gonfia immediatamente nel momento in cui avviene il forte urto. Esce dal vano in cui è installato e la sua funzione principale è quella di proteggere guidatore e passeggeri, creando una sorta di morbida barriera tra il capo o il volto della persona e il cruscotto e il volante dell’auto.

Attenzione: è sempre fondamentale tenere allacciate le cinture di sicurezza, per non ridurre l’efficacia dell’airbag.

Il funzionamento dell’airbag stesso è legato a un sensore in grado di rilevare la decelerazione del veicolo a seguito di un forte impatto. C’è una centralina che riesce a elaborare il segnale e a inviarlo al detonatore che accende le sostanze che si trovano nella capsula esplosiva che provoca il rigonfiamento del pallone. L’esplosione che si verifica nel momento del sinistro gonfia l’airbag in pochissimi istanti, bastano circa 50 millesimi di secondo al massimo. Il sacco poi inizia subito a sgonfiarsi. È bene ricordare che una volta usato, l’airbag non può essere nuovamente riposto nel suo alleggiamento ma deve essere sostituito con uno nuovo.

Cosa succede quando la spia dell’airbag resta accesa

Una spia di colore rosso sul cruscotto indica il funzionamento corretto dell’airbag: si tratta di un’icona che ritrae un passeggero seduto con la cintura di sicurezza e un pallone frontale. Quando si accende l’auto la spia si illumina sempre e poi si spegne, a meno che non ci siano dei problemi. Se noti quindi che rimane accesa anche durante la marcia, allora è bene far controllare il veicolo, perché potrebbe significare che il sistema di sicurezza non funzioni.

Che cosa sono i sensori dell’airbag

I sensori sono ovviamente di fondamentale importanza per il funzionamento degli airbag. Si tratta di particolari sistemi che interpretano la collisione e la decelerazione del veicolo, si trovano all’interno della centralina oppure nella parte frontale o laterale dell’auto e servono per comunicare all’auto quando deve essere aperto l’airbag.

Airbag laterali e a tendina: di cosa si tratta

Gli airbag laterali sono sempre più presenti nelle auto di nuove generazione, si sono infatti diffusi soprattutto negli ultimi anni e la loro funzione è quella di proteggere i passeggeri che si trovano sull’auto in caso di impatto laterale. Sono in grado di proteggere le persone anche nel caso in cui la vettura malauguratamente si ribalti a seguito di un forte urto.

Ma esistono anche gli airbag a tendina, che sono dei particolari airbag laterali, tra i più diffusi. La finalità di questi particolari sistemi è proteggere la testa dei passeggeri anteriori e posteriori durante un incidente stradale e in presenza urti trasversali molto forti. L’airbag a tendina, quando esplode, si posiziona tra la testa e il finestrino.

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Incidenti stradali: come mettere in sicurezza la zona

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Come ben sappiamo e come ci insegnano anche a scuola guida, è fondamentale sapere quale sono le norme di primo soccorso, e quindi gli interventi che bisogna eseguire in caso di sinistro stradale nei confronti di eventuali persone rimaste coinvolte e ferite. Vediamo come bisogna comportarsi e come si deve mettere in sicurezza la zona in cui è avvenuto l’incidente.

Incidente stradale: le norme di primo soccorso

Se malauguratamente assistiamo a un sinistro stradale, dobbiamo sapere che ci sono delle norme – dette di primo soccorso – da mettere in atto. Prima di scendere dalla propria auto o altro veicolo è fondamentale, come dice la legge, indossare il giubbetto arancione o giallo catarifrangente, che è obbligatorio tenere sempre all’interno dell’abitacolo (attenzione: non serve a nulla tenerlo nel baule, è un’abitudine errata).

Nel caso in cui nessuno vi abbia ancora provveduto, bisogna posizionare il triangolo di pericolo nel senso opposto di marcia, ad almeno 100 metri di distanza, per avvisare i veicoli che arrivano della presenza di mezzi sulla carreggiata. Attenzione, perché si tratta di un’operazione molto delicata e che può anche essere pericolosa, per questo è importante che sia eseguita solo nel caso in cui siano presenti adeguati margini di sicurezza, soprattutto se ci si trova su strade a scorrimento veloce, come e autostrade.

Che cosa bisogna fare se ci sono dei feriti in mezzo alla strada? Se non ci sono le condizioni per spostarli, allora è possibile usare la propria auto per proteggerli, senza puntare i fari in direzione dei veicoli in arrivo. Attenzione: sarebbe bene non mobilizzare mai i feriti, a meno che non ci siano dei gravi pericoli imminenti.

Come mettere in sicurezza il luogo del sinistro stradale

Non è facile mettere in sicurezza la zona dell’incidente, soprattutto se ci sono dei feriti gravi, se si è da soli e magari anche su una strada isolata, senza l’aiuto di nessuno. È molto difficile, quando le persone coinvolte nel sinistro non si possono muovere o non sono coscienti, ma è fondamentale chiamare subito i soccorsi e cercare di mantenere la calma.

Se poi è notte e ci si trova su un tratto di strada particolarmente buio, sarebbe bene aiutarsi con elementi luminosi, come una torcia elettrica (consigliamo di averne sempre una con sé in macchina). Alla peggio e in mancanza d’altro va bene anche usare la torica dello smartphone, ma fate attenzione, perché purtroppo in molti casi non è di grande aiuto. Una cosa fondamentale da fare è accertarsi che non ci siano degli elementi pericolosi come materiale esplosivo, infiammabile, gassoso o corrosivo o ancora la presenza di cavi elettrici. In caso di dubbi di questo tipo chiamate immediatamente i Vigili del Fuoco e chiedete loro come comportarvi in attesa.

Veicoli pericolosi: come riconoscerli

Sui cartelli arancioni apposti sui veicoli che trasportano sostanze pericolose ci sono dei numeri, le cifre superiori in genere stanno a indicare il tipo di pericolo e quelle inferiori la sostanza trasportata.

La prima cifra può essere:

  • 2 in caso di gas;
  • 3 per il combustibile;
  • 4 per comburente;
  • 6 per materia tossica;
  • 8 per materia corrosiva.

Le altre cifre stanno a indicare il tipo di pericolo complementare:

  • 0: senza effetti complementari;
  • 1: esplosivo;
  • 2: gas;
  • 3: combustibile;
  • 5: comburente;
  • 6: materia tossica;
  • 7: radioattivo.

Se le prime due cifre si ripetono, allora significa che il pericolo primario è presente in modo molto particolare. Quando il luogo del sinistro è stato messo in sicurezza, allora si può procedere alla fase successiva, valutando quindi il numero delle persone infortunate.

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Maserati Ghibli, la tecnologia sigla per sigla

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La Maserati Ghibli – arrivata alla terza generazione – è un’ammiraglia modenese disponibile a trazione posterioreintegrale. Una “berlinona” sportiva adatta a chi cerca eleganza e tecnologia ma non vuole rinunciare alle prestazioni.

Di seguito troverete un glossario per capire meglio cosa significano le sigle che identificano tutti gli accessori tecnologici della “segmento E” del Tridente.

Maserati Ghibli: la tecnologia sigla per sigla

ACC

La sigla ACC identifica il Cruise Control Adattivo con Stop & Go.

Amazon Alexa

Amazon Alexa aiuta ad ascoltare musica, ottenere indicazioni stradali, effettuare chiamate, controllare l’agenda, ascoltare audiolibri, controllare lo smartphone dall’auto e molto altro con un semplice comando vocale.

HAS

Il sistema di Assistenza alla Guida in Autostrada HAS è, in poche parole, un cruise control adattivo abbinato al sistema di mantenimento della corsia.

Keyless Entry

Il Keyless Entry è il dispositivo di accesso senza chiave.

LKA

L’Assistenza al Mantenimento della Corsia LKA individua la segnaletica orizzontale e genera una coppia di sterzo che impedisce di uscire inavvertitamente dalla carreggiata.

Maserati Connect

L’app Maserati Connect indica il livello del carburante, la pressione degli pneumatici, la lettura del contachilometri, il livello dell’olio e lo stato di funzionamento del powertrain, dei freni e delle sospensioni, dell’olio e dei liquidi, dei sistemi di sicurezza e delle luci. Tutti i dati sono aggiornati all’ultimo spegnimento del motore.

MIA

MIA (acronimo di Maserati Intelligent Assistant) è il sistema multimediale della Ghibli.

Q4

La sigla Q4 identifica le Maserati Ghiblitrazione integrale.

Send & Go

La funzione Send & Go permette di inviare una destinazione al sistema di navigazione dell’auto.

Surround View

Surround View non è altro che la telecamera 360°.

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Come si fa a risparmiare sul GPL?

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Anche in un periodo poco felice per il mercato auto come quello degli ultimi anni, le auto GPL stanno confermando il fascino che riescono a esercitare sugli automobilisti italiani. Il numero di auto a gas che circolano sulle nostre strade cresce di mese in mese. Di riflesso, cresce anche il numero di persone che si chiede come consumare meno GPL? Anche se il Gas di Petrolio Liquefatti costa meno di benzina e diesel, infatti, i consumi di questa motorizzazione sono più elevati rispetto a carburanti alternative.

Insomma, scoprire quali sono i consigli per diminuire i consumi di gas rende i veicoli a GPL ancora più convenienti. Scopriamo insieme quali sono i più efficaci.

Come consumare meno GPL: i consigli

C’è da dire, prima di tutto, che i trucchi per ridurre il consumo di GPL sono, a grandi linee, gli stessi da mettere in atto se si possiede un veicolo alimentato a benzina o diesel. Indipendentemente dal carburante, infatti, le “buone abitudini” per consumare meno sono sempre le stesse.

E, non a caso, le nostre abitudini al volante sono di grandissima importanza quando si parla dei consumi di un’auto. Per far salire il rapporto tra chilometri percorsi con un litro di GPL è molto importante mantenere un’andatura costante per tutto il tragitto, evitando frenate e accelerazioni brusche e improvvise. Le continue ripartenze, infatti, costringono il motore a lavorare ad alti regimi, influenzando negativamente i consumi.

Se la vostra auto vi consente poi di scegliere tra diverse modalità di guida, impostate sempre quella Eco, che vi aiuterà a ridurre automaticamente i consumi scegliendo mappature più conservative. A meno che non sia indispensabile, poi, tentate di ridurre il più possibile il carico a bordo dell’auto: più cose pesanti portate a bordo, maggior fatica farà il motore per trasportarle.

Comprare un’auto GPL: occhio ai consumi

Se state valutando l’acquisto di una nuova auto, fate riferimento ai listini prezzo e alle brochure, dove solitamente i produttori auto inseriscono i dati di consumo delle auto. In questo modo avrete un’idea generale di quanto consumano i veicoli e potrete scegliere (anche) in base a questo dato. Se cercate dei consigli su come consumare meno carburante, infatti, l’ideale è partire da una base “solida”. Ossia, un’auto che consuma poco.

La base di partenza: la manutenzione dell’auto

Per ultimo quello che possiamo considerare come il più importante dei consigli: la manutenzione dell’auto. I consumi del veicolo, che sia alimentato a benzina, diesel o GPL fa davvero poca differenza, sono fortemente influenzati dallo “stato di salute” dell’auto stessa. Se trascuriamo la manutenzione (ordinaria e straordinaria) del mezzo, le performane e i consumi ne risentiranno forzatamene.

Per consumare men GPL, dunque, è di grande importanza sottoporre l’auto a tutti i controlli prescritti dal produttore. In particolare, bisogna rispettare le scadenze del tagliando dell’auto (una volta ogni 15-20 mila chilometri o una volta l’anno). Sarà così possibile sostituire i filtri nel caso in cui siano intasati e verificare lo stato di usura delle altre componenti meccaniche del veicolo.

Allo stesso modo, è bene controllare periodicamente lo stato degli pneumatici e verificare che il livello di pressione sia ottimale. Delle gomme eccessivamente gonfie – o, al contrario, quasi a terra – impediscono alla macchina di lavorare al meglio, aumentando così l’attrito con il fondo stradale e facendo impennare i consumi.

Insomma, il vero trucco per consumare meno carburante sta nell’amore e nella cura che dimostrate nei confronti della vostra auto. Se voi l’accudirete, lei saprà ripagarvi con consumi contenuti e in linea con quelli dichiarati dal produttore.

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Cupra: padel, partnership e altre novità

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Cupra: padel, partnership e altre novità. Intervista a Pierantonio Vianello


L’occasione per tornare a parlare di Cupra è il Torneo di Padel per giornalisti organizzato dal brand “sportivo” spagnolo, a Milano Marittima, sull’Adriatico. Cupra, da qualche anno, è sponsor di questo sport che sta letteralmente spopolando in Italia, con numeri di tesserati altissimi e in costante crescita. Basti pensare che prima della pandemia i campi per la pratica erano circa 1.600, oggi se ne contano quasi 8 mila. Mondo dello sport molto vicino – e affine – ai valori di Cupra che ha, recentemente, siglato una partnership con VR46 Riders Academy e Mooney VR46 Racing Team, squadra italiana fondata da Valentino Rossi.

Così il ranch di Tavullia è diventato il set per Cupra Born, il primo modello a zero emissioni della casa spagnola, guidata proprio dai piloti dell’Academy e del Racing Team. Le caratteristiche del tracciato della pista del ranch hanno messo alla prova le qualità dinamiche di CUPRA Born, permettendo ai piloti di godersi l’agilità della vettura, contraddistinta da un baricentro basso e una perfetta distribuzione dei pesi (50% davanti, 50% dietro). Morire elettrico da 231 CV (quello della versione e-Boost), Cupra Born ha un’autonomia dichiarata di quasi 550 km.

Born è solo il primo di una serie di modelli elettrici nel “planning” strategico di Cupra: è in arrivo, infatti, entro il 2024 Tavascan, prima suv coupé a zero emissioni e, l’anno successivo, potrebbe essere la volta di UrbanRebel. Già presentata sotto forma di concept, all’ultimo Salone di Monaco, con sembianze da vettura dal DNA supersportivo.

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Come si guida al meglio su una strada piena di curve?

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Per i motociclisti possono essere tra le strade più belle da affrontare. Per gli automobilisti, invece le strade piene di curve possono essere croce e delizia di un lungo road trip. Affrontare in maniera corretta una lunga serie di curve, infatti, può essere problematico anche per il più esperto degli automobilisti: bisogna sempre esser certi di affrontare in maniera corretta la traiettoria, così da evitare di perdere il controllo del veicolo e causare un incidente.

Chiedersi come guidare su una strada piena di curve in tutta sicurezza, dunque, non è affatto una domanda da “pivelli” del volante. Anche i guidatori più esperti potrebbero trovarsi in difficoltà in un susseguirsi di svolte, a maggior ragione se devono essere affrontate in discesa. Vediamo insieme, dunque, quali sono i consigli per affrontare in sicurezza una strada con curve e tornati a ripetizione.

Come fare curve perfette in auto: i consigli

Affrontare le curve in sicurezza in auto è, da un punto di vista prettamente teorico, molto semplice. Bisogna evitare manovre brusche in ingresso di traiettoria e nella fase di percorrenza e ricordarsi di non di accelerare il veicolo prima di aver passato il punto di corda. Semplice, no? In pratica, i fattori che possono influenzare la nostra guida e la tenuta di strada del veicolo sono molteplici.

La fase più importante è quella che precede la svolta vera e propria: prima di entrare in curva è necessario ridurre la velocità e individuare la traiettoria ideale per non creare pericoli in strada. Questo consentirà di affrontare la strada a velocità adeguata, senza essere costretti a manovre d’emergenza in piena percorrenza.

È di fondamentale importanza, poi, non cambiare mai marcia in curva. Quando si affronta una svolta, infatti, è necessario tenere entrambe le mani sul volante: anche la curva apparentemente più semplice e priva di rischi può riservare qualche sorpresa e bisogna esser pronti ad aggiustare la traiettoria in qualunque istante. L’utilizzo della frizione, poi, può causare lievi sbandamenti, portando così a perdere il controllo del veicolo.

Infine, va sempre tenuto a mente che non esiste un “metodo universale” per guidare in sicurezza in curva. Come detto, i fattori che influenzano la tenuta di strada del veicolo sono molteplici e in continuo cambiamento e anche la stessa curva può richiedere un livello di attenzione e cura differente a seconda se stia piovendo, se la carreggiata stradale è sporca o se le condizioni degli pneumatici non sono ottimali.

Come fare le curve in discesa

Nell’affrontare le curve in discesa, poi, è necessario porre ancora maggiore attenzione. In questo caso è di fondamentale importanza affrontarle alla giusta velocità: è necessario decelerare diverse decine di metri prima della svolta e ridurre la marcia, così da sfruttare al meglio anche il freno motore. Inoltre, bisogna impostare al meglio la traiettoria, evitando di mettere le ruote sulla parte sporca dell’asfalto. L’aderenza degli pneumatici è fondamentale per evitare di perdere il controllo del mezzo e causare così un incidente.

Come fare i tornanti in auto

Discorso ancora differente per i tornanti. A differenza delle altre curve “normali”, il tornante richiede particolare perizia sia quando si affronta in salita, sia quando si affronta in discesa. L’ideale è allargare il più possibile la traiettoria (evitando sempre di invadere la corsia di marcia opposta, ovviamente), così da avere sempre spazio di manovra a sufficienza. I tornanti sono infatti curve cieche e non sappiamo mai cosa ci aspetta all’uscita della curva: avere la possibilità di correggere, anche minimamente, la traiettoria dell’auto può fare la differenza tra un incidente e una guida in piena sicurezza.

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MotoGP 2022: Bastianini re di Francia

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Enea Bastianini ha centrato un’altra vittoria, la terza in MotoGP 2022: il centauro romagnolo ha conquistato il GP di Francia Le Mans davanti a Jack Miller (Ducati) e Aleix Espargaró (Aprilia)

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MotoGP of France – Qualifying

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La corsa transalpina è stata ricca di cadute. La più rilevante? Quella di Francesco Bagnaia al 22° giro mentre si trovava al secondo posto cercando di riprendersi la prima posizione.

MotoGP 2022 – GP Francia: le pagelle

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Aleix Espargaró (Aprilia)

Aleix Espargaró – velocissimo per tutto il weekend – ha ottenuto il terzo tempo nelle qualifiche di ieri ma a causa di una brutta partenza si è ripreso la posizione solo al 22° giro in seguito alla caduta di Bagnaia.

Il centauro spagnolo – bravissimo nel tenersi dietro Quartararo – ha conquistato in Francia il terzo podio consecutivo (il quarto negli ultimi cinque GP) e ora si trova a soli quattro punti dalla vetta del Motomondiale 2022.

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Jack Miller (Ducati)

Jack Miller nel GP di FranciaLe Mans è tornato in “top 3” dopo due gare a secco di podi.

Secondo in qualifica, è balzato subito in testa grazie a un’ottima partenza ma si è fatto passare dal compagno Bagnaia al quarto giro e alla 12° tornata da Bastianini. Il secondo posto finale è arrivato grazie alla caduta di Pecco.

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Fabio Quartararo (Yamaha)

Fabio Quartararo ha sofferto più del previsto a Le Mans: quarto in qualifica e ritrovatosi a dover gestire una mischia furibonda nei primi giri ha tagliato il traguardo in quarta posizione dopo aver tentato, senza successo, di passare Aleix Espargaró.

Il centauro francese ha conservato il primato nella MotoGP 2022 ma ora i punti di vantaggio sul rivale spagnolo della Aprilia sono solo quattro.

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Enea Bastianini (Ducati)

C’è più gusto a vincere come ha fatto oggi Enea Bastianini: la terza vittoria stagionale è infatti arrivata superando le due Ducati ufficiali.

Scattato quinto dalla griglia e terzo dopo tre giri (complice la caduta di Rins), si è sbarazzato agevolmente delle due Rosse di Miller e Bagnaia e nel finale Pecco è caduto nel tentativo di stargli dietro.

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Ducati

La buona notizia per la Ducati nel GP di Francia è arrivata dalla doppietta Bastianini/Miller. Quella cattiva dalla caduta di Bagnaia.

La Casa di Borgo Panigale può già vantare quattro successi in MotoGP 2022: tre di questi, però, sono stati ottenuti da una moto di un team privato…

MotoGP 2022 – I risultati del GP di Francia

Prove libere 1

1 Pol Espargaró (Honda) 1:31.771
2 Álex Rins (Suzuki) 1:31.880
3 Francesco Bagnaia (Ducati) 1:31.893
4 Fabio Quartararo (Yamaha) 1:31.912
5 Aleix Espargaró (Aprilia) 1:31.933

Prove libere 2

1 Enea Bastianini (Ducati) 1:31.148
2 Aleix Espargaró (Aprilia) 1:31.350
3 Álex Rins (Suzuki) 1:31.445
4 Johann Zarco (Ducati) 1:31.508
5 Francesco Bagnaia (Ducati) 1:31.635

Prove libere 3

1 Johann Zarco (Ducati) 1:30.537
2 Francesco Bagnaia (Ducati) 1:30.568
3 Fabio Quartararo (Yamaha) 1:30.682
4 Marc Márquez (Honda) 1:30.785
5 Jack Miller (Ducati) 1:30.837

Prove libere 4

1 Fabio Quartararo (Yamaha) 1:31.444
2 Álex Rins (Suzuki) 1:31.454
3 Francesco Bagnaia (Ducati) 1:31.708
4 Aleix Espargaró (Aprilia) 1:31.775
5 Takaaki Nakagami (Honda) 1:31.809

Qualifiche

1 Francesco Bagnaia (Ducati) 1:30.450
2 Jack Miller (Ducati) 1:30.519
3 Aleix Espargaró (Aprilia) 1:30.609
4 Fabio Quartararo (Yamaha) 1:30.688
5 Enea Bastianini (Ducati) 1:30.711

Warm up

1 Aleix Espargaró (Aprilia) 1:31.650
2 Fabio Quartararo (Yamaha) 1:31.805
3 Takaaki Nakagami (Honda) 1:31.822
4 Jorge Martín (Ducati) 1:31.903
5 Álex Rins (Suzuki) 1:31.905

Le classifiche
La classifica del GP di Francia 2022
Enea Bastianini (Ducati) 41:34.613
Jack Miller (Ducati) + 2,7 s
Aleix Espargaró (Aprilia) + 4,2 s
Fabio Quartararo (Yamaha) + 4,3 s
Johann Zarco (Ducati) + 11,1 s
Classifica Mondiale Piloti
Fabio Quartararo (Yamaha) 102 punti
Aleix Espargaró (Aprilia) 98 punti
Enea Bastianini (Ducati) 94 punti
Álex Rins (Suzuki) 69 punti
Jack Miller (Ducati) 62 punti

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Cinture di sicurezza in gravidanza: come e quando metterle

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Mettersi in auto durante la gravidanza si può, anche se sono molti i dubbi legati alla possibilità di guidare o sedersi sul sedile del passeggero mentre si aspetta. Diverse future mamme credono, per esempio, che le cinture di sicurezza possano danneggiare il feto. In realtà, se indossate in maniera corretta, non comportano alcun rischio e anzi, in alcuni casi tutelano anche mamma e figlio in caso di incidente.

Da tempo, inoltre, si trovano in commercio delle apposite cinture protettive per la gravidanza che consentono di avere un comfort maggiore durante il viaggio, senza pregiudicare in alcun modo la sicurezza della donna o il funzionamento della cintura.

Cintura di sicurezza in gravidanza: cosa dice la legge

Il Codice della Strada impone anche alle donne in gravidanza di indossare le cinture di sicurezza in auto. Ci sono però dei casi particolari, riconosciuti e validati dal ginecologo tramite un certificato ufficiale da tenere sempre a portata di mano, in cui le future mamme possono evitare di indossare le cinture.

A tal proposito, l’articolo 172 del Codice della Strada recita così: “esenzione per le donne in stato di gravidanza, sulla base di certificazione rilasciata dal ginecologo curante che comprovi condizioni di rischio particolari conseguenti all’uso delle cinture di sicurezza”.

Come usare le cinture di sicurezza durante la gravidanza

Praticamente in tutte le auto presenti sul mercato ci sono a bordo le cinture a tre punti: queste presentano una fascia sub addominale che va direttamente sulla pancia. La fascia sub addominale è quella che preoccupa maggiormente le donne che aspettano, data la pressione che va a esercitare sul feto. Per risolvere tale problema, basta spostare la fascia addominale al di sotto del pancione: così facendo non viene esercitata alcuna pressione sul futuro nascituro e al tempo stesso viene garantita la sicurezza.

Risulta sbagliato, dunque, salire in auto, al volante o come passeggero, senza indossare le cinture di sicurezza o indossarle con la fascia addominale sulla pancia e quella diagonale vicino al collo. Il modo corretto di indossare le cinture di sicurezza in auto durante la gravidanza è il seguente: la cintura diagonale va tenuta lontano dal collo e va fatta passare fra i seni, sopra la pancia; la cintura addominale invece, va posizionata sotto la pancia.

Viaggiare in auto durante la gravidanza: i consigli utili

Recenti studi hanno dimostrato che indossare la cintura di sicurezza in maniera corretta, riduce il tasso di mortalità materna dal 33% al 4% in caso di incidente stradale. Le future mamme possono adottare dei comportamenti utili ad aumentare la sicurezza e il comfort di viaggio quando si aspetta.

E’ sempre bene sistemare lo schienale, l’altezza del sedile o quella del volante in caso sia proprio la mamma a guidare, in modo tale da non dare fastidio al pancione. La postura deve essere sempre comoda e le cinture di sicurezza vanno indossate facendo attenzione a passare la cinghia addominale al di sotto della pancia, all’altezza del pube, oppure ricorrere a specifici adattatori.

In commercio, infatti, esistono degli adattatori per le cinture di sicurezza, creati appositamente per aumentare il comfort della futura mamma in auto. Alcuni adattatori sono dei cuscinetti che tramite un sistema di fasce e bottoni “trattengono” la cintura addominale così che non comprima la pancia. Altri modelli, invece, sono costituiti da ganci che fanno passare la cinghia inferiore in mezzo alle gambe anziché direttamente sulla pancia.

Qualora la mamma con il pancione sia seduta al posto del passeggero, è bene allontanare il più possibile il sedile del cruscotto con l‘airbag. In linea di massima, quando si aspetta un figlio, è sempre meglio evitare viaggi lunghi in auto, limitandosi a non più di due ore, ed effettuare delle piccole soste durante il tragitto per sgranchire le gambe e far riposare la schiena.

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Audi, la storia della Casa tedesca

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L’Audi ha iniziato a essere considerata una Casa automobilistica “premium” solo a partire dalla seconda metà del XX secolo. Eppure il marchio tedesco ha una storia che affonda le proprie radici all’inizio del Novecento. Scopriamola insieme.

Audi, la storia

La storia dell’Audi inizia grazie ad August Horch, un ingegnere tedesco che nel 1899 fonda un’azienda automobilistica che porta il suo nome. La società cresce sempre di più ma August si ritrova isolato dal consiglio di amministrazione per via delle elevate spese da lui sostenute nel campo “ricerca e sviluppo”.

Nel 1909 Horch si mette in proprio: inizialmente pensa di utilizzare nuovamente il proprio cognome ma dopo aver perso una causa civile (il marchio Horch è registrato) contro i dirigenti della sua vecchia azienda decide di utilizzare il termine “audi” (traduzione latina di “ascolta”, “horch” in tedesco).

Gli inizi

La prima Audi della storia – la Typ A – nasce nel 1910: monta un motore 2.6 a benzina da 22 CV e condivide molti elementi con la Horch 10PS. La vettura si rivela un successo.

Durante la Prima Guerra Mondiale la produzione viene riservata ai vertici militari dell’Impero Germanico.

La crisi del primo dopoguerra

La fine del conflitto coincide con uno dei periodi peggiori di Audi: i nuovi modelli non conquistano il pubblico e il marchio tedesco si ritrova perciò costretto a dichiarare bancarotta nel 1927.

L’Audi viene acquistata dalla DKW nel 1928 ma anche quest’ultima va in crisi in seguito al crollo di Wall Street nel 1929.

L’era Auto Union

Nel 1932 nasce l’Auto Union: un gruppo automobilistico che comprende – oltre a DKWAudi – la Horch e la Wanderer. L’Audi, il brand più prestigioso di questo colosso, rimane con un solo modello in listino: la Typ UW Fronttrazione anteriore, considerata troppo innovativa per l’epoca, viene snobbata dai potenziali clienti e nel 1938 viene rimpiazzata dalla più tradizionale 920.

La carriera di questo modello – nonché la “prima vita” dell’Audi – termina con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale.

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La resurrezione firmata Volkswagen

Il marchio Audi torna sulle scene solo nel 1965: il merito va al Gruppo Volkswagen, che l’anno prima rileva l’Auto Union dalla Daimler-Benz (proprietaria del colosso tedesco dal 1958).

Al Salone di Parigi viene svelata la 72, la prima vettura del nuovo corso dei quattro anelli: non è altro che una DKW F 102 dotata di un motore 1.7 a quattro tempi (anziché a due) da 72 CV.

La vera svolta per l’Audi arriva però nel 1968 con il lancio dell’ammiraglia 100 e nel 1972 con la berlina 80 (vettura che l’anno seguente si aggiudica il prestigioso premio di Auto dell’Anno). La piccola 50 del 1974 anticipa invece le forme e i contenuti di una “segmento B” destinata a entrare nella storia: la Volkswagen Polo.

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La trazione integrale

La Casa di Ingolstadt ha bisogno di modificare la propria immagine, all’epoca troppo conservatrice e “ingessata”, e per questa ragione nel 1980 lancia la Quattro: una coupétrazione integrale che tra il 1982 e il 1984 conquista quattro Mondiali rally (due Piloti – con il finlandese Hannu Mikkola e lo svedese Stig Blomqvist – e due Marche).

La scelta – all’epoca innovativa – di proporre quattro ruote motrici su vetture diverse dalle fuoristrada si rivela vincente per l’Audi, che ancora oggi battezza con la sigla quattro tutti i suoi veicoli 4WD.

Nel 1983 la terza generazione dell’Audi 100 diventa Auto dell’Anno mentre per tutta la seconda metà degli anni Ottanta la Casa tedesca prova (e riesce) a competere ad alti livelli con BMWMercedes.

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Il successo degli anni Novanta

Intorno alla metà degli anni ’90 Audi decide di puntare sull’innovazione per sfidare la concorrenza: l’ammiraglia A8 è la prima auto di grande serie dotata di un telaio in alluminio (materiale usato nel 1999 anche per la piccola monovolume A2).

Tra gli altri modelli che contribuiscono a incrementare le vendite segnaliamo la berlina A4 del 1994, la compatta A3 del 1996 e la sportiva TT del 1998.

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Agli albori del terzo millennio: tecnologia e motorsport

Il XXI secolo vede Audi offrire una gamma sempre più completa di prodotti (la prima SUV – la Q7 – vede la luce nel 2006) e, soprattutto, una serie di tecnologie all’avanguardia come i motori a iniezione diretta di benzina, il cambio automatico S tronicdoppia frizione e i fari a LED.

Da non sottovalutare, inoltre, i successi sportivi alla 24 Ore di Le Mans: 13 vittorie tra il 2000 e il 2014 ottenute con vetture benzina, turbodiesel e ibride.

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Dal dieselgate all’elettrico

Nel 2015 Audi viene coinvolta insieme a tutti gli altri brand del Gruppo Volkswagen nello scandalo del dieselgate: in poche parole oltre 2 milioni di vetture a gasolio dei quattro anelli erano dotate di un software che alterava le emissioni di NOx (ossidi di azoto) per poter superare i test di omologazione.

Pochi anni dopo il brand di Ingolstadt si concentra sull’elettrificazione. Nel 2018 svela la sua prima elettrica – la e-tron – e oggi la sua gamma EV comprende ben cinque modelli: l’ammiraglia/coupé e-tron GT, le grandi SUV e-trone-tron Sportback e le crossover compatte Q4 e-tronQ4 e-tron Sportback.

L’articolo Audi, la storia della Casa tedesca proviene da Icon Wheels.

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Fiat Tipo Hybrid: l’ibrida mild che si sente full

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La Fiat Tipo Hybrid è una compatta ibrida mildfull? È questa la domanda che si stanno ponendo in molti da quando sono uscite le prime informazioni relative alla variante ecologica della “segmento C” torinese.

La risposta è piuttosto semplice: la nuova versione della Tipo è una mild hybrid turbo benzina 48V a tutti gli effetti ma spesso si comporta come una full (viaggiando in elettrico per qualche metro) grazie a una soluzione tecnologica – presente anche sulla 500X – tanto innovativa quanto interessante. Il tutto senza perdere un briciolo di praticità: l’ampio bagagliaio ha infatti mantenuto la stessa capacità (440 litri).

Nel nostro primo contatto abbiamo avuto modo di guidare la Fiat Tipo Hybrid nel più ricco allestimento Red: scopriamo insieme i (tanti) pregi e i (pochi) difetti di quella che a nostro avviso è una delle migliori compatte ibride in circolazione.

Fiat Tipo Hybrid: il motore

Il motore della Fiat Tipo Hybrid è un 1.5 turbo mild hybrid 48V benzina da 131 CV: un powertrain ibrido “leggero” (montato anche dalla 500X) composto da un propulsore termico sovralimentato, da un e-motor da 15 kW alloggiato nel cambio automatico DCTdoppia frizione – a sette rapporti e da un’unità elettrica BSG.

Un pacchetto efficiente – specialmente in città – che permette di sfruttare l’alimentazione elettrica per qualche metro (compatibilmente con la richiesta di potenza e la carica della batteria) in fase di avvio, durante brevi e ripetuti spostamenti in avanti senza premere sul pedale dell’acceleratore – quando si è in coda nel traffico, ad esempio – e nelle manovre di parcheggio.

L’e-motor eroga coppia in maniera pressoché istantanea mitigando il ritardo del turbo e consente inoltre di far raggiungere la massima efficienza al 1.5 anche a veicolo freddo.

Fiat Tipo Hybrid: come va il motore 1.5 ibrido 48V

La Fiat Tipo Hybrid ha tutte le carte in regola per divertire (200 km/h di velocità massima e 9,3 secondi per accelerare da 0 a 100 chilometri orari) ma il propulsore 1.5 turbo mild hybrid benzina abbinato a un fluido cambio automatico a doppia frizione predilige le andature rilassate: adottando uno stile di guida tranquillo sembra quasi di trovarsi al volante di un’ibrida full (la modalità elettrica entra in funzione spesso).

Fiat Tipo Hybrid: i consumi

Come abbiamo visto in precedenza la Fiat Tipo Hybrid è una mild che si comporta spesso come una full ma va anche detto che con lei è impossibile eguagliare le percorrenze delle ibride “vere” (quelle molto amate dai tassisti, per intenderci). La Casa torinese dichiara una percorrenza di 19,2 km/l e nel nostro primo contatto – guidando in modo “soft” anche per via dei bassi limiti di velocità in Versilia – siamo riusciti a stare abbondantemente sopra quota 15.

Fiat Tipo Hybrid: ottimo rapporto dotazione/prezzo

La Fiat Tipo Hybrid Red protagonista del nostro primo contatto può vantare un prezzo interessante (30.950 euro) e una ricca dotazione di serie:

  • Finiture estetiche interni
  • Badge RED
  • Kit RED
  • Sedili dedicati in Seaqual Yarn
  • Sovratappeti
  • Filtro abitacolo + trattamento anallergico
  • Cerchi in lega da 17″
  • Vetri Privacy
  • Radio Uconnect Tablet 10″
  • Display TFT 7″
  • Full LED
  • Fendinebbia
  • Sensori pioggia e crepuscolare
  • Specchietto elettrocromico
  • Retrocamera
  • Adaptive Cruise control
  • Bracciolo anteriore
  • Cross-look
  • Specchietti in tinta carrozzeria
  • Barre sul tetto
  • CarPlay/Android Auto
  • Auto A/C
  • Alzacristalli elettrici posteriori
  • 6 airbag (frontali, laterali, tendina)
  • Lane Control
  • Intelligent Speed Assist e Traffic Sign Recognition
  • Attention Assist
  • Active Grill Shutter

Fiat Tipo Hybrid: le novità in 5 punti

  • Tecnologia mild hybrid benzina 48V
  • Motore 1.5 turbo benzina
  • Emissioni di CO2 abbattute fino all’11%
  • Avvio, manovre di parcheggio e brevi spostamenti in avanti in modalità elettrica
  • e-motor integrato nel cambio

Scheda tecnica
Caratteristiche motore turbo mild hybrid benzina, 4 cilindri in linea, 1.469 cc, 131 CV
Cambio automatico (doppia frizione) a 7 rapporti
Trazione anteriore
Dimensioni 4,39/1,82/1,56 metri
Acc. 0-100 km/h 9,3 s
Consumi 19,2 km/l
Prezzo 30.950 euro

Dove l’abbiamo guidata

Nel nostro primo contatto abbiamo avuto modo di guidare la Fiat Tipo Hybrid Red sulle strade di Forte dei Marmi e dell’entroterra. Un percorso (troppo) breve – meno di 30 km – perfetto per valutare l’efficienza della compatta ibrida piemontese visto che era composto da tratti urbani ed extraurbani con limiti di velocità mai superiori a 70 km/h.

Chi è abituato alla Tipo “termica” non noterà particolari differenze (tranne che nel motore): posizione di seduta alta che consente di dominare il traffico quasi come su una piccola SUV, sterzo leggero (ma adeguato alla tipologia di veicolo), sospensioni un po’ durette sulle sconnessioni pronunciate e freni discreti.

NON TUTTI SANNO CHE: La celebre Capannina di Forte dei Marmi – nata nel 1929 – è il locale da ballo con ristorante più antico del mondo.

Dove vorremmo guidarla

Avremmo voluto guidare la Fiat Tipo Hybrid per più tempo e in più situazioni. Ad esempio in autostrada (per analizzare i consumi alle alte velocità) o su qualche tornante per valutare il comportamento stradale. La “segmento C” torinese è sempre stata un’auto più rassicurante che divertente e i 90 kg di peso in più rispetto alla 1.0 Cross turbo benzina da noi testata lo scorso anno non possono fare altro che confermare questa tendenza.

Le concorrenti

Audi A3 Sportback 35 TFSI S tronic Piacere di guida (150 CV e prestazioni da sportiva) e comfort al top, prezzi alti e consumi non eccezionali.
Ford Focus Hybrid 125CV Powershift ST Line Ingombrante ma spaziosa, monta un motore 1.0 tre cilindri un po’ rumorosetto che aiuta però a risparmiare sull’assicurazione RC Auto. Dotazione da integrare.
Toyota Corolla 1.8 Style L’unica full hybrid di questo elenco regala consumi da record grazie al motore 1.8 (penalizzato da una cilindrata elevata) ma costringe a troppe rinunce, divertimento e bagagliaio in primis.
Volkswagen Golf 1.5 eTSI 130 CV Life Compatta fuori e anche dentro (poco spazio per le gambe dei passeggeri posteriori) ma molto coinvolgente nelle curve.

L’articolo Fiat Tipo Hybrid: l’ibrida mild che si sente full proviene da Icon Wheels.

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