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Opel Crossland X: i motori e i prezzi della SUV tedesca

Opel ha svelato oggi i motori e i prezzi per l’Italia (della versione “entry-level”) della Crossland X: la SUV tedesca sarà offerta con cinque propulsori e con un listino che partirà da 16.900 euro.Opel Crossland X: i motoriLa gamma motori della Opel Crossland X sarà composta da cinque propulsori già visti sotto il cofano della “cugina” Peugeot 2008 (realizzata sullo stesso pianale): tre 1.2 a benzina (aspirato da 82 CV e turbo da 110 e 130 CV) e due 1.6 turbodiesel da 99 e 120 CV.Opel Crossland X: i prezzi per l’ItaliaI prezzi per l’Italia della Opel Crossland X partiranno da 16.900 euro (cifra che servirà per portarsi a casa la 1.2 “base” da 82 CV).Opel Crossland X: le dimensioniLa Opel Crossland X – prodotta nello stabilimento spagnolo di Saragozza e realizzata sullo stesso pianale di altre due SUV del gruppo PSA (Citroën C4 Cactus e Peugeot 2008) – è lunga 4,21 metri e (a differenza della cugina Mokka X, più lunga di soli 7 cm) sarà disponibile esclusivamente a trazione anteriore.Nata per rimpiazzare la monovolume Meriva, offre un design più da “crossover” e un bagagliaio più capiente (410 litri contro 400). Tra gli optional troviamo inoltre pratici sedili posteriori scorrevoli di 15 cm in senso longitudinale.Opel Crossland X: OnStar evolutoLa Opel Crossland X sarà una SUV ricca di tecnologia: il sistema OnStar (di serie dall’allestimento Advance) offrirà – oltre alla chiamata d’emergenza 24 ore su 24 e alla possibilità di chiudere le portiere e attivare fari e clacson in remoto – anche un servizio personale che consentirà ai passeggeri (attraverso Booking e Parkopedia) di prenotare una camera in hotel e di trovare un parcheggio.Opel Crossland X: il sistema IntelliLinkIl sistema di infotainment IntelliLink della Opel Crossland X con touchscreen a colori da 8” è compatibile con Apple CarPlay e Android Auto. Il sistema di ricarica induttiva per lo smartphone è optional e costerà 125 euro.Opel Crossland X: SUV tecnologicaLa Opel Crossland X è una SUV tecnologica: fari anteriori full LED adattivi, head up display, telecamera posteriore panoramica 180 gradi, sistema avanzato di assistenza al parcheggio Advanced Park Assist, allerta incidente Forward Collision Alert con sistema rilevamento pedoni e frenata automatica d’emergenza, sistema per la prevenzione del colpi di sonno Driver Drowsiness System, sistema di mantenimento della corsia di marcia Lane Keep Assist, riconoscimento dei limiti di velocità Speed Sign Recognition e sistema di avviso angolo cieco laterale.
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Porsche: due su tre sono SUV

Per la firma tedesca i risultati economici dello scorso anno sono valsi record di vendite, di fatturazione, di risultato operativo e di numero di impiegati.2016 anno di recordTradotto in cifre, lo scorso anno Porsche a consegnato il 6% di auto in più arrivando a quota 237.778 unità vendute in tutto il mondo. Il risultato operativo è aumentato del 14% raggiungendo i 3,9 miliardi di euro e anche il margine operativo ha fatto registrare un aumento dal 15,8% al 17,4%, mentre l’aumento di impiegati si quantifica con una crescita del 13% (Ora 27.612 dipendenti in totale).2,2 miliardi di investimentiTutto ciò con un aumento degli investimenti nella ricerca e sviluppo che hanno raggiunto i 2,2 mld di euro, concentrati soprattutto sull’allargamento della gamma ibrida plug-in, sullo sviluppo della prima elettrica (la Misson E) e sulla digitalizzazione.2 Porsche su 3 ormai sono SUVIl modello più venduto della gamma Porsche anche lo scorso anno è stata la Macan. Della baby SUV tedesca ne sono state vendute più di 95.000 unità, seguita dalla sorella maggiore Cayenne consegnata con oltre 70.000 esemplari. Questo vuol dire che, ormai, due Porsche su tre vendute sono dei SUV.Cina sempre più sùDando uno sguardo alle regioni operative, lo scorso anno in Europa Porsche è cresciuta del 5%, con 78.975 unità vendute (di cui 29.247 in Germania), nel Continente americano ha fatto registrare un incremento delle vendite del 6% con 65.591 unità (di cui 54.280 negli Usa, +5%) mentre in Asia e Medio Oriente la crescita si è fermata al +6% con la Cina in testa a tutti i mercati con un +12% e 65.246 unità vendute. 
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Porsche: due su tre sono una SUV

Per la firma tedesca i risultati economici dello scorso anno sono valsi record di vendite, di fatturazione, di risultato operativo e di numero di impiegati.2016 anno di recordTradotto in cifre, lo scorso anno Porsche a consegnato il 6% di auto in più arrivando a quota 237.778 unità vendute in tutto il mondo. Il risultato operativo è aumentato del 14% raggiungendo i 3,9 miliardi di euro e anche il margine operativo ha fatto registrare un aumento dal 15,8% al 17,4%, mentre l’aumento di impiegati si quantifica con una crescita del 13% (Ora 27.612 dipendenti in totale).2,2 miliardi di investimentiTutto ciò con un aumento degli investimenti nella ricerca e sviluppo che hanno raggiunto i 2,2 mld di euro, concentrati soprattutto sull’allargamento della gamma ibrida plug-in, sullo sviluppo della prima elettrica (la Misson E) e sulla digitalizzazione.2 Porsche su 3 ormai sono SUVIl modello più venduto della gamma Porsche anche lo scorso anno è stata la Macan. Della baby SUV tedesca ne sono state vendute più di 95.000 unità, seguita dalla sorella maggiore Cayenne consegnata con oltre 70.000 esemplari. Questo vuol dire che, ormai, due Porsche su tre vendute sono dei SUV.Cina sempre più sùDando uno sguardo alle regioni operative, lo scorso anno in Europa Porsche è cresciuta del 5%, con 78.975 unità vendute (di cui 29.247 in Germania), nel Continente americano ha fatto registrare un incremento delle vendite del 6% con 65.591 unità (di cui 54.280 negli Usa, +5%) mentre in Asia e Medio Oriente la crescita si è fermata al +6% con la Cina in testa a tutti i mercati con un +12% e 65.246 unità vendute. 
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Nissan: tecnologie derivate dalla NASA per la guida autonoma

Qual è la chiave per rendere sicura e realmente efficiente la guida autonoma? Saper fronteggiare gli imprevisti. È senza dubbio questa la sfida che i costruttori di auto stanno affrontando nello sviluppo dell’auto del futuro, quella che si guida da sola. Tra questi nomi c’è anche Nissan. La Casa di Yokohama si trova a buon punto verso la realizzazione della self-drive car ed oggi presenta alla più grande fiera digitale europea, il CeBIT, il suo innovativo sistema SAM (Seamless Autonomous Mobility).SAM (Seamless Autonomous Mobility)Si tratta di una tecnologia derivata da un sistema della NASA che prevede l’affiancamento della logica umana all’intelligenza artificiale di bordo. In questo modo i veicoli saranno in grado di prendere delle decisioni di fronte a imprevisti come incidenti, lavori stradali o altri ostacoli. Ponz Pandikuthira, Vice President Product Planning Nissan Europe, ha dichiarato: “Le tecnologie di guida autonoma si preparano a rivoluzionare il futuro della mobilità garantendo a tutti gli utenti una guida più sicura, pratica e piacevole. Questi sistemi porteranno a una drastica riduzione degli incidenti, seguendo uno degli obiettivi della strategia Intelligent Mobility di Nissan: un futuro a zero emissioni e zero fatalità”.Si parte dal ProPilotLa prima release del sistema ProPILOT di Nissan debutterà sulla nuova Nissan Qashqai, vista recentemente al Salone di Ginevra 2017, e permetterà alla sport utility nipponica di circolare in autostrada rimanendo autonomamente all’interno della singola corsia. In seguito il ProPILOT debutterà anche sulla prossima Nissan Leaf. Ed è proprio con la compatta elettrica che la Casa giapponese aveva mostrato a febbraio la sua tecnologia di guida autonoma sulle strade di Londra. La prima Nissan a montare il nuovo ProPILOT è stata la Serena in Giappone, nel video qui sotto: 
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Alpine A110: l’anti Alfa Romeo 4C?

Che c’è di più affascinante di una piccola coupé sportiva a due posti? Probabilmente nulla, agli occhi di un vero appassionato di motori. Questo 2017 verrà ricordato come l’anno del ritorno della Alpine, la marca francese entrata nella storia dell’automobilismo con la leggendaria A110 degli Anni ’60. Proprio quest’auto sportiva rivive riproponendosi in chiave moderna e andando a sfidare sul mercato, per tipologia e prezzo (più o meno simile), l’Alfa Romeo 4C. Anche la piccola del Biscione nel 2014 ha riportato su strada la tradizione classica e sportiva allo stesso tempo del marchio italiano. Ma ora dovrà vedersela con la rivale francese, la nuova Alpine A110. Le differenze estetiche, fuori e dentro, le possiamo apprezzare sfogliando la gallery in apertura. De gustibus non dispoutandum es, quindi ognuno trarrà le sue conclusioni e sceglierà la sua preferita. Ma dal punto di vista tecnico, cosa offrono le due piccole coupé?Alpine A110La neo-arrivata transalpina misura 418 cm in lunghezza, 180 cm in larghezza e 125 in altezza. Per un peso complessivo di 1.080 Kg con una ripartizione delle masse del 44% all’anteriore e del 56% al posteriore e un coefficiente aerodinamico Cx di 0,32. La carrozzeria della Alpine A110 è costruita attorno ad un pianale in alluminio con sospensioni a doppi triangoli sia davanti che dietro. Sotto pelle pulsa un 1.8 turbo a benzina da 252 CV a 6.000 giri e 320 Nm di coppia abbinato alla trasmissione a doppia frizione e sette rapporti Getrag. Sulla carta dichiara uno sprint da 0 a 100 km/h in 4,5 secondi e una velocità massima di 250 km/h. Promette consumi di 6,2l/100 km con emissioni di CO2 di 140g/km. La versione di lancio First Edition della A110 sarà proposta ad un prezzo indicativo di 58.500 euro.Alfa Romeo 4CLa piccola supercar del Biscione è lunga 399 cm, larga 186 cm e alta 118 cm. Sulla bilancia dichiara 920 Kg con il peso ripartito al 40% all’anteriore e al 60% al posteriore e un coefficiente aerodinamico Cx di 0,34. L’alfa Romeo 4C, a differenza della Alpine, si basa su una monoscocca in fibra di carbonio e conta su sospensioni a triangoli sovrapposti all’avantreno e un’evoluzione dello schema McPherson al posteriore. A spingerla, in posizione centrale posteriore, c’è il quattro cilindri in alluminio da 1.742 cc da 241 CV a 6.000 giri e 350 Nm di coppia massima. La trasmissione è abbinata al cambio a doppia frizione TCT a sei rapporti. Le prestazioni sono identiche a quelle della Alpine A110, la 4C scatta infatti da 0 a 100 in 4,5 secondi e raggiunge i 250 km/h di velocità massima. Dichiara consumi medi di 5l/100 km. I prezzi di listino dell’Alfa Romeo 4C partono da 65.500 Euro.
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Alcantara, il nuovo piano di investimenti e assunzioni

In un contesto economico tutt’altro che roseo, dove non si parla d’altro che di crisi, di disoccupazione, di precariato, di voucher e quant’altro, una ventata di aria positiva arriva dall’Umbria.Il marchio Alcantara®, in occasione della conferenza stampa di inizio anno nello stabilimento di Nera Montoro (unica sede nel mondo), ha annunciato infatti un importante piano di investimenti che porterà non solo un aumento della capacità produttiva ma che un aumento dell’occupazione.Come ha illustrato l’Amministratore Delegato, Andrea Boragno, l’investimento previsto è di 300 milioni, distribuiti in cinque anni.E si prevede alla fine del periodo che il fatturato superi i 300 milioni e che il valore del marchio raggiunga i 300 milioni di euro (rispetto ai 100 stimati da Interbrand nel 2015). Quanto al personale, si passerà dagli attuali 598 a circa 800 addetti.Crescita costante di un Brand GlobaleSi tratta, dunque, di un investimento che mira a dare continuità a una crescita iniziata nel 2009 che ha visto il marchio Alcantara® progredire costantemente ed espandersi, sia dal punto di vista del “prodotto” che dei mercati.Alcantara® – che è il materiale realizzato e commercializzato a livello mondiale dall’omonima azienda, il cui 70% appartiene al Gruppo Toray e il 30% a Mitsui – ha debuttato sul mercato nel settore della moda e dell’arredamento, per poi espandersi in altri settori quali l’elettronica di consumo, l’aviazione, la nautica e l’automotive, che oggi rappresenta il core business generando circa 3/4 del fatturato.“Abbiamo voluto tenere la conferenza stampa qui al centro dello stabilimento. Qui dove viene creata la straordinarietà di Alcantara®, per sottolineare che una importante parte del successo di questa azienda è generato qui. Detto questo, siamo un brand globale ed esportiamo il nostro prodotto in tutto il mondo. L’Europa resta il nostro mercato più grande, ma abbiamo registrato un aumento importante anche negli Stati Uniti e in Cina. In Italia siamo cresciuti del 9%”, ha detto l’AD Andrea Boragno.100% Made in ItalyAlcantara® è ambasciatrice dell’eccellenza italiana. Tutto ciò che viene esportato nel mondo viene prodotto nello stabilimento di Nera Montoro (Terni) che si estende su un’area di 450.000mq. E la gran parte dei dipendenti sono proprio dell’area geografica circostante. Insomma, parliamo di 100% Made in Italy.“Questa azienda si è mossa senza paura negli anni difficili della crisi senza timori e i numeri dicono che sta vincendo. È l’eccellenza italiana che vince. Il fatto che il fulcro da cui tutto si trova qui, in una terra che è stata protagonista anche di recenti eventi drammatici, colpisce molto. E poi, non dimentichiamo, che qui si produce bellezza. L’arte prende la forma dei prodotti che vengono fuori. Questo piano di sviluppo economico è importantissimo. Far crescere l’occupazione in un contesto economico come quello attuale non è cosa da poco. E ha un significato forte per l’Italia tutta”, ha detto il Ministro per la Coesione Territoriale e il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti.Ecosostenibilità e futuroAlcantara® già nel 2009 è stata la prima azienda italiana a ottenere la Certificazione di Carbon Neutrality (bilancio netto di emissioni di gas serra pari a zero), diventata “totale” nel 2011: includendo non soltanto il processo produttivo, ma anche le fasi di uso e smaltimento del prodotto stesso, e tutte le emissioni legate alle attività corporate dell’azienda.“Ci è sempre stato a cuore il concetto di ecosostenibilità e di rispetto dell’ambiente. Difatti, abbiamo già ottenuto questa certificazione nel 2009. E oggi posso annunciare che stiamo lavorando su polimeri di origine bio derivati dagli scarti alimentari”, ha concluso Andrea Boragno.   
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FCA e Volkswagen: ci sarà la fusione?

“L’interesse a trattare con Volkswagen è pari a zero”. Chissà se quelle pronunciate nelle ultime ore da Sergio Marchionne diventeranno, nei prossimi mesi, “le ultime parole famose” dell’amministratore delegato del Gruppo italo americano. Chissà poi se sia un caso che siano state dette in suolo americano e prima di un nuovo incontro con Donald Trump che, come ben sappiamo, non è, come dire, in ottimi rapporti con il Gruppo di Wolfsburg…Il balletto di dichiarazioni contrastanti e quasi schizzofreniche, il corteggiamento ambiguo, è iniziato. O meglio, è in una fase acuta visto che questo avvicinamento tra Volkswagen e FCA non è una novità degli ultimi mesi ma una possibilità già presa in considerazione, almeno dagli analisti e dalla stampa, già da qualche anno. Ma insomma, questa fusione ci sarà o no? Difficile dirlo, ancora.Più facile dire che, di fatto, converrebbe a entrambi i marchi. In un momento, tra l’altro, favorevole alla concretizzazione di questo “amore” fino ad ora platonico. Perché sia Marchionne che Müller avrebbero la possibilità di raggiungere obiettivi insperati; perché FCA potrebbe coprire un vuoto, al momento imbarazzante e molto poco lungimirante, sul fronte delle tecnologie alternative; perché, infine, Volkswagen avrebbe l’enorme opportunità di rafforzare la sua posizione negli USA dopo il colpo storico del Dieselgate. Senza contare che, dopo l’acquisizione di Opel, il Gruppo PSA, secondo in Europa, è ormai con il fiato sul collo dei tedeschi. E l’unione con FCA sarebbe molto utile a tenere le distanze con gli inseguitori nel Vecchio continente. Questo è quanto, checché ne dicano i due protagonisti della vicenda.Che poi la strategia politica industriale imponga riservatezza e ambiguità è un’altro discorso. E gli imprevisti sul cammino possono venir fuori in qualsiasi momento facendo rallentare, bloccare, o anche saltare, l’affare. Speculazioni da fantapolitica industriale? Solo il tempo potrà dirlo. Di fatto al Salone di Ginevra, la scorsa settimana, Marchionne aveva “semplicemente” dichiarato che non si sarebbe stupito di fronte ad un’eventuale telefonata da parte di Wolfsburg. Un invito sottile, ma neanche tanto, al quale Müller, in un primo momento, aveva chiuso la porta smentendo qualsiasi possibilità di contatto. Ma poi era tornato sui suoi passi dicendosi aperto ad un dialogo con Fiat Chrysler, aspettandosi delle proposte. E poi di nuovo il no secco di Marchionne che è rimbombato da Oltreoceano.
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Mercato auto Europa: +2,1% a febbraio

Secondo l’ACEA (Associazione Costruttori Europei Automobili) lo scorso mese di febbraio le immatricolazioni auto hanno fatto registrare quota 1,14 milioni di unità in Europa. Il che equivale ad una crescita del mercato pari al 2,1% rispetto allo stesso mese del 2015.Italia in testaA guardare bene i dati si tratta di una crescita commerciale registrata nonostante le cadute di quasi tutti i mercati principali del Vecchio Continente, ad eccezione dell’Italia che ha chiuso al +6,2%, l’unica in positivo insieme alla Spagna (+0,2%).I numeri marchio per marchioVolkswagen è salda in testa alla classifica delle vendite in Europa con 115.821 unità (-7%), davanti a Renault che ha immatricolato 81.280 auto (+5,3%) e a Ford con 71.226 unità vendute (-2,3%). A chiudere la classifica dei primi cinque marchi a Febbraio 2017 troviamo Opel (70.355 unità, -1,5%) e Peugeot (68.422 unità, -3,7%). Estendendo l’analisi al primo bimestre dell’anno, Volkswagen è sempre la leader delle vendite con 256.313 auto consegnate (+1,7%), seguita da Ford (155.646 unità, +4,1%), Renault (155.303 unità, +7,5%), Opel (145.332 unità, +2%) e Peugeot (141.048 unità, +3%). 
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Nissan Juke Premium, musica per le orecchie

Musica per le orecchie… Nissan lancia una nuova versione della piccola SUV della famiglia, la Juke Premium. Basata sull’allestimento Tekna, ne saranno prodotte solo 1.500 unità, destinate a tutti i mercati europei, e il focus di questa limited edition sarà tutto sul sistema audio, per una percezione acustica superiore. In Italia sarà disponibile a partire da aprile.L’impianto stereo della nuova Nissan Juke Premium conterà su nuovi altoparlanti prodotti dall’azienda francese Focal che, grazie ad una particolare tecnologia di elaborazione del segnale, offrono un’acustica più chiara e profonda.Le casse anteriori e posteriori offrono una potenza fino a 120 watt ai quali vanno aggiunti i 100 watt massimi dei tweeters.Tra gli altri accessori offerti di serie con la Juke Premium ci sono anche la vernice metallizzata nella tonalità Metallic Black e i pacchetti di personalizzazioni esterne e interne nella tonalità nero Tokyo. E non mancano neanche i pedali sportivi, i tappetini personalizzati e i sedili in pelle.Sul fronte sicurezza la Juke Premium include la telecamera con visione panoramica a 360° (Around View Monitor) e le tecnologie di sicurezza del Nissan Safety Shield tra cui l’allerta cambio di corsia involontario, il sistema di allerta oggetti in movimento e il sistema di copertura degli angoli ciechi.Per questa versione speciale della Nissan Juke si potrà optare per un’unica meccanica: il 1.5 turbodiesel da 110 CV con cambio manuale a sei marce. 
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Lamborghini: ottima annata il 2016

“Lamborghini ha segnato un altro anno record e superato le nostre migliori previsioni. L’Azienda è in una fase di espansione straordinaria, grazie al prossimo ampliamento del portafoglio prodotti, del sito produttivo e la creazione di nuovi posti di lavoro. Tutto questo è frutto del lavoro impareggiabile del nostro team, a cui si deve il successo di oggi”.Così Stefano Domenicali, Chairman e AD di Lamborghini, ha commentato i risultati più che positivi che la Casa di Sant’Agata Bolognese ha fatto registrare nello scorso 2016, in cui ha venduto 3.457 unità in tutto il mondo (contro le 3.245 dell’anno precedente).Per la prima volta il Toro ha superato i 900 milioni di euro di fatturato, passando da 872 a 906 milioni di Euro. L’equivalente a una crescita del +4%, con le vendite mondiali in positivo stabilite a più 7 punti percentuali. La crescita di Lamborghini include anche un aumento dell’organico dell’azienda che passa da 1.298 a 1.415 dipendenti nel 2016.Il trend positivo della firma emiliana si è fatto sentire in tutte le principali aree (EMEA, America e Asia Pacific), con gli USA in testa (1.250 unità vendute). Protagonista naturalmente è stata l’ultima arrivata della famiglia, la baby Lambo Huracan, che nelle due versioni coupé e spyder è stata consegnata a 2.353 clienti.Ma cresce anche la ormai veterana Aventador. Lo scorso anno infatti al fascino della dodici cilindri non hanno resistito 1.104 automobilisti di nicchia (1.003 unità nel 2015). E poi il 2016 verrà ricordato anche come l’anno dell’anniversario della nascita di Ferruccio Lamborghini e dei 50 anni della Miura, occasioni per le quali sono state create la limited edition Centenario Coupé e la Aventador Miura Homage.Svelate a fine 2016, e probabilmente spingeranno le vendite Lamborghini nel 2017 verso orizzonti ottimistici, si apprestano a sbarcare sul mercato anche la nuova Huracan RWD Spyder e la Aventador S. Ultima arrivata al Salone di Ginevra 2017 è infine la nuovissima Huracan Performante.Ma la piega che prenderà Sant’Agata la si vedrà a partire dal 2018 quando si volterà completamente pagina nella storia del marchio con l’arrivo della prima SUV, la Urus. La super sport utility arriverà come terza proposta nella gamma Lamborghini e punterà niente meno che a raddoppiare i volumi di vendite del marchio (per arrivare fino a 7.000 unità annuali).  
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