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Mazda MX-5 RF Exceed: tetto rigido, stesso divertimento

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pagella

CITTÀ
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FUORI CITTÀ
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AUTOSTRADA
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VITA A BORDO
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PREZZO E COSTI
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SICUREZZA
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verdetto
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La Mazda Mx-5 RF è ancora più affascinante e aggressiva della versione spider, e migliora leggermente anche nell’insonorizzazione. La capote ad azionamento elettrico aggiunge qualche chilo alla leggera spider, ma si fa fatica ad accorgersene, almeno nella guida tranquilla. Il piacere di guida infatti non cambia di una virgola. Molto completo come sempre l’allestimento Exceed

Mazda Mx-5 Retractable Fastaback, ovvero la prima Miata con il tettuccio rigido retrattile ad azionamento elettrico. Ne sentivamo il bisogno? Forse no, ma devo ammettere che dal vivo la Mazda Mx-5 RF è molto bella. Quand’è chiusa sembra una coupé a tutti gli effetti, oltre ad apparire più muscolosa ed esotica; mentre scoperta ricorda vagamente una Carrera 911 Targa. Non tanto per le proporzioni, quanto per quel lunotto fisso che trasmette un senso di sicurezza anche quando si viaggia con cielo sopra la testa. Il tettuccio rigido con meccanismo elettrico fa apparire la RF più matura e moderna rispetto alla versione spider con capote ad azionamento manuale. Il tetto rigido costa 45 kg in più sull’ago della bilancia; non molti a fin dei conti, anche perché si guadagna qualcosa anche in termini di comfort, soprattutto in autostrada, e magari anche in inverno. Il meccanismo svolge il suo lavoro in soli 13 secondi, anche in movimento, ma solo fino a 10 km/h.
La Mazda Mx-5 RF poi è disponibile solo con il motore 2.0 Skyactiv-G da 160 CV (la Spider anche con il 1.5 da 130 CV) negli allestimenti Exceed e Sport.

CITTÀ

6
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In città la Mazda Mx-5 RF non è del tutto a suo agio. La versione Exceed ha l’assetto più morbido della versione Sport, e questo sicuramente ne migliora il comfort, ma la frizione richiede un po’ di sforzo, così come lo sterzo. Se poi siete più alti di un metro e ottanta le operazioni di salire e scendere non sono proprio comode. La buona notizia è che il motore 2.0 aspirato Skyactiv-g è incredibilmente elastico e consuma poco anche in città.

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Il bello arriva quando si incontrano le curve

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FUORI CITTÀ

Il bello arriva quando si incontrano le curve. La Mazda Mx-5 RF Exceed, come già detto, ha un’assetto più morbido rispetto alla versione Sport, ed è sprovvista di differenziale autobloccante. Questo significa che è un po’ più semplice da guidare, ma ha meno trazione in uscita dalle curve strette ed è meno a suo agio con i sovrasterzi di potenza. Lì fa comunque, ma è meno prevedibile e progressiva quando perde grip. Lo sterzo preciso e il cambio magnifico (la sensazione meccanicha che trasmette la sua leva è esemplare) tuttavia la rendono fantastica da guidare a qualsiasi velocità.
Il motore è più potente di quanto i dati lascino intendere: è elastico, vivace e allunga con un latrato dal sound retrò e metallico. Fantastico. La Casa dichiara uno scatto da 0 a 100 km/h in 7,3 secondi e 214 km/h di velocità massima, ma la Miata, più di tutte, è un’auto che se ne infischia dei dati.

Mazda Mx-5 Rf 10Mazda Mx-5 Rf 10
Il bello arriva quando si incontrano le curve

Mazda Mx-5 Rf 7Mazda Mx-5 Rf 7

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AUTOSTRADA

La Mazda Mx-5 RF in autostrada è sensibilmente più silenziosa e comoda della versione spider, ma il rumore di rotolamento, del motore e i fruscii aerodinamici alla lunga annoiano. Diciamo che la “spider expercience” rimane, anche se attutita. Buoni invece i consumi, che si attestano sui 14 km/l a 130 km/h.

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VITA A BORDO

Gli interni della Mazda Mx-5 RF sono identici a quelli della spider. L’abbiamo già detto e lo riconfermiamo: quest’ultima generazione di Miata ha fatto un gran salto di qualità, si in termini di design che nella scelta dei materiali. La plancia è bella da vedere e perfettamente assemblata, con un design che pare molto più europeo che “japp”.
La nota dolente, come sulla spider, è lo spazio. Il volante non è regolabile in profondità, quindi se siete alti sarete obbligati a tirare indietro il sedile e ad afferrare il volante a braccia tese. Insomma, solo i fantini trovano la posizione di guida perfetta sulla Mx-5. Poi non ci sono vani portaoggetti sulle portiere e nemmeno sul tunnel centrale, fatta eccezione per un “loculo” sotto i comandi del clima e un cassettino tra i due sedili.
Rispetto alla versione con capote in tela il baule riduce di soli 3 litri per un totale di 127 litri. Non molti, ma un paio di trolley uno sopra l’altro ci stanno senza problemi.

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La dotazione è ricchissima

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PREZZO E COSTI

La Mazda Mx-5 RF Exceed costa 31.150 euro, 2.500 euro in più della versione spider con pari allestimento. La dotazione è ricchissima: impianto stereo Bose, fari full LED, cruise control, cechi da 17”, sensori di parcheggio posteriori e molto altro. Ottimi i consumi: il peso piuma e il motore elastico fanno si che nel ciclo combinato la Mazda Mx-5 RF necessiti solo di 6,6 l/100 km.

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La dotazione è ricchissima

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SICUREZZA

La Mazda Mx-5 RF ha ottenuto le 4 stelle per la sicurezza nel test Euro NCAP. Buona la dotazione per quanto riguarda i sistemi di sicurezza attiva e  passiva, ma la frenata è migliorabile.

Mazda Mx-5 Rf 4Mazda Mx-5 Rf 4

SCHEDA TECNICA

DIMENSIONI

Lunghezza 392 cm
Larghezza 174 cm
Altezza 124 cm
Peso 1130 kg
Bagagliaio 127 litri

TECNICA

Motore 4 cilindri in linea aspirato, 1998 cc
Potenza 160 Cv a 6.000 giri
Coppia 200 Nm a 4.600 giri
Trazione Posteriore
Trasmissione 6 Marce manuale

PRESTAZIONI

0-100 Km/h 7,3 secondi
Velocità massima 214 km/h
Consumi 6,6 l/100 km
Prezzo 31.150 euro (Allestimento Exceed)

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Fonte:

WRC 2017 – Meeke vince il Rally Catalunya con la Citroën C3

Rally of Spain 2017Rally of Spain 2017

Credits: epa06249075 Kris Meeke of Great Britain drives his CITROEN C3 WRC during day 1 of Rally Spain 2017, Salou, Spain, 06 October 2017. EPA/RODI MITSOURA

Kris Meeke ha conquistato il Rally Catalunya con la Citroën C3 e il team M-Sport – grazie al secondo posto di Sébastien Ogier e al terzo di Ott Tänak con la Ford Fiesta – è ad un passo dalla conquista del titolo WRC 2017 Costruttori.

In Spagna la Hyundai ha deluso parecchio e Thierry Neuville (ritiratosi durante la PS16 dopo aver urtato una roccia) si trova ora addirittura in terza posizione nel Mondiale. Solo la matematica lo tiene ancora in corsa per il campionato del mondo.

WRC 2017 – Rally Catalunya: le pagelle

Kris Meeke (Citroën)

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Secondo successo nel WRC 2017 per Kris Meeke e la Citroën C3. Il pilota britannico ha dominato il Rally Catalunya, parziale consolazione di una stagione sotto le aspettative.

Sébastien Ogier (Ford)

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Sébastien Ogier è sempre più in testa al WRC 2017 grazie ai tre podi negli ultimi quattro rally iridati e nonostante un digiuno di vittorie che va avanti ormai da oltre quattro mesi.

Ott Tänak (Ford)

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Grazie al terzo posto nel Rally Catalunya e al ritiro di Neuville Ott Tänak è diventato a sorpresa il principale rivale di Ogier nella lotta per il Mondiale. Mancano due gare alla fine del campionato e i punti che lo separano dal compagno di squadra, però, sono tanti (37).

Dani Sordo (Hyundai)

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I cinque punti bonus ottenuti da Dani Sordo con la vittoria nella Power Stage del Rally Catalunya hanno permesso alla Hyundai di impedire al team M-Sport di festeggiare già in Spagna la conquista del titolo WRC 2017 Costruttori. L’unica consolazione di una gara deludente per il driver iberico, 15° al traguardo a causa di un urto contro una roccia durante la PS12 che ha provocato seri danni allo sterzo.

Ford Fiesta

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Il team M-Sport ha praticamente già vinto il Mondiale WRC 2017 Costruttori. Mancano solo 4 punti (da ottenere nelle prossime due gare) per festeggiare un titolo iridato tanto sorprendente quanto meritato. La Ford Fiesta è stata l’auto migliore del campionato e non solo perché è stata guidata dal pilota più forte in circolazione (Ogier).

WRC 2017 – La classifica del Rally Catalunya

1 Kris Meeke (Citroën) 3:01:21.1
2 Sébastien Ogier (Ford) + 28.0
3 Ott Tänak (Ford) + 33.0
4 Juho Hänninen (Toyota) + 54.1
5 Mads Østberg (Ford) + 2:26.2

Le classifiche del WRC 2017 dopo il Rally Catalunya

Classifica Mondiale Piloti

1 Sébastien Ogier (Ford) 198 punti
2 Ott Tänak (Ford) 161 punti
3 Thierry Neuville (Hyundai) 160 punti
4 Jari-Matti Latvala (Toyota) 123 punti
5 Dani Sordo (Hyundai) 94 punti

Classifica Mondiale Costruttori

1 M-Sport 358 punti
2 Hyundai 275 punti
3 Toyota 225 punti
4 Citroën 198 punti

Il mondo Citroën

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Fonte:

Mondiale F1 2017 – Hamilton vince in Giappone, disastro Ferrari

Japan Formula One Grand PrixJapan Formula One Grand Prix

Credits: epa06249813 British Formula One driver Lewis Hamilton of Mercedes AMG GP steers his car during the qualifying session of the Japanese Formula One Grand Prix at the Suzuka Circuit in Suzuka, central Japan, 07 October 2017. Hamilton took the pole position, Finnish Formula One driver Valtteri Bottas of Mercedes AMG GP finished second and German Formula One driver Sebastian Vettel of Scuderia Ferrari third. EPA/FRANCK ROBICHON

Lewis Hamilton ha dominato il GP del Giappone a Suzuka con la Mercedes ed è sempre più in testa al Mondiale F1 2017.

Sono infatti ben 59 i punti di vantaggio in classifica su Sebastian Vettel, ritiratosi al quarto giro per un problema ad una candela in una corsa disastrosa per la Ferrari. A salvare – ma solo in parte – la situazione il quinto posto di Kimi Räikkönen, scattato in decima posizione.

Il GP del Giappone a Suzuka è stato l’ultimo Gran Premio di Carlos Sainz Jr. con la Toro Rosso. Il pilota spagnolo rimpiazzerà in Renault Jolyon Palmer già fra due settimane negli USA mentre nella scuderia di Faenza tornerà Daniil Kvyat.

Mondiale F1 2017 – GP Giappone a Suzuka: le pagelle

Lewis Hamilton (Mercedes)

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Un GP del Giappone impeccabile per Lewis Hamilton: pole position e una vittoria ottenuta con relativa facilità. Per il pilota britannico della Mercedes – sempre più leader del Mondiale F1 2017 – si tratta del quarto successo negli ultimi cinque Gran Premi e del quinto podio consecutivo.

Valtteri Bottas (Mercedes)

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Criticato per le prestazioni poco convincenti ma sempre nelle prime posizioni: Valtteri Bottas (4°) non è riuscito a salire sul podio a Suzuka ma ha aiutato il compagno Hamilton a difendersi da Verstappen e continua a portare punti importanti alla Mercedes. Senza contare che grazie alla grande continuità mostrata in questa stagione (undicesima gara consecutiva in “top 5”) si trova a soli 13 punti di distanza da Vettel nel Mondiale F1 2017.

Daniel Ricciardo (Red Bull)

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Il terzo posto di Daniel Ricciardo nel GP del Giappone a Suzuka significa terzo podio consecutivo e quarto piazzamento negli ultimi cinque Gran Premi del Mondiale F1 2017. Va detto, però, che anche stavolta è stato meno convincente del compagno Verstappen…

Max Verstappen (Red Bull)

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Max Verstappen ha sperato fino all’ultimo di poter conquistare il GP del Giappone ma si è dovuto “accontentare” di un ottimo secondo posto. Sarebbe riuscito a salire sul gradino più alto del podio senza l’aiuto provvidenziale di Bottas a Hamilton? Probabilmente sì…

Mercedes

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Solo la matematica ha impedito alla Mercedes di festeggiare già a Suzuka la conquista del Mondiale F1 2017 Costruttori: i punti di vantaggio sulla Ferrari sono 145 e ce ne sono 172 ancora in ballo. Il titolo potrebbe arrivare fra due settimane a Austin.

Mondiale F1 2017 – I risultati del GP del Giappone a Suzuka

Prove libere 1

1 Sebastian Vettel (Ferrari) 1:29.166
2 Lewis Hamilton (Mercedes) 1:29.377
3 Daniel Ricciardo (Red Bull) 1:29.541
4 Kimi Räikkönen (Ferrari) 1:29.638
5 Valtteri Bottas (Mercedes) 1:30.151

Prove libere 2

1 Lewis Hamilton (Mercedes) 1:48.719
2 Esteban Ocon (Force India) 1:49.518
3 Sergio Pérez (Force India) 1:51.345
4 Felipe Massa (Williams) 1:52.146
5 Lance Stroll (Williams) 1:52.343

Prove libere 3

1 Valtteri Bottas (Mercedes) 1:29.055
2 Lewis Hamilton (Mercedes) 1:29.069
3 Sebastian Vettel (Ferrari) 1:29.379
4 Max Verstappen (Red Bull) 1:29.910
5 Daniel Ricciardo (Red Bull) 1:30.018

Qualifiche

1 Lewis Hamilton (Mercedes) 1:27.319
2 Valtteri Bottas (Mercedes) 1:27.651
3 Sebastian Vettel (Ferrari) 1:27.791
4 Daniel Ricciardo (Red Bull) 1:28.306
5 Max Verstappen (Red Bull) 1:28.332

Gara

1 Lewis Hamilton (Mercedes) 1h27:31.194
2 Max Verstappen (Red Bull) + 1,2 s
3 Daniel Ricciardo (Red Bull) + 9,7 s
4 Valtteri Bottas (Mercedes) + 10,6 s
5 Kimi Räikkönen (Ferrari) + 32,6 s

Le classifiche del Mondiale F1 2017 dopo il GP del Giappone

Classifica Mondiale Piloti

1 Lewis Hamilton (Mercedes) 306 punti
2 Sebastian Vettel (Ferrari) 247 punti
3 Valtteri Bottas (Mercedes) 234 punti
4 Daniel Ricciardo (Red Bull) 192 punti
5 Kimi Räikkönen (Ferrari) 148 punti

Classifica Mondiale Costruttori

1 Mercedes 540 punti
2 Ferrari 395 punti
3 Red Bull-TAG Heuer 303 punti
4 Force India-Mercedes 147 punti
5 Williams-Mercedes 66 punti

Passione Mercedes

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Triumph Bonneville Speedmaster e Bobber 2018

Ecco il video ufficiale diffuso da Triumph girato in occasione della serata di inaugurazione del nuovo Visitor Experience, nella sede storica del marchio a Hinckley, dove sono stati presentati due nuovi modelli per il 2018. Si tratta, in particolare del nuovo Bonneville Bobber Black, dallo stile ancora più aggressivo, e del nuovo Bonneville Speedmaster, che riprende lo stile classico tipico delle custom del marchio inglese.

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Type D: l’ultima Auto Union da corsa

Heimgekehrt: Letzter Auto Union Silberpfeil Typ D Doppelkompressor wieder bei AudiHeimgekehrt: Letzter Auto Union Silberpfeil Typ D Doppelkompressor wieder bei Audi

Tazio Nuvolari drove the Auto Union 12-cylinder Type D racing caTazio Nuvolari drove the Auto Union 12-cylinder Type D racing ca

Heimgekehrt: Letzter Auto Union Silberpfeil Typ D Doppelkompressor wieder bei AudiHeimgekehrt: Letzter Auto Union Silberpfeil Typ D Doppelkompressor wieder bei Audi

Heimgekehrt: Letzter Auto Union Silberpfeil Typ D Doppelkompressor wieder bei AudiHeimgekehrt: Letzter Auto Union Silberpfeil Typ D Doppelkompressor wieder bei Audi

Encounter - The Audi Technology Magazine 1/2013Encounter - The Audi Technology Magazine 1/2013

Credits: Auto Union type D twin supercharger from 1939 – monument – the two-stage supercharger with the array of carburetors to the right.

100 years of Audi100 years of Audi

Credits: Auto Union Type D, 1938, cockpit

Anniversary magazine MotorsportsAnniversary magazine Motorsports

Credits: Design – the Auto Union Type D in an original drawing from 1938.

Encounter - The Audi Technology Magazine 1/2013Encounter - The Audi Technology Magazine 1/2013

Credits: Auto Union type D twin supercharger from 1939 – formidable – the individual exhaust pipes are extremely short, making the sound blasting out of them even more incredible.

Encounter - The Audi Technology Magazine 1/2013Encounter - The Audi Technology Magazine 1/2013

Credits: Auto Union type D twin supercharger – The beauty of technology is evident in the inimitable form of the Auto Union Grand Prix race car. In the late 1930s, it united an innovative concept with the highest level of perfection; today, it is a milestone in automotive history. 485 horse power were generated by the twin-supercharged twelve-cylinder – for the substantial drum brakes, an often virtually insurmountable challenge.

 

La Type D è l’ultima “freccia d’argento” realizzata dalla Auto Union: scopriamo insieme la storia di quest’auto da corsa tedesca che ha corso nel 1938 e nel 1939 prima di dover interrompere la propria carriera in seguito allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale.

Auto Union Type D: la storia

L’Auto Union Type D nasce nel 1938 per rimpiazzare la Type C. Più maneggevole dell’antenata, monta (per motivi di regolamento) un motore più “piccolo”: un 3.0 V12 da 485 CV sovralimentato con due compressori e tre alberi a camme che prende il posto del possente 6.0 V16.

La prima Auto Union da corsa non progettata da Ferdinand Porsche presenta anche sospensioni completamente riviste con retrotreno tipo De Dion.

1938

La stagione non inizia nel migliore dei modi per la Auto Union a causa della morte a gennaio del pilota tedesco Bernd Rosemeyer, scomparso al volante di una Type C Streamliner nel tentativo di battere un record di velocità.

La Type D debutta ufficialmente il 3 luglio a Reims con due sole vetture – entrambe ritirate – affidate al tedesco Rudolf Hasse e allo svizzero Christian Kautz. La situazione migliora il 24 luglio al Nürburgring: quattro auto al via (di cui una nelle mani del nostro Tazio Nuvolari) e primo podio grazie al terzo posto del teutonico Hans Stuck.

I primi successi per la Auto Union Type D arrivano grazie a Nuvolari: primo l’11 settembre a Monza e sul gradino più alto del podio della gara minore di Donington dopo aver investito un cervo durante le prove.

1939

La stagione 1939 per l’Auto Union si apre il 25 giugno con il secondo posto di Hasse a Spa e la vittoria nella corsa minore di Bucarest di Stuck.

Risale al 9 luglio – a Reims – l’ultima vittoria importante per l’Auto Union: il tedesco Hermann Paul Müller termina la gara francese davanti al connazionale Georg Meier (new-entry del team).

Grazie ad altri piazzamenti importanti (2° al Nürburgring e 4° in Svizzera) Müller si aggiudica il primo posto nel campionato europeo ma il responsabile dello sport motoristico della Germania nazista Adolf Hühnlein – scavalcando la federazione internazionale – dichiara che il titolo va assegnato a Hermann Lang su Mercedes per via del maggior numero di successi (2). Lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, tuttavia, porta alla mancata assegnazione del riconoscimento.

La storia dell’Auto Union Type D termina ufficialmente due giorni dopo l’invasione della Polonia da parte di Hitler: il 3 settembre a Belgrado – ultima corsa automobilistica disputata in Europa negli anni ’30 – Tazio Nuvolari regala alla Casa teutonica e alla Germania nazista intera l’ultimo successo nel motorsport.

Auto d’epoca tedesche

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Fonte:

Nissan Qashqai 1.6 dCi 2WD: ancora in forma

Nissan Qashqai restylingNissan Qashqai restyling

Nissan Qashqai restyling codaNissan Qashqai restyling coda

Nissan Qashqai restyling frontaleNissan Qashqai restyling frontale

Nissan Qashqai restyling profiloNissan Qashqai restyling profilo

Nissan Qashqai restyling tre quarti posterioreNissan Qashqai restyling tre quarti posteriore

Nissan Qashqai restyling vista dall'altoNissan Qashqai restyling vista dall'alto

Nissan Qashqai restyling bagagliaioNissan Qashqai restyling bagagliaio

 

Comfort
Silenziosa, comoda ma non molto spaziosa.
Costi
Costa e consuma il giusto.
Piacere di guida
Piuttosto agile nelle curve, monta un motore diesel brioso da 131 CV.
Ambiente
116 g/km di CO2 emessi: non male.

Nonostante siano già trascorsi quattro anni dal lancio la seconda generazione della Nissan Qashqai (sottoposta pochi mesi fa ad un restyling che ha riguardato soprattutto il frontale) è ancora una delle SUV più moderne in listino (nonché una delle più apprezzate dal pubblico).

Le varianti “entry-level” della Sport Utility giapponese (quelle dotate dei motori 1.2 a benzina e 1.5 diesel con gli allestimenti più “basic”) realizzata sullo stesso pianale della Renault Kadjar sono molto richieste da chi cerca qualcosa di più sfruttabile di una B-SUV senza spendere molto di più. In questo primo contatto abbiamo però voluto capire se anche le versioni “top di gamma” sono rimaste un punto di riferimento nel segmento. Scopriamo insieme i pregi e i difetti della 1.6 dCi 2WD Tekna+, la variante a trazione anteriore più costosa della crossover asiatica.

Nissan Qashqai restyling bagagliaioNissan Qashqai restyling bagagliaio

Compatta fuori (e dentro)

La Nissan Qashqai 1.6 dCi 2WD Tekna+ – con il suo prezzo di 35.150 euro – entra in concorrenza con modelli che offrono più spazio per i passeggeri posteriori e per le valigie.

Va detto, però, che le dimensioni esterne contenute (meno di 4,40 metri di lunghezza, 4,39 per l’esattezza) se da un lato (quello della “versatilità”) sono penalizzanti dall’altro consentono alla crossover del Sol Levante di cavarsela meglio della concorrenza nel traffico urbano.

Nissan Qashqai restyling codaNissan Qashqai restyling coda

Una SUV completa

Il segreto del successo della Nissan Qashqai? Il fatto di essere una SUV completa ed equilibrata. In un panorama automobilistico composto da crossover eccellenti in alcune materie e deludenti in altre lei sa fare bene più o meno tutto.

Nelle curve offre un comportamento stradale agile, nei lunghi viaggi in autostrada sa essere silenziosa e comoda (tranne che sulle sconnessioni più pronunciate, in quel caso la risposta degli ammortizzatori è un po’ troppo secca) e ospita sotto il cofano un motore (1.6 turbodiesel dCi da 131 CV e 320 Nm di coppia) che – a differenza di quanto visto sulla più grossa e pesante cugina X-Trail – riesce ad offrire prestazioni vivaci (“0-100” in 9,9 secondi) e consumi adeguati (22,7 km/l dichiarati, sempre sopra i 15 rilevati in qualsiasi condizione di guida).

Nissan Qashqai restyling frontaleNissan Qashqai restyling frontale

Sicurezza a cinque stelle

Il tutto abbinato ad una grande sensazione di sicurezza. Non solo per le cinque stelle ottenute nei crash test Euro NCAP ma anche per un eccellente pacchetto che comprende uno sterzo preciso al punto giusto e un impianto frenante onesto e sincero.

In più la dotazione di sicurezza è completa di tutto il necessario: airbag frontali, laterali e a tendina, attacchi Isofix, controlli di stabilità e trazione, monitoraggio pressione pneumatici e Safety Shield (controllo automatico dei fari abbaglianti, riconoscimento segnaletica stradale, avviso cambio di corsia involontario e frenata automatica).

Nissan Qashqai restyling profiloNissan Qashqai restyling profilo

Equilibrata anche nel prezzo

Il prezzo della Nissan Qashqai 1.6 dCi 2WD Tekna+ protagonista del nostro primo contatto è in linea con quanto offerto dalla concorrenza: 35.150 euro. Il tutto abbinato ad una dotazione di serie ricca: autoradio Bose Bluetooth CD DAB MP3 USB, bracciolo centrale anteriore con vano portaoggetti, porta USB e presa 12V, cerchi in lega da 19”, climatizzatore automatico bizona, cruise control, fari a LED, fendinebbia, Intelligent Around View Monitor (un sistema che offre una visione dall’alto della vettura grazie a quattro telecamere), navigatore, sedile guida con regolazione elettrica, funzione memory e supporto lombare a 4 punti, sedili anteriori riscaldabili, sedili in pelle Nappa con impunture in rilievo, sensori luci e pioggia, sensori di parcheggio anteriori e posteriori, telecamera posteriore e tetto panoramico.

Non vi basta? Sappiate che la SUV giapponese è anche richiestissima sul mercato dell’usato (una buona notizia in caso di rivendita) e che la garanzia è lunga (tre anni o 100.000 km).

Scheda tecnica

Motore turbodiesel
N. cilindri/cilindrata 4/1.598 cc
Potenza 96 kW (131 CV) a 4.000 giri
Coppia 320 Nm a 1.750 giri
Trazione anteriore
Velocità max 190 km/h
Acc. 0-100 km/h 9,9 s
Consumo urb./extra/medio 19,6/24,4/22,7 km/l
Dimensioni 4,39/1,81/1,59 metri
Passo 2,65 metri
35.150 euro

Il mondo Nissan

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Fonte:

Nissan X-Trail restyling: la SUV spaziosa

Nissan X-Trail restyling frontaleNissan X-Trail restyling frontale

Nissan X-Trail restyling profiloNissan X-Trail restyling profilo

Nissan X-Trail restyling tre quarti posterioreNissan X-Trail restyling tre quarti posteriore

Nissan X-Trail restyling vista dall'altoNissan X-Trail restyling vista dall'alto

Nissan X-Trail restylingNissan X-Trail restyling

 

Comfort
Grande spazio per passeggeri (volendo c’è anche a 7 posti) e bagagli e sospensioni morbide sugli avvallamenti.
Costi
Prezzo in linea con la concorrenza (la 1.6 dCi 4WD Tekna da noi testata costa 37.840 euro), consumi migliorabili.
Piacere di guida
Predilige le andature rilassate per via del rollio marcato. Il motore 2.0 diesel è più adatto del 1.6 a chi cerca il brio.
Ambiente
Emissioni di 143 g/km di CO2. Molte rivali se la cavano meglio…

La terza generazione della Nissan X-Trail – sottoposta recentemente ad un restyling che ha coinvolto principalmente il design del frontale e la gamma motori – è una SUV realizzata sullo stesso pianale delle Renault Mégane Sporter e Koleos destinata a chi cerca un mezzo spazioso ma non vuole rinunciare allo stile trendy che solo una crossover può offrire.

Nel nostro primo contatto abbiamo potuto guidare la sorella maggiore della Qashqai (nonché la Sport Utility più grande offerta nel nostro Paese dalla Casa giapponese) nella versione 1.6 dCi 4WD Tekna a trazione integrale. Scopriamo insieme i suoi pregi e difetti.

Nissan X-Trail restyling profiloNissan X-Trail restyling profilo

Spaziosa (quasi) come una monovolume

La Nissan X-Trail restyling è una delle poche SUV in grado di essere spaziose e versatili quanto una monovolume: l’abitacolo offre un mare di centimetri alla testa e alle gambe dei passeggeri posteriori ed è impreziosito dal divano scorrevole (un po’ strettino per tre passeggeri, va detto). Pagando 1.550 euro si può avere il Family Pack (7 posti e tetto panoramico apribile elettricamente).

Il bagagliaio ampio (565 litri) diventa immenso (1.996 litri) in modalità due posti mentre per quanto riguarda le finiture segnaliamo la plancia identica a quella della Qashqai. Avremmo preferito una maggiore differenziazione, anche perché stiamo parlando di una SUV di un segmento superiore.

Nissan X-Trail restyling frontaleNissan X-Trail restyling frontale

Soprattutto comoda

La Nissan X-Trail restyling protagonista del nostro primo contatto punta ad offrire il massimo comfort al guidatore e ai passeggeri: la posizione di seduta alta consente di dominare la strada e il motore silenziosissimo (unito ad un abitacolo ottimamente insonorizzato) permette di parlare con un tono di voce normale a bordo anche a velocità autostradali.

Alti e bassi per quanto riguarda le sospensioni – soffici sugli avvallamenti, un po’ troppo dure sulle sconnessioni più pronunciate – e lo sterzo, non molto diretto.

Nissan X-Trail restyling tre quarti posterioreNissan X-Trail restyling tre quarti posteriore

Non nasce per fare le corse

Il motore della Nissan X-Trail restyling da noi testata in occasione del primo contatto è il 1.6 turbodiesel dCi. Un’unità caratterizzata da una cilindrata contenuta che consente di risparmiare sull’assicurazione RC Auto ma secondo noi sottodimensionata per una SUV così grande e pesante.

I cavalli non sono molti (131) così come la coppia (320 Nm) e questo incide sulla reattività ai bassi regimi e sulle prestazioni (11 secondi sullo “0-100”). Il nostro consiglio è quello di spendere 1.600 euro in più e acquistare il 2.0 a gasolio da 177 CV, più adeguato alla mole della crossover nipponica.

Nissan X-Trail restyling vista dall'altoNissan X-Trail restyling vista dall'alto

Tanta sicurezza

La dotazione di sicurezza della Nissan X-Trail (vettura capace di conquistare cinque stelle nei crash test Euro NCAP) è molto ricca: airbag frontali, laterali e a tendina, assistente alle partenze in salita, attacchi Isofix, controlli di stabilità e trazione, monitoraggio pressione pneumatici, Safety Shield (frenata automatica con riconoscimento pedoni, avviso cambio di corsia involontario, rilevamento segnaletica stradale e controllo automatico dei fari abbaglianti) e Safety Shield Plus (rilevamento attenzione guidatore, assistenza al parcheggio, copertura angolo cieco e rilevamento posteriore degli ostacoli in movimento).

Alla guida bisogna però fare i conti con una visibilità non eccezionale, con un rollio evidente nelle curve e con freni che potrebbero essere più potenti.

Nissan X-Trail restylingNissan X-Trail restyling

Costa il giusto, consumi solo sufficienti

La Nissan X-Trail 1.6 dCi 4WD Tekna guidata nel nostro primo contatto ha un prezzo37.840 euro – adeguato alla dotazione di serie: autoradio Bose AUX Bluetooth CD DAB MP3 USB, bagagliaio con apertura/chiusura senza mani, cerchi in lega da 19”, climatizzatore automatico bizona, cruise control, fari a LED, fendinebbia, Intelligent Around View Monitor (sistema che grazie a quattro telecamere offre una visione dall’alto della vettura, utile nelle manovre di parcheggio), interni in pelle, navigatore, retrovisori ripiegabili elettricamente, sedile del guidatore regolabile elettricamente, sensori di parcheggio anteriori e posteriori, sensori luci e pioggia e vetri posteriori oscurati.

Ci saremmo aspettati, però, consumi più contenuti: la Casa dichiara 18,5 km/l ma per stare sopra quota 15 bisogna guidare con il piede leggero. Buona la garanzia di tre anni o 100.000 km, meno buona la tenuta del valore: le SUV grandi (a parte quelle “premium”) non sono richieste quanto quelle piccole o compatte sul mercato dell’usato.

Scheda tecnica

Motore turbodiesel
N. cilindri/cilindrata 4/1.598 cc
Potenza 96 kW (131 CV) a 4.000 giri
Coppia 320 Nm a 1.750 giri
Trazione integrale
Velocità massima 186 km/h
Acc. 0-100 km/h 11,0 s
Consumo urb./extra/medio 15,9/20,4/18,5 km/l
Dimensioni 4,69/1,83/1,74 metri
Passo 2,71 metri
37.840 euro

Il mondo Nissan

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Riding Assist-e, prove di futuro a due ruote in Honda

Honda Riding Assist-e, @Tokyo Motor Show 2017Honda Riding Assist-e, @Tokyo Motor Show 2017

Credits: Honda Riding Assist-e, @Tokyo Motor Show 2017

Honda Riding Assist-e, @Tokyo Motor Show 2017Honda Riding Assist-e, @Tokyo Motor Show 2017

Credits: Honda Riding Assist-e, @Tokyo Motor Show 2017

Honda Riding Assist-e, @Tokyo Motor Show 2017Honda Riding Assist-e, @Tokyo Motor Show 2017

Credits: Honda Riding Assist-e, @Tokyo Motor Show 2017

Honda Riding Assist-e, @Tokyo Motor Show 2017Honda Riding Assist-e, @Tokyo Motor Show 2017

Credits: Honda Riding Assist-e, @Tokyo Motor Show 2017

Honda Riding Assist-e, @Tokyo Motor Show 2017Honda Riding Assist-e, @Tokyo Motor Show 2017

Credits: Honda Riding Assist-e, @Tokyo Motor Show 2017

 

Riding Assist-e è la interpretazione che Honda dà alla moto del futuro. Si tratta di un prototipo dotato di una tecnologia sviluppata tramite la ricerca sul robot umanoide Honda Asimo.

Il futuro a due ruote secondo Honda

Non possiamo parlare di un primo step di guida autonoma anche per le due ruote, ci mancherebbe altro, però siamo sicuramente al cospetto di qualcosa di simile. Difatti Honda Riding Assist-e mantiene automaticamente l’equilibrio alle basse velocità, riducendo l’affaticamento del pilota e massimizzando la sicurezza.

“Questo modello, rende la guida più facile e più divertente. Il Riding Assist­e è spinto da un motore elettrico, e segna un passo ulteriore verso la realizzazione della visione Honda per “godere della libertà data dalla mobilità” e per una “società libera dagli idrocarburi”, dicono in Honda.

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Lancia Ypsilon e Peter Lindbergh: una partnership nel segno della moda

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Lancia Ypsilon la urban fashion car più amata dalle donne italiane è alò nuovo Main Sponsor dell’unica tappa italiana della Mostra di Peter Lindbergh che si terrà alla Reggia di Venaria Reale dal 7 ottobre al 4 febbraio.

Le top Model del XX secolo

Protagoniste dell’evento saranno le migliori realizzazioni dell’artista considerato uno dei maggiori fotografi di moda viventi. Lindbergh ha rivoluzionato la fotografia di moda grazie a una tecnica personale e uno stile innovativo ispirato al linguaggio del cinema e della danza. Il risultato di questo nuovo approccio sono scatti capaci di esprimere al tempo stesso grazia e sensualità. Soggetti dei suoi lavori sono le modelle che hanno segnato la storia della moda della fine del XX secolo, lanciando “l’era delle top-model”: da Cindy Crawford a Naomi Campbell a Linda Evangelista.

Un esemplare speciale della Lancia Ypsilon accoglierà il pubblico per tutto il primo mese della retrospettiva. La vettura si distinguerà per una personalizzazione firmata Ramponi Stones and Strass, brand che fornisce le più grandi case di moda e che ha già collaborato con Lancia.

Un pezzo di storia dell’auto italiana

In occasione della mostra, gli ospiti VIP di Lindbergh raggiungeranno la Reggia a bordo di tre  auto d’epoca targate Lancia e provenienti dalla collezione di FCA Heritage, il Dipartimento che si occupa di valorizzare e promuovere la storia dei marchi italiani del Gruppo FCA. 
L’Aurelia B20 GT, l’Aurelia B24 Spider e la Flaminia, tra le vetture più iconiche e rappresentative di un’epoca straordinaria come la Dolce Vita.

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Ioniq Electric: parte da Amsterdasm il primo car sharing elettrico di Hyundai

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Hyundai IONIQ Car Sharing Amsterdam (1)Hyundai IONIQ Car Sharing Amsterdam (1)

Hyundai IONIQ Car Sharing Amsterdam (2)Hyundai IONIQ Car Sharing Amsterdam (2)

Hyundai IONIQ Car Sharing Amsterdam (3)Hyundai IONIQ Car Sharing Amsterdam (3)

 

Dopo aver lanciato los corso anno il primo car sharing a idrogeno al Mondo a Monaco di Baviera, Hyundai sbarca in Olanda e inaugura il suo primo servizio di veicoli EV in condivisione schierando 100 IONIQ Electric. 
“Siamo orgogliosi di aver avviato il nostro primo servizio di car-sharing elettrico in Europa, sostenendo anche l’obiettivo di Amsterdam di raggiungere ambiziosi traguardi sul contenimento delle emissioni” – ha dichiarato Thomas A. Schmid, Chief Operating Officer di Hyundai Europa, in occasione della cerimonia di inaugurazione. “Con il lancio di 15 modelli eco-friendly entro il 2020, Hyundai sta dimostrando il suo ruolo pionieristico nella mobilità sostenibile alla portata di tutti. Offrendo la più ampia varietà di alimentazioni green, elettrica, ibrida e Fuel Cell, il nostro marchio è impegnato nello sviluppo di una e-mobility che si adatta alle esigenze più disparate”.

PanoramautoTV / News

Hyundai Ioniq

La berlina eco-friendly della Casa coreana. Ibrida. ibrida plug-in o elettrica al 100%

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